Edizione: 27/03/2010 Libero LIB_sabato pagina 14 stampata da: callioni alle ore: 22.32.20 colore 14 Sabato 27 marzo 2010 ITALIA @ commenta su www.liberonews.it ::: SENZA FRENI I telepredicatori Fuori da mamma Rai i giornalisti ingrati I Santoro e i Floris sono stipendiati dalla tv di Stato e le sparano sempre contro ::: La lettera Il giudice: «Mai citato Annozero» Ma il virgolettato non dice così... ::: EDMONDO BRUTI LIBERATI* Illustre sig. Direttore, ho letto oggi sul quotidiano da Lei diretto un articolo in cui si riprende e commenta una mia relazione ad un corso del Csm . Del “proces so parallelo” sui media, dei rischi che esso comporta e delle cautele che i magistrati dovrebbero adottare, mi occupo da molti anni, esattamente dal 1997 quando curai la traduzione italiana del libro del magistrato francese Garapon “I custodi dei diritti” e poi in relazioni ai corsi del Csm nel 2004 e nel 2007. Nei miei interventi ho citato diverse trasmissioni TV ed ho espresso le mie valutazioni critiche sul modo in cui venivano trattate alcune vicende processuali. Mai mi sono permesso di dare valutazioni generali su questa o quella trasmissione, si trattasse di Porta a Porta, Matrix o Anno Zero. Il titolo virgolettato che appare a pag 14 del suo quotidiano: ”Stop alla partecipazione dei giudici ad Annozero, danno credibilità ad una trasmissione che non ne ha” non corrisponde né al testo della mia relazione, né al mio pensiero. Le sarò molto grato se vorrà pubblicare, con il rilevo dovuto, questa mia breve precisazione * Magistrato a Milano *** La relazione tenuta dal dr. Edmondo Bruti Liberati al seminario del Csm del 23 marzo scorso a Roma ha per titolo “La rappresentazione massmediatica della giustizia”. È contenuta in 19 pagine nelle quali è riportata una bibliografia di 15 citazioni, fra cui quella del critico televisivo del Corriere della Sera, Aldo Grasso: “Retorica, televisione e processo” in “Arte della persuasione e processo” Milano, Giuffrè, 1998, pagine 67 e seguenti. Ogni virgolettato riportato nel mio articolo di ieri è tratto dal testo di questa relazione, firmata dal procuratore aggiunto di Milano. Bruti Liberati sostiene di non essersi «permesso di dare valutazioni generali su questa o quella trasmissione, si trattasse di Porta a Porta, Matrix o Anno Zero». Riporto qui il capoverso integrale della relazione del procuratore aggiunto di Milano all'inizio di pagina 10, righe 19: «Con le trasmissioni di Matrix su Erba è stato insidiato il primato, per me in negativo, fino ad allora detenuto da Porta a Porta: si è passati decisamente al genere della docufiction, con verbali di intercettazioni recitati da attori. Ma poiché la gara al peggio è sempre aperta ecco Santoro che con AnnoZero si spinge oltre e la docufiction si espande con la messa in scena di interi verbali di dichiarazioni recitati da attori, il tutto sotto gli occhi di una nuova sua, direbbe Aldo Grasso, “compa gnia di giro”. Il metodo della docufiction si coniuga con quello della story telling: non si tratta più di dare un contributo critico alla ricostruzione di un fatto, attraverso una esposizione razionale, ma di raccontare una storia». Questo è il testuale: può giudicare il lettore se nella frase sono o no espressi giudizi su trasmissioni televisive. Anche le considerazioni di Bruti Liberati sulla partecipazione o meno di magistrati a trasmissioni tv che trasmettono docu fiction riportate ieri erano testuali dal punto 2,5 b) della sua relazione: a pagina 17 con il titolo «il magistrato non coopera, nemmeno con la sua semplice presenza, a legittimare trasmissioni nelle quali si imbastisce il “processo parallelo”». Per brevità di spazio non ho citato altri concetti di Bruti Liberati molto interessanti espressi nella chiosa della sua relazione, a pagina 19. Riparo qui: «Non mitizziamo dunque: società civile non sempre è di per sé buono (...) Nelle iniziative di società civile che attengono a questioni di giustizia è immanente il rischio, si intende a fin di bene, di scivolare verso il sostanzialismo, di abbandonare in un conflitto semplificato fra il Bene e il Male ogni regola garantistica, di assumere, infine, come modello, comportamenti di magistrati discutibili e discussi (sotto il profilo della professionalità e del rispetto delle regole processuali), fino all'esito di eroicizzare questo o quel magistrato rientrante nel modello. Si evoca spesso, del tutto strumentalmente, il fantasma del “partito dei magistrati” (...) Ma i magistrati per primi devono accuratamente evitare che atteggiamenti non meditati e/o non misurati possano dare argomenti a chi evoca quel fantasma». Considerazioni coraggiose, e una relazione che dovrebbe essere letta perfino nelle scuole. Spero che dopo averla così brillantemente scritta e pronunciata nel seminario, Bruti Liberati non abbia oggi timore di ritorsioni per avere espresso con così grande libertà le sue idee. FRANCO BECHIS ::: ENRICO PAOLI «Catari’, Catari’...pecché mm’e ddice sti pparole amare?!». “Core Ingrato” è uno dei must della canzone napoletana. Uno di quelli che hanno attraversato il secolo passato per entrare nel presente senza essere mai passato di moda. Perché l’ingratitudine, cantano e raccontato nella canzone, è un sentimento che non muore mai e la sceneggiata bolognese della premiata ditta Santoro&C. ne è la dimostrazione più evidente. Ed è di una evidenza macroscopica se due direttori, uno dei quali con contratto aggiuntivo di conduttore (Michele Santoro e Corradino Mineo) e un giornalista a contratto, dopo essersi dimesso dalla tv di Stato della quale era un dipendente (Giovanni Floris), si possono permettere di attaccare l’azienda dalla quale percepiscono lauti compensi, chiedendo in cambio solo il rispetto delle regole. Nessuno di loro, nonostante contesti apertamente la linea editoriale dell’azienda, ha pensato ben di lasciare il posto (rifacendosi alla clausola di coscienza prevista dal contratto dei giornalisti; non sono d’accor do con la testata e quindi me ne vado), preferendo protestare contro la Rai a spese della Rai. Davvero di tutto di più. LA RENDITA DI ANNOZERO Michele Santoro, per esempio, percepisce 700mila euro l’anno più benefit. Avendo la qualifica di direttore ad personam, ha diritto alla macchina di servizio, della quale fa ampio uso. Con quella cifra la Rai “ricompensa” il direttore Santoro e il conduttore di Annozero. Il quale, tanto per dimostrare l’attaccamento all’azienda, ricorda a tutti, usandola come una clava, che se è tornato in onda e in prima serata lo deve al magistrato che gli ha fatto vincere la causa. Insomma, un grande attaccamento alle carte bollate, più che un attaccamento alle antenne di viale Mazzini. Corradino Mineo, direttore di Rai News 24, percepisce circa 250 mila euro all’anno. Anche per lui il contratto aziendale prevede benefit, come la macchina e il telefonino, e l’ufficio personalizzato. A Bologna Mineo, nonostante i vertici di viale Mazzini avessero concesso alla rete che dirige di mandare in onda una parte della serata, ma in differita, ha ribadito la sua contrarietà nei confronti delle scelte dell’azienda. Insomma ha protestato contro chi gli paga regolarmente lo stipendio. Giovanni Floris, ex inviato e corrispondente dagli Stati Uniti, dopo aver lasciato la Rai per passare nell’eletta schiera dei conduttori a contratto, percepisce 400mila euro all’anno. Con questa cifra viene ricompensata la sua conduzione di Ballarò, programma che viene realizzato negli studi della Rai, con personale di viale Mazzini. Anche lui, a Bologna, ha attaccato la scelta della Rai di chiudere i talk show, in nome della libertà di stampa. L’INVIATO RUOTOLO A completare l’eletta schiera dei giornalisti pagati dalla Rai che protestano contro la Rai, l’inviato di punta di Annozero, Sandro Ruotolo, e il conduttore di Presa diretta Riccardo Iacona. Solo con un contributo video, visto che il suo programma non è stato interrotto, ha partecipato alla sceneggiata bolognese Milena Gabanelli, conduttrice e creatrice di Report. Il suo cachet a stagione si aggira fra i 120 e i 150 mila euro all’anno. Infine, ma qui il ragionamento si fa più sottile, anche la falange finiana di FareFuturo, la Fondazione presieduta da Gianfranco Fini, ha deciso di attaccare la Rai, finendo con il dare ragione a Michele Santoro. Eppure la componente finiana all’interno della tv di Stato non è affatto esigua, anzi negli ultimi tempi ha fatto incetta di poltrone. E solo un tatticismo dell’ultim’ora ha bloccato la trasferta bolognese del direttore di FareFuturo Filippo Rossi. Che non prende un soldo dalla Rai. Lui. . € 400.000 . € 150.000 . € 250.000 . LE FACCE DI CHI ATTACCA IL SERVIZIO PUBBLICO A fianco il conduttore di Ballarò, Giovanni Floris (foto: LaPresse), che guadagna 400 mila euro all’anno. Sotto, invece, Milena Gabanelli (Foto: Olycom), che prende intorno ai 150 mila euro per il suo Report, il programma d’inchiesta che va in onda dal 1997 su Rai Tre. Infine il direttore di Rai News 24, il canale allnews edito dalla Rai, Corradino Mineo (Foto: Fotogramma). Mineo è arrivato dal novembre 2006, inaugurando la nuova veste grafica a tutto schermo e la doppia conduzione. Oggi guadagna 250 mila euro. CONDUTTORI NEL MIRINO E il sindacato se la prende con Libero E l’Usigrai, il sindacato dei giornalisti Rai, se la prende con Libero e con il direttore del Tg1, Augusto Minzolini. «Squilli di tromba affidati al quotidiano Libero preannunciano una nuova carica degli epuratori, con Minzolini che si pre parerebbe a sostituire alcuni conduttori del Tg1», sostiene Carlo Verna, segre tario dell’Usigrai. «Siamo ovviamente pronti a suonare le nostre campane, e stavolta interpelleremo uno ad uno i responsabili di una catena aziendale di controllo a partire dal capo delle risorse umane Flussi, al presidente Garimberti , tenendo al centro ovviamente il direttore generale Mauro Masi, chiamato alla prova della verità dopo le poco onorevoli intercettazioni che lo riguardano». Una questione, quella delle intercettazioni che l’azienda ha già affrontato, stabilendo di visionare le carte della procura prima di emettere un qualsiasi giudizio. L’Usi grai, invece, ha già la sentenza pronta. «Il conduttore, per la sua visibilità, costituirebbe un bersaglio simbolo e se colpito la cosa sarebbe per tutti un segnale in un contesto dove già ci sono stati demansionamenti e rimozioni puntualmente contestati dal sindacato», chiosa Verna, convinto che sia già in corso un’epura zione di massa.
Edizione: 27/03/2010 Libero LIB_sabato pagina 5 stampata da: callioni alle ore: 20.01.29 colore 5Sabato 27 marzo 2010 100.000 applicazioni. 100.000 modi di stupirti. A partire da 0€ con gli Abbonamenti TOP di 3. Offerta valida fino al 30/06/2010. In base all’iPhone e al Piano Tariffario scelto può essere previsto un anticipo sul prezzo del terminale. Abbonamenti TOP sottoscrivibili con Carta di Credito/RID, impegno di 24 mesi, corrispettivo per recesso anticipato. Per info su copertura, condizioni e costi www.tre.it o i 3 Store. ©2009 Apple Inc. Tutti i diritti riservati. www.apple.com/it. Controllo vocale ottimizzato per l'Italiano. iPhone non supporta la tecnologia DVBH.
Edizione: 27/03/2010 Libero LIB_sabato pagina 43 stampata da: grafici06 alle ore: 22.26.11 colore 43Sabato 27 marzo 2010 @ commenta su www.liberonews.it SPORT A Latina la difesa inizia dai raccattapalle Slalom Una gara a porte chiuse e multa di 1.500 euro all’Adrano Calcio (Serie D/I) “per avere al termine della gara, persona non identificata, ma chiaramente riconducibile alla società, indebitamente presente nel sottopassaggio che conduce agli spogliatoi, strattonato al petto uno degli assistenti arbitrali, spinto il medesimo contro il muro rivolgendogli, nella circostanza, espressione gravemente ingiuriosa. L’ufficiale di gara, divincolatosi dalla stretta, riusciva poi a raggiungere il proprio spogliatoio”. Ostracismo Multa di 300 euro al Latina (Serie D/G): “Dopo la realizzazione di una rete al 28’ del primo tempo, gli addetti al recupero del pallone si allontanavano dal recinto di gioco senza farvi più rientro, in tal modo contribuendo a ritardare le riprese del gioco”. Occhio per occhio Inibizione per tre gare a Doriano Aglini, dirigente del Deruta (Serie D/E) “per avere, in reazione a condotta violenta di un calciatore della squadra avversaria, colpito il medesimo con uno schiaffo al volto”. Ficcante Inibizione per due gare a Cataldo Carrozza, dirigente della Rossanese (Serie D/I) “per essere, a gioco fermo, penetrato sul terreno di gioco inveendo contro i calciatori della squadra avversaria: allontanato”. Troppo amore Inibizione per una gara a Mauro Marena, dirigente dell’Ischia Isolaverde (Serie D/H) “per comportamento non regolamentare: collocatosi dietro la porta della propria squadra, incitava i calciatori”. Shining Squalifica per 5 gare a Guido Pagliuca, allenatore del Cecina (Serie D/D) “per avere, mentre gli Ufficiali di gara si trovavano all’interno del proprio spogliatoio, tentato di penetrare nel locale attraverso uno squarcio nella porta precedentemente danneggiata da sconosciuti, senza riuscire perché trattenuto dalle Forze dell’Ordine”. Roba da dilettanti di CLAUDIO BRIGLIADORI IL FLIRT Silvio coccola Mario Moratti sospetta il complotto Josè convinto che può vincere senza, Berlusconi insiste: «Starebbe bene al Milan» Dopo Striscia, l’Inter teme una strategia dei cugini. Lunedì Raiola dai nerazzurri ::: CLAUDIO BRIGLIADORI MILANO E cinque. Ormai Mario Balotelli è abituato ad avere weekend e serate libere, visto che per la quinta volta di fila Josè Mourinho non lo ha convocato. Escluso dallo spareggioscudetto contro la Roma “per motivi tecnici”, spiegano alla Pinetina, il talento dell’Inter prosegue nel suo surreale viaggio di isolamento: dai compagni, dal tecnico, dalla società, dai tifosi, addirittura dall’agente Mino Raiola. L’unico a stargli vicino, parenti a parte, pare Silvio Berlusconi. E non è un bel segnale. LONTANI Lo strappo sembrava ricucito la sera dell’10 al Chelsea. A Londra patron Moratti aveva riabbracciato Mario: «Ha capito la lezione, ora rientrerà in gruppo». L’intercessione presidenziale stava per convincere Mourinho. Poi è arrivata la gaffe di “Striscia la Notizia” e di quelle riprese con la maglia del Milan che non sono andate giù a nessuno, presidente in testa. Il muro contromuro tra Mou e Balotelli poteva finire soltanto con un cambio di comportamento del giocatore, che ad Appiano Gentile assicurano non esserci stato fino in fondo. Il ragazzo arriva presto al campo, ma non si allena nel migliore dei modi, fino ad essere “inutilizzabile perché non in forma”. La verità è che tutti attendono le sue scuse ufficiali. Scuse che non arrivano perché il ragazzo non ha nulla da rimproverarsi, ribattono gli ambienti vicini a Mario. «L’esclusione di Balotelli? Le decisioni di Mourinho sono quelle della società. Siamo completamente d’accordo con il mister», è il commento dell’ad interista Ernesto Paolillo. Mourinho fa leva su uno spogliatoio unito nel no al compagno e potrebbe ripensarci solo in caso di emergenzainfortuni in vista del finale di campionato e Champions, facendo passare comunque l’immagine mediatica di un Mario cosparso di cenere sul capo. La prospettiva attuale è quella di un Balotelli fuori rosa fino a fine stagione. Situazione che danneggia per primo Mino Raiola, il procuratore arrivato per trattare un aumento di stipendio a 4 milioni a stagione (come Pato) e improvvisamente “disarmato”. L’esclusio ne contro la Roma «non è stata proprio una sorpresa, mi avrebbe sorpreso il contrario ha confermato il procuratore . Evidentemente, se Mourinho continua a non convocare Mario, condivide la scelta con la società». Ecco perché per la prossima settimana è atteso un incontro in sede. Obiettivo capire qual è il futuro del 19enne attaccante italoghanese. ADDOLORATO Per Moratti, gli errori di Balotelli sono legati a due fattori. Da un lato, la scelta di circondarsi di amicizie “ingom branti”, come quella di Fabrizio Corona. Ci sarebbe anche il fotografo dei vip tra gli organizzatori del Tapiro di “Striscia”. E qui entra in gioco il secondo fattore: Mediaset e il “mondo Milan” starebbero lavorando per creare imbarazzi nell’Inter in chiave volatascudetto e, magari, portare davvero il giocatore a Milanello. A capo del “complotto”, Silvio Berlusconi. Il Cavaliere ribadisce: «Non conosco l’uomo Balotelli, ma ha un faccia simpatica soprattutto quando campeggia su una maglia milanista». Trasferimento in vista? «Non so se nella concorrenza tra Milan e Inter questo è possibile», frena Berlusconi, che poi commenta la crisi dei suoi, sconfitti a Parma e a 4 dalla vetta. «Sono addolorato ma stiamo facendo bene. Ci mancano dei pilastri: Nesta, Beckham, Pato». A giugno, Leonardo non sa se restare sulla panchina rossonera. «Spero di sì confida Berlusconi tra di noi ci sono anche dissensi ma è lui l’allenatore. Io sono solo quello che soffre e ci mette i soldi». Totti dall’inizio e con Menez per Perrotta o Taddei; Special ha esaurito credo il campionario delle sorprese e deve ritrovare l’Inter autunnale. O quella di Londra. ARBITRO Morganti contro tutti. Ci auguriamo non debba risultare decisivo: è un arbitro che di solito lascia correre e questa sua caratteristica può danneggiare soprattutto la Roma, che è meno fisica. Attenzione ai contatti ToniLucio e ToniSamuel, agli inserimenti di Eto’o e Perrotta, ma anche alle opposizioni di De Rossi, en attendant Totti. Risarcimento per 15mila euro Muntari condannato: picchia manager Pirelli credendolo il ladro della sua auto ::: LAURA MARINARO MILANO Che alcuni calciatori siano un po’ troppo esuberanti, non è un mistero. Ma che a farne le spese non siano sempre gli avversari in campo, è più raro. Questa volta è capitato ad un manager 29enne ungherese della Pirelli, azienda che sponsorizza l’Inter, scambiato per un ladro e picchiato proprio da un giocatore nerazzurro, il focoso ghanese Sulley Muntari. Dopo essere stato arrestato e fortunatamente assolto, il malcapitato dirigente della multinazionale ora ha chiesto i danni al calciatore. La vicenda risale alla scorsa estate. Una sera di fine giugno (la stessa in cui Muntari fu derubato del Rolex da un falso tifoso, ndr), P.S., il manager ungherese in Italia per un master, era andato a cena con un gruppo di colleghi in un ristorante di Milano. Stava rientrando in hotel in zona Sant’Ambrogio, quando Muntari, che abita in via Circo, affacciato alla finestra, lo ha notato e ha creduto che passando affianco alla sua fiammante Dodge Challenger, stesse forzando la portiera. A quel punto il calciatore, furioso, è sceso in strada e ha affrontato il presunto ladro. A conferma del racconto dell’ungherese c’è la sentenza del giudice Pierangela Renda, della seconda sezione penale, che ha assolto il manager trasmettendo alla Procura gli atti per indagare per lesioni Muntari. Secondo l’ungherese, il calciatore lo aveva colpito con calci e pugni e persino con un manganello di legno. Poi aveva chiamato la Polizia e lo aveva fatto arrestare per rapina impropria. Il giorno dopo, durante il processo per direttissima, si era scoperta la verità. Fondamentale la testimonianza di una guardia giurata di passaggio, che aveva visto il manager a terra e “un uomo di colore” sopra di lui, che aveva invitato a “calmarsi” in attesa della polizia. L’auto non aveva un graffio. Nella sentenza, il magistrato ha sottolineato la veemenza della reazione di Muntari, “smodata e sproporzionata”, considerata anche “la sua prestanza fisica, essendo notoriamente un calciatore dell’Inter”. Gli ematomi sulla schiena dell’ungherese sono stati definiti “allarmanti”, e provocati “non a mani libere”, ma, per la loro forma e colore, “avvalendosi di un oggetto rigido”. «Inizialmente il nostro assistito avrebbe voluto denunciare il calciatore perché aveva riportato lesioni per dieci giorni di prognosi ha spiegato l’avvocato di Monza Giuseppe Scappatura ma poi ha pensato che lavorando per la Pirelli ,che è sponsor dell’Inter, forse non sarebbe stata una buona idea. Così adesso ha deciso di chiedere i danni». La richiesta di danni è inferiore a 20 mila euro. «Il nostro cliente non voleva approfittare, è solo una questione di principio». CAMBIO DI MAGLIA? Mario Balotelli ride di fronte alla maglia del Milan regalatagli da Striscia la Notizia Ansa
Edizione: 27/03/2010 Libero LIB_sabato pagina 44 stampata da: callioni alle ore: 22.04.27 colore 44 Sabato 27 marzo 2010 SPORT @ commenta su www.liberonews.it ::: FABIO SANTINI TORINO Juventus all’inferno, inesorabilmente condannata dalla legge dei numeri. Incominciamo dagli infortuni. Quest’anno dopo 30 partite sono 66, l’ultimo è quello occorso a Poulsen, una media di 2,2 giocatori fuori causa a partita. L’anno scorso gli infortunati sono stati 73. Il totale, per ora, fa 139 in due stagioni. Forse qualcosa nello staff medico non funziona, al di là della ormai nota “maledizione” di Vinovo. Sembra che il campo d’allenamento sia una trappola per i muscoli dei giocatori. Fino ad oggi, i bianconeri hanno collezionato 11 sconfitte in campionato (15 in totale in tutta la stagione). Un record negativo che pareggia quello del campionato 1942/43, concluso appunto con ben 11 sconfitte. Peggio è andata solo nel ’48/49 e ’56/57 (12, l’anno dopo fu sempre scudetto) e ’61/62 (15, record storico) PEGGIO DI CIRO In campionato con la batosta rimediata a Napoli giovedì sera, fanno 7 partite che la Juve perde con 2 gol di scarto. I gol subiti sono 43. Hanno fatto peggio solo Genoa, Cagliari, Udinese, Siena e Livorno. Ora la Juventus e a 3 punti dalla zona Champions e quella di Zaccheroni ha prodotto una media punti persino inferiore a quella di Ferrara: 12 in 9 partite, il che significa 1,3 punti a partita (contro gli 1,57 del povero Ferrara: 21 gare, 33 punti): una miseria. Senza contare che per questo po’ po’ di risultati, la Juventus ha speso qualcosa come 55milioni di euro per prendere Felipe Melo e Diego, entrati nell’occhio del ciclone della crisi e additati dai tifosi come indegni di indossare la gloriosa maglia che fu di Boniperti, Sivori e Platini. L’Inter ne ha spesi 22 per Milito e Thiago Motta. Zaccheroni ha cercato in tutti i modi di dare uno scossone alla baracca. Ha letteralmente scomodato il dizionario delle tattiche. È partito col 442, è passato al 433, poi al 4312. Per non annoiare il lettore, prendiamo come esempio la partita del San Paolo. A un certo punto Zac ha piazzato 5 uomini in difesa 2 a centrocampo 3 in attacco e nel più completo stato confusionale ha fatto riscaldare Giovinco, dopo aver già sostituito tre giocatori. Quando le cose vanno così, meglio pensare alla stagione nuova. E sembra che sia l’orientamento delle curve che hanno deciso di disertare l’appuntamento di domani contro l’ar cigna Atalanta di Bortolo Mutti, ospite all’Olimpico di Torino. Il domani porta a due strade. John Elkann ieri si è affrettato a dire che Blanc non si tocca. Questa Juve prevede Prandelli in panchina, Marotta direttore tecnico e giocatori come Gilardino,Vargas, probabilmente Pazzini con la cessione di Felipe Melo al Bayern per cercare di inserirlo nella trattativa che porta Ribery a Torino. L’altra strada, quella richiesta a gran voce dai sostenitori della Vecchia Signora, prevede l’ingresso di Andrea Agnelli, Baldini direttore e Fabio Capello responsabile di tutti i settori: dalla Primavera alla prima squadra. Per questa seconda ipotesi, si parla da tempo di uno stanziamento di circa 80milioni di euro che sarebbe stato deciso in seno a un consiglio d’amministrazione straordinario tenutosi settimane fa. Capello chiede garanzie di movimento e vuole assolutamente reimpostare la squadra con giocatori che siano veri campioni. Spinge per la cessione di Diego e per l’acquisto del suo pupillo: quel Wayne Rooney che il Manchester United mette in vendita, costretto dall’enorme voragine debitoria in cui si muove. CRITICHE Questo è il volto bifronte di domani. Ma per l’oggi? John Elkann, proprietario della Juve, non fa sconti: «Da tifoso non posso che essere amareggiato, deluso e arrabbiato: manca grinta a tutti i livelli. Dobbiamo regire». C’è chi propugna l’ingresso accanto a Zaccheroni di Gianluca Vialli, stimato dai giocatori e da tutto l’ambiente, ma sarebbe uno smacco non solo per il povero Zac, a dire il vero il meno colpevole di questo stato di cose, ma anche per le scelte della società che, con l’innesco di Bettega, pensava di aver risolto gran parte dei guai di stagione. Di una cosa siamo certi: solo una rivoluzione dei vertici chiuderà questo strazio. L’ORA DEL RISCATTO Alberto Zaccheroni, 56 anni, allenatore della Juve dal 29 gennaio. Dopo una discreta partenza sono arrivati i dolori: tre ko di fila tra campionato e Europa League LaP L’altro anticipo col Bologna (20.45) Rossi rilancia il Palermo: «Più forti delle ingiustizie» ::: VANNI ZAGNOLI PALERMO Questo benedetto quarto posto nessuno vuole prenderlo. Il Palermo è davanti, con 48 punti, ma sino a 41 ci sono altre otto squadre teoricamente ancora in lotta per l’ultimo posto Champions, anche se in realtà Genoa, Bari, Parma e Fiorentina puntano più verosimilmente alla settima posizione, l’ultima da Europa League. Delio Rossi si sente defraudato per i due punti sfumati a Genova con il rigore contro fischiato a recupero scaduto: «L’arbitro ha sbagliato, però non è bello piangersi addosso, l’importante è sapersi rialzare». Il tecnico romagnolo si commuove di fronte alla lettera di un tifoso che lo ringrazia pubblicamente a nome dei palermitani per l’attaccamento e la professionalità: «Il Palermo deve essere più forte delle ingiustizie e reagire». Contro il Bologna, nell’antici po di questa sera, mancheranno Balzaretti, Cavani, Kjaer, Simplicio e Bresciano; si rivedono Budan (per la panchina) e Liverani. Alla vigilia di Pasqua nel derby con il Catania sarà in campo Cavani: la Corte federale gli ha dimezzato la squalifica rimediata nel turbolento dopopartita di mercoledì a Marassi. Il Bologna è rimasto con 7 punti di vantaggio sull’Ata lanta terzultima, e ne ha conquistato uno in tre gare. «Avevamo abituato bene tutti ammette Colomba , gli exploit a volte fregano: con 78 risultati importanti, diventa lecito aspettarsi sempre una grande vittoria. Eppure giochiamo meglio adesso di due mesi fa». Dopo due spezzoni di gara, torna dal 1’ Di Vaio che vuole riprendersi la fascia di capitano, accanto a Gimenez o Zalayeta. Raggi squalificato, Moras infortunato, si rivedono Britos e Zenoni. CAOS JUVE Elkann fa i conti: Zac peggio di Ferrara Il patron bianconero John scuote la Signora, la quarta peggiore della storia: «Sono arrabbiato» VI ABBIAMO ALLUNGATO LA VITA. www.autostrade.it IL NOSTRO LAVORO È FARVI VIAGGIARE PIÙ SICURI. Da quando la Società è stata privatizzata nel 2000 ci siamo impegnati per aumentare la sicurezza sulla rete, in linea con l'obiettivo della Comunità Europea di dimezzare i morti sulla strada. Per arrivarci, assieme alla Consulta per la Sicurezza da noi costituita con alcune tra le principali Associazioni dei Consumatori, la Polizia Stradale ed altri interlocutori istituzionali impegnati sul fronte della sicurezza, abbiamo messo in campo tantissime iniziative, quali: la diffusione degli asfalti drenanti su tutta la rete, oltre 1500 interventi di segnaletica e pavimentazioni speciali nei tratti a maggiore incidentalità, le campagne di educazione contro i rischi della velocità, dell'alcool e del colpo di sonno (due milioni di caffé gratis distribuiti di notte). Ma c'è un'iniziativa che ci differenzia da tutti gli altri gestori di reti viarie nel mondo: il Tutor, ovvero il sistema di controllo della velocità media che abbiamo ideato, finanziato e installato in oltre 2000 km di rete. La gestione di questa tecnologia è affidata alla Polizia Stradale e pertanto, le relative sanzioni sono emesse e incassate direttamente dallo Stato. Grazie al Tutor abbiamo dimezzato la mortalità anno su anno e possiamo oggi annunciare di essere andati ben oltre gli obiettivi che ci eravamo posti. Dal 1999 ad oggi il tasso di mortalità si è abbassato da 11,4 a 3,2 (72%). Il che vuol dire oltre 300 morti in meno sulla strada ogni anno. Ma non ci saremmo riusciti senza il vostro contributo. È per questo che vi chiediamo di continuare a guidare con responsabilità e prudenza, sempre. 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 TASSO DI MORTALITÀ AUTOSTRADE PER L’ITALIA E LE SUE CONTROLLATE ( numero morti per miliardo di Km percorsi ) 11,4 3,2
Edizione: 27/03/2010 Libero LIB_sabato pagina 2 stampata da: callioni alle ore: 22.59.40 colore 2 Sabato 27 marzo 2010 PRIMO PIANO @ commenta su www.liberonews.it LA STRATEGIA «Non mi piego a nessuno e uso il cervello. Vinceremo in Piemonte e in Veneto perché prenderemo un sacco di consensi» meno uno al voto ::: Analisi La Lega è demonizzata perché è più forte e governa meglio ::: GIULIANO ZULIN Da vent’anni la Lega è protagonista della politica italiana. Da vent’anni è demonizzata, insultata, chiacchierata. Nei primi anni ’90 perché era rozza, incivile, razzista. Lega di lotta. In questi giorni la criticano perché invece è forte. Ha dimostrato di saper governare Comuni, Province, ministeri e, da lunedì, anche Regioni. Invidie e attacchi in libertà. Lega di governo. La cosa che accomuna il partito di Bossi al Cavaliere è proprio questa: sono odiati perché prendono voti. Perché piacciono alla gente. Perché toccano cuore e cervello degli elettori. Non seguono la dialettica di Palazzo. Vanno dritti al sodo. Sono schietti, non fanno giochetti. E per questo vengono denigrati, boicottati, irrisi, derisi. I politici di professione, quelli che sanno solamente far finta di discutere in Aula per anni, senza portare a casa niente, non riescono a sopportare che il Carroccio, ad esempio, abbia un’idea: padroni a casa nostra. In questo slogan c’è dentro tutto. Dal lavoro al federalismo. Dal fisco alla sicurezza. Questo però non va giù alla vecchia politica che vorrebbe invece essere padrona a casa nostra. Avete sentito cosa dice Pier Ferdinando Casini? Chiede di votare a sinistra al Nord per fermare l’onda padana. Perché? I leghisti forse non sanno parlare o minacciano la salute morale e fisica degli elettori? Il presidente del Pd, Rosy Bindi, persona autorevole, ha dato la colpa al Carroccio di tutto: «È responsabile di questo clima di degrado morale del Paese. Lo dimostrano la storia delle saponette, la taglia per chi denuncia, e soprattutto i bambini a pane e acqua a scuola, un fatto indicibile». Mai una proposta. Solo sparate. Forse il Senatur vuole lasciare morire di fame i bambini nelle scuole? Forse è colpa della Lega se a Wall Street è scoppiata la più grande crisi finanziaria del Dopoguerra? Ieri gli alleati della Bindi, precisamente i Verdi, hanno ingaggiato una decina di musicisti ad Ancona per suonare in piazza Roma, senza autorizzazione, per disturbare il comizio della Lega Nord. I suonatori del movimento ecorosso erano autorizzati ad andare in piazza, ma solo per impiantare un banchetto elettorale per la distribuzione di patate No Ogm, non per fare musica. Ecco, sono più democratici i Verdi o i leghisti? E dire che Roberto Calderoli, in diretta da RadioPadania, vorrebbe proporsi come «interlocutore anche dell’opposizione, che non trova risposte dai loro vertici. La cosa che più mi colpisce ha aggiunto il ministro della Semplificazione sono i sindaci del Pd, i presidenti di Provincia del Pd o i segretari regionali, sempre del Pd, che vedo applaudire le proposte della Lega e ci dicono che non riescono mai a parlare coi loro vertici nemmeno telefonicamente, mentre se vogliono parlare con noi, basta che vengano in piazza». In effetti, chi li vede quelli del Pd in giro? Accusano Berlusconi di essere un partito di plastica, ma le loro sezioni sono più diffuse su internet che per le vie delle città italiane. I gazebo della Lega invece non mancano mai: d’estate e d’inverno. Per i più svariati motivi, ma sempre vicini alla pancia della gente. E non è una vergogna se un partito si rivolge ai bisogni primari del suo elettorato. Anzi. Pier Luigi Bersani è andato ieri mattina alle 5.30 davanti ai cancelli della Fiat per testimoniare la sua vicinanza agli operai. Peccato che il suo precedente governo abbia tartassato a più non posso imprenditori e, di conseguenza, i relativi dipendenti. «Non è un caso fa sapere ancora Calderoli che da qualche tempo il voto operaio abbia premiato la Lega, mentre la sinistra tiene vivi i problemi ed esaspera il conflitto sociale cercando di crearli». Inutile girarci intorno: chi è forte dà sempre fastidio. Nello sport come nella politica. E fa paura non solo agli avversari, ma anche ai compagni di squadra. Vedi La Russa e il PdL al Nord. Bossi cena con i militanti bergamaschi: «Con le discussioni per avere il ministero, ora non molleremo l’Agricoltura Cosa succederà? Faremo quello che vogliamo» “ . IL FUTURO «L’anno prossimo sarò primo cittadino. Con tanti voti saremo determinanti anche per la Lombardia ma voglio avanzare anche in Liguria» L’ESECUTIVO «Il successore di Luca Zaia? Sarà uno dei nostri ma ne dobbiamo ancora parlare col Cavaliere» «Sarò sindaco di Milano» ::: segue dalla prima ::: dall’inviato a Bergamo MATTEO PANDINI (...) Per il Senatur è stata una giornata pesante. Prima un comizio nel capoluogo lombardo, poi alla Fiera nella città vicina a Pontida. Un po’ di affettati, carne, patate, sorbetto con kiwi. Nel tavolo in fondo alla sala, con Bossi, ci sono Rosi Mauro, il leader della Lega Lombarda Giancarlo Giorgetti, il presidente della Provincia di Bergamo Ettore Pirovano. E poi parlamentari come Giacomo Stucchi, Carolina Lussana, Nunziante Consiglio. Un plotone di sindaci, assessori, consiglieri regionali. Girano sondaggi stratosferici, che danno il Carroccio al 40% in terra orobica e molto sopra il PdL nel Veneto. LA PREVISIONE Bossi succhia il sigaro: «L’anno prossimo farò il sindaco di Milano. Chiedetelo a Giorgetti se non è vero…». Il Popolo della Libertà è nervoso, teme il sorpasso, vuole il dicastero delle Politiche Agricole di Luca Zaia. Dice Bossi: «Cosa faremo del ministero? Lo vogliamo tenere, con tutto quello che abbiamo fatto per riuscire ad averlo… Adesso ce lo teniamo stretto». Chi sarà il successore di Zaia? «Ne parleremo con Berlusconi, è tutto da vedere. Anzi, scriva che alla fine facciamo quello che vogliamo. Quello che vogliamo». Ride, il Senatur. Insistiamo: allora sarà lei a prendere il posto di Letizia Moratti? «L’ho già detto. Il sindaco di Milano voglio farlo io». Renzo Bossi farà l’assessore in Regione? Il Senatur non risponde: è diretto verso l’uscita del locale, i militanti lo circondano. Vogliono foto, autografi, baci, strette di mano. Lui non si sottrae. E detta la linea: «Dobbiamo votare in massa sul simbolo del guerriero e basta, perché i nostri candidati mantengono sempre quanto promesso. Noi andiamo a vincere, cari fratelli bergamaschi. Prenderemo un sacco di voti e saremo determinanti per la Lombardia». Alcuni sostenitori gli hanno regalato un dipinto del Carroccio: altra processione per una fotografia ricordo con il “Capo” e il quadro. In una delle sue roccaforti, la Lega si permette attacchi frontali agli alleati. E il presidente Pirovano va giù duro: «Domenica e lunedì – dice rivolto ai militanti state fuori dai seggi, guardate la gente che entra a votare e dite loro: se non votate Lega vi facciamo un mazzo così». Sui tavoli, tra i duri e puri, vengono rovesciate critiche agli azzurri. Ma la Lega che vuole governare il Nord fa sul serio, anche nelle cene per pochi eletti: tavoli riservati, molti in giacca e cravatta, niente folclore, addirittura – cosa mai vista prima, almeno a Bergamo – una hostess all’ingresso del ristorante che dirotta i commensali ai loro posti. Il Veneto, Bossi se lo sente in tasca. In Lombardia spera di pareggiare i voti degli alleati. In Piemonte il suo Roberto Cota lotta all’ultimo voto contro Mercedes Bresso del Pd. Come finirà? «Vinciamo in Piemonte e in Veneto» giura Umberto, che dà per scontata la riconferma di Roberto Formigoni al Pirellone. Poi spiega: dobbiamo promettere poche cose, ma quelle vanno mantenute. Ed elenca: «Vogliamo il crocifisso e il presepe nelle classi. Vogliamo far continuare a volare Malpensa e gli altri aeroporti padani, vogliamo difendere le piccole e medie imprese e assicurare la famiglia fondata su un uomo e una donna». OTTIMISMO PER COTA E guai a dargli del razzista: «La Lega non è razzista ed è disposta ad aiutare gli altri ma a casa loro». Il Senatur chiude la campagna elettorale a Torino, per dare l’ultima spinta a Cota. Per questo ha cambiato le sue abitudini, visto che per scaramanzia era solito finire il tour de force di comizi proprio a Bergamo. Lunedì spera di festeggiare due governatori. «Ma non dimentichiamo il resto, come la Liguria…» avverte. Sogna di avanzare pure a Genova e dintorni, oltre che in Lombardia. «Se prendiamo tanti voti, Berlusconi ci dà il sindaco di Milano» aveva detto Bossi nel comizio all’ombra della Madonnina. Sta uscendo dal ristorante. «Il sindaco lo farò io, e mi porto dietro pure Giorgetti...», ripete sghignazzando. Ore prima, aveva risposto così a un militante che lo pregava di non piegarsi al Cavaliere: «Non mi piego a nessuno e uso il cervello». È il momento dei saluti: tanto per far capire che non scherza e che è in forma, chiede al cronista di alzare la mano e gli assesta due pugni: «Dai ragazzi, andiamo a vincere. Scriva, scriva che farò il sindaco di Milano…».
Edizione: 27/03/2010 Libero LIB_sabato pagina 55 stampata da: cervo alle ore: 22.02.33 colore 55Sabato 27 marzo 2010ROMA @ commenta su www.liberonews.it ::: MOBILITÀ CAPITALE . MERCATO ABUSIVO In Viale delle Milizie 30, cuore di Prati e a poche centinaia di metri dal Tribunale Civile, è sorto un mercatino abusivo. Vi si trova di tutto, anche scarpe usate, calzini rattoppati, quadri. Come mai nessuno provvede a chiuderlo? Tony Casano Sciogliere il traffico partendo dal Centro Così libereremo via IV Novembre Entro l’estate cambieranno le corsie di marcia. Ridotti gli attraversamenti pedonali ::: RAFFAELE MAIORANO Quattro lunghissimi attraversamenti pedonali a chiamata in poco più di cento metri di strada, un divieto di svolta a sinistra mai rispettato, due strade che potrebbero smaltire il traffico, ma non sono mai utilizzate: si tratta del percorso che da via XXIV Maggio si snoda verso Piazza Venezia passando per via IV Novembre. Siamo nel cuore di Roma, a due passi dal Campidoglio. Chi deve passare ogni giorno da lì, sa bene quanto il tratto sia congestionato, anche perché è crocevia di autobus doppi e pullman turistici che si inerpicano a fatica per Via Cesare Battisti. Per avvantaggiare il pedone, com’è giusto che sia, ma senza creare problemi al traffico su gomma, Sergio Marchi, assessore capitolino alla Mobilità, ha già dato l’incarico all’Agenzia di Roma per i servizi alla mobilità di preparare un piano per il riordino degli attraversamenti e delle corsie di marcia che sarà pronto entro l’estate. Ma risolvere un problema, senza pensare al nodo successivo non porta a niente. Anche su Piazza Venezia infatti ci sono dei progetti di ammodernamento e smaltimento del traffico. La società Metro Roma, insieme alla linea C, ha in programma di costruire tre uscite pedonali che permetteranno attraversamenti sotterranei più veloci e sicuri. Nel piano provvisorio (il definitivo a fine anno) c’è un’uscita su Piazza Madonna di Loreto (ora interessata dai rilevamenti archeologici necessari), una su Via dei Fori Imperiali, all’altezza dell’Altare della Patria e una terza in Piazza SS. Apostoli. Fabrizio Ghera, assessore ai Lavori pubblici, assicura: «È in fase avanzata lo studio del progetto di riqualificazione di Piazza Venezia. Si tratta della ristrutturazione del selciato della piazza, oltre 1 milione e mezzo di euro, intervento in continuità con gli analoghi lavori di Via dei Fori Imperiali, Via Nazionale e Via IV Novembre, nell’ottica di conservazione e recupero delle pavimentazioni storiche romane». Da qui le nuove zebre. L’assessorato si è occupato in passato e ha tuttora in programmazione diversi attraversamenti considerati pericolosi che non sono stati inseriti nella lista degli ottanta “black point” presentata l’altro ieri dalla Fondazione Ania, proprio perché di interesse del lavoro dell’amministrazione comunale già da qualche tempo. L’OK DELLA GIUNTA Cambiano i contratti di Atac e Ama Via libera della Giunta al programma di revisione dei contratti con le società controllate dal Campidoglio. Ora Il provvedimento passa al Consiglio Comunale. Le novità sono volte a ridurre gli sprechi e le inefficienze che penalizzano i cittadini attraverso aumenti ingiustificati delle tariffe. L’in novazione principale è l’intro duzione di un parere di congruità sul costo dei servizi indicato dalla società, che è a base del suo corrispettivo: si tratta del parere di congruità già previsto nel disegno di legge del Governo sulle funzioni fondamentali degli enti locali. Il parere di congruità serve ad accertare che i costi dei servizi dichiarati dalla società siano coerenti con il rispetto di criteri economici e di efficienza nella gestione dell’impresa. Inoltre, per le società è previsto l'obbligo di realizzare contabilità separate per i servizi, per consentire la graduale introduzione di metodologie di costi standard. I malati spinali scrivono alla Polverini «Difendi il Centro paraplegici di Ostia» Giro di vite Contro gli evasori arriva il vigile esattore ::: LORENZO DE CICCO Polizia municipale in campo contro l’evasione fiscale. L’amministrazione capitolina vuole intensificare il controllo degli obblighi tributari. E per questo motivo nei prossimi mesi saranno dispiegate per le vie della città squadre di vigili “esattori”. L’assessore al Bilancio del Comune, Maurizio Leo, ha fissato per il 13 aprile, subito dopo le elezioni regionali, un tavolo con i rappresentanti sindacali della Polizia stradale. Obbiettivo dell’incontro definire un piano operativo degli agenti municipali destinati al recupero dell’evasione e dell’elusione fiscale dei cittadini romani, come il canone di occupazione di suolo pubblico, le tasse per la pubblicità, le imposte comunali sugli immobili, le tariffe sui rifiuti. «La lotta alla evasione fiscale è prioritaria e giusta. Deve essere svolta a 360 gradi sui cittadini, ma, anche, su tutte le aziende, società e cooperative con partecipazione di capitale comunale. E non vanno trascurati anche i circoli politici, bocciofili e ricreativi con licenza comunale», sottolinea l’Ospol, l’orga nizzazione sindacale della polizia locale. Il sindacato di categoria, nell'incontro del 13 aprile con i vertici del Campidoglio, chiederà che per questa iniziativa venga stanziato un Capitolato di spesa a carico dell’Assessora to per le politiche economiche e finanziarie del Comune «per non gravare sulla spesa degli straordinari destinati ai grandi eventi e alla viabilità». «Attivare lo Straordinario anche per questa nuova incombenza di vigile esattore», fanno sapere dall’Ospol, «si aggiungerebbe ai cento altri incarichi e qualifiche che il vigile urbano già espleta ogni giorno nel territorio cittadino». Il ridimensionamento del Centro Paraplegici di Ostia, struttura nata nel 1957 su viale Vega, è una realtà di fatto. La situazione sempre più difficile per i ricoverati ha fatto scattare la protesta dell’associazione che riunisce i malati spinali. Il presidente dell’Amo (Associazione Mielolesi Ostia) Gennaro De Rosa, ha scritto, infatti, una lettera accorata a Renata Polverini, per raccontarle una situazione sempre più difficile.«In qualità di cittadino e mieloleso», scrive De Rosa, «con grande tristezza e delusione ho scritto queste brevi note per denunciare le gravissime condizioni in cui versa il Centro paraplegici di Ostia. Da centro di eccellenza del Lazio e del Centrosud Italia per il trattamento e la riabilitazione dei mielolesi in pochi anni è stato ridotto ad una sorta di cronicario». Il Cpo ha sempre rappresentato un polo di riferimento per i paraplegici e i tetraplegici laziali e di tutta Italia grazie alla presenza di una unità spinale, una terapia subintensiva, una unità operativa di chirurgia plastica ricostruttiva per il trattamento delle temutissime ulcere da decubito (seconda causa di morte per i mielolesi) oltre ad una unità riabilitativa per il recupero e il reintegro di tali delicati pazienti. «Il Cpo era il più importante centro in Italia ed il secondo in Europa per tali patologie scrive ancora De Rosa Negli ultimi anni, il centro nonostante le nostre battaglie è stato gradualmente e vergognosamente depotenziato, e con false promesse di ristrutturazione, sono stati, invece, progressivamente ridotti i posti letto (solo 25 a disposizione dei mielolesi su un totale di 45) e le sale operatorie». Effettivamente dai circa 500 interventi chirurgici all’anno eseguiti nel 2005 e 2006, grazie a sale operatorie con personale qualificato funzionanti tutti i giorni, si è passati ai soli 20 interventi effettuati nei primi 6 mesi del 2007. Per arrivare all’oggi, ad una situazione che vede un Day hospital di chirurgia plastica, funzionante due volte al mese. Nel frattempo, le lunghissime liste di attesa che testimoniavano l’autorevolezza e il prestigio del centro, nonché la richiesta dei pazienti ad essere ricoverati e curati in una struttura qualificata, si sono via via svuotate, perché nessun paraplegico ad oggi chiede più di essere ricoverato presso il Centro paraplegici di Ostia. Qualcuno può porvi rimedio? L’appello alla Polverini, da questo punto di vista, ha il apore dell’ultima spiaggia. E.B. Lunghe liste d’attesa al Cpo (Emmevi)
Edizione: 27/03/2010 Libero LIB_sabato pagina 63 stampata da: zulin alle ore: 20.43.06 colore 63Sabato 27 marzo 2010ROMA Dragon Trainer ★★★ SALA 7 Ore 15.2517.10 EURO 7,00 Genitori & Figli: Agitare bene prima dell’uso ★★★ SALA 7 Ore 18.5020.5022.50 EURO 7,00 Maga Martina e il libro magico del draghetto ★★ SALA 8 Ore 15.2516.55 EURO 7,00 La prima cosa bella ★★★ SALA 8 Ore 18.3020.4522.50 EURO 7,00 MAESTOSO VIA APPIA NUOVA, 416418 0645472091 Dragon Trainer 3D ★★★ SALA 1 Ore 15.4518.0020.1522.30 EURO 10,00 Alice in Wonderland 3D ★★★ SALA 2 Ore 15.4518.0020.1522.30 EURO 10,00 Mine vaganti ★★★ SALA 3 Ore 15.4518.0020.1522.30 EURO 7,50 E’ complicato ★★ SALA 4 Ore 15.3017.5020.1022.30 EURO 7,50 METROPOLITAN VIA DEL CORSO, 7 063200933 Mine vaganti ★★★ SALA 1 Ore 15.4518.0020.1522.30 EURO 7,50 Shutter Island V.O. sott. in ital. ★★★ SALA 2 Ore 16.4519.3022.15 EURO 7,50 Il figlio piu’ piccolo ★★★ SALA 3 Ore 17.1520.0022.30 EURO 7,50 Alice in Wonderland V.O. sott. in ital. ★★★ SALA 4 Ore 15.4518.00 EURO 7,50 E’ complicato V.O. sottotit. in ital. ★★ SALA 4 Ore 20.1022.30 EURO 7,50 MIGNON VIA VITERBO, 11 068559493 Il concerto ★★★ SALA 1 Ore 15.4518.0020.1522.30 EURO 7,50 Donne senza uomini ★★ SALA 2 Ore 15.3017.1519.0520.5522.40 EURO 7,50 NUOVO CINEMA AQUILA VIA L’ A QUILA, 66/74 0670614390 Alice in Wonderland 3D ★★★ SALA 1 Ore 15.0017.3020.0022.30 EURO 6,00 Shutter Island ★★★ SALA 2 Ore 16.0019.0022.00 EURO 6,00 L’uomo fiammifero SALA 3 Ore 17.00 EURO 6,00 Rassegna (Magari le cose cambiano) SALA 3 Ore 18.3020.30 EURO 6,00 Shutter Island ★★★ SALA 3 Ore 22.00 EURO 6,00 NUOVO OLIMPIA VIA IN LUCINA, 16/G 066861068 Invictus V.O. sott. in ital. ★★ SALA A Ore 16.1519.0021.30 EURO 7,50 La Premiere Etoile La Prima Stella ★★ SALA B Ore 16.3018.3020.3022.30 EURO 7,50 NUOVO SACHER LARGO ASCIANGHI, 1 065818116 Il Profeta ★★★ SALA 1 Ore 15.3018.3021.30 EURO 7,50 ODEON MULTISCREEN PIAZZA S. JACINI, 22 0636307379 Dragon Trainer 3D ★★★ SALA 1 Ore 15.3017.3019.3021.30 EURO 10,00 Mine vaganti ★★★ SALA 2 Ore 15.4017.5020.3022.40 EURO 7,50 E’ complicato ★★ SALA 3 Ore 16.0018.1520.3022.45 EURO 7,50 Happy Family ★★★ SALA 4 Ore 15.3017.2019.1021.0022.50 EURO 7,50 POLITECNICO FANDANGO VIA G. B. TIEPOLO, 13/A 0636004240 Mine vaganti sott. ital. non udenti ★★★ P. F ANDANGO Ore 16.1018.2020.3022.40 EURO 4,505,50 QUATTRO FONTANE VIA QUATTRO FONTANE, 23 064741515 Happy Family ★★★ SALA 1 Ore 16.0018.1520.3022.40 EURO 7,50 Il Profeta ★★★ SALA 2 Ore 15.4518.3021.30 EURO 7,50 Invictus ★★★ SALA 3 Ore 16.4519.3022.15 EURO 7,50 Crazy Heart ★★★ SALA 4 Ore 15.3017.5020.1022.30 EURO 7,50 REALE PIAZZA SONNINO, 7 065810234 Remember Me ★★ SALA 1 Ore 15.3017.5020.1022.30 EURO 7,00 Shutter Island ★★★ SALA 2 Ore 16.0019.0022.00 EURO 7,00 ROMA PIAZZA SONNINO, 37 065812884 E’ complicato ★★ SALA 1 Ore 15.3017.5020.1022.30 EURO 7,00 ROYAL VIA E. FILIBERTO, 175 0670474549 Happy Family ★★★ SALA 1 Ore 16.0018.1020.2022.30 EURO 7,00 Invictus ★★★ SALA 2 Ore 15.0017.3020.0022.30 EURO 7,00 SAVOY VIA BERGAMO, 25 0685300948 Mine vaganti ★★★ SALA 1 Ore 16.0018.1020.2022.30 EURO 7,50 Alice in Wonderland 3D ★★★ SALA 2 Ore 15.3017.5020.3022.30 EURO 10,00 E’ complicato ★★ SALA 3 Ore 16.0018.1520.3022.40 EURO 7,50 Genitori & Figli: Agitare bene prima dell’uso ★★★ SALA 4 Ore 16.0018.1020.2022.30 EURO 7,50 STARDUST VILLAGE (EUR) VIA DI DECIMA, 72 065291223;0652244119 Dragon Trainer 3D ★★★ SALA 2 Ore 16.1518.2520.3522.45 EURO 10,00 Dragon Trainer 3D ★★★ SALA 1 Ore 15.1517.2519.3521.45 EURO 10,00 E’ complicato ★★ SALA 3 Ore 15.1517.4520.1522.45 EURO 7,50 Percy Jackson e gli Dei dell’Olimpo ★★ SALA 4 Ore 15.3018.05 EURO 7,50 Daybreakers L’Ultimo Vampiro ★★★ SALA 4 Ore 20.3022.40 EURO 7,50 Remember Me ★★ SALA 5 Ore 15.3018.0020.2522.50 EURO 7,50 Genitori & Figli: Agitare bene prima dell’uso ★★★ SALA 6 Ore 16.0018.1520.3022.45 EURO 7,50 Alice in Wonderland 3D ★★★ SALA 7 Ore 15.3017.5020.1022.30 EURO 10,00 Shutter Island ★★★ SALA 8 Ore 15.2018.1021.00 EURO 7,50 STARPLEX GULLIVER VIA DELLA LUCCHINA, 90 0630819887 Dragon Trainer 3D ★★★ SALA 1 Ore 16.0018.0020.0022.00 EURO 9,00 Alice in Wonderland 3D ★★★ SALA 2 Ore 15.4017.5020.0022.20 EURO 9,00 Fuori controllo ★★★ SALA 3 Ore 20.0022.40 EURO 7,50 Tutto l’amore del mondo ★★ SALA 3 Ore 15.3017.40 EURO 7,50 Daybreakers L’Ultimo Vampiro ★★★ SALA 4 Ore 16.3018.3020.3022.30 EURO 7,50 Dragon Trainer ★★★ SALA 5 Ore 15.30 EURO 7,50 Remember Me ★★ SALA 5 Ore 17.3019.4021.45 EURO 7,50 Percy Jackson e gli Dei dell’Olimpo ★★ SALA 6 Ore 16.0018.30 EURO 7,50 Shutter Island ★★★ SALA 6 Ore 21.30 EURO 7,50 Remember Me ★★ SALA 7 Ore 16.0018.2020.3022.40 EURO 7,50 E’ complicato ★★ SALA 8 Ore 15.3020.0022.20 EURO 7,50 Dragon Trainer ★★★ SALA 8 Ore 17.30 EURO 7,50 Mine vaganti ★★★ SALA 9 Ore 15.4018.0020.2022.40 EURO 7,50 Happy Family ★★★ SALA 10 Ore 16.3018.3020.3022.30 EURO 7,50 TIZIANO D’ESSAI VIA G. RENI, 2 063236588 Il figlio piu’ piccolo ★★★ TIZIANO D’ESSAI Ore 16.3018.3020.3022.30 EURO 4,00 TIBUR VIA DEGLI ETRUSCHI, 36 064957762 Mine vaganti ★★★ SALA 1 Ore 15.4518.0020.1522.30 EURO 7,00 Il Profeta ★★★ SALA 2 Ore 16.0019.0022.00 EURO 7,00 TRIANON VIA MUZIO SCEVOLA, 29 067858158 Happy Family ★★★ SALA 1 Ore 16.0018.1520.3022.30 EURO 7,50 Dragon Trainer 3D ★★★ SALA 2 Ore 16.0018.1020.2022.30 EURO 10,00 Shutter Island ★★★ SALA 3 Ore 16.0019.0022.00 EURO 7,50 Genitori & Figli: Agitare bene prima dell’uso ★★★ SALA 4 Ore 16.0018.1020.2022.30 EURO 7,50 Percy Jackson e gli Dei dell’Olimpo ★★ SALA 5 Ore 15.3017.5020.1022.30 EURO 7,50 TROISI VIA GIROLAMO INDUNO, 1 065812495 Dragon Trainer 3D ★★★ SALA 1 Ore 15.3017.5020.10 EURO 10,00 Alice in Wonderland 3D ★★★ SALA 1 Ore 22.30 EURO 10,00 UCI CINEMAS MARCONI VIA FERMI, 161 892960 Dragon Trainer 3D ★★★ SALA 1 Ore 15.0017.3020.00 EURO 10,00 Alice in Wonderland 3D ★★★ SALA 1 Ore 22.30 EURO 10,00 Remember Me ★★ SALA 2 Ore 17.1020.0022.50 EURO 7,50 Dragon Trainer ★★★ SALA 3 Ore 15.1517.4520.15 EURO 7,50 Genitori & Figli: Agitare bene prima dell’uso ★★★ SALA 3 Ore 22.40 EURO 7,50 E’ complicato ★★ SALA 4 Ore 14.4517.3020.1022.50 EURO 7,50 Happy Family ★★★ SALA 5 Ore 15.0017.3020.0022.30 EURO 7,50 Shutter Island ★★★ SALA 6 Ore 19.3022.30 EURO 7,50 Alice in Wonderland ★★★ SALA 7 Ore 14.4017.1020.00 EURO 7,50 Tutto l’amore del mondo ★★ SALA 7 Ore 22.40 EURO 7,50 Percy Jackson e gli Dei dell’Olimpo ★★ SALA 6 Ore 16.30 EURO 7,50 UGC CINE’ CITE’ PORTA DI ROMA VIA ALBERTO LIONELLO, 201 899788678 Percy Jackson e gli Dei dell’Olimpo ★★ SALA 1 Ore 11.2514.3017.0519.3022.0000.25 Invictus ★★★ SALA 2 Ore 11.3517.0519.45 Appuntamento con l’amore ★★ SALA 2 Ore 14.3522.2500.50 Daddy Sitter ★★ SALA 3 Ore 11.2518.00 Genitori & Figli: Agitare bene prima dell’uso ★★★ SALA 3 Ore 13.2015.3520.0522.2500.40 Mine vaganti ★★★ SALA 4 Ore 11.4014.5017.1519.4522.1000.35 Dragon Trainer ★★★ SALA 5 Ore 11.1013.3015.4017.5520.0522.1500.25 Tutto l’amore del mondo ★★ SALA 6 Ore 11.1513.5016.0518.1020.1522.2000.30 E’ complicato ★★ SALA 7 Ore 11.3014.2516.5519.2522.0500.35 Happy Family ★★★ SALA 8 Ore 11.2013.4516.0518.1020.2022.3000.40 Alice in Wonderland ★★★ SALA 9 Ore 11.0013.1515.3017.4520.0022.1500.30 Maga Martina e il libro magico del draghetto ★★ SALA 10 Ore 11.05 Fuori controllo ★★★ SALA 10 Ore 13.0515.2517.5020.1022.3500.55 Dragon Trainer ★★★ SALA 11 Ore 11.4514.4016.5519.05 Il Profeta ★★★ SALA 11 Ore 21.1500.20 Alvin Superstar 2 ★★ SALA 12 Ore 11.20 Daybreakers L’Ultimo Vampiro ★★★ SALA 12 Ore 13.5516.1018.2020.3022.4000.50 Remember Me ★★ SALA 13 Ore 13.0515.2517.4520.1022.3500.55 Shutter Island ★★★ SALA 14 Ore 11.1014.0016.5019.4022.30 VIS PATHE’ VIA COLLATINA, 858 0622423208 Daybreakers L’Ultimo Vampiro ★★★ SALA 1 Ore 14.5017.2520.0022.200.30 EURO 7,90 Dragon Trainer 3D ★★★ SALA 2 Ore 15.2017.4520.2022.350.35 EURO 10,00 Mine vaganti ★★★ SALA 3 Ore 15.1017.4020.0022.200.35 EURO 7,90 Tutto l’amore del mondo ★★ SALA 4 Ore 15.4017.5020.1022.200.20 EURO 7,90 Dragon Trainer ★★★ SALA 5 Ore 14.3516.4519.10 EURO 7,90 Genitori & Figli: Agitare bene prima dell’uso ★★★ SALA 5 Ore 21.2023.30 EURO 7,90 Shutter Island ★★★ SALA 6 Ore 16.2019.1522.10 EURO 7,90 Alice in Wonderland ★★★ SALA 7 Ore 15.0017.30 EURO 7,90 Fuori controllo ★★★ SALA 7 Ore 20.0522.300.45 EURO 7,90 Percy Jackson e gli Dei dell’Olimpo ★★ SALA 8 Ore 14.4517.2019.4522.150.35 EURO 7,90 E’ complicato ★★ SALA 9 Ore 14.4017.2019.5022.150.35 EURO 7,90 Happy Family ★★★ SALA 10 Ore 15.3017.4020.0522.200.20 EURO 7,90 Remember Me ★★ SALA 11 Ore 15.0017.3020.0022.300.40 EURO 7,90 Alice in Wonderland 3D ★★★ SALA 12 Ore 14.3017.1020.0022.250.45 EURO 10,00 WARNER MODERNO THE SPACE CINEMA PIAZZA DELLA REPUBBLICA 892111 Genitori & Figli: Agitare bene prima dell’uso ★★★ SALA 1 Ore 14.1516.45 EURO 8,00 Fuori controllo ★★★ SALA 1 Ore 19.2022.00 EURO 8,00 Dragon Trainer 3D ★★★ SALA 2 Ore 14.0516.3518.50 EURO 11,00 Alice in Wonderland 3D ★★★ SALA 2 Ore 21.05 EURO 11,00 Remember Me ★★ SALA 3 Ore 15.0017.3020.0022.30 EURO 8,00 Mine vaganti ★★★ SALA 4 Ore 14.3017.1019.4522.20 EURO 8,00 Alice in Wonderland ★★★ SALA 5 Ore 14.2016.5019.15 EURO 8,00 Appuntamento con l’amore ★★ SALA 5 Ore 21.50 EURO 8,00 THE SPACE WARNER PARCO DE’ MEDICI VIALE PARCO DE’ MEDICI 135 MAGLIANA 892111 Fuori controllo ★★★ SALA 1 Ore 16.1018.2021.200.10 EURO 8,00 Percy Jackson e gli Dei dell’Olimpo ★★ SALA 2 Ore 15.4018.2021.100.00 EURO 8,00 Il Profeta ★★★ SALA 3 Ore 21.400.50 EURO 8,00 Appuntamento con l’amore ★★ SALA 3 Ore 13.5016.2019.00 EURO 8,00 Mine vaganti ★★★ SALA 4 Ore 19.4022.10 EURO 8,00 Dragon Trainer ★★★ SALA 4 Ore 14.5017.10 EURO 8,00 Tutto l’amore del mondo ★★ SALA 5 Ore 15.2017.5020.1022.301.10 EURO 6,00 Alice in Wonderland ★★★ SALA 6 Ore 16.0018.3021.0023.30 EURO 8,00 Alice in Wonderland 3D ★★★ SALA 7 Ore 14.3017.0019.3022.000.30 EURO 11,00 Remember Me ★★ SALA 8 Ore 14.5017.2019.5022.201.00 EURO 8,00 Dragon Trainer ★★★ SALA 9 Ore 14.2016.5019.1021.3023.50 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Wonderland ★★★ SALA 6 Ore 14.1016.3018.5021.1023.25 Maga Martina e il libro magico del draghetto ★★ SALA 7 Ore 14.10 Il Profeta ★★★ SALA 7 Ore 16.0519.0522.05 Dragon Trainer ★★★ SALA 8 Ore 15.2517.3019.4522.050.35 Remember Me ★★ SALA 9 Ore 15.3017.4520.0522.3500.50 Mine vaganti ★★★ SALA 10 Ore 15.0017.3520.0022.2500.45 Shutter Island ★★★ SALA 11 Ore 15.3018.1521.0523.55 Dragon Trainer ★★★ SALA 12 Ore 14.1016.1518.2020.2522.3000.35 Percy Jackson e gli Dei dell’Olimpo ★★ SALA 13 Ore 14.0516.3018.55 Mine vaganti ★★★ SALA 13 Ore 21.2023.40 Daybreakers L’Ultimo Vampiro ★★★ SALA 14 Ore 14.2016.2518.3020.3522.400.45 La Principessa e il Ranocchio ★★★ SALA 15 Ore 14.30 Invictus ★★★ SALA 15 Ore 16.5519.3522.150.55 Appuntamento con l’amore ★★ SALA 16 Ore 14.1016.3519.0521.3023.55 Alvin Superstar 2 ★★ SALA 17 Ore 14.45 Genitori & Figli: Agitare bene prima dell’uso ★★★ SALA 17 Ore 16.5019.1021.3023.50 Legion ★★★ SALA 18 Ore 15.5518.0022.400.45 Codice: Genesi ★★★ SALA 18 Ore 20.10 La Premiere Etoile La Prima Stella ★★ SALA 19 Ore 14.1016.1018.1020.1022.100.10 Alice in Wonderland ★★★ SALA 20 Ore 15.0517.25 Tutto l’amore del mondo ★★ SALA 20 Ore 19.4021.4023.45 Alice in Wonderland ★★★ SALA 21 Ore 15.5518.1020.2522.400.55 Percy Jackson e gli Dei dell’Olimpo ★★ SALA 22 Ore 15.0017.3520.0022.250.50 Dragon Trainer 3D ★★★ SALA 23 Ore 14.5017.05 Alice in Wonderland 3D ★★★ SALA 23 Ore 19.2021.450.15 E’ complicato ★★ SALA 24 Ore 14.5517.2519.5522.250.55 LEGENDA: ★ = DA EVITARE ★★ = COSÌ COSÌ ★★★ = BELLO ★★★★ = DA NON PERDERE Daddy sitter Regia: Walt Becker Cast: John Travolta Genere: comm Durata: h 1.40 Dove: Porta di Roma Travolta e Robin Williams sono due yuppies scapoloni che per i casi della vita (anzi degli affari) sono costretti a prendersi cura di 2 gemellini che potrebbero essere figli di uno di loro. Difatti lo sono. Commediola ovvia e svogliatamente recitata. Travolta è persino meno animato che negli spot colla Hunziker. I FILM a cura di Giorgio Carbone Il profeta Regia: Jacques Audiard Cast: Niels Arestrup Genere: dramm Durata: h 2.35 Dove: Alhambra, Giulio Cesare Un ventenne arabo, timido e analfabeta, in un carcere di “duri” sembra destinato a non sopravvivere più di una settimana. A salvargli la pelle è un boss della mafia corsa. Premiato a Cannes, “Il profeta” ci arriva colla fama di capolavoro. Molta esagerazione. Ma come dramma carcerario fila alla grande. Io sono l’amore Regia: Luca Guadagnino Cast: Tilda Swinton Genere: dramm Durata: h2 Dove: Alcazar, Eden Una grande famiglia riunita in villa nell’inverno milanese. Sembra un quadretto idilliaco e invece basta poco (l’intrusione di un estraneo, amico del primogenito) a far saltare tutti gli equilibri, incredibilmente fragilissimi. Melò “raffreddato” alla francese. Con, purtroppo, un cast di mediocri italiani. È complicato Regia: Nancy Meyers Cast: Meryl Streep Genere: comm Durata: h2 Dove: Adriano, Andromeda Una donna non più giovane mollata dal marito per carni più fresche, accetta la corte di un architetto. Ma il marito si rifà sotto. La storia è vecchia. E basta sfogliare il curriculum della regista per trovare copie quasi conformi. Ma qui è raccontata decisamente bene. E recitata da dio (anzi da dea, leggi Meryl). Fuori controllo Regia: Martin Campbell Cast: Mel Gibson Genere: thriller Durata: h2 Dove: Adriano, Gulliver Uccidono la moglie di un poliziotto. Il padre parte in quarta e fa fuori assassini e mandanti (nella fattispecie industriali di armi nucleari). Mel Gibson è tornato e le due ore di spettacolo sono assicurate. Qui il suo bene è andato a cercarselo in una serie Tv inglese degli ’80 “Edge of darkness”.
Edizione: 27/03/2010 Libero LIB_sabato pagina 11 stampata da: callioni alle ore: 23.14.57 colore 11Sabato 27 marzo 2010PRIMO PIANO @ commenta su www.liberonews.it Volantini del Pd contro Bertolaso E arriva la querela Nei pieghevoli proBonino offese alla Protezione civile: ridevano del terremoto. Il sottosegretario: accuse vergognose Il personale: offesa al lavoro di decine di migliaia di italiani ::: Analisi Decisivi i voti contro La paura dell’altro farà vincere le elezioni ::: DAVIDE GIACALONE LA CHIUSURA DELLA CAMPAGNA ELETTORALE L’ottimismo della Polverini «Silvio dice che vinco facile» ROMA Chiusurashow per Renata Polverini. Un grazie alla mamma Gianna, («se sono qui e se sono così è grazie a lei»), un filo di commozione, la certezza che è stata un’avventura «bellissima» e la benedizione, ancora una volta, di Silvio Berlusconi. Il premier è arrivato al Salone delle Fontane dell’Eur, per la chiusura della campagna elettorale della candidata alla presidenza della Regione Lazio e ha scherzato. «Io ho lo ius primae noctis sulle elette del PdL», ha esordito con metafora amorosa. Poi l’abbraccio con Renata e la spiegazione, ironica, che questa norma «è scritta nello statuto del PdL ed è stata votata all’unanimità». Poi i temi seri. Non c’è dubbio: si tratta di una battaglia nazionale e noi vinceremo. Renata ne è convinta e Silvio l’ha rincuorata. «Nel Lazio è accaduta una cosa gravissima per la democrazia: ci hanno tolto il diritto a votare la nostra forza politica. Ma noi siamo forti e vinceremo lo stesso». Di certo, come sostengono tanti nel centrodestra, «con una settimana in più sarebbe stata una passeggiata». Ma hanno deciso gli otto ricorsi bocciati dalla giustizia amministrativa e l’ultimo no della Regione Lazio al rinvio del voto. Per evitare problemi, comunque, il PdL ha messo in campo 5mila “gladiatori del voto”: difenderanno dall’annullamento i voti espressi per quei candidati del PdL di Roma e provincia rimasti fuori dalla competizione elettorale. «Sono rappresentanti di lista particolarmente motivati», ha spiegato il coordinatore Vincenzo Piso, con i capigruppo Cicchitto e Gasparri. Dei 5.000 gladiatori, 3.700 opereranno nei seggi della Capitale per controllare le operazioni di voto e lo spoglio delle schede. B. B. LETTERA L’uomo delle emergenze scrive alla candidata radicale e accusa: «Strumentalizzazione ignobile che sconvolge me e i miei collaboratori» meno uno al voto Era popolo vero, quello raccolto attorno a Michele Santoro, in quel di Bologna. Erano tanti, molti erano giovani. Certo, c’è stato un poderoso lancio pubblicitario, c’erano i personaggi della televisione, che attirano sempre il pubblico, ma quei numeri non si fanno se non c’è qualche cosa che muove le persone, le loro anime. Qui non m’interessa esaminare le tesi esposte. La sola ipotesi che l’Italia stia correndo un rischio fascista, che Berlusconi somigli a Mussolini, è terribilmente ridicola. Patetica, se non altro perché manifesta una disarmante ignoranza circa il fascismo. Lasciamo perdere. Quel che m’interessa è una cosa diversa: a poche ore dall’apertura delle urne, per mobilitare gli italiani s’usano, ancora una volta, i toni e i temi della guerra civile. Era popolo vero anche quello della manifestazione del PdL, su cui abbiamo qui riflettuto. Per mobilitare quei due popoli, però, non sono sufficienti dei programmi politici, o anche dei sogni, delle speranze. Domina la stanchezza, lo scetticismo, il distacco. Per portare quei popoli, quelle che un tempo si sarebbero dette “masse”, nella battaglia democratica occorre agitare la paura. La paura che sia minacciata la democrazia stessa. Per certi aspetti, è naturale: in tutti i sistemi liberi si chiamano gli elettori ad una doppia identificazione, a riconoscersi “per” qualche cosa e qualcuno, nonché “contro” qualcos’altro e qualcun altro. Il fatto è che, da noi, non solo il contro ha superato ogni parità di perso con il pro, ma i contendenti si accusano d’attentati sostanzialmente eguali. Uno dice che la giustizia vuol cancellarlo, l’atro risponde che il governo vuol chiudergli la bocca, il tutto in un’Italia in cui nessuno sparisce e tutti schiamazzano. Lunedì prossimo vincerà le elezioni chi sarà riuscito a sommare ai voti d’apparato, d’identificazione e d’interesse il maggior numero di voti recuperati nell’area della paura. Sarà chiamando gli elettori a pronunciarsi “contro” che si proverà ad arginare l’astensione. Il che, naturalmente, agevola chi non governa. Ma non è questo che disturba, è che siccome tutti tentano la medesima operazione, se ne trae l’impressio ne che non governi mai nessuno. Siamo il Paese dei poteri roboanti, ma impotenti. Nel braciere delle paure si confondono le cause con gli effetti. Un esempio, cui ho dedicato tanti interventi: non sono i magistrati politicizzati la causa dello schifo in cui è precipitata la giustizia italiana, è quello schifo ad avere prodotto analfabeti in toga che provano la carriera politica e condizionano la sinistra. Tocca al legislatore rimediare, agendo nel profondo. Invece, s’è galleggiato, e malamente, sulla superficie. Il male non curato ha sviluppato patologie febbricitanti, e il popolo, vero, raccolto attorno a Santoro dimostra che non è più la sinistra politica a saper usare i giornalisti schierati, ma sono i giornalisti autoreferenti ad incarnare l’opposizione e, nei momenti di generosità, a cedere il microfono a qualche rappresentante della sinistra politica. In questa campagna elettorale le parole di Bersani hanno avuto il peso delle piume. Quelle di Enrico Letta neanche quello. Ma le parole di Santoro hanno pesato, e peseranno sulla sinistra che potrà piegarsi a quelle, oppure accettare che parte dei propri consensi vadano alle liste del qualunquismo giustizialista. E’ una deriva pericolosa, per loro e per noi tutti. Ho letto con una stretta al cuore le parole di Pietro Ingrao. Non l’ho mai ammirato, semmai mi piaceva Giorgio Amendola, che gli era avversario. Ma faceva politica, un tempo. Ora gli chiedono di Berlusconi, e lui risponde: “un reazionario di bassa lega”. E va bene, è un giudizio. Poi aggiunge: bisogna liberarsene altrimenti non ci sarà riscossa. Riccardo Barenghi, che lo intervista, prova a fargli dire qualche cosa di politico: c’è chi può batterlo? Ingrao risponde: no. Come sarebbe a dire, no? Certo che si può batterlo, basta non giocare al gioco in cui lui è più bravo, basterebbe far politica e non costruire coalizioni eguali e contrarie alle sue, quindi nate a sua immagine e somiglianza. Ma non ne sono capaci. Sicché, al vecchio comunista, non resta che la dichiarazione di voto, che è anche la dichiarazione di definitiva scomparsa: voto Nichi Vendola, anche “perché è gay”. Vota il sesso, come se si stesse organizzando un’orgia, facendo eco al berlusconismo che rivendica la scelta di ministri donna, sottolineando che sono giovani. L’unica paura che non sembra attecchire, alla fine, è quella del ridicolo. Chiuse le urne, lunedì, si spera che riapra la politica, senza abbandonarsi ad un estenuante conto alla rovescia, da lì alle urne successive. Il governo metta mano alle riforme, la sinistra si liberi dal ricatto giustizialista. Il Paese non può limitarsi ad aspettare che tutto questo finisca. www.davidegiacalone.it ::: BRUNELLA BOLLOLI ROMA Il Pd attacca la Protezione civile e Guido Bertolaso risponde con una denuncia all’Avvocatura dello Stato. L’ultimo colpo basso della campagna elettorale nel Lazio è un volantino messo in giro dal partito di Bersani nella Capitale per sostenere la candidatura di Emma Bonino. Un pieghevole con la faccia sorridente della leader radicale, la scritta in mezzo “La destra sta rovinando Roma” e intorno un testo che Bertolaso definisce «vergognoso». Soprattutto per il passaggio “clou” che recita: «I tuoi problemi sono solo un’oc casione per accontentare i loro amici. Per questo quando succedono le tragedie i loro amici, a partire da quelli che lavorano con la Protezione civile... se la ridono!». Il riferimento, chiaro, è all’inchiesta che ha portato in carcere un paio di imprenditori pronti ad arricchirsi con la ricostruzione dell’Aquila, ma nessun membro del Dipartimento della Protezione civile. Ragion per cui, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio ha risposto con una lettera infuocata. Comincia con «Cara Emma», prosegue con un excursus sul suo ultimo tour de force tra Haiti e Miami, e termina con l’annuncio di avere dato mandato all’Avvoca tura dello Stato di tutelare il Dipartimento, «per rispetto delle istituzioni ed anche del momento politico, segnato da una campagna elettorale che resterà nella memoria degli italiani come una delle più ricche di offese tra gli schieramenti e più povere di contenuti, offuscati dalle grida e dalle ingiurie scambiate a gran voce dai contendenti». Alla sua lettera è seguita un’altra di tutto il personale della Protezione civile, indignato per le accuse «del tutto infondate, che costituiscono una offesa al lavoro di decine di migliaia di italiani, tra cui uomini delle forze dell’ordine e scienziati, che lavorano davvero con la protezione civile». Dunque, l’uomo delle emergenze è in campo anche stavolta. La missiva alla Bonino prende spunto dalle frasi infelici del Pd romano, ma è anche uno sfogo per tutte le accuse subìte dal Dipartimento in questi ultimi mesi. Un modo per ripercorrere la carrellata dei successi «che tutto il mondo ci invidia», mentre la sinistra usa le inchieste per «una ignobile strumentalizzazione che sconvolge me i miei collaboratori». Emma, chiamata in causa, ne ha approfittato per contrattaccare. «Capisco che devono scendere in campo, ma francamente mi sembrano un po’, come dire, fuori fase...». Le dà man forte JeanLeonard Touadì, deputato ed ex assessore veltroniano. E il Pd romano ribatte: «L’iniziativa legale di Bertolaso è grave e inconcepibile. I nostri volantini non vogliono coinvolgere in alcun modo il lavoro dei funzionari dello Stato, delle Forze dell’ordine e vigili del fuoco, degli scienziati e volontari che collaborano con la Protezione Civile e verso i quali nutriamo il massimo rispetto e la massima stima». Ma intanto la frittata è fatta. «È bene che i cittadini sappiano che chi vota per Emma Bonino dà il suo voto a chi insulta Bertolaso, la Protezione Civile e la Croce Rossa, ovvero quanto di meglio abbiamo in questo Paese», ha commentato Luca Malcotti, vicecoordinatore del PdL romano. Alla fine, comunque, deciderà il tribunale. I radicali, fra l’altro, non hanno intenzione di sottostare al silenzio elettorale e hanno annunciato, per bocca della stessa Bonino, che la campagna andrà avanti fino a lunedì, giorno dello spoglio. Un po’ come la mossa di disobbedienza civile annunciata da Vittorio Sgarbi, riammesso dal Tar in zona Cesarini, ma non per colpa sua. «La Polverini è andata a giurare a San Giovanni nelle mani del miliardario. Se vince lei a comandare saranno Berlusconi e Storace», ha sentenziato il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, chiudendo a Torino la campagna elettorale. Il problema è che la “sua” candidata Bonino, partita in vantaggio grazie all’esclusione della lista del PdL in provincia di Roma, si è poi arenata, mentre la sfidante del centrodestra, appoggiata non solo dalla Destra ma anche dall’Udc, ha saputo reagire e rimontare negli ultimi giorni e ora il duello è davvero all’ultimo voto. Decisiva sarà la partecipazione alle urne. Ma scegliere tra le due candidate è semplice: i programmi sono l’op posto, i valori e l’origine politica sono distanti anniluce. Per la Bonino, ieri, è sceso in campo Vasco Rossi, rockstar ribelle. Prima c’era stato l’appello a entrambe fatto da padre Matteo Tagliaferri, fondatore della comunità terapeutica “in Dialogo”, «per normalizzare la somministrazione e l’uso delle droghe» e promuovere la cultura della vita. Polverini ha risposto, dalla Bonino neanche una parola. SOSPESO IL DIVIETO DI DIMORA . La Lonardo può votare Sospeso dalla magistratura il divieto di dimora in Campania a Sandra Lonardo Mastella, peraltro candidata per l'Udeur a Napoli e Benevento, per consentirle di esercitare il diritto al voto. Lo ha reso noto il portavoce del presidente del consiglio regionale della Campania, Alberto Borrelli. Sandra Lonardo sarà oggo a Ceppaloni, dove vive con la sua famiglia. La Lonardo, coinvolta nell’inchiesta su presunte irregolarità nella gestione dell’Arpac, è sottoposta a divieto di dimora in Campania e nelle regioni limitrofe Lapresse
Edizione: 27/03/2010 Libero LIB_sabato pagina 3 stampata da: callioni alle ore: 22.01.32 colore 3Sabato 27 marzo 2010PRIMO PIANO @ commenta su www.liberonews.it L’ACCUSA «Non siamo stati messi nella condizione di spiegare i fatti del nostro governo. All’estero tutti riconoscono il mio protagonismo» meno uno al voto ::: Commento La sfida del Cav non è solo alla sinistra ma anche ai suoi ::: MARIA GIOVANNA MAGLIE Che abbia ancora una volta fatto quel che umanamente è possibile, e forse anche qualcosa di più, è proprio vero, caro presidente. Il risultato delle elezioni regionali è tutto da vedere, il rischio dell’astensione c’è, ma di certo tutti i candidati del centrodestra possono attendere il risultato con qualche speranza in più di sfangarla dal momento che è passato lei e gli ha dato una mano. Nelle accuse che si rivolgono al premier di protagonismo esasperato, di populismo, di prevaricazione e di ansia di occupare tutti gli spazi c’è qualcosa di grottesco. Non solo perché anche dalla parte degli avversari giusto un tribuno delle plebi sgrammaticato e dalle frequentazioni disinvolte, quale è Antonio Di Pietro, ha una qualche presenza robusta, e gli altri, il segretario del Partito democratico per primo, sono pallidi e trasparenti, quasi ectoplasmi; anche perché a costringerla a farsi le piazze più delicate e quasi perdute, certamente smarrite, d’Italia, è stata la necessità urgente, diciamo pure l’emergenza più rossa. Lei, come si dice, ci ha messo una pezza, nel Lazio e in Puglia, per dirne due, probabilmente anche in Campania, e la differenza che lei fa, e che tutti riconoscono, è tale da assolverla da qualunque accusa di protagonismo smodato, ma anche da preoccupare seriamente chi nel fondo del suo cuoricino continua a sognare di poter vivere in un Paese normale. Insomma, caro presidente, comunque vadano queste elezioni regionali che di regionale non hanno avuto un bel niente, si è dovuto guardare più che dalla sinistra proprio da sodali e alleati, sia detto senza alcun intento polemico, proprio per amore di cronaca. Cominciamo col riconoscere che le chiacchiere sulla crisi della sua leadership le mettono in giro anzitutto loro, collaboratori ed alleati, i molti che fingono e ostentano familiarità con i suoi stati d’animo e con le sue serate, che la raccontano depresso e logorato, solo e diffidente, che costruiscono ogni momento nuove congetture su quel che avverrà dopo, quasi che questa non fosse, com’è, una democrazia nella quale governa chi si candida e vince. Li faccia tacere. Sulla crisi della leadership naturalmente ha puntato il Pd di Pier Luigi Bersani, che pure si è avvicinato alle regionali con molti timori, sapendo benissimo di non essere in grado di offrire un progetto alternativo al Paese, ma che oggi spera di gonfiare il significato di un eventuale risultato non negativo per ricavarne un po’ di stabilità interna, per ottenere che la nuova segreteria cominci davvero. Ammettiamo poi che alcuni candidati in alcune regioni erano mediocri, inadeguati, che non avevano l’organizzazione sufficiente alle spalle, che hanno fatto, per dirla volgarmente, un gran casino nei momenti in cui bisogna essere preparati e rigorosi, offrendo così ai provocatori lo spazio per agire. Le converrà imporre a tutti che non candidino amici e portaborse a governatore, ma persone capaci e stimate nella zona. Vale anche per i suoi di amici, e amiche naturalmente, non le conviene visto che poi tocca lei correre in soccorso e rimediare ai guai. La qualità della classe politica è il vero problema dei suoi prossimi tre anni saldamente al governo, se ne faccia una ragione. È importante almeno quanto le riforme. Già, le riforme. Quella della giustizia, la prego, la faccia anche a colpi di decreto, mettiamolo sul serio il processo breve, la separazione delle carriere, la responsabilità dei magistrati. Vedrà che il Paese la segue, non ascolti più chi le consiglia prudenza, oppure lo ascolti, e smetta di lamentarsi delle conseguenze. Se non le dispiace, abolisca pure la par condicio, vige da dieci anni, stavolta le hanno consigliato di trasformarla in mordacchia ai talkshow, ha visto con quali risultati. Il premier dopo l’incontro con i capi di Stato: «L’Europa mi apprezza. Le regionali? Sono ottimista anche per il Lazio, ho fatto tutto quello che potevo nonostante gli attacchi» “ . LA GRECIA «Se Atene dovesse chiedere, ci sarebbe un’azione coordinata, nostra e del Fondo monetario internazionale, per elargire prestiti bilaterali o per azioni di garanzia» LA CINA «Ho sollevato cinque questioni per il futuro dell’Europa, tra cui la delocalizzazione e la concorrenza cinese, le speculazioni» (...) dell’hotel Conrad, pieno centro di Bruxelles. Mancano pochi minuti alla mezzanotte, quando Silvio Berlusconi rientra dalla cena con i capi di Stato e di governo. Avenue Louise è la morte civile. Strana questa città: bordello di giorno, desolazione notturna. Piove, smette, ricomincia. Da piazza Schuman, dove c’è il Consiglio europeo, il corteo del premier italiano impiega pochi minuti ed è già a destinazione. Nello spiazzo davanti al Conrad arriva la staffetta dei poliziotti francofoni in moto, la macchina della scorta, quindi l’Audi del Cavaliere. Scende con alcune cartelline in mano, Berlusconi, l’occhio a mezz’asta. E ci mancherebbe: la giornatina trascorsa nell’ombelico d’Europa è stata quello che è stata. In più, viene da settimane intense, durissime. Ha fatto di tutto: comizi, convegni, conferenze, telefonate, messaggi, spot, interviste ai giornali, alla radio, ai tg. Ha girato l’Italia da parte a parte. Tutto pur di far vincere i suoi candidati in bilico. AGGANCIO AL CONRAD Ma poi Silvio è pure il presidente del Consiglio, la sua agenda non si esaurisce con gli impegni elettorali e non può mancare agli appuntamenti con i grandi d’Europa. Eccolo qui. A Bruxelles il cordone di sicurezza del capo del governo è un po’ meno sotto stress. Oltre confine non ci sono tuonati che vogliono cambiargli i connotati. Allora, ad attendere il premier davanti al suo hotel, c’è una improvvisata cellula oriunda di “Silvio ci manchi”: tre ragazze laureate, stage in corso presso le istituzioni comunitarie, che si fanno due ore in ammollo pur si stringere la mano del Cavaliere. Stoiche. Ma non sono le sole che lo stanno aspettando: «Come è andata la cena con i capi di Stato e di governo? Bene, molto bene», racconta Berlusconi al cronista di Libero, «abbiamo trovato un accordo sul salvataggio della Grecia. Se Atene dovesse chiedere, e al momento non ha chiesto niente, ci sarebbe un’azione coordinata, nostra e del Fondo monetario internazionale, per elargire prestiti bilaterali o anche soltanto azioni di garanzia». A Roma il Cavaliere deve sorbirsi le toghe rosse, Di Pietro, Santoro, qui a Bruxelles si sta molto meglio invece: «Tutti riconoscono il mio protagonismo. A cena ho sollevato cinque questioni per il futuro dell’Europa. Le vuole conoscere? Gliele elenco? Bene: dobbiamo arginare il problema della delocalizzazione delle imprese e quello della concorrenza cinese; combattere le speculazioni finanziarie e sulle risorse; valutare il problema dell’aumento dell’età media lavorativa. Sono stato molto apprezzato». «POSSIAMO VINCERE» La chiacchierata scivola sui temi di politica italiana. Le elezioni regionali. È giovedì notte e quello che sta per arrivare è l’ultimo giorno di campagna elettorale. Silvio non intende risparmiarsi. Prima di salire su, nella sua suite, dà disposizioni per la partenza. Si va via di primo mattino: a Roma lo attende una lunga giornata tutta dedicata alla sua più grande scommessa elettorale, Renata Polverini. È tardi, Berlusconi si mette di tre quarti, direzione hall dell’hotel: vuole andare. «In queste settimane, tutto quello che si poteva fare, l’ho fatto. Io ci credo, possiamo vincere». Gli ultimissimi sondaggi regalano un sorriso per quanto riguarda Lazio e Piemonte, una ruga di preoccupazione per la Campania. La verità è che stavolta, il Cavaliere, si è trovato davvero solo contro tutto e tutti: i giudici, la sinistra, le intercettazioni, l’odio, il male, la sfiga. «Abbiamo subito una campagna indegna, ci hanno attaccato nei modi più vergognosi, non siamo stati messi nella condizione di spiegare i fatti del nostro governo». In un’altra situazione, Silvio avrebbe evitato un intervento così massivo in campagna elettorale. Ma la situazione gliel’ha imposto. La campagna di denigrazione stava portando a un declino del PdL nei sondaggi dovuto alla disaffezione dell’elet torato moderato verso la politica. «E l’astensio nismo di solito premia la sinistra». Certo, c’era pure qualche alleato che poteva fare di più, risparmiandosi polemiche interne nei giorni immediatamente precedenti alle elezioni regionali. Ma queste non sono riflessioni da affidare a un giornale. Di Gianfranco Fini, Silvio si lamenta in privato, con gli europarlamentari che lo accompagnano al piano per dargli la buonanotte. ::: segue dalla prima ::: dall’inviato a Bruxelles SALVATORE DAMA «Avversari indegni ma sono sereno»
Edizione: 27/03/2010 Libero LIB_sabato pagina 27 stampata da: callioni alle ore: 21.27.15 colore 27 @ commenta su www.liberonews.it Sabato 27 marzo 2010 Assemblea rovente al Lingotto Marchionne licenzia Bersani e i sindacati L’ad Fiat respinge le accuse: «Non lasciamo l’Italia e non chiudiamo Pomigliano. Contro di noi un tiro al bersaglio molto pericoloso» MERCATINO ::: ATTILIO BARBIERI Marchionne non ci sta. Dai banchi dell’assemblea dei soci svoltasi ieri ieri a Torino, ha tuonato contro sindacati e politica (di sinistra) che hanno messo la Fiat nel mirino e fanno «un nuovo tiro al bersaglio pericoloso». Non sono parole a caso. Ieri mattina, all’alba, il segretario del Pd Bersani ha aperto l’ultima giornata di campagna elettorale davanti ai cancelli della Mirafiori. Assestando colpi alla Casa torinese e al governo: «Gli operai sono preoccupati: non può esistere una situazione in cui la Fiat presenta il suo piano al mercato il 21 aprile e il governo non sa niente. L’esecutivo trovi il modo di portare al tavolo la l’ azien da e le organizzazioni sindacali. E se c’è la possibilità di fare qualcosa in più, vediamo insieme come farla». Qualche ora dopo il segretario nazionale della Fiom Gianni Rinaldini parlava di «mobilitazione generale» qualora il Lingotto non dovesse tornare sui suoi passi a Termini Imerese. E rimangiarsi la decisione di chiudere lo stabilimento siciliano. Per non parlare di Pomigliano D’ar co. La Fiom ritiene inaccettabile che Fiat «diventi una multinazionale con alcuni legami con l’Italia. Il baricentro dell’azienda si sta spostando sempre più all’estero ha accusato Rinaldini mettendo in discussione le produzioni nazionali». È a queste prese di posizione che Marchionne ha risposto seccamente con un «non ci sto!». Per chiarire cosa intenda per «tiro al bersaglio», ha spiegato: «Mi riferisco non solo a quanto scrivono i giornali, che nella maggior parte dei casi fanno il loro lavoro, penso piuttosto alle dichiarazioni di alcuni esponenti del mondo politico, sindacale e a volte imprenditoriale». Ma la Fiat non molla, conferma gli investimenti in Italia («il baricentro della produzione resta qui», conferma il presidente Luca Cordero di Montezemolo) e si appresta a presentare un nuovo piano industriale destinato a rivoluzionare la gamma, aprire la strada ai motori elettrici e ibridi, e rendere operativa, ma soprattutto attiva dal punto di vista finanziario, la partnership con Chrysler. Poi c’è la sfida della 500 (a benzina ed elettrica) in America.D’altra parte i numeri parlano chiaro. Qui lavorano per il Lingotto 21.900 operai, contro i 5.800 polacchi e i 9.000 brasiliani impiegati negli stabilimenti esteri del gruppo. Per questo il maggiore gruppo industriale del Paese chiede rispetto. A fronte della crisi dell’auto «negli Stati Uniti i sindacati hanno aiutato a trovare una soluzione. Non è stato facile, ma è stata trovata una via per il risanamento dell’industria», ha spiegato Marchionne. «Il mio invito al sindacato italiano ha aggiunto è quello di fare la propria parte senza creare ulteriori problemi». Sul fronte dei numeri approvati dall’assemblea i dati sono noti. Il fatturato del gruppo, pari a 50,1 miliardi di euro, è diminuito del 16% rispetto al 2008 ma nell’ultimo trimestre i ricavi sono cresciuti del 3,6%. L’incognita sul 2010 è una soltanto: la fine degli incentivi. PARTITA CHRYSLER Grande Stevens, Montezemolo, Marchionne ed Elkann, all’assemblea Fiat di ieri. Entro il 2011 la società dovrà arrivare al 35% di Chrysler. «Dal 20% attuale al 35% ci sono tre step del 5 per cento»», ha spiegato l’ad, «la prima porzione verrà presa a fine anno quando lanceremo la 500 elettrica, il resto è legato ad altri due impegni industriali, a cominciare dalla distribuzione dei modelli Chrysler al di fuori degli Stati Uniti». Ap La Pivetti presidente dell’Associazione Iptv INTERNET Irene Pivetti è stata eletta alla presidenza dell’Associa zione Iptv costituita dai tre principali operatori di rete fissa, Telecom Italia, Fastweb e Wind, per diffondere la televisione digitale via Web. La scelta dell’ex presidente della Camera, si legge in una nota, «riflette la volontà dell’associazione di comunicare le potenzialità dell’Iptv ai più alti livelli istituzionali e al grande pubblico». La tivù su Internet non è mai decollata in Italia, nonostante il decoder Iptv collegato alla televisione consente agli utenti di accedere a tutti i canali in chiaro disponibili sulle reti digitali terrestri, di abbonarsi alle offerte di Tv a pagamento senza altri decoder e senza l’antenna parabolica. ::: Ruote d’Italia Sulle auto a noleggio il governo salva 40 mila imprese ::: PAOLO UGGÈ È stata una battaglia difficile e impegnativa quella che Fai Trasporto persone e Federnoleggio hanno condotto in questo mese, ma alla fine all'interno del Governo la ragione ha prevalso e ha avuto la meglio su coloro che pensavano di utilizzare il ricatto elettorale e la prepotente arroganza per ottenere normative che avrebbero impedito a 40 mila imprese circa di continuare a svolgere la propria attività. Sabato scorso avevamo dato conto della manifestazione significativa e delle ragioni dei noleggiatori. Per la prima volta nel Paese operatori economici avevano manifestato a favore di qualcuno, nella fattispecie il Parlamento, e non contro. L'ordine del giorno che la Lega e il presidente della Commissione Trasporti della Camera, dopo aver ascoltato le ragioni di Fai e Federnoleggio, avevano presentato in aula e fatto accettare al governo, è stato il comune denominatore che ha fatto sfilare alcune migliaia di operatori per le strade della capitale. Il governo ha compreso il loro disagio e, superando le resistenze di chi si era fatto portatore di una posizione oggettivamente poco sostenibile, anche perché di dubbia legittimità, ha trovato una soluzione equilibrata che, nel rispetto degli orientamenti comunitari, di fatto introduce una proroga che consente alle regioni, istituzionalmente competenti in materia, di definire le norme per porre fine ai fenomeni di abusivismo in favore di chi opera nel rispetto delle regole. Merito quindi dell'Esecutivo che ha saputo comprendere; delle forze politiche e dei parlamentari che hanno voluto in modo forte farsi portatori delle ragioni dei noleggiatori; ma merito anche dell'avvedutezza della dirigenza di quelle organizzazioni che hanno respinto ogni tentativo di strumentalizzazione politica messo in atto da parte di un partito politico (l'Italia dei valori), inducendo in errore qualche dirigente sindacale, poco avvezzo alle manovre di palazzo. La Fai Trasporto persone, è bene ricordarlo, aveva dichiarato la propria disponibilità a sottoscrivere il protocollo di intesa proposto dal ministro Altero Matteoli perché si era resa conto che lì erano salvaguardati i principi di libertà di intraprendere ai quali miravano la gran parte degli operatori interessati. Sono state le interpretazioni successive contrastanti, che hanno indotto la Fai a sensibilizzare la Commissione parlamentare competente, oltre che a partecipare alla manifestazione di Roma. Ora, dopo questo primo successo della razionalità sulla prepotenza e sull'arroganza, si apre la fase che consentirà di predisporre le nuove regole per realizzare un sistema di trasporto regolato dai principi del libero mercato europeo. I mestatori, gli inadeguati a gestire i rapporti sindacali e coloro che volevano utilizzare una categoria per propri fini, escono ridimensionati e con la coda tra le gambe. La ragione ha vinto ancora. * presidente nazionale di Fai Conftrasporto Parla il viceministro Urso «Via i dazi per tornare a crescere. L’ha capito anche Obama» ::: CLAUDIO ANTONELLI Il governo di Obama ha lanciato un piano di sostegno al commercio estero con l’obiettivo di raddoppiare il volume degli scambi in meno di cinque anni. La Casa Bianca ha inoltre creato un team di ministri e di consulenti (tra i quali manager di Xerox e Boeing) con l’obiettivo di spingere la Cina verso una competizione leale. Abbiamo al riguardo chiesto il parere al viceministro del commercio estero Adolfo Urso. La svolta di Obama e l’allontana mento dalle posizioni protezionistiche degli Usa avranno effetti sull’Europa? «Ora gli Stati Uniti si sono resi conto di quanto sia difficile sviluppare una cooperazione con Pechino per questo chiedono una volta per tutte la reciprocità delle regole del commercio. Questa virata dei democratici apre di fatto al Wto e avvicina gli interessi americani a quelli europei». Anche contro la contraffazione? «Certo, senza regole precise e senza lotta all’illegalità non potrà mai esserci un rapporto paritetico tra le diverse economie del globo». Per questo piano Obama ha aperto i cordoni del credito sull’export, mentre in Italia e in Europa il trend è opposto... «Dovrebbe invece essere il contrario. Noi più che gli Usa dobbiamo puntare sull’export per due motivi. Primo, possiamo sperare meno in una crescita dei consumi a breve termine. Secondo, per l’Italia più che per altri Paesi europei l’export vale una grossa fetta del Pil. E il rapporto tra i due fatturatiè4a 1.Nel2009 le esportazioni sono scese del 20% e il Pil quasi del 5%. Nel 2010 per far crescere di 2 punti il Pil dovremmo spingere sull’export e farlo crescere dell’8%». Al forum di Confagricoltura, oltre a parlare bene di Ogm, ha dichiarato di non vedere a breve una riduzione della pressione fiscale e di pensare a incentivi per il rilancio dei consumi. Come? «Prima bisogna pensare all’export che è la nostra locomotiva poi bisognerà rimboccarsi le maniche per fare una serie di riforme che a lungo termine diano spinta vera e duratura ai consumi» Adolfo Urso Ansa
Edizione: 27/03/2010 Libero LIB_sabato pagina 18 stampata da: cervo alle ore: 22.13.29 colore 18 Sabato 27 marzo 2010 ESTERI @ commenta su www.liberonews.it Tensione in Medioriente Scontri a Gaza Israele manda cinque blindati Due soldati israeliani uccisi da un’esplosione. Morti altri due palestinesi. I carri armati irrompono nella Striscia ::: MAURIZIO STEFANINI Dopo un anno di tregua di fatto seguita all’Operazione Piombo Fuso, sembra precipitare la situazione a Gaza. A Khan Yunes, zona nord del territorio controllato da Hamas, un incidente di confine ha provocato la morte di due israeliani e due palestinesi. Come risposta, nel corso della serata carri armati israeliani sono entrati nella Striscia. Sarebbe stato un gruppo presumibilmente di area alQaidista a organizzare un’imboscata con l’esplo sione di una bomba nei pressi del varco di Kissufim, forse per procurarsi qualche ostaggio. C’è stata infatti una rivendicazione con tanto di video da parte di un finora sconosciuto gruppo Taleban Palestina. Un’unità israeliana è allora accorsa oltre il confine della Striscia di Gaza, ma un’altra esplosione l’ha investita. A quel punto sono intervenuti gli uomini delle Brigate Ezzedin alQassam, ala militare di Hamas, scatenando con gli israeliani un conflitto a fuoco conclusosi col saldo di quattro morti. Due gli israeliani: il 31enne maggiore Eliraz Peretz, un cui fratello era morto combattendo contro gli Hezbollah e il sergente Ilan Saizokwsky. E due tra le Brigate Ezzedin AlQassam, che insistono di aver agito “a scopo difensivo”, in risposta allo “sconfinamento” degli israeliani. È però la testimonianza di altri palestinesi a permettere di ricostruire il complesso scenario a tre delineato. Testimonianze analoghe riferiscono di tre carri armati e due bulldozer blindati israeliani che sono entrati nella sera nella Striscia di Gaza: sparando e puntando verso Khan Yunes, sotto la copertura aerea di elicotteri e droni. Sembra che alcune persone siano state colpite. Il tutto, mentre è tuttora in corso il braccio di ferro tra Barack Obama e Netanyahu a proposito di Gerusalemme Est. Per concertare una risposta alla Casa Bianca il premier ha convocato i sei ministri a lui più vicini, e secondo il quotidiano Israel haYom una risposta dovrebbe arrivare nei prossimi giorni: prima che abbia inizio un’importante riunione della Lega Araba. Lo stesso giornale spiega infatti che gli americani vorrebbero far partire negoziati diretti tra Israele e Autorità Nazionale Palestinese (Anp) già all’ini zio del mese prossimo, subito dopo la Pasqua ebraica. Per ottenerlo Obama vorrebbe da Netanyahu non solo l'impegno a congelare nuovi progetti edili ebraici in Cisgiordania anche dopo la moratoria di 10 mesi offerta da Israele, ma anche la liberazione di detenuti, l’estensione in Cisgiordania delle Zone A di autonomia palestinese, e la riapertura dell'Orient House: sede di varie istituzioni nazionali palestinesi a Gerusalemme Est, chiusa vari anni fa dopo un grave attentato terroristico. Il presidente americano potrebbe approfittare della relativa debolezza del premier israeliano, come espressa dai più recenti sondaggi. Il 51% dei cittadini sarebbe infatti scontenta di lui, contro appena il 41% di favorevoli, e il 44% di contrari di solo una settimana fa. Il 78% di popolarità al presidente Shimon Peres, il 74% al capo di Stato maggiore generale Gaby Ashkenazi e il 74% anche del governatore della Banca di Israele Stanley Fischer: una colomba e due tecnici. Ma è evidente che una ripresa delle ostilità a Gaza può scompaginare tutto. Le bombe fanno decine di vittime Allawi vince in Iraq per due seggi ::: ALESSANDRO CARLINI Dopo 20 giorni di interminabile attesa è finita: l'ex premier sciita Iyad Allawi e la sua lista “lai ca e trasversale” hanno vinto le elezioni parlamentari irachene del 7 marzo, staccando di due seggi 91 a 89 il premier uscente Nuri al Maliki. Ma a Baghdad la situazione non è chiara: l'avversario di Allawi non riconosce la sconfitta e già nei giorni scorsi aveva parlato di brogli e ammonito su una nuova possibile ondata di violenze. A creare altra confusione sono i nuovi attacchi terroristici, con le bombe che sono tornate a farsi sentire ancor prima dell'annuncio dei risultati ufficiali: un duplice attentato è stato messo a segno nel primo pomeriggio di ieri in una cittadina a nordest di Baghdad, Khalis, e secondo fonti di polizia ha causato la morte di almeno 40 persone e il ferimento di altre 65. Una strage passata quasi inosservata, perchè meno di un'ora dopo l'attenzione si è concentrata sui dati finalmente diffusi dalla commissione elettorale, che oltre alla vittoria di Allawi e alla sconfitta di misura di al Maliki collocano al terzo posto, con 70 seggi, l'Alleanza nazionale irachena, una coalizione di partiti sciiti, tra cui la corrente che fa riferimento al leader radicale Moqtada Sadr. Al quarto posto, con 43 seggi, è giunta l'alleanza curda, formata dai due partiti storici della regione semiautonoma del Kurdistan iracheno, il Puk e l'Udk, guidati rispettivamente dall'attuale presidente Jalal Talabani e dal presidente regionale Massud Barzani. Iraqiya, la lista dell'ex premier, è un'alleanza formatasi attorno allo sciita Allawi e al vice presidente iracheno, il sunnita Tariq al Hashemi. Dal forte carattere nazionalista, si oppone alla polarizzazione etnica e confessionale e vuole preservare l'unità del Paese. Tra le 20 formazioni Ragazzi palestinesi scappano all’arrivo dell’esercito israeliano Ap
Edizione: 27/03/2010 Libero LIB_sabato pagina 17 stampata da: callioni alle ore: 23.13.24 colore 17Sabato 27 marzo 2010ITALIA @ commenta su www.liberonews.it cattive compagnie . IMMAGINI DEL PASSATO In alto le foto che ritraggono Antonio Di Pietro insieme a Vincenzo Rispoli, presunto boss della ‘ndrangheta di Legnano, alle porte di Milano. Qui sopra, Di Pietro insieme al discusso uomo d’affari Ilia Pavlov, che pochi mesi dopo verrà ammazzato da un cecchino. Editoriale Fortuna per lui che è amico di Travaglio ::: I PRECENDENTI BRUNO CONTRADA Quattro foto scattate il 15 dicembre del 1992 vedono ritratto il futuro leader di Italia dei valori, Antonio Di Pietro, seduto a tavola, durante una cena conviviale in una caserma dei carabinieri, fra alcuni ufficiali arruolati nei servizi segreti. Tra loro un 007 eccellente come Bruno Contrada e un altro James Bond vicino alla Cia, arrivato da Washington per una targa ricordo della famosa «Kroll Secret Service» all’ospite d’onore, appunto Di Pietro. «Solo una cena». Niente di male, come fece sapere lo stesso Contrada tramite il suo avvocato. Solo una occasionale e innocua chiacchierata prenatalizia fra amici e colleghi, fra investigatori e soltanto un magistrato. Una cena immortalata da una macchina fotografica senza pretese che salta fuori giusto per un ricordo, appena qualche scatto, dodici per l’esattezza, come si accerterà nove giorni dopo. ILIA PAVLOV Questo il nome della nuova grana di Antonio Di Pietro. Dal passato del leader dell’Italia dei Valori spunta ora una foto che lo ritrae ad una cena con una serie di discussi personaggi bulgari. Primo fra tutti l’uomo d’affari Pavlov che pochi mesi dopo verrà ammazzato da un cecchino. Un colpo al cuore da 70 metri e il discusso finanziere esce di scena lasciando alle spalle i misteri di una fortuna accumulata in modo assai chiacchierato. Lo scoop fotografico è firmato da Panorama in edicola con foto in copertina e cover story choc: «Di Pietro e il mafioso, le prove dei contatti fra Tonino e un boss bulgaro assassinato a Sofia» ::: segue dalla prima GIANLUIGI NUZZI . ::: segue dalla prima MAURIZIO BELPIETRO . Tonino stavolta abbraccia la ’ndrangheta Nuove foto compromettenti di Di Pietro, ora ritratto insieme a un presunto boss e a un morto ammazzato (...) chiunque sfiori un delinquente è infatti per definizione anch’esso un criminale: fa nulla se il soggetto era ignaro del passato poco pulito della persona con cui si è intrattenuto. Secondo i gendarmi dell’infor mazione politicamente corretta prima di parlare con qualcuno o di mettersi in posa bisognerebbe pretendere l’esibi zione del casellario giudiziario, sennò nisba, meglio soprassedere. Tutto ciò per dire che, volendo, con un’istantanea si può impiccare chiunque, ma anche per chiarire che non abbiamo intenzione di mettere la corda intorno al collo di nessuno, men che meno a un avanzo di tribunale come Di Pietro. Qui sopra, come avrete capito dal titolo di prima pagina, pubblichiamo una foto in cui si vede Tonino in compagnia di un presunto capo cosca. L’imma gine risale a qualche tempo fa ed è stata scattata in un ristorante di Novara durante un pranzo. In quell’occasione Di Pietro s’intrattenne anche con un tale poi finito ammazzato sotto casa. Ovviamente noi non muoviamo nessun addebito al leader dell’Idv: chi è conosciuto come lui può essere facilmente avvicinato da persone che vogliono la foto ricordo e si può anche non sapere con chi ci si fa riprendere. Ciò nonostante stupisce che all’ex pm capitino spesso incontri ravvicinati con signori poco raccomandabili. Appena due giorni fa Panorama ha scovato un’altra sua immagine imbarazzante, in cui si intravede Tonino a cena con Ilia Pavlov, un boss bulgaro inquisito nel suo Paese e stecchito il 7 marzo del 2003 con un colpo al cuore sparato da un cecchino. Nei mesi scorsi è spuntata la foto in trattoria con Contrada, poi condannato per mafia. Adesso c’è un boss della ‘ndrangheta. Tutti incontri accidentali, certamente. Tutte istantanee innocentissime, le quali nascondono nient’altro che il caso. Sì, è probabile sia così, e chiunque volesse anche solo dire che per un episodio simile l’ex senatore Di Girolamo è stato senza esitazione bollato come uomo della ‘ndrangheta sarebbe in malafede. Di Pietro è Di Pietro, accidenti, mica un Berlusconi qualsiasi. Non si può dunque dubitare di lui solo perché si è messo in posa inavvertitamente con un poco di buono. Al massimo si può concludere che è uno sprovveduto di Montenero di Bisaccia. Chi ha fatto il pubblico ministero e dato la caccia ai corrotti, chi ha saputo resistere alle lusinghe del potere, alle Mercedes vendute a prezzo di saldo, ai prestiti a tasso zero, ai vestiti e ai calzini regalati, agli alloggi in centro e a tante altre opportunità le quali avrebbero fatto perdere la testa a molti, ecco, un integerrimo ex poliziotto ed ex toga d’assal to come lui forse dovrebbe essere un po’ più accorto nello stringere mani e abbracciare sconosciuti. Un segugio del suo calibro forse l’odore del delinquente lo potrebbe annusare meglio di altri. Anche perché non vorremmo che, avanti di questo passo e con simili frequentazioni, il leader dell’Idv si ritrovasse un giorno in casa uno stalliere dal passato poco chiaro. E allora sì che sarebbero guai, perché Santoro, Travaglio, i Grilli e i Luttazzi non perdonerebbero neanche lui. O no? P.S. Ma Di Pietro ce lo vuole dire che ci faceva sul Mar Nero con uno sospettato d’essere il braccio economico della criminalità organizzata e nella campagna piemontese con un altro considerato il capo della ‘ndrangheta legnanese? Così, tanto per sapere… maurizio.belpietro@liberonews.it (...) non proprio di specchiata moralità. Il primo, quello a lui più vicino è Vincenzo Rispoli, il boss della ‘ndrangheta di Legnano, alle porte di Milano. Per l’occasione è in camicia blu, giacca e cravatta. Rispoli si professa innocente ma è stato arrestato nell’aprile scorso con l’accusa di gestire una potentissima cosca tra Legnano e Lonate Pozzolo. Una locale calabrese legata alla cosca madre dei FaraoMarincola di Cirò Marina. Rispoli è nipote di Giuseppe Farao, capobastone dell’organizzazione. A fianco di Rispoli Alfonso Murano, muratore, che nel febbraio del 2006 è stato ammazzato brutalmente sottocasa a Ferno in provincia di Varese forse per un regolamento di conti. Il quadretto si chiude con il proprietario della casa di Caccia e un architetto legato all’Italia dei Valori. La foto mostrerebbe una certa familiarità tra le persone. Rispoli appoggia confidenzialmente le braccia sulle spalle sia di Di Pietro alla destra sia al muratore che verrà poi freddato. A loro volta Muraro è vicino all’ar chitetto di area Idv e Di Pietro invece a fianco al proprietario della casa da. In apparenza, ma è solo una congettura, non sembra proprio la foto mille volte chiesta al volto noto della politica da un avventore simpatizzate. Chi si permetterebbe di abbracciare Di Pietro senza conoscerlo? Forse solo un boss, o presunto tale, della ‘ndrangheta, violando però tutti i codici di riservatezza delle vecchie ‘ndrine. Allora proviamo a usare un’ipotetica macchina del tempo e tornare a qualche momento prima. Entriamo nel ristorante. Siamo nel novarese, il locale è noto per la cacciagione. E qui nella sala tra quadri di natura morta e controsoffitto da osteria ritroviamo Di Pietro e gli avventori in odore di mafia. Altra foto. La seconda. Stavolta il leader dell’Idv dei Valori parla con un uomo ripreso di profilo. A fianco di quest’ultimo è seduto il solito Rispoli con qualche altro amico e parente. Un’allegra tavolata nella quale ritroviamo quasi tutti i protagonisti della foto successiva come se avessero, tutti, pranzato. E infatti ecco anche il solito architetto e il proprietario del locale sullo sfondo. Non è quindi chiaro se tutti o quasi tutti siano stati a tavola insieme. I due scatti non sono una condanna. Raccontano di un pranzo, un incontro sfortunato. Tra l’uomo della legalità abbracciato a chi come Rispoli si sta difendendo dall’ac cusa di aver costituito una locale di ‘ndran gheta nel profondo nord. Per taglieggiare i commercianti, gestire i traffici. Insomma uno che Fabio Zocchi, suo fedele amico, descrive così in una telefonata intercettata dalla Dda di Milano, gli esperti dell’antimafia: «Enzo è una potenza qua in Lombardia, fa così, si muove, si muovono duemila persone di colpo, proprio di colpo si girano e corrono». Era l’11 ottobre 2006, un anno dopo i piatti di cacciagione e le foto in allegria. Con le microspie della procura di Milano degli ex colleghi di Di Pietro a scandagliare ogni movimento di questa cosca. Ma allora cosa è accaduto in un ristorante? I due si conoscevano? La moglie di Rispoli offre una versione minimalista: «Quel giorno c’era Di Pietro al ristorante racconta a chile chiede e mio marito si è fatto fare delle foto. Tutto qui». Il marito deve essere un espansivo, fatto assai raro per un uomo di ‘ndrangheta, soprattutto per uno che gli inquirenti indicano come un boss. Rispoli è infatti appena uscito dal carcere di Ancona. Il suo avvocato, Michele D’Ago stino, è riuscito a far accogliere le sue argomentazioni dalla Cassazione e Rispoli ora assisterà al processo da uomo libero. Quando venne arrestato nell’aprile del 2009, il procuratore capo di Milano, Manlio Minale e quello di Varese, Maurizio Grigo, avevano speso parole pesanti per raccontare le gesta criminali di questa organizzazione che si estendeva nell’alto milanese e nel Varesotto. Con accuse a vario titolo: rapine, estorsioni, associazione mafiosa e usura. Per quattro anni i magistrati hanno indagato sui traffici della cosca arrivando a indicare in Rispoli l’uomo che da almeno dieci anni rappresentava il capo rispettato di questa cosca. Insomma, le foto “neutre”, come le liquida con troppa rapidità lo stesso Di Pietro, che ritraggono il leader dell’Idv con personaggi o in odore di mafia o che vengono poi uccisi in regolamenti di conti si moltiplicano. Dopo quelle della cena con Bruno Contrada, poco prima dell’arresto dell’ex numero tre del Sisde per mafia, pubblicate sul Corriere della Sera, Panorama firma lo scoop degli scatti sul Mar Nero: Di Pietro a cena con il presunto boss mafioso bulgaro Ilia Pvlov e altri loschi soggetti. gianluigi.nuzzi@liberonews.eu
Edizione: 27/03/2010 Libero LIB_sabato pagina 30 stampata da: callioni alle ore: 20.57.11 colore 30 Sabato 27 marzo 2010 A ACEA 7,93 0,81 7,9483 7,21 8,075 6,02 18/05/09 1.688,8 ACEGASAPS 3,9425 1,68 3,959 3,8 4,175 3,55 06/07/09 216,8 ACOTEL GROUP 61 0,8 61,0633 59,02 72,81 11,47 26/05/03 254,4 ACQUE POTABILI 1,7 0,41 1,7054 1,6 1,915 12,78 02/05/06 61,2 ACSM 0,91 1,11 0,9161 0,84 1,089 13,83 14/07/08 69,7 ACTELIOS 3,6425 0,41 3,6173 3,405 3,88 1,18 27/04/09 246,5 AEDES 0,242 1,98 0,2428 0,2048 0,2525 18,34 07/05/07 176,5 AEFFE 0,4155 0,36 0,4136 0,4145 0,5375 20,55 18/05/09 44,6 AEGON 5,075 0,89 5,0508 4,165 5,075 9,49 25/04/08 801 AEROPORTO DI FIRENZE 13,52 0,95 13,52 13,51 14,55 5,98 11/05/09 122,1 AHOLD KON 9,35 9,35 8,86 9,73 6,13 30/04/08 1.114,4 AICON 0,326 0,3254 0,2645 0,33 6,19 35,5 ALCATELLUCENT 2,425 0,61 2,432 1,943 2,63 3,63 04/06/07 5.620 ALERION 0,585 0,85 0,5882 0,489 0,65 13,37 16/05/05 257,5 ALLIANZ 92,42 1,65 92,0775 78,12 92,42 6,29 30/04/09 41.949,4 AMPLIFON 3,88 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1,7 37,54 26/05/08 9,2 BMW 34,17 0,59 33,9549 28,87 34,17 7,62 15/05/09 20.570,2 BNP PARIBAS 58,59 0,1 58,7306 47,52 59,8 4,63 20/05/09 53.439,7 BOERO 21 21 19 21 5 28/04/08 91,1 BOLZONI 1,499 0,07 1,4833 1,388 1,53 9,82 18/05/09 39 BON FERRARESI 33,75 1,35 33,1435 30,01 35,2 3,57 18/05/09 189,8 BORGOSESIA 1,17 0,85 1,1687 1,17 1,411 14,47 19/08/81 79,8 BORGOSESIA RSP 1,346 1,2965 1,299 1,396 0,66 04/02/08 1,2 BREMBO 5,82 0,34 5,7967 4,45 5,82 11,49 04/05/09 388,7 BRIOSCHI 0,2391 0,38 0,2397 0,2016 0,2391 9,68 19/05/03 188,3 BULGARI 6 0,08 6,0302 5,335 6,47 4,26 18/05/09 1.807,9 BUONGIORNO 1,108 0,18 1,1136 0,989 1,2 4,48 117,9 BUZZI UNICEM 9,455 0,73 9,5068 9,105 12,12 16,18 18/05/09 1.563,4 BUZZI UNICEM RSP 6,18 0,8 6,2281 5,685 7,67 14,58 18/05/09 251,6 C CAD IT 5,055 1,27 5,0899 4,97 5,875 7,76 11/05/09 45,4 CAIRO COMMUNICATION 2,94 0,68 2,9574 2,65 3,2225 5,16 11/05/09 230,3 CALEFFI 1,052 0,67 1,0643 0,951 1,075 1,5 19/05/08 13,2 CALTAGIRONE 2,185 2,24 2,202 2,1525 2,45 10,63 18/05/09 262,5 CALTAGIRONE EDITORE 1,974 2,39 1,9475 1,752 1,975 12,99 18/05/09 246,8 CAMFIN 0,281 0,36 0,28 0,2465 0,313 8,32 19/05/08 188,7 CAMPARI 8,195 0,36 8,2264 7,02 8,225 12,34 18/05/09 2.379,8 CAPE LIVE 0,365 1,88 0,3657 0,329 0,42 11,62 18,5 CARRARO 2,6 0,48 2,5759 2,25 2,65 17,65 05/05/08 119,6 CARREFOUR 35,52 0,03 35,7683 33,4 37,3 6 04/05/09 25.038,1 CATTOLICA ASSICURAZIONI 23,42 0,09 23,3658 21,4 24 1,31 05/05/08 1.266,7 CDC 2,32 1,28 2,2832 1,85 2,35 11,81 23/05/05 28,5 CELL THERAPEUTICS 0,4965 4,79 0,5137 0,439 0,848 38,28 306 CEMBRE 4,5275 1,17 4,4559 4,455 4,82 2,84 18/05/09 77 CEMENTIR HOLDING 2,945 0,51 2,953 2,79 3,345 12,87 18/05/09 468,6 CENTRALE DEL LATTE TO 2,635 1,74 2,6212 2,35 2,78 9,91 05/05/08 26,4 CHL 0,174 8,82 0,1697 0,145 0,1906 5,95 26,6 CIA 0,3 3,23 0,3 0,272 0,3275 9,09 11/05/09 27,7 CICCOLELLA 0,9095 0,38 0,9032 0,8085 0,9835 4,16 21/05/01 164,2 CIR 1,841 0,6 1,839 1,533 1,918 1,43 12/05/08 1.458,3 CLASS EDITORI 0,6215 2,73 0,6302 0,545 0,697 7,79 12/05/08 63,8 COBRA 1,817 1,25 1,8214 1,689 2,17 8,69 38,2 COFIDE 0,7875 2,27 0,777 0,628 0,7875 19,32 12/05/08 566,4 COGEME SET 0,727 0,41 0,7297 0,727 0,96 24,27 41,5 CONAFI PRESTITO’ 1,082 1,28 1,0849 0,9155 1,2 5,91 08/06/09 50,3 CR ARTIGIANO 1,782 0,45 1,7728 1,751 1,909 3,31 27/04/09 507,5 CR BERGAMASCO 23,25 0,39 23,2965 22,8 24,5 0,21 04/05/09 1.435,1 CR VALTELLINESE 4,9075 1,19 4,9039 4,6975 5,72 12,37 27/04/09 1.021,7 CREDEM 5,325 1,02 5,3913 4,685 5,755 1,21 19/05/08 1.770 CREDIT AGRICOLE 13,1 0,98 13,094 10,08 13,41 5,9 27/05/09 29.165,1 CRESPI 0,1904 0,11 0,193 0,1902 0,245 7,12 19/05/03 11,4 CSP INTERNATIONAL 0,795 1,27 0,7843 0,75 0,8175 5,23 01/06/09 26,4 D DADA 5,205 0,29 5,18 4,83 6,055 11,85 84,4 DAIMLER 35,03 35,0408 30,34 37,5 6,64 09/04/09 33.789,1 DAMIANI 0,926 1,44 0,935 0,917 1,067 13,3 76,5 D’AMICO 1,235 0,98 1,2285 1,097 1,378 12,79 27/04/09 185,2 DANIELI & C 20,07 0,55 19,9348 16,28 20,11 15,41 09/11/09 820,5 DANIELI & C RSP 10,79 0,28 10,7565 8,75 10,79 17,28 09/11/09 436,2 DANONE 43,53 0,62 43,53 40,21 44,97 1,23 30/04/09 22.365,8 DATALOGIC 4,0325 4,0221 3,8525 4,1175 0,92 04/05/09 235,7 DEA CAPITAL 1,288 0,46 1,2804 1,16 1,299 2,06 394,9 DE’LONGHI 3,15 3,1637 2,8 3,2575 0,4 04/05/09 470,9 DEUTSCHE BANK 58,04 1,59 57,7054 43,33 58,04 15,76 27/05/09 33.132,7 DEUTSCHE TELEKOM 9,88 0,1 9,8851 9,24 10,55 3,14 04/05/09 43.089,8 DIASORIN 27,86 0,54 27,8765 23,31 28,07 11,98 15/06/09 1.532,3 DIGITAL BROS 2,1475 0,35 2,1199 2,08 2,335 4,77 08/12/08 30,3 DMAIL GROUP 5,345 3,69 5,1748 5,035 5,75 2,1 19/05/08 40,9 DMT 16,15 0,31 16,1416 13,2 17,6 0,94 182,6 E EDISON 1,141 1,51 1,1282 0,9705 1,151 7,44 14/04/09 5.911,6 EDISON RSP 1,45 1,4 1,4577 1,285 1,47 12,4 14/04/09 160,4 EEMS 1,615 4,44 1,6377 1,028 1,69 30,03 68,6 EL EN 12,7 0,4 12,7498 11,23 13,12 6,28 18/05/09 61,3 ELICA 1,935 1,2 1,9406 1,691 2 0,68 04/05/09 122,5 EMAK 4,0275 0,56 3,9813 3,54 4,05 15,57 01/06/09 111,4 ENEL 4,1225 0,66 4,1319 3,73 4,2 1,85 23/11/09 38.765,3 ENERVIT 1,475 1,17 1,4625 1,325 1,48 5,36 01/06/09 26,3 ENGINEERING 25,82 1,02 25,7888 24,1 27,8 6,45 09/06/08 322,8 ENI 17,41 0,29 17,4409 16,01 18,56 2,19 21/09/09 69.733,3 ENIA 5,74 1,15 5,7054 5,215 5,85 8,51 22/06/09 619,2 E.ON 26,73 1,18 26,8242 25,69 29,45 8,36 07/05/09 53.486,7 ERG 10,16 0,2 10,1168 9,18 10,39 4,96 18/05/09 1.527,3 ERG RENEW 0,7815 1,51 0,7915 0,6645 0,977 20,23 10/05/99 103,7 ERGYCAPITAL 0,832 3,2 0,8443 0,501 1,192 73,51 61,3 ESPRESSO 2,165 0,7 2,1521 1,805 2,39 3,56 21/04/08 886,8 ESPRINET 7,98 1,24 8,0182 7,54 9,87 12,16 04/05/09 418,2 EUROTECH 2,76 0,36 2,7516 2,435 2,91 3,07 98 EUTELIA 0,2448 1,37 0,2369 0,2139 0,389 30,06 16 EVEREL GROUP 0,0955 0,0874 0,0955 0,0955 10/07/00 7,3 EXOR 13,16 1,2 13,1967 10,86 14,13 3,09 11/05/09 2.109 EXOR PRV 7,635 0,97 7,6271 6,075 7,78 3,95 11/05/09 586,4 EXOR RSP 9,7 2,11 9,7317 8,17 10,16 3 11/05/09 88,9 EXPRIVIA 1,13 1,82 1,135 1,075 1,26 7,76 22/06/09 58 F FASTWEB 14,3 0,78 14,2811 13,64 19,45 25,91 22/10/07 1.137 FIAT 9,75 2,21 9,8335 7,73 10,87 4,88 21/04/08 10.649,4 FIAT P 6,125 1,21 6,1532 4,735 6,345 2,08 21/04/08 632,7 FIAT RSP 6,445 0,77 6,4472 5,02 6,655 2,38 20/04/09 515 FIDIA 4,28 1,61 4,2604 3,95 4,7 7,46 20/05/02 21,9 FIERA MILANO 4,375 0,52 4,3872 4,02 4,5875 2,78 04/05/09 184,4 FILATURA DI POLLONE 0,566 7,21 0,6013 0,4025 0,61 43,65 29/04/02 6 FINARTE CASA D’ASTE 0,178 0,5 0,1765 0,1662 0,2049 11,22 10/05/99 8,9 FINMECCANICA 10,01 1,28 10,0339 9,205 11,32 10,55 18/05/09 5.787,3 FNM 0,5575 6,8 0,5462 0,5065 0,5915 3,96 138,5 FONDIARIA SAI 11,34 5,97 11,4798 10,61 12,1 2,07 18/05/09 1.411,6 FONDIARIA SAI RSP 7,98 2,03 7,8963 7,44 8,235 1,46 18/05/09 339,6 FORTIS 2,7 0,28 2,6941 2,395 2,905 4,65 02/05/08 6.349,5 FRANCE TELECOM SA 17,68 0,67 17,7653 16,3 17,85 0,8 02/06/09 46.221,7 FULLSIX 1,157 0,43 1,1241 1,138 1,232 7,29 12,9 G GABETTI 0,4425 0,68 0,4412 0,416 0,655 29,48 15/05/06 39,1 GAS PLUS 6,11 0,08 6,1169 5,855 6,48 0,08 25/05/09 274,4 GDF SUEZ 28,54 0,14 28,4327 26,3 30,5 4,87 06/05/09 62.606,6 GEFRAN 2,16 1,37 2,1684 2,015 2,29 3,36 04/05/09 31,1 GEMINA 0,63 0,63 0,6329 0,579 0,656 10,53 18/06/07 925,6 GEMINA RSP 1,505 0,99 1,5049 1,466 1,72 13,01 18/05/09 5,7 GENERALI 17,72 0,67 17,7353 16,04 19,19 5,84 18/05/09 27.587,8 GEOX 5,245 1,06 5,2489 4,3925 5,375 8,76 18/05/09 1.359,5 GEWISS 3,09 0,65 3,0854 2,605 3,09 13,6 18/05/09 370,8 GRANITIFIANDRE 3,6175 2,12 3,5844 3,335 3,815 3,36 25/05/09 133,4 GREENVISION 5,6 1,67 5,6374 5,39 7,35 12,57 25/05/09 32,8 GRUPPO COIN 5,1 0,78 5,16 3,99 5,16 11,35 714,4 GRUPPO MINERALI MAFFEI 5,15 0,98 5,0075 4,5525 5,155 5,1 30,9 H HERA 1,735 1,735 1,605 1,742 7,16 01/06/09 1.934,5 I I GRANDI VIAGGI 1,015 1,65 1,0158 0,92 1,035 5,73 07/04/08 45,7 IGD 1,47 1,74 1,4795 1,443 1,594 5,71 18/05/09 454,6 IL SOLE 24 ORE 1,739 0,23 1,7343 1,661 1,969 9,38 28/04/08 75,4 IMA 14,57 1,18 14,48 12,89 14,57 13,3 25/05/09 496,8 IMMSI 0,8925 1 0,895 0,771 0,9015 6,25 26/05/08 306,3 IMPREGILO 2,55 1,8 2,559 2,1625 2,5875 2,41 18/05/09 1.026,3 IMPREGILO RSP 7,96 3,75 8,0072 7,745 8,75 8,35 18/05/09 12,9 INDESIT 9,07 1,68 8,9994 7,91 9,715 16,21 19/05/08 1.030,6 INDESIT RSP 8,12 0,25 8,1029 7,69 8,56 4,1 18/05/09 4,2 ING GROEP 7,4 0,13 7,4247 6,17 7,82 6,55 14/08/08 15.253,6 INTEK 0,496 8,32 0,502 0,3155 0,541 57,46 11/05/09 64,7 INTEK R 0,79 7,06 0,8719 0,6039 0,85 29,08 11/05/09 4,5 INTERPUMP 3,79 2,32 3,8188 3,145 3,9975 2,16 12/05/08 366,7 INTESA SANPAOLO 2,8175 2,8128 2,5575 3,2025 10,56 19/05/08 33.385,5 INTESA SANPAOLO RSP 2,2 0,79 2,1993 1,937 2,485 6,18 18/05/09 2.051,5 INV E SVIL 2012 W 0,0095 2,06 0,01 0,009 0,0143 1,06 18/05/09 2.051,5 INVEST E SVILUPPO 0,0652 2,35 0,0679 0,0631 0,089 3,26 18/06/01 15,8 IRCE 1,399 0,64 1,3995 1,365 1,59 8,98 04/05/09 39,4 IRIDE 1,379 2,15 1,3652 1,294 1,427 3,68 22/06/09 1.017,1 ISAGRO 3,325 1,12 3,3332 3,2525 3,705 0,45 08/05/06 58,4 IT HOLDING 0,1761 0,1844 0,1761 0,1761 04/06/01 43,3 IT WAY 3,63 3,5958 3,4025 3,7925 0,83 02/02/09 16 ITALCEMENTI 8,66 0,17 8,6716 7,915 10,25 9,56 18/05/09 1.533,8 ITALCEMENTI RSP 4,88 0,05 4,8846 4,46 5,445 4,13 18/05/09 514,5 ITALMOBILIARE 31,26 31,2906 26,91 33 1 19/05/08 693,4 ITALMOBILIARE RSP 22,84 0,26 22,8025 19,38 23,48 2,79 19/05/08 373,3 IW BANK 1,922 0,05 1,9115 1,802 2 3,42 20/04/09 141,5 J JUVENTUS FC 0,834 0,36 0,8263 0,829 0,928 6,76 04/11/02 168,1 K KERSELF 7,215 2,24 7,4008 6,84 9,1 17,54 25/05/09 125,7 KINEXIA 2,7025 0,28 2,703 2,17 2,88 23,4 17/07/91 57,6 KME GROUP 0,314 1,26 0,3129 0,31 0,3635 1,78 11/05/09 119,7 KME GROUP RSP 0,675 3,57 0,6768 0,5602 0,7 21,14 11/05/09 24,8 KME GROUP 2011 W 0,025 3,1 0,0253 0,0236 0,039 10,71 11/05/09 24,8 K.R.ENERGY 0,103 0,96 0,1034 0,0901 0,199 31,74 96,5 L LA DORIA 2,365 0,21 2,357 2,15 2,48 9,62 29/05/06 73,3 LANDI RENZO 3,33 0,97 3,3521 3,22 3,99 2,42 04/05/09 374,6 LAZIO S.S. 0,347 0,3444 0,3335 0,374 3,43 23,5 L’OREAL 79,36 79,36 71,52 79,99 1,35 21/04/09 47.807,5 LOTTOMATICA 14,36 0,07 14,3405 13,13 14,64 2,35 18/05/09 2.470,1 LUXOTTICA GROUP 20,09 0,3 20,0879 17,91 20,09 11,3 23/11/09 9.335,8 LVMH 88,99 3,2 89,5033 75,52 90,8 11,67 27/11/09 43.599,5 M MAIRE TECNIMONT 2,865 0,88 2,8425 2,2675 2,865 15,99 18/05/09 924 MANAGEMENT E C 0,1403 2,57 0,1425 0,129 0,1448 2,57 65,8 MARCOLIN 1,55 1,5469 1,311 1,55 3,75 12/05/03 96,3 MARIELLA BURANI F.G. 2,5225 2,5739 2,5225 2,5225 26/05/08 75,4 MARR 6,8 2,09 6,8734 5,885 6,955 14,29 25/05/09 452,4 MEDIACONTECH 2,995 2,9409 2,9125 3,395 9,24 22/04/02 55,6 MEDIASET 6,4 0,23 6,3905 5,27 6,415 11,6 18/05/09 7.559,9 MEDIOBANCA 8,02 0,06 8,0525 7,34 8,83 3,55 24/11/08 6.906 MEDIOLANUM 4,4025 0,62 4,4078 3,78 4,5475 0,92 23/11/09 3.220,1 MEDITERRANEA ACQUE 2,55 1,49 2,5419 2,38 2,715 7,19 04/05/09 195,5 MERIDIANA FLY 0,1344 0,52 0,1336 0,1289 0,1572 13,74 91,4 MERIDIE 0,52 1,96 0,5188 0,4995 0,6 13,12 26,4 MID IND C 2010 W 0,0253 20,48 0,025 0,021 0,179 83,01 26,4 MID INDUSTRY CAPITAL 13,95 13,8111 13,5 15,49 8,82 11/05/09 53 MILANO ASS 2,1775 2,1585 1,954 2,1775 6,22 27/04/09 1.213,8 MILANO ASS RSP 2,2675 1,09 2,2599 2,13 2,3125 1,57 27/04/09 69,7 MITTEL 3,8375 0,58 3,8171 3,25 4,16 3,58 16/02/09 270,6 MOLMED 1,69 0,59 1,6934 1,638 1,88 4,2 177,8 MONDADORI 3,135 1,46 3,1219 2,5925 3,22 1,21 19/05/08 813,3 MONDO HE 0,1629 0,1608 0,143 0,176 2,63 3,4 MONDO TV 7,915 0,57 7,819 6,8 8,365 6,53 28/02/05 34,9 MONRIF 0,4615 2,84 0,4666 0,4405 0,485 2,56 22/05/06 69,2 MONTEFIBRE 0,1837 4,43 0,1784 0,1215 0,1837 31,03 20/05/02 23,9 MONTEFIBRE RSP 0,488 2,74 0,4925 0,255 0,488 87,33 19/05/03 12,7 MONTI ASCENSORI 1,34 0,75 1,3347 1,27 1,46 4,56 21/09/09 17,8 MUNICH RE 118,79 0,59 118,811 106,3 119,5 8,21 23/04/09 24.518,7 MUTUIONLINE 5,645 2,36 5,5963 5,19 5,865 0,09 04/05/09 223 N NICE 2,955 0,76 2,9517 2,5 3 1,5 25/05/09 342,8 NOEMALIFE 6,2 0,81 6,1889 5,45 6,235 12,73 26,9 NOKIA CORPORATION 11,6 11,6441 8,985 11,6 29,83 24/04/09 44.091 NOVA RE 1,19 1,19 1,15 1,19 3,48 04/06/07 16,1 O OLIDATA 0,457 0,33 0,4553 0,4545 0,557 7,86 10/05/04 15,5 OMNIA NETWORK 0,299 0,2969 0,299 0,299 7,8 P PANARIAGROUP 1,873 0,38 1,8583 1,714 2,24 0,74 11/05/09 85 PARMALAT 2,065 3,35 2,06 1,724 2,065 5,73 21/09/09 3.566,9 PARMALAT 2015 W 0,995 6,42 0,9923 0,74 0,995 4,68 21/09/09 3.566,9 PHILIPS 25,26 2,51 25,0047 20,87 25,91 20,86 30/03/09 24.563,1 PIAGGIO 2,38 0,63 2,3692 1,778 2,415 19 18/05/09 942,6 PIERREL 4,2525 1,01 4,2309 4,21 5,6 0,77 63,5 PININFARINA 2,7625 0,99 2,7802 2,675 3 0,54 23/05/05 83,3 PIQUADRO 1,16 1,69 1,157 1,029 1,205 1,31 27/07/09 58 PIRELLI E C. 0,457 0,54 0,4575 0,3675 0,4595 8,81 19/05/08 2.391,5 PIRELLI E C. RSP 0,551 1,17 0,55 0,432 0,5575 22,44 19/05/08 74,3 PIRELLI REAL ESTATE 0,46 1,39 0,4623 0,3785 0,5395 10,16 21/04/08 386,9 POLIGRAFICA S.FAUSTINO 11,65 0,34 11,5737 10,12 12,24 0,52 08/05/00 13,9 POLIGRAFICI 0,4645 3,83 0,4694 0,4215 0,492 3,11 21/05/07 61,3 POLTRONA FRAU 0,8395 7,35 0,8328 0,667 0,85 0,54 26/05/08 117,5 PPR 96 96 81,5 96,1 19,25 11/05/09 12.149,3 PRAMAC 1,636 3,65 1,6462 0,995 2,28 63,76 30/06/08 49,9 PREMAFIN 0,9965 4,64 0,9964 0,97 1,075 5,99 26/05/08 408,9 PREMUDA 0,9495 1,23 0,9339 0,9215 1,054 5,05 04/05/09 133,7 PRIMA INDUSTRIE 8 2,11 7,9602 7,2 9,45 1,65 26/05/08 69,1 PRYSMIAN 14,81 0,8 14,8151 12,17 14,93 21,49 20/04/09 2.692,8 R RATTI 0,2362 0,96 0,2356 0,2198 0,3 10,73 18/05/98 55,4 RCF GROUP 0,909 1 0,899 0,887 1 3,81 11/05/09 29,1 RCS MEDIAGROUP 1,293 3,61 1,2848 1,03 1,293 1,97 19/05/08 947,3 RCS MEDIAGROUP RSP 0,78 0,13 0,7831 0,71 0,79 0,52 22,9 RDB 2,185 0,58 2,1665 2 2,4 1,63 12/05/08 100,2 REALTY VAILOG 2,36 7,03 2,2194 2,09 2,485 1,46 58,4 RECORDATI 5,665 1,48 5,7073 5,065 5,77 8,94 20/04/09 1.184,7 RENAULT 35,4 35,8934 29,5 39,99 2,21 15/05/08 10.086,8 RENO DE MEDICI 0,2094 0,77 0,209 0,196 0,256 14,88 13/05/02 79 REPLY 16,9 3,11 16,8174 15,15 16,9 5,63 01/06/09 155,9 RETELIT 0,414 1,43 0,4161 0,385 0,465 5,91 66 RICCHETTI 0,394 1,01 0,3964 0,3935 0,573 20,4 19/05/08 21,1 RICHARD GINORI 1735 0,081 0,25 0,0807 0,0803 0,111 19,88 27/05/02 37,4 RISANAMENTO 0,3915 0,13 0,3935 0,364 0,4335 7,01 19/06/06 107,4 ROMA A.S. 0,854 0,7 0,8516 0,7595 0,866 1,12 113,2 ROSSS 1,177 1,55 1,1596 0,9555 1,288 3,92 13,6 RWE 64,92 0,34 64,8632 61,6 69 5,91 18/04/08 33.979,5 S SABAF 16,5 2,36 16,3891 15,17 16,94 1,29 25/05/09 190,3 SADI SERVIZI INDUSTR 0,413 0,73 0,413 0,399 0,513 12,13 01/06/09 38,3 SAES GETTERS 5,9 0,76 5,9076 5,8 6,24 2,4 27/04/09 90,1 SAES GETTERS RSP 5,065 0,5 5,0797 5,04 5,6 6,2 27/04/09 37,8 SAFILO GROUP 0,432 0,4344 0,3045 0,4435 9,06 12/05/08 490,9 SAIPEM 28,66 0,56 28,6034 23,16 28,78 18,92 18/05/09 12.646,7 SAIPEM RCV 29 29 23 29 20,73 18/05/09 4,2 SANOFIAVENTIS 55,6 1,24 55,7853 51,79 57,86 0,31 23/04/09 73.143,2 SAP 35,19 2,25 35,3067 31,5 36 6,64 20/05/09 43.134,6 SARAS 1,956 1,16 1,9651 1,664 2,305 10,58 18/05/09 1.860,2 SAT 9,89 4,6 9,3901 9,2 10,72 6,87 25/05/09 97,5 SAVE 7,225 0,55 7,2545 5,78 7,265 22,56 27/04/09 399,8 SCREEN SERVICE 0,6745 1,89 0,6808 0,66 0,7385 1,89 02/03/09 93,4 SEAT PAGINE GIALLE 0,1759 0,34 0,1753 0,157 0,2063 8,25 21/05/07 339 SEAT PAGINE GIALLE RSP 1,4 0,07 1,4 1 1,401 27,27 19/05/08 1 SERVIZI ITALIA 5,2 0,19 5,1906 5,08 5,565 0,38 04/05/09 84,2 SIAS 6,8 0,15 6,7846 6,235 6,865 3,98 16/11/09 1.547 SIEMENS 73,36 0,64 73,4647 61,98 73,83 12,86 28/01/09 67.066 SNAI 3,07 3,04 2,21 3,07 1,99 24/07/00 358,7 SNAM RETE GAS 3,7075 0,2 3,7232 3,3775 3,715 6,84 19/10/09 13.238,6 SNIA 0,1007 4,64 0,1018 0,08 0,1357 16,78 30/06/03 14,3 SNIA 2010 W 0,003 0,003 0,0021 0,006 47,37 30/06/03 14,3 SOCIETE GENERALE 47,26 0,34 47,0969 38,63 52,5 3,65 27/05/09 27.445,2 SOCOTHERM 1,425 1,4518 1,425 1,425 28/05/07 54,9 SOGEFI 2,24 0,9 2,2029 1,81 2,24 6,16 28/04/08 260,2 SOL 4,2025 1,27 4,2098 3,69 4,39 5,72 11/05/09 381,2 SOPAF 0,1191 1,16 0,1198 0,1065 0,1296 6,95 25/05/08 50,2 SORIN 1,539 1,45 1,5305 1,19 1,539 15,28 724 STEFANEL 0,2755 1,61 0,2795 0,2755 0,35 22,5 08/05/06 14,9 STEFANEL RSP 3,2 0,08 3,2 3,07 3,45 4,07 08/05/06 0,3 STMICROELECTRONICS 7,34 0,61 7,3851 5,775 7,385 16,14 23/02/09 6.681,7 T TAMBURI 1,288 1,74 1,2721 1,2136 1,3989 4,49 05/05/08 143 TAS 13,32 2,06 13,3129 12,8 14,9 5,06 05/05/03 23,6 TELECOM ITALIA 1,065 0,19 1,0634 1,014 1,146 2,11 20/04/09 14.250,7 TELECOM ITALIA RSP 0,8325 0,06 0,831 0,76 0,8655 7,7 20/04/09 5.016,7 TELECOM ITALIA MEDIA 0,0763 0,91 0,0769 0,0763 0,1008 24 24/04/06 251,4 TELECOM ITALIA MEDIA RSP 0,0815 1,21 0,0827 0,0815 0,105 18,58 24/04/06 4,5 TELEFONICA 17,76 0,78 18,0025 16,46 19,9 9,89 12/05/09 83.560,7 TENARIS 16,2 1,04 16,2186 15,06 17,37 7,86 23/11/09 19.124,7 TERNA 3,2175 0,39 3,2222 2,865 3,23 7,25 23/11/09 6.437,9 TERNIENERGIA 3,91 1,01 3,9775 1,909 4,9 129,33 97 TISCALI 0,1653 0,1672 0,1514 0,1814 0,24 307,7 TOD’S 55,83 1,69 55,6052 45,83 55,83 7,63 18/05/09 1.708,9 TOSCANA FINANZA 1,461 0,14 1,4604 1,234 1,466 17,07 44,7 TOTAL 42,76 0,26 42,7273 40,38 46,25 5,06 13/11/09 101.418,5 TREVI 12,82 0,39 12,8174 11,07 12,87 16,23 13/07/09 820,5 TREVISAN COMETAL 0,7185 0,7221 0,7185 0,7185 13/06/05 20,3 TXT ESOLUTIONS 7 2,49 6,9207 6,3 7,155 5,26 08/05/06 18,3 U UBI BANCA 10,04 0,1 10,0163 9,02 10,5 18/05/09 6.488,7 UNI LAND 0,8145 0,43 0,8121 0,748 0,947 12,93 12/05/08 130 UNICREDIT 2,245 2,98 2,2197 1,83 2,31 0,42 19/05/08 43.266,5 UNICREDIT RSP 2,71 0,09 2,7191 2,56 2,9 0,86 18/05/09 65,7 UNILEVER 22,01 0,32 21,98 20,11 23,5 3,04 18/11/09 37.741,2 UNIPOL 0,845 7,65 0,8512 0,811 0,976 11,93 19/05/08 1.250,5 UNIPOL P 0,554 7,9 0,5618 0,536 0,641 10,21 19/05/08 505 V VALSOIA 4,54 0,67 4,4342 4,25 4,68 2,25 11/05/09 47,5 VIAGGI DEL VENTAGLIO 0,1376 0,1386 0,1376 0,1376 04/03/02 20 VIANINI INDUSTRIA 1,39 1,46 1,39 1,3 1,469 18/05/09 41,8 VIANINI LAVORI 4,6 2,22 4,5686 4,23 4,7375 2,08 18/05/09 201,5 VITTORIA ASS 3,98 0,62 3,9937 3,56 4,0325 2,64 11/05/09 261,8 VIVENDI 19,99 19,52 17,41 21,4 4,35 12/05/09 23.392,4 W W CAMFIN 11 0,044 3,53 0,044 0,0349 0,0555 15,55 12/05/09 23.392,4 W GABETTI 13 0,124 0,1221 0,1202 0,1431 10,92 12/05/09 23.392,4 W INTERPUMP 12 0,2775 3,54 0,2693 0,2295 0,304 19 12/05/09 23.392,4 W MEDIOBANCA 11 0,0965 4,55 0,0978 0,089 0,1451 10,9 12/05/09 23.392,4 W PRI 2013 2,7 0,74 2,6781 1,573 2,9975 12/05/09 23.392,4 W RGINORI 2011 0,0289 0,34 0,0237 0,011 0,05 12/05/09 23.392,4 W TISCALI 14 0,0039 0,0038 0,0038 0,0049 20,41 12/05/09 23.392,4 WARR AEDES 20092014 0,0802 3,61 0,0802 0,0618 0,0875 34,79 12/05/09 23.392,4 WARR BPM 0913 3,825 1,8 3,844 3,7325 5,18 15,05 12/05/09 23.392,4 WARR CREVAL 2010 0,322 1,53 0,3222 0,288 0,39 12/05/09 23.392,4 WARR CREVAL 2014 0,44 0,69 0,4392 0,386 0,519 12/05/09 23.392,4 WARR ERGYCAPITAL 11 0,167 5,33 0,167 0,1038 0,2402 73,96 12/05/09 23.392,4 WARR IKF 1014 12/05/09 23.392,4 WARR INTEK 2011 0,0457 0,65 0,0491 0,0396 0,046 12/05/09 23.392,4 WARR KME 0911 0,0215 2,38 0,0215 0,021 0,0246 12/05/09 23.392,4 WARR KRE 0912 0,0537 11,88 0,0531 0,048 0,0879 38,56 12/05/09 23.392,4 WARR MERIDIE 11 0,0195 0,51 0,0195 0,017 0,0265 28,57 12/05/09 23.392,4 WARR PIERREL 0812 0,313 0,97 0,3135 0,2 0,35 45,58 12/05/09 23.392,4 WARR RETELIT 0811 0,1289 0,1289 0,105 0,1375 24,54 12/05/09 23.392,4 WARR UBI 0911 0,0372 0,53 0,0371 0,0315 0,0502 24,24 12/05/09 23.392,4 Y YOOX 6,105 1,13 6,0926 5,095 6,175 16,95 311,2 YORKVILLE BHN 0,1312 0,76 0,1318 0,112 0,1877 29,39 18/03/93 10,1 Z ZIGNAGO VETRO 4,4275 1,2 4,384 3,78 4,4275 13,53 18/05/09 354,2 ZUCCHI 0,4315 0,58 0,4315 0,389 0,475 4,96 01/08/05 10,5 ZUCCHI RSP 0,5365 0,19 0,5365 0,4755 0,592 10,51 19/05/08 1,8 AZIONI PREZZO VAR% PREZZO MINIMO MASSIMO VAR% PR. UF. DIVIDENDO CAPITALIZZAZIONE RIF. EURO SU PR. RIF. UFF. EURO 2009/2010 2009/2010 DAL 30/12/09 DATA (MLN/EURO) AZIONI PREZZO VAR% PREZZO MINIMO MASSIMO VAR% PR. UF. DIVIDENDO CAPITALIZZAZIONE RIF. EURO SU PR. RIF. UFF. EURO 2009/2010 2009/2010 DAL 30/12/09 DATA (MLN/EURO) AZIONI PREZZO VAR% PREZZO MINIMO MASSIMO VAR% PR. UF. DIVIDENDO CAPITALIZZAZIONE RIF. EURO SU PR. RIF. UFF. EURO 2009/2010 2009/2010 DAL 30/12/09 DATA (MLN/EURO) Mercato Azionario A AAA Expert ART 400 AAA Master Az America AAA Master Az Europa AAA Master Az Internaz AAA Master Az Italia AAA Master Bil Obbl AAA Master Bilanciato Abis Flessibile 5,629 5,93 Agora Cash 5,567 5,92 Agora Risk 4,158 49,09 Agora Selection 4,836 13,31 Agora Valore Protetto 95 6,347 9,19 Agoraflex 6,813 6,22 Alarico Re 4,687 54,18 Alboino Re 6,203 30,64 Alleanza Obbligazionario 5,592 2,85 Allianz Az. America T 13,473 39,63 Allianz Az. America L 13,579 38,63 Allianz Az. Globale L 3,051 29,55 Allianz Az IT All Stars 4,29 34,15 Allianz Azioni Europa L 16,243 43,05 Allianz Azioni Europa T 16,033 43,06 Allianz Azioni Globale T 3 29,25 Allianz Azioni Italia L 21,107 31,8 Allianz Azioni ItaliaT 20,762 31,41 Allianz Azioni Pacifico L 5,285 36,63 Allianz Azioni Pacifico T 5,189 36,37 25/03 VAR. % EURO 12 MESI PREC 25/03 VAR. % EURO 12 MESI PREC 25/03 VAR. % EURO 12 MESI PREC 25/03 VAR. % EURO 12 MESI PREC 25/03 VAR. % EURO 12 MESI PREC 25/03 VAR. % EURO 12 MESI PREC 25/03 VAR. % EURO 12 MESI PREC Alto Bilanciato 16,168 14,18 Alto Internaz Azionario 4,209 33,07 Alto Internaz Obbl 6,179 4,57 Alto Monetario 7,088 1,47 Alto Obbligazionario 8,835 6,42 Alto Pacifico Azionario 5,623 48,48 Americhe 8,823 35,63 Amundi Azioni QEuro 12,764 37,37 Amundi QBalanced 8,662 12,2 Amundi QReturn 5,724 24,41 Anfiteatro Bond Corporate 4,982 Anfiteatro Bond Plus 7,41 Anfiteatro Conservative Flex 5,268 Anfiteatro Corp Abs Ret 5,636 Anfiteatro Corporate BT 5,171 Anfiteatro Global Bond 5,671 Anfiteatro Global Equity 4,438 Anfiteatro Tesoreria 5,682 Anfiteatro Total Return 3,325 Anima America 4,194 47,78 Anima Asia 6,214 36,84 Anima Convertibile 6,181 32,41 Anima Emer Markets 9,496 68,4 Anima Europa 3,955 35,08 Anima Fondattivo 13,811 27,29 Anima Fondimpiego 19,831 27,73 Anima Fondo Trading 12,81 41,3 Anima Liquidita’ 6,617 2,64 Allianz Azioni Paesi Em.T 9,027 53,52 Allianz Az.Paesi Em. L 9,144 53,45 Allianz F100 L 4,225 30,72 Allianz F100 T 4,151 30,41 Allianz F15 L 5,41 10,43 Allianz F15 T 5,335 10,16 Allianz F30 L 5,236 14,67 Allianz F30 T 5,163 14,38 Allianz F70 L 28,008 24,39 Allianz F70 T 27,449 24,05 Allianz Liquidita’ A 5,596 0,54 Allianz Liquidita’ AT 5,071 Allianz Liquidita’ B 5,716 0,88 Allianz Monetario 15,875 2,4 Allianz Multi Europa 7,137 33,35 Allianz Multi Pacifico 6,88 40,41 Allianz MultiAmerica 5,21 35,71 Allianz Multi20 5,843 13,54 Allianz Multi50 4,88 22,03 Allianz Multi90 3,709 33,51 Allianz Reddito Euro L 32,444 5,43 Allianz Reddito Euro T 31,803 5,15 Allianz Reddito Glob. L 15,56 8,07 Allianz Reddito Glob.T 15,267 7,79 Alpi Obbl Internaz 7,251 0,96 Alpi Risorse Naturali 5,958 21,54 Alto America Azionario 4,5 28,72 Alto Azionario 14,848 17,47 Anima Obb Euro 7,167 18,19 Aqqua 4,929 Arca Az America 16,345 38,36 Arca Az Europa 9,465 37,25 Arca Az Far East 5,679 34,07 Arca Az Italia 20,227 37,42 Arca Az Paesi Emerg 9,349 54,48 Arca BB 31,465 20,59 Arca Bond 12,465 5,86 Arca Bond Corp 7,011 14,54 Arca Bond Dollari 8,801 2,52 Arca Bond Paesi Em. 13,282 22,27 Arca BT 8,758 0,86 Arca BT Tesoreria 5,773 1,17 Arca Cap.Garantito dic 2013 5,217 3,92 Arca Capitale Gar 06/13 5,137 3,09 Arca Cedola Corp. Bond 5,316 Arca Cedola Corp. Bond II 5,016 Arca Cedola G Eur Bnd II 5,018 Arca Cedola Gov. Euro Bond 5,141 Arca Cinque S Comp A 5,46 18,67 Arca Cinque S Comp C 4,626 26,36 Arca Cinque S Comp E 3,435 33,92 Arca Corporate BT 5,536 9,54 Arca MM 14,823 2,8 Arca Obbl Europa 8,347 7,8 Arca Rend Assoluto T3 5,207 12,05 Arca Rend Assoluto T5 4,952 16,03 Arca RR 9,026 7,27 Arca TE 16,458 14,96 Arca 27 11,208 36,1 Aureo Azioni Globale 9,056 32,55 Aureo Cash Dynamic 5,228 1,04 Aureo Defensive 5,074 2,96 Aureo FF 1Classe Crescita 3,817 27,62 Aureo FF 1Classe Dinamico 4,014 19,89 Aureo FF 1Classe Flesse 5,429 8,28 Aureo FF 1Classe Valore 4,988 11,89 Aureo Finanza Etica 6,106 Aureo Flex Euro 9,813 24,18 Aureo Flex Italia 17,531 29,12 Aureo Flex Opportunity 4,837 5,77 Aureo Liquidita’ 5,717 0,6 Aureo Obbl Globale 7,986 1,53 Aureo Plus 5,988 3,19 Aureo Rend Assoluto 5,658 9,27 Azimut Bilanciato 24,046 15,9 Azimut Formula 1 Conserva 6,579 2,99 Azimut Formula 1 High Risk 7,069 11,75 Azimut Formula 1 Low Risk 6,747 2,41 Azimut Formula 1 Risk 6,691 8,01 Azimut Garanzia 12,329 0,88 Azimut Redd Usa 5,897 4,48 Azimut Reddito Euro 15,631 2,04 Azimut Scudo 7,625 9,87 Azimut Solidity 7,915 5,31 Azimut Strategic Trend 5,11 20,26 Azimut Trend 19,633 39,25 Azimut Trend America 9,107 41,08 Azimut Trend Europa 12,472 28,9 Azimut Trend Italia 15,732 24,87 Azimut Trend Pacifico 6,41 23,98 Azimut Trend Tassi 8,933 2,31 B Banco Posta Azion. Euro 4,466 38,48 Banco Posta Extra 5,278 4,45 BancoPosta Az Internaz 3,49 34,8 BancoPosta Centopiu’ 5,298 Bancoposta Centopiu’ 2007 5,265 BancoPosta Inv Protetto 90 5,463 2,09 BancoPosta Mix 1 5,863 7,64 BancoPosta Mix 2 6,015 14,68 BancoPosta Monetario 6,197 1,56 BancoPosta Obbl Euro 6,861 3,78 BG Focus Azionario 22,94 30,81 BG Focus Monetario 16,386 4,18 BG Focus Obbligazionario 6,745 5,28 Bim Azionario Europa 9,92 35,7 Bim Azionario Glob 3,995 35,01 Bim Azionario Italia 7,21 32,34 Bim Azionario Smal Cap 7,235 25,91 Bim Azionario Usa 6,06 48,93 Bim Bilanciato 22,421 20,58 Bim Corporate Mix 5,49 7,8 Bim Flessibile 3,922 12,41 Bim Obbl Euro 6,862 4,29 Bim Obbl Globale 5,813 5,19 Bim Obblig BT 6,538 2,04 Bipiemme Valore Globale 20,176 41,58 Bnl Azioni America 14,737 27,7 Bnl Azioni E. Dividendo 2,877 29,13 Bnl Azioni Emergenti 9,383 55,53 Bnl Azioni Europa Cr. 11,658 37,14 Bnl Azioni Italia 18,117 37,4 Bnl Azioni Italia PMI 5,512 39,61 Bnl Cash 22,208 1,94 Bnl Euro Obbligazioni 6,801 7,37 Bnl Obbl Dollaro MLT 6,062 1,63 Bnl Obbl Emergenti 22,232 30,62 Bnl Obbl Euro BT 7,494 2,98 Bnl per Telethon 5,888 8,9 Bnl Protezione 22,749 8,05 Bnl Strategia Rendimento 5,051 9,76 Bnl Target Return Dinamico 12,639 13,12 Bnl Target Return Liquidita’ 9,979 4,65 BNPP Equipe Attacco 4,551 13,15 BNPP Equipe Centrocampo 4,826 7,39 BNPP Equipe Difesa 5,435 5,41 BNPP 100% e Piu’ Gr Asia 5,43 4,3 BNPP 100% e Piu’ Gr Eur 5,096 3,49 BPVi Az Europa 3,92 40,1 BPVi Az Internazionale 3,5 33,28 Fondi d’Investimento
Edizione: 27/03/2010 Libero LIB_sabato pagina 64 stampata da: callioni alle ore: 20.07.27 colore Sabato 27 marzo 2010
Edizione: 27/03/2010 Libero LIB_sabato pagina 29 stampata da: zulin alle ore: 21.04.25 colore 29Sabato 27 marzo 2010 DALLA BORSA Borse piatte e senza mordente Sale Unicredit sempre più libica ::: In breve GEMINA RINNOVA IL PATTO ENTRA CHANGI, ESCE CLESSIDRA Gemina ha rinnovato il patto di di sindacato che governa la holding di controllo degli Aeroporti di Roma con l’ingresso di Changi Airport, la società che gestisce lo scalo di Singapore, al posto di Clessidra che ha ceduto la sua partecipazione. L’operatore di Singapore, in qualità di “partner industriale” avrà un rappresentante in tutta la filiera della finanziaria, a cominciare dal cda di gemina, a quello della controllata Adr. CRESCE IL BONUS DI PASSERA NEL 2009 BUSTA PAGA DA 3,8 MLN Il compenso percepito dall’ad di Intesa, Corrado Passera, è stato nel 2009 pari a 3,811 milioni, rispetto ai 3,06 milioni del 2008. L’au mento è legato sostanzialmente al bonus, passato da 750mila euro a 1,5 milioni. ::: Telecomunicazioni ROSSO DI 348 MILIONI PER TISCALI SORU: «PIÙ PICCOLI, MA PIÙ SANI» Più piccoli, più sani. Non è un programma televisivo, ma la slogan di Renato Soru per sdrammatizzare il tonfo di Tiscali, che ha chiuso il 2009 con una perdita consolidata di pertinenza del gruppo di 384,8 milioni, a fronte di un rosso di 242,7 milioni nel 2008. L’incre mento della perdita riflette prevalentemente le minusvalenze registrate per la cessione della controllata Uk e di TiNet per circa 372,4 milioni. Il risultato netto delle attività in funzionamento è negativo per 14,6 milioni (contro il rosso di 127,7 milioni del 2008), mentre chiude in utile per 16,3 milioni Tiscali Italia. I ricavi scendono dai 325 milioni del 2008 a 290,4 milioni. «La Tiscali di oggi», ha spiegato l’ad del gruppo sardo «è sicuramente più piccola rispetto alla Tiscali di qualche tempo fa ma è una società profittevole, sana, che cresce velocemente». L'accordo tra i Paesi dell’Eurozona per il sostegno alla Grecia non scalda le Borse europee, al termine di una settimana comunque positiva. La migliore è stata Milano, che ha chiuso piatta con il Ftse All Share a +0,1% e il Ftse Mib a +0,13%. Il giudizio di Morgan Stanley ha premiato Parmalat, mentre i risultati di bilancio hanno fatto scivolare in fondo al listino Unipol, FonSai e Mps. Parmalat ha guadagnato il 3,35% dopo la promozione degli analisti di Morgan Stanley. Per gli esperti della banca sono quattro le ragioni del giudizio overweight con target price alzato da 1,7 a 2,4 euro. Ha una delle valutazioni di Borsa più convenienti d'Europa nel settore alimentare. Ha aumentato del 17% le stime sugli utili 2010. Ha ottime prospettive di sviluppo in Africa e Australia e soprattutto un possibile utilizzo della liquidità da 1,4 miliardi anche per remunerare gli azionisti. Molto bene UniCredit (+2,98%). Nei giorni scorsi è emerso che dopo l'aumento di capitale la Banca centrale libica è diventata il primo azionista dell'istituto con il 4,989% contro il 4,985% della Fondazione CariVerona. Unicredit è stata anche oggetto di report positivi da parte di BofaMerrill Lynch e di Mf Global, che hanno entrambe reiterato la raccomandazione 'buy' (acquistare) sulle azioni di Piazza Cordusio. Bofa ha promosso la presentazione della divisione Cib fatta ieri a Londra dal responsabile del corporate e investment banking, Sergio Ermotti, definita dagli analisti «convincente». Gli indici internazionali FTSE Italia All Share Mib Star HONG KONG Hang Seng DAX Zurigo SMI New York DOW JONES valore var. % valore var. % quantità var. % Il maggior rialzo Il maggior ribasso L'azione più scambiata Chl 0,174 +8,82 Intek 0,496 8,32 Unicredit 338.266.806 +2,98 Cross Rates Euro G.Bretagna Giappone Svizzera Danimarca Canada Norvegia Svezia Usa Euro Gran Bretagna Giappone Svizzera Danimarca Canada Norvegia Svezia USA FTSE Mib Titolo Rif. in Var. % Titoli di Stato ultima rilev.ultima rilev.Titolo Var. % Titolo Var. % ultima rilev.Titolo Var. % Oro e monete Euribor Titolo Titolo 360 365Denaro Lettera Chiusura Var. %Titolo Gli altri indici di Milano ChiusuraChiusur Var. %Var %Titolo grafica a cura di centimetri.it DJ It Titans 30 Mediobanca Generale Comit Globale Comit Globale R Comit Globale R 1040 Comit Performance R Comit Performance R 1040 Assicurazioni Banche TLC e Servizi Finanziarie Immobiliari Trasporti e tempo libero IndustrialiTTS TTSFT FTSE Italia Mid Cap Gli indici di Milano 0,03 +0,26 +0,18 0,03 0,02 0,03 0,02 0,95 +0,93 0,15 +0,12 +0,20 0,26 +0,16 2.470,61 62,77 1.142,7 1.142,6 69,42 3.531 77,35 4.603,38 1.312,63 1.387,69 272,72 221,08 1.647,07 543,62 26/0325/0324/0323/0322/03 26/0325/0324/0323/0322/03 26/0325/0324/0323/0322/03 26/0325/0324/0323/0322/0319/03 26/0325/0324/0323/0322/0319/03 26/0325/0324/0323/0322/0319/03 26/0325/0324/0323/0322/0319/03 26/0325/0324/0323/0322/0319/03 26/0325/0324/0323/0322/0319/03 26/0325/0324/0323/0322/0319/03 26/0325/0324/0323/0322/0319/03 23.563,06 +0,10 23.063,87 +0,13 11.592,13 0,07 25.552,51 +0,11 21.053,11 +1,32 6.120,05 0,21 6.838,95 0,80 10.833,96 0,07 dato di metà pomeriggio ANSALDO STS 14,73 0,34 ATLANTIA 17,45 0,51 AUTOGRILL 9,29 0,22 AZIMUT 9,825 0,41 A2A 1,379 0,22 B M.PASCHI SIENA 1,138 2,74 B POP MILANO 4,765 0,42 BANCO POPOLARE 5,245 0,96 BULGARI 6 0,08 BUZZI UNICEM 9,455 0,73 CAMPARI 8,195 0,36 CIR 1,841 0,6 ENEL 4,1225 0,66 ENI 17,41 0,29 EXOR 13,16 1,2 FIAT 9,75 2,21 FINMECCANICA 10,01 1,28 FONDIARIA SAI 11,34 5,97 GENERALI 17,72 0,67 GEOX 5,245 1,06 IMPREGILO 2,55 1,8 INTESA SANPAOLO 2,8175 ITALCEMENTI 8,66 0,17 LOTTOMATICA 14,36 0,07 LUXOTTICA GROUP 20,09 0,3 MEDIASET 6,4 0,23 MEDIOBANCA 8,02 0,06 MEDIOLANUM 4,4025 0,62 PARMALAT 2,065 3,35 PIRELLI E C. 0,457 0,54 PRYSMIAN 14,81 0,8 SAIPEM 28,66 0,56 SNAM RETE GAS 3,7075 0,2 STMICROELECTRONICS 7,34 0,61 TELECOM ITALIA 1,065 0,19 TENARIS 16,2 1,04 TERNA 3,2175 0,39 UBI BANCA 10,04 0,1 UNICREDIT 2,245 2,98 UNIPOL 0,845 7,65 BOT BOT 31.03.2010 (182) 100,174 1,75 BOT 15.04.2010 (365) 99,984 0,37 BOT 15.04.2010 (90) 99,988 0,89 BOT 30.04.2010 (182) 99,97 0,33 BOT 14.05.2010 (364) 99,956 0,35 BOT 31.05.2010 (182) 99,94 0,33 BOT 15.06.2010 (365) 99,93 0,26 BOT 30.06.2010 (177) 99,914 0,44 BOT 15.07.2010 (365) 99,864 0,45 BOT 30.07.2010 (182) 99,843 0,5 BOT 16.08.2010 (367) 99,801 0,52 BOT 31.08.2010 (186) 99,785 0,52 BOT 15.09.2010 (365) 99,746 0,54 BOT 15.10.2010 (365) 99,704 0,55 BOT 15.11.2010 (364) 99,635 0,6 BOT 15.12.2010 (365) 99,546 0,63 BOT 14.01.2011 (364) 99,387 0,74 BOT 15.02.2011 (365) 99,312 0,8 BOT 15.03.2011 (365) 99,22 0,82 BTP BTP 15.6.2010 2,75% 100,489 0,41 BTP 01.08.2010 4,5% 101,353 0,52 BTP 01.11.2010 5,5% 102,87 0,61 BTP 01.02.2011 3,75% 102,485 0,75 BTP 15.3.2011 3,5% 102,549 0,82 BTP 01.08.2011 5,25% 105,587 1,05 BTP 01.09.2011 4,25% 104,428 1,11 BTP 15.9.2011 3,75% 103,73 1,12 BTP 01.11.2011 1,9% 101,82 0,75 BTP 01.02.2012 5% 106,697 1,31 BTP 01.03.2012 3% 103,1 1,37 BTP 15.04.2012 4% 105,18 1,43 BTP 01.07.2012 2,5% 102,17 1,52 BTP 15.10.2012 4,25% 106,49 1,62 BTP 15,12,2012 2% 100,69 1,75 BTP 01.02.2013 4,75% 108,12 1,81 BTP 15.04.2013 4,25% 106,79 1,93 BTP 1.8.2013 4,25% 107,07 2,05 BTP 15.12.2013 3,75% 105,23 2,25 BTP 01.06.2014 3,5% 104,19 2,43 BTP 1.8.2014 4,25% 107,38 BTP 1.2.2015 4,25% 107,38 2,63 BTP 15.04.2015 3% 101,4 2,72 BTP 1.8.2015 3,75% 104,87 2,75 BTP 1.08.2016 3,75% 104,45 2,99 BTP 01.02.2017 4% 105,26 3,12 BTP 1.8.2017 5,25% 113,23 3,23 BTP 01.02.2018 4,5% 107,5 3,42 BTP 01.08.2018 4,5% 106,94 3,55 BTP 1.2.2019 4,25% 104,5 3,66 BTP 01.03.2019 4,5% 106,14 3,7 BTP 01.09.2019 4,25% 103,74 3,79 BTP 1.2.2020 4,5% 105,19 3,89 BTP 01.03.2020 4,25% 102,86 3,92 BTP 1.8.2021 3,75% 98,34 3,96 BTP 01.08.2023 4,75% 104,98 4,28 BTP 15.09.2023 2,6% 103,27 2,26 BTP 1.11.2023 9% 148,07 4,32 BTP 01.03.2025 5% 106,49 4,43 BTP 1.11.2026 7,25% 131,72 4,54 BTP 1.11.2027 6,5% 122,9 4,62 BTP 1.11.2029 5,25 107,64 4,69 BTP 01.05.2031 6% 117,25 4,74 BTP 1.2.2033 5,75% 114,01 4,77 BTP 01.08.2034 5% 104,01 4,76 BTP 1.2.37 4% 89,5 4,73 BTP 01.08.2039 5% 103,85 4,8 BTP 01.09.2040 5% EUR 103,24 4,84 BTP 15.09.2041 2,55% 101,75 2,44 CCT CCT 1.6.2010 100,09 0,39 CCT 1.12.2010 100,183 0,53 CCT 1.5.20042011 100,127 0,64 CCT 1.11.2011 100,091 0,7 CCT 1.3.20052012 100,1 0,75 CCT 1.11.2012 99,97 0,78 CCT 1.7.20062013 99,91 0,85 CCT 1.3.2014 IND 99,56 0,9 CCT 1.12.2014 99,35 0,91 CCT 01.09.2015 99,17 0,95 CCT 01.07.2016 IND 98,68 1,02 CCT 1.03.2017 98,04 1,08 CTZ CTZ 30.04.2010 99,982 0,4 CTZ 30.09.2010 99,699 0,57 CTZ 31.03.2011 99,157 0,85 CTZ 30.06.2011 98,767 1,01 CTZ 30.09.2011 98,262 1,19 CTZ 29.02.2012 97,368 1,38 BTP INDICIZZATI BTPI 15.9.2010 0,95% 101,409 BTPI 15.9.2012 1,85% 105,11 BTPI 15.9.2014 2,15% 106,34 0,68 BTPI 15.9.2017 2,10% 104,15 1,46 BTPI 15.09.2019 2,35% 103,52 1,86 BTPI 15.9.2035 2,35% 101,9 2,21 ORO FINO (EURO/GR) 24.74 26.48 ARGENTO (EURO/KG) 348.61 405.42 LONDRA ($/ONCIA) 1104.6 1105.2 ARGENTO LONDRA ($/ONCIA) 16.88 16.91 STERLINA V.C. 177.51 197.29 STERLINA N.C. (ANT.73) 177.51 197.54 STERLINA (POST.74) 177.51 197.54 KRUGERRAND 738.53 826.33 MARENGO ITALIANO 138.41 160.10 MARENGO SVIZZERO 137.38 154.94 MARENGO FRANCESE 136.34 154.94 MARENGO BELGA 136.34 154.94 MARENGO AUSTRIACO 136.34 154.94 20 MARCHI 172.75 196.25 10 DOLLARI LIBERTY 433.82 480.30 1,000 1,111 0,806 0,700 0,134 0,729 0,123 0,103 0,749 0,900 1,000 0,726 0,630 0,121 0,656 0,111 0,093 0,674 124,000137,716 100,000 0,868 0,167 0,904 0,153 0,128 92,863 1,429 1,587 1,152 1,000 0,192 1,041 0,176 0,147 1,070 7,442 8,265 6,001 5,209 10,000 5,424 0,919 0,767 5,573 1,372 1,524 1,107 0,960 0,184 1,000 0,169 0,141 1,028 8,098 8,994 6,531 5,669 1,088 5,902 10,000 0,834 6,065 9,708 10,782 7,829 6,796 1,305 7,076 1,199 10,000 7,271 1,335 1,483 1,077 0,935 0,179 0,973 0,165 0,138 1,000 1 SETT. 0.344 0.349 2 SETT. 0.357 0.362 3 SETT. 0.372 0.377 1 MESE 0.401 0.407 2 MESI 0.501 0.508 3 MESI 0.636 0.645 4 MESI 0.745 0.755 5 MESI 0.837 0.849 6 MESI 0.947 0.96 7 MESI 0.987 1.001 8 MESI 1.033 1.047 9 MESI 1.085 1.1 10 MESI 1.125 1.141 11 MESI 1.167 1.183 12 MESI 1.214 1.231 IL SENSO DELLE CASE Via S.Marta 1/3 20059 Vimercate (MI) T. 039.608.08.22 F. 039.691.73.26 info@classre.com www.classre.com
Edizione: 27/03/2010 Libero LIB_sabato pagina 57 stampata da: cervo alle ore: 20.23.59 colore 57Sabato 27 marzo 2010ROMA @ commenta su www.liberonews.it Tragedia a San Giovanni La casa va a fuoco, anziano muore Ustionata la sorella, il cane salvato dai pompieri. Le fiamme sono partite dalla cucina. Baby gang rom Salto di qualità: i bulli “rapiscono” per estorcere soldi Rapiti da due rom e costretti a consegnare soldi e gioielli per tornare in libertà. E’ la brutta avventura accaduta il 13 marzo a due 18enni e a un 14enne, tutti studenti romani che vivono a Centocelle. Uno dei baby bulli, un nomade 17enne con una lunga lista di precedenti penali, è stato arrestato dalla Squadra Mobile di Roma, diretta da Vittorio Rizzi, mentre il complice è ancora ricercato. Il rapimento lampo è iniziato intorno alle 13.30 a via Ferraironi, dove i tre giovani, appena usciti dal liceo Isacco Newton, stavano aspettando l’autobus per tornare a casa. A un tratto i due rom, a bordo di un’auto rossa, si sono avvicinati al gruppo e, dietro la minaccia di un coltello li hanno costretti a salire in macchina. Momenti di terrore che iniziano con la rapina di cellulari e portafogli e continuano con un prelievo al bancomat. I malviventi, infatti, accortisi che nel borsellino di uno dei 18enni c’era una carta postepay hanno preteso che il ragazzo prendesse il denaro allo sportello del centro commerciale Primavera. Il giovane, però, non ricordava il codice e così è stato costretto a chiamare, dove c’era la sorella 20enne, con la scusa di comprare un jeans. Dopo aver preso 150 euro le vittime pensavano che sarebbe arrivata la liberazione. Ma i rom non erano contenti, volevano di più. «Chiama e facci portare soldi e gioielli», hanno detto. Così il ragazzo ha ritelefonato alla sorella e le ha detto quello che stava accadendo: «Mi hanno rapito, ho una pistola alla testa, corri e porta quello che c’è in cassaforte». Ottenuto il bottino i rom hanno lasciato i ragazzi e si sono dileguati. Ma a incastrare lo zingaro 17enne, che vive nel campo di via di Candoni, è stato un vistoso tatuaggio sul collo con tre stelle decrescenti. Infatti alcuni giorni dopo i poliziotti, intervenuti nell’insediamento per un presunto sequestro di due rom minorenni, si sono trovati davanti il ricercato. Per lui sono scattate le manette. RI. CA. ::: RITA CAVALLARO Un forte boato, poi il fuoco è divampato nella casa. Avvolti dalle fiamme hanno chiesto aiuto dal balcone, ma non sono riusciti a fuggire. Non c’è stato niente da fare per Edoardo Arbib, 78 anni, arso vivo durante il rogo scoppiato poco dopo le 11 di ieri nell’appartamento al sesto piano di via Gela, nella zona di Ponte Lungo. La sorella Neria, di 74 anni, è rimasta gravemente ustionata ed è stata ricoverata all’ospedale San Giovanni, ma non sarebbe in pericolo di vita. I residenti della palazzina di 7 piani, quando hanno visto il fumo, si sono rifugiati sui tetti, in attesa dell’arrivo dei vigili del fuoco che, intervenuti con 6 squadre, hanno domato l’incendio e salvato l’anziana. A causare il rogo lo scoppio di un vecchio televisore del salone, che sarebbe andato in corto circuito mentre i fratelli erano in casa. Edoardo è stato trovato carbonizzato sul balcone, dal quale chiedeva disperatamente aiuto mentre le fiamme lo divoravano. La sorella, invece, è stata salvata nelle vicinanze della porta e accompagnata in ospedale, dove i medici le hanno riscontrato ustioni di primo e secondo grado alle braccia e alle gambe. Intossicati tre pompieri che, sentendo Neria urlare, sono entrati nell’appartamento senza indossare le maschere antigas. Anche il cane dei fratelli, uno yorkshire, è morto. Una tragedia, quella di ieri, che poteva avere conseguenze assai più gravi. Molti dei condomini, infatti, hanno rischiato di rimanere intossicati dal fumo che aveva avvolto tutto il palazzo. Il peggio è passato, ma nei loro occhi rimane la paura per la scena a cui hanno assistito. «Ho sentito un botto forte, lingue di fuoco che uscivano dalla porta e vetri infrangersi. Poi le urla che chiedevano aiuto. Non sapevo cosa fare perché ero in strada», ha raccontato Ezio, un vicino di casa degli Arbib. «Ho visto Neria avvolta dalle fiamme, che chiedeva aiuto dal balcone. Sembrava una torcia umana. È stato un incubo», continua l’uomo, che sottolinea: «Sono sconvolto, ho avuto paura per mia moglie e il mio nipotino di 9 anni che era in casa con lei. Per fortuna stanno bene». E’ triste per non essere riuscito a salvare la vittima Fabio Zecchiaroli, un carabiniere che lavora alla Corte di Cassazione e che abita al piano superiore a quello dei fratelli. «Non ce l’ho fatta ad aprire la porta, non li ho salvarli. Se solo avessero dato le chiavi al portiere», ha ripetuto tra le lacrime. «C’era fumo ovunque, ho rotto i vetri per fare entrare aria e, scalzo, ho cercato di buttare giù la porta. Neria stava lì dietro, le dicevamo ‘gira la chiave’, lei urlava frasi sconnesse, poi il silenzio». «Si chiudevano e lasciavano la chiave nella toppa perché avevano paura dei ladri», ha detto la nipote Patrizia, che aveva un doppione. «Ma ormai è finita così». I vigili del fuoco in via Gela Omniroma Truffatori in manette Intascavano i soldi ma non pagavano le rate del mutuo Accendevano i mutui, intascavano i soldi ma di pagare le rate non avevano nessuna intenzione. Ottocentomila euro il bottino complessivo estorto a due istituti bancari della capitale. Ma ieri mattina la banda, tre uomini e una donna, è finita dietro le sbarre. Le indagini dei carabinieri, sono partite dopo la segnalazione di un cittadino che aveva messo un annuncio su un giornale per vendere la propria abitazione e che aveva ricevuto una richiesta abbastanza insolita da parte dei compratori: chiedevano di arrivare al rogito saltando la fase del compromesso e, con questa scusa, di farsi consegnare dal proprietario i dati catastali dell’immobile e le generalità complete del proprietario. In questo modo rubavano l’identità del proprietario, creando documenti falsi con cui aprivano un conto corrente e richiedevano un mutuo, presentando la documentazione catastale ricevuta bonariamente dal venditore e un compromesso fasullo. Al momento del rogito, davanti ad un notaio vero, si presentava il venditore fittizia con l’identità di quello vero e l’acquirente con la falsa identità. I quattro a rogito avvenuto intascavano i soldi del mutuo e spa rivano dalla circolazione.
Edizione: 27/03/2010 Libero LIB_sabato pagina 45 stampata da: callioni alle ore: 20.05.11 colore 45Sabato 27 marzo 2010
Edizione: 27/03/2010 Libero LIB_sabato pagina 16 stampata da: cervo alle ore: 21.59.04 colore 16 Sabato 27 marzo 2010 ITALIA @ commenta su www.liberonews.it Il caso Marrazzo e la morte del pusher L’indagato per omicidio è l’unico a piede libero Dei carabinieri che ricattarono l’ex governatore solo Testini, accusato di aver ucciso Cafasso, non è in cella. La Procura ne chiede l’arresto ::: ROBERTA CATANIA ROMA L’accelerazione c’è stata. Ormai, dopo la rivelazione dell’iscrizione per omicidio volontario di Nicola Testini (uno dei quattro carabinieri del videoricatto a Piero Marrazzo), la procura ha depositato la richiesta d’arresto per il maresciallo. Il ritmo di questa corsa contro il tempo, però, è già passato in altre mani: sarà il gip a decidere se gli elementi a carico del militare siano sufficienti a ipotizzare l’assassinio del pusher Gianguerino Cafasso. Sospeso dal servizio, il maresciallo Testini si è trasferito in Puglia per raggiungere la moglie e le tre figliolette nella natia Adelfia, a venti chilometri da Bari. Lui si dichiara «innocente», i suoi avvocati insorgono «per la vergognosa fuga di notizie» e la procura apre un fascicolo per violazione del segreto istruttorio e favoreggiamento. Il militare della stazione Trionfale, l’unico dei quattro militari infedeli rimesso a piede libero dal tribunale del Riesame, è sospettato di avere ucciso Cafasso. Ad accusarlo è Jennifer, il trans da tempo fidanzato con lo spacciatore morto all’alba del 12 settembre scorso per una partita di cocaina tagliata con un eccesso di eroina purissima. Il verbale dell’interrogatorio del viado è stato il punto di partenza per altri riscontri del Ros di Roma. Gli investigatori hanno infatti scoperto che la sera dell’11 settembre, come raccontato da Jennifer, ci sono state alcune telefonate tra Testini e Cafasso. I tabulati mostrano le chiamate, presumibilmente fatte per prendere accordi , finché i due cellulari agganciano la stessa cella, dimostrando un incontro proprio nel luogo e all’ora indicati dal transessuale di 29 anni, al secolo Adriano Da Motta. LA DECISIONE DEL GIP La richiesta d’arresto per Testini è arrivata sul tavolo del giudice Renato Laviola, che entro la prossima settimana prenderà una decisione. L’inchiesta è stata mutilata dalla fuga di notizie, tanto che il procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo ha dovuto fare nottata in ufficio per depositare la richiesta prima di quando aveva in programma di fare. È probabile che fossero stati stabiliti altri accertamenti, a parte le perquisizioni negli studi degli avvocati che hanno fatto da tramite tra Cafasso e i giornalisti. Ormai, però, il dado è tratto e la valutazione spetterà al giudice per le indagini preliminari. L’indagine era partita dal presunto ricatto ordito ai danni di Marrazzo e poi estesa alle misteriose morti dello spacciatore di droga e della trans Brenda. Tra il finto blitz in via Gradoli del 3 luglio e gli arresti scattati il 24 ottobre, però, ci sono ancora molti punti oscuri. A fare irruzione nell’appartamento di Natalie, sorprendendo il governatore in mutande, sarebbero stati gli unici carabinieri ancora in carcere: Carlo Tagliente e Luciano Simeone (che l’altro ieri ha ammesso di essere l’autore del filmato). Antonio Tamburrino, messo ai domiciliari nel paesino del casertano dov’è nato, Lusciano, si sarebbe limitato a cercare di vendere il video a un fotografo professionista nel mese di agosto, mentre i colleghi erano in ferie. Il ruolo di Testini, invece, è quello meno chiaro. Sicuramente era lui ad avere rapporti con Cafasso, che da anni era il confidente del carabiniere. Ma il maresciallo quella mattina di luglio non era a Roma (come dimostrato dai biglietti di viaggio), perciò non poteva gestire la vicenda di via Gradoli. Anche se, essendo lui lo “sbirro” di fiducia del pusher dei trans, i pm sospettano che sia arrivata a lui la notizia della presenza di Marrazzo nel monolocale del viado biondo e che il militare abbia delegato la squadra in servizio. Potrebbe avere coordinato, quindi. Ma non è provato: tanto che il Riesame ha scarcerato il maresciallo. Adesso, invece, a suo carico esce fuori un sospetto ancora più grave, quello che abbia ucciso il suo confidente per evitare di spartire il ricavato della vendita del filmino. NON SI TROVA L’INTEGRALE Il video integrale non si trova. Simeone, risentito in carcere l’altro ieri, ha ribadito ai pubblici ministeri di avere girato con il videofonino per «almeno dieci minuti». Molto di più, perciò, di quei due minuti e mezzo che hanno circolato per le redazioni e le agenzie fotografiche. Nonostante le perquisizioni eseguite finora e la caccia incessante, non c’è traccia della versione originale del girato. La procura non molla e spera che qualche trans si faccia avanti, perché qualcuno potrebbe averlo avuto in custodia. I dieci minuti completi, infatti, chiarirebbero alcuni del punti rimasti finora oscuri. Ad esempio se nella casa, al momento del finto blitz, ci fosse anche altra gente. Oppure se la cocaina si trovasse già in via Gradoli o, invece, se sia stata portata dopo l’irruzione. ::: L’ARMA, IL PUSHER, I TRANS SPACCIATORE UCCISO Il pusher dei trans romani Gianguerino Cafasso è morto per una partita di cocaina tagliata con un eccesso di eroina purissima all’alba del 12 settembre 2009. L’uomo aveva cercato di vendere un video in cui l’allora governatore del Lazio, Piero Marrazzo, si mostrava in atteggiamenti compromettenti con alcuni trans MARESCIALLO SOTTO ACCUSA La procura ha depositato una richiesta d’arresto che il gip deve ancora valutare, per il maresciallo Nicola Testini, arrestato il 22 ottobre scorso e poi rilasciato nell'inchiesta sulla tentata estorsione a Marrazzo, che è ora sospettato di aver fornito a Cafasso la dose di stupefacenti che ne ha provocato la morte. Ad accusare il militare, Jennifer, il trans fidanzata di Cafasso MELE MARCE Insieme a Testini, il 22 ottobre altri tre carabinieri sono stati arrestati: Carlo Tagliente, Luciano Simeone (autore del filmato) e Antonio Tamburino, che avrebbe cercato di vendere il video RICATTATO Piero Marrazzo, ex governatore del Lazio, si è dimesso nell’ottobre del 2009 dopo essere stato travolto dallo scandalo trans. Rifugiatosi in un monastero, solo di recente era tornato a Roma Olycom I messaggi dell’ex assessore Prosperini scrive anche ai politici: non sono colpevole ::: CARLO SALA MILANO Mentre Piergianni Prosperini è in convalescenza al San Carlo di Milano, vegliato dalla moglie e dalla figlia, spunta una nuova lettera che l’ex assessore regionale lombardo, da poco scarcerato e in attesa dell’udienza di ratifica del patteggiamento concordato coi pm per l’accusa di tangenti, avrebbe scritto prima di tentare il suicidio l’altroieri. Oltre a quelle a moglie, figlia e inquirenti, Prosperini ha scritto anche al mondo politico una lettera, a quanto si apprende da ambienti giudiziari, priva di destinatario specifico, ma rivolta genericamente a quello stesso ceto di cui l’ex assessore ha fatto parte fino a poco tempo fa per protestare la propria innocenza ed estraneità rispetto alle accuse che gli sono state mosse. «Il patteggiamento non è un'ammissione di colpa» ha scritto, abbinando la sottolineatura in punta di diritto a reiterate professioni di essere una «persona onesta». Arrestato lo scorso 16 dicembre mentre da casa partecipava in diretta a un programma tv su un’emittente locale insieme al proprietario di Odeon Raimondo Lagostena e al consulente pubblicitario Massimo Saini , l’ex assessore al Pirellone è stato recluso fino a un paio di settimane fa nel carcere di Voghera con l’accusa di corruzione, turbativa d'asta e truffa aggravata nell'ambito di un'inchiesta sul marketing televisivo del turismo in Lombardia. Rilasciato dopo aver concordato coi pm Alfredo Robledo e Paolo Storari una pena di 3 anni e 5 mesi di reclusione e 1.500 euro di multa l’udienza di fronte al gip Gloria Gambitta per valutare la congruità del provvedimento resta per ora fissata al 4 maggio si trovava e si trova tuttora, all’ospedale San Carlo agli arresti domiciliari presso la sua abitazione (da cui ieri è stato trasportato d’urgenza in ospedale, dopo che la moglie ha chiamato l’ambulanza in seguito al tentativo di tagliarsi i polsi con un bisturi). Trovatolo «lucido e calmo» durante la visita che gli hanno fatto ieri mattina, i suoi avvocati, Ettore Traini e Luigi Rossi, stanno ora valutando la richiesta di attenuazione della misura cautelare degli arresti, in base alla quale Prosperini resta piantonato anche in ospedale (sebbene ogni rischio di reiterazione riguardi stavolta non più i sospetti reati ma gesti come quello di giovedì, un agente staziona nel corridoio che dà accesso alla stanza dove l’ex assessore è ricoverato) e non può ricevere altre visite se non quelle dei familiari stretti e degli avvocati. Gli stessi politici ai quali ha rivolto la quarta missiva non hanno facoltà di vederlo: liberi di visitare qualsiasi istituto carcerario senza bisogno di autorizzazione alcuna, devono invece rivolgersi alla magistratura qualora intendano far visita a chi, come Prosperini, è fuori dal carcere ma comunque agli arresti. Un responso dei medici sul suo quadro medicopsicologico è atteso per l’inizio della settimana prossima, probabilmente già lunedì ::: LA VICENDA 16 DICEMBRE Mentre da casa sua partecipa in diretta a un programma tv su un emittente locale, l’assessore regionale Piergianni Prosperini viene arrestato con le accuse di corruzione, turbativa d'asta e truffa aggravata nell'ambito di un'inchiesta sul marketing televisivo del turismo in Lombardia. 12 MARZO Patteggiando 3 anni e 5 mesi di reclusione e 1500 euro di multa coi pm Alfredo Robledo e Paolo Storari, Prosperini ottiene di lasciare il carcere di Voghera. In attesa che il gip Gloria Gambitta valuti la congruità del provvedimento il 4 maggio, resterà a casa agli arresti domiciliari. 25 MARZO Prosperini tenta di tagliarsi i polsi con una lama affilata, il suicidio viene sventato dalla moglie che lo fa portare d’emergenza all’ospedale San Carlo dove è tuttora ricoverato, fuori pericolo. “ . Piergianni Prosperini Olycom Il patteggiamento non è ammissione di colpa. Sono una persona onesta LETTERA AI POLITICI Ti chiedo scusa per il mio gesto LETTERA ALLA FIGLIA Non odio i magistrati. Non ho provocato danni alla Regione Lombardia, io non avevo compiti operativi, non prendevo decisioni relative alle gare d’asta LETTERA ALLE TOGHE ::: LA BRUTTA POLITICA
Edizione: 27/03/2010 Libero LIB_sabato pagina 13 stampata da: cervo alle ore: 22.25.33 colore 13Sabato 27 marzo 2010ITALIA @ commenta su www.liberonews.it ::: SENZA FRENI sua pagina web si sono collegati in 700 mila. Repubblica annuncia 350 mila utenti, Youdem, poverina, solo 30 mila. Il PdL dice che è stato un flop, i Comunisti italiani sbandierano il contrario e chi ci capisce è bravo. Ma Santoro si sente in ogni caso eletto dalla “gg gente” e prosegue a bastonare chiunque. Dice che «con Annozero la Rai guadagna e il programma è praticamente autofinanziato con gli spot». Se la prende (ancora) con Silvio: «Cominci a uscire Berlusconi dalla Rai, che la tv privata la sa fare: ne ha tre e non penso che debba avere anche la Rai. Quando è sceso in politica ha detto che non avrebbe tagliato piante: ora sta arando il giardino. La verità è che fa fatica a stare sul mercato, le sue tv sono ansimanti». IL NEMICO BRUNO Assalta anche Bruno Vespa il quale interpellato ieri dai cronisti si è arrabbiato per il trattamento speciale riservato a Michele: «Finora avevo dovuto chiedere alla Rai il permesso se il più innocuo dei dibattito ai quali partecipavo veniva ripreso dalla più piccola televisione locale», ha detto, aggiungendo che al Paladozza «ogni regola è stata frantumata, in una manifestazione che mi ha lasciato sgomento. Vedremo a questo punto se la Rai è ancora un’azienda o un posto in cui si gioca a “tana liberi tutti”». Reato di lesa maestà, Santoro s’imbestiali sce: «L’unico che ha clamorosamente violato la par condicio in Italia è Vespa», replica. Quando? L’8 maggio del 2001, allorché Silvio s’inventò il contratto con gli italiani. Quella firma deve aver traumatizzato particolarmente Michele. Tanto che la cita sempre e giovedì a Bologna ha cercato di proporne una identica ai suoi fan. Occasione persa Con la gazzarra dà ragione ai censori Una puntata ineccepibile avrebbe ridicolizzato la par condicio. Invece ha dato spazio al peggio Viale Mazzini e la politica Silvio invoca l’Agcom: «Fermate l’obbrobrio» Il CdA Rai si muove (...) non solo era grave, era gravissima, era una sciocchezza siderale che toglieva definitivamente la maschera al concetto di informazione di buona parte della nostra classe dirigente: ossia politica, politica e solo politica, il loro salottino virtuale a gettone, qualcosa che senza di loro tutto sommato non ha e non aveva ragione d’essere. Certe volte avrei quasi voluto, in questo marzo sospeso, che accadesse magari una calamità, un altro terremoto, un attacco di Al Qaeda: tanto per vivere la contraddizione demenziale di un Paese che aveva sospeso, frattanto, gli approfondimenti informativi: e solo perché si deve votare in Basilicata o in Piemonte. Ma l’informazione non è solo politica e ciarleria, non è solo una par condicio tra sciocchezze e controsciocchezze che non lasceranno traccia: è il racconto di ciò che succede e che succede comunque, è qualcosa che non sempre puoi racchiudere in telegiornali che dal quinto minuto in poi già ti propinano ricette di cucina o filmati a sensazione tratti da youtube. Pensa a che cosa avresti potuto fare, Michele: dare una lezione a tutti, confezionare un Annozero ineccepibile che facesse comprendere che l’in formazione non è rinunciabile, si può e si deve fare sempre, avresti potuto fare una ricca e preziosa trasmissione di servizio non ho detto pallosa: utile, intendevo dire che dimostrasse che lorsignori hanno torto, che l’informazione serve, che si poteva parlare di cento cose e perché no, magari anche delle regionali, visto che in concreto non l’ha fatto nessuno, non l’ha fatto neanche chi avrebbe potuto. Perché in questo periodo si è discusso di Tar, della risibile inchiesta di Trani, di numeri e contronumeri e manifestazioni e contromanifestazioni, persino dell’aborto e di pedofilia: ma di temi regionali, mai. LA CHANCE BUTTATA E poi arrivi tu, che potevi vincere facilissimo. Potevi fare tutto quello che volevi, potevi imporre quella par condicio naturale che ogni vero giornalista dovrebbe portarsi dentro: invece hai rafforzato i pregiudizi di tutti e hai risvegliato i fantasmi di chi ti considera solo un malcelato arruffapopolo. Ora chi aveva dubbi, anche nel centrodestra, è straconvinto che non mandarti in onda sia stato il minimo, anzi un dovere, un pericolo mancato. Lo so benissimo che hai invitato i vari Cornacchione e Luttazzi e Venditti e Morgan perché avevi un pubblico strafidelizzato, schierato, antipolitico, grillino, insomma composto da tutto pare fuorché abbonati della Rai. Hai una fatto una scelta di mercato: hai commisurato il linguaggio perché contenuti quasi non ve n’erano all’avanguar dia/retroguardia che vive di internet, satellite, digitale terrestre, radio e tv in diretta streaming, blog, social network, maxischermi da guardare in allegria e con la birra in mano. E l’applauso scattava automatico. Ma il messaggio veicolato a tutti gli altri il pubblico vero, pesante, quello che la politica voleva impedirti di influenzare può aver recepito soltanto una spaventosa parata circense, il tuo peggio, con te che ormai interloquivi direttamente col presidente della Repubblica e sermoneggiavi e ti automartirizzavi, e poi uno come Luttazzi con le sue turbe sodomitiche e le sue coprolalie infantili, e il solito Travaglio borderline, e il grande Benigni che sembrava un comico usato, e Floris e Lerner un filo imbarazzati perché l’asticella dell’infor mazione era ormai troppo alta, anzi, forse non c’è neanche più. Se mancavano Grillo e Di Pietro è solo perché erano sotto elezioni coi rispettivi partiti, avrebbero fatto comizi e non informazione: tu invece che hai fatto, Mighele? Dimmi che quella era informazione. Provaci. MISERIA E NOBILTÀ Non è vero che Annozero regala solo voti a Berlusconi: ma un Luttazzi secondo il quale «odiare i mascalzoni è cosa nobile», dimmi, a chi fa un favore? E tu che adombri la P2 dietro la nascita di Mediaset, dimmi, che fai? Servizio pubblico? Ieri ti è scappata questa, Mighele: «Noi dobbiamo essere ascoltati«. No, guarda, il diritto al nostro ascolto «voi» non l’avete. Avete la facoltà di provarci negli spazi che il mercato vi offrisse. In Rai, se vuoi restarci, devi fare un’altra cosa. Tu sai farla. Non sempre la fai. Ieri, per esempio, non hai detto nulla, ma l’hai detto malissimo. Che delusione, Mighè. Che buffonata. ::: ENRICO PAOLI Questa volta non ci sarà bisogno della solita valanga d’intercettazioni, di telefonate scippate alla privacy, per raccontare l’irritazione del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, nei confronti di Michele Santoro e del suo show bolognese Raiperunanotte, definito un «lugubre carro di Tespi», citando il semileggendario drammaturgo greco che, secondo Orazio, girava l’Attica con un carro su cui montava un palco. Il premier, al culmine della sua irritazione, è tornato ad invocare sanzioni da parte dell’Agcom nei confronti di Santoro, parlando di «trasmissioni veramente inaccettabili, un obbrobrio incivile e barbaro che mette sotto accusa qualcuno accusato di tutto e di più senza la possibilità di difendersi». Per il capo del governo la trasmissione di Santoro «ha avuto un effetto contrario alle intenzioni» dal momento che, sottolinea il Cavaliere, «i cittadini avranno ben chiaro» cosa è successo nella tv italiana. Il vicepresidente dei deputati del PdL, Osvaldo Napoli, bolla la serata bolognese come «una splendida kermesse di coprofagi». «A Daniele Luttazzi, però, una qualche gratitudine gliela dobbiamo: ci ha ricordato, con la sua presenza e la sua oceanica coprofagia perché l’Italia civile e perbene vota Silvio Berlusconi». Di tutt’altro tenore il giudizio di Pierluigi Bersani, segretario del Pd, per il quale la serata condotta da Santoro «dimostra che la censura nei tempi moderni è inutile, è un’assurdità, può perfino essere un boomerang», invitando il presidente del Consiglio ad avere «un atteggiamento meno ossessivo». Duro il commento, e senza sfumature questa volta, il commento di Bruno Vespa, conduttore di Porta a Porta: «Finora avevo dovuto chiedere alla Rai il permesso se il più innocuo dei dibattiti ai quali partecipavo veniva ripreso dalla più piccola televisione locale. Giovedì sera ogni regola è stata frantumata, in una manifestazione che mi ha lasciato sgomento. Vedremo a questo punto se la Rai è ancora un’azien da o un posto in cui si gioca a “tana liberi tutti”». Richiesta che dovrebbe avere una risposta a breve. Il direttore generale della Rai, Mauro Masi, e il consigliere di amministrazione Antonio Verro vorrebbero portare in cda già mercoledì il caso Santoro, partendo dalla serata di Bologna. Il presidente della Rai, Paolo Garimberti, invece prende tempo, sottolineando che le decisioni sull’ordine del giorno dei lavori spettano a lui. A tutti, con la solita arroganza, risponde direttamente Michele Santoro: «Chi deve uscire dalla Rai è Berlusconi, che ha dimostrato di saper stare nel privato possedendo tre reti. Non certamente noi». Intanto il Tar ha dato ragione alla Rai: la delibera del cda con cui è stata disposta la sospensione temporanea dei talkshow nel periodo elettorale è «coerente con il regolamento approvato dalla Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza del servizio radiotelevisivo». CDA RAI STRAORDINARIO Nella foto Mauro Masi. Il direttore generale della Rai vorrebbe portare mercoledì in Cda il caso Santoro, dopo la trasmissione Raiperunanotte SCONTRO SULL’AUDIENCE Lotteria dei numeri anche sugli ascolti «Ho fatto il 6%» Viale Mazzini: «No, il 2» Dopo piazza San Giovanni, anche la piazza televisiva fa registrare il suo valzer delle cifre. Secondo Santoro i dati di ascolto sarebbero stati calcolati per difetto. Sky, complessivamente, avrebbe ottenuto più del 6% anche se le cifre non sono esaustive dal momento che canali come YouDem non vengono monitorati. Current si attesta sul 2,50%, percentuale più o meno analoga a quella di Sky Tg24, mentre la quota restante va alla differita di Rainews24. Il rimanente 7% va ascritto al network delle televisioni locali che hanno mandato in onda l’evento. Completamente diversi i dati diffusi dalla Rai, secondo cui la serata al Paladozza sarebbe stata seguita su Sky Tg24 da 450mila telespettatori, pari al 2,03% di share (che fa dire a Capez zone, portavoce del PdL , che «la serata si è risolta in un poderoso flop»), e su Current da 540mila telespettatori (2,4%). Su Rainews24 i telespettatori sarebbero stati 200.450, pari all’1,6% di share. Le conferenze stampa su Raidue sempre secondo viale Mazzini hanno totalizzato 844mila spettatori e il 3,1% share. Non tutti gli abbonati Rai, evidentemente, hanno scioperato. . TRIBUNO Michele Santoro durante lo show al Paladozza. Sotto, alcuni dei protagonisti della serata di giovedì, che ha registrato un grande seguito su internet e sulle tv private ::: segue dalla prima FILIPPO FACCI .
Edizione: 27/03/2010 Libero LIB_sabato pagina 20 stampata da: callioni alle ore: 21.03.03 colore 20 Sabato 27 marzo 2010
Edizione: 27/03/2010 Libero LIB_sabato pagina 61 stampata da: cervo alle ore: 20.23.47 colore 61Sabato 27 marzo 2010ROMA Doveandare Il jazz che fa “Il cane a sei zampe” l’Eni al Vittoriano RASSEGNA “La storia del Cane a sei zampe” è il titolo della mostra ospitata al Complesso del Vittoriano fino al 25 aprile. Una esposizione monografica che ripercorre la storia di Eni dal 1952 a oggi attraverso il suo celebre logo. Realizzata dall’archivio storico dell’Ente Nazionale Idrocarburi e da Comunicare Organizzando, la mostra sarà gratuita e aperta al pubblico dal lunedì al giovedì dalle 9.30 alle 19.30, il venerdì e il sabato dalle 9.30 alle 23.30 e la domenica dalle 9.30 alle 20.30. Ben 196 immagini, 50 documenti originali, 30 “caroselli”, 70 memorabilia, 25 filmati aziendali e 20 vignette satiriche che arrivano anche da collezioni private. La Mostra ripercorre le tappe significative, i fatti storici, i mutamenti che l’Italia ha vissuto dagli anni cinquanta sino ai giorni nostri attraverso la storia di Eni il cui marchio si fa simbolo di una grande azienda tra memoria e futuro. Ma anche le storie di un protagonista che ha avuto il coraggio di immaginare il futuro: Enrico Mattei. ___________________________ Fino al 25 aprile Museo del Vittoriano Un Guercino inedito a Palazzo Colonna QUADRI Fino al 27 marzo, dalle 10 alle 17 a Palazzo Colonna a Roma (ingresso gratuito) sarà possibile ammirare “Rinaldo trattiene Armida nell’atto di trafiggersi con una freccia” di Giovanni Francesco Barbieri, il Guercino. Il quadro, documentato dalle fonti come eseguito nel 1664 è considerato l’ultimo grande capolavoro profano del maestro. L’opera sarà poi battuta all’asta il 21 e il 22 aprile al Palais Dorotheum a Vienna, con un prezzo d’asta tra i 400 mila e i 600 mila euro. La tela, con figure di grandezza naturale, rappresenta il principe cristiano Rinaldo che impedisce alla maga Armide di uccidersi con una freccia, un soggetto molto amato nella pittura barocca, che il Guercino aveva già rappresentato in un ciclo di affreschi a Casa Pannini a Cento. A Palazzo Colonna sarà possibile vedere, sempre fino al 27 marzo, anche altre opere tra cui un nudo maschile, “Noè ebbro” di Guido Cagnacci che anticipa l’arte moderna, una grande battaglia navale di Antonio Maria Marini, un insolito ritratto di cinque donne dell’artista bolognese Lavinia Fontana e un San Sebastiano di Guido Reni. ___________________________ Fino al 27 marzo dalle 10 alle 17 a Palazzo Colonna Storie ed esperienze di alcuni “Omini” CANOVACCIO Storie, sogni, esperienze, modi di dire in un canovaccio teatrale che prende vita dalle parole degli abitanti per portare in scena uno spettacolo dalla variegata umanità, che non troverà mai la sua forma definitiva e si modificherà completamente ad ogni replica: Tappa, un progetto “teatrale e socioumanistico” del la Compagnia teatrale de Gli Omini, domani ore 17 e ore 21 al Teatro Tor Bella Monaca. ___________________________ Domani ore 17 e 21 Teatro Tor Bella Monaca Coccoluto al Goa per London Fm DISCO Stasera al Goa Claudio Coccoluto il dj italiano più conosciuto al mondo aprirà la serata i resident London FM. Claudio Coccoluto nasce il 17 agosto 1962 a roma. il suo segreto? Sicuramente la passione, quella potente molla che lo spinge verso nuovi traguardi: la capacità di provare il brivido nel djing, difficilmente descrivibile a parole e di avvertire la magia della visione di una sala piena di persone perfettamente sintonizzate sulla stessa lunghezza d’onda, sono le cose che fanno la differenza tra un dj ed un altro. ___________________________ Stasera dalle 23.30 via Libetta, 13 Galatea Ranzi è “La locandiera” ELISEO Galatea Ranzi è la “Lo candiera”, in scena al teatro Eliseo di Roma fino al 28 marzo con l’opera di Carlo Goldoni prodotta dagli stabili “Biondo” di Palermo e “Verga” di Catania per la regia, le scene e i costumi firmati da Pietro Carriglio. Con l’attrice nel ruolo della protagonista, in scena Luca Lazzareschi nei panni del cavaliere di Ripafratta, Nello Mascia come il marchese di Forlimpopoli, Sergio Basile per il conte d’Alba fiorita e Luciano Roman nella parte di Fabrizio. ___________________________ Fino al 28 marzo Via Nazionale Per il festival Cittaslow sono di scena i Cluster GRUPPI Oggi nuovo appuntamento per Cittaslow in Festival, il concerto dei Cluster, gruppo vocale genovese a cappella, la loro caratteristica unione fa sì che il sound finale sia quello di una rock band strumentale anche se ogni singolo strumento (dalla batteria, agli strumenti a fiato) viene riprodotto esclusivamente con la voce: cinque voci che avanzavano in perfetta sincronia formando un insieme di suoni, un "cluster" appunto. ___________________________ Todi, Sala Dell’Arengo Stasera All’Auditorium della Conciliazione Francesco Renga: «Nel nuovo album i brani che mia madre cantava per me» ::: LUCA BUSSOLETTI Francesco Renga è una delle voci più belle del panorama italiano. Arriva da una lunga storia con i Timoria, rock band di culto nel circuito indipendente, da cui si divide nel 1998. Nel 2001 l’Italia lo scopre come solista al Festival di Sanremo e da allora il suo successo cresce sempre di più fino a culminare con la vittoria all’Ariston nel 2005 con la canzone “Angelo”. Ha da poco pubblicato “Orchestraevoce”, un cd contenente brani famosi reinterpretati nel suo stile che sta portando dal vivo in un lungo tour. Domani sarà a Roma presso l’Auditorium della Conciliazione. Con quale criterio ha scelto le canzoni da inserire nel suo ultimo album, “Orechestraevoce”? «L’unica strada che ho seguito è stato l’affetto. I brani presenti nella tracklist sono quelli che hanno fatto parte della mia infanzia e che mi porto dietro da sempre. Molti di quelli me li cantava mia madre, che è una bravissima interprete». Cosa si deve aspettare chi verrà a vederla dal vivo? «In questo tour, più che in passato, ho deciso di mettere la musica in primo piano. Tutto è pensato in funzione dei brani: dalle luci agli arrangiamenti. Per quanto riguarda la scaletta, partirò con un excursus dei pezzi che hanno fatto parte della mia carriera eseguiti voce e pianoforte e poi entrerà in scena l’orchestra». Ha già pronti nuovi brani inediti? «Sì, ho finito di scrivere l’album nuovo. Ora arriva il lavoro vero. Insieme al produttore, che sarà ancora Celso Valli, dovremo allestire lo studio e registrare il tutto. Sono già emozionato all’idea di rimboccarmi le maniche». Lei è arrivato alla vittoria del Festival di Sanremo dopo un lungo percorso prima con i Timoria e poi da solo. Che cosa pensa del fatto che negli ultimi due anni hanno ottenuto il suo stesso risultato ragazzi che alle spalle avevano solo qualche mese di televisione? «Credo che sia necessario prendere atto che lo scenario musicale è cambiato. È ormai impossibile prescindere dai talentshow e dai loro meccanismi. Sono però molto preoccupato per questi ragazzi. Indubbiamente si tratta di talenti, cantano molto bene e sanno tenere il palco, ma ci sarà un motivo se gli artisti da sempre hanno bisogno di sviluppare una carriera prima di affrontare certe prove. Non parlo di me, la mia strada è chiara da anni, ma di tutti quei mostri sacri che a volte hanno anche sbagliato un album avendo poi la possibilità di rifarsi al lavoro successivo. La fretta con cui si svolge tutto è la stessa con cui si susseguono i personaggi e questo fa male ai ragazzi che si ritrovano in poco tempo dalle stelle alle stalle». Domani sarà a Roma presso l’Auditorium della Conciliazione Auditorium Woody Allen tra cinema e jazz ::: GERLANDO GATTO Il primo appuntamento importante della settimana è per questa sera a Todi: nell’ambito di “Cittaslow in Festival” si esibiranno i Cluster, gruppo vocale genovese a cappella che sta riscuotendo un sempre crescente successo di pubblico e di critica. Sempre questa sera all’Alexanderplatz ancora il chitarrista Fabio Zeppetella con le sue “Jobim variations”. Intanto al Teatro Traiano è alla sua seconda serata il “Festi val Women in Soul” giunto alla seconda edizione con una serie di concerti dedicati, per l’appunto, alla musica soul, funk, blues, jazz, gospel e pop; questa sera si esibiranno Paola Canestrelli e Awa Ly. Sempre domani, domenica, all’Alexanderplatz “Noé and the Jazz Ark” mentre il trio del veterano Enzo Scoppa si esibirà all’”Ombre Rosse Caffè”. Lunedì, nell’ambito della rassegna “Sconcerti2”, al Teatro Colosseo, concerto del “Trio Naga” ovvero Giuseppe Savino trombone, Giulio Maschio batteria e Errico De Fabritiis sassofoni; il trio si caratterizza per l’attività di ricerca volta a produrre na musica lontana da qualsivoglia schematismo. Martedì riflettori puntati sulla pianista Joanna Mc Gregor che si esibirà all’Au ditorium; musicista dotata di una solida preparazione di base, la Mc Gregor affronta con la stessa disinvolta pagine jazz, di classica e di contemporanea ed è proprio in quest’ultimo ambito che la ascolteremo a Roma dal momento che presenterà , tra l’altro, “Credo in US” una composizione di John Cage con la partecipazione del Parco della Musica Contemporanea Ensemble. Mercoledì, all’Auditorium, Woody Allen con la sua New Orleans Jazz Band. Woody Allen, lo conosciamo tutti, è un eccellente regista ed attore che, con queste indubbie qualità, vuole coniugare anche quella di musicista jazz. Musicista di talento solo discreto, egli stesso ne è ben consapevole definendosi “un dilettante” ed esprimendo la certezza che i suoi musicisti si esibiscano al di sotto delle loro possibilità per non perderlo per strada. A Roma suonerà con Eddy Davis direttore musica e banjo, Conal Fowkes al piano, Simon Wettenhall alla tromba, Jerry Zigmont al trombone, John Gill alla batteria e Greg Cohen al basso. Giovedì, alla Casa del Jazz, nell’ambito della “NYC Scene” il quintetto della vocalist Maria Neckam con Nir Felder chitarra, Aaron Parks pianoforte, Thomas Morgan contrabbasso e Colin Stranahan batteria. Maria Neckam è una cantante e compositrice nata in Austria che, dopo essere vissuta per alcuni anni in Olanda, nel 2005 si è trasferita a New York. Qui si è affermata come una delle artiste più innovative del momento grazie soprattutto alle sue composizioni in cui mescola sapientemente elementi provenienti dal rock, dal drum’n’ bass e dal jazz moderno così come dalla musica colta occidentale. Venerdì 2 aprile, nell’ambito dei concerti organizzati dalla Casa del Jazz all’interno del Museo del Corso, nell’ambito della retrospettiva sull’ope ra del pittore realista americano Edward Hopper, si esibirà il trio di Michele Ariodante.
Edizione: 27/03/2010 Libero LIB_sabato pagina 19 stampata da: cervo alle ore: 22.04.45 colore 19Sabato 27 marzo 2010ESTERI @ commenta su www.liberonews.it Via libera al trattato Start II Firmato il disarmo tra Usa e Russia Sì di Obama e Medvedev all’accordo sulla riduzione delle testate nucleari. La firma a Praga l’8 aprile ::: ALESSANDRO BONELLI Dopo aver premuto il tasto “reset”, per azzerare le recenti tensioni tra i due exnemici della Guerra Fredda, Stati Uniti e Russia ripartono dal nuovo “Start”, il programma che prevede l’ulteriore riduzione dei rispettivi arsenali nucleari. La conferma della firma di un accordo, che avverrà il prossimo 8 aprile a Praga, è arrivata ieri dalla Casa Bianca e dal Cremlino. L’annuncio è seguito a una telefonata tra il presidente americano Barack Obama e il suo omologo russo Dmitri Medvedev. L’intesa, frutto di negoziati intensi durati un anno, stabilisce un tetto di 1.550 testate nucleari (con una diminuzione del 74% rispetto al primo Start del 1991 e del 30% rispetto al Trattato di Mosca del 2002) e il dimezzamento dei vettori. LE DUE VERSIONI Si tratta indubbiamente di un successo sul fronte della non proliferazione e di un brillante risultato di politica estera per entrambi i presidenti, che non scioglie tuttavia il delicato nodo dello scudo missilistico che gli Stati Uniti vorrebbero installare nell’Europa dell’Est, cioè alle porte della Russia. Anzi, su questo aspetto le dichiarazioni di ieri dei due capi di Stato sono apparse contraddittorie. Obama, dando l’annuncio, ha sostenuto che l’accordo non stabilisce limiti sui programmi di difesa antimissile. Secondo il Cremlino invece «sarà fissato in forma giuridicamente vincolante un punto sul legame reciproco tra armamenti strategici offensivi e quelli difensivi, nonché sull’importanza sempre crescente di questo legame nel processo della riduzione degli armamenti strategici offensivi». Il ministro degli esteri russo Serghei Lavrov ha detto che la Russia e gli Stati Uniti hanno il diritto di uscire dal nuovo Start in caso di cambiamento del livello dei sistemi difensivi strategici. Il trattato entrerà in vigore solo dopo la ratifica da parte dei rispettivi parlamenti. Lavrov ha auspicato che questo passaggio avvenga in modo sincronizzato. A tremare è soprattutto Obama: il via libera del Senato americano non è scontato, sia per la posizione critica da parte dei repubblicani in materia di politica estera sia per un’eventuale “rappresaglia” dopo l’appro vazione della riforma della Sanità. Il presidente americano, affiancato dal segretario di stato Hillary Clinton e dal titolare della Difesa Roberto Gates, ha definito ieri la nuova versione dello Start come «il più ampio accordo sulla riduzione di armamenti in due decenni». Per il segretario di Stato l’intesa lancia un preciso segnale a Paesi come l’Iran e la Corea del Nord sulla determinazione degli Stati Uniti nel ::: L’ACCORDO LA FIRMA Il nuovo Start sul disarmo nucleare firmato da Usa e Russia sarà firmato l’8 aprile a Praga e stabilisce un tetto di 1.550 testate nucleari operative e 800 vettori nucleari per ognuno dei due paesi. LA DURATA La durata del nuovo accordo, che sostituirà lo Start1 scaduto lo scorso 5 dicembre, è di 10 anni. Il Senato Usa e il Parlamento russo dovranno approvare il Trattato per farlo entrare definitivamente in vigore. I TRATTATI Start è l’acronimo dell’ingle se Strategic Arms Reduction Treaty, sono i trattati internazionali con cui Stati Uniti e Russia hanno ridotto gli arsenali delle testate atomiche. START I Lo Start I (l’unico effettivamente in vigore e scaduto il 5 dicembre) è stato siglato il 31 luglio 1991, cinque mesi prima del crollo dell’Unione Sovietica, tra George H.W. Bush e Mikhail Gorbaciov. L’accordo proibiva ai firmatari di detenere più di 6.000 testate nucleari e massimo 1.600 ICBM, missili balistici intercontinentali combattere la proliferazione nucleare. Il presidente russo Medvedev, in un comunicato affidato all’ufficio stampa del Cremlino, ha sottolineato il rafforzamento della cooperazione tra i due Paesi e dei loro sforzi che hanno come «obiettivo finale la costruzione del mondo libero dalle armi nucleari». I RISCHI Va detto che anche qualora il disarmo fosse completato l’intesa lascia agli Stati Uniti e alla Russia un numero sufficiente di armi nucleari per annientarsi a vicenda. L’accordo stabilisce un limite di 1.550 testate nucleari che scatterà entro sette anni dall’entrata in vigore del trattato. Fra queste le testate montate sui missili balistici intercontinentali (ICBM), sui missili balistici lanciati dai sottomarini (SLBM) e il numero di bombardieri disponibili (ogni aereo conterà per una testata). Per i vettori il limite è di 700, che sale a 800 contando anche i missili non puntati. Il Trattato avrà la durata di dieci anni e potrà poi essere ulteriormente esteso per un massimo di altri cinque anni. Potrà essere applicata una clausola di ritiro. Ovviamente è contemplato un meccanismo di reciproche verifiche, con ispezioni dirette, scambio di informazioni e metodi per facilitare i controlli. Presidente e Vice, Barack Obama e Joe Biden Ap che compongono l'alleanza vi sono il movimento di Allawi (il Fronte di concordia) e il Fronte iracheno per il dialogo nazionale di Salah al Mutlaq, che si sono fusi di recente nel Movimento nazionale iracheno, oltre a Rinnovamento del vice presidente al Hashemi. In molti prevedono che per formare il governo saranno necessarie settimane, se non mesi, di trattative. Iyad Allawi Ap FRIULI cedesi rinomata e prestigiosa AZIENDA AGRICOLA VITIVINICOLA con agriturismo RISTORANTE e grande villa padronale azienda ad altissimo impatto ecologico ed energetico 74 ettari di cui 48 a vigneto doc ubicazione di estremo interesse su SS adiacente a rinomata località balneare PROVINCIA DI COMO in posizione invidiabile su strada di fortissimo passaggio provinciale con parcheggio antistante vendiamo BAR TABACCHI LOTTO tutti i giochi dehors estivo elevati incassi ed aggi molto incrementabili con gestione familiare SENAGO (MI) cediamo PANIFICIO con LABORATORIO pizze, focacce, pasticceria e gastronomia ottimo affare Rinomata cittadina PROVINCIA TREVISO cedesi avviato ASILO NIDO e MATERNA ottimamente attrezzato con giardino privato e condominiale ottima opportunità per operatori del settore IMPORTANTE CITTADINA turistico commerciale adiacente MILANO in posizione impareggiabile unica ed esclusiva cediamo splendido BAR completamente attrezzato ed arredato a nuovo ampio dehors estivo panoramico incassi superiori alla media ideale per investitori provenienti anche da altro settore TORINO società valuta vendita attività o la ricerca di un socio o di un partner per prestigioso punto vendita settore INFORMATICA POSTAZIONI INTERNET posizione centralissima e strategica ottimo investimento lavorativo anche con minimo capitale CENTRO STORICO di importante cittadina PROVINCIA BRESCIA adiacenze svincolo autostradale cedesi AZIENDA storica di PRODUZIONE ABBIGLIAMENTO a ciclo completo con IMMOBILE DI PROPRIETA’ adatto a molteplici soluzioni ZONA CANAVESE (TO) alle porte della VALLE D’AOSTA ubicata in posizione strategica società vende prestigiosa PARAFARMACIA ORTOPEDIA ottimamente avviata ed elegantemente arredata garantita assistenza postvendita PROVINCIA DI COMO in centro commerciale cediamo con avviamento decennale attività FOTO e GRAFICA posizione invidiabile ottima opportunità PROVINCIA di COMO adiacente confine Svizzero cediamo splendida PIZZERIA RISTORANTE BAR ampi spazi ancora inutilizzati parcheggio antistante lavoro incrementabile ideale per conduzione familiare o società PRIMA COLLINA PIACENTINA vendesi AGRITURISMO RISTORANTE ALLOGGIO piscina allevamento cavalli e scuola di equitazione PADOVA PROVINCIA cedesi avviata PARAFARMACIA buona ubicazione in zona ad alta densità residenziale e commerciale garantita ottima opportunità lavorativa A 7 km. da MANTOVA vendesi RISTORANTE ENOTECA 340 etichette cucina tipica e alla griglia ADIACENTE MILANO e svincolo autostradale in centro paese su piazza principale cediamo completamente arredato ed attrezzato con LABORATORIO GELATERIA artigianale DA ASPORTO clientela fidelizzata ideale per conduzione familiare NEL MANTOVANO vendesi avviato BAR TAVOLA CALDA con ANNESSI IMMOBILI MILANO cediamo AZIENDA MANUTENZIONI EDILI ed IMPIANTISTICHE INDUSTRIALI / CIVILI consolidato portafoglio clienti certificazioni Albiqual Iso 9001 Soa cat. 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Edizione: 27/03/2010 Libero LIB_sabato pagina 24 stampata da: zulin alle ore: 21.00.31 colore Gli indici Borsa MilanoFTSE Mib Borsa LondraFTSE 100 Borsa ParigiCAC 40 Euro/Dollaro 23.063,87 3.988,93 1,33535.703,02 Petrolio al barile 79,96 $ +0,56%+0,13% 0,43% 0,29% 0,02% ::: L’Analisi Ecocatastrofisti allo sbando Una salvezza per l’economia ::: ANTONIO MARTINO Il mio amico Fred Singer, famoso fisico dell’atmo sfera, quando gli chiedono se la temperatura sulla terra sia destinata ad aumentare o a diminuire adegua la sua risposta al tempo della domanda: se gliela rivolgono in primavera si dice convinto che aumenterà, in autunno invece è certo che sia destinata a diminuire. Fred col suo sarcasmo mira a smitizzare le troppe certezze che ci vengono propinate sui cambiamenti climatici, ma la sua è una battaglia improba. L’in verno che sembra volgere al termine non è stato caratterizzato dalle temperature miti che ci saremmo aspettati date le tesi dei teorici del riscaldamento globale, si è trattato anzi del più freddo degli ultimi dieci anni. In molte regioni italiane sono state registrate temperature polari assolutamente inusuali ma quanto accaduto da noi è nulla se confrontato con quanto si è verificato in altri paesi sia vicini sia lontani da noi. FALSE CERTEZZE In Mongolia, per esempio, il termometro è sceso a 50° determinando la morte di due milioni di animali, ma la cosa non ha nemmeno scalfito le certezze degli ecocatastrofisti. Un famigerato politologo, per esempio, dalle colonne del quotidiano più venduto in Italia ha sentenziato con la consueta incrollabile certezza che se è vero che i ghiacciai dell’Himalaya non si sono sciolti com’era stato previsto dai soliti “scienziati” questo non significa che non si scioglieranno, prima o poi. Sartori non si lascia “impiccare”a una data, preferisce il “certum an, incertum quando” (è certo che si scioglieranno ma non è certo quando) che rende la sua tesi immune dalla possibilità di essere smentita. Anche se la previsione catastrofica non si verificasse entro questo millennio, la tesi del grande editorialista del Corriere resterebbe intatta: chi può escludere che quel luttuoso evento non si verifichi nei millenni successivi? In realtà il clima si è fatto brutto per i climatologi: il mancato scioglimento dei sullodati ghiacciai e lo scandalo delle email che scoprivano gli altarini degli accordi volti a truccare i dati delle temperature globali hanno lasciato il segno e costretto i ciarlatani profeti dell’imminente catastrofe climatica a correre ai ripari. E’ stato così deciso di “commissariare” l’Ipcc, il gruppo intergovernativo di esperti del cambiamento climatico, prima considerato infallibile. Un comitato di esperti dovrà studiare le misure atte a far recuperare la credibilità perduta. LA CREDIBILITÀ L’auspicio è che l’augusto consesso la smetta di propalare per certe tesi che non lo sono affatto e che adotti un sano e rigoroso rispetto per il dubbio, astenendosi dal suggerire l’adozione di specifiche politiche di efficacia assai incerta. Le insistenze dei politici tipo Al Gore che chiedono assolute certezze a tutti i costi vanno ignorate se non si vuole correre il rischio di incappare in scivoloni come quelli cui Gore è abituato, come prevedere lo scioglimento del Polo Nord. Per uno scienziato vero la sola certezza è il dubbio: non appena si abbandona l’incertez za, il metodo scientifico scompare. Uno dei fondatori della prima scuola di Chicago di economia soleva ripetere che la risposta a chi fa domande è che non esistono risposte certe. Il lettore, tuttavia, non si illuda: lo sbandamento è solo temporaneo e il catastrofismo climatico riprenderà il suo bombardamento. A quanto si apprende da una ricerca di cui ha dato conto il Times, l’obiettivo degli ecocatastrofisti sono ora i bambini che vengono terrorizzati dalle orripilanti previsioni dei climatologi che li hanno convinti che la Terra non ci sarà più prima che siano diventati adulti se non si adottano misure drastiche. Viene così reclutato un enorme esercito di combattenti per la correttezza ambientale che avrà tutto il tempo di diventare fazioso intollerante e bigotto più di quanto siano i suoi istruttori. IL FUTURO Se riflettiamo sulle insensatezze che abbiamo dovuto subire nel campo della lotta al fumo, abbiamo un’idea abbastanza accurata di cosa ci aspetta. Il fatto che mi sia vietato di fumare nella mia automobile se non addirittura a casa mia, o che sia vietato fumare persino all’aperto per via di non meglio specificati danni inferti dal fumo passivo, dà un’idea abbastanza precisa di cosa questo ciarpame che viene spacciato come scienza potrà fare alla nostra vita in nome dell’ecologicamente corretto. Dobbiamo fermarli subito prima che sia troppo tardi. ::: FRANCESCO DE DOMINICIS È fatta: Cesare Geronzi alle Generali, Renato Pagliaro a Mediobanca. L’ufficilizzazione arriverà solo tra pochi giorni. Probabilmente a metà della prossima settimana Ma la decisione è stata presa, ieri, all’unanimità dal comitato nomine di piazzetta Cuccia. Insomma dopo giornate di tensione e smentite tattiche, si è sbloccata la situazione in Mediobanca per quanto riguarda la composizione della lista per il rinnovo delle cariche sociali al Leone di Trieste. Per l’industria finanziaria del nostro Paese è una mezza rivoluzione. Esce di scena, dopo quasi 40 anni anni, Antoine Bernheim. Era arrivato nel consiglio di amministrazione delle Generali nel 1973 diventando presidente nel 1995 (e fino al 1999) e di nuovo nel 2001. Bernheim ha segnato la storia del Leone. Ma ci sarà comunque un francese nel board del colosso finanziario italiano: nel cda, con la carica di vicepresidente, arriva infatti il finanziere bretone Vincent Bolloré. La lista è arrivata al fotofinish. Al termine del comitato nomine, è stato lo stesso Bollorè, rappresentante dei soci transalpininellamerchant bank, a far sapere che «l’accordo è stato trovato in modo unanime». Geronzi approderà alle Generali dopo mesi di voci e indiscrezioni proprio sul suo trasloco a Trieste. L’ex numero uno di Capitalia, comunque, ieri, non si è sbottonato. E ha salutato con un secco «ciao» i cronisti che lo incalzavano. Lascia Mediobanca dopo quasi tre anni. Già fatti i giochi per la successione. L’attuale direttore generale Renato Pagliaro, manager che in passato durante la breve esperienza di governance duale della merchant bank milanese ha ricoperto il ruolo di presidente del consiglio di gestione, prenderà il suo posto. Dovrebbero restare al loro posto, poi, i due attuali amministratori delegati delle Generali, Giovanni Perissinotto e Sergio Balbinot. I due nomi, infatti, sono stati inseriti nella lista che sarà approvata definitivamente tra pochi giorni. Stesso discorso per Ana Patricia Botin, figlia di Emilio Botin, presidente del Banco Santander Central Hispano, e che attualmente siede già nel consiglio di amministrazione di Trieste. Il cda resterà a 19 membri, tre dei quali dovrebbero restare una prerogative dei soci di minoranza. Tutti rumor, per ora. Confermati dal fatto che piazzetta Cuccia, in una nota, ha fatto sapere che il gruppo prevede di «concludere entro la metà della prossima settimana l’iter decisionale per la predisposizione della lista in concomitanza con la convocanda riunione del Patto di sindacato». Un chiaro segnale, spiegano gli addetti ai lavori, di un orientamento a rinnovare la presidenza della banca. Dopo il disco verde al valzer di nomine i soci francesi potrebbero agevolare il matrimonio tra Mediobanca e Generali. Magari con l’obiettivo di rendere ancora più liquido e monetizzabile il loro investimento. Fantafinanza, ma forse non troppo: dalla fusione ::: IL BOARD PREDESTINATO Renato Pagliaro nato nel 1957, laurea in economia aziendale alla Bocconi, è direttore Generale di Mediobanca dall’otto bre 2008. A piazzetta Cuccia è arrivato nel 1981; nel 1985 diventa funzionario, dirigente nel 1991. IL CDA DEL LEONE Il prossimo consiglio di amministrazione delle Assicurazioni Generali conterà 19 componenti, come l'attuale, di cui tre spetteranno ai rappresentanti degli azionisti di minoranza. I soci esteri di piazzetta Cuccia hanno ottenuto la vicepresidenza della compagnia, che sarà affidata a Vincent Bollorè, al posto di Gabriele Galateri di Genola, che non compare nella lista. Si ragiona anche sulla possibilità di un secondo vicepresidente. Confermata in lista anche Ana Patricia Botìn, figlia del presidente del Santander don Emilio Botìn, che partecipa al patto di sindacato della banca tramite Santusa Holding, tra i soci esteri riuniti nel gruppo C del patto. Sono in lista anche Francesco Gaetano Caltagirone, Leonardo Del Vecchio, Lorenzo Pellicioli, Paolo Scaroni, Alberto Nagel, Petr Kellner, Alessandro Pedersoli, Reinfried Pohl e Diego Della Valle. nascerebbe un colosso da quasi 500 miliardi di euro. E con un pacchetto di partecipazioni di tutto rispetto, praticamente esteso a tutti i settori chiave dei mercati. Dalle telecomunicazioni alle banche. Coi fari puntati c’è il ministro dell’Economia. E non a caso, le manovre attorno al Leone di Trieste sono arrivate con la sua benedizione: «Generali sono un pezzo importante dell’economia italiana e dell’economia eruropea» ha detto Giulio Tremonti. Che poi ha aggiunto: «Se continuano ad essere amministrate così è positivo per tutti». Si rimettono in discussione i rapporti tra alta finanza e politica. E di sicuro, adesso, il titolare di via Venti Settembre trova in Geronzi un interlocutore probabilmente ancora più sensibile alle esigenze del sistemaPaese. Un aspetto non secondario in una fase ancora incerta per gli effetti della crisi finanziaria internazionale. Il ministro ha da poco attrezzato la Cassa depositi e prestiti, affiancandola con un fondo ad hoc in cui sono coinvolte IntesaSanpaolo, Unicredit, Mps destinato a rafforzare il patrimonio delle imprese. Generali, insomma, potrebbe giocare affianco alla Cdp del Tesoro un ruolo di difensore dell’italianità, qualora l’impren ditoria tricolore si trovasse in situazioni particolarmente critiche. Un disegno, questo, di cui sarebbe artefice lo stesso Tremonti d’ac cordo col presidente di Intesa, Giovanni Bazoli. In attesa del voto di domenica e lunedì, che potrebbe consegnare tutto il Nord in blocco al Popolo delle libertà di Berlusconi e alla Lega di Bossi. Geronzi nuovo Leone Pagliaro in Mediobanca Il banchiere romano diventa presidente di Generali con Bollorè vice. Alla guida di Piazzetta Cuccia l’ex delfino di Maranghi DA ROMA A TRIESTE Cesare Geronzi è il nuovo presidente delle Generali. Già numero uno di Mediobanca e Capitalia ha iniziato la sua carriera alla Cassa di Risparmio di Roma foto lapresse
Edizione: 27/03/2010 Libero LIB_sabato pagina 59 stampata da: cervo alle ore: 20.22.23 colore 59Sabato 27 marzo 2010ROMA @ commenta su www.liberonews.it ::: SPORT CAPITALE ett acolo e molti politici mera Sergio D’Antoni. In tribuna accanto a loro ci saranno l'ambasciatore degli Usa in Italia David Thorne e poi il presidente della Consob Lamberto Cardia. Non potevano mancare le massime autorità dello sport italiano, ovvero il presidente del Coni Gianni Petrucci e quello del comitato paralimpico Luca Pancalli, accompagnati dal presidente della federcalcio Giancarlo Abete. Sfida scudetto anche nel mondo dello spettacolo, fra l’interista Paolo Bonolis e i romanisti Carlo Verdone, Lino Banfi e Claudio Amendola. Domani c’è MilanLazio «Contro i rossoneri non partiamo battuti» Capitan Rocchi lancia la sfida e punta su Zàrate ::: Maratonando Quell’emozione di correre a piedi nudi ::: MAURIZIO BELLACOSA Bella e riuscita l’idea degli organizzatori dell’ultima edizione della maratona di Roma di incentivare i podisti a correre almeno il tratto finale dei 42 km a piedi scalzi, con l’inserimento nel regolamento della gara di un abbuono di 20 secondi per ricompensare chi togliesse le scarpette. In tal modo, in un colpo solo si sono ottenuti più risultati. Non solo quello di celebrare al meglio il ricordo di Abebe Bikila, il mitico trionfatore a piedi nudi della maratona olimpica di Roma del 1960. Di solito, chi corre a qualsiasi livello ha molta diffidenza verso la corsa a piedi nudi. Si teme costantemente di subire infortuni alle articolazioni ed allora si tende in maniera maniacale ad acquistare la scarpa più tecnologica del momento, con inserzioni di gel rivoluzionari o gomme speciali nella suola, dall’effetto ammortizzante sempre più miracoloso. Il mercato offre grande varietà di modelli, con eventuali correzioni anche di problemi di pronazione (piede con pressione all’interno) o supinazione (verso l’esterno) ed i più ansiosi ricorrono anche a plantari personalizzati di matrice artigianale. Poi arrivano, come un fulmine a ciel sereno, notizie rivoluzionarie: recentemente, alcuni studiosi dell’Università della Virginia, hanno scoperto che correre a piedi nudi eviterebbe talloniti e tendiniti. La spiegazione é molto semplice: chi corre scalzo poggia prima la punta del piede e poi il tallone, ammortizzando l’urto e distribuendo il peso del corpo tra ossa e muscoli in maniera più naturale. Di sicuro, a piedi nudi si “sente” meglio il terreno ed il proprio corpo. Inoltre, se si tolgono le scarpette proprio nel rettilineo finale della maratona, si avverte una bellissima sensazione di libertà, difficile da spiegare, ma stampata sul viso affaticato e contento dei tanti che domenica scorsa hanno tagliato il traguardo alzando in alto non solo le braccia, ma anche le supertecnologiche scarpette. «Dobbiamo rimanere con i piedi per terra e continuare su questa strada». Parole semplici e chiare, ma che nascondono un fondo di verità. Per battere il Milan, spiega Tommaso Rocchi, alla Lazio serve tanto coraggio e una carica speciale che può venire soltanto se tutti i giocatori che scenderanno in campo a San Siro (domenica sera ore 20.45), saranno concentrati. Da capitano qual è, Rocchi cerca di spronare i suoi compagni. «Ci stiamo preparando per andare a fare risultato positivo contro i rossoneri», ha spiegato ai microfoni di Radio Radio, «se riusciamo a vincere meglio. Si fanno tanti discorsi sul Milan in difficoltà che però ha ancora l’obiettivo scudetto, ma noi dobbiamo ancora salvarci e affrontare i rossoneri o un’altra squadra è lo stesso: dobbiamo comunque dare il massimo». Il centravanti biancoceleste non sottovaluta l’avver sario, nonostante le assenze di giocatori del calibro di Pirlo e Ronaldinho, squalificati dal giudice sportivo. «Indipendentemente dal discorso degli assenti, la squadra guidata da Leonardo resta un grande team». Le due vittorie di fila contro Cagliari e Siena hanno ridato fiducia alla formazione biancoceleste, ma Rocchi preferisce non esaltarsi troppo, perchè la strada da fare è ancora lunga. «Nessuno ha mai detto che siamo già salvi. La situazione è difficile e mancano ancora otto partite alla fine. Dobbiamo restare con i piedi per terra e dare continuità ai risultati». L’attaccante parla da capitano sicuro di sè e del suo ruolo, ma probabilmente non sarà confermato al centro dell’attacco nella sfida di domenica sera. Accanto a Zàrate, «con lui mi trovo bene. Nessun inconveniente tattico», ha chiarito Rocchi, dovrebbe giocare il rientrante Floccari. Una piccola chance anche per Rocchi, che potrebbe togliere il posto allo stesso Zàrate. Reja, infatti. è deciso a confermare il modulo del 352. A Milano vuole sfruttare le corsie esterne con Lichtsteiner e Kolarov. A centrocampo confermati Brocchi, Ledesma e Mauri. In panchina, invece, Cruz. Dopo tanti infortuni l’argentino, mercoledì sera, è riuscito a rientrare in campo e a segnare un gol importante, ma “El jardinero”non ha ancora nelle gambe il ritmo partita. In difesa i sicuri del posto sono Stendardo e Radu, per l’ultimo posto vacante sono in ballottaggio il brasiliano Andrè Dias e Siviglia, con il sudamericano favorito. Oggi la rifinitura e i convocati per Milano. G.DEC. Tommaso Rocchi Ansa
Edizione: 27/03/2010 Libero LIB_sabato pagina 8 stampata da: cervo alle ore: 21.57.04 colore 8 Sabato 27 marzo 2010 PRIMO PIANO @ commenta su www.liberonews.it LOBBY IN MANOVRA Il Pontefice interviene su temi importanti. Secondo Casini esistono «lobby finanziarie e politiche che invece vorrebbero una Chiesa ridotta al silenzio» meno uno al voto ::: Commento Tutte le sciocchezze di chi accusa il Pontefice ::: MASSIMO INTROVIGNE Se c’è un giornale che viene in mente quando si parla di lobby laiciste e anticattoliche, questo è il New York Times. Ora il quotidiano di New York ha confermato questa sua vocazione sbattendo il Papa in prima pagina con un’incredibile bufala relativa a Benedetto XVI e al cardinale segretario di Stato Tarcisio Bertone. Secondo il quotidiano nel 1996 i cardinali Ratzinger e Bertone avrebbero insabbiato il caso, segnalato alla Congregazione per la Dottrina della Fede dalla Arcidiocesi di Milwaukee, relativo a un prete pedofilo, don Lawrence Murphy. Incredibilmente – dopo anni di precisazioni e dopo che il documento è stato pubblicato e commentato ampiamente in mezzo mondo, svelando le falsificazioni e gli errori di traduzione delle lobby laiciste e da noi di Santoro ad Annozero – il New York Times accusa ancora l’istru zione Crimen sollicitationis del 1962 (in realtà, seconda edizione di un testo del 1922) di avere operato per impedire che il caso di don Murphy fosse portato all’at tenzione delle autorità civili. Nel nome dei fatti I fatti sono un po’ diversi. Intorno al 1975 don Murphy fu accusato di abusi particolarmente gravi e sgradevoli in un collegio per minorenni sordi. Il caso fu tempestivamente denunciato alle autorità civili, che non trovarono prove sufficienti per procedere contro don Murphy. La Chiesa, nella fattispecie più severa dello Stato, continuò tuttavia con persistenza a indagare su don Murphy e, giacché sospettava che fosse colpevole, a limitare in diversi modi il suo esercizio del ministero, nonostante la denuncia contro di lui fosse stata archiviata dalla magistratura inquirente. Vent’anni dopo i fatti, nel 1995 – in un clima di forti polemiche sui casi dei “preti pedofili” – l’Arcidiocesi di Milwaukee ritenne opportuno segnalare il caso alla Congregazione per la Dottrina della Fede. La segnalazione era relativa a violazioni della disciplina della confessione, materia di competenza della Congregazione, e non aveva nulla a che fare con l’indagine civile, che si era svolta e si era conclusa vent’anni prima. Si deve anche notare che nei vent’anni precedenti al 1995 non vi era stato alcun fatto nuovo, o nuova accusa nei confronti di don Murphy. I fatti di cui si discuteva erano ancora quelli del 1975. L’arcidiocesi segnalò pure a Roma che don Murphy era moribondo. La Congregazione per la Dottrina della Fede certamente non pubblicò documenti e dichiarazioni a vent’anni dai fatti ma raccomandò che si continuassero a restringere le attività pastorali di don Murphy e che gli si chiedesse di ammettere pubblicamente le sue responsabilità. Quattro mesi dopo l’intervento romano don Murphy morì. Panici morali Questo nuovo esempio di giornalismo spazzatura conferma come funzionano quelli che la sociologia chiama “panici morali”. Per infangare la persona del Santo Padre si rivanga un episodio di trentacinque anni fa, noto e discusso dalla stampa locale già a metà degli anni 1970, la cui gestione – per quanto di sua competenza, e un quarto di secolo dopo i fatti – da parte della Congregazione per la Dottrina della Fede fu peraltro canonicamente e moralmente impeccabile, e molto più severa di quella delle autorità statali americane. Il caso è parallelo a quello tedesco, su cui è tornato ieri il solito New York Times. Il caso riguarda un sacerdote della diocesi di Essen in Germania, che nel 1980 fu accolto, accusato di pedofilia nella diocesi di Monaco, allora retta dal cardinale Ratzinger, per essere curato, e che poi un incauto vicario di quella diocesi immesse nel ministero pastorale. Questo caso era scoppiato sulla stampa tedesca nel 1985, e aveva dato luogo a un processo nel 1986, che tra l’altro aveva escluso qualsiasi responsabilità personale del cardinale Ratzinger. Un quarto di secolo dopo questo caso è “riscoperto” come se fosse una cosa nuova da quotidiani tedeschi e americani dello stesso circuito laicista. Di quante di queste “scoperte” abbiamo ancora bisogno per renderci conto che l’attacco al Papa non ha nulla a che fare con la difesa delle vittime dei casi di pedofilia – certamente gravi, inaccettabili e criminali come Benedetto XVI ha ricordato con santa severità – e mira a screditare un Pontefice e una Chiesa che danno fastidio alle lobby per la loro efficace azione in difesa della vita e della famiglia? «C’è un disegno politico contro il Vaticano» Il leader dell’Udc, Casini: «Ratzinger è un personaggio scomodo Chi lo attacca lo fa per indebolire il suo ruolo guida nel mondo» ::: GIANLUCA ROSELLI ROMA «Attacchi come questi non avvengono per caso. Siamo di fronte a un disegno contro la Chiesa per delegittimare e indebolire la figura del Papa». Di fronte alle accuse del New York Times a Benedetto XVI di aver coperto un prete pedofilo (padre Lawrence Murphy è accusato di aver commesso abusi sessuali su circa 200 bambini sordi in una scuola di Milwaukee), il leader dell’Udc, impegnato negli ultimi sgoccioli di campagna elettorale per le Regionali, reagisce e si schiera al fianco della Santa Sede. Onorevole Casini, perché ci sarebbe un disegno per colpire il Papa? «Perché Ratzinger è un personaggio scomodo che interviene su temi importanti, dall’etica alla ricerca scientifica. Esistono lobby finanziarie, politiche ed economiche che invece vorrebbero una Chiesa ridotta al silenzio». Lo scandalo dei preti pedofili, però, sembra molto esteso. «Si tratta di un fenomeno grave che il Papa condanna fermamente oggi come in passato. Il comportamento del Papa su questa vicenda è assolutamente encomiabile e chi lo attacca lo fa con secondi fini, per indebolire il ruolo guida della Chiesa nel mondo». In questi giorni la Chiesa è intervenuta anche nella campagna elettorale italiana con il cardinal Bagnasco che ha invitato a dare un voto contro l’aborto... «La Cei ha tutto il diritto di parlare su qualsiasi argomento. E tutti noi abbiamo il dovere di riflettere su ciò che dice senza strumentalizzare il suo messaggio e senza farci interpreti delle sue parole. Non possiamo ascoltare la Chiesa quando ci fa comodo e tapparci le orecchie quando non ci piace. Siamo tutti peccatori, me compreso che sono divorziato e risposato, ma tutti i cattolici hanno il dovere di ascoltare le indicazioni della Chiesa. Poi ognuno si regola come meglio crede». Domani si vota per le Regionali. Voi, a seconda del luogo, vi presentate da soli, col Pd (per esempio in Piemonte) o con il PdL (come nel Lazio). Contento di aver scelto la politica delle mani libere? Nelle ultime ore Berlusconi è stato molto critico nei suoi confronti. «Capisco che Berlusconi sia nervoso perché stiamo mettendo a rischio questo bipolarismo di carta e stiamo rompendo lo schema PdPdL. Da parte mia rivendico tutte le scelte: al Nord dobbiamo fermare la pericolosa avanzata della Lega e al Sud ci siamo schierati contro i malgoverni di centrosinistra degli ultimi anni. Mentre in altre regioni abbiamo deciso di correre da soli». Con il Cavaliere vi siete punzecchiati parecchio... «Se lui mi attacca, io rispondo. Non sono un cattolico così ecumenico da porgere sempre l’al tra guancia. E comunque se la Lega al Nord dovesse fare il pieno, a farne le spese sarà proprio il PdL. Quindi Berlusconi dovrebbe ringraziarmi. Per il resto noi abbiamo fatto scelte in base ai candidati e ai programmi. Non siamo andati dove tirava aria di vittoria, ma con i nostri voti vogliamo essere determinanti per i candidati che sosteniamo». Il premier continua a ripetere che fosse dipeso da lui non avrebbe fatto accordi con l’Udc. «Sono contento di essere riuscito nel miracolo di aver fatto prendere una decisione al PdL contro il parere di Berlusconi... Scherzi a parte, il Cavaliere era perfettamente d’accordo sulle alleanze strette tra il suo partito e l’Udc». Senza lista del PdL nel Lazio l’Udc rischia di prendere molti più voti del previsto. «L’assenza del PdL è uno svantaggio per tutti, per Renata Polverini e anche per noi, perché ora vincere è più difficile. Ma purtroppo questo succede quando si commettono degli errori». Non crede alla teoria del complotto? «Ma per favore, non scherziamo...». Cosa non le è piaciuto di questa campagna elettorale? «Non mi sono piaciute le manifestazioni del popolo viola, il giuramento di Berlusconi con i governatori in piazza San Giovanni e il falò delle leggi di Calderoli». Giovedì sera ha visto la trasmis“ . Bagnasco sull’aborto? Il Vaticano ha tutto il diritto di parlare anche di politica. E noi abbiamo il dovere di riflettere su ciò che dice senza strumentalizzare il suo messaggio e senza farci interpreti delle sue parole
Edizione: 27/03/2010 Libero LIB_sabato pagina 62 stampata da: zulin alle ore: 20.42.18 colore 62 Sabato 27 marzo 2010 ROMA ADMIRAL PIAZZA VERBANO 5 068541195 Mine vaganti ★★★ SALA 1 Ore 15.3017.5020.1022.30 EURO 7,00 ADRIANO MULTISALA PIAZZA CAVOUR, 22 0636004988 Tutto l’amore del mondo ★★ SALA 1 Ore 15.0017.0019.0021.0022.55 EURO 7,50 Daybreakers L’Ultimo Vampiro ★★★ SALA 2 Ore 15.3017.4520.3022.50 EURO 7,50 Remember Me ★★ SALA 3 Ore 15.1017.4020.2022.40 EURO 7,50 Dragon Trainer 3D ★★★ SALA 4 Ore 15.3017.50 EURO 10,00 Alice in Wonderland 3D ★★★ SALA 4 Ore 20.1522.30 EURO 10,00 E’ complicato ★★ SALA 5 Ore 15.2017.5020.3022.45 EURO 7,50 Shutter Island ★★★ SALA 6 Ore 14.5017.3020.1022.45 EURO 7,50 Alice in Wonderland 3D ★★★ SALA 7 Ore 14.5017.20 EURO 10,00 Dragon Trainer 3D ★★★ SALA 7 Ore 20.0022.15 EURO 10,00 Dragon Trainer ★★★ SALA 8 Ore 15.0017.0019.00 EURO 7,50 Fuori controllo ★★★ SALA 8 Ore 21.30 EURO 7,50 Percy Jackson e gli Dei dell’Olimpo ★★ SALA 9 Ore 15.2017.40 EURO 7,50 Genitori & Figli: Agitare bene prima dell’uso ★★★ SALA 9 Ore 20.1022.30 EURO 7,50 Appuntamento con l’amore ★★ SALA 10 Ore 15.1517.4520.2022.45 EURO 7,50 ALCAZAR VIA MERRY DEL VAL, 14 065880099 Io sono l’amore ★★ SALA 1 Ore 16.0018.1020.3022.30 EURO 7,50 ALHAMBRA VIA PIER DELLE VIGNE, 4 0666012154 Mine vaganti ★★★ SALA 1 Ore 16.0018.1020.2022.30 EURO 6,00 Il concerto ★★★ SALA 2 Ore 16.00 EURO 6,00 Il Profeta ★★★ SALA 2 Ore 18.3021.15 EURO 6,00 Happy Family ★★★ SALA 3 Ore 16.0018.0020.1522.30 EURO 6,00 AMBASSADE VIA ACC. 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VIALE DELLA PINETA, 15 068553485 La Principessa e il Ranocchio ★★★ DEI PICCOLI Ore 15.20 EURO 5,50 Alvin Superstar 2 ★★ DEI PICCOLI Ore 17.0018.35 EURO 5,50 DEI PICCOLI SERA VIALE DELLA PINETA, 15 068553485 L’uomo che verra’ ★★★ DEI PICCOLI SERA Ore 20.3022.30 EURO 5,50 DORIA VIA ANDREA DORIA, 5260 0639721446 Dragon Trainer 3D ★★★ SALA 1 Ore 16.0018.1020.2022.30 EURO 10,00 Genitori & Figli: Agitare bene prima dell’uso ★★★ SALA 2 Ore 16.0018.1020.2022.30 EURO 7,50 Remember Me ★★ SALA 3 Ore 15.4518.0020.1522.30 EURO 7,50 EDEN FILM CENTER PIAZZA COLA DI RIENZO, 74/76 063612449 Happy Family ★★★ SALA 1 Ore 15.3017.2019.1021.0022.40 EURO 7,50 Invictus ★★★ SALA 2 Ore 15.2017.4020.0522.30 EURO 7,50 Io sono l’amore ★★ SALA 3 Ore 15.4518.0020.1522.30 EURO 7,50 L’amante inglese ★★★ SALA 4 Ore 15.5017.3019.1521.0022.40 EURO 7,50 EMBASSY VIA STOPPANI., 7 068070245 Dragon Trainer 3D ★★★ SALA 1 Ore 15.4518.0020.15 EURO 10,00 Alice in Wonderland 3D ★★★ SALA 1 Ore 22.30 EURO 10,00 EMPIRE VIALE REGINA MARGHERITA, 29 068417719 Happy Family ★★★ SALA 1 Ore 16.0018.1020.2022.30 EURO 7,00 EURCINE VIA LISZT, 32 065910986 Mine vaganti ★★★ SALA 1 Ore 15.4518.0019.0020.1522.30 EURO 7,50 Happy Family ★★★ SALA 2 Ore 15.4518.0020.1522.30 EURO 7,50 Invictus ★★★ SALA 3 Ore 16.1521.15 EURO 7,50 Fuori controllo ★★★ SALA 4 Ore 15.4518.0020.1522.30 EURO 7,50 EUROPA CORSO D’ITALIA, 107/A 0644292378 Dragon Trainer 3D ★★★ SALA 1 Ore 16.0018.1020.2022.30 EURO 10,00 FARNESE PIAZZA CAMPO DE’ FIORI, 56 066864395 Invictus ★★★ SALA 1 Ore 17.2020.1022.30 EURO 7,00 FIAMMA VIA BISSOLATI, 47 06485526 Il concerto ★★★ SALA 1 Ore 15.3017.5020.1022.30 EURO 7,50 Io sono l’amore ★★ SALA 2 Ore 15.3017.5020.1022.30 EURO 7,50 L’amante inglese ★★★ SALA 3 Ore 16.3018.3020.3022.30 EURO 7,50 GALAXY VIA PIETRO MAFFI, 10 0661662413 Dragon Trainer ★★★ SALA GIOVE Ore 16.0018.1020.2022.30 EURO 6,50 Alice in Wonderland ★★★ SALA MARTE Ore 15.3017.5020.1022.30 EURO 6,50 Percy Jackson e gli Dei dell’Olimpo ★★ SALA VENERE Ore 15.3017.5020.1022.30 EURO 6,50 Remember Me ★★ SALA SATURNO Ore 15.4518.0020.1522.30 EURO 6,50 Genitori & Figli: Agitare bene prima dell’uso ★★★ SALA MERCURIO Ore 16.0018.1020.2022.30 EURO 6,50 GIULIO CESARE VIALE GIULIO CESARE, 229 0645472094 Mine vaganti ★★★ SALA 1 Ore 15.4518.0020.1522.30 EURO 7,50 Il Profeta ★★★ SALA 2 Ore 15.4518.3021.30 EURO 7,50 Il concerto ★★★ SALA 3 Ore 15.4518.0020.1522.30 EURO 7,505,50 GREENWICH VIA G. BODONI, 59 065745825 Mine vaganti ★★★ SALA 1 Ore 16.0018.1520.3022.40 EURO 7,50 Il concerto ★★★ SALA 2 Ore 16.0018.1520.3022.40 EURO 7,50 Soul Kitchen ★★ SALA 3 Ore 16.0018.1520.3022.40 EURO 7,50 INTRASTEVERE VICOLO MORONI, 3/A 065884230 Happy Family ★★★ SALA 1 Ore 16.0018.1520.3022.40 EURO 7,50 Donne senza uomini ★★ SALA 2 Ore 16.3018.3020.3022.30 EURO 7,50 Invictus ★★★ SALA 3 Ore 17.1520.0022.30 EURO 7,50 JOLLY VIA GIANO DELLA BELLA, 4/6 0644232190 Happy Family ★★★ SALA 1 Ore 15.4518.0020.1522.30 EURO 7,50 Dragon Trainer 3D ★★★ SALA 2 Ore 15.4518.0020.15 EURO 10,00 Alice in Wonderland 3D ★★★ SALA 2 Ore 22.30 EURO 10,00 Shutter Island ★★★ SALA 3 Ore 16.4519.3022.15 EURO 7,50 E’ complicato ★★ SALA 4 Ore 15.3017.5020.1022.30 EURO 7,50 KING VIA FOGLIANO, 37 0686324730 Happy Family ★★★ SALA 1 Ore 15.4518.0020.1522.30 EURO 7,50 E’ complicato ★★ SALA 2 Ore 15.3017.5020.1022.30 EURO 7,50 LUX VIA MASSACIUCCOLI, 31 0686391361 Dragon Trainer 3D ★★★ SALA 1 Ore 16.0018.0020.30 EURO 10,00 Alice in Wonderland 3D ★★★ SALA 1 Ore 22.45 EURO 10,00 Shutter Island ★★★ SALA 2 Ore 16.0018.3021.15 EURO 7,50 Invictus ★★★ SALA 3 Ore 15.3018.0020.2022.45 EURO 7,50 Percy Jackson e gli Dei dell’Olimpo ★★ SALA 4 Ore 15.5018.1020.3022.45 EURO 7,50 Mine vaganti ★★★ SALA 5 Ore 15.4017.5020.3022.40 EURO 7,50 Alvin Superstar 2 ★★ SALA 6 Ore 16.0018.00 EURO 7,50 Daybreakers L’Ultimo Vampiro ★★★ SALA 6 Ore 20.4522.45 EURO 7,50 Remember Me ★★ SALA 7 Ore 15.5018.0020.3022.50 EURO 7,50 MADISON VIA CHIABRERA, 121 065417926 L’amante inglese ★★★ SALA 1 Ore 16.15 EURO 7,00 Invictus ★★★ SALA 1 Ore 18.0520.3522.50 EURO 7,00 Percy Jackson e gli Dei dell’Olimpo ★★ SALA 2 Ore 15.55 EURO 7,00 Shutter Island ★★★ SALA 2 Ore 18.0520.3022.50 EURO 7,00 Dragon Trainer 3D ★★★ SALA 3 Ore 15.0017.0018.5020.50 EURO 10,00 Alice in Wonderland 3D ★★★ SALA 3 Ore 22.50 EURO 10,00 La Premiere Etoile La Prima Stella ★★ SALA 4 Ore 15.3017.0518.4020.45 EURO 7,00 Appuntamento con l’amore ★★ SALA 4 Ore 22.45 EURO 7,00 Alice in Wonderland ★★★ SALA 5 Ore 15.2517.1018.5520.50 EURO 7,00 The hurt locker SALA 5 Ore 22.50 EURO 7,00 E’ complicato ★★ SALA 6 Ore 16.0018.2020.4522.50 EURO 7,00 AGORÀ VIA DELLA PENITENZA, 33 066874167 A: Merditerraneo ore 21.00 B: Chiaro di luna ore 21.00 ANFITRIONE VIA SAN SABA, 24 065750827 Riposo ARCOBALENO VIA F. R EDI 1/A 0644248154 Quaranta anni e sono ancora Mia! ore 21.00 ARGENTINA TEATRO DI ROMA LARGO ARGENTINA, 52 066840001 Shylock Il Mercante di Venezia in prova ore 21.00 AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA VIALE PIETRO DE COUBERTIN, 15 0680241281 Rassegna: Libri come. Festa del Libro e della Lettura dalle ore 11.00 Santa Cecilia: Orchestra dell'Accademia di Santa Cecilia, A. Lonquich ore 19.30 BRANCACCIO VIA MERULANA, 244 0698264500 Il 28/3: Roberto Vecchioni in concerto ore 21.00 COLOSSEO NUOVO TEATRO VIA CAPO D’AFRICA, 29/A 067004932 La morte della bellezza ore 21.00 DELLA COMETA VIA DEL TEATRO MARCELLO, 4 066784380 Sotto il cielo di Roma ore 17.0021.00 ELISEO VIA NAZIONALE, 183/E 064882114 Il 28/3: Papageno e il flauto magico ore 10.30 La locandiera ore 16.3020.45 regia di P. Carriglio con G. Ranzi, L. Lazzareschi, S. Basile, L. Roman e con N. Mascia GHIONE VIA DELLE FORNACI, 37 066372294 Serata D’onore 40 anni di teatro e non solo da Pirandello a Leopardi ore 21.00 di M. Placido con M. Placido, T. Sinatra GRECO VIA LEONCAVALLO, 10/16 068607513 14 Malgrè Tout ore 21.00 IL VASCELLO VIA G. CARINI, 78 065881021 W Niatri INDIA TEATRO DI ROMA VIA PIERANTONI, 6 0655300961 Il 28/3: Semi d’acciaio ore 21.00 regia di L. Petrillo con P. Pitagora e M. Wertmuller LO SPAZIO TEATROLOSPAZIO.IT VIA LOCRI, 42/44 0677076486 3929583409 A letto dopo Carosello ore 21.00 regia di P. T. Cruciani con M. Andreozzi MANZONI VIA MONTE ZEBIO, 14/C 063223634 Due scapoli e una bionda ore 17.0021.00 regia di Ennio Coltorti con Patrizia Pellegrino, Pietro Genuardi, Ennio Coltorti OLIMPICO PIAZZA GENTILE DA FABRIANO, 17 063265991 Hello Kitty the show ore 15.0018.00 regia di T. Vivinetto PICCOLO LIRICO TEATRO FLAIANO VIA S. STEFANO DEL CACCO 066796496 Tosca / Madama Butterfly ore 20.45 PRATI VIA DEGLI SCIPIONI, 98 0639740503 ‘O Scarfalietto ore 17.3021.00 SALA UMBERTO VIA DELLA MERCEDE, 49 066794753 Se non fossi già confuso mi confonderei ore 17.0021.00 di e con Rodolfo Laganà SALONE MARGHERITA VIA DUE MACELLI, 75 066798269 066791439 Sempre più convinto ore 21.00 SISTINA VIA SISTINA, 129 064200711 Canto perchè non so nuotare... da 40 anni ore 21.00 con M. Ranieri TEATRO DELL’ANGELO VIA SIMONE DE SAINT BON, 10 0637514258 In nome del Papa Re ore 21.00 TEATRO DELL’OPERA PIAZZA B. GIGLI, 1 Riposo TEATRO NAZIONALE VIA DEL VIMINALE, 51 0647824222 Chopin racconta Chopin ore 18.0020.00 TEATRO PARIOLI VIA GIOSUÈ BORSI, 20 068073040 068073041 Roma se nasce capitolo secondo di Maurizio Costanzo, Enrico Vaime regia di e con Antonio Giuliani ore 21.00 TEATRO QUIRINO GASSMAN VIA DELLE VERGINI, 7 066794585 80013616 Hannah e Mary ore 20.45 di S. Zoffoli regia di S. Zoffoli con G. Moscati TEATRO VALLE E.T.I. VIA DEL TEATRO VALLE, 21 0668803794 L’inganno ore 20.45 TEATRO VITTORIA PIAZZA S. MARIA LIBERATRICE, 10 065740170 Marlene D. The Legend ore 21.00 ::: TEATRI ::: CINEMA ROMA LEGENDA: ★ = DA EVITARE ★★ = COSÌ COSÌ ★★★ = BELLO ★★★★ = DA NON PERDERE SCELTO PER VOI Daybreakers Regia: Michael e Peter Spierig Cast: Ethan Hawke Genere: horror Durata: ore 1.38 Dove: Adriano, Andromeda Nel 2019 sulla Terra domineranno i vampiri. E gli umani saranno ridotti a minoranza, tenuta in vita solo per fornire cibo ai succhiasangue. Ma ora la materia prima (leggi, carni non infette) comincia a scarseggiare e i grandi della Terra si fanno la guerra tra loro. Ma c’è qualcuno che vuol cambiare le cose. Un vampiro buono che cerca un antidoto al vampirismo, e un umano tosto che guida la resistenza. Il film è stato da più parti accusato di fare un’insalatona di motivi noti ai cinephiles (da “Terminator” a “Matrix”). Vero, vero, ma i fratelli Spierig sono tra quelli che condiscono bene. Forniscono un cibo ghiotto per gli abituali consumatori di pietanze vampiresche. E svolgono, senza stonature inte ressanti metafore. La società del futuro, dominata dai pronipotini di Dracula, sarà organizzata come quella del 2010. Multinazionali in lotta, guerre scatena te per le risorse energetiche, “uomini giusti” sempre penosamente soli. a cura di Giorgio Carbone
Edizione: 27/03/2010 Libero LIB_sabato pagina 33 stampata da: zulin alle ore: 19.59.05 colore 33Sabato 27 marzo 2010 @ www.liberonews.it MALAGIUSTIZIA Sentenze discutibili giudici impuniti Litigava con la fidanzata e non si accorgeva di aver travolto con la sua auto a Roma due ragazzi amazzandoli. «Perbacco non me ne ero accorto», avrebbe detto e i magistrati diventati psicologi, dopo essere diventati politici, dimezzano la condanna. Basta trovare il testimone, basta dire che si litigava che ne so per la gonna corta della fidanzata ed ecco il gioco è fatto. Ministro Alfano faccia una cosa che è ormai necessaria: chiami a Roma le varie associazioni dei familiari che subiscono la perdita dei figli in modo violento e che subiscono pure l'onta di vederli ammazzati una seconda volta dalle sentenze. Per ogni sentenza di quel tipo diamogli pure libertà di scendere in piazza proprio come le madri di Plaza de Majo. Sono curioso di vedere quali pratiche a tutela delle toghe solleverà l’Associazione nazionale magistrati. Ogni volta che succede iscriviamo le sentenze su un registro da tenere a futura memoria. Vedrà Ministro che sarà il popolo italiano a dare una risposta precisa su come riformare la magistratura Roberto Zanella e.mail ETICA E POLITICA Moralisti e peccatori La figura del peccatore a volte ci appare simpatica perché la sentiamo vicina a noi, per lo meno così la pensava anche Gesù Cristo. «Chi è senza peccato scagli la prima pietra» . Difficile invece che la figura del moralista ci sia veramente simpatica. Nemmeno Il Savonarola, sul quale, per la verità, nessuno ha potuto mai dire niente ci è molto simpatico. Ora, passi Boffo, passi Marrazzo, ma se il moralista è uno come Antonio Di Pietro che, anche se il fatto non è propriamente reato, avrebbe chiesto prestiti e favori alle persone che inquisiva e che, continuando con lo stesso sistema, avrebbe sfruttato il suo potere per affittare ad ottimo prezzo i suoi edifici al suo partito, beh, allora, in questo caso, i moralisti dovrebbero quantomeno andare a nascondersi. ISLAM I pericoli dell’integralismo Era ora che la Chiesa prendesse una posizione chiara nei confronti del laicismo di sinistra e si schierasse apertamente a fianco della politica che tutela i principi cristiani. Sarebbe anche ora che fosse più intransigente e chiara nei riguardi dell'islam integralista. Dopo il drammatico episodio del cristiano bruciato vivo in Pakistan perchè non ha voluto convertirsi all'islam, dovrebbe ricordare che Gesù usava la frusta con i profanatori del Tempio. Pertanto, se non ritiene opportuno alzare la frusta, alzi almeno la voce e gridi allo scandalo. Per quanto mi riguarda introdurrei i saggi di Oriana Fallaci come libri di testo nella scuola dell'obbligo. Gianni Trevisan Chiampo (Vi) SCUOLA Ci vorrebbe una controriforma Nella Scuola italiana c’è qualcosa che non funziona. È possibile che persone laureate non conoscano la grammatica, la sintassi, la punteggiatura? Credo che ci sia bisogno di una controriforma che ci riporti indietro di qualche decina d’anni. Per non parlare della nostra classe dirigente di venditori di fumo. Omar Valentini Salò (Bs) I falsi martiri del piccolo schermo Posta prioritaria di MARIO GIORDANO Numero verde 800 984824CERTIFICATO N. 6623 DEL 01/12/2009 ISSN 15910423 La tiratura di sabato 27 marzo 2010 è di 183.348 copie WebSystem Gruppo24Ore Concessionaria per la pubblicità sul quotidiano Corso Garibaldi n. 99 20121 Milano Tel. 02.36586750 Fax 02.36586774 Via della Purificazione n. 94/95 00187 Roma Tel. 06.95213200/01/02 Fax 06.95213233 email: info@visibilia.eu Concessionaria per la pubblicità sul WEB Via Monte Rosa, 91 20149 Milano Italia Tel. +39 02 30223462 Fax +39 02 30223058 email: marketing.websystem@ilsole24ore.com sito internet: http:/websystem.ilsole24ore.com Per l’attivazione si prega di inviare i dati precisi dell’intestatario dell’abbonamento, unitamente alla ricevuta del versamento effettuato, al Fax 02.999.66.279 Ufficio Abbonamenti e arretrati del quotidiano: Tel. 02.999.666 email: abbonamenti@liberonews.eu Orario: 10.0012.30 (dal lunedì al venerdì) Arretrati del solo quotidiano: disponibili, salvo esaurimento scorte, le copie dell’ultimo anno. € 3,00 cad. con richiesta scritta, accompagnata dall’importo in valori bollati, indirizzata a Libero Uff. Arretrati Viale L. Majno, 42 20129 Milano Abbonamenti nazionali 12 mesi: 6 giorni .................................. € 290 6 mesi: 6 giorni .................................. € 155 3 mesi: 6 giorni .................................. € 85 12 mesi: 5 giorni .................................. € 250 6 mesi: 5 giorni .................................. € 130 3 mesi: 5 giorni .................................. € 70 Il versamento dovrà essere intestato a: Editoriale Libero S.r.l. Viale L. Majno, 42 20129 Milano Modalità di pagamento: versamento su C/C Postale n. 41953050 bonifico banc. Banco di Brescia Ag. 5, via V. Veneto, Roma IBAN: IT67Y0350003205000000034492 Carta di credito sul portale www.liberonews.it ANCONA AOSTA BARI BOLOGNA CAGLIARI CAMPOBASSO FIRENZE GENOVA L'AQUILA MILANO NAPOLI PALERMO PERUGIA POTENZA PRATO ROMA TORINO TRENTO TRIESTE VENEZIA 11 3 10 9 9 7 7 11 4 6 13 13 6 6 7 9 5 4 9 7 16 16 20 17 18 12 15 16 16 17 17 19 12 15 15 16 17 16 14 14 Temperature previste oggi MIN MAX MIN MAX Dati meteo a cura di 3BMeteo.com,elaborazione grafica centimetri.it NORD: bello su Valpadana e Ponente ligure. Variabile altrove con acquazzoni diurni su centroest Prealpi, nord dorsale e Romagna. Temperature in lieve ascesa, massime tra 14 e 19. CENTRO: variabile su dorsale ed interne con acquazzoni diurni in locale sconfinamento a coste marchigiane e Pontino; bello altrove. Temperature in calo, massime tra 13 e 18. SUD: bello su basso adriatico, ioniche e Sicilia; nubi sparse altrove con piovaschi tra bassa Campania ed alta Calabria. Temperature in calo, massime tra 17 e 22. NORD: bel tempo, salvo blandi annuvolamenti sui rilievi alpini di confine associati a nevischio oltre i 1600m. Velature in serata. Temperature in lieve ascesa, massime tra 16 e 21. CENTRO: bel tempo, a parte modesti addensamenti sulla dorsale e locali velature. In serata nubi in aumento sulla Toscana. Temperature in lieve ascesa, massime tra 15 e 19. SUD: residue nubi su peninsulari in lento diradamento; sole su Sicilia ed ioniche. Piovaschi mattutini su alta Calabria. Temperature in calo, massime tra 15 e 20. NORD: nubi in aumento ad iniziare da Ovest con piogge mattutine sullo spezzino ed in serata su genovese e Alpi; neve oltre i 1700/1900m. Temperature in lieve calo, massime tra 15 e 19. CENTRO: annuvolanti sparsi sulle regioni tirreniche con piovaschi mattutini sull'alta Toscana. Sereno o velato altrove. Temperature stabili, massime tra 15 e 19. SUD: prevalenza di bel tempo, salvo velature e strati in transito nonché innocui annuvolamenti tra Campania ed alta Calabria. Temperature in ascesa, massime tra 17 e 21. pre usano per screditare i loro nemici. Le infamanti accuse, non provate, che vengono rivolte al Papa ed a Berlusconi rientrano nel solco di questo aberrante modo di procedere. Carlo Cerofolini Sesto Fiorentino (Fi) L’ATTACCO AL PAPA/2 Campagna sospetta e sistematica Che sia in atto una campagna sistematicata per deligittimare la Chiesa cattolica è ormai evidente. Don Gino Rigoldi, dopo aver auspicato «tolleranza zero» da parte della Chiesa nei confronti dei preti pedofili, si è chiesto perché quasi tutti i casi vengano fuori contemporaneamente in diversi Paesi del mondo e spesso a distanza di 203050 anni. Il sospetto che ci possano essere strumentalizzazioni c'è e non è giusto che la colpa sia generalizzata e ricada su tutti i sacerdoti e sulla Chiesa intera. Certamente il clima culturale di decenni fa portava alla segretezza di fatti di questo tipo, ma questo avveniva in tutti gli ambienti. Il Papa ha promesso maggior rigore e vigilanza nella Chiesa, ma sarebbe auspicabile che anche nel mondo civile si facesse altrettanto. Vedran Guerrini e.mail Anche questa stucchevole vicenda dei programmi di approfondimento politico spiazza gli ascoltatori. Da una parte si dice che c’è una legge che disciplina i programmi televisivi in prossimità di scadenze elettorali. Dall’altra si ribatte che i cittadini vengono privati della possibilità di capirci di più sui propositi dei politici e sulle alleanze. Ma insomma, un Paese democratico non dovrebbe avere delle formule di equilibrio che garantiscano a tutti i partiti di spiegare i programmi politici in un sano incontro televisivo? FABIO SICARI Bergamo Ribadisco, caro Sicari, quel che ho detto fin dall’inizio: a me dispiace non vedere i programmi di informazione nel periodo preelettorale, mi sembra che manchi qualcosa. E anche la freddezza degli italiani nei confronti delle urne, secondo me, è causata almeno in parte dall’assenza di un dibattito, anche acceso, anche sbagliato, ma che comunque è sempre meglio del silenzio. Il silenzio genera indifferenza, l’indifferenza genera astensione. Fra l’altro sono pure convinto che neppure il programma più fazioso che la Tv italiana ricordi, cioè l’Annozero di Santoro, abbia la possibilità di spostare davvero i voti. Al massimo convince i convinti e fa incazzare gli altri: la somma algebrica è quasi sempre vicina allo zero. Fra l’altro recentemente il nostro direttore Maurizio Belpietro e il vicedirettore del Giornale Nicola Porro hanno dimostrato come si può mandare in tilt la potente macchina da guerra santoriana: con due battute hanno fatto fare a Marco Travaglio una figura da peracottaro, da cui ancora non si è ripreso (tanto è vero che si è messo a fare il tenente Colombo per Chi l’ha visto…). Fra l’altro, mi sembra come al solito esagerata la trasformazione di questi conduttori (strapagati e strapubblicati) in martiri nazionali. Non so se ci ha fatto caso: da quando hanno messo su il vestitino dei censurati i nostri eroi non fanno altro che parlare in tv: Santoro ha monopolizzato per un’ora il salotto della Dandini, Floris s’è esibito da Fazio, poi hanno organizzato pure la manifestazione trasmessa a reti unificate.. In questa situazione mi viene da ridere a sentir parlare di “formule di equilibrio”. L’uni ca formula di equilibrio che è stata pensata in Italia era la par condicio: usata come una mazza da baseball contro Berlusconi, è stata considerata un totem inattaccabile finché si pensava che potesse danneggiare solo il centrodestra, lasciando liberi gli incursori mediatici della sinistra di scorrazzare nel mare aperto dell’impunità. Appena le regole sono state applicate in modo uguale per tutti, da Vespa a Santoro, ecco che si grida allo scandalo. E i martiri scendono i piazza, starnazzano, pretendono la solidarietà di casta. Tutti dovremmo sdegnarci. D’accordo. Ma dov’erano in passato quando noi dicevamo che la par condicio era una legge assurda? Dov’erano quando, con la scusa del diritto di parola alla lista della Stella Alpina, si perpetravano le peggio limitazioni al diritto di essere informati? Perché non si sono mai lamentati? Perché si sono svegliati solo ora?
Edizione: 27/03/2010 Libero LIB_sabato pagina 31 stampata da: callioni alle ore: 20.57.22 colore 31Sabato 27 marzo 2010 BPVi Az Italia 4,905 35,35 BPVi Breve Termine 6,305 2,27 BPVi Obbl Europa 6,691 4,22 BPVi Obbl Internazionale 5,82 5,59 C CAAM Absolute 5,253 4,89 CAAM Azionario Trend 99,153 CAAM Breve Termine 7,47 2,04 CAAM Corporate Giugno 2012 5,126 CAAM Corporate 3 anni 102,974 CAAM Dynamic Allocation 5,22 7,94 CAAM Eonia 101,999 CAAM EQUIPE 1 5,267 3,6 CAAM EQUIPE 2 5,215 5,18 CAAM EQUIPE 3 5,186 8,09 CAAM EQUIPE 4 4,848 12,98 CAAM Eureka B Ripresa 14 5,183 CAAM Eureka China dbl wine 5,579 CAAM Eureka Double Call 5,446 CAAM Eureka Double Win 5,624 CAAM Eureka Dragon 6,205 CAAM Eureka DW 2013 5,097 CAAM Eureka Ripr DUE 2014 4,999 CAAM Eureka Ripresa 2014 5,261 CAAM EUROPE EQUITY 4,211 35,88 Caam For Gar EmM Eq R 2014 4,988 5,7 CAAM For.Euro Eq.Op Due 2013 4,54 11,91 CAAM For.Euro Eq.Op.2013 4,52 13,8 CAAM For.Gar. Due 2013 4,903 2,59 CAAM For.Gar. 2012 5,066 3,22 CAAM For.Garant. 2013 4,885 1,94 CAAM For.Gar.Em.M.Eq.R.2013 4,986 4,7 CAAM For.Gar.Eq.R. Due 2013 4,88 1,54 CAAM For.Gar.Eq.R. 2013 4,876 1,2 CAAM For.Gar.Eq.R. 2014 5,25 6,53 CAAM For.Gar.High Div. 2014 4,869 3,75 CAAM For.Gar.Mer.Emer. 5,693 3,04 CAAM For.Priv.Div.Opp. 4,952 0,94 CAAM GLOBAL EM.EQUITY 4,892 56,49 CAAM GLOBAL EQUITY 4,271 36,72 CAAM Liquidita’ 8,964 1,22 CAAM MultiCorp. Dic. 2012 5,009 CAAM Obbligazionario Euro 5,504 4,72 CAAM PACIFIC EQUITY 4,654 35,37 CAAM PIU’ 5,623 3,9 CAAM Private Alfa 4,835 5,68 CAAM Soluzione Azioni 4,839 CAAM Soluzioni Tassi 4,942 CAAM Strategia 95 4,964 CAAM USA EQUITY 4,393 30,16 Capital Italia 73,22 34,3 Carige Azionario America B 2,532 31,33 Carige Azionario America cl.A 2,486 29,08 Carige Azionario Europa B 5,773 41,84 Carige Azionario Europa cl.A 5,533 36,08 Carige Azionario Intern B 6,233 37,38 Carige Azionario Intern cl.A 6,078 33,73 Carige Azionario Italia B 5,467 35,69 Carige Azionario Italia cl.A 5,397 34,29 Carige Bilanciato Euro B 6,026 23,21 Carige Bilanciato Euro cl.A 5,922 22,05 Carige Corporate Euro B 6,605 32,66 Carige Corporate Euro cl.A 6,541 31,66 Carige Flessibile 5,2 7,13 Carige Flessibile B 5,202 Carige Flessibile Piu’ 4,531 2,46 Carige Flessibile Piu’ B 4,577 Carige Liquidita’ Euro B 6,375 5,32 Carige Liquidita’ Euro cl.A 6,318 4,79 Carige Monetario Euro B 11,384 1,97 Carige Monetario Euro cl.A 11,619 4,53 Carige Mosaico 10 5,523 10,39 Carige Mosaico 30 5,238 13,55 Carige Obbl Eur LT B 5,664 15,26 Carige Obbl Eur LT cl.A 5,573 14,53 Carige Obbl Internaz.B 5,858 5,57 Carige Obbl Internaz.cl A 5,752 4,52 Carige Obblig Euro B 10,911 7,21 Carige Obblig Euro cl.A 10,792 6,6 Carismi Absolute Perf. Cl.A Carismi Absolute Perf. Cl.B Carismi Bond Euro Cl.A Carismi Bond Euro Cl.B Carismi Bond Internaz. Cl.A Carismi Bond Internaz. Cl.B Carismi Dynamic American Carismi Dynamic Europe Cl.A Carismi Dynamic Europe Cl.A Carismi Dynamic Italia Cl.A Carismi Dynamic Italia Cl.B Carismi Dynamic Pacific Carismi Liquidita’ Cl.A Carismi Liquidita’ Cl.B Carismi Pratico Cl.A Carismi Pratico Cl.B Civ. Forum Iulii Azione Cl.A 4,793 34,75 Civ. Forum Iulii Azione Cl.B 4,827 36,13 Civ Forum Iulii Prud ClA 5,495 3,46 Civ Forum Iulii Prud ClB 5,545 4,01 Civ Forum Iulii Rend ClA 5,588 15,55 Civ. Forum Iulii Rendita Cl.B 5,71 17,2 Civ Forum Iulii Strat ClA 5,724 41,58 Civ Forum Iulii Strat ClB 5,841 43,87 Consultinvest Alto Div. 3,241 30,95 Consultinvest Azione 8,826 39,92 Consultinvest Bilanciato 5,246 33,01 Consultinvest Breve Termine 5,006 Consultinvest Global 4,159 37,17 Consultinvest High Yield 5,699 36,31 Consultinvest Mercati Em 5,042 23,1 Consultinvest Monetario 5,51 12,98 Consultinvest Multi Flex 4,972 25,56 Consultinvest Obbligaz. M T 5,145 Consultinvest Obbligazion 5,225 Consultinvest Plus 5,248 Consultinvest Reddito 7,418 24,09 Corporate Bond 7,372 23,46 Cr. Cento Misto Best Cr. Cento Monetario Plus Cr. Cento Premium Cr Suisse Mon Cl. B 7,771 2,36 Cr Suisse Mon Cl. I 7,826 2,69 E Emerging Markets Bond 6,077 20,48 Emerging Markets Equity 6,924 57,08 Epsilon Cash 6,275 1,88 Epsilon DLongRun 6,234 19,33 Epsilon QEquity 4,57 37,86 Epsilon QIncomeEuro 7,465 6,04 Epsilon QReturn 6,498 25,25 Epsilon QValue 5,313 40,67 Etica Val Resp Azionario 4,925 53,14 Etica Val Resp Bil 6,812 36,21 Etica Val Resp Monet 5,861 1,47 Etica Val Resp Obbl Misto 6,097 8,55 Eurizon Az Alto Divid E 26,219 36,67 Eurizon Az Asia Nuov Econ 10,19 58,16 Eurizon Az En Mat Prime 9,141 27,77 Eurizon Az Europa Multim 5,646 36,11 Eurizon Az Internaz Etico 5,904 39,11 Eurizon Az Italia 130/30 17,26 39,24 Eurizon Az Mondo Multi 3,33 39,51 Eurizon Az PMI Am 20,285 55,98 Eurizon Az PMI Europa 8,089 58,42 Eurizon Az PMI Italia 4,793 36,16 Eurizon Az Salute e Amb 15,28 27,94 Eurizon Az Tecno Avanz 4,086 43,92 Eurizon Azioni Finanza 18,532 55,86 Eurizon Bil Euro Multi 35,573 20,15 Eurizon Div Etico 8,016 10 Eurizon Focus Az America 8,735 41,57 Eurizon Focus Az Eur 13,598 31,51 Eurizon Focus AZ Europa 8,268 39,05 Eurizon Focus Az Internaz 7,426 40,19 Eurizon Focus Az Italia 12,3 37,94 Eurizon Focus Az Pacif 3,924 38,12 Eurizon Focus Az Paesi Em 8,815 61,39 Eurizon Focus Cap. Prot 12/2014 5,04 Eurizon Focus Gar I sem 06 5,297 2,58 Eurizon Focus Gar I trim 07 5,186 2,33 Eurizon Focus Gar II sem 06 5,265 1,9 Eurizon Focus Gar II trim 07 5,145 2,47 Eurizon Focus Gar III t07 5,039 1,14 Eurizon Focus Gar IV trim 07 5,222 3 Eurizon Focus Gar 03/13 5,173 4,08 Eurizon Focus Gar 06/2012 5,147 3,25 Eurizon Focus Gar 09/12 5,121 3,31 Eurizon Focus Gar 12/12 5,134 3,93 Eurizon Focus Ob Ced 6,144 8,13 Eurizon Focus Ob Em 11,179 23,57 Eurizon Focus Ob Eur Br T 15,288 0,56 Eurizon Focus Ob Eur Co 5,616 17,42 Eurizon Focus Ob Eur H Y 7,191 41,03 Eurizon Focus Ob Euro 14,101 6,08 Eurizon Focus Pr Din 5,263 18,51 Eurizon Focus Pr Prud 5,466 4,25 Eurizon Focus Prof Mod 5,324 9,98 Eurizon Focus Rend Ass 2y 5,232 2,11 Eurizon Focus Rend Ass 3y 5,508 3,73 Eurizon Focus Rend Ass 5y 4,905 2,57 Eurizon Focus Tes Dollaro 12,475 1,54 Eurizon Focus Tes Eur B 7,702 1,32 Eurizon Focus Tesorer Dol 16,645 0,07 Eurizon FocusTes Eur A 7,664 1,04 Eurizon Liquidita A 7,305 1,08 Eurizon Liquidita B 7,477 1,34 Eurizon Ob E Corp Breve T 7,518 11,89 Eurizon Ob Intern 8,409 5,39 Eurizon Obbl Etico 5,411 7,51 Eurizon Obiettivo Rend 8,082 1,21 Eurizon Rendita 6,032 4,9 Eurizon Soluz 10 6,937 4,87 Eurizon Soluz 40 6,22 17,74 Eurizon Soluz 60 24,504 24,32 Eurizon Team 1 5,991 2,96 Eurizon Team 1 G 5,991 Eurizon Team 2 5,673 6,76 Eurizon Team 2 G 5,673 Eurizon Team 3 4,739 12,03 Eurizon Team 3 G 4,754 Eurizon Team 4 3,978 17,9 Eurizon Team 4 G 3,995 Eurizon Team 5 3,852 24,46 Eurizon Team 5 G 3,869 Euroland 4,523 37,48 Eurom America Eq Fund Eurom Asian Opportunities Eurom Az Italia 20,306 33,5 Eurom Bilanciato 26,966 17,4 Eurom Conservativo 11,11 1,02 Eurom Contovivo Eurom Dinamico 32,961 17,26 Eurom Em Mark Bond 6,985 25,22 Eurom Europe Equity 13,857 32,63 Eurom Glob Emerg Mkts Eurom Intern Bond 8,629 5,1 Eurom Moderato 6,496 5,49 Eurom Prudente 8,481 2,09 Eurom Real Assets 4,163 8,84 Eurom Reddito 15,435 4,3 Eurom Strategic Eurom Total Return Flex 2 6,587 4,19 Eurom Total Return Flex 3 4,618 5,31 Eurom Total Return Flex 4 Euromobiliare Az Internazionali11,795 35,26 Euromobiliare Strategic Flex 13,466 7,26 Europa 13,029 41,47 Europe Bond 7,485 6,16 F Federico Re 5,203 Fideuram Azione 12,97 38,1 Fideuram Moneta 14,616 0,2 Fideuram Performance 12,005 20,68 Fideuram Security 9,566 0,72 Flessibile 2,872 14,56 FMS Absolute Return 9,238 4,51 FMS Equity Asia 8,883 37,27 FMS Equity G Em Mk 12,131 62,83 FMS Equity Gl Resources 10,776 26,54 FMS Equity New World 15,781 65,92 FMS Equity Usa 8,132 38,16 FMS Equty Europe 8,951 40,89 Fondaco Absolute Return 96,416 24,25 Fondaco Eu Sri Eq. Beta 88,449 41,29 Fondaco Euro Cash 116,261 2,67 Fondaco Eurogov Beta 120,143 5,82 Fondersel 46,16 19,49 Fondersel America 9,739 34,46 Fondersel Cash Fondersel Dollaro Fondersel Duemila 94,551 3,9 Fondersel Euro 8,033 4,56 Fondersel Europa 13,179 38,06 Fondersel Int 14,109 13,07 Fondersel Italia 19,69 42,71 Fondersel Oriente 6,738 53 Fondersel P M I 15,739 51,88 Fondersel Reddito 14,223 2,91 Fonditalia B Glob Em MK 10,273 23,5 Fonditalia B Global HY 14,05 45,66 Fonditalia Bond Euro H Y T 14,106 Fonditalia Bond Glob Em M T 10,312 Fonditalia Bond Usa 8,233 1,26 Fonditalia Bond USA T 8,289 Fonditalia Core 1 10,493 16,02 Fonditalia Core 1 T 10,563 Fonditalia Core 2 10,19 25,22 Fonditalia Core 2 T 10,264 Fonditalia Core 3 10,185 34,21 Fonditalia Core 3 T 10,274 Fonditalia Eq. Europe T 9,227 Fonditalia Eq G Em MK 10,762 61,45 Fonditalia Eq. Glob Emerg M T 10,86 Fonditalia Eq. Italy T 11,514 Fonditalia Eq. Japan T 2,663 Fonditalia Eq Pac ex Japan 3,858 69,88 Fonditalia Eq. Pac ex Jp T 3,886 Fonditalia Eq Usa B Chip 8,858 39,8 Fonditalia Eq. USA Blue C T 8,931 Fonditalia Equity Europe 9,151 40,55 Fonditalia Equity Italy 11,418 41,75 Fonditalia Equity Japan 2,64 26,07 Fonditalia Euro B Short T 7,906 2,68 Fonditalia Euro Bd M T T 10,951 Fonditalia Euro Bd Sh.Term T 7,942 Fonditalia Euro Bond L T 7,251 6,46 Fonditalia Euro Bond L T T 7,306 Fonditalia Euro Bond M T 10,888 4,16 Fonditalia Euro C Bond 8,392 14,39 Fonditalia Euro Corp Bond T 8,434 Fonditalia Euro Crncy 7,861 0,31 Fonditalia Euro Currency T 7,891 Fonditalia Euro Cyclicals 10,99 50,61 Fonditalia Euro Cyclicals T 11,096 Fonditalia Euro Defensive 11,571 29,71 Fonditalia Euro Defensive T 11,682 Fonditalia Euro Financials 6,016 50,93 Fonditalia Euro Financials T 6,053 Fonditalia Euro T.M.T. 5,625 27,46 Fonditalia Euro T.M.T. T 5,662 Fonditalia Flex. Emerging Mkts R2,458 25,79 Fonditalia Flex. Emerging Mkts T 2,48 Fonditalia Flex Opportunity T 7,906 Fonditalia Flexe Multim T 9,589 Fonditalia Flexible Dynamic T 6,406 Fonditalia Flexible Growth 8,914 7,46 Fonditalia Flexible Growth T 8,985 Fonditalia Flexible Income 8,533 1,44 Fonditalia Flexible Income T 8,563 Fonditalia Flexible M Manag 9,515 4,38 Fonditalia Flexible Opportunity 7,868 0,83 Fonditalia Global 110,822 27,44 Fonditalia Global T 111,697 Fonditalia Inflation Linked 13,516 5,24 Fonditalia Inflation Linked T 13,587 Fonditalia U.S.Defensive 6,411 33,17 Fondo Liquidita’ 7,601 2,52 Formula 1 Alpha Plus 20 6,595 4,57 Fucino Dynamic 4,606 7,22 G Generali Institutional Bond Generali Institutional Equity Gestielle America cl A 7,628 29,97 Gestielle America cl B 7,813 31,73 Gestielle Bond $ cl A 8,797 1 Gestielle Bond $ cl B 8,909 0,3 Gestielle Brasile 4,968 Gestielle Bt Euro cl A 7,58 1,99 Gestielle Bt Euro cl B 7,631 2,29 Gestielle Cash Euro cl A 7,056 1 Gestielle Cina cl A 9,904 43,43 Gestielle Cina cl B 10,155 45,53 Gestielle East Europe cl A 14,999 70,42 Gestielle East Europe cl B Gestielle Em Markets B cl A 10,111 22,74 Gestielle Em Markets B cl B 10,275 23,85 Gestielle Em Mkt cl A 14,355 48,93 Gestielle Em Mkt cl B 14,74 51,16 Gestielle Etico per AIL A 6,409 5,01 Gestielle Etico per AIL B 6,457 5,51 Gestielle Europa cl A 7,029 35,59 Gestielle Europa cl B 7,184 37,13 Gestielle Global Asset Plus 5,33 5,86 Gestielle Global Asset 1 8,915 7,59 Gestielle Global Asset 2 12,498 12,43 Gestielle Harmonia Dinamico 5,386 6,93 Gestielle Harmonia Moderato 5,316 4,77 Gestielle Harmonia Vivace 5,46 8,9 Gestielle India cl A 6,302 81,56 Gestielle India cl B Gestielle Internaz cl.A 16,843 29,24 Gestielle Internaz cl.B 17,225 31,47 Gestielle Italia cl A 13,171 31,71 Gestielle Italia cl B 13,488 33,48 Gestielle LT Euro cl A 8,251 6,2 Gestielle LT Euro cl B 8,331 6,7 Gestielle MT Cedola 6,396 1,14 Gestielle MT Euro cl.A 15,1 3,62 Gestielle MT Euro cl.B 15,235 4,06 Gestielle Obb Corporate A 7,142 22,34 Gestielle Obb Corporate B 7,241 23,29 Gestielle Obbl Internaz cl A 6,35 4,17 Gestielle Obbl Internaz cl B 6,439 4,99 Gestielle Pacifico cl A 12,429 36,61 Gestielle Pacifico cl B 12,721 38,41 Gestielle Tecnologia cl.B Gestielle Tot Ret Obiettivo PIU 5,028 Gestielle Total Return 14,262 4,56 Gestnord Asset Allocation 4,814 4,74 Gestnord Az Trend Settoriali 2,578 27 Gestnord Azioni America 11,056 33,74 Gestnord Azioni Europa 8,534 39,79 Gestnord Azioni Italia 10,592 35,99 Gestnord Azioni P Emerg 9,185 58,04 Gestnord Azioni Pacifico 6,951 39,52 Gestnord Bil Euro 14,934 20,3 Groupama Italia Bond Sel F 5,784 4,03 Groupama Italia Eq Sel F 6,052 29,23 I IGM Bilanciato Azion. A 4,534 IGM Bilanciato Azion. B 4,582 IGM Flessibile A 4,047 IGM Flessibile B 4,082 Imi Bond 15,716 4,89 Imi Capital 30,889 19,6 Imi East 6,212 34,14 Imi Europe 18,502 40,8 Imi Italy 22,688 44,98 Imi Rend 9,363 2,47 Imi West 17,594 38,94 Imi 2000 16,873 0,08 Imindustria 12,594 27,06 Iniziativa Europa 6,769 49,03 Interf Inflation Linked 13,372 5,93 Interf Int Sec New Economy 33,753 37,43 Interfund System 100 9,535 5,42 Interfund System 40 11,13 2,68 Internazionale 12,484 23,59 Intesa Casse C. Pr Dinam 5,72 6,44 Intra Assoluto 5,649 8,4 Intra Az Area Euro 5,749 29,42 Intra Azionario Internaz 5,335 37,5 Intra Flessibile 6,203 1,04 Intra Obb Euro 5,963 5,82 Investitori America 3,617 34,01 Investitori Europa 5,073 35,28 Investitori Far East 5,024 31,52 Investitori Flessibile 6,42 9,28 Italia 15,981 39,43 K Kairos Partners 5,84 21,84 Kairos Partners Income 6,692 0,59 Kairos Partners Small Cap 9,498 21,3 L Laurin Eurostock 3,814 38,14 Laurin Money 6,933 1,23 Leonardo Euro 5,479 26,24 Leonardo Italian Opportunity 9,076 37,16 Leonardo Monetario 6,095 3,97 Leonardo Obbligaz 7,588 5,64 Leonardo 80/20 6,111 6,3 M M. Gestion Trend Global 4,949 14,69 Macro F.0. 4,156 Managers & Co. Comp. 30 5,295 19,42 Managers & Co. Comp. 50 5,048 25,45 Managers & Co. Comp. 70 4,491 30,63 Managers & Co. Comp. 90 4,109 37,2 MC G FdF Flx. Med. Vol. A 5,768 8,79 MC G FdF Flx. Med. Vol. B 3,822 8,18 MC G FdF Flx.HighVol. A 4,445 5,81 MC G FdF Flx.HighVol. A 3,779 5,26 MC G.FdF America A 5,502 37,89 MC G.FdF America B 4,329 36,73 MC G.FdF Asia A 6,731 31,08 MC G.FdF Asia B 3,791 30,36 MC G.FdF Bilanciato A 6,196 18,36 MC G.FdF Bilanciato B 4,601 17,61 MC G.FdF Europa A 6,426 32,85 MC G.FdF Europa B 3,643 31,85 MC G.FdF Flx Low Vol A 5,21 0,54 MC G.FdF Flx Low Vol B 5,201 0,54 MC G.FdF Global Bond A 5,315 3,38 MC G.FdF Global Bond B 5,262 3,14 MC G.FdF High Yield A 7,165 23,32 MC G.FdF High Yield B 5,182 22,74 MC G.FdF Megatr.Wide A 7,276 34,22 MC G.FdF Megatr.Wide B 4,244 33,5 MC G.FdF Paesi Emerg A 8,848 53,69 MC G.FdF Paesi Emerg B 4,146 52,82 Mediolanum Am. Vespucci 5,813 34,03 Mediolanum America 2000 9,267 36,56 Mediolanum Az. Top 100 11,928 33,42 Mediolanum Borse Internaz 14,476 34,37 Mediolanum Crist. Colombo 12,318 38,28 Mediolanum Elite 30 L 5,222 16,17 Mediolanum Elite 30 S 10,038 15,19 Mediolanum Elite 60 L 5,196 26,48 Mediolanum Elite 60 S 9,934 25,68 Mediolanum Elite 95 L 5,165 40,35 Mediolanum Elite 95 S 10,009 39,07 Mediolanum Euromoney 6,441 2,48 Mediolanum Europa 2000 14,873 32,95 Mediolanum F. Magellano 4,741 28,97 Mediolanum Intermoney 6,409 5,31 Mediolanum Italmoney 6,592 2,36 Mediolanum Oriente 2000 7,082 29,8 Mediolanum Risp. Corrente 13,837 2,41 Mediolanum Risp Italia Cres. 16,878 38,26 Mediolanum Risp. Monetario 5,482 0,63 Mediolanum Risp. Reddito 11,051 13,34 Mediolanum V. de Gama 10,123 9,71 Mix 5,77 12,63 Monetario 12,159 3,4 MS Symphonia C Adagio 5,86 13,02 MS Symphonia C America 3,961 33,46 MS Symphonia C Asia 5,142 33,63 MS Symphonia C Europa 5,4 40,41 MS Symphonia C Largo 5,653 24,82 MS Symphonia C P Emerg 12,357 57,8 MS Symphonia C Vivace 5,143 39,57 N Nextam Az. Europa 4,981 36,32 Nextam Bilanciato 6,176 21,77 Nextam Flessibile 4,787 17,27 Nextam Liquidita’ 5,841 2,71 Nextam Obbl. Misto 6,03 6,69 Nordest Sicav 4,2 24,63 Nordfondo Etico Obb Misto 6,661 7,75 Nordfondo Liquidita’ 6,21 1,84 Nordfondo Obb Conv 5,514 32,48 Nordfondo Obb Dollari 13,9 0,94 Nordfondo Obb Euro Corp 7,605 15,49 Nordfondo Obb Euro MT 17,342 4,05 Nordfondo Obb Paesi Emerg 8,672 26,89 Nordfondo Obbl Euro BT 8,993 1,55 NorVega Az. America A 3,842 35,9 NorVega Az. America B 3,899 37,68 NorVega Az. Asia A 4,918 35 NorVega Az. Asia B 4,982 36,87 NorVega Az. Europa A 4,742 37,13 NorVega Az. Europa B 4,793 39,25 NorVega Az. Italia A 6,39 33,29 NorVega Az. Italia B 6,462 34,43 NorVega Flessibile A 7,29 7,85 NorVega Flessibile B 7,295 NorVega Mobiliare RE A 4,233 30,17 NorVega Mobiliare RE B 4,233 30,17 NorVega Monetario A 5,867 2 NorVega Monetario B 5,903 2,36 NorVega Obb. Euro A 6,518 4,51 NorVega Obb. Euro B 6,588 5,07 NorVega Obb. Euro Breve Termine A5,857 3,01 NorVega Obb. Euro Breve Termine B5,897 3,49 NorVega Obb. Internazionale A 5,738 5,13 NorVega Obb. Internazionale B 5,797 5,63 NorVega Obb. Paesi Emergenti A7,296 16,81 NorVega Obb. Paesi Emergenti B7,394 17,83 NorVega Rendimento A 5,355 0,09 NorVega Rendimento B 5,366 Norvega Sintesi Audace 5,606 10,51 NorVega Sintesi Dinamico 5,747 15,19 NorVega Sintesi Moderato 5,555 6,79 O Obbiettivo Rendimento 5,845 16,9 Open Fund Rit. Assoluto Var 2 Open Fund Rit. Assoluto Var 2 Optima Az America 4,085 34,82 Optima Az Europa 2,952 35,41 Optima Az Far East 3,366 33,57 Optima Az Internaz 4,486 34,35 Optima Azionario Italia 5,698 36,45 Optima Money 6,156 0,87 Optima Obbl E M 7,427 23,23 Optima Obbl Euro Global 6,919 3,04 Optima Obblig Euro 6,996 5,73 Optima Reddito B.T. 6,693 2,56 Optima Riserva Euro 5,296 1,55 Optima Small Caps Italia 5,73 34,19 Optima Tecnologia 2,732 36,06 P Pacifico 4,838 40,11 Paritalia Orch Allegro C 73,087 2,17 Passadore Mon 7,148 1,66 Pepite 3,692 15,16 Pepite Bric 4,091 Pepite Fondi 2,747 23,78 Pianeta 9,485 6,7 Pioneer Ob Eur C Etico Dist 4,745 21,67 Pioneer Az America 6,794 34,08 Pioneer Az Crescita cl.A 13,451 33,93 Pioneer Az Europa cl.A 14,843 27,78 Pioneer Az Europa dist cl.A 6,777 35,19 Pioneer Az Giappone cl.A 3,751 26,3 Pioneer Az P Emerg cl.A 10,576 52,61 Pioneer Liquidita’ Euro A 5,062 Pioneer Monetario Euro cl.A 13,169 2,7 Pioneer Ob Euro Gov dist 6,515 4,09 Pioneer Ob Paesi Emerg Dist 9,816 49,45 Pioneer Obbl Piu’ Dist 8,144 5,04 Pioneer Target Controllo 5,34 8,87 Pioneer Target Equilibrio 5,342 9 Pioneer Target Sviluppo 22,487 4,5 Piu’ Comp.Azionario 4,74 39,25 Piu’ Comp.Bilanc.15 5,295 15,26 Piu’ Comp.Bilanc.30 5,084 21,89 Piu’ Comp.Obbligaz. 5,455 Premium 6,498 2,04 PRIMA Fix Emergenti A 12,915 20,58 PRIMA Fix Emergenti Y 13,17 21,7 PRIMA Fix High Yield A 7,885 53,61 PRIMA Fix High Yield Y 8,026 54,94 PRIMA Fix Imprese A 6,491 15,4 PRIMA Fix Imprese Y 6,568 16,02 PRIMA Fix Monetario A 8,526 4,73 PRIMA Fix Monetario I 8,62 5,06 PRIMA Fix Monetario Y 8,604 5,16 PRIMA Fix Obb Globale 8,828 3,91 PRIMA Fix Obbligazionario BT 10,174 1,51 PRIMA Fix Obbligazionario MLT 5,848 2,72 PRIMA Forza 1 A 5,061 3,77 PRIMA Forza 1 Y 5,093 4,09 PRIMA Forza 2 A 4,598 9,5 PRIMA Forza 2 Y 4,643 10 PRIMA Forza 3 A 4,944 14,76 PRIMA Forza 3 Y 5,022 15,61 PRIMA Forza 4 A 4,312 23,73 PRIMA Forza 4 Y 4,384 24,72 PRIMA Forza 5 A 3,884 30,16 PRIMA Forza 5 Y 3,948 31,29 PRIMA Geo America A 4,305 32,87 PRIMA Geo America Y 4,428 34,63 PRIMA Geo Asia A 6,322 53,75 PRIMA Geo Asia Y 6,529 56,05 PRIMA Geo Euro A 6,301 34,38 PRIMA Geo Euro Y 6,484 36,16 PRIMA Geo Europa A 10,856 43,79 PRIMA Geo Europa PMI A 19,765 56,53 PRIMA Geo Europa PMI Y 20,331 58,69 PRIMA Geo Europa Y 11,178 45,72 PRIMA Geo Globale A 23,971 40,22 PRIMA Geo Globale Y 24,677 42,1 PRIMA Geo Italia A 13,963 37,78 PRIMA Geo Italia Y 14,326 39,17 PRIMA Geo Paesi Emerg A 5,69 51,45 PRIMA Geo Paesi Emerg Y 5,869 53,6 PRIMA Strat Eur Alto Potenz Y 2,282 23,62 PRIMA Strat Eur PMI Alto Pot A14,096 30,41 PRIMA Strat Eur PMI Alto Pot Y14,084 28,64 PRIMA Strat IT Alto Potenz Y 4,791 19,39 PRIMA Strategia ART 100 5,141 0,21 PRIMA Strategia ART 200 4,91 0,8 PRIMA Strategia ART 50 16,362 0,2 PRIMA Strategia Eur Alto Pot A 2,268 24,48 PRIMA Strategia Italia Alto Pot A4,747 19,84 Profilo Best Funds 5,904 11,99 Profilo Elite Flessibile 5,556 21,1 R Ras Lux Bond Europe 56,878 5,82 Ras Lux Equity Europe 40,356 37,55 Ras Lux Sh.T. Europa 66,043 2,9 Risparmio 7,753 5,96 Ritorni Reali 5,981 S Sai America 11,608 35,09 Sai Bilanciato 3,671 22,94 Sai Eurobbligazionario 12,859 3,92 Sai Europa 10,535 33,96 Sai FdF Pacifico 3,459 31,92 Sai FdF Paesi Emergenti 5,76 55,09 Sai Globale 8,605 35,7 Sai Italia 17,854 31,38 Sai Linea Aggressiva 3,581 21,43 Sai Linea Dinamica 4,457 15,98 Sai Linea Prudente 4,891 9,27 Sai Liquidita’ 11,551 3,18 Sai Obb Internazionale 7,942 2,85 Sai Obbl Corporate 6,562 11,56 Sai PERFORMANCE 17,251 10,31 Sforzesco 9,956 15,2 Sofia Flex 0,697 Soprarno Contrarian B 3,751 18,7 Soprarno Contrarian Cl.A 3,745 26,43 Soprarno DJ Euro Stoxx 50 3,941 33,5 Soprarno Global Macro A 4,864 6,88 Soprarno Global Macro B 4,916 7,45 Soprarno Inflaz +1.5% Cl.A 5,439 3,9 Soprarno Inflazione +1.5% B 5,466 4,33 Soprarno Nikkei 225 Fund 3,211 24,07 Soprarno Pronti Termine 5,13 Soprarno Relative Value B 5,354 3,98 Soprarno Relative Value Cl.A 5,304 3,47 Soprarno S&P 500 4,023 36,98 Soprarno S&P/Mib Soprarno 0 Rit Ass 6 Cl.A 5,113 3,67 Soprarno 0 Ritorn Ass 6 B Soprarno 1 Rit Ass 5 Cl.A 5,164 3,78 Soprarno 1 Ritorn Ass 5 B 5,179 3,52 Symphonia Asia Fless 5,92 26,71 Symphonia Az Italia S Cap 3,754 26,44 Symphonia Bil Eq Italia 5,484 16,56 Symphonia Bond Fless 5,121 4,49 Symphonia C Az Euro 5,737 34,61 Symphonia C Az Internaz 6,48 38,55 Symphonia C Az Italia 11,293 32,5 Symphonia C Fortissimo 2,652 36,14 Symphonia C Monetario 7,432 1,38 Symphonia C Obb Ar Eur 9,422 6,67 Symphonia C Patr G Red 7,114 5,49 Symphonia C Patr Glob 5,238 21,42 Symphonia Italia Fless 5,153 15,07 Synergia Az Europa 6,21 Synergia Az Globale 6,205 Synergia Az Italia 6,161 Synergia Az Small Cap Italia 5,846 Synergia Az Usa 6,443 Synergia Bilanciato 15 5,295 Synergia Bilanciato 30 5,486 Synergia Bilanciato 50 5,709 Synergia Monetario 5,025 Synergia Obb Corporate 5,389 Synergia Obb Euro B.T. 5,064 Synergia Obb Euro M.T. 5,168 Synergia Tesoreria 5,049 Synergia Total Return 5,241 T Talento comp America 84,265 26,65 Talento comp Asia 104,789 40,34 Talento comp Europa 118,886 30,95 Teodorico Monetario 7,489 1,67 Tesoreria Fondo per le imprese 6,909 3,27 Total Return 2,31 29,42 Total Return Obbl 4,339 9,85 U UBI Active Beta 4,723 2,3 UBI Active Duration 5,681 4,76 UBI Alpha Equity 5,137 2,23 UBI Az Merc Emergenti 10,083 60,61 UBI Azionario Etico 5,134 38,94 UBI Azioni Euro 5,68 40,98 UBI Azioni Globali 4,38 38,48 UBI Azioni Italia 5,075 42,44 UBI Azioni Pacifico 6,222 38,42 UBI Azioni USA 4,062 37,6 UBI Bil Euro R Controllato 5,922 9,22 UBI Bond T Return 10,533 4,05 UBI Euro B.T. 6,743 3,07 UBI Euro Cash 7,291 1,1 UBI Euro Corporate 7,786 17,28 UBI Euro Medio Lungo T 6,906 6,74 UBI Obbl Glob Alto Rend 8,567 37,2 UBI Obbl Globali Corp 6,686 20,19 UBI Obbligazioni Dollari 4,95 10,66 UBI Obbligazioni Globali 5,658 5,64 UBI Portafoglio Aggressivo 5,317 32,56 UBI Portafoglio Dinamico 5,574 24,11 UBI Portafoglio Moderato 5,89 14,55 UBI Portafoglio Prudente 6,069 7,61 UBI Privilege 1 5,59 11,24 UBI Privilege 2 5,576 16,63 UBI Privilege 3 5,454 21,44 UBI Privilege 4 5,223 26,43 UBI Privilege 5 4,973 32,51 UBI Total Return Dinamico 5,015 1,95 UBI Pra. Tot.Ret.Moderato A 5,135 0,61 UBI Pra. Tot.Ret.Moderato B 5,153 0,7 UBI Pramerica Azioni Europa 5,685 54,86 Unibanca Azionario Europa 6,094 44,82 Unibanca Monetario 5,753 1,86 Unibanca Obbl Euro 5,822 2,61 UNIBANCA PLUS 5,266 4,69 V Vegagest Az Area Euro Cl.A Vegagest Az Area Euro Cl.B Vegagest MB Absolut Vegagest MB Strategic Vegagest Obb. Euro LT Cl.A Vegagest Obb. Euro LT Cl.B Vegagest Obbl Flessibile Visconteo 34,668 19,35 Volterra Dinamico 5,347 Volterra TR Glob. 5,536 3,09 Volterra TR Obblig. 5,175 1,87 VRG Coro Reddito 5,657 VRG Coro Rendimento 5,375 VRG Coro Tesoreria 5,642 VRG Coro Valore Z Zenit Absolute Return Cl.l 5,673 14,72 Zenit Absolute Return Cl.R 5,601 13,7 Zenit Azionario Cl.I 9,674 43,06 Zenit Azionario Cl.R 9,559 42,29 Zenit Eurostoxx 50 Plus Cl.l Zenit Eurostoxx 50 Plus Cl.R Zenit High Tech Zenit Monetario Cl.l 7,569 3,74 Zenit Monetario Cl.R 7,529 3,46 Zenit Obbligazionario Cl.l 8,249 8,6 Zenit Obbligazionario Cl.R 8,205 8,06 Zenit S&P 100 Plus CL.l Zenit S&P 100 Plus CL.l Zenit Zerocento FdF 4,658 1,86 8 8a+ Eiger 4,68 50,1 8a+ Gran Paradiso 5,239 8a+ Latemar 5,138 14,84 8a+ Monviso 5,109 25/03 VAR. % EURO 12 MESI PREC 25/03 VAR. % EURO 12 MESI PREC 25/03 VAR. % EURO 12 MESI PREC 25/03 VAR. % EURO 12 MESI PREC 25/03 VAR. % EURO 12 MESI PREC 25/03 VAR. % EURO 12 MESI PREC 25/03 VAR. % EURO 12 MESI PREC Fondi d’Investimento
Edizione: 27/03/2010 Libero LIB_sabato pagina 1 stampata da: callioni alle ore: 22.28.49 colore Sabato 27 marzo 2010 OPINIONI NUOVE hyphenminus Poste Italiane S.p.A. hyphenminus Spedizione in abbonamento postale D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004, n. 46) art. 1, comma 1, DCB Milano Prezzo all’estero: CH hyphenminus Fr. 3.00 / MC & F hyphenminus € 2.0 0. y(7HB5J1*KOMKKR( DIRETTORE MAURIZIO BELPIETRO EDIZIONE DI ROMA +"!z!%!$!_ * Con: “BARZELETTE E BATTUTE SUI COMUNISTI“ € 6,0 0; “G A L AT E O “ € 5,00; “LE BATTUTE DEL CINEMA PIÙ BELLE DI TUTTI I TEMPI” € 6,0 0. ANNO XLV NUMERO 73 EURO 1,20* DI PIETRO ABBRACCIA UN ALTRO BOSS FOTO OSÉ Spunta l’ennesima immagine compromettente di Tonino al ristorante È con un presunto capo della ’ndrangheta arrestato nel 2009 e un morto ammazzato LE INTERVISTE DI LIBERO BERLUSCONI «Sono tranquillo ho dato il massimo» segue a pagina 2 segue a pagina 3 di SALVATORE DAMA «Come andranno le elezioni? Siamo ottimisti sul risultato, sono sereno: io ho fatto tutto quello che potevo fare». Il ventiseiesimo giorno di campagna elettorale, che è pure il penultimo, finisce qui, davanti all’ingresso (...) Stavolta la Lega fa paura a tutti di G. ZULIN a pag. 2 Bersani sparisce Conta solo Silvio di M. GIORDANO a pag. 4 La sfida del Cav è anche ai suoi di M. G. MAGLIE a pag. 3 Saranno decisivi i voti contro di D. GIACALONE a pag. 11 L’EDITORIALE ::: FORTUNA PER LUI CHE TRA GLI AMICI HA PURE TRAVAGLIO di MAURIZIO BELPIETRO Che succederebbe se domani qualcuno pubblicasse una foto in cui Silvio Berlusconi è ritratto abbracciato a un boss della ‘ndrangheta? Credo che a nessuno riesca difficile immaginare i titoli di Repubblica, del Fatto quotidiano, dell’Unità e gli ululati di gioia che verrebbero diffusi via etere da Santoro, Travaglio, Lerner e compagni. Per loro sarebbe sufficiente la vicinanza tra mafioso e premier per condannare quest’ultimo con sentenza definitiva e gettare la chiave. Del resto è ciò che in passato hanno provato a fare con Andreotti per una festa di matrimonio, mentre con altri è bastata una stretta di mano. Per la sinistra di lotta e di manette (...) segue a pagina 17 ::: SCANDALO PEDOFILI A sinistra piace il Papa in croce di FAUSTO CARIOTI Ci sono solo due cose chiare nella storia degli abusi sessuali compiuti da un sacerdote del Wisconsin tra gli anni Cinquanta e Settanta, (...) segue a pagina 9 La grande caccia ai soldi del Papa di FRANCO BECHIS C’è una sola cifra ufficiale fino ad oggi rivelata sull’entità dei risarcimenti che la Chiesa americana ha dovuto pagare per i casi di pedofilia. (...) segue a pagina 10 Tutti amici, tutti compari: un abbraccio, una stretta di mano, due risate. I cinque uomini sono appena usciti dal ristorante Casa di caccia di Romentino. Piatti prelibati, è stagione di doppiette. Sono tutti nel parcheggio del locale con le scarpe impolverate dalla ghiaia. Di Pietro in Lacoste blu, calzoni blu scuro e mocassini. È un pomeriggio di fine estate del 2005. Lui è Antonio Di Pietro, il Tonino nazionale, leader dell’Italia dei Valori unito in un grande abbraccio a soggetti (...) di GIANLUIGI NUZZI segue a pagina 17 IL DELIRIO DI SANTORO Alla ricerca del martirio «Passate sul mio corpo» Rappresaglia su Feltri Sospeso per punire il Cav Michele ha dato ragione a chi vuole censurarlo di FRANCESCO BORGONOVO Dopo il trionfo, l’imperatore ha bisogno di qualcuno che canti le sue gesta. Michele Santoro fa tutto da sé: conquistata giovedì sera la folla berciante del Paladozza di Bologna con “Raiperunanotte”, convoca una conferenza stampa e imita i versi dell’americano Walt Whitman, (...) segue a pagina 12 di FILIPPO FACCI Michele, anzi, «Mighele» come ti chiamerebbe uno qualsiasi dei tuoi indignati speciali: fattelo dire, hai perso un’occasione storica. Tu lo sai che io scrivo questo articolo malvolentieri, lo sai che sono uno di quelli che ha sostenuto a gran voce che la sostanziale abrogazione dei talkshow (...) segue a pagina 13 di ANDREA MORIGI A PAG. 15 di MATTEO PANDINI «Vuol sapere chi farà il sindaco di Milano? Scriva: Bossi Umberto». È l’una di notte passata. Il leader leghista si alza dal tavolo del ristorante “Le stagioni”, a Bergamo, dove s’è rifugiato con un centinaio di militanti per la cena. (...) BOSSI «Vinco e poi faccio quello che voglio» UN’INNOCENTE COMBRICCOLA Da sinistra, un architetto amico di Di Pietro e vicino all’Idv, il muratore Alfonso Muraro, che sarà poco dopo freddato sotto casa nel Varesotto, il presunto boss Vincenzo Rispoli, Antonio Di Pietro e il titolare della Casa di Caccia tra Novara e Magenta dove la compagnia ha mangiato. [@foto Libero, riproduzione vietata]
Edizione: 27/03/2010 Libero LIB_sabato pagina 4 stampata da: zulin alle ore: 22.29.01 colore 4 Sabato 27 marzo 2010 PRIMO PIANO @ commenta su www.liberonews.it ::: MARIO GIORDANO E poi, in fondo, al netto di Tar e tarocchi, dolcetti e sgambetti, listini, listoni e Milioni (Alfredo), al netto di Santoro martire immacolato del web, lamenti e tormenti, il silenzio degli Innocenzi e l’abrogazione del talk show, al netto di tutto ciò, dicevamo, è stata una campagna elettorale come tutte le ultime che abbiamo vissuto in questo Paese: un po’ di noia attorno al nulla, fino a quando non è sceso in campo Berlusconi. Pro o contro, di qua o di là: alla fine ancora una volta la complessa scheda elettorale, strada facendo, s’è trasformata in un semplice quesito referendario. Per quanti simboli riporti, pone un’unica domanda: tu da che parte stai? CHI SI SCALDA? Si vota per i governatori delle Regioni, ma c’è qualcuno davvero che si scalda per la sfida tra Vito De Filippo o Nicola Pagliuca? Vorrei fare la prova per strada: quante persone sanno qual è la regione dove battagliano? E chi sa dire, così, su due piedi, i nomi degli sfidanti in Emilia Romagna? Il confronto si accende un po’ nel Lazio, è appena appena caldo, anzi Caldoro, in Campania. Ma niente di più. C’è qualche personalità di spicco (Luca Zaia in Veneto, Giuseppe Scoppelliti in Calabria, per esempio), ma non ci sono confronti appassionanti, duelli all’Ok Corall, partite emozionanti come una finale di Champions League. L’uomo più forte della sinistra, il volto del rinnovamento, tanto per dire, è uno come Vendola, che ha governato per cinque anni fra gli scandali, e che è arrivato alla fine del mandato con una giunta sfasciata e un vice in galera. A sfidarlo un brav’uomo con la faccia da travet. Con tutto il rispetto: come fanno gli italiani ad appassionarsi alla sfida tra un’eterna promessa (mai mantenuta) e l’onesto Rocco Palese? In effetti, non si appassionano. Nemmeno un po’. E alla fine l’unica motivazione che li spinge alle urne, l’unico vero filo conduttore della campagna elettorale, l’unico capace di suscitare passioni pro e contro, come sempre, è il Cavaliere. Com’era già stato in Abruzzo, com’era già stato in Sardegna, com’è stato nelle politiche del 2006 e del 2008: lui scende in campo e il campo d’improvviso si anima. Quindici giorni di “fuochi d’artificio”, interviste, polemiche, attacchi e difese, contropiedi, pressing, collegamenti telefonici e dichiarazioni radiofoniche senza risparmiarsi. Il Cavaliere e i giudici, il Cavaliere e l’opposizione, il Cavaliere e il Pd, il Cavaliere nonostante il PdL. Tutto il resto è noia. È tanto forte la sua presenza sulla scena che dopo sedici anni gli italiani sono di nuovo chiamati a schierarsi sulla stessa persona, a dividersi cioè tra Berlusconi e gli antiberlusconiani: in sedici anni, infatti, la sinistra non è riuscita a elaborare un’idea, una proposta, un piano che non sia “con tro” ma “per”. A parte il piano “per” mandare al diavolo Berlusconi, che effettivamente non è il massimo della progettualità. Ci avete fatto caso? Bersani ne è assolutamente consapevole. E infatti per tutta la campagna elettorale ha fatto l’unica cosa che doveva fare: sparire. Cercare di non farsi vedere, cercare di farsi dimenticare. Qualcuno ricorda uno slogan del Pd? Qualcuno ricorda una mossa sorprendente, un suggerimento vincente, un’analisi spiazzante? Macché. Il segretario democratico s’è appalesato un mese fa al Festival di Sanremo. Poi, per rimanere in tema, ha continuato ad essere suonato. Si è rifatto vedere ieri mattina, davanti ai cancelli di Mirafiori, in compagnia della candidata governatore Mercedes Bresso. Ora, a parte l’ironia di una Mercedes davanti ai cancelli Fiat, qualcuno glielo vuole spiegare che è un po’ ridicolo fare gli operaisti facendosi avvolgere da tutta quella retorica. E, soprattutto, da uno scialle di cachemire? UNA MERCEDES IN FIAT Sotto il cachemire, niente. In fondo, tolti Berlusconi e quel patetico scialle, non è che resti molto di questa campagna elettorale. Di Pietro non pervenuto, il popolo viola scomparso, Casini che lavora “sul territorio”. È stupendo: un politico che dice «sto lavorando sul territorio», mi ricorda quei cantanti bolliti che quando spariscono dalle scene cominciano a dire «sto lavorando all’estero». E del resto? Poco o nulla: niente talk show, niente contenuti, niente fair play. I problemi della sanità? Marrazzo? Deportato a Londra. Gli scandali? Dimenticati. I programmi dei governatori? Trascurati. Alla fine l’unica cosa che conta davvero è quel che dice Berlusconi, quel che fa Berlusconi, quel che pensa Berlusconi.. Per sostenerlo o per contestarlo, per appoggiarlo o per maledirlo, per votarlo o per fermarlo. Comunque gli occhi di tutti restano puntati su di lui. Lui e il governo, lui e la maggioranza, lui e il PdL. Tanto che, ora arrivati alla fine, non si è ancora capito se davvero domani si voterà per 13 regioni. O per una ragione sola. Referendum sul Cav e Bersani si nasconde Dopo l’apparizione al Festival di Sanremo, il leader democratico è spuntato solo ai cancelli di Mirafiori. Le regionali hanno il solito, unico, protagonista: Silvio IL VUOTO Non si è parlato dei problemi locali: la solita ossessione è contrastare il premier. I candidati sono passati in secondo piano, a parte Vendola meno uno al voto “ . AI CANCELLI Il leader del Pd Pierluigi Bersani è andato a Mirafiori dagli operai Ansa LOOK SBAGLIATO È ridicolo fare gli operaisti con uno scialle di cachemire IL MIGLIORE L’uomo forte della sinistra è Vendola, che ha finito il mandato con una giunta a pezzi» Regalo elettorale in Piemonte La Bresso dà 400mila euro ai rom Quattrocentomila euro agli zingari. È uno degli ultimi provvedimenti della giunta di Mercedes Bresso, la governatrice piemontese che pochi giorni fa ha coccolato i gay distribuendogli 100mila euro. Prima del voto, l’esponente Pd ha trovato il tempo di staccare un altro assegno, questa volta «a favore delle popolazioni zingare allo scopo di salvaguardarne l’identità etnica e culturale e facilitarne, nel rispetto della reciproca conoscenza e convivenza, il progressivo inserimento nella comunità regionale». I quattrini, ha deciso la Regione, serviranno per pagare interventi «di sostegno alla maternità», addirittura di «accompagnamento ai servizi e di consulenza giuridica», di «mediazione culturale» e «per favorire inserimenti abitativi al di fuori delle aree di sosta». Dato che secondo la sinistra a spendere così 400mila euro c’è pure da vantarsi, Palazzo Lascaris ha ammonito i destinatari dei soldi: in ogni occasione pubblica, scrive la Regione, i beneficiati dovranno «dare visibilità del contributo ricevuto», con tanto di logo del Piemonte. Ovvio che il centrodestra è andato su tutte le ferie. Il consigliere PdL Gian Luca Vignale ha snocciolato un’altra cifra spaventosa: «In questi cinque anni» tuona «la Bresso ha speso oltre 30 milioni di euro per zingari ed extracomunitari». E aggiunge: «Anziché occuparsi delle famiglie in crisi, anziani o lavoratori in difficoltà sperpera 400mila euro sottratti alla legalità dei piemontesi». A dire la verità, nelle ultime ore il centrodestra s’è lamentato anche per un’al tra spesuccia della Bresso: quasi due milioni di euro per la comunicazione istituzionale. Il solito Vignale, spulciando le cifre, ha denunciato che circa metà della somma è evaporata nell’acquisto di spot di comunicazione e paginate pubblicitarie, guarda caso a ridosso del voto. «Un caso su tutti» spiega l’esponente del PdL «il 3 marzo il Piemonte spende 120mila euro per spot pubblicitari su Mtv che per contratto dovranno andare in onda entro il 4 aprile 2010». Ovvero una settimana dopo le elezioni di domani e lunedì, quando la governatrice sfiderà il leghista Roberto Cota. Ma attenzione a pizzicarla: a febbraio, Giulio Tremonti aveva ironizzato sul librone fatto stampare da donna Mercedes per elencare agli elettori le cose fatte. Lei ha risposto piccatissima: «È un po’ imbarazzante doversi confrontare con avversari che nella maggior parte dei casi dimostrano palesemente di non sapere di cosa stanno parlando». E poi: «Tremonti probabilmente ha le idee confuse». E ancora: «Effettivamente (il libro, ndr) è corposo, come lo descrive, perché abbiamo fatto molto in questi cinque anni». Tremonti aveva semplicemente scherzato sul peso del volume, aggiungendo che per realizzarlo erano stati spesi soldi dei contribuenti. Tanto era bastato per far infuriare la Bresso, che sembrerebbe una signora dall’ira facile. Dopo aver incassato qualche fischio in un incontro pubblico con Cota in una parrocchia, per esempio, era andata su tutte le furie accusando il rivale di aver riempito la sala di ultrà padani. M. PAN.
Edizione: 27/03/2010 Libero LIB_sabato pagina 41 stampata da: zulin alle ore: 20.42.36 colore 41Sabato 27 marzo 2010 CANALI PREMIUM DIGITALE TERRESTRE I FILM LO SPORT TELEFILM SHOW E DOCUMENTARI RAGAZZI C Cult CN Cartoon Network D Discovery Channel HD ES Eurosport HD DY Disney Channel F FR Fox HD Fox Retro FC Fox Crime HD FL Fox Life MGM Metro Goldwyn Mayer NCK Nickelodeon NGC National Geographic HD RSP Rai Sport Più SC1 Sky Cinema 1 HD SCF Sky Cinema Family SCH Sky Cinema Hits HD SCMa Sky Cinema Mania SCM Sky Cinema Max HD SP1 Sky Sport 1 HD SP23 Sky Sport 2 HD 3 HD SKU Sky Uno THC The History Channel LEGENDA HD Canale disponibile anche in alta definizione 9.35 Rugby, Super 14 2010 Waratahs Blues (Diretta) SP2 10.00 Ciclismo su pista, Mondiali 2010 Da Copenhagen (Diretta) ES 12.15 Biathlon, Coppa del Mondo Khanty Mansiysk: Inseguimento donne (Diretta) ES 13.30 Calcio, Scottish Premier League Hearts Rangers (Diretta) SP1 14.00 Pattinaggio su ghiaccio, ISU World Championships Donne: free program (Diretta) RSP 14.15 Biathlon, Coppa del Mondo khanty Mansiysk: Inseguimento uomini (Diretta) ES 15.00 Golf, PGA European Tour 2010 Open de Andalucia: 3a giornata (Diretta) SP3 15.00 Rubrica Ciclismo Francia (Dir.) ES 15.30 Calcio, Serie B 2009/2010 Grosseto Cesena (Diretta) SP1 16.00 Pattinaggio su ghiaccio, ISU World Championships Donne: free program (Diretta) ES 16.00 Pallavolo, Serie A1 maschile Modena Macerata (Diretta) RSP 16.25 Pallavolo, Challenge Cup maschile 2009/2010 Final Four semifinale Perugia Berlino (Diretta) SP2 17.00 Ciclismo su pista, Mondiali 2010 Da Copenhagen (Diretta) ES 17.30 Sky Calcio Prepartita (Dir.) SP1 18.00 Calcio, Serie A 2009/2010 Roma Inter (Diretta) SP1 18.25 Rugby, Guinness Premiership Northampton Saints London Wasps (Diretta) SP2 18.30 Equitazione, Coppa del Mondo Da Dubai (Diretta) ES 19.58 Calcio, Liga 2009/2010 Maiorca Barcellona (Diretta) SP3 20.00 Sky Calcio Postpartita (D) SP1 20.00 Curling, Campionati del mondo F Canada: Playoff (Diretta) ES 20.00 Studio di continuità RSP 20.15 Wrestling WWE Domestic Smackdown Episodio 39 SP2 20.30 Basket, Legadue Vigevano Casalpusterlengo (Diretta) RSP 20.45 Rubrica Speciale Euro Calcio Show Verso i Quarti (Dir.) SP1 21.30 Rubrica WrestleMania Countdown (Repl.) SP2 21.53 Calcio, Serie A 2009/2010 Roma Inter (Replica) SP3 21.55 Rubrica Ciclismo ES 22.00 Rubrica Studio NBA (Repl.) SP2 22.00 Calcio, Liga 2009/2010 Saragozza Valencia (Diretta) SP1 22.00 Rubrica Fight Club ES 22.15 Basket, NBA 2009/2010 San Antonio Cleveland (Replica) SP2 23.45 Pallanuoto, Serie A1 Bogliasco Posillipo (Differita) RSP 1.00 Rubrica WrestleMania Countdown (Repl.) SP2 1.30 This week on WWE ES Joi 19.44 Work with Me “Sempre insieme” “La politica migliore” “Separati per una sera” 21.00 La maledizione dello scorpione di Giada (Commedia, 2001) con Woody Allen, Helen Hunt. Regia di Woody Allen. 22.41 Il cosmo sul comò (Commedia, 2008) con Aldo Baglio, Giovanni Storti. Regia di Marcello Cesena. 0.19 Joi Extra “Tre uomini e una risata” 0.35 Impecable 0.55 Detective Monk “Il sig. Monk e la fine prima parte” con Tony Shalhoub 1.41 The Forgotten “Taiwan andata e ritorno” con Christian Slater Mya 17.45 Lezioni di cioccolato (Commedia, 2007) con Luca Argentero, Violante Placido. Regia di Claudio Cupellini. 19.27 The Wedding Date L’Amore ha il suo prezzo (Commedia, 2005) con Debra Messing, Dermot Mulroney. Regia di Clare Kilner. 21.00 Una mamma per amica “Matrimonio in vista” “La festa di fidanzamento” con Lauren Graham 22.36 Nella rete del serial killer (Drammatico, 2007) con Diane Lane, Billy Burke. Regia di Gregory Hoblit. 0.17 Sex and the City (Commedia, 2008) con Sarah Jessica Parker, Kim Cattrall. Regia di Michael Patrick King. Steel 18.10 Distretto di Polizia 8 “Appuntamento al buio” “Fuori servizio”. con Simone Corrente, Enrico Silvestrin 20.00 Il prigioniero “Scacco matto” con Patrick McGoohan 21.00 Psych “Omicidio nel lontano west” “Possessione indotta” con James Roday 22.40 Big Bang Theory “La sciarada di Vartabedian” “L’ipotesi di sali da bagno” con Johnny Galecki 23.35 Flash Gordon “O la borsa, o la vita!” con Eric Johnson 0.30 Spazio 1999 “Vindrus” “I naufraghi” con Martin Landau 3.40 48 Ore “Questione di coraggio” con Claudio Amendola Premium Cinema 18.59 La fabbrica di cioccolato (Fantastico, 2005) con Johnny Depp, Freddie Highmore. Regia di Tim Burton. 21.00 Yes Man (Commedia, 2008) con Jim Carrey, Zooey Deschanel. Regia di Peyton Reed. 22.50 Carpet Kingdom Amore, morte e tappeti con L. Holloway 23.18 Dark Blue Indagini sporche (Drammatico, 2002) con Kurt Russell, Scott Speedman. Regia di Ron Shelton. 1.21 I fratelli Grimm e l’incantevole strega (Fantasy, 2005) con Matt Damon. Regia di Terry Gilliam. Premium Calcio 17.30 Studio Premium Serie A (Dir.) 18.00 Calcio, Serie A 2009/2010 Anticipo 12a giornata ritorno Roma Inter (Diretta) € 8 19.50 Studio Premium Serie A (Dir.) 20.30 Magazine Champions League 21.02 Calcio, Serie A 2009/2010 Anticipo 12a giornata ritorno Roma Inter (Replica) 22.51 Calcio, Serie A 2009/2010 Posticipo 11a giornata ritorno Napoli Juventus (Replica) 0.39 Serie A Highlights “11a giornata ritorno” Studio Universal 18.05 The Cotton Club (Drammatico, 1984) con Richard Gere. Regia di Francis Ford Coppola. 20.25 Inside the Actors Studio “Jodie Foster prima parte” 21.00 Focus “Gene Wilder” 21.15 Hanky Panky Fuga per due (Commedia, 1982) con Kathleen Quinlan, Richard Widmark. Regia di Sidney Poitier. 23.10 Viaggio nel cinema americano “Intervista John Turturro” 23.22 Grace of my heart La grazia nel cuore (Musicale, 1996) con Illeana Douglas, Sissy Boyd. Regia di Allison Anders. 1.20 Viaggio nel cinema americano “Evento John Turturro” 20.05 Law & Order “Il delitto del municipio” FC 20.10 Raven “L’abito dell’anno” DY 20.30 La tata FL 20.35 Lizzie McGuire DY 21.00 Avvocati a New York “Un taglio innovativo” FC 21.00 Grey’s Anatomy “Negare, negare, negare” FL 21.00 Zack e Cody al Grand Hotel “La cultura giapponese” DY 21.00 Magnum P.I. FR 21.02 Lie to Me “The Core of It” F 21.25 La mia vita con Derek “Una cena perfetta” DY 21.50 Quelli dell’intervallo “Il baffo che conquista” DY 21.55 C.S.I. “Colpo di grazia” FC 21.55 Grey’s Anatomy “Il potere del dolore” FL 21.58 Dr. House “Parole e fatti” F 22.00 Quelli dell’intervallo “ Fidanziamoci” DY 22.00 Love Boat “Guai in famiglia” FR 22.05 Chiamatemi Giò “Il mio primo giorno” DY 22.10 Teen Angels CN 22.20 Fiore e Tinelli DY 22.35 The Sleepover Club DY 22.50 Criminal Minds “100” FC 22.50 Modern Family FL 22.53 Dr. House F 23.04 Chips “Una vita da salvare” FR 18.30 Is it Real? NGC 19.00 Cambio vita... Mi trasformo! (Replica) SKU 19.00 Top Gear “Episodio 13” D 19.00 Is it Real? NGC 20.00 Top Gear “Episodio 14” D 20.00 Il mondo segreto dei fuochi d’artificio NGC 20.00 La guerra del generale Patton “A un passo da Hitler” THC 20.03 David Letterman Show “Ospiti Scarlett Johansson & Daniel Merriweather” SKU 21.00 My Shocking Story “Gemelli siamesi” D 21.00 Riparazioni impossibili NGC 21.00 Effetto Nostradamus “Leonardo Da Vinci” THC 21.02 L’angolo nel cielo “8a puntata” (Replica) SKU 21.30 L’angolo nel cielo “9a puntata: Ospiti Luca Barbareschi, Bianca Guaccero, Samuele Bersani e Luca Carboni” SKU 22.00 Chirurgia super “Un Tumore di 72 Kg” D 22.00 Silat. L’Arte Marziale Malese NGC 22.00 All’ultimo sangue THC 22.02 Notti magiche (Replica) SKU 23.00 David Letterman Show (Replica) SKU 23.00 Mega beast D 15.00 Star Wars: The Clone WarsCN 15.25 ShinChan CN 15.55 Hero 108 CN 15.55 Spongebob NCK 16.20 Ben 10 CN 16.20 Spongebob NCK 16.45 Il laboratorio di Dexter CN 16.45 Spongebob NCK 16.55 Due fantagenitori NCK 17.20 Johnny Test NCK 18.40 Teen Titans CN 18.40 I Simpson “Prova a prenderli” F 19.05 Ben 10: Forza Aliena CN 19.08 I Simpson “Chi di spada ferisce, di torta perisce” F 19.30 The Batman CN 19.55 Zatchbell CN 20.05 I Simpson “Mamma Simpson” F 20.20 Teen Titans CN 20.33 I Simpson “L’ultimo sfavillio di Telespalla Bob” F 20.45 Le nuove avventure di Scooby Doo CN 21.10 ShinChan CN 21.45 Johnny Test NCK 22.15 Due fantagenitori NCK 22.40 Mimì e la nazionale di pallavolo NCK 23.00 Full Metal Alchemist CN 23.05 Danny Phantom NCK 23.25 I Fantastici Quattro CN 23.30 Pucca DY 23.30 Kappa Mikey NCK 16.00 The Shepherd Con J. C. Van Damme SCM 16.05 Impulse Con Angus Macfadyen SCH 16.52 Stripes Un plotone di svitati Con Bill Murray SCMa 17.10 ScoobyDoo e il fantasma della strega CN 17.22 Lost In Translation Con Bill Murray C 17.35 Le avventure di Pollicino e Pollicina SCF 17.40 Jcvd Nessuna Giustizia Con J. C. Van Damme SCM 17.45 Conflitto di identità Con Molly Shannon SC1 17.55 Cloverfield Con Lizzy Caplan SCH 17.55 Sulla strada per l’amore Con Breckin Meyer MGM 18.40 Incontri ravvicinati del Terzo Tipo (Director’s Cut) Con Richard Dreyfuss SCMa 19.08 High School Musical 3 Con Zac Efron SCF 19.09 Nestore L’ultima corsa Con Alberto Sordi C 19.20 Hero Wanted Con Cuba Gooding Jr. SCM 19.22 Il bambino con il pigiama a righe Con Asa Butterfield SC1 19.30 La seconda volta non si scorda mai Con Alessandro Siani SCH 19.30 Coppia d‚azione Con Kathleen Turner MGM 21.00 Il decimo uomo Con Anthony Hopkins MGM 21.02 Iron Man Con Robert Downey Jr. SCM 21.03 L’era glaciale SCF 21.03 Essere o non essere Con Mel Brooks C 21.03 I Love Shopping Con Isla Fisher SC1 21.05 Battle in Seattle Con Martin Henderson SCMa 21.17 Hot Shots! Con Charlie Sheen SCH 22.30 Questa volta mi sposo Con Genie Francis SCF 22.40 Ti odio, ti lascio, ti... Con Vince Vaughn MGM 22.50 Hot Shots! 2 Con Charlie Sheen SCH 22.50 Cuori di vetro Con Morris Chestnut SC1 22.51 Frankenstein Junior Con Gene Wilder SCMa 22.56 L’allenatore nel pallone Con Lino Banfi C 23.12 Rollerball Con Chris Klein SCM 0.10 Winnie Il mio amico orso Con Michael Fassbender SCF SPETTACOLI TV Universal ore 18.05 The cotton club Francis Coppola naviga al suo meglio in questa rievocazione degli anni ruggenti. Al Cotton club venivano i più grandi artisti e i più famosi gangsters (Schulz, Coll, Luciano). I PROGRAMMI DELLA GIORNATA a cura di Giorgio Carbone Premium Cinema ore 18.59 La fabbrica di cioccolato Tim Burton riempie di bellurie lo schermo con questa favola che nella seconda parte precipita nel più cupo horror. Wonka (Johnny Depp) è il cioccolataio del titolo. Cinema 1 ore 21.03 I love shopping Rebecca è una sventata giornalista che per amore dello shopping va spesso in rosso col suo bilancio. Da un libercolo divertente un filmetto troppo sciocchino per divertire. Cinema Max ore 21.02 Iron Man Un geniale miliardario (Robert Downey jr) progetta un’armatura che gli consente di diventare un invincibile nemico dei terroristi. Uno dei migliori passaggi da fumetto a film.
Edizione: 27/03/2010 Libero LIB_sabato pagina 49 stampata da: cervo alle ore: 21.28.34 colore Redazione cronaca: via Barberini 50, 00187 Roma; telefono 06.999333; fax 06.99933443; email: cronacaroma@liberonews.eu; Pubblicità: VISIBIL!A, Via della Purificazione n. 94/95 00187 Roma Tel. 06.95213200/01/02 Fax 06.95213233 [PAROLA AGLI STILISTI] Quando l’abito fa il monaco Nuovo look alle candidate CHIARA PELLEGRINI a pagina 52 [CALCIO] Totti convocato per l’Inter Rocchi lancia la sfida al Milan GIAMPIERO DE CHIARA a pagina 5859 I NUMERI DI IERI ::: 2 spacciatori arrestati a Trastevere ::: 20 mila figurine Panini false ::: 15 mila kg di rifiuti sequestrati ::: 1 incendio a via Gela 51 ::: 3 denunce per contraffazione ::: 300 chili di pesce sequestrati ::: 2 mila articoli abusivi confiscati ::: 1 latitante polacco arrestato L’EDITORIALE ::: LA BATTAGLIA È FINITA E SI TIRANO LE SOMME BASTA SOLO ASPETTARE di GIOVANNI TAGLIAPIETRA Dopo tanto rumore finalmente qualche ora di silenzio nel circo della politica. Si abbassano le luci e si tira il fiato. Domani tutti a scorrere i dati sulle affluenze alle urne, poi sarà la volta degli exit poll, quindi ci saranno gli scrutini delle schede e sarà nuovamente l’inferno. Trentamila chilometri percorsi battendo palmo a palmo la regione, cento comuni toccati in poco più di novanta giorni, quaranta strutture sanitarie visitate, Renata Polverini non poteva onestamente fare di più. Ha dimostrato di avere temperamento, cuore, intelligenza superando difficoltà di ogni tipo. Si merita rispetto, applauso, e quella poltrona lasciata prematuramente da Piero Marrazzo. Di Emma Bonino c’era poco da scoprire. Radical chic datata è sembrata in molti momenti infastidita dalla campagna elettorale, dal confronto. In fin dei conti nel ruolo di leader del centrosinistra ci si è trovata quasi per caso. Da una battaglia di bottega, dalla volontà di essere presente come guastatore/provocatore in coppia con Pannella in più regioni alla candidatura vera, seria alla presidenza del Lazio. I suoi alleati non sanno se essere contenti o piangere, se desiderare la vittoria o preferire una sconfitta. Ha ragione Storace quando dice che se dovesse vincere Emma sarebbe un inferno, che la Regione diventerebbe nel breve ingovernabile. Ora la Bonino se ne esce con battute del tipo «Non sono un diavolo, non sta arrivando l’anticristo», consapevole dell’effetto che la sua figura sta avendo nel momento cruciale del voto. Non ha pensato alla squadra di governo, se dovesse vincere. Lo ha confessato in un filo diretto a Radio Radicale: sarebbe il compito più difficile, più ancora che governare. Non potrebbe liberarsi facilmente dell’ineffabile Montino ad esempio (che in queste settimane ha fatto campagna come se il leader fosse lui ed Emma non esistesse), e irregimentarlo, mettergli le briglie sarebbe impresa ardua. Renata Polverini dopo aver superato lo shock della questioneliste PdL appare perfino più serena. Si sta allenando da mesi a questa scadenza, ha pronto programma e mezza squadra (per l’altra dovrà aspettare di vedere il livello di consenso che avranno raggiunto Storace e l’Udc). Non è diavolo nè anticristo e questo lo hanno capito anche gli elettori dell’altra parte. Che secondo i sondaggi sono confusi, sono tutt’altro che un blocco granitico schierato a difesa del proprio candidato. Grande show al Salone delle Fontane Silvio scalda gli elettori: «Vinceremo anche stavolta» Il premier chiude la campagna elettorale della Polverini già nei panni di presidente «Vinco e vinco con uno stacco importante». Più che ottimista Renata Polverini è sicura. Di sé, del popolo che la sostiene e del lavoro svolto negli ultimi mesi di campagna elettorale. Alla chiusura di ieri con il premier Silvio Berlusconi è arrivata serena. Prima c’era stato un pranzo, quanto mai simbolico, tra la gente di Corviale. Per dire che proprio dai deboli partirà la ventata di cambiamento. Poi la candidata del centrodestra si è concessa un caffè con la madre. Intanto all’Eur, al Salone delle Fontane, più di duecento persone hanno lavorato per allestire il grande appuntamento conclusivo: catering per i 1.200 invitati (850 seduti e 450 ragazzi in piedi), trenta riflettori a illuminare i quindici stendardi con il simbolo del partito, eretti tra le sedici colonne del palazzo, anch’esse illuminate da riflettori verdi. La band Lilly Vanilli, con Francesco Scarmiglia, ha iniziato le prove tre ore prima e i tecnici del suono non si sono fermati mai. servizi a pagina 5051 L’annuncio dell’assessore alla Mobilità Marchi: così libereremo via IV Novembre Allarme dei collezionisti Ventimila figurine “taroccate” a Latina Probabilmente un occhio profano non avrebbe notato la differenza, ma ai tantissimi fan delle figurine Panini non sono certo sfuggite le piccole irregolarità che solo un vero appassionato del genere sa riconoscere. Sono stati alcuni collezionisti di Latina ad arricciare il naso davanti a qualche esemplare un po’ so spetto. Non convinceva, per esempio, la mitica “sfor biciata” di Carlo Parola, sul retro di tutte le bustine, troppo diversa dall’originale per non essere notata da chi ogni anno fa la raccolta. E così hanno pensato di avvertire la Guardia di Finanzache che, dopo i controlli sul territorio, ha scoperto un mercato del falso di circa 20.000 figurine adesive e in otto, tra grossisti ed edicolanti, sono stati denunciati per frode dell’eserci zio del commercio, vendita di prodotti con segni mendaci e ricettazione. «Questa potrebbe essere solo la punta dell'iceberg», ha spiegato il colonnello del comando provinciale delle Fiamme Gialle di Latina, Giuseppe Colombi, «di un’attività illecita che potrebbe non limitarsi alla sola zona di Latina. Le indagini proseguono per risalire alla filiera del falso e per individuare tutti gli autori di questa truffa». Importante anche la collaborazione con la Panini. «Si tratta di prodotti ben fatti», ha proseguito Colombi, «ma dove sono presenti dei piccoli errori come ad esempio su alcune scritte che si trovano sul retro delle confezioni». GIRO DI VITE Il vigile esattore contro gli evasori di LORENZO DE CICCO Polizia municipale in campo contro l’evasione fiscale. Il 13 Aprile l’incon tro con i sindacati di categoria. a pagina 55 XIII MUNICIPIO Stradegroviera Ostia chiede aiuto di ENZO BIANCIARDI «Sulle strade non è stata fatta un’ido nea preparazione del fondo», dice il presidente del Municipio Vizzani a pagina 54 MUORE UN ANZIANO . Fiamme a S. Giovanni Un uomo è morto in un incendio divampato ieri mattina in un appartamento di via Gela 51 a San Giovanni. La cause del rogo è stato il corto circuito provocato da una macchina per il caffè. Le fiamme si sono sviluppate intorno alle 11 in un’abita zione al settimo piano. Una signora anziana, sorella della vittima, è stata ricoverata in ospedale a causa delle ferite riportate nell’incendio. Nell'appartamento c’era anche un cane che è stato tratto in salvo dai vigili del fuoco. SERVIZIO A PAG. 57 Quattro lunghissimi attraversamenti pedonali a chiamata in poco più di cento metri di strada, un divieto di svolta a sinistra mai rispettato, due strade che potrebbero smaltire il traffico, ma non sono mai utilizzate: si tratta del percorso che da via XXIV Maggio si snoda verso Piazza Venezia passando per via IV Novembre. Siamo nel cuore di Roma, a due passi dal Campidoglio. Chi deve passare ogni giorno da lì, sa bene quanto il tratto sia congestionato, anche perché è crocevia di autobus doppi e pullman turistici che si inerpicano a fatica per Via Cesare Battisti. Per avvantaggiare il pedone, com’è giusto che sia, ma senza creare problemi al traffico su gomma, Sergio Marchi, assessore capitolino alla Mobilità, ha già dato l’incarico all’Agen zia di Roma per i servizi alla mobilità di preparare un piano per il riordino degli attraversamenti e delle corsie di marcia che sarà pronto entro l’estate. servizio a pagina 55 PITRAN TAGLIE FORTI ® MODA DONNA Via Merulana, 5 ROMA Tel. 06.4465873 Via della Croce, 7 ROMA Tel. 06.69925287 PITRAN TAGLIE GRANDI ® MODA UOMO Via Merulana, 30 ROMA Tel. 06.44700617 Via del Gambero, 18 ROMA Tel. 06.6794012
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Edizione: 27/03/2010 Libero LIB_sabato pagina 46 stampata da: callioni alle ore: 23.17.40 colore 46 Sabato 27 marzo 2010 SPORT @ commenta su www.liberonews.it CHE COPPIA FaiellaScali il ghiaccio azzurro è di bronzo Nove anni dopo Fusar PoliMargaglio arriva una medaglia ai Mondiali. Oggi la Kostner ::: FEDERICO DANESI TORINO Nove anni dopo, l’Italia è ancora lì, sul podio della Danza, Allora fu il genio tutto milanese di Fusar Poli e Margaglio, oggi è merito della tenacia di due romani emigranti, Federica Faiella e Massimo Scali. Emiganti, come le musiche di Nino Rota che li hanno accompagnati per tutta la stagione e con le quali hanno portato a casa un bronzo mondiale dopo l’argento europeo. Dietro alla sfida stellare tra Virtue/Moir e Davis/White, vinta ancora dai canadesi per poco più d’un punto, spazio anche per le loro lacrime. Quelle di Federica, più forte anche dei dolori addominali che la penalizzano da tempo e della voglia di smettere. Quelle di Massimo che ha tenuto duro per due. Andranno avanti almeno ancora un anno, avrebbero meritato anche di sfondare quota 200 (han chiuso a 197.85), ci riproveranno. Era anche la giornata di Carolina Kostner e il barometro volge al sereno. Nemmeno lei si aspettava di essere quarta dopo il Corto, ad un passo dalla zona medaglie e con scalpi importanti nelle mani, uno su tutti quello di YuNa Kim che ha mandato in pista la controfigura pasticciona precipitando in classifica e dimostrando che anche le dee possono cadere. Carolina no. Dopo Vancouver ha cambiato tutto, rivoltandosi come un calzino. Ha mutato il costume, è tornata a prepararsi in Italia sposando Christa Fassi e affidandosi ad un tecnico giovane e piemontesissimo come Edoardo De Bernardis, ha pure inserito una combinazione diversa di salti, con il triplo loop al posto del lutz. L’unica modifica che non ha funzionato perfettamente, visto che le è venuto solo un doppio, ma il resto del programma sono stati 2’48” pratica mente perfetti e solidissimi, soprattutto nelle componenti tecniche. E’ scesa in pista presto rispetto a tutte, poi ha dovuto aspettare e il viso si è rilassato viepiù vedendo che anche le altre sono state colpite dalla “kostnerite”. Uniche a non sbagliare nulla l’americanina di origini giapponesi Mirai Agasu, in testa ad un mondiale a soli 17 anni a dimostrare che Frank Carroll non si è sbagliato puntando su di lei e un po’ meno sull’az zurra. Poi Mao Asada che è sempre una garanzia come dimostra l’argento a Vancouver e Laura Lepisto, finlandese da sempre avversaria della nostra e battuta di sette punti ai recenti Europei di Tallinn. Come dire una classifica apertissima, per nulla attesa alla vigilia, nella quale in molte possono inserirsi in zona medaglia, Kostner compresa. YuNa Kim come settima pattinerà nel penultimo gruppo, prima delle sue avversarie e cerca la rimonta della vita. Andasse molto bene metterebbe pressione sulle altre, ma Carolina ormai con la pressione ci convive, felice questa volta di averla sconfitta. «Prima di scendere in pista le gambe mi tremavano, sentivo un misto di incertezza e felicità per l’accoglienza che mi hanno riservato i tifosi, fantastici come è sempre qui al Palavela». Ma è una Carolina diversa da quella del Canada, vuole voltare pagina e si toglie macigni dai pattini: «Avevo una grande voglia di rispondere alle critiche, sono anche un po’ stufa di riceverne. Così come vorrei puntualizzare che non sono scappata da Carroll o lui mi ha abbandonato, più semplicemente preferisco stare con Christa Fassi visto che con lei mi trovo benissimo». Un cambio che potrebbe anche essere quello definitivo, riportandola in Italia e magari proprio in questa Torino che l’ha adottata per stare anche più vicina al fidanzato, Alex Schwazer, solitamente in ritiro a Saluzzo non troppo lontano da qui. Ha parlato prima di veder scendere e sbagliare le altre, quindi il suo «punto ad arrivare nelle prime cinque» vale ancora di più. Ed ha ritrovato la fiducia del presidente Petrucci, presente al Palavela: «Mi ha fatto i complimenti dicendomi che tutta l’Italia è nelle mie gambe». E oggi la spingerà verso un oro che nessuno s’immaginava. Domani Gp d’Australia Minardi lancia Alonso e “corre” per Faenza: «La politica come la F1» ::: FAENZA (RA) Tutto è pronto per il secondo Gp della stagione di F1. Nelle libere a Melbourne, Hamilton (poi beccato dalla polizia locale a sgommare in centro città: multa e auto sequestrata) su McLaren ha segnato il miglior tempo davanti a Button. Terzo Webber, quarto Schumacher. Male le Ferrari: 15° Alonso e 17° Massa, anche se la pioggia ha condizionato tutto. Per questo la sensazione è che le Rosse si siano nascoste; nelle qualifiche (ore 7 su Rai 2 domani la gara alle 8 su Rai 1 e sintesi alle 19.05 su Rai 2) potrebbe essere tutto cambiato. Lo pensa anche Gian Carlo Minardi, ancora vicino al Circus (segue i giovani piloti italiani per la Csai e per la Ferrari). Ma domani avrà un occhio per la tv e uno per le urne, visto che è il candidato sindaco per Faenza, sostenuto da PdL e Lega. Minardi, politica e F1 si assomigliano? «Per come la vedo io sì risponde . Io sono un imprenditore, mi hanno convinto a provare questa sfida perché sanno che sono del tutto indipendente. Dovessi vincere, applicherei al Comune il modello gestionale di un’azienda: taglio agli sprechi, valorizzazione dei cervelli. Come facevo in F1». Quando ha deciso di candidarsi? «Per la prima volta mi sono seduto al tavolo con la famiglia e l’ho fatto insieme a loro: di solito, prima agisco, poi ne parlo». In questa F1 c’è ancora molto di lei, a partire da Alonso: «L’ho portato nel Circus nel 2001, non ha mai deluso le attese. Vederlo sulla Ferrari è un sogno: il mondiale sarà suo». Sempre che Schumi non metta i bastoni fra le ruote: «Michael è un grande, ma io a 41 anni avrei fatto altro. I piloti del futuro sono Vettel e Rosberg». Lei ha vissuto varie epoche di F1: queste gare sono noiose? «No, e qui torniamo alla la politica. La realtà è che manca la giusta informazione agli appassionati per renderli partecipi: i media e la Fia dovrebbero fare di più. Da 20 anni dico che bisogna cambiare, nessuno mi ha ascoltato: ecco il risultato». LOTO Minardi e l’esordiente Alonso nel 2001 I CONTI DELLO SPORT ITALIANO Petrucci avverte le Federazioni sprecone: «Siate virtuosi e il Coni non ridurrà i contributi» TORINO Gianni Petrucci è a Torino per sostenere Carolina Kostner, ma anche per lanciare un messaggio preciso: «Non è vero che ridurremo i contributi alle federazioni, vogliamo solo eliminare i costi inutili». Una risposta chiara a chi, come il presidente Scarso della Federscherma, aveva lanciato l’allarme facendo l’esempio delle sue fiorettiste, in Cdm a spese loro. Il numero uno del Coni ridimensiona la polemica: «Le federazioni evitino di investire in cose che non siano istituzionali. I soldi che ci dà il Governo sono sufficienti e se uno si lamenta venga da me, gli dimostrerò che sbaglia. Se un presidente si comporta diversamente è per una sua scelta, non perché il Coni stringe la cinghia». F.D. CERTEZZE E SPERANZE Sopra, la coppia FaiellaScali, a Torino. Nel tondo, Carolina Kostner, oggi torna in pista alle 16.09 (19esima su 24): è 4ª dopo il “corto”, vuol cancellare il flop olimpico Ansa [ PRESENTATE LE DUE TAPPE] Il Giro 2010 si decide su Mortirolo e Gavia Presentate ieri ad Aprica, in Valtellina, le due tappechiave del Giro d’Italia 2010: la BresciaAprica, 195 km con il passo del Mortirolo come “Montagna Pantani”, e la BormioPonte di Legno/Tonale, 178 km con il celebre Passo Gavia come “Cima Coppi” di questa 93esima edizione della Corsa Rosa. [ CICLISMO SU PISTA] Mondiali inseguimento: l’Italia è 11ª Undicesimo posto “di consolazione” per l’Italia dell’insequi mento a squadre maschile ai Mondiali di ciclismo su pista di Copenhagen. L’oro è andato alla Gran Bretagna, davanti ad Australia e Nuova Zelanda. Il quartetto azzurro mancava dai Mondiali da 2 edizioni. [ SUPERBIKE] Oggi Superpole del Gp di Portogallo È Leon Haslam il più veloce al termine della prima sessione di qualifica del GP del Portogallo, secondo round del Mondiale Superbike, a Portimao (Portogallo). Seconda a 28 millesimi la Ducati Xerox di Michel Fabrizio. Quarto Max Biaggi (Aprilia). Oggi la Superpole alle 16, domani le gare alle 13 e alle 16.30. Diretta La7, Eurosport, Dhalia.
Edizione: 27/03/2010 Libero LIB_sabato pagina 6 stampata da: callioni alle ore: 23.27.51 colore 6 Sabato 27 marzo 2010 PRIMO PIANO @ commenta su www.liberonews.it FINI Il Cavaliere ha chiarito che in un grande partito del 40% che punta al 5051% le differenti sensibilità sono una ricchezza e non un elemento di difficoltà meno uno al voto Silvio apre la successione «Non sarò io a decidere» Il premier sul futuro del PdL: «Sarà scelta una rosa di nomi, poi la palla passerà al congresso». Tremonti fa il pompiere: «Nel partito non ci sono divisioni» ::: ROMA Silvio Berlusconi parla del dopo se stesso. La premessa, chiaro, è che quelle di chi lo considera alla fine sono parole «comiche e iettatorie». Ciò detto, però, il tema si pone. E si pone come non ce lo si aspetterebbe. «Non sarò io», annuncia, «a decidere chi verrà dopo di me, questo lo fanno solo i monarchi. A decidere sarà il congresso del partito, dopo che sarà scelta una rosa di nomi». Partito che «sarà protagonista della politica italiana per i prossimi decenni», circostanza che esclude la futuribilità di un nuovo predellino: «Non ce ne sarà bisogno». Al Cavaliere, il PdL va benone così com’è, finiani inclusi: «In un grande partito del 40% che punta al 5051% le differenti sensibilità sono una ricchezza. Se non si trova l’unanimità si discute e la minoranza deve attenersi al voto della maggioranza». Solo, non chiamatele correnti: «Abbiamo soltanto differenze», puntualizza il premier. Che ai piani alti del partitone azzurro si lavori alla distensione del clima con la minoranza interna lo testimonia la linea del ministro Tremonti: «Non sono preoccupato dalle posizioni diverse», spiega a Enrico Mentana su Corriere.it «e non credo che nel PdL ci siano divisioni tanto forti da mettere in discussione il programma». IUS PRIMAE NOCTIS Durante il comizio per la chiusura della campagna elettorale di Renata Polverini, ha parlato della busta con polvere bianca che è stata inviata nella sua casa di Arcore. Il premier è per la verità sembrato ironizzare più che parlare seriamente, ma ha detto: «Dopo una giornata di lavoro capita anche che mi dicano di non andare a casa perché hanno mandato una polvere, forse antrace. Avete capito? Bella consolazione per un dittatore ... e che cosa gli è rimasto se non provarci con statuette o polverina...». Alla Polverini, scherzando, il premier ha ricordato che lui esercita «lo ius primae noctis “ . sulle nostre candidate» e che «è scritto anche nello statuto del Pdl». Toni che mettono in evidenza un certo ottimismo. Un’ulte riore prova nelle sette interviste sette (sei tg e un gr) rilasciate nella sola giornata di ieri. A partire dal voto: anche in caso di sconfitta, «nel governo non cambierà nulla. E non faccio riflessioni su ipotesi che non ritengo possibili». Toni rosei anche sullo spauracchio astensionismo, «rischio» che il premier assicura di «non vedere», perché «ho fiducia negli italiani che hanno visto i guasti fatti dalla sinistra al governo». Poi gli attacchi agli avversari. Da Bersani («Non ci parlo, mi calunnia, è un professionista che capovolge la realtà») a Casini («Atteggiamento schizofrenico, i cattolici non lo voteranno»), dai media («Fanno assoluta disinformazione») alla magistratura («la nostra democrazia ha una malattia molto grave, Magistratura democratica»), dai giudici che hanno escluso la lista del PdL a Roma («Fanno venire mal di stomaco ») alle Regioni rosse («Veri e propri regimi»). E gli amici? «Il sorpasso della Lega è un’ipotesi che non esiste», butta là il Cav, «abbiamo sondaggi chiari». «La Marcegaglia dice sempre le stesse cose, ha un elettorato da accontentare». E il Milan: «Con Leonardo ci sono dei dissensi, ma spero che il futuro sia lui». ”NOBEL”ALL’IRAP Più soft l’approccio di Tremonti. Sulla Rai, per esempio. Laddove il Cavaliere non usa il guanto di velluto («In tanti mi hanno detto: “Non paghiamo più il canone non vogliamo trasmissioni come Santoro pagate coi nostri soldi”»), il ministro smorza: «Non ho visto Santoro, dormivo». Sulla privatizzazione della Rai (misura non esclusa dal premier), Tremonti chiude la porta: «Deve fare l’inte resse pubblico, e lo può fare solo se è fuori dal mercato». Quanto alle materie di sua più stretta competenza, Tremonti propone «di dare il Nobel ha chi ha inventato l’Irap, per quanto è brutta» e dà della crisi economica la più bella definizione sentita fino ad oggi: «Come nei videogame, appena uccidi un mostro ne arriva subito un altro.» M. G. SUPERMINISTRO Il ministro dell’Economia Giulio Tremonti ha parlato anche di Rai e Irap. Sulla tv pubblica di Stato ha smorzato i toni: «Non ho visto Santoro, dormivo». Poi sul discorso della privatizzazione ha chiuso la porta: «La Rai deve fare l’interesse pubblico, e lo può fare solo se è fuori dal mercato». Quanto alle materie di sua più stretta competenza, il ministro ha provocatoriamente proposto «di dare il Nobel a chi ha inventato l’Irap (imposta regionale sulle attività produttive) , per quanto è brutto». Emmevi Nordovest Piemonte al fotofinish Ottimismo per la Liguria Sud Vendola rallenta in Puglia Palese prova il sorpasso ::: ROMA Mercedes Bresso e Roberto Cota sono separati da un’incol latura. A vantaggio, per ora, della governatrice uscente. Un margine colmabile, prevedono gli strateghi elettorali del Popolo della Libertà, nel caso l’affluenza alle urne superi il 70% degli elettori. La gara per la conquista del Piemonte, assicurano dal quartier generale della maggioranza, si risolverà al fotofinish. E la sorpresa, ovvero il sorpasso del candidato della Lega sul filo di lana, è dietro l’angolo. A suffragare l’ottimismo sono le ultime rilevazioni riservate finite sul tavolo dei colonnelli del centrodestra. Bresso sarebbe sì in vantaggio, ma solo di poche migliaia di voti. Uno scarto che nello staff di Cota contano di recuperare soprattutto mobilitando la base elettorale della coalizione. A favore di Cota, in particolare, sta giocando il traino rappresentato dalle liste del centrodestra, potenzialmente in grado di raccogliere più consensi rispetto a quelle del centrosinistra. Ribaltone possibile anche in Liguria. Dal PdL continua a filtrare ottimismo. «La tendenza di fondo resta favorevole al centrosinistra, ma il distacco con il passare dei giorni si sta riducendo», osserva un fedelissimo berlusconiano che sta seguendo da vicino la sfida tra il governatore uscente, Claudio Burlando, e Sandro Biasotti. Chi ha avuto modo di dare un’occhiata alle ultime rilevazioni giura che i due candidati sono divisi da uno scarto minimo, ormai compreso entro il margine d’errore. Poco, per considerare chiusa la partita. T.M. ::: ROMA Silvio Berlusconi tira la volata a Rocco Palese. Perché da due giorni, ovvero da quando il Cavaliere è andato in Puglia a farsi vedere accanto al candidato governatore del Popolo della Libertà, il vento che soffia alle spalle del governatore uscente, Nichi Vendola, si è affievolito. Il leader di “Sinistra e Libertà” resta favorito, ma il distacco tra lui e Palese sarebbe in costante diminuzione. Due i motivi alla base della rimonta del candidato governatore del centrodestra: i recenti scandali giudiziari che hanno coinvolto Sandro Frisullo, ex vicepresidente della giunta Vendola, e l’ero sione dei consensi di cui, fino a pochi giorni fa, era accreditata Adriana Poli Bortone, la leader di “Io Sud” appoggiata dall’Udc. E questo ancora grazie all’intervento di Berlusconi, che nel tour pugliese di giovedì ha invitato gli elettori di centrodestra a riflettere sul voto dato ai centristi, che rischia solo di favorire la conferma di Vendola alla guida della Regione. Appello che, stando a quanto trapela dal quartier generale di Palese, starebbe sortendo qualche effetto, visto che il distacco di Poli Bortone dai due candidati principali sarebbe cresciuto nelle ultime 48 ore. A tutto vantaggio del capogruppo regionale del PdL. Da qui la martellante campagna, negli ultimi scampoli di campagna elettorale, sugli elettori centristi. A favore di Palese, poi, stanno giocando anche i numeri dei partiti che lo sostengono, PdL in testa, potenzialmente superiori rispetto a quelli dei concorrenti di centrosinistra. T.M. «Nella nostra situazione di difficoltà economica mi sembra di stare in un grande videogame, appena uccidi un mostro ne arriva subito un altro» GIULIO E LA CRISI
Edizione: 27/03/2010 Libero LIB_sabato pagina 32 stampata da: zulin alle ore: 19.59.04 colore 32 Sabato 27 marzo 2010 ::: le lettere Le lettere via email vanno inviate sottolineando nell’oggetto: “lettere”. Via posta vanno indirizzate a: Libero viale L. Majno 42 20129 Milano; via fax al n. 02.999.66.264. Vi invitiamo a scrivere lettere brevi. La redazione si riserva il diritto di tagliare o sintetizzare i testi. lettere@liberonews.eu @ www.liberonews.it Cesare riottiene ciò che è di Cesare E a noi che resta? E’ possibile aprire un dibattito sulla crisi del ’29 e sul come la stessa fu affrontata dal fascismo? Come fu possibile attuare tutte quelle riforme che portarono alla nascita dell’Iri, dell’Inps, dell’Inail, dell’Ina eccetera eccetera? E tutto ciò in soli vent’an ni… Quando questa Italia saprà restituire a Cesare quello che fu di Cesare? Non mi risponda con le leggi razziali o la guerra. Quelle non ci sono più e mai più ci saranno, il resto è tutto lì davanti ai nostri occhi… Corrado Calvi e.mail E infatti non le rispondo con le leggi razziali e neppure con la guerra e la disfatta o il delitto Matteotti, anche perché lei mi replicherebbe con le privatizzazioni, la riforma del codice penale, la morte del latifondo, le bonifiche eccetera eccetera. E a furia di risposte e di repliche faremmo notte senza arrivare a un dunque. Le dico semplicemente che dalla fine del fascismo ad oggi sono passati 65 anni. L’Italia non è più quella di una volta, l’Europa è diversa, il mondo è cambiato. Solo Andreotti è rimasto tale e quale, assieme alle piramidi. E dunque restituire a Cesare ciò che fu di Cesare può anche essere un atto dovuto, ma è un atto che ai fini pratici non serve a nulla: Cesare non c’è più, come non c’è Augusto e non ci sono Romolo e Remo, e nessuno di loro tornerà a nascere. Detto questo, accetti una mia domanda: non crede che la nostalgia di Cesare (sua e di molti altri) non stia tanto a dimostrare la grandezza del passato quanto piuttosto la piccolezza del presente e presumibilmente del futuro che ci attende? La verità è che oggi mancano gli statisti. Oggi ci sono i Bersani e i D’Alema, ottime persone, che restano Bersani e D’Alema. E poi c’è chi ha le idee un po’ più in grande, che vorrebbe, che si impegna e che rimane impantanato tra i Bersani e i D’Alema. E anche per questo il passato diventa grande. Quanto alla crisi del ‘29 e a quella attuale, caro mio, parliamo di due cose diverse. La prima fu innanzitutto industriale e solo dopo finanziaria. Fu una crisi di sovrapproduzione, seguita dal crollo dei profitti, dal fallimento delle aziende e infine dal crac borsistico. La crisi di oggi segue un percorso esattamente opposto: prima il crac della finanza fasulla, poi il resto. Quella di oggi è una crisi creata a tavolino, e anche meno cattiva di quella del ‘29. Un’aggravante per i nostri politici e i nostri finanzieri. Per la sua saudade un colpo in più alla nostalgia. mattias.mainiero@liberonews.eu SANTORO/1 Uno spettacolo vergognoso Dal palasport di Bologna è andata in onda una delle più vergognose pagine della cronaca italiana degli ultimi 50 anni, condotta, manco a dirlo, da Michele Santoro e la sua cricca. Il signor Luttazzi ha imbastito un penosissimo monologo di un quarto d'ora con un linguaggio irripetibile da film porno di quarta serie, riferito ovviamente a Berlusconi. Gli ha fatto degnamente da spalla Morgan, che ha farfugliato qualcosa che di comprensibile ha avuto solo gli insulti triviali. Di Travaglio non c'è bisogno di raccontare le solite balle che ha cercato di fare passare per verità assolute. Una trasmissione improntata all'odio verso chi sta governando non per un golpe militare, ma per avere avuto i voti della maggioranza dei cittadini. Questa volta per vari motivi avevo deciso di non andare a votare, ma piuttosto che lasciare l'Italia in mano a questa sinistra cialtrona, ci sarò ancora una volta. E come me spero facciano tutti quelli stanchi di sentire tanti buffoni capaci solo di insultare dalla mattina alla sera e di lamentarsi poi per la mancanza della libertà di stampa. Adelchi Bonatelli Rimini SANTORO/2 Sospendiamolo per sempre Luttazzi, ospite d'onore da Santoro, al PalaDozza di Bologna, mi ha suggerito la convinzione che dovrebbe essere “interdetto” non per 8 anni, ma per 80 anni. Spettacolo disgustoso, terminologia da bassifondi, protervia mescolata a scurrilità di bassa lega sono la sostanza del suo monologo. E, cosa triste e repellente, sono i sorrisi compiaciuti dei vari Santoro, Vauro, Travaglio. Bel successo, che figurone di Santoro e compagni!! Per me, uomo all'antica, solo schifo, ribrezzo, vergogna e grandissimo disagio. Emanuele Rossi Ferrara SANTORO/3 Con la censura ha più visibilità Vedendo lo schifo di Santoro, dove è praticamente in tutte le reti e giornali, mi viene da pensare ciò che dissi in tempi non sospetti: interrompere in qualsiasi modo o maniera un suo programma significa fargli un regalo con i fiocchi. I fatti mi danno ragione. Non si doveva interrompere Anno zero. Il cittadino di buon senso sa bene cosa fare, ed i suoi ragli sarebbero rimasti dove sono sempre stati. Riccardo Devoto e.mail SANTORO/4 I cattolici caduti nella trappola Sono rimasta sorpresa nel vedere che fra le televisioni private che hanno mandato in onda Santoro vi era anche l’emittente cattolica Telenova. In seconda serata hanno mandato in onda il circo di Santoro, uno spettacolo violento e fazioso. Mi chiedo, da cattolica praticante, cosa c’entra Telenova con Santoro, Vauro, Travaglio, Luttazzi. Proprio quando la Chiesa si è schierata a favore di un voto che sia espressione di valori cristiani! Sono veramente indignata ed arrabbiata. Claudia Zeni Piacenza SANTORO/5 Ora dovrebbe lasciare la Rai La normativa sul lavoro dipendente prevede l'obbligo di non «trattare affari in concorrenza con il proprio datore di lavoro (nel caso specifico la Rai)....in modo da non arrecare ad esso pregiudizio». Sono previste anche sanzioni disciplinari da applicarsi al prestatore di lavoro che non osservi tale obbligo di fedeltà . Ora mi aspetto una sanzione esemplare nei confronti di un giornalista parziale e poco obiettivo che potrebbe anche corrispondere al licenziamento. In tal modo potrebbe finalmente approdare con la sua cricca in un habitat diverso dalla televisione pubblica pagata da tutti, quale ad esempio una rete privata come Sky. Solo allora si potrà valutare seriamente la valenza di una sua trasmissione, attraverso cioè l'audience e quindi il numero dei telespettatori disposti a mettere le mani nel portafoglio pur di sorbirselo. Sono proprio curioso... Valentino Castriota Trepuzzi (Le) ALLE URNE/1 Perché non tagliano le auto blu? In questo giorni che precedono il voto, siamo stati tempestati di telefonate, volantini, inviti da parte dei candidati alla elezioni, disposti a promettere tutto il possibile ed oltre, pur di ottenere la nostra adesione. Nessuno, però, che prometta di ridurre gli sprechi, a partire da quelli che li coinvolgono direttamente. Nessuno che dica che rinuncerà alle auto blu. Comincino a dare il buon esempio, e non a persistere nella indifferenza o peggio nel cinismo. Attilio Lucchini Segrate (Mi) ALLE URNE/2 Per un’opposizione più costruttiva E ci risiamo. Nelle scorse settimane abbiamo visto, letto, sentito dai vari mezzi di comunicazione frasi e comportamenti della solita guerra dell’opposizione contro l’attuale governo. Io credo però che la guerra al limite vada fatta “per” o non “contro”. Quindi piuttosto di preoccuparsi di chi vincerà queste elezioni, meglio occuparsi di apprezzare il più possibile tutto quello che , poco o tanto, sta facendo adesso chi ci rappresenta e governa. Rinaldo Vanetti e.mail ALLE URNE/3 Una democrazia da difendere L'8 settembre del 1943, giorno dell’armistizio, avevo appena 17 anni. Nel mio ambiente familiare contestavamo la dittatura e sopportavamo lo stato autoritario perchè eravamo convinti, forse a torto, che era una necessità per la nostra irrequieta Patria. Ma la guerra a fianco della Germania nazista mai! Purtroppo la frittata era stata fatta e bisognava salvare il nostro Paese da mali peggiori. La prima cosa da fare era compiere il proprio dovere a qualsiasi costo: così insieme a mio fratello Fabio, studente universitario di tre anni più grande, ci incamminammo da Roma per traversare le linee di guerra e raggiungere il Governo legittimo riparato a Brindisi, per dare il nostro contributo a scacciare la prepotenza Germanica dall'Italia. Dal porto di Bari salvato dalla distruzione a Cassino sulla linea Gustav, complessivamente i militari italiani lasciaro oltre 87.000 caduti, compreso mio fratello, decorato poi al valore. E tutto questo discorso oggi alla vigilia delle elezioni regionali cosa c'entra? Si impone affinchè tanti incerti, indifferenti, scontenti pensino a quanto è costata questa, purtroppo mal gestita, democrazia! Affinchè tanto sangue non sia stato versato inutilmente. A chi ha buone orecchie intenda. Claudio Sabatini Roma L’ATTACCO AL PAPA/1 Tecnica leninista per colpire la Chiesa Le balle perché siano credibili devono essere enormi. Questa è la tecnica puramente leninista – che i sinistri da semA tu per tu REDAZIONE MILANO 20129 Viale L. Majno, 42 Telefono: 02.999.666 Fax: 02.999.66.264 REDAZIONE ROMA 00187 Via Barberini, 50 Telefono: 06.999.333 Fax: 06.999.33.443 Consulente del direttore per la cronaca di Roma: Giovanni Tagliapietra UFFICI AMMINISTRATIVI: Viale L. Majno, 42 20129 Milano SEDE LEGALE: Via dei Valeri, 1 00184 Roma DISTRIBUTORE PER L’ITALIA E L’ESTERO PRESSDI Distribuzione Stampa e Multimedia Srl STAMPA: Litosud Srl Via Aldo Moro, 2 Pessano con Bornago (Mi) EDIZIONI TELETRASMESSE Litosud Srl Via Carlo Pesenti, 130 Roma S.t.s. S.p.A. Strada V zona industriale, 35 Catania L’UNIONE EDITORIALE S.p.A. Viale Regina Elena, 12 Cagliari MARTANO EDITRICE S.r.l. Viale delle Magnolie Modugno (BA) CENTRO STAMPA EDITORIALE Srl Via del Lavoro, 18 Grisignano (Vi) TESTATA: Opinioni nuove Libero Quotidiano Contributi diretti legge 7 agosto 1990 n. 250 n° 73 anno XLV Registrazione: n° 8/64 del 22/12/1964 Tribunale di Bolzano PREZZO VENDITA ESTERO: CH Fr. 3.00; MC & F € 2.00. di MATTIAS MAINIERO EDITORIALE LIBERO s.r.l. CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE PRESIDENTE: Arnaldo Rossi CONSIGLIERI: Maurizio Belpietro Sergio De Benedetti DIRETTORE RESPONSABILE Maurizio Belpietro VICE DIRETTORI Franco Bechis Fausto Carioti Pietro Senaldi DIRETTORE GENERALE: Stefano Cecchetti VISTI DA VASINCA Siete curiosi di vedere le vostre facce simpaticamente reinterpretate? Inviate le vostre foto e Vasinca vi rifarà i connotati. La prossima caricatura sarà pubblicata nella pagina delle lettere di domani e sul sito www.liberonews.it. Buon divertimento! Inviate le vostre foto a vistidavasinca@libero.it oppure vistidavasinca@tmedia.it
Edizione: 27/03/2010 Libero LIB_sabato pagina 54 stampata da: cervo alle ore: 22.02.32 colore 54 Sabato 27 marzo 2010 ROMA @ commenta su www.liberonews.it ::: MOBILITÀ CAPITALE Il litorale delle buche «Stradegroviera», Ostia chiede aiuto: così non si va avanti La denuncia del presidente del Municipio Vizzani: «Al posto del catrame è stata messa solo pozzolana» ::: ENZO BIANCIARDI Svelato il mistero delle stradegroviera di Ostia. Arterie ridotte ad una crosta d’asfalto accidentata che fa rimpiangere i sampietrini del centro storico. «Su molte strade non è stata eseguita un’idonea preparazione del fondo», denuncia il presidente del XIII Municipio Giacomo Vizzani. «Ci stiamo rendendo conto adesso della situazione. In molti casi sarà necessario un intervento radicale, le “pezze” non servono più e comunque, dopo pochi giorni e nuove piogge, la situazione torna ad essere disastrosa. In via della Martinica, ad esempio, abbiamo verificato che non c’era il fondo in catrame, ma solo pozzolana, su cui era stato steso un velo di asfalto. I tecnici stanno tentando di ridare una struttura resistente al fondo stradale. Tutto questo, per capire come in passato siano state realizzate le strade che attraversano il quartiere. Si tratta di un’eredità pesante. La responsabilità parte da lontano, dai Piani di Zona, attuati senza un accurato controllo». La situazione è allarmante. «Stiamo predisponendo interventi strutturali», ha precisato Amerigo Olive, Assessore Lavori Pubblici XIII Municipio, «volti a migliorare le condizioni generali delle strade. Anche ad Acilia, ad esempio, abbiamo incontrato le stesse difficoltà riscontrate in via delle Martinica, vale a dire una colata di asfalto su un substrato di sola pozzolana. È partito, parallelamente, l’intervento di asfaltatura anche in via Ambrogio Sansedoni a Dragona, dove si stanno effettuando le cosiddette “quadra ture” che consistono nel riempimento della buca, per creare un manto stradale omogeneo, eliminando così avvallamenti e risanando le piccole voragini. Stessa modalità di intervento si sta portando a termine in via Passeroni, davanti all’ospedale Grassi e nel centro storico del Lido». La bonifica delle buche non basta più. Sul litorale il problema è sia la mancata preparazione dei fondi stradali sia per la composizione del terreno sottostante, formato da sabbia di mare, soggetto ad erosione per l’azione delle falde e meno consistente per sostenere le colate d’asfalto.
Edizione: 27/03/2010 Libero LIB_sabato pagina 38 stampata da: zulin alle ore: 20.16.03 colore ::: Spettacoli 38 Sabato 27 marzo 2010 @ commenta su www.liberonews.it Tradimenti nel mondo della tv Oggi a “Verissimo” (ore 15.30 su Canale 5) l’argomento centrale verterà sui tradimenti nel mondo dello spettacolo. Parleranno alcune “tradite” famose: Elena Sofia Ricci, Nancy Brilli e Irene Fornaciari. CANALE 5 ORE 15.30 Elkann intervista Lerner Gad Lerner sarà ospite de “L’Intervista” di Alain Elkann, in onda stamattina alle ore 10.20 su La7. Nelle settimane di par condicio Lerner è stato l’unico a portare avanti imperterrito il suo show politico. LA7 ORE 10.20 25 anni fa a Roma le brigate uccisero Tarantelli Un appuntamento da non mancare stasera alle 19 su Rai Storia. Per “La storia siamo noi” viene ricordata la figura di Ezio Tarantelli, docente di Economia Politica all’Università di Roma che il 27 marzo 1985 venne assassinato da un commando di Brigate Rosse. RAI STORIA ORE 19 ::: CAMILLA COSTANZO Doveva essere i Cesaroni alla milanese, invece ha finito per essere un flop totale. I fratelli Benvenuti, fiction targata Mediaset con Massimo Boldi ed Elena Sofia Ricci ha toccato a tal punto il fondo (la prima puntata ha fatto il 13%, la seconda il 9%) che la decisione di chiudere è stata inevitabile. Ora io mi chiedo, c’è qualcuno a Mediaset che si accorge per tempo che un prodotto non può funzionare? Stiamo parlando della tv privata, quella che deve fare profitto, ottenere risultati, portare a casa l’osso. È così che funziona, ovunque tranne che da noi. Negli Usa (e scusate se tiro sempre fuori l’America) un prodotto viene prima testato sul pubblico col classico episodio pilota. Se il pilota funziona la rete commissiona alla produzione le altre puntate. È tanto difficile applicare lo stesso metodo anche da noi? Voi direte, stiamo parlando di Massimo Boldi che, sul pubblico, dovrebbe già essere testato. È vero, ma qui sta il cancro di cui è malata la nostra fiction. La macchia nera che la rende così povera e scadente è proprio che i prodotti vengono costruiti sugli attori. Anzi, di più, un prodotto non viene neanche approvato se non ha un attore di richiamo abbinato. E dire che la maggior parte delle serie americane sono costruite su sconosciuti! Quindi, per i dirigenti Mediaset, che ci fosse Boldi in questa ficion dev’essere stata una garanzia. In questo caso è stata una garanzia di insuccesso e, scusate, non posso dare torto al pubblico che l’ha ignorata. Non lo so se la responsabilità sia di Boldi o di una trama a dir poco inutile, ma né l’uno nell’altro hanno reso la fiction degna di interesse. La storia in sé poteva anche essere la classica commedia all’Italiana (c’è qualcuno che sa ancora farla?) con la famiglia di salumieri che chiude il banco e si trasferisce in un grande centro commerciale, con la possibilità di usare come casi di puntata l’umanità che va a comprare prosciutti e salumi. Ma l’occasione è andata sprecata. Non versiamo una lacrima per la chiusura de I fratelli Benvenuti, mentre ne versiamo tante per la decisione della Rai di non produrre più Coliandro. Ne versiamo ancora di più per un sistema produttivo che non funziona. Boldi cancellato La colpa non è sua ma di Mediaset CommentoEsce il nuovo film dei “fratellacci” LA CRICCA DI VANZINA «Quanto fa ridere questa Italia intercettata» ::: ANNAMARIA PIACENTINI ROMA Divertimento tout court con temi di grande attualità nel film “La vita è una cosa meravigliosa” diretto da Carlo Vanzina, scritto a quattro mani con il fratello Enrico, in uscita dal 2 aprile in 400 copie con il marchio Medusa. Una storia ottimista se pur incentrata sul fenomeno delle intercettazioni telefoniche, degli scandali nella malasanità, della politica e della finanza, dell’abuso di ufficio, dei finanziamenti illeciti, e anche delle finte badanti che fanno le escort da dieci e lode per ministri e sottosegretari. Come dire, un po’ la storia dell’Italia di oggi. «Questo film è senza alcun tipo di condizionamento», chiarisce Carlo Vanzina, «gli scandali in Italia nascono sia a sinistra che a destra. Sbeffeggiamo un politico che parla sotto la doccia per paura di essere intercettato, per raccontare l’Italia che ci ascolta. Parliamo di temi che funzionano come le corna, la superstizione e le intercettazioni telefoniche, un tema scottante che nella realtà non dovrebbe mai finire sui giornali. Scopriamo mondi diversi attraverso Cesare (Enrico Brignano), il poliziotto che spia le vite degli altri. Ma anche lui è disonesto perché approfitta della situazione per ascoltare tutto quello che dice Laura (Luisa Ranieri), una massaggiatrice che si innamora di lui senza sapere che è un poliziotto». Sono travolti dall’indagine personaggi a vari livelli, da Antonio (Vincenzo Salemme), il banchiere alla guida di un grande istituto di credito a cui i politici chiedono fondi neri per finanziare i loro imbrogli, al prof. Terenzi (Sebastiano Lo Monaco), proprietario di una clinica dove lavora Claudio (Gigi Proietti), chirurgo sposato con Elena (Nancy Brilli) e padre di Luca, più propenso a fare sesso con un’infermiera che a dedicarsi allo studio. Rovinati dall’inchiesta anche Vanessa (Virginie Marsan), figlia di Antonio, e Marco (Emanuele Bosi), un giovane elettricista che finisce tre giorni in prigione accusato di ::: IL FILM L’USCITA “La vita è una cosa meravigliosa”, ultimo film dei fratelli Vanzina, uscirà il 2 aprile in oltre 400 copie distribuite da Medusa LA TRAMA La storia si svolge a Roma e ha come collante le intercettazioni telefoniche la malasanità IL CAST Nel cast Vincenzo Salemme (Antonio, presidente di un importante gruppo bancario, al quale i politici chiedono fondi neri), Enrico Brignano (Cesare, un bravo poliziotto romano che si occupa di intercettazioni), Gigi Proietti (Claudio, chirurgo di una clinica coinvolto nelle indagini), Nancy Brilli (Elena, moglie di Claudio) e Luisa Ranieri (Laura, massaggiatrice che si innamora di Cesare senza sapere che fa il poliziotto) un furto che non ha commesso. Ma, come ricorda il titolo, alla fine tutti i personaggi ritrovano la loro strada, perché gli italiani, nel fare e ricevere favori, mantengono sempre una certa onestà di fondo. Altro che innescare la miccia, fomentando una rivoluzione necessaria al nostro Paese, come ha detto recentemente Mario Monicelli. Enrico Vanzina non ha gradito: «A Monicelli, che ha raccontato un Alberto Sordi vigliacco ne “La grande guerra”, ma pronto a capire le sue debolezze, voglio ricordare le parole di Luciano De Crescenzo: “Si parte dal voler cambiare il mondo, e si arriva a cambiare il canale della tv”. Noi non prendiamo posizione nel film, ma se è riuscito bene è perché parla degli italiani che hanno accumulato una serie di difetti prendendo delle scorciatoie, per poi essere pronti a cambiare totalmente la loro vita». D’accordo anche Gigi Proietti. «Sono italiano, e non mi riconosco in questo quadro così catastrofico», afferma, «anche il mio personaggio mantiene un certo rigore nonostante viva tra intrallazzi e favori». Per Vincenzo Salemme «l’Italia non è peggiorata negli ultimi anni, chi lo dice non ricorda gli eventi passati». Le intercettazioni telefoniche, però, fanno paura a tutti: «Quando mia madre telefona per chiedermi se vado a prendermi quella cosa», aggiunge Brignano, «io grido: e dillo che stai parlando di una crostata!». Intanto i Vanzina pensano al prossimo film: “Ti presento un amico”, commedia sentimentale interpretata da Raoul Bova. IL POLIZIOTTO Enrico Brignano nei panni di un poliziotto in una scena del film “La vita è una cosa meravigliosa” Webphoto Prime notizie dalla Croisette Il “Robin Hood” con Russell Crowe inaugurerà il Festival di Cannes ::: GIORGIO CARBONE Manca un mese e mezzo al festival di Cannes e ancora è buio quasi completo sui film in competizione. Al momento in cui scriviamo, non ci risulta scelto il film italiano (o i film) che verranno lanciati sulla Croisette. È possibile (speriamo non probabile) che non ne sia selezionato nessuno (è già successo, tre anni fa, andò “Mio fratello è figlio unico” ma fu confinato in una rassegna minore). Nonostante una parata di opere già pronte orgogliosamente messe in vetrina dal “Messag gero” non ci pare, a giudicare dai titoli e dai registi, di poter mettere a disposizione dei selezionatori cannensi opere importanti. Bene, in attesa di novità (buone o cattive) qualche titolo (estero) siamo già in grado di annunciarlo. A cominciare da quello del film inaugurale, il “Robin Hood” di Ridley Scott interpretato da Russell Crowe. Tra i quasi sicuri, “You will meet a tall dark stranger” (Tu incontrerai uno straniero alto e bruno), l’ultimo di Woody Allen. Che comunque sempre quasi sicuramente sarà fuori concorso (quel coniglio di Woody non accetta mai di mettersi in competizione). E poi “Il diario del rum”, storia estrema interpretata da Johnny Depp. “Wall street 2” di Oliver Stone con Michael Douglas ancora nel ruolo dello “squalo” Gekko che lo portò all’Oscar 22 anni fa. Eppoi “Poitiche” di Francois Ozon, regista feticcio della critica radical chic e relativamente amato dal resto dell’umanità. Un altro cocco, l’americano Terrence Malick, era stato prenotato a scatola chiusa. Solo che la scatola di “Tree of life” (questo il titolo del film) non potrà essere non dico aperta ma nemmeno chiusa per il 12 maggio (questo perché Terrence è ancora in ritardissimo con la lavorazione). “Robin Hood” comunque è sicuro. Anche se non sarà in concorso. È buona regola da sempre per la rassegna francese che l’opera inaugurale non partecipi alla tenzone (chi instaurò la regola? Probabilmente le grandi case di Hollywood che offrono i loro kolossal a patto che non vengano messi in discussione). Certo kolossal il nuovo “Robin Hood” lo è. Un budget da 130 milioni di dollari che i produttori contano di veder ritornare nelle loro casse debitamente raddoppiati. Come è successo dieci anni fa con “Il gladiatore”, sempre diretto da Scott e recitato da Russell Crowe (un Robin più anziano e corpacciuto dei suoi predecessori cinematografici, da Errol Flynn a Kevin Costner). Con Crowe un cast di tutte stelle che va da Cate Blanchett (Lady Marian) a William Hurt, da Max Von Sydow a Danny Huston. FUORI CONCORSO Russell Crowe in “Robin Hood” Webphoto
Edizione: 27/03/2010 Libero LIB_sabato pagina 40 stampata da: zulin alle ore: 20.42.51 colore 40 Sabato 27 marzo 2010 6.30 Unomattina weekend. Condotto da Sonia Grey con Fabrizio Gatta e Vira Carbone 10.25 Aprirai 10.35 Appuntamento al cinema 10.40 Tuttobenessere 11.30 Occhio alla spesa 12.00 La prova del cuoco. Condotto da Elisa Isoardi 13.30 TG1 14.00 Easy Driver 14.30 Le amiche del sabato “La storia di Papa Giovanni Paolo II” 17.00 TG1 17.10 Puntata dedicata alla GMG A sua immagine 17.30 A sua immagine Le ragioni della speranza 17.40 TG1 L.I.S. 17.45 A sua immagine presenta da Piazza San Pietro in Vaticano: 25 Anni di GMG Incontro del Santo Padre con i giovani 18.50 L’eredità 20.00 TG1 Rai Sport 20.35 Soliti ignoti 21.10 Ti lascio una canzone 2a edizione, prima puntata “Ospiti: Claudio Baglioni, Valerio Scanu, Sylvie Vartan e i tre tenorini Gianluca, Ignazio e Piero”. Condotto da Antonella Clerici 0.05 TG1 0.10 Memorie dal Bianco e Nero “Lo spettacolo leggero e lo sceneggiato seconda parte” 0.50 TG1 Notte Rai 4 17.05 La situazione comica 17.15 L’Isola dei famosi Plus 18.40 High School Team Il film (Drammatico, 2004) con Billy Bob Thornton, Lucas Black. Regia di Peter Berg, Josh Pate. 20.30 L’Isola dei famosi Plus 21.10 15 minuti Follia omicida a New York (Poliziesco, 2000) con Robert De Niro, Charlize Theron. Regia di John Herzfeld. 22.55 Stato di grazia (Poliziesco, 1990) con Sean Penn, Ed Harris. Regia di Phil Joanou. 1.05 Swingtown “Sincerità” con Molly Parker 1.50 Weeds “Come i pomodori!” “Destinazione Pittsburgh” Iris 18.18 Invasion “La chiave” “La nuova specie” con William Fichtner 19.56 Anica Flash 19.59 Amici TGCom 21.02 In viaggio con papà (Commedia, 1982) con Alberto Sordi, Carlo Verdone. Regia di Alberto Sordi. 22.57 Note di cinema “Ricordo di Kubrik” 23.05 Film d’amore e d’anarchia, ovvero stamattina alle 10 in via dei Fiori nella nota casa di tolleranza (Commedia, 1973) con Giancarlo Giannini, Mariangela Melato. Regia di Lina Wertmüller. 7.00 News 7.05 Biorhythm 9.00 The City. Con Whitney Port, Olivia Palermo 10.00 Only Hits 11.00 Lovetest 12.00 HitList Italia 14.00 Speciale MTV News “Story of the Week” 16.00 Speciale MTV News “Story of the Day” 16.05 TRL Weekly Chart 17.00 Speciale MTV News “Story of the Day” 17.05 Only Hits 18.00 Speciale MTV News “Story of the Day” 18.05 Made 19.00 Speciale MTV News “Story of the Day” 19.05 Vale Tutto 20.00 MTV Essential 21.00 Speciale MTV News “Story of the Day” 21.05 Teen Mom 22.00 VH1 presents “The New Virginity” 23.00 Fabri Fibra In Italia “Best of” 0.00 Jersey Shore “Primo episodio”. Con Vinny Guadagnino, Ronnie ‚Fist Pump Brah‚ Magro 1.00 Party Zone Deejay Tv 6.00 Coffee & Deejay Weekend 9.30 The Club 10.00 Deejay Hits 13.55 Deejay TG 14.00 Via Massena “Long Version” 15.00 Deejay TVuole “Best of” 15.55 Deejay TG 16.00 Best of The Player 17.00 50 Songs Weekend 18.55 Deejay TG 19.00 Best of The Flow 20.00 The Club 20.30 Deejay Music Club 21.30 DJ Stories 22.30 Almost true L’altra storia del rock 23.30 M2.0 Night 2.30 The Club 7 Gold 7.00 Just cause 7.50 TG7 12.30 TG7 14.00 TG7 Sport 14.30 Pomeriggio con Casalotto 15.00 Così Casa 18.00 Diretta Stadio... Ed è subito goal! 20.00 Casalotto 20.30 Diretta Stadio... Ed è subito goal! 23.15 CNR TV News 23.20 L’amore e il sangue (Avventura, 1985) con Rutger Hauer, Jennifer jason Leigh. Regia di Paul Verhoeven. Odeon 7.00 Odeon 24: Odeon24 News 7.30 Odeon 24: Superbike TV 23.00 Odeon 24: Skionline tv 23.30 Odeon 24: Superbike TV Telelombardia 7.00 Shopping in Poltrona 18.00 Qui Studio A Voi Stadio 23.00 TL Motori 23.30 Eros graffiti 0.00 Superzap 0.15 Lombardia motori 0.45 Superzap 1.00 Shopping in Poltrona Antenna 3 7.00 Shopping in Poltrona 19.00 Tantasalute 19.45 TG Flash meteo 19.50 Tuttaunaltramusica 22.30 Film da definire 0.30 Shopping in Poltrona TelePadania 20.45 Controcorrente 21.15 Da Nord a Nord 21.30 I Fiori di carta 21.58 Da Nord a Nord RAI UNO 6.30 Pit Lane 7.00 Automobilismo, Mondiale Formula 1 2010 Gran Premio d’Austarlia: qualifiche (Diretta) 8.00 TG2 Mattina 8.40 Mattina in famiglia “La Giornata Mondiale del Teatro” 10.30 Sulla via di Damasco 11.15 Aprirai 11.25 Mezzogiorno in famiglia 13.00 TG2 Giorno 13.25 Rai Sport Dribbling 14.00 Top of the Pops 2010 “Ospiti: I Baustelle, i Finley, Francesco Renga e Leonardo Pieraccioni” 15.20 Giardini e misteri “Il gemello Guglielmo” 16.15 Kate & Emma Indagini per due “Chiacchiere di periferia” 17.05 Sereno variabile 18.00 TG2 Meteo 2 18.10 Primeval con Douglas Henshall 19.00 L’isola dei famosi La settimana 19.30 L’isola dei Famosi 20.00 Il Lotto alle Otto 20.30 TG2 20.30 21.05 Criminal Minds “Una bambina da salvare” “Veleno” con Joe Mantegna 22.40 Sabato Sprint 23.25 TG2 23.35 TG2 Dossier “La Sacra Sindone” 0.20 TG2 Storie I racconti della settimana 1.00 TG2 Mizar 1.25 TG2 Sì, Viaggiare 1.45 TG2 Eat Parade RAI DUE 7.55 Il videogiornale del Fantabosco 8.40 Il mondo di Stefi 8.55 Mistery after misteri “La Sindone raccontata ai ragazzi” 9.00 Tv talk 10.30 Art News 11.00 TGR I nostri soldi Estovest Levante Italia Agricoltura 12.00 TG3 Rai Sport Notizie Meteo 3 12.25 TGR Il Settimanale 12.55 TGR BellItalia 13.20 TGR Mediterraneo 13.50 Appuntamento al cinema 14.00 TG Regione TG Regione Meteo TG3 TG3 Pixel Meteo 3 14.50 Sabato Sport 15.50 TG3 Flash L.I.S. 15.55 Pattinaggio su ghiaccio, ISU World Championships Donne: free program (Diretta) 17.25 Magazine Champions League 17.50 Speciale Formula 1 “Prove GP Malesia” 18.10 90° Minuto Serie B 18.55 Meteo 3 TG3 TG Regione Meteo 20.00 Blob presenta Vota Antonio 20.10 Che tempo che fa “Ospite unico, José Carreras” 21.30 Ulisse il piacere della scoperta “Diari”. Condotto da Alberto Angela 23.20 TG3 TG Regione 23.40 Dal Teatro Manzoni di Monza: Don Chisciotte 1.00 TG3 RAI TRE 6.00 Prima Pagina 7.55 Traffico Meteo 5 8.00 TG5 Mattina 8.50 Loggione “Omaggio a Magda Olivero” 9.45 Finalmente arriva Kalle “Attenzione velenoso!” 10.45 R.I.S. Roma “Lettera d’addio” “Il mistero della tomba dorata” con Euridice Axen (Replica) TGCom Meteo 5 (all’interno) 13.00 TG5 Meteo 5 13.40 Belli dentro “Pet therapy” 14.10 I quattro finalisti di Amici 15.30 Verissimo Tutti i colori della cronaca “Tra gi ospiti: Roberto Bolle, l’étoile del teatro alla Scala”. Condotto da Silvia Toffanin con la partecipazione di Alfonso Signorini 18.50 Chi vuol essere milionario 20.00 TG5 Meteo 5 20.31 Striscia la Notizia. Condotto da Michelle Hunziker ed Ezio Greggio 21.10 Prima puntata Lo Show dei Record “Record: Mototrial; Frittura... non convenzionale; Skateboard; L’uomo più alto del mondo”. Condotto da Paola Perego 0.30 R.I.S. Roma “Il mistero della tomba dorata” (Replica) 1.30 TG5 Notte Meteo 5 CANALE 5 6.30 Degrassi 7.00 Cartoni animati 10.45 Cotto e mangiato “Ospite: Andrea Pezzi” 11.05 TV Moda “Milano: Collezioni Donna AutunnoInverno 2010/11” 11.50 Jekyll La vera faccia della TV 12.25 Studio Aperto Meteo 13.00 Studio Sport 13.35 TGCom 13.40 ‘Til Death “Salta e fai canestro” 14.00 Teste di cocco (Commedia, 2000) con Marisa Merlini. Regia di Ugo Fabrizio Giordani. 16.06 Air bud 2 Eroe a quattro zampe (Commedia, 1998) con Gregory Harrison, Cynthia Stevenson. Regia di Richard Martin. 18.00 Give me five “Il party” 18.30 Studio Aperto Meteo 19.00 La vita secondo Jim “Le nozze” 19.35 Cenerentola e gli 007 nani (Animazione, 2007) Regia di Paul J. Bolger, Yvette Kaplan. 21.10 Madeline Il diavoletto della scuola (Commedia, 1998) con Frances McDormand, Nigel Hawthorne. Regia di Daisy Von Scherler Mayer. 23.00 Money Train (Commedia, 1995) con Wesley Snipes, Woody Harrelson. Regia di Joseph Ruben. 1.10 Poker1mania ITALIA UNO 6.40 Mediashopping 7.30 Il Conte di Montecristo “Terza puntata” con Gérard Depardieu, Ornella Muti 9.30 Vivere meglio “Implantologia dell’anca e Aritmie Cardiache” 10.55 Cuochi senza frontiere. Condotto da Davide Mengacci TG4 Meteo (all’interno) 12.55 Un detective in corsia “Iniezione letale seconda parte” con Dick Van Dyke 13.50 Forum: sessione pomeridiana del Sabato 15.00 Poirot “Omicidio perfetto” “Furto di idee” con David Suchet 17.10 Detective Monk “Il sig. Monk e le tre Julie” con Tony Shalhoub 18.00 Pianeta mare. Condotto da Tessa Gelisio 18.55 TG4 Meteo 19.35 Tempesta d’amore 20.30 Walker Texas Ranger “Sfida finale” con Chuck Norris 21.30 Bones “La doppia morte del caro estinto” “L’aquila di sangue” con Emily Deschanel 23.15 Law & Order Unità Speciale “Accecato” con Christopher Meloni 0.15 Guida al Campionato 0.47 Nessuno può sentirti (Thriller, 2001) con Kelly McGillis, Kate Elliott. Regia di John Laing. 2.20 TG4 Rassegna Stampa RETE QUATTRO 6.00 TGLa7 Meteo Oroscopo Traffico Informazione 7.00 Omnibus Weekend 9.15 Omnibus Life Weekend 10.20 L’intervista. Condotto da Alain Elkann 10.55 I segreti dell’archeologia 11.30 Motociclismo, Mondiale Superbike 2010 GP Portogallo: Qualifiche Superpole Round 2, da Portimao (Dir.) 12.30 TG La7 Sport 7 13.05 L’Ispettore Tibbs “Piccoli omicidi” con Carroll O’Connor 14.05 E’ arrivato mio fratello (Commedia, 1985) con Renato Pozzetto, Carin McDonald. Regia di Castellano&Pipolo. 16.00 Motociclismo, Mondiale Superbike 2010 GP Portogallo: Superpole Round 2, da Portimao (Diretta) 17.05 MacGyver “Tre per la strada” con Richard Dean Anderson 18.05 Detective Extralarge “Bersaglio mobile” con Bud Spencer 20.00 TG La7 20.30 Chef per un giorno “Ospite: Marco Berry” 21.35 L’ispettore Barnaby “La seconda vista” con John Nettles 23.30 Victor Victoria 0.35 TG La7 0.55 M.O.D.A. Condotto da Cinzia Malvini 1.35 25ª ora Il cinema espanso (Replica) LA 7 LE ALTRE EMITTENTI 8.15 Odeon 24: L’altra Televisione 9.25 Odeon 24: Videocommunity 9.30 Odeon 24: Rebus, questioni di conoscenza 10.45 Odeon 24: Videocommunity 11.15 Odeon 24: L’altra Televisione 12.30 Odeon 24: Italia Expo 13.30 Odeon 24: Raider 14.15 Odeon 24: Rebus, questioni di conoscenza 15.25 Odeon 24: Videocommunity 15.30 Odeon 24: Odeon Shopping 18.00 Odeon 24: Samp TV 20.00 Italia oh! 20.30 Yellow 21.00 BAFF 21.15 Copertina 21.45 Col Baffo alla scoperta di... 22.30 Safe Drive 22.55 Odeon 24: Videocommunity SPETTACOLI TV Raiuno ore 21.10 Ti lascio una canzone Torna per la terza volta il popolare Talent show di Raiuno. In diretta dall’Auditorium di Napoli, si esibiscono ragazzi tra i dieci e i 15 anni. Presenta Antonella Clerici (foto). I PROGRAMMI DELLA GIORNATA a cura di Giorgio Carbone Italia 1 ore 23 Money Train Due fratelli. Uno (Wesley Snipes) per levare l’altro dai debiti, organizza una rapina alla metropolitana. Film d’azione con una buona dose d’ironia. Fila come un metrò. Rai 3 ore 21.30 Ulisse il piacere della scoperta Stasera Alberto Angelo dedica la puntata ai diari della storia. Tra questi quello famosissimo di Anna Frank che poi diede l’ispirazione a un dramma famoso e a tre film. Raiuno ore 0.10 Memorie dal bianco e nero Nel suo amarcord della Tv che fu, Enrico Vaime è arrivato a Renzo Arbore (nella foto). Dagli esordi nelle trasmissioni pomeridiane al successo di “Quelli della notte” negli anni ’80.
Edizione: 27/03/2010 Libero LIB_sabato pagina 34 stampata da: callioni alle ore: 20.04.09 colore 34 Sabato 27 marzo 2010 • Torino, via Cavour 17 • Milano, via Manzoni 7 • Verona, largo Gonella 1 • Roma, via Condotti 23 In oltre 400 pagine tutte a colori, sono riportate le quotazioni aggiornate dei francobolli nuovi e usati d’Italia, San Marino e Vaticano, dal 1850 a oggi. Per acquistare la collezione o ricevere informazioni telefoni allo 011.55.76.340 invii un fax allo 011.51.78.025 o scriva a filatelia@bolaffi.it Se preferisce spedisca il tagliando a Bolaffi via Cavour 17 10123 Torino La collezione è anche disponibile nei negozi Bolaffi di: www.bolaffi.it Un’importante selezione di autentici esemplari del Regno d’Italia a un prezzo irripetibile! • 69 francobolli autentici, nuovi fior di stampa e di qualità perfetta • 1 album ad anelli (cm 30x33x5 ) • 19 fogli d’album completi di taschine Dalla politica al costume, dall’arte alla scienza, i vent’anni che dal 1922 portarono l’Italia fino alle drammatiche vicende della II Guerra Mondiale furono densi di eventi cruciali. Attenti cronisti del proprio tempo, i francobolli fotografarono gli avvenimenti, i luoghi, la propaganda di quel periodo con puntualità ed efficacia. Oggi, Bolaffi mette al suo servizio un’esperienza di oltre cent’anni e la invita a entrare nel mondo appassionante del collezionismo proprio con i francobolli del Ventennio fascista, esemplari che rappresentano non solo una suggestiva testimonianza storica ma anche una valida forma di risparmio alternativo a quello tradizionale. La preziosa collezione che abbiamo il piacere di proporle si compone di una selezione di 69 esemplari autentici, nuovi fior di stampa e di qualità perfetta, corredati da un album completo di astuccio e 19 fogli raccoglitori. Il valore di catalogo e listino è di ben 795 euro, ma oggi le proponiamo questa importante collezione a soli 390 euro, senza alcuna spesa aggiuntiva per la spedizione. IN OMAGGIO PER LEI il Catalogo Bolaffi IL COLLEZIONISMO FILATELICO LE OFFRE LA MIGLIORE ALTERNATIVA PER I SUOI RISPARMI scissorscutting INFORMATIVA. I dati personali da Lei forniti saranno trattati ai sensi del D. Lgs. 196/2003 solo per adempiere alle Sue richieste e per la comunicazione di informazioni commerciali o l’invio di materiale pubblicitario su prodotti e/o servizi della Bolaffi S.p.A. e a fini contabili, fiscali e amministrativi. Il trattamento dei dati personali avviene mediante strumenti cartacei, informatici e telematici. I dati personali forniti potranno essere comunicati in ambito nazionale solo a società del nostro gruppo oppure a società alle quali la nostra società abbia affidato l’esecuzione parziale o totale degli obblighi contrattuali verso di Lei. In ogni momento Lei potrà richiedere la cancellazione, l’aggiornamento o la rettificazione dei dati personali ovvero esercitare gli altri diritti previsti dall’art. 7 del D. Lgs. 196/2003. Il conferimento dei dati personali è obbligatorio per poter adempiere alle Sue richieste. Titolare e responsabile del trattamento dei dati è la Bolaffi S.p.A. Per ogni comunicazione potete scrivere a Bolaffi S.p.A., Via Cavour n. 17, 10123 Torino (ITALIA); telefono: 0039+011+5576300 fax: 0039+011+5178025. Con riferimento ai trattamenti dei dati personali ed alla loro comunicazione, nel rispetto dell’informativa sopra riportata, di cui ho preso visione: square6 Do il mio consenso square6 Non do il consenso 4893 A V square6 Desidero acquistare la “Collezione del Ventennio” al prezzo speciale di E 390,00 con spese di spedizione gratuite. In più riceverò in omaggio il Catalogo Bolaffi 2010. Scelgo la seguente modalità di pagamento: square6 in contrassegno, in contanti alla consegna del pacco (+ E 2,02 per la tassa di contrassegno) square6 anticipato con inviando il pagamento a paypal@bolaffi.it square6 con carta di credito: n. scad. Nome e cognome via n. CAP città prov. telefono cell. professione data di nascita firma data
Edizione: 27/03/2010 Libero LIB_sabato pagina 26 stampata da: callioni alle ore: 20.03.48 colore 26 Sabato 27 marzo 2010
Edizione: 27/03/2010 Libero LIB_sabato pagina 52 stampata da: callioni alle ore: 20.25.49 colore 52 Sabato 27 marzo 2010 ROMA Dietro le quinte Quando l’abito fa il monaco Dai vestiti di Sarli ai gioielli di Vhernier abbiamo rifatto il look alle candidate ::: CHIARA PELLEGRINI Non sarà eterea come Audrey Hepburn, né avrà mai quella l’allure da première dame che aveva Jacqueline Kennedy, ma Renata Polverini, candidata del Pdl alla guida della Regione Lazio, potrebbe avere tutte le carte in regola per piacere a tutti. Certo con qualche ritocco. Renata Polverini, classe in 1962, ex segretario generale dell’Unione Generale del Lavoro (Ugl), non è il tipo da tea alle cinque con sandwich ai cetrioli, la sua forza è proprio nella spontaneità che rispecchia anche nel modo di vestire e di truccarsi. Due settori sui quali dovrebbe lavorare maggiormente, magari ascoltando i consigli dei nostri esperti. QUALCHE TRUCCO Secondo il make up artist Paolo Pinna la rivoluzione Polverini deve partire proprio dalla frangetta un must del suo look. «Non è azzeccata», spiega Pinna, «perchè aumenta l’oriz zontalità del viso. La farei diventare una riga in mezzo o un ciuffo scalato e spostato su un lato». Qualche cambiamento anche per il colore dei capelli «ha una bella tonalità», secondo Pinna, «che però andrebbe illuminata con degli chatouche che creino un po’ di volume». Il trucco almeno nelle versioni istituzionali andrebbe invece enfatizzato ricreando delle ombre più definite nella palpebra per alleggerirla con colori più scuri come un marrone intenso o grigio e negli zigomi per un effetto lift «che aiuta molto la resa fotografica». Quando ai colori un bel fard color corallo per illuminare il viso e un gloss color ciliegia. E poi una sistematina alla linea delle sopracciglia allegerrendo un po’ lo spessore e arrotondandole». MIKADO E SCOLLATURE ASIMMETRICHE Nella vita di tutti i giorni il look della candidata del Pdl è molto poco Berlusconiano anche se piuttosto anni Ottanta. Ai tailleurini di ordinanza preferisce gli spezzati, quasi sempre pantalone. Per lei lo stilista Fausto Sarli ha disegnato a due modelli che ne valorizzino il corpo. Per l’ufficio il couturier la vede con un «Giacca in mikado tagliata in vita con abito dalla linea “A line”. Diversa la figura nelle occasioni istituzionali (foto a destra) in cui «la vedo indossare», spiega Alberto Terranova braccio destro di Sarli, «Completo due pezzi in crepe cady con blusa taglio a V impreziosito da ricami a colata tono su tono, aperta sui fianchi con pantalone in cady a sigaretta» UNA CATENA IN ORO ROSA PER I LAVORATORI È l’accessorio a lasciare il segno tanto più se è un gioiello. Carlo Traglio, presidente della casa milanese di gioielli Vhernier, per Renata Polverini suggerisce durante il giorno la catena Mon Jeu (nella foto in alto) in oro rosa ed ebano, che si addice alle donne dinamiche e sportive. «La sua storia», motiva Traglio, «che l’ha vista protagonista a fianco dei lavoratori, a favore delle donne e dei diritti umani, e il suo modo di vivere non le permettono accessori leziosi». Per gli impegni istituzionali meglio puntare sugli orecchini «che ben si abbinano», secondo il presidente di Vhernier, «ad un look molto pulito, sempre in camicia bianca e il bianco le dona. Per gli impegni istituzionali orecchini Vague in calcedonio e brillanti». Sul volto di Emma Bonino, classe in 1948, candidata del centrosinistra, per la poltrona di presidente della Regione Lazio, si vedono apertamente i segni delle battaglie, più o meno condivisibili, combattute sin dalla prima metà degli anni Settanta, quelle per l’aborto ed il divorzio fra tutte. Il suo è un look che, seppure sensibilmente migliorato dagli anni delle aspre campagne radicali, a volte sembra ingabbiarla in un’immagine che non le appartiene. La sensazione è che le giacche dai colli montati e i foulard dai colori sgargianti e qualche spruzzata di trucco siano un compromesso con la sua vera immagine: la sessantottina per eccellenza. In questa ultima campagna elettorale ha sfoggiato, in tutte le occasioni pubbliche, una sciarpa color giallo canarino, simbolo dello slogan “Ti puoi fidare” apparso sui cartelloni elettorali, che ha alternato ad un’altra fucsia. CAPELLI PIÙ VAPOROSI Bionda come la Raffa nazionale la Bonino, nelle occasioni istituzionali, si presenta con un’acconciatura vaporosa, che però tende ad afflosciarsi a seconda delle giornate. Per il trucco si limita al fondotinta, matita nera leggera nel bordo dell’occhio, un velo di mascara e pochissima matita contorno labbra. «Non esattamente una botta di vita direbbero molti miei colleghi», ironizza il make up artist Paolo Pinna che vede per la candidata del Pd «una versione per lei molto pratica». Se va bene il taglio di capelli per Pinna bisogna lavorare sulla piega, «da asciugare in maniera vaporosa così da spezzare la verticalità del volto». Ben più laborioso il fronte make up. «Completamente da modificare», confessa Pinna, «le sopracciglia andrebbero scurite di un tono con una matita e rese più geometriche. E poi un pizzico di fard rosato sullo zigomo centrale su questo tipo di faccia è necessario e le labbra andrebbero colorate con il colore più scuro che si sta utilizzando, anche un rosa leggero sarebbe indicato, questo perchè così facendo si spezza la verticalità del volto aiutandolo moltissimo». GIACCHE ETNICHE MA POSTURA SBAGLIATA Pur indossando invidiabili giacche dalle fogge etniche lo stile Bonino è penalizzato dalla postura, qualche volta ingobbita. Fausto Sarli rivoluziona lo stile Bonino partendo dalla giacca (foto a sinistra), accorciata sul davanti. Bocciati i pantaloni, per il lavoro di tutti giorni meglio «un completo in crepe double girocollo con giacchino corto coreano asimmetrico». Per l’appun tamento istituzionale un abito corto, in crepe cady, con scollatura asimmetrica che monta un mezzo gilet. PUNTARE SULLE SPILLE «La Bonino, come la Polverini, è una donna sicura che non perde di vista il suo lato femminile». Parola di Carlo Traglio, presidente della casa milanese di gioielli Vhernier, che per l’ex ministro suggerisce «un anello dalle forme pulite e lineari, senza fronzoli, come l’anello “Abbraccio” in oro rosa. La Bonino è una donna che non ha bisogno di accessori. Ha una storia alle spalle talmente ricca che gli accessori sono superflui». Giacca negli impegni istituzionali, anche per Vhernier. «Le consiglio di appuntare sul reverse, un segno forte e riconoscibile», aggiunge Traglio, «come le spille, sinonimo di carattere forte, sicurezza e decisione. Per una donna che non si nasconde». Renata Polverini La rivoluzione passa anche dalla frangetta Emma Bonino Il make up essenziale che rattrista il viso “ . “ . «Le due candidate alla Regione Lazio interpretano in modo diverso la moda italiana. Tuttavia hanno entrambe bisogno di qualche consiglio per migliorare il guardaroba» FAUSTO SARLI (STILISTA DI ALTAMODA) «Emma Bonino e Renata Polverini a mio giudizio sono due donne sicure che combattono per i loro ideali, ma non perdono di vista il lato femminile». CARLO TRAGLIO PRESIDENTE DI VHERNIER
Edizione: 27/03/2010 Libero LIB_sabato pagina 36 stampata da: cervo alle ore: 20.51.28 colore 36 Sabato 27 marzo 2010 CULTURA @ commenta su www.liberonews.it Imparare a leggere con Giulio Mozzi Il risvolto di SERGIO CLAUDIO PERRONI Non lasciarti ingannare dal titolo furbetto di questo libro, caro lettore. Perché sì, è vero che il Ricet tario di Scrittura Creativa di Stefano Brugnolo e Giulio Mozzi (Zanichelli) è un manuale di appunto scrittura creativa, e dunque si rivolge a quella nicchia di gonzi convinti che l’arte di scrivere sia materia di apprendimento anziché di sentimento; ed è vero che non ha neppure il coraggio di farlo apertamente, vista la farisaica giocosità con cui si proclama ricettario an ziché manuale. Ma è altrettanto vero che è un fantastico libro di lettura, un compendio del “bel leggere” spacciato per prontuario del “ben scrivere”: occasione perfetta per scoprire autori ignorati o ritrovare autori dimenticati. Un libro divertente e interessante, con un ottimo montaggio di materiale letterario; realizzato da due autori che non sapranno insegnare a scrivere, visto che nessuno sa farlo, ma di sicuro sono affetti dal piacere di leggere e sanno come contagiarlo. Lo contagiano grazie alla scelta sapiente dei brani (si va da Tommaso Moro a Michele Serra, da Balzac all’incommensurabile Giraudoux, tradotto per l’oc casione e tutti al loro meglio, come per una sorta di greatest hits); lo contagiano grazie allo spettro ampissimo dei generi proposti (brani di narrativa, dialoghi teatrali, poesie, giochi di parole, slogan pubblicitari...); soprattutto lo contagiano grazie alla frenesia di LEZIONI DI STILE «Il mio primo Trainspotting era ridicolo» Irvine Welsh racconta la genesi del suo successo: «All’inizio ho scritto in inglese puro, poi ho capito la lezione e ho usato lo slang. Non sono un borghese come Martin Amis e Ian McEwan» ::: GIORDANO TEDOLDI Incontro lo scrittore scozzese Irvine Welsh in un albergo romano nelle vicinanze dell’Au ditorium, dove ieri sera ha intrattenuto il pubblico della manifestazione “Libri come” con la conferenza “Come scrivo i miei libri”. Welsh ha 51 anni, ma sembra un neonato ingigantito da qualche trattamento radioattivo. Colpa della magliettina a righine da marinaretto, della testa calva e degli occhi grandi e cerulei. Nonostante abbia scritto romanzi duri e disperati come Trainspotting sul sottoproletariato tossico di Edimburgo o Il Lercio sulle gesta di un poliziotto alcolizzato e cocainomane, l’unica traccia di maledettismo sul suo corpo è un tatuaggio sull’avambraccio dove sfoggia un teschio che gioca a dadi. Nichilismo e sarcasmo sono le sue cifre stilistiche e, schietto come la sua prosa, se le è stampate sulla pelle. Welsh, in un racconto dell’anto logia da poco uscita in Italia, Tut ta colpa dell’acido (Guanda), lei descrive un padre che picchia il figlio di nove anni e si dice che non può che fargli bene. Memorabile anche la scena della morte del neonato in Trainspotting, mentre i genitori sono fatti di eroina. Che cosa la turba tanto del rapporto tra padri e figli? «Comincio col dire che non ho figli. Sono al secondo matrimonio e tutte le donne con cui sono stato hanno sempre respinto l’idea di un figlio. Ho accettato la cosa e devo dire che non me ne sono fatto un problema, anche se potrei domandarmi se più che rigettare l’idea di un figlio rigettavano l’idea di un figlio con me. A ogni modo, credo che una delle poche cose che si capiscano crescendo è che ti apri a nuove relazioni, trovi altri affetti, e tutte quelle scene patetiche tra un padre e un figlio che vediamo nei film americani, con quelle dichiarazioni tipo “non voglio vederti più” e alla fine l’abbrac cio che li riconcilia, sono idiozie. La verità è che siamo diversi dai nostri genitori e abbiamo aspirazioni diverse, anche Gesù non era sempre d’accordo con suo Padre, nella Bibbia». Che padre potrebbe essere lei? «Un padre assente». Ho letto che le piacciono Jane “ . Austen e George Eliot. Scherzava? «Per niente. Le ammiro molto, penso che Orgoglio e Pregiudizio e soprattutto Mansfield Park di Jane Austen siano capolavori assoluti. Ora ci siamo abituati a pensare a queste opere nelle versioni cinematografiche fatte dagli americani, che essendo degli ignoranti senza tradizioni ne fanno trasposizioni edulcorate e coreografiche per crearsi valori fasulli. Ma Mansfield Park è una storia che parla di questioni sessuali, del ruolo della donna, delle discriminazioni di classe, questioni che ci ossessionano ancora oggi». Eppure il suo stile stravolto dal gergo dei sobborghi scozzesi o irlandesi, infarcito di turpiloquio, è l’esatto opposto dell’Inglese cristallino di Austen ed Eliot... «Le dirò una cosa. La prima stesura di Trainspotting l’ho fatta in puro inglese. Niente gerghi. Era semplicemente ridicola. I tossici di Edimburgo non parlavano così. In un romanzo il linguaggio è come una cassetta degli attrezzi, devi scegliere l’utensile giusto per la storia che vuoi raccontare. Naturalmente l’inglese classico mi piace moltissimo, però non rispecchia le mie preoccupazioni sociali, che sono quelle del sottoproletariato, di chi è in fondo alla scala sociale. Certo, se sei uno scrittore borghese come Martin Amis o Ian McEwan, allora scrivi in quel modo». Lo scrittore incide sulla realtà? Deve essere socialmente impegnato? «Non si scrive nel vuoto. Scrivere è di per sé un impegno sociale. Ma le prime cose sono trama e personaggi. Non è che mi dica: ora scrivo un libro su questo argomento perché voglio che se ne discuta. Nel mio romanzo Crime, in effetti, volevo affrontare il tema degli abusi minorili. Poi mi sono accorto che l’argo mento mi annoiava da morire. E così è diventata una storia di sopravvivenza, su come si superano certe ferite profonde che gli altri ci infliggono». In un’intervista ha dichiarato che vorrebbe vedere tutte le chiese trasformate in nightclub. Ma non pensa che i nightclub siano ambienti piuttosto squallidi? «Mah, più o meno sono la stessa cosa. Si basano sul bisogno di ::: IL LIBRO I RACCONTI “Tutta colpa dell’acido” (Guanda, pp. 294, euro 17) è una raccolta di racconti composti nell'arco di un decennio, a partire dai primi anni Novanta. L’AUTORE Lo scrittore scozzese Irvine Welsh (1958), nato in un sobborgo portuale di Edimburgo, ex punk ed ex tossico, è stato paragonato a Céline e Burroughs. Tra i suoi successi ricordiamo “Trainspot ting”, “Colla”, “Porno” e “Crime”. riunirsi, di dare un luogo a un bisogno di contatto e di appartenere a qualcuno. Io non ho un rapporto definito con la religione; è vero, spesso ne ho parlato in termini molto offensivi, ma in realtà penso solo che sia un tentativo di capire cosa c’è dopo, quando nessuno di noi lo sa. Lo sapremo solo quando sarà tutto finito, se non c’è il nulla». Nonostante i personaggi estremi di cui scrive, lei ha dichiarato di essere felice e addirittura di amarsi. Qual è il trucco? «Non frequento poeti d’amore. Sa, quelli che scrivono di tramonti, cime innevate, fiumi alpini. Sono molto più depressi e fottuti di un tossicomane. E quel che è peggio è che deprimono anche chi sta loro attorno. Piuttosto me ne vado al pub con quattro raccapriccianti scrittori di thriller. Gli scrittori di degrado urbano che conosco io sono gioiosi, perché buttano fuori i loro fantasmi. Una forma di catarsi. Eppoi sa, si vende di più che con la poesia e questo influisce sull’umore. Il mio motto è questo: scrivi come un poeta e vendi come uno scrittore di tascabili d’aeroporto». Lo scrittore di origini scozzesi Irvine Welsh, a Roma per il festival letterario “Libri come”, che si chiude domani. Info: www.auditorium.com Olycom TENTATIVI A VUOTO La prima stesura di “Trainspotting” l’ho fatta in puro inglese. Niente gerghi. Era ridicola. I tossici di Edimburgo non parlavano così. Se sei uno scrittore borghese come Martin Amis o Ian McEwan, allora scrivi in quel modo
Edizione: 27/03/2010 Libero LIB_sabato pagina 47 stampata da: cervo alle ore: 21.59.24 colore 47Sabato 27 marzo 2010 @ commenta su www.liberonews.it uomini&cavalli [ OSTACOLI] Chiaudani salta in Coppa del Mondo Anche Natale Chiaudani partecipa all’ultima tappa di Coppa del mondo per il girone dell’Europa Occidentale, che si tiene a ’SHer togenbosch (Olanda). Dopo il Gran Premio olandese, previsto per domani, si sapranno i nomi dei diciotto qualificati per la finalissima che si terrà dal 14 al 18 aprile a Ginevra. (S. Vaccaro) [ DOMANI A SAN ROSSORE] L’Escuela Espanola si esibisce a Pisa Domani, giorno del Premio Pisa, il pomeriggio all’ippodromo di San Rossore a Pisa sarà allietato dalle esibizioni di cavalli e cavalieri appartenenti all’Alta Escuela Espanola. Tra una corsa e l’altra dimostrazioni di dressage e addestramento dei magnifici cavalli spagnoli che faranno anche da cornice alle competizioni. L’intervista Varini: «La mia verità sull’antidoping» L’amministratore unico di Unirelab replica alle accuse e annuncia querela nei confronti della Gazzetta dello Sport ::: ROMA «Per farle capire la situazione dobbiamo fare un salto indietro fino al 2006 quando l’allora Ministro delle Politiche Agricole, On. Paolo De Castro, incaricò la Commissione Ministeriale Autorino di indagare sull’Unirelab». Esordisce così Stefano Varini, Amministratore unico di UnireLab, nell’intervista rilasciata ad Agicos in relazione all’annunciata querela della società di proprietà dell’Unire alla Gazzetta dello Sport. Secondo Varini il quadro che risultò dall’indagine della Commissione fu sorprendente: «In una parola non funzionava nulla», per usare le sue stesse parole. Una volta consegnati i risultati, il Ministro chiamò Varini e lo incaricò di verificare i conti della società, nominandolo al contempo Amministratore unico di Unirelab con mandato di mettere in liquidazione la società. Dopo aver analizzato i documenti Varini presentò un rapporto al Ministro constatando che l’80% di quanto affermato dalla Commissione risultava vero, anche se c’era ancora qualcosa da salvare e, sempre per usare le parole dell’Amministratore dell’Unirelab, «era un peccato buttare via in questo modo i soldi pubblici». Il Ministro accettò le considerazioni di Varini e da quel momento in poi le cose all’interno della società cominciarono a prendere un’altra piega. La prima mancanza rilevata da Varini al momento della sua nomina sarebbe quella della gestione del laboratorio antidoping della società che rappresenta. Il laboratorio, infatti, non avrebbe alcuna certificazione e sarebbe privo del necessario accreditamento scientifico. A questo punto la nuova amministrazione avvia la procedura di accreditamento che ottiene nell’apri lemaggio 2007. Contemporaneamente parte il confronto con il Direttore scientifico del Laboratorio antidoping Marco Montana. Ed è a questo punto che inizierebbero secondo Varini i primi riscontri negativi. Le verifiche dell’attività laboratoriale presenterebbero lacune di tipo scientifico e altre di tipo prettamente economico. I rapporti tecnici testimonierebbero sempre secondo la tesi di Varini che le analisi non sono effettuate in modo efficace, mentre i contatti presi con i fornitori delineano un quadro amministrativo che suscita diversi dubbi. A questo punto Varini avvia le procedure per il licenziamento del Dott. Montana che arriva il 9 febbraio 2009. Il procedimento a carico dell’ex direttore del laboratorio antidoping riguarda sia l’abolizione della sua posizione che la richiesta di risarcimento per la società con il recupero delle somme che sarebbero state sperperate. Varini tiene in modo particolare ad evidenziare, oltre al danno economico, la grave offesa alla credibilità scientifica dell’Unire lab. Lo specifico della vicenda tra il giornalista della Gazzetta dello Sport, Michele Ferrante, e l’Unirelab ha delle correlazioni con quanto è stato raccontato fino a questo momento. Secondo Varini, prima della sua nomina il giornale non si era occupato con questa puntualità di Unirelab. «Ogni volta che i NAS hanno fatto accertamenti presso Unirelab, la Gazzetta ha pubblicato la notizia, ma soprattutto le ipotesi investigative portate avanti dagli stessi NAS sono diventate negli articoli di Ferrante dei fatti oggettivamente accertati». Secondo Varini quella che definisce «una scorrettezza deontologia» sarebbe inoltre stata accompagnata da una serie di inesattezze. Unirelab contesta al giornalista sia la presunta norma che obbligherebbe l’Unire a presentare la Diap (Dichiarazione Inizio Attività Produttiva) sia l’affermazione che la società abbia agito senza avere alcun Direttore Sanitario e quella correlata secondo la quale il Dott. De Iuliis sarebbe privo di titoli per ricoprire la carica, (effettivamente svolgente la duplice funzione di Direttore Generale e di Direttore Sanitario dell’Unirelab). La parola ora spetta ai giudici. Pubblichiamo di seguito l’intervista rilasciata ad Agicos da Stefano Varini, amministratore unico di Unirelab, che replica alle accuse uscite sulla Gazzetta dello Sport in merito all’an nullamento di migliaia di test antidoping per mancanza di certificazione. Caro diario Nicola, tuo fratello è figlio unico? ::: MARCO MONTANARI Caro diario, spesso essere figlio o fratello d’arte non è un vantaggio. Certo, Paolo Maldini è stato all’altezza di papà Cesare, anzi l’ha pure superato. E Sandro Mazzola non è rimasto schiacciato dall’ombra dell’immenso papà Valentino, però suo fratello Ferruccio ha subito parecchio il cognome e dopo una carriera cosìcosì da calciatore e allenatore le soddisfazioni maggiori forse se le è tolte da gestore di agenzia ippica. Insomma, a volte certe parentele pesano come macigni e danneggiano le nuove generazioni. Nell’ippica i casi non mancano: tra fantini e guidatori penso a Lanfranco Dettori, inferiore in niente al padre Gianfranco, a Enrico Bellei (per me, superiore a babbo Nello), a Pietro Gubellini (ideale proseguimento agonistico dell’elegante Edy), ma anche a Lorenzo e Alessandro Baldi, che non ce l’hanno fatta a emulare due Grandi genitori come Giancarlo e Vivaldo. Tra i cavalli, i “figli di” – ovviamente – non si contano. Più difficile poter comparare le carriere di due fratelli, almeno al trotto dove la genealogia – dicono – conta un po’ meno che al galoppo. Neanche in questo caso, comunque, mancano gli esempi, anzi proprio oggi uno di loro è in pista a Tor di Valle, nel Berardelli. Il puledro in questione è Nicola Capar e me lo segnalò mesi or sono Pasquale Tommaseo, allevatore e proprietario di Mario Tommaseo. Quel giovedì 6 ottobre 2009, Tommaseo mi telefonò mentre tornava a casa da Roma. Mi voleva raccontare del vittorioso debutto della sua Net Profit, guarda caso sorella di Mario (poi fermata), ma ebbe parole d’ammirazione per un puledrone che aveva brillantemente superato la prova di qualifica alle corse (1’15 il ragguaglio al chilometro) con la guida di Enrico Bellei. Nicola Capar, appunto, fratello di quel Lord Capar che nel 2008 pareva destinato ad aggiudicarsi il Derby e fu fermato solo da un infortunio. Nicola appartiene alla neonata scuderia Martujo ed è curato dagli uomini di Varenne, Turja e Minnucci, ma dopo la brillante qualifica attende ancora con ansia di poter fare il “botto”. Il figlio di Supergill e Foxy’n Rowdy è stato quarto al debutto, poi ha vinto due corse in rapida sequenza dopodiché si è dovuto accontentare di un paio di piazzamenti alternati ad altrettante rotture. Niente di trascendentale, però la stoffa c’è ed è all’altezza delle tradizioni familiari. La mamma, da quando è entrata in razza, ha dato alla luce tanti “recordman”, fra cui nel ’99 Calypso Capar (m.b. da Supergill, record 1.12.8, 85.525 euro a cui vanno aggiunti 2.095.711 dollari), e nel 2005 Lord Capar (m.b. da Varenne, record 1.14.6, euro 350.000). Insomma una famiglia numerosa e di grande spessore: Nicola non può fallire a cominciare da oggi, in quel Berardelli che Lord non corse perché impegnato a far soldi nel Nord Europa. Lo guiderà Bjorn Goop e avrà un duplice obbiettivo: portare a casa il primo alloro importante e smetterla di canticchiare “Mio fratello è figlio unico”. GRANDE TROTTO A TORINO . Ghiaccio del Nord nel Costa Azzurra Trotto di lusso oggi a Vinovo, con il Premio Costa Azzurra (mt 1600, ore 17.25, euro 110mila), appannaggio di scuderie italiane domenica Vinovo dopo il forfait della francese Premier Steed. Quindici i partecipanti e una previsione incerta. Favorito Ghiaccio del Nord (foto de Nardin) con in sulky Enrico Bellei ma attenzione a Fitzgerald Bigi, Linda di Casei e Iulius del Ronco, che nell’ultima uscita a Padova si è gettato di galoppo quando era leader incontrastato. Occhio anche a Filipp Roc, velocissimo in partenza. Curiosità: qui mai vincitrici le femmine indigene e dunque vedremo se Irina, ben messa in partenza, o anche la generosa Fitzgerald Bigi, sapranno sfatare il tabù. KERMESSE NEL VIVO Malpensa Cavalli madrina del campionato Horse Ball BUSTO ARSIZIO (VA) L’Horse Ball, a metà tra il rugby e la palla canestro, è una disciplina di squadra che, negli ultimi anni, ha preso piede tra gli appassionati di sport equestri, tanto che oggi è presente in tutte le regioni italiane. La tre giorni di MalpensaCavalli 2010 è lieta di fare da madrina al campionato nazionale, che troverà sul campo centrale dei padiglioni fieristici una cornice ideale, con il doppio appuntamento di sabato e domenica. Ben dieci i team attesi in campo, provenienti da diverse regioni. «Siamo davvero orgogliosi dello sviluppo dell’Horse Ball negli ultimi tempi e a MalpensaFiere saremo pronti a dare a tutti informazioni sui centri dove praticare questa disciplina e, soprattutto, a trasmette il nostro entusiasmo», spiega Cristiano Manzato, il referente nazionale della Federazione Italiana Sport Equestri che ha contribuito a portare l’Horse Ball a MalpensaFiere. «In collaborazione con la Fise negli ultimi anni abbiamo lavorato molto, specie sul settore pony, che ci sta dando grandi soddisfazioni». La tappa del Campionato italiano che si disputerà a MalpensaCavalli riguarda la prima e la seconda divisione, quindi le due massime categorie agonistiche. Ieri si è iniziato con il “riscaldamento”, ovvero una presa di contatto con il terreno di gioco, mentre le partite valide per i punti si giocano tra oggi e domani. La kermesse di Busto Arsizio ospiterà inoltre una scuderia appositamente allestita con quasi 450 cavalli di ogni razza, dall’Arabo al Pura Raza Espanola, al Sella Italiano. Possibile anche un giro gratuito su un mansueto pony, sotto la guida di personale qualificato.
Edizione: 27/03/2010 Libero LIB_sabato pagina 42 stampata da: grafici06 alle ore: 22.26.10 colore ::: Sport 42 Sabato 27 marzo 2010 @ commenta su www.liberonews.it SERIE B Derby a Lecce, Modena e Bergamo Oggi alle 15.30 32° turno di Serie B: GrossetoCesena, ModenaPiacenza, CittadellaSassuolo, LecceGallipoli, FrosinoneAncona, CrotoneSalernitana, TriestinaPadova, AlbinoLeffeBrescia, AscoliEmpoli, MantovaVicenza. Posticipo RegginaTorino, domani alle 12.30. PARAGUAY Cabanas vuole il Mondiale Il calciatore del Paraguay Salvador Cabanas ha chiesto al ct della Nazionale Gerardo Martino di convocarlo per i Mondiali in Sudafrica. Il 29enne Cabanas, ancora ricoverato dopo essere stato ferito alla testa da colpi di pistola lo scorso 25 gennaio, ha già calciato il pallone. LUTTO Morto Pinotti, ex portiere del Torino Gianluca Pinotti, ex portiere di Torino e Piacenza, è scomparso a 63anni dopo una breve malattia. Pinotti, che in carriera ha indossato anche le maglie di Foggia, Salernitana e Pescara tra serie A e C, ha poi lavorato come vice o allenatore dei portieri nello staff di Gigi Cagni. ::: Il pallone di Luciano I dirigenti bianconeri rimpiangono l’antipatica Signora di una volta ::: LUCIANO MOGGI Raramente un presidente di società esprime sentimenti di comprensione e di rammarico verso lo sconfitto, come ha fatto De Laurentiis con la Juve. Non si tratta dei soliti onori (presa in giro) agli sconfitti, quelli sa farli Mourinho. De Laurentiis è stato colpito dalla tristezza che traspariva negli occhi di Del Piero, e il senso di resa e incredulità stampato sul volto del campione e dei suoi compagni ha fatto sensazione tra molti osservatori. La Juve di adesso è talmente simpatica da suscitare sensi di sconsolata comprensione anche negli avversari stessi, ma solo perché è perdente. La Juve di qualche anno fa era antipatica a tutti (e soprattutto all’attuale proprietà) perché vincente ad ogni livello, perché aveva dirigenti preparati nella gestione economica e sportiva e non era seconda a nessuno. Faceva invidia a tutti, soprattutto ai dirigenti attuali che hanno pensato bene di non difenderla, lasciandola in balia di chi voleva portare il calcio che conta a Milano. Ci sono riusciti e ora non devono lamentarsi, pagano il male fatto: a vedere simile disfatta di un grande lavoro portato avanti in 12 anni dalla dirigenza “cacciata”, il dottor Umberto e l’Avvocato si “gireranno” nella tomba. Nel frattempo la proprietà tuona sulla mancanza di attributi del gruppo e probabilmente rimpiange la Juve antipatica di prima. L’incompe tenza ora regna sovrana, i giocatori francesi sono bravi, ma i dirigenti di quel Paese dovrebbero recare danni nel loro Paese. Davide e Golia C’è da sperare che un inizio di riscatto possa cominciare già domani contro l’Atalanta, ma l’avversario non è facile, lotta per la sopravvivenza e lo scenario è disagevole, con lo sciopero del tifo. Penso che i bianconeri riusciranno a raggiungere il quarto posto (come non lo so...) mentre è certo che Zamparini e Garrone potrebbero in futuro avere qualcosa da eccepire. Rispetto al mondo bianconero, fattosi purtroppo piccolo, Roma e Inter vivono un’altra dimensione e si raffrontano oggi in una sfida decisiva. Ranieri vi giunge con una certa sfrontatezza, quella di chi non se l’aspettava, ma ora vuole giocare bene le sue carte, lasciando all’ avversario il suo petto tronfio di superiorità, i punti in più, la forza del collettivo e anche dei singoli, ma sapendo bene che il divario non è enorme, e che talvolta il piccolo Davide ha avuto ragione del gigante Golia. Ranieri, sotto sotto, coltiva il sogno di un clamoroso ribaltamento di valori con chi lo ha irriso per non aver mai vinto nulla e per i suoi capelli bianchi da settantenne. Nell’idea di dare a Mou una spallata, il timoniere della Roma confida nel fattore Champions, un pensiero che non può essere estraneo oggi all’Inter. Di sicuro Mou ha imparato a utilizzare il turnover, come ha fatto contro il Livorno. Lo Special One recupera i freschi Lucio e Samuel, ha verificato l’efficace rientro di Chivu, così liberando per il centrocampo Zanetti. Oltre allo sfavillante Eto’o in veste di punta centrale. Il consuntivo è di un’ Inter al meglio, mentre la Roma ha il dubbio Totti, voglioso di esserci, ma la cautela suggerisce un impiego parttime. Fattore speranza L’occhio interessato del Milan guarderà all’Olimpico con la speranza di mettere a profitto, nel posticipo di domani, un risultato che gli faccia comodo, quello cioè di un’Inter perdente o comunque non vincente, da valutare ovviamente in chiave di secondo posto, con l’ addio rassegnato al discorso più elevato. S’intende che Leonardo dovrà superare la Lazio, in rientro da due vittorie, ma tutt’altro che tranquilla. La battaglia del quarto posto vede il Palermo contro il Bologna, rossoblù reduci da due battute d’arresto, la Samp opposta al Cagliari, sardi con tre sconfitte sul groppone, il Napoli ancora in casa a ricevere il Catania. Gli azzurri dovranno dimostrare di aver smaltito l’entusiasmo per l’impresa di giovedì, e di non aver ancora esaurito tutta la benzina. Alle spalle ci sono il Genoa che scende a Siena e il Bari che va a Livorno, due confronti che dicono poco per le squadre ospiti, ma moltissimo per quelle di casa, che vogliono ancora credere ad una possibilità di salvezza che appare solo teorica. La lunatica Fiorentina prova a rimettersi in corsa contro un’Udinese ancora in zona pericolo, mentre il Parma affronta in trasferta il Chievo, che vuole mettere un altro puntello alla sua già solida posizione. ::: IVAN ZAZZARONI Capitolo 31. C’è la vicenda di due squadre che poco hanno in comune ma che cercano l’impre sa grande attraverso gli uomini ombra. Che sono due, uno a testa. Totti da una parte, Sneijder dall’al tra: il capitano è al rientro, sta molto bene (raccontano a Trigoria) ma non ha minuti nelle gambe; l’olandese è invece alle prese con un problemino fisico che gli ha fatto saltare alcune sedute. Fatta eccezione per queste due variabili, le formazioni di partenza non prevedono sorprese. Più semplice di conseguenza prendere la temperatura ai reparti di Roma e Inter che, come abbiamo ben ricordato ieri, nelle “ultime” ventotto partite di campionato (la Roma si porta dietro le due sconfitte iniziali sotto Spalletti) hanno conquistato gli stessi punti, 59. Non ruolo per ruolo, stavolta, ma fase per fase, settore per settore. INPORTA Julio Sergio contro Julio César. Il romanista sta un po’ meglio del connazionale che tuttavia è in assoluto più completo e talentuoso: il “terzo più forte del mondo” (definizione spallettiana) è diventato il primo di Roma per la gioia di Ranieri che grazie a JS ha completato la ristrutturazione della difesa. Al momento si lascia ancora preferire Julio César, ma il portiere di casa Sensi dà validissime garanzie. DIFESA Cassetti Burdisso Juan Riise contro Maicon Lucio Samuel Chivu. Juan e Riise stanno vivendo una delle loro migliori stagioni (il mancino norvegese è spesso decisivo anche sotto porta), Burdisso è di una continuità straordinaria, Cassetti, esterno di maniera, raramente scende sotto la sufficienza: la fase difensiva della Roma alla quale partecipano con sistematicità e ruoli chiave De Rossi e Pizarro è assai migliorata negli ultimi mesi. Mou presenta quattro fuoriclasse, uno dei quali col caschetto protettivo: in crescita atletica Maicon; tattica, Lucio, che ha ridotto le escursioni avventurose nella metà campo avversaria. L’inco gnita è Chivu: poca spinta. CENTROCAMPO Taddei De Rossi Pizarro contro Zanetti Cambiasso Stankovic. De Rossi, dopo un mese di evidente spremitura, è tornato ai livelli di novembredicembre, Pizarro è oggi uno dei play più brillanti del campionato, Taddei è stato rigenerato da Ranieri; da parte sua l’Inter torna a dare fiducia a Zanetti e Cambiasso, gente che tira la carretta da anni, e preferisce (pare) Stankovic a Sneijder: non ci stupiremmo se l’olandese entrasse subito in campo per svolgere il ruolo di collante e suggeritore, oltre che di battitore sopraffino. ATTACCO Perrotta Toni Vucinic contro Eto’o Milito Pandev. Toni lavora come un minatore (scava, martella, sfonda), Vucinic è baciato dalla grazia divina, l’in vader Perrotta ha recuperato condizione e misura; il reparto nerazzurro ritrova Milito e si affida Pandev, gran scardinatore e a un Eto’o rilanciato dalla Champions e dalla posizione: contro il Livorno è tornato finalmente a partire dal centro. La periferia non gli si addice. IN PANCHINA Ranieri contro Mourinho. Bella lotta. Ranieri firmerebbe per un pari, anche Mou si accontenterebbe: nessuno dei due lo ammetterà mai. Normal può sorprendere l’avversario con Stasera in un Olimpico esaurito Roma e Inter si giocano lo scudetto. Nerazzurri più forti dietro e in attacco (Balotelli ancora fuori), centrocampo giallorosso al top. Totti l’asso di Ranieri, Mourinho ha il talismano Sneijder, ma a decidere saranno Vucinic ed Eto’o LA RIVALE DI CHAMPIONS Il Cska vince “in sella” a Honda MAKHACHKALA (RUSSIA) Seconda vittoria in campionato per il Cksa Mosca, prossima avversaria dell’Inter nei quarti di Champions League mercoledì prossimo a San Siro. Nel terzo turno di Premier League russa, la squadra di mister Leonid Slutsky ha battuto 21 in trasferta l’Anzhi Makhachkala. In Dagestan passano in vantaggio i padroni di casa all’11’con Streltsov, che approfitta di un’uscita a vuoto di Akinfeev. Nella ripresa la reazione dei moscoviti. Prima il giapponese Keisuke Honda, già a segno a Siviglia, pareggia su punizione (errore del portiere dell’Anzhi) al 5’, quindi è il giovane bomber ceco Necid a siglare il gol vittoria al 63’ di testa su cross da sinistra di Schennikov. Prossima partita il 3 aprile contro lo Zenit San Pietroburgo dell’ex mister romanista Luciano Spalletti. L’ora dei gladiatori
Edizione: 27/03/2010 Libero LIB_sabato pagina 37 stampata da: cervo alle ore: 20.51.29 colore 37Sabato 27 marzo 2010CULTURA @ commenta su www.liberonews.it sfogliare che, irresistibile, innescano con la scusa di analizzare la fattura di un dialogo credibile o di un incipit mozzafiato. E così consentono quella che forse è la più piacevole delle letture e la più istruttiva, se proprio dobbiamo cedere alla tentazione pedagogica , ossia la lettura capricciosa, quella capace di appagarti ad apertura di libro, di farti trovare, in qualsiasi pagina càpiti, qualcosa che aizzi la tua sensibilità o appaghi il tuo animo del momento. Dandoti l’idea di avere a portata di pagina tutto. E c’è davvero di tutto in questo libro: autori contemporanei come McEwan o anzianotti come Dio (presente con l’imbattibile incipit della Ge nesi); scrittori formidabili come Buzzati o mediocri come Starnone; perfino nonscrittori come Luttazzi: ma tutti antologizzati secondo una logica, ed è la logica della buona lettura ancor prima della buona scrittura. Perfino le giunture, le parti didattiche, sono piacevoli da leggere tanto da far quasi genere letterario a sé: competenti ma senza spocchia, tecniche ma senza noia, brillanti ma senza cercar troppo di familiarizzare, di rendersi simpatiche al lettore. A parte, ovviamente, la scemenza di quel titolo da dopobrunch in casa Eco. Cathleen Schine «Guai a sottovalutare le pollastre delle lettere» Con “I newyorkesi” e “La lettera d’amore” ha conquistato le classifiche di tutto il mondo. E spiega perché la crisi economica l’ha resa più brava ::: Violenza e politica Il diritto di non tollerare chi si dimostra intollerante ::: GIORGIO FEDEL Gli eventi accaduti nei mesi passati (l’aggressione al premier, l’atteggiarsi virulento di certi personaggi politici, la disseminazione di frasi di un antagonismo estremistico) danno attualità al tema della violenza politica. Due i punti su cui mi sembra utile soffermarsi: la peculiarità della violenza come fenomeno politico e il problema (delicato) del rapporto tra linguaggio violento e democrazia. L’uomo, diversamente dagli altri animali non uccide su una base istintuale, ma nel nome di ideali superiori, cui va la massima devozione. La violenza politica si distingue così dalla violenza criminale comune proprio perché è accompagnata da un simbolismo di giustificazione. La storia è costellata da massacri, uccisioni, ferimenti “giu stificati”. Con l’epoca moderna, inaugurata dalla Rivoluzione francese, i simboli che legittimano la violenza non invocano più la divinità, ma valori terreni da realizzare in questo mondo: «Distruggete i nemici della libertà con il terrore e sarete giustificati come fondatori della Repubblica» (Robespierre). Nasce l’epoca delle ideologie, che arricchisce i modi della legittimazione verbale. I simboli variano, variando i contenuti delle ideologie: la Rivoluzione è il simbolo di giustificazione nel marxismo, sicché «i grandi problemi della libertà politica e della lotta di classe vengono risolti soltanto con la violenza» (Lenin); Sorel, nella dottrina particolare dell’anarcosindacali smo, dichiara «l’apologia della violenza» necessaria al mito dello «sciopero generale politico»; per il fascismo è il raggiungimento della supremazia della Nazione a far sì che «la violenza non può essere espulsa dalla storia» (Mussolini); e nel nazismo l’esistenza della legge naturale della Razza è tale per cui «la vittoria del più forte è la distruzione del debole» (Hitler). Ciò in certo senso si ravviva da noi negli Anni di piombo. Negli slogan («Dieci cento mille Mauthausen», «uccidere un fascista non è un reato», «Ordine Nuovo rompe le teste») la santificazione della violenza come metodo è assicurata e l’omicidio politico può trasfigurarsi in un atto di «giustizia proletaria». È l’ombra di questo scenario del passato che induce a non sottovalutare la potenziale pericolosità per la democrazia della legittimazione verbale della violenza. Questa in effetti si può facilmente tradurre in istigazione. Il che va notato è insito nella natura stessa del regime democratico. La democrazia include tra i suoi valori fondamentali la libertà di parola; e questa a sua volta può sempre permettere qualsiasi tipo di linguaggio. Istigare è infiammare una folla riunita ad aggredire la polizia, lanciare slogan violenti nelle manifestazioni, incitare in modo aperto a colpire determinate categorie di persone, approvare atti di violenza, in genere fare propaganda sovversiva che determina reazioni violente contro l’ordinamento politico e sociale vigente. Non è senza interesse osservare come la tradizione del pensiero liberale reagisce al problema della violenza politica (e del suo incitamento). Una posizione vede la violenza come un’in terruzione del processo politico genuino, qualcosa di eccezionale, di estraneo alla società politica. Un’altra, che risale ai Greci, contrappone la violenza alla discussione. L’idea è che il libero scambio di ragioni possa condurre all’accordo sociale. Da questo punto di vista, la democrazia fa risplendere il valore della libertà di parola nel suo essere government by discussion. Ma è una terza posizione che va al cuore del problema. Questa guarda al valore della libertà di parola, non in sé e per sé, ma in connessione con altri valori (la sicurezza, la persistenza della democrazia). È quindi realistica, e muove da ciò che Karl Popper chiama il «paradosso della tolleranza». Tollerare gli intolleranti (i violenti) distrugge la tolleranza. Popper avvalora il «prestare ascolto all’argomentazione» e nel contempo sottolinea che tale ascolto deve per definizione essere reciproco, altrimenti verso coloro che non sono disposti a rispondere ad argomenti con argomenti ma a ricorrere all’«uso dei pugni o delle pistole», «noi dovremmo quindi proclamare il diritto di non tollerare gli intolleranti», reprimendoli. Resta il problema (anche presente nel diritto penale) della linea di demarcazione da tracciare tra, da un lato, la difficoltà della moderazione in politica, variamente alimentata, che lascia il campo alla passionalità così intensa da voler la sopraffazione della parte avversaria, e, dall’al tro, la specifica espressione verbale che spinge alla rottura violenta della legalità. Quando cioè il dissenso, l’opposizione, valori fondamentali della democrazia, superano determinate soglie di pericolosità? ::: PAOLO BIANCHI Proprio ottimista no, ma per niente vittimista. È la concezione dell’esistenza che la scrittrice americana Ca thleen Schine esprime nella vita reale, giusto per sbaragliare gli equivoci a proposito dei suoi romanzi generalmente a lieto fine. In molti la conoscono soprattutto per La lettera d’amore, una specie di commedia degli equivoci dal tono scespiriano, un romanzo pubblicato nel 1996 e diventato presto ad alta diffusione, tanto che ne è stato tratto un film. Lo stesso è accaduto nel 1998 con Le disavventure di Margaret. A febbraio è uscito il suo ultimo lavoro, The Three Weissmanns of Westport, ora pubblicato in Italia da Mondadori con il titolo Tutto da capo (traduzione di Stefano Bortolussi, pp. 324, euro 19,50), in libreria da martedì. La scrittrice è ora a Roma, alla manifestazione letteraria “Libri Come”, e domani mattina alle 11 all’Auditorium incontrerà i lettori. Nel frattempo l’abbia mo intervistata. Questo suo romanzo tratta delle difficili vicende familiari di due sorelle e della loro madre, abbandonata dal marito in tarda età. Tutto sembra precipitare, ma le donne, con coraggio, riprendono in mano il bandolo della loro vita. Una trama che ricorda molto Ra gione e sentimento di Jane Austen. Qualche riferimento? «Assolutamente sì. Avevo appena finito di rileggere quel libro per la seconda o terza volta e continuava ad apparirmi straordinariamente moderno. Il tema della vulnerabilità della donna, per quanto la società sia radicalmente cambiata rispetto a quella dell’Inghilter ra vittoriana, ha ancora un suo fascino e una sua attualità. Per la verità, io sono pessimista, ma mi piace descrivere personaggi reattivi, che affrontano le difficoltà con coraggio». Nemmeno i suoi personaggi negativi lo sono del tutto. Perché? «Perché se l’antagonista fosse del tutto cattivo mi verrebbe fuori un fumetto. E invece nella realtà la maggior parte della gente è fatta da diverse parti non così semplici da definire». La sua è stata giudicata da alcuni critici come una narrativa vicina al genere chick lit, che noi per semplicità traduciamo “letteratura da pollastre”. Ha presente il genere? «Sì, però va detto che ormai qualunque trama che comprenda una donna che attraversa qualche vicenda amorosa, e che non va a finire troppo male, rientra in quel genere. È talmente abusata questa definizione, soprattutto per motivi commerciali, che ci rientra benissimo la stessa Jane Austen». Chi le piace tra i suoi colleghi contemporanei? Da noi vanno molto Philip Roth e Jonathan Safran Foer... «Li rispetto molto entrambi. Roth è una specie di genio, Foer è molto innovativo. La mia preferita però è Elisabeth Strout». Chi non sopporta? «Trovo molto sopravvalutati i minimalisti. Raymond Carver era bravo, ma tutti i suoi imitatori scrivono racconti di cui non si capisce niente. Se voglio dei bei racconti, mi tocca ricorrere a Cechov». Lei vive tra New York e la California. Frequenta una comunità letteraria nel suo Paese? «Sì, ho avuto e ho molti amici scrittori. È una fortuna perché passiamo un bel po’ di tempo a parlare di tecnicismi che annoierebbero a morte chiunque altro. Però c’è una controindicazione: devo stare attenta a non rubare le storie altrui. Ogni volta che uno mi racconta qualcosa di interessante devo chiedere se posso usarlo nei miei scritti e in genere la risposta è no. Una volta che una signora, la quale oltretutto scrive saggistica, mi ha raccontato un aneddoto divertente e io l’ho utilizzato, sì è infuriata come una pazza. Mi sono ridotta a desiderare che morisse presto, per liberarmi da quel peso. Invece è ancora viva e in ottima salute». Lei ha scritto questo libro mentre in America imperversava la crisi economica e finanziaria. Ne è stata toccata? «Sì. Da un momento all’altro siamo diventati tutti più poveri. E avevamo meno lavoro, meno articoli, meno soldi dagli editori. Abbiamo dovuto stringere la cinghia. Per questo mi sono buttata sul lavoro e mi sono sbrigata a finire il mio romanzo. A volte le difficoltà economiche sono uno stimolo per raddoppiare le forze. Non ci si può più permettere di perdere tempo». Allora non tutto il male vien per nuocere. Perciò lei non è così pessimista... «Pessimista sì. Ma non vittimista». DALLA GRANDE MELA La scrittrice americana Cathleen Shine, firma del New Yorker e di altre riviste Effigie
Edizione: 27/03/2010 Libero LIB_sabato pagina 28 stampata da: zulin alle ore: 20.42.01 colore 28 @ commenta su www.liberonews.it Sabato 27 marzo 2010 Auto&Motori Scorpion verde In arrivo le gomme firmate Pirelli a basso consumo ::: PAOLO BOLOGNA TARRAGONA Il verde nel mondo dell'auto è senz'altro un colore di moda. Abbiamo cominciato, più di vent’anni fa con la benzina (che poi proprio “verde” non è), abbiamo continuato con marmitte, motori, filtri. Tutto per rendere sempre più “ecologicamente compatibile” uno dei fondamentali della vita contemporanea: l’au tomobile. Ogni componente viene sottoposto a cure, studi, test per poter rispettare via via i limiti che vengono imposti a questo settore, più che a tutti gli altri, anche dall'Unione europea. Ebbene, proprio dall’Europa sono in arrivo altri paletti, questa volta per gli pneumatici che, dal 2012, dovranno rispettare limiti precisi per quanto riguarda la resistenza al rotolamento e l’emissione di rumori e saranno classificati in maniera analoga a quella adottata oggi per gli elettrodomestici. Nuovi materiali per diminuire l’attrito gommaasfalto senza far perdere la caratteristica di ancoraggio alla strada (fondamentale per la sicurezza), e quindi consumi ed emissioni che dipendono per il 20% proprio dalle gomme, sono oggi le linee guida dei costruttori. Ed ecco allora la Pirelli pronta con “Scorpion Verde”[foto in fondo alla pagina], una copertura studiata per suv e crossover capace, secondo l’azienda, di ridurre mediamente del 4% proprio consumi ed emissioni e del 30% il rumore. «Il comportamento su strada – viene subito segnalato – resta ottimale, specie sul bagnato, grazie a quattro scanalature longitudinali e ai particolari intagli latitudinali che consentono ottimo grip e uno smaltimento dell'acqua di 41 litri al secondo a 90 orari». Caratteristiche dinamiche che abbiamo avuto modo di provare in pista e su strada. Secondo una ricerca condotta in Europa, il 70% dei possessori di suv dice di essere disposto a pagare di più per gomme più “verdi”men tre le vendite di questo tipo di veicoli, nonostante l’ostruzionismo degli ecologisti, sono in continuo aumento. Da 1,1 milioni di unità del 2009 si dovrebbe passare a un 1,4 milioni nel 2013, il 9,8% del mercato complessivo. Pirelli, dunque, gioca le sue carte. Lo scorso anno, con un mercato in calo, la casa italiana ha fatto registrare globalmente un aumento della quota di mercato dello 0,6 %. In Italia, come gruppo, è seconda solo a Michelin, ma conquista il primo posto se il paragone viene fatto esclusivamente sui due marchi leader e non complessivamente su tutti quelli rappresentati. E “Scorpion Verde” si inserisce in una strategia precisa, una scelta di fondo, quella della sostenibilità ambientale in tutte le aree di business. Il nuovo pneumatico, che il prossimo anno sarà disponibile anche in versione invernale, viene messo in vendita ad un prezzo allineato con quello del “cugino” siglato Atr. «A parte i vantaggi ecologici, di comfort e sicurezza sostiene Marco Verona, responsabile pneumatici suv e crossover di Pirelli –ci sono anche quelli economici per il consumatore». Nel ciclo di vita di un treno di gomme, il risparmio per minor consumo e maggiori percorrenze si aggirerebbe sul 1520 %. Trattativa alla stretta finale Volvo alla Geely per 2 miliardi I cinesi salvano l’auto svedese Attesa entro domani la firma con la Ford. E la Saab punta al pareggio nel 2012 ::: CLAUDIO NOBIS Saab è passata, Volvo sta passando. Le sorti dell’auto svedese colpita dalla crisi sulle sue storiche marche, sembrano ora avviate a tornare in pista. Due storie, due aziende molto diverse per dimensioni e valori, che tuttavia rivendicano come tutte il proprio diritto alla sopravvivenza. Per una sorta di curiosa coincidenza, nel giro degli ultimi due giorni sono passate entrambe attraverso le cronache internazionali, la prima grazie a un frenetico “tour” europeo di Victor Muller, amministratore delegato della Spyker, fresca acquirente della Saab rilevata con 74 milioni di dollari dal fallimento della General Motors, la seconda da tempo in trattative fra la venditrice Ford e i cinesi della Zhejiang Geely, che proprio nel corso di questo week end potrebbero arrivare alla definitiva conclusione. È prevista per oggi, infatti, la visita in Svezia del vicepresidente cinese Xi Jinping in persona che, salvo imprevisti, dovrebbe “benedire” il definitivo acquisto della Volvo da parte della Geely per 2 miliardi di dollar. Si tratta di una operazione che, a ben guardare, va molto oltre l’accordo fra due aziende: lo scorso anno il mercato cinese è diventato il più grande del mondo superando gli Usa, ma ora per affrontare le aree occidentali ha bisogno più che mai di know how tecnologico e di immagine. Per il governo svedese (e non solo per la Ford che continua la sua veloce marcia fuori dalle secche di fine 2008), intanto, la tempesta sembrerebbe così del tutto superata. Annullato il problema Volvo, anche se i sindacati restano ancora molto attenti all’evolversi della transazione malgrado l’impegno cinese di riportare i conti in nero già per la fine del 2011, è finita il 23 febbraio anche la dolorosa vicenda Saab che sembrava destinata alla disfatta totale in mancanza di acquirenti. Poi, il colpo di scena con la sorprendente candidatura della Spyker, la marca olandese di specialissime supercar come la C8 Aileron, che alla fine è andata in porto evitando la definitiva chiusura. «Ora il futuro della Saab è al sicuro ha detto Muller la casa tornerà presto a generare profitti e a proporre auto emozionanti ispirate alla storia del brand che conta ancora su molti estimatori in tutto il mondo». Anche qui una presenza cinese (la Baic) con 200 milioni di dollari, accanto ai 550 della Banca europea (garantiti dallo Stato svedese) e ai 320 della General Motors (oltre ai 175 di debiti “congelati”). Obiettivo primario, abbassare il punto di pareggio sotto le 100.000 vetture l’anno entro il 2012. Ma intanto la linea di montaggio della 95 è già ripartita. E anche questa è una buona notizia. Dopo un 2009 negativo Con il restyling di Fabia e Roomster Skoda vuole tornare a crescere SCOCCA OPEL La Saab 95 arriverà nelle concessionarie a maggio. Costruita sulla piattaforma della Opel Insignia, sostituisce l'omonimo modello commercializzato da tredici anni a questa parte. Alla Saab sono ottimisti: «Abbiamo un piano che è totalmente finanziato, anche grazie ai 400 milioni di euro messi a disposizione dalla Banca europea degli investimenti e dal governo svedese». Resta da vedere cosa ne potranno pensare i nuovi padroni cinesi. ::: LUCA ONDA ATENE Obiettivo record. Reinhard Jung, ceo di Skoda, è più che deciso: «Nel 2010 vogliamo raggiungere il nuovo record di vendite». Che, in cifre, vuol dire quota 700.000 unità. Non sarà semplice e tutto passerà ancora una volta per il mercato cinese. L’anno scorso Skoda è cresciuta dell’1,4%, miglior risultato di sempre con 684.226 unità, grazie soprattutto ai buoni risultati ottenuti in Cina (+107%) e in Germania, dove il brand del gruppo Volkswagen ha il 5% del mercato (+57,3% rispetto al 2008). Finiti gli incentivi la “festa” del mercato si è conclusa soprattutto in Germania e per sostenere quel record ipotizzato da Jung non resta che sperare nel “fenomeno” Cina. Nel frattempo ci sarà da lavorare anche in Italia dove Skoda nel 2009 ha perso il 21,7% scendendo a quota 0,6% del mercato. Due fattori hanno giocato a sfavore: la mancanza di una piccola del segmento A e non aver potuto contare sulla parte più sostanziosa degli incentivi per il Gpl, avendo solo impianti omologati in fase 1 ovvero, in after market. L’obiettivo è tornare alle 18.000 unità del 2008 anche grazie all’arrivo del restyling di “mezz’età” per Fabia e Roomster, modelli fondamentali che in Europa valgono il 54,5% delle vendite Skoda e in Italia oltre il 62%. Le modifiche sono identiche per entrambe e si tratta solo di piccoli ritocchi: uno sviluppo più orizzontale del frontale con calandra più ampia e i fari che si allungano sul cofano dando un aspetto più slanciato. Lateralmente, invece, l’auto è identica alla precedente salvo il disegno dei cerchi: più classica e banale la Fabia, più divertente e familiare la Roomster che offre anche lievi modifiche all’interno e una nuova plancia strumenti con l’indi cazione del punto ottimale di cambiata. La Roomster si fa apprezzare per la grande abitabilità posteriore, favorita da un’apertura delle porte quasi a 90 gradi, ideale per una famiglia con bambini. Più dinamica la Fabia, superiore rispetto alla concorrenza del segmento B. Cambiata anche la gamma motori: la lista per Fabia comprende, al lancio, 8 possibilità: 6 a benzina e 2 diesel, per la Roomster 4 benzina e 2 diesel, tutti Euro 5, sviluppati secondo i principi del “downsizing”. Motore di piccola cilindrata, turbo, iniezione diretta e common rail per i diesel, per avere consumi ed emissioni ridotte, senza penalizzare le prestazioni. Fra questi, i più adatti al mercato italiano sembrano essere il 1.2 MPI da 70 Cv, il 1.2 TSI da 86 Cv a benzina e il 1.6 Tdi Cr da 75 Cv. Più interessanti tecnicamente e divertenti da guidare (i prezzi però salgono), il 1.2 TSI da 105 Cv e il 1.6 TDI CR sempre da 105 Cv. GRUPPI OTTICI La nuova Skoda Fabia restyling. Le modifiche più importanti riguardano la calandra frontale e i gruppi ottici, allungati sul cofano rispetto al vecchio modello. Il Pirelli Scorpion Verde
Edizione: 27/03/2010 Libero LIB_sabato pagina 23 stampata da: callioni alle ore: 21.11.54 colore 23Sabato 27 marzo 2010ATTUALITÀ @ commenta su www.liberonews.it La sentenza «Non è razzismo dire italiano di m...» Graziato un extracomutario per gli insulti a un friulano: solo “negro di m...” è discriminante ::: LA VICENDA GLI INSULTI Il giudice di Pace di Pordenone, nel dicembre 2008, aveva condannato con una multa di 900 euro Onkar S. per i reati di ingiuria, percosse e minaccia nei confronti di Mauro C.. Una condanna senza aggravanti, nonostante l’extracomunita rio avesse apostrofato la sua vittima con “italiano di m...”: per questo la Procura di Trieste aveva fatto ricorso in Cassazione RICORSO BOCCIATO La Cassazione boccia il ricorso e sentenzia: dire “italiano di m...”, pur condannabile come reato di ingiuria, è comunque meno grave che dire “nero di m...” perchè non denota razzismo. Il motivo? «”Italiano”, nel comune sentire nel nostro territorio è stragrande maggioranza e classe dirigente» e quindi «non dà luogo» a quel «pregiudizio corrente di inferiorità» che è elemento fondamentale, invece, del sentimento xenofobo ::: IURI MARIA PRADO La Corte di cassazione ha ritenuto che rivolgere a un italiano l’insulto “italiano di merda” non costituirebbe un’offesa troppo grave. Motivo (pare almeno sia questo, leggendo quel che riportano le notizie di agenzia): perché siamo in Italia e perché gli italiani, qui da noi, non sono destinatari di atteggiamenti di discriminazione etnicorazziale. Dice infatti la Cassazione che «non si può ritenere che il riferimento all’italiano, nel comune sentire, nel nostro territorio, in cui l’italiano è stragrande maggioranza e classe dirigente, sia correlato a un sentimento che può dare luogo a un pregiudizio corrente di inferiorità». Come a dire che la curvatura razzista dell’insul to non dipende dal contenuto dell’insulto, ma dall’ambiente in cui è usato e da come lo intende l’insultatore. Che sarà pure un criterio con un aggancio di diritto (non lo sappiamo), ma si presta a qualche imbarazzante stiracchiatura se applicato a casi assimilabili. Che so? Uno cammina lungo una via di Milano e si sente dare di «polentone di merda». Siccome i «polentoni» sono (almeno per ora) maggioranza in Lombardia quell’insulto dovrebbe essere meno grave? Bisogna precisare che nella vicenda decisa dalla Corte di cassazione era in ballo l’applicazione di una normativa particolare, cioè la cosiddetta legge Mancino contro la discriminazione e istigazione all’odio razziale, e ben può darsi che nel caso specifico l’aggravante potesse apparire poco coordinata, insomma eccessiva. Anche perché sulla bontà di quella legge ci sarebbe molto da dire nel senso che la violenza bisogna punirla quando c’è e perché c’è, e non per la coloritura eventualmente razzista che la contrassegna. Per intendersi: chi dicesse che bisogna picchiare i negri farebbe una cosa schifosa, ma bisognerebbe punirlo perché istiga alla violenza, non perché le vittime della sua istigazione sono di colore. Detto questo, e cioè precisato che con questa sentenza ci si occupava verosimilmente di un profilo speciale del delitto addebitato all’insultatore, resta che quel criterio lascia perplessi. Che cosa importa infatti che qui da noi, in Italia e tra italiani, non ci si senta discriminati in quanto italiani? È certamente vero, ma questo legittima che ci chiamino “italiani di merda”? Qualcuno risponderebbe che l’insulto è in effetti brutto, ma appunto non è caricato di violenza discriminatoria. Vero anche questo, magari, ma se poi ci spiegano che la matrice etnicorazzista è mancante perché manca nello spirito di chi insulta il ragionamento non funziona più. Il rischio di questa legge, e delle decisioni che ne fanno applicazione, è pesantissimo e probabilmente con conseguenze incalcolate: e cioè che si appresti in via giudiziaria una tutela antirazzista se, e fino a che, si tratti di categorie per così dire “protette”. Una specie di tutela della razza contro le discriminazioni di razza. Una sciocchezza, a dir poco. SORGE IL DUBBIO Si può dire Cassazione di m...? Per gli “ermellini” della quinta sezione penale della Cassazione «l’espressione “sporca negra” rivolta a persona di pelle scura integra gli estremi di ingiuria aggravata dalle finalità di discriminazione o di odio etnico e razziale, in quanto essa è correlata nell’ac cezione corrente, adottata nel nostro territorio, proprio ad un pregiudizio di inferiorità razziale». Mentre, sostengono sempre gli “ermellini”, «il termine “italiano” accoppiato alla parola ingiuriosa “di merda”, può essere letto come individualizzazione della persona singola nei confronti di cui si ha disistima, piuttosto che come riferimento ad una identità etnica in quanto facente parte di una comunità nazionale, quella italiana, che proprio nel nostro Paese non può essere correlata ad una situazione di inferiorità o suscettibile di essere discriminata». Ma se uno non avesse comunque «disistima» degli “ermellini” può dire «Cassazione di merda»? L’espressione «italiano di m...», pur essendo un’ingiu ria, non può essere punita con una pena severa, né con l’applicazione dell’aggravante della discriminazione o dell’odio razziale introdotta nel 1993 dalla legge Mancino. Lo ha stabilito la Cassazione che ha confermato la condanna al pagamento di una multa di 900 euro inflitta dal giudice di pace di Pordenone a un extracomunitario per ingiuria, percosse e minaccia nei confronti di un italiano. L’imputato si era rivolto alla parte offesa chiamandola «italiano di m...», ma il giudice non aveva ritenuto di dover applicare nei suoi confronti l’ag gravante della connotazione razzista. Verdetto impugnato dal procuratore generale di Trieste, che aveva chiesto una pena più severa, ma i supremi giudici, con la sentenza n.11590, hanno ritenuto infondato il ricorso. Nel caso in esame, spiegano, «non si desume che la frase ingiuriosa ”italiano di m...” fosse stata pronunciata consapevolmente per finalità di discriminazione o di odio nazionale razziale, non risultando che l’imputato avesse manifestato odio e sentimenti similari connaturati a una situazione di inferiorità degli italiani. Anche perché sostengono i giudici non si può ritenere che il riferimento all’italiano, nel comune sentire, nel nostro territorio, in cui l’italiano è stragrande maggioranza e classe dirigente, sia correlato a un sentimento che può dare luogo a un pregiudizio corrente di inferiorità». ::: Intervento Minerali o di rubinetto Attenti a cosa bevete ::: LUCA BERNARDO* In questi giorni si sta svolgendo a Bari il 3° Meeting Nazionale di Nutrizione Pediatrica “Me dieterranea”, presieduto dai professori Lucio Armenio e Vito Leonardo Miniello della Clinica Pediatrica “ Salvatore Maggiore” del Policlinico di Bari. Nella sessione dedicata ai miti e agli errori nutrizionali dell’età evolutiva, Miniello, docente di Nutrizione dell’Età Evolutiva, ha focalizzato l’attenzione sulla necessità di mettere ordine nel mare magnum dell’acqua da somministrare al lattante, riproponendo la diatriba tra acqua di rubinetto e minerale. Il cospicuo utilizzo delle acque minerali nell’alimentazione infantile è da ricondurre a diversi fattori quali abitudini alimentari orientate verso prodotti “naturali”, perplessità e luoghi comuni sulla qualità dell’acqua domestica, nonché onnipresenti richiami mediatici. Alcune sostanze presenti nell’acqua possono rappresentare rischi per il cucciolo di uomo se assunte in eccesso. Un esempio paradigmatico è rappresentato da fluoro e nitrati. A fronte della considerevole prevalenza di carie nella popolazione infantile, il Ministero della Salute suggerisce programmi di fluoroprofilassi. Ma tale adozione deve fare i conti con il fluoro “invisibile” contenuto nell’acqua. Nel nostro Paese la quantità di fluoro presente in quella del rubinetto è trascurabile, mentre per le minerali è necessario sbirciare l’etichetta. Se la concentrazione risulta superiore a 1,5 mg/l il produttore deve indicare in etichetta «non opportuno il consumo regolare da parte dei lattanti e bambini di età inferiore a 7 anni». Per evitare assunzioni inadeguate, la ricostituzione del “latte formula” in polvere deve pertanto fare i conti con il quantitativo di fluoro dell’acqua minerale utilizzata. Il prof. Miniello ha inoltre precisato che, a prescindere che l’acqua sia oligominerale o meno, i nitrati in essa contenuti rappresentano uno dei più importanti parametri di qualità. Per il neonato e il lattante l’Oms raccomanda un contenuto di nitrati inferiore ai 10 mg/l, in considerazione del rischio di trasformazione dell’emoglobina in metaemoglobina, composto incapace di trasportare ossigeno e responsabile di problemi respiratori. Il legislatore ha però recepito solo in parte tale indicazione: se un’acqua minerale contiene fino a 10 mg/l di nitrati il produttore può riportare sull’eti chetta «particolarmente adatta per la prima infanzia», ma se tale valore viene superato non è previsto l’obbligo di indicare «sconsigliato nel primo anno di vita». In ogni caso, i nitrati risultano dannosi alla salute. Per l’acqua di rubinetto il valore soglia dei nitrati è di 50 mg/l. Legittime riserve sono legate alla difficoltà nel reperirne facilmente la composizione e interpretarla. In realtà, ai sensi del DPR 352/92 è possibile ottenere informazioni relative alla qualità dell’acqua erogata dai rubinetti delle nostre abitazioni. Ma la disponibilità dei servizi che garantiscono tali informazioni viene inficiata dalla difficoltà di decodificare termini e formule chimiche. Il latinorum di don Abbondio insegna… Inoltre, ricorda Miniello, secondo un DL del 2002, il responsabile della gestione dell’edificio deve assicurare che i valori di parametro dell’acqua nel punto di consegna siano mantenuti in quella che sgorga dal rubinetto. Strano ma vero: il gestore del servizio acquedottistico è esentato dal fare controlli sulla composizione dell’acqua una volta immessa nell’im pianto domestico di distribuzione. * Direttore Dipartimento Materno Infantile Az.Ospedaliera Fatebenefratelli e Oftalmico Milano Scritte razziste sui muri di Pianura, Napoli, contro alcune famiglie di africani clandestini Olycom
Edizione: 27/03/2010 Libero LIB_sabato pagina 25 stampata da: zulin alle ore: 21.00.31 colore 25 @ commenta su www.liberonews.it Sabato 27 marzo 2010 L’ascesa Cesare sorpassa Cuccia nel giro d’Italia della finanza ::: NINO SUNSERI A settantacinque anni appena compiuti Cesare Geronzi raggiunge il sogno della sua vita: la presidenza delle Assicurazioni Generali. Avrà la soddisfazione di avere centrato tutti i progetti della sua vita. Neanche Enrico Cuccia, fondatore di Mediobanca e per decenni padrone della finanza italiana, era mai riuscito a tanto. Anzi, negli ultimi anni attorno al banchiere siciliano, si era creato un muro di diffidenza che aveva portato al naufragio di tutti i suoi progetti. A cominciare proprio dalla privatizzazione della stessa Mediobanca che Cuccia aveva immaginato attraverso la fusione con la Maison Lazard. Geronzi, invece, non ha mai sbagliato mossa. Neanche quest’ultima che gli ha consentito il salto dalla presidenza di Mediobanca a quella delle Generali. Un’operazione non priva di ostacoli: dai francesi guidati da Vincent Bollorè che difendevano l’attuale vertice rappresentato da Bernheim, fino al management interno della compagnia d’assicu razione che ha cercato di opporgli la candidatura di Giovanni Perissinotto. Per finire con i vertici della stessa Mediobanca guidati da Alberto Nagel e Renato Pagliaro. A preoccuparli, evidentemente, l’ovvia considerazione che, con Geronzi a Trieste, perderà ogni valore il fatto che, formalmente, l’istituto di Piazzetta Cuccia, è l’azionista di maggioranza del colosso assicurativo. Il potere vero nella finanza italiana si sposterà, inevitabilmente, da Milano a Trieste. Mediobanca continuerà a incassare i dividendi che arrivano dalla più importante delle sue partecipate. Non potrà, però, più mettere bocca sulla gestione. Così dopo mesi di paziente lavoro Geronzi è riuscito a trovare l’accordo unanime che cercava: Bollorè avrà la vice presidenza di Generali e Pagliaro diventerà presidente di Mediobanca. Nella storia recente della finanza italiana c’è solo un precedente simile al salto compiuto da Geronzi. E’ quello di Eugenio Cefis che, all’inizio degli anni ’70 dopo aver condotto, come presidente dell’Eni la scalata alla Montedison lasciò la presidenza del gruppo petrolifero per trasferirsi in Foro Bonaparte. Per uno dei tanti incastri della finanza fu proprio Cefis a vendere le azioni di Generali a Mediobanca costruendo il trampolino che ha permesso a Geronzi di fare il salto ai vertici della finanza italiana. Un risultato costruito con abilità e pazienza nel corso dei decenni. Fin da quando, sul finire degli anni ’80, come capo della piccola Cassa di Risparmio di Roma riesce a mettere le mani su due istituti ben più grandi: il Banco di Santo Spirito e il Banco di Roma. Nasce la Banca di Roma. Poi l’amicizia con Antonio Fazio che gli fa mettere le mani su Banco di Sicilia e Bipop costruendo Capitalia. Infine i capolavori recenti: la fusione con Unicredit e il salto alla presidenza di Mediobanca. Tutte operazioni fatte tessendo rapporti politici di altissimo livello su tutti i fronti. Perché se è vero che la nascita di Banca di Roma porta la benedizione di Prodi, allora presidente dell’Iri da cui dipendevano Santo Spirito e Banco di Roma, è altrettanto vero che oggi Geronzi viene considerato il più berlusconiano fra i banchieri italiani. Passando indenne attraverso incendi giudiziari che avrebbero incenerito chiunque altro e spianando avversari che gli si paravano di fronte: ne sanno qualcosa Antonio Fazio e Matteo Arpe. Adesso sono in tanti a interrogarsi sul futuro di Alberto Nagel che, come amministratore delegato di Mediobanca, ha cercato fino all’ultimo di fermare il banchiere di Marino sulla strada che l’ha portato a Trieste. Un solo cent di dividendo L’ombra di Caltagirone sul nuovo corso di Mps Con Mussari in uscita e gli immobili bloccati si parla di aumento di capitale. L’imprenditore romano pronto a scendere in campo ::: IL BILANCIO DEL 2009 IL FUTURO Il Monte dei Paschi di Siena archivia un 2009 «complicato» nel quale però è riuscito a completare la riorganizzazione del gruppo avviata dopo l'acquisto di Antonveneta. È sull'elemento della «macchina rodata» che hanno puntato Giuseppe Mussari (nella foto lapresse) e Antonio Vigni per evidenziare gli aspetti che li rendono fiduciosi in un 2010 in netto miglioramento L’ESERCIZIO IN CORSO Per l'esercizio in corso Mussari e Vigni, davanti agli analisti a Piazza Affari, non danno target anche se il direttore generale si sbilancia con una «una profittabilità netta in netto miglioramento» rispetto al 2009. Anno quindi che va in archivio con un utile netto in forte contrazione a 220 milioni, un margine di intermediazione che scende a 5,5 miliardi, rettifiche nette che salgono a 1,5 miliardi (1 miliardo) e con la decisione, presa all'unanimità, di azzerare il dividendo. LA FONDAZIONE «La Fondazione Mps, azionista di riferimento della banca condivide la decisione del cda di non dare dividendo alle ordinarie perchè deve essere prioritario rafforzare il patrimonio», ha detto il presidente della Fondazione Gabriello Mancini. Intesa benedice la nascita del “supermercato” di Confagricoltura ::: dall’inviato a Taormina Il 75% delle imprese chiede un maggiore orientamento di Confagricoltura alla creazione di strumenti di concentrazione degli acquisti, sostiene una ricerca presentata al Forum “Futuro fertile” di Taormina. Insomma, alle aziende serve un sindacato che faccia da “facilitatore” nei rapporti con gli attori del mercato. Parte da qui il progetto lanciato dal presidente Federico Vecchioni e che vede coinvolte banche e grande distribuzione. Il progetto politicofinanziario prevede la costituzione di una holding verde per la gestione degli acquisti (spuntando un prezzo migliore) e una più redditizia vendita delle produzioni. E la proposta incontra il gradimento e la disponibilità di istituti bancari e gruppi della gdo. Il progetto “Futuro fertile”, assicura l’ad di Intesa Corrado Passera «ha le ali per volare da solo». Quando “Futuro Fertile” decollerà, il sistema bancario avrà da fare la sua parte – e in modo nuovo per ritagliarsi un ruolo. AN. CAST. ::: CAMILLA CONTI «Nel Monte dei Paschi il mio obiettivo è quello di lavorare con il presidente Mussari per tentare di dare alla Capitale una sua grande banca». Con il sogno «di diventare il primo istituto di credito non solo romano ma di tutto il centro Sud». Così parlò era l’11 febbraio Francesco Gaetano Caltagirone in un’intervista a Il Foglio. Del resto, forte di una quota di quasi il 5% e della vicepresidenza dell’istituto, l’imprenditoreeditore è di casa nella città del Palio dove si è pure sposata la figlia Azzurra portando all’altare il leader dell’Udc Pierferdinando Casini. Altro che Pd, da cui si sta progressivamente smarcando Giuseppe Mussari. Il presidente del Monte, già impegnato nella difficile conquista del trono dell’Abi, ieri ha presentato i conti dell’anno scorso alla comunità finanziaria. Il 2009 è stato «complicato»: l’utile netto è sceso a 220 milioni (922 nel 2008) e il margine di intermediazione a 5,5 miliardi mentre le rettifiche nette sono salite a 1,5 miliardi (1 miliardo). Di qui la decisione «presa all’unanimità», di azzerare il dividendo assegnando una cedola di 0,01 euro solo per le azioni di risparmio. Già nel 2008, a causa della crisi e per esigenze di rafforzamento patrimoniale, il Monte distribuì un dividendo in miniatura (1 centesimo per azione ordinaria) facendo affluire nelle casse dell’ente azionista circa 65 milioni rispetto ai circa 370 dell’anno precedente. Un «sacrificio» necessario, ha commentato da Siena il presidente della Fondazione Mps, Gabriello Mancini. Aggiungendo che «un investitore istituzionale come la Fondazione non può che guardare lontano, senza farsi condizionare da situazioni contingenti, magari più facili e popolari, ma di corto respiro». Tutta un’altra musica rispetto alle dichiarazioni del 29 gennaio quando lo stesso Mancini, che in “ca sa” deve fare i conti con le esigenze del territorio sul fronte delle erogazioni, si aspettava un gesto di generosità da parte dell’istitu to. Allora chiese di «coniugare le necessità di rafforzamento patrimoniale delle banche con le esigenze dei soci». Sottolineando che «alle Fondazioni deve essere riconosciuta una remunerazione anche per il loro ruolo di soci stabili, ruolo che ha contribuito alla stabilità dell’intero sistema». Nella città del Palio fanno notare che i toni sono cambiati per opportunità politiche (a Siena il prossimo anno si vota per le Comunali), fatto sta che i numeri forniti da Mussari ieri sono il chiaro segnale che il vento nelle contrade si sta alzando. In direzione della capitale. «Non ditelo ai senesi ma la banca presto si trasformerà nel Monte dei Paschi di Roma», azzardano con una battuta nelle sale operative. Rilanciando l’ipotesi di un aumento di capitale magari non imminente ma comunque necessario per rimettere in carreggiata i conti di Rocca Salimbeni. E se i soci fossero davvero costretti a mettere mano al portafoglio, la Fondazione messa a dieta di dividendi e dunque impossibilitata a fronteggiarlo rischierebbe di diluirsi e di perdere la quota di maggioranza sulla banca. Scavalcata dal primo azionista privato, ovvero Caltagirone, che non ha certo problemi di liquidità. E che in pochi anni è riuscito a radicarsi con successo in territorio senese rischiando di realizzare il sogno di trasformare il Monte dei Paschi di Siena nella prima banca romana. Intanto i vertici del Monte si dichiarano ottimisti: «Il patrimonio dell’istituto, che è ricorso ai Tremonti Bond, si rafforzerà nel corso del 2010», ha spiegato il dg Antonio Vigni «senza aumenti di capitale, magari realizzando cessioni di immobili per le quali sono in corso approfondimenti con la Bankitalia, che sta mettendo a punto il regolamento sui fondi immobiliari». Sul 2010 pesa ancora un forte elemento di incertezza esterno che porta il nome di Basilea 3, ovvero le correzioni alla normativa sul capitale. Tanto che il cantiere per il nuovo piano industriale del Montepaschi ha fermato i lavori. Il piano doveva essere definito entro giugno per rinnovare quello vigente in scadenza nel 2011 ma redatto prima che la crisi globale mostrasse i suoi effetti. «Sarà certo solo dopo che saranno definite le nuove regole», ha chiarito ieri Mussari. F. G. Caltagirone lapresse
Edizione: 27/03/2010 Libero LIB_sabato pagina 21 stampata da: cervo alle ore: 21.23.46 colore 21Sabato 27 marzo 2010ESTERI @ commenta su www.liberonews.it Diplomazia a dura prova Minacce, dialoghi e scaramucce I rapporti impossibili tra il Nord comunista e Seul ::: MAURIZIO STEFANINI Due sono stati i Summit InterCoreani. Il Primo, quello del 1315 giugno del 2000: tra Kim Jongil e il Presidente SudCoreano Kim Daeiung, il cattolico denominato “il Mandela asiatico” per le persecuzioni ricevute dal regime militare, e che proprio per la “Politica del Sole” di riappacificazione col Nord avrebbe ricevuto il Nobel per la Pace del 2000. Il secondo, quello del 24 ottobre del 2007: tra lo stesso Kim Jongil e il successore di Kim Dae Jung, Roh Moohyun, per provare a riprendere il dialogo dopo che i nordcoreani avevano testato il missile balistico Daepodong 2 e anche una bomba atomica. Risultato anche di quegli incontri, c’è oggi la Regione Industriale Kaesong: regione amministrativa speciale formata dal governo di Pyongyang nel 2002 per costruirvi un parco industriale a 10 Km a nord dal confine e a quattro ore di macchina da Seul, poi inaugurato nel dicembre del 2004, e al quale quattro accordi dell’agosto 2003 avevano intanto garantito l’accesso di investimenti sudcoreani a condizioni privilegiati. Con la partecipazione di 250 società sudcoreane il parco industriale, dato in affitto a un consorzio sudcoreano per mezzo secolo, comprendeva al settembre 2009 116 fabbriche, con 40.848 dipendenti nordcoreani e 1000 quadri e dirigenti sudcoreani. Stipendi medi dei nordcoreani 57 dollari al mese: la metà di un operaio cinese, un ventesimo di un operaio sudcoreano. ALLE OLIMPIADI Altro risultato: alle Olimpiadi del 2000 e del 2004 le due Coree hanno partecipato alla cerimonia d’inaugurazio ne sfilando in una delegazione congiunta. E dal 2000 sono pure iniziati gli incontri di Riunificazione Familiare, per permettere ai parenti separati dalla frontiera di rivedersi. Sia Kim Dae Jung che Roh Moohyun, però, sono morti nel 2009: l’uno ormai 85enne; ma l’altro a soli 62 anni, suicida dopo un grave scandalo. La Regione Industriale Kaesong nel maggio del 2009 è improvvisamente stata a un passo dalla chiusura, per l’improvvisa imposizione unilaterale dei nordcoreani di aumentare affitti e stipendi: su mediazione della Hyundai i sudcoreani sono stati costretti ad abbozzare e il Parco si è così salvato, ma la fiducia degli investitori è ormai sotto zero. L’idea di arrivare addirittura a una squadra olimpica comune per il 2008 è fallita, e anzi le due squadre hanno ripreso a marciare ognuna per conto proprio. E anche la Riunificazione Familiare serve solo a vedersi: non è concesso di tornare a vivere insieme. GLI INCIDENTI In compenso, anche dopo il primo Vertice InterCoreano gli incidenti militari sono continuati. Ai tempi di Kim Ilsung c’erano state continue operazioni di intelligence, con sabotaggi, rapimenti e attentati. Nel 1996 un sottomarino nordcoreano si era arenato nelle acque sudcoreane. Nel 1997 un altro sottomarino nordcoreano era stato catturato, sempre in acque sudcoreane. E nel 1999 17 marinai nordcoreani erano stati uccisi in una vera e propria battaglia navale. Ma un’altra battaglia navale c’è poi stata nel 2002, con un bilancio ancora più pesante: 4 sudcoreani e 30 nordcoreani. E lo scorso 10 novembre un’altra battaglia ha causato la morte di un nordcoreano. Anche il 2010 era iniziato nel fuoco, con l’artiglieria costiera nordcoreana che tra 27 e 29 gennaio ha sparato ben 370 colpi in mare, nell’ambito di un’esercitazio ne militare per la quale aveva interdetto la navigazione attorno alle isole di Baeknyeong e Daecheong. Seul parlò di “provocazione”, rispondendo anche con alcune salve di avvertimento. A febbraio Pyongyang ha poi proclamato quattro zone riservate agli spari d’artiglieria, schierando rampe di lancio per missili lungo la costa. E quando l’8 marzo erano stati invece Usa e Corea del Sud a iniziare le loro manovre congiunte annuali il governo di Pyongyang aveva lanciato l’allarme, parlando di “inva sione imminente”. Nell’occhio del ciclone è sempre il controverso confine nel Mar Giallo a ovest della penisola coreana: la cosiddetta Northern limit line. Tensione in Oriente La nave coreana affonda e il mondo teme il peggio Esplosa un’imbarcazione militare nel Mar Giallo con 104 marinai. La notizia, dubbia, di un siluro di Pyongyang fa pensare alla guerra CARO LEADER A TERMINE Kim Jong Il costretto a dialisi e mezzo paralizzato per l’ictus Le condizioni di salute di Kim Jong Il peggiorano di giorno in giorno. Secondo le ultime notizie il Caro Leader soffrirebbe di un’insuffi cienza renale che lo costringe alla dialisi ogni due settimane ed è affetto da paralisi parziale, conseguenza dell’ictus che lo ha colpito ad agosto 2008. A quanto pare prima dell’ictus il dittatore comunista pesava 86 chilogrammi mentre ora il suo peso oscilla tra i 70ei73. C’è però chi sostiene che il Kim Jong Il sia morto ormai diversi anni fa. Secondo il professore dell'università di Waseda Toshimitsu Shigemura sarebbe morto alla fine del 2003 e sostuito in pubblico da un sosia usato già in precedenza al fine di proteggerlo da attentati. ::: CARLO NICOLATO Nel primo pomeriggio di ieri le agenzie battevano notizie inquietanti: «Una nave della marina sudcoreana è stata colpita da un siluro e affondata al largo dell’isola di Baengnyeong, nel mar Giallo. Il siluro è presumibilmente partito da un’altra imbarcazione da guerra nordcoreana». Il mondo è rimasto col fiato sospeso per qualche ora, sembrava che Kim Jong il stavolta avesse fatto sul serio. Fino a che, al termine di una riunione d’urgenza del governo sudcoreano, durante il quale è stato peraltro proclamato lo stato d’allerta massima, il portavoce della presidenza Kim EunHye ha dichiarato che nessuna ipotesi era esclusa: un siluro, una mina, ma anche l’esplosione accidentale di munizioni. La cosa si è fatta ancora più chiara quando la tv coreana faceva notare che la nave si trovava in acque territoriali sudcoreane troppo lontane dal confine perché unità navali di Pyonguang si trovassero in quella zona. Disarmante poi, e quasi definitiva, la spiegazione dei colpi che si sarebbero uditi in concomitanza dell’af fondamento, inizialmente addebitati alla pronta risposta al fuoco della nave colpita. Il portavoce dello Stato maggiore ha spiegato che l’obiettivo degli spari non erano i nemici comunisti, ma alcuni uccelli in volo. Quel che è certo è che a bordo della nave di 15mila tonnellate di stazza c’era un equipaggio di 104 militari, 46 dei quali risultano tuttora dispersi. La possibilità di un attacco nordcoreano aveva comunque presupposti ben precisi. Come ogni anno a marzo Seul sta effettuando una serie di esercitazioni militari congiunte con gli Stati Uniti, e come ogni anno Pyongyang non l’ha presa proprio bene. La dittatura aveva fatto sapere che l’esercito aveva avuto l’or dine di tenersi pronto per entrare in azione e che la guerra avrebbe potuto iniziare da un momento all’altro: «Se sconfinano di un millimetro attacchiamo». Seul aveva liquidato le minacce di Pyongyang come la solita denuncia del regime rilevando come in realtà non erano stati notati movimenti di truppe al confine. Se l’attacco fosse stato confermato si sarebbe trattato di una leggerezza che non teneva in conto della situazione del regime comunista, notevolmente mutata negli ultimi sei mesi, e capace anche di provocare azioni inconsulte. Basti dire che solo la settimana scorsa il Nord aveva addirittura accennato a un «attacco nucleare senza precedenti» contro chiunque voglia abbattere il regime di Kim Jong Il. Una minaccia arrivata dopo l’annuncio di un incontro in aprile a Pechino di esperti di sicurezza provenienti da Cina, Corea del Sud e Giappone per discutere del futuro della Corea del Nord nel caso di crollo dela dittatura. Bollato da Pyongyang come “il sogno irrealizzabile di un lunatico” in realtà il crollo della dittatura non è mai stato così vicino. A novembre scorso il Caro Leader ha lanciato un’infausta riforma monetaria che ha inciso profondamente sulle condizioni già disastrose dell’economia del Paese. Da un giorno con l’al tro il valore della moneta è passato da 100 a 1. Mille won in cambio di dieci, senza però che l’ammontare dei salari mutasse. La “geniale” manovra è stata varata da una parte per far fronte alla crisi innescata da raccolti sempre più magri, dall’altra per combattere il mercato nero delle merci e dei cambi. Ai nordcoreani è parso di essere diventati improvvisamente ricchi, per un paio di mesi hanno comprato il possibile, fino all’arrivo inevitabile dell’inflazione che come un tornado è cresciuta di 50 volte in pochi giorni, spazzando quel che rimaneva della misera economia del Paese. Kim Jong Il è stato costretto a chiedere scusa alla popolazione, onta mai affrontata in precedenza, ma a pagare è stato il ministro delle Finanze e della Pianificazione Pak Nam Gi, fucilato come traditore del popolo. C’è da dire che il benessere della popolazione non è mai stata una priorità nell’agenda dei gerarchi di Pyongyang. Ma alla situazione socioeconomica esplosiva bisogna aggiungere le precarie condizioni di salute del Caro Leader, per il quale sarebbe giù pronta la successione al terzogenito Kim Jong Un, e un mutato atteggiamento della comunità internazionale nei confronti della dittatura che, non dimentichiamolo, possiede l’atomica. Il vecchio giochino delle minacce, del missile e della porticina aperta alle trattative sembra non fuzionare più. Pyonyang ci ha riprovato in occasione dei festeggiamenti del compleanno del Caro Leader e qualche giorno fa con un annuncio fatto passare alla stampa del Sud. Ma Washington e Seul non hanno risposto. Sanno che il regime è agli sgoccioli e preferiscono aspettare gli eventi ed agire di conseguenza. Siluro o no, la Corea del Nord è ormai arrivata al capolinea. COLPITA E AFFONDATA Una donna sudcoreana guarda la tv che riporta l’affondamento della nave. Non sono ancora chiari le cause dell’incidente. In prima battuta si era diffusa la notizia che la nave di Seul era stata colpita da un siluro lanciato dai nordcoreani, notizia però ancora non confermata. A bordo della nave c’erano 104 marinai molti dei quali tratti in salvo. (Ap)
Edizione: 27/03/2010 Libero LIB_sabato pagina 7 stampata da: callioni alle ore: 20.01.44 colore 7Sabato 27 marzo 2010 MARIO KART Wii Wii consente a tutti di giocare in modo semplice e intuitivo. Passare una serata in famiglia non è mai stato così divertente grazie alla modalità per più giocatori. Gioco dopo gioco, con Wii il divertimento non ha mai fi ne. www.nintendo.it CON LA NUOVA AVVENTURA DI MARIO IL DIVERTIMENTO È PER TUTTI... CONTEMPORANEAMENTE! UNITE LE FORZE O SFIDATEVI, NUOVI MONDI TUTTI DA SCOPRIRE VI ASPETTANO: RIUSCIRETE A SUPERARE LE NUOVE SFIDE DI NEW SUPER MARIO BROS.Wii? © 20062009 Nintendo. TM, ® AND THE Wii LOGO ARE TRADEMARKS OF NINTENDO. © 2010 Nintendo. © 2009 Ubisoft Entertainment. Tutti i diritti riservati. Just Dance, Rabbids, Rabbids Go Home, Ubisoft e il logo Ubisoft sono marchi registrati di Ubisoft Entertainment negli Stati Uniti e/o negli altri paesi. © 2009 Activision Publishing, Inc. Guitar Hero and Activision are registered trademarks of Activision Publishing Inc. Patents pending. Dolby, Pro Logic and the doubleD are trademarks of Dolby Laboratorier. © 2009 Electronic Arts Inc. EA, EA SPORTS e il logo EA SPORTS sono marchi o marchi registrati di Electronic Arts Inc. negli Stati Uniti o negli altri paesi. Tutti i diritti riservati. Prodotto su licenza uffi ciale FIFA. PROVA ANCHE Wii SPORTS RESORT Wii MUSIC FIFA 10 GUITAR HERO 5JUST DANCE
Edizione: 27/03/2010 Libero LIB_sabato pagina 22 stampata da: cervo alle ore: 22.01.43 colore 22 Sabato 27 marzo 2010 ATTUALITÀ @ commenta su www.liberonews.it L’infanticidio di Nervi Il dna del patrigno sul bimbo ucciso I pm: lui l’esecutore del delitto. Lei: sono una madre schifosa, ma Rasero lo voglio in cella In un liceo di Trieste Prof severa, secessione degli studenti In nove creano una classe privata ::: ANDREA VALLE GENOVA La verità degli investigatori sulla fine di Alessandro è da brivido: il piccolino aveva fame e piangeva, per questo è stato picchiato e sbattuto a terra reiteratamente, fino a rompergli la testolina. E mentre moriva «lui» gli ha morso un piedino. Lo dice il Dna rintracciato dalla Scientifica sul corpicino senza vita. Alessandro aveva 8 mesi. E «lui», Giovanni Antonio Rasero, broker marittimo di 29 anni è il compagno occasionale di Katerina Mathas, 26, madre di Alessandro. Entrambi sono stati arrestati il 15 marzo, con l’accusa di omicidio in concorso. Ieri però è arrivata la svolta. Svolta che aggrava la posizione di Rasero. Sarebbe «lui l’esecutore materiale del delitto», per usare le parole del procuratore aggiunto di Genova, Vincenzo Scolastico. Che sottolinea: «Il Dna rinvenuto nella zona del piede del bimbo dove sono stati trovati i segni di un morso e gli ulteriori elementi di accusa raccolti, fanno concludere che la responsabilità dell’omicidio sia a carico dell’uomo. Resta da valutare la posizione della donna, che alla luce di questo nuovo sembrerebbe estranea all’esecuzione materiale del delitto». A carico di Rasero ci sarebbe anche la telefonata fatta a un amico la notte della tragedia, dal suo monolocale di Nervi. L’uomo avrebbe detto all’ami co di avere fatto «un pasticcio». Non solo: Rasero avrebbe anche cercato di far credere a Katerina che in casa era entrato un estraneo, mentre lei dormiva stordita dalla cocaina. Durante l’interrogatorio, il magistrato ha fatto entrare un testimone: Haller M. L’uomo ha raccontato di avere visto Rasero “avrebbe visto “torturare” un paio di settimane fa, il piccolo Alessandro. I due sono stati messi faccia a faccia, l’uno di fronte all’altro, per oltre un’ora e mezzo. Haller M., subito dopo la morte del bimbo, aveva raccontato che, durante una crisi di pianto del piccolo, Rasero si era chiuso in bagno con lui e gli aveva messo la testa sotto l’acqua fredda. Il testimone ha anche riferito di aver sentito due colpi contro il muro e di essere intervenuto aprendo la porta del bagno, trovando Rasero con in braccio il bambino che piangeva e con la testa tutta bagnata. Le dichiarazioni del magistrato hanno sollevato le proteste dei difensori di Rasero, Romano Raimondo e Giuseppe Nadalini, secondo i quali «si tratta di affermazioni intempestive e azzardate perché l’accerta mento svolto sul Dna è avvenuto senza contraddittorio e con modalità che meritano approfondimenti». Tant’è che i difensori hanno chiesto l’incidente probatorio. Intanto mamma Katerina infierisce sul fidanzato: «Io sarò anche una madre schifosa che merita l’ergastolo, ma non ho ammazzato mio figlio. È stato quel bastardo e io lo farò rinchiudere in galera per trent’anni». La svolta è arrivata la notte scorsa, dopo un interrogatorio fiume e un confronto drammatico fra i due. Rasero, detenuto nel carcere di Marassi, ieri è stato sottoposto a stretta sorveglianza con controlli ogni 15 minuti per scongiurare il rischio di suicidio. L’uomo è in una cella al piano terra, in isolamento totale. Solo ieri è arrivato il nullaosta (per lui come per Katerina Mathas, detenuta a Pontedecimo) per vedere i parenti. Il faccia a faccia, arrivato al termine di un pomeriggio e di una notte di interrogatori e confronti anche con due testimoni, è stato decisivo per gli inquirenti. Rasero, in carcere, ha scritto un memoriale di 11 pagine, consegnato nei giorni scorsi al pm, in cui racconta che quella notte (il 14 marzo) si era svegliato «mentre la donna gli metteva le mani in bocca». Ci sono elementi, dicono i suoi difensori, che non sono stati presi in considerazione. Quando Alessandro è morto nel monolocale di Rasero, indossava un pigiamino. Però è arrivato in ospedale vestito. Perché la madre ha cambiato un morto? Perché ha vestito cadavere? Come ha fatto a non accorgersene? Ancora: perché al pronto soccorso ha detto che il bimbo era caduto? ::: ANTONIO SANFRANCESCO Al liceo classico “Dante Alighieri” di Trieste da qualche settimana nove dei 23 alunni di una classe del penultimo anno si sono ritirati dall’istituto in polemica con una prof ritenuta troppo severa. I genitori, certificati medici alla mano, denunciano diversi problemi di natura psicosomatica che si sarebbero verificati tra i propri figli, tra cui herpes e dimagrimenti eccessivi. «L’insegnante in questione è una docente di provata esperienza, insegna in questa scuola da 14 anni e non ho mai ricevuto su di lei nessuna segnalazione scritta o verbale di comportamenti fuori dalle righe o inadeguati», taglia corto la preside dell’istituto Patrizia Saina, «anche per questo motivo non riesco davvero a spiegarmi come mai proprio quest’inse gnante si sia trovata sotto tiro e oggetto di tali accuse». Qualche mese fa la preside ha tentato una sorta di mediazione con le famiglie proponendo una pausa didattica e offrendo una strategia di recupero per i ragazzi che lamentavano questi disagi. Nulla da fare. A febbraio è arrivata la decisione di andarsene. «Non mi è stata data la possibilità di intervenire», afferma Saina, «anche perché i genitori hanno respinto tutte le soluzioni che gli ho prospettato avvisandomi due giorni prima che i loro figli avrebbero abbandonato il liceo». Il gruppo di ragazzi infatti dopo aver deciso di ritirarsi si è organizzato creando una sorta di classe parallela privata con docenti a pagamento. Aiutati dai propri genitori, i nove studenti hanno chiesto la disponibilità a un altro istituto di Trieste per ottenere un’aula dove poter fare lezione, poi hanno contattato una serie di insegnanti privati per organizzare il piano di studi e finire l’anno scolastico in corso. Per accedere al prossimo anno di liceo dovranno sostenere un esame da privatisti prima dell’estate prossima, a fine quadrimestre. I ragazzi che hanno deciso l’Aventino, va precisato, non brillano certo per profitto come dimostrano le insufficienze in pagella e i debiti formativi accumulati negli anni precedenti. . C’È CHI INVOCA LA PENA DI MORTE Sopra, Antonio Rasero, compagno di Caterina Mathas; i due sono accusati di aver ucciso il piccolo Alessandro, figlio di Caterina. A destra, un cartello apparso all’ospedale di Genova invoca la pena capitale per chi ha ucciso il bambino [Ansa e oly] ASILO DEGLI ORRORI ANCHE A FERRARA Bambino spogliato e picchiato dai compagni: ordine della maestra Lo avrebbe fatto spogliare al centro dell’aula, poi avrebbe invitato i suoi stessi compagni a colpirlo: questa la punizione che una maestra d’asilo a Ferrara avrebbe inflitto a un suo alunno di appena sei anni, colpevole di essere troppo vivace. Ora l’insegnante, che si è già dimessa, risulta indagata per maltrattamenti dalla procura minorile e la piccola (presunta) vittima trasferita in un’altra scuola. La vicenda si sarebbe svolta all’inizio dell’anno e a raccontarla è stato il migliore amico del bimbo. Ascoltato il racconto del figlio, la madre ha parlato con altri genitori e ottenuto delle conferme. Si è quindi presentata dal dirigente scolastico che successivamente, a marzo ha convocato i genitori della piccola vittima, mettendoli al corrente delle punizioni cui era sottoposta: «Si è scusato con noi raccontano i genitori era mortificato, diceva di aver già parlato con quell’insegnante, la quale si era subito dimessa, e che aveva già provveduto ad avviare un procedimento nei suoi confronti. Siamo sconvolti. continuano Ora vogliamo la verità». SCUOLA FAI DA TE Sosterranno l’esame da privatisti i liceali scappati dalla loro insegnante per crearsi una scuola a loro misura Olycom . a cura di GIOVANNI LONGONI L’ombelico del mondo . Il sindaco di Ponte nelle Alpi ha lasciato il suo ufficio alle Poste. Il paese del Bellunese infatti non aveva ufficio postale dalla fine del 2009. [L’Arena] Maria Grazia Ricci, 45 anni, il 27 febbraio ha inforcato la sua bici e se ne è andata da casa, a Bolca, nella Lessinia. Da allora non se ne sa più nulla. [L’Arena] Due ladri, all’insaputa l’uno dell’altro, hanno derubato i negozi dello stesso centro commerciale di Legnago. Sempre all’insaputa l’uno dell’al tro, sono stati arrestati. [L’Arena] Unuomoavvicinaunbimbo di quattro anni in compagnia del papà al centro commerciale Bennet di Anzano del Parco, e gli fa tanti complimenti perché è un bel bambino. Il genitore non gradisce, pensa che l’altro sia un pedofilo che vuole rapire il piccolo. I due adulti litigano e il padre insegue l’altro fino al parcheggio e gli colpisce a pugni il finestrino dell’auto. I carabinieri riportano la calma. [La Provincia] Per la parrucchiera bresciana Elena Rusu, che ha lavorato nei camerini del 50° Premio Tv, Ronn Moss è bellissimo nonostante l’età. Greggio e Iacchetti sono davvero simpatici e divertenti. E Antonella Clerici è più bella dal vivo che in tv. [Il Giornale di Brescia] Un romeno si abbassò i pantaloni in borgo Trento, a Verona, e prese a masturbarsi al passaggio di due signore. La più anziana, 62 anni, chiamò i carabinieri che arrestarono l’esibizioni sta grazie alla descrizione precisa e dettagliata fornita dalla donna. [L’Arena] Luigi Insalaco di Varese aveva perduto il suo cappello d’alpino e il quotidiano La Prealpina, per aiutarlo a ritrovare il copricapo, aveva pubblicato un articolo in prima pagina sulla sparizione. Nel momento in cui Insalaco prendeva la penna per ringraziare il direttore del giornale insubre, gli veniva comunicato che, miracolo!, un signore aveva trovato il cappello con la penna nera e l’aveva consegnato al negozio di alimentari di via Rovereto, a San Fermo. [La Prealpina] Aquattrofratellini di origine asiatica che frequentano le scuole dell’obbligo a Trescore è stata diagnosticata la scabbia, «Malattia legata a condizione igieniche carenti», spiega l’Asl, «che si trasmette coi contatti pellepelle nel sonno o durante i rapporti sessuali». [L’Eco di Bergamo]
Edizione: 27/03/2010 Libero LIB_sabato pagina 15 stampata da: callioni alle ore: 22.32.21 colore 15Sabato 27 marzo 2010ITALIA @ commenta su www.liberonews.it ::: SENZA FRENI Commento Non serve un albo professionale per scrivere quello che si pensa Il caso Boffo L’Ordine sospende Feltri perché Silvio intenda Il soviet dei giornalisti si vendica di Santoro e congela per sei mesi l’iscrizione del direttore del Giornale ::: ANDREA MORIGI MILANO Colpire Feltri per vendicare Santoro, Travaglio, Boffo, Fini, Montanelli e, inshallah, anche Abu Omar. Cala la scure dell’Or dine dei Giornalisti della Lombardia sul direttore del Giornale: sei mesi di sospensione, inflitti ieri. Il conteggio, deciso a maggioranza, è complicato: sei mesi per il caso Boffo, comprensivi di due per aver ospitato 270 articoli di Renato Farina, già radiato dall’albo dopo essersi dimesso; zero, invece, per essersela presa con il presidente della Camera dei Deputati, Gianfranco Fini. In quest’ultimo caso, ha «agito nell’ambito del diritto di cronaca e critica». Mentre i suoi legali preparano il ricorso, Feltri ha ancora un mesetto prima della prossima ordalìa. Rimane al suo posto e commenta ironicamente: «Se a Brachino hanno rifilato due mesi di sospensione per aver mostrato i calzini celesti di un magistrato, non stupisce che a me ne abbiano rifilati sei per aver osato parlare di Boffo dalla cintola in giù». Fosse stato «un prete pedofilo o almeno un semiprete omosessuale o un conduttore di sinistra», se la sarebbe cavata. Si dichiara «semplicemente un giornalista che non può godere, quindi, della protezione dei vescovi, né diventare un martire dell’informazione». Per il deputato del PdL Renato Farina si tratta di «un’intimida zione contro chi esprime le proprie opinioni. Quante ne sono concesse? Una alla settimana?». Quindi propone «una commissione a cui mandare gli articoli e che stabilisca se si tratta di opinioni o no. Cancellino loro le frasi che non gradiscono». Quel che gli appare più preoccupante è che sotto il provvedimento compaia una delle firme che il 27 giugno 1971 ornavano l’appello del settimanale L’Espresso contro il commissario Luigi Calabresi. È quella dell’attuale presidentessa dell’Ordine lombardo: «Mi piacerebbe fossero sottoposti a giudizio, salvo poi dichiararne la prescrizione, Letizia Gonzales e gli altri giornalisti che sottoscrissero la lettera che iniziò il linciaggio mediatico basato su falsità e che si concluse con l’assassinio di Calabresi», commenta ora Farina. Ma quando lo scrisse su Libero nel 2007, in uno dei suoi 270 articoli finiti sotto la scure del Consiglio regionale della Lombardia, quest’ultimo ribadì «l’apprezza mento per una presidente che ha manifestato liberamente il suo pensiero già nel lontano 1972». Ora, anzi, c’è da temere più che allora. Pesano di più quelle firme, dopo la conquista del potere nel sindacato e nei soviet della categoria dei pennivendoli. Sarà anche colpa dei giornalisti moderati. Sebbene in maggioranza, non sono in grado di esprimere una loro presenza organizzata. Solo a sentire nominare la Fnsi hanno un moto di disgusto. C’è da capirli, dopo l’ostracismo contro Israele, i comizi del 3 ottobre sulla “libertà di stampa”, le sedute di isteria collettiva come quelle di giovedì al PalaDozza di Bologna, dove sono state espresse opinioni, sotto forma di insulti, che non saranno mai sanzionate dall’Or dine. Con buona pace del responsabile Cultura e informazione del Pd, Matteo Orfini, secondo il quale l’Ordine, nei confronti di Feltri non ha pronunciato «una sentenza, ma un provvedimento disciplinare scaturito dal fatto che un giornalista ha utilizzato la propria posizione professionale per sferrare un attacco ad un altro giornalista». Nessuno comunque, allo stato delle cose, osa sfidare quell’asset to di potere alle prossime elezioni dell’Ordine dei Giornalisti. Tentenna, vagheggiando di unità sindacale, perfino Stampa Democratica, la corrente fondata da Walter Tobagi. Dicono che “se non ci sei, non conti”. Ma non si azzardano nemmeno a presentare un’altra candidatura. E il 28 maggio prossimo cade il trentesimo anniversario dell’assassinio di Tobagi. Tra i pochi che non accettano di farsi complici della nuova ondata di giacobinismo, spicca il presidente emerito dei giornalisti lombardi, Franco Abruzzo e avverte che «sul piano politico, sottomettere l’Ordine al sindacato è estremamente pericoloso per le libertà di tutti: l’Ordine ha la forza giuridica delle delibere disciplinari e di iscrizione agli Albi». Se non lo ascoltassero, si dice disposto a promuovere «la presentazione di una seconda lista» per «garantire ai lombardi il diritto di scegliere. Non siamo nella Russia di Stalin o nell’Italia di Mussolini». A protestare contro la sanzione contro Feltri rimane solo chi ha capito che volevano colpire Berlusconi. Roberto Formigoni, governatore della Lombardia, la ritiene «una barbarie contro la libertà di stampa, un gesto di pura intimidazione per scoraggiare tutte le voci scomode e mandare un segnale ai giornalisti che ogni giorno raccontano il Paese, i suoi vizi e le sue virtù, ma si macchiano del terribile peccato di non essere antiberlusconiani». ::: LA VICENDA IL CALCOLO Il conteggio, deciso a maggioranza dall’ordine lombardo dei giornalisti, è complicato: sei mesi per il caso Boffo, comprensivi di due per aver ospitato 270 articoli di Renato Farina; zero, invece, per essersela presa con il presidente della Camera dei Deputati, Gianfranco Fini. LA REAZIONE «Mi dispiace di non essere un prete pedofilo o almeno un semiprete omosessuale o un conduttore di sinistra, ma di essere semplicemente un giornalista che non può godere, quindi, della protezione dei vescovi, nè diventare un martire dell’informazione». Così Vittorio Feltri ha commentato la sua sospensione dall’albo dei giornalisti. FARINA Per il deputato del PdL Farina, si tratta di «un’intimidazione contro chi esprime le proprie opinioni. La cosa più preoccupante è che sotto quel provvedimento compaia una delle firme che il 27 giugno 1971 ornavano l’appello del settimanale L’Espresso contro Luigi Calabresi. È quella dell’attuale presidentessa dell’Ordine lombardo Letizia Gonzales». AVVENIRE Il giornalista ed ex direttore di Avvenire Dino Boffo LaPresse ::: GIAMPIERO MUGHINI Vedo che il Consiglio dell’Ordine dei giornalisti della Lombardia ha sospeso Vittorio Feltri dall’esercizio della professione per sei mesi. E questo per tre ordini di motivi. L’attacco frontale sferrato da lui e dal suo giornale al giornalista cattolico Dino Boffo, un attacco poi rivelatosi in buona parte privo di fondamento di fatto. Le malizie da lui riferite ripetutamente a Gianfranco Fini, una punzecchiatura che era tutto fuorché elegante. L’aver pubblicato sul “Giornale” articoli firmati da Renato Farina, uno che era stato radiato dall’Ordi ne dei giornalisti perché ritenuto colpevole di avere lavorato nello stesso tempo e nello stesso istante e da giornalista e da collaboratore dei servizi segreti italiani. Lascio cadere le prime due voci dell’accusa a Feltri, naturalmente non senza aver notato quello che è sotto gli occhi di tutti: e cioè che le campagne giornalistiche sferrate frontalmente contro questo o contro quello, campagne che talvolta si rivelano prive di fondamento, sono il pane quotidiano dei giornali che trovate ogni giorno in edicola. Per questa volta mi soffermo solo sulla terza accusa. Sull’avere lasciato che Farina esprimesse la sua opinione in articoli pubblicati dal quotidiano diretto da Feltri. Mi interessa molto questa terza accusa, perché la mia situazione ha qualche cuginanza (lontana) con quella di Farina. E difatti un paio d’estati fa eravamo l’uno accanto all’altro sul palco estivo di CortinaIncontri a raccontare le nostre rispettive vicende. No alla pubblicità La faccio brevissima. Due o tre anni fa ero stato messo sotto accusa dell’Ordine dei giornalisti del Lazio perché avevo partecipato (naturalmente a pagamento) a uno spot televisivo a favore di una delle linee di telefonino operanti in Italia. Seppure di malavoglia, e perché non avevo mai avuto a che fare con l’Ordine e perché non gli riconosco alcuna autorità morale e professionale su quello che faccio e sono, ero andato lì da loro e avevo spiegato semplice semplice: io non ho mai scritto nella mia vita un articolo sull’uno o sull’altro telefono né ne ho mai letto nessuno, e dunque non c’è alcun conflitto professionale tra l’avere decantato un telefonino e l’essere un giornalista libero e indipendente. Li guardavo in faccia mentre parlavo e lo vedevo quanta zero simpatia avessero nei miei confronti. Risultato: mi avevano sospeso per due mesi dall’esercizio della professione giornalistica. E anche se non sapevo bene che cosa volessero dire, perché erano anni che io non esercitavo la professione giornalistica in senso stretto. Dentro una redazione, a coordinare il lavoro di altri giornalisti, a “passare” i pezzi, a fare titoli e sommari, ad andare in tipografia per le ultime mende. Da anni io facevo altro, scrivere articoli e metterci sotto la mia firma. Ho detto a quelli dell’Ordine che non mi scocciassero, che non avrei perduto neppure un minuto del mio tempo a fronteggiare le loro minacce. Risultato: mi hanno scritto una lettera in due (uno solo forse non ce l’avrebbe fatta) a dirmi che mi cancellavano dall’albo dei professionisti. Il che voleva dire che avrei risparmiato i cento euro che pagavo ogni anno perché quelli dell’Ordine si prendessero un caffè alla mia salute. Nel concreto ho continuato a fare quel che è nel diritto costituzionale di 60 milioni d’italiani. Finché qualche direttore di giornali me lo chiede e mi paga. Un caso diverso Vediamo il caso di Farina. A differenza di me lui è un animale giornalistico. Ha lavorato a lungo nei giornali e con posizioni di rilievo. Adesso che è stato radiato dall’eser cizio della professione, ovvio (almeno fino a un certo punto) che lui non possa andare in redazione a programmare e coordinare il lavoro altrui. Ma che c’entra questo con il suo diritto a dire la sua, e anche se quella di Renato è di certo molto faziosa? Dire la sua, raccontare la “versione di Farina”, né più né meno. Dire la sua, con la firma sotto. Non mi pare che Ernest Hemingway o Elio Vittorini chiedessero il permesso all’Ordi ne dei giornalisti prima di dire la loro sul’uno o sull’altro giornale o rivista. Non mi ricordo se Ennio Flaiano fosse iscritto all’albo, cosa che non gli farebbe soverchio onore, ma di certo nessuno che leggeva le sue pagine deliziose si chiedeva se lui fosse o no socio dell’Ordine dei giornalisti. Mi sembrano cose talmente ovvie, tanto che mi stupisco che Belpietro mi paghi per scriverle. E invece non c’è stato uno sui giornali di ieri che abbia alzato il ditino, a dire quanto segue, e mille volte meglio se a dirlo era uno di sinistra. Io non condivido neppure una riga di quello che pensa Farina, penso sia stato a un certo punto tutto fuorché adamantino nella vita e nella sua professione, solo che resta intangibile il suo diritto a dire la sua e io quel diritto lo difendo a ogni costo. Semplice. O non è così?
Edizione: 27/03/2010 Libero LIB_sabato pagina 9 stampata da: cervo alle ore: 21.57.04 colore 9Sabato 27 marzo 2010PRIMO PIANO @ commenta su www.liberonews.it QUESTIONE ETICA Piaccia o meno, lo scontro tra chi difende la vita e chi il diritto della madre a scegliere di abortire, è il tema più caldo di questa campagna elettorale. meno uno al voto Alla sinistra il Papa piace in croce L’opposizione cavalca la delegittimazione della Chiesa, che in vista del voto ha scelto il PdL Repubblica loda l’accusatore di Ratzinger, definendolo «un cattolico luminoso». Ma è un pedofilo (...) oggetto della recente inchiesta del New York Times. La prima è che quegli abusi nei confronti dei piccoli sordomuti ci furono, e che quindi una parte della Chiesa (negli Stati Uniti di sicuro, altrove è da capire) è colpevole. La seconda certezza è che per la sinistra italiana l’attacco americano a Joseph Ratzinger è arrivato nel momento migliore: quello in cui occorre delegittimare il Vaticano per motivi elettorali. Da qui la lunga serie di illazioni e vere e proprie bufale, allo scopo di screditare il papa e tutti quelli che, dentro alle mura leonine e nella Conferenza episcopale, condividono la sua battaglia in difesa dei «valori non negoziabili» della vita. Piaccia o meno, lo scontro tra «prolife» e «prochoice», cioè tra chi difende la vita e chi il diritto della madre a scegliere di abortire, è il tema più caldo di questa campagna elettorale. Se non altro perché chiama in causa Emma Bonino e Mercedes Bresso, le candidate del centrosinistra in Lazio e Piemonte, che per coincidenza sono le regioni date in bilico da tutti i sondaggi. Anche ammesso che gli elettori sensibili ai temi bioetici non siano molti, in queste due regioni possono essere decisivi, proprio perché basterà poco per fare la differenza. Le pagelle di Avvenire Se i vescovi italiani, come da tradizione, sono divisi tra chi mette al primo posto la difesa della vita (tema gradito al centrodestra) e chi le affianca la questione sociale (sulla quale il centrosinistra si trova più a suo agio), Ratzinger è stato chiarissimo su quali debbano essere le priorità: no all’aborto in tutte le sue forme, no a ogni tipo di eutanasia, difesa della famiglia formata da uomo e donna. Una linea fatta propria anche da Avvenire, il quotidiano della Cei, e sulla quale il giornale della Santa Sede, l’Osservatore romano, è invece apparso più tiepido. Proprio Avvenire ieri ha pubblicato le pagelle ai candidati alle regionali, ai quali era stato sottoposto il manifesto del Forum delle associazioni in difesa della famiglia. Risultato: «Il tema della famiglia è assunto quale priorità almeno nelle intenzioni dai candidati dell’Udc e dalla gran parte di quelli del PdL e della Lega. Sembrerebbe invece interessare solo una minoranza dei politici di una grande forza popolare come il Partito democratico e poco o nulla gli esponenti dell’Italia dei valori». Insomma, i politici non sono uguali davanti alla Chiesa. Stavolta meno che mai. A sinistra lo hanno capito benissimo. E Ratzinger è diventato un nemico da screditare. L’accusa è un classico: «Non poteva non sapere», doveva essere al corrente degli episodi di pedofilia, e se non ne ha parlato è perché ha voluto insabbiare. Il corollario politico è evidente: papa Benedetto XVI e le sue gerarchie non hanno alcuna autorità morale per dare indicazioni di voto. Succede così che l’Unità di Concita De Gregorio, fino a qualche tempo fa cauta verso Ratzinger, si mette a gareggiare in anticlericalismo col Manifesto, inizia a fare le battutine sul «Papa e Papi» e nota con soddisfazione che «a cinque giorni dal voto le gerarchie vaticane sono scese in campo invitando a non sostenere i candidati filoabortisti. A tre giorni dal voto i giornali cattolici sono costretti a difendere il Papa dalle accuse pubblicate in prima pagina sul New York Times». Mentre nel PdL c’è la ressa per fare quadrato attorno al pontefice, quelli del Pd disposti a spendere una parola per Ratzinger sono i pochissimi cattolici rimasti nel partito: Enrico Letta e un paio di altre persone. In compenso Luigi De Magistris, dell’Idv, chiede a Ratzinger di andare in tribunale a dire tutto quello che sa sui casi di pedofilia in Germania. L’arcivescovo di Milwaukee Il fronte progressista è talmente infervorato che finisce per pubblicare in prima pagina le più solenni bischerate. Tipo quelle apparse ieri nell’editoriale di Repubblica, firmato da Giancarlo Zizola. Che inizia lodando il grande accusatore del Papa, citato in questi giorni dal New York Times, «l’arcivescovo di Milwaukee monsignor Weakland», definito da Repubblica «una delle figure più luminose del cattolicesimo degli Stati Uniti», il cui comportamento fu «irreprensibile di fronte ai doveri della coscienza verso la verità e verso la Chiesa sugli abusi sessuali del clero». Un pastore, ricorda commosso Zizola, «morto con parole di perdono per coloro che lo avevano ingiustamente coinvolto in accuse infamanti». Ci sarebbe da commuoversi davvero. Se non fosse, come nota nel suo blog il vaticanista dell’Espresso Sandro Magister, che: 1) questa «figura luminosa» del cattolicesimo americano, questo paladino della lotta agli abusi sessuali del clero, «non è più arcivescovo di Milwaukee dal 2002, quando fu “dimissiona to” dopo che un ex studente di teologia l’aveva accusato di violenza carnale, rompendo il segreto che lo stesso Weakland gli aveva imposto in cambio di 450 mila dollari detratti dalle casse dell’arcidio cesi»; 2) Weakland non è «morto con parole di perdono» nei confronti di nessuno, per il semplice fatto che è ancora vivo; 3) «Tutto quello che Zizola scrive di lui», nota ancora Magister, «non corrisponde alla sua biografia, ma a quella del cardinale Joseph Bernardin, arcivescovo di Chicago, lui sì “irreprensibi le” e morto nel 1996 dopo aver perdonato colui che lo aveva falsamente accusato di atti carnali». A Repubblica sarebbe bastato controllare l’enciclope dia online Wikipedia per evitare di cadere così in basso. Se i portabandiera del pensiero laico non sanno (o non vogliono) fare nemmeno questo, vuol dire che stanno davvero con la bava alla bocca. Le reazioni Da Bersani&C solidarietà al minimo sindacale Il PdL si indigna, interviene anche Schifani . GOGNA MEDIATICA Ecco i titoli dedicati al Papa apparsi ieri sui quotidiani di sinistra (L’Unità della De Gregorio, Repubblica di Mauro e Il Fatto di Travaglio&C). sione di Michele Santoro sul web? «Santoro non mi piace e non l’ho visto, ma deve poter andare in onda come tutti gli altri. Chiudere i talk show politici in questo mese è stato un errore colossale che oltretutto ha contribuito a fare di Santoro un martire. Detto questo...». Detto questo... «L’odio contro Berlusconi è stato il collante della peggiore esperienza politica degli ultimi anni, quella del governo Prodi. Se la sinistra rimarrà ancorata all’anti berlusconismo non produrrà mai nulla di buono». Quale sarà la sorpresa di queste Regionali? «Mi aspetto molto dalle Marche, dove sosteniamo un buon candidato, Gian Mario Spacca, e dove il Pd ha avuto il coraggio di scaricare la sinistra radicale per allearsi con noi. In Puglia, invece, se dovesse vincere Vendola, la responsabilità sarà tutta del PdL per non aver scelto di sostenere la nostra candidata». Cosa si aspetta dopo le elezioni? «Avremo davanti tre anni senza andare alle urne. Sfruttiamoli per rimboccarci tutti le maniche, maggioranza e opposizione, perché c’è un Paese da ricostruire insieme. Possibilmente senza più conflitti e contrapposizioni tra destra e sinistra, laici e cattolici». CON LA SANTA SEDE Il leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini e Papa Benedetto XVI in un recente incontro a Castel Gandolfo. Sulle accuse del New York Times, Casini si schiera dalla parte della Santa Sede: «Attacchi come questi non avvengono mai per caso. Siamo di fronte a un disegno contro la Chiesa per delegittimare la figura del Papa. Perché Ratzinger è un personaggio scomodo». Ansa ::: ANDREA VALLE ROMA Tre dichiarazioni tre. Il centrosinistra, quanto a solidarietà per Benedetto XVI, è al minimo sindacale. A sinistra dell’Udc parlano soltanto Enrico Letta (comunicato che più anodino e protocollare non si può: «Solidarietà e vicinanza al Pontefice per gli attacchi dei quali è fatto oggetto in queste ore dalla stampa di Oltreoceano»), Pier Luigi Castagnetti («La campagna contro il Papa e il Segretario di Stato non è casuale») e Claudio Moscardelli («Le invettive contro il Papa ricorrendo a grandi titoli allusivi cui non sono ignobili»). Le dichiarazioni della sinistra in realtà sarebbero quattro, dovendosi contare anche quella del comunista Paolo Ferrero. Il quale però apre bocca per intimare al Papa di «far sposare i preti invecedi fare la vittima», e annoverarlo tra gli attestatori di solidarietà diventa arduo. Di tutt’altri tono e volume le prese di posizione da parte del centrodestra. A partire da quella del presidente del Senato Renato Schifani: «Un fatto inaccettabile e indegno», sostiene l’inquili no di Palazzo Madama, «lanciare attacchi contro la figura del Santo Padre è un fatto senza precedenti». Di «attacchi scandalosi e vergognosi» e di «derive di tendenze estremamente pericolose» parla il ministro degli Esteri Franco Frattini intervenendo su Facebook, che aggiunge: «La ricerca di uno scandalismo a tutti i costi oscura la verità e dimentica il coraggio e la trasparenza con cui il Papa, invece, ha affrontato un problema delicato e drammatico». Il suo collega all’Attuazione del programma, Gianfranco Rotondi, punta il dito contro «l’attacco ingiusto e premeditato» ordito dai media contro il Pontefice. «Da laico», gli fa eco il capogruppo del PdL alla Camera Fabrizio Cicchitto, «voglio affermare che il mondo e l’Italia non hanno alcun interesse ad un indebolimento e ad una crisi della Chiesa cattolica, che esprime un contributo alla tenuta dell’equilibrio sociale». Sulla stessa linea il capogruppo al Senato Maurizio Gasparri: «Contro il Papa è in corso una indegna campagna mediatica, la cui tribuna più forte è il solito quotidiano megafono della sinistra». «Minare col tarlo del dubbio la purezza della fede è l’ennesimo attacco delle lobby laiciste alla libertà di pensiero, che distingue le democrazie dai regimi totalitari: non prevarranno», commenta il senatore azzurro Stefano De Lillo con tanto di citazione evangelica ad hoc. Toni simili anche fuori dal PdL. Per l’Udc, oltre ovviamente al leader Pier Ferdinando Casini, si fa sentire il presidente Rocco Buttiglione: «C’è un disegno che viene da lontano», afferma, «si cerca in ogni modo di colpire la Chiesa e di coinvolgere il Papa». Solidarietà anche dalla Lega Nord: «Gli attacchi rivolti in questi giorni al Papa», afferma il deputato Massimo Polledri, «sono becere speculazioni mediatiche, propinate con lo scopo di colpire e delegittimare la Chiesa cattolica in cui, ogni giorno, si riconoscono e ritrovano milioni di fedeli sparsi in tutto il mondo». ::: segue dalla prima FAUSTO CARIOTI .
Edizione: 27/03/2010 Libero LIB_sabato pagina 51 stampata da: cervo alle ore: 22.12.28 colore 51Sabato 27 marzo 2010ROMA @ commenta su www.liberonews.it ::: DOMANI AL VOTO Luigi Nieri, assessore regionale uscente. . SALI&SCENDI Brava Renata Polverini. Per essere una new entry in politica ne ha viste di cotte e di crude in poche settimane. E’ sopravvissuta, in corsa e in vantaggio. Bene con lei le vecchie volpi della politica, Storace e Ciocchetti. Hanno giocato da protagonisti. Dall’altra parte Francesco Storace, leader de La Destra. della barricata si è pensato più a criticare che a proporre, si è combattuto a furia di colpi bassi. Ne sa qualcosa Esterino Montino che non ha smesso di sollevare questioni e di fare delibere che non gli spettano e con lui tutti i grilli parlanti, sa Bonelli a Foschi, a Nieri. Berlusconi in campo all’Eur Renata azzarda il pronostico: «Vinco con largo vantaggio» Il premier benedice la Polverini e assicura: ce la faremo anche stavolta ol osi sul bilancio ::: GIOVANNI TAGLIAPIETRA RAFFAELE M. MAIORANO «Vinco, e con un distacco importante. Lo sento, le persone hanno voglia di cambiare». Stanca ma sorridente, Renata Polverini è arrivata alle 19 al salone delle fontane dell’Eur, stracolmo di invitati e giornalisti. Standing ovation per lei, in giacca rosa su pantalone nero. E standing ovation per il Cavaliere, che con il suo ingresso ha strappato un lungo, lunghissimo applauso. E non ha perso tempo a prendere la parola, tra strette di mano e sorrisi. Partendo da quel «diritto a votare» che è stato tolto al PdL, ma che non ha spezzato le speranze: «Siamo forti e vinceremo lo stesso». Poi gli scherzi: «Ho lo ius primae noctis sulle elette del Pdl». E poi l’abbraccio alla Polverini sul palco del Salone del Fontane. Candidata, visibilmente emozionata, seduta soltanto fino a qualche minuto prima accanto al sindaco Gianni Alemanno e vicina al presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri. Attorno, il Pdl capitolino e la giunta comunale pressocché al completo, oltre a decine di deputati e senatori del PdL. Sullo sfondo del palco, il simbolo della lista civica Polverini. All’entrata, fasci di luce tricolore a incorniciare l’ingresso e il piazzale antistante via Ciro il grande. Ad aprire la serata, uno spettacolo guidato dal comico Pino Insegno. E, prima che arrivasse il premieri, Renata ha parlato a lungo con i giornalisti e i suoi fans. Battute rapide, confuse, efficaci: «Con Emma Bonino siamo in disaccordo su tutto, per la visione che abbiamo del rispetto della vita, per il ruolo che diamo alla famiglia ma anche rispetto al lavoro». E ancora. «Io ho difeso e tutelato gli interessi dei lavoratori, dall’altra parte non mi sembra sia accaduta la stessa cosa». Prima dell’apoteosi serale aveva corso parecchio, la Polverini, con i soliti quattrocinque appuntamenti. Ma aveva voluto accettare un invito a pranzo a Corviale e concessa un caffè con la mamma a Torrinpietra. In ogni caso, quello di ieri è stato un maxi evento studiato nei piccoli particolari, con una macchina organizzativa infallibile, che per chiudere la campagna elettorale si era messa in moto molto tempo prima. Più di duecento le persone che hanno lavorato dentro e intorno al Salone delle Fontane. Basti pensare che è stato organizzato un catering per i 1.200 invitati (850 seduti e 450 ragazzi in piedi), che una ventina di tecnici ha dovuto sistemare i trenta riflettori che illuminavano i quindici enormi stendardi con il simbolo del partito, eretti tra le sedici colonne del palazzo, anch’esse illuminate da riflettori verdi. La band Lilly Vanilli, con Francesco Scarmiglia, ha iniziato le prove almeno 3 ore prima dell’evento e i tecnici del suono non si sono fermati mai. E poi la sicurezza. Il premier, oltre che dalla sua scorta personale, è preceduto in ogni suo spostamento da una trentina di addetti alla presicurezza che fanno parte delle agenzie Grilli e Morgan e controllano l’andamento dei lavori e il perimetro delle sale congressuali di volta in volta occupate. Due maxi schermi sono stati posizionati uno all’interno e uno all’esterno, entrambi in collegamento in tempo reale con Viterbo, Rieti, Frosinone e Latina. Una macchina perfetta costata non meno di settantamila euro. Ma Renata Polverini e la sua squadra si sono meritati questo ed altro. Ora tocca agli elettori. ::: Dai Castelli Albano? Vince chi gioca bene la carta del termovalorizzatore “in via ordinaria, appunto, con sobrietà e con una gestione oculata, nel rispetto degli interessi dei cittadini della Regione Lazio”. Scorrendo gli atti amministrativi degli ultimi due mesi, con il Consiglio regionale appunto sciolto, si apprende che non solo l’organismo non è defunto ma è resuscitato dalle sue ceneri. In una riunione svoltasi durante il cenone di Natale è stata approvata la legge regionale del 24 dicembre 2009, n. 32 per l’approva zione del Bilancio di previsione per l’esercizio finanziario 2010. Mentre il giorno prima, esattamente il 23 dicembre si è tenuta una riunionelampo di giunta che ha approvato il “documento tecnico”. Prima la Giunta, poi il Consiglio che legifera. Non si è mai visto un consiglio regionale sciolto, che dunque non esiste, agire come niente fosse. Ed è dura legittimare una legge partorita da un soggetto istituzionalmente “morto”. «Il Lazio non puoi farlo funzionare in campagna elettorale, devi pensare alla Sanità, a pagare le Pmi a 60 giorni, alle infrastrutture e queste sono manovre pericolose per le casse della Regione già in disordine», commenta Massimiliano Maselli (Pdl). Montino, al di là delle promesse di amministrare «con sobrietà e con una gestione oculata, nel rispetto degli interessi dei cittadini della Regione Lazio» dopo circa un mese e mezzo dall’approvazio ne del Bilancio di previsione lo distrugge e lo modifica a sua immagine e somiglianza. E fa preparare dai suoi collaboratori ben 34 decreti denominati “del presidente della Regione Lazio” e li firma tutti in una sola giornata. Per assestare il bilancio, dice lui. Anzi, no. Non risponde alle domande di “Libero”. Lo si è cercato, non ha voluto commentare. La sua assistente se n’è uscita con un commento: «Se le variazioni di bilancio sono pubblicate in Gazzetta va bene, che problema c’è?» . ALL’EUR Un momento della chiusura della campagna elettorale di Renata Polverini insieme al premier Silvio Berlusconi. Foto Ansa ::: CHIARA RAI A correre per la poltrona di sindaco, qui ai Castelli, sono due grossi comuni: Albano (quasi un milione e mezzo di abitanti) e Grottaferrata (oltre 17 mila). Per Albano la scelta è netta, o è zuppa o pan bagnato, infatti, ci sono tre liste in lizza ma principalmente la competizione è tra Pdl e Pd. A Grottaferrata invece, ribattezzato il “paese morto”, guidato per un mandato dal farmacista Mauro Ghelfi con la sua lista civica tendente a destra, è in uno stato di agitazione dovuto ad una fisiologica proliferazione di liste in corsa: addirittura sette. La matassa per quest’ultimo è apparentemente ingarbugliata ma facile da sciogliere grazie alla forza delle proposte. Iniziando da Albano: in corsa c’è l’azzurro Marco Silvestroni, erede di Marco Mattei che ha amministrato la città per un decennio. Silvestroni è sostenuto dal baluardo di centrodestra oltre ad un numero nutrito di liste civiche; per citarne alcuni i Liberali e Riformisti, Insieme per Pavona, Area Democratica, lista Silvestroni sindaco, Alleanza di Centro, lista civica Democrazia Cristiana. Dall’altra parte il farmacista di Pavona Nicola Marini del Pd con tutta la sinistra al seguito, rodato da dieci anni di opposizione in consiglio. Il terzo candidato è il giovane Emiliano Bombardieri che si presenta con la lista di Beppe Grillo. Tutti e tre puntano, seppur con sfumature differenti, alla risoluzione dell’emergenza parcheggi, la viabilità e la sicurezza. Questi temi sono affrontati come contorno all’unico punto cardine della campagna elettorale dei tre aspiranti: il termovalorizzatore. Fondamentalmente nessuno lo vuole, ma Silvestroni in questo è, forse, più preciso: «Questa soluzione è il frutto del piano rifiuti di Marrazzo», argomenta «adesso che lo facciano pure, ma lontano dal nostro territorio con alta densità abitativa, esistono siti più adatti». Su sette candidati di Grottaferrata, la competizione si stringe su tre o quattro al massimo. Sergio Conti, sostenuto da Pdl Udc, La Destra, PRI e Socialisti Riformisti più altre due liste civiche, non è nuovo perché già fu sindaco, assessore e consigliere e oggi punta sui giovani. L’ex parlamentare e direttore generale Enpaia Gabriele Mori, sostenuto da Prc, Pd e Idv invece guarda alla cultura e gli unici che sembrano pensare al problema dell’occupazione, al sociale e a risvegliare Grottaferrata è l’esordio in politica di Casa Pound con Fabrizio Croce al timone. PRIMA DELL’EVENTO Preparativi in attesa di Renata Polverini e Silvio Berlusconi. Foto Maiorano
Edizione: 27/03/2010 Libero LIB_sabato pagina 58 stampata da: cervo alle ore: 20.22.19 colore 58 Sabato 27 marzo 2010 ROMA @ commenta su www.liberonews.it ::: SPORT CAPITALE Oggi RomaInter (ore 18) Ecco il Super Totti che risolve i problemi “Vince” contro un’antenna Vodafone, Ranieri lo convoca ::: GIAMPIERO DE CHIARA Se fai del bene una volta, forse lo devi fare anche una seconda volta. Non sembra una nuova legge di Murphy, ma soltanto quello che potrebbe accadere a Totti, dopo il suo intervento con la Vodafone per togliere un ripetitore telefonico, costruito vicino ad una scuola di Civita Castellana. L’intervento del giocatore è servito a sensibilizzare la società di telefonia mobile ad ascoltare le istanze del comitato di genitori formatosi nel paese della Tuscia. Così, alla vigilia della partita dell’anno contro l’Inter in cui Totti e compagni si giocano gran parte della chance di scudetto, una nuova simile richiesta viene posta all’attenzione del calciatore romanista. Il comitato romano “Viale Lina Cavalieri” ha chiesto aiuto alla società giallorossa per intercedere con la Wind per lo spostamento di un’antenna, nella zona di Fidene. La Roma ha infatti come sponsor la stessa società di telefonia mobile che sta installando un traliccio in piazza De Lucia, a due passi dalle abitazioni di alcuni cittadini del comitato. Gli stessi che sperano che il numero dieci giallorosso si adoperi con la Wind, come già ha fatto nei confronti della Vodafone. Chissà cosa ne pensa il diretto interessato che, probabilmente, è soltanto concentrato per la partita dell’Olimpico di oggi pomeriggio (ore 18) contro la squadra di Mourinho. I dubbi, sul suo impiego, non sono del tutto sciolti. Ma una certezza c’è: male che vada il capitano sarà seduto in panchina pronto ad entrare a partita in corso. Ieri mister Ranieri ha diramato le convocazioni e il campione di Porta Metronia è stato inserito nella lista. Lo stesso allenatore ha le idee chiare, ma gioca a fare un po’ di pretattica. La posta in gioco, questa volta, è troppo importante. «Cosa farò con Totti? Ho già deciso, ma non vi dirò niente», spiega così l’allenatore rivolto ai giornalisti curiosi. In attacco è quindi probabile la conferma del duo ToniVucinic. L’arbitro della super sfida è Morganti di Ascoli Piceno. Totti è stato convocato per la sfida con l’Inter Agf PARTERRE DU ROI PER LA PARTITA DELL’ANNO . In tribuna all’Olimpico tanti vip dello spett ac RomaInter, sfida da scudetto anche per la tribuna Vip. Quella di oggi allo stadio Olimpico sarà un’autentica sfilata di politici, sindacalisti, direttori di giornali, diplomatici e personaggi del mondo dello spettacolo, al punto che il Coni, che deve predisporre l’accoglienza in tribuna d’ono re, è stato costretto a fare gli straordinari. Per la sfida fra i padroni di casa giallorossi ed i nerazzurri di Josè Mourinho che, probabilmente, mette in palio lo scudetto del 2010 è annunciata la presenza di 2 ministri, quello dei rapporti con il Parlamento Elio Vito e quello delle politiche europee Andrea Ronchi. Ma non saranno certo solo i rappresentanti del Governo: ci saranno infatti anche il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini, quello di Alleanza per l’Italia Francesco Rutelli, tifoso della Lazio da sempre, l’ex premier ed esponente del Pd Massimo D'Alema, lui sì romanista doc, il presidente dei senatori del PdL Maurizio Gasparri, l’altro esponente del Pdl Fabrizio Cicchitto e l'ex sindacalista, e attuale vicepresidente della commissione finanze della Ca
Edizione: 27/03/2010 Libero LIB_sabato pagina 50 stampata da: cervo alle ore: 22.12.27 colore 50 Sabato 27 marzo 2010 ROMA @ commenta su www.liberonews.it ::: DOMANI AL VOTO Campagna elettorale amara a sinistra I precari alle candidate: lontane dai problemi reali Emma chiude a Ostia. Da Storace a Ciocchetti: ultime ore per fare incetta di voti LE COMUNITÀ L’appello: «La droga non va legalizzata» Padre Matteo Tagliaferri, fondatore della comunità di recupero “in Dialogo” ha lanciato un appello alle candidate alla presidenza della Regione. A Bonino e Polverini ha chiesto di dichiarare prima del voto la loro disponibilità a non legalizzare la droga. L’invito del sacerdote, si legge nella lettera, è quello di non «prendere strategie volte a “normalizzare” la somministrazione e l’uso di droghe come la vendita degli spinelli in farmacia e la prescrizione medica per le cosiddette sostanze “pesanti” o la realizzazione delle “camere del buco”». L’obiettivo, quindi, è di promuovere la «cultura della vita che contrasti la diffusione delle droghe». Ventisei milioni in libera uscita Quegli ultimi giochi pericol o ::: STEFANIA PASCUCCI Colpo grosso al bilancio della Regione Lazio.Sono “spariti” circa 26 milioni di euro in barba a quanto prevedono Costituzione, leggi e statuto regionale. Ben 34 decreti sono stati firmati dal “reggente” della presidenza della Regione Lazio in solo giorno, in piena solitudine, senza l’apporto di nessun componente dell’Esecutivo il 4 febbraio scorso. Sul Bollettino ufficiale del 13 marzo si leggono di attribuzioni di 2 milioni di euro alla “Cooperazione tra i Popoli”, 343mila euro alla “Rete Ospedaliera Pubblica e Privata” (ma non è competenza Guzzanti?), 545mila per lo Sport, 360mila per “Enti Locali – Sicurezza”, ad esempio. Partiamo da una premessa. Nessuna modifica può essere apportata al bilancio se non approvata preventivamente a maggioranza dal Consiglio regionale. Dopo le dimissioni da presidente della Regione di Piero Marrazzo il 28 ottobre dello scorso anno il Consiglio regionale alla Pisana viene sciolto e la Giunta, anch'essa dimissionaria, resta in carica solo per l'ordinaria amministrazione. A guidare l' Esecutivo è il vicepresidente Esterino Montino al quale sono state consegnate le deleghe. E’ lo stesso presidente del Consiglio regionale, Bruno Astorre, a prendere atto formalmente della lettera di dimissioni inviata da Piero Marrazzo mentre il vice presidente EsterinoMontino relaziona di fronte all'aula della Pisana sui fatti di cronaca avvenuti in quei giorni. In quella sede Montino giura che il suo compito da quel momento sarà “quello di amministrare in via ordinaria la Regione, fino al momento dell'insediamento del nuovo Consiglio regionale, del nuovo Presidente e della Giunta” e che per quanto lo riguarda afferma di voler procedere Vestita di rosa, Emma Bonino ieri ha incontrato i rappresentanti della Uil. Foto Omni INCOMPATIBILITÀ Anguillara Sabazia, è braccio di ferro sul sindaco Pizzigallo “bocciato” dal Tar Antonio Pizzigallo, sindaco PdL di Anguillara Sabazia, è stato dichiarato decaduto per incompatibilità dal Tribunale di Civitavecchia al quale si era rivolta una lista di minoranza all’indomani delle elezioni amministrative dello scorso giugno. La vicenda risale a quando Pizzigallo, già sindaco della città alla fine degli anni 90, era stato nominato presidente di una società per azioni che doveva assumere la gestione e l’imbottigliamento dell’Ac qua Claudia. Pizzigallo si dichiara tranquillo e annuncia appello alla decisione del Tribunale non appena rese note le motivazioni della sentenza. «Ho parlato con la Prefettura – ci dice – che dovrebbe emanare il provvedimento di decadenza non appena esecutiva la sentenza, quindi posso prepararmi all’appello in tutta tranquillità. Peraltro al momento della mia rielezione a sindaco avevo perso la qualità di presidente della holding». C. A. D. ::: TIZIANA LAPELOSA Prima hanno occupato la sede del comitato elettorale di Emma Bonino, poi da Trastevere si sono spostati nei pressi di piazzale Flaminio, per occupare, seppur per pochi minuti, il comitato elettorale di Renata Polverini, candidata del centrodestra alla presidenza della Regione Lazio. Seppur precari, hanno trovato i soldi per comprare dei regali. Così la radicale ha ricevuto una copia gigante delle regole del Risiko e una lettera intitolata “Le regole te le diamo noi, adesso però parla dei problemi reali”. La sindacalista Ugl, invece, ha ricevuto venti rosette ripiene di prosciutto e una lettera intitolata “Non ti preoccupare per i panini, te li diamo noi. Però adesso parla di cose reali”. Con indosso una maglietta raffigurante Milioni (quello, per intenderci, che non è riuscito a presentare la lista del Pdl ora esclusa dalla competizione elettorale), chiarissimo il messaggio dei precari autorganizzati e autori dei blitz. Lamentano la mancata attenzione delle candidate nei confronti dei problemi che non li fanno dormire la notte. «Non riuscire ad andare via di casa neanche a trent’anni», per esempio, oppure non riuscire a «proseguire gli studi». I più ce l’hanno con la radicale. Lei va parlando di legalità, loro di una vita senza prospettiva. Ma come, si chiedono, lei che ha «una storia fatta spesso di “disobbe dienza”» non si interessa di noi? Eppure, a sentire la Bonino, questi tre mesi di campagna elettorale nel Lazio, costellata da diverse “trasferte” in altre regioni, le avrebbero fatto scoprire molte cose. Anche se «il voto sarà al fotofinish», «ci sono stati momenti interessanti, ho imparato la complessità della struttura del Pd». Struttura con la quale ha già iniziato a fare i “conti” e con la quale, se eletta, dovrà continuare a farli. Intanto si è chiusa alla metro Ponte Mammolo la campagna elettorale della Federazione della Sinistra insieme ai lavoratori Cotral, Eutelia e altre società di trasporto. Tra i presenti anche il consigliere regionale uscente di Rifondazione Ivano Peduzzi. Sul fronte opposto è con tranquillità che ci si appresta a vivere una la due giorni di voto in attesa dell’esito delle urne. «Conteremo i voti e li peseremo, vogliamo che i nostri voti siano determinanti per la vittoria», la speranza dell’Udc di Casini che a Roma ha chiesto «un voto per il nostro partito che è anche un volto per Polverini». «Con i nostri voti saremo determinanti affinché questo accada, saremo per lei lo sprint finale che la porterà a tagliare il traguardo», gli fa eco il segretario regionale Luciano Ciocchetti dall’associazione Raggio di Sole, che si occupa di disabili, e che potrebbe essere danneggiata dalla reintroduzione del ticket. Con in carciofi in mano, invece, Marzia Marzioli, candidata della Rete dei Cittadini, ha chiuso la sua campagna elettorale. Ufficialmente sigillata, è con il passaparola (ma anche sms, mail e facebook, ma a persone fidate, non si sa mai) che si tenta di strappare voti a favore di questo o quel partito. Un lavoro affidato per lo più ai sostenitori. Perché loro, i candidati ad occupare la poltrona che è stata di Piero Marrazzo, si sono spesi eccome in una campagna elettorale del tutto anomala. Esterino Montino
Edizione: 27/03/2010 Libero LIB_sabato pagina 39 stampata da: cervo alle ore: 20.56.01 colore 39Sabato 27 marzo 2010SPETTACOLI @ commenta su www.liberonews.it STRANI COMICI Con Dante sul Lastrico la poesia fa sbellicare Michele rivelazione di Zelig coi versi ispirati alla Commedia Perego su Canale 5 I “Record” di Paola: «Dopo i Guinness ridatemi la Talpa» ::: ALESSANDRA MENZANI La stagione non era iniziata nel migliore dei modi per Paola Perego. Lo scontro con Barbara D’Urso, che aveva criticato la «domenica volgare» della collega, gli attriti con Mediaset e poi la cancellazione della “Tribù”, un reality show esotico che non ha mai visto la luce. Così oggi, dopo «il più lungo stop in 25 anni di carriera», Paola è particolarmente vogliosa di ricominciare. Stasera su Canale 5 prende in mano lo “Show dei record” (format che fu proprio della D’Urso) e anche qui la vita non sarà facile, visto che la rivale è l’amica Antonella Clerici con i baby cantanti di “Ti lascio una canzone”. Un avversario temibilissimo. «Spero di fare un risultato dignitoso. “Lo show dei record” non è mai andato il sabato e Antonella arriva da un momento meraviglioso. Avrei preferito la classica collocazione al giovedì o del venerdì...». E poi non ci sarà Ping Ping... «Purtroppo non ho fatto in tempo a conoscerlo meglio. Alla fine della registrazione si è sentito male e l’hanno portato in ospedale. Era giocherellone. Nella prima puntata ci sarà Mario Cipollini. Poi l’uomo più alto del mondo, un turco di 2 metri e 46 centimetri che cerca la fidanzata, e poi un tailandese che frigge le ali di pollo con le mani nude a 140 gradi. E non si brucia». Certe prove sono davvero “forti”. Che limite si pone? «Non facciamo vedere cose mostruose, ma solo persone diverse che vengono in tv anche per essere accettate». Quando lo conduceva la D’Urso, guardava il programma? «Non l’ho mai visto dall’inizio alla fine, ma mio figlio Riccardo ne andava pazzo». Dica la verità, da 1 a 10 quanta rivalità c’è con la D’Urso? «Zero. Non siamo concorrenti, non la vedo come mia rivale. All’inizio stagione ero dispiaciuta nei confronti di Mediaset. La D’Urso aveva attaccato un programma – “Questa domenica” – che l’azienda mi aveva fatto condurre e di cui era anche contenta. Volevo una difesa pubblica e l’ho avuta. Sono soddisfatta». Poi la “Tribù” è saltata. «Mi dispiace, perché sarebbe stata un successo. L’idea era nuova, originale. E ci sarebbe stato Filiberto...». Rifarà la “Talpa”? «Magari! Anche subito. È un programma che ho nel cuore. Ha segnato un record d’ascolti storico per Italia 1». Discute mai con il suo fidanzatomanager, Lucio Presta, sulle offerte tv e i programmi da condurre? «No, perché mi fido ciecamente dell’intuito di Lucio. Anche prima che fosse il mio compagno. Anni fa non stavamo ancora insieme e mi propose “Fo rum”. Rimasi basita. “Forum è Rita Dalla Chiesa”, pensai. Invece poi lo feci e andò benissimo. Lucio aveva ragione». Luttazzi e le Iene, il doppio volto del turpiloquio Complimenti per la trasmissione di FRANCESCO SPECCHIA In televisione c’è il turpiloquio etico e il turpiloquio estetico. Appartiene alla prima categoria Luttazzi: nella Raiperunanotte di Santoro connota la sodomizzazione con particolari scatologici e volgarità prettamente offensive (nei confronti di Berlusconi, ovvio). Può, magari, aver spazio nei teatri nei limiti della legge giustistificando l’invettiva con Aristofane; ma lo squilibrio tra livore personale e satira è talmente soffocante che l’effetto comico ne esce attutito, e spinge lo spettatore prima all’irritazione, poi alla noia. Altro discorso è il turpiloquio estetico, per potenziare il racconto. Roba che spazia, storicamente, dalla bestemmia dell’ateo Mastelloni in Rai bandito da tutte le tv , alla “merda secca” che Sgarbi proferì verso la Mussolini. “Merda secca”, peraltro nella sua semantica, aveva un che di raffinato («notate: merda secca è un gradino sotto la merda, nella scala sociale...», spiegò). Ora, le Iene, nella loro rubrica “Mortacci tua”, forti di una sentenza della Cassazione che stabilisce che “dire parolacce in un reality non è reato”, hanno impostato le loro candid camera sullo spiazzamento del vip massacrato a colpi di trivio. Il lettore perdoni, citiamo il testo. Si mettono vicino ai divi, spesso con la scusa di farsi fare una foto, e poi tuona l’invettiva. Alcuni s’incavolano; Marco Balestri si è beccato infiorettati “vaffanculo”, Maurizia Paradiso del “mignottone”. Altri si catatonizzano. Renga è stato avvicinato con “Ciao, ho comprato tutti i tuoi dischi. E ci ho cagato sopra” e Valerio Scanu con un “Ciao Valerio, ti sei già fatto inculare in tutti laghi?”. Alla Parietti è stato chiesto: “Scusi lei è quella mummia della Parietti?”. Altri vip dimostrano ironia. La D’Urso alla domanda cruenta: “Ci chiedevamo se nella tua vita hai preso più o meno di 100 cazzi...” ha risposto “Io 242, e tu?”; Paolo Limiti sentendosi dare le “rottinculo” ha ringraziato. Sgarbi è partito con coretto dei suoi “Capra, capra, capra”. Di Lernia ha menato gli astanti. Senza citare le avanguardie letterarie, tale turpiloquio si sublima in una cattiveria inaudita. Ma funziona.. L’ sms Libero: «Lucio Presta, chi guarda stasera tra la sua fidanzata Paola Perego e la sua assistita Antonella Clerici?». Presta: «Paola, non c’è dubbio!». Paola Perego stasera su Canale 5 ::: DONATELLA ARAGOZZINI ROMA Se Dante Alighieri avesse potuto vedere la settima edizione di “Zelig”, si sarebbe certamente rivoltato nella tomba. Sì, ma dal ridere. Nel cast dello show di Canale 5 condotto da Claudio Bisio e Vanessa Incontrada è infatti entrato quest’anno un nuovo comico, il centesimo lanciato dal programma, che incanta il pubblico verseggiando in endecasillabi, con terzine che raccontano la vita ordinaria rifacendosi proprio allo stile del Sommo Poeta. È Maurizio Lastrico, trentenne genovese (di Manesseno, per la precisione) che ha sempre avuto la passione per il cabaret e, dopo il diploma di operatore turistico e un’espe rienza come educatore in una cooperativa sociale, si è iscritto alla Scuola di Recitazione del Teatro Stabile di Genova. Ed è lì, studiando per fare l’at tore, che gli è venuta l’ispira zione poetica. «Allo Stabile martellano molto con la “Di vina Commedia”, è considerata una prova attoriale completa perché è una storia fantastica ma con un linguaggio per noi difficile», spiega, «a forza di declamare, mentre mi preparavo all’esame dell’ultimo anno ho provato a raccontare cose con quel metodo, come si fa a scuola quando si dissacrano le cose che ci propinano. E ho inventato così questo personaggio che è abbastanza autobiografico, uno che vive le cose con pudore, imbarazzo, inadeguatezza: tutto diventa un Inferno, attraverso gli occhi di un inadeguato». ANNI DI GAVETTA Dopo qualche particina in sitcom come “Piloti” e “Ca mera café”, un ruolo fisso nel programma di La7 “Grazie al cielo sei qui”, è così approdato a “Zelig Off” e poi agli Arcimboldi, dove i suoi sketch – scritti con Paolo Serra, Matteo Monforte e Carlo Turati – so no diventati un po’ il simbolo di questa edizione (non a caso c’era lui, a Sanremo, a ritirare l’Oscar Tv per “Zelig” insieme a Bisio). E nell’ultima puntata – mar tedì prossimo – vedremo una “Divina Commedia” con tanti comici, ognuno con i propri tormentoni: «io e Bisio saremo Dante e Virgilio e incontreremo anime tormentate come Paolo Cevoli “folletto cintato in tricolor” oppure Johnny Groove “col pantalon pezzato di mucca attillato”, oppure Paolo Abati nel girone dei provinanti». «All’inizio l’eccessiva aspettativa mi ha creato un po’ di imbarazzo», confessa, «sentivo la grande responsabilità e solo ora sto cominciando ad avere i benefici, con serate più dilatate». I suoi spettacoli – stasera sarà al Caffè Teatro di Milano, ma è già tutto esaurito durano infatti un’ora e mezza e, oltre alle terzine in stile dantesco, ci sono omaggi ai poeti improvvisatori, canzoni, momenti con il pubblico con tecniche recitative, in pratica «il racconto delle due anime, quella del cabarettista e quella dell’attore». IL TEATRO “SERIO” Né dimentica il teatro “se rio”, tant’è che sta per tornare in scena con lo Stabile di Genova nel “Re Lear”, dove interpreta il duca Albany, «una parentesi dal cabaret, che fa poco ridere, per riconfrontarmi con il mondo che mi ha fatto venire fuori». E nel futuro cosa c’è? Sicuramente la prossima stagione di “Zelig” e anche un libro che non sarà solo una trascrizione delle sue terzine: «Vorremmo continuare a giocare con i mezzi espressivi, come le note in fondo che spiegano cosa ha voluto dire l’autore e anche illustrazioni particolari che ricordano la “Divina Commedia”. E chi scrive la prefazione sarà una sorpresa». GENOVESE L’attore teatrale, comico e cabarettista Maurizio Lastrico. Genovese, nel 2009 a Zelig Off su Canale 5 ha proposto una Divina Commedia “rivisitata”. Nel gennaio 2010 ha debuttato in prima serata a Zelig.
Edizione: 27/03/2010 Libero LIB_sabato pagina 48 stampata da: callioni alle ore: 20.05.44 colore 48 Sabato 27 marzo 2010 ROMA
Edizione: 27/03/2010 Libero LIB_sabato pagina 53 stampata da: callioni alle ore: 20.06.05 colore 53Sabato 27 marzo 2010ROMA
Edizione: 27/03/2010 Libero LIB_sabato pagina 35 stampata da: cervo alle ore: 20.56.42 colore 35Sabato 27 marzo 2010 @ commenta su www.liberonews.it Scomparso a 83 anni Addio a Omar Pound il figlio di Ezra affascinato dall’Oriente Correva l’anno 1945. Mentre il padre, simpatizzante mussoliniano in Italia, assisteva al definitivo crollo della Rsi e stava per essere arrestato dai partigiani, il figlio si arruolava nell’esercito statunitense per combattere il nazismo morente. È la vicenda di Omar, il figlio del poeta americano Ezra Pound. Nato a Parigi, è morto a 83 anni il 2 marzo scorso nella sua casa di Princeton, nel New Jersey. L’annuncio della sua scomparsa è stato dato ieri dalla famiglia, a funerali avvenuti. Professore universitario in Gran Bretagna e negli Stati Uniti, Omar condivideva con il padre la passione per le civiltà orientali e divenne uno stimato traduttore di testi poetici persiani e arabi. Negli ultimi anni aveva anche curato diversi volumi di corrispondenza dell’autore dei “Cantos”. Fra i più interessanti “Letters in Captivity. 194546”, il carteggio fra il padre e la madre, la pittrice inglese Dorothy Shakespeare, nei drammatici anni della reclusione del poeta, accusato dall’Fbi di collaborazionismo per aver trasmesso numerosi discorsi fra il 1940 e il 1943 dall’Eiar, la radio ufficiale del regime fascista. Un’anti Micromega nel segno di Aron Alessandro Campi, ideatore di Farefuturo, prepara un nuovo laboratorio Obiettivo: lanciare una generazione di pensatori «senza partigianeria» RIVISTA POLITICA ::: ALBERTO REMEDIO I maligni penseranno subito che si tratti di chissà quale progetto politico finiano, di una mossa per superare Farefuturo. Qualcosa tipo “Generazione Italia”, per intenderci. Ma Ales sandro Campi docente di Storia del pensiero politico all’uni versità di Perugia, consigliere di Gianfranco e anima della fondazione a lui vicina assicura di no: partiti e circoletti culturali non c’entrano nulla. Ad aprile uscirà, pubblicata dal vulcanico editore Rubbettino, “Rivista di politica”, «un trimestrale di studi, analisi e commenti per comprendere la realtà della politica. E per giudicarla. In libertà», recita lo slogan promozionale. Fosse l’ennesima rivista accademica dove le consuete compagnie di giro pubblicano scritti ignorati dai più, non ce ne importerebbe nulla. Ma non sarà nemmeno una “Microme ga di destra”, cioè il consueto prodotto militante la cui massima elaborazione culturale è la rivalutazione di qualche compagno da parte dei “camerati” (sport nel quale Farefuturo e il Secolo d’Italia sono maestri). L’ambizione di Campi è più alta e apprezzabile: dare voce a una nuova generazione di studiosi italiani, per lo più sconosciuti al grande pubblico ma noti agli specialisti. Gente da tenere d’occhio, perché da un giorno all’altro rischia di guadagnarsi una certa importanza. Del resto, il nome dello stesso Campi fino a un anno fa diceva qualcosa soltanto ad ambienti molto ristretti. E adesso eccolo rilasciare interviste su tutti i giornali, apparire in televisione. Destino simile quello di Sofia Ventura, politologa bolognese che fa parte anche di Farefuturo e da qualche tempo appare con frequenza all’Infedele di Gad Lerner e altrove. E chissà che non prendano questa strada anche il sociologo Leonardo Allodi, esperto del pensiero del teologo Robert Spaemann; lo storico contemporaneista Angelo Ventrone, l’esperto di Europa orientale Roberto Valle. Tra i frequentatori del nuovo pensatoio dovrebbe esserci anche Alessan dro Vitale, ottimo allievo di Gianfranco Miglio che con Campi ha realizzato l’ultima intervista al professore comasco. «Una nuova generazione», ap::: CHI È POLITOLOGO Docente di Storia delle dottrine politiche all’Universi tà di Perugia, Alessandro Campi (nella foto) è direttore scientifico della Fondazione Farefuturo. I LIBRI Tra i suoi volumi ricordiamo: “Mussolini”, “Il nero e il grigio”, “Nazione”, “L’ombra lunga di Napoleone” e “La destra in cammino”. punto, come la definisce il professore di Perugia. «Già il nome che abbiamo scelto, “Rivista di politica”, definisce l’oggetto», spiega Campi. «Ci interessa concentrarci sulla politica come fenomeno, per affrontarla da diverse angolazioni. La rivista avrà un impianto analitico e scientifico, serio e rigoroso, però non il carattere tipico di riviste universitarie. Vogliamo affrontare la politica al di fuori delle convenzioni imposte dal dibattito politico ordinario, senza moralismi e chiusure ideologiche». Del dibattito politico in atto, tuttavia, darà conto. «Non avremo però nessun taglio militante, vorremmo evitare la partigianeria. Il nostro scopo e di inserire energie intellettuali nuove nel dibattito e di creare un gruppo di studiosi giovane e motivato, pieno di energie». Tutto il contrario della girotondina “Micromega”, dunque. «Se proprio dobbiamo individuare un elemento che unisce tutte le persone che partecipano è l’approccio realista alla politica. Tentiamo di coniugare realismo politico e liberalismo politico. E ci consideriamo avversari dell’antipolitica». Il nume tutelare? «Raymond Aron e la sua rivista “Commentaire”», spiega Campi. «Ma anche la tradizione italiana: Mosca, Pareto, lo stesso Miglio, Luciano Cavalli, Giovanni Sartori. Il Sartori politologo, non il pubblicista». Nel primo numero di “Rivista di politica” ci saranno anche testi prestigiosi. Per esempio un articolo di Pierre Manent sul concetto di nazione. E, soprattutto, un inedito di Carl Schmitt, nel quale per la prima volta il pensatore si occupa dettagliatamente di Clausewitz. «È un saggio del ’77: si tratta dell’unica volta in cui Schmitt si confronta pubblicamente con Clausewitz». Appariranno poi un articolo sul federalismo e le tre italie di Stefano Galli; uno di Alessandro Grossato sulla geopolitica delle religioni, uno di Ventrone «sul nemico politico nell’Italia contemporanea». Insomma, la nuova leva dei politologi italiani è pronta e scalpitante. E per quanto Campi dica di volerle evitare, c’è da scommetterci che la sua rivista susciterà, oltre ai dibattiti, anche parecchie polemiche. . IL NUME LIBERALE E IL NUOVO PROGETTO Il filosofo francese Raymond Aron (19051983) Sopra, la copertina del primo numero della trimestrale “Rivista di politica”, in uscita ad aprile “GLI INCENDIARI” Libro in arrivo per Moresco Si chiamerà probabilmente Gli incendiari il nuovo libro di Antonio Moresco, in uscita prossimamente per Mondadori. Dovrebbe essere un “ro manzo breve” (breve rispetto alle consuete produzioni dell’autore, ovvio) di circa duecento pagine. Argomento? Da Moresco, dopo i monumentali Canti del caos, c’è da aspettarsi di tutto. Ma pare che non mancheranno le atmosfere a cui ci ha abituato il romanziere di Mantova: sesso, sangue. E, ovviamente, grande scrittura.
Edizione: 27/03/2010 Libero LIB_sabato pagina 56 stampata da: callioni alle ore: 20.06.23 colore 56 Sabato 27 marzo 2010 ROMA
Edizione: 27/03/2010 Libero LIB_sabato pagina 10 stampata da: zulin alle ore: 22.20.52 colore 10 Sabato 27 marzo 2010 PRIMO PIANO @ commenta su www.liberonews.it LA COLPA L’arcidiocesi di Monaco dà tutta la responsabilità dell’«errata» decisione di rimettere in servizio il sacerdote all’allora vicario generale, Gerhard Gruber Le molestie insabbiate Si rimangiano le accuse a Ratzinger Il New York Times fa marcia indietro sulla calunnia di aver coperto, da vescovo, un prete pedofilo: «Gli era stato mandato un memorandum ma forse non l’ha visto». Il Vaticano: Benedetto XVI non ha mai saputo nulla della vicenda ::: MARIO DERGANI ROMA Nemmeno il New York Times sa bene cosa sia accaduto. Al quotidiano “liberal”è sufficiente un’ipo tesi senza prove per accusare il Papa e proseguire nella campagna scandalistica sui casi di pedofilia nella Chiesa cattolica. Dopo l’accusa al Papa di aver coperto un prete pedofilo americano (accusa per la quale lo Spiegel è arrivato a invocare le dimissioni del Pontefice), il quotidiano Usa sostiene che il Papa fosse a conoscenza degli abusi commessi a Monaco da Peter Hullermann, sacerdote per il quale lo stesso Ratzinger aveva accolto la richiesta di terapia psichiatrica. Ma è lo stesso New York Times ad ammettere che non è chiaro se mons. Joseph Ratzinger abbia visto o no un memorandum nel quale si comunicava che il sacerdote sarebbe tornato in parrocchia anche se aveva appena iniziato la terapia per controllare gli istinti pedofili. La terapia si era rivelata infruttuosa, visto che successivamente Hullermann fu condannato per aver molestato bambini in un’altra parrocchia. Ma l’at tribuzione del fallimento al futuro Pontefice è frutto di una ricostruzione priva di documenti e dati di fatto. Ormai, anche il decantato giornalismo anglosassone fa cronaca con i “se”. Perciò, in assenza di notizie, alla Santa Sede non rimane che smentire i sospetti infamanti. Il portavoce Vaticano, padre Federico Lombardi (nella foto Olycom), ha ribadito che «l’allora arcivescovo» Ratzinger non fu messo a conoscenza della «decisione di reinserire il sacerdote H. nell’attività pastorale parrocchiale» e ha respinto «ogni altra versione come mera speculazione». Identica la posizione dell’arcidiocesi di Monaco, che ha ribadito come l'allora arcivescovo della città non abbia mai dato il suo assenso al ritorno al lavoro pastorale del sacerdote pedofilo e che tutta la responsabilità dell’«errata» decisione fu dell’allora vicario generale, Gerhard Gruber. La Chiesa fa quadrato attorno al Pontefice. La conferenza episcopale francese ha denunciato la campagna di diffamazione e calunnia, organizzata per offuscare l’immagine del Pontefice. E anche quella inglese, la quale ha assicurato che il Vaticano non intende insabbiare gli scandali dei preti pedofili e anzi il Pontefice sta affrontando la questione con grande rigore. In campo anche il mondo politico italiano: il presidente del Senato, Renato Schifani, ha parlato di «attacchi incomprensibili». Il ministro degli Esteri, Franco Frattini, ha denunciato gli attacchi «scandalosi e vergognosi». «Piena solidarietà» a Benedetto XVI arriva anche dalla Lega nord. «Gli attacchi rivolti in questi giorni al Papa», afferma il parlamentare Massimo Polledri, «sono becere speculazioni mediatiche, propinate con lo scopo di colpire e delegittimare la Chiesa in cui, ogni giorno, si riconoscono e ritrovano milioni di fedeli in tutto il mondo. Esprimo piena solidarietà al Santo Padre, la cui integrità morale non sarà minimamente scalfita da questa torbida vicenda». Per il Pd, si muove il vicesegretario Enrico Letta, che esprime «solidarietà e vicinanza» al Pontefice «per gli attacchi dei quali è fatto oggetto in queste ore dalla stampa di oltreoceano». Intanto torna a galla il caso dei Legionari di Cristo. Nei confronti del loro fondatore, Marcial Maciel, Papa Benedetto XVI fu inflessibile. E, ora, i membri della sua congregazione riconoscono che abusò sessualmente di seminaristi, ebbe «altri gravi comportamenti» e vari figli; e hanno chiesto perdono alle vittime e affermato di non considerarlo più come modello di vita cristiana. Il comunicato in cui la potente congregazione fa il mea culpa arriva dieci giorni dopo la conclusione, dopo anni di indagini, dell’ispezione ordinata dal Papa. Per conoscere i risultati, occorreranno mesi. Ma il 19 maggio 2006, Benedetto XVI aveva già punito Maciel, morto nel 2008, obbligandolo a rinunciare «a tutti i ministeri pubblici». ::: ABUSI LO SCANDALO Le diocesi cattoliche statunitensi devono pagare un prezzo altissimo per gli abusi (commessi nei decenni scorsi) sia per i danni alle vittime di molestie che per le spese legali nei processi. Nel 2009, per casi di pedofilia, la Chiesa ha dovuto pagare 104 milioni di dollari, contro i 376 del 2008. In totale, dal 2002, le diocesi americane hanno dovuto pagare indennizzi per 2,7 miliardi di dollari. I RIMEDI La linea della "tolleranza zero" proposta dal card. Joseph Ratzinger e adottata da Giovanni Paolo II nell’ultima parte del suo Pontificato ha dimostrato di funzionare bene. Negli Stati Uniti il numero delle vittime, delle accuse e dei preti riconosciuti colpevoli di abusi nei confronti di minori nel 2009 è calato al minimo storico dal 2004, anno in cui la Chiesa ha cominciato a raccogliere questi dati. LA LETTERA In una lettera diffusa il 20 marzo, indirizzata ai cattolici irlandesi, Papa Benedetto XVI ha chiesto ai preti pedofili di «rispondere di ciò davanti a Dio onnipotente, come pure ai tribunali debitamente costituiti». Cause in corso Un caso montato ad arte per ottenere risarcimenti milionari (...) È contenuta nel rapporto stilato dalla John JAY College of Criminal Justice per la conferenza episcopale americana. Fino al 2002 ha censito pagamenti totali per 572 milioni di dollari, 499 effettuati direttamente dalle diocesi coinvolte e 72,3 sopportati da ordini religiosi. Al rapporto ogni anno vengono allegati i nuovi risarcimenti ottenuti con trattativa diretta e talvolta anche in seguito a veri e propri processi: il costo totale sopportato dalla Chiesa americana fino ad oggi si avvicina al miliardo di dollari. Ed è una cifra calcolata per difetto: molte diocesi hanno preferito tenere segreti i patteggiamenti su casi che non erano esplosi sulla stampa locale. IL RETROSCENA D’altra parte bastano già i casi censiti ufficialmente: sono ben 4.392 nei soli Stati Uniti i sacerdoti o i religiosi accusati di pedofilia. Per ognuno di loro su un database pubblico all’indirizzo Internet http://app.bishopaccountabili ty.org è archiviata tutta la documentazione raccolta negli anni. Lì da anni sono depositati tutti i documenti relativi al caso di padre Murphy della diocesi di Milwaukee. Anche i carteggi fra gli arcivescovi e il cardinale Tarcisio Bertone, all’epo ca segretario della Congregazione della dottrina della Fede. Quel che sta agitando in queste ore il New York Times non è dunque uno scoop giornalistico: gli avvocati di cinque vittime degli abusi sessuali hanno fornito documentazione che era ampiamente pubblica (addirittura on line) e pubblicata dalla stampa locale. Perché allora imbastire una nuova campagna sulla base di documenti editi, già discussi e che fra il 2002 e il 2004 avevano ricevuto spiegazioni e versioni dei diretti interessati (anche queste archiviate)? Il motivo è facile da intuire, senza correre dietro a troppi complotti difficili da dimostrare. Il grosso dei casi di pedofilia negli Stati Uniti è stato gestito da cinque studi legali con sede principale in America e ramificazioni internazionali. Alcune di queste law firm hanno preso la difesa di vittime di presunti abusi sessuali da parte della Chiesa anche in Irlanda. Non è noto, ma è possibile che qualche studio stia valutando anche i casi tedeschi. Fino ad ora i cinque studi legali principali hanno ottenuto dalle trattative sui risarcimenti con le varie diocesi americane 43 milioni di dollari di fatturato, e non capita naturalmente tutti i giorni. Una cifra rilevante, che rappresenta la parte principale di una torta da 65 milioni di dollari (il resto è diviso fra singoli studi legali di provincia). Ma il monterisarcimenti finora è stato contenuto proprio dalla decisione di delegare le trattative ad ogni singola diocesi. Anche quando le Conferenze episcopali hanno affrontato la piaga della pedofilia con pubbliche scuse, la linea dei legali di parte è stata quella di addossare la responsabilità ai singoli al massimo riconoscendo le colpe dei vertici di alcune diocesi, subito rimossi. L’AMMISSIONE Una linea che finora è riuscita a fare limitare i danni e anche l’entità stessa dei risarcimenti. Alzare il tiro sul Vaticano e ottenere un’ammis sione di responsabilità da parte delle più alte gerarchie o addirittura da parte del Pontefice, farebbe lievitare sensibilmente il montecause, probabilmente provocando la bancarotta dello Stato del Vaticano. Non sono in pochi a ritenere che il pressing straordinario che si verifica in queste settimane abbia innanzitutto ragioni economiche. Gli interessi sono notevoli, e non solo quelli degli studi legali. Negli Stati Uniti in bancarotta o quasi è già andata negli anni passati la diocesi di Boston. Per fare fronte alle cause già definite, ai patteggiamenti e alle cause di pedofilia ancora in corso, ha dovuto mettere in vendita uno a uno gli immobili di un patrimonio che era stato valutato in 500 milioni di dollari. Con la pistola alla tempia e la necessità di fare cassa, è stato venduto più o meno alla metà del suo valore. C’è addirittura un gruppo imprenditoriale nato e cresciuto sul business della pedofilia negli Stati Uniti: quello italoamericano dei Follieri. Il giovane erede Raffaello alla fine si è messo nei guai ed è stato arrestato due anni fa con accuse assai pesanti. Ma nel frattempo è riuscito a fare incetta di immobili (anche grazie ad alcune vantate entrature vaticane) dalle principali diocesi coinvolte negli scandali, comprandoli in tre casi in blocco a un prezzo scontato oltre il 50% i valori di mercato e poi rivendendo il tutto con ampio guadagno. Follieri non è l’unico. E a molti fa gola una torta che se il Vaticano venisse messo ko potrebbe valere qualche decina di miliardi di euro. ::: segue dalla prima FRANCO BECHIS . PIOVE FANGO Al quotidiano “libe ral” è bastata un’ipo tesi senza prove per accusare il Papa e proseguire nella campagna scandalistica sui casi di pedofilia nella Chiesa cattolica. (Ap)
Edizione: 27/03/2010 Libero LIB_sabato pagina 12 stampata da: cervo alle ore: 22.29.58 colore 12 Sabato 27 marzo 2010 ITALIA @ commenta su www.liberonews.it ::: SENZA FRENI ::: Commento Mussolini somiglia a Michele molto più che a Silvio ::: NICHOLAS FARRELL Chi somiglia di più a Benito Mussolini: Silvio Berlusconi o Michele Santoro? Santoro a Bologna giovedì sera ha detto dal palco: «Presidente, non siamo al fascismo ma certe assonanze sono comunque preoccupanti». Noi inglesi abbiamo un detto per uno messo come Santoro: «He is like the pot that calls the kettle black» (è come il tegame che dà della bruciata alla padella). Poi, come ha scritto ieri il nostro Francesco Borgonovo, in un pezzo da Pulitzer che ha azzeccato perfettamente l’assurdità surreale della serata: “Alle nove, appare Benito Mussolini. Davvero, non scherziamo: si vede un video del Duce che aizza la piazza in un’adunata oceanica. Appena dopo … ecco il filmato della manifestazione del Pdl a piazza San Giovanni.” Cari lettori, vi chiedo: quelle immagini del Duce sul maxischermo a Bologna l’altra sera non erano forse immagini di Santoro stesso, piuttosto che di Berlusconi? Personalmente, penso di sì. Mussolini come Santoro fu un giornalista d’assalto e non un imprenditore come lo è il Cavaliere. ::: Mussolini ha conquistato il potere in Italia perché è stato il primo giornalista tabloid nella storia. I titoli che faceva erano dal bar sport ma sempre azzeccati, e facevano ridere. Ma Mussolini sapeva anche lavorare la piazza. Come, appunto, Santoro. E Mussolini disprezzava la democrazia, come, eh sì, la disprezza Santoro. E perciò, Santoro, come il Duce, preferisce operare in piazza (sia quella vera, sia quella virtuale) piuttosto che in Parlamento. Guarda caso Mussolini ha acquisito il potere boicottando il Parlamento. Dunque, diciamolo: mentre Berlusconi fa di tutto per raccogliere il consenso della maggioranza, e lo fa, Santoro se ne frega di quello che vuole la maggioranza. Fa di tutto per imporsi sulla maggioranza malgrado quello che vuole tale maggioranza. Berlusconi insomma ha il massimo rispetto per la democrazia, Santoro no: eletto come era eurodeputato ma poi poco dopo autodimesso perché noioso. Non finisce qui. Mussolini era anche un bravissimo ingannatore ma lo è anche Santoro. Giovedì sera, ad esempio, “riccioli d’oro” come lo chiamiamo qui in Romagna e i suoi uomini scelti hanno cercato come sempre di insistere su un presunto filo diretto fra la decisione della Rai per la par condicio di annullare i talk show politici prima delle regionali con il caso Trani e le intercettazioni del Cav. a proposito. Ma il ko dei talk show politici da parte della Rai non c’entra assolutamente nulla con il caso Trani. In ogni caso, la legge sulla par condicio (è del 2000, penso) era una legge fatta dalla sinistra e non da Berlusconi. ::: Santoro ha alla sua disposizione anche un quadrunvirato addirittura – Marco Travaglio (Italo Balbo), Gad Lerner (Emilio De Bono), Giovanni Floris (Cesare De Vecchi) e Milena Gabanelli (Michele Bianchi). E poi ras vari come Daniele Luttazzi (Giuseppe Bottai) e Beppe Grillo (Achille Starace). Ma vi rendete conto! Tutti questi si lamentano ad nauseam della libertà di stampa mutilata e annullata qui in Italia grazie unicamente a Berlusconi che controlla tutto, ma in tv vediamo solo loro e nessun’altro. Voglio dire: l’unico talkshow politico non di sinistra è Porta a Porta di Bruno Vespa, no? Allora, mi chiedo: come mai questi gladiatori della libertà non riescono a vedere la verità? La mia riposta è: o non la vogliono vedere, o sono pazzi, e da ricovero immediato. Qualsiasi capo di Governo telefona ai boss della tv di Stato per lamentarsi e sfogarsi, non solo Berlusconi. Dov’è il problema? Quindi non c’entra nulla il Watergate col caso di Trani, come insistono invece Santoro&Co. Quella volta, il partito repubblicano commise un furto: gli uomini del Presidente Nixon cercarono di insabbiare tutto. E le registrazioni delle conversazioni del Presidente, non erano intercettazioni telefoniche. Al Petit Arquebuse ieri ho chiesto al sindaco di Predappio, Giorgio Frassineti (PD) il suo parere. «Chi se ne frega di Santoro! Non sposta un voto. Crea solo danni alla sinistra». Quindi? Quindi, Mussolini era non solo un giornalista di Serie A ma anche un politico di Serie A. A differenza di “riccioli d’oro”: giornalista di serie B e politico di serie C2. (...) uno che la modestia non la vedeva nemmeno col binocolo. «Io celebro me stesso, io canto me stesso», scriveva il poeta. E aggiungeva: «Sono grande, contengo moltitudini». Ecco, adesso confrontatelo con le frasi pronunciate ieri da Michele: «Noi non abbiamo intenzione di andarcene», ha detto riferendosi alla sua permanenza in Rai. «Se vogliono cacciarci via, dovranno passare sul nostro corpo. E non sarà facile perché il nostro corpo è quello di centinaia di migliaia di persone». Notare l’utilizzo del plurale. Sublime. Santoro teorizza l’identificazione totale tra lui e i suoi sostenitori, quelli che a Bologna sono stati battezzati «il popolo di Annozero» e che il conduttore identifica come «tutta quella gente che c’era dentro e fuori, i 250mila del popolo viola». Lo hanno incoronato leader e lui si sente benedetto dalla massa, invincibile. Tanto da sfidare dopo Napolitano Bruno Vespa, la Rai, La7, il centrodestra tutto, Berlusconi, il mondo. FORZA DELLA NATURA Parlando ai giornalisti, San Michele si descrive come una forza della natura, un titano: «Quello che è accaduto ieri», tuona, «è la manifestazione di un sisma senza precedenti e di cui avremo la reale dimensione nei giorni prossimi». Secondo lui, il seguito raccolto da “Raiperunanotte” su internet dimostra che in rete è possibile creare una televisione alternativa capace di competere da pari a pari se non ancora con Mediaset e Rai sicuramente con La7. Che si accomodi sul web, allora, verrebbe da dire. Si faccia la sua tivù privata, crei davvero “Telesogno” con Lerner, Luttazzi, Travaglio, Dandini, Floris e compagnia e smetta di farsi pagare dai contribuenti. E invece no, Santoro è ben intenzionato a riprendere il suo posto sul secondo canale pubblico. «Noi non abbiamo intenzione di andarcene», ripete, neanche fosse il Divino Otelma. «Aspetteremo a piè fermo eventuali sanzioni. Siamo pronti a dare battaglia. Poi staremo a vedere chi caccia chi». Del resto, al Paladozza aveva chiuso il circo facendo intonare al pubblico un giuramento: «La faremo sempre fuori dal vaso». Una sorta di contratto con gli italiani antiberlusconiano che significa: faremo di tutto per essere faziosi, attaccare il Cavaliere e provocare la Rai, mettendola in difficoltà. Il conduttore con i ricci da giorni gioca sul filo del rasoio, alternando mazzate al cerchio (di centrodestra) e colpettini alla botte. Prima ha detto che la sua manifestazione serviva a tutta la televisione pubblica. Ieri ci ha tenuto a specificare che «Noi siamo della Rai». La quale «non ha reagito come dovuto» (cioè prostrandosi ai suoi piedi) alla sua iniziativa, ma l’auspicio è che «valuti questa ricchezza e questo potenziale». Comodo, molto comodo. Santoro, Travaglio e soci hanno fatto di tutto per colpire l’azienda. Hanno presentato la loro manifestazione come «lo sciopero» di chi paga il canone, sostenendo che se avessero rubato «almeno il tre per cento» di ascolto alla Rai sarebbe stato «un successo». Sono andati in diretta su Sky e su varie emittenti, aggirando par condicio ed esclusive grazie al patrocinio della Federazione nazionale stampa italiana, il sindacato dei giornalisti, che ha presentato il tutto come una manifestazione per i diritti dei lavoratori. In apparenza, sul piano formale sono inattaccabili. E parole del membro del Cda Rai Antonio Verro qualora si andasse per vie legali, ve l’immaginate un giudice che dà torto a Santoro e ragione ai vertici di Viale Mazzini? Si aggiunga a tutto questo il bagno di folla bolognese, con il pubblico a invocare «la rivoluzione», e il gotha dell’antiberlu sconismo con i cannoni spiegati. Otterrete il Divino Santoro di ieri che s’imbarca in una guerra di numeri senza capo né coda. In base al suo conteggio che somma piattaforma satellitare, analogica e digitale, siti internet ed emittenti locali, “Raiperunanotte” avrebbe ottenuto ascolti pari al 13 per cento, facendo perdere un 10 per cento di pubblico a Rai e Mediaset. A seguire i ragionamenti di chi lo smentisce c’è da uscirne pazzi. La Rai dice che la presunta “manifestazione sindacale” ha raccolto il 2,4 per cento su Current, la tv di Al Gore. Poi il 2,03 per cento su SkyTg 24 e l’1,6% su Rainews 24. Il Tg3 dice che sulla “ . ROBERTO NATALE (FNSI) Non si azzardino a pensare a provvedimenti, pensino piuttosto alle scandalose telefonate del direttore generale GAD LERNER C’è il tentativo di abituarci a veder chiudere le trasmissioni. Effetti già si vedono: trasmissioni critiche di approfondimento imbavagliate, tg faziosi che diventano ancora più faziosi. Metteremo agli atti chi ha protestato e chi è stato zitto. DANIELE LUTTAZZI È così che ha cominciato Hitler, attenzione... Minzolini, Masi e Berlusconi fanno un uso criminoso della tv Dopo la piazza, la spacconata Santoro sfida il mondo: «Dovrete cacciarmi» Altre mazzate alla Rai: «Non ce ne andremo e daremo battaglia» ::: segue dalla prima FRANCESCO BORGONOVO .
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L'attivazione del Servizio implica piena accettazione, senza riserve, delle presenti condizioni generali di fornitura. Le Condizioni Generali rimarranno valide ed efficaci finché non saranno modificate e/o integrate dall’Editore. Queste diverranno efficaci con decorrenza dalla data in cui saranno pubblicate sul sito http://www.liberoquotidiano.it/ (di seguito "Sito") e/o sulle testate e/o nell'apposita sezione della relativa applicazione su tutti i dispositivi su cui è presente e/o scaricabile e si applicheranno alle attivazioni effettuate a decorrere da detta data. L'ultima versione aggiornata delle Condizioni Generali è quella reperibile nella suddetta sezione del Sito e di seguito riportata.
1) Indicazioni preliminari
Le apparecchiature (tablet, computer, applicazioni, altri mezzi di telecomunicazioni, ecc.) che consentono l'accesso ai Servizi, nonché le spese di telecomunicazione necessarie alla fruizione di tale servizio, sono a carico esclusivo dell'Utente.
L’Editore informa espressamente l'Utente che, qualora un aggiornamento dei Servizi richieda cambiamenti nel software o nella strumentazione dell'Utente, questi dovranno essere integralmente effettuati a spese dell'Utente.
L’Editore informerà gli Utenti in anticipo, salvo impossibilità tecniche, delle modifiche dei Servizi, ivi incluse le caratteristiche nuove o addizionali che arricchiscano i Servizi.
2) Caratteristiche dei Servizi
I Servizi sono a pagamento sia nell’acquisto della singola copia che in abbonamento e hanno ad oggetto la fruizione di contenuti editoriali. I Servizi offrono all'Utente la possibilità di accedere a tutti i contenuti disponibili. Il costo dei Servizi sarà addebitato all'Utente al momento dell'acquisto In caso di abbonamento L'Utente fruirà dei Contenuti per tutto il periodo sottoscritto senza ulteriori addebiti ad esclusione del costo del traffico dati di stretta spettanza del proprio operatore telefonico.
L’Editore non è in alcun modo responsabile per eventuali interruzioni nella fornitura dei Servizi dovute a cause ad essa non direttamente imputabili e/o che sfuggano al proprio controllo tecnico, quali disfunzioni della rete telematica o telefonica. Per qualsiasi accertamento relativo al funzionamento dei Servizi faranno fede i sistemi dell’Editore il quale precisa che i Servizi vengono erogati in modo automatico dai propri sistemi.
L’Editore si riserva il diritto di modificare, sospendere e/o interrompere, in qualsiasi momento del tutto o in parte, a sua esclusiva discrezione, l'erogazione dei Servizi, senza preavviso e senza che ciò possa comportare qualsivoglia obbligo di risarcimento salvo il rimborso del costo dei contenuti pagati e non fruiti.
L’Editore si riserva il diritto di bloccare o sospendere, in qualsiasi momento e senza preavviso, la fornitura dei Servizi agli Utenti che dovessero infrangere i termini previsti nelle presenti Condizioni Generali, riservandosi inoltre il diritto di disattivare o cancellare definitivamente l'attivazione dell'Utente e tutte le informazioni correlate e/o bloccare ogni suo eventuale accesso futuro ai Servizi.
3) Acquisto e gestione dei Servizi.
Per acquistare i Servizi è sufficiente sottoscrivere uno dei pacchetti proposti nel catalogo presente sul Sito seguendo le istruzioni di seguito riportate. Nella sottoscrizione dei servizi è obbligatoria la preventiva registrazione di un account che permetterà all'utente oltre l'utilizzo dell'abbonamento acquistato, anche la portabilità su altri dispositivi (tablet, smartphone e pc). In assenza della creazione di una utenza, l'abbonamento non sarà fruibile da altri dispositivi eccetto quello da cui è stato sottoscritto l'abbonamento. L'utilizzo delle credenziali di accesso e dell'abbonamento è limitato ad un massimo di 3 dispositivi in tempistiche contemporanee.
4) Esclusione del diritto di recesso
La vendita di prodotti via Internet è disciplinata dagli articoli da 47, 48 e 64 del D.Lgs 206/2005 ("Codice del Consumo") la quale prevede il diritto di recedere dai contratti vendita di prodotti via Internet, con garanzia al consumatore del diritto di restituire il prodotto acquistato e di ottenere il rimborso dell'intera spesa sostenuta, entro 10 giorni dal ricevimento del prodotto.
Ciò nonostante tale diritto, ai sensi dell'articolo 55, secondo comma, del Codice del Consumo, viene escluso in caso di fornitura di giornali, periodici e riviste.
Pertanto, con riferimento al Servizio l'Utente non avrà diritto di recesso ai sensi dell'art. 64 del D.lgs. n. 206/2005.
5) Esclusione di garanzie
L’Editore non riconosce alcuna garanzia al di là di quanto previsto con le presenti Condizioni Generali: l’utilizzo del Servizio avverrà sotto la piena ed esclusiva responsabilità dell'Utente e conformemente alle istruzioni dall’Editore.
6) Costi del servizio
I costi del servizio sono quelli mostrati nel catalogo presente sul Sito oppure all'interno della sezione Abbonamento dell'applicazione su tablet e smartphone e sono espressi in euro, IVA inclusa.
7) Modifica dei prezzi
L'utilizzo del Servizio comporta necessariamente l'accettazione delle presenti Condizioni Generali.
L’Editore si riserva il diritto di variare il canone di abbonamento ai Servizi ogni qualvolta lo ritenga necessario, tramite la pubblicazione on line, e/o sulle testate e/o nell'applicazione per tablet e smartphone della nuova versione. L'Utente, utilizzando il Servizio, si impegna ad aggiornarsi e prendere conoscenza delle condizioni e ad informarsi sulle modifiche effettuate. I nuovi termini e condizioni saranno efficaci automaticamente al momento della pubblicazione.
8) Responsabilità dell'Utente per l'uso dei Servizi e facoltà concesse all’Editore.
L'Utente è autorizzato a fruire dei Servizi esclusivamente ad uso individuale, personale e senza scopo di lucro, assumendosi la piena responsabilità per ogni uso non autorizzato quali la diffusione dei contenuti tramite mail e siti di file sharing o la redazione di Rassegne Stampa. La funzionalità che consente di salvare un'edizione o una pagina sul dispositivo (ove disponibile) offre la possibilità di accedere ai contenuti in un momento successivo alla prima consultazione di tale che il servizio offerto non è da considerarsi assimilabile a un servizio di archiviazione delle edizioni del quotidiano. L'Utente deve essere maggiorenne ed avere la capacità d’agire. Tali dati, forniti dall’Utente non sono in alcun modo verificabili da parte dell’Editore che declina ogni responsabilità in merito, riservandosi in ogni caso le azioni giudiziarie ritenute idonee alla propria tutela.
L’Editore non può garantire in alcun modo la precisione e/o l'attualità dei contenuti dei Servizi declinando quindi ogni responsabilità per eventuali danni che possano derivare agli utenti dall'uso delle informazioni e dei contenuti inclusi nei Servizi.
9) Obblighi dell'Utente
Il Cliente dichiara e garantisce: (i) di essere un consumatore e/ utente secondo quanto previsto all'art. 3 del Codice del Consumo; (ii) di essere maggiorenne; (iii) che i dati dallo stesso forniti per l'esecuzione del Contratto sono corretti e veritieri; (iv) che aggiornerà i dati forniti a Editoriale Libero s.r.l. ogniqualvolta si renda necessario.
10) Responsabilità dell’Editore
L’Editore si impegna a mantenere l'efficienza del Servizio offerto. Qualora fosse costretta ad interrompere il Servizio per eventi eccezionali o manutenzione, cercherà di contenere nel minor tempo possibile i periodi di interruzione e/o mal funzionamento.
In caso di interruzione del Servizio per più di 24 ore, l'Utente ha diritto ad un'estensione gratuita dell'abbonamento per un numero di giorni pari ai giorni di disservizio. Per qualsiasi accertamento relativo al funzionamento dei Servizi faranno fede i sistemi dell’Editore il qualre appronta le procedure di accesso al Servizio con riserva di modificazioni volte al miglioramento dello stesso.
11) Limitazione di responsabilità In nessun caso L’Editore potrà essere ritenuto responsabile del mal funzionamento del Servizio derivante da guasti, sovraccarichi e interruzioni anche temporanee da parte di forniture telefoniche o energetiche. L'utente potrà richiedere solo l'estensione dell'abbonamento relativo al periodo di interruzione contattando il supporto clienti secondo le indicazioni presenti nella relativa sezione del presente documento. Non saranno rimborsate in alcun modo le eventuali edizioni non pubblicate in caso di sciopero o altre cause di forza maggiore. In nessun caso l’Editore potrà essere ritenuto responsabile del mal funzionamento di servizi esterni ai propri server se non espressamente previsti dal presente Contratto.
12) Diritti di proprietà intellettuale dei Servizi L'applicazione, il sito web, i siti wap e mobile, i marchi, i loghi, la grafica, le fotografie, le animazioni, i video, i testi e qualsiasi altro contenuto dei Servizi sono proprietà intellettuale dell’Editore o dei soggetti eventualmente ivi indicati e non possono essere riprodotti, usati o rappresentati senza l'esplicita autorizzazione degli aventi diritto. I diritti d'uso concessi dall’Editore all'Utente sono espressamente quelli dell'accesso, della richiesta, ricezione e salvataggio sul proprio dispositivo dei Contenuti pubblicati e promossi a tale scopo e all'uso di tali Contenuti a scopo privato e personale e senza alcun fine di condivisione, diffusione, comunicazione lucro o profitto. Ogni altro uso è da considerarsi abusivo e perciò vietato.
13) Comunicazioni e servizio clienti Tutte le comunicazioni potranno essere effettuate presso la sede sociale sopra indicata.
Il Servizio Clienti è raggiungibile Tel 02.999.66.226 (dal lunedì al venerdì dalle ore 9.00 alle ore 13.00 e dalle ore 14.30 alle ore 18.00), mail interactive@liberoquotidiano.it.
13) Giurisdizione e Foro competente Il presente contratto è soggetto al diritto italiano. La lingua del presente contratto è la lingua italiana. In caso di controversia il foro competente è quello di Milano.
14) Divieto di cessione Il presente Contratto ha natura strettamente personale e, di conseguenza, l'Utente non ha il diritto di cedere, in tutto ovvero in parte, ovvero di conferire lo stesso a terzi, senza il preventivo ed esplicito consenso scritto dell’Editore.
15) Modalità di pagamento PER APPLICAZIONI APPLE: - iTunes: L'acquisto avviene attraverso il sistema di pagamento iTunes gestito interamente dalla società Apple. Apple è l'unico soggetto responsabile per eventuali disservizi relativi allo strumento di pagamento (es. non si disattiva la ricorrenza)
PER SITO WEB: - Carta di credito: Nel caso l'Utente scelga il pagamento con carta di credito, deve accertarsi presso la propria banca emittente che sia abilitata agli acquisti sul web, assicurarsi di inserire correttamente tutti i dati e di possedere la password dei circuiti di sicurezza Verified by Visa e SecurCode by Mastercad. Le carte accettate sono Visa/Postpay, Mastercard, Prepagata Pay Pal, Poste Pay, Discover, America Express e Carta Aurea. Usare la carta di credito per acquisti on-line è metodo pratico e sicuro. Libero manterrà la sicurezza delle informazioni concernenti sia la carta di credito sia i dati personali. Tutti i dati sensibili vengono criptati durante la trasmissione con la tecnologia SSL (Secure Sockets Layer) adottata in tutto il mondo come la più sicura. Tutti i dati sono poi archiviati in server sicuri e lontani da possibili connessioni Internet. L'Utente deve verificare che il proprio browser sia compatibile con la tecnologia SSL, per portare a termine l'ordine.
- PayPal: PayPal è un sistema di pagamento on-line che prevede l'apertura di un conto PayPal. Concludendo l'acquisto con questo tipo di pagamento verrà visualizzata una pagina del sito PayPal dove inserire l'indirizzo, l'e-mail personale e la password del proprio conto PayPal oppure accedendo alla procedura per la creazione di uno nuovo account. Dopo la registrazione l'Utente procederà al pagamento via PayPal senza dover più reinserire i propri dati, anche per i successivi acquisti. Scegliendo questa modalità di pagamento l'importo viene addebitato direttamente sul conto PayPal al momento dell'acquisizione dell'ordine. Ad ogni transazione eseguita ti verrà inviata un'e-mail di conferma da PayPal. In caso di annullamento l'importo viene rimborsato sul conto PayPal dell'Utente. L'accettazione dei cookies è essenziale per qualsiasi acquisto o di sottoscrizione sul Sito. PayPal è l'unico soggetto responsabile per eventuali disservizi relativi allo strumento di pagamento.
- Bonifico Bancario: Selezionando il metodo di pagamento Bonifico Bancario in fase di acquisto online, l'utente riceverà tutte le istruzioni per poter completare il pagamento e gli verrà assegnato un numero d'ordine (causale obbligatoria) che è tenuto a conservare e comunicare a Libero qualora richiesto. Nella causale del Bonifico dovrà obbligatoriamente essere specificato il numero d'ordine che viene assegnato all'Utente al termine della procedura di acquisto online dell'abbonamento. Libero provvederà ad attivare l'abbonamento dell'Utente alla ricezione del pagamento. Per accelerare i tempi di attivazione dell'abbonamento l'Utente è invitato al termine della procedura d'acquisto ad inviare una copia del versamento alla seguente mail: interactive@liberoquotidiano.it ,. specificando nell'intestazione "Abbonamento Liberoquotidiano on-line” e il numero d'ordine associato alla sottoscrizione.
Mobile Pay: L'utente potrà acquistare l'accesso al servizio tramite pagamento con credito telefonico su piattaforma One Bip. Per usufruire del Servizio l'Utente dovrà necessariamente: - essere maggiorenne; - corrispondere il corrispettivo anticipato previsto per la fruizione del Servizio prescelto; - disporre di un telefono o altro apparecchio idoneo e compatibile per la fruizione del Servizio; - disporre di un contratto per la fruizione di servizi di telefonia mobile; Restano comunque in vigore le condizioni generali di contratto del proprio operatore telefonico, attraverso il quale verrà fornito il Servizio ed al quale saranno dovuti i corrispettivi previsti. Gli operatori telefonici con cui è possibile accedere al pagamento One Bip sono solo quelli comunicati nella sezione dedicata al pagamento con Mobile.
Il Servizio avrà durata dalla data di attivazione fino alla richiesta di disattivazione. Effettuando la richiesta di attivazione del Servizio l'Utente acconsente inoltre a che il Servizio stesso venga prestato immediatamente. Di conseguenza l'Utente prende atto che, ai sensi dell'art. 55 del D.lgs.n. 206 del 6.9.2005, non potrà esercitare il diritto di recesso in materia di contratti conclusi a distanza di cui agli art. 64 e seguenti dello stesso D.lgs.n. 206 del 6.9.2005. Il Cliente deve essere pienamente autorizzato ad utilizzare il numero di telefono cellulare per utilizzare il Servizio. Se la scheda SIM non è intestata al Cliente, quest'ultimo deve essere stato autorizzato ad utilizzare il Servizio dalla persona intestataria della scheda. L'eventuale costo del traffico dati generato per accedere e/o acquistare i Contenuti, sarà quello applicato dal gestore di telefonia del Cliente ed è escluso dal costo del Contenuto. Il tuo operatore telefonico e Editoriale Libero s.r.l. o Onebip srl viale Monte Nero, 70 – cap 20135 Milano (MI) saranno da considerare ciascuno per i servizi direttamente resi (l'operatore telefonico per i servizi legati all'utenza telefonica ed Editoriale Libero s.r.l. o Onebip srl viale Monte Nero, 70 – cap 20135 Milano (MI) per quanto attiene al Servizio) Titolari Autonomi del trattamento dei dati personali.
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