5Martedì 31 maggio 2011PRIMO PIANO @ commenta su www.libero-news.it L'ASSE REGGE Dall'albergo la telefonata al Senatur: «Umberto adesso tiriamo fuori le palle e realizziamo il programma. A partire dalla riforma fiscale» la batosta SILVIO MISTICO «E ora vi pentirete... Dio vi salvi» Il Cavaliere amareggiato: «Abbiamo perso, è chiaro». Ma non molla: «Nervi saldi e andiamo avanti, io sono un combattente» Cresce la preoccupazione per la verifica chiesta da Napolitano e per i referendum. Ipotesi Alfano per il rilancio del partito Coinvolti anche i direttori di Tg1 e Tg2 Basta un'intervista per indagare il Cav La procura di Roma che ha archiviato il caso Montecarlo apre un'inchiesta sul premier ::: SALVATORE DAMA ROMA  Mamma che botta: Silvio Berlusconi aveva già intimamente metabolizzato la sconfitta di Milano. Nella Moratti non ci sperava più. La vittoria di Napoli era un miraggio residuale, però c'era. Perlomeno la prospettiva immaginata era un testa a testa con allungo finale di De Magistris. Invece: «È veramenteun disastro.Ci hannofatto un c..o così!», allarga le braccia il premier, faccia tristissima. Il 66 a 34 per l'ex pm è una cinquina a mano aperta. Dolore. Berlusconi è a Bucarest. Ha appena finito il bilaterale con il premier rumeno, sta per cominciare la seduta plenaria con gli altri ministri (Maroni, Frattini, Romani). Da Roma arrivano gli intention poll: fanno già schifo, con l'andare delle ore saranno peggio. Silvio aveva detto addio alla Madunina il 15 maggio, aspettava tuttavia il miracolo di San Gennaro. Non poteva credere, il premier, che i napoletani gli voltassero le spalle dopo tutto quello che ha fatto per loro. È andata esattamente così: «Che ingrati! Io sono stato quello che ha ripulito la città in 58 giorni, togliendo la spazzatura dalle strade...». Gli gridavano “Silvio santo subito!” due anni fa, l'altra sera in piazza sono stati soprattutto fischi e «buuu». Brivido. Ma il Cavaliere aveva attribuito quelle testimonianze di disapprovazione al taglio del suo intervento, non adatto a un pubblico che aspetta di cantare Annare' , con Gigi D'Alessio, a squarciagola. Sbagliato: l'incantesimo s'è rotto, l'empatia tra Berlusconi e il popolo partenopeo pure. Solo a Napoli o dappertutto? È il tarlo che assilla l'uomo di Arcore, il motivo del malumore del capo del governo. Le altre sconfitte quelle di Cagliari, Trieste, eccettera - alimentano il dubbio berlusconiano: non è che il popolo non lo ama più? Silvio non è uno che in genere si colpevolizza. Allora le responsabilità sono altrove: nell'informazione («Abbiamo avuto tutti i mezzi di comunicazione contro, ci hanno massacrato»), nel partito («Avvieremo un confronto, le cose così non vanno»), nei candidati: «Abbiamo scelto le persone sbagliate», si rammarica il leader con il senno di poi, «non hanno saputo convincere i cittadini». Peccato soprattutto per la Moratti, «perché è stata un bravo sindaco». E va be'. Berlusconi davanti ai taccuini ammette: «Abbiamo perso ed è evidente», ma «l'unica strada è mantenere i nervi saldi e andare avanti. Io sono un combattente, ogni volta che perdo triplico le forze». Gli elettori preferiscono la sinistra? Peggio per loro: «Adesso i milanesi devono pregare il buon Dio che non gli succeda qualcosa di negativo. La città non era amministrata male e quindi adesso speriamo che questi qui», Pisapia e compagni, «si improvvisino in un mestiere che non hanno mai fatto». A Napoli? «Si pentiranno moltissimo». Berlusconi ammette anche che il Pdl ha bisogno di una svolta: «Faremo quello che serve per radicare molto di più il partito sul territorio, come eravamo già intenzionati a fare». Dimettersi, lui? Non ci pensa proprio: «Lo chiede la sinistra e volete che io gli dia ragione...?». Silvio la prende con filosofia, almeno ufficialmente: «Si vince, si perde: l'importante è non abbattersi. Io non ho colpe. Non ho rimorsi, sono traquillo. Bossi? Non mi risulta sia scontento». «La maggioranza», giura, «è coesa e determinata, ci restano alcune cose da fare tra cui la riforma fiscale». Dopo gli incontri istituzionali, Berlusconi rientra in hotel. Si chiude in stanza con il ministro Maroni, insieme telefonano a Bossi. Il leader del Carroccio conferma il sostegno dei padani al governo fino alla fine del mandato, ma bisogna darsi una mossa: «Umberto adesso tiriamo fuori le palle, attueremo il programma». I due sono d'ac cordo: bisogna insistere con il ministro Tremonti perché «presenti entro l'estate la riforma fiscale». La maggioranza approverà i decreti delegati e poi via, al voto. Nel frattempo la preoccupazione del premier sono le prossime sfide. Una parlamentare - la verifica chiesta da Napolitano che, con la batosta elettorale, assume tutto un altro significato - e una elettorale: a giugno ci sono i referendum, uno chiede l'abrogazione del legittimo impedimento, e a Palazzo Grazioli si inizia a temere che l'onda lunga di una sinistra resuscitata dalla vittoria milanese possa incidere sul raggiungimento nel quorum. A proposito di Tremonti: il ministro dell'Economia retrocede nella corsa al delfinato. Ieri, nei suoi colloqui, Berlusconi è tornato a indicare Angelino Alfano come suo successore. Ma va riorganizzato il partito e va fatto quanto prima. L'ipotesi è quella di avviare una fase transitoria che porti all'abolizione del triumvirato (ieri s'è dimesso Bondi: «Lavorerà al mio fianco») e all'introduzione del coordinatore unico. Che, nei progetti di Berlusconi, sarà proprio l'attua le Guardasigilli: «Il processo è avviato». IL 12 LUGLIO PAROLA ALLA DIFESA Processo Mediatrade, il gup ammette la testimonianza contraria a Silvio MILANO Ieri altra udienza dell'inchiesta Mediatrade, la vicenda che ipotizza irregolarità da parte di Mediaset nella compravendita di diritti televisivi e in cui il premier Silvio Berlusconi è accusato di frode fiscale e appropriazione indebita - nel procedimento sono a varia titolo sotto accusa anche altre undici persone, fra cui Piersilvio Berlusconi e Fedele Confalonieri. Ieri il capo del governo non era presente, impegnato nella missione in Romania. E ieri l'udien za preliminare - quella che dovrà decidere sulla richiesta di rinvio a giudizio avanzata dalla Procura di Milano - è proseguita con gli interventi dei difensori di Fedele Confalonieri, dei mediatori nella compravendita Daniele Lorenzano e Giorgio Dal Negro e degli ex dirigenti di Mediatrade Giovanni Stabilini e Roberto Pace: per tutti è stato chiesto il proscioglimento. Ma l'avvenimento più significativo è stato l'ammissione da parte del gup della testimonianza del produttore Silvio Sardi, già ascoltato dai pm milanesi e da quelli romani - nella Capitale è in corso un'inchiesta che in sostanza ipotizza gli stessi reati. Sardi, che ora lavora a Miami, aveva illustrato il meccanismo della compravendita dei diritti tv quando lui stesso faceva affari con il gruppo Mediaset, a suo dire contrario alle logiche di mercato. All'ammissione della testimonianza s'erano opposti gli avvocati di Berlusconi. L'udienza preliminare si è dunque aggiornata al prossimo 12 luglio: la parola passerà alla difese del premier e del figlio Pier Silvio. ::: FRANCESCO BORGONOVO  Non fa in tempo a vacillare che già lo mordono ai polpacci. Ieri, con tempismo squisito e crudele, la Procura di Roma ha collocato una ciliegina al fiele sulla già amara batosta elettorale, comunicando di aver iscritto nel registro degli indagati Silvio Berlusconi, il direttore del Tg1 Augusto Minzolini e quello pro tempore del Tg2 Mario De Scalzi. L'accu sa, abuso d'ufficio, evoca nefasti scenari e già si pensa a chissà quali crimini. Poi si scopre che il Cavaliere e il Direttorissimo sono nel mirino per un'intervista, la solita. Quella del 20 maggio, quando il premier ha esposto per qualche minuto le sue idee dopo giorni di silenzio. Una conversazione che per altro - come ha scritto Franco Bechis su Libero riequilibrava lo spazio concesso ad esponenti dell'opposizione. Niente da fare: dopo le sanzioni comminate dall'Agcom (258.230 euro ai “recidivi” Tg1 e Tg4; 100 mila a Tg2, Tg5 e Studio Aperto) adesso arriva anche la Procura. La quale sostiene si tratti di un atto dovuto dopo la denuncia presentata dall'avvocato Giuseppe Rossodivita per conto dei radicali Marco Cappato ed Emma Bonino, che come al solito se ne stanno col cronometro in mano davanti alla tivù, pronti a sostenere d'esser stati discriminati. E che alle Amministrative, per inciso, hanno sostenuto le forze antiberlusconiane. Le loro richieste comprendevano pure il sequestro degli «ordini di servizio dei giornalisti che hanno effettuato pseudo-interviste, oltre agli appunti e ai fogli di lavoro delle riunioni di redazione dei telegiornali». Roba da controllo sovietico. Quanto agli altri tg già sanzionati, procederanno i giudici di Milano, presso i quali Cappato e soci hanno presentato analoghe rimostranze. Occhio al particolare: la Procura di Roma è la medesima che qualche mese fa ha chiesto l'ar chiviazione del procedimento che coinvolgeva Gianfranco Fini per la casa di Montecarlo. In quel caso, si disse non c'era nessuna truffa: la vicenda dell'apparta mentino che la contessa Colleoni aveva donato ad An al fine di sostenerne la battaglia politica - poi miracolosamente finito nella disponibilità del cognato d'oro Giancarlo Tulliani - non meritava troppa attenzione. Il botta e risposta di Silvio, invece, va premiato con un'indagine. Probabilmente, tutto finirà in una bolla di sapone, ma la sensazione è che il clima non sia per niente buono. Anzi, è destinato a peggiorare. Sempre ieri i signori dell'Agcom (quelli delle multe), hanno archiviato la segnalazione di violazione della par condicio riguardante il Tg3, mentre hanno «ravvisato la violazione del divieto di manifestare le proprie preferenze di voto», nientemeno, nell'ultima puntata di Annozero, quando Adriano Celentano ha chiamato in diretta e sproloquiato per minuti e minuti a sostegno di Giuliano Pisapia. Ovviamente ci aspettiamo che per questa storia non sia aperta nessuna inchiesta, visto che a uscirne danneggiato è il centrodestra. Dicono che con queste elezioni l'aria sia cambiata. A noi pare che a soffiare sia il medesimo vento: quello che scirocca gli antiberlusconiani. Festa per Pisapia in piazza Duomo: cartelli anti-Silvio, maschere e bandiere di Che Guevara. Ansa
9Martedì 31 maggio 2011PRIMO PIANO @ commenta su www.libero-news.it Bossi si gioca partito e amici Il Senatur non ha alternative al Cav, ma il risultato elettorale spinge il “capo” a ridimensionare il cerchio magico, a prendere le distanze sulla giustizia e a puntare i piedi anche con Giulio VERTICE Forse già oggi Umberto vedrà a Roma il premier per metter nero su bianco il programma dei prossimi mesi. Poi studierà nuovi slogan per Pontida la batosta STRETTO A SILVIO ::: GIULIANO ZULIN  La frase di Umberto Bossi pronunciata ai seggi la dice tutta sullo stato di salute della Lega: Il Pdl si deve riorganizzare? «Non lo so. Io ho già da pensare all'organizzazione del mio partito ed è già abbastanza». Dalle urne è arrivato un verdetto preciso: la Lega avrà anche «fatto il suo dovere» in campagna elettorale, ma ha sbagliato parecchie scelte. Ai ballottaggi il candidato padano ha trionfato solo a Varese, Montebelluna, Cordenons e Salsomaggiore.Haperso inveceinlocalità dove lo stesso Senatur si era impuntato per andare da solo: vedi Rho, Malnate, Desio. Ha perso la provincia di Mantova e ha contribuito, grazie ai pasticci di un suo fidato - Angelo Ciocca , a far perdere Pavia. Ha perso la roccaforte di Novara, città natale di Roberto Cota. L'analisi è pesante: ieri sono riapparsi i fantasmi del passato, quando il Carroccio era diventato minoranza anche nel Lombardo-Veneto. Qual è la ricetta per tornare a vincere facile? Stare con Berlusconi o mollarlo? Come al solito toccherà a Bossi dettare la linea. Ma sulla strada del rilancio ci sono parecchi ostacoli: 1) Umberto è amico di Silvio: il Cav gli ha abbonato una montagna di soldi di querele, gli ha ridato una speranza elettorale, non gli ha “preso” il partito quando è stato male, gli ha dato due Regioni, gli sta dando il federalismo. 2) L'altro grande amico, Giulio Tremonti, sta scalpitando. Studia da premier, non è un mistero. Ha promesso soldi per il federalismo, che verrà, ma sta chiudendo i cordoni della borsa, infastidendo le partite Iva e i tanti sindaci in verde. 3) L'elettorato padano non ha più tanta intenzione di votare per il Cavaliere, danneggiando quindi lo stesso Carroccio. Un guaio. L'asse del Nord è ammaccato. 4) Alcuni dirigenti di prima fila, i membri del cosiddetto cerchio magico - che vivono a contatto col capo padano - non si sono dimostrati dirigenti vincenti. Soprattutto a livello di partito. Ieri al congresso provinciale di Verona il candidato bossiano, Alessandro Montagnoli, ha perso e non è riuscito nemmeno a far eleggere un suo delegato nel direttivo. Tagliati fuori, insomma. 5) Parecchi elettori del Carroccio non hanno digerito il doppio volto della Lega, urlante al Nord, accomodante a Roma. Soprattutto con Giorgio Napolitano. 6) Il fisico non aiuta Bossi, che a settembre compirà 70 anni. Cosa accadrà? Gli allarmi ci sono ma rompere tutto, adesso, sarebbe da matti. Per andare dove? E poi chi dovrebbe staccare la spina? Bossi? È vero, potrebbe recuperare i voti di parecchi ex leghisti (ricordate il record del 1996?), ma rischierebbe di perdere i consensi di chi vota l'Alberto da Giussano solo perché è alleato del Cav. E poi, se c'è da rilanciare il partito è meglio stare al governo, che all'opposi zione. Di sicuro il Senatur si terrà le mani più libere: nelle prossime ore, forse già oggi, vedrà Berlusconi e insieme butteranno giù un programma di riforme per i prossimi sei mesi. Per ritornare a far sognare e sperare in una resurrezione in vista del 2012, quando probabilmente si andrà al voto anticipato. Umberto lo sa: nulla è perduto, ma servono fatti, cose concrete da rivendersi in tv e in piazza. A cominciare dal taglio delle tasse. Certo, potranno esserci anche votazioni col Pd e l'Udc, magari sulla legge elettorale (un bel proporzionale alla tedesca, per garantire rappresentanza a tutti) e - perché no? - sulla giustizia. Bossi ha capito che sta finendo un'epoca: lui e Berlusconi sono in discesa, ma come si fa a mollare dopo una vita passata all'attacco? E allora via con la rivoluzione: a Pontida sentiremo nuove parole d'ordine, cambieranno pesi e simpatie nel partito, rivedremo una Lega di lotta al governo. La base e Maroni incalzano: questa volta il Senatur si gioca il partito. “ .  «Avanti, ma serve un progetto di cambiamento» BOSSI, 19 MAGGIO  «Se la Moratti perde per noi è difficile rimanere lì» (al governo) BOSSI, 18 MAGGIO  «A Milano corre Berlusconi, perde lui» BOSSI, 29 APRILE VOTO “INUTILE” Il leader della Lega Nord Umberto Bossi, osservato dal ministro Roberto Calderoli, ieri ha votato per il ballottaggio nel seggio di via Fabriano a Milano. Il ministro delle Riforme, dopo aver espresso la sua preferenza, è ripartito verso la sede federale leghista di via Bellerio, dove ha atteso i risultati che sono stati molto deludenti per il centrodestra. Ansa Sistema a carica luce infi nita con riserva di carica di 8 mesi. Cassa e bracciale in Supertitanio Ti+IP o cinturino in caucciù. Vetro zaffi ro. Impermeabile 10 bar. 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25Martedì 31 maggio 2011ATTUALITÀ @ commenta su www.libero-news.it ::: OSCAR GRAZIOLI  Si è conclusa, con notevole successo, la kermesse fiorentina sul gelato, quella che è stata nominata Firenze Gelato Festival. Complice il bel tempo, le piazze e tutti i luoghi, per alcuni giorni consacrati a uno dei piaceri nazionali, sono stati letteralmente invasi da amanti del genere e curiosi. All'interno della manifestazione si è svolto l'Icebau, sostanzialmente il lancio del primo gelato adatto al palato canino. I tre tipi di gelato, presentati in uno stand apposito, sono ai gusti di Fiordiriso, Yogurt e Vaniglia gialla. In realtà Icebau ha un suo mentore, il maestro (di gelati) Roberto Lobrano, ligure di nascita e docente presso varie Università dei Sapori. Il maestro ha studiato una ricetta che fosse adatta allo stato di salute del proprio cane il quale, viste le caratteristiche del prodotto, doveva soffrire di una seria malattia intestinale. E qui nasce il problema del gelato per cani che, in effetti, potrebbe essere un alimento molto interessante in alcune malattie e soprattutto nei decorsi post-operatori, dove spesso l'animale non ne vuol sapere di mangiare crocchette o carne, ma preferisce magari bere acqua fresca. In tal caso l'idea del gelato, che si scioglie immediatamente in bocca e contemporaneamente è fonte di grassi e carboidrati altamente digeribili, vale la pena di essere presa in considerazione, soprattutto per gli interventi che riguardano la bocca, la gola, i denti e le gengive. Chi è della mia generazione non è certo sfuggito allo stupro delle tonsille la cui unica conseguenza positiva era il “dovere” di mangiare gelato a volontà per un paio di giorni (una variante più povera era il ghiaccio). In quest'ottica anche il gelato può entrare come “alimento terapeutico” non solo per il cane ma anche per il gatto che, soprattutto in condizioni di malattia, può egualmente apprezzare il fresco del prodotto e mangiarlo senza particolari problemi vista la sua scarsa sensibilità ai sapori dolci. L'importante però è che ci si fermi qui, perché l'antropomorfizzazione degli animali sta facendo danni enormi. Mi riferisco al fatto che trattare i nostri animali d'affezione come fossero bambini è un errore madornale che può riflettersi gravemente sulla loro salute. Se, da una parte, l'epide mia di obesità umana si riflette spesso, sui cani e sui gatti nutriti con le nostre “porcherie” trangugiate senza sosta davanti al televisore, dall'altra assistiamo a regimi dietetici imposti a cani e gatti dai salutisti talebani, quelli che misurano i milligrammi di vitamina C giornaliera e vanno in depressione se non corrono per 20 chilometri (assieme al cane ovviamente). Vediamo sempre più spesso cani e gatti con seri disturbi dovuti a carenze di grassi. Chi non sa che il cane e il gatto hanno necessità assoluta di assumere quote di grassi elevate rispetto a noi, gli somministra un'alimen tazione povera di lipidi con esiti disastrosi: malattie della retina, gravi dermatiti, malattie autoimmuni. L'idea del gelato ipocalorico, senza zuccheri, senza glutine, ricco di fibre, va contro ogni principio di corretta alimentazione del cane e del gatto che, va ricordato, hanno anatomia, fisiologia e metabolismo da carnivori. A noi dunque il prelibato “cono”, anche se personalmente quello al sapore di Grana Padano mi lascia qualche perplessità. Forse perché a Reggio Emilia sul “grana” non si scherza? ::: LE DIFFERENZE CANE E GATTO Nel cane e nel gatto il fabbisogno di grassi supera di gran lunga quello dell'uomo. Un cane con 350 mg/dl di colesterolo nel sangue è considerato normale. NELL'ESSERE UMANO Nella dieta umana frutta e verdure fresche in abbondanza sono un toccasana. L'esatto contrario per cani e gatti nel cui intestino fermentano causando gravi malattie infiammatorie. DIABETE MELLITO Nel cane, che soffre principalmente di diabete di tipo 1 (insulino dipendente) si stima una frequenza di malattia attorno all'1–2 per mille. Nel gatto, che soffre di diabete tipo 2, la malattia è ancora più rara, di almeno 10 volte rispetto al cane. Nell'uomo il diabete è molto più frequente, attorno al 5% della popolazione mondiale. INTOLLERANZA L'intolleranza al glutine (gladina) o celiachiaè frequentenell'uomo (circa1% della popolazione), mentrenon è ancora riconosciuta nel gatto e diagnosticata solo nel Setter Irlandese per il cane. Quattro milioni di paia all'anno Grisport tra cuoio e suola bianca Come le scarpe sportive anni '70  Grisport entra nel mondo dello streetstyle grazie a Vintage, la collezione della linea Light Step, che si ispira alle scarpe da ginnastica degli anni '70. Suola bianca in poliuretano e tomaia in pelle o tessuto con dettagli in pelle. Come tutte le calzature della linea Light Step anche quelle di questa collezione incorporano l'Antishock System a livello del tallone, un cuscinetto che protegge il piede durante la camminata, ne favorisce il rotolamento e attenua i piccoli shock. La suola in poliuretano è leggera e flessibile e il materiale è antistatico per evitare fastidiose scosse elettrostatiche quando il clima è particolarmente secco. «Il fattore di successo - dice Gianni Grigolato, responsabile marketing di Grisport - delle nostre calzature, è da sempre l'ottimo rapporto qualitàprezzo abbinato a un grande comfort». E quando parla di formula di successo, Grigolato parla di un'azienda che, anche in questo periodo di crisi, dà risultati più che positivi. Infatti ha chiuso il 2010 a quota 115milioni di euro con un incremento del fatturato, rispetto l'anno precedente, del 24%. Vento in poppa anche per l'anno in corso che ha visto il primo semestre in crescita del 20% e che si prevede chiuda con un aumento colessivo che si aggira intorno al 15%. «Le nostre calzature - continua Grigolato - sono apprezzate in tutto il mondo, infatti il 60% del nostro giro d'affari viene generato all'estero. Copriamo tutta l'Europa, siamo presenti nei Paesi arabi, in Giappone, negli Usa, in Canada e in Cina. In particolare qui abbiamo stretto una partnership per una catena di monomarca che, al momento, comprende nove punti vendita. Invece il flagship di Milano lo gestiamo direttamente dall'azienda». Fondata nel 1977 dai fratelli Graziano e Mario Grigolato, Grisport si specializza fin da subito nella produzione di scarpe da trekking diventando uno tra i leader nel settore. Educazione alimentare MANGIA COME ABBAI Basta imporre pranzetti ipocalorici ai cani Fanno bene a noi ma per loro sono devastanti . REX E LARRY A sinistra l'attore Kaspar Capparoni e il cane Rex, protagonisti del telefilm. Nel tondo il nuovo gatto Larry di Downing Street n10. Il nuovo inquilino della famiglia del premier inglese David Cameron
15Martedì 31 maggio 2011PRIMO PIANO @ commenta su www.libero-news.it Napoli non cambia: buona monnezza La città premia l'ex pm con più del 65% delle preferenze. Sembra una novità, invece resteranno i soliti problemi: rifiuti e sinistra Annunciati in giunta diversi assessori di Rifondazione che chiedono ancora più aiuti pubblici e bocciano i termovalorizzatori L'INDISCREZIONE Un posto di rilievo dovrebbe andare anche a Pietro Rinaldi, già leader dei Disobbedienti e ora del centro sociale Insurgencia la batosta TRIONFA DE MAGISTRIS . VALANGA MANETTARA L'ex pubblico ministero Luigi De Magistris ha vinto in 28 quartieri su 29 di Napoli. Secondo i suoi dati avrebbe superato in diversi quartieri il 70%. L'unico nel quale Lettieri ha riportato maggiori preferenze è San Pietro a Patierno dove il candidato di centrodestra ha prevalso con una percentuale del 53,92%, mentre De Magistris non è andato oltre il 46,08%. Olycom Le reazioni Pronta una poltrona per l'Udc Il vincitore prepara i premi a terzo polo e Partito democratico per il sostegno ::: MATTIAS MAINIERO  Buonanotte, Napoli. E buona munnezza. Diceva uno che il Sud lo conosceva bene: bisogna cambiare tutto per non cambiare nulla. Tomasi di Lampedusa, il Gattopardo. Formula accolta in pieno dall'aristocra zia rossa partenopea che esce dalla porta di Palazzo San Giacomo e sempre dalla porta rientra, accompagnata da una valanga di voti. Seguite. Il nuovo sindaco di Napoli è Luigi De Magistris, ex Pm, europarlamentare dell'Italia dei Valori, che prende il posto di Rosa Russo Iervolino e prima ancora di Antonio Bassolino, e lo prende grazie all'appoggio del Terzo Polo, dei grillini e soprattutto del Pd, che in città è sempre Bassolino e Rosa Russo Iervolino. Diciotto anni dopo siamo al punto di partenza. Permettete la battuta: sconfitto il vibrione, quello del colera, ora sono rimaste solo due emergenze: l'immondizia e il Pd. Ecco la nuova-vecchia Napoli dello sceriffo del Vomero. Secondo i rumors e secondo il settimanale l'Espresso, il braccio destro a Palazzo San Giacomo di “Gigino 'a manetta” (sopran nome by Dagospia) sarà Riccardo Realfonzo. Il professor Realfonzo, spiccate simpatie per Rifondazione Comunista, membro della consulta economica nazionale della Fiom, è stato per 11 mesi assessore al Bilancio della giunta Iervolino. E sarà pure assessore al Bilancio della giunta De Magistris. Vero: dopo aver litigato per questioni di nomine (poltrone) col sindaco uscente, l'assessore abbandonò la Iervolino. Però la Iervolino ne aveva fatto il suo uomo di fiducia. Come l'amico Gigino, il nuovo vestito di vecchio. Realfonzo, economista, editorialista del Sole 24 Ore e del Manifesto, come dicono le sue biografie, è anche un accanito sostenitore dell'intervento pubblico in economia. Nessun dubbio sulla sua preparazione e la sua capacità di scrittura. Sono le idee quelle che preoccupano, soprattutto in una città che grazie al massiccio intervento pubblico e ad un Municipio per anni trasformato in ufficio di collocamento si ritrova con 11.000 dipendenti comunali (22.000 aggiungendo le municipalizzate) e 40 milioni di debiti accumulati nel solo 2010, più altri 145 milioni bloccati dall'Unio ne Europea per la crisi dei rifiuti e 220 milioni congelati dalla Regione in attesa che si faccia chiarezza sui progetti voluti da Bassolino. Difficile dire se in città ci siano più debiti e fondi bloccati o più immondizia. Assessore alla Nettezza Urbana. Se le voci saranno confermate, sulla poltrona più puzzolente d'Italia andrà Tommaso Sodano. Il suo programma è quello di Rifondazione Comunista, che è in buona parte anche il programma di De Magistris: niente termovalorizzatori, niente nuove discariche e raccolta differenziata porta a porta in tutta la città. Dato per scontato che Sodano, assieme a De Magistris, l'immodizia non la mangerà, dobbiamo presumere che la lascerà per strada, ovviamente dopo averla accuratamente e differenziatamente raccolta porta a porta. Assessore alla Cultura: Vittorio Vasquez. Su Internet, a commento della sua biografia, c'è una frase di Gramsci: «Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano». Vasquez, buon insegnante di filosofia e storia nei licei, è talmente nuovo che era già assessore comunista nel 1981, giunta Valenzi. Presidente del Consiglio comunale: Raimondo Pasquino, che era il candidato sindaco del Terzo Polo. Un contentino non si nega a nessuno. “Gigino 'a manetta” di fatto ha le mani legate. Governa lui, ma a capo di Napoli ci sarà la vecchia nomenklatura rossa che a Palazzo San Giacomo ha messo radici. Manca solo un posticino per Bassolino. Ovvio: lui, ufficialmente, non sta con De Magistris. Ufficiosamente, resta 'o governatore, vicerè della Napoli liberata con i voti degli occupanti. P.S. Si vocifera (la fonte è ancora l'Espresso) che un posto di rilievo dovrebbe andare anche a Pietro Rinaldi, già leader dei Disobbedienti e ora del centro sociale Insurgencia. Durante la campagna elettorale, a favore di Rinaldi si sono registrati numerosi appelli. Uno di questi era firmato da Luca Casarini, ex portavoce del Genoa Social Forum. Dobbiamo rettificare: qualcosa di nuovo, nel gruppo di Luigi De Magistris, c'è. Diceva questa volta Calamandrei, che se ne intendeva di giudici e giustizia: «Dio ci guardi dai magistrati che lottano». Figuriamoci se quei magistrati che lottano si danno alla politica e diventano sindaci della terza città italiana, alleandosi anche con chi è sponsorizzato dai lottatori del G8. Buonanotte, Napoli. ::: dall'inviato a Napoli BRUNELLA BOLLOLI  I fuochi d'artificio di pomeriggio. La pizza tricolore, la tarantella. Sono per Luigi De Magistris, che ha battuto lo sfidante del centrodestra, Gianni Lettieri, con una distanza di oltre trenta punti: 65,4% contro 34,6%. Doppiato. Nella storia delle elezioni partenopee un risultato inferiore solo a quello del '97, quando Antonio Bassolino prese il 72,9% inchiodando l'avversario al 25,29%. Ma era un'altra epoca. Durissimo il premier Berlusconi, venuto venerdì per la chiusura. «I napoletani si pentiranno moltissimo», ha tuonato. In città sono saltati gli equilibri, con il Pd spazzato via dal vento arancione simbolo del candidato Idv. Arancione il suo bracciale, arancioni le sue bandiere, come i colori su cui ha stampato i volantini di propaganda. Strano, perché della meditazione di Hare Krishna, l'ex pm di Catanzaro ha ben poco. I suoi toni, anche a caldo, appena incassato il voto bulgaro, sono sempre gli stessi: duri e spavaldi. «'Mo amm scassato o vero», ha esordito al comitato elettorale. La parola “scas sare”è stata il leit motiv della campagna del dipietrista, il vero rottamatore del Pd, anche se poi, a guardare bene, i voti dei bassoliniani se li è presi tutti. Altrimenti non si spiega il quasi plebiscito del secondo turno (due settimane fa Lettieri aveva ottenuto il 38,5%, De Magistris il 27,5). C'è di sicuro anche lo zampino del Terzo Polo, che nonostante i proclami sulla libertà di coscienza, ha siglato con l'ex magistrato un patto neanche tanto sotterraneo. La presidenza del consiglio comunale andrà, infatti, al terzopolista Raimondo Pasquino. Ma anche al Pd dovrebbe andare un pezzo importante della giunta, se non addirittura il vicesindaco. Poi la sfida ai clan della camorra, l'annuncio di fare tornare in città Roberto Saviano, i proclami dal palco contro la camorra del nuovo “reuccio” . I cori: ”Chi non salta Bassolino è”, ribaditi dal neo-sindaco: «È la chiusura del bassolinismo». Gongola pure il leader dell'Idv, Di Pietro. Trionfante di notte, nella piazza del Municipio, per la festa del nuovo Masaniello. I maligni dicono che il suo sogno fosse di sbarazzarsi politicamente dell'ex pm. Di fronte alle telecamere, però, Tonino ha fatto l'apoteosi del suo “uomo”e ora dovrà farsene una ragione: Luigi calerà dall'Europarlamento alle pendici del Vesuvio e da Palazzo San Giacomo cercherà di muoversi sulla ribalta nazionale, hai visto mai. Intanto ha provveduto a telefonare al Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, il quale si è congratulato per il risultato. Mentre da De Magistris partivano i cori partigiani, con i pugni chiusi, e lui inneggiava alla «liberazione di Napoli», che sarà una «liberazione sia dalla monnezza fisica che da quella etica», rispolverando il solito refrain, girato l'angolo, l'atmosfera era molto diversa. Grande delusione nel quartier generale di Lettieri, che non si aspettava un tonfo simile. Quando si è ormai capito che il divario tra i due era enorme, l'im prenditore si è presentato ai fan: «Grazie a tutti. Auguro un in bocca al lupo a De Magistris perché questa città ha tanti di quei problemi che merita il mio buon lavoro». Le analisi del voto sono state lasciate agli esponenti del Pdl, come il governatore Caldoro. «Un napoletano su due non è andato a votare»,è la spiegazione diLuigi Cesaro, presidente della Provincia. Un dato vero, perché l'astensione qui è stata alta (dieci punti in più rispetto a due settimane fa) e ha penalizzato soprattutto il centrodestra. Nei quartieri chic, come il Vomero, roccaforte dell'ex pm, c'è stata affluenza. Nelle periferie hanno disertato. La rottura si vedrà anche dalla composizione dell'Assise comunale. L'Idv conquista 15 seggi. La lista civica del neosindaco 8, come il PdL. Sei alla Federazione della sinistra. Al Pd vanno 4 poltrone, due all'Udc, un solo seggio per la civica “Liberi con Lettieri”, uno solo anche per Forza del Sud, Fli, Sel e Noi Sud. Intanto si registra un'altra aggressione. I sostenitori di De Magistris denunciano botte da parte di quelli di Lettieri, gli altri rispediscono al mittente le accuse. Sono volati caschi da motorino e inseguimenti nelle vie. Qualcuno, come si dice a Napoli, ha scassato davvero.
23Martedì 31 maggio 2011ATTUALITÀ @ commenta su www.libero-news.it Quarantenne in prognosi riservata Barbone massacrato di botte dalla baby-gang dei latinos ::: AVETRANA (TARANTO)  E dunque Michele Misseri esce dal carcere. D'altronde, negli sviluppi di un'indagine dall'andamento quantomeno claudicante, alla fine lo zio contadino - che da buoncristo era diventato orco e poi derubricato a squallido pupazzo più o meno manipolato alla fine, dicevamo, era di fatto accusato “solo” di soppressione di cadavere fu lui a far scoprire il corpo senza vita della nipote Sarah Scazzi nella notte fra il 6 e il 7 ottobre 2010, inizialmente autoaccusandosi del delitto e poi invece incolpando sua figlia Sabrina. E di scarcerazione i suoi legali avevano fatto richiesta, visto che per quel reato è prevista una detenzione cautelare di sei mesi, già ampiamente trascorsi. Ragion per cui anche la Procura di Taranto s'è detta d'accordo. Di qui, la decisione del giudice per le indagini preliminari: Michele Misseri fuori di cella, «l'omicidio è stato compiuto in sua assenza», e poi secondo il giudice «ebbe l'ordine di sopprimere il cadavere». È andato a prenderlo l'altra figlia Valentina. Dovrà comunque recarsi ogni giorno a metter la firma dai Carabinieri di Avetrana. E poi insomma, non è che si vuol necessariamente salire in cattedra, ma c'è da dire che quest'inchiesta di Avetrana - quella per l'appunto sulla morte di Sarah Scazzi, uccisa a quindici anni non si sa bene perché e nemmeno come, e in verità anche sul “chi”non è che la faccenda sia del tutto chiarita - continua a offrire il peggio del peggio della giustizia nostrana. E questo senza sottovalutare le difficoltà di un'indagine relativa a un omicidio, per di più scoperto parecchio tempo dopo il suo compimento - la scomparsa della ragazza, com'è noto, risale al 26 agosto del 2010, e la scoperta del cadavere a più d'un mese dopo. Leggerezze nei rilievi, cambi d'indirizzo investigativo da parte dei pm, arresti confermati e altri ritenuti illegittimi: un groviglio inquirente sviluppatosi davanti ai morbosi occhi delle telecamere. In ogni caso, le altre notizie di giornata raccontano del rifiuto da parte di Sabrina Misseri - cugina di Sarah e, come detto, in cella con l'accusa di essere l'esecutrice materiale del delitto - e di sua madre Cosima arrestata l'altro giorno, per l'orrenda esultanza di concittadini e vicini di casa, poiché ritenuta complice e finanche regista occulta di tutto quel che è seguito - il rifiuto delle due donne, dicevamo, di rispondere alle domande dello stesso gip. La difesa della signora Cosima ha poi annunciato ricorso al Tribunale del Riesame, proprio affinché revochi l'ordinanza di custodia cautelare in carcere. E in effetti, senza smettere per un attimo di considerare la gravità delle accuse - peraltro, com'è ovvio, ancora da dimostrare in un passaggio processuale - in effetti suona strano un arresto a nove mesi dall'omi cidio: con la reiterazione del reato e il pericolo di fuga francamente illogici, e la possibilità d'occultamento di eventuali prove quantomeno improbabile, visto il lasso di tempo ormai trascorso. Ma è tutta l'inchiesta che, nei mesi, ha avuto un andamento non lineare. E questo sia detto, ripetiamo, concentrandosi solo sulle garanzie sempre dovute agli accusati -che poi, se risulteranno colpevoli, dovranno certo subire condanne adeguate. L'impressione è che anche i magistrati abbiano in qualche modo subìto l'influenza del parapiglia mediatico che intorno al delitto s'è sviluppato. Per fare un esempio non direttamente collegato ai presunti colpevoli del delitto: il fratello e il nipote dello stesso Michele Misseri, accusati di averlo aiutato nel nascondere il cadavere della vittima, erano per questo stati incarcerati poco più di due mesi fa. Poi il Tribunale del Riesame aveva bocciato il provvedimento, ritenendo insufficienti le prove a carico. E il codice dispone che la galera debba essere disposta solo quando ce ne sia davvero l'esigenza, anche in presenza di reati orrendi come questo. Una regola di cui, in Italia, ci si dimentica spesso. A.SCA. Il delitto di Avetrana Zio Miché libero, ultima sorpresa del giallo infinito Per Misseri, accusato di soppressione di cadavere, scaduti i termini di custodia. «Ebbe l'ordine di nascondere il corpo di Sarah» . DA ORCO A BURATTINO Qui sopra, Michele Misseri: fu lui a far scoprire lo scorso 6 ottobre il cadavere della nipote 15enne Sarah Scazzi (in alto a destra). All'inizio Misseri si autoaccusò del delitto, poi incolpò sua figlia Sabrina ::: Polemica Il cabaret di un paese che si è venduto alla tv ::: ANDREA SCAGLIA  Brutto spettacolo, dài. La gente di Avetrana per strada che plaude alle manette serrate intorno ai polsi della loro vicina/conoscente/concittadina. Di scene del genere se n'è già viste, intendiamoci, e anche in città che tanto si vantano della loro dimensione europea. Ma ogni volta che s'assiste all'esultanza della folla di fronte al patibolo - e qui lo si dice in senso figurato, naturalmente, ché di condanna per la signora Misseri ancora non v'è l'ombra - resta quell'inquietante sensazione, la paura della brava gente sempre pronta a trasformarsi in un'orda spietata, e guai a finirci sotto. Ci sarebbe poi da ragionare sul carrozzone mediatico che in questi mesi s'è accampato tutt'intorno al delitto di Sarah Scazzi. Nutrendo la morbosa curiosità dei telespettatori dell'Italia intera. E anche dando l'impressione a una comunità altrimenti dimenticata di essere finalmente al centro dell'attenzione. Al centro del mondo, e perdipiù con i riflettori puntati. E poi certo, s'accusano i giornalisti d'essere parassiti, di speculare sulla tragedia. Ma è evidente che il girotondo, oltre ai cronisti, comprende anche i paesani, i turisti che visitano la villetta del delitto, il pubblico non pagante sempre voglioso d'un nuovo particolare, possibilmente equivoco. Tutti alle giostre, allora: c'è un nuovo arresto, un altro primo piano, qualche altra intervista da rilasciare, «oh, ma mi hai visto l'altra sera sul tigì?». Tutto, pur di lasciare un segno. Prima che finisca tutto. Prima che si spengano le luci. TRAGEDIA NEL VERONESE Uccide la moglie e poi s'impicca Lei era gravemente malata d'Alzheimer VERONA Ha ucciso la moglie e poi si è tolto la vita. È successo a Trevenzuolo (Verona), dove un uomo di 69 anni ha strangolato la compagna di 68 affetta da molti anni da Alzheimer e dopo si è impiccato nel cortile interno della sua abitazione. A scoprire i corpi è stato il figlio, che agli agenti ha raccontato la stanchezza del padre nei confronti di quella malattia che aveva minato profondamente il corpo della madre. Sul posto non è stato trovato nessun biglietto in grado di spiegare i motivi del folle gesto, ma secondo gli investigatori le cause andrebbero ricercate proprio nell'ani mo prostrato dell'uomo. SAL.GAR. ::: GENOVA  Potrebbe trattarsi di un rito di iniziazione tra bande latine l'aggres sione avvenuta nella notte di domenica davanti alla stazione ferroviaria di Genova Brignole ai danni di un senzatetto. Secondo le prime ricostruzioni, quattro minorenni equadoriani (tutti con un'età compresa tra i 16 e i 17 anni), avrebbero massacrato a cinghiate il clochard senza motivo. I quattro, arrestati poco dopo dagli agenti delle volanti della Questura, non apparterrebbero ad alcuna banda cittadina riconosciuta, e avrebbero agito semplicemente per gioco o per una sfida. Forse i minorenni volevano soltanto dimostrare di essere abbastanza “forti e coraggiosi” per entrare nelle bande più organizzate della metropoli. Al momento l'accusa nei confronti dei quattro aggressori è quella di tentato omicidio. Gli investigatori, infatti, non sanno spiegare un gesto di tale, immotivata violenza. La vittima è un uomo di 40 anni, italiano, residente a Sampierdarena (Genova), che era sdraiato attorno alle 23 su una panchina dei giardini. All'improvviso il senzatetto, senza una ragione apparente, è stato colpito ripetutamente da cinghiate e da una spranga di ferro al volto, all'ad dome e alla testa fino a provocargli una emorragia cerebrale. Ora l'uomo è ricoverato in rianimazione all'ospe dale Galliera. Le sue condizioni sono gravi, ma non sarebbe in pericolo di morte. Visto il vasto ematoma prodottogli dal pestaggio, però, non è ancora del tutto esclusa una possibile operazione. L'episodio segue di poche ore un'altra analoga aggressione avvenuta sabato sera a Genova - sempre da parte di ragazzi (cinque) sudamericani, anch'essi equadoriani - e sempre a cinghiate, ai danni di un giovane di 24 anni su un autobus pubblico. Anche in quel caso, l'aggressione sarebbe scattata per futili motivi. I cinque sono riusciti a fuggire, ma sono stati rintracciati poco dopo dagli agenti e denunciati per lesioni e minacce. I ragazzi hanno tutti un'età compresa tra i 18 e i 29 anni. Piero Baroni - La guerra dei radar “Vedere di notte”, scoprire la minaccia nell'oscurità. 1935-1943, l'alba della guerra elettronica; il duello delle intelligenze, il confronto di Comunità scientifiche, organizzazioni industriali, Governi degli Stati Maggiori prima e durante la Seconda Guerra Mondiale. Obiettivo strategico il RADAR. Un'indagine giornalistica dai risvolti inquietanti. L'Italia nel 1939 aveva il Radar, ma non lo usò. Miopia, arroganza ne impedirono lo sviluppo, ne sabotarono l'impiego bellico, negando all'Italia, tra i primi paesi a disporne, una formidabile arma vincente. Pagg. 290 € 12,50 Tel. 02.58.31.28.11 www.grecoegrecoeditori.it
Redazione cronaca: viale Majno 42, 20129 Milano; telefono 02.999666; fax 02.99966227; email: milanocronaca@libero-news.eu; Pubblicità: PUBLIKOMPASS SPA, Via Washington 70, 20146 Milano; Tel. 02.24424611 - Fax 02.24424490 [TRASPORTI REGIONALI] Treni per i pendolari Oggi vertice sugli aumenti DINO BONDAVALLI a pagina 53 I NUMERI DI IERI ::: 41 Borseggi ::: 365.657 Voti a Pisapia ::: 5 Furti d'auto ::: 297.874 Voti alla Moratti ::: 12 Furti in appartamento ::: 315.862 Voti Pisapia primo turno ::: 3 Truffe ::: 273.401 Voti Moratti primo turno [LAVORI PUBBLICI] Operai in piazza Piemonte Ecomostro giù in due mesi MATTEO LEGNANI a pagina 53 La protesta moderata Cinque anni bocciati senza appello ::: RENATO BESANA  A Letizia Moratti, nei cinque anni in cui ha indossato la fascia tricolore sopra i suoi impeccabili tailleur, non l'abbiamo mai mandata a dire. Proprio per questo, ora che è caduta, le riconosciamo l'onore delle armi, lasciando volentieri alla sinistra, che se ne compiace, la pratica vile di accanirsi sugli sconfitti, l'ex sindaco e i partiti schierati al suo fianco. Tuttavia non possiamo esimerci da una considerazione: questo di Milano, più che un voto politico, è stato un voto di ripulsa. Dieci punti e rotti di differenza indicano senza possibilità di fraintendimento il desiderio invincibile di voltare pagina, che ha coinvolto anche una parte dei moderati, oltre a quella consapevolmente dispersa (...) Disastro elettorale SUICIDIO PERFETTO Gli errori della Moratti e le divisioni nel centrodestra regalano la città a Pisapia LEGA IN CRISI A CASA SUA Fontana resta sindaco ma perde ancora voti Gallarate va a sinistra di MARCO TAVAZZI a pagina 47 FAIDA CARROCCIO-PDL Tracollo anche a Pavia: Poma affossa Invernizzi Mantova resta rossa di G. BAZOLI-F. CAVAZZA alle pagine 48-49 BRIANZA VELENOSA Divisi si perde sempre Rho, Desio e Arcore tutte al centrosinistra di L. MARINARO-M. PIZZULO a pagina 49  La rimonta non è mai cominciata. Giuliano Pisapia sfratta Letizia Moratti da Palazzo Marino infliggendole un distacco in doppia cifra (55,1% a 44,9%). Inutili le schermaglie degli ultimi giorni sulla «zingaropoli» e sull'incubo della «grande moschea». Alle urne è andato ancora il 67% degli elettori, che ha eletto sindaco l'ex parlamentare di Rifondazione comunista preferendolo in tutte le zone al sindaco uscente. Mentre piazza Duomo veniva invasa dalla marea arancione e dal comizio di Nichi Vendola, nel Pdl è già partita la resa dei conti. Il coordinatore regionale Mario Mantovani se la prende con «gli effetti della crisi economica», ma tra gli azzurri è scattata la caccia al colpevole. Alcuni se la prendono con il premier Berlusconi, altri con le battaglia anti-Pm di Lassini, chi con le candidature controverse come quelle di Francesco Clemente. La Lega, intanto, ha già messo nel mirino l'alleato. «E' stato un voto contro Berlusconi» dice Matteo Salvini, «noi ci siamo impegnati e abbiamo aumentato i nostri voti. Il Pdl ne ha persi 75 mila ni cinque anni». Per il popolo della sinistra, si tratta di una «liberazione». Da corso Buenos Aires, sede del comitato elettorale di Pisapia, è partito un corteo diretto in Duomo, dove sul palco si sono alternati comici e intellettuali della gauche meneghina. Umberto Eco, Lella Costa, Claudio Bisio. Tutti in festa per lo schiaffo al centrodestra. Lo slogan? «Abbiamo liberato Milano». Per la nuova giunta ci vorrà almeno una settimana, ma Pisapia insiste con le promesse della campagna elettorale: «Bus gratis agli anziani over 65, una commissione antimafia e nuove piste ciclabili». Festeggiano i rom di via Idro («Ora nessuno ci manderà via») ed esultano anche gli islamici di viale Jenner. «Siamo contentissimi» dice il presidente del centro islamico Abdel Shaari, «siamo sicuri che Pisapia manterrà la promessa della moschea perché è un gentiluomo». COSTA-GARZILLO-MOTTOLA-SALA alle pagine 42-45segue a pagina 43 CA D ORO' ' Via De Amicis, 29/31 MILANO Tel. 02.8321130 ARREDA CON IL MASSELLO PROMOZIONI www.cadoroarredamenti.it CA D ORO' ' Officine Cian di Cian A.&C. s.a.s. via Einaudi, 22 z.i. Dosson di Casier (Tv) Tel. +39 0422 633154 r.a. Fax +39 0422 633108 www.officinecian.it info@officinecian.it e-mail: info@traslochilalombarda.it www.traslochilalombarda.it www.paginegialle.it/lalombarda02 Chiamateci con fiducia per preventivi Tel. 02 2363453 - 02 2363723 - Fax 02 2362921 Responsabile commerciale Sig. Ingrassia Tel. 348 2263919 (contatto diretto) PREMIO MERCURIO D'ORO® Azienda Premiata con Mercurio D'Oro 2010 A GARANZIA DEL VOSTRO TRASLOCO ESPERIENZA E PROFESSIONALITÀ ABITAZIONI - UFFICI - ARCHIVI - MAGAZZINI DEPOSITO CONTO TERZI - NOLEGGIO PIATTAFORME AEREE AGENZIA DI SEGRATE 02 26920365 AGENZIA DI CORSICO 02 45100249 AGENZIA DI CASSINA DE PECCHI Via Roma 02 95343043
4 Martedì 31 maggio 2011 PRIMO PIANO @ commenta su www.libero-news.it VIA D'USCITA Per spiazzare gli avversari il premier potrebbe recuperare il vecchio consiglio di Bossi: puntare alle elezioni anticipate, magari candidando un delfino la batosta LO SCENARIO La vera minaccia è il governissimo Il rischio più grosso per Berlusconi sono maggioranze trasversali guidate da Monti o Tremonti e sorrette da Lega e pezzi del Pdl ::: FAUSTO CARIOTI  Non è certo Pier Luigi Bersani l'avversario che minaccia di mandare a casa Silvio Berlusconi e archiviare il governo - e forse l'esperienza politica - del centrodestra nel formato Pdl + Lega. Non è nemmeno Nichi Vendola, che da vero vincitore delle Amministrative ha tutto il diritto di pretendere dal Pd le primarie di coalizione per farsi incoronare leader ufficiale del centrosinistra. Il nemico dal quale il Cavaliere indebolito si deve guardare è molto più subdolo e pericoloso. È quel governissimo che ha tante forme e tante declinazioni, che si possono chiamare governo tecnico o governo di salute pubblica o governo per le grandi riforme, ma il cui programma, sfrondato degli orpelli, è sempre lo stesso: mandare a casa Berlusconi e avviare la nuova fase politica senza che né il Pdl né il suo fondatore abbiano alcun ruolo di regia. Anzi, la parte che si vorrebbe che svolgessero è quella di vittime predestinate. La coalizione che dovrebbe sorreggere un simile esecutivo è presto fatta: chiunque voglia rottamare Berlusconi è bene accetto. Compresi quei pezzi di Pdl - il primo nome che gira è quello di Beppe Pisanu - che da tempo lavorano per cambiare gli equilibri dentro e fuori dal Parlamento. Sono già iniziati i corteggiamenti alla Lega: l'offerta di una legge elettorale su base proporzionale che tenga conto delle esigenze del Carroccio, lanciata dal Pd e gradita al terzo polo, non è stata respinta dalla camicie verdi, anzi. Il tavolo di confronto sarà presto avviato, e se decolla saranno guai per Berlusconi. Di sicuro, il pacco dono per i leghisti non conterrà solo la riforma elettorale, ma sarà arricchito da nuovi cadeau. I candidati a guidare il governo che dovrà cantare il de profundis per il Cavaliere sono sempre i soliti: l'economista Mario Monti, se si vuole puntare su un tecnico puro, e Giulio Tremonti, a questo punto definitivamente strappato dall'orbita berlusconiana, se ovviamente il diretto interessato e i suoi amici leghisti saranno d'ac cordo. Bersani già la scorsa estate aveva detto che un governo di transizione guidato dal ministro dell'Economia sarebbe stato «un'idea molto più sensata rispetto all'attuale esecutivo»: l'ipotesi tornerà presto attuale. Non c'è Mario Draghi, tra i possibili premier traghettatori, ma solo perché il governatore di Bankitalia sta per diventare presidente della Banca centrale europea. Questo però non ha fatto cessare le attenzioni su di lui: l'economista Michele Salvati, nel suo editoriale di ieri sul Corriere della Sera, ha invitato Draghi, che oggi a palazzo Koch leggerà le sue ultime Considerazioni finali, a essere la levatrice «del passaggio dal carisma all'istituzione, dall'eccezionalità alla normalità». Insomma, il vigile - assieme al Quirinale, s'intende - della transizione al dopo-Berlusconi. La quale non può che passare per un nuovo governo e nuove alleanze. Prospettiva che di sicuro non dispiace a Confindustria, al punto che non ci sarebbe da stupirsi se presto ragionamenti simili iniziassero ad apparire anche sul Sole-24 Ore, l'organo della casa. L'idea del governo tecnico tenta anche il Pd, che la preferisce di gran lunga al voto anticipato. Un esecutivo di salute pubblica, insediato con lo scopo ufficiale di tenere dritta la barra durante le turbolenze internazionali, oltre a far calare il sipario sull'epo pea berlusconiana darebbe alle opposizioni tempo per definire alleanze e candidati premier. Argomenti che le Amministrative hanno reso ancora più confusi: l'unica cosa chiara è che il Pd, per vincere, è costretto a mettersi nelle mani dei vendoliani e dei dipietristi, i quali a livello nazionale restano incompatibili con i cattolici dell'Udc. La «fase costituente» che Bersani intende avviare assieme alle altre forze di opposizione si annuncia un lavoro lungo e complicato. Proprio il caos che regna nel fronte avversario, alla fine, potrebbe spingere Berlusconi, se tra qualche mese sarà ancora in piedi, a mettere in pratica con un anno di ritardo il vecchio consiglio di Bossi: puntare sul voto anticipato, a questo punto nella primavera del 2011, ricandidando se stesso per l'ultima volta o - come vorrebbero i leghisti e ormai anche alcuni tra i suoi - lanciando un proprio delfino in ticket con un uomo scelto da Bossi. Un modo per far gestire a Berlusconi la propria successione, assegnandogli un ruolo decisivo anche nella prossima legislatura. Proprio quello che gli sponsor del governissimo vogliono evitare. OGGI IL DISCORSO D'ADDIO DEL GOVERNATORE A BANKITALIA . Draghi però non farà scherzi La solidità del sistema bancario, le riforme strutturali, la crescita. Saranno molti i temi che il governatore Mario Draghi, ormai avviato verso la guida della Bce, toccherà nelle sue ultime considerazioni finali. Ma di sicuro si terrà alla larga dalla politica. Nessun allarme sui rischi derivanti dall'instabilità, come vorrebbero i tifosi del governissimo.
7Martedì 31 maggio 2011PRIMO PIANO @ commenta su www.libero-news.it Il capro espiatorio è Tremonti Molti nel Pdl e nella Lega imputano alla politica dei tagli e alle scelte fiscali di Giulio la colpa dell'esito delle urne. I ministri azzurri sono già tutti sul piede di guerra per riportare la regia dell'economia sotto il controllo di Palazzo Chigi IMPOSTE Anche Cicchitto dopo il voto ha mollato i freni sulle questioni di tasse. Accusando il fisco di eccesso di «intervento quasi persecutorio» la batosta SCARICABARILE ::: FOSCA BINCHER  Saranno fischiate le orecchie a Giulio Tremonti, ieri. E in più di un'occasione. Perché nel giorno della grande sberla al Pdl è stato il suo il nome più gettonato dalle parti della maggioranza e non solo da quelle. Evocato solo indirettamente in pubblico, perfino ai livelli più alti. Citato per nome e cognome in privato. Nel Pdl e qua e là nella Lega come uno dei responsabili principali della disfatta e sicuramente come l'ostacolo principale da superare ora per cercare di recuperare la strada perduta. Dalle parti di Udc e Pd (e certo non viene fatto un favore al ministro dell'Economia), Tremonti viene sussurrato come possibile candidato alla guida del governo di transizione per il dopo Berlusconi. Anche questa ipotesi sullo sfondo rischia di infiammare oggi la discussione interna al Pdl sulla sconfitta ai ballottaggi. Il ministro dell'Economia ieri è stato messo sull'avviso. Il premier subito ha spiegato che il governo dovrà ripartire dal fisco. Il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, che era con Berlusconi a Bucarest, ha aggiunto con pizzico di malizia: «Nessuna riforma però se è vera è a costo zero». Messaggio chiaro verso la prima obiezione tremontiana finora avanzata: «non ci sono risorse, e la tenuta dei conti pubblici è irrinunciabile. Le riforme si possono fare solo con quello che c'è». E su quella fiscale Tremonti è già stato chiaro: la sua idea filosofica in prospettiva è quella di passare dalla tassazione delle persone a quella dei beni di consumo. Ma nell'immediato la sua proposta è stata quella di mettere sul piatto tutte le leggi che incentivano o aiutano singoli settori, definanziarle e spostare quelle risorse sulla riduzione della tassazione diretta. Una riforma appunto a costo zero, di quelle che sembrano non andare troppo giù alla Lega Nord. Ieri anche Fabrizio Cicchitto, capogruppo del Pdl alla Camera, in un pomeriggio in cui si è costantemente arroccato nella difesa del governo che non verrebbe toccato da un risultato amministrativo per lui non così disastroso, ha mollato i freni (almeno per lui), quando si è passati alla politica economica. Accusando il fisco di eccesso di «intervento quasi persecutorio» nei confronti di alcune categorie produttive, come lavoratori autonomi e partite Iva, da sempre il principale serbatoio di voti del centrodestra. Cicchitto non ha nominato Tremonti, ma si è lanciato a vaticinare la ricerca di un difficile ma necessario «equilibrio fra quadra dei conti pubblici, diminuzione del peso fiscale e interventi per lo sviluppo». Anche Attilio Fontana, leghista che solo per un soffio è riuscito a riconquistare al secondo turno la roccaforte di Varese, per spiegare le difficoltà incontrate in campagna elettorale non ha trovato di meglio che puntare il dito contro le rigidità del patto di stabilità varato dal ministro dell'Economia, e i tagli che ne sono derivati per enti locali anche virtuosi. I ministri del Pdl sono già tutti sul piede di guerra perché come capita ogni anno Tremonti non ha fatto pervenire a nessuno di loro griglie o bozze vaghe della legge finanziaria triennale che fra poco arriverà in consiglio dei ministri. Quella 2008-2011 che ha appena terminato la sua efficacia ha di fatto imbrigliato ogni ministero anno per anno con quei tagli lineari che tante proteste hanno suscitato anche dentro la maggioranza. Ora è stata annunciata una manovra da 40 miliardi di euro in tre anni. Vero che sarà crescente (8 miliardi il primo anno, 12 il secondo e 20 il terzo), ma il timore di tutti è quello di nuovi tagli ai già scarsi tesoretti dei ministeri che ridurrebbero ulteriormente il consenso del centro-destra. Tutti dunque uniti per sfilare la finanziaria a Tremonti e pronti ad appoggiare l'idea fatta trapelare da Berlusconi di portare la cabina di regia economica sotto il suo diretto controllo a palazzo Chigi. Ipotesi questa che difficilmente verrà assecondata dal superministro dell'Economia. Per questo da stasera ci saranno bei fuochi di artificio. FUOCHI D'ARTIFICIO Fuochi d'artificio tra il Pdl e il ministro dell'Economia Giulio Tremonti Oly
45Martedì 31 maggio 2011CRONACA @ commenta su www.libero-news.it SUPPORTER Quando annunci chi sarà il nuovo sindaco, scattano sorrisi, pacche sulle spalle, e il tam tam in un attimo si diffonde per tutto il campo «Noi non ce ne vogliamo andare, con Pisapia speriamo di trovare una soluzione» BANDITI E TRASFORMISTI Una città «accogliente e affettuosa» promette il nuovo primo cittadino. Evita di parlare di rom ed extracomunitari ma don Colmegna già fiuta l'occasione e festeggia tra le fila del centrosinistra Sinistri propositi Porte subito aperte ai rom Pisapia annuncia: «Sarò sindaco di chi sta qui. Anche se non ci è nato»  Giuliano Pisapia si presenta dichiarandosi «sindaco di Milano» anziché “sindaco dei milanesi”. Una differenza di poco conto all'apparenza e che invece cela una grande diversità. Come dice lo stesso nuovo primo cittadino, «la mia Milano tornerà ad essere quella che era stata con il primo sindaco della città dopo la Resistenza, il sindaco Greppi, una città accogliente e affettuosa». Sindaco di Milano significa dunque sindaco di una città che aprirà le porte non solo a chi in città è nato ma anche a chi sotto la Madonnina «vive e lavora». Pisapia non parla di rom ed extracomunitari - vocaboli questi sì probabilmente destinati a non trovare più accoglienza nel lessico della nuova amministrazione - ma non c'è bisogno che lo dica per capirlo: «Ho voluto dire che sarò sindaco di tutta Milano perché Milano comprende anche i non milanesi, che qua hanno trovato accoglienza e solidarietà che negli ultimi anni è mancata e deve tornare». Nelle parole pronunciate poi in una piazza Duomo “occupata” anche quando se ne va, traspare però il pregiudizio antropologico con cui certa sinistra considera chi non la pensa allo stesso modo alla stregua di un minus habens: «Il destino di Milano è tornato nelle nostre mani, oggi possiamo dire di nuovo che siamo orgogliosi di essere milanesi». Parole che qualcuno attua con eccessivo zelo nei confronti dell'ex vicesindaco Riccardo De Corato - in barba alle parole del neosindaco («La coda velenosa di questa campagna non l'abbiamo dimenticata ma vogliamo superarla per il bene di questa città») - costringendo lo stesso primo cittadino a un blando richiamo. L'accoglienza professata da Pisapia vedrà tra i suoi protagonisti probabilmente anche quel Don Colmegna che dopo aver ricevuto 3,5 milioni in 3 anni dalla giunta uscente ieri presentava la sue credenziali al nuovo vincitore, dopo aver diffuso un appello contro la Moratti sotto elezioni, partecipando ai festeggiamenti accanto ai comici Claudio Bisio e Paolo Rossi, al cantante Roberto Vecchioni e alla leader della Cgil Susanna Camusso. Che sia lui una di quelle espressioni del mondo del volontariato dal quale Pisapia ha detto di voler attingere per il governo della città si vedrà. Come priorità d'azione, il neosindaco ha indicato altro: l'istituzione in Consiglio comunale della commissione antimafia (che le autorità di pubblica sicurezza hanno già da tempo definito inutile in quanto priva di veri poteri di intervento), le piste ciclabili e trasporti gratuiti su tutti i mezzi Atm per gli over 65. Per ora Pisapia bada soprattutto all'imma gine trasmessa ai cittadini. «Io mi pongo un problema: dobbiamo cambiare slogan. Milano libera Milano è superata, l'abbiamo liberata. Adesso dobbiamo ricostruirla» ha detto in serata durante i festeggiamenti per la vittoria in piazza Duomo. Sulle scelte resta vago, preferendo l'ap pello al popolo - «Non abbandonatemi mai!» -, la promessa che il popolo sarà la sua stella polare e un sottinteso paragone con Gandhi quando paragona la conquista di Palazzo Marino alla «marcia del sale» . Nel frattempo, si ripromette di incontrare i dipendenti del Comune, tornare - da oggi - a girare tra le case popolari e di incontrare la signora Pesce, medaglia d'argento della Resistenza e vedova di una medaglia d'oro. C. SAL. Don V. Colmegna Ftg. Il cambio della guardia Giuliano se la prende comoda: una settimana per fare la giunta SHAARI Ai musulmani non sembra vero «Moschea subito» «Siamo contentissimi». Reagisce così, alla notizia dell'elezione di Giuliano Pisapia sindaco, il direttore dell'Istituto islamico di viale Jenner, Abdel Hamid Shaari. Dopo il primo turno, Shaari aveva garantito che in caso di vittoria del candidato di centrosinistra al ballottaggio, avrebbe bussato alla sua porta per ricordargli la promessa di realizzare una nuova moschea in città. Ora dice: «Aspetteremo qualche giorno perchè si ambienti nel suo ruolo di sindaco e faccia la sua giunta, poi rivolgeremo anche a lui le domande che abbiamo fatto in passato alla Moratti e al suo vice De Corato, relative all'esigenza di un luogo di culto per i fedeli musulmani residenti a Milano. La Moratti e De Corato non ci hanno mai nemmeno risposto, ma siamo sicuri che Pisapia lo farà perchè lui è un gentiluomo e manterrà la parola data e quanto scritto nel suo programma elettorale». Quello della moschea è uno dei punti sui quali i due schieramenti si sono più battuti in occasione sia del primo turno, sia del ballottaggio. E. CAV. AREA COMUNALE Via Idro se la ride «Il nostro campo non verrà chiuso» A metà pomeriggio la buona novella non è ancora arrivata. Ma quando annunci che sì, Giuliano Pisapia è il nuovo sindaco, scattano sorrisi, pacche sulle spalle, e il tam tam si diffonde per tutto il campo. Qualcuno accende pure il barbecue per una festa improvvisata. Perché se in via Idro, le decine di famiglie di nomadi italiani che vivono nei container e nei prefabbricati non avevano la minima intenzione di sloggiare prima, figuriamoci ora che a Palazzo Marino arriverà l'alfiere della “autocostruzione per le case dei rom”: «Con Pisapia speriamo di trovare una soluzione» è la convinzione diffusa. Nel piano per l'emergenza nomadi elaborato dal ministro Maroni questo insediamento sulle sponde del Lambro, sarebbe dovuto diventare un campo di transito in cui ospitare i nomadi per un massimo di tre mesi, in attesa di un ritorno in patria o altre sistemazioni. «Figuriamoci, e noi dove dovremmo andare? - ti dicono tranquilli». La trasformazione sarebbe stata una delle priorità del Moratti bis, dopo lo sgombero di Triboniano. Ma la vittoria dell'avvocato vendoliano mette tutto in stand –by: «Una cosa è certa, con Pisapia troveremo un accordo». E. CAV. ::: CARLO SALA  Una settimana per decidere la giunta, 2-3 per insediarla (a referendum già avvenuti, quindi) calcolano il neosindaco e il suo staff, anche se secondo l'esperto del Pd Alessandro Pollio Salimbeni la proclamazione di Giuliano Pisapia avverrà già il 6 giugno. I nomi sono tutti da decidere, perché - come ricordava sotto ballottaggio un consigliere pd - per decenni il centrosinistra a Milano non ha avuto chances. Difficile, vale a dire, trovare chi abbia esperienza e capacità di governo. Confermato che metà della giunta sarà composta da donne, decisamente più sì che no un vicesindaco in gonnella, Pisapia ieri s'è preoccupato soprattutto di tenere a bada i partiti che l'hanno sostenuto, utilizzando pure la voglia di continuare a fare politica assicuratagli da Letizia Moratti nella telefonata di congratulazioni con lui per richiamare tutti all'ordi ne e per vestire i panni di moderato. Nelle interviste tv a caldo, Pisapia ha infatti ricordato anzitutto di essere rinomato per la sua autonomia dai partiti, poi ha precisato che con Nichi Vendola, col quale ha festeggiato in piazza Duomo, «c'è grande sintonia politica e personale» ma che lui ha vinto perché «haparlatodiMilano». Certo,aisuoialleatiha anche offerto lo zuccherino, dichiarando che è stato più difficile vincere la corsa a Palazzo Marino che le Primarie del centrosinistra a novembre («Lì eravamo tra amici»), ma il messaggio è stato chiaro. «Merito, competenza e generosità» i criteri con cui saranno scelti gli assessori, a detta del portavoce del sindaco Maurizio Baruffi, il bacino dal quale Pisapia vuole attingere è più ampio di quello dei partiti: c'è, anzitutto, il mondo dell'associazioni smo e del volontario lavorando nel quale, come è andato ripetendo ieri, il nuovo primo cittadino ha imparato quel metodo del sorriso e del confronto che ha portato anche nei suoi ruoli istituzionali e che presenta sia come la chiave di volta del suo successo sia come la linea cui si atterrà ora a Palazzo Marino. D'altronde, se una delle donne in predicato di entrare in giunta calcolava che l'apporto del maggior partito della coalizione «pesa per il 50%», nel Pd ieri c'era ben poca voglia di preoccuparsi di governare. Maurizio Martina, coordinatore regionale, guardava alla proiezione in chiave nazionale del successo sotto la Madonnina e nel suo hinterland, Roberto Cornelli, segretario metropolitano diceva chiaro e tondo «stiamo godendoci una vittoria epocale, il resto oggi non esiste» e in generale nel Pd si liquidava la questione con una battuta ironica nei confronti della Moratti che parte della sua eventuale squadra l'ha annunciata 48 ore prima del voto finale: «Meglio nessuna giunta che una destinata a non nascere». «Più che tempi veloci meglio la qualità», ha detto Pisapia, cui il pd Pierfrancesco Majorino (altro assessore in pectore) ha rimesso il compito di trovare «la sintesi del pluralismo di culture» nel centrosinistra, professando sicurezza che il sindaco saprà assolvere quel compito «con sobrietà e con forza». Benché abbia additato in un'incapacità della Moratti portare a termine quanto si riprometteva più che nell'avversione a Silvio Berlusconi la radice della svolta dell'elettorato milanese, a Pisapia è così tornata utile la stessa Moratti - al cui indirizzo i supporter fuori dal teatro urlavano «Vattene a casa» per tenere a bada appetiti e propensioni poco moderate tra i suoi . Declinata soprattutto in chiave Expo, più che in un ruolo in Consiglio comunale concordato tra maggioranza e opposizione, la disponibiltà professatagli dal sindaco uscente, il nuovo capo di Palazzo Marino ha lasciato intendere - «Sono una persona ragionevole, voglio guardare avanti» - che rimetterà la querela presentata dopo il confronto tv su Sky. Intanto, i 2 si ritroveranno a fianco alla festa della Repubblica, dove toccherà al sindaco uscente ma ancora in carica rappresentare Milano.
Viareggio celebra il “suo” Mario Tobino Viareggio, città natale di Mario Tobino, ricorda il “suo” scrittore. Sabato alle 18, nella sede dell'Apt, in piazza Mazzini, il romanziere Eraldo Affinati presenterà la nuova edizione di Sulla spiaggia e di là dal molo (Mondadori) di cui ha firmato l'introduzione. Alle ore 21 nella Sala Puccini del Centro Congressi Principe di Piemonte sarà proiettato il film tratto dal libro con la partecipazione del regista di Giovanni Fago. Partono gli eventi per il bicentenario di Charles Dickens Partono dalla Francia le celebrazioni del bicentenario della nascita di Charles Dickens (1812-1870), il grande romanziere inglese del Circolo Pickwick e di Oliver Twist, che si svolgeranno fino a tutto il 2012. Fino al 28 ottobre il Chateau d'Hardelot (Pas-de-Calais) ospiterà la grande mostra Charles Dickens. The Inimitable. Seguiranno altre mostre e iniziative in Gran Bretagna e in tutto il mondo. La 54esima esposizione di Venezia Così Sgarbi costruisce a mano la Biennale Il giovane artista Davide Coltro si prepara a esordire al Padiglione Italia. E racconta il metodo di lavoro del critico, attivo giorno e notte per spostare quadri e ricevere i personaggi più strani di DAVIDE COLTRO  Sono arrivato alla 54esima edizione della Biennale dopo una telefonata del severissimo critico letterario Cesare Cavalleri. Ogni Biennale scatena infinite polemiche, basti pensare al putiferio sorto in una recente edizione quando al Padiglione Italia vennero invitati soltanto un paio di artisti. Quest'anno al Padiglione all'Arsenale siamo oltre duecento e si stanno facendo dei veri miracoli logistici per far posto a tutti. È una cosamai vista: ho notato pittori arrivare con i quadri sottobraccio a poche ore dalla vernice. Il conto alla rovescia è inesorabile e il flusso di gente non si ferma. È un'esperienza davvero singolare, sicuramente caotica, ma anche di puro ingegno italiano. Per fortuna non ci sono stati incidenti anche se le altezze dei padiglioni costringono gli artisti e i tecnici a salire su vertiginosi elevatori alti più di dieci metri. Vittorio Sgarbi è in preda a un'ec citazione da allestimento (proprio mentre scrivo si dà un gran daffare qui vicino a me) e vive visceralmente le scelte che ha portato avanti. Lavora tantissimo e in prima persona. Lui stesso talvolta sposta i quadri da una parete all'altra, come se stesse sistemando la sua personale collezione. Riceve le visite dei personaggi più eterogenei che lo seguono all'impazzata tra unsalone e l'al tro dell'Arsenale ascoltando le indicazioni di lettura che danno ragione del lavoro dell'artista e dell'intellettuale che lo ha presentato. Li cita così: il «segnalato» e il «segnalatore». Il giardino dell'Arsenale è costellato di gigantesche sculture tra le quali spicca un grande elmo di Arturo Casanova, che conosco da anni e che reputo un ottimo artista. Ho apprezzato anche la Crocifissione di Giovanni Manfredini e la pittura visionaria di altissima qualità di Fulvio di Piazza, nonché «i piccoli incubi» del siciliano Francesco De Grandi; molto interessante anche il dittico dell'umbro Paolo Consorti, uno dei fondatori della pittura digitale in Italia. Al di là delle polemiche, va ribadito, l'attenzione che è stata riservata ai giovani artisti. Purtroppo ci sono anche delle opere che non sono di alta qualità, che si propongono con supponenza fastidiosa. Una sezione del Padiglione con un allestimento ad hoc è riservata alla fotografia ed è curata dal preparatissimo Italo Zanier, un grande critico e storico della fotografia in Italia. Per quanto mi riguarda, credo che a Sgarbi sia interessato il mix di tradizione e tecnologia che caratterizza la mia ricerca. Infatti, dopo un apprendistato sulla pittura normale, sono arrivato alla mia vera vocazione: la pittura senza materia, che poi ho espanso sperimentando nuovi supporti, fino ad arrivare all'intui zione del quadro elettronico. La mia opera, RES_PUBLICA I (il titolo mi è stato suggerito dall'amico poeta Alessandro Rivali in una delle tanti notti insonni dell'allestimento), si compone di 96 quadri elettronici che ritraggono la luce e i colori del paesaggio italiano. In ogni quadro alla fine della Biennale saranno contenuti 12 paesaggi; per adesso ce ne sono soltanto due, nei prossimi mesi, fino a novembre, sarò una sorta di pellegrino per il nostro Paese per archiviare le mie visioni e trasformarle in icone digitali. Su questo mosaico coloratissimo ogni quindici minuti circa si forma il nostro tricolore. È il mio personale omaggio al 150° dell'unità nazionale. Ho tenuto ovviamente in considerazione il tema fondante della 54esima biennale intitolata Il lumiNations, ideata dallasvizzera Bice Curiger. È un tema che sento molto vicino. Infine, un'al tra nota positiva è l'estrema disponibilità dello staff tecnico che ho messo a dura prova con le richieste della mia installazione: misura sette metri per quattro e deve collegare a internet oltre cento sistemi. Il 4 giugno apre la 54esima Biennale d'arte di Venezia, diretta da Bice Curiger e intitolata Illuminazioni. Il Padiglione Italia, curato da Vittorio Sgarbi si chiama L'arte non è cosa nostra. Tra i protagonisti, il giovane Davide Coltro, che racconta qui la sua esperienza in Laguna. Appena inaugurati 4 piani di mostre L'altro gioiello della Laguna: la mega galleria Contini ::: dall'inviato a Venezia ANDREA COLOMBO  Non c'è solo la Biennale a Venezia. Accanto al mega spettacolo pubblico dell'arte internazionale, l'estate della Serenissima segna tutta una serie di eventi, organizzati da enti privati che fanno da cornice all'esposizione dei Giardini. Fra questi spicca, per originalità e coraggio, quello organizzato da un gallerista toscano, ma trapiantato da decenni a Venezia, Stefano Contini. È una galleria ambiziosa, prestigiosa, che punta in alto, quella appena inaugurata in Calle Larga XXII, a due passi da piazza San Marco. L'area espositiva si estende in verticale su 4 piani. “Omaggio agli artisti”è la mostra che battezza questa iniziativa temeraria (visitabile fino al 28 novembre). In un momento in cui tutti i galleristi veneziani chiudono, (ultimo in ordine di tempo, Tornabuoni), Contini, non solo apre, ma pensa in grande e da vero manager dell'arte, sfida la crisi con la forza dell'intui zione e dell'ironia. L'omaggio agli artisti di Contini è una sfilata di maestri ora riconosciuti in tutto il mondo e spesso lanciati da questo gallerista che non si è mai risparmiato nel proporre volti nuovi. Si va dai divertenti personaggi di Botero ai busti neoclassici di Igor Mitoraj, dalle videoinstallazioni “acqua tiche”di Fabrizio Plessi alle tele sulla Shoah di Anton Zoran Music, dai muri colorati di Mario Arlati alle sculture “neo pop” di Enzo Fiore, dal realismo fumettistico del cubano Julio Larraz a quello provocatorio e surreale di Giuseppe Veneziano (in mostra con una personale nell'altro spazio Contini, presso campo Santo Stefano). Tutti artisti accomunati da una consapevolezza: che l'arte del Duemila deve archiviare definitivamente le sperimentazioni spesso astruse del ‘900 per diventare fruibile al grande pubblico. «Il nuovo spazio di Calle Larga», spiega Contini, «è la realizzazione di un sogno che coltivavo da decenni. È un regalo che ho fatto a me stesso, e che faccio a Venezia». «La crisi», continua riflettendo sulle tante chiusure di tante gallerie anche famose, «è nell'aria, ma non per tutti. Il collezionista che si rivolge a me va oltre la crisi, per lui l'ultimo problema è il denaro. Anche se non è ricco, anche se magari dovrà pagare un'opera a rate, sa che quel quadro, quella scultura, entrerà a far parte della sua esistenza». Contini si definisce «professionistadi fiducia»e nonsi dàarie daintellettuale. È un uomo concreto, che ha iniziato umilmente, «a 17 anni, vendendo libri a rate. Nel '79 ho fondato la mia prima galleria a Venezia. Ho venduto l'unico appartamento che possedevo per comprare quadri e sono andato in affitto, già sposato, con un figlio piccolo. Tutti mi dicevano: “È una follia”. Ma avevo visto giusto. Bisogna saper rischiare. Ho lanciato Music quando nessuno scommetteva su di lui. Ora è uno degli artisti più quotati». Tra le sue ultime scoperte lo scandaloso Giuseppe Veneziano, che, come scrive il curatore Luca Beatrice nell'introduzione al catalogo, intende «l'arte alla stregua di un meccanismo di azione - reazione su cui tutto il pubblico possa confrontarsi». La sue sono icone del nostro tempo: da Lady Gaga, a Mussolini che danza con Hitler, da Mr. Burns dei Simpson al superman ubriaco, fino alla favola porno di Cappuccetto Rosso “in bocca al lupo”. Contini è orgoglioso, molto orgoglioso, di quest'ultimo “acquisto”. Quasi tutti i quadri di Veneziano hanno il bollino rosso: venduti. Anche l'inquietante “Madonna del Terzo Reich”: «Ma questo quadro», ci dice, «l'ho comprato io. È il mio ultimo regalo». UNA STRANA COPPIA Il dipinto “Due di due” (2010) di Giuseppe Veneziano, in mostra fino al 27 novembre alla Galleria Contini di Venezia (www.continiarte.com; catalogo a cura di Luca Beatrice) Uno dei paesaggi italiani che compongono “Res_publica I” di Davide Coltro al Padiglione Italia Stefano Contini
36 Martedì 31 maggio 2011 SPETTACOLI TV a cura di Giorgio Carbone I CONSIGLI DELLA GIORNATA Canale 5 ore 21.15 Squadra Antimafia 3 Ultime battute della bella serie poliziesca su Canale 5. La “padrina”Rosy è ora nel mirino degli ex complici. Se non fosse per l'aiuto della brava sbirra Claudia, la Rosy sarebbe fritta. Raidue ore 21.05 I love Italy Chiude anche il game show condotto da Alessandra Barzaghi e Massimiliano Ossini. Tra i big in gara Tosca D'Aquino (foto), Lory Del Santo, Miriana Trevisan, Cristiano Malgioglio. Italia 1 ore 21.10 La mummia - La tomba ... L'archeologo O'Connell cambia location. Dall'Africa alla Cina. Stavolta la mummia che si ridesta è quella di un crudele imperatore. Meglio le mummie egiziane dei primi episodi. Rete 4 ore 21.10 Non è mai troppo tardi Due settantenni scoprono di avere pochi mesi di vita. Allora decidono di viverli da leoni. Jack Nicholson e Morgan Freeman valgono sempre il biglietto, ma la trama è troppo scontata. 6.30 TG1 - Previsioni sulla viabilità CCISS Viaggiare informati 6.45 Unomattina Estate “L'Ospedale Bambino Gesù di Roma”. Condotto da Gerardo Greco e Georgia Luzi 10.45 TG1 10.55 Appuntamento al cinema 11.00 Un ciclone in convento “Al buon Dio verrà in mente qualcosa” 11.45 La casa del guardaboschi “Decisioni difficili - seconda parte” 12.35 Verdetto Finale 13.30 TG1 - TG1 Economia TG1 Focus 14.10 Il Commissario Manara “Un delitto perfetto” con Guido Caprino 15.05 La nave dei sogni (Sentimentale, 1998) con Heinz Weiss. Regia di Michael Steinke. 16.50 TG Parlamento 17.00 TG1 17.10 Che tempo fa 17.15 Le sorelle McLeod “La leggenda di Harry Ryan” 17.55 Il Commissario Rex “Capolinea Vienna prima parte” 18.50 L'eredità 20.00 TG1 20.30 DA DA DA 21.20 Il commissario Montalbano “Par Condicio” con Luca Zingaretti 23.15 Porta a Porta “Diete in vista dell'estate”. Condotto da Bruno Vespa 0.50 TG1 Notte - TG1 Focus Rai 4 21.10 Control (Thriller, 2004) con Ray Liotta, Willem Dafoe. Regia di Tim Hunter. 22.45 Distretto 13 le brigate della morte (Azione, 1976) con Austin Stoker. Regia di John Carpenter. 0.20 Saw V (Horror, 2008) con Tobin Bell. Regia di David Hackl. Rai Storia 20.00 Res Tore “La straordinaria Storia d'Italia - L'alba del passato p.1” 21.00 Dixit Scienza “Esploratori dell'infinito - 1a parte”. 22.00 Dixit Scienza “Esploratori dell'infinito - 2a parte” 23.00 Come eravamo “Automobile” 0.00 Res Tore “Almanacco di storia, scienza e varia umanità - La Guerra Bianca” Iris 20.20 Boston Legal “Uomini” 21.10 The corruptor - Indagine a Chinatown (Azione, 1999) con Yun-Fat Chow, Mark Wahlberg. Regia di James Foley. 23.10 Chi giace nella mia bara? (Thriller, 1964) con Bette Davis. Regia di Paul Henreid. 1.15 La signora Skeffington (Drammatico, 1944) con Bette Davis, Claude Rains. Regia di Vincent Sherman. Class Tv Msnbc 9.00 Primo Tempo Focus 11.00 Avatar 18.30 Class Meteo Show 19.00 Punto e a Capo 21.00 Filumena Marturano 23.00 Capital. La Sfida MTV 8.00 Jay-Z - Official Top 20 10.00 Only Hits 12.00 MTV News 12.05 I Used to Be Fat 13.00 MTV News 13.05 Teen Mom 14.00 MTV News 14.05 Scrubs con Zach Braff 15.00 MTV News 15.05 Hard Times 16.00 Made “Rapper” 17.00 16 & Pregnant 18.00 I Used to Be Fat 19.00 MTV News 19.05 Death Note 20.00 Ninas Mal con Isabel Burr 21.00 My Life as Liz 22.00 Skins US “Episodio 2: Tea” con Sofia Black-D‚Elia 23.00 Speciale MTV News 23.30 South Park Deejay Tv 14.00 Jack Osbourne: No Limits 15.00 The Flow 16.00 DVJ Pop 17.00 Rock Deejay 18.00 Deejay News Beat 19.00 Uomini che studiano le donne 20.00 Jack Osbourne: No Limits 21.00 Pop-App Live 22.00 Deejay chiama Italia “Best of” Canale Italia 6.00 Notizie Oggi 8.00 Meteo 8.05 La Mattina con Canale Italia 10.00 Shopping in TV 12.00 CantaItalia 14.00 Shopping in TV 20.00 Rally 20.30 TG - TG Sport 21.00 Cantando e Ballando 23.40 Meteo 23.45 Film da definire 7 Gold 7.00 La saga dei McGregor 8.00 TG7 12.30 TG7 - TG7 Sport 14.05 Viaggiando TV 14.20 Pomeriggio con Casalotto 17.55 La saga dei McGregor 19.00 TG7 - TG7 Sport Casalotto (all'int.) 21.10 The FBI Story (Drammatico, 1959) con James Stewart, Vera Miles. Regia di Mervyn LeRoy. 23.50 CNR TV News Odeon 8.55 Odeon 24: Zoom 9.25 Odeon 24: Italia oh! 19.45 Qui Studio A Voi Stadio “Speciale Calciomercato” (D) 23.00 Indovina chi sale sul tram Antenna 3 7.00 Azzurro Italia news 8.00 Shopping in Poltrona 12.03 Orario continuato 13.00 Shopping in Poltrona 18.30 Io tubo 19.00 Azzurro Italia news 19.40 Chiedimi una canzone 20.25 TG Flash - meteo 20.30 Il Palio di Legnano 2011 Le fasi più salienti della manifestazione 23.00 Azzurro Italia Notte “Speciale Calciomercato” TelePadania 20.30 TG Nord 21.10 TG Nord Sport 21.25 Bianco su Nero 21.40 TG Politica 22.00 TG Mondo RAI UNO 7.00 Cartoon Flakes 9.45 Crash - Files “Ai confini della medicina” 10.00 TG2punto.it 10.20 Relazione del Governatore Mario Draghi all'assemblea annuale 12.00 Piloti 12.10 La nostra amica Robbie “SOS per Robbie” 13.00 TG2 Giorno 13.30 TG2 Costume e Società 13.50 Medicina 33 14.00 Ghost Whisperer “Passaggio a livello” 14.50 Army Wives “Dopo la nascita” 15.35 Top Secret “No grazie” 16.20 Melrose Place “Regista per caso” “L'anteprima” 17.45 TG2 Flash L.I.S. Meteo 2 - Rai TG Sport - TG2 18.45 Referendum 3 “Nuove Centrali Nucleari” - Tribuna del referendum “Comitato Promotore Circoli Ambiente e Cul tura Rurale - Legambiente Onlus - OknucleareNoreferendum” 19.15 Piloti 19.30 Senza traccia “In memoria - seconda parte” 20.25 Estrazioni del Lotto 20.30 TG2 - 20.30 21.05 I Love Italy “Ultima puntata” 23.10 TG2 23.25 La ragazza della porta accanto (Commedia, 2004) con Emile Hirsch. Regia di Luke Greenfield. 1.10 TG Parlamento RAI DUE 7.00 TGR Buongiorno Italia 7.30 TGR Buongiorno Regione 8.00 La Storia siamo noi “Giovanni Falcone, un giudice italiano” 9.00 Referendum 2011 Messaggi Autogestiti 9.05 Agorà “Speciale Elezioni” 11.00 Apprescindere “Il coraggio di rinunciare” TG3 Minuti (all'int.) 12.00 TG3 - Rai Sport Notizie Meteo 3 12.25 Le storie - Diario italiano “Ospiti: Giovanni De Luna ed Emilio Gentile” 13.00 Condominio Terra 13.10 Julia - La strada per la felicità c 14.00 TG Regione - Meteo TG3 - Meteo 3 14.50 FIGU - Album di persone notevoli 15.00 TG3 L.I.S. 15.05 Wind at my Back 15.50 TG3 GT Ragazzi 16.00 L'avaro (Commedia, 1990) con Alberto Sordi, Franco Interlenghi. Regia di Tonino Cervi. 17.50 GEOMagazine 2011 18.55 Meteo 3 - TG3 - TG Regione - Meteo 20.00 Blob 20.15 Sabrina vita da strega 20.35 Un posto al sole 21.05 Ballarò. Condotto da Giovanni Floris 23.15 A grande richiesta 0.00 TG3 Linea notte TG Regione - Meteo 3 (all'interno) 1.00 Appuntamento al cinema RAI TRE 6.00 Prima Pagina 7.55 Traffico - Meteo 5 Borsa e Monete 8.00 TG5 Mattina 8.40 Mattino Cinque. Condotto da Federica Panicucci e Paolo Del Debbio TG5 - Ore 10 (all'interno) 11.00 Forum 13.00 TG5 - Meteo 5 13.40 Beautiful 14.10 CentoVetrine 14.45 Il momento di tornare (Drammatico, 2009) con Laura Leighton, Peter Jason. Regia di Stephen Bridgewater. TGCom - Meteo 5 (all'interno) 16.30 Pomeriggio Cinque. Condotto da Barbara D'Urso TG5 Minuti (all'interno) 18.50 Chi vuol essere milionario 20.00 TG5 - Meteo 5 20.30 Striscia la Notizia - La voce dell'improvvidenza. Condotto da Ficarra e Picone 21.10 Riassunto: Squadra Antimafia 3 - Palermo oggi 21.15 Squadra Antimafia 3 Palermo oggi “Nona puntata” con Simona Cavallari 23.30 Matrix. Condotto da Alessio Vinci 1.00 TG5 Notte - Meteo 5 Notte 1.30 Striscia la Notizia - La voce dell'improvvidenza (Replica) CANALE 5 7.00 Cartoni animati 8.45 Urban Legend 9.20 Real C.S.I. - A sangue freddo “Il trinagolo della morte” 10.40 Non ditelo alla sposa 12.10 Cotto e mangiato - Il menù del giorno 12.25 Studio Aperto - Meteo 13.00 Studio Sport 13.40 I Simpson “Si trasloca solo due volte” 14.10 I Simpson “L'orsetto del cuore” 14.35 E alla fine arriva mamma! “Il salto” 15.05 Camera Cafè 15.45 Camera Cafè Ristretto 15.55 Zack e Cody al Grand Hotel “Il primo giorno delle superiori” 16.45 Prima tv Zeke e Luther “Ecologisti per finta” “La prova del fuoco” 17.50 Love Bugs con Fabio De Luigi 18.30 Studio Aperto - Meteo 19.00 Studio Sport 19.25 C.S.I. Miami “La conquista” 20.20 The Mentalist “Capelli rossi e nastro argentato” con Simon Baker 21.10 La Mummia - La tomba dell'Imperatore Dragone (Fantastico, 2008) con Brendan Fraser, Michelle Yeoh. Regia di Rob Cohen. 23.20 Conan il distruttore (Avventura, 1984) con Arnold Schwarzenegger, Grace Jones. Regia di Richard O. Fleischer. 1.25 Poker1mania 2.15 Studio Aperto - La Giornata ITALIA UNO 7.25 Zorro “E' colpa del nitrato” 7.50 Nash Bridges “Il messaggero” 8.45 The Sentinel “Un campione da salvare” 9.45 Carabinieri 7 “Lo sparo” con Walter Nudo 10.45 Ricette di famiglia 11.20 Benessere - Il ritratto della salute 11.30 TG4 - Meteo - Vie d'Italia notizie sul traffico 12.00 Wolff - Un poliziotto a Berlino “Amigos” 13.00 Distretto di Polizia “Lo spacciatore” 13.35 Ieri e oggi in tv 13.50 Il tribunale di Forum Anteprima 14.05 Sessione pomeridiana: il tribunale di Forum 15.10 Finalmente arriva Kalle “Viaggio in moto” 16.15 Sentieri 16.35 Chisum (Western, 1970) con John Wayne. Regia di Andrew V. McLaglen. TG4 - Vie d'Italia notizie sul traffico (all'int.) 18.55 TG4 - Meteo 19.35 Tempesta d'amore 20.30 Walker Texas Ranger “Killer di professione seconda parte” 21.10 Non è mai troppo tardi (Commedia, 2007) con Jack Nicholson, Morgan Freeman. Regia di Rob Reiner. 23.15 I bellissimi di R4 23.20 Abbronzatissimi (Commedia, 1991) con Eva Grimaldi. Regia di Bruno A. Gaburro. 1.45 TG4 Night News RETE QUATTRO LA 7 LE ALTRE EMITTENTI 9.45 Odeon 24: Protagonisti del tempo 10.00 Odeon 24: Odeon Shopping 19.00 Odeon 24: Protagonisti del tempo 19.10 Odeon 24: Segnalibro 19.15 Odeon 24: Safe Drive 19.45 Odeon 24: Game Time 20.00 Yellow 20.30 Game Time 20.45 Il campionato dei campioni 23.00 Odeon 24: Contech Telelombardia 7.00 Buongiorno Lombardia (Dir.) 9.30 Shopping in Poltrona 13.03 Orario continuato 13.45 QSVS News 14.35 Shopping in Poltrona 18.00 Happy Hour 19.00 Le ricette di Giorgia 19.15 TGL 6.00 TGLa7 - Meteo - Oroscopo - Traffico Informazione 7.00 Omnibus TG La7 (all'interno) 9.45 Coffee Break. Condotto da Tiziana Panella 10.30 (ah)iPiroso. Condotto da Antonello Piroso 11.25 Chicago Hope “Genevieve and Fat Boy” con Adam Arkin 12.30 MacGyver “Abbandonati a se stessi” 13.30 TG La7 13.55 Sinfonia di guerra (Guerra, 1967) con Charlton Heston. Regia di Ralph Nelson. 16.05 Chiamata d'emergenza “Lite tra fratelli” 16.35 J.A.G. “Eroi in pensione” “Abuso di potere” 18.35 Cuochi e fiamme 19.40 G' Day “Ospite: Alessandro Cecchi Paone”. Condotto da Geppi Cucciari 20.00 TG La7 20.30 Otto e mezzo “Ospite: Massimo D'Alema”. Condotto da Lilli Gruber 21.10 Crossing Jordan “Legami di sangue” “Miracoli e meraviglie” “Il figlio del boss” 23.50 Le vite degli altri “Tanzania” 0.50 TG La7 1.05 Otto e mezzo. Condotto da Lilli Gruber (R) 1.45 G' Day “Ospite: Alessandro Cecchi Paone”. Condotto da Geppi Cucciari (Replica)
18 Martedì 31 maggio 2011 ESTERI @ commenta su www.libero-news.it ::: ATTENTATO IN AFGHANISTAN KAMIKAZE ANTI-ITALIANI Azione di guerra a Herat: 5 soldati feriti, uno è grave L'attentato suicida con un'auto carica di esplosivo. Scontro a fuoco dopo l'attacco. Morti 4 civili e un militare di Kabul ::: ANDREA MORIGI  Cinque militari italiani finiscono in trappola a pochi metri da Camp Vianini, la base Nato di Herat, in Afghanistan. Ma se la cavano, perché hanno la pelle dura e l'agguato, ben congegnato dai talebani, riesce soltanto a ferirli. Sono le 9.15 di ieri mattina quando «con un mezzo carico di esplosivo lanciato contro il muro di cinta», ricostruisce il ministro della Difesa Ignazio La Russa, un attentatore suicida si fa esplodere ai cancelli della base militare. Subito «sono seguiti colpi di armi da fuoco, anche da postazioni al di fuori e dall'alto dai tetti di case vicine che hanno prodotto danni seri». GLI OBIETTIVI L'obiettivo principale è il Provincial Reconstruction Team (Prt), a guida italiana, ma nella stessa mattinata vengono colpiti, riassume il ministro, «anche il palazzo del governatore e un convoglio in una piazza, mentre c'è stata anche l'esplosione di una moto-bomba, probabilmente un attacco suicida anche quello». In totale, si contano cinque morti e 52 feriti. A perdere la vita sono un membro dei corpi speciali e quattro civili, tutti afgani. Tra i militari italiani, tutti giudicati in condizioni stabili, soltanto uno, colpito all'addome, versa in prognosi riservata, ma dopo un intervento chirurgico in una struttura sanitaria sotto il comando spagnolo risulta fuori pericolo. Gli altri feriti sono otto soldati afgani, tre poliziotti e ben 36 passanti, sorpresi a una fermata dell'autobus dal secondo attentatore, nei pressi di un incrocio affollato del centro della città. Lo conferma la rivendicazione giunta da parte del portavoce dei talebani, Qari Yousef Ahmadi, che fornisce all'Associated Press alcuni particolari dell'azione, portata a termine dai due kamikaze. Entrambi, spiega, miravano alla base italiana, ma soltanto il primo è riuscito a raggiungerla. Herat, la città principale dell'Afghanistan occidentale, è una delle sette aree in procinto di passare a luglio nel controllo del governo afghano. È inaccettabile per i fondamentalisti islamici, perché quel primo passo ha un significato simbolico. Nel passaggio di poteri dalle forze Nato a quelle afgane, che si avviano a gestire pienamente la responsabilità della sicurezza nazionale entro il 2014, c'è anche la riconquista della civiltà, benché sia stata portata dall'Occidente con le armi. Quel campo, gestito dal 132° reggimento artiglieria terrestre della brigata Ariete, assiste le autorità locali insieme al ministero degli Esteri. Progettano e portano avanti la ricostruzione e lo sviluppo economico della zona, incentivano l'occupazione, la fiducia verso le istituzioni politiche locali e gli anziani dei villaggi. ATTACCO ALLA CIVILTÀ Ecco perché «si tratta di un attacco da mettere probabilmente in relazione con la conferenza regionale e provinciale afghana che si tiene in questi giorni. C'è ovviamente il tentativo di ostacolare la normalizzazione dell'area e provocare terrore nella popolazione. Infatti, non hanno attaccato una base militare vera e propria ma un centro per la ricostruzione, a riprova che l'obiettivo è quello di sferrare attacchi ai luoghi e alle città più vicine alla normalizzazione sociale», commenta La Russa. Gli scontri intanto proseguono in altre zone dell'Afghanistan, dove ieri le forze dell'Isaf, la Forza Internazionale di Assistenza per la Sicurezza sotto comando Nato, hanno subìto quattro perdite: nel sud un soldato alleato è stato ucciso da un individuo che indossava l'uniforme dell'Esercito afghano, mentre un altro ha perso la vita in seguito all'impatto al suolo di un elicottero, sfuggito al controllo del pilota in fase di atterraggio; all'est ulteriori due militari sono stati uccisi dallo scoppio di una bomba, nascosta lungo il ciglio di una strada ed esplosa al passaggio della loro pattuglia. L'analisi Siamo nella base più a rischio I talebani sono alla frutta ma il fortino di Herat è vulnerabile perché in mezzo alla città ::: GIANANDREA GAIANI  Dopo alcuni mesi di relativa calma i militari italiani, dal Libano all'Af ghanistan, sono di nuovo nel mirino dei jihadisti. Il blitz suicida compiuto a Herat, al di là dell'impatto mediatico, non deve però trarre in inganno circa la vulnerabilità degli italiani e le capacità degli insorti. Dopo le prime confuse notizie che riferivano di un kamikaze che aveva spianato l'ingresso alla base del Provincial reconstruction team a un gruppo di fuoco armato fino ai denti è emersa una realtà ben diversa. L'esplosione che ha provocato le vittime afghane è stata provocata da un'autobomba il cui impiego è tutto da chiarire considerato che gli ostacoli posti davanti all'accesso della base impedivano a veicoli non autorizzati di avvicinarsi. L'auto è infatti esplosa nei pressi del muro di cinta, quasi si trattasse di un diversivo. Subito dopo infatti un buon numero di miliziani ha iniziato a bersagliare con armi automatiche l'inter no della base da tetti e finestre. La base del Prt è situata nel centro di Herat e per questo è più vulnerabile di altri ad attacchi ravvicinati. La guarnigione italiana ha però schierato punti d'osser vazione e tiratori scelti in postazioni chiave in grado di coprire ogni angolo e ogni edificio intorno al compound. Truppe scelte che secondo fonti molto ben informate ieri hanno ucciso uno ad uno gli aggressori. L'obiettivo di questi blitz che uniscono kamikaze e nuclei di combattenti non è del resto la vittoria sui soldati alleati ma dimostrare la vivacità degli insorti specie ora che sta per prendere il via il processo di transizione che vedrà le truppe afghane rilevare gradualmente da quelle alleate la responsabilità della sicurezza, a partire proprio da Herat. L'impiego di questa tattica “mista” che unisce l'attentato suicida all'assal to (altrettanto suicida) di commando di guerriglieri vide la luce in Russia con gli assalti dei miliziani islamici ceceni alla scuola di Beslan e al teatro Dubrovka di Mosca ma in Afghanistan ha Gheddafi perde i pezzi Centoventi ufficiali libici disertano grazie ai nostri 007 ::: ALESSANDRO CARLINI  È arrivato il tempo delle diserzioni per le truppe del colonnello Muammar Gheddafi. Sono soprattutto i comandanti a lasciare la Libia e a cercare rifugio all'estero, anche in Italia. Ieri otto alti ufficiali hanno lanciato un appello da Roma rivolto alle milizie lealiste, chiedendo di unirsi agli insorti del Consiglio nazionale di transizione (Cnt). «Ci ha spaventato quello che il nostro popolo subisce», hadichiaratoilgenerale OnAliOn,«tante uccisioni, un genocidio, la violenza contro le donne in tantissime città, tutto quello che abbiamo visto con i nostri occhi e che ci è stato chiesto di fare contro i figli del nostro popolo». Ma sarebbero ben 120 i militari di alto grado che hanno disertato. Un successo per l'azione degli 007 occidentali, in particolari dei nostri uomini, ha rivelato il portavoce della Farnesina Maurizio Massari. Mentre il presidente sudafricano, Jacob Zuma, si trova a Tripoli per cercare di convincere Gheddafi a lasciare il potere, diverse fonti confermano che l'eser cito del rais è quasi distrutto. Alle sue forze «non resta più del 20% delle capacità militari», ha detto il generale disertore Malud Massud Halasi. Il colonnello può ancora contare su «qualche centinaia di soldati, mentre il numero dei generali non supera la decina». Inoltre, «sono interrotte tutte le telecomunicazioni tra le forze governative». Ma dai militari disertori sono arrivate anche nuove accuse riguardanti le violenze ordinate da Gheddafi, che non fanno che aggravare la sua posizione di fronte alla Corte internazionale dell'Aja, che ha invocato la sua cattura. Le truppe lealiste avrebbero compiuto molti stupri a Misurata e Ajdabiya, ma anche a Zuwara e Zawiya e nella zona al confine con la Tunisia. Intanto, due famosi avvocati francesi delle cause impossibili, Jacques Vergès e Roland Dumas, si sono offerti di rappresentare le famiglie libiche vittime dei bombardamenti occidentali e di difendere Gheddafi di fronte alla Corte dell'Aja. Ribelli libici festanti Ansa
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27 @ commenta su www.libero-news.it Martedì 31 maggio 2011 Siniscalco si smarca: «Le barricate anti scalate fanno male» MERCATINO Addio a Ettore Alessi il papà del design AZIENDE È morto Ettore Alessi, 84enne figlio di Giovanni Alessi, fondatore dell'omonima azienda di articoli per la casa, uno dei marchi più noti del “Made In Italy”, di cui era presidente onorario. Ettore Alessi era nato a Gravellona Toce, nel Verbano Cusio Ossola, nel 1927. Secondo figlio maschio di Giovanni, è entrato giovanissimo, nell'immediato dopoguerra, nell'azienda fondata dal padre nel 1921. Affiancando il fratello Carlo è stato il protagonista dell'evoluzione della Alessi dal tornio alla pressa, cioè dalla lavorazione ancora squisitamente artigianale del periodo pre-bellico alla lavorazione industriale. Il «Sole 24 Ore» inquilino dell'Enpam IMMOBILI La nuova sede de Il Sole 24 Ore a Rho-Pero è stata acquistata dalla Fondazione Enpam, la cassa di previdenza di medici e dentisti. Lo stabile, denominato Perseo, fa parte di un fondo immobiliare dal gruppo Galotti di Bologna. I due stabili godono della Tripla A per quanto riguarda la classe energetica. L'Enpam ha acquistato il 90% del fondo con l'opzione. L'investimento si aggira intorno al centinaio di milioni. «L'accordo –commenta Luigi Marchesini, Presidente di Galotti – dimostra la validità delle nostre scelte». Donatella Treu (nella foto) ha messo alcuni uffici del gruppo editoriale nello stabile. Dopo il 2016 potrebbe spostare anche le redazioni. Lotta tra colossi francesi Hermes contro Louis Vuitton LUSSO Hermes torna a dire di non essere in vendita e denuncia «una serie di iniziative ostili» che da sei mesi tentano di destabilizzarla, un chiaro riferimento all'ingresso nel suo capitale del gigante del lusso Lvmh a fine ottobre. In occasione dell'Assemblea generale di Hermes a Parigi, il presidente del consiglio di gestione, Bertrand Puech, ha ribadito la sua ostilità alle manovre di Lvmh. Parole a cui ha replicato Pierre Godè di Lvmh, aupicando che «cessino le polemiche sterili». La produzione sale solo dello 0,1% Emma e Giulio litigano e l'industria resta al palo Tensione a Confindustria Brescia: Tremonti beffa la Marcegaglia per avere l'ultima parola. Nessuna ricetta però per le fabbriche ::: BEATRICE RASPA  Confindustria non ha nessuna voglia di polemizzare con il governo, ma di criticarlo sì e anche tanta. Emma Marcegaglia difende le sue recenti “esternazioni” dal palco dell'associazione industriale varesina, a urne ancora aperte, suscitando la reazione indignata di un senatore del Pdl, Antonio Tomasini, che per protesta è uscito dalla sala. La Marcegaglia chiede alla politica di spezzare le catene che inchiodano il paese su una crescita rasoterra ormai da quindici anni. E lo dice il giorno in cui l'uf ficio studi dell'associazione snocciola il solito dato di una produzione industriale che langue: a maggio è prevista in crescita dello 0,1% su aprile, mese in cui era salita dello 0,2% rispetto a marzo. Poco, troppo poco. Poi Emma vola a Brescia per chiudere l'Assemblea annuale degli industriali della città. Anzi, avrebbe dovuto fare il discorso conclusivo, come tradizione vuole, ma glielo ha di fatto impedito Giulio Tremonti, con uno “sgambetto” che ha scatenato le ire dei padroni di casa. Il prologo è un giallo: il ministro dell'Economia avrebbe condizionato la sua presenza all'assemblea alla scaletta degli interventi. Se non avesse parlato per ultimo non avrebbe messo piede nell'aula magna dell'università bresciana di medicina, locationdell'evento. Per non perdere l'ambito ospite, l'organizzazio ne avrebbe fatto stampare due diversi inviti dove il nome che appariva accanto all'intervento conclusivo era in uno della Marcegaglia e nell'altro di Tremonti. Il ministro arriva all'università ad assemblea ormai iniziata. I lavori proseguono. E a chiuderli ufficialmente c'è l'intervento della Marcegaglia. Poi, il direttore generale degli industriali di Brescia, Piero Costa, prende la parola e annuncia che, per improrogabili impegni, il ministro Tremonti non potrà intervenire. Fischi di delusione in sala, borbottii tra i presenti che iniziano a sfollare. Nel frattempo la presidente degli industriali ha già lasciato il palco. Ed ecco il colpo di scena. Il redivivo Tremonti si presenta nell'aula, prende un microfono e stupisce quanti si stavano già avviando verso l'uscita: «Non ho nessun impegno, così è stato deciso, io ho tanto tempo, spero anche voi». E inizia, tra lo stupore generale, a parlare di Grecia, di euro e di crescita. Gli organizzatori, scandalizzati, non sanno che pesci pigliare e non resta loro altro da fare che riprendere posto e ascoltare quanto il ministro ha da dire. Alla fine, la platea applaude. Ma non tutti sono riusciti a tenersi dentro la rabbia per quello che qualcuno ha definito, un vero schiaffo in faccia agli industriali: «Non esiste che a chiudere l'assemblea annuale non sia il presidente di Confindustria, questo è un vero e proprio sgarbo». Duro il commento di Eugenio Bodini, ex presidente degli industriali bresciani, che a margine dell'incon tro dice: «In casa d'altri un ospite non può permettersi di fare il gradasso». I rapporti tra via XX Settembre e via dell'Astronomia, va detto, hanno visto giorni migliori. CENTRALE A CARBONE PULITO I lavoratori di Porto Tolle raccolgono firme per non perdere 2,5 miliardi di finanziamenti «Sostieni il lavoro». Chiedono la riconversione a carbone pulito i lavoratori della Centrale Enel di Porto Tolle, che continuano ad Ariano nel Polesine la petizione iniziata il 28 maggio durante «Centrale Aperta». Alle 1.000 sottoscrizioni di sabato scorso si sono aggiunte circa 200 firme raccolte ai banchetti allestiti in Piazza Garibaldi durante il mercato rionale. «Abbiamo a disposizione un'opportunità unica per il nostro territorio, con i 2,5 miliar di di euro del cantiere più grande d'Italia e 3.000 posti di lavoro nei prossimi 5 anni - spiega Andrea Mancin, uno dei lavoratori impegnati nella raccolta firme - Senza riconversione la crisi si aggraverebbe e resteremmo una parte del Veneto dimenticata e abbandonata». L'iniziativa del Comitato Lavoratori è in collaborazione con Filctem-Cgil, Flaei-Cisl e Uilcem-Uil.  Torna il dualismo fra Domenico Siniscalco e Giulio Tremonti. Un rapporto tormentato fin dalla notte del 16 luglio 2004 quando Siniscalco divenne ministro proprio al posto di Tremonti che l'aveva voluto al suo fianco come direttore generale. Da allora i rapporti sono stati altalenanti. Ieri è stato Siniscalco, come presidente di Assogestioni, criticare il ministro dell'Economia. Ha definito un errore il decreto antiscalata con cui Tremonti ha cercato di fermare l'avanzata di Lactalis su Parmalat. «Non possiamo lamentarci a giorni alterni: una volta perchè l'Italia è poco attrattiva per gli stranieri e il giorno dopo per l'invasione del capitale intenternazionale». Secondo Siniscalco, che ieri parlava come vice presidente di Morgan Stanley ad una conferenza organizzata dal'Aifi, non è affatto vero che l'Italia è poco attraente per gli investimenti esteri. «Lo dimostra, oltre al caso Parmalat, il passaggio di Bulgari a Lvmh e l'interessi di Edf per Edison». Ecco perchè secondo l'ex ministro, le barricate al libero movimento dei capitali sono un errore che non andrebbe ripetuto. Una affermazione che, sicuramente, a Tremonti sarà piaciuta assai poco. Ieri, comunque, anche il ministro aveva altro cui pensare. Oggi il verdetto sugli accumulatori Terna invita il governo a non cambiare le carte in tavola::: SANDRO IACOMETTI  Se qualcuno ha intenzione di cambiare le carte in tavola dovrà assumersene la responsabilità. Non è ancora chiaro quali potrebbero essere le contromosse, anche legali, di Terna di fronte ad un verdetto negativo del governo (che oggi dovrà varare il terzo pacchetto energia). Ma nel corso del lungo (circa tre ore) cda di ieri i vertici della società avrebbero preso atto che sugli impianti di accumulo si studia un cambiamento del quadro normativo che metterebbe a rischio non solo gli investimenti del gruppo, ma anche la sicurezza e l'efficienza della rete. In quel caso, Terna non resterà a guardare. Anche perché il gestore della rete è convinto che la questione ruoti intorno ad un equivoco sulla natura degli impianti di pompaggio. In effetti, il nocciolo della questione è tutto lì: se vengono considerati impianti di produzione Bruxelles ne vieta la proprietà da parte del gestore, se viceversa sono classificati come infrastrutture di rete, allora Terna ha tutto il diritto di investire nella loro realizzazione. Sembra semplice, ma non lo è. La società guidata da Flavio Cattaneo chiede, come previsto dalla concessione pubblica modificata lo scorso dicembre e dal piano industriale, di realizzare sistemi di pompaggio e batterie per accumulare energia da immettere nella rete per rendere più sicuro, efficiente e meno costoso per i consumatori l'utilizzo delle fonti rinnovabili. L'Enel e i produttori riuniti in Assoelettrica, replicano però che il sistema ha già sufficiente capacità di accumulo e che il gestore della rete vuole semplicemente produrre energia in barba ai divieti europei. Così facendo turberebbe il mercato elettrico e procurerebbe agli operatori un danno economico dovuto alla riduzione dei costi dell'elettricità (si parla di circa un miliardo di euro). A Terna si dicono fiduciosi, malgrado abbiano passato il pomeriggio a tentare di prevedere e gestire tutti i possibili scenari che il governo potrebbe aprire. Di sicuro i produttori non molleranno la presa. I vertici di Assoelettrica hanno già convocato per domani pomeriggio il comitato esecutivo per valutare ed eventualmente contestare le decisioni del governo. DATI STAGNANTI Ristagna la produzione industriale a maggio: +0,1% su aprile contro il +0,2% registrato su marzo. È il bollettino del Centro studi di Confindustria ad aggiornare i dati sottolineando come il recupero dai minimi toccati nel marzo 2009 salga al 12,1% mentre resti ancora del 17,2% la caduta dal picco del ciclo precedente, cioè aprile 2008. La produzione media giornaliera in maggio è salita dell'1,1% rispetto al 2010 COMUNE DI MILANO Avviso di aggiudicazione gara d'appalto Settore Acquisti - Galleria Ciro Fontana, 3 Gara n. 13AM/2011 Procedura aperta con aggiudicazione all'offerta economicamente più vantaggiosa per l'affidamento del servizio di soggiorni per anziani in località climatiche – Biennio 2011/2012. Lotto A (CIG n. 0989699572) - Lotto B (CIG n. 0989745B66). Data di aggiudicazione dell'appalto: 21/04/2011. Aggiudicatari: Lotto A: Bertunitour di Borgunitour (Bergamo) ribasso del 5,25% sugli importi a base di gara. Lotto B: Italcamel T.A (Riccione): ribasso del 7,627% sugli importi a base di gara. L'avviso integrale è stato inviato alla G.U.C.E. in data 17/5/2011 IL DIRETTORE DI SETTORE dott.ssa Renata Boria
20 Martedì 31 maggio 2011 FRIULI, VICINANZE TRIESTE, POSIZIONE CENTRALE STRATEGICA, VICINANZE AUTOSTRADA/ AEROPORTO E FERROVIA, CEDESI 50ENNALE ALBERGO 3 STELLE / RISTORANTE / SALA CONGRESSI, IMMOBILE 2.665 MQ, 54 CAMERE CON PROGETTO PER AMPLIAMENTO ULTERIORI 2.000 MQ. CLIENTELA CONSOLIDATA SELEZIONATA. OTTIMO INVESTIMENTO. TORINO PROVINCIA, OTTIMA POSIZIONE, VICINANZE AUTOSTRADA E TANGENZIALE, CEDESI STORICA SRL CARPENTERIA METALLICA PESANTE, CERTIFICATA ISO 9001, INTESTATARIA CAPANNONE 2.000 MQ, UFFICI 300 MQ, AREA COMPLESSIVA 12.000 MQ. AREA NIELSEN 2, ZONA INDUSTRIALE, CEDESI AVVIATISSIMO IMPORTEXPORT / COMMERCIO INGROSSO SU TERRITORIO NAZIONALE DI MACCHINE PER CUCIRE INDUSTRIALI PER RICAMO / APPLICAZIONE STRASS-BORCHIE, RICAMBI / ACCESSORI. CLIENTELA CONSOLIDATA. IMPORTANTE GIRO AFFARI. MASSA CARRARA, IN POSIZIONE CENTRALISSIMA, CEDESI STORICA PASTICCERIA ARTIGIANALE / BAR CON LABORATORIO, MAGAZZINO E PARCHEGGIO. FORTI POSSIBILITÀ DI INCREMENTO. 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31Martedì 31 maggio 2011 @ www.libero-news.it Vi invitiamo a scrivere lettere brevi. La redazione si riserva il diritto di tagliare o sintetizzare i testi. Numero verde 800 - 984824CERTIFICATO N. 6896 DEL 21/12/2010 ISSN 1591-0423 La tiratura di martedì 31 maggio 2011 è di 201.067 copie WebSystem - Gruppo24Ore Concessionaria esclusiva per la pubblicità Direzione Milano 20146, Via Washington 70 Tel. 02.24424611 Fax 02.24424490 Filiale di Roma 00196, Via C. Beccaria 16 Tel. 06.69548111 Fax 06.69548125 Concessionaria per la pubblicità sul WEB Via Pisacane,1 - 20016 Pero (MI) Italia Tel. +39 02 30223462 Fax +39 02 30223058 e-mail: marketing.websystem@ilsole24ore.com sito internet: http:/websystem.ilsole24ore.com Per l'attivazione si prega di inviare i dati precisi dell'intestatario dell'abbonamento, unitamente alla ricevuta del versamento effettuato, al Fax 02.999.66.279 Ufficio Abbonamenti e arretrati del quotidiano: Tel. 02.999.666 e-mail: abbonamenti@libero-news.eu Orario: 10.00-12.30 (dal lunedì al venerdì) Arretrati del solo quotidiano: disponibili, salvo esaurimento scorte, le copie dell'ultimo anno. 3,00 cad. con richiesta scritta, accompagnata dall'importo in valori bollati, indirizzata a Libero - Uff. Arretrati Viale L. Majno, 42 20129 Milano Abbonamenti nazionali  12 mesi: 6 giorni .................................. 290  6 mesi: 6 giorni .................................. 155  3 mesi: 6 giorni .................................. 85  12 mesi: 5 giorni .................................. 250  6 mesi: 5 giorni .................................. 130  3 mesi: 5 giorni .................................. 70  12 mesi: 4 giorni .................................. 205  6 mesi: 4 giorni .................................. 105  3 mesi: 4 giorni .................................. 60 Il versamento dovrà essere intestato a: Editoriale Libero S.r.l. Viale L. Majno, 42 - 20129 Milano Modalità di pagamento:  versamento su C/C Postale n. 41953050  bonifico banc. Banco di Brescia Ag. 5, via V. Veneto, Roma IBAN: IT67Y0350003205000000034492  Carta di credito sul portale www.libero-news.it ANCONA AOSTA BARI BOLOGNA CAGLIARI CAMPOBASSO FIRENZE GENOVA L'AQUILA MILANO NAPOLI PALERMO PERUGIA POTENZA PRATO ROMA TORINO TRENTO TRIESTE VENEZIA 16 13 18 14 17 15 16 18 11 17 18 17 12 12 16 16 14 14 19 17 24 20 25 28 26 26 27 22 24 26 24 25 26 23 28 28 24 28 26 26 Temperature previste oggi MIN MAX MIN MAX Dati meteo a cura di 3BMeteo.com,elaborazione grafica centimetri.it NORD: acquazzoni su Alpi e Prealpi, specie centro-occidentali. Più soleggiato altrove ma peggiora dalla sera. Asciutto sull'Emilia. Temperature in calo ad Ovest, massime tra 23 e 28. CENTRO: piovaschi sulla Sardegna; bello altrove ma con nubi in aumento e qualche acquazzone su dorsale ed interne toscane, la notte anche sulle coste tirreniche. Temperature stabili, massime tra 24 e 28. SUD: prevale il sole, ma la sera aumentano le nubi con fenomeni notturni sul Tirreno. Temperature in ascesa, massime tra 24 e 29. NORD: instabile con piogge diffuse e neve sulle Alpi in assorbimento ad iniziare da est dal pomeriggio-sera. Temperature in diminuzione, massime tra 17 e 22. CENTRO: soleggiato in Sardegna. Variabile altrove con piogge su interne e nordovest Toscana. Migliora la sera con ampi rasserenamenti sulle tirreniche. Temperature in calo, massime tra 22 e 26. SUD: piogge sulle tirreniche in locale estensione a Molise e medioalta Puglia, isolatamente in Sicilia. Migliora la sera. Temperature in calo, massime tra 21 e 26. NORD: nubi sparse, specie al Nordovest, con residue piogge su ovest Alpi e Cuneese. Qualche fenomeno diurno e pre-serale sui rilievi orientali. Temperature in sensibile rialzo, massime tra 23 e 27. CENTRO: soleggiato un po' ovunque, salvo una maggiore nuvolosità sui settori orientali. Acquazzoni diurni sulla dorsale. Temperature stabili, massime tra 22 e 27. SUD: qualche acquazzone nella prima parte del giorno su dorsale e Sicilia, in esaurimento. Più sole altrove. Temperature in ascesa, massime tra 22 e 27. Tutte le e.mail inviate a «Libero» e non pubblicate in questa pagina per mancanza di spazio, le trovate sul nostro sito all'indirizzo www.libero-news.it FORZE ARMATE Il vero scandalo? L'esercito spazzino Siamo prossimi alla festa delle nostre magnifiche forze armate. Ebbene da semplice cittadino auspico che esse non vengano mai più impiegate per assolvere a compiti che non spettano ai militari. Quanto visto ultimamente a Napoli, i soldati alle prese con la raccolta della spazzatura nelle strade causata dalla negligente e incapace amministrazione di sinistra locale, è non solo umiliante per le unità interessate, ma ritengo che sia uno scenario indegno per un grande Paese come l'Italia. Giuseppe Forastiero Potenza CRIMINALITÀ Troppo buonismo per i delinquenti Come sempre i grandi delitti colpiscono l'opinione pubblica. Però ho notato che il compianto per le povere vittime dura molto poco, solo fino a quando compaiono sulla scena i presunti colpevoli. Allora compaiono schiere di difensori pronti a stracciarsi le vesti per loro e a schierarsi dalla loro parte, incuranti dei gravi indizi. A questo punto le vere vittime diventano loro, i presunti assassini, mentre i poveri morti crudelmente seviziati e a cui è stata tolta la vita non se li fila più nessuno. L'unica vittima di cui ancora si parla con un po' di commozione è la povera Yara, ma solo perché non è ancora comparso sulla scena un colpevole da difendere e compatire. Luigia Sanguinetti e.mail TRASPORTI Autostrade francesi sempre intasate Sono rientrato da un viaggio in Spagna e credo che non dobbiamo lamentarci troppo delle autostrade italiane. Barriere: a differenza dei nostri caselli ci sono troppe barriere per il pagamento del pedaggio e l'automobilista non è agevolato sia per la mancanza di porte manuali sia per importi ora 4,10 euro ora da 5,10 oppure come in Spagna con tariffe tipo 4,35 euro. Non capisco poi il perché di tutto il traffico pesante da Barcellona fino ad Aix en Provence e anche verso Marsiglia e verso l'Italia, quando vicino all'autostrada corre la ferrovia e poi dal porto di Barcellona molti container potrebbero essere imbarcati per la Francia e per l'Ita lia. Mario Lauro e.mail STORIA Sbagliato difendere il brigantaggio Giordano Bruno Guerri ha scritto un libro intitolato Il sangue del Sud. In copertina giganteggia la foto di una brigantessa, quasi ad esaltarne il sangue versato. Vorrei ricordare a Guerri che quel sangue fu esclusivamente sangue di briganti. Ed è grazie ai piemontesi che riuscirono dal 1860 al 1865 a debellare il brigantaggio. Inoltre il Guerri faccia tesoro delle seguenti parole di Carlo Levi: «Il brigantaggio non può essere difeso. Da un punto di vista liberale e progressista, quello appare l'ultimo sussulto del passato, che andava spietatamente stroncato, un movimento funesto e feroce, nemico dell'unità, della libertà e della vita civile». Ed io aggiungo che il vero sangue versato del Sud fu quello delle decine di impiccati nella rivolta del 1799 a Napoli, fu quello di Pisacane e i trecento trucidati a Sapri, fu quello del ventitreenne Giorgio Imbriani che morì a Autun in Francia al seguito di Garibaldi, fu quello del giovane Giorgio La Vista, discepolo di Francesco De Sanctis, morto sulle barricate di Napoli del 1848. Francesco Cillo Cervinara (Av) SOCIETÀ Nessuno ferma i rave party Siamo diventati delle amebe; niente ci fa più indignare e qualsiasi cosa succeda ci scivola via come se niente fosse. Aspettiamo sempre che il colpo di reni della legalità sia dato da altri e nel frattempo i violenti si impossessano del territorio come è successo dalle parti di Niella Tanaro. Un manipolo di persone in barba alle più elementari norme di sicurezza ha messo in ginocchio una zona agricola per poter festeggiare con droghe e alcolici e musica ad altissimi livelli per giorni. Le forze dell'or dine e il primo cittadino non hanno potuto impedirlo anche per il numero limitato degli agenti disponibili. Questi rave party sono illegali perché oltre a prendere possesso del territorio privato c'è spaccio e consumo di stupefacenti e per poter soddisfare le proprie necessità questa gentaglia si procura il denaro alle spalle di chi abita nella zona. La parte più degradante è che alla fine del loro divertimento a noi rimangono camion di spazzatura; non vi sarà raccolto per gli agricoltori, ma sicuramente le tasse da pagare sì! Giuseppe Filippone e.mail SCUOLA Quel banale invito a non copiare Non è concepibile che la classe insegnante si umili fino a promuovere un appello affinché durante le prove d'esame non si copi più! Siamo proprio ridotti male se dobbiamo prendere iniziativa per stabilire ciò che è evidente, come se dovessimo stabilire che un albero è un albero e non un sasso! Questo appello a non copiare più mi lascia perplesso, non perché io voglia che gli studenti copiano, ma perché non è questo il problema serio degli esami di stato. Non è che gli studenti non copino, ma che siano messi in grado di esprimere al meglio quello che hanno imparato. Si sposta il problema mettendo al centro la questione della correttezza delle operazioni d'esame, non perché non esista, ma perché al centro di un esame di fine corso vi è la capacità che ogni studente ha maturato di sintetizzare le sue conoscenze. Gianni Mereghetti Abbiategrasso (Mi) SPETTACOLI Se Ruby tenta Woody Allen Ruby Rubacuori ha risposto subito all'appello di Woody Allen. Il regista americano, su domanda precisa, aveva giudicato la marocchina «affascinante, forse sa recitare». Ruby non ha aspettato molto e ha scritto ad Allen tramite un settimanale. «Sto lottando per costruirmi un avvenire» scrive Ruby. Il che vuol dire anche: prendimi sotto la tua magica ala protettrice, genio Woody. E fa di me una stella. Da Arcore a Hollywood. Se Allen aderisse alla "proposta" della marocchina più famosa del mondo, per lei si parlerebbe ancora a lungo. Romolo Ricapito Bari NOISEFROMAMERIKA Bisin, Pisapia e un nostro errore Gentile Direttore, su Libero del 25 maggio è apparso un articolo a mio nome sul programma di Pisapia. Il pezzo riprendeva un mio post di due settimane prima apparso sul mio blog www.noisefromamerika.org. Dicevo esplicitamente che le mie critiche erano rivolte a Pisapia perché il sindaco Moratti a me era parso così fallimentare che nemmeno volevo perder tempo a studiare il programma. In particolare, il post conteneva un cappello con un giudizio duro sulla campagna Moratti. Ma non è stato riportato nell'articolo. Ciò che è più grave è l'aver pubblicato l'articolo a mio nome, senza aver chiesto il mio consenso. Non avrei mai accettato che l'articolo fosse pubblicato. La faziosità può anche essere chiarezza di posizione, ma la disonestà (Mourinho direbbe «prostituzione») intellettuale quella è. Cordiali saluti Alberto Bisin Gentile prof. Bisin, ha ragione. Alle nostre scuse aggiungiamo, per i lettori, il “cappello” al suo post che non avevamo pubblicato: «Però una cosa breve breve fuori tema la devo dire: che profondo schifo l'af fronto peloso appena prima della fine della trasmissione da parte del sindaco Moratti sui trascorsi politico/legali di Pisapia: operazione di killeraggio disgustosa, indipendentemente dal fatto che vi sia o meno una zona d'ombra nell'ac caduto».
51Martedì 31 maggio 2011 @ commenta su www.libero-news.it ::: le lettere TuttoMilano Le lettere via e-mail vanno inviate a: milanolettere@libero-news.eu sottolineando nell'oggetto: “lettere a LiberoMilano”. Via posta vanno indirizzate a: LiberoMilano - viale L. Majno 42 - 20129 Milano; via fax al n. 02.999.66.227. Vi invitiamo a scrivere lettere brevi. La redazione si riserva il diritto di tagliare o sintetizzare i testi. APPUNTAMENTI MERCATI Oggi ARIOLI VENEGONi - Via A. Venegoni - zona 7 BARIGOZZI - Via A. Mazzucotelli - zona 4 B. MARCELLO - Via B. Marcello - zona 3 BONOLA - Via A. Cechov - zona 8 EUSTACHI - Via Eustachi - zona 3 FAUCHE' - Via Fauchè - zona 8 GARIGLIANO - Piazza Minniti - zona 9 GRATOSOGLIO SUD - Via Saponaro - zona 5 MOMPIANI - Via Panigarola - zona 4 PAPINIANO - Piazza Sant'Agostino - zona 1 PASCARELLA - Via Pascarella - zona 8 SAN MINIATO - Via San Miniato - zona 9 STROZZI - Via Strozzi - zona 6 VASARI - Via Vasari - zona 4 Domani BENTIVOGLIO - Via Bentivoglio - zona 7 BORSI - Via Borsi - zona 6 CERMENATE - Via G. Da Cermenate - zona 5 DE CAPITANI - Via Massara De Capitani-zona 9 FIAMMINGHINO - Via Fiamminghino - zona 3 GAETA - Via Gaeta - zona 9 GIUSSANI - Via Giussani - zona 6 MARTINI - P.Le Martini - zona 4 PARETO - Via Pareto - zona 8 RANCATI - Via Rancati - zona 2 VESPRI SICILIANI - Via Vespri siciliani - zona 6 VIALE MONZA - Viale Monza - zona 2 VAL DI LEDRO - Via Val di Ledro - zona 9 VITTORELLI - Via Vittorelli - zona 2 ZURETTI - Via Zuretti - zona 2 Chiusura al traffico: Via Arona (tratto da Giovanni da Procida a p.le Carlo Magno): per lavori di approntamento cantiere logistico per la metropolitana linea 5. Termine lavori previsto 2015. Traffico difficoltoso in: Piazza Gerusalem me: difficoltà di circolazione per lavoro Metro 5. Via Cenisio: difficoltà di circolazione per la chiusura della rotatoria a seguito lavori MM5. Termine lavori previsto Aprile 2015. Via Carlo Farini difficoltà di circolazione causa grandi lavori stradali per lavori di approntamento cantiere logistico Metropolitana linea 5. Via Albani: Istituzione del senso unico di marcia in direzione centro città, fino al 30 giugno 2011. Sottopasso Patroclo: restringimento delle due carreggiate per lavori linea 5. Termine lavori previsto per il 31 luglio 2011. Via S. Dionigi per Via S. Arialdo: traffico difficoltoso, per lavori MM Acque dotto.Termine lavori previsto 31 maggio 2011. Via Ronbon: restringimento della carreggiata in direzione Segrate (SP 103 - Cassanese) per lavori di rifacimento dello svincolo; il cantiere comporterà la chiusura dell'entrata in Tangenziale Est (carreggiata sud) direzione Bologna. Lavori fino al 31 ottobre 2011. Cavalcavia Corvetto: Oggi, sarà chiuso al traffico dalle ore 10.00 alle 17.00, per lavori di asfaltatura, con uscita obbligatoria P.zza Mistral. Via Sottocorno: (tratto da via Cellini a viale Premuda): chiusura al traffico per lavori A2A teleriscaldamento. Via Assietta: istituzione del senso unico di marcia in direzione di via Bovisasca per lavori di posa tubazioni (MM Acquedotto). via Montale (tratto da via Ippodromo a via Natta): Dal 1/6 istituzione del senso unico di marcia in direzione del sottopasso Patroclo per lavori A2A di posa nuova tubazione teleriscaldamento. I veicoli provenienti dal sottopasso verranno deviati sul percorso alternativo Patroclo-Ippodromo-S. Elia-Natta. LAVORI IN CORSO FARMACIE (dalle ore 8,30 alle ore 21,00) CENTRO (Zona Duomo, P. Volta, Garibaldi, Monforte, Lamarmora, Carrobbio, Magenta): v. Meravigli, 12; v. Visconti di Modrone, 1; c.so di Porta Ticinese, 50. NORD (Bovisa, Affori, Niguarda, Greco, Quarto Oggiaro, Staz. F.S. Garibaldi): v. Pascarella, 22; v. Bodoni, 19; v. Candiani, 122; v. P. Lambertenghi, 25; v. Airolo, 36. SUD (Ticinese, Vigentina, Rogoredo, Barona, Gratosoglio): v.le Bligny, 47; v. Monte Palombino, 9; v. Meda, 37; v. San Paolino, 18. EST (Venezia, Vittoria, Romana, Loreto, Città Studi, Lambrate, Ortica, Forlanini, Mecenate): v. Malpighi, 12; p.le Loreto, 7; v. Iglesias, 48; v.le Abruzzi, 23; v. Grossich, 15; c.so Concordia, 16; v. Compagnoni, 24; p.za Insubria, 11, v.le Ungheria, 13. OVEST (Lorenteggio, Baggio, Sempione, S. Siro): v.le Coni Zugna, 43; v. Primaticcio, 96; v. delle Forze Armate, 4; v. delle Betulle, 36/c; v. Rasori, 2; p.za Monte Falterona, 3; v. Ugo Betti, 42/b; v. S. Galdino, 11. (dalle ore 21 alle ore 8,30) v. Boccaccio, 26; p.za Duomo, 21; p.za Cinque Giornate, 6; c.so Magenta, 96; p.za S. Maria Beltrade, 1; p.za Clotilde, 1; p.le Sempione, 8; v.le Zara, 38; v.le Testi, 90; Ripa Ticinese, 33; Stazione Centrale (Gall. Delle partenze); Stazione Garibaldi; v. Stradivari, 1; c.so Buenos Aires, 4; v. Celentano, 1; v.le Lucania, 6; v. Boifava, 31/b; c.so S. Gottardo, 1; v. Lorenteggio, 208; v. Buonarroti, 5; v. Canonica, 32; v. R. Di Lauria, 22; v Vigevano, 45; v.le Ranzoni, 2. NUMERI UTILI Soccorso pubblico - polizia........................113 Carabinieri.................................................112 Vigili del fuoco..........................................115 Emergenza medica ....................................118 Corpo forestale dello stato......................1515 Guardia di Finanza .................117 (02.62771) Vigili urbani......................................02.77271 PRONTO SOCCORSO Guardia medica................................02.34567 Fatebenefratelli ............................02.6363469 Policlinico.........................................02.55031 San Carlo ...........................................02.4022 San Paolo...........................................02.8184 San Raffaele.....................................02.26431 ASSISTENZA Alcolcorrelati ..............................02.33029701 Antiveleni...................................02.66101029 Anziani.......................02.8911771/89127882 Handicap...............02.88463050/02.077/078 Odontoiatrica.............................02.66982478 Ortopedica-Traumat. .....................02.582961 Ostetrica ..........................................02.57991 Pediatrica ...................02.3119233/33100000 Psichiatrica .................................02.58309285 Tossicodipendenza .....................02.64442452 Ustioni .....................02.64442381/64442625 TELEFONI UTILI Cittadinanzattiva........................02.73950559 Lac Lombardia ...........................02.58306583 Linea Amica (ore 20-24)............02.39325273 Sordomuti DTS. .........................02.48204247 SOS Usura. ................................02.72022521 Tel. Amico Milano Sud...............02.48203600 Tel. Donna .................................02.64443043 Telefono Azzurro...................................19696 Telefono Azzurro (per i maggiori di 14 anni) ...........051.481048 Trib. diritti del malato...................02.7389441 Voce Amica................................02.70100000 Linea Verde Droga.......................800.458854 Alcoolisti Anonimi ........................02.3270202 Tel. Blu Sos Consum. .................02.76003013 Telefono amico ..........................02.55230200 ENPA Milano..............02.9706421/97064230 Ass. Consumatori.......................02.36599999 SERVIZI PUBBLICI Comune............................................02.02.02 Anagrafe servizio tel. ...................199.199600 Servizio sociali Milano..................800.777888 Multe e tasse comunali ................800.851515 GAS ...................................................02.5255 Elettricità AEM ...................................02.2521 Elettricità ENEL.................................02.23201 Acquedotto................................02.84772000 AMSA ..........................................800332299 TRASPORTI ATM ............................................800.808181 Ferrovie Nord Milano.......................02.85111 Trenitalia .............................................892021 Radio Bus...................................02.48034803 Aeroporto Malpensa..................02.58583218 Aeroporto Linate..........................02.7382787 Aeroporto Orio al Serio................035.326323 Malpensa Express ........................199.151152 Trasporto Orio al Serio....................86464854 Taxi Numero Unico .......................848814781 Radio Taxi Milano ..............................02.8585 Radio Taxi Milano ..............................02.6969 Radio Taxi Milano ..............................02.4040 Radio Taxi Malpensa....................800.911333 ACI - Soccorso Stradale ......................803116 BENZINAI NOTTURNI Viale Marche 32.......................dalle 22 alla 1 Piazzale Accursio ......................dalle 22 alle 7 Viale Liguria 12 ........................dalle 22 alle 7 Piazzale Baracca .......................dalle 22 alla 1 Viale Certosa 228 .........................fino alle 23 Turno notturno Turno diurno Agenda MILANO E LOMBARDIA CAMPAGNA ELETTORALE/1 L'Expo ai milanesi il regalo della Moratti Pisapia ha ottenuto la maggioranza dei voti tra gli anziani milanesi promettendo che se fosse diventato sindaco avrebbe fatto viaggiare gratis gli ultra sessantacinquenni sui mezzi pubblici. A mio avviso per ribaltare al ballottaggio l'esito del primo turno, Pdl e Lega avrebbero dovuto seguire Pisapia sullo stesso piano. In caso di riconferma della Moratti il Comune avrebbe dovuto regalare ad ogni famiglia una medaglia commemorativa dell'Expo. Ingente spesa sicuro, ma nulla a confronto di ciò che la sinistra farà spendere a causa della mala gestione. Maurizio Tempesti Trecate (No) CAMPAGNA ELETTORALE/2 Pisapia e l'illegalità È il suo pane Il festival dell'ipocrisia rossa già vissuta negli anni '70 si replica. Pisapia galantuomo è alleato con i centri sociali, gente che predica l'illegalità. Ad iniziare dalle occupazioni abusive di immobili, che sono veri e propri illeciti! Ed ancora più reato è fare apologia di tutto ciò, come fanno i capi dei centri sociali e i loro politici di sinistra. Ora, che qualcuno cerchi di portare all'amministrazione di una città gente che ruba immobili altrui, si arroga il diritto di fare quello che vuole in casa degli altri è qualcosa di assolutamente vergognoso. Ma almeno non si dica che è la Moratti ad alzare i toni della campagna elettorale. Angelo Mandelli e.mail GIRO D'ITALIA Un grande evento per una grande città Il Giro è sempre il Giro, e Milano è sempre Milano. Come al solito cornice stupenda per la tappa finale. Perfetta anche l'organizzazione. Roberta Grilli e,mail Il nuovo sindaco di Milano si ricordi che le buche non hanno colore Caro Besana, nel suo ultimo incontro (circa due settimane fa) con il sindaco Letizia Moratti, il leader della Lega Umberto Bossi non si risparmiò una frecciata alla sciura, dicendo che grazie al federalismo le sarebbero arrivati gli euro in più per chiudere le buche nelle strade. Effettivamente, nonostante la campagna di asfaltature sbandierata nell'estate 2010 dal Comune, le strade della città fanno proprio schifo: bucate, strappate, a gobbe, con mille toppe. Circolare soprattutto in bici e con lo scooter è un azzardo per la propria incolumità. Sta messo persino peggio lo storico pavé, i lastroni di porfido che i milanesi amano perchè fanno parte della storia della città, come la Madonnina, il Castello, la Galleria. Amano guardarli, perché percorrere le strade lastricate coi blocchi è come entrare in un frullatore. In Foro Bonaparte, via Dell'Orso, via Monte dei pegni, via Palestro (solo per citare alcune delle vie del centro più battute), non c'è un blocco allineato con l'altro. Alcuni, addirittura mancano, tutti “basculano” come se non avessero più alcun ancoraggio al suolo. In auto, sembra che il cruscotto debba staccarsi per le vibrazioni da un momento all'altro e che le sospensioni debbano spezzarsi. In moto è come fare cross. La Moratti non ha mantenuto le promesse al riguardo. Ma dubito che il neo arrivato Pisapia abbia la manutenzione delle strade tra le sue priorità. Matteo Mosca e.mail Risponde Renato Besana Caro Mosca, condivido le sue perplessità: una volta si diceva che l'asfalto non è né di destra né di sinistra, e c'erano anche sindaci rossi che provvedevano a tenere in ordine le strade, soprattutto se ad aggiudicarsi l'appalto era qualche impresa che faceva parte di Legacoop. Il neosindaco di Milano ha però una forte connotazione ambientalista: le buche per lui sono l'ultimo dei problemi. Nella sua città ideale non servono riparazioni viarie: le auto sono bandite e ci si muove a piedi o al massimo in bici. L'unica speranza è che, tra i grandi borghesi suoi sostenitori, qualcuno abbia interessi nel settore della manutenzione stradale. Agli amici è difficile negare un favore. Lo spirito del pianeta Saor Patrol a Chiuduno FESTIVAL All'interno dell'undice sima edizione de Lo spirito del pianeta, l'unico festival etnico in Italia con gruppi etnici da tutto il mondo “non professionisti” ma custodi di culture che stanno scomparendo, ecco stasera dei testimoni esclusivi di culture orali, i Saor Patrol. Il nome gaelico significa “la pattuglia della libertà” e questo gruppo si fa portatore culturale di una tradizione antica, attraverso grinta e tamburi, che ci permette di respirare aria di Scozia. Alle 20 laboratori artigianali scolastici. ___________________________ Stasera ore 19, Polo fieristico Chiuduno (Bg), infoline 347 5763417 Crisi di rappresentanza Triennale e le 5 giornate CULTURA Nuovi soggetti al lavoro. Crisi della rappresentanza e rappresentazione. Sarà questo il tema che si affronterà oggi alla Triennale. Milano anche dentro la crisi rimane una grande stazione della creatività rispetto al mondo: è il primo mercato del lavoro e delle opportunità professionali e questo suo primato continua a fondarsi sul legame genetico tra chi produce “merci” e chi elabora le rappresentazioni perché le merci prodotte possano viaggiare e competere nei mercati del mondo. È sulla tenuta di questo legame che si giocano le chance di Milano nella competizione con le altre grandi metropoli terziarie. ___________________________ Oggi ore 15.30, Triennale di Milano viale Alemagna 6, ingresso libero Naba e le mostre d'arte Espongono gli studenti ARTE Naba, Nuova accademia delle belle arti, presenta un progetto espositivo a cura degli studenti del primo anno del biennio di Arti visive e studi curatoriali, composto da due mostre, dal titolo “People's unknown art”e“People's own art”, che dialogano fra loro, affrontando il tema dell'arte della gente declinato secondo differenti prospettive. ___________________________ Da oggi fino al 3/6 ore 18, Naba via Darwin 20, ingresso libero Volandia e il Planetario Somma ed il suo spazio MUSEO Al Parco e museo del volo dal 2 giugno apre il padiglione dedicato all'universo. Planetario, sala 3d, ologrammi, lavori spaziali e la ricostruzione del suolo lunare e marziano. Milleseicento metri quadrati di area allestita a tema. Oltre a provare l'emozione di pilotare un mb 339 delle Frecce tricolori, salire a bordo di un gigantesco elicottero Agusta aw139 a Volandia sarà dunque possibile conoscere il sistema solare e l'universo con i suoi segreti e forse, i suoi abitanti. ___________________________ 2 Giugno ore 10, Volandia Museo Volo, Somma Lombardo (Va) www. volandia.it
24 Martedì 31 maggio 2011 WWW.MONSIEUR.IT è in edicola il numero di Giugno Questo mese con Monsieur BANQUETING l'arte, la scienza e la tecnica del catering ARBITER dedicato all'elegante mondo del sartoriale
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33Martedì 31 maggio 2011CULTURA @ commenta su www.libero-news.it I college americani, campeggi socialisti Lo sceneggiatore, già simbolo dell'intellighenzia Usa, si converte: «La nostra cultura ostaggio dei progressisti» DAVID MAMET Il paese ideale per Don CamilloMondo piccolo di EGIDIO BANDINI  Ciò che, davvero, è cambiato sono essenzialmente i colori: ai vecchi e sbilenchi tavoli di legno si sono sostituiti moderni mobili in plastica di un bel rosso sgargiante. Almeno per quel che riguarda l'esterno. All'interno, invece, tutto è rimasto come cinquanta o sessant'anni fa: il bancone con il piano d'alluminio lucidato, le sedie e i tavoloni di pioppo, le bottiglie di liquore in parata sugli scaffali, accanto a bicchieri e scodelle. Il tutto in stretto contatto con il negozietto di generi vari, la cui unica stanza fa da ingresso all'osteria. La chiesa da una parte, l'osteria con “privativa” dall'altra e, nel mezzo, la strada per il capoluogo. Accanto poche case e la canonica. Il resto sono campi a perdita d'occhio. La chiesa, la Pieve di San Martino, ha mille e passa anni, l'osteria qualcosa meno di duecento e qui, l'aria è buona: persino il parroco mantiene viva la leggenda che, già dal 1700, vuole la popolazione composta di molti ultranovantenni. Mondo piccolo è qui, in questa frazioncina di poche centinaia d'anime che si chiama San Martino in Olza. Per capirlo ci vuol poco, basta entrare in chiesa, recitare un pateravegloria e poi guardarsi attorno, gustando un ghiacciolo ai rossi tavoli di plastica dell'osteria. Tutto qui: grazie a Dio. ::: GLAUCO MAGGI NEW YORK  «Perché non sono più un liberal dal cervello morto». Il Village Voice, giornale della New York alternativa, sinistrorsa e underground ha fatto un grande servizio alla chiarezza a titolare così l'articolo-confes sione ricevuto da David Mamet, commediografo celebre e scrittore di film hollywoodiani di successo (tra i suoi lavori Lakeboat, Gli Intoccabili, Il postino suona sempre due volte, The Unit); vincitore di un premio Pulitzer nel 1984; nominato due volte agli Oscar per The Verdict (Il Verdetto) e Wag The Dog (Sesso & Potere), ma soprattutto una icona al di sopra di ogni sospetto dell'intel lighenzia di Manhattan: insomma, “uno di noi”, pensava di lui la sinistra. Mamet, che dal 2005 ha collaborato con l'Huffington Post, aveva suggerito di intitolare il suo pezzo «Political Civility», cioè «Essere civili politicamente», con ciò tradendo il linguaggio carico di volgarità che l'aveva reso famoso. Invece, la cruda titolazione del Village Voice ha rispettato fedelmente la sua conversione, che era già apparsa sottotraccia in qualche uscita degli ultimi due o tre anni ma che si è definitivamente compiuta con il libro di prossima uscita (La segreta consapevolezza: sullo smantellamento della cultura Americana), in cui si toglie dalle scarpe i mattoni di una vita. Gli slogan e i punti fermi della sinistra sono messi alla gogna, dalla «diversità che è diventata una com modity» ai college «campeggi del socialismo». Sulle università è particolarmente tagliente, come già si mostrò un paio di anni fa alla Stanford University in California, davanti a un'audience sbigottita di studenti e professori liberal doc. L'educazione in America, secondo Mamet, è uno schema elaborato per privare i giovani della libertà di pensare. Per spiegarlo, usa la metafora dei topi. Gli allievi al college sono come ratti in un laboratorio, ai quali per quattro anni viene insegnato a «tirare una leva per avere una porzione di cibo». Lo studente recita qualche frase di imposta e acritica saggezza (tipo: Thomas Jefferson? Padrone di schiavi, adultero) e «così tira la leva ed è premiato con la sua porzione: un voto, una promozione e, infine l'iscrizione come membro della tribù di gente educata a vedere il mondo alla stessa maniera». Sul Weekly Standard, rivista di visione conservatrice, Andrew Ferguson ha accolto a braccia aperte «Mamet che si converte, il progresso di un drammaturgo». E ha gettato benzina sulla polemica che si è animata a sinistra attorno al voltafaccia dell'ex. «David Mamet da shock: una persona ricca scopre che è un Repubblicano», ha polemizzato in risposta Tom Scocca sul sito dei liberal Slate.com. Una conferma stantia: fin quando i milionari sono politicamente corretti, cioè fanno come Mamet che ha accumulato fama e ricchezza con la sua arte per decenni (sagittario, è nato nel 1947, e il suo successo è esploso negli anni Settanta in pieno conformismo culturale anticapitalista e antimperialista), tutto ok. Ma se decide, rivedendo il suo passato, di difendere il capitalismo e di odiare le tasse e la redistribuzione della ricchezza; di denunciare l'affermative action (il sistema delle quote etnico-razziali per dare posti nelle scuole o sul lavoro, anziché usare il merito), e persino di esaltare la grandezza degli Stati Uniti, allora il fatto che sia una persona ricca» è un marchio associato ai Repubblicani. Ma come è partita l'autocritica dell'artista? Dalla lettura di tanti libri. E ciò suona curioso solo se non si pensa alla vera censura di fatto che isola chi appartiene alla «tribù dei topi dei college». All'inizio c'è stata la biografia di Whittaker Chambers, l'americano che nel 1952 aveva scritto Testimone, in cui ripercorreva il suo abbandono del comunismo. «L'ho letto, è stato miracoloso», ha detto Mamet a Bari Weiss, che per il Wall Street Journal l'ha intervistato qualche giorno fa. «È il viaggio straordinario ed eroico di questo compagno che doveva esaminare ogni cosa in cui credeva al grande, enorme costo - cui io non mi sono dovuto sottoporre - di abbandonare la sua vita, i suoi mezzi di sostentamento, i suoi amici, i suoi legami, il suo passato». Poi ne sono venuti altri di testi rivelatori (vivamente consigliabili anche in Europa: ma non di tutti esiste la traduzione e ciò dice assai sulla parallela omologazione a sinistra della cultura nazionale). Tra questi, di cui l'ebreo Mamet ha avuto notizia parlando con il suo rabbino di Los Angels Mordecai Finley, i più importanti sono White Guilt (Il senso di colpa dei bianchi) di Shelby Steele; Ethnic America (America etnica) di Tom Sowell, che come Steele è un professore afro-americano; The Road to Serfdom (La strada verso la schiavitù) di Friedrich von Hayek e Capitalism and Freedom (Ca pitalismo e Libertà) di Milton Friedman, le opere fondamentali del pensiero teorico a difesa del libero mercato. Infine, il classico On Liberty, (Sulla libertà) di John Stuart Mill. Prima di spostarsi da New York in California per la sua carriera nel cinema, Mamet ha confessato al WSJ di non aver mai incontrato in vita sua qualcuno che si professasse apertamente di idee conservatrici, né di aver letto qualche loro scritto. Steele e Sowell? Mai sentiti nominare. «Nessuno della sinistra li conosce. Ho capito così che avevo vissuto in una bolla». Intervista a David Benioff «Preparo un film su Cobain con Courtney Love» ::: BARBARA TOMASINO  Quello di David Benioff non è un nome molto noto in Italia, eppure il quarantenne scrittore e sceneggiatore newyorchese è una firma molto ricercata tra gli Studios di Hollywood. Suo è infatti il bel romanzo La 25° ora, da cui Spike Lee ha tratto l'omo nimo film con la sceneggiatura firmata dallo stesso Benioff. Oggi lo scrittore si trova a Roma per presentare un testo inedito (una rivisitazione moderna del processo a Gesù) nell'ambito del Festival Letterature, questa sera alla Basilica di Massenzio. Il romanzo è stato scritto prima della caduta delle Torri Gemelle, mentre la pellicola è stata girata subito dopo l'attentato. Questo cosa ha comportato nel passaggio dalla pagina scritta al film? «Il mio era un omaggio a New York, dove il protagonista gira per la città cercando di imprimere nella propria mente quante più immagini, sensazioni e suggestioni possibili prima di entrare in carcere. La sua amata città gli verrà tolta per sette anni e il sistema lo inghiottirà facendolo diventare un numero. Spike Lee che è un regista straordinario - non ha voluto ignorare i fatti terribili che sono accaduti l'11 settembre e ha inserito nella storia la visione di una New York ferita, traumatizzata. Ad esempio io avevo eliminato in fase di sceneggiatura il monologo allo specchio di Edward Norton, perché pensavo che nel romanzo funzionasse, ma non altrettanto sullo schermo. Ma Spike mi ha detto: “Tu non ti preoccupare, lascia tutto così che è bellissimo, a trasporlo in immagini ci penso io”. E obiettivamente è un gran pezzo di cinema». Stava lavorando alla sceneggiatura di un film su Kurt Cobain, leader dei Nirvana, tratto dal libro di Charles Cross (Havier than heaven), i cui diritti sono stati acquistati dalla vedova, Courtney Love... «L'ho incontrata un paio di volte per intervistarla ed è una donna molto intelligente, brillante. Certo ha anche un carattere difficile, ma trovo orribile che si insinui che lei abbia a che fare con la morte del marito. Quanto al film non sento nessuno da cinque mesi, io ho consegnato la mia sceneggiatura, ma a questo punto non so cosa succederà». Cosa bisogna leggere quest'anno? «Libertà di Jonathan Franzen, un libro meraviglioso, talmente bello che se fra cent'anni si leggeranno ancora libri, “Libertà”sarà uno di quelli». David Benioff ALL'ASSALTO Una folla di studenti contestatori occupa la Columbia University nel 1968. Secondo lo sceneggiatore David Mamet da allora a oggi i college americani si sono trasformati in «campeggi del socialismo» dove ai ragazzi è imposta una solo visione del mondo: quella liberal
3Martedì 31 maggio 2011PRIMO PIANO @ commenta su www.libero-news.it Il premier chiagne e non fotte Sarebbe sbagliato minimizzare la sconfitta o dare la colpa ai candidati. È l'assenza di speranza che ha spinto i moderati a disertare le urne. Urge ripartire dalla rivoluzione liberale: dopo molti anni la motivazione cala, ma Silvio è tutto tranne che un perdente TENTAZIONI La Lega ci pensi bene prima di mollare il governo: rischia di diventare irrilevante. E questo vale anche per i responsabili la batosta CHE DISASTRO I risultati Milano e Napoli addio, tengono le province Nei capoluoghi la sinistra vince 22 a 8. Abbandonano il centrodestra soprattutto gli elettori del Nord ::: segue dalla prima MAURIZIO BELPIETRO . (...) per la prima volta dopo anni si registrino stanchezza e disaffezione. È come se, dopo aver riposto tante speranze nelle promesse di cambiamento del Paese, oggi ci si rassegni perché ci si rende conto che la modernizzazione tanto attesa non c'è e non è sicuro che ci sarà. L'elettorato non ha voltato le spalle a Berlusconi scegliendo i concorrenti: semplicemente non lo ha votato, preferendo recarsi al mare piuttosto che al seggio elettorale. O per lo meno non lo ha votato una parte di quell'elettorato che fa la differenza, che cioè garantisce o meno la maggioranza. Quaranta-cinquantamila persone a Milano, molte di più a Napoli, dato che un elettore su due ha disertato le urne. Sappiamo qual è l'obiezione di chi nel centrodestra è abituato a spaccare il capello in quattro. Questa non è una consultazione sul governo ma una votazione in cui si scelgono i sindaci e dunque non bisogna darle una valenza nazionale. La tentazione è ovviamente fortissima, perché così si può far finta di nulla e tirare a campare in attesa che succeda qualcosa di nuovo. È ovvio che domenica e lunedì si è messa la crocetta per decidere a chi fare gestire il municipio. Dunque anche i candidati sindaci hanno le loro colpe per aver concorso alla débâcle. Letizia Moratti è invisa a una parte dei milanesi, i quali - indipendentemente dal credo politico - le imputano di aver amministrato male la città. Il che non è completamente vero, ma molti lo credono, complice anche l'allegrezza da necroforo che la sindaca manifestava ad ogni occasione pubblica. Lettieri, pur non avendo fama di cattivo amministratore in quanto privo di precedenti politici, purtroppo ne aveva una sinistra. Frequentazioni e curriculum non erano tali da far sperare in un rinascimento campano, nonostante l'imprenditore non avesse nulla da spartire con la passata gestione di Bassolino. Se l'immagine dei candidati non ha aiutato, è però l'assenza della speranza che ha pesato. Il centrodestra non è stato capace di impersonare il cambiamento. Le figure sostenute dai moderati sono apparse come la continuità, mentre i due esponenti del centrosinistra, non avendo le solite facce, sono riusciti a far credere di essere il nuovo che avanza. Berlusconi, l'uomo che ha vinto le elezioni facendo sognare gli italiani, questa volta non è riuscito a evocare alcun sogno. E peggio di lui hanno fatto i suoi candidati. Come detto, quello di ieri non è un campanello d'allarme. È qualcosa di più. Però non è neppure una campana a morto. Chi ritiene che a Milano sia stato celebrato il funerale del centrodestra commette un errore e non solo perché il Pdl è ancora il maggior partito italiano, con il suo 28 per cento. La storia del blocco sociale e politico più importante del Paese non si chiude in seguito a una pur grave battuta d'arresto. Berlusconi se vuole può ancora ripartire. A patto che non minimizzi e torni a offrire agli italiani la rivoluzione liberale. Non sappiamo dire da che parte debba cominciare, ma fossimo in lui lasceremmo perdere la giustizia. Nonostante alle viste ci sia una pesante condanna patrimoniale per il cosiddetto Lodo Mondadori e il referendum per cancellare il legittimo impedimento, noi di giudici e tribunali parleremmo il meno possibile. Anzi, agli elettori - e anche a Obama e Medvedev - annunceremmo di non voler più intervenire sul tema, promettendo di farlo solo tramite una legge di riforma attesa da 17 anni. Dopo di che, ci dedicheremmo ai problemi veri, quelli di cui l'elettore si aspetta la soluzione. Lo sappiamo: si tratta di questioni difficili da sbrogliare e se il Cavaliere non c'è riuscito fino ad oggi è dura che possa farcela ora. Gli anni passano per tutti e la motivazione anche. Ci consola però un pensiero. Chiunque lo conosca sa che Berlusconi sopporta tutto, tranne di fare la fine del perdente. Animo dunque, ce la si può ancora cavare. A patto di volerlo. PS. Un ultimo appunto riguarda la Lega: nei panni di Bossi non cederemmo alla spinta di chi vuole rompere con Silvio per correre ad abbracciare Bersani. Il Senatur ha già provato a mollare il centrodestra, sedotto dalle promesse di Scalfaro e D'Alema, e si sa come è andata a finire: il Carroccio ha rischiato di rimanere ai margini e di non portare a casa nulla. L'unica strada percorribile dunque è quella di restare uniti al Pdl. Vale per i leghisti che sognano le mani libere. Vale ancor di più per qualche responsabile che si illude di fare l'irresponsabile. maurizio.belpietro@libero-news.it ::: ROMA  Cala il sipario sui ballottaggi: netta affermazione del centrosinistra. Restringendo il conteggio ai soli capiluogo di Provincia, tra primo turno e ballottaggio centrosinistra batte centrodestra ventidue ad otto. Il centrosinistra strappa i sindaci di Milano, Cagliari, Trieste, Novara, Fermo, Olbia, Villacidro (era il comune con un sindaco di una lista civica) e conferma i sindaci di Torino, Bologna, Napoli, Savona, Ravenna, Arezzo, Siena, Benevento, Salerno, Barletta, Carbonia, Pordenone, Rimini, Grosseto, Crotone. Il centrodestra strappa i sindaci di Catanzaro, Caserta, Rovigo, Cosenza, Iglesias e conferma i comuni di Latina, Reggio Calabria, Varese. Di seguito, i principali risultati del secondo turno. Piemonte - Carlo Riva Vercellotti (centrodestra) vince col 50,9% la Provincia di Vercelli. Comunali: Novara va al centrosinistra (Andrea Ballarè prende il 52,9%), così come Domodossola, dove Mariano Cattrini si impone col 54,6%. Vinta dal centrosinistra anche Chivasso, col 51,1% di Gianni De Mori. Liguria - Col 58% dei voti, il candidato di centrosinistra Federico Berruti diventa il nuovo sindaco di Savona. Lombardia - Doppietta del centrosinistra alle Provinciali: Daniele Bosone vince a Pavia col 51,2%, mentre a Mantova passa Alessandro Pastacci col 57,2%. Quanto ai Comuni, a Milano vince Giuliano Pisapia (centrosinistra) col 55,1%, mentre a Varese il leghista Attilio Fontana si conferma col 53,8%. Gallarate va al centrosinistra (54,8% per Edoardo Guenzani). Veneto - Rovigo va al centrodestra grazie al 51% di Bruno Piva. Vittoria del centrosinistra a Chioggia ((Giuseppe Casson, 58,8%), Este (Giancarlo Piva, 54,6%) e a Cavarzere (Henri Tommasi, 53%). Friuli Venezia Giulia - A Trieste la candidata del centrosinistra Maria Teresa Bassa Poropat diventa presidente della Provincia col 58,6%. Doppietta in Comune, con Roberto Cosolini che diventa sindaco col 57,5%. A Pordenone, Claudio Pedrotti del Pd vince col 59,6%. Emilia Romagna - Conferma per il centrosinistra a Rimini col 53,4% di Andrea Gnassi e a Cento col 51,3% di Piero Lodi. Cesenatico va al centrodestra grazie al 52,2% di Roberto Buda. Toscana - Con il 57,2% Emilio Bonifazi si conferma sindaco di Grosseto. Con identico risultato, Daniela Frullani strappa il Comune di Sansepolcro al centrodestra. Marche - Giovanni Gaspari (57,3%) consegna al centrosinistra il Comune di San Benedetto del Tronto. Il centrosinistra conquista la provincia di Macerata col 54,5% raccolto da Antonio Pettinari. Abruzzo - A Vasto (Luciano Antonio La Penna, 57,8%) e Lanciano (Mario Pupillo, 58,1%) si impone il centrosinistra. Vittoria del centrodestra a Roseto (Enio Pavone, 53,8%). Lazio - Nonostante la concorrenza interna, vince il Pdl a Terracina e Sora, rispettivamente con Nicola Procaccini (52,8%) ed Ernesto Tersigni (55,4%). Passa il centrosinistra ad Ariccia (Emilio Cianfanelli, 50,1%) e Pomezia (Enrico De Fusco, 60,5%). Campania - A Napoli Luigi De Magistris batte Gianni Lettieri col 65,4%. Il terzo polo porta Manlio Torquato (56,4%) al Comune di Nocera inferiore. A Santa Maria Capua Vetere vince il candidato di centrosinistra Biagio Maria Di Muro col 54,6%. Puglia - Successo del centrodestra a San Giovanni Rotondo, dove Luigi Pompilio vince col 52,4%. A Ruvo di Puglia vince il centrosinistra, grazie al 54% di Vito Nicola Ottombrini. Basilicata - A Melfi vince il centrosinistra: Livio Valvano prende il 62,8%. Calabria - Giuseppe Raffa (52,6%) consegna la Provincia di Reggio Calabria al centrodestra. Comunali, un capoluogo per uno. A Crotone passa il centrosinistra (Peppino Vallone, 59,4%), mentre a Cosenza vince il centrodestra (Mario Occhiuto, 53,3%). Sardegna - Vittoria del vendoliano Massimo Zedda col 59,4% a Cagliari. Olbia al centrosinistra (Gianni Giovannelli, 52,3%) e Iglesias al centrodestra (Luigi Perseu, 52,4%). M. G. Gianni Lettieri (Olycom)
53Martedì 31 maggio 2011CRONACA @ commenta su www.libero-news.it Tavolo trasporto in Regione Treni pendolari Oggi il vertice sugli aumenti ::: DINO BONDAVALLI  Giornata cruciale oggi per i nuovi aumenti delle tariffe del trasporto pubblico lombardo. Oggi alle 17 al Pirellone si svolgerà infatti la riunione del Tavolo per il trasporto pubblico locale, nel corso della quale dovrebbero essere definiti una volta per tutte i tempi e le modalità dell'ul teriore incremento del 10% previsto per luglio. Nel corso dell'incontro, al quale parteciperanno i rappresentanti della Regione, quelli delle associazione pendolari, dei consumatori, della aziende del trasporto e dei sindacati, le parti si confronteranno sul tema della qualità del servizio e del suo miglioramento. Quando era stato definito il primo aumento tariffario scattato a febbraio, il Pirellone si era infatti impegnato ad applicare il secondo incremento dei prezzi di biglietti e abbonamenti solamente dopo il miglioramento di una serie di parametri di qualità. L'appuntamento di questa sera servirà quindi per analizzare la situazione degli ultimi mesi e capire se la regolarità, il confort e la frequenza dei treni hanno effettivamente registrato dei miglioramenti nel corso del 2011, come sostengono le aziende del trasporto, o se invece, come sostengono alcune associazioni dei pendolari, il quadro non è cambiato rispetto al passato. Ma nel corso dell'incontro ci sarà modo anche di analizzare i dati sulle vendite e l'utilizzo del nuovo “tesserone regionale”, l'abbonamento mensile integrato lanciato a febbraio che consente di utilizzare senza limiti tutti i mezzi di trasporto lombardi al costo promozionale di 85 euro. Uno strumento che ha consentito a molti pendolari di ridurre l'impatto degli aumenti tariffari, la cui seconda tranche scatterà a luglio o, al più tardi, ad agosto. Anche se trovare un accordo tra tutte le parti sarà tutt'altro che facile, l'ipotesi di ulteriori rinvii a dopo l'estate è infatti impraticabile, visto che, come ha ricordato l'as sessore regionale alla Mobilità, Raffaele Cattaneo, «ogni mese di rinvio è uno in meno di compensazione dei fondi che sono mancati». Lavori da finire Via al cantiere In due mesi giù l'ecomostro Dopo due anni di intoppi e burocrazia è partita la demolizione della pensilina di piazza Piemonte ::: MATTEO LEGNANI  Nel suo piccolo, è stato uno dei “casi” sui quali l'amministrazione Moratti è finita contro un muro. La pensilina-monstre di piazza Piemonte è nulla rispetto al fallimento della Darsena. Ma, nonostante l'apparente banalità della situazione, si è rivelata un capolavoro di burocrazia degno di azzeccagarbugli, uno dei simboli dell'incapa cità della giunta uscente di occuparsi delle piccole cose della città. Ironia della sorte, proprio ieri, nel giorno in cui si chiudeva l'era Moratti, in piazza Piemonte è stato avviato il cantiere per l'abbattimento di quei venti metri di cemento armato che per due anni (!) hanno deturpato lo spazio di fronte al teatro Nazionale. La vicenda risale a quando, nell'estate 2009, furono ultimati (o quasi) i lavori di sistemazione della nuova piazza Piemonte, sopra il parcheggio interrato. Fu evidente a tutti che la pensilina che corre lungo via Cuneo, a pochi metri dalla facciata appena restaurata del teatro Nazionale, era un pugno in un occhio. Ma il caso esplose solo nel febbraio 2010, quando all'inaugurazione del Nazionale il sindaco Moratti convenne che quel blocco di calcestruzzo era uno schifo e che andava (quantomeno in parte) abbattuto. E se c'è l'ok del sindaco.... Invece no. Perché tra rimpalli di competenze, autorizzazioni chieste e rilasciate con grande ritardo e incomprensioni da ridolini sulle stesse autorizzazioni, sono passati la bellezza di quindici mesi. Durante i quali, davanti alla pensilina si sono alternati comitati di quartiere (si è anche formato un gruppo ad hoc), politici dell'opposizio ne, politici del centrodestra (primo fra i quali il leghista Matteo Salvini). Tutti a dire che l'”ecomostro” (com'era soprannominato in zona) doveva essere tirato giù. Senza che nulla accadesse. Poi, un mese fa, la svolta: l'ultima autorizzazione (quella relativa al vincolo ambientale della piazza, lungamente richiesta dal concessionario dei lavori a Comune e Soprintendenza come indispensabile per l'abbattimento), è arrivata. A giorni si vedranno anche gli operai. «La parte più delicata sarà smontare e poi togliere la copertura di rame e calcestruzzo» spiega l'ingegner Giancarlo Parola, direttore dei lavori. «Poi abbattere il resto sarà semplice: dovremmo finire in un paio di mesi». Al posto della pensilina ci sarà un'aiuola. Le tre statue di Aligi Sassu andranno due sui piedistalli allestiti mesi fa e una al centro della fontana. Toccherà (forse) al nuovo sindaco Pisapia inaugurare la piazza finalmente completa. ENTRO UN ANNO Strade sicure Nuove gazzelle sulle tangenziali Sono sei le nuove “gazzelle” della polizia stradale che prenderanno servizio sulle tangenziali milanesi nell'arco dei prossimi dodici mesi. La Milano Serravalle, la società che gestisce le tre tangenziali meneghine, ha infatti pubblicato il bando da 380 mila euro per sei nuovi mezzi che verranno messi a disposizione degli agenti della Stradale. Le vetture, che per ridurre i costi di gestione e manutenzione non verranno più acquistate ma prese con un noleggio a lungo termine, entreranno in servizio entro l'estate del prossimo anno, ampliando il numero di mezzi a disposizione della polizia. Attualmente, infatti, sono 30 le auto (e 14 le motociclette) impegnate nel pattugliamento delle tangenziali di Milano. D. BON. RECINTATA Il pezzo di pensilina da abbattere in piazza Piemonte è lungo venti metri. Sicki Castelsardo - Via Umbria Geom. 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47Martedì 31 maggio 2011CRONACA @ commenta su www.libero-news.it Varese Fontana salvo per un soffio a Lega-city La Oprandi recupera 15 punti, ma il sindaco uscente la spunta col 54%. «Ora continueremo il rinnovo della città» MALNATE (VA) Troppi litigi Dura lezione al centrodestra MALNATE (VA) Il centrodestra perde a Malnate, il più piccolo dei tre Comuni andati al ballottaggio. Complice, come a Gallarate, la divisione tra Lega e Pdl. Al ballottaggio si sono confrontati Simone Astuti (centrosinistra) che ha vinto con il 63,41% e Elisabetta Sofia della Lega con il 36,59%. Il Pdl, che aveva corso per conto suo, non è entrato nel secondo turno. Insomma, il centrodestra ha sprecato un'occa sione. La precedente amministrazione era finita commissariata dopo che il sindaco di centrodestra aveva perso l'ap poggio della Lega. Era la prima volta che si riusciva a vincere in una roccaforte rossa come Malnate. Che, a causa delle troppe liti, ha deciso di non premiare più il centrodestra. M. TAV. ::: MARCO TAVAZZI VARESE  Con quasi venti punti di vantaggio dopo il primo turno, per il sindaco leghista uscente Attilio Fontana, il ballottaggio delle comunali di Varese doveva essere una formalità. E, invece, anche se il risultato finale non è mai stato in dubbio, la sinistra è riuscita a recuperare la bellezza di 14 punti e alla fine Fontana si è imposto con poco meno del 54% delle preferenze. Per la precisione 53,89%, contro il 46,11% della sua avversaria Luisa Oprandi. Cioè 19.420 voti a 16.615, tenendo conto di un'astensione che rispetto al primo turno si è alzata di un ulteriore 10%. Nei giorni scorsi, le frizioni all'interno della coalizione di centrodestra non erano mancate, con il Pdl che accusava la Lega di non avere voluto l'Udc in coalizione, e con la Lega che accusava il Pdl di avere perso elettori. Alla fine, comunque, il risultato è stato centrato. «Sono molto felice perché durante il mandato appena concluso siamo riusciti a mettere in cantiere le opere per migliorare e cambiare il volto della città» ha commentato a caldo Attilio Fontana. «E adesso abbiamo la possibilità di portarle avanti. Inizieremo con le piccole e le grandi opere. E la prima sarà la variante su piazza Repubblica per la realizzazione del nuovo teatro». Nel resto della Lombardia, questo secondo turno elettoralenon è stato altrettanto positivo. e per questo, Fontana ha tenuto a sottolineare come Varese resti «l'ultima roccaforte». Affermazione alla quale il segretario provinciale della Lega Stefano Candiani, accanto a lui, ha replicato: «Sei l'ultimo dei Mohicani». Per parte Pdl, nonostante le polemiche di questi ultimi giorni legate al ruolo dell'Udc, si tende a elogiare l'unità della coalizione. «Il dato che emerge» spiega l'assessore regionale Raffaele Cattaneo «è che vinciamo dove ci presentiamo uniti come coalizione. A Busto abbiamo vinto al primo turno, a Varese al secondo. A Gallarate e a Malnate abbiamo perso perché eravamo divisi, ed è stata una scelta della Lega, non certo del Pdl». Insomma, le polemiche sembrano tutt'altro che sopite. E il terreno di confronto, nei prossimi giorni, si sposterà sulla formazione della nuova giunta, che dovrà compiersi entro venti giorni. Già stasera le delegazioni dei due partiti si incontreranno. Il problema sarà trovare la quadra: i leghisti rivendicano 4 assessorati, il Pdl 6 a fronte di 9 poltrone totali in giunta. A questo si aggiunga una sostanziale parità tra i due partiti, divisi solo da 130 voti, ovvero circa mezzo punto percentuale, con il Pdl in vantaggio. La divisione dei consiglieri è al momento di 10 al Pdl e 9 alla Lega, ma oggi l'ufficio elettorale centrale, che sta riconteggiando le percentuali, potrebbe attribuire, in base al premio di maggioranza, un consigliere in più alla Lega Nord. Una parità che però diventa 11 a 10 per la Lega se si conta il voto del sindaco. Insomma, il Carroccio passa in vantaggio. I calcoli, compresi quelli della composizione della giunta, inizieranno solo oggi. Ieri è stato il momento della festa. E il sindaco Fontana ha deciso di non celebrare il suo successo chiuso nel palazzo, ma di scendere in piazza e dedicarsi ad una passeggiata in centro. SECONDO MANDATO Ex consigliere regionale, Fontana era stato eletto per la prima volta nel 2006 Varesepress Gallarate (Va) Lumbard col centrosinistra: Pdl battuto ::: GALLARATE (VA)  Disfatta centrodestra anche a Gallarate. Nella storica roccaforte del Popolo della libertà, il candidato sindaco della maggioranza uscente Massimo Bossi, sostenuto dalla coalizione Pdl, Udc e liste civiche, è stato sconfitto al ballottaggio dal candidato del centrosinistra Edoardo Guenzani. Lo scontro è finito con il 54,90% di Guenzani e il 45,10% di Bossi. Questo risultato è stato sicuramente influenzato dal fatto che la Lega Nord abbia corso da sola al primo turno, e che al secondo, pur senza nessuna indicazione ufficiale, abbia tifato e spinto gli elettori a votare per il Pd. Un fatto che non è passato inosservato. «Alla Lega andrà la responsabilità di avere consegnato la città alla sinistra» dice Bossi. «Ha infatti impostato una campagna elettorale feroce, incentrata sui personalismi». Il Carroccio, che non è entrato al secondo turno, aveva candidato il consigliere di amministrazione Rai Giovanna Bianchi Clerici, esponente storico del Carroccio, in una lotta incentrata contro il Pdl di Gallarate e in particolare contro la figura di Nino Caianiello, dirigente del Pdl e presidente della municipalizzata Amsc di Gallarate, figura simbolo del Pdl gallaratese. E responsabile dell'area laica del partito, quella più antileghista, che si è scontrata più volte alla ricerca della predominanza politica in provincia con il partito di Umberto Bossi. Se la Lega Nord, e la stessa Bianchi, non avevano dato indicazioni di voto, lo avevano invece fatto le due liste civiche di appoggio alla Lega. Libertà per Gallarate, emanazione del Fli, aveva chiaramente indicato il Pd. Lo stesso Gallarate Onesta, lista di ispirazione leghista. Tra i vertici lumbard, il segretario nazionale della Lega Giancarlo Giorgetti aveva lasciato intendere che «se fossi a Gallarate saprei per chi votare. Lo abbiamo fatto capire chiaramente in campagna elettorale». Più esplicito il sindaco di Varese Attilio Fontana: «Voterei per il Partito Democratico. Non per questioni politiche, perché sono convinto che non ci sia nessuna alternativa all'alleanza LegaPdl. Ma a Gallarate c'è un'evidente anomalia. E dal momento che abbiamo sempre contestato il modo di governare degli esponenti locali del Popolo delle libertà, non potevamo certo dare indicazione di voto a loro favore». M. TAV. TREVIGLIO (BG) Il blitz Pezzoni salva l'onore degli azzurri TREVIGLIO (BG) Beppe Pezzoni è il nuovo sindaco di Treviglio. Per la prima volta un candidato di centrodestra (Lega e Pdl) vince nella cittadina della Bassa Bergamasca; battuto al ballottaggio il primo cittadino uscente, Ariella Borghi, (sostenuta da una coalizione di centrosinistra) che si è fermato al 40,25 percento. «Ci metteremo subito al lavoro», ha commentato a caldo Pezzoni; ed al lavoro si sono messi, tra gli altri, i militanti leghisti che hanno issato, scatenando già le prime polemiche del nuovo corso, a risultati quasi definitivi una bandiera del Carroccio sul balcone del palazzo comunale di piazza Manara. M. MAG. 53,89% 19.420 46,10% 16.615 45,10% 10.163 54,89% 12.371 Importante Franchising Outlet nell'ambito della propria crescita strutturale e commerciale cerca SOCIO DI CAPITALI Ottimi guadagni 320-1941332
48 Martedì 31 maggio 2011 CRONACA @ commenta su www.libero-news.it FORTINO ROSSO La roccaforte del Pd ha vacillato al primo turno, ma al ballottaggio il successo dei Democratici è stato schiacciante Fava deluso: «Ha prevalso la tendenza al referendum su Berlusconi» FOTOFINISH Per soli 387 voti il centrosinistra si tiene stretta la poltrona di sindaco. A vincere è Pietro Romano (Pd) sul leghista Fabrizio Cecchetti Per tutti la responsabilità è della Lega che si è rifiutata di trovare un'intesa Mantova Non riesce il colpo Stracciato Fava, vince il pd Pastacci Scarsa affluenza alle urne e niente effetto-Sodano Il lumbard sconfitto: «Decisive le dinamiche nazionali» ::: GILBERTO BAZOLI MANTOVA  Vacillato al primo turno, il fortino rosso ha tenuto al secondo: il nuovo presidente della Provincia di Mantova è il candidato del centrosinistra Alessandro Pastacci, trentasettenne consulente finanziario di professione e sindaco (come indipendente) di Quistello. Ha ottenuto il 57,3 per cento contro il 42,7 di Gianni Fava, il deputato lumbard che guidava il centrodestra. Un distacco di 23.920 voti rispetto ai 1.359 di due settimane fa. Pastacci era sostenuto da Pd, Lista Comunità e territorio, Italia dei Valori e Sinistra e Libertà ai quali andranno rispettivamente 10, 2, 1 e 1 consigliere. Nessun seggio, invece, per il Partito dei Pensionati. Fava era appoggiato da Lega e Pdl, che avranno 4 consiglieri ognuno. A bocca asciutta la Lista Benedini per Mantova e i Popolari di Italia domani. Quello di Pastacci è stato un successo schiacciante, mai messo in discussione nel corso dello scrutinio. Una vittoria più netta ancora a Mantova-città, dove il leader del centrosinistra ha raggiunto il 63,7 per cento mentre il suo avversario si è fermato al 36,2. Anche al ballottaggio è mancato l'effetto Sodano, il primo sindaco del centrodestra di Mantova. «Non mi aspettavo un risultato di queste dimensioni, ci speravo, ma con numeri diversi» dice il nuovo presidente della Provincia. Fava non cerca scusanti: «Non pensavo di farcela, ma prevedevo un distacco più contenuto. Purtroppo questa è stata tutto meno che una tornata elettorale amministrativa. Hanno pesato molto le dinamiche politiche nazionali e lo scoramento nel nostro schieramento. Ha prevalso la tendenza al referendum su Berlusconi. Qui il centrosinistra vinceva anche quando perdeva da tutte le altre parti e, a maggior ragione, ha vinto stavolta». Fava resterà in Parlamento ma farà anche il capogruppo dell'opposizione in Provincia: «Certamente, sono molto legato al mio ruolo». La bassa affluenza (il 52,5 per cento contro il 61,9 del primo turno) è, per il baby segretario provinciale della Lega, Marco Prandini, una delle ragioni dell'insuccesso di Fava. «Prima delle elezioni avevo detto che avremmo vinto se la gente fosse tornata a votare. Ma così non è stato. Sono mancati soprattutto i consensi del PdL. In più, come insegnano anche i casi all'estero, in tempo di crisi gli elettori puniscono chi governa. Il capoluogo? C'erano stati dei campanelli d'al larme e li avevamo segnalati». Anche Fava punta il dito contro l'astensio nismo. «Quando, già domenica sera, ho visto i dati in alcuni paesi dell'Alto mantovano, a partire da Castiglione delle Stiviere, dove tradizionalmente siamo forti, ho capito che non ce l'avremmo fatta». Anche per l'assessore regionale e coordinatore provinciale del Pdl, Carlo Maccari «è fuor di dubbio che il voto politico ha prevalso sulle questioni amministrative e le cose da fare. Anche qui le elezioni si sono trasformate in un referendum sull'ultimo anno del governo Berlusconi. Mentre al primo turno eravamo in vantaggio in oltre la metà dei Comuni, al secondo ne manteniamo poco meno di un terzo. Tutto il centrosinistra è andato alle urne, tutto il centrodestra è rimasto a casa». Centrodestra battuto anche a Viadana (il paese di Fava), dove al ballottaggio si votava per il nuovo sindaco: il Comune resta al centrosinistra grazie a Giorgio Penazzi, che ha ottenuto il 56,3 per cento contro il 43,6 di Cesare Barzoni, sostenuto da PdL e Lega. Gianni Fava Bazoli 57,27% 42,72% 51,20% 48,79% 50,80% 49,19% 56,65% 43,34% 58,21% 41,78% 94.213 70.293 104.154 99.268 10.361 7.438 12.282 11.895 5.042 3.858
Martedì 31 maggio 2011 OPINIONI NUOVE Poste Italiane S.p.A. Spedizione in abbonamento postale D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004, n. 46) art. 1, comma 1, DCB Milano Prezzo all'estero: CH Fr. 3.00 / MC & F 2.00 / SLO 2.0 0. y(7HB5J1*KOMKKR ( FONDATORE VITTORIO FELTRI DIRETTORE MAURIZIO BELPIETRO * Con: ”La cucina a impatto (quasi) zero” 10,0 0. ANNO XLVI NUMERO 130 EURO 1,20* UNA BATOSTA PER SILVIO CHIAGNE E NON FOTTE CARO CAVALIERE TORNI A FARE IL BERLUSCONI di VITTORIO FELTRI Caro Berlusconi, quello che è successo lo sa meglio di me. Una catastrofe per il centrodestra ovvero Pdl e Lega. Letizia Moratti è caduta a Milano. E a Napoli Gianni Lettieri è letteralmente crollato. Se però contiamo i voti raccolti dai singoli partiti, ci accorgiamo che quasi in ogni città anche il Pd si è azzoppato; il Terzo polo ha fatto flop, il Fli non ha dato segni di vita e l'Idv, tranne nel capoluogo campano, con Luigi De Magistris, non ha guadagnato consensi. Anzi. E allora chi può dirsi soddisfatto? I soli a sfondare sono stati i rappresentanti dell'anti politica, personaggi fuori dai giri convenzionali. Segno che il vento è cambiato. E se spirano refoli sinistri è perché a destra non c'è niente di nuovo che offra all'elettorato una via di fuga dalla contrapposizione berlusconiani-antiberlusconiani. Questo il punto. La gente si è stufata. Non tanto di lei quanto della politica. Che non ce la fa, da troppo tempo ormai, a discutere d'altro se non di sé. Lei Presidente per anni è stato una speranza o addirittura una certezza: grazie a Silvio, dicevano i suoi aficionados, faremo la rivoluzione liberale, l'Italia sarà più moderna, verrà sconfitta la dittatura della burocrazia, dello statalismo, della spesa pubblica, dei poteri forti, delle corporazioni, della magistratura, dei sindacati rossi. La maggioranza dei cittadini era convinta che lei la liberasse davvero da tante oppressioni. Non è andata così, probabilmente non per colpa sua, Presidente, o non soltanto per colpa sua. Sta di fatto che - trascorsi tre lustri e passa - la delusione e lo sconforto hanno preso il posto, in molti cuori, della speranza e della fiducia. Vari italiani si sono resi conto che lei ha le mani legate e la testa occupata da enormi problemi personali. La Costituzione è un vincolo di ferro (...) segue a pagina 2 Pdl disastro a Napoli e Milano, ma anche a Cagliari e Trieste. Dalle urne più che un campanello d'allarme, una sirena. Che sarebbe sciocco non ascoltare di MAURIZIO BELPIETRO Il disastroso risultato di Napoli e Milano non è un campanello d'allarme. È una sirena, e di quelle che bucano i timpani. Chi pensasse di minimizzare, descrivendolo come un'ele zione di metà mandato simile ad altre perse in passato salvo poi riprendersi alle Politiche, oppure di nasconderlo dietro i successi registrati a Cosenza o Reggio Calabria come è stato fatto al primo turno, sbaglierebbe di parecchio. Non solo perché la sconfitta riguarda anche altre città date per acquisite dal centrodestra, come ad esempio Cagliari e Novara, da sempre feudi moderati. Ma perché dimostrerebbe di non capire il vento che soffia al Nord come al Sud in questa tarda primavera. L'aria, spiace dirlo, non è favorevole all'attuale maggioranza. Saranno le liti fra i cofondatori del Pdl, sarà la crisi economica, saranno i poteri forti che si sono messi tutti insieme a remare contro o la sensazione che il governo sia impantanato nei processi di Berlusconi e altro non riesca a fare. Sta di fatto che il gradimento pare sfiorare i minimi termini. Attenzione: lo diciamo senza disporre di alcun sondaggio particolare, ma dotati solo del buon senso. Parlando con la gente, quella per intenderci che non frequenta il Palazzo, abbiamo la sensazione che fra l'elettorato (...) segue a pagina 3 I servizi con i commenti di FRANCO BECHIS, FRANCESCO BORGONOVO, FAUSTO CARIOTI, FILIPPO FACCI, DAVIDE GIACALONE, MATTIAS MAINIERO, GILBERTO ONETO e GIULIANO ZULIN da pag. 2 a pag. 17 Attentato in Afghanistan: sei feriti I nostri soldati traditi dalle regole e da Obama di MARIA GIOVANNA MAGLIE Il Libano e ora l'Afghanistan. E due, in meno di una settimana, anche stavolta speriamo senza morti italiani, ma certo con rischio altissimo e con un messaggio mafioso ai nostri soldati che ignorare sarebbe da stupidi, meglio piuttosto riflettere che, Libano o Afghanistan che sia, la guerra non va spacciata per missioni di pace, il terrorismo non è finito (...) segue a pagina 19 SVOLTA La Germania spegne l'atomo (con riserva) di CLAUDIO ANTONELLI a pagina 21 AVETRANA Quel paese che s'è venduto alla televisione di ANDREA SCAGLIA a pagina 23 +#!z!,!%!=
21Martedì 31 maggio 2011ATTUALITÀ @ commenta su www.libero-news.it Trovato il petrolio vicino a Cuba. Obama ora vuol togliere l'embargo L'effetto Fukushima Per salvare la poltrona la Merkel spegne l'atomo Dopo le batoste elettorali, la Cancelliera chiuderà i reattori entro il 2021. E la Cina chiama i tecnici tedeschi ::: ENZO PIERGIANNI BERLINO  Dietrofront di Angela Merkel, la “sacerdotessa del nucleare”, come l'avevano soprannominata appena pochi mesi fa per la sua legge che prolungava di 12 anni la vita delle centrali atomiche da seppellire, secondo il piano del precedentegoverno rossoverde, al più tardi entro il 2022. La cancelliera democristiana laureata in fisica ieri ha annunciato che la Germania spegnerà già entro il 2021 tutti i suoi reattori, che al momento sono 17 e coprono il 12,6 per cento del fabbisogno nazionale di energia. La disfatta dei partiti di governo (Cdu e Fdp) nelle ultime elezioni regionali e lo straripante successo dei Verdi ambientalisti per lo choc della catastrofe di Fukushima ha indotto la cancelliera a invertire la rotta per tamponare l'emorragia di voti che minaccia di catapultarla sui banchi dell'op posizione. I sondaggi non lasciano dubbi: se si votasse oggi per il Bundestag, il ritorno di verdi e socialdemocratici alla guida del governo nazionale (come ai tempi di Gerhard Schröder) avverrebbe in carrozza. Nel Paese che vanta la più potente economia europea, la terza del mondo dopo Cina e Usa, molta gente sogna una Germania arcaica del sole e del vento, capace di farcela rimpiazzando il nucleare con le pale eoliche e i pannelli solari. Ma le energie rinnovabili soddisfano solo il 5 per cento del fabbisogno. Il partito ambientalista promette una riconversione verde dell'economia. Il futuro “made in Germany”, dicono gli “alternativi”, non saranno più le automobili convenzionali, ma le vetture elettriche e le tecnologie dell'ambiente. Il nuovo piano Merkel prevede, quindi, la rinuncia totale ai reattori, ma con l'opzione che tre centrali, se necessario, potranno funzionare per un altro anno, fino al massimo al 2022. È confermata la disattivazione immediata delle otto centrali più obsolete (Neckarwestheim, Philippsburg, Biblis A e B, Isar 1, Unterweser, Brunsbüttel e Krümmel) già deli::: LA SCHEDA QUARTA POTENZA Con gli attuali 17 impianti la Germania è la quarta potenza europea dell'energia atomica, in una lista che vede al primo posto Francia, (58 centrali) e Russia (32). Al terzo posto la Gran Bretagna (19), davanti a Ucraina (15), Svezia (10), Spagna (8), Belgio (7), Repubblica Ceca (6), Svizzera (5), Finlandia, Slovacchia e Ungheria (4), Bulgaria e Romania (2), Olanda e Slovenia un impianto. SCHRÖDER Con una legge del 2002 il governo Schröder aveva deciso l'uscita dal nucleare con un piano che prevedeva lo spegnimento dell'ultimo impianto 30 anni dopo la sua entrata in funzione. Nell'autunno scorso la Merkel aveva invece deciso di allungare di 12 anni la durata di esercizio di ciascun impianto. Poi Fukushima ha cambiato tutto. berata con la moratoria di marzo che ha avviato l'imprevedibile svolta merkeliana. Una centrale (probabilmente Philippsburg o Biblis B) dovrà restare disponibile fuori servizio ma pronta per la riaccensione immediata nel caso di gravi emergenze energetiche. Questo perché d'inverno la carenza di energia solare può provocare blackout con “buchi” fino a 2000 megawatt. La federazione dei gestori delle reti elettriche, del gas e delle telecomunicazioni è molto cauta: «La situazione resta sotto controllo durante il periodo estivo, ma l'autunno e l'inverno saranno segnati da tensioni». Complica il quadro che cinque dei reattori di chiusura immediata servivano finora le zone meridionali del Paese più industrializzate e densamente popolate. Il ribaltone non cancellerà però la nuova imposta (Atomsteuer) varata lo scorso ottobre a carico delle aziende produttrici di energia nucleare (E.On, Rwe, Vattenfall e EnBw). Tuttavia, la chiusura delle centrali più vecchie farà scendere subito il gettito annuo da 2,3 a 1,3 miliardi di euro. Complessivamente, secondo calcoli della Süeddeutsche Zeitung, il costo dello spegnimento dovrebbe aggirarsi sui 3 miliardi l'anno. Il mondo dell'economia protesta. Dieter Zetsche, capo della Daimler, casa madre della Mercedes, ieri ha accusato la cancelliera di essersi arresa alla piazza: «In un Paese come il nostro in cui l'approvvigionamento energetico è vitale, vanno esaminati tutti gli aspetti, compresi quelli riguardanti la protezione del clima, i costi e la sicurezza». Intanto, i cinesi offrono già un posto nelle loro centrali ai tecnici nucleari tedeschi che rischiano la disoccupazione in patria. FIFA TEDESCA Striscione contro il nucleare appeso da Greenpeace sulla Porta di Brandeburgo a Berlino Ap ::: Angela la furbetta Rischio dipendenza dal gas russo Berlino già pronta al dietrofront ::: CLAUDIO ANTONELLI  A oggi più di un quarto dell'energia elettrica prodotta in Germania viene dall'atomo. Da qui al 2022 la Cancelliera e chi la seguirà dovrà pensare come spostare l'approvvigionamen to. I Länder sono già al primo posto nell'uso delle rinnovabili. ma nessuno, neppure la Merkel e i verdi che l'hanno spinta a dire “no” al nucleare sono convinti che il 27% di nucleare potrà in toto essere sostituto con sole, vento e biomasse. Di conseguenza non rimane che percorre le autostrade del gas. Che per la Germania portano tutte a Mosca. Ora, quando sono usciti lo scorso inverno i cablogrammi di Wikileaks, l'argomento rapporti con la Russia ha fatto scoppiare in Italia un mezzo putiferio. In Germania, dove le relazioni non sono nella sostanza dei fatti così diverse, nessuno ha gridato alcuno slogan. Tant'è che quando il predecessore Gerhard Schröder è entrato nel board della compagnia Nordstream, nata per costruire il gasdotto sotto il Baltico, e praticamente gemella di Southstream, le polemiche sulla questione si sono limitate alla forma e sono finite in niente. Schröder, oltre che ai propri legittimi interessi, da allora rappresenta quelli molto più importanti delle compagnie tedesche nella joint venture con Gazprom. Non ci sono state polemiche sul merito della costruzione del gasdotto. E se i rapporti in futuro dovessero diventare più stretti c'è da immaginare che non ce ne saranno. Ovviamente questo scenario andrebbe a impattare notevolmente sulle scelte energetiche dell'in tera Europa. Spostando di fatto la frontiera con l'ex Urss (dal punto di vista degli approvvigionamenti) più a ovest. La Francia ha già alzato la paletta rossa sostenendo due argomenti: maggiore inquinamento e costi più alti. «Sarà dura vedere come sostituiranno l'energia - ha detto la ceo di Areva, Anne Lauvergeon, «Non sono sicura che ci sia abbastanza carbone polacco che comunque crea problemi di carbonio». Insomma, secondo la Francia la Germania si troverà oltre che più dipendente dalla Russia anche nella necessità di comprare elettricità che provenga dal nucleare straniero. Almeno su questo punto Areva non dovrebbe essere così contrariata. E forse proprio per questo dietro le dichiarazioni dei cugini d'Oltralpe si nasconde l'idea di un piano B tedesco. Il progetto di smantellamento firmato dalla Merkel è reversibile senza troppe perdite di denaro. Ieri in Italia si è riaccesa di colpo e in vista dell'esito della cassazione sul referendum, la polemica. Andrebbe però tenuto in considerazione che molti analisti immaginano che far due anni, passata la fobia legata a Fukushima e passata la necessità politica contingente (avere l'ap poggio dei verdi), il partito di Angela potrebbe tornare indietro. Fissando l'asticella dell'energia nucleare intorno al 20% del fabbisogno in linea con la crescita dell'energia ecologica. Che comunque andava sostenuta. In questo modo la furba Merkel avrebbe portato a casa tre risultati. a) sostegno politico immediato. b) sviluppo della green economy. c) magari un livellamento verso l'alto della tecnologia nucleare proprio a braccetto con gli alleati (a ovest) francesi e (a est) russi.  Il petrolio può far terminare l'em bargo statunitense a Cuba. Il blocco contro il regime castrista va avanti da 50 anni più che altro per mancanza di un motivo economico per toglierlo: l'Ame rica infatti non aveva nulla di interessante da comprare nell'isola caraibica. Ma le cose stanno cambiando: la spagnola Repsol inizierà a brevea esplorare una parte dei fondali a nord di Cuba dove ci sarebbeun giacimento contenente fra i 5 e i 20 miliardi di barili di petrolio. E l'amministrazione Obama sarebbe pronta a togliere l'embargo per accaparrarsi le forniture di oro nero. Il 14 maggio la Casa Bianca aveva annunciato nuove misure per potenziare le trivellazioni in Alaska e nel Golfo del Messico, facendo felici gli industriali ma non l'elettorato di sinistra. Ora però, con le stime di greggio nei fondali cubani che arrivano fino a 50 miliardi di barili, potrebbe essere L'Avana a dare una mano a Washington. Secondo il settimanale Trabajadores, organo del sindacato nazionale Centrale dei Lavoratori, l'impresa petrolifera nazionale, la Unión CubaPetróleo (Cupet), aspetta l'arrivo di una piattaforma Scarabeo 9 della Saipem, che fa parte del gruppo italiano Eni, per iniziare le perforazioni lungo la costa meridionale. SIM.VER.
6 Martedì 31 maggio 2011 PRIMO PIANO @ commenta su www.libero-news.it Il Pdl è in bambola E Bondi si dimette Nel partito è l'ora del tutti contro tutti: il coordinatore lascia l'incarico. E cresce il gruppo di chi chiede le primarie PREDELLINO DUE? Molti vorrebbero anche la testa di La Russa e Verdini. Malan: rinnoviamoci, serve un nome che non sia impronunciabile la batosta RESA DEI CONTI Gasparri «Subito una nuova intesa con i cattolici» ::: ROMA  La prima testa rotola a metà pomeriggio. È quella di Sandro Bondi, che a disfatta avvenuta annuncia le proprie dimissioni da coordinatore del partito. «Valutati i risultati elettorali, intendo rimettere il mio mandato nelle mani del presidente Berlusconi», fa sapere l'ex ministro dei Beni culturali. È la miccia che fa esplodere l'edificio del Popolo della Libertà, finora puntellato, ironia della sorte, proprio dai numeri delle urne. Stavolta, invece, il responso elettorale funge da detonatore innescando l'annun ciata resa dei conti interna. Prima conseguenza: l'au mento di chi, nel partito, chiede da subito un cambio di rotta attraverso l'istituzione del meccanismo delle primarie per la selezione delle candidature. «Adesso può succedere di tutto», profetizza un maggiorente berlusconiano non appena diventa ufficiale ciò che al partito temevano già da un pezzo, ovvero la caduta di Milano e la mancata riconquista di Napoli (ma non solo). Lo strappo di Bondi, motivato con la necessità di concedere a Berlusconi «la assoluta e incondizionata libertà di decisione e di iniziativa per quanto riguarda il futuro del partito», è solo il tappo che salta. Ruolo e numero dei coordinatori, congresso, stati generali, equilibri interni. Nel PdL è l'ora del tutti contro tutti. Primo terreno di scontro: l'ufficio di presidenza del partito in programma per oggi. Le dimissioni di Bondi obbligheranno Berlusconi, obtorto collo, ad affrontare il nodo del triumvirato. Nel PdL il numero di chi vuole un azzeramento dell'intero vertice, oltre a Bondi anche Denis Verdini e Ignazio La Russa, è in aumento. «È necessaria una rifondazione, rimettano a disposizione del premier il proprio mandato», attacca l'altoatesina Micaela Biancofiore, vicina alle posizioni di Claudio Scajola. «La verità è che dovrebbero dimettersi tutti e tre», conferma un berlusconiano critico che prevede tempi bui: «Adesso il pericolo è il fuggi fuggi, altro che allargamento della maggioranza. In questo clima il governo dura fino a novembre e si vota a marzo». Neanche il premier è esente da critiche: «Se avesse messo mano al partito…Il problema è che lui non manda via nessuno». Nella migliore delle ipotesi, le parole che passano di bocca in bocca tra i parlamentari del PdL sono «riflessione», «rilancio» e «riorganizzazione». Sulla ricetta, però, non c'è accordo. Maurizio Lupi, ad esempio, chiede di investire di più nel governo realizzando «la riforma della giustizia invece di parlarne, la riforma del fisco, il rilancio dell'economia, il piano per il Sud, le riforme istituzionali». Altri, invece, come il vicecapogruppo Osvaldo Napoli e il segretario di presidenza del Senato Lucio Malan, preferiscono invece puntare l'indice sul partito. «Bisogna rifondare il PdL, magari con un nome che non sia una sigla impronunciabile, con meno correnti e più dibattito di idee», incalza Malan. Nel partito si ingrossa il gruppo di chi spinge per l'introduzione di un meccanismo che privilegi la selezione della classe dirigente. «Non possiamo più concedere al centrosinistra il vantaggio delle primarie: chiederò di istituirle», sostiene Gaetano Quagliariello, vicecapogruppo al Senato, che a Palazzo Madama ha già presentato, insieme al collega Andrea Augello (ex An), una proposta di legge in tal senso. D'accordo Giorgia Meloni, ministro della Gioventù, che dice sì in nome di «tutte quelle azioni che portano ad allargare la partecipazione della base e al tempo stesso a valorizzare il merito all'interno del partito». Una soluzione, quella delle primarie, che nel partito incontra il favore di due altri pezzi da novanta: Roberto Formigoni, presidente della Regione Lombardia, e Franco Frattini, ministro degli Esteri. Ieri il capo della Farnesina, leader della componente interna Liberamente, ha dato il suo assenso: «Rappresenta il vero meccanismo trasparente e regolato per evitare la balcanizzazione. E ben venga anche l'idea degli stati generali». Un nuovo, doppio strappo, dopo la proposta di istituire un direttorio incaricato di affiancare i tre coordinatori al vertice del partito. TOM.MON. ::: TOMMASO MONTESANO ROMA  «Guardiamoci da quelli che spiegano agli altri come fare ciò che loro non sono riusciti a realizzare. In momenti come questo servono umiltà, coesione e fatica. E sia chiaro: il progetto del Popolo della Libertà va avanti. Basta con le spinte centrifughe, la diaspora non è la soluzione». Maurizio Gasparri, capogruppo al Senato, nei periodi di difficoltà è abituato a tenere duro. E si aspetta che nel partito i suoi colleghi, dopo la batosta delle Amministrative, facciano altrettanto: «Il PdL ha bisogno di tutti, ma tutti facciano un bagno d'umiltà. Deve prevalere uno spirito inclusivo». Con chi ce l'ha? «Non faccio nomi. Ma come io non mi vanto dei buoni risultati ottenuti con il gruppo al Senato in tema di unità e coesione, non vorrei che adesso saltasse fuori qualcuno pronto a proporre soluzioni senza averle sperimentate con successo nei settori di sua competenza...». Non negherà mica il cattivo risultato elettorale? «Al contrario, lo ritengo un esito da non sottovalutare. E ammetto che è stata una giornata più dura delle previsioni». Se l'aspettava? «Su Milano e Napoli non avevo aspettative migliori,mentre speravo in qualcosa di meglio da altre situazioni marginali. Ma ora è inutile sottilizzare». Come si esce dalla crisi? «Premessa: il PdL resta il primo partito, il Terzo polo non trionfa di certo e il Pd esulta per una vittoria dovuta a candidati che non voleva. E poi c'è la Lega». Che c'entra la Lega, senatore? «Non ho intenzione di negare le difficoltà del mio partito, ma non mi pare che il Carroccio abbia ottenuto risultati positivi. E lo dico con rammarico». Il motivo? «Se ci fosse stato un travaso di elettori tra noi e la Lega, dal punto di vista della coalizione sarebbe cambiato poco. Invece i nostri elettori non si sono rifugiati altrove». E qui sta il punto. Come pensate di recuperare chi stavolta non vi ha votato? «Dobbiamo agire su due versanti: il rafforzamento del governo e quello del partito. Servono innovazioni». Quali? Nel PdL è tutto un gran parlare di primarie, congressi e stati generali. «I seggi si sono chiusi da poche ore, il dibattito è prematuro. Ci riuniremo e discuteremo. Una proposta, però, la posso anticipare: serve una maggiore verifica sul territorio». Nel frattempo uno dei tre coordinatori del partito, Sandro Bondi, si è dimesso. «Bondi aveva manifestato questo proposito già de tempo. La sua decisione non è una sorpresa, almeno per me». Fatto sta che adesso si pone ufficialmente il problema del coordinamento. «Nessuno è intoccabile e tutti siamo in discussione. In un grande partito, i ruoli sono intercambiabili. Conta la coesione intorno al progetto, non le persone». Il risultato elettorale avvicina le elezioni anticipate? «Direi proprio di no. Anzi, paradossalmente mi pare che questa sia un'opzione destinata ad allontanarsi». Anche perché a guardare l'esito delle urne a rischiare sarebbe più il centrodestra. «Le nostre possibilità di vincere sono intatte, ma dobbiamo lavorare per ricomporre l'area moderata aprendo ai cattolici, che certo non possono abbracciare un centrosinistra schiacciato su Nichi Vendola, Giuliano Pisapia e Luigi De Magistris». È un appello al Terzo polo? «Chi in queste Amministrative ha fatto scelte diverse non potrà restare accucciato ai piedi della sinistra più estrema». Maurizio Gasparri Sandro Bondi, ex coordinatore del Pdl Mercato e competitività Abbassare le tasse: l'unica ricetta per vincere ancora::: DAVIDE GIACALONE  I giornali d'oggi annunciano risultati elettorali che già tutti conoscono e fanno l'eco a commenti politici già archiviati. È l'inesorabile lentezza della carta stampata nel mondo della comunicazione elettronica. Eppure la parola scritta resta il mezzo più adatto a capire e, se possibile, prevedere. Quello che oggi succede lo avevamo visto e descritto per tempo, come oggi leggiamo un verdetto che solo il propagandismo può annettere alla vittoria della sinistra. La metterei così: le forze dello statu quo hanno perso la presa, la realtà comincia a scivolar loro dalle mani. Sarà un processo non breve e non indolore, che piegherà le istituzioni e minerà l'in tero sistema politico. Sarà un'occasione, ma solo a patto che non sia l'ennesima avventura. Proviamo a ragionare su quel che deve ancora accadere, proprio questa mattina, quando Mario Draghi prenderà la parola per le sue ultime “considerazioni finali”. Il governatore della Banca d'Ita lia farà un quadro della situazione, esaminando l'influenza dei mercati internazionali sui conti di casa nostra. I primi saranno presto accantonati, nei commenti. È vero che le variabili economiche sono prevalentemente fuori dalla portata dei governi nazionali, esercitando un ruolo determinante. Ma non fanno parte del discorso interno, che più appassiona. Il governatore, quindi, riconoscerà i meriti del rigore finanziario, elogiando una disciplina di bilancio fra le migliori d'Europa. Dato importante, visto che s'avvia a presiedere la Banca Centrale Europea. Dopo di che, però, passerà a esaminare, con tono pacato e fermo, i guasti strutturali dei nostri conti e del nostro mercato, a cominciare dalla crescita rallentata, ricordando la necessità di porvi rimedio in tempi stretti. La prima cosa sarà sbandierata dal governo, a proprio vanto. La seconda sarà brandita dall'opposizione, che ne attribuirà la responsabilità alla maggioranza. Qualche osservatore, meno aduso al clangore delle sciabole, farà notare che si tratta di mali antichi, ma il punto veramente rilevante è chiedersi se si tratta anche di mali permanenti e futuri. Per evitare che sia così Draghi tornerà a delineare le necessità del nostro mercato, che, in definitiva, sono le medesime della nostra società: premi alla produttività, incentivi alla competitività, meritocrazia, allentamento dell'asfis sia burocratica e fiscale. Questi principi hanno declinazioni specifiche in ogni settore, dalla scuola al mondo del lavoro, dagli obblighi contributivi ai privilegi pensionistici, dal sistema di tassazione alla regolazione delle gare, dalla giustizia alla spesa pubblica. Tutte cose che conosciamo a memoria, che abbiamo ripetuto fin oltre la nausea, ma che si schiantano tutte contro il muro ottuso di una politica concentrata nella rappresentanza delle tifoserie piuttosto che nella rappresentanza degli interessi. Nella sostanza non ci sono in giro ricette radicalmente diverse da quelle tante volte illustrate, ma neanche ci sono in giro soggetti politici interessati ad altro che a fregare gli avversari. La sinistra che ha vinto le elezioni amministrative è la stessa che si batte, in vista dell'imminente referendum, contro la “privatizzazione dell'acqua”, che non solo non esiste, ma, nelle modalità fin troppo tiepide previste dalla legge, è il minimo si possa fare per evitare il disastro idrico. La sinistra che vince, la stessa che saluterà con gioia arcigna le parole di Draghi, è la stessa che va in direzione esattamente opposta. E, del resto, al governo è vero che ci sono le forze che hanno varato quella legge, ma è anche vero che lo hanno fatto solo perché una direttiva europea lo imponeva e si sono guardate bene dal difenderla. Questo è il dramma italiano, mica chi mette la fascia di sindaco. www.davidegiacalone.it
39Martedì 31 maggio 2011 @ commenta su www.libero-news.it SPORT Roma tra allenatori e scadenze Luis Enrique vicino, ma Sabatini ha altre rogne: «Unicredit si svegli» ::: ROMA  La Roma di DiBenedetto ha scelto il suo nuovo tecnico. Tra i vari nomi vagliati dal ds Sabatini sembra averla spuntata Luis Enrique, attuale allenatore della squadra riserve del Barcellona campione d'Europa. Dopo le dichiarazioni di sabato dello spagnolo: «Siamo al 50% della trattativa», pare mancare solo il viaggio in Catalogna del ds giallorosso per mettere nero su bianco. E il blitz ci sarà appena verrà formalizzato l'incarico di Sabatini nell'organigramma societario giallorosso, motivo per cui l'ex dirigente del Palermo ieri si è incontrato con gli avvocati di Unicredit: «Ci siamo visti solo per una mia richiesta di snellire un po'le operazioni. Non ci sono problemi». Si dovrà quindi rassegnare l'ex mister del Chievo Pioli che ieri aveva dimostrato di credere ancora al suo approdo sulla panchina della Roma: «Con Sabatini ci siamo dati una scadenza precisa. Io aspetterò fino a quella data - spiega l'allenatore - ho avuto altre offerte e non posso rischiare di restare fermo un anno». la destinazione inglese. Giornata frenetica anche quella di ieri per Marottae Paraticichehanno incontratogli agenti di Lichtsteiner (27): accordo raggiunto col giocatore (2 milioni all'anno per 4 stagioni), manca quello con la Lazio che chiede 12 milioni. Si raffredda la pista per Aguero (22), ieri il presidente dei colchoneros ha alzato la posta dichiarando a Sky sport: «Per il Kun ci vogliono 45 milioni». Capitolo Milan: dall'argentina arrivano notizie di un interessamento per Lamela (19 anni, costo 15 milioni), il quale poi verrebbe girato al Napoli per arrivare ad Hamsik (no nostante le parole di Berlusconi). In caso il Napoli non trovasse un degno sostituto lo slovacco non si muoverebbe e le alternative per i rossoneri sarebbero Asamoah (22) dell'Udi nese o Lassana Diarra (26) del Real . Movimento anche in casa Lazio con Mauri (32) che sta valutando la proposta dello Zenit e biancocelesti vicini al centravanti Klose (33). Palombo (29) lascia dopo 9 stagioni la Samp, firmerà un triennale col Napoli. . DOPO IL SUCCESSO È ORA DI SVECCHIARE Marco Materazzi (38 anni) porge la Coppa Italia a patron Massimo Moratti dopo il successo per 3-1 contro il Palermo [Oly] DIKTAT PRANDELLI Il ct allontana Cassano dal Milan «Chi non gioca salta gli Europei: Antonio dovrà sgomitare». Su De Rossi: «Ha rotto» ::: FABIO RUBINI MILANO  Parla chiaro Cesare Prandelli e alla vigilia della doppia sfida con Estonia (qualificazioni a Euro 2012) e Irlanda del Trap (amichevole), lancia messaggi inequivocabili. Destinatari, tra gli altri, De Rossi, Cassano, Balotelli. La prima bordata è per il centrocampista della Roma, nemmeno convocato: «Daniele non è rimasto fuori per una scelta tecnica, e mi dispiace dirlo. Trovi quella continuità e quella serenità che negli ultimi mesi pare aver perso: le porte della nazionale per lui sono sempre aperte, ma certi comportamenti in campo a me non vanno, e lo stiamo dicendo dal primo giorno. Se l'ho sentito? No». Un'introduzione usata da Prandelli per dettare le regole della nazionale: «Da agosto i calciatori che non giocano con continuità avranno delle difficoltà ad essere chiamati qui. Del resto saremo più vicini, spero, ad una manifestazione straordinaria, e dobbiamo farci trovare preparati. Questo è un discorso in generale, non sto parlando di singoli in particolare. Palombo potrà venire in Nazionale anche giocando in B con la Sampdoria? Assolutamente sì». Il ragionamento del ct pare appiccicarsialla situazionediCassano e Balotelli. E infatti Prandelli spiega: «Non hanno giocato molto, paradossalmente possono avere i valori fisici nei test migliori di altri. A Balotelli ho ripetuto ciò che gli avevo già detto. Mi sembra abbia capito, non è soddisfatto della sua stagione nonostante un finale importante. Cassano dovrà sgomitare nel Milan per trovare il proprio spazio. Chi gioca poco rischia di perdere autostima». E il posto in nazionale. Poi ci sono casi particolari come quello di Abate, il portiere del Milan che, parole di Prandelli, difficilmente verrà chiamato in nazionale: «Non ho pensato a lui perché abbiamo Buffon. Dietro a Gigi valorizziamo i giovani». Su Abate, invece «ha fatto molto bene, però mettere giocatori nuovi ora sembrava rischioso». Ma è chiaro che i pensieri di Prandelli, più che al futuro, sono rivolti al presente e alla sfida decisiva con l'Estonia di venerdì: «È la partita più difficile della mia gestione. Sarà decisiva - spiega il ct Voglio un gruppo che si sacrifichi, la gara è fondamentale. E storicamente soffriamo sempre quando giochiamo a giugno e settembre». Per questo nei giorni scorsi i giocatori convocati hanno sostenuto test fisici: «Per avere dei dati precisi. Quando avremo i risultati sceglierò la formazione, che dipenderà molto dalla condizione. Voglio avere giocatori pronti psicologicamente e fisicamente». Impossibile, infine, non chiedere a Prandelli un giudizio sul Barcellona: «Quello che sta facendo questa squadra è un qualcosa di straordinario. Spero possa essere da esempio per il nostro settore giovanile». R. Garros/Oggi Schiavone-Pavlyuchenkova La fiaba finisce in infermeria: Fognini si ritira, niente Djokovic ::: FRANCESCO PERUGINI PARIGI (FRANCIA)  Tanto dolore per nulla. O quasi. Fabio Fognini non scenderà in campo oggi contro il numero 1 in pectore del tennis mondiale, Novak Djokovic, nei quarti del Roland Garros. Una distrazione al retto femorale, conseguenza del crampo contro cui il tennista ligure ha combattuto a lungo domenica, negli ottavi, per battere Albert Montanes. Uno sforzo immenso, con 5 match point annullati allo spagnolo e un trionfo conquistato per 11-9 al quinto set dopo 4 ore e 22 minuti di fatica e sofferenza. Uno schiaffo agli spettatori e ai giornali francesi, che avevano alimentato molti sospetti sui problemi del 24enne azzurro. «Non ho fatto scena e la mia decisione lo conferma», ha dichiarato Fognini nella conferenza stampa organizzata dopo l'ecografia di ieri mattina, «quello che valgo l'ho dimostrato ieri in campo. Spero che sia l'inizio della mia carriera». «Per un giocatore di calcio ci sarebbe uno stop di tre mesi», ha spiegato Pierfrancesco Parra, medico della Federtennis, «per Fabio si parla di 15-20 giorni. Tornerà subito in Italia e speriamo che già da lunedì prossimo possa riprendere con cautela in vista di Wimbledon». Ciò che resta è la grande impresa di Fognini, che ha riportato l'Italia ai quarti del torneo parigino 16 anni dopo l'ulti ma volta di Renzo Furlan nel 1995. Un turno di riposo inatteso per Djokovic che, imbattuto da 43 match, non potrà comunque battere il record di vittorie consecutive di Guillermo Vilas (46) già in Francia. Sulla strada di Nole ci sarà quasi sicuramente Rafa Nadal, che ieri si è sbarazzato in tre set (7-5, 6-3, 6-3) del croato Ljubicic e nei quarti troverà lo svedese Soderling (6-2, 6-3, 7-6 a Simon). Ma il campione spagnolo è deluso dalla sua prestazione: «Se gioco così sicuramente quest'anno non vincerò il torneo». Giornata amara per i colori azzurri anche sul campo: la Pennetta (con la Dulko) e la coppia Bracciali-Starace sono state eliminate nei quarti del torneo di doppio. Il riscatto è affidato oggi a Francesca Schiavone, campionessa in carica e impegnata nei quarti contro l'abbor dabile Pavlyuchenkova. ::: I RISULTATI OTTAVI MASCHILI Nadal batte Ljubicic 7-5, 6-3, 6-3. Chela vince con Falla 4-6, 6-2, 1-6, 7-6 (7-5), 6-2. Monfils supera 6-4, 2-6, 75, 1-6, 8-6, Ferrer, Soderling batte Simon 6-2, 6-3, 7-6 (7-5). OGGI I QUARTI (DALLE 14) Schiavone-Pavlyuchenkova, MonfilsFederer e Kuznetova-Bartoli. Antonio Cassano (28 anni) e Cesare Prandelli LaPresse Fabio Fognini (24 anni): dopo l'exploit di Parigi diventerà n° 31 al mondo Ap ::: FABRIZIO BIASIN  La questione è chiara. Più o meno. Ve la raccontiamo col condizionale. Gli straricchi del Qatar “avrebbero” com prato a suon di petrol-milioni i Mondiali del 2022, “risulte rebbe” da una mail inviata da Valcke (segretario generale Fifa) a Warner (il rappresentante del Nordamerica). Ma Blatter nega: «Non ci sono elementi che giustifichino un'in chiesta. I Mondiali del 2018 e del 2022 sono puliti». Solite rogne pallonare. Ora: il fatto che i Paesi interessati “ungano” gli ingranaggi per indirizzare i voti è noto, ma non si era mai arrivati al punto di avallare l'assegna zione di un Mondiale per compravendita di voti. Nel frattempo, tra l'altro, Blatter l'arraffone si “sarebbe” dato da fare per comprare i voti per la sua rielezione (e di chi altro?) a suon di dollari. Ieri in conferenza sembrava un bimbo pescato con l'avam braccio nel barattolo della marmellata, ma domani - ormai senza rivali - verrà rieletto alla guida della Fifa. E qualcuno pensa che il guaio del calcio sia la moviola in campo... Mondiali venduti e altre porcherie: Blatter ha svalvolato Sbaraglio Fifa Una foto del 16 maggio 2004 di Luis Enrique, oggi 41enne
2 Martedì 31 maggio 2011 PRIMO PIANO @ commenta su www.libero-news.it Silvio, torna a fare il Berlusconi Il Cav ha perso le elezioni amministrative. Non è la fine del mondo, però il segnale va colto: la gente è stufa di considerarlo il centro dell'universo. Parli meno di se stesso e provveda a tutti noi GUAI INTERNI Il Pdl non è più un efficiente comitato elettorale, ma non è mai diventato un partito con una gerarchia affidabile ed è dilaniato da lotte intestine la batosta LETTERA APERTA (...) e non si riesce a modificarla, rendendola adatta alle esigenze di oggi. La Corte costituzionale è pronta a bloccare ogni legge innovativa. L'oppo sizione esercita un forte potere ostativo, è sorretta da programmi televisivi importanti e dalla stampa più influente. La magistratura, da quando non esiste più l'immunità parlamentare, ha in pugno qualsiasi uomo politico: per metterlo in soggezione basta l'apertura di una inchiesta. Se a tutto questo aggiungiamo che il Pdl non è più un efficiente comitato elettorale, come era agli inizi, ma non è mai diventato un partito con una gerarchia affidabile ed è stato, e in parte è ancora, dilaniato da lotte intestine, il quadro è completo. Un quadro desolante che spiega il motivo per cui lei è stato travolto da mille difficoltà. La crisi economica mondiale ha fatto il resto, impedendo al governo - sommerso dal debito pubblico - di investire in favore della ripresa. Non è un caso che, ultimamente, perfino gli imprenditori, mostrando un cinismo degno di sottolineatura, ce l'abbiano con Palazzo Chigi. Sorvoliamo sui processi che la angustiano e sulle vicende di letto, che pure hanno contribuito a far dire alle masse: uffa, ma questo Berlusconi ne ha sempre una, potrebbe almeno evitare di esporre il fianco, ogni cinque minuti, alle critiche. È evidente che, dopo circa vent'anni di tribolazioni d'ogni genere, lei sia indotto a parlare più di sé che dei suoi elettori. Ma è altrettanto evidente che questi si siano un po' stancati di considerarla il centro dell'universo e comincino a bussare a porte diverse dalla sua, illudendosi di essere ascoltati. Desiderano che si parli anche di loro. Quando poi la voglia di cambiamento cresce ed è insopprimibile, c'è chi, pur di cambiare, è disposto a cambiare in peggio. Ecco perché, caro Presidente, lei ha perso le elezioni amministrative. Non è la fine del mondo e neanche la fine del berlusconismo. Le opportunità di riparare non mancano. Serve però che lei torni ad essere e a fare il Berlusconi, un uomo nel quale potersi identificare. Un consiglio e una preghiera: provveda a tutti noi oltre che a se stesso. Buon lavoro e buona fortuna. Anatomia di una disfatta Le tre ragioni della sconfitta Offensiva mediatico-giudiziaria, fallimento del partito unico, leader poco convincenti ::: segue dalla prima VITTORIO FELTRI . ::: FRANCO BECHIS  Non avevano nemmeno bisogno del risultato di ieri. Già da 15 giorni almeno i principali leader della sinistra italiana si comportavano come fossero i nuovi padroni di Italia, con un'arrogan za che normalmente non aiuta nel medio tempo in politica. A quella arroganza ieri si è aggiunta quella di figuri sparsi di Futuro e Libertà, che dopo la bastonatura del primo turno in assenza di controprova si sono sentiti decisivi nel secondo turno. Posso capire che questa tracotanza faccia schiumare di rabbia tanti militanti del centro-destra. E come loro anche i leader che dovrebbero rappresentarli. La verità però non si può cambiare: tra primo e secondo turno la coalizione guidata da Silvio Berlusconi si è presa una scoppola con i fiocchi. Che l'aria fosse quella si era ben capito quindici giorni fa, ma la legnata arrivata ieri da Milano, Napoli e tante altre città è stata ben più dura della più pessimistica delle previsioni. L'orgoglio ferito non è buona compagnia in questi casi, ma certo nei tanti programmi tv che ieri seguivano lo spoglio dei voti non sarebbe stato male vedere almeno un leader Pdl dire: «Sì, abbiamo perso clamorosamente. Anche i nostri lettori ci hanno dato una lezione. Vogliamo capire perché e mettervi subito riparo». Non ce ne è stato uno. Il bravo Gaetano Quagliarello su La 7 si è messo dietro la trincea del «Pdl resta il primo partito italiano, andrei cauto con i commenti». Il combattivo Fabrizio Cicchitto su Rai Uno si è avvitato su se stesso prima cercando di minimizzare la portata della batosta, poi quando i dati non offrivano vie di fuga, cercando di gufare: «Altre volte ci sono stati trionfi alle amministrative, ma poi alle politiche si sono tramutate in sonora disfatta». Figure più di secondo piano del Pdl sono riuscite qua e là a fare anche peggio. Tanto è che quando è toccato a Matteo Salvini, il più votato della Lega a Milano, sembrava quasi di sentire uno statista: «Il popolo è sovrano e soprattutto a Milano ci ha sovranamente bocciato. La Lega ha fatto tutto quel che poteva, ma prende atto di questo responso. Complimenti a Pisapia, ma da stasera iniziamo a fargli da opposizione e a controllare se le generose promesse elettorali erano vere o parole dette al vento. Lo marcheremo stretto». Quello di Salvini almeno è un inizio. Ma per il Pdl ci vorrebbe di più. Inutile nascondersi dietro la forza di questo o quel candidato: dalle Alpi alla Calabria ieri la maggioranza di governo è stata bocciata dagli elettori in gran parte dei casi. È la prima volta che accade dal 2008, e proprio per questo è bocciatura sonora. Tanto che proiettando quei dati a livello nazionale, il risultato sarebbe che ad elezioni politiche alla Camera vincerebbe la coalizione Pd-Sel-Idv da sola, e al Senato il terzo polo di Pier Ferdinando Casini e Gianfranco Fini sarebbe determinante. Sia la prima che la seconda notizia sono le peggiori immaginabili per l'attuale centro-destra. La sinistra-sinistra che può andare al governo e Fini-Casini che avrebbero un peso clamoroso assai superiore ai voti che prendono. Se a questo si aggiunge che la Lega Nord è uscita con le ossa se non rotte, certo ammaccate, dal voto del Nord, il Pdl tutto può fare meno minimizzare quel che è accaduto. Primo fatto: a differenza di quel che accadde con il caso Noemi e quello D'Addario, l'offensiva mediatico-giudiziaria sul bunga-bunga ha probabilmente inciso sull'elettorato, ammaccando seriamente la popolarità di Berlusconi anche all'interno del centro-destra. Può essere che chi votò Pdl nel 2008 ci pensi due volte di fronte alle elezioni nazionali prima di consegnare il suo paese a Nichi Vendola. Ma è possibile anche che si tenga lontano dalle urne se la minestra offerta dalla cucina moderata resterà immutata. Di qualche novità c'è bisogno. Secondo fatto: da quando è nato con una fusione piuttosto fredda, il Pdl non ha fatto altro che perdere. Da una parte pezzi più o meno pregiati, dall'altra voti. Perché ha vinto sì le altre elezioni intermedie (sia europee che regionali), ma riducendo non poco il suo consenso anche prima del divorzio da Fini. Non si può non prenderne atto, e forse iniziare a immaginare qualcosa di diverso, perché quel partito non sembra avere particolare forza di attrazione e fascino nei confronti del suo bacino elettorale. Terzo fatto: gli elettori moderati non sono allocchi. Preferiscono leader credibili nella buona e nella cattiva sorte. Bisogna fare tesoro di quel che è accaduto a Milano. Ci si sente presi in giro se una giunta che punta molto sull'Eco pass fra primo e secondo turno ti dice: «Non lo faccio più pagare» perché ha un bisogno disperato dei tuoi voti. Se la tentazione ora fosse quella a livello nazionale di provare a metterci una pezza mettendo al muro Giulio Tremonti e sfilandogli la cassa per comprare un po' di consenso popolare, sarebbe errore analogo. Che renderebbe inutile la lezione delle urne… «ABBIAMO PERSO» Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Il premier ha ricevuto le notizie dei risultati elettorali in Romania, dove si trova in visita istituzionale. Oggi incontrerà il presidente della Repubblica romeno. «Abbiamo perso, è evidente», ha detto commentando i risultati elettorali: «Non c'è altra strada se non tenere i nervi saldi e andare avanti; la maggioranza è coesa e determinata» (Olycom)
22 Martedì 31 maggio 2011 ATTUALITÀ @ commenta su www.libero-news.it Studenti irresponsabili In corteo anziché sui libri 20mila a rischio bocciatura Per manifestare contro la Gelmini hanno superato i 50 giorni di assenza tollerati. Ora giustamente rischiano l'anno. Record a Napoli dove le occupazioni sono durate un mese ::: ANTONIO SANFRANCESCO  «Uomo avvisato mezzo salvato», recita saggiamente il proverbio. Ma nella bistrattata scuola italiana questa regola non vale. Nel settembre scorso, infatti, il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, era stata fin troppo chiara: da quest'anno, aveva detto, per essere promossi bisogna essere presenti ad almeno tre quarti dei giorni di lezione, ovvero 50 giorni, calcolati sul monte ore complessivo che, in media, è di 250-300 ore per ogni istituto. Dal cinquantunesimo scatta la bocciatura. Cinquanta giorni di assenza, tanto per intenderci, rappresentano un quarto dell'intero anno scolastico. E a guardar bene non ci pare nulla di così scandaloso nello “stoppa re”per un anno chi ha scelto di trascorrere un quarto dell'anno in piazza a protestare anziché in classe. Arrivati, adesso, al momento degli scrutini finali le organizzazioni degli studenti non ci stanno, preparano ricorsi (su Internet si trovano già i moduli prestampati) e gridano alla «campagna di repressione», spalleggiati da alcune sigle come il Cgd (Coordinamento genitori democratici) e il Cidi (Centro iniziativa democratica insegnanti). La Rete degli Studenti, che appartiene alla sinistra moderata e si è fatta portavoce della protesta, ha fornito pure qualche numero: a rischio bocciatura sarebbero circa 20mila ragazzi delle superiori, quelli cioè maggiormente coinvolti nelle proteste studentesche dell'autunno scorso contro la riforma Gelmini. Ed è lì, infatti, che si va a parare: «Il ministro ci vuole punire per le occupazioni fatte in autunno, quando l'abbiamo messa in difficoltà», ha spiegato Sofia Sabatino, portavoce della Rete, «oggi numerosi ragazzi hanno già abbandonato la scuola, certi che saranno bocciati. La conseguenza di questo provvedimento pensato contro l'assenteismo è l'aumento della dispersione scolastica». La circolare del ministero è stata emanata lo scorso 4 marzo e questo è l'altro motivo di scontro: «Non si possono rendere pubbliche le regole a stagione inoltrata quando ormai molti sono al limite delle assenze», sottolineano dalla Rete che segnalano casi critici a Napoli, Palermo e in Trentino, dove sarebbero a rischio circa 200 ragazzi. Anche se la Provincia di Trento getta benzina sul fuoco: «Chi va bene a scuola non sarà bocciato, esiste un margine di discrezionalità che permetterà ha chi ha dei meriti di essere salvato», facendo notare come «quasi sempre l'assenza si accompagna a un profitto insufficiente». La scelta finale se bocciare o meno, spiegano da viale Trastevere, spetta comunque ai collegi dei docenti delle singole scuole che possono stabilire delle deroghe ma dovranno essere documentate. Quindi in caso di malattie debilitanti o eventi straordinari accompagnate magari da un profitto soddisfacente si potrà chiudere un occhio. L'altro fronte caldo di questa fine d'anno sono i test Invalsi svolti nelle seconde classi delle superiori per valutare le conoscenze degli studenti in italiano e matematica. Mentre gran parte della sinistra ha NETTUNO Rom ubriaco travolge 15enne in bicicletta ROMA È stato arrestato il pirata della strada che domenica sera a Nettuno, comune sul litorale vicino alla Capitale, ha travolto e ucciso un ragazzino di 16 anni in bicicletta. Il conducente - un operaio romeno di 35 anni incensurato e residente a Nettuno - è risultato positivo all'alcol test. L'uomo, che viaggiava sulla provinciale Nettuno-Velletri a bordo di una Ford Mondeo insieme a due connazionali, sentendosi braccato, si è presentato in caserma ammettendo le proprie responsabilità. L'uomo, dopo aver invaso la corsia opposta di marcia, ha travolto il ragazzino ed è fuggito senza prestargli soccorso. Dopo, ha nascosto la sua auto. Ma grazie ad alcuni testimoni che hanno raccontato di aver visto una Ford scura sfrecciare ad alta velocità, i militari si erano già messi sulle sue tracce. Intorno all'una il romeno si è presentato in caserma e ha deciso di confessare l'accaduto. Ora per lui le accuse sono di omicidio colposo, omissione di soccorso e guida in stato di ebbrezza. I due connazionali che viaggiavano con lui - anch'essi positivi all'alcol test sono stati denunciati per omissione di soccorso in concorso. La vittima, morta sul colpo, frequentava la scuola media Giuliano da Sangallo e ieri mattina compagni di classe e professori hanno sospeso momentaneamente l'attività didattica per ricordarlo, e hanno deciso di dedicare le lezioni alla sicurezza stradale. detto che non servono a nulla, con i Cobas della Cgil che hanno persino invitato al boicottaggio, l'eco nomista Tito Boeri dalle colonne di Repubblica ha provato invece a difenderli affermando che utilizzano lo stesso metodo dei test Pisa condotti in tutto il mondo. Spiegando che si tratta di prove valide, non idelogiche e che, in più, possono servire da stimolo per fare meglio. Apriti cielo. Alcuni docenti hanno minacciato di incatenarsi sotto la sede del giornale, altri addirittura hanno risposto che servono come strumento per «propagandare surrettiziamente delle ideologie» nel corpo studentesco. ::: I NUMERI 50 GIORNI Tra le altre novità introdotte quest'anno dal ministro Mariastella Gelmini c'è la bocciatura in caso uno studente superi i 50 giorni d'assenza. Giorni che corrispondono a un quarto del monte ore complessivo di un istituto 20MILA Sono gli studenti delle superiori a rischiobocciatura. Per lo più sono quelli che sono stati maggiormente coinvolti nelle rivolte studentesche dello scorso autunno NESSUN CASO DI BATTERIO KILLER IN ITALIA . Sequestrati per precauzione 7 quintali di cetrioli Primi sequestri di cetrioli in Italia. Ma a scopo preventivo. Ieri i carabinieri dei Nas ne hanno bloccati 7 quintali per sottoporli a controlli. Ad dirlo il ministro della Salute, Ferruccio Fazio. «Saranno fatti esami per vedere se c'è il batterio killer». Batterio che in Germania ha già fatto 14 vittime. L'epidemia da Escherichia Coli (E.Coli) sta seminando il panico in Europa. La Commissione Ue è al lavoro attende per domani i risultati delle indagini in corso in Spagna (nella foto il ministro dell'Agricoltura dell'Andalusia, Clara Aguilera, mentre gusta un cetriolo), mentre Belgio e Russia hanno bloccato le importazioni di cetrioli dalle aziende spagnole sotto accusa. Il classico Parini di Milano occupato Milestone info@isitimmo.com
Gli indici Borsa Milano-FTSE Mib Borsa Londra-FTSE 100 Borsa Parigi-CAC 40 Petrolio - al barile Euro/Dollaro +0,05% -0,36% Chiusa -0,19% 20.791,48 3.936,67 1,42725.938,87 -0,27% 114,68 $ Addio sovranità nazionale La Grecia diventa un Land tedesco L'Europa è pronta a sborsare altri soldi per Atene in cambio di privatizzazioni. Esattamente il piano che piace alla Germania e alle sue banche già pronte ad acquistare gli asset in svendita ::: Consigli Patrimonio contro debito Così si abbassano le tasse ::: CARLO PELANDA  Berlusconi ha dichiarato in televisione che le tasse non potranno essere ridotte, confermando così la dottrina di Tremonti. Ciò significa che: (a) la riforma fiscale annunciata non ridurrà le tasse, nemmeno in prospettiva, ma solo le sposterà da un settore all'al tro, con benefici troppo piccoli per rilanciare investimenti e consumi; (b) che l'unica fonte di gettito per bilanciare il taglio della spesa pubblica di 40-50 miliardi, necessario per raggiungere il pareggio di bilancio imposto dalla Ue (e dai mercati) entro il 2014, sarà costituita solo dal recupero dell'evasio ne fiscale e non da più crescita del Pil. O Berlusconi cambia idea, forzando Tremonti a rivedere il progetto di continuità statalista, oppure il popolo che vive di mercato competitivo dovrà cercare altri mezzi e veicoli per ottenere la rappresentanza dei propri interessi. Anche esasperati, quali la rivolta fiscale e contro la politica tutta perché parassitaria e inefficace. La marcia silenziosa dei confindustriali di Treviso, i casi di resistenza anche fisica agli agenti di riscossione, l'aumen to dell'ostilità contro i politici, sono segnali preliminari di una rivolta aperta. Non è un momento buono per aumentare la conflittualità nella nazione. Per questo tenterò di mostrare a Berlusconi come si potrebbero ridurre le tasse e allo stesso tempo mantenere il rigore, sperando di convincerlo. VENDITA DIFFERITA Conferire in un veicolo predisposto alla vendita differita 250 miliardi di patrimonio pubblico (80 di azioni delle partecipate statali e 170 di immobili). Chiamare, nel mercato globale, investitori che forniscano 200 miliardi di cassa con i quali comprerebbero il veicolo con valore potenziale di 250, poi realizzabile in vendite differite anche di un decennio. Con questi soldi cancellare la somma equivalente di titoli di debito, circa il 10%, rimborsandola. Tale mossa porterebbe al risparmio annuo di circa 10 miliardi di spesa per interessi e ad un aumento della credibilità del debito sovrano che ne ridurrebbe il costo di rifinanziamento, altri 4 miliardi annui guadagnati, complessivamente un risparmio dell'1% del Pil ogni anno. Trasferimento di parte del personale amministrativo statale ad aziende private di servizi. Parte del personale dello Stato deve restare in dipendenza diretta (militari, polizia, insegnanti) e meglio remunerato. Ma un'altra parte può essere spostata ad aziende private che si impegnano ad offrire allo Stato il servizio amministrativo, senza licenziare alcuno e remunerandosi in base al risparmio così ottenuto in relazione ai costi storici della funzione. Ci sono esempi ottimi in altri Paesi. Il risparmio possibile, a regime dopo un triennio, è sui 30 miliardi annui (estendendo analoga misura a Regioni e Comuni) PIÙ INCENTIVI Invece di finanziare con spesa pubblica alcune imprese si riducano le tasse a tutte per una cifra equivalente. Si tratta di 25 miliardi circa di spesa e tasse in meno. Ricalcolo dei costi delle funzioni pubbliche essenziali. Nella sanità e tanti servizi pubblici si possono tagliare i costi di almeno il 20% senza intaccare la qualità del servizio. Altri 25/30 miliardi annui risparmiati. A queste misure si aggiungano detassazioni stimolative selettive (cinema, spettacolo, aziende tecnologiche in aree specifiche) per sviluppare settori ora gracili e che comunque non producono gettito e dipendono da finanziamenti pubblici. Il tutto comporta un risparmio, in tre anni, di circa 100 miliardi di spesa pubblica strutturale che è compatibile sia con l'obiettivo di pareggio di bilancio nel 2014 sia con la riduzione del debito sia con una detassazione sostanziale. Prima di dire che le tasse non possono scendere, rischiando la sacrosanta rivolta dei liberisti, provi Berlusconi a fare le cose qui dette. Se qualcuno gli dice che sono infattibili mi chiami. www.carlopelanda.com ::: NINO SUNSERI  Ore decisive la Grecia. In settimana i rappresentanti della «troika» Fmi-Ue-Bce rilasceranno un rapporto sul paese e sugli sforzi per riportare il deficit sotto controllo. Emergerà, quasi certamente, il quadro di una nazione ormai a sovranità limitata. A dettare la politica economica sarà Berlino. Forse è proprio per quest che Jean Claude Juncker si dichiara ottimista. «La soluzione sarà trovata entro giugno» dice. Non a caso il Financial Times parla di negoziati che porteranno a un intervento senza precedenti sull'economia greca, in cambio di nuovi aiuti, incluso un coinvolgimento internazionale nella raccolta delle tasse e numerose privatizzazioni. Secondo Lorenzo Bini Smaghi, membro italiano del direttivo della Banca centrale europea, i governi Ue e l'Fmi dovranno assicurare ad Atene altri 30 miliardi di aiuti. Resta il fatto che, qualora Fmi e Ue non autorizzassero la quinta tranche del prestito (agganciata al raggiungimento di determinati risultati di bilancio) l'ipotesi default prenderebbe seriamente vigore. Il quotidiano britannico rilancia l'ipotesi di un nuovo pacchetto di aiuti che prevederebbe anche incentivi ai creditori privati per alleviare l'onere del debito. Secondo il quotidiano britannico quasi la metà dei 60-70 miliardi per i prossimi due anni potrebbe essere coperta tramite la vendita di asset e modificando i termini di rimborso del debito. Il governo greco dovrebbe presto fornire nuovi dettagli su come intende recuperare circa 28 miliardi di dollari da un programma quinquennale di austerity. Misure che dovrebbero essere annunciate dopo le consultazioni con i rappresentanti di Ue-Bce-Fmi. Resta il fatto che il governo greco, per ottenere la nuova tranche di aiuti dovrà abdicare a buona parte della sua sovranità. Le regole di politica economica verranno dettate dalla Germania. Un po' perchè la Bce ha sede a Francoforte. Ma soprattutto perchè sarà Berlino, in larga misura, a dover finanziare il piano di salvataggio. Complessivamente la Germania potrebbe impegnare in questa partita 25 miliardi. Una somma gigantesca da mettere a carico dei contribuenti. Un fardello insostenibile per la signora Merkel se non accompagnato da un “piano industriale” credibile da parte della Grecia. Difficile, infatti che Berlino accetti di imporre nuovi sacrifici ai propri cittadini per pagare le baby-pensioni agli statali greci. Non a caso il governo Papandreou si appresta a presentare un disegno di legge che riguarderà la chiusura di circa 200 degli oltre 1.800 enti pubblici in rosso con il conseguente licenziamento di molti dipendenti. La «troika» UeBce-Fmi considera la liquidazione di alcune imprese a partecipazione statale una condizione necessaria per concedere nuovi crediti. Secondo la stampa greca sarebbero stati individuati casi precisi di attività che «non producono altro che deficit». Il ministro delle Finanze Giorgio Papaconstantinou ha ammesso le chiusure. «Non è facile ha detto parlando alla tv - ma se è necessario, si farà anche questo». Inutile dire che sarà una decisione molto dolorosa. Il peso sociale potrebbe diventare insostenibile. Per capire il clima basterà ricordare che ieri 300 dipendenti della Ote (telefoni) hanno bloccato una delle grandi arterie di Atene per protestare contro il progetto di privatizzazione. È la seconda volta che accade nel nel giro di pochi giorni. I dimostranti contestano il piano del governo di cedere una quota del 10% di Ote a Deutsche Telekom, che già detiene il 30%. Il 10% di Ote sarebbe venduto per 400 milioni. Deutsche Telekom avrebbe un'opzione per acquistare il resto. Una conferma che la Grecia sta per diventare un Land tedesco. Tremonti, invece, preferisce non commentare. «Un ministro dell'Economia non parla mai a mercati aperti e i mercati ormai sono sempre aperti». Ottawa possibilista Chrysler vuole comprarsi la quota canadese  Marchionne scatenato su Chrysler. Dopo aver restituito in netto anticipo il prestito che i governi nordamericani avevano messo sul piatto per salvare il colosso automobilistico Usa, ora l'amministratore delegato della casa di Detroit controllata da Fiat vuole comprarsi la quota in mano al governo canadese pari all'1,7% del capitale. Non avendo un'opzione sull'operazione, Marchionne ha sottolineato che ora la palla è tutta in mano a Ottawa. Ma non ha giocato certo d'azzardo, visto che l'an nuncio è stato fatto durante un incontro congiunto con il ministro delle Finanze canadese James Flaherty e che lui si è affrettato a dirsi possibilista. Secondo quanto scrive il Wall Street Journal, Fiat potrebbe anche esercitare l'opzione sull'acquisto del 6% di Chrysler controllato dal Tesoro Usa nei prossimi giorni, dove invece esiste un diritto di “call”, prima della visita di Obama nell'impianto di Detroit in calendario per venerdì prossimo. L'esercizio dell'opzione call porterebbe la quota Fiat al 52% di Chrysler. Fiat possiede inoltre l'opzione per rilevare il 45,7% di Chrysler controllata dal fondo del sindacato United Auto Workers. Flaherty ha detto che Ottawa valuterà la possibilità di vendere. «Non abbiamo mai pensato che il governo del Canada debba essere nel business dell'auto e allo stesso tempo dobbiamo puntare a creare valore per i contribuenti canadesi - ha affermato Flaherty - quindi prenderemo in considerazione ciò che ci sarà proposto tenendo fermi questi due principi». Il ministro delle Finanze canadese si è dunque congratulato con Marchionne per la restituzione, lo scorso 24 maggio, del prestito concesso nel 2008 per scongiurare il fallimento della casa di Detroit. «Il ritorno per i contribuenti non va misurato solo in termini monetari ma anche in termini di investimenti e di posti di lavoro», ha affermato Flaherty riferendosi al fatto che il recupero del “contante” non è stato integrale «ma solo - ha aggiunto - perché là eravamo in presenza di una bancarotta». A.S.
17Martedì 31 maggio 2011PRIMO PIANO @ commenta su www.libero-news.it Il Pdl si consola con la rossa Rovigo Alla sinistra vanno sette capoluoghi di provincia su undici. Il centrodestra mantiene Varese e strappa anche Cosenza e Iglesias. Clamorosa la sconfitta a Cagliari e a Novara. Perse Rho e Gallarate dove pesano le baruffe con la Lega LE PROVINCE I democratici conquistano i ballottaggi di Trieste, Mantova, Pavia e Macerata, ma perdono a Vercelli e Reggio Calabria la batosta GLI ALTRI RISULTATI ::: ALESSANDRO GIORGIUTTI  Milano, Napoli, Cagliari. Sono le città simbolo della vittoria del centrosinistra, che è riuscito a piazzare i suoi candidati alla guida dei tre comuni più importanti ancora in palio (il quarto, Bologna, era già stato conquistato al primo turno). Vittoria netta per Giuliano Pisapia a Milano, vittoria trionfale per Luigi De Magistris a Napoli, vittoria storica per Giuseppe Zedda a Cagliari. Ma la disfatta del centrodestra si coglie ancora meglio nell'analisi del voto di alcune città del Nord Italia dove, in molti casi, ha pesato la rivalità tra Lega Nord e Pdl. Tra i comuni settentrionali capoluogo di provincia, al ballottaggio solo Varese premia il centrodestra, confermando il sindaco uscente, il leghista Attilio Fontana, che ottiene il 53,9 per cento dei consensi dopo aver sfiorato l'elezione già al primo turno (si fermò al 49,4 per cento). Per il resto, è buio fitto. Nella Novara feudo del governatore leghista del Piemonte, Roberto Cota, vince il candidato sindaco del Pd, Andrea Ballarè. Al quale riesce la rimonta impensabile, visto che al primo turno si era piazzato al secondo posto a ben 14 punti percentuali di distanza dal candidato di Lega Nord e Pdl, Mauro Franzinelli. E poi c'è il caso Gallarate, roccaforte del centrodestra “regalata” all'opposizione dalle divisioni interne alla maggioranza. Il pidiellino Massimo Bossi aveva fatto fuori al primo turno la leghista Giovanna Bianchi Clerici, fedelissima del Senatùr e consigliere di amministrazione della Rai. Ma al ballottaggio alla fine l'ha spuntata Edoardo Guenzani, candidato di Pd, Idv e Sel. Inevitabili i sospetti del dopo-voto: i leghisti gallaratesi avranno davvero votato per Bossi (solo omonimo del Senatùr) oppure hanno disertato le urne (l'affluenza è stata del 59,1 per cento)? Discorso simile per Rho, dove il democratico Pietro Romano ha sconfitto il leghista Fabrizio Cecchetti. Lo scarto, seppur minimo (Romano ha ottenuto il 50,8 per cento), punisce i litigi tra Carroccio e Pdl. Sono stati i leghisti, infatti, a far cadere la precedente giunta, guidata da un sindaco pidiellino. In questo caso, a rimanere escluso dalla corsa al ballottaggio è stato il candidato del Pdl, ma il risultato finale non è cambiato: il comune ha cambiato il colore dell'ammi nistrazione. Last but not least, ci sarebbe anche il caso doloroso (per il premier) di Arcore. Anche lei tradisce e si butta a sinistra: il nuovo sindaco è la democratica Rosalba Colombo, vincitrice del secondo turno con il 56 per cento dei voti. A livello nazionale, sugli undici comuni capoluogo oltre a Napoli e Milano, sette vanno al centrosinistra e quattro (Rovigo, Iglesias, Cosenza e la già citata Varese) al centrodestra. Il risultato più clamoroso è quello di Cagliari, con il trionfo di Massimo Zedda. Come a Milano e Napoli, anche nella città sarda della sconfitta del Pdl non approfitta il Partito democratico. Zedda, trentasettenne consigliere regionale, è infatti esponente del partito di Nichi Vendola, Sinistra Ecologia e Libertà. Al primo turno aveva staccato il candidato azzurro Massimo Fantola di un'incollatura (poco più di 400 mila voti), al secondo turno invece ha dominato: 50.055 voti (il 59,42 per cento) contro 34.176. Altri risultati dei comuni capoluogo: Trieste passa dal centrodestra al centrosinistra, con la vittoria di Roberto Cosolini (57,5 per cento) su Roberto Antonione (e anche qui, al primo turno leghisti e pidiellini s'erano presentati divisi). Rimini rimane a sinistra (Andrea Gnassi ottiene il 53,46 per cento) come Grosseto (Emilio Bonifazi vince col 57,27 per cento) e Pordenone (Claudio Pedrotti ha il 59,64 per cento). Rovigo, Cosenza e Iglesias, come si diceva, sono in controtendenza e passano dal centrosinistra al centrodestra. E le prime due, città storicamente “rosse”, sono conquiste importanti per il centrodestra. A Rovigo, dove le divisioni hanno indebolito il campo del centrosinistra, il nuovo sindaco è Bruno Piva col 51,02 per cento e 500 voti in più del rivale Federico Frigato. A Cosenza Mario Occhiuto col 53,31 per cento vince su Enzo Paolini. A Iglesias il primo cittadino è Luigi Perseu col 52,48 per cento. La maggioranza si consola anche con i risultati in Calabria dove - dice il Pdl locale - vince il “modello Scopelliti” (governatore regionale) e il centrodestra strappa alla sinistra la provincia di Reggio Calabria oltre al sindaco di Cosenza. Rimane però a sinistra Crotone, dove Peppino Vallone è stato confermato primo cittadino sconfiggendo la sfidante Dorina Bianchi, candidata del centrodestra e dell'Udc. Quanto alle sei province al ballottaggio, Pavia, Mantova, Trieste e Macerata vanno al centrosinistra (particolarmente grave per la maggioranza la perdita di Pavia), mentre il centrodestra s'impone a Vercelli e Reggio Calabria. ::: NINO SUNSERI  La Sicilia resta il granaio di voti più ricco per il centro-destra. Un serbatoio inesauribile di consensi fin dal famoso 61 a zero con cui dieci anni fa la Casa delle Libertà, allora guidata da Gianfranco Miccichè, sbancò le urne dell'isola. Ieri il voto più importante riguardava il Comune di Ragusa, unico capoluogo chiamato a rinnovare l'amministrazione. La vittoria del sindaco uscente Nello Dipasquale è stata travolgente. Non solo è passato al primo turno con il 58% dei voti ma è riuscito anche a infliggere più di venti punti di distacco a Sergio Gastella, candidato dalle sinistre. Naturale la soddisfazione del coordinatore regionale di Pdl Giuseppe Castiglione: «Salutiamo la vittoria di un primo cittadino che dimostrando competenza, professionalità e amore per la città è stato premiato con un largo suffragio». C'è anche da dire che una vittoria così larga è stata favorita dalla decisione del centrodestra di presentarsi con la formazione tradizionale che comprende anche Udc e i finiani. Negli altri dodici comuni dove invece la squadra non si è presentata in ordine altrettanto compatto ci sono stati piccoli smottamenti. I candidati del centro-destra sono stati costretti al ballottaggio dove comunque si presenteranno partendo in vantaggio. Non ha funzionato l'inedita alleanza tra Mpa e Pd che sostiene, in questo momento, la giunta regionale guidata da Raffaele Lombardo. Hanno ottenuto ovunque risultati molto deludenti a conferma che si tratta di un cartello elettorale molto fragile. I voti di Mpa affondano le radici nell'elettorato moderato. Difficile mescolarsi con il Pd che, a sua volta, soffre la vicinanza con il partito del governatore in odore di rinvio a giudizio. Sconfitta l'Mpa La Sicilia non tradisce Ragusa resta ai moderati Resa dei conti La Polverini punta i piedi e nel Lazio perde due volte ::: TIZIANA LAPELOSA  Al centrodestra diviso ai ballottaggi del Lazio, la lista di Renata Polverini contro quella del Pdl, gli elettori hanno premiato il partito di Silvio Berlusconi. È successo a Sora e Terracina, gli unici comuni ad avere una sfida diretta. La lista Città Nuove, che fa capo alla presidente della Regione Lazio eletta con i voti del centrodestra, è stata appoggiata dal sindaco di Roma Gianni Alemanno. Ma non è bastato. A Terracina il candidato Gianfranco Sciscione, re delle televisioni con Gold Tv, Latina tv e Lazio tv, accusato di bancarotta fraudolenta, truffa aggravata e falso in bilancio, ha dovuto cedere al al 35enne Nicola Procaccini. Portavoce della ministra della Gioventù Giorgia Meloni, ha come referente politico il deputato Fabio Rampelli. Anche a Sora, in piena Ciociaria, la meglio l'ha avuta il “gabbiano” Er nesto Tersigni contro l'esponente di Città Nuove Enzo Di Stefano. Ai ballottaggi, però, non ha perso soltanto la Polverini, ma anche Alemanno, che con i rampelliani è ai ferri corti dopo aver escluso dalla giunta un assessore vicino a Rampelli. Così, a urne aperte, al centrodestra del Lazio non resta che una verifica. Presto Pdl e Polverini, che tre giorni fa ha parlato di «fine della coalizione», si ritroveranno a fare i conti intorno ad un tavolo. Anche se nessuno lo dice apertamente, la Polverini potrebbe perdere l'appog gio del Pdl al consiglio regionale se non farà un passo indietro. Ma una crisi in Regione Lazio non conviene a nessuno.
19Martedì 31 maggio 2011ESTERI @ commenta su www.libero-news.it ::: ATTENTATO IN AFGHANISTAN ::: LA MISSIONE 4200 SOLDATI Sono 4.200 i militari italiani che, tra le province di Kabul e di Herat, prendono parte alla missione multinazionale Isaf in Afghanistan. Il Contingente italiano di stanza a Herat è dal 4 aprile 2011 al comando del Generale di Brigata Carmine Masiello, comandante della Brigata Paracadutisti «Folgore». IL COMANDO Il Regional Command West (RC-W), la zona sotto la responsabilità italiana, è un'ampia regione dell'Afghanistan occidentale, grande quanto il Nord Italia, che si estende sulle quattro province di Herat, Badghis, Ghowr e Farah. COMPONENTI La componente principale delle forze italiane è costituita dal personale proveniente dalla Brigata paracadutisti «Folgore» dell'Esercito. È presente inoltre un significativo contributo di uomini e mezzi della Marina Militare, dell'Aeronautica, dei Carabinieri e della Guardia di Finanza. COMPITI La missione Isaf ha il compito di condurre operazioni militari in Afghanistan secondo il mandato ricevuto, in cooperazione e coordinazione con le Forze di Sicurezza afghane e con le forze della coalizione, per assistere il governo afghano nel mantenimento della sicurezza, favorire lo sviluppo delle strutture di governo, estendere il controllo del governo su tutto il Paese ed assistere gli sforzi umanitari e di ricostruzione. preso piede nel 2009 a opera dei miliziani del network Haqqani, l'organiz zazione basata in Waziristan rivale della “shura di Quetta” del Mullah Omar e attiva soprattutto nelle province orientali di confine con il Pakistan. Gli uomini di Haqqani colpirono con azioni spettacolari a Kabul, Gardez, Jalalabad e Khost. Due settimane or sono il centro di Kandahar venne terrorizzato per due giorni dagli assalti di cellule suicide ormai presenti in tutto il Paese. Impatto mediatico a parte va però rilevato che sul piano strategico l'impiego dei combattenti in operazioni senza speranza sembrerebbe indicare l'incapacità dei talebani di contrastare sul campo gli avversari. . CARNEFICINA I momenti di concitazione immediatamente dopo lo scoppio delle auto cariche di esplosivo con a bordo i due attentatori [LaPresse] Il cambiamento di strategia Usa I nostri soldati traditi dai dubbi di Obama La Casa Bianca si è già pentita del mastodontico impegno a favore di Kabul. Si fa strada l'idea di lasciare il Paese da solo contro i talebani (...) con l'eliminazione di Osama Bin Laden, il pericolo rappresentato da un Gheddafi divenuto nemico giurato non va sottovalutato, potrebbe esserci il colonnello dietro tutt'e due gli attacchi. Infine, ma è forse la cosa più importante, in queste missioni tra il civile e il militare destinate a durare anni, anche decenni, e costosissime, gli italiani ci vanno con regole di ingaggio imposte dalla nostra Costituzione che equivalgono allo spedire delle persone in guerra armate di mandolino. Fino a quando? La dead line per il ritiro delle truppe non inganni nessuno, prima doveva essere a luglio di quest'an no,oraèstata spostataal2014;ma l'unico risultatoche BarakObama ottiene fissando con anticipo queste date contro la volontà dei suoi stessi generali è quello di informare i talebani sul tempo che rimane loro per resistere. La guerra in Afghanistan è di là da essere conclusa con successo, e il presidente scelto prima e poi subito dall'Oc cidente, Karzai, suscita molti più dubbi che affidabilità. L'AVEVANO DETTO Il Provincial Reconstruction Team (Prt) a guida italiana di Herat è stato attaccato ieri. Uccisi almeno cinque poliziotti e civili afgani, pure cinque gli italiani coinvolti, un ufficiale è molto grave. Non è una sorpresa, i talebani lo avevano annunciato: in primavera torneremo a colpire duro. In sette avrebbero cercato di penetrare nel compound occidentale. Tre, forse quattro kamikaze e un'autobomba come apripista. La loro è anche un'azione punitiva, una dimostrazione di forza contro invasori e civili, colpevoli di collaborare sempre più attivamente nelle operazioni di ricostruzione e sviluppo. La provincia occidentale afghana di Herat è una delle zone più pacificate del Paese, tra civili e forze internazionali c'è intesa, molto è merito del nostro contingente, Herat è la base del Comando regionale occidentale dell'Isaf, sotto responsabilità italiana. Inutile fingere sorpresa, l'offen siva era prevista. «Prevedo per il 2011 più combattimenti, perché abbiamo aumentato il numero delle truppe internazionali e i talebani sono sotto pressione ovunque nel territorio», ha dichiarato il segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen, che ha ribadito come i vertici delle truppe Nato in Afghanistan «stiano facendo tutto il possibile per ridurre al minimo le vittime civili». E, dati alla mano - ha aggiunto - «vediamo che i civili colpiti dai nostri nemici sono molto più numerosi». Il generale David Rodriguez: «I comandi alleati in Afghanistan si aspettano una nuova campagna di attacchi degli insorti, che cercheranno di riconquistare il terreno ceduto lo scorso anno soprattutto nelle province di Helmand e Kandahar forse intensificando l'uso di kamikaze, con quegli attentati suicidi in serie che hanno lo scopo di fare sensazione e scalpore anche a grande distanza». Come si concilia questa situazione tanto pesante con la nuova fantasiosa strategia della Casa Bianca? A Washington sono pentiti dell'impegno colossale annunciato nel 2009, una strategia simile a quella irachena e che comprende l'onere di creare un esercito funzionante, far partire un processo democratico credibile, conquistare la non ostilità degli afghani. Ci vuole tempo, determinazione, fegato, visione. La Casa Bianca vorrebbe ora invece rilanciare un'altra dottrina, della quale il vicepresidente Joe Biden è il più fervido sostenitore e che si riassume in poche pericolose frasi: lasciare gli afghani al loro destino contro il Mullah Omar oppure stringere un compromesso politico con lui e combattere i terroristi internazionali di Al Qaeda con il lavoro dei servizi segreti, gli attacchi dei droni e le incursioni delle forze speciali. TUTTI I COSTI A Paesi come l'Italia, stanchi giustificatamente della missione, pare un'ipotesi suggestiva. L'Af ghanistan ci costa. Dopo 10 anni di missione siamo a 3,5 miliardi di euro, così ripartiti: negli ultimi due anni, quelli del surge americano, anche il nostro contingente è stato esposto a rischi e a un impegno maggiore e il numero delle nostre perdite è salito tragicamente, quaranta connazionali. Dopo anni di conflitto si devono affrontare i costi del ricambio del personale e l'usura dei materiali, il trasporto e l'installazione delle basi e dei mezzi blindati, la logistica. Ma un'ipotesi suggestiva non è per forza un'ipotesi praticabile, gli attentati lo dimostrano, la primavera talebana è appena iniziata. SYED SALEEM SHAHZAD Giornalista di Adnkronos sparito in Pakistan La paura: rapito dai fondamentalisti Non si hanno più notizie del giornalista pakistano Syed Saleem Shahzad, corrispondente di AKI - Adnkronos International da Islamabad, scomparso da domenica sera. Shahzad aveva lasciato la sua abitazione per recarsi a partecipare a un programma tv ma non è mai giunto a destinazione. Anche la sua auto è scomparsa. Shahzad, che collabora con AKI dal 2004, era già stato rapito nel novembre 2006 dai talebani nella provincia afghana di Helmand, dove si trovava per realizzare un reportage. Fu lui stesso, dopo alcuni giorni di silenzio, a contattare la moglie e informarla di essere in mano ai Talebani insieme a un altro giornalista pakistano, Qamar Yousafzai, sospettati di essere spie. ::: ANTONIO PANZERI*  Nei giorni scorsi la commissione europea con il contributo del parlamento continentale - ha presentato il documento che contiene le nuove proposta di politica di vicinato verso i Paesi del sud del Mediterraneo. Si tratta di un documento molto importante perché, dopo i cambiamenti intervenuti, l'Europa aveva la necessità di modificare il proprio approccio dopo gli errori compiuti in questi anni verso quei Paesi. I punti fondamentali del documento appaiono tre: il primo riguarda la predisposizione di una nuova politica di cooperazione economico finanziaria basata sul principio “more for more”. Le risorse economiche messe a disposizione dovranno essere accompagnate e condizionate dallo sviluppo della democrazia e dei diritti dei Paesi arabi. Il secondo punto pone l'esi genza di costruire, dandole finalmente consistenza, un'area di libero scambio tra l'Unione europea e la sponda sud del Mediterraneo. Infine, la determinazione di un piano per la mobilità capace di immaginare una politica lungimirante e virtuosa dell'im migrazione e perché essa non rappresenti un problema ma una formidabile opportunità per tutti. Ora si tratta di tradurre in fatti concreti queste indicazioni, associando gli Stati membri in questa nuova dimensione politica ed evitando che l'idea, fin qui perseguita, degli accordi bilaterali determini il venir meno di una spinta europea e ponga in contraddizione l'azione stessa. Occorre piena consapevolezza che l'Europa è chiamata a una grande sfida che potrà essere vintasolo setutti lavoreranno nella stessa direzione e per gli stessi scopi. *Eurodeputato Pd L'Europa vara il nuovo piano del Mediterraneo Mal d'Africa INTRAPPOLATO I primi soccorsi a uno dei cinque italiani rimasti feriti dalla deflagrazione a Herat LaPresse ::: segue dalla prima MARIA G. MAGLIE .
13Martedì 31 maggio 2011PRIMO PIANO @ commenta su www.libero-news.it Pisapia festeggia con l'inno comunista Il nuovo sindaco supera la Moratti di dieci punti e si presenta in piazza Duomo al suono dell'Internazionale. Prima annuncia di aver «liberato Milano» poi dice che sarà il primo cittadino di «tutta la città». Bombe carta contro la casa di De Corato CONGRATULAZIONI Letizia gli telefona e il vincitore ringrazia: ritirata la querela per le accuse in tv, «Sono contento che voglia collaborare con noi» la batosta CHE BRUTTA ARIA ::: LORENZO MOTTOLA MILANO  Il nuovo sindaco di Milano è entrato ieri sera in piazza Duomo sulle note dell'Interna zionale Socialista. Aveva detto che avrebbe portato aria nuova, ma ad aspettarlo (oltre all'orche strina) c'erano dozzine di bandiere con falce e martello, distribuite tra le cinquantamila persone corse a festeggiare la caduta della roccaforte del Pdl al nord, la città di Silvio Berlusconi. Il centrodestra ha perso la più importante città del nord Italia. E lo ha fatto con numeri schiaccianti: 55.1 per cento a 44.9. Un dato perfettamente in linea con quello del primo turno, dove la Moratti aveva accumulato quasi sette punti di ritardo rispetto allo sfidante. Nelle ultime settimane l'ormai ex primo cittadino ha fatto di tutto per provare il recupero, promettendo l'abolizione di Ecopass, parcheggi gratis e un grande condono sulle multe. Risultato: Pisapia ha guadagnato altri 50mila voti. La Moratti ne ha persi 25 mila. E l'affluenza è stata praticamente identica a due settimane fa. Per Pdl e Lega, quindi, non può esserci neanche questa scusa. «Ora i milanesi devono pregare il buon Dio che non gli succeda qualcosa di negativo», è stato l'unico commento di Silvio Berlusconi. Ora l'avvocato Pisapia e soci «improvviseranno in un mestiere che non hanno mai fatto». È dall'inizio della seconda Repubblica, infatti, che a Milano si alternavano sindaci di Lega e Forza Italia e per il premier, «la città non era amministrata male». D'altra parte, il suo parere sulla sconfitta era noto da tempo. Il Cavaliere ha già spiegato che forse la scelta del candidato non è stata la migliore. Letizia Moratti avrebbe fatto meglio a lasciar perdere. Praticamente opposta l'opi nione degli alleati. Per l'eurode putato leghista Matteo Salvini, «La vittoria della sinistra è stato un voto contro Silvio Berlusconi», niente di meno. Il sindaco non c'entra, come tanti nel Pdl hanno detto. E forse neanche la crisi. Per il Carroccio, l'errore è stato quello di parlare dei problemi giudiziari del presidente del Consiglio piuttosto che di quelli dei milanesi. «La Lega», ha aggiunto Salvini, «ha fatto di tutto e di più parlando dei problemi concreti, ma gli elettori sono sovrani e ne prendiamo atto». Pisapia, intanto, si è lasciato andare ai grandi proclami. Di fronte a una folla impegnata a cantare “chi non salta Berlusconi è” (in mezzo a questi, anche Umberto Eco e una lista sterminata di comici e cantanti) si paragonato a Gandhi («questa campagna è stata come la sua marcia del sale») e ha annunciato di essere pronto a mettere fine «alle liti. Io sarò il sindaco di tutta Milano», lasciando intendere che nella definizione rientrano anche immigrati, rom e in generale tutte quelle categorie che, secondo la sinistra, sono state messe ai margini in questi anni. Ora, finalmente, «potremo abbracciare i nostri fratelli e sorelle rom alla faccia loro», ha tuonato Nichi Vendola dal palco allestito per la grande festa del centrosinistra. «Abbiamo liberato Milano», ha proseguito Pisapia, «ora dobbiamo ricostruirla, dobbiamo farla tornare la città dell'accoglienza, la città che sorride». Alcuni fan dell'avvocato Giuliano, nel frattempo, si sono spostati sotto casa del vicesindaco Riccardo De Corato. In cinquanta, ha spiegato il parlamentare ex An, hanno manifestato per qualche ora lanciando petardi (o addirittura bombe carta, secondo il politico) contro le finestre del suo palazzo. Il commento: «È partita la caccia all'uomo». Il nuovo sindaco intanto ha annunciato anche di aver ritirato la querela presentata contro il suo predecessore per lo “scivo lone”nel faccia a faccia su Sky (la Moratti aveva accusato ingiustamente Pisapia di aver rubato un auto negli anni '70). Dopo aver chiamato Giorgio Napolitano, Pisapia ha ricevuto una telefonata proprio dalla Moratti, che si è complimentata con lui per la vittoria. «Sono molto contento che anche Letizia Moratti partecipi all'Expo», ha spiegato, e che si sia detta disponibile a lavorare per la città». Mentre i fan dell'avvocato Giuliano intasavano le vie della città con bandiere arancioni, a destra erano già partite le polemiche sulle responsabilità della disfatta. «Noi siamo tornati in mezzo ai mercati», ha detto ieri Roberto Calderoli, «e devo dire che tanti colleghi di governo o erano ben nascosti o non li ho mica visti». La sconfitta La Moratti ora pensa di fondare un partito  «Quello di oggi è un risultato che mi spinge a moltiplicare il mio impegno in collaborazione con tutte le forze moderate e riformiste che condividono i valori della famiglia, della legalità, dell'accoglienza e della sussidiarietà». Letizia Moratti si è congedata così, con il consueto annuncio sibillino. Continuerà a lavorare «per Milano e per l'Italia», ma si è sostanzialmente rifiutata di sciogliere i nodi che riguardano il suo futuro. Il sindaco uscente è ancora il commissario Expo, ma non ha spiegato se lascerà il posto o se, come molti pensano, parteciperà all'organizzazione al fianco di Giuliano Pisapia. «Me ne occuperò in un secondo momento», Questo, tuttavia, potrebbe essere solo uno dei progetti della Moratti. Secondo voci provenienti dal suo staff, Letizia starebbe pensando anche a fondare un suo partito. Da qualche tempo avrebbe per le mani alcuni sondaggi estremamente positivi. Il suo nome sarebbe particolarmente popolare nel meridione. Per questo alcuni dei suoi fedelissimi sono convinti di poterla lanciare come leader politico nazionale. «Oggi sono qua», ha detto ieri, «per confermare il mio impegno a continuare a mettere a disposizione il capitale di fiducia che ho raccolto in questi anni per unire tutte le forze moderate che vogliono un dialogo per rafforzare le alleanze e costruire alleanze nuove». L.MOT. Roberto Formigoni «O si cambia o sono guai» Il governatore: «Sberla peggiore del primo turno, ora riforme su economia e fisco» ::: MATTEO LEGNANI MILANO  Qualche giorno fa (venendo criticato da alcuni esponenti leghisti), il governatore della Lombardia Roberto Formigoni si era detto «pronto a collaborare con Pisapia, se questa sarà l'indicazione che gli elettori daranno». Uno scenario che, da ieri, si è trasformato in realtà. Presidente Formigoni, dopo sedici anni a lavorare con sindaci milanesi del centrodestra, da oggi cambia tutto... «Io sono pronto. Ho già collaborato tante volte con sindaci lombardi e presidenti di provincia del centrosinistra. Vedremo cosa dirà e cosa farà Pisapia». Ha sentito la Moratti in queste ore? «Sì, l'ho fatto per ringraziarla dell'impe gno profuso e per la promessa che ha fatto di lavorare ancora per il bene di Milano. Lo trovo un approccio molto positivo». Nella rimonta da -7 lei ci credeva? «Onestamente, no. Ma c'è da dire che i sondaggi in vista del primo turno erano tutti sbagliati e quindi in questi quindici giorni abbiamo lavorato a testa bassa senza guardare i numeri. La politica è anche impegnarsi al di là del risultato». La Lega dice che la sconfitta è più del Pdl che sua. Lei cosa replica? «Che a perdere sono stati sia Pdl sia Lega. E che la batosta del secondo turno è stata anche più dura di quella del primo turno, segno che quello dato due settimane fa dagli elettori era ben di più di un avvertimento. La gente è stufa». Parla del caso Ruby e degli scandali legati alla vita privata di Berlusconi? «Quelli hanno contato, certo. Ma la gente può passarci sopra, se vede che chi la governa porta a casa i risultati. Invece, qui si porta a casa poco o nulla». Lei parla di promesse non mantenute? «Sì e se vuole le faccio anche la lista». Prego... «Serve una riforma economica. Tenere i conti a posto va bene, ma se la crisi dura come sta durando, occorre una politica di sostegno alle imprese». Poi? «Poi c'è la riforma fiscale, quella delle aliquote. È dal '94 che se ne parla e non s'è fatto nulla. Infine, c'è la questione federalismo. Fin qui, quello che la gente ha visto sono stati dei gran tagli alle Regioni e agli Enti locali. A una Regione virtuosa come la mia Lombardia sono stati tolti 1,4 miliardi di euro e i nostri Comuni sono stati messi in grosse difficoltà dal patto di stabilità. Questa è l'ultima chiamata: dobbiamo decidere se vogliamo un federalismo vero o un federalismo fatto solo di parole». A proposito di federalismo, cosa farà la Lega nelle prossime settimane? «Io mi appello alla saggezza di Bossi. Ci sono ancora due anni e se porteremo a casa gli obiettivi fissati nel programma, sono sicuro che nel 2013 potremo vincere con Berlusconi di nuovo candidato premier». Torniamo a una questione milanese, ma con un “indotto” nazionale: Expo. C'è chi dice che con Pisapia al posto della Moratti verrà stravolto. È un'ipotesi credibile? «Penso di no, se Pisapia è la persona accorta che va in giro dicendo di essere. Expo ha cinque soci e quattro sono rimasti gli stessi, Pisapia non farà colpi di testa». Poi c'è la questione moschea, sulla quale lei non è mai stato contrario a priori. Gli elettori di centrodestra sono spaventati. «È una questione delicata, che non va evitata ma trattata con intelligenza alla ricerca delle migliori soluzioni possibili». ULTIMA CHIAMATA Il governatore lombardo Roberto Formigoni non ha dubbi: è l'ultimo avvertimento. «La gente è stufa, subito la riforma economica, del fisco e il federalismo» (Olycom)
37Martedì 31 maggio 2011 CANALI PREMIUM DIGITALE TERRESTRE I FILM LO SPORT TELEFILM SHOW E DOCUMENTARI RAGAZZI C Cult CN Cartoon Network D Discovery Channel HD ES Eurosport HD DY Disney Channel F - FR Fox HD - Fox Retro FC Fox Crime HD FL Fox Life MGM Metro Goldwyn Mayer NCK Nickelodeon NGC National Geographic HD SC1 Sky Cinema 1 HD SCC Sky Cinema Comedy HD SCF Sky Cinema Family HD SCH Sky Cinema Hits HD SCM Sky Cinema Max HD SCP Sky Cinema Passion HD SP1 Sky Sport 1 HD SP2-3 Sky Sport 2-3 HD SKU Sky Uno THC The History Channel LEGENDA HD Canale disponibile anche in alta definizione 14.00 Tennis, Grande Slam 2011 Roland Garros: quarti di finale (Diretta) ES 14.00 I Signori del Calcio Nesta SP1 14.00 Calcio, Liga 2010/2011 Real Madrid - Almeria (Replica) SP3 14.15 Rugby, amichevole Inghilterra Barbarians (Replica) SP2 15.00 Calcio, Serie A 2010/2011 Inter - Catania (Sintesi) SP1 15.30 Rubrica sportiva Fan Club Roma Roma - Genoa 10/11 SP1 16.00 Rubrica sportiva Fan Club Napoli Cesena - Napoli 10/11 SP1 16.00 Icarus Episodio 7 SP2 16.00 Futbol Mundial SP3 16.30 Rubrica sportiva Fan Club Fiorentina Fiorentina - Bari 10/11SP1 16.30 MotorSport Episodio 14 SP2 16.30 Golf, PGA European Tour 2011 Volvo World Match Play Championship: 4a giornata (Replica) SP3 17.00 Rubrica sportiva Fan Club Juventus Juventus - Cagliari 10/11 SP1 17.00 Rugby, Heineken Cup 2010/2011 Finale Northampton Saints Leinster Rugby (Sintesi) SP2 17.30 Rubrica sportiva Fan Club Milan Milan - Genoa 10/11 SP1 18.00 Calcio, UEFA Champions League 2010/2011 Finale Barcellona Manchester United (R) SP1 18.00 Basket, Serie A maschile 2010/2011 Playoff - Semifinali, Gara 1 Bennet Cantù - Armani Jeans Milano (Sintesi) SP2 18.30 Momenti di Golf Ep. 17 SP3 19.00 Rugby, amichevole Inghilterra Barbarians (Sintesi) SP2 19.00 Wrestling, WWE Experience SP3 19.30 Game, Set and Mats (Dir.) ES 20.00 Atletica leggera, Meeting di Ostrava 2011 (Differita) ES 20.00 Rubrica sportiva Preview Uefa Champions League SP1 20.00 Sky Basket prepartita (Diretta) SP2 20.00 WWE Domestic Raw SP3 20.15 Basket, Serie A maschile 2010/2011 Playoff - Semifinali, Gara 1 Montepaschi Siena Benetton Treviso (Diretta) SP2 20.30 Calcio, Adidas Cup: Tutti per Stefano Borgonovo (Diretta) SP1 21.30 Boxe, Boxe Titolo Mondiale WBO, M. Huck vs G. Fragomeni (Replica) ES 22.15 Rubrica sportiva 100 giorni alla World Cup di Rugby SP2 22.30 Rugby, World Cup 2007 Finale 1°/2°posto Inghilterra - Sud Africa (Replica) SP2 22.45 Calcio, amichevole Germania Uruguay (Sintesi) SP3 23.00 World Series by Renault 2011 Monza (Italia) (Sintesi) ES 14.35 Aliens in America “Centomila miglia” “Il corso di spagnolo” con Dan Byrd 15.30 Smallville “La bestia” 16.15 Baywatch “Concorrenza sleale” 17.10 Aliens in America “I libri proibiti” “La veglia al lago” 18.05 R.I.S. 3 - Delitti Imperfetti “Il colore della pelle” “La vendetta è un piatto freddo” 20.05 Baywatch “Un delfino per amico” con David Hasselhoff 21.00 Prima tv - Primi episodi II stagione - Being Human “Lia” “La famiglia di Adam” 23.10 Nikita “Seduzione mortale” con Maggie Q 0.00 Trauma “Obiettivi” 0.50 Smallville “Ingiustizia” 20.10 C.S.I. NY “Il libro della morte” FC 20.10 Ned NCK 20.20 Sex & The City “Salpare le ancore” FL 20.25 I Jefferson “Hart to Heart???” FR 20.35 La vita secondo Jim “L'orologio” F 20.50 Hannah Montana DY 21.00 N.C.I.S. “Il collezionista” FC 21.00 The Listener “La bambina rapita” F 21.00 Castle - Detective tra le righe “Un colpo di... fortuna” FL 21.00 New York, New York “Testimone d'accusa” FR 21.15 La mia vita con Derek “Segnali confusi” DY 21.40 Quelli dell'intervallo Cafè DY 21.50 N.C.I.S. “Joanne” FC 21.50 Glee “Dirsi addio” F 21.50 Prima tv Private Practice “Amore e bugie” FL 22.00 Life Bites DY 22.00 Ellery Queen “Tre per uno” FR 22.25 Jonas L.A. DY 22.40 Law & Order UK “Aiuto” FC 22.45 90210 “Un nuovo inizio” F 22.45 Prima tv Hot in Cleveland “Romeo e Giulietta” FL 22.50 The Sleepover Club DY 23.00 I Jefferson “George's Old Girl Friend” FR 19.00 Come è Fatto D 19.15 Mega: Strutture “La diga di Hoover” NGC 19.20 A caccia di mostri “Il lago della paura” THC 19.20 Hell's Kitchen USA SKU 19.30 Come è Fatto D 19.45 Non lo sapevo! NGC 20.00 Top Gear D 20.10 Project Runway SKU 20.15 Affari di famiglia “Un anello vincente” THC 20.15 Indagini ad alta quota “Motori in fiamme” NGC 20.45 Affari di famiglia “La gamba del pirata” THC 21.00 Terrore a bordo “Collisioni” D 21.05 Alla ricerca della mummia perduta THC 21.10 Prima tv Appuntamento al buio Made in Italy SKU 21.10 Grandi evasioni “Ladro gentiluomo” NGC 22.00 Prima tv Segreti svelati “L'assassinio di Lincoln” THC 22.00 L'aereo che non si arrese D 22.05 Prima tv Appuntamento al buio USA SKU 22.10 Il Vulcano che bloccò il mondo NGC 22.50 Delitti THC 23.05 Il futuro della Terra “La fine dell'Eden” NGC 16.35 Spongebob NCK 16.35 Ben 10: Forza Aliena CN 16.40 I Simpson “Homer il max-imo” F 17.00 Super Hero Squad Show NCK 17.05 I Simpson “Io sto con Cupido” F 17.20 Generator Rex CN 17.25 Due fantagenitori NCK 17.45 Wakfu CN 17.55 Zevo-3 NCK 18.10 Leone il cane fifone CN 18.20 Due fantagenitori NCK 18.50 Spectacular Spiderman NCK 19.05 Batman: The Brave and the Bold CN 19.20 American dad “A.T. L'alieno terrestre” F 19.30 Ben 10 CN 19.45 I Simpson “Marge ingrana la marcia” “Fate largo a Lisa” F 19.55 Leone il cane fifone CN 20.45 Spongebob NCK 20.45 Adventure Time CN 21.10 Spongebob NCK 21.10 Le nuove avventure di Scooby Doo CN 21.35 Robotboy CN 21.40 Spongebob NCK 22.00 I Fantastici 4 CN 22.05 I pinguini di Madagascar NCK 22.25 Hero 108 CN 22.30 Due fantagenitori NCK 22.55 Batman NCK 23.15 I gemelli Cramp CN 17.00 Bad boys Con Will Smith SCM 17.30 Sixty Six Con Helena Bonham Carter C 17.35 Frustrazione Con Vincent Price MGM 17.40 L'aereo più pazzo del mondo... sempre più pazzo Con Robert Hays SCC 17.45 Crossing Over Con Harrison Ford SCH 17.55 Il 7 e l'8 Con Salvatore Ficarra SC1 18.55 Le Divorce - Americane a Parigi Con Kate Hudson SCP 19.00 Traitor - Sospetto tradimento Con Don Cheadle SCM 19.05 Bandslam - High School Band Con Gaelan Connell SCF 19.05 Questa ragazza è di tutti Con Charles Bronson MGM 19.10 Generazione 1000 Euro Con Alessandro Tiberi SCC 19.10 Lulu on the Bridge Con Harvey Keitel C 19.35 Oceani SC1 19.40 2012 - Doomsday Con Cliff De Young SCH 20.55 Body of Evidence Con Madonna MGM 21.00 Il postino Con Philippe Noiret SCP 21.00 Black Hawk Down Con Josh Hartnett SCM 21.00 In fuga a quattro zampe Con Robert Hays SCF 21.00 Non è un'altra stupida commedia americana Con Jaime Pressly SCC 21.00 Il tè nel deserto Con Debra Winger C 21.10 The Italian Job Con Mark Wahlberg SCH 21.10 Prima tv Serious Moonlight Con Meg Ryan SC1 22.30 Bibi e il segreto della polvere magica Con Sidonie von Krosigk SCF 22.35 I Love You, Man Con Paul Rudd SCC 22.35 Vediamoci stasera... Porta il morto Con Ethan Hawke MGM 22.40 La nostra vita Con Elio Germano SC1 23.00 Un amore all'improvviso Con Eric Bana SCP 23.05 Io & Marley Con Owen Wilson SCH 23.20 Zucker! ...come diventare ebreo in 7 giorni Con Henry Hübchen C 23.30 Alpha Dog Con Emile Hirsch SCM 0.15 Fuori di testa Con John Candy MGM 16.50 Scontro tra titani (Fantastico, 2010) con Sam Worthington. Regia di Louis Leterrier. 18.45 L'uomo nell'ombra (Thriller, 2010) con Ewan McGregor, Pierce Brosnan. Regia di Roman Polanski. 21.00 The Hole (Horror, 2009) con Teri Polo, Chris Massoglia. Regia di Joe Dante. 22.40 Little Children (Drammatico, 2006) con Kate Winslet, Patrick Wilson. Regia di Todd Field. 1.00 Julia (Drammatico, 2008) con Tilda Swinton, Aidan Gould. Regia di Erick Zonca. 18.25 The West Wing - Tutti gli uomini del Presidente “L'attentato” con Allison Janney 19.10 E.R. - Medici in prima linea “Perduto” con Noah Wyle 20.05 Royal Pains “Il seme della pazzia” con Mark Feuerstein 21.00 The Event “L'arrivo (TBA) ultimo ep.” con Jason Ritter 21.45 Joi Extra 22.00 Dr. House - Medical Division “Vivere il sogno” 22.50 Linea d'ombra “Lo spirito è corpo” 23.00 Dr. House - Medical Division “La testa di House” “Il cuore di Wilson” con Hugh Laurie 0.40 Leverage “Chi la fa l'aspetti” con Timothy Hutton 17.05 Amici Miei, Amori Miei (Commedia, 2008) con Vincent Lindon. Regia di Lorraine Levy. 18.50 La complicata vita di Christine “La torta migliore” con Julia Louis-Dreyfus 19.20 Dirty Sexy Money “I leoni” “Il banchiere italiano” 21.00 Prima tv Amore, figli e altri disastri (Commedia, 2010) con Emmanuelle Devos. Regia di Claire de la Rochefoucauld. 22.35 Ugly Betty “In o out” “La rivelazione” con America Ferrera 0.15 Nip/Tuck “Lulu Grandiron” con Dylan Walsh 14.00 All sport news 14.30 Calcio, Serie A 2010/2011 10a giornata Lazio - Roma (Replica) 16.20 Highlights Uefa Champions League 16.30 Calcio, Serie A 2010/2011 Turno infrasettimanale 11a giornata Milan - Palermo (Replica) 18.20 Calcio, UEFA Champions League 2010/2011 Finale Barcellona Manchester United (Replica) 20.30 All sport news 21.00 Magazine Champions League 21.35 Highlights Uefa Champions League 21.40 Serie A Highlights 22.20 Highlights Uefa Champions League 22.30 Calcio Mercato 16.50 Indiavolato (Commedia, 2000) con Brendan Fraser, Elizabeth Hurley. Regia di Harold Ramis. 18.30 Ogni cosa è illuminata (Avventura, 2005) con Elijah Wood, Boris Leskin. Regia di Liev Schreiber. 20.25 Hollywood Collection “Burt Lancaster” 21.00 Insider - Dietro la verità (Drammatico, 1999) con Al Pacino, Russell Crowe. Regia di Michael Mann. 23.55 La morte e la fanciulla (Drammatico, 1995) con Sigourney Weaver, Ben Kingsley. Regia di Roman Polanski. Joi Steel Premium Calcio Mya Studio Universal Premium Cinema SPETTACOLI TV I CONSIGLI DELLA GIORNATA a cura di Giorgio Carbone Premium Cinema ore 21 The Hole Una famigliola va a vivere in una nuova casa. I ragazzi guardano in una botola che nasconde orridi segreti. Un vecchio soggetto rifatto per il 3D. Che però in Tv non c'è. Studio Universal ore 21 Insider - Dietro la verità Un giornalista Tv monta un'inchiesta che scotta su una multinazionale delle sigarette. Al Pacino per una volta si fa mangiare in testa da un suo partner (Russell Crowe che fa la talpa). Cinema Max ore 21 Black Hawk Down In Somalia negli anni '90 un commando americano è circondato dai guerriglieri di città. Ridley Scott racconta bene la battaglia, ma dimentica per strada i personaggi. Cinema Passion ore 21 Il Postino Negli anni '40 il poeta in esilio Neruda stringe amicizia con un giovane napoletano. L'ultimo film di Troisi, che fu costretto a farlo dirigere da Mike Radford. Più bravo di lui.
28 Martedì 31 maggio 2011 Gli indici internazionali FTSE Italia All Share Mib Star HONG KONG Hang Seng DAX Zurigo SMI New York DOW JONES valore var. % valore var. % quantità var. % Il maggior rialzo Il maggior ribasso L'azione più scambiata Le Buone Società 0,45 +25 Meridie 0,22 -3,89 Banco Popolare 12.164.292 -0,56 Cross Rates Euro G.Bretagna Giappone Svizzera Danimarca Canada Norvegia Svezia Usa Euro Gran Bretagna Giappone Svizzera Danimarca Canada Norvegia Svezia USA FTSE Mib Titolo Rif. in Var. % Titoli di Stato ultima rilev.ultima rilev.Titolo Ren. Titolo Ren. ultima rilev.Titolo Ren. Oro e monete Euribor Titolo Titolo 360 365Denaro Lettera Chiusura Var. %Titolo Gli altri indici di Milano Chiusuraus Var. %Titolo grafica a cura di centimetri.it DJ It Titans 30 Mediobanca Generale Comit Globale Comit Globale R Comit Globale R 1040 Comit Performance R Comit Performance R 1040 Assicurazioni Banche TLC e Servizi Finanziarie Immobiliari Trasporti e tempo libero IndustrialiTS TSF FTSE Italia Mid Cap Gli indici di Milano -0,24 -0,12 -0,06 +0,00 -0,05 +0,00 -0,05 -0,22 -0,55 -0,001 +1,05 +0,06 +0,24 +0,05 2.238,71 57,94 1.080,1 1.078,98 66,15 3.536,91 76,79 3608,57 923,94 1452,15 317,82 214,19 1612,05 575,76 30/0527/0526/0525/0524/05 30/0527/0526/0525/0524/05 30/0527/0526/0525/0524/05 30/0527/0526/0525/0524/0523/05 30/0527/0526/0525/0524/0523/05 30/0527/0526/0525/0524/0523/05 30/0527/0526/0525/0524/0523/05 27/0526/0525/0524/0523/05 30/0527/0526/0525/0524/0523/05 30/0527/0526/0525/0524/0523/05 30/0527/0526/0525/0524/0523/05 21.574,45 -0,13 20.791,48 -0,19 12.165,95 +0,53 24.437,95 +0,07 23.184,30 +0,29 7.160,30 -0,04 6.470,80 -0,29 12.441,60 Chiusa ANSALDO STS 9,87 0,92 ATLANTIA 16,21 0,62 AUTOGRILL 8,875 AZIMUT 7,51 -0,6 A2A 1,163 -0,6 B M.PASCHI SIENA 0,846 -1,51 B POP MILANO 1,875 -0,69 BANCO POPOLARE 1,77 -0,56 BULGARI 12,17 -0,16 BUZZI UNICEM 9,47 -0,42 CAMPARI 5,19 -0,1 DIASORIN 33,37 0,72 ENEL 4,722 ENEL GREEN POWER 1,92 4,75 ENI 16,34 EXOR 23,11 0,61 FIAT 7,29 1,32 FIAT INDUSTRIAL 9,185 -0,49 FINMECCANICA 8,5 -0,18 FONDIARIA SAI 5,73 -0,52 GENERALI 14,89 -0,47 IMPREGILO 2,192 -1,35 INTESA SANPAOLO 1,761 -1,12 LOTTOMATICA 13,79 0,8 LUXOTTICA GROUP 21,95 -0,23 MEDIASET 3,668 -0,86 MEDIOBANCA 7,52 -0,79 MEDIOLANUM 3,578 -0,61 PARMALAT 2,584 -0,23 PIRELLI E C. 6,795 -0,59 PRYSMIAN 14,32 0,14 SAIPEM 36,29 -0,47 SNAM RETE GAS 4,07 0,74 STMICROELECTRONICS 7,88 0,45 TELECOM ITALIA 0,97 0,52 TENARIS 16,84 0,42 TERNA 3,38 -0,29 TOD'S 88,95 0,28 UBI BANCA 5,34 -0,65 UNICREDIT 1,537 -1,03 BOT BOT 15.06.2011 (365) 99,962 0,96 BOT 30.06.2011 (178) 99,908 1,12 BOT 15.07.2011 (365) 99,861 1,17 BOT 29.07.2011 (179) 99,798 1,26 BOT 15.08.2011 (364) 99,732 1,27 BOT 31.08.2011 (184) 99,669 1,3 BOT 15.09.2011 99,588 1,38 BOT 30.09.2011 (183) 99,523 1,44 BOT 14.10.2011 (364) 99,431 1,63 BOT 31.04.2011 (185) 99,345 1,6 BOT 15.11.2011 (365) 99,292 1,58 BOT 31.11.2011 (183) 99,184 1,67 BOT 15.12.2011 (365) 99,129 1,59 BOT 16.01.2012 (367) 99,144 1,59 BOT 15.02.2012 (365) 98,694 1,84 BOT 15.03.2012 (366) 98,474 1,94 BOT 15.04.2012 (367) 98,248 2,04 BOT 15.05.2012 98,04 2,1 BTP BTP 01.08.2011 5,25% 100,501 1,38 BTP 01.09.2011 4,25% 100,678 1,52 BTP 15.9.2011 3,75% 100,6 1,49 BTP 01.02.2012 5% 101,98 1,92 BTP 01.03.2012 3% 100,556 2,02 BTP 15.04.2012 4% 101,5 2,12 BTP 01.07.2012 2,5% 100,01 2,27 BTP 15.10.2012 4,25% 101,9 2,56 BTP 15.12.2012 2% 99,175 2,56 BTP 01.02.2013 4,75% 103,145 2,8 BTP 15.04.2013 4,25% 102,277 2,96 BTP 01.06.2013 2% 98,2 3,03 BTP 1.8.2013 4,25% 102,13 3,1 BTP 01.11.2013 2,25% 97,88 3,27 BTP 15.12.2013 3,75% 101,2 3,3 BTP 01.04.2014 3% 99 3,48 BTP 01.06.2014 3,5% 100,21 3,48 BTP 1.8.2014 4,25% 102,11 3,54 BTP 1.2.2015 4,25% 102,32 3,67 BTP 15.04.2015 3% 97,66 3,74 BTP 15.06.2015 3% 97,34 3,8 BTP 1.8.2015 3,75% 100,2 3,77 BTP 01.11.2015 3% 96,67 3,9 BTP 15.04.2016 3,75% 99,19 4,02 BTP 1.08.2016 3,75% 99,69 3,91 BTP 01.02.2017 4% 100,3 4,03 BTP 1.8.2017 5,25% 106,18 4,18 BTP 01.02.2018 4,5% 101,73 4,31 BTP 01.08.2018 4,5% 101,01 4,38 BTP 1.2.2019 4,25% 99,68 4,41 BTP 01.03.2019 4,5% 100,57 4,47 BTP 01.09.2019 4,25% 99,08 4,46 BTP 1.2.2020 4,5% 100,58 4,5 BTP 01.03.2020 4,25% 98,48 4,54 BTP 01.09.2020 4% 96,27 4,59 BTP 01.03.2021 3,75% 93,4 4,68 BTP 1.8.2021 3,75% 94,07 4,56 BTP 01.09.2021 4,75% 100,36 4,78 BTP 01.08.2023 4,75% 99,8 4,85 BTP 15.09.2023 2,6% 98,68 2,78 BTP 1.11.2023 9% 137,5 4,99 BTP 01.03.2025 5% 100,79 5,01 BTP 01.03.2026 4,5% 94,64 5,1 BTP 1.11.2026 7,25% 122,79 5,19 BTP 1.11.2027 6,5% 114,46 5,26 BTP 1.11.2029 5,25 100,89 5,26 BTP 01.05.2031 6% 108,18 5,42 BTP 1.2.2033 5,75% 104,56 5,46 BTP 01.08.2034 5% 95,58 5,42 BTP 1.2.37 4% 81,8 5,39 BTP 01.08.2039 5% 93,89 5,52 BTP 01.09.2040 5% EUR 93,55 5,54 BTP 15.09.2041 2,55% 92,35 2,97 CCT CCT 1.11.2011 100,13 1,69 CCT 1.3.2005-2012 99,98 1,88 CCT 1.11.2012 99,85 2,15 CCT 1.7.2006-2013 99,05 2,56 CCT 1.3.2014 IND 98,02 2,81 CCT 1.12.2014 97,08 2,88 CCT 01.09.2015 96,18 3 CCT-EU 15.12.2015 98,72 2,19 CCT 01.07.2016 IND 95,48 3,06 CCT 1.03.2017 94,86 3,04 CCT-EU 15.10.2017 97,12 2,42 CCT-EU 15.04.2018 97,62 2,52 CTZ CTZ 30.06.2011 99,885 1,21 CTZ 30.09.2011 99,472 1,5 CTZ 29.02.2012 98,625 1,88 CTZ 30.04.2012 98,099 2,17 CTZ 31.08.2012 97,092 2,36 CTZ 31.12.2012 96,2 2,45 CTZ 31.12.2012 95,993 2,68 CTZ 30.04.2013 94,58 3,01 BTP INDICIZZATI BTPI 15.9.2012 1,85% 101,785 0,44 BTPI 15.9.2014 2,15% 102 1,6 BTPI 15.09.2016 2,1% 101,05 1,95 BTPI 15.9.2017 2,10% 100 2,16 BTPI 15.09.2019 2,35% 99,9 2,39 BTPI 15.9.2021 2,1% 95,7 2,62 BTPI 15.9.2035 2,35% 92,6 2,78 ORO FINO (EURO/GR) 31.92 34.54 ARGENTO (EURO/KG) 738.53 857.32 LONDRA ($/ONCIA) 1537.7 1539.7 ARGENTO LONDRA ($/ONCIA) 38.06 38.12 STERLINA V.C. 235.50 257.45 STERLINA N.C. (ANT.73) 235.50 257.45 STERLINA (POST.74) 235.50 257.45 KRUGERRAND 970.42 1089.72 MARENGO ITALIANO 181.43 207.62 MARENGO SVIZZERO 180.30 205.55 MARENGO FRANCESE 180.30 205.55 MARENGO BELGA 180.30 205.55 MARENGO AUSTRIACO 180.30 205.55 20 MARCHI 226.72 255.65 10 DOLLARI LIBERTY 505.09 619.23 1,000 1,153 0,867 0,823 0,134 0,718 0,129 0,112 0,701 0,867 1,000 0,752 0,714 0,116 0,623 0,112 0,098 0,608 115,360133,041 100,000 0,950 0,155 0,828 0,149 0,130 80,830 1,215 1,401 1,053 1,000 0,163 0,872 0,157 0,137 0,851 7,456 8,598 6,463 6,138 10,000 5,354 0,962 0,839 5,224 1,393 1,606 1,207 1,147 0,187 1,000 0,180 0,157 0,976 7,749 8,936 6,717 6,379 1,039 5,564 10,000 0,871 5,429 8,891 10,254 7,708 7,320 1,193 6,384 1,147 10,000 6,230 1,427 1,646 1,237 1,175 0,191 1,025 0,184 0,161 1,000 1 SETT. 1.097 1.112 2 SETT. 1.129 1.145 3 SETT. 1.174 1.19 1 MESE 1.23 1.247 2 MESI 1.29 1.308 3 MESI 1.43 1.45 4 MESI 1.509 1.53 5 MESI 1.603 1.625 6 MESI 1.705 1.729 7 MESI 1.77 1.795 8 MESI 1.836 1.862 9 MESI 1.925 1.952 10 MESI 1.991 2.019 11 MESI 2.049 2.077 12 MESI 2.132 2.162 DALLA BORSA Perdono ancora i bancari nel giorno di attesa per la Grecia ::: Dalle aziende CHIUSA TRATTATIVA ALLO SPRINT METROWEB VENDUTA AL FONDO F2I Manca solo la firma ma è andata in porto la vendita di Metroweb, la società che controlla la rete di fibra ottica di Milano. Il fondo Stirling Square e A2a cedono le loro quote, pari rispettivamente al 76,5% e al 23,5% del capitale, al fondo F2i guidato da Vito Gamberale e a Intesa Sanpaolo. La multiutility milanese - si apprende - resta nel capitale convertendo il prestito che le garantisce una quota del 25% circa. L'ope razione, come avverte Radiocor, è stata chiusa con un blitz. I compratori, infatti, hanno ottenuto l'esclusiva per il negoziato solo venerdì. Praticamente hanno concluso il negoziato nel corso di un week-end. Fra l'altro non uno qualunque. Questa mattina avrebbero trovato a palazzo Marino un'al tra amministrazione. ::: Sportelli ALLARME DEL SINDACATO INTESA «SONO IN ARRIVO DIECIMILA TAGLI» Intesa Sanpaolo presenta il piano di tagli. A denunciarlo la Uil che parla di «inedite ipotesi di riduzione del costo del lavoro e di eccedenze di personale». In particolare, si legge in una nota del sindacato, la banca stabilisce in 300 milioni di euro entro gennaio 2014 l'obiettivo di taglio del costo del lavoro e individua fino a 10.000 unità i lavoratori eccedenti, confermando in tale ambito l'idea di una eventuale riconversione di 5.000 dipendenti, ma paventando anche il possibile ricorso al Fondo di Solidarietà di settore. Secondo la Uilca, quanto prospettato «rimescola le ipotesi descritte nel piano d'impresa, paventando soluzioni inique e negative per i lavoratori, senza affrontare in modo costruttivo i temi legati alla crescita dei ricavi». Avvio di settimana in sordina per le Borse europee prive di spunti, con Londra e Wall Street chiuse per festività. Il nostro indice FtseMib resta pressochè invariato a 20791 punti (-0.19%) con un oscillazione giornaliera contenuta in soli 150 punti (penalizzata dal settore bancario sul futuro del caso Grecia). Senza mordente anche le altre Piazze: Parigi -0.21%, Francoforte e Madrid -0.04%, Zurigo -0.29%. Atene resta ancora sotto i riflettori e chiude con un secco -2.40%: aumentano infatti i dubbi e le incertezze relativi ai possibili sviluppi della situazione finanziaria ellenica (dopo il Fondo Monetario Internazionale anche l'Unione Europea potrebbe non procedere al salvataggio della Grecia se il governo non interverrà per risanare i suoi conti) e gli investitori preferiscono monetizzare. Penalizzato quindi in generale tutto il settore bancario europeo, con quotazioni in ribasso per Mps -1.51%, Intesa -1.12% ed Unicredit -1.03% mentre contengono le perdite Banca Popolare di Milano -0.69%, UBI -0.65% e Banco Popolare -0.56%. Mercato italiano che resta ingabbiato in una fase di stallo, in attesa dell'esito del rapporto Ue-Bce-Fmi che dovrebbe arrivare nei prossimi giorni. Daniela Turri andaniela@hotmail.com FONDI SUL WEB Adesso è possibile consultare le tabelle sui fondi d'investi mento sulla homepage di libero-news.it
::: Sport 38 Martedì 31 maggio 2011 @ commenta su www.libero-news.it CONTRATTO Aic firma, ora manca la Lega di A «Ho firmato, avendo ricevuto la delega dal presidente (Tommasi, ndr), il nuovo contratto collettivo per l'Aic». Ora spetta alla Lega valutarlo e farlo firmare da Maurizio Beretta. «Aspettiamo, sperando non ci siano sorprese». Così il presidente onorario dell'Aic, Sergio Campana. GERMANIA Il maglione di Loew finisce al museo Il maglione di cachemire blu indossato dal ct della Germania Joachim Loew durante il mondiale 2010 finirà “in prestito permanente” nel museo della federcalcio tedesca a Dortmund. Loew aveva cominciato ad indossare il capo d'abbigliamento durante le partite della fase a gironi. FORMULA 1 Perez sta bene, lascia l'ospedale Sergio Perez, protagonista di un brutto incidente nelle prove del Gp di Monaco, ha lasciato l'ospedale. Il messicano della Sauber dovrà stare 2 giorni a riposo ma disputerà il Gp di Canada tra 15 giorni. Tutto ok anche per Petrov, pilota russo della Renault vittima di un incidente in gara. EFFETTI COLLATERALI DEL MINI TRIPLETE Coppetta pericolosa Il trionfo con il Palermo certifica la buona stagione dell'Inter ma rischia di congelare la rifondazione. Moratti: «Non è necessaria» ::: TOMMASO LORENZINI MILANO  Massimo Moratti spera che a Maurizio Zamparini «passi la rabbia». Desiderio di buon vicinato e commento interessato in chiave commercio. Perché per fare affari in Sicilia, e magari portarsi a casa il talento Javier Pastore, bisognerà fare i conti con Zampa. Che un giorno vuole «50 milioni», domenica afferma che «Javier guadagna meno di un milione, se arriva qualcuno che gli offre il quadruplo sarà difficile tenerlo e in più deve fare in bilancio una plusvalenza di dieci milioni»; e proprio ieri ha informato tutti che «il Real è in pole, a loro serve e io voglio venderlo solo all'estero». Dunque Moratti, per il quale el Flaco «merita una big», deve decidersi rapidamente, per dare ulteriore continuità al progetto e non ripeter l'errore di un anno fa, quando l'Inter orfana di Mourinho (che ha mandato sms di congratulazioni per la Coppa Italia) e con la pancia piena (e anche il mini-triplete può avere effetti riempitivi) non ha saputo trovare il coraggio di modifiche sostanziali. «Non stravolgeremo la squadra», ribadisce il patron, e nessuno dice che ci sia bisogno del contrario. Ma attendere gennaio per riparare le toppe, come successo nella stagione appena conclusa, insegna che potrebbe di nuovo essere tardi. Soprattutto di fronte a un Milan già pronto ma che sta organizzando un nuovo colpo grosso. Pastore può rappresentare la stella del mercato (nel caso Sneijder partisse in direzione United) insieme a quel Sanchez in pole per sostituire Milito (in panchina pure in finale di Coppa Italia). Ovvio che Eto'o (37 reti in 53 gare) non si muove, il cileno è il frutto proibito: «Dipenderà dalla possibilità di avere un prezzo ragionevole», ha ammesso l'ad Paolillo ma pure dalla concorrenza della Juve, che avrebbe un accordo col giocatore. E Moratti non vuole farsi fregare. Ma sono difesa e centrocampo i reparti in cui l'Inter ha mostrato ormai di avere il fiatone. Ed è lì che Moratti sta pensando a giocatori di qualità per Leo, «che ha lavorato molto bene; i nostri responsabili di mercato stanno cercando di capire cosa ci possa essere di intelligente, soprattutto in Premier». Da dove potrebbe arrivare Gael Cli chy, terzino francese dell'Arsenal (di statura europea e in scadenza nel 2012), in ballottaggio con Cri scito per la fascia sinistra. Non dimenticando che il rientro di Samuel ècome unacquisto, la posizione di Maicon resta in dubbio, ma non c'è volontà di cedere il brasiliano. Solo un'offerta pesante (almeno 13-15 milioni, non ancora arrivata neppure dal City del Mancio) potrebbe modificare i piani di Branca&C. ma il vero nodo è che sostituti all'altez za (nonostante la stagione sotto la media del brasiliano)al momento non ci sono. E dunque può essere conveniente tenerlo. Per il centrocampo, in lista, oltre a Daniele De Rossi, ci sono Ha zarddel Lilla («incedibile», dicono in Francia) e Montolivo, conteso fra le due milanesi. Ma sul viola per cui Moratti offrirebbe 13 milioni - si muove anche la Juve (ieri il procuratore Giovanni Branchini era nella sede bianconera), che potrebbe clamorosamente disfarsi di uno scontento Marchisio (nonostante il recente rinnovo), più che apprezzato dai nerazzurri, impegnati nello svecchiamento e nell'italianizzazione della rosa. E intanto Leo stringe: l'8 luglio si parte per il ritiro e chiede che la squadra sia pressoché completa. Mercato La Juve valuta il sacrificio totale: Marchisio per Nani. Oggi è il Conte-day ::: TIZIANO IVANI  Con la fine dei campionati e delle varie coppe, entra nel vivo il mercato. Quella appena iniziata sarà una settimana piena di incontri per il dg della Juventus Marotta che domani è atteso a Manchester (sponda United) per trattare lo scambio Nani (23)-Marchisio (24). I bianconeri, in una stagione senza impegni europei, dopo aver preso Pirlo e messo le mani su Inler (26 anni, per lui e San chez si parla di un'offerta ai friulani di 40 milioni più Giovinco), si trovano con un Marchisio (fresco di rinnovo fino al 2016) che potrebbe essere di troppo. Così, su indicazione del neo-tecnico Conte (oggi la presentazione in diretta su Sky), i dirigenti hanno proposto a Ferguson lo scambio (più conguaglio) con l'ala portoghese, che risolverebbe il problema dell'out sinistro per i bianconeri. Marchisio, che in settimana aveva espresso il suo disappunto per la situazione sul proprio profilo facebook, ha già fatto sapere di accettare L'INTERVISTA “ ANDREA PAULGROSS, PRESIDENTE FISE «L'equitazione azzurra riparte da Piazza di Siena» ::: ANTONIO TERRANEO ROMA  Cala la sera su Piazza di Siena e, dopo 4 giorni intensi, sul concorso più affascinante del mondo, si spengono le luci. Va così in archivio l'edizione numero 79 durante la quale Villa Borghese è stata al centro del mondo del cavallo con le emozioni del campo e una serie di eventi collaterali organizzati con maestria da Infront. Molto soddisfattoil Presidentedella Fise,Andrea Paulgross: «A livello organizzativo, questa edizione è stata eccellente, con più sponsor e più visibilità. L'evento ha raccolto sponsorizzazioni incrementate di un bel 15% segno che le aziende stanno tornando vicino ai cavalli, mentre a livello televisivo se la Rai ha fatto un buon lavoro, da brivido è stata la copertura che Luca Panerai e la sua redazione ha dedicato all'evento, celebrando nel migliore dei mondi il primo compleanno di Class Horse Tv. Sul piano dei servizi assicurati agli addetti ai lavori, ho ricevuto solo complimenti da capi équipe e cavalieri». Quello che le ha fatto più piacere? «Da Philippe Lejeune, mentre lo premiavo: mi ha confidato che gareggiare qui è sempre fantastico». Buona l'affluenza di pubblico. «Sì, ma vogliamo fare di più, dobbiamo lavorare per riportare più gente sulle tribune ed il prossimo anno lo faremo coinvolgendo direttamente i circoli italiani». Nella mente rimangono immagini come il GP Roma, vinto dal canadese Eric Lamaze. «Fantastico, a livello tecnico è stato straripante, grazie alla presenza in campo dei binomi migliori al mondo con ben 5 campioni Olimpici». E il successo di Gaudiano nella potenza? «Incredibile il suo salto oltre i 2 metri e 25. L'Italia chiude la kermesse con cinque successi nelle gare di contorno, e soprattutto scopre il fresco talento di Francesca Arioldi la piùgiovanevincitrice dellastoria a Piazza di Siena. Il futuro è con lei». Le cinque vittorie ottenute sono benauguranti anche perché dalla Fise sta partendo un nuovo progetto di rinascita che ha nei proprietari e negli allevatori i punti fermi. «Esatto. Vogliamo cambiare completamente il sistema sportivo investendo maggiori risorse sui cavalli giovani da fare crescere attraverso il lavoro sul campo per garantire all'Italia un serbatoio di cavalli importanti su cui potere contare. Il tempo delle improvvisazioni e delle estemporaneità è finito e sono sicuro che solo cambiando la mentalità dell'ambiente l'Italia possa tornare ai livelli che le competono». Una menzione speciale va anche al Carosello di Villa Buon Respiro. «Ogni voltariesce adaggiungere emozioni e induce tutti noi a riflettere sulla lotta alle diversità, e di quanto i cavalli siano in gradodiaccorciare ilgaptrai ragazzipiùsfortunati ed il resto del mondo, grazie all'im pegno di persone che più che istruttori meriterebbero l'appellativo di angeli». OFFERTO RINNOVO A ROSSI Zamparini ritratta: «Banda Bassotti? Mi scuso, però...» MILANO Patron Zamparini fa marcia indietro. Ai microfoni di “Radio Radio” dice infatti che «mi sono pentito di aver chiamato l'Inter Banda Bassotti. Al 90' si dicono delle battute. Ritengo però che gli errori arbitrali abbiano sempre sfavorito il Palermo e fatto vincere all'Inter partite che non meritava». Poi annuncia: «A Rossi offro un altro anno di contratto. Vorrei tenerlo ma bisogna vedere che squadra vuole e la parte economica». Vive le opzioni Torrente, Ranieri e Gasperini. Andrea Paulgross (sin.) premia il cavaliere azzurro Emanuele Gaudiano
30 Martedì 31 maggio 2011 ::: le lettere lettere@libero-news.eu @ www.libero-news.it Le lettere via e-mail vanno inviate sottolineando nell'oggetto: “lettere”. Via posta vanno indirizzate a: Libero - viale L. Majno 42 - 20129 Milano; via fax al n. 02.999.66.264. Promemoria per la Grecia: restituire i soldi Trichet sostiene che sarebbe irrealistica l'uscita dall'euro della Grecia. Detto da chi basa la propria esistenza e lo stipendio sull'euro è un'afferma zione che ha una credibilità inferiore allo zero. Alla Grecia arriveranno altri miliardi di euro, un supplemento al prestito che ha già avuto, 110 miliardi, 10 mila euro a testa che i greci non hanno mai visto. Neppure questa nuova trance arriverà alla gente, la quale a questo punto, dovendo pagare di tasca propria gli effetti dell'ap partenenza all'euro, avrebbe diritto ad esprimersi democraticamente. Un'ipotesi che nessuno ha ancora valutato, negando la democrazia a chi coniò il termine applicandolo per 25 secoli. Giorgios Psofoskily Faskatalae (Grecia) Eh no, caro lettore: troppo semplice e troppo comodo. E che fa, vuole bidonarci? Immaginiamo: i greci vanno alle urne. Domanda: volete rimanere in Europa o andarvene per i fatti vostri ritornando alla dracma? Risultato scontato: qualche migliaio di pazienti ricoverati in reparti neuropsichiatrici vota per l'Europa. La maggioranza si schiera per il passato. E la Grecia abbandona l'euro. Al tempo stesso, visto che i cittadini non vogliono rimetterci una sola dracma, abbandona anche le riforme chieste dall'Euro pa. Sospiro di sollievo dei discendenti di Socrate e Platone. Ovvio: gli stipendi non verranno tagliati, le pensioni rimarranno invariate e i gioielli di famiglia resteranno in casa. Tutto come prima. Con una differenza: in cassa la Grecia ha 110 miliardi di euro in più rispetto al passato. Centodieci miliardi che non sono della Grecia. Sono soldi dell'Eu ropa, cioè anche di noi italiani. Soldi prestati alla Grecia per farla rimanere a galla, per permetterle di onorare gli impegni presi, per darle tempo di avviare le necessarie riforme. Per bonificarla. Soldi che tutti noi, se permette, speriamo tornino indietro, assieme ai relativi interessi. Soldi che con l'uscita della Grecia dal sistema della moneta unica non rivedremo mai più. Campa cavallo che i debiti crescono e i creditori se la prendono in quel posto lì. Mi dispiace: la sua democrazia deve attendere. Ridateci prima i 110 miliardi di euro. Poi, se volete, e se vi conviene ancora, andate dove volete. Credo che persino Socrate, Platone, Aristotele e tutti gli altri sarebbero d'accordo. Erano filosofi e amavano la democrazia. Mica erano imbroglioni. mattias.mainiero@libero-news.eu A tu per tu DISTRIBUTORE PER L'ITALIA E L'ESTERO PRESS-DI Distribuzione Stampa e Multimedia Srl STAMPA: Litosud Srl - Via Aldo Moro, 2 - Pessano con Bornago (Mi) EDIZIONI TELETRASMESSE Litosud Srl - Via Carlo Pesenti, 130 - Roma S.t.s. S.p.A. - Strada V zona industriale, 35 - Catania L'UNIONE EDITORIALE S.p.A. - Viale Regina Elena, 12 - Cagliari MARTANO EDITRICE S.r.l. - Viale delle Magnolie - Modugno (BA) CENTRO SERVIZI EDITORIALI Srl - Via del Lavoro, 18 - Grisignano (Vi) TESTATA: Opinioni nuove - Libero Quotidiano Contributi diretti legge 7 agosto 1990 n. 250 n° 130 anno XLVI Registrazione: n° 8/64 del 22/12/1964 - Tribunale di Bolzano PREZZO VENDITA ESTERO: CH - Fr. 3.00; MC & F - 2.00. di MATTIAS MAINIERO EDITORIALE LIBERO s.r.l. CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE PRESIDENTE: Arnaldo Rossi CONSIGLIERI: Maurizio Belpietro - Sergio De Benedetti DIRETTORE EDITORIALE Vittorio Feltri DIRETTORE RESPONSABILE Maurizio Belpietro VICE DIRETTORI Massimo de' Manzoni (vicario) - Franco Bechis Fausto Carioti - Pietro Senaldi DIRETTORE GENERALE: Stefano Cecchetti REDAZIONE MILANO 20129 - Viale L. Majno, 42 Telefono: 02.999.666 - Fax: 02.999.66.264 REDAZIONE ROMA 00187 - Via Barberini, 50 Telefono: 06.999.333 - Fax: 06.999.33.443 UFFICI AMMINISTRATIVI: Viale L. Majno, 42 - 20129 Milano SEDE LEGALE: Via dei Valeri, 1 - 00184 Roma I BALLOTTAGGI/1 L'elettorato del Pdl si è rammollito Come dice ripetutamente Bersani, il vento sta per cambiare. Ho la brutta sensazione che il vento stia cambiando non per merito della sgangherata sinistra, ma perchè gli elettori di centrodestra si sono rammolliti. Si sente dire da parecchi elettori del Pdl che Berlusconi deve lasciare. Non va bene, perchè noi tutti sappiamo quello che gli ha fatto la magistratura rossa, ma soprattutto perchè un altro meglio di lui, ancora non c'è. Così facciamo soltanto il gioco della sinistra. Marco Scopetani Lastra a Signa (Fi) I BALLOTTAGGI/2 Bisogna ritrovare lo spirito di corpo Milano e Napoli hanno scelto di consegnare le chiavi in mano rispettivamente all'avvocato della sinistra più estrema e al Robespierre nostrano. A questo punto che i napoletani si tengano la spazzatura. E Milano speriamo non si debba pentire troppo presto della sbandata a sinistra, l'entusiasmo passa in fretta quando i problemi si devono affrontare e risolvere. Queste vittorie sono solo frutto del fango gettato da una sinistra sostenuta dalle toghe rosse e dalla maggior parte dei mezzi di comunicazione, ma è una vittoria di Pirro. Brucia, ma da qui bisogna ripartire per ritornare vincenti, con più coesione e spirito di corpo. Rita Muscardin e,mail I BALLOTTAGGI/3 Ora dobbiamo fare un bel mea culpa Vogliamo gridare ai quattro venti che Berlusconi ha sbagliato tutto? Ci sarà qualcuno che gli dica di levarsi dai piedi tutta quella corte di adulatori? Ci sarà qualcuno che gli dirà di prendere Tremonti e di imporgli di incominciare a fare la riforma fiscale che stiamo aspettando da secoli? Ci sarà qualcuno che gli rinfaccerà che ha sbagliato su tutta la linea a dare valenza politica ad elezioni prettamente amministrative? È arrivata l'ora di fare un bel mea culpa. Francesco Caiola e.mail I BALLOTTAGGI/4 Sconfitta causata dalla crisi economica Chissà se il Cavaliere abbasserà i toni e si renderà conto che le sue ingiuriose esternazioni verso l'elettorato di centro sinistra, unitamente alle negative esperienze gestionali di svariati governi locali, hanno stufato la gente. Questo voto è figlio della crisi economica e della crescente perdita di credibilità che il centrodestra si è guadagnato con comportamenti deplorevoli e con la assoluta inefficacia delle misure prese per innescare la ripresa. Mario Luca Focardi e.mail I BALLOTTAGGI/5 La gente è stufa del malaffare La gente è stufa di questo modo di governare, della parentopoli imperante, della saga politica-magistratura. È ovvio che la bacchetta magica non ce l'ha nessuno. Certo che se invece di alzare i toni, si ammettessero le proprie colpe facendo una campagna elettorale con promesse vere per eliminare, almeno in parte, tutte le porcate esistenti, il cittadino qualunque ne sarebbe più contento. Umberto Brusco Bardolino (Vr) I BALLOTTAGGI/6 Una vittoria per le toghe rosse Negli altri Paesi fanno tutto per cacciare i comunisti e qui invece li riattivano. C'è da dire che molti non sono andati a votare. Inoltre non possiamo non ricordare la campagna diffamatoria verso Berlusconi della magistratura. Valentino Castriota Trepuzzi (Le) I BALLOTTAGGI/7 Spero che Bossi rompa con Silvio Berlusconi da settembre a oggi è andato dritto verso il baratro per sua volontà senza ascoltare i saggi consigli della Lega. Bossi dopo lo strappo con Fli spingeva per le elezioni che avrebbero consentito una netta vittoria ed una governabilità molto più facile. Invece no, Berlusconi ha voluto fare le prove di forza con i magistrati e in parlamento è andato a caccia del sostegno di qualunque deputato. La Lega aveva detto di non dichiarare guerra alla Libia e di rimanere neutrale, ma no Berlusconi ha voluto seguire il Pd nell'avventura bellica, mandando al vento investimenti da 5 miliardi di euro. A questo punto la Lega farebbe molto bene se decidesse di rompere con il Pdl e correre da sola magari con altri movimenti federalisti. Alex de Witt e.mail I BALLOTTAGGI/8 La batosta dovuta alla Lega incoerente Si discute sulle cause che hanno determinato il tracollo del centrodestra. Si finge di ignorare ciò che ha determinato l'astensione dal voto da parte di coloro che nelle ultime elezioni politiche si erano rivolti con fiducia alla coalizione di centrodestra, in essa individuando il baluardo inespugnabile contro l'immigrazione selvaggia. Poi, improvvisamente, Roberto Maroni, ha dichiarato “l'emer genza umanitaria”, ovvero il via libera all'invasione tunisina. Smetta Umberto Bossi di prendere in giro gli italiani con il suo foeura di ball, mentre gli africani entrano a decine di migliaia. Giovanni Bertei La Spezia IMMIGRAZIONE/1 Il nostro governo sembra impotente È possibile avere un governo così imbelle contro l'immigrazione? Per l'incapacità di Frattini e Maroni dobbiamo subire un'invasio ne dall'Africa che sarà un'altra insopportabile tegola economica per le nostre disastrate tasche. Come se non bastasse, abbiamo una giustizia che fa lotta politica a favore degli stranieri annullando tutte le leggi atte a contrastare l'invasione. Mario Calcagni e.mail IMMIGRAZIONE/2 Ormai siamo invasi dai clandestini Gli italiani – mediamente più attempati e quindi deboli – sono assediati da masse di clandestini, spesso giovani (talvolta audaci e/o sfrontati), che hanno tutto da guadagnare e nulla da perdere nel Belpaese buonista: alcuni italioti avversano la propria casa e il proprio retaggio. I clandestini costano un'enormità: per vitto, alloggio, sanità, sussidi, trasporti, privilegi, affirmative action; e, inoltre, insicurezza, illegalità, furti e crimini. I carcerati stranieri costituiscono il 32% del totale dei reclusi nelle nostre prigioni. Per dare a stranieri, si toglie a italiani. Vengono posposti, trascurati e mortificati particolarmente gli italiani poveri, il Mezzogiorno e le aree depresse del Centro Nord. Quasi tutti i “richiedenti asilo” non sono rifugiati politici ma “ri fugiati economici”, che cercano benessere, agi e comodità. Fra i clandestini non mancano malfattori, ai quali conviene delinquere nel Belpaese, dominato da classi dirigenti perdoniste e generose, a spese dei cittadini. Gianfranco Nìbale Padova TG 3 FAZIOSO Gonfiano i dati sulla “povera” Italia Il Tg 3 mica è di parte, figurarsi! Oggi parla dei dati ISTAT sulla situazione delle pensioni in Italia. Omettendo di comunicarci che la pensione "media" è di poco inferiore ai mille euro mensili, ci fornisce solo il giudizio della Camusso, Cgil: «Stiamo costruendo un Paese di poveri». Perchè la gentile signora Camusso non si fa un giretto in Liguria durante qualche fine settimana, o viaggia sulle autostrade italiche in un qualsivoglia giorno feriale, per vedere quanti poveri sono in giro? Luigi Fassone Camogli (Ge) MALAGIUSTIZIA Adesso denuncio quelli del meteo Le ultime iniziative giudiziarie relative al terremoto dell'Aquila mi inducono a chiedervi un consiglio. Un mese fa uscii di casa senza ombrello perché le previsioni meteo davano bel tempo. Mentre ero fuori arrivò un temporale con acqua e vento gelidi; tornai a casa bagnato come un pulcino e mi buscai l'influenza. Secondo voi, posso denunciare penalmente per lesioni colpose l'agenzia che formulò le previsioni e la rete tv che le diffuse? Claudio Bruschi Parma segui la rubrica anche su www.
50 Martedì 31 maggio 2011 Difficoltà di udito? Conosciamo il problema, abbiamo le soluzioni Grazie alla nuova tecnologia “Core” presente nellʼultima generazione di apparecchi acustici, oggi puoi sentire con chiarezza TV e cellulare. È sufficiente premere un pulsante del rivoluzionario trasmettitore senza fili per mettere direttamente in comunicazione i tuoi nuovi apparecchi con il televisore, il telefono cellulare o altre fonti audio. Con questa innovazione poni fine alle incomprensioni in famiglia e migliori la qualità della vita. Centri di consulenza ABBIATEGRASSO C/o ORTOPEDIA VIGANÒ Via Magenta, 22 - Tel. 02.9422284 ACQUI TERME FARMACIA DELLE TERME Via XX Settembre, 2 - Tel. 0144.322920 BOLLATE C/o OTTICA COLOMBO - Via degli Alpini, 4 - Tel. 02.38306478 BRESSO C/o OTTICA BENIN - Via A. Manzoni, 2/A - Tel. 02.6105471 BRONI C/o FARMACIA GARBARINI - Via Emilia, 151 - Tel. 0385.51038 CASALPUSTERLENGO c/o FARMACIA ROSSI Via F.Cavallotti, 12 - Tel 0377.84350 CASORATE PRIMO C/o FARMACIA BORGOGNONI Piazza Mira, 11 - Tel 02.9056624 CASTEGGIO C /o FARMACIA DR. VIGO - P.zza Cavour, 36 - Tel. 0383.82026 CINISELLO BALSAMO C/o OTTICA CAGLIA Viale Rinascita, 96 - Tel. 02.66047811 CODOGNO C/o FARMACIA NAVILLI Piazza XX Settembre, 6 - Tel 0377.32356 CREMAC/o FARMACIA GRANATA - Via Matteotti, 17 - Tel 0373.256233 GARLASCOc/o OTTICA DEL CENTRO P.zza Repubblica, 10 - Tel. 0382.810451 LODI C/o OTTICA OSTINELLI - Piazza della Vittoria, 3 - Tel 0371.420795 MAGENTA C/o FARMACIA COMUNALE - Via Boccaccio, 19 - Tel 02.9792598 MEDE C/o OTTICA DEL CORSO - C.so Italia, 10 - Tel. 0384.820842 MONZA C/o CENTRO MEDIESTE - Via Talamoni, 4/A - Tel. 039.328988 MORTARA c/o FARMACIA PARINI - C.so Garibaldi, 75 - Tel. 0384.98233 NIZZA MONFERRATO EFFETTI OTTICI P.zza Garibaldi, 58 - Tel. 0141.727255 PADERNO DUGNANO c/o OTTICA VEDER BENE Via Mazzini, 2 - Tel. 02.99041286 PARABIAGO C/o ORTOPEDIA BRUGORA Via Santa Maria, 43 Tel. 0331 556100 ROBBIO C/o OTTICA GIDUE - Via Marconi, 47 - Tel. 0384.671110 ROZZANO C/o FOTOOTTICA Via Lombardia, 9/A- Tel. 02 57506811 SEVESO C/o LʼOCCHIALERIA - Via B. Arese, 19 - Tel. 0362.509714 STRADELLA C/o PARAFARMACIA PHARMA-NATUR C.so XXVI APRILE, 30 - Tel. 0385.43840 VARZI c/o OTTICA DE SIMONI - Via P. Mazza, 62 - Tel. 0383.545743 DESIO VIA GARIBALDI, 271 - TEL. 0362.638700 PAVIA C.SO MANZONI, 94 (A 100 M DALLA STAZIONE FS) TEL. 0382.28114 VIGEVANO VIA DANTE, 11 - TEL. 0381.690612 VOGHERA VIA BARENGHI, 31 (DI FRONTE AL POLIAMBULATORIO A.S.L.) TEL. 0383.212208 FILIALI: CENTRI DI CONSULENZA: Via M.Gonzaga, 5 Info: 02 72093825 www.acusticaonline.it Protesi acustiche digitali in prova gratuita Tecnici audioprotesisti laureati Fornitura tramite ASL agli aventi diritto finalmente puoi sentire bene TV e cellulare! SEDEDIMILANO b er n a r d & p ar tn er
8 Martedì 31 maggio 2011 PRIMO PIANO @ commenta su www.libero-news.it Calderoli e Maroni presentano il conto La base contro il Cav, ma i ministri rilanciano governo e riforme Bobo si sfoga: che sberla, ora basta con le iniziative a costo zero ROCCAFORTI KO Vittoria stentata a Varese. Pesano le sconfitta di Novara e della provincia di Mantova. Perse anche le sfide solitarie a Rho, Desio e Malnate la batosta LEGA DELUSA ::: MATTEO PANDINI  Non è la batosta di Milano a deprimere i leghisti, perché dopo il primo turno se l'aspet tavano quasi tutti. Sono gli altri risultati a scuotere il Senatur, ieri letteralmente furibondo. Sconfitta a Novara, città del governatore piemontese Roberto Cota. Vittoria sofferta nella roccaforte di Varese. Male nella provincia di Mantova. K.o. a Domodossola. Delusioni pure nei comuni dove Umberto correva da solo, come nelle lombarde Rho e Desio. Bocconi amarissimi in Veneto: a Este, Padova, è stata sconfitta la parlamentare Paola Goisis. Da Est a Ovest il Nord ha voltato le spalle al centrodestra. È successo anche a Trieste, quella che era la città più anticomunista d'Italia. O nella provincia di Pavia. Il bilancio è pessimo e l'ana lisi leghista immediata: tutta colpa del Pdl. Soprattutto per gli errori del Cavaliere, ma anche per lo scarso impegno dei dirigenti azzurri. Il premier fa sapere di aver telefonato al ministro del Federalismo a risultati definitivi, convenendo di andare avanti nonostante l'aria pesante. Eppure il primo a rompere il silenzio era stato Matteo Salvini, che senza giri di parole sentenzia: «La vittoria della sinistra è stato un voto contro Berlusconi». Segue a ruota Roberto Maroni: «È stata una sberla e serve una riflessione», meglio accelerare sulla «riforma fiscale e il completamento della riforma federale», anche perché all'ordine del giorno non ci sono «né crisi né alleanze strane». Lo ripeterà anche Roberto Calderoli: «La risposta che deve seguire è proseguire lavorando ancora di più, il governo non è a rischio». I militanti sono però inferociti. A Ra dio Padania fioccano telefonate che chiedono la testa del premier. Il raduno di Pontida, fissato il 19 giugno, si preannuncia incandescente. Bossi è rimasto chiuso nel suo ufficio per tutta la giornata, prima di volare a Roma senza spiccicare parola coi cronisti. La base urla ma i colonnelli frenano. Spiegano di non voler buttare a mare la legislatura. Se succederanno sconquassi nel Pdl (Sandro Bondi ha annunciato le dimissioni) saranno gli azzurri ad avere in mano i destini dell'esecutivo, mentre Umberto vuole andare avanti per gli ultimi tasselli di federalismo. Però i leghisti intendono far capire al Cavaliere che va immaginato anche un piano B: l'em morragia di consensi pare irrefrenabile. Servono soluzioni, tra cui le riforme economiche e del fisco che «non possono essere a costo zero» come sbotta Maroni per avvertire Giulio Tremonti, «amico» fin che si vuole che però deve fare delle concessioni. Allargando i cordoni della borsa. Lo dice da tempo il Cavaliere, iniziano a pensarlo pure i leghisti che pure lo portano in palmo di mano. All'orizzonte spunta il voto anticipato, che non manderebbe a monte i piani padani sul federalismo. Serve ancora qualche mese. L'esecu tivo potrebbe farcela, anche se la strada è zeppa di incognite. E non solo perché il Carroccio s'è indebolito: il premier è ossessionato dai problemi sulla Giustizia e alla Camera è appeso ai Responsabili che non sono un mostro di affidabilità. Il Pd sente l'odore del sangue e accelera il corteggiamento alle truppe di Bossi per dare il colpo finale a Berlusconi. La nuova legge elettorale, oltre al solito federalismo, potrebbe far parte della trattativa, negata da Calderoli. In serata è ancora lui a provare a calmare i suoi, giurando che il centrodestra «paga la crisi economica», d'altronde «chi guida un grande Paese spesso subisce delle batoste». E poi, sbotta il ministro, «si vince e si perde tutti insieme», Berlusconi «ha sempre mantenuto la parola», ma «noi siamo andati nei mercati e altri colleghi di governo no». Una considerazione che picchia duro sul Pdl e assolve il presidente del Consiglio. «O si dà un colpo d'ala, anzi un colpo di frusta nella ripresa dell'azione di governo, oppure si rischia di non dare una risposta al voto di oggi» prosegue Maroni. Si rischia «una batosta peggiore alle elezioni del 2013». Bossi tace, e al di là delle telefonata con Silvio ha una lunga lista di lamentele da spedire ad Arcore. L'ultima è per il decentramento dei ministeri, che il premier gli aveva promesso e che i colonnelli del Pdl gli hanno stoppato. È stata l'ultima incomprensione prima della sberla di ieri. DOPO I RISULTATI DEI BALLOTTAGGI Radio Padania prova a scherzare e manda in onda “bandiera rossa” A Radio Padania l'hanno presa sul ridere. Capito dai primi exit pool che Milano era definitivamente persa, hanno fatto una scelta musicale: invece delle arpe celtiche o i canti nei dialettali del nord hanno mandato in onda Bandiera Rossa, l'In no dell'Unione Sovietica, l'Internazionale e Bella Ciao. Una scelta goliardica, hanno spiegato i conduttori, per sottolineare quale sarà il nuovo corso per Milano con un sindaco di sinistra: «Al primo turno» ha spiegato il conduttore «i sostenitori di Pisapia hanno intonato Bella Ciao e oggi Radio Padania gioca d'anticipo trasmettendo Bandiera Rossa. Non siamo su Radio Popolare o Radio Leoncavallo ma su Radio Padania. Aggiorniamo la scelta musicale in base al sentimento popolare». ::: Analisi Il Carroccio sbanda, solo i capi non lo vedono ::: GILBERTO ONETO  Gli equilibri interni alla Lega sono sempre stati un oggetto misterioso. Un tempo coincidevano con le simpatie e le avversioni del Capo. La sua malattia ha attribuito al filtro che lo circonda (il cosiddetto “Cerchio magico”) la potestà di interpretazione o di invenzione delle sue volontà. La stampa scrive di una contrapposizione fra il Cerchio e i cosiddetti “maroniani” semplifi cando e deformando una situazione resa oggi ancora più scabrosa dai recenti tonfi elettorali. Solo il Cerchio è una realtà: a capo c'è Lady Macbeth-Marrone. Poi ci sono Rosy Mauro, i capigruppo del Senato e della Camera, il tesoriere, i due “storici” consiglieri occulti, Monica Rizzi e, ovviamente, il Trota. Attorno i fedelissimi. I paragoni irriverenti si sprecano: dalla tragedia shakespeariana alla “banda dei quattro” di Mao, dal bunker di Berlino alla colonna di Dongo. Oltre a questo non ci sono gruppi organizzati ma dei sodalizi di fatto. Il più robusto è quello dei “Roberticì”, Castelli, Calderoli e Cota. È il gruppo di potere, quello più attaccato a posti e posizioni. È quello degli incarichi multipli, della fedeltà assoluta al capo di turno. Comprende quasi tutti i parlamentari e quelli che si sono installati in qualche scranno. Finora sono stati berlusconiani, domani si vedrà. Giocano su più tavoli e a seconda degli equilibri cui sono molto attenti. I “maroniani” invece non esistono come gruppo riconoscibile. C'è un ministro che è sopravissuto a tutte le intemperie grazie al suo personale legame col capo, alle sue indubbie qualità, alla sua discrezione (farsi vedere troppo è pericoloso) ma soprattutto proprio per la scelta di non essersi mai creato un gruppo di riferimento. Infatti passano per “maroniani” tutti gli estranei ai sodalizi descritti, senza che ci sia un rapporto organico e senza che Maroni lo voglia. C'è invece un'aggregazione che merita attenzione: quella dei sindaci e degli amministratori locali, che sono la parte migliore della Lega, quella più efficiente, meno compromessa e più a contatto con la base. Sono rimasti i veri depositari sul campo degli ideali di liberismo, autonomia e correttezza. Attorno a loro si muove la straordinaria militanza che fa della Lega un caso unico nel panorama politico nazionale. È una forza in ebollizione e in rivolta. Lo provano i mugugni, i fuochi artificiali su Ra dio Padania e il crescente distacco dalle manifestazioni ma anche dal voto. Ci sono poi i leghisti fuori dal partito, ex militanti ed ex elettori, sono i milioni di moderni “esiliati di Coblenza”, che non votano e che finora si sono trovati concordi solo nella critica e nella disillusione ma discordi su tutto il resto. Oggi forse qualcosa si muove: una piccola e agguerrita Lega Padana ha fatto flop a Milano, ma ha raccolto percentuali significative a Pavia, Mantova e Brescia, nei bacini più autonomisti. Come reagirà la Lega alle ultime sconfitte? Non farà una piega Bossi, che è legato a Berlusconi da un patto notarile di sudditanza “pe rinde ac cadaver” che gli consente solo velleitarismi verbali. Tutti gli altri ras staranno a guardare. La struttura è completamente ingessata e senza idee: c'è un giornale che nessuno legge, una televisione che nessuno guarda, una casa editrice che da anni non pubblica un libro, una radio che ha ascolto perché è una anarchico sfogatoio, dove tutti – ascoltatori e conduttori – producono parole in libertà. Reagirà solo la base con altra disaffezione. Per Pontida si raschierà il fondo del barile, si precetteranno tutti, ma il rischio di flop è reale e fa capolino anche quello di contestazione del capo. Sarebbe la prima volta e sarebbe devastante. Ma potrebbe anche essere salutare. Le idee che stanno dietro alla Lega sono troppo forti perché possano essere fermate da scissioni o sbandamenti. Sarà interessante tenere d'occhio i venti scozzesi, baschi e catalani, ma ancora più significativo fare attenzione alle brezze che cominciano a levarsi dalla provincia e dalle valli. Nel villino di Gemonio non basterà più tenere accostate le gelosie.
Martedì 31 maggio 2011
29Martedì 31 maggio 2011 A ACEA 7,615 -0,2 7,6041 7,3555 8,2927 -6,46 23/05/11 1.621,7 ACEGAS-APS 4,25 -0,19 4,2609 3,6275 4,64 14,56 11/07/11 233,7 ACOTEL GROUP 36,45 0,66 36,0856 35,7 44,14 -17,74 26/05/03 152 ACQUE POTABILI 1,43 0,28 1,4283 1,35 1,477 1,85 02/05/06 51,5 ACSM 1,14 0,35 1,1442 1,04 1,192 3,83 04/07/11 87,3 AEDES 0,1444 4,87 0,1438 0,1224 0,2309 -22,66 07/05/07 105,4 AEFFE 1,31 10,08 1,2728 0,477 1,31 166,8 18/05/09 140,6 AEGON 4,808 0,67 4,824 4,62 5,64 3,51 25/04/08 758,8 AEROPORTO DI FIRENZE 11,97 -0,08 11,8131 10,83 12,5 6,88 09/05/11 108,1 AGEAS 1,9 0,64 1,8971 1,762 2,495 10,79 02/05/08 4.468,2 AHOLD KON 9,37 - 9,1854 9,01 9,9 -4,39 26/04/11 1.116,8 AICON 0,205 0,24 0,2034 0,158 0,281 14,08 22,3 ALCATEL-LUCENT 3,972 0,51 3,9708 2,225 4,432 81,16 04/06/07 9.205,1 ALERION 5,485 -0,99 5,5107 4,775 5,82 3,49 18/04/11 241,4 ALLIANZ 94,6 -0,73 94,676 89,27 108,43 6,39 05/05/11 42.938,9 AMPLIFON 3,98 1,95 3,949 3,5975 4,372 6,56 09/05/11 877,8 ANSALDO STS 9,87 0,92 9,8187 9,55 11,2 -7,93 23/05/11 1.184,4 ANTICHI PELLETTIERI 0,509 1,82 0,4855 0,4618 0,596 5,49 26/05/08 23,2 APULIA PRONTOP 0,2695 -0,92 0,2727 0,265 0,3835 -25,35 27/04/09 63,6 ARENA 0,0231 -1,7 0,0231 0,0224 0,0285 -9,06 24/07/00 29,5 ARKIMEDICA 0,2487 0,08 0,2467 0,2485 0,4525 -44,98 21,5 ASCOPIAVE 1,578 1,02 1,5701 1,527 1,718 0,13 09/05/11 369,9 ASTALDI 5,29 -1,86 5,3197 4,67 5,96 7,47 02/05/11 520,7 ATLANTIA 16,21 0,62 16,1745 15,27 16,9 6,16 23/05/11 10.217,4 AUTOGRILL 8,875 - 8,8471 8,875 10,97 -16,04 23/05/11 2.257,8 AUTOS MERIDIONALI 20,87 0,58 20,7412 20,66 24,38 -9,65 18/04/11 91,3 AUTOSTR TO-MI 11,17 -0,18 11,119 9,6 11,4 11,14 09/05/11 983 AXA 14,5 -0,89 14,571 12,37 16,11 16 29/04/11 30.292,8 AZIMUT 7,51 -0,6 7,5335 6,5253 8,3489 14,5 23/05/11 1.075,8 A2A 1,163 -0,6 1,1621 1,001 1,231 13,02 20/06/11 3.643,6 B B CARIGE 1,656 -0,18 1,6529 1,47 1,812 5,61 23/05/11 2.676,2 B CARIGE RSP 2,574 2,14 2,574 2,52 2,78 -7,24 23/05/11 448,7 B DESIO BRIA RSP 3,54 -1,06 3,5401 3,5 3,75 -4,13 02/05/11 46,7 B DESIO E BRIANZA 3,878 -0,1 3,8802 3,7 4,12 -4,48 02/05/11 453,7 B IFIS 5,01 -0,2 5,0014 4,94 5,585 -4,39 09/05/11 269,6 B INTERMOBILIARE 4,05 - 4,05 4 4,26 -3,11 05/05/08 632,6 B M.PASCHI SIENA 0,846 -1,51 0,8512 0,7935 1,016 -0,59 18/05/09 4.647,1 B P DI SONDRIO 5,585 -1,76 5,5938 5,53 6,6 -9,19 18/04/11 1.721 B P EMILIA ROMAGNA 7,945 -1,18 7,9753 7,79 9,895 -15,03 26/04/11 2.015,7 B POP ETRURIA E LAZIO 2,376 3,48 2,3647 2,2941 3,0967 -19,64 11/05/09 178,7 B POP MILANO 1,875 -0,69 1,8831 1,869 3,1625 -28,44 23/05/11 778,3 B POP SPOLETO 2,948 0,61 2,948 2,93 3,455 -12,91 09/05/11 87,7 B PROFILO 0,3415 -0,15 0,3411 0,3415 0,44 -23,69 09/05/11 231,2 B SANTANDER 7,965 -0,44 7,9781 7,4 9,3 -0,06 02/05/11 67.226,8 B SARDEGNA RSP 9,165 -0,38 9,1694 8,71 9,95 -3,22 02/05/11 60,5 BANCA GENERALI 10,33 -0,39 10,3353 8,955 11,56 13,95 16/05/11 1.152,6 BANCO POPOLARE 1,77 -0,56 1,7764 1,77 2,7525 -28 23/05/11 3.121,5 BASF 61,95 1,47 62,2248 53,9 69,45 -0,47 09/05/11 57.187,8 BASICNET 2,646 -1,19 2,6459 2,478 3,1 -4,48 13/06/11 161,4 BASTOGI 1,4 2,19 1,3899 1,37 1,66 -12,34 24,9 BAYER 56,05 1,63 56,0331 50,5 59,25 1,91 02/05/11 42.841,4 BB BIOTECH 55 0,36 54,8655 47,68 55 11,11 23/03/11 1.002,4 B&C SPEAKERS 3,4 -1,16 3,4006 3,4 4,08 -10,05 03/05/10 37,4 BCA FINNAT 0,445 -0,22 0,4463 0,445 0,522 -11 23/05/11 161,5 BEE TEAM 0,4769 0,02 0,4858 0,38 0,541 18,78 06/05/02 33 BEGHELLI 0,6235 0,4 0,6244 0,611 0,732 -5,82 23/05/11 124,7 BENETTON 5,42 0,84 5,4144 4,6 5,725 10,11 23/05/11 990,1 BENI STABILI 0,7515 -0,46 0,7524 0,634 0,7645 18,72 09/05/11 1.439,7 BEST UNION COMPANY 1,36 - 1,36 1,33 1,45 -5,56 12,7 BIALETTI INDUSTRIE 0,351 -1,13 0,3499 0,35 0,4245 -4,88 26,3 BIANCAMANO 1,946 -0,82 1,9444 1,286 2 46,32 04/07/11 66,2 BIESSE 6,825 -0,07 6,8503 5,01 7,81 25,57 12/05/08 187 BIOERA 1,012 - 1,012 1,012 1,012 - 26/05/08 9 BMW 60,75 0,16 60,853 53,05 64,8 3,14 13/05/11 36.571,2 BNP PARIBAS 53,25 -0,47 53,2132 47,28 59,48 10,32 20/05/11 48.569,1 BOERO 21 - 21 20 21 5 26/04/10 91,1 BOLZONI 2,11 2,03 2,0988 2,06 2,35 -2,99 18/05/09 54,8 BON FERRARESI 27,3 1,79 27,2514 26,51 31,43 -7,21 23/05/11 153,6 BORGOSESIA 1,225 2,17 1,1938 1,18 1,349 -4,6 19/08/81 55 BORGOSESIA RSP 1,299 -0,08 1,2932 1,26 1,456 -3,71 04/02/08 1,2 BREMBO 9,18 -0,27 9,174 7,83 9,28 18,83 09/05/11 613,1 BRIOSCHI 0,1388 0,65 0,1392 0,1346 0,1729 -2,6 19/05/03 109,3 BULGARI 12,17 -0,16 12,1782 7,28 12,3 50,53 23/05/11 3.679,5 BUONGIORNO 1,37 0,44 1,3684 1,053 1,46 16,99 145,8 BUZZI UNICEM 9,47 -0,42 9,4786 7,96 10,76 10,89 24/05/10 1.565,9 BUZZI UNICEM RSP 5,325 -1,57 5,35 4,9025 6,09 -2,11 23/05/11 216,8 C CAD IT 3,672 -0,92 3,6877 3,672 4,4475 -11,52 10/05/10 33 CAIRO COMMUNICATION 3,072 0,72 3,0558 2,685 3,29 12,94 09/05/11 240,7 CALEFFI 1,379 2,15 1,3759 1,157 1,399 23,13 17/05/10 17,2 CALTAGIRONE 1,909 0,53 1,8799 1,749 2,118 7,91 23/05/11 229,3 CALTAGIRONE EDITORE 1,429 - 1,4191 1,429 1,945 -15,94 23/05/11 178,6 CAMFIN 0,389 -1,34 0,391 0,3289 0,4291 5,71 19/05/08 261,2 CAMPARI 5,19 -0,1 5,1904 4,438 5,34 6,57 23/05/11 3.014,4 CAPE LIVE 0,1795 -1,37 0,1798 0,1795 0,411 -30,96 9,1 CARRARO 3,7 0,05 3,6765 3,698 4,4675 -5,01 05/05/08 170,2 CARREFOUR 30,81 - 30,4215 30,01 36,3 -2,25 07/05/10 21.718,1 CATTOLICA ASSICURAZIONI 16,94 1,32 16,8138 16,57 20,31 -10,94 09/05/11 916,3 CDC 1,815 0,28 1,8797 1,45 1,939 9,87 25/07/11 22,3 CELL THERAPEUTICS 1,473 -1,93 1,4808 0,9444 1,932 -10,73 258 CEMBRE 8,2 1,49 8,1179 5,965 8,2 31,31 16/05/11 139,4 CEMENTIR HOLDING 2,044 0,69 2,0358 2,02 2,34 -3,36 23/05/11 325,2 CENTRALE DEL LATTE TO 2,83 1,73 2,8181 2,4 4,1 17,67 05/05/08 28,3 CHL 0,1164 0,95 0,1154 0,1136 0,1497 -12,02 18,4 CIA 0,329 -3,24 0,3497 0,2605 0,34 13,25 11/05/09 30,4 CICCOLELLA 0,611 0,08 0,6216 0,61 0,777 -7,42 21/05/01 110,3 CIR 1,725 3,92 1,7158 1,337 1,77 25,55 23/05/11 1.366,4 CLASS EDITORI 0,3962 -0,08 0,391 0,355 0,52 -11,27 10/05/10 41,8 COBRA 1,138 0,89 1,1332 1,1 1,44 -15,07 24,2 COFIDE 0,76 2,29 0,7507 0,647 0,784 15,33 23/05/11 546,6 COGEME SET 0,3244 0,75 0,3241 0,2475 0,371 -12,32 20 CONAFI PRESTITO' 0,8515 -2,8 0,8652 0,8515 1,07 -13,55 10/05/11 39,6 CR ARTIGIANO 1,35 0,07 1,3387 1,284 1,461 5,55 26/04/11 384,5 CR BERGAMASCO 22,38 -1,02 22,3734 20,3 24,77 9,49 02/05/11 1.381,4 CR VALTELLINESE 2,97 -0,67 2,974 2,956 3,695 -9,86 26/04/11 699,9 CREDEM 4,474 -0,31 4,4555 4,2625 5,505 -3,32 16/05/11 1.487,1 CREDIT AGRICOLE 10,45 -2,7 10,4724 9,4 12,82 9,14 20/06/11 23.265,3 CRESPI 0,0709 0,71 0,071 0,0704 0,161 -27,87 19/05/03 11,3 CSP INTERNATIONAL 1,255 1,21 1,2447 1,066 1,295 19,3 06/06/11 41,7 D DADA 3,552 0,11 3,5598 3,548 5,02 -26,61 57,6 DAIMLER 48,35 0,23 48,35 44,5 58,58 -4,26 14/04/11 46.637,3 DAMIANI 1,2 2,04 1,1957 0,84 1,2 46,52 99,1 D'AMICO 0,81 -1,22 0,8101 0,81 1 -17,05 27/04/09 121,5 DANIELI & C 19,64 0,82 19,7197 19,48 24,58 -18 08/11/10 802,9 DANIELI & C RSP 10,63 0,47 10,674 10,58 13,69 -17,72 08/10/10 429,7 DANONE 49,75 - 49,7929 42,8 51 3,65 10/05/11 25.561,7 DATALOGIC 5,76 1,14 5,7765 5,49 6,54 -4,87 02/05/11 336,7 DEA CAPITAL 1,583 - 1,5846 1,125 1,6 39,1 485,4 DE'LONGHI 9,3 1,2 9,2385 5,82 9,3 58,16 26/04/11 1.390,4 DEUTSCHE BANK 40,59 -0,78 40,8965 39,71 48,57 4,08 27/05/11 23.171,2 DEUTSCHE TELEKOM 10,15 0,4 10,1951 9,55 11,33 5,62 13/05/11 44.267,4 DIASORIN 33,37 0,72 33,2308 30,17 36,09 3,6 20/06/11 1.858,7 DIGITAL BROS 1,209 1,17 1,2014 1,15 1,573 -19,93 08/12/08 17,1 DMAIL GROUP 2,454 1,49 2,454 2,37 3,265 -15,96 19/05/08 18,8 DMT 21,99 0,18 21,9956 15,04 22,38 45,63 248,6 E EDISON 0,81 -0,25 0,8102 0,736 0,907 -5,81 12/04/10 4.196,7 EDISON RSP 1,004 - 1,0083 0,97 1,287 -18,04 12/04/10 111 EEMS 1,27 3,42 1,2717 1,171 1,539 -5,01 55,4 EL EN 13,29 -0,08 13,2398 12,41 15,14 4,81 23/05/11 64,1 ELICA 1,354 -0,95 1,3537 1,35 1,768 -5,64 23/05/11 85,7 EMAK 4,29 -0,23 4,29 4,202 4,6 -3,38 06/06/11 118,6 ENEL 4,722 - 4,7188 3,6925 4,832 26,26 20/06/11 44.402,7 ENEL GREEN POWER 1,92 4,75 1,8962 1,563 2,048 21,44 23/05/11 9.600 ENERVIT 1,35 1,43 1,371 1,217 1,387 8,52 23/05/11 24 ENGINEERING 23,4 0,34 23,3816 21,43 24,32 10,69 13/06/11 292,5 ENI 16,34 - 16,375 16,2 18,42 - 23/05/11 65.447,6 E.ON 19,5 -2,55 19,6305 19,5 25,05 -15,55 07/05/09 39.019,5 ERG 9,275 -0,22 9,262 9,06 10,44 -11,24 23/05/11 1.394,2 ERG RENEW 0,9705 -0,21 0,9707 0,96 0,9725 0,94 10/05/99 128,8 ERGYCAPITAL 0,44 5,29 0,4342 0,408 0,498 -8,43 41,7 ESPRESSO 1,952 -0,46 1,9687 1,615 2,104 15,09 23/05/11 800,4 ESPRINET 4,652 0,87 4,6483 4,6 6,275 -15,88 02/05/11 243,8 EUROTECH 2,198 -0,99 2,2023 1,86 2,44 16,6 78,1 EUTELIA 0,215 - 0,215 0,215 0,215 - 14,1 EXOR 23,11 0,61 23,0953 19,06 25,76 -6,36 23/05/11 3.703,6 EXOR PRV 19,85 1,02 19,7573 15,39 21,3 6,72 23/05/11 1.524,5 EXOR RSP 18,39 0,88 18,1861 13,88 20,1 -0,92 23/05/11 168,6 EXPRIVIA 0,9785 -1,46 0,9786 0,948 1,155 2,78 02/05/11 50,8 F FALCK RENEWABLES 1,489 7,43 1,4703 1,2 1,7576 -11,1 23/05/11 433,9 FIAT 7,29 1,32 7,2673 5,87 8,05 8,87 18/04/11 7.964,6 FIAT INDUSTRIAL 9,185 -0,49 9,2002 8,685 10,66 - 10.033 FIAT INDUSTRIAL PRV 5,37 -0,37 5,3469 5,36 7,415 - 554,7 FIAT INDUSTRIAL RSP 5,34 -0,84 5,3483 5,34 7,395 - 426,7 FIAT P 5,67 2,35 5,6286 4,72 6,385 6,1 18/04/11 585,7 FIAT RSP 5,66 1,8 5,6346 4,71 6,375 6,3 18/04/11 452,3 FIDIA 3,5 -1,35 3,48 3,464 4,14 -5,34 20/05/02 17,9 FIERA MILANO 4,438 0,27 4,4078 4,1 4,65 1,5 04/05/09 187,1 FINARTE CASA D'ASTE 0,105 - 0,105 0,1037 0,105 - 10/05/99 5,3 FINMECCANICA 8,5 -0,18 8,4961 8,49 9,865 -0,06 23/05/11 4.914,3 FNM 0,465 0,61 0,4639 0,46 0,515 -8,82 115,6 FONDIARIA SAI 5,73 -0,52 5,7547 5,685 7,565 -8,54 24/05/10 713,3 FONDIARIA SAI RSP 3,292 0,61 3,2647 3,258 4,56 -15,81 24/05/10 140,1 FRANCE TELECOM SA 15,79 -0,06 15,8129 14,7 16,44 -3,13 10/06/11 41.280,6 FULLSIX 2,204 -2,91 2,2122 1,071 3,262 102,95 24,6 G GABETTI 0,1103 0,09 0,1104 0,1093 0,2451 -48,96 15/05/06 28,1 GAS PLUS 3,248 1,82 3,2199 3,05 4,16 -18,29 24/05/10 145,9 GDF SUEZ 25,75 -1,79 25,75 25,58 30 -5,88 04/05/11 56.486,3 GEFRAN 4,45 -3,26 4,52 4,23 5,25 4,22 16/05/11 64,1 GEMINA 0,755 1,62 0,7511 0,54 0,755 42,05 18/06/07 1.109,2 GEMINA RSP 0,99 3,88 0,9627 0,925 1,17 4,38 18/05/09 3,7 GENERALI 14,89 -0,47 14,9185 13,81 16,99 4,79 23/05/11 23.181,8 GEOX 4,392 2,23 4,2979 3,3775 4,95 28,33 23/05/11 1.138,4 GEWISS 5,085 - 5,085 3,94 5,1 28,09 16/05/11 610,2 GEWISS OPA11 5,1 - 5,1 5,1 5,1 - 75,5 GREENVISION 4,956 1,14 4,8322 4,29 4,956 2,19 25/05/09 29 GRUPPO COIN 6,43 - 6,4323 6,425 7,87 -17,51 900,8 GRUPPO MINERALI MAFFEI 3,69 1,1 3,65 3,65 4,49 -17,45 22,1 H HERA 1,757 0,4 1,7556 1,528 1,76 13,43 06/06/11 1.959,1 I I GRANDI VIAGGI 1,027 -2,75 1,0334 0,7755 1,08 25,78 07/04/08 46,2 IGD 1,67 -0,54 1,6739 1,445 1,755 14,62 23/05/11 516,4 IL SOLE 24 ORE 1,29 - 1,2855 1,256 1,51 -6,72 28/04/08 55,9 IMA 14,62 0,69 14,6299 13,85 15,2 -0,14 23/05/11 538,4 IMMSI 0,816 -0,37 0,8082 0,78 0,91 0,06 24/05/11 280,1 IMPREGILO 2,192 -1,35 2,212 2,0475 2,4625 3,52 18/07/11 882,2 IMPREGILO RSP 8,02 - 8,02 7,355 8,2 1,58 18/07/11 13 INDESIT 7,585 0,46 7,5813 7,44 9,015 -5,54 17/05/11 862,2 INDESIT RSP 6,8 -2,44 6,8062 6,64 7,34 -0,95 17/05/11 3,5 INDUSTRIA E INNOVAZIONE 2,7 -0,66 2,6537 2,3 2,89 14,89 63,3 ING GROEP 8,305 -0,84 8,3154 7,225 9,375 14,71 14/08/08 17.119,1 INTEK 0,5135 1,38 0,5109 0,3935 0,54 30,33 20/06/11 67 INTEK R 0,761 - 0,761 0,66 0,815 8,71 20/06/11 4,3 INTERPUMP 5,73 -0,69 5,7655 5,36 6,175 0,61 09/05/11 559,6 INTESA SANPAOLO 1,761 -1,12 1,7689 1,676 2,3294 -3,54 23/05/11 20.866,7 INTESA SANPAOLO RSP 1,478 -0,34 1,493 1,43 1,978 -5,92 23/05/11 1.378,2 INV E SVIL 2012 W 0,0038 - 0,0038 0,0027 0,0068 31,03 23/05/11 1.378,2 INVEST E SVILUPPO 0,0118 -1,67 0,012 0,0118 0,0187 -5,6 18/06/01 14,9 IRCE 2,65 -0,23 2,663 1,528 2,708 70,42 09/05/11 74,5 IREN 1,34 -1,25 1,3481 1,184 1,407 6,94 23/05/11 1.583,5 ISAGRO 3,27 -2,68 3,3284 3,27 4,034 -3,68 16/05/11 57,4 IT WAY 1,802 -2,75 1,8304 1,802 2,7643 -31,11 02/02/09 14,2 ITALCEMENTI 6,73 0,67 6,6866 5,895 7,65 6,4 23/05/11 1.192 ITALCEMENTI RSP 3,44 0,23 3,4217 3,35 3,886 -1,15 23/05/11 362,7 ITALMOBILIARE 26,31 -1,61 26,2319 25,18 29,9 4,82 06/06/11 583,6 ITALMOBILIARE RSP 17,1 0,94 17,0167 16,76 19,73 -3,55 06/06/11 279,5 ITALY1 INVESTMENT 9,33 -1,58 9,376 8,7681 9,95 - 140 IW BANK OAC - - - 1,988 2,043 - J JUVENTUS FC 0,905 0,5 0,9064 0,78 0,986 -5,38 04/11/02 182,4 K KERSELF 2,5 10,04 2,3813 2,166 3,7 -30,56 24/05/10 43,6 KINEXIA 1,906 2,47 1,8858 1,8 2,135 -8,8 17/07/91 40,7 KME GROUP 0,3578 1,16 0,3519 0,325 0,391 7,61 09/05/11 160 KME GROUP RSP 0,618 -0,16 0,6067 0,576 0,7235 6,55 09/05/11 27 KME GROUP 2011 W 0,0098 -2 0,0093 0,0083 0,0219 -44 09/05/11 27 K.R.ENERGY 0,0545 4,21 0,0541 0,0523 0,0737 -21,36 52,7 L LA DORIA 1,83 2,12 1,83 1,75 2,068 -3,12 23/05/11 56,7 LANDI RENZO 2,282 -0,09 2,2881 2,112 3,015 -23,55 23/05/11 256,7 LAZIO S.S. 0,4705 0,09 0,4755 0,4587 0,761 -35,64 31,9 LE BUONE SOCIETA' 0,45 25 0,4089 0,331 0,45 13,07 29/04/02 4,8 L'OREAL 87,9 2,21 87,75 76,7 89,4 3,17 29/04/11 52.952,1 LOTTOMATICA 13,79 0,8 13,7014 8,925 15,44 48,68 24/05/10 2.372,1 LUXOTTICA GROUP 21,95 -0,23 21,9881 21,31 23,49 -3,73 23/05/11 10.245,9 LVMH 118,7 0,34 118,6615 103 124,85 -6,53 29/11/10 58.155,6 M MAIRE TECNIMONT 1,419 8,32 1,378 1,31 3,6375 -56,9 16/05/11 457,6 MANAGEMENT E C 0,2142 -0,37 0,2166 0,208 0,2207 - 101,6 MARCOLIN 5,195 -0,86 5,236 4,084 5,4 18,88 09/05/11 322,8 MARR 8,635 -0,52 8,6619 8,08 9,46 -0,46 23/05/11 574,4 MEDIACONTECH 1,789 -1,27 1,7742 1,789 2,47 -24,28 22/04/02 33,2 MEDIASET 3,668 -0,86 3,687 3,668 4,9225 -18,98 23/05/11 4.332,7 MEDIOBANCA 7,52 -0,79 7,5421 6,555 8,01 12,91 22/11/10 6.475,7 MEDIOLANUM 3,578 -0,61 3,5801 3,1275 4,084 15,7 23/05/11 2.622,3 MERIDIANA FLY 0,074 -0,67 0,0735 0,0434 0,0918 64,08 103,2 MERIDIE 0,22 -3,89 0,2264 0,22 0,3575 -37,14 11,2 MID INDUSTRY CAPITAL 10,23 2,76 10,0214 9,365 10,73 2,3 11/05/09 38,9 MILANO ASS 0,9105 -2,04 0,9117 0,8925 1,405 -23,03 26/04/10 507,5 MILANO ASS RSP 0,9545 2,36 0,942 0,929 1,487 -28,56 26/04/10 29,3 MITTEL 2,63 -0,9 2,6336 2,53 3,1975 -15,37 28/02/11 185,4 MOLMED 0,6565 4,21 0,6579 0,381 0,6565 61,3 138,1 MONDADORI 2,55 0,79 2,5256 2,376 2,868 -3,77 23/05/11 661,5 MONDO HE 0,599 2,92 0,6007 0,1566 0,72 249,27 12,3 MONDO TV 6,49 4,51 6,4673 4,69 7,2 36,49 28/02/05 28,6 MONRIF 0,416 0,36 0,4087 0,399 0,46 2,72 22/05/06 62,4 MONTEFIBRE 0,124 3,08 0,1222 0,1203 0,1699 -18,15 20/05/02 16,1 MONTEFIBRE RSP 0,282 - 0,2666 0,2735 0,321 -5,05 19/05/03 7,3 MONTI ASCENSORI 0,49 -3,16 0,4907 0,49 0,848 -42,99 20/09/10 6,5 MUNICH RE 106,9 - 105,35 105 125 -6,31 21/04/11 22.064,6 MUTUIONLINE 4,722 -0,3 4,7225 4,712 5,59 -2,24 02/05/11 186,6 N NICE 2,938 -1,48 2,9481 2,86 3,4 -3,36 23/05/11 340,8 NOEMALIFE 5,78 -0,26 5,7335 5,73 6,39 -8,76 25 NOKIA CORPORATION 5,74 -0,17 5,7682 5,7 8,45 -25,79 04/05/11 21.817,4 NOVA RE 1,09 - 1,09 1,09 1,175 -6,84 04/06/07 14,7 O OLIDATA 0,5305 1,92 0,5445 0,505 0,67 -11,58 10/05/04 18 P PANARIAGROUP 1,3 - 1,2971 1,289 1,622 -15,2 11/05/09 59 PARMALAT 2,584 -0,23 2,5875 2,035 2,64 26,05 18/04/11 4.490,8 PARMALAT 2015 W 1,442 -0,41 1,4485 1,024 1,56 37,86 18/04/11 4.490,8 PHILIPS 19,17 - 19,3445 19 25,5 -16,29 04/04/11 18.641,1 PIAGGIO 2,62 0,15 2,6128 2,26 2,686 11,37 16/05/11 974,1 PIERREL 3,004 -2,78 3,0261 3,004 3,8125 -11,65 44,9 PININFARINA 4,17 -0,29 4,1352 3,85 7,1 17,88 23/05/05 125,8 PIQUADRO 2,796 2,42 2,7813 1,93 2,91 48,88 26/07/10 139,8 PIRELLI E C. 6,795 -0,59 6,8014 5,58 7,18 12,31 23/05/11 3.232,7 PIRELLI E C. RSP 5,9 -0,17 5,8678 5,25 6,31 5,17 23/05/11 72,3 POLIGRAFICA S.FAUSTINO 8,825 0,06 8,725 8,565 10,11 -4,95 08/05/00 10,5 POLIGRAFICI EDITORIALE 0,475 - 0,4705 0,4299 0,4895 -0,42 21/05/07 62,7 POLTRONA FRAU 1,4 4,48 1,3669 0,8915 1,438 45,83 26/05/08 196 PPR 119 - 119 107,5 123,8 -1,37 21/05/10 15.060,1 PRAMAC 1,039 3,9 1,0278 0,967 1,205 -1,7 30/06/08 31,7 PRELIOS 0,503 -1,47 0,5073 0,4285 0,5925 12,78 21/04/08 423,1 PREMAFIN 0,545 1,68 0,5395 0,527 0,792 -26,5 26/05/08 223,6 PREMUDA 0,667 - 0,6673 0,652 0,766 -12,06 20/06/11 125,2 PRIMA INDUSTRIE 9,04 0,44 9,0452 6,965 10,03 24,78 26/05/08 78,1 PRYSMIAN 14,32 0,14 14,3277 12,86 15,95 12,31 18/04/11 3.069,8 R RATTI 2,02 -1,94 2,0184 1,618 2,33 17,24 18/05/98 55,2 RCF GROUP 0,8165 2 0,8135 0,7955 0,8865 -6,69 09/05/11 26,1 RCS MEDIAGROUP 1,216 1,84 1,2087 1,017 1,354 18,29 19/05/08 890,9 RCS MEDIAGROUP RSP 0,804 -0,06 0,7986 0,717 0,8795 10,21 23,6 RDB 1,021 -1,54 1,0281 1,021 2,0775 -48,95 12/05/08 46,8 RECORDATI 7,595 -0,78 7,6354 6,605 7,655 7,65 18/04/11 1.588,3 RENAULT 40,07 - 40,07 36 49,34 -7,84 11/05/11 11.417,4 RENO DE MEDICI 0,235 0,82 0,2337 0,2207 0,248 -3,45 13/05/02 88,7 REPLY 20,87 1,76 20,7318 19,1 21,49 5,51 30/05/11 192,5 RETELIT 0,51 -0,1 0,512 0,344 0,607 43,46 81,4 RICCHETTI 0,2631 0,3 0,2596 0,2525 0,305 1,19 19/05/08 21,5 RICHARD GINORI 1735 0,047 1,08 0,0464 0,0435 0,0584 3,75 27/05/02 21,7 RISANAMENTO 0,228 - 0,23 0,211 0,2925 1,92 19/06/06 184,9 ROMA A.S. 0,712 0,14 0,7185 0,695 1,249 -32,51 94,4 ROSSS 1,222 -2,16 1,2203 1,08 1,392 -13,7 14,1 RWE 40,15 -2,26 40,1216 40,15 55,22 -22,62 21/04/11 21.014,7 S SABAF 21,08 0,86 20,979 20,9 25,3 -17,3 23/05/11 243,1 SADI SERVIZI INDUSTR 0,3589 0,96 0,3589 0,313 0,4 4,18 06/06/11 33,3 SAES GETTERS 8,225 -0,36 8,2575 6,795 8,5 18,52 26/04/11 120,7 SAES GETTERS RSP 5,48 1,67 5,4548 4,925 6,18 9,6 26/04/11 40,4 SAFILO GROUP 12,44 -0,72 12,4627 11,6 13,72 -6,54 12/05/08 706,9 SAIPEM 36,29 -0,47 36,3897 33,56 38,52 -1,49 23/05/11 16.013,7 SAIPEM RCV 38,32 - 38,98 35,01 39,25 4,99 23/05/11 5,4 SANOFI 54,3 -0,28 54,1516 46,25 56,15 11,71 16/05/11 71.433 SAP 42,78 1,86 42,8019 37,57 45,93 11,73 26/05/11 52.438,1 SARAS 1,707 0,41 1,7024 1,581 2,0225 8,38 18/05/09 1.623,4 SAT 10,14 1,45 9,8567 9,75 10,7 -0,78 23/05/11 100 SAVE 7,32 0,69 7,3616 7,21 8,1 -4,69 02/05/11 405,1 SCREEN SERVICE 0,585 2,99 0,5847 0,4986 0,6395 -9,58 28/02/11 81 SEAT PAGINE GIALLE 0,0695 -0,14 0,0697 0,0688 0,095 -15,96 21/05/07 133,9 SEAT PAGINE GIALLE RSP 1,6 - 1,6 0,725 1,7 95,12 19/05/08 1,1 SERVIZI ITALIA 6,83 -0,87 6,8207 5,75 7,35 15,18 02/05/11 110,6 SETECO INTERNATIONAL 0,299 - 0,299 0,299 0,299 - 7,8 SIAS 8,625 -0,12 8,6218 7,06 8,78 19,29 02/05/11 1.962,2 SIEMENS 90,6 0,83 90,662 86,5 99,2 -2,58 26/01/11 82.826,8 SNAI 2,444 -0,16 2,4443 2,378 2,7725 -9,65 24/07/00 285,5 SNAM RETE GAS 4,07 0,74 4,0476 3,6675 4,286 9,41 23/05/11 14.534,2 SOCIETE GENERALE 41,92 -1,13 41,9614 39,4 52,1 2,52 31/05/11 24.344,1 SOCOTHERM 1,425 - 1,425 1,425 1,425 - 28/05/07 54,9 SOGEFI 2,54 0,4 2,536 2,2625 2,95 2,83 26/04/11 295,9 SOL 6,02 -0,5 6,0081 4,95 6,05 22,11 23/05/11 546 SOPAF 0,0718 -2,05 0,0721 0,0708 0,0958 -5,9 25/05/08 30,3 SORIN 2,07 1,17 2,0582 1,675 2,082 20,35 987,4 STEFANEL 0,543 7,31 0,5348 0,468 0,573 10,7 08/05/06 45,9 STEFANEL RSP 166,7 - 166,7 166,7 166,7 - 08/05/06 0,3 STMICROELECTRONICS 7,88 0,45 7,86 7,79 9,645 0,19 22/08/11 7.174,1 T TAMBURI 1,474 - 1,471 1,402 1,59 5,29 09/03/11 198,3 TAS 1,35 - 1,3599 0,4932 1,45 105,48 05/05/03 56,4 TELECOM ITALIA 0,97 0,52 0,9684 0,9625 1,144 0,31 18/04/11 13.005,7 TELECOM ITALIA RSP 0,843 -0,53 0,8445 0,8195 1,025 3,82 18/04/11 5.080 TELECOM ITALIA MEDIA 0,1992 7,56 0,1934 0,1792 0,2387 -16,23 24/04/06 288,1 TELECOM ITALIA MEDIA RSP 0,3001 -3,81 0,3001 0,28 0,4 -6,95 24/04/06 1,6 TELEFONICA 16,64 -0,18 16,63 16,55 18,61 -2,29 08/11/10 78.291,1 TENARIS 16,84 0,42 16,7646 15,7 18,51 -8,23 20/06/11 19.880,2 TERNA 3,38 -0,29 3,3829 3,1 3,476 6,96 20/06/11 6.793,8 TERNIENERGIA 3,468 3,21 3,4553 3,26 3,78 -0,91 09/05/11 96,5 TESMEC 0,5355 -1,38 0,5319 0,488 0,712 -16,98 23/05/11 57,3 TISCALI 0,0708 -0,42 0,071 0,0705 0,0896 -11,94 131,8 TOD'S 88,95 0,28 88,9841 71,95 96,55 20,37 23/05/11 2.722,7 TOSCANA FINANZA 1,678 - 1,678 1,436 1,678 15,09 51,3 TOTAL 39,4 -0,81 39,5526 39,1 45,62 -2,11 23/05/11 93.449,2 TREVI 10,34 1,27 10,237 8,71 11,34 -4,08 11/07/11 661,8 TXT E-SOLUTIONS 9,045 0,5 8,9414 5,37 9,4 68,75 08/05/06 23,6 U UBI BANCA 5,34 -0,65 5,389 5,2 7,875 -18,47 23/05/11 3.413 UNI LAND 0,504 - 0,5019 0,49 0,53 -0,88 12/05/08 80,5 UNICREDIT 1,537 -1,03 1,546 1,474 1,997 -0,71 23/05/11 29.624,5 UNICREDIT RSP 1,907 -1,09 1,898 1,79 2,15 1,38 23/05/11 46,2 UNILEVER 22,31 -0,4 21,925 20,96 23,84 -6,1 09/02/11 38.255,6 UNIPOL 0,4556 -0,42 0,4545 0,4556 0,5475 -1,28 24/05/10 963,3 UNIPOL P 0,3387 -2,84 0,3408 0,3387 0,419 -5,79 24/05/10 441,1 V VALSOIA 4,698 3,25 4,7605 4,14 4,78 11,86 09/05/11 49,1 VIAGGI DEL VENTAGLIO 0,1376 - 0,1376 0,1376 0,1376 - 04/03/02 20 VIANINI INDUSTRIA 1,325 -1,85 1,3526 1,29 1,52 3,43 23/05/11 39,9 VIANINI LAVORI 4,52 -0,22 4,4888 3,98 4,64 13,57 23/05/11 198 VITTORIA ASS 3,902 2,68 3,8411 3,5125 4,11 9,92 16/05/11 262,9 VIVENDI 18,95 - 18,9576 18,63 22 -5,82 05/05/11 22.175,4 W W CAMFIN 11 0,0709 -4,06 0,0709 0,0554 0,0838 10,78 05/05/11 22.175,4 W ERGYCAPIT 16 0,0998 10,89 0,0978 0,09 0,1478 -22,03 05/05/11 22.175,4 W GABETTI 13 0,0344 - 0,0344 0,0315 0,0982 -60 05/05/11 22.175,4 W INTERPUMP 12 0,788 0,13 0,7683 0,632 0,853 25,28 05/05/11 22.175,4 W PRI 2013 2,6 11,59 2,4949 1,2 3,2 65,08 05/05/11 22.175,4 W RGINORI 2011 0,011 - 0,011 0,01 0,019 -18,52 05/05/11 22.175,4 W TISCALI 14 0,0018 - 0,0018 0,0017 0,0025 -18,18 05/05/11 22.175,4 W UAI 2011-2015 - - - - - - 05/05/11 22.175,4 WARR AEDES 2009-2014 0,029 7,41 0,0283 0,0225 0,0489 -29,1 05/05/11 22.175,4 WARR BPM 09-13 0,4211 -1,03 0,4222 0,4211 1,2 -64,88 05/05/11 22.175,4 WARR CREVAL 2014 0,1803 0,17 0,1805 0,1755 0,275 -24,88 05/05/11 22.175,4 WARR ERGYCAPITAL 11 0,0184 5,14 0,0176 0,0167 0,0295 -33,09 05/05/11 22.175,4 WARR FIRST CAPITAL 2013 - - - - - - 05/05/11 22.175,4 WARR IKF 10-14 - - - - - - 05/05/11 22.175,4 WARR INTEK 2011 0,0217 - 0,0223 0,02 0,029 -11,43 05/05/11 22.175,4 WARR ITALY1 0,45 -10 0,45 0,37 0,789 - 05/05/11 22.175,4 WARR KME 09-11 0,0091 - 0,0088 0,0077 0,0174 -35,92 05/05/11 22.175,4 WARR KRE 09-12 0,014 - 0,0136 0,014 0,024 -40,43 05/05/11 22.175,4 WARR MERIDIE 11 0,0095 - 0,0078 0,0085 0,0179 -46,63 05/05/11 22.175,4 WARR PIERREL 08-12 0,19 - 0,19 0,1275 0,25 -13,24 05/05/11 22.175,4 WARR RETELIT 08-11 0,141 3,68 0,148 0,0303 0,1711 193,75 05/05/11 22.175,4 WARR TAMBURI 2013 0,185 -7,5 0,1695 0,185 0,51 -15,91 05/05/11 22.175,4 WARR UBI 09-11 0,0002 - 0,0002 0,0002 0,0031 -93,75 05/05/11 22.175,4 WARR UNIPOL PRV 2013 0,0184 -2,13 0,0183 0,0184 0,0249 -18,58 05/05/11 22.175,4 WARR UNIPOL 2013 0,0161 -3,59 0,0162 0,0161 0,0243 -30,6 05/05/11 22.175,4 Y YOOX 13,18 1,15 13,1619 8,15 13,18 37,01 694,4 YORKVILLE BHN 2,9 1,68 2,8563 2,83 5,35 -46,98 18/03/93 2,8 Z ZIGNAGO VETRO 5,52 1,1 5,5224 4,8375 5,69 15,48 09/05/11 441,6 ZUCCHI 0,964 3,54 0,951 0,4445 0,964 107,31 01/08/05 23,5 ZUCCHI RSP 0,735 0,68 0,73 0,469 0,785 45,54 19/05/08 2,5 AZIONI PREZZO VAR% PREZZO MINIMO MASSIMO VAR% PR. UF. DIVIDENDO CAPITALIZZAZIONE RIF. EURO SU PR. RIF. UFF. EURO 2010/2011 2010/2011 DAL 30/12/10 DATA (MLN/EURO) AZIONI PREZZO VAR% PREZZO MINIMO MASSIMO VAR% PR. UF. DIVIDENDO CAPITALIZZAZIONE RIF. EURO SU PR. RIF. UFF. EURO 2010/2011 2010/2011 DAL 30/12/10 DATA (MLN/EURO) AZIONI PREZZO VAR% PREZZO MINIMO MASSIMO VAR% PR. UF. DIVIDENDO CAPITALIZZAZIONE RIF. EURO SU PR. RIF. UFF. EURO 2010/2011 2010/2011 DAL 30/12/10 DATA (MLN/EURO) Mercato Azionario
49Martedì 31 maggio 2011CRONACA @ commenta su www.libero-news.it DOPPIA DEBACLE Dopo tre legislature Desio passa al centrosinistra Secondo Arienti (Pdl) è colpa dell'astensionismo. Sconfitta storica anche ad Arcore. Il segretario della Lega parla di «vento negativo nazionale» SERPE IN SENO I voti raccolti dal presidente uscente e non andati al centrodestra neppure al secondo turno sono stati decisivi per la sconfitta Duro il segretario lumbard con la segreteria nazionale: «Candidati sbagliati» Pavia Poma stende il Pdl Regalata la Provincia Molti degli scontenti di centrodestra sono andati al mare Brianza La Lega non ce la fa Desio va alla sinistra Rossa anche Arcore ::: LAURA MARINARO DESIO (MB)  Debacle totale del centrodestra anche in Brianza. A Desio, Comune importante della provincia dove la giunta dell'ex sindaco Giampiero Mariani era caduta sotto la scure di presunte infiltrazioni della 'ndrangheta in Consiglio comunale, la voglia di cambiamento totale ha vinto su una Lega Nord che aveva scelto di correre da sola senza apparentamenti di sorta. Così il giovane Roberto Corti è il nuovo sindaco del centrosinistra dopo tre legislature di centrodestra. Silvio Arienti, candidato della Lega Nord, rimasto volutamente solo al ballottaggio ha ottenuto il 42%. Adesso farà strenua opposizione insieme ai due consiglieri del Pdl e al candidato dell'Udc voluto dai pidiellini Tiziano Garbo, trombato al primo turno. Ma cosa è successo? «Prima di tutto in questa città ha vinto l'astensio nismo se pensiamo che il 43% dei desiani non ha votato - ha commentato Arienti - e probabilmente sono stati molti del centrodestra a non votarci; comunque sono lo stesso soddisfatto del dato ottenuto perché da sola la Lega è arrivata al 42%». Non accetta la provocazione Renato Farina, coordinatore cittadino del Pdl: «Al ballottaggio, nonostante non abbiano voluto sostenerci al primo turno, ho votato la Lega - ha detto - ma quasi me ne sono pentito: non abbiamo vinto e basta. Purtroppo la colpa è anche dei partiti e delle liste come quella dell'ex sindaco Mariani che ha disperso i voti regalando la città alla sinistra». Il segretario della Lega, Ettore Motta, ha annunciato una conferenza stampa domani o mercoledì mattina giudicando incomprensibile un voto di centrosinistra nella città dove è stata la Lega a far cadere lo scorso consiglio comunale. Altra pesante sconfitta del centrodestra è a casa del premier, dove a vincere con il 58,6 per cento è stata Rosalba Colombo, espressione del centrosinistra di Arcore, su Enrico Perego, leghista, appoggiato dal Pdl che ha ottenuto il 43,4%. «Abbiamo perso qui ad Arcore travolti dal vento negativo nazionale - ha commentato - poi è stata strumentalizzata dal centrosinistra la questione dell'impianto di betonaggio; da domani daremo del filo da torcere in opposizione». E il centrosinistra ha vinto anche a Limbiate con Raffaele De Luca. In questo caso è stato l'ap poggio dell'Udc a mancare a Eugenio Picozzi. «Siamo di fronte a una situazione preoccupante, che riflette un andamento nazionale - ha concluso Elena Centemero coordinatrice del Pdl brianzolo - Ciò deve indurre a una seria riflessione sul partito e sull'apertura verso il centro». ::: FILIPPO CAVAZZA PAVIA  Non si salva nemmeno la provincia di Pavia dal tracollo nazionale e regionale del centrodestra. Nonostante gli undici punti di vantaggio accumulati al primo turno (44% a 33%), Ruggero Invernizzi non è riuscito a superare il rivale, il senatore del Pd, Daniele Bosone. Al termine di un tiratissimo testa a testa, Bosone, sostenuto da Pd, Sel, Italia dei Valori, Verdi, Pensionati e da una Lista Civica, ha raggiunto il 51,2 % dei consensi. «Abbiamo vinto – ha commentato a caldo il neoeletto presidente - perché c'è stato un vento favorevole di cambiamento, ma soprattutto perché abbiamo presentato un progetto credibile che ci ha fatto raccogliere voti anche da chi è deluso dal centrosinistra». Rispetto al primo turno, il candidato della sinistra ha guadagnato oltre 18mila voti, mentre sono stati 15mila quelli persi da Invernizzi. Abbastanza clamoroso il dato sulla città di Voghera, da sempre governata da Pdl e Lega, dove Bosone ha staccato di 8 punti Invernizzi. Anche Pavia ha premiato il senatore Pd con ben 12 punti di vantaggio. Solo Vigevano e Mortara, gli altri due grandi centri della provincia, si sono confermati in mano al centrodestra, con Invernizzi avanti di 10 e 18 punti su Bosone. Il risultato di Voghera, dove al primo turno c'era stata la netta affermazione di due candidati della lista Poma da poco fuoriusciti dal Pdl, lascia intendere che molti degli scontenti in casa Popolo della Libertà abbiano preferito andare al mare (l'affluenza al secondo turno è stata del 47,4% contro il 61,7% del primo turno) o si siano addirittura schierati con Bosone per fare un dispetto alla dirigenza Pdl. Clamoroso anche il risultato del comune di San Genesio ed Uniti, da sempre roccaforte di Pdl e Lega ed espressione del consigliere regionale leghista, Angelo Ciocca. Anche qui ha prevalso il candidato del centrosinistra (52% a 48%). Uno dei primi a prendere la parola in casa Lega è stato il vicesindaco pavese del Carroccio, Gianmarco Centinaio. «Dobbiamo capire il motivo per cui in città nel giro di due anni ci sia stata un'inversione di tendenza così forte. Bisogna ragionare e non far finta di nulla. L'elettore sovrano ha voluto mandarci un segnale». Il segretario provinciale della Lega, Francesco Ratti, non ha lesinato accuse alla segreteria nazionale del Carroccio, che in cambio della corsa di un candidato lumbard su Mantova, ha lasciato la provincia di Pavia ad un uomo del Pdl: «A urne scrutinate le elezioni di Mantova si sono rivelate ancora più disatrose». Per il giovane sindaco di Pavia, Alessandro Cattaneo, indicato dal Pdl regionale come referente della campagna elettorale provinciale, si tratta di «una sconfitta storica. Bisogna guardarla in faccia senza alibi, riflettendo seriamente per ripartire più forti. Il popolo dei moderati è largamente maggioranza, ma in questo frangente abbiamo litigato troppo e creato disorientamento nell'elet torato. Dall'essere forza di governo a Pavia città dobbiamo ritrovare slancio e spinta per riconquistare la Provincia». Le prossime giornate serviranno al centrodestra e ai suoi big locali (in particolare agli onorevoli Nola e Abelli) per un'analisi più approfondita della sconfitta, dove un peso determinante ha assunto la mancata riconferma – per i veti di una parte della Lega – di Vittorio Poma, che schierandosi con la sua lista al primo turno ha costretto il centrodestra ad un ballottaggio rivelatosi letale. Silvio Arienti Ftg. Hinterland milanese Rho paga le liti tra Carroccio e azzurri I Democratici si tengono San Giuliano ::: MARIA LUIGIA PIZZULO RHO (MI)  La città di Rho, nel nord milanese, torna in mano alla sinistra dopo soli quattro anni di amministrazione Zucchetti (Pdl). È Pietro Romano (Pd, Idv e Sel, poi sostenuto anche da Rifondazione) il nuovo sindaco della città dopo aver conquistato il 50,8% degli elettori contro il 49,2% del candidato leghista Fabrizio Cecchetti. Una manciata di voti, 387 per l'esattezza, hanno segnato la sconfitta del centrodestra, in parte “cercata” con la scelta del Carroccio di non allearsi con il Pdl. Cecchetti e Marco Tizzoni, suo alleato con la lista civica Gente di Rho, hanno sempre chiuso le porte in faccia al Popolo della libertà rifiutando un accordo al primo turno e l'apparentamento al secondo, convinto di poter farcela da soli. Così non è stato e il Pdl, che aveva invitato i suoi a scegliere liberamente cosa fare al ballottaggio, ha mostrato di essere un partito senza il quale non si va da nessuna parte. Da Formigoni allo stesso Berlusconi, intervenuto con una telefonata alla presentazione del suo candidato sindaco Carolina Pellegrini, per finire ai coordinatori regionali e provinciali Mantovani e La Russa, avevano ribadito che se ci fosse stata una sconfitta del centrodestra la colpa sarebbe stata da imputare solo alla Lega, o meglio al suo candidato Cecchetti, che si è imposto a muso duro contro qualsiasi forma di intesa. «È facile dire che la colpa è della Lega» ha commentato l'interessato. «Ma guardando i risultati dei ballottaggi, dal Piemonte alla Lombardia, questo esito si commenta da solo. Ha vinto il popolo e non la politica. Noi abbiamo fatto una rimonta di oltre quattromila voti e possiamo quindi ritenerci soddisfatti dell'esito di queste comunali». Contro il centrodestra ha giocato l'astensio nismo, con un 8% di votanti in meno rispetto alla tornata del 15 e 16 maggio. «Abbiamo fatto un buon lavoro e cercheremo di tener coeso il gruppo per continuare a lavorare con la stessa energia che abbiamo profuso fino ad oggi» ha detto il capolista della lista Gente di Rho, Marco Tizzoni. «Sono molto soddisfatto del risultato – ha detto il neo sindaco Pietro Romano – un grazie va soprattutto a quell'elettorato moderato e cattolico che al ballottaggio ha scelto la mia persona superando qualsiasi ideologia». Disfatta del centrodestra anche a San Giuliano Milanese, dove Maurizio Broccanello (Pdl) nonostante fosse riuscito a fare l'alleanza con la Lega e con la lista civica Città Nuova ha ottenuto solo il 41,18% dei consensi contro il 54,22% di Alessandro Lorenzano (Pd, Udc e Idv). Una campagna elettorale impostata sullo scontro e sulle illazioni, dove qualche avversario di Broccanello ha anche fatto girare volantini con attacchi contro le comunità pugliesi e sangiulianesi. «Un tentativo di screditare il candidato sindaco e le forze che lo volevano governare la città» ha commentato il candidato del Pdl. Stessa amarezza anche a Nerviano, dove il Carroccio non è riuscito a vincere con Massimo Cozzi che si è fermato al 44,37%. La città ha eletto Enrico Cozzi del centrosinistra con il 55, 62%. Fabrizio Cecchetti Ftg. Delusione al comitato elettorale di Invernizzi a Pavia. Tra i presenti anche Giancarlo Abelli Fotogarbi
44 Martedì 31 maggio 2011 CRONACA @ commenta su www.libero-news.it COME UNA FINALE Piazza Duomo invasa fin dal pomeriggio con le bandiere del partito comunista: la vittoria dell'avvocato vendoliano si trasforma subito in una grande Festa dell'Unità in pieno centro ISLAM «La Moratti e De Corato non ci hanno nemmeno risposto ma siamo sicuri che Pisapia lo farà perché lui è un gentiluomo e manterrà quanto scritto nel suo programma elettorale in tema di luogo del culto» Invasione al Duomo Il popolo è arancione ma la piazza è rossa I no global festeggiano lanciando petardi a casa di De Corato ::: SALVATORE GARZILLO  Il popolo arancione di Pisapia non lo ferma neppure il caldo. Alle tre del pomeriggio, quando in piazza Duomo si sfiorano i mille gradi, un centinaio di persone sono già pronte a esultare davanti al maxischermo montato per l'occasione. L'atmosfera è quella delle grandi finali. Ci sono pure le vuvuzela, le trombette dei mondiali che odiano tutti. L'elettorato di Pisapia vive il sogno della vittoria come una squadra di B che finalmente arriva nella serie maggiore. Persone di cinquant'anni si abbracciano come reduci. «Erano vent'anni che aspettavo questo giorno», dice uno. «Se me lo avessero detto un mese fa non ci avrei mai creduto», risponde l'altro. E giù pacche sulle spalle. In effetti, un mese fa, non ci avrebbe creduto neppure lo staff di Pisapia. Eppure adesso sono tutti lì, in una piazza che ribolle a ogni exit poll. Alle 15.44 la prima proiezione, che dà Pisapia al 56 per cento, è salutata con un'ovazione degna del gol di Materazzi durante la finale contro la Germania. Stessa scena pochi minuti dopo, quando sullo schermo appare la debacle napoletana di Lettieri. Qualcuno grida che è «la marcia su Arcore», un altro parla di «seconda liberazione». Su tutti sale l'inno della sinistra: “Bella ciao”. E con lo stesso invito si saluta il sindaco uscente Letizia Moratti, per la quale non si contano i cartelli offensivi o di semplice scherno. In uno di questi posa nei panni di Batman davanti alla casa del figlio. In serata, però, la festa è degenerata nell'assal to all'abitazione dell'ex vicesindaco di Milano Riccardo De Corato. Una cinquantina di militanti dei centri sociali ha lanciato petardi e acceso fumogeni per festeggiare l'addio all'odiato «sceriffo». Lo stesso Pisapia, dal palco, ha invitato i suoi alla calma: «Non roviniamo la festa». L'adunata in Duomo è partita alle quattro del pomeriggio. Lentamente, il numero dei milanesi aumenta e quando arriva Nichi Vendola - complice la bancarella che vende magliette pro Pisapia a dieci euro la piazza è di un unico colore. I più giovani confondono la vittoria del candidato di centrosinistra per la Festa dell'Unità. Alcol, canti, balli, giocolieri improvvisati. Mancano solo le salsicce e Vecchioni. Anzi, lui si è anticipato un paio di settimane fa sotto la Madonnina. Alle 18 è il momento di Pisapia. Esordisce parlando di “cam biamento” e la folla ripete come un mantra. Lo grida perfino il venditore di bandiere: «È finito il Medioevo milanese, ora comincia il Rinascimento». INTERNAZIONALE SOCIALISTA Giuliano Pisapia sul palco di piazza Duomo saluta i suoi sostenitori. Sul sagrato, anche se sembre incredibile, sono risuonate anche le note dell'In ternazionale socialista Fotogramma Soave 7.00 - 30% = 4.90 Gavi 8.00 - 30% = 5.60 Ribolla 9.00 - 30% = 6.30 Pinot 11.00 - 30% = 7.70 Passerina 8.00 - 30% = 5.60 Pecorino 9.00 - 30% = 6.30 Traminer 11.00 - 30% = 7.70 Chianti 7.00 - 30% = 4.70 Nebbiolo 12.00 - 30% = 8.40 Brunello 27.00 - 30% = 18.90 Morellino 14.00 - 30% = 9.80 Amarone 35.00 - 30% = 24.50 Barbaresco 24.00 - 30% = 16.80 Nero d'avola 6.00 - 30% = 4.20 Il vino è uno dei maggiori segni di civiltà (E. Hemingway) E tanti tantissimi altri vini tutti scontatissimi... Vieni a trovarci saremo lieti di accoglierti e suggerirti i migliori vini per la tua cena........... Via Venini 26 Milano - MM Loreto orario 10-13/16-20 infoline + 39.342.38.11.866
11Martedì 31 maggio 2011PRIMO PIANO @ commenta su www.libero-news.it Fini sparisce ma dà lezioni al Pdl Il terzo polo toppa, Gianfranco esulta: «Vittoria anche nostra. Berlusconi ha raccolto quello che ha seminato, può prendersela solo con se stesso». Intanto l'Udc sta già pensando di mollare l'ex leader di An INTERNET Dai siti e dai commenti lasciati su Facebook emerge un dato chiaro: la maggior parte degli elettori futuristi è andata con la sinistra la batosta IL KAMIKAZE Ma l'urgenza, ora, è un'altra. Andare all'incasso. Trasformare questo vento del Nord in un vento nazionale. Per questo chiede il voto e subito. Senza passare da governi di transizione o manovre di Palazzo. E sembra parlare di sè, quando legge in queste elezioni un «avviso di sfratto» a Berlusconi per poi concludere: «La prossima fermata è Palazzo Chigi». Lega il risultato di Milano a quello di Napoli: «La capitale del Nord è stata espugnata. Sembrava un fortino e un bottino del centrodestra. E insieme alla capitale del Nord, la capitale del Sud, Napoli. E' un dato omogeneo. Vince il centrosinistra e un centrosinistra, quello che ricorre alle primarie, che segue la logica di un popolo largo. Ha vinto l'Italia dell'ele ganza e delle passioni». Ha vinto la sinistra che non ha paura di chiamarsi sinistra e di dichiararsi tale. E per Bersani è un punto di non ritorno. Chi immaginava un'alleanza senza Sel o almeno senza l'Idv, dovrà farsene una ragione. Di lì, d'ora in poi, non si scappa. dente della Repubblica, se si aprisse ora una crisi di governo, accetterebbe di sciogliere le Camere. Potrebbe, il Pd, rifiutare una richiesta di assunzione di responsabilità che venga dal Quirinale? «Allora Napolitano metta uno dei suoi a guidare un governo così. Perché la faccia ce la dovremmo mettere noi?». Riflessioni libere, appese a tante variabili, ma che ieri si insinuavano tra le righe dei festeggiamenti. Si dirà che sono dettagli. Ma anche quelli contano. Come quando a piazza del Pantheon, dove i vertici del Pd hanno convocato i festeggiamenti, la voce di Neffa, lanciata dagli altoparlanti del Nazareno, viene coperta dai militanti di Sel che, capeggiati da Paolo Cento, irrompono con uno slogan d'altri tempi: “Se non se ne va, lotta dura sarà”. Di chi è la vittoria? Bersani dice che è del Pd. Ma nella piazza è un fiorire di bandiere dell'Idv e di Sel, si canta Bella Ciao. E il de ja vu si compie quando sul palco compare Romano Prodi che abbraccia Bersani. Quasi un investimento. E il fantasma dell'Unione, sempre più riabilitato, torna a far capolino. Vince il Pd, ma a Milano chi festeggia in piazza Duomo è Nichi Vendola. Mentre a Napoli il Masaniello De Magistris fa man bassa di consiglieri, riduce ilPd al lumicino (4 consiglieri eletti) e si prepara a fare una squadra monocolore. Intanto Bersani lancia un appello a tutte le forze «disposte a guardare oltre Berlusconi», le chiama a una «ricostruzione civile e democratica». Il destinatario è Casini. Ma è una direzione almeno all'appa renza contraria al «vento di cambiamento» che oggi soffia da Milano e da Napoli. EL.CA. L'abbraccio in piazza fra Bersani e Prodi Ansa ::: GIANLUCA ROSELLI ROMA  I finiani ieri erano divisi in due: quelli entusiasti per la sconfitta di Silvio Berlusconi e quelli contenti e basta. Negli uffici del gruppo di Futuro e Libertà alla Camera i volti sono rilassati, qualcuno gioisce, qualcun altro, come Roberto Menia (che ha visto trionfare la sinistra nella “sua” Trieste), meno. Nonostante il pessimo risultato elettorale di Fli in queste Amministrative (su tutte la batosta presa dalla lista Pennacchi a Latina), la soddisfazione futurista per il disastro berlusconiano è palpabile. «E' una vittoria anche nostra, perché è la sconfitta del berlusconismo che noi abbiamo criticato e messo in discussione. Quello che oggi viene percepito dai berlusconiani come un campanello d'allarme, noi lo avevamo capito più di un anno fa. Ma nessuno ci ha ascoltato», spiegano. Il presidente della Camera parla da Pesaro. «Fli non ha nulla da festeggiare, ma molto da capire e da fare. Anche se il governo non cadrà, il berlusconismo è stato archiviato. Ma ora arriva il compito più difficile: ricostruire la casa comune dei moderati. La vera sfida comincia adesso», afferma il presidente della Camera. Secondo cui «Berlusconi ha raccolto quel che ha seminato e può prendersela solo con se stesso e con i suoi cattivi consiglieri». L'ex leader di An è sicuro di «avere la coscienza a posto» perché «io avevo messo in guardia il Cavaliere dal fatto che la Lega stesse assumendo il ruolo di azionista di maggioranza della coalizione e che nel Pdl stessero prevalendo interessi personali di tanti piccoli rais», ma «sono stato ripagato con l'espulsione». Guardando più a fondo il voto di Milano e Napoli, secondo Fini «Pisapia ha raccolto anche i voti dell'elettorato di centrodestra», mentre «Lettieri non era un'alternativa valida, anche perché percepito come uomo di Cosentino». E ora che succede? «Non credo che Berlusconi metta in discussione se stesso, faccia un mea culpa o cambierà qualcosa nel partito, ma ora avranno capito che solo il Cavaliere per vincere non basta più. E di conseguenza il governo deve tornare a fare politica, perché gli elettori hanno punito anche due anni di vuoto totale di questo esecutivo», osserva Flavia Perina. Anche se, sui numeri, continua l'ex direttrice del Secolo, «dopo una batosta del genere, paradossalmente, in Parlamento la maggioranza si blinderà, ma l'inci dente è sempre dietro l'angolo». Secondo Menia «questo è una bagno di umiltà che può fare solo bene al Cavaliere, se ha l'intelligenza di capire la lezione e rimettersi in gioco per costruire un nuovo centrodestra, tornando a parlare anche con noi». Perché, aggiunge, «alle Politiche non può ripresentarsi candidato premier con il solito schemino Lega-Pdl». «Certo», ragionano i finiani, «ora il premier tenterà a tutti i costi di imbarcare Casini, ma il leader dell'Udc non salirà su una nave in procinto di affondare». «Berlusconi ha capito che senza Fini non vince e ora il nostro compito è intercettare i voti in libera uscita dal Pdl», sostiene un Italo Bocchino raggiante, che torna a chiedere «un passo indietro del premier per dare vita a un governo di larghe intese». I commenti su Facebook lo confermano: gli elettori di Fli hanno votato in larghissima parte per i candidati del centrosinistra. A Milano, a Napoli, ma anche a Trieste e a Cagliari. «Perché chi ci ha scelto prima di tutto vuole archiviare il berlusconismo, peccato che Urso e Ronchi ancora non l'abbiano capito», dicono. E sui siti vicini al partito, da Generazione Italia al Futurista, la gioia finiana non si tiene. «L'Italia se desta!», titola il suo sito Filippo Rossi. E Granata ringrazia Fini parafrasando il film l'Attimo Fuggente di Peter Weir: «Grazie Gianfranco, nostro capitano! L'Italia ha detto basta a Berlusconi anche per il tuo gesto di lucida ribellione. Da domani di volta pagina e nulla sarà più come prima». E pazienza se Fli conta circa l'1 per cento. LUTTO Morto Mancuso Ex ministro della Giustizia ROMA Ieri mattina è scomparso, all'età di 88 anni, Filippo Mancuso. Fu procuratore generale alla Corte d'Appello di Roma e Ministro della Giustizia durante il governo di Lamberto Dini. Mancuso era ricoverato alla clinica Mater Dei. «Perdiamo una risorsa, un raffinato giurista, un galantuomo che ha saputo coniugare una forte carica di umanità, dovuta anche alle sue origini siciliane, con un livello di preparazione professionale altissimo. Siamo vicini alla famiglia per la grave perdita, nella certezza che l'eredità da lui lasciata è già terreno fertile per coltivare quei principi che hanno fatto di lui un fervido servitore dello Stato e un uomo che ha contribuito a scrivere le pagine della storia della nostra Repubblica». Così il Guardasigilli Angelino Alfano ha commentato la notizia del lutto. La Camera ardente è allestita oggi alla Procura generale della Corte d'Ap pello, a piazza Adriana 1, mentre i funerali si terranno alla chiesa di Maria Stella Matutina, in via Lucilio 2, sempre a Roma. Gianfranco Fini LaPresse
16 Martedì 31 maggio 2011
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35Martedì 31 maggio 2011SPETTACOLI @ commenta su www.libero-news.it [ A S C O L T I ] «Domenica Cinque» chiude col botto Domenica Cinque ha chiuso la stagione con una puntata record: 20,9% di share. «Domenica Cinque rappresenta per Mediaset una sfida vinta», ha detto il direttore generale dell'informazione Mediaset Mauro Crippa. E il direttore di Canale 5 Massimo Donelli: «La squadra merita un plauso per il grande lavoro svolto». [ F E S T I V A L R O C K ] Jovanotti primo italiano a Nashville «Sarò l'11 giugno al Festival del Rock di Nashville». Lo ha annunciato Jovanotti in occasione della premiazione per il concorso “Playenergy 2010” organizzato dall'Enel. «Sono il primo italiano a esibirmi sul palco di quella manifestazione», ha aggiunto il cantautore romano. [ T H E H O B B I T ] Orlando Bloom sarà ancora re degli elfi Orlando Bloom indosserà di nuovo la parrucca bionda e le orecchie a punta nel suo ruolo di Legolas, re degli elfi e arciere infallibile, in «The Hobbit», doppio prequel in 3D della trilogia del Signore degli Anelli, anche se il personaggio non compare nel romanzo originale di Tolkien. Nel cast anche Martin Freeman, Cate Blanchett, Eliah Wood. BIAGIO AGNES Il gran lottizzatore che rincorse il Cav Morto a 82 anni l'ex dg Rai: sfidò la tv commerciale Acquistate in un mercatino Spuntano foto inedite di Marilyn in costume ::: ENRICO PAOLI  «Formidabili quegli anni. Formidabili davvero, me lo lasci dire». Per uno dei vecchi dirigenti Rai - grandi vecchi a dire il vero testimone delle storie della storia Rai, prendere a prestito il titolo di un celebre libro di Mario Capanna per descrivere l'avventura di Biagio Agnes all'interno della tv di Stato è quasi d'obbligo. Perché in quel “formidabile”, simile ad una formula magica, è racchiusa l'es senza di un uomo, troppo in fretta incasellato alla voce «boiardo di Stato», capace di mettersi contro Silvio Berlusconi quando il premier era all'inizio della sua cavalcata televisiva, quella politica arriverà dopo, e di dire no a Ciriaco De Mita, il suo referente politico. Solo un uomo formidabile come Agnes, scomparso a Roma all'età di 82 anni, poteva fare questo. CAVALIERI CONTRO Come quando, appena nominato Cavaliere del lavoro, dovette incassare il rifiuto di Berlusconi a confrontarsi pubblicamente con lui. Agnes e il futuro premier, infatti, erano stati invitati a partecipare ad un convegno sulla comunicazione, organizzato ad hoc per i due. Agnes era appena stato insignito del titolo onorifico, mentre Berlusconi già lo era. Il guaio, però, è che Agnes aveva convinto Ciriaco De Mita, suo conterraneo e padrino politico (a viale Mazzini ce lo aveva messo lui), a rifiutare i soldi che Berlusconi era pronto a elargire per salvare l'agenzia di stampa Asca. Uno sgarbo che Silvio non digerì affatto, tanto da mandare Gianni Letta al convegno sulla comunicazione, durante il quale si limitò a leggere un breve messaggio del Cavaliere. In un colpo solo aveva scontentato due persone. E oggi come allora Berlusconi non deve aver dimenticato affidando ad un messaggio ufficiale il suo cordoglio. «Un punto di riferimento della cultura e dell'informazione italiana», recita la nota di Palazzo, «ha guidato la Rai nei momenti di sviluppo della tv commerciale testimoniando in ogni iniziativa i valori cristiani che hanno guidato la sua azione». Ma l'Agnes di allora aveva la forza per farlo. Una forza data da una salda convinzione: l'invulne rabilità della Dc. «Li voterò fino alla morte, ma la tessera non l'ho mai presa», confessò all'Europeo nel 1988. Una promessa scippatagli dalla cronaca e da Tangentopoli, ma che nulla toglie alla sua storia. L'ultima volta che qualcuno aveva fatto il suo nome per un incarico pubblico è stato all'inizio del 2005. Allora c'era da decidere il successore di Enzo Cheli alla guida dell'Autorità per le comunicazioni, quell'Agcom oggi sugli scudi. Alla fine la spuntò Corrado Calabrò. Forse l'età, forse i giochi della politica o forse il tramonto dei cosiddetti boiardi di Stato, non giocarono a suo favore. Ma se ci fosse stata ancora la Dc, e non Berlusconi, forse saremmo noi a dover scrivere un'altra storia. Ma siccome la storia non la si fa con i forse, di Agnes resta il confronto scontro con il futuro premier, quando la tv pubblica e quella commerciale entrano in rotta di collisione. È lui a creare la Rai delle inchieste e dei grandi sceneggiati di ispirazione letteraria, volendo andare oltre la tv pedagogica di Bernabei, tratteggiata da Amintore Fanfani e dipinta dal primo vero timoniere della tv pubblica. Agnes dovette lasciare, incalzato dai tempi e dal mercato, il passo ad un intrattenimento più aggressivo e a programmi originali per non perdere la sfida con il futuro. E con Agnes, direttore generale della Rai dall'82 a fine '89, la tv pubblica affronta a viso aperto lo sviluppo aggressivo della tv commerciale, non volendo lasciare alla Fininvest, che faceva shopping selvaggio di programmi tv americani e di personaggi popolari, da Mike alla Carrà, il monopolio della tv italianarelegando VialeMazzini a“ser vizio pubblico”, inteso, però, in senso riduttivo. Per Agnes questa fu la scommessa, oggetto anche di tante polemiche politiche, ovvero se la Rai doveva stare sullo stesso piano della tv commerciale. Un dibattito ancora aperto visti i conti sempre più in rosso della Rai. Buco del quale, Agnes, ha la propria quota parte di responsabilità, come del fatto che la Rai sia diventata una sorta di mostro a due teste, divisa com'è fra il canone e la pubblicità. Altro che servizio pubblico. Su una cosa, però, ha davvero fatto scuola: le nomine. «Lottizzate pure, ma lottizzate bene. Viva la lottizzazione. Purché sia scientifica», disse in una famosa intervista. Una lezione da riscoprire. Ma gli anni formidabili di Agnes non si limitato al quinquennio in cui veste i panni di direttore generale. La sua storia con la Rai inizia ::: LA CARRIERA LA RAI Agnes era nato il 25 luglio del 1928 aSerino (Avellino).Giornalista della Raiper trent'anni, nel 1982era diventatodirettore generale della tivù di Stato. Alla guida di viale Mazzini rimase per sei anni e mezzo LA STET Caduto l'amico De Mita, all'inzio del 1990, la Dc mandò Agnesa guidare laStet. Uscìdi scena alla fine del gennaio del 1997, dopo che il governo di Romano Prodi gli aveva chiesto di mettere a disposizione il mandato molto prima. Agnes entra nella tv pubblica nel 1958, dopo aver iniziato la sua attività giornalistica al Corriere dell'Irpinia. E in Rai ha percorre tutta la carriera: redattore alla sede di Cagliari, capo servizio al Giornale Radio, condirettore del Telegiornale, fondatore e direttoredelTg3, doveportaSandro Curzi, poi vice direttore Generale per la radiofonia. IL CREATORE DEL TG3 Ma è alla conduzione del telegiornale della terza rete che lascia il segno. La scelta di Curzi, per esempio, non è affatto casuale. Nonostante la divergenza di vedute dal punto di vista politico, sarà la loro assonanza professionale a livellare tutto, creando una coppia formidabile. Non a caso sarà proprio il Kojak della Rai a raccoglierne l'eredità alla guida del Tg3. Con Agnes direttore generale partono nuovi servizi, come Televideo, e vengono sperimentate nuove tecnologie quali le trasmissioni via satellite e l'alta definizione. Sotto la sua direzione viene istituito il centro televisivo di Saxa Rubra. Tra le sue intuizioni, poi l'ideazione, insieme a Luciano Lombardi D'Aquino, del celebre programma medico televisivo Check-up. L'ultima apparizione pubblica di Agnes lo scorso 16 maggio in occasione della Lectio magistralis di Ettore Bernabei, nel giorno del suo novantesimo compleanno, alla Pontificia Università Lateranense di Roma. Di lui, quasi tutti vanno dicendo che «se ne è andata una brava persona». A noi Biagio Agnes ha lasciato, invece, un messaggio in bottiglia da conservare a lungo: «Non diremo mai addio alla carta stampata perché bisogna leggere». Sempre, caro direttore generale.  Il primo giugno avrebbe compiuto 85 anni. E proprio a pochi giorni dal suo compleanno spuntano nuove fotografie in bianco e nero che la ritraggono. Stiamo parlando della mitica Marilyn Monroe. A riportare la notizia, in esclusiva, è stato ieri il sito web della Cnn. Si tratta di una serie di immagini inedite di Marilyn in costume da bagno, ritrovate per caso nel 1980. Le foto e i negativi dell'attrice, morta suicida nel 1962, erano stati acquistati da un collezionista, il fotografo americano Anton Fury, a un mercatino delle pulci di Parsippany, nel New Jersey, per due dollari. Fury aveva comprato due buste: la prima con gli inediti di Marilyn, la seconda con foto e negativi di Jayne Mansfield, attrice amica della diva. Da dove provengano quelle foto rimane però un mistero. Quando le acquistò nel 1980 nel mercatino delle pulci, Fury non sapeva esattamente di cosa si trattasse. Solo dopo aver sviluppato i negativi si rese conto di avere di fronte delle immagini mai viste di Marilyn. «L'unica cosa di cui siamo certi è di chi si tratti» ha spiegato Fury «per il resto non sappiamo chi le abbia scattate, quando, dove e nemmeno il perché». Uno dei motivi per cui adesso il fotografo ha voluto diffondere questi scatti, è la speranza che qualcuno vedendoli li riconosca e faccia luce sul mistero. Pochissimi, però, gli elementi a disposizione: il contesto, che sembra essere quello della Los Angeles degli anni 50 (sullo sfondo si vedono le colline di Hollywood), e un uomo che si vede sia negli scatti di Marilyn sia in quelli di Jane Mansfield, che potrebbe essere proprio l'autore degli scatti. Forse si tratta di un servizio fotografico fatto prima che l'attrice diventasse popolare. Questa settimana Fury ha mostrato le foto a David W. Streets, commerciante d'arte di Beverly Hills e stimato esperto di fotografie di Marilyn Monroe. Secondo lui le immagini risalgono ai primissimi anni della sua carriera, poco dopo aver fatto quel taglio corto ai suoi capelli. L'esperto, dopo aver fatto una ricerca, non è riuscito a risolvere però il mistero sulla loro provenienza. “ . LA LOTTIZZAZIONE  Lottizzate pure, ma lottizzate bene. Viva la lottizzazione. Purché sia scientifica LA DC  Li voterò fino alla morte, ma la tessera non l'ho mai presa LA CARTA STAMPATA  Non diremo mai addio alla carta stampata perché bisogna leggere GIORNALISTA Biagio Agnes. Ex direttore generale della Rai, Agnes era nato a Serino (Avellino), il 25 luglio del 1928. Aveva 82 anni e attualmente era direttore della Scuola di Giornalismo dell'Università di Salerno. Sotto la sua direzione fu istituito il centro televisivo di Saxa Rubra e la Rai avviò nuovi servizi come il Televideo e sperimentò le nuove tecnologie via satellite e dell'alta definizione [Olycom] Marilyn Monroe [Ansa]
42 Martedì 31 maggio 2011 CRONACA @ commenta su www.libero-news.it I LUMBARD Il Carroccio spara sul Pdl: «È stato un voto contro il premier» dice Matteo Salvini. «La Lega ha aumentato i voti, il Pdl ne ha persi 75mila. La sinistra ha vinto con una campagna contro il premier, vedremo se riuscirà a governare» CAPPOTTO Come due settimane fa, Pisapia trionfa in tutte le nove zone Distacco di tre punti nel centro storico, mentre il candidato del centrosinistra ha sfiorato il 57% in zona 5 (Tibaldi-Ripamonti) e in zona 9 (Affori-Comasina) Attacchi incrociati Cannonate leghiste sugli alleati «È un voto contro Berlusconi» Salvini: sbagliata la lotta ai giudici, ma questa sinistra non durerà cinque anni ::: MASSIMO COSTA  Il ritornello viene ripetuto fino alla nausea sin dalle prime - tragiche proiezioni. «La Lega ha fatto tutto il possibile». Il ministro Roberto Calderoli, in serata, scaccia i rimpianti: «Noi nei mercati siamo tornati, ma i colleghi di governo mica li ho visti». Ai piani alti di via Bellerio, la sconfitta era data per scontata sin dall'esi to del primo turno, tanto che qualche dirigente locale aveva pronosticato uno scarto di dieci punti. Nemmeno l'ossessione su «zingaropoli» e il terrore della «grande moschea» sono serviti ad accorciare il divario dalla «sinistra dei no» di Giuliano Pisapia. La portata della sconfitta di Letizia Moratti, paradossalmente, semplifica l'analisi dei lumbard. Il messaggio? «Berlusconi ha voluto un referendum su sé stesso e l'ha perso». Troppi comizi davanti al tribunale, troppi attacchi ai giudici, troppe crociate lontane anni luce dai problemi dei milanesi. Matteo Salvini, il lumbard che più degli altri ha presidiato a tappeto mercati e piazze in questi mesi, parla alle cinque del pomeriggio scuro in volto e con gli occhi rossi. «Quando abbiamo parlato di scuole e metropolitane, la gente ci è stata ad ascoltare. Purtroppo la vittoria della sinistra è un voto contro Berlusconi. Dobbiamo prenderne atto». Per scovare i mandanti della batosta - è la linea del Carroccio - bisogna citofonare in viale Monza, non certo tra gli uomini del Senatur. Il bilancio dei voti rispetto alle ultime comunali Salvini lo ha imparato a memoria: «Il Pdl ha perso 75mila voti rispetto al 2006, noi ne abbiamo presi 35mila in più. Sentir parlare di Br e furti d'auto allontana la gente. I toni e i temi sono stati sbagliati». Una fotografia già scattata al termine del primo turno, ma che negli ultimi quindici giorni è diventata ancor più nitida. Il Pdl e lo staff del sindaco, ripetono in coro i leghisti, hanno continuato a farsi del male. Prima la sanatoria delle multe, che il popolo padano considerava una presa in giro; poi la sparata di Berlusconi sulla «sinistra senza cervello»; infine il caso tragicomico di Gigi D'Alessio (invitato a cantare contro il volere dei leghisti, ai quali è stata pure addossata la colpa del suo rifiuto finale). Mentre il Carroccio stampava manifesti e distribuiva volantini, l'en tourage del sindaco uscente sbandava continuamente. Perfino la nomina di Castelli - designato senza essere avvertito del suo futuro ruolo di vicesindaco - non ha scaldato più di tanto i cuori dei lumbard. Alla dimensione della sconfitta ha pesato anche la personalità della Moratti, mai amata fino in fondo dai leghisti al pari del suo braccio destro Mariolina Moioli. Dice il segretario milanese Igor Iezzi: «La Moratti è partita in vantaggio, ma la campagna elettorale l'ha affossata». Un viaggio fuoristrada che è riuscito a far passare per simbolo del cambiamento - sottolinea qualche esponente del Carroccio - «un uomo di 62 anni che ne ha trascorsi dieci in Parlamento». Il malessere si è diffuso in tutti i quartieri popolari dove i padani avevano sfondato. La Lega, al primo turno, ha preso 20 mila voti in più nei consigli di zona rispetto al consiglio comunale: c'è chi ha premiato il partito ma non il sindaco designato dalla coalizione. Al ballottaggio non c'è stata nessuna inversione di tendenza. E tra i militanti della base, che hanno preso d'assalto i centralini di Radio Padania, ora cresce l'insoffe renza verso il partito di Berlusconi. «L'opposizione non ci spaventa» dice Salvini, «la Lega è nata come forza di opposizione. Marcheremo stretto Pisapia, lui i voti li ha presi contro Berlusconi. Ma un conto è vincere, un altro è governare». In consiglio comunale ci saranno quattro leghisti, pronti a dare battaglia sulle delibere dell'estrema sinistra al governo. Considerato l'alto tasso storico di assenze in aula tra gli azzurri, il Carroccio è pronto a guidare il fronte anti-Pisapia. Conclude Salvini: «Vedremo se questo minestrone riuscirà a governare, o se tra due anni saranno già al palo». L'uni ca amara speranza, nella notte dei caroselli arancioni di piazza Duomo. Il voto circoscrizione per circoscrizione E nelle Zone si ripete il primo turno: Moratti battuta ovunque  Sconfitta su tutta la città era stata quella del primo turno. E sconfitta su tutta la città è stata anche al ballottaggio. Certo, il voto nelle zone non contava, in questo secondo turno. Perchè tutti i Consigli di zona (i parlamentini di quartiere) erano stati assegnati al centrosinistra due settimane fa. Ma il dato politico si è ripetuto, anche in zona 1 (quella del centro storico), dove tradizionalmente il voto è orientato verso il centrodestra. Anche lì, invece, Pisapia si è imposto pure ieri, con il 51,3% delle preferenze (comunque, tra le nove zone della città, quella in cui lo scarto con la Moratti è stato minore). I consensi più elevati, il nuovo sindaco di Milano li ha ottenuti in zona 5 (Tibaldi-Ripamonti), zona 6 (Navigli-Giambellino) e zona 9 (Affori-Bruzzano-Comasina), dove ha sfiorato il 57% dei consensi. È andato sopra il 56% anche in zona 3 (Città studi-Lambrate) e sopra il 55% in zona 4 (Forlanini-Mecenate). Seguono la zona 7 (Fiera-Baggio-San Siro) col 54,2% e la zona 8 (Bovisa-Quarto Oggiaro) col 54,8 e poi la zona 2 (Zara-Centrale) col 53,5%. La circoscrizione in cui si è votato di più è stata la 9, dove l'affluenza è stata pari al 69% degli aventi diritto, seguita dalle zone 2, 7 e 9 col 68%. Fanalino di coda della partecipazione elettorale, la circoscrizione 1 col 66%. È la prima volta, da diciotto anni a questa parte, che la città è interamente amministrata da assemblee elettive con maggioranza di centrosinistra. Nella scorsa legislatura, infatti, l'opposizio ne era riuscita a imporsi in zona 9, dove aveva dato vita all'unico parlamentino di quartiere di sinistra, all'interno del quale erano peraltro esplose in breve tempo le incomprensioni tra il Partito democratico e Rifondazione comunista, culminate nella revoca delle deleghe al vice rifondarolo della presidente Beatrice Uguccioni e in un lungo blocco di fatto dell'attività istituzionale. E. CAV. . DELUSIONE A CASA LETIZIA E NELLA SEDE DI VIA BELLERIO Sopra, Letizia Moratti nella sede di Casa Letizia per commentare a caldo la sconfitta, si fa largo tra giornalisti, fotografi e cameraman. Il sindaco uscente è apparso tranquillo e, a tratti, persino sorridente. Qui a fianco, il capogruppo della Lega in Comune, Matteo Salvini. A lui il Carroccio ha affidato il commento alla sconfitta nella sede lumbard di via Bellerio. [Ftg.]
43Martedì 31 maggio 2011CRONACA @ commenta su www.libero-news.it LA FRATTURA L'intesa tra la Moratti e il suo partito è ormai inesistente: all'ultima conferenza del primo cittadino non si è presentato nessuno dei berlusconiani. Molti sono convinti che con Albertini si sarebbe vinto I CENTRISTI Davanti al sindaco di estrema sinistra, cantano vittoria anche gli esponenti del terzo polo. «L'avevamo predetto sei mesi fa» ha detto Manfredi Palmeri, «questo centrodestra va totalmente cambiato» L'analisi del voto Nel Pdl è scattata la resa dei conti «Colpa di Letizia» «No, di Silvio» Azzurri divisi sulle ragioni della sconfitta. E Mantovani salva tutti: «Colpiti dalla crisi economica» DISASTRO ELETTORALE I milanesi stanchi di prendere sberle sono restati a casa (...) nell'astensione. Si aggiunga, per completare il quadro d'una disfatta, che i superstiti elettori di centrodestra si sono recati alle urne di malavoglia, chi per fedeltà alla bandiera, chi nel tentativo di evitare l'inevitabi le. Una sconfitta di vaste proporzioni come quella appena subita non si matura nel breve spazio d'una campagna elettorale, pur infelice e sguaiata. Lo scontento dei milanesi era palpabile, dell'amministrazione in carica non piacevano in primo luogo lo stile, il modo. Basti una sigla: Ecopass. Che la Moratti fosse al 40 per cento lo si sapeva da almeno un anno, tempo più che sufficiente per correre ai ripari. Qualcuno avrebbe voluto proporre nomi nuovi, per esempio Maurizio Lupi, altri avevano puntato sul ritorno di Gabriele Albertini. Niente di fatto, per veti incrociati e timori reverenziali. Il Pdl è rimasto immobile; ha continuato a consumare le proprie faide interne, cullandosi nella speranza che lo stellone del Cav avrebbe compiuto il miracolo. Brusco risveglio: i due, che non si erano mai tanto piaciuti, si sono danneggiati a vicenda: la calante popolarità dell'uno si è riflessa sull'altra, e viceversa. La Lega, dal canto suo, si è preoccupata soprattutto di erodere voti all'alleato-avversario, e in parte c'è riuscita. Un gioco a perdere, che prelude a nuovi sconquassi. Per compiacere i grandi borghesi della sinistra elegante, l'ormai ex sindaca non aveva esitato a scontentare la gente comune che tira la carretta e non manda i figli alla London School of Economics. Gli Abbado e le Aulenti hanno firmato appelli a favore di Pisapia. La Milano piccola, stanca d'esser presa a sberle, è invece rimasta a casa, e con lei l'intero centrodestra. Sconfitti ma sorridenti Gli sciacalli del terzo polo cantano vittoria: «Il vero centrodestra siamo noi»  Hanno fatto di tutto per issare sulla poltrona più alta di Palazzo Marino un ex parlamentare di Rifondazione comunista. Eppure gli esponenti locali del terzo polo, l'accozzaglia della triade Fini-Casini-Rutelli, ora cantano vittoria. «L'avevamo predetto sei mesi» se la ride Manfredi Palmeri, il candidato sindaco che al primo turno si è fermato al 5,5%. «Questo è un centrodestra vecchio e inadeguato che ha voluto perdere». L'ex presidente del consiglio comunale non ha perso occasione negli ultimi tempi per sparare sulla Moratti, il sindaco che di fatto gli aveva consegnato un ruolo importante in aula. Mentre esplode la festa arancione, Palmeri chiede «una fase ricostituente. Da subito bisogna lavorare per questa città e noi siamo pronti. Volevamo un cambiamento che non era questo e continuiamo sulla nostra strada». Ufficialmente il nuovo polo non aveva firmato nessun apparentamento per il ballottaggio, anche se tutti speravano in un tracollo di Pdl e Lega. A Pisapia, però, sono arrivati tanti endorsement: da quello di Bruno Tabacci, che ieri ha festeggiato in piazza Duomo con i supporter arancioni, a quello dei finiani (impazienti di dare una spallata a Berlusconi). «Per il premier è stata una vera e propria debacle» sottolinea Giuseppe Valditara, coordinatore lombardo di Fli, «è il momento di cambiare. E' sempre più attuale il programma del terzo polo per Milano». Anche l'Udc, lontanissimo dal programma di Giuliano Pisapia, è pronto a tendere la mano al nuovo governo della città. Attacca il coordinatore regionale Savino Pezzotta: «Chi ha offeso il terzo polo un giorno sì e l'altro ancora ha pagato lo scotto. Gli elettori hanno usato la testa e hanno condannato un modo violento di fare politica. Ora si deve aprire un confronto aperto con il nuovo sindaco e continueremo ad essere interessati al bene di Milano». Trionfalista anche il consigliere regionale Udc Gianmarco Quadrini: «È stata sconfitta la politica degli annunci, della paura, dell'odio e della contrapposizione muscolare. In Lombardia è palese la necessità di andare oltre ai consunti schemi politici esistenti e c'è un grande desiderio di moderazione che ha punito questo tipo di centrodestra e che ha premiato le nostre analisi e il lavoro di questi ultimi anni». Gli sconfitti, insomma, cantano vittoria. Sorride Palmeri: «La sconfitta di Letizia Moratti l'avevamo prevista. Per noi nessuna novità». M. COS. ::: LORENZO MOTTOLA  La botta è arrivata, ma non ha fatto troppo male. Il Pdl aveva già archiviato la sconfitta (pur con qualche sporadica punta di ottimismo) già due settimane fa. I sei punti di svantaggio accumulati da Letizia Moratti al primo turno sembravano decisamente troppi, soprattutto visto il clima ostile registrato nelle piazze. Nelle ultime due settimane il sindaco ha preso fischi praticamente da tutti, a partire dai disabili radunati sotto al grattacielo Pirelli. Così lo sport preferito dei dirigenti del partito unico del centrodestra negli ultimi giorni era diventato l'analisi della sconfitta inevitabile. La riunione convocata d'urgenza da Mario Mantovani ieri sera non ha aggiunto molto a quanto già sentito nei corridoi prima del voto. La tentazione degli azzurri è stata da subito quella di scaricare tutta la colpa sulla Moratti. Anche Silvio lo aveva detto qualche giorno fa: «La scelta dei candidati ha certamente influito». L'ormai ex sindaco, spiegano oggi in viale Monza, era un nome debole e impopolare. Con un altro portabandiera, per esempio Gabriele Albertini, le elezioni sarebbero andata in maniera diversa. I berlusconiani, d'altra parte, hanno da tempo pronta la lista degli errori della giunta uscente. Ecopass, i parcheggi paralizzati e gli eccessi nella lotta alla movida selvaggia, per dirne alcuni. Un elenco che sicuramente verrà sbandierato nei prossimi giorni. IL VERTICE La linea ufficiale del coordinatore Mario Mantovani, comunque, non guarda affatto ai nomi né a quanto fatto negli ultimi cinque anni. «Credo che il momento di crisi nazionale e internazionale abbia inciso sugli umori dei cittadini», ha spiegato il sottosegretario Pdl. In pratica, tutti i mali del Pdl partono da lontano. La crisi ha aumentato il malcontento. E la gente se l'è presa con chi governa. Non si può dimenticare che il centrodestra è crollato in tutto il Paese, non solo nel capoluogo lombardo. «È quello che è successo negli Usa di Obama, nella Germania di Angela Merkel e nella Spagna di Zapatero dove i governi sono stati penalizzati indipendentemente dall'appartenenza politica». Sulla stessa linea il capogruppo Giulio Gallera, «il dato di Milano va inserito nel quadro nazionale» e l'assessore Stefano Maullu: «Non ho alcuna intenzione di accodarmi a chi ora vuole addossare a lei tutte la responsabilità di questo insuccesso, che invece ha radici profonde e merita una seria riflessione». LASSINI E CLEMENTE Tra gli azzurri, poi, si discute anche di quanto la campagna elettorale abbia effettivamente penalizzato il centrodestra. Nessuno, infatti, mette in dubbio che sia stata condotta in maniera pessima. Gli esponenti Pdl più vicino al sindaco continuano a puntare il dito sui toni eccessivi, il caso Lassini e il caso Clemente, candidato intercettato al telefono con un boss della 'ndrangheta. Secondo gli uomini del sindaco, la strategia di Berlusconi non ha fatto altro che alimentare queste polemiche, finendo per oscurare i punti di forza della candidatura della Moratti. La giunta uscente, in fin dei conti, è quella che ha portato a Milano l'Expo. «Noi abbiamo la coscienza a posto», spiegava ieri l'ex assessore comunale Maurizio Cadeo, «evidentemente il nostro lavoro non è stato capito, ma accettiamo il giudizio dei milanesi». CLIMA TESO Analisi a parte, quel che è certo è che il divario tra Pdl e Moratti è diventato mostruoso negli ultimi giorni. Una prova: alla conferenza del sindaco ieri pomeriggio non c'era neanche un esponente del partito del premier. Esattamente lo stesso film visto dopo il primo turno. L'unico a farsi vedere è stato l'ex assessore Giovanni Terzi, che tuttavia già da tempo era entrato nel giro dei fedelissimi del sindaco, preferendo addirittura candidarsi nella lista Milano al Centro. SCONTRO A DISTANZA Ufficialmente, tuttavia, il partito non ha alcuna intenzione di scatenare uno scontro a distanza con l'ex primo cittadino. «Nonostante tutto», ha ricordato Mantovani, «i risultati del primo turno dicono che il Popolo della Libertà in città non ha perso consenso rispetto alle elezioni Provinciali del 2009 e alle elezioni Regionali del 2010». E ancora: «Letizia Moratti lascia un'eredità bellissima a questa città. In questo momento penso ai giovani e alle 60mila occasioni di lavoro all'anno che si presenteranno per i ragazzi grazie all'Expo». Non sembra altrettanto entusiasta Maurizio Lupi, che in caso di vittoria sarebbe diventato uno degli assessori della nuova giunta Moratti: «Mi preoccupa il fatto che gli elettori scelgono in due grandi città rappresentanti che non vengono dal riformismo del Partito Democratico, ma dalla sinistra estrema e da una cultura populista». LA RETROGUARDIA Al di là dei dirigenti, poi, nel partito non sono pochi quelli che hanno iniziato a fare conti meno “no bili”. Con Palazzo Marino, il centrodestra perde una quantità mostruosa di poltrone. A partire da quelle dei consiglieri che con la sconfitta hanno perso il loro seggio in Comune. La gran parte dei consiglieri e assessori uscenti dovranno ripartire da capo. E come spesso capita, la cosa finirà per alimentare una serie infinita di tensioni interne. ::: segue dalla prima RENATO BESANA .
55Martedì 31 maggio 2011 HINTERLAND ASSAGO UCI CINEMAS MILANOFIORI VIALE MILANOFIORI - TEL. 892960 Red 17.00-19.45-22.20 Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare 3D 16.45 18.45-19.45-21.45-22.45 Mr. Beaver 19.40-22.00 Rio 17.20 Balla con noi 18.20-20.30-22.40 Una notte da leoni 2 17.00-19.30-22.00 Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare 16.55 19.35-22.15 Una notte da leoni 2 17.35-20.05-22.30 Beastly 17.20-19.40-22.10 Fast & Furious 5 18.30-21.30 BELLINZAGO LOMBARDO ARCADIA C.C. LA CORTE LOMBARDA - TEL. 02954164445 Fast & Furious 5 17.05-19.50-22.30 Una notte da leoni 2 17.10-17.50-18.40-20.00-20.30 21.00-22.10-22.40 Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare 18.10 21.10-22.50 Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare 3D 17.15 19.10-20.10-22.00 The Tree of Life 17.40-20.50 Red 17.20-20.15-22.45 Rio 17.00 Mr. Beaver 17.30-20.20-22.35 CERRO MAGGIORE THE SPACE CINEMA VIA TURATI, 62 - TEL. 892111 Thor 16.25 Fast & Furious 5 19.05-21.55 Una notte da leoni 2 16.45-19.10-21.35 Red 16.35-19.15-21.50 Una notte da leoni 2 17.25-19.50-22.15 Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare 3D 18.00 18.30-21.00-21.30 Fast & Furious 5 18.10-21.10 Come l'acqua per gli elefanti 16.40 Mr. Beaver 19.25-21.45 Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare 17.30 19.00-20.30-22.00 Con gli occhi dell'assassino 16.20 Beastly 19.00-21.15 CESANO BOSCONE CRISTALLO VIA POGLIANI, 7/A - TEL. 024580242 Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare 3D 21.15 CINISELLO BALSAMO MARCONI VIA LIBERTA' 108 - TEL. 0266015560 Angele e Tony 21.15 CINISELLO BALSAMO PAX VIA FIUME, 19 - TEL. 026600102 Riposo COLOGNO MONZESE CINE-TEATRO SAN MARCO VIA DON P. GIUDICI 19/21 Riposo COLOGNO MONZESE CINETEATRO VIA VOLTA - TEL. 0225308292 Boris - Il Film 14.30-17.00-21.15 GARBAGNATE AUDITORIUM S. LUIGI VIA VISMARA, 2 - TEL. 029956978 Riposo GARBAGNATE ITALIA VIA VARESE, 29 - TEL. 029956978 Riposo LEGNANO GALLERIA P.ZZA S. MAGNO - TEL. 0331547865 Riposo LEGNANO SALA RATTI C.SO MAGENTA, 9 - TEL. 0331546291 Riposo LISSONE EXCELSIOR VIA DON CARLO COLNAGHI, 3 - TEL. 0392457233 Rolling Stones` Shine a Light 21.15 LISSONE UCI CINEMAS LISSONE VIA MADRE TERESA - TEL. 039 484767 Una notte da leoni 2 17.00-19.40-22.00 Mr. Beaver 20.20-22.40 Rio 17.30 Red 17.30-20.05-22.35 Una notte da leoni 2 17.50-20.10-22.30 Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare 3D 16.45 18.30-19.45-21.30-22.45 Fast & Furious 5 18.30-21.30 Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare 16.45 19.45-22.45 Una notte da leoni 2 17.10-19.30-21.40 Balla con noi 18.10-20.20-22.30 Beastly 18.30-20.30-22.30 MAGENTA CINEMATEATRO NUOVO VIA SAN MARTINO 19 - TEL. 0297291337 Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare 21.15 MELZO ARCADIA MULTIPLEX VIA MARTIRI DELLA LIBERTA `- TEL. 0295416444 Una notte da leoni 20.20-21.20-22.30 Fast & Furious 5 19.50-22.30 Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare 20.00 22.40 Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare 3D 21.00 MONZA MULTISALA CAPITOL VIA A. PENNATI 10 - TEL. 039324272 Riposo MONZA MULTISALA METROPOL VIA CAVALLOTTI 124 - TEL. 039740128 Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare 3D 21.30 The Housemaid 20.00-22.30 Una notte da leoni 2 20.15-22.30 MONZA MULTISALA TEODOLINDA VIA CORTELONGA 4 - TEL. 039323788 Habemus Papam 15.30 Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare 19.40 22.30 Mr. Beaver 15.50-18.00-20.30-22.30 MONZA TRIANTE VIA DUCA D`AOSTA, 8 - TEL. 039748081 Riposo OPERA EDUARDO VIA GIOVANNI XXIII, 5/F - TEL. 0257603881 Mr. Beaver 21.15 PADERNO DUGNANO AREA METROPOLIS VIA OSLAVIA, 8 - TEL. 029189181 Mr. Beaver 21.15 The Tree of Life 21.00 PADERNO DUGNANO LE GIRAFFE VIA BRASILE, 4 - TEL. 0291084250 Una notte da leoni 2 18.10-21.00 Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare 3D 18.15 21.15 Red 18.40-21.20 Fast & Furious 5 17.30-20.10-22.40 Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare 3D 19.30 22.30 Thor 18.00-21.15 Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare 17.20 20.00-22.40 Fast & Furious 5 18.00-21.30 Rio 17.30-20.00 Red 22.30 Source Code 18.00-21.00 Una notte da leoni 2 17.30-20.30-22.40 Mr. Beaver 18.00-21.00 Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare 3D 17.30 20.30 PIOLTELLO UCI CINEMAS PIOLTELLO VIA SAN FRANCESCO, 33 - TEL. 892960 Mr. Beaver 17.25-20.00-22.20 Beastly 18.10-20.15-22.30 Fast & Furious 5 18.30-21.30 Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare 3D 18.00 19.30-21.00-21.15-22.30 Red 17.15-19.55-22.25 Una notte da leoni 2 17.30-20.10-22.30 Una notte da leoni 2 17.00-19.30-22.00 Thor 3D 17.20-20.00-22.40 Una notte da leoni 2 18.50-21.20 Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare 19.40 22.40 Rio 17.20 Balla con noi 18.20-20.30-22.40 The Housemaid 17.30-20.00-22.25 ROZZANO FELLINI V.LE LOMBARDIA, 53 - TEL. 0257501923 Riposo ROZZANO THE SPACE CINEMA ROZZANO VIA EUGENIO CURIEL - TEL. 892111 Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare 3D 16.30 19.30-22.30 Una notte da leoni 2 16.30-19.00-21.30 Fast & Furious 5 16.40-19.30-22.20 Beastly 15.15-17.30-19.50-22.10 Una notte da leoni 2 15.00-17.30-20.00-22.30 Faccio un salto all'Avana 15.15 Mr. Beaver 17.45-20.00-22.15 Source Code 17.15 Red 19.35-22.15 Fast & Furious 5 18.30-21.30 Thor 15.45 Una notte da leoni 2 17.00-19.35-22.10 Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare 3D 15.40 17.30-18.50-20.30-22.00 Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare 15.15 17.00-18.25-20.00-21.30 SAN DONATO MILANESE TROISI PIAZZA DALLA CHIESA, 1 - TEL. 0255604225 The Tree of Life 21.15 Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare 21.30 SEREGNO ROMA VIA UMBERTO I , 14 - TEL. 0362231385 Il ragazzo con la bicicletta 21.15 SEREGNO S. ROCCO VIA CAVOUR, 83 - TEL. 0362230555 Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare 21.00 SESTO SAN GIOVANNI CINELANDIA - SKYLINE C/O CENTRO SARCA - TEL. 0224860547 Mr. Beaver 15.50-18.00-20.45-22.45 Il ragazzo con la bicicletta 16.00-18.00-20.45-22.45 The Tree of Life 15.45-19.00-22.10 Una notte da leoni 2 15.30-17.45-20.15-22.30 Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare 15.00 17.30-19.30-20.30-22.20 Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare 3D 16.00 18.55-21.45 Fast & Furious 5 15.00-17.35-20.10-22.45 Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare 16.30 20.00 Red 22.45 Una notte da leoni 2 16.30-19.00-21.30 SETTIMO MILANESE AUDITORIUM VIA GRANDI, 4 - TEL. 023282992 Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare 21.15 SEVESO MULTISALA POLITEAMA VIA GALIMBERTI 16 - TEL. 0362540692 Riposo SOVICO NUOVO VIA BARACCA, 22/24 - TEL. 0392014667 Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare 3D 21.15 VIMERCATE THE SPACE CINEMA TORRIBIANCHE VIA TORRI BIANCHE, 16 - TEL. 892111 Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare 16.5519.50 Thor 17.50 Fast & Furious 5 20.40 Il dilemma 17.00-19.30-21.55 Mr. Beaver 19.40-21.45 Machete 17.20 Beastly 18.10-20.10 Con gli occhi dell'assassino 22.10 Una notte da leoni 2 17.05-19.20-21.35 Una notte da leoni 2 18.35-20.50 Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare 19.15 22.05 Una notte da leoni 2 17.50-20.05-22.20 Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare 3D 17.55 20.45 Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare 20.20 Limitless 17.30 Sciarada (Legend Film Festival) 17.30-20.30 Red 19.05-21.30 Fast & Furious 5 19.20-22.00 Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare 3D 18.50 21.40 Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare 18.25 21.15 VITTUONE CINEMA TEATRO TRESARTES PIAZZA ITALIA 5 - TEL. 0290119352 Il discorso del re 21,15 BERGAMO ALBA-BLOB HOUSE VIA BIAVA, 4 - TEL. 035576080 Habemus Papam 21.00 CONCA VERDE VIA MATTIOLI, 1 - LOC. LONGUELO - TEL. 035251339 Il colore del vento 21.00 Corpo celeste 21.00 DEL BORGO PIAZZA S. ANNA 51 - TEL. 035270760 Riposo MULTISALA SAN MARCO P.LE REPUBBLICA 2 - TEL. 035240416 Una notte da leoni 2 20.30-22.30 The Housemaid 20.30-22.30 STUDIO CAPITOL VIA TASSO, 41 - TEL. 035248330 Cirkus Columbia 20.15-22.30 The Tree of Life 20.00-22.30 Il ragazzo con la bicicletta 20.30-22.30 ALBINO NUOVO CINETEATRO PIAZZA SAN GIULIANO - TEL. 035751490 Riposo CLUSONE CINEMA GARDEN VIA XXV APRILE, 1 - TEL. 034622275 Riposo CORTENUOVA CINESTAR MULTIPLEX CORTENUOVA VIA TRIESTE, 15 - TEL. 0363992244 Balla con noi 20.25-22.20 Una notte da leoni 2 21.30 Fast & Furious 5 20.10-22.35 Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare 20.10 21.20-22.45 Una notte da leoni 2 20.20-22.30 Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare 3D 20.10 22.45 COSTA VOLPINO IRIDE VEGA VIA TORRIONE, 2 - TEL. 035971717 Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare 21.00 Una notte da leoni 2 20.00-22.00 CURNO UCI CINEMAS CURNO VIA LEGA LOMBARDA, 39 - TEL. 892960 Mr. Beaver 19.50-22.00 Rio 17.35 Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare 16.35 19.35-22.35 Una notte da leoni 2 17.30-20.00-22.30 Fast & Furious 5 18.30-21.30 Red 17.30-20.00-22.30 Una notte da leoni 2 16.50-19.15-21.40 Beastly 17.40-20.00-22.20 Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare 3D 16.30 17.20-19.30-20.30-22.30 ROMANO DI LOMBARDIA MULTISALA IL BORGO S.S. SONCINESE - TEL. 0363903816 Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare 21.00 L'esplosivo piano di Bazil 21.00 Red 21.00 Una notte da leoni 2 21.00 Mr. Beaver 21.00 TREVIGLIO ARISTON MULTISALA VIALE MONTEGRAPPA - TEL. 0363419503 The Tree of Life 21.00 GHOST 21.00 Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare 3D 21.20 Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare 20.00 22.10 Una notte da leoni 2 22.40 Una notte da leoni 2 20.10-21.40 Mr. Beaver 19.50 BRESCIA METROPOL VIA GALILEO GALILEI, 56 - TEL. 030/305828 Cirkus Columbia 21.15 MORETTO VIA S. ALESSANDRO - TEL. 03048383 Il ragazzo con la bicicletta 21.15 MULTISALA WIZ C/O C. COMM. FRECCIA ROSSA - TEL. 0302889211 Una notte da leoni 2 15.25-17.30-19.35-21.40 Mr. Beaver 15.30-17.30-19.30-21.30 Il grinta 15.30-18.30-21.30 Rio 14.20 Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare 16.20 19.00-21.40 Habemus Papam 14.45-17.00-19.15-21.30 Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare 3D 15.20 18.20-21.20 NUOVO EDEN VIA NINO BIXIO 9 - TEL. 0308379404 Spettacolo musicale OZ IL REGNO DEL CINEMA VIA SORBANELLA 12 - TEL. 0303507911 Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare 3D 14.30 16.20-17.15-19.00-20.00-21.40-22.40 Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare 14.40 17.25-20.10-21.30-22.50 Una notte da leoni 2 14.20-15.15-16.25-17.20-18.30 Una notte da leoni 2 19.25-20.35-21.30-22.40 Il dilemma 15.20-17.35-20.25-22.40 Beastly 15.30-17.30-19.30 The Tree of Life 21.30 Thor 14.30-16.50-19.10 Esp - Fenomeni paranormali 21.30 Fast & Furious 5 15.30-18.30 Red 15.20-17.35-20.25-22.40 Rio 3D 14.20 SOCIALE VIA CAVALLOTTI, 20 - TEL. 03041140 Lo stravagante mondo di Greenberg 18.00-21.00 CAPRIOLO GEMINI VIA PALAZZOLO - TEL. 0307460530 Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare 20.10 22.30 Una notte da leoni 2 20.15-22.30 Beastly 20.15 Machete 22.30 CORTE FRANCA MULTIPLEX NEXUS VIA ROMA 78 - TEL. 030986060 Una notte da leoni 2 21.00 Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare 3D 20.50 21.20 The Housemaid 21.10 Il dilemma 20.40 Fast & Furious 5 20.30 Mr. Beaver 21.30 Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare 20.20 DARFO BOARIO MULTISALA GARDEN MULTIVISION PIAZZA MEDAGLIE D`ORO 2 - TEL. 0364529101 Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare 3D 20.00 22.30 Fast & Furious 5 20.00-22.30 Una notte da leoni 2 20.00-22.30 Mr. Beaver 20.00-22.30 ERBUSCO MULTIPLEX PORTE FRANCHE VIA ROVATO 44 - TEL. 0307717644 Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare 3D 17.00 19.10-19.50-22.00 Una notte da leoni 2 17.30-20.00-22.10-22.30 Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare 18.00 21.00 Fast & Furious 5 17.20-19.50-22.20 Beastly 17.10 Una notte da leoni 2 18.20-21.10 LONATO MULTISALA KING VIA FORNACE DEI GORGHI - TEL. 0309913670 Una notte da leoni 2 20.00-22.30 Una notte da leoni 2 20.30-22.45 Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare 3D 20.00 22.45 Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare 21.00 Habemus Papam 20.15-22.35 ORZINUOVI STARPLEX ORZINUOVI VIA LOMBARDIA 26/28 - TEL. 030943605 Una notte da leoni 2 20.20-21.30-22.30 Mr. Beaver 20.20 Red 22.20 Fast & Furious 5 20.15-22.40 Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare 3D 20.10 22.45 Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare 20.10 21.20-22.45 SALO' CINEMA TEATRO CRISTAL L.GO DANTE ALIGHIERI 4 - TEL. 0365521555 Sorelle mai 21.15 COMO ASTRA V.LE GIULIO CESARE, 3 - TEL. 031261234 Noi credevamo 15.30-21.00 GLORIA VIA VARESINA, 72 - TEL. 0314491080 Riposo CANTU' CINELANDIA MULT. CANTU' 2000 CORSO EUROPA 23 - TEL. 031710039 Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare 20.00 22.45 Una notte da leoni 2 20.20-22.45 Fast & Furious 5 20.10-22.45 CANTU' LUX VIA MANZONI, 8 - TEL. 031714759 JOGO DUPLO 21.15 MONTANO LUCINO UCI CINEMAS VIA VARESINA - TEL. 892960 Fast & Furious 5 18.30-21.30 Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare 3D 19.30 22.30 Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare 17.30 18.30-20.40-22.00 Red 17.30-20.00-22.30 Una notte da leoni 2 17.45-20.10-22.35 Rio 17.30 Thor 19.50-22.40 Beastly 17.30-19.50-22.10 Una notte da leoni 2 17.20-19.45-22.10 Mr. Beaver 17.40-20.10-22.35 Balla con noi 17.20-20.00-22.15 CREMONA CINEMA CHAPLIN VIA ANTICHE FORNACI 58 - TEL. 0372453005 The Tree of Life 21.15 FILO P.ZZA FILODRAMMATICI, 1 - TEL. 0372411252 Corpo celeste 21.15 SPAZIOCINEMA CREMONA PO VIA CASTELLEONE, 108 - TEL. Una notte da leoni 2 20.15-22.30 Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare 19.50 22.40 Habemus Papam 20.10 Senza arte ne' parte 22.30 Fast & Furious 5 20.00-22.30 The Housemaid 20.15-22.30 Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare 3D 19.50 21.30-22.40 CREMA MULTISALA PORTA NOVA VIA INDIPENDENZA - TEL. 0373218411 Mr. Beaver 20.20-22.30 Un perfetto gentiluomo 21.00 Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare 21.30 Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare 3D 20.00 22.40 Una notte da leoni 2 20.35-22.40 LECCO NUOVO MIGNON V.LE COSTITUZIONE, 27 - TEL. 0341366331 Riposo PALLADIUM VIA FIUMICELLA 12 - TEL. 0341361533 Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare 21.00 MERATE CINETEATRO MANZONI VIA GIOVANNI XXIII, 24 - TEL. 039 5981992 Riposo OSNAGO SALA SIRONI VIA GORIZIA 6 - TEL. 03958093 Riposo LODI DEL VIALE VIALE RIMEMBRANZE, 10 - TEL. 0371426028 Spettacolo di danza FANFULLA V.LE PAVIA, 4 - TEL. 0371/30.740 Il responsabile delle risorse umane 21.15 MODERNO MULTISALA CORSO ADDA 97 - TEL. 0371420017 Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare 3D 21.15 Una notte da leoni 2 21.30 CASALPUSTERLENGO COMUNALE PIAZZA DEL POPOLO, 15 - TEL. 0377919024 Riposo PIEVE FISSIRAGA CINELANDIA MULTIPLEX PIEVE S.S. N 235 - TEL. 0371237012 Una notte da leoni 2 20.20-21.15-22.40 Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare 3D 20.00 21.00-22.50 Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare 20.00 22.45 Fast & Furious 5 20.05-22.45 MANTOVA ARISTON MULTISALA VIA PRINCIPE AMEDEO, 20 - TEL. 0376328139 Il ragazzo con la bicicletta 20.00-22.30 The Tree of Life 21.15 CINECITY MULTIPLEX PIAZZALE CESARE BECCARIA 5 - TEL. 0376340740 Una notte da leoni 2 20.15-21.30-22.30 Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare 3D 21.30 Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare 19.40 20.30-22.30 Fast & Furious 5 20.00-22.30 Mr. Beaver 20.20-22.40 MIGNON VIA BENZONI, 22 - TEL. 0376366233 Corpo celeste 21.15 CURTATONE STARPLEX CURTATONE VIA G. MONTANELLI, 31 - TEL. 0376348395 Una notte da leoni 2 20.20-22.25 Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare 21.30 Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare 20.10 22.45 Una notte da leoni 2 21.00 Fast & Furious 5 20.05-22.40 Red 20.10 Mr. Beaver 22.30 Balla con noi 20.30-22.20 PAVIA CORALLO VIA BOSSOLARO, 15 - TEL. 0382539224 Una notte da leoni 2 20.15-22.30 Habemus Papam 20.15-22.30 POLITEAMA C.SO CAVOUR, 18/20 - TEL. 0382530343 Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare 19.50 22.30 PARONA MOVIE PLANET STRADA PROV.LE PER LA CATTANEA, 106 - TEL. 0384296728 Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare 3D 21.30 Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare 21.30 Una notte da leoni 2 21.30 Una notte da leoni 2 20.30 Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare 3D 20.30 Fast & Furious 5 21.30 Mr. Beaver 21.30 MONTEBELLO DELLA BATTAGLIA THE SPACE CINEMA MONTEBELLO DELLA BATTAGLIA VIA MIRABELLA, 6 - TEL. 892111 Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare 16.30 19.30-22.30 Con gli occhi dell'assassino 17.25 Mr. Beaver 20.05-22.25 Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare 19.00 22.00 Beastly 18.35-20.40 Sciarada (Legend Film Festival) 22.40 Red 17.20-19.55-22.30 Una notte da leoni 2 17.45-20.10-22.35 Fast & Furious 5 18.25-21.25 Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare 3D 18.30 21.30 Una notte da leoni 2 16.45-19.10-21.35 SONDRIO EXCELSIOR VIA C. BATTISTI - TEL. 0342215368 Senza arte ne' parte 21.00 STARPLEX SONDRIO VIA VANONI, ANGOLO VIA TONALE - TEL. 0342214709 Red 21.15 Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare 21.15 Una notte da leoni 2 21.20 Fast & Furious 5 21.20 MORBEGNO CINEMA TEATRO IRIS VIALE AMBROSETTI 27 - TEL. 0342611711 Una notte da leoni 2 21.15 MORBEGNO CINEMA TEATRO PEDRETTI PIAZZA MATTEI 1 - TEL. 0342610161 Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare 3D 21.15 MORBEGNO CINEMA 3 VIALE AMBROSETTI, 25 - TEL. 0342610161 Machete 21.15 TIRANO CINEMA TEATRO MIGNON PIAZZA MARINONI 1 - TEL. 0342705454 Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare 21.15 VARESE MULTISALA IMPERO VIA BERNASCONI 13 - TEL. 0332284004 Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare 18.30 21.40 The Tree of Life 19.45-22.20 Una notte da leoni 2 17.50-20.10-22.30 Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare 3D 17.00 20.30 Una notte da leoni 2 17.10-20.00-22.20 The Housemaid 17.45-20.05-22.30 Fast & Furious 5 17.00-19.45-22.25 Mr. Beaver 18.30-20.30-22.30 Red 17.30-20.00-22.30 NUOVO VIA DEI MILLE, 39 - TEL. 0332237325 127 ore 15.30-20.00-22.30 SALA FILMSTUDIO 90 VIA DE CRISTOFORIS 5 - TEL. 0332830053 Riposo GALLARATE CINELANDIA MULTIPLEX VIALE LOMBARDIA, 51 - TEL. 0331268017 Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare 21.00 Mr. Beaver 20.30 Red 22.40 Una notte da leoni 2 20.20-22.40 Una notte da leoni 2 21.00 Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare 3D 20.00 22.50 Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare 3D 21.15 Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare 20.00 22.45 Fast & Furious 5 20.00-22.45 GALLARATE CINEMA DELLE ARTI VIA DON MINZONI, 5 - TEL. 0331791382 Riposo BUSTO ARSIZIO MANZONI VIA CALATAFIMI 5 - TEL. 0331677961 Habemus Papam 21.15 BUSTO ARSIZIO SOCIALE P.ZZA PLEBISCITO, 1 - TEL. 0331632912 Sala riservata SARONNO CINEMA SILVIO PELLICO VIA SILVIO PELLICO - TEL. 0299768659 Mr. Beaver 21.00 SARONNO MULTISALA SARONNESE VIA S. GIUSEPPE 21 - TEL. 0296708190 Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare 3D 21.00 Una notte da leoni 2 21.00 TRADATE STARPLEX TRADATE VIA DELLA FORNACE CORTELLEZZI 21049 TRADATE - TEL. Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare 20.10 22.45 Una notte da leoni 2 20.20-22.25 Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare 3D 20.05 22.40 Fast & Furious 5 20.05-22.40 Una notte da leoni 2 21.00 Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare 21.30 Mr. Beaver 20.10 Red 22.15 :::LOMBARDIA
::: Spettacoli 34 Martedì 31 maggio 2011 @ commenta su www.libero-news.it D'Alema dopo le elezioni Massimo D'Alema, all'indomani delle elezioni amministrative, è l'ospite di Lilli Gruber nella puntata di Otto e Mezzo, in onda alle 20.30 su La7. In studio anche il giornalista Antonio Polito. LA7 ORE 20.30 Bruno Vespa insegna a dimagrire A quale dieta affidarsi per perdere qualche chilo superfluo in vista dell'estate? “Porta a porta” dedicherà all'argomento la puntata di stasera (Raiuno ore 23.45). Partecipano Lorella Cuccarini e Katia Ricciarelli. RAIUNO ORE 23.45 Un ospedale per bambini nel cuore dell'Africa I volontari di un ospedale pediatrico in Tanzania sono i protagonisti della quarta puntata di “Le vite degli altri” stasera alle 23.50 su La7. Angela Raffanelli è andata al Mlali Children Hospital, un piccolo ospedale che ospita solo bambini con problemi motori. LA7 ORE 23.50 La conduttrice si confessa “IN DIRETTA” SENZA SPOSINI Venier: «Da un mese piango ogni giorno aspettando Lamberto» Oggi esce il nuovo disco Gli Zero Assoluto tornano con «Perdermi» ::: FABIO SANTINI  «Quelli della Nasa ci hanno mandato in orbita…». Matteo Maffucci degli Zero Assoluto (gli hanno chiesto di presentare “X Factor”su Sky,ma ci sta ancora pensando) racconta: «Una mattina hanno dato il buongiorno al nostro astronauta Paolo Nespoli con “Svegliarsi una mattina”. Ci fa enorme piacere, anche perché la Nasa chiude l'attività spaziale…». Oggi esce “Perdermi”, il quarto cd di questo duo, canzoni facili, non banali, nessun patetico cedimento alle mode correnti.«È un viaggio tra storie di uomini», dice a Libero Thomas De Gasperi, «raccontate da trentenni consapevoli. L'esortazione a prendere di petto la vita con una sorta di inventario in grado di illuminarla nonostante la mancanza di punti di riferimento. Niente politica. La nostra generazione ha già abbastanza grane a capire chi è che perdersi nel mare delle ideologie sarebbe consolatorio. La musica deve unire, non dividere». Il disco ha una copertina piena zeppa di oggetti vintage. «Siamo appassionati della “new pop-art”. Sono simboli del pittore romano”Diamond”, uno che vive di pane e “street-art”. In fondo riflette i nostri gusti. L'ultimo cd comprato è il cofanetto stereo dell'opera omnia dei Beatles». Torniamo a parlare della nostra civiltà, dominata da pc e tv. «C'è qualcosa di straordinario nel computer. Ad esempio poter fare musica in ogni parte del mondo. È come se ti portassi appresso uno studio di incisione. L'ha fatto Capossela. Ha inciso l'ultimo album ovunque si trovasse. In tv andiamo pazzi per i telefilm. Una volta non perdevamo mai “Distretto di Polizia”, poi “Dr. House”. Ora “The Event”, su Joi di Mediaset Premium». I talent show? «Divertenti. Noi non potremmo prendervi parte: non siamo interpreti, ma autori delle nostre canzoni. I concorrenti hanno grande voce. Non ci piace l'idea che se perdi hai perso. Non è così». Niente politica, ma l'impegno sociale? «Siamo testimonial dell'Ania per la Sicurezza stradale. Lo slogan è: la rivoluzione è l'attenzione». E come uomini? «La rivoluzione? Pensare a un futuro positivo». ::: ALESSANDRA MENZANI  Mara Venier è appena uscita dal mese più difficile della sua carriera. E forse della vita. Dal 29 aprile scorso, il suo partner alla “Vita in diretta”, Lamberto Sposini, dopo un grave malore è ricoverato in ospedale e lei si è trovata sulle spalle tutta la responsabilità del programma. Con rigore e quella sobrietà che le consigliava Lamberto, ma con il cuore dilaniato, è andata avanti. Venerdì scorso, salutando il pubblico di Raiuno, le è scesa una lacrima. «Ho pianto per un mese, tranne quando andavo in onda», ci confessa. E pensare, come i rapporti più speciali, anche il loro era iniziato con qualche perplessità... Si parlava di dissapori. «Le racconto tutto. All'inizio della stagione dovevo condurre “La prova del cuoco”. Era cosa certa. Poi la Clerici ha fatto un grande Sanremo e ci teneva a tornare ai fornelli. Mauro Mazza, direttore di Raiuno, mi ha proposto “La vita in diretta”. Ho fatto i salti di gioia. Quello del pomeriggio è il mio pubblico. Sposini non doveva esserci, si era parlato di un altro giornalista. Quando ho saputo che dovevamo condurre insieme ero diffidente: dovevo entrare in quello che era il programma di un altro, e l'ho fatto in punta di piedi». Eravate soltanto conoscenti? «Sì, non amici. Pensi, anni fa vivevamo nello stesso palazzo a Campo de'Fiori. Stesse scale. Io stavo al secondo piano, Lamberto al terzo. Avevamo rapporti di vicinato. Anzi... Io ero da poco “scapola”, mi ero separata da Renzo (Arbore, ndr) e c'era un gran via-vai di gente da me, anche uomini». Mara ride. «Cercavo di depistare i vicini: dicevo che tutta quella gente andava da Sposini!». E poi se l'è trovato come partner. «Smentendo tutti, abbiamo creato un rapporto unico. Di amicizia e complicità. E fisico: eravamo sempre abbracciati. Io gli appiccicavo il lucidalabbra ovunque, quello coi brillantini. Me lo baciavo tutto. Lui ride con me, l'ho cambiato. Si diverte, c'è un alchimia perfetta. Siamo la coppia più bella della tv». Non è che c'è più di una semplice amicizia...? «Ah ah! Io sono fuori target. Qualcuno si è chiesto se mio marito Nicola (Carraro, ndr) fosse geloso. Non è vero: adora Lamberto, veniva a casa nostra a cucinare l'ama triciana, passavamo belle serate». Poi, nel giorno del matrimonio di Kate e William, il dramma. «La mattina ci siamo visti al bar. Ridevamo. Avevamo grandi progetti insieme. Mi hanno proposto una cosa e io ho detto: “Mai senza Lamberto!”. E lui: “Mara, smettila di rompere le scatole”. Ci chiamavamo “amore”.“Hai dormito questa notte, amore?”, gli ho chiesto. Erano giorni che non dormiva bene. “Amore, hai dormito?”. Lui non ha risposto. È stato male, e l'hanno portato in ospedale». Come sta ora? «I medici sono positivi. Ogni giorno sta meglio. Bisogna essere ottimisti. Io lo aspetto alla “Vita in diretta”, lo aspetterò sempre». È vero che due giorni prima del malore, Lamberto ha sofferto molto per la morte del suo gatto? «Sì, si chiamava Rocco. Per lui è “ . stato un dramma. Infatti quel giorno avevamo un servizio sui gatti a cui lui teneva tantissimo». Ci racconti un momento bello vissuto con Sposini. «Durante Sanremo. Eravamo in una pausa. Scherzavamo. Diceva: “Dai, Nicola è geloso”. E io “No, suo figlio è geloso”. Pensavamo che nessuno ci sentisse invece appena è iniziato il collegamento con Morandi, Gianni ci ha preso in giro: “Mara, sono geloso anche io”. Abbiamo riso alle lacrime». È stata dura condurre da sola? «Molto. Sono stata io a non voler che nessuno sostituisse Sposini. Il senso di solitudine era tanto. Ad ogni risultato d'ascolto positivo, pensavo a lui, al successo che abbiamo ottenuto. “La Vita in diretta” è il programma leader del pomeriggio. Nazional-popolare con orgoglio. La gente ci segue perché ci vuole bene. Mi sono dovuta occupare anche di cronaca nera, che non è il mio forte. Mi hanno aiutato gli inviati. Ho imparato da Lamberto. Prima di andare in onda mi diceva: “Sobrietà”. Aveva il terrore che mi buttassi su un ospite!». A proposito di cronaca, i media hanno creato troppa morbosità intorno ai casi più cruenti? «In alcuni casi sì. Noi non inseguiamo gli ascolti: abbiamo chiuso con il record senza parlare di delitti. È vero che ci sono stati tre casi molto importanti: Sarah, Yara e Melania. Io sono sensibile. Dopo la puntata su Avetrana mi sono sognata che Sabrina me strangolà... Sa, io non leggo i gialli, sto male». Adesso andrà in vacanza? «A luglio. Stasera (ieri, ndr) ho presentato la “Partita del cuore”, domani si discute di un numero zero per un nuovo programma autunnale. C'è un progetto di entrare nella domenica di Raiuno con una striscia della “Vita in diretta”. Ma senza Lamberto... Vediamo». L'ULTIMO BOLLETTINO «Lento miglioramento» «Prosegue il miglioramento delle condizioni generali e neurologiche di Lamberto Sposini, ancora ricoverato nel reparto di Terapia Intensiva del Policlinico universitario A. Gemelli». È l'ul timo bollettino diramato lo scorso 24 maggio dall'ospedale romano in cui il conduttore si trova ricoverato dal 29 aprile. Ad oggi non si registrano cambiamenti di rilievo, motivo per il quale l'ospedale, dietro richiesta dei famigliari di Sposini, non ha comunicato altri aggiornamenti sul suo stato di salute. A RIPOSO Mara Venier ha chiuso venerdì scorso “La vita in diretta”. Per l'autunno, c'è l'ipotesi di una striscia domenicale IL PARTNER  Con Lamberto rapporto unico: ridevamo e ci chiamavamo “amore”. Mi diceva: «Sobrietà». Sulle sue condizioni di salute sono ottimista LA CRONACA NERA  Mi sono dovuta occupare di cronaca nera. Non è il mio forte. Sono sensibile. Dopo una puntata su Avetrana ho sognato che Sabrina mi strangolava Gli Zero Assoluto [Olycom]
10 Martedì 31 maggio 2011 PRIMO PIANO @ commenta su www.libero-news.it «Fratelli musulmani, venite a Milano» Il leader di Sel si precipita in piazza Duomo e trasforma la festa per Pisapia in un comizio: «Non vedo l'ora di abbracciare rom e islamici». Poi si autocandida a capo della sinistra: «Adesso dobbiamo prendere Palazzo Chigi e liberare il Paese» I DELIRI Per il governatore pugliese s'è imposta «l'Italia dell'eleganza delle passioni che ha mandato un avviso di sfratto al capo dell'esecutivo». Attacchi anche alla Lega la batosta L'IMAM VENDOLA ::: ELISA CALESSI ROMA  «Oggi cambia tutto!». Nichi Vendola lo grida in un improvvisato comizio a piazza Duomo, dove si è catapultato nel pomeriggio per festeggiare la vittoria di Giuliano Pisapia. Ed è l'unico leader nazionale presente a Milano. Se mai qualcuno mettesse in dubbio chi è lui innanzitutto il padrino di questa vittoria, se qualcuno provasse a intestarsi l'impresa dell'avvocato garantista, “Nichi” fa capire che non è aria. Arriva e pianta la sua bandiera nel cuore di Milano. «Oggi cambia tutto», ripete, commosso. E l'avvertimen to è a 360 gradi. Lo dice al centrodestra, certo, ma anche al centrosinistra. Al Pd che si è inventato le primarie per poi pentirsene. A Pier Luigi Bersani che pervicacemente cerca l'alleanza con il terzo polo. Non ci pensa due volte, Vendola, a segnare la firma sulla vittoria più clamorosa di queste elezioni amministrative. Hai voglia a dire che Giuliano Pisapia è il candidato di tutti. Il leader di Sel, a Milano, mette in chiaro che è roba prima di tutto sua. E, in barba alla prudenza del sindaco neo-eletto, al profilo moderato che l'avvocato di buona famiglia si è costruito per tutta la campagna elettorale, lancia un invito ad «abbracciare i nostri fratelli rom e musulmani». Perché «oggi la Milano dell'ipocri sia e dell'arroganza è stata sconfitta dalla mitezza di Giuliano». Il passo successivo è ovviamente la scena nazionale. Dopo Milano, Roma: «È la fine di un incubo, ora ci vogliono le elezioni anticipate». Milano diventa un simbolo, «è la fine di un ciclo di 15 anni, un ciclo che si chiude con una rivolta morale e culturale. È l'Italia migliore che lancia un messaggio forte. Berlusconi non è riuscito a coprire tutto con la sua bolla mediatica. È finita la pornografia alpotere. Un'Italia migliore si è riappropriata della propria storia civica. Questa classe diriCaos democratico: rispunta pure Prodi Il Pd brinda ma il futuro fa paura Il trionfo di Nichi oscura Bersani, che in caso di governo tecnico teme di fare la parte del tassatore gente è sgradevole all'udito, alla vista, è sgradevole il loro linguaggio e la loro volgarità». Con tanti saluti al fair play di Pisapia che poco prima aveva ringraziato Letizia Moratti per la telefonata «cordiale» e si era presentato come il sindaco di tutta Milano. Ma non ne ha solo per il centrodestra. Vendola si rivolge anche, soprattutto, al centrosinistra. E trae questa morale: «Quando si presenta con le oligarchie perde, quando si presenta con persone credibili, scelte con le primarie allora vince». Il destinatario è Pier Luigi Bersani. Guai a chi tocca le primarie. Basta inseguire Casini. Se nella Milano borghese vince un uomo di sinistra, lo stesso può accadere per il governo del Paese. Lo aveva detto con più prudenza dopo il primo turno. Ora che la roccaforte è espugnata e i fatti gli hanno dato ragione, può dirlo con più forza. Nelle stesse ore, a Roma, Bersani leggeva i risultati in modo opposto: ha vinto la squadra, ha premiato la capacità del Pd di «mettersi al servizio» della coalizione. Bisogna finirla con il berlusconismo, ma anche coi suoi frutti, a cominciare dalla «personalizzazione». E annunciava un impegno per rafforzare il partito. Sono i semi di una contrapposizione destinata a emergere. Le vittorie dei candidati di Sinistra ecologia e libertà a Milano e a Cagliari, le due piazze forse più difficili, sicuramente quelle più saldamente in mano al centrodestra, rafforzano il disegno di Vendola. Presentarsi alle primarie e tentare la scalata a Palazzo Chigi. Ma il governatore della Puglia ha anche un altro obiettivo: costruire un grande partito di sinistra. Un progetto che si incrocia con quanto chiede anche una parte del Pd. RETORICA ROSSA Il primo intervento di Nichi Vendola dopo la vittoria di Giuliano Pisapia promette poco di buono, e non solo per i milanesi: «Non vedo l'ora di abbracciare i miei fratelli musulmani» ha detto il numero uno di Sinistra ecologia e libertà alla folla accorsa sotto il palco in piazza Duomo a Milano. Vendola ha ringraziato il “popolo arancione” «perché questa volta era l'ultima in cui ci credevo davvero» Fotogramma ::: ROMA  La chiama «valanga», Pier Luigi Bersani. Ed è proprio così. Il voto di ieri è una valanga che spazza via l'esistente. Ma come per quelle vere, i contorni del nuovo non sono chiari. Milano, Napoli, Gallarate, Pavia, Trieste. Il segretario del Pd, a pochi minuti dalle 18, parla di «elenco impressionante» di vittorie. Successi, come ammette lo stesso Bersani, di «un centrosinistra» che ha saputo «interpretare» una «riscossa innanzitutto civica e morale». Dentro questo c'è, sì, un Pd «che mettendosi al servizio di questa riscossa» ha saputo rappresentarla. È la filosofia di Bersani: la squadra prima del resto. Fatto sta che quel «mettersi al servizio»oggi halafaccia diGiuliano Pisapia a Milano, candidato di Sel, e di Luigi De Magistris a Napoli, candidato di Idv che non ha voluto nemmeno l'apparentamento col Pd. Certo, Bersani ricorda che su 29 candidati usciti vincenti, 24 sono del Pd. Ma non tutti pesano allo stesso modo. «Abbiamo vinto e Berlusconi ha perso, questo è il punto», è il refrain. Conta la «valanga» che lascia intuire la fine di una stagione. Quella del “Caima no”. Ma pur nel clima di festa, c'è, tra i democratici, la consapevolezza che questa fine non sarà una passeggiata. Nemmeno per il Pd. Perché «se implode il PdL, rischiamo di implodere pure noi», si dice. Ma anche perché non c'è chiarezza sulla strada da percorrere. Intanto vincere le elezioni amministrative non significa vincere le elezioni politiche. Bersani lo sa bene. «Ci concediamo mezz'ora per gioire e poi subito a lavorare perché il Paese va cambiato a fondo ed è un'operazione di grande respiro che non può essere improvvisata». Parla di una «responsabilità» in più. La strada è quella che ha sempre detto: una coalizione larga che coinvolga anche il terzo polo. Le vittorie di Pisapia o di De Magistris, in questo senso, non sono replicabili a livello nazionale. C'è poi da sciogliere il nodo dei prossimi passi da fare. Voto o governo di transizione? Ieri Bersani ha chiesto le dimissioni di Berlusconi per andare al voto il prima possibile. «La strada maestra sono le elezioni». I risultati di ieri rafforzano la sua leadership. Se si vota subito, cioè in autunno, il candidato premier del Pd non può che essere lui. Anche se ha lasciato aperta una seconda opzione: «Siamo pronti a considerare percorsi che contemplino una nuova legge elettorale». Ma pensa a una fase breve, giusto pochi mesi. Massimo D'Alema spinge più decisamente per un governo di transizione, anche per agganciare stabilmente l'Udc: «Sono convinto che sarebbe giusto andare alle elezioni», ha detto ieri, «ma non siamo contrari a soluzioni che permettano le riforme necessarie per il Paese a cominciare dalla legge elettorale». Contrario a un voto anticipato è anche Walter Veltroni, ma soprattutto per una ragione: se si vota subito, il candidato è Bersani. Il governo istituzionale o tecnico che sia trova, però, anche molti contrari. «A giugno chi governa dovrà fare una manovra pesantissima. Perché dovremmo accollarcela noi?», si chiedeva ieri una giovane leva del Pd. «Poi finisce come al solito: noi facciamo il risanamento e gli altri si godono i frutti». Meglio, molto meglio, che Berlusconi resti in sella qualche mese e poi si voti. Un ragionamento che ha però una variabile: Giorgio Napolitano. Difficilmente il presiCOMUNE DI ORBASSANO Bando di gara a procedura aperta - Estratto 1. Amministrazione aggiudicatrice: Comune di Orbassano – Piazza Umberto I n. 5, Orbassano TO, tel. 335/6498342 fax 011/9018161 2. Oggetto: appalto di lavori pubblici ai sensi D.Lg.163/06 per la realizzazione dell'intervento pilota di Social Housing per locazione temporanea servizi collettivi, località: Strada Volvera area 4.12.7 del Prg nel Comune di Orbassano (TO) – CIG 25185369A5 – C.U.P. F89C10000560007 3. Importo appalto: importo lavori a corpo Euro 1.657.925,00 di cui Euro 85.990,81 per oneri sicurezza, non soggetti a ribasso. Categoria prevalente: OG 1: Euro 1.291.956,80. Opere scorporabili ex art. 37, comma 11 d.lgs. 163/06 OG 11: Euro 365.968,20. 4. Documentazione: “bando di gara” integrale,“disciplinare di gara”+ allegato direttamente scaricabili dal profilo di committenza: www.comune.orbassano.to.it; progetto esecutivo (art. 35 dpr 554/99), inviato su DVD per mezzo Poste Italiane SpA, previa semplice richiesta (via fax: 011/9018161). Alla richiesta dovrà essere allegata fotocopia ricevuta versamento di Euro 30,00 sul c/c. n. 1000/300034 c/o Banca Intesa San Paolo S.p.a. – Filiale di Orbassano, via Roma n. 43 – IBAN IT51 E030 6930 6801 0000 0300 034 intestato al Comune di Orbassano, causale: "Procedura aperta per realizzazione intervento pilota social housing – acquisto documentazione complementare”. La predetta documentazione potrà altresì essere ritirata direttamente presso la sede dell'Amministrazione aggiudicatrice, previo versamento e prenotazione telefonica giorno ritiro. 5. Termine presentazione offerte: ore 12.00 del 08/07/2011, pena l'esclusione. 6. Apertura offerte (seduta pubblica): ore 9.30 del 12/07/2011 c/o indirizzo punto 1. 7. Criterio aggiudicazione: offerta economicamente più vantaggiosa ex art. 83, D.Lgs. 163/06. 8. Ricognizione dei luoghi/esame progetto esecutivo: obbligatoria, pena l'inammissibilità dell'offerta. 9. Responsabile del procedimento: Dirigente 3° Settore Ing. Paolo Carantoni. IL DIRIGENTE 3° SETTORE GESTIONE DEL TERRITORIO Ing. Paolo Carantoni COMUNE DI ORBASSANO Bando di gara a procedura aperta - Estratto 1. Amministrazione aggiudicatrice: Comune di Orbassano, Piazza Umberto I n. 5 - Orbassano TO, tel. 335/6498342 fax 011/9018161 2. Oggetto: appalto di lavori pubblici ai sensi D.Lg.163/06 per la realizzazione del nuovo fabbricato da destinarsi a Biblioteca Comunale – CIG 2518931F9A - CUP F89H10001840003 3. Importo appalto: importo lavori a corpo (parte non condizionata) Euro 2.275.613,44 di cui Euro 85613,44 per oneri sicurezza non soggetti a ribasso + importo lavori a corpo (parte condizionata) Euro 218.546,06 di cui Euro 8.256,06 per oneri sicurezza non soggetti a ribasso per un totale di Euro 2.494.159,50 di cui Euro 93.869,50 per oneri sicurezza, non soggetti a ribasso. Categoria prevalente: OG 1: Euro 1.497.392,00. Opere scorporabili ex art. 37, comma 11 d.lgs. 163/06 OG 11: Euro 996.767,50. 4. Documentazione: “bando di gara”, “disciplinare di gara”+ allegati direttamente scaricabili dal profilo di committenza: www.comune.orbassano.to.it; progetto esecutivo (art. 35 dpr 554/99), inviato su DVD per mezzo Poste Italiane SpA, previa semplice richiesta (via fax: 011/9018161). Alla richiesta dovrà essere allegata fotocopia ricevuta versamento di Euro 30,00 sul c/c. n. 1000/300034 c/o Banca Intesa San Paolo S.p.a. – Filiale di Orbassano, via Roma n. 43 – IBAN IT51 E030 6930 6801 0000 0300 034, intestato al Comune di Orbassano, causale: "Procedura aperta per realizzazione lavori Nuova Biblioteca – acquisto documentazione complementare”. La predetta documentazione potrà altresì essere ritirata direttamente presso la sede dell'Amministrazione aggiudicatrice, previo versamento e prenotazione telefonica giorno ritiro. 5. Termine presentazione offerte: ore 12.00 del 08/07/2011, pena l'esclusione. 6. Apertura offerte (seduta pubblica): ore 9.30 del 14/07/2011 c/o indirizzo punto 1. 7. Criterio aggiudicazione: offerta economicamente più vantaggiosa ex art. 83, d.lgs. 163/06. 8. Ricognizione dei luoghi/esame progetto esecutivo: obbligatoria, pena l'inammissibilità dell'offerta. 9. Responsabile del procedimento: Dirigente 3° Settore Ing. Paolo Carantoni. IL DIRIGENTE 3° SETTORE GESTIONE DEL TERRITORIO Ing. Paolo Carantoni
14 Martedì 31 maggio 2011 Soluzioni IT. Servizi Web. Avere un partner di fi ducia per le tue soluzioni informatiche è un'impresa semplice. APPLICAZIONI INFORMATICHE E SOLUZIONI IT VERTICALI seguici su Imp resa Semplice è un ma rchio di Telecom Itali a TUTTI I SERVIZI INFORMATICI PER DARE IMPULSO AL TUO BUSINESS E COMPETERE ALLA VELOCITÀ DI INTERNET. CLOUD COMPUTING E SERVIZI WEB MESSAGGISTICA E COLLABORAZIONE ARCHIVIAZIONE E SICUREZZA IT E WEB Il braccio destro che fa per me. Impresa Semplice
12 Martedì 31 maggio 2011 PRIMO PIANO @ commenta su www.libero-news.it Gaffe, caos e... Letizia Così è caduta Milano Pisapia non ha sbagliato nulla, la Moratti e il Pdl tutto Ma questa sconfitta ha molti padri e arriva da lontano L'EROSIONE Il centrodestra perde voti nel capoluogo lombardo dal 1995 in poi: allora ottenne la fiducia del 15 per cento dell'elettorato, oggi non raggiunge neppure il 10 la batosta NODI AL PETTINE ::: FILIPPO FACCI  Giuliano Pisapia ha vinto a Milano, ma soprattutto, a Milano, ha perso Letizia Moratti: ed entrambi, per ottenere il rispettivo risultato, si sono impegnati moltissimo. Questa è la prima cosa da dire: che il corollario e i consulenti contano senz'altro - soprattutto se sono sbagliati - ma tutte le elezioni essenzialmente le vincono o perdono i candidati, c'è poco da fare. Cominciamo a dire qualcosa su Pisapia, che è una persona mite, moderata e lontana dall'immagine estremistica e sgangherata che si è cercato di appiccicargli. Il che non toglie che il posto di Pisapia è il ministero della Giustizia (il governo Prodi glielo sottrasse cinque anni fa, regalandolo a Clemente Mastella) e non è certo Palazzo Marino, soprattutto se a sorreggerlo, in giunta, ci saranno forze politiche in grado di far rimpiangere tranquillamente una come Letizia Moratti. Resta che Pisapia non ha sbagliato niente: non ha detto clamorose sciocchezze e non ha ammiccato né al centro né all'estrema sinistra: ha liquidato i partiti e i partitini con un programma che accontentava tutti (tanto i programmi non li legge nessuno) e non ha sostanzialmente raccolto la provocazione-vigliaccata che gli ha fatto Letizia Moratti nel dibattito organizzato da Sky. Non è mai sceso, cioè, sul terreno scivoloso (fangoso, a tratti) che evocava spauracchi che talvolta hanno fatto sorridere anche chi il problema dei rom o dei clandestini lo patisce davvero. POCA LETIZIA E veniamo a Letizia Moratti. È pur vero che non ha mai cercato un rapporto organico col partito che l'ha candidata - facendosene un vanto - e che le varie Polverini e Melchiorre meneghine, ora, già lucidano la gabbana, anche perché il centrodestra milanese ridonda di modesti spingitori di bottoni che senza potere sono come pescecani senz'acqua. La Lega, da principio, neppure la voleva: anche se poi, obtorto collo, ha ricucito come pure è successo con il mondo di Comunione e Liberazione. A dirla tutta, la Moratti è sempre stata abituata a comandare ma non è mai stata capace di convincere, capace cioè di far politica. Ha sempre avuto problemi di comunicazione incredibili: anche in questa campagna elettorale i «faremo» superavano di gran lunga gli «abbiamo fatto» ed è passato, alla fine, che lei è quella delle piste ciclabili: sai che roba. Mentre su altre cose che l'hanno vista impegnata, tipo traffico e parcheggi e metropolitane, ha lanciato messaggi contraddittori o forse ha semplicemente fatto poco. Se Gabriele Albertini prese il 60 dopo il primo mandato, mentre la Moratti ha preso il 44, qualcosa vorrà dire. C'è poi la questione del centrodestra che ha «sbagliato campagna», come dice la Lega e ora un po' tutti gli altri: si potrebbero scrivere poemi, e tanti ne leggeremo. Di certo lo sfidante era Pisapia ma la Moratti si è messa a sfidarlo come se toccasse a lei inseguire: così una buona parte della campagna di Pisapia, di rimando, l'ha fatta lei. PROCESSO CARSICO È pur vero che alla Moratti un pezzo di campagna, invece, l'ha fatta Berlusconi: l'ennesima sottovalutazione dell'elettorato medio - che doveva correre a votare, secondo il Cavaliere, perché c'era l'emergenza democratica del caso Ruby - ha fatto il paio con l'idea disgraziata di nazionalizzare il voto: e non si capisce, ancor oggi, se Berlusconi l'abbia fatto perché pensava di vincere o perché temeva di perdere. Forse, dopo 17 anni, perlomeno a Milano, Berlusconi non può più inventarsi più nulla che non sembri appunto un'inven zione. Detto questo, tutta la retorica genere «il vento sta cambiando» (eccetera) ha una sua importanza, ma pur sempre relativa. La politica, come la natura, non fa salti: ciò che è accaduto a Milano è stato preparato negli anni. Come già avvertiva qualche settimana fa il sito Termometro Politico, il centrodestra milanese ha perso voti con progressione scientifica; nel 1995 il voto di Milano, per il centrodestra, rappresentava il 15 per cento del voto lombardo: ora rappresenta meno del 10 per cento. La botta è arrivata adesso, perché i conti si pagano alla fine: ma lo scarso appeal di Letizia Moratti e la buona campagna di Pisapia hanno soltanto portato all'epilogo un processo carsico in atto da anni. E, come per ogni processo carsico, non è vero che si percepisse e che il vento stesse cambiando: non si percepiva un accidente, anche perché il centrodestra, a fronte di qualsiasi genere di critica, rispondeva sempre il consenso dei cittadini era genericamente dalla sua. Ora manca pure quello. SFILATA IN ARANCIONE Il neo sindaco di Milano Giuliano Pisapia in piazza Duomo. Con lui la solita corte di attori, cantanti e vip Ansa
54 Martedì 31 maggio 2011 ALLA SCALA PIAZZA SCALA - 0272003744 Il 05/06: Filarmonica della Scala ore 20.00 ARSENALE VIA C. CORRENTI - 028321999 Il Paradosso del Poliziotto ore 21.00 AUDITORIUM DI MILANO L.GO GUSTAV MAHLER - 0283389201-202-203 Il 02/06: Stagione sinfonica Il Requiem di Brahms: un'opera poetica e intima ore 20.30 direttore: Zhang Xian CARCANO C.SO DI P.TA ROMANA, 65 - 0255181377 Il 01/06: Saggio della scuola Palestra Azzurra ore 20.30 CIAK WEBANK.IT VIA PROCACCINI, 4/C (C/O) FABBRICA DEL VAPORE Riposo ELFO PUCCINI CORSO BUENOS AIRES, 33 - 0200660606 La discesa di Orfeo di Tennessee Williams con Cristina Crippa, Edoardo Ribatto, Luca Toracca, Elena Russo Arman, Cristian Giammarini, Ida Marinelli, Corinna Agustoni, Sara Borsarelli, Nora Picetti, Elio De Capitani, Marco Bonadei ore 21.00 FRANCO PARENTI VIA PIER LOMBARDO, 14 - 0259995206 Presentazione del libro: “Quasi il creatore di un mondo - lettera a mio padre” di Nicoletta Mondadori ore 18.00 LIBERO VIA SAVONA, 10 - 028323126 La leggenda di Redenta Tiria di Salvatore Niffoi, con e diretto da Corrado d'Elia ore 21.00 MANZONI VIA MANZONI, 42 - 027636901 Riposo NUOVO PIAZZA SAN BABILA - 0276000086 Riposo OUT OFF VIA MAC MAHON, 16 - 0234532140 Verdilizzante ore 21.00 di e diretto da Alfie Nze, con Rufin Doh e Britta Oling PICCOLO TEATRO GRASSI VIA ROVELLO, 2 - 848800304 Riposo PICCOLO TEATRO STREHLER LARGO GREPPI, 1 - 848800304 Festival Mix 2011 ore 18-18.30-19.30 PICCOLO TEATRO STUDIO EXPO VIA RIVOLI, 6 - 848800304 Via Padova e oltre ore 21.00 di Massimo De Vita e Mohamed Ba, con Massimo De Vita, Luca Aiello, Mavis Castellanos, Carla Cipolla, Andrea di Gregorio, Stefano Grignani,Karisa Kahindi, Orazio Ler, Soraya Pérez, Mario Pizzamiglio, Irene Quartana, Alice Bavarese, regia di Massimo De Vita e Francesco Mazza PIM OFF VIA SELVANESCO, 75 - 0254102612 Il 4/06: Paesaggio di una battaglia primo studio ore 21.00 SAN BABILA CORSO VENEZIA, 2/A - 02795469 Precarie età ore 21.00 di Maurizio Donadoni, con Patrizia Milani e Maria Paiato, regia di Cristina Pezzoli SPAZIO TERTULLIANO VIA TERTULLIANO, 68 - 0249472369 Ovunque i venti spingano la barca con gli allievi del primo corso di recitazione della scuola Spazio Tertulliano di Cinzia Spanò ore 21 TEATRO CABOTO VIA CABOTO, 2 - 0270605035 Riposo TEATRO DAL VERME VIA SAN GIOVANNI SUL MURO, 2 - 0287905 Il 01/06: Il canto delle muse ore 18.00 TEATRO DEGLI ARCIMBOLDI VIA DELL'INNOVAZIONE, 2 - 0236508343 Il 07/06: Estate in musica agli Arcimboldi ore 21.00 TEATRO DELLA COOPERATIVA VIA HERMADA,82 - 0264749997 - 026420761 Riposo TEATRO DELLA MEMORIA VIA CUCCHIARI, 4 - 02313663 Dormite, Dormite! ore 21.00 TEATRO DERBY VIA PIETRO MASCAGNI, 1 - 0276016352 Riposo TEATRO FILODRAMMATICI VIA FILODRAMMATICI, 1 - 0236595671 Hemingway ore 20.45 di, con e regia di Corrado Accordino TEATRO SMERALDO PIAZZA XXV APRILE, 10 - 0229006767 Riposo VERDI VIA PASTRENGO, 16 - 026880038 Riposo ::: TEATRI ::: CINEMA MILANO LEGENDA: = DA EVITARE = COSÌ COSÌ = BELLO = DA NON PERDERE ANTEO SPAZIOCINEMA VIA MILAZZO, 9 - 026597732 Habemus Papam SALA CINQUANTA Drammatico. Di Nanni Moretti con Michel Piccoli EURO 5,00-7,50 15.30-20.00-22.10 Corpo celeste SALA CENTO Drammatico. Di Alice Rohrwacher con Yle Vianello EURO 5,00-7,50 15.30-17.40-20.15-22.10 Il ragazzo con la bicicletta SALA DUECENTO Drammatico. Di Jean-Pierre Dardenne, Luc Dardenne EURO 5,00-7,50 15.30-17.50-20.15-22.00 The Tree of Life SALA QUATTROCENTO Drammatico. Di Terrence Malick con Brad Pitt EURO 5,00-7,50 14.40-17.15-19.50-22.30 APOLLO SPAZIOCINEMA GALL. DE CRISTOFORIS 3 - 02780390 The Tree of Life SALA GEA Drammatico. Di Terrence Malick con Brad Pitt EURO 5,50-7,50 13.00-15.40-18.20-21.00 We Want Sex SALA FEDRA Drammatico. Di Nigel Cole con Sally Hawkins EURO 2,50 13.00-15.10-17.20-19.40-21.50 Habemus Papam SALA ELETTRA Drammatico. Di Nanni Moretti con Michel Piccoli EURO 5,50-7,50 13.00-15.15-17.30-20.00-22.10 Una notte da leoni 2 SALA DAFNE Commedia. Di Todd Phillips con Zach Galifianakis EURO 5,50-7,50 13.00-15.20-17.30-19.40-21.50 The Housemaid SALA URANIA Thriller. Di Kim Ki-young con Lee Eun-shim EURO 5,50-7,50 13.00-15.20-17.30-19.40-21.50 ARCOBALENO FILMCENTER VIALE TUNISIA 11 - 0229406054-199199166 L'altra verita' SALA 1 Drammatico. Di Ken Loach con Mark Womack EURO 4,50-6,50 15.20-17.40-20.00-22.15 Una notte da leoni 2 SALA 2 Commedia. Di Todd Phillips con Zach Galifianakis EURO 4,50-7,50 15.00-17.30-20.00-22.30 Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare 3D SALA 3 Avventura. Di Rob Marshall con Johnny Depp EURO 10,00 15.00-17.30-20.00-22.30 ARIOSTO VIA ARIOSTO, 16 - 0248.003901 Il discorso del re Drammatico. Di Tom Hooper con Colin Firth EURO 6,50 15.40-18.15-21.00 ARLECCHINO VIA S. PIETRO ALL`ORTO, 9 - 0276001214-199445668 Il ragazzo con la bicicletta Drammatico. Di Jean-Pierre Dardenne, Luc Dardenne con Jeremie Renier 16.00-18.10-20.20-22.30 CENTRALE MULTISALA VIA TORINO 30/32 - 02874826 Il discorso del re SALA 1 Drammatico. Di Tom Hooper con Colin Firth EURO 4,50-7,00 15.00-17.30-20.00-22.30 In un mondo migliore SALA 2 Drammatico. Di Susanne Bier con Mikael Persbrandt EURO 4,50-7,00 15.00-17.30-20.00-22.30 COLOSSEO V.LE MONTE NERO, 84 - 0259901361-199445668 Una notte da leoni 2 SALA VENEZIA Commedia. Di Todd Phillips con Zach Galifianakis 15.30-17.50-20.20-22.30 Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare SALA CANNES Avventura. Di Rob Marshall con Johnny Depp 15.30 The Tree of Life SALA BERLINO Drammatico. Di Terrence Malick con Brad Pitt 15.30-18.30-21.30 Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare 3D SALA SUNDANCE Avventura. Di Rob Marshall con Johnny Depp 17.10-19.50-22.30 Habemus Papam SALA LOCARNO Drammatico. Di Nanni Moretti con Michel Piccoli 15.30-17.50-20.20-22.30 DUCALE MULTISALA PIAZZA NAPOLI 27 - 0247719279-199199166 Una notte da leoni 2 SALA 1 Commedia. Di Todd Phillips con Zach Galifianakis EURO 4,50-7,50 15.00-17.30-20.00-22.30 Nessuno mi puo' giudicare SALA 2 Commedia. Di Massimiliano Bruno con Paola Cortellesi EURO 4,50-7,50 15.00-17.30-20.00-22.30 Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare 3D SALA 3 Avventura. Di Rob Marshall con Johnny Depp EURO 10,00 15.00-17.30-20.00-22.30 Via col vento SALA 4 Drammatico. Di Victor Fleming con Clark Gable EURO 4,50-6,50 15.30-20.00 ELISEO MULTISALA VIA TORINO 64 - 0272008219-199445668 Cirkus Columbia SALA KUBRICK Drammatico. Di Danis Tanovic con Miki Manojlovic 15.00-17.30-20.00-22.30 Mr. Beaver SALA OLMI Drammatico. Di Jodie Foster con Mel Gibson 15.30-17.50-20.20-22.30 The Tree of Life SALA SCORSESE Drammatico. Di Terrence Malick con Brad Pitt 15.30-18.30-21.30 Habemus Papam SALA TRUFFAUT Drammatico. Di Nanni Moretti con Michel Piccoli 15.30-17.50-20.15-22.30 GLORIA MULTISALA CORSO VERCELLI 18 - 0248008908 The Tree of Life SALA MARILYN Drammatico. Di Terrence Malick con Brad Pitt EURO 4,50-7,50 15.00-17.35-20.05-22.30 Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare SALA GARBO Avventura. Di Rob Marshall con Johnny Depp EURO 4,50-7,50 14.50-17.25-20.00-22.35 MEXICO VIA SAVONA, 57 - 0248951802 Il primo incarico Drammatico. Di Giorgia Cecere con Isabella Ragonese EURO 6,00 16.50-18.30-20.20-22.00 ODEON - THE SPACE CINEMA VIA SANTA RADEGONDA, 8 - 892111 Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare SALA 01 Avventura. Di Rob Marshall con Johnny Depp EURO 6,50-8,50 13.30-16.30-19.30-22.30 Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare 3D SALA 02 Avventura. Di Rob Marshall con Johnny Depp EURO 11,00 13.00-16.00-19.00-22.00 Una notte da leoni 2 SALA 03 Commedia. Di Todd Phillips con Zach Galifianakis EURO 6,50-8,50 13.55-16.20-18.45-21.10 Una notte da leoni 2 SALA 04 Commedia. Di Todd Phillips con Zach Galifianakis EURO 6,50-8,50 12.30-14.55-17.20-19.45-22.10 Fast & Furious 5 SALA 05 Azione. Di Justin Lin con Vin Diesel EURO 6,50-8,50 11.45-17.05-22.25 Thor 3D SALA 05 Fantastico. Di Kenneth Branagh con Chris Hemsworth EURO 11,00 14.30-19.50 Red SALA 06 Azione. Di Robert Schwentke con Bruce Willis EURO 6,50-8,50 11.50-14.30-17.10-19.50-22.30 Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare SALA 07 Avventura. Di Rob Marshall con Johnny Depp EURO 6,50-8,50 12.30-15.30-18.30-21.30 Beastly SALA 08 Fantastico. Di Daniel Barnz con Vanessa Hudgens EURO 8,50 19.50-22.05 Come l'acqua per gli elefanti SALA 08 Drammatico. Di Francis Lawrence con Reese Witherspoon EURO 6,50 11.45-14.25-17.05 Sciarada (Legend Film Festival) SALA 09 Drammatico. Di Stanley Donen con Cary Grant EURO 6,50-8,50 13.10-15.50-18.40-21.30 Con gli occhi dell'assassino SALA 10 Horror. Di Guillem Morales con Belen Rueda EURO 6,50 11.45-14.20 Mr. Beaver SALA 10 Drammatico. Di Jodie Foster con Mel Gibson EURO 6,50-8,50 17.00-19.25-21.50 ORFEO MULTISALA VIALE CONI ZUGNA, 50 - 0289403039 Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare 3D SALA BLU Avventura. Di Rob Marshall con Johnny Depp EURO 10,00 14.30-17.10-19.50-22.30 Red SALA VERDE Azione. Di Robert Schwentke con Bruce Willis EURO 4,50-7,50 15.15-17.40-20.05-22.30 Una notte da leoni 2 SALA ROSSA Commedia. Di Todd Phillips con Zach Galifianakis EURO 7,50 17.50-20.10-22.30 PALESTRINA VIA PALESTRINA, 7 - 026702700 Poetry Drammatico. Di Lee Chang-dong con Yu Junghee EURO 5,00 16.30-18.45-21.00 PLINIUS MULTISALA VIALE ABRUZZI, 28/30 - 0229531103 Una notte da leoni 2 SALA 1 Commedia. Di Todd Phillips con Zach Galifianakis EURO 4,50-7,50 15.30-17.50-20.10-22.30 Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare 3D SALA 2 Avventura. Di Rob Marshall con Johnny Depp 15.00-18.00-21.00 Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare SALA 3 Avventura. Di Rob Marshall con Johnny Depp EURO 4,50-7,50 15.30-18.30-21.30 The Tree of Life SALA 4 Drammatico. Di Terrence Malick con Brad Pitt EURO 4,50-7,50 15.00-18.00-21.00 Thor 3D SALA 5 Fantastico. Di Kenneth Branagh con Chris Hemsworth 15.00-17.30 Red SALA 5 Azione. Di Robert Schwentke con Bruce Willis EURO 7,50 20.22-22.30 Fast & Furious 5 SALA 6 Azione. Di Justin Lin con Vin Diesel EURO 4,50-7,50 15.00-17.30-20.00-22.30 UCI CINEMAS BICOCCA VIALE SARCA, 336 - 892960 The Tree of Life SALA 01 Drammatico. Di Terrence Malick con Brad Pitt EURO 6,50-8,20 14.00-16.50-19.50-22.40 Una notte da leoni 2 SALA 02 Commedia. Di Todd Phillips con Zach Galifianakis EURO 6,50-8,20 15.00-17.30-20.10-22.40 Fast & Furious 5 SALA 03 Azione. Di Justin Lin con Vin Diesel EURO 3,00 15.30-18.30-21.30 Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare 3D SALA 04 Avventura. Di Rob Marshall con Johnny Depp EURO 10,50 14.00-17.10-20.20 Thor 3D SALA 05 Fantastico. Di Kenneth Branagh con Chris Hemsworth EURO 10,50 14.00-17.20-20.00-22.35 Mr. Beaver SALA 06 Drammatico. Di Jodie Foster con Mel Gibson EURO 6,50-8,20 14.00-16.10-18.20-20.30-22.40 Habemus Papam SALA 07 Drammatico. Di Nanni Moretti con Michel Piccoli EURO 6,50-8,20 14.20-17.00-20.10-22.35 Balla con noi SALA 08 Musicale. Di Cinzia Bomoll con Alice Bellagamba EURO 6,50-8,20 14.20-16.20-18.20-20.30-22.30 Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare SALA 09 Avventura. Di Rob Marshall con Johnny Depp EURO 6,50-8,20 14.30-17.35-20.40 Red SALA 10 Azione. Di Robert Schwentke con Bruce Willis EURO 6,50-8,20 15.00-17.40-20.10-22.40 Una notte da leoni 2 SALA 11 Commedia. Di Todd Phillips con Zach Galifianakis EURO 6,50-8,20 15.30-18.40-21.40 The Housemaid SALA 12 Thriller. Di Kim Ki-young con Lee Eun-shim EURO 6,50-8,20 14.20-17.20-20.00-22.30 Beastly SALA 13 Fantastico. Di Daniel Barnz con Vanessa Hudgens EURO 6,50-8,20 14.10-16.15-18.15-20.20 Source Code SALA 13 Fantascienza. Di Duncan Jones con Jake Gyllenhaal EURO 8,20 22.40 Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare SALA 14 Avventura. Di Rob Marshall con Johnny Depp EURO 6,50-8,20 15.50-19.15-22.20 Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare 3D SALA 15 Avventura. Di Rob Marshall con Johnny Depp EURO 10,50 15.15-18.30-21.35 Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare 3D SALA 16 Avventura. Di Rob Marshall con Johnny Depp EURO 10,50 16.15-19.35-22.40 Una notte da leoni 2 SALA 17 Commedia. Di Todd Phillips con Zach Galifianakis EURO 6,50 14.35-17.05 Rio SALA 18 Animazione. Di Carlos Saldanha EURO 6,50 14.30-17.30 Una notte da leoni 2 SALA 18 Commedia. Di Todd Phillips con Zach Galifianakis EURO 8,20 19.45-22.15 UCI CINEMAS CERTOSA VIA STEPHENSON, 29 - 892960 Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare 3D SALA 01 Avventura. Di Rob Marshall con Johnny Depp EURO 10,50 16.30-19.30-22.30 Red SALA 02 Azione. Di Robert Schwentke con Bruce Willis EURO 6,50-8,20 17.30-20.00-22.20 Fast & Furious 5 SALA 03 Azione. Di Justin Lin con Vin Diesel EURO 5,00 18.30-21.30 Una notte da leoni 2 SALA 04 Commedia. Di Todd Phillips con Zach Galifianakis EURO 6,50-8,20 17.40-20.10-22.40 Habemus Papam SALA 05 Drammatico. Di Nanni Moretti con Michel Piccoli EURO 6,50-8,20 18.00-20.20-22.40 Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare SALA 06 Avventura. Di Rob Marshall con Johnny Depp EURO 6,50-8,20 18.10-21.20 Beastly SALA 07 Fantastico. Di Daniel Barnz con Vanessa Hudgens EURO 6,50-8,20 17.50-20.30-22.30 Mr. Beaver SALA 08 Drammatico. Di Jodie Foster con Mel Gibson EURO 8,20 20.00-22.20 Rio SALA 08 Animazione. Di Carlos Saldanha EURO 6,50 17.30 AUDITORIUM DON BOSCO VIA M. GIOIA, 48 - 0267071772 Cineforum - Ingresso con tessera 21.00 AUDITORIUM SAN CARLO CORSO MATTEOTTI 14 - 0276020496 Riposo AUDITORIUM SAN FEDELE VIA HOEPLI, 3/B - 0286352231 Riposo GNOMO MILANO CINEMA VIA LANZONE 30/A - 02804125 Sul nome B.A.C.H. - Contrappunti con l'arte della fuga 21.00 GREGORIANUM VIA SETTALA 27 - 0229529038 La donna che canta Drammatico. Di Denis Villeneuve con Lubna Azabal EURO 5,00 21.00 S.M.BELTRADE VIA OXILIA, 10 - 0226820592 Le stelle inquiete Drammatico. Di Emanuela Piovano con Lara Guirao EURO 4,50 21.15 SPAZIO OBERDAN CINETECA ITALIA VIALE VITTORIO VENETO 2 - 0277406300 Rabbit Hole Drammatico. Di John Cameron Mitchell con Nicole Kidman 20.00 I FILM a cura di Giorgio Carbone Cirkus Columbia Regia: Danis Tanovic Cast: Miki Manojlovic Genere: dramm Dove: Eliseo Un uomo torna in Bosnia dopo 20 anni quando cade il comunismo. Ma scoppia la guerra. Tanovic (“No man's land”) è davvero un numero 1 The housemaid Regia: Im sang Soo Cast: Jeao Do YunGenere: dramm Dove: Apollo Una giovane è assunta come governante in una ricca famiglia coreana. Inferno familiare orientale che ricorda quelli di Chabrol. In meglio. Una notte da leoni 2 Regia: Todd Philips Cast: Bradley Cooper Genere: comm Dove: Odeon Dopo il boom della prima “Notte” nessuna forza al mondo poteva evitarci un sequel. Si parte ancora con una sbronza, stavolta a Bangkok. Mr. Beaver Regia: Jodie Foster Cast: Mel Gibson Genere: dramm Dove: Certosa Un uomo riesce a comunicare solo attraverso un pupazzo. Ma l'alter ego gli prende la mano. Difficile il mix farsa-dramma. Jodie non ce la fa.
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31/05/11
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