L'estate gialla di «Libero» continua con le memorie di Holmes Mercoledì 27 luglio seconda uscita dei “Grandi gialli” dell'estate di Libero. In edicola troverete Le memorie di Sherlock Holmes di Arthur Conan Doyle, a soli 3,80 euro più il prezzo del quotidiano. Si tratta di una raccolta di 11 racconti con il celebre detective come protagonista, pubblicati originariamente in Gran Bretagna sullo Strand Magazine nel 1894. “La Mescolanza” incorona i migliori comunicatori italiani Ricoprono tutti incarichi di prestigio e sono ben pagati. Il sito “la Mescolanza” di Cesare Lanza elenca i principali comunicatori italiani. Tra i top ten: Maurizio Beretta, direttore relazioni esterne Unicredit; Paolo Calvani, direzione comunicazione e immagine Mediaset; Franco Currò, direzione relazioni esterne Fininvest; Raoul Romoli Venturi, direzione relazioni esterne Ferrero. Omaggi schizofrenici Quando Montanelli era uno sporco fascista Il grande Indro oggi viene celebrato come un'icona anti-Cavaliere dai figliocci di chi lo riteneva un giornalista da bruciare: negli anni '70-'80 collaborare con lui significava diventare appestati (...) e fondatore di un Gior nale negli anni '70 sopravvissuto grazie alle erogazioni dell'imprenditore milanese Silvio Berlusconi in un nemico accanito di un Cavaliere che nel frattempo era entrato in politica. I fatti. Fino all'apocalisse del 1992-1994, e dunque alle elezioni politiche che videro Berlusconi mettersi alla testa della coalizione di centrodestra, Montanelli era stato il dominus assoluto del quotidiano lombardo che aveva fondato nel 1974, dopo essersi congedato da un Cor riere della Sera che lui giudicava troppo inclinato verso la sinistra. Già alla fine degli anni '70 la proprietà del quotidiano era interamente nelle mani della famiglia Berlusconi. Da quella proprietà erano di certo investite le pagine che si occupavano della nascente televisione commerciale, ma per il resto Montanelli faceva il buono e il cattivo tempo. Solo che, a partire dall'estate del 1993, e mentre stava andando a brandelli quella Prima Repubblica di cui Montanelli era figlio dalla punta dei piedi fino alla cima dei capelli, Berlusconi voleva che il quotidiano di via Negri lo appoggiasse nel modellare Forza Italia e farla debuttare nella politica di prima linea. Inclassificabile Ebbene, se c'era un giornalista inadatto alla funzione miserevole di far da sicario al suo editore, quello era Montanelli. Tutta la sua vita era stato imprevedibile, non facile da classificare. Da giornalista fascista era stato radiato dall'Ordine per quanto erano controcorrente alcune sue corrispondenze dall'Afri ca. Da anticomunista di ferro aveva scritto che quella di Budapest 1956 era una insurrezione di comunisti contro altri comunisti. Da giornalista del tempo in cui le verità del fascismo erano verità assolute, di calci negli stinchi del regime Montanelli ne aveva sferrati non pochi. Da giornalista del tempo in cui l'antifascismo era divenuto una religione e una mitologia, s'era dato come pseudonimo quello di un campo di reclusione dove erano stati rinchiusi i “vinti” dell'aprile 1945. Un Montanelli che nel 1994 si trasforma in cassa di risonanza del Berlusconi leader politico? Da non pensarci neppure per un attimo. E difatti lui se ne andò dal quotidiano che per vent'anni era stato tutta la sua vita e di cui aveva detto che ne sarebbe uscito solo in orizzontale e con i piedi davanti. Fin qui il Montanelli vero, il Montanelli reale, il più grande giornalista italiano del Novecento. Non che il Montanelli successivo, quello che dà vita al quotidiano La Voce e che ne fa un'arma puntata tutti i giorni contro il Cavaliere, non sia vero e reale. Dico solo che non è il Montanelli più decisivo, e a parte il fatto che il giornale andò a picco dopo pochi mesi, segno che il pubblico di Indro non lo aveva seguito per quella strada. Padronissimo Montanelli di pensare e scrivere di Berlusconi tutto quello che scrisse sulla Voce, ed erano cose terribili (ripubblicate in un recente volume della Rizzoli, cui Massimo Fini ha apposto una intelligente prefazione). I senza memoria Meno legittima l'iscrizione a pieno titolo di Montanelli all'industria dell'antiberlu sconismo, un coro dove la sua voce ci sta così e così. Meno legittima comunque nel momento della celebrazione di un destino e di una carriera, la carriera tutta intera di questo maledetto toscanaccio. Grottesco poi quello che di Montanelli pensano e scrivono in tanti della sinistra odierna, loro che sono figli di un mondo politico e culturale che per decenni ha reputato Montanelli «un fascista» ributtante, un giornalista da maledire e bruciare. E che dell'esistenza di quel mondo fingono di dimenticarsi. Parlo di cose che ho sperimentato sulla mia pelle. Era successo che alcuni di noi che venivamo dalla sinistra demmo vita nel 1983 a un mensile revisionista ante litteram, Pagina. Cercavamo piste inedite, volevamo uscire dai recinti e dalle contrapposizioni tradizionali, mettere assieme il diavolo e l'ac qua santa. Altro non era che mettere assieme il diavolo e l'acqua santa scrivere «una lettera aperta» a Montanelli, in cui lo dicevamo chiaro e alto quanto lo ammirassimo, borghese e anticomunista com'era. E siccome quella “lettera” la scrissi io, ed era la primissima volta che gente con un curriculum di sinistra facesse un tale elogio di Montanelli, dopo alcuni mesi lui mi telefonò e mi offrì una rubrichetta sul suo quotidiano: “L'invitato”. Non che le opinioni del giornale e le mie collimassero, un po' com'è oggi della mia collaborazione a Libero. Solo che questa diversità lui la giudicava vitale. Ebbene a quel tempo, e nel mondo generazionale e professionale che era stato il mio, dire Montanelli e del Giornale era come bestemmiare in chiesa. «Ma come fai a collaborare con un giornale fascista come quello?», mi chiese una volta una mia amica. Un altro “montanel liano” di ferro era Cesare Marchi, quello che ultrasessantenne era stato scoperto alla Rizzoli da Edmondo Aroldi, il più grande editor italiano degli ultimi trent'an ni. Mi raccontò una volta che nella cittadina di provincia veneta dove viveva era per lui un problema trovare e comprare una copia del quotidiano di Montanelli: perché molti edicolanti (di sinistra) si rifiutavano persino di esporlo. Potrei continuare così per pagine e pagine. Il pugno di Romeo Un fascista ributtante. Un quotidiano che aveva la lebbra e non andava nemmeno toccato. Uno dei suoi collaboratori più illustri, il professor Rosario Romeo, che nel 1977 si sente dare del fascista da un suo collega dell'uni versità di Roma e lo stende con un cazzotto ben diretto. E guai a nominare a quell'epoca i maestri di Montanelli, il fascista di sinistra Berto Ricci (che andò a morire da volontario in Africa) o Giuseppe Prezzolini, che fascista non lo era nemmeno un poco ma nemmeno un poco era antifascista. Questo era il tempo del Montanelli più vero, più decisivo, più contraddittorio e dunque più vitale. Questi erano gli anni. Queste erano le parole. Questi erano i recinti e le contrapposizioni degli anni Settanta e Ottanta. Anni in cui io di cazzotti ne avrei dovuto dare un giorno sì e l'altro pure: e non certo perché fossi divenuto di “de stra”, ma solo perché avevo cominciato a trovare insopportabile la retorica “di sinistra”. Esattamente come oggi. Oggi che di piste e di parole nuove ne avremmo bisogno di tutti. ::: LA SCHEDA GLI INIZI E LA GUERRA Indro Montanelli nacque a Fucecchio (Fi) il 22 aprile 1909. Laureato in Giurisprudenza, debuttò sul “Fronte spizio” nel 1930. Esordì come cronista di nera nel 1934 al “Paris-Soir”. Nel 1935 partecipò alla guerra d'Etio pia. Nel 1938 entrò al “Cor riere della Sera”. Incarcerato dai nazifascisti nel 1944 e condannato a morte, riuscì a salvarsi per intercessione del cardinale Schuster. INVIATO Dopo la guerra ricominciò dal settimanale ”La Domenica del Corriere”, di cui assunse la direzione. Alla fine dell'anno tornò al “Corriere della Sera”. Nel 1956 si schierò contro la legge Merlin, che portava all'abolizione delle “case chiuse”. Nello stesso anno assistette, come inviato, alla rivolta d'Unghe ria. DIRETTORE Nel 1974 fondò “Il Giornale”, in contrastocon la svolta a sinistra del “Corriere”. Il 2 giugno 1977 venne gambizzato dalle Brigate Rosse. Nel 1994, in polemica con Berlusconi, fondò “La Voce”. Nel 1995 tornò al “Corriere” per curare la "Stanza di Montanelli". Il22 luglio 2001morì a Milano. I LIBRI Fra i suoi libri più celebri: “XX Battaglione eritreo” (1936), “I cento giorni della Finlandia” (1940), “Storia di Roma” (1959), “Storia dei Greci” (1959), la storia d'Italia (in più volumi, 1965-2000, scritta con Roberto Gervaso, Marcello Staglieno e Mario Cervi). STRUMENTALIZZATO Il giornalista e scrittore Indro Montanelli, tirato per la giacca post mortem in funzione antiberlusconiana Olycom ::: segue dalla prima GIAMPIERO MUGHINI .
39Sabato 23 luglio 2011CRONACA @ commenta su www.libero-news.it La manovra targata Tabacci Milanesi o no, Pisapia ha una tassa per tutti La giunta vara addizionale Irpef, rincari per trasporto pubblico e raccolta rifiuti, imposta di soggiorno Rabbia arancione Il web contro Giuliano-Visco: «Ci hai tradito» ::: ALBERTO MIRANTE «Abbiamo mantenuto l'aliquota Irpef più bassa d'Italia e il livello di esenzione massimo». L'auto-assoluzione del sindaco Giuliano Pisapia si gioca anche sul filo delle parole. Ma i fatti parlano chiaro: chi guadagna poco più di 1.500 euro al mese dovrà pagare una tassa fino a oggi sconosciuta, le stesse persone che per prendere il tram e metrò che dovranno sborsare mezzo euro in più. Senza che il sistema dei trasporti sia cambiato di una virgola. E allora la rabbia scorre sul web, ed è colorata di arancione: sul sito di Repubblica e sulla pagina Facebook del sindaco si sprecano i commenti di chi si è sentito buggerato dalla manovra targata Tabacci ma avallata dal primo cittadino. «Sono ben contenta di pagare di più, ma non quando i servizi sono inesistenti»; «ora sarà molto più conveniente usare la macchina al posto dei mezzi pubblici». E ancora, «il biglietto a 1,50 è un'istigazione all'evasione» oppure «il biglietto no! Giuliano, lo paghiamo noi che ti abbiamo votato, non quelli che girano in Porsche». Rabbiosa la reazione del presidente del Consiglio Basilio Rizzo (Federazione della Sinistra): «Sono profondamente insoddisfatto della soglia di 26mila euro, durante la discussione in Consiglio proporrò che sia modificata». Contrario anche all'aumento Atm, lui che all'epoca dell'ulti mo aumento, fatto da Albertini, gli aveva dato del «gabelliere». Sulla manovra sì è ovviamente scatenato il fuoco di fila della minoranza, convinta che la mossa sia doppiamente deprecabile: da un lato approfitta delle vacanze e della scarsa attenzione dei milanesi che si troveranno le nuove gabelle una volta rientrati; dall'altro va a colpire proprio il ceto medio, la fascia produttiva e debole dei cittadini. «Alla chetichella stanno facendo l'opposto di quanto promesso in campagna elettorale» attacca il capogruppo Pdl Carlo Masseroli: «Potrebbero tagliare consulenze, patrocini onerosi a manifestazioni come MiTo, e invece scelgono la strada più breve e dolorosa per la città». Secondo Masseroli, poi, «c'è una presa in giro evidente:parlavanodi mezzigratispergli over65,e ora hanno alzato la soglia di tantissimo». Il tutto «senza aver presentato uno straccio di piano strategico per Atm che giustifichi una richiesta del genere». Il consigliere Pdl Andrea Mascaretti va a rileggersi il programma arancione: «Avevano detto no a prelievi sui redditi e che avrebbero reso il trasporto pubblico meno caro. Si è visto come hanno iniziato: solo tasse». Attacca anche l'ex vice-sindaco Riccardo De Corato: «una stangata sul ceto medio mai vista negli ultimi 15 anni a Milano». Al vetriolo i commenti della Lega Nord. Il consigliere Alessandro Morelli annuncia che «da lunedì saremo nei mercati per spiegare ai milanesi che le nuove tasse sono merito del “vampiro” Tabacci, un Visco in salsa meneghina». Il suo capogruppo Matteo Salvini rincara la dose: «Pisapia prende in giro chi lo ha votato, assume decine di nuovi consulenti e spenna chi usa i mezzi pubblici e con l'Irpef chi guadagna più di 1500 euro al mese, perchè per lui sono ricchi». Annunciando una manifestazione del Caroccio spiega che «in genere non si scende in piazza alla fine di luglio, ma una batosta come questa inflitta ai milanesi - lo merita». Mariolina Moioli, ex assessore alle Politiche Sociali e capogruppo di Milano al Centro, è convinta che «Milano da città dell'innovazione e della crescita si è trasformata in città delle tasse grazie a Pisapia». Inoltre ricorda che «non è finita qui: per il rientro dalle vacanze si parla di nuove rette degli asili e dall'anno prossimo toglieranno anche il buono libri». ::: EDOARDO CAVADINI L'amministrazione Moratti «aveva messo le mani addosso ai milanesi», e per questo la giunta di Pisapia «ha dovuto correggere la rotta per evitare una macelleria sociale, termine tanto amato da Tremonti». L'assessore al Bilancio Bruno Tabacci ha infine presentato la versione definitiva della variazione al bilancio 2011. La si può chiamare come si vuole - «io non amo il temine manovra, è troppo altisonante» commenta il diretto interessato -, di certo i milanesi non se la scorderanno facilmente, perchè al ritorno dalle vacanze la tintarella impallidirà di fronte alla valanga di aumenti che investirà le loro tasche. In cima alla lista spicca l'addizionale Irpef. Il provvedimento che Milano non aveva mai conosciuto, e che invece - con valore retroattivo - il duo Pisapia-Tabacci ha inaugurato: aliquota dello 0,2% applicata a tutti i redditi imponibili lordi superiori a 26mila euro, cioè 332mila abitanti. In pratica a pagare sarà il ceto medio formato da operai, insegnanti, artigiani, l'elettorato che il Pd ha sempre sostenuto di difendere per intendersi, da cui Pisapia spremerà 41 milioni. Misura replicabile nel 2012. La spesa media annua sarà di 130 euro, mentre la fascia di 121mila milanesi con redditi tra 26mila e 30mila euro sborserà 52 euro. «Se non utilizzassimo la leva fiscale - ha spiegato Tabacci - sforeremmo il patto di stabilità e l'anno prossimo saremmo obbligati a tagliare di 353 milioni la spesa corrente e ricevere meno finanziamenti statali per 90 milioni». Concetto ribadito da Pisapia - «è un obbligo di legge e conseguenza della manovra del governo» - il quale promette che «nel 2012 avremo i mezzi per ripartire e offrire servizi alla città». Per il 2011, i cittadini si accontentino di aprire il portafogli. La delibera che contiene l'aumento Irpef, assieme alla modifica dello statuto di Serravalle, passerà in Consiglio mercoledì per l'approvazione tassativa entro il 31 agosto, necessaria a ratificare l'assesta mento dei conti in corsa. Sarà invece adottata semplicemente con l'accordo tra gli assessori l'altra super stangata, l'aumento dei biglietti Atm di 0,50 centesimi. L'assessore ai Trasporti Pierfrancesco Maran ha presentato il provvedimento come «necessario adeguamento tariffario che altrimenti bloccherebbe i trasferimenti da parte dello Stato per il Trasporto pubblico locale e ci farebbe comminare una multa di 30 milioni». Peccato che il governo subordini i finanziamenti all'adegua mento tariffario del 20%, e non del 50% come previsto dalla giunta Pisapia. Per far ingoiare il boccone amaro Maran ha parlato di «blocco dell'au mento dell'abbonamento annuale, estensione di quello studenti a tutti gli under 25 e di esenzione per gli over 70 con reddito Isee inferiore ai 16mila euro». Ma anche qui, in campagna elettorale si parlava di mezzi gratis per gli over 65enni, una platea certamente molto più ampia di quella prevista ora. Come detto l'adeguamento tariffario by-passerà il Consiglio, e probabilmente entrerà in vigore dal prossimo settembre. Stesso orizzonte temporale per decidere le «altre leve» che muoverà l'assessore Tabacci. In primis l'aumento della Tassa smaltimento rifiuti: con la scadenza del contributo statale Cip6 si aprirà un “bu co” da 44 milioni che verrà riempito con i soldi degli abitanti. Poi la tassa di soggiorno - «perchè devono contribuire anche i non residenti» - per chi alloggerà negli alberghi sopra le 3 stelle e l'inasprimento dei controlli fiscali con i “vigili del fisco” ce tanto sarebbero piaciuti a Vincenzo Visco. Patto con l'Agenzia delle Entrate Potenziati i ghisa-esattori Il 33% dei recuperi al Comune Tra gli strumenti con cui Pisapia mira a fare cassa ci sono anche loro, “i vigili del fisco”. Trattasi del Nucleo accertatori, brigata di 10 vigili urbani - più due ufficiali - che si occupano di vigilare sul comportamento fiscale dei cittadini passando le ore davanti ai computer. Non avendo competenza specifica in queste materie, essi agiscono di supporto all'Agenzia delle Entrate e alla Guardia di Finanza incrociando i dati delle posizioni reddituali con le tabelle delle esenzioni comunali e dei pagamenti Ici. In questo modo se compare un'incongruenza - ad esempio casa in centro e agevolazione sulla tariffa degli asili - parte la segnalazione alle Fiamme Gialle che procedono ad accertamento. A dire la verità durante gli ultimi due anni gli accertamenti fatti sono stati solo 500, ma è intenzione del centrosinistra potenziarne le attività. «Già a partire da agosto aumenteremo il nucleo di cinque unità» ha spiegato l'assessore alla Sicurezza Marco Granelli. La lotta all'evasione e all'elusione fiscale è un altro dei punti su cui Pisapia e Tabacci hanno insistito: «Vorremmo lanciare un programma di recupero dell'evasione sulle principali imposte, come Tarsu, Ici e Dichiarazione di inizio attività». Ma la strada è quella che va verso «la maggiore equità sociale», così come hanno ripetuto più volte identificando lo spirito della manovrastangata? In verità dietro c'è una pura esigenza di cassa. Sì perchè ad ogni accertamento andato a buon fine il Comune intasca il 33% dell'ammontare della sanzione comminata o della cifra fatta “riemergere”, a mo di risarcimento per la collaborazione con i falchi del Fisco. E dato che l'amministrazione attuale non ha intenzione di vendere le quote Serravalle («nessuno le vuole così come sono» va dicendo da giorni Tabacci), e il collocamento di Sea in Borsa è visto con sospetto («i mercati sono in subbuglio, e poi va risolta la grana delle tariffe e lì la partita è tra Sea e Enac», la politica fiscale rimane in cima alla lista delle preferenze. Oltre ai ghisa-controllori, infatti, Pisapia ha annunciato che dopo l'estate partirà una campagna di «recupero fiscale a 360 gradi, procedendo alla riclassificazione dei valori catastali degli immobili E. CAV. Giuliano Pisapia [Ftg]
6 Sabato 23 luglio 2011 PRIMO PIANO @ commenta su www.libero-news.it «Con la Lega siamo in crisi Ma lasciarsi è impossibile» Il capogruppo azzurro Cicchitto: «Non c'è alternativa a questa alleanza. Una maggioranza guidata da Alfano, Maroni e Casini? Oggi è fantapolitica, ma un domani si potrebbe fare» L'INTERVISTA «Il leader del Carroccio è ancora Bossi, non faranno cadere il governo. Bobo? Secondo me non ha nessuna intenzione di fare la costola della sinistra» il governo trema ::: BARBARA ROMANO ROMA Dopo Alfonso Papa, quello che più di tutti a Montecitorio porta addosso i segni del 22 luglio 2011 è il capogruppo azzurro Fabrizio Cicchitto. Mentre vedeva aprirsi sotto i piedi la faglia tra Pdl e Lega, doveva tenere al guinzaglio le ministre. Tra una (Stefania Prestigiacomo) che votava in segno opposto rispetto alla sua maggioranza e un'altra (Michela Vittoria Brambilla) che marcava visita, salvo poi appalesarsi all'ultimo nell'Emiciclo, il presidente dei deputati non sapeva più dove sbattere la testa. La Babele che si è scatenata alla Camera nel centrodestra lo ha portato a una conclusione paradossale. «Il gioco di molti era strumentale: la sinistra, l'Udc e parte della Lega erano convinti che alla fine - sia pure per poco Papa sarebbe stato salvato ed erano pronti a rovesciare segnatamente contro il Pdl l'accusa di omertà della casta. Però, quando tutti sono stati posti di fronte all'esito di quella votazione, la perdita della libertà di un parlamentare, questo ha creato uno shock da tutte le parti». Anche a sinistra? «C'è nel Pd un partito dei pubblici ministeri che certamente ha tripudiato, ma molti altri sono sembrasti sorpresi o sconvolti». Non hanno votato sì solo Pd e Idv, ma anche un partito storicamente garantista come i Radicali. «Questa tristissima pagina parlamentare ha messo in evidenza la totale ipocrisia dei Radicali, che ormai hanno rinunciato ad essere realmente garantisti. La loro giustificazione, che siccome ci stanno i poveri cristi in custodia cautelare preventiva allora è bene arrestare anche un deputato, fa pena e ribrezzo». Questa Lega neoforcaiola non le ha evocato brutti ricordi? «Io ci vivo dal martedì al giovedì con i deputati della Lega e so che lì dentro ci stanno molteplici posizioni e sensibilità». La stragrande maggioranza della Lega urla da giorni «Alfonso Papa al gabbio». «Quella maggioranza di leghisti ha fatto un errore grave, anche sul terreno dei principi. Attenzione però. A differenza del Pd e dell'Idv, la Lega ha dato libertà di voto». Lei crede davvero che i rapporti con la Lega saranno come prima? «Certamente si pone un problema di confronto politico più forte che in passato, il patto di alleanza ha subito un vulnus. Ma io sono tra quelli che lavorano perché si ristabilisca unrapporto fortetra ilPdl e la Lega perché non vedo alternative né per noi né per loro». Bossi è ancora il leader della Lega? «La leadership di Bossi mi sembra rimanga fuori discussione, anche se c'è sotto di lui una intensa dialettica interna che purtroppo si è scaricata nella occasione più sbagliata. Comunque, la componente di questa dialettica che si riconosce in Maroni non mi sembra abbia nessuna intenzione di fare la costola della sinistra. Il rapporto tra Pdl e Lega è sicuramente difficile e complicato, ma non credo proprio che il Carroccio riesca a realizzare un'intesa politica seria con il Pd». Infatti, lo scenario più accreditato è quello di una nuova maggioranza guidata da Maroni, Alfano e Casini. Fantapolitica? «Oggi francamente è fantapolitica. Nel lungo periodo nell'ambito dei partiti moderati e di centrodestra certamente molte cose sono possibili». Ieri il Cdm ha approvato la riforma Calderoli, «salvo intese». Quindi è vero che darete del filo da torcere alla Lega. «Abbiamo fatto a Calderoli una serie di osservazioni. Secondo me, è giusta una forte riduzione nel numero dei parlamentari, ma attenendoci ai livelli già stabiliti nella precedente riforma. Su altre que“ . stioni abbiamo fatto osservazioni costruttive a Calderoli che certamente ha svolto un lavoro meritorio ed egli ha manifestato l'inten zione di recepirle perché del tutto ragionevoli». Lei esclude che la Lega possa far cadere il governo? «Non mi sembra che la Lega abbia alcun interesse a farlo cadere. Il nostro è un matrimonio fondato su ragioni serie e nessuno dei due ha un amante che può diventare alternativo al coniuge. Si andrebbe solo verso il buio». È rimasto deluso da Napolitano che giovedì aveva lanciato un monito alle toghe, ieri ha corretto il tiro? «Il Napolitano dell'altro ieri mi è piaciuto molto, perché ha preso atto che stiamo andando verso un corto circuito tra politica e magistratura». Quello di ieri? «Il Napolitano della cerimonia del Ventaglio ha un po' diplomatizza to la sua posizione. La preoccupazione che lui ha rappresentato il giorno prima, invece, secondo me, deve sempre tenerlo vigile, perché il rischio di uno sconfinamento di quella parte politicizzata della magistratura è molto grosso». Lei ritiene che Napolitano talvolta interferisca nell'attività del governo e del Parlamento? «Ci troviamo di fronte a un Capo dello Stato che esercita un livello assai elevato di interventismo. L'ispirazione dei suoi interventi però è diversa da quella di Scalfaro e di Ciampi perché essi, specie il primo, erano schierati a senso unico. Napolitano quasi sempre si colloca su una posizione autonoma rispetto agli opposti schieramenti». Mercoledì alcune ministre sono state a dir poco indisciplinate in aula. Da capogruppo, sinceramente, non le è venuto l'istinto di prenderle per i capelli? «Il capogruppo deve avere la pazienza di Giobbe. Deve caricarsi anche della pazienza che non hanno altri». Chi sarà il delfino di Cicchitto a Montecitorio? «Questa è la domanda più pericolosa tra tutte quelle che mi ha fatto. Non risponderò neanche sotto tortura». La proposta Una Costituente in carica un anno per ridarsi regole condivise IL VOTO SU PAPA Si è aperta una contraddizione senza precendenti tra noi e una parte cospicua della Lega LA RIFORMA Abbiamo fatto a Calderoli una serie di osservazioni. Secondo me, anche sulla riduzione del numero dei deputati bisogna riflettere, perché portarli a 250 mi sembra un taglio molto drastico Cicchitto e Berlusconi Milestone Anche la satira di sinistra si prepara al dopo-Silvio. Freddura di Robin sul quotidiano Europa: «Dicono che la base stia con Maroni. L'altezza un po' meno». Sotto sotto, i nemici del Cav fanno un tifo spietato per il ticket Alfano-Maroni. Uno ha pochi capelli e l'altro è basso. Se tutto va bene potranno campare con le stesse battute su nani e pelati per altri vent'anni. il graffio Colpi bassi Paolo Franchi, sul Corriere, ci propone un interessante parallelo fra ieri e oggi. Titolo: «Bobo e Angelino, la strana coppia vent'anni dopo Martelli e Scotti». Spiegazione: «A Maroni e Alfano gli stessi incarichi dei ministri che nel '92 tentarono la successione al “vecchio”potere». Martelli e Scotti? Pare che le mani di Bobo e Angelino siano passate scaramanticamente poco sotto la cintura. il graffio Mani in basso ::: DAVIDE GIACALONE Alfonso Papa sarà scarcerato, i suoi colleghi, la politica e le istituzioni, invece, sono irrimediabilmente prigionieri. Il gregge disperato, che non trova più il pastore, ma neanche un cane che faccia da guida, ondeggia correndo verso il nulla, ciascun ovino gioendo del non essere già stata scannato. Prigioniero è anche il Presidente della Repubblica, che gli spensierati vorrebbero custode dell'equilibrio istituzionale e che, invece, da presidente anche del Consiglio superiore della magistratura, ripete il vaniloquio di chi tenta di scongiurare quel che è già avvenuto. Ha detto che le intercettazioni telefoniche dovrebbero essere disposte solo quando indispensabili. Con il dovuto rispetto: non significa un bel niente. Chi lo stabilisce? È come la minestra, da salarsi al punto giusto, ma ad uno pare sciapa, mentre l'altro la trova troppo condita. Noi proponemmo una soluzione vera (le intercettazioni sono strumento d'in dagine, ma non prova, quindi non si depositano mai e restano sempre segrete), purtroppo nessuno s'occupa più di questioni concrete. Le greggi si commuovono o sogghignano per la sorte di Papa. Io penso a quella della procura napoletana, che si ritrova incarcerato uno che non avrebbero mai pensato di avere fra le mani. E ora? Si sbrighino a scarcerarlo, è meglio per loro. I colleghi di Papa, però, non meritano pietà. Non la merita Bruno Tabacci, accecato dalla faziosità fa finta di credere che il compito del Parlamento fosse quello di accertare il fumus persecutionis. Ha scambiato la detenzione con l'autorizzazione a procedere. Ignoranza inescusabile, come quella del miracolato, Alberto Tedesco, che manda a quel paese il presidente del suo partito, Rosy Bindi, che del giustizialismo fece una professione, ma poi aggiunge che la custodia cautelare dovrebbe essere l'eccezione, retta solo dal pericolo. Ignorante di un onorevole, è già così, solo che nessuno di voi ha gli attributi per dire che il potere dei magistrati è autoreferente e viola costantemente la legge, nessuno di voi ha la lucidità per denunciare che in questo tritacarne finiscono tanti cittadini inermi, mentre vi si smuove l'intestino solo a parlare di voi stessi. Dobbiamo uscirne. E si può, sebbene non sarà facile parlare di coraggio e ragionevolezza al bestiame cieco. Tutto questo è reso possibile non solo dall'in sipienza dei protagonisti per caso, ma dall'inarrestabile crollo degli equilibri disegnati nella Costituzione del 1948. Posto che il governo si regge ancora in piedi, sebbene oscillando ubriaco, e posto che il tempo delle elezioni anticipate è passato e anche la prossima primavera è lontana, posto, infine, che un governo presidenziale sarebbe un commissariamento della democrazia, si usi l'ar ticolo 138 della Costituzione per dare vita a una riedizione della commissione dei 75, quella che scrisse la Carta. Meglio sarebbe un'Assemblea costituente, eletta con il sistema proporzionale, in carica per un anno e senza remunerazione alcuna. Un servizio alla Patria. S'imbocchi questa via, con il consenso dei moribondi che sono giunti al fine di una pessima stagione, tutti impauriti dalle urne, tutti dilaniati da contrasti interni, tutti preda d'interessi e poteri da cui sono ricattati. Diano un senso all'agonia, propiziando la rinascita. Tutte le persone raziocinanti, di destra e di sinistra, sanno cosa si dovrebbe fare per rendere più forte chi governa e meno inutile chi legifera. I profittatori del disfacimento, a destra come a sinistra, li si lasci stare: sono come i vermi che divorano il cadavere e poi perdono la ragione d'esistere. Gli strumenti possono essere diversi, lo so, e l'uno non vale l'altro. Ma il tempo è scaduto, il vuoto fazioso è pericoloso, le vecchie istituzioni andate. È l'ora di cambiare. Gli elettori bramano di punire tutti gli incapaci, di destra e di sinistra, ma sono anche, nella grande maggioranza, pronti ad ascoltare chi pensi al futuro non come il tempo in cui regolare i conti del passato. L'alternativa, del resto, è una sola: attendere che altre pecore siano sgozzate, mentre le colleghe si nutrono per il desco altrui. Se non se ne rendono conto, in Parlamento, è segno che meritano tale sorte, che, di cuore, auguro loro d'incontrare al più presto. www.davidegiacalone.it
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Sabato 23 luglio 2011 OPINIONI NUOVE Poste Italiane S.p.A. Spedizione in abbonamento postale D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004, n. 46) art. 1, comma 1, DCB Milano Prezzo all'estero: CH Fr. 3.00 / MC & F 2.00 / SLO 2.0 0. y(7HB5J1*KOMKKR ( FONDATORE VITTORIO FELTRI DIRETTORE MAURIZIO BELPIETRO * Con: ”La avventure di Sherlock Holmes” 3,0 0. ANNO XLVI NUMERO 177 EURO 1,20* LA VENDETTA DELLA CASTA I politici se la prendono con la stampa che rivela i loro privilegi e minacciano rappresaglie La conferma che non hanno capito. Eppure basterebbero 90 giorni per dimezzare il Parlamento segue a pagina 3 di GIAMPIERO MUGHINI Per me, che a un certo punto della mia vita e della mia formazione l'ho avuto come un padre, è come se non lo riconoscessi appieno nella buona parte delle celebrazioni giornalistiche che gli vengono dedicate a dieci anni dalla morte. Parlo di Indro Montanelli. Perché il Montanelli che balza fuori dalle pagine targate 2011 è tutto modellato sul segmento ultimo, ma forse non il più decisivo, della sua vita, quello che trasformò il direttore (...) segue a pagina 28 di CAMILLO LANGONE Dieci anni passati invano. Dieci anni fa i media accarezzavano in chiave antiberlusconiana il movimento no global finendo col convincere tanti giovani confusi che fosse cosa buona e giusta partire per Genova in occasione del G8. Un letterato di gran fiuto come Alberto Arbasino presentì il disastro, scrisse una delle sue brevi poesie civili e la spedì ai giornali ai quali collaborava, Repub blica e Corriere della sera, per averne (...) segue a pagina 15 La lezione inutile del G8 Beatificano ancora i violenti Vi racconto di quando Montanelli era solo «un fascista ributtante» di MARIA GIOVANNA MAGLIE Caro direttore, non è vero che il pericolo di quel periodo infame, dal 1992 al 1994 per circoscriverlo temporalmente anche se rozzamente, sia irripetibile, non credo proprio che il bipolarismo imperfetto di oggi ci preserverà né credo che siano serviti lo straordinario ricambio politico, molto di quantità poco di qualità e con alcuni cascami spaventosi di quell'epoca, tantomeno ritengo che a salvarci da un altro golpe giudiziario sarà il fatto che gli italiani ora siano vaccinati dalle tentazioni orribili di far fuori “l'aula sorda e grigia”per esorcizzare la loro sostanziale inadeguatezza a far valere i diritti democratici tutti i giorni e in democrazia. Può darsi che la mia esperienza (...) di MAURIZIO BELPIETRO Cara Maria Giovanna, ti voglio innanzitutto tranquillizzare. Non mi sono innamorato delle manette e non ho nessuna intenzione di trasformare Libero in una specie di Fatto del centrodestra. A differenza del quotidiano diretto da Antonio Padellaro, il nostro non ha grande confidenza con le Procure, dalle quali in genere riceve un trattamento che non viene usato neppure con i peggiori criminali. Dunque non c'è pericolo che il virus forcaiolo ci contagi: è più facile che Marco Travaglio diventi il portavoce di Berlusconi che noi i gazzettieri di Di Pietro. Però, cara Maria Giovanna, non essere giustizialisti non significa (...) di FRANCO BECHIS L'obiettivo numero uno ora è l'ordine dei giornalisti. Colpita da qualche inchiesta e da qualche articolo sui privilegi, la casta dei politici medita vendetta, tremenda vendetta. Il primo sfogo è emerso il 19 luglio scorso nella commissione affari costituzionali del Senato, dove ci si lamentava della pubblicazione proprio su Libero del riassunto della loro discussione (...) segue a pagina 2 segue a pagina 2 Destra e sinistra Il gioco delle parti tra Bossi e Maroni GIANLUIGI PARAGONE a pagina 8 La finta «diversità» dell'uomo di Bersani FILIPPO FACCI a pagina 11 Decine di morti e feriti Con l'islam il buonismo non paga Norvegia sotto attacco: un massacro segue a pagina 13 Occhio a non buttare il bambino con l'acqua sporca Vero, ma non si può stendere un velo su sprechi e ruberie Fine dell'illusione Rischia anche l'Italia Pioggia di proiettili sul campo dei giovani CARLO PANELLA a pagina 14 MAURIZIO STEFANINI a pagina 12 di ANDREA MORIGI Oslo che all'improvviso si trasforma in Beirut fa pensare a uno scontro più esteso, planetario. Era dalla Seconda Guerra Mondiale che la Norvegia non subiva un attacco simile. Che sia un episodio di guerra santa, è indubbio, ma è giunto inatteso. Gli ultimi attentati nella capitale norvegese risalivano al settembre 2006, quando una notte erano stati sparati alcuni colpi d'arma da fuoco contro la sinagoga, senza provocare vittime. Poi l'anno scorso, sempre in settembre, era stato scoperto un piano islamico per colpire probabilmente obiettivi cinesi. Nulla di preoccupante, che potesse segnalare l'ipotesi diun attentatoterroristico benorganizzato come quello di ieri. Prima scatta il diversivo, l'esplosione “tattica” (...) Obiettivo: il premier E lui si nasconde ALESSANDRO CARLINI a pagina 12 +=!"!_!$!%
26 Sabato 23 luglio 2011 ::: le lettere lettere@libero-news.eu @ www.libero-news.it Le lettere via e-mail vanno inviate sottolineando nell'oggetto: “lettere”. Via posta vanno indirizzate a: Libero - viale L. Majno 42 - 20129 Milano; via fax al n. 02.999.66.264. La Germania fa più paura della Grecia Sarebbe interessante capire come l'at tuale opposizione avrebbe affrontato questa crisi, la permanenza nell'euro dei Paesi in bilico e di quella Grecia che, così come accade con Wilcoyote, frena quando è oltre il burrone, rimane sospesa per aria per qualche secondo e non cade fino a quando non si accorge di non avere più la terra sotto i piedi. Tra tutti i soggetti che appartengono all'opposizione ci sarebbe quel Prodi che ha contribuito non poco alla nascita dell'euro, che ha lavorato a lungo all'interno delle istituzioni comunitarie e per questo avrebbe pieno titolo per spiegare come salvare la moneta unica. Randall J. Wilkins e.mail In pratica, caro Wilkins, la domanda è: cosa avrebbe fatto Prodi se fosse stato al posto di Berlusconi? Risposta: nulla, così come poco o nulla ha fatto Berlusconi. E non perché Prodi (o Berlusconi o Tremonti o chi vuole lei) non ne capisca di economia o non abbia una sua idea, forse anche valida, sull'Europa. Prodi avrebbe capito che la questione greca andava affrontata e risolta rapidamente per evitare contagi e per mettere a tacere, sul nascere, la speculazione. Lo hanno capito persino i ragazzini delle scuole medie. Anche il Professore ci sarebbe arrivato, e se per assurdo si fosse distratto o avesse avuto un black out intellettuale, a ficcargli la soluzione in zucca ci avrebbe pensato un qualsiasi consigliere economico. «Professore, - gli avrebbe detto - dobbiamo fare così e così». E il Professore, che non è stupido, avrebbe tentato di farlo. Dopodiché la situazione si sarebbe ugualmente ingarbugliata, la soluzione non sarebbe stata presa e l'Europa sarebbe arrivata sull'orlo del baratro. Perché Prodi avrebbe dovuto discutere con Angela Merkel, una specie di schiacciasassi che ha fatto di tutto per fregare l'Europa, che si è opposta a qualsiasi soluzione che non fosse la sua, che ha voluto mettere il cappello su ogni summit, che ha fatto perdere inutilmente tempo e che, soprattutto, ha dimostrato di essere totalmente inadeguata al ruolo. In Europa comanda lei, ma lei non è capace di comandare rispettando lo spirito europeo, lavorando assieme agli altri, anteponendo gli interessi continentali a quelli tedeschi. E così la crisi greca, grave ma risolvibile, si è prolungata e si prolungherà all'infinito. E Prodi non avrebbe potuto fare nulla, né in bene né in male. Non potendo usare il bazooka, anche lui si sarebbe dovuto arrendere. mattias.mainiero@libero-news.eu A tu per tu DISTRIBUTORE PER L'ITALIA E L'ESTERO PRESS-DI Distribuzione Stampa e Multimedia Srl STAMPA: Litosud Srl - Via Aldo Moro, 2 - Pessano con Bornago (Mi) EDIZIONI TELETRASMESSE Litosud Srl - Via Carlo Pesenti, 130 - Roma S.t.s. S.p.A. - Strada V zona industriale, 35 - Catania L'UNIONE EDITORIALE S.p.A. - Viale Regina Elena, 12 - Cagliari MARTANO EDITRICE S.r.l. - Viale delle Magnolie - Modugno (BA) CENTRO SERVIZI EDITORIALI Srl - Via del Lavoro, 18 - Grisignano (Vi) TESTATA: Opinioni nuove - Libero Quotidiano Contributi diretti legge 7 agosto 1990 n. 250 n° 177 anno XLVI Registrazione: n° 8/64 del 22/12/1964 - Tribunale di Bolzano PREZZO VENDITA ESTERO: CH - Fr. 3.00; MC & F - 2.00. di MATTIAS MAINIERO EDITORIALE LIBERO s.r.l. CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE PRESIDENTE: Arnaldo Rossi CONSIGLIERI: Maurizio Belpietro - Sergio De Benedetti DIRETTORE RESPONSABILE Maurizio Belpietro VICE DIRETTORI Massimo de' Manzoni (vicario) - Franco Bechis Fausto Carioti - Pietro Senaldi DIRETTORE GENERALE: Stefano Cecchetti REDAZIONE MILANO 20129 - Viale L. Majno, 42 Telefono: 02.999.666 - Fax: 02.999.66.264 REDAZIONE ROMA 00187 - Via Barberini, 50 Telefono: 06.999.333 - Fax: 06.999.33.443 UFFICI AMMINISTRATIVI: Viale L. Majno, 42 - 20129 Milano SEDE LEGALE: Via dei Valeri, 1 - 00184 Roma DUE PESI E DUE MISURE/1 L'arresto di Papa è solo malagiustizia Usare la carcerazione preventiva per indurre il presunto colpevole alla confessione, sia esso un parlamentare o un semplice cittadino, è pura barbarie. Ecco perchè la Camera avrebbe dovuto respingere la richiesta di arresto di un suo membro. A nessuno deve essere consentito, fatti salvi i casi di flagranza di reato o di reità confessa, di intimidire il legislatore o il cittadino. Nulla appare più sgangherato di una giustizia penale che non funziona e dove è sperabile non abbiano mai più a ripetersi casi dolorosi come quello di Enzo Tortora. Giovanni Bertei La Spezia DUE PESI E DUE MISURE/2 La sfacciataggine di Franceschini È incredibile la sfacciataggine di Franceschini, dimostrazione vivente di come la politica sia caduta in basso, che saluta il sì all'arresto di Papa affermando che finalmente un deputato è una persona uguale agli altri cittadini. Peccato ci siano alcuni più uguali degli altri, tipo Tedesco, per il quale alcuni del Pd, grazie al voto segreto, hanno provveduto a rigettare la richiesta di arresto, magari in nome della solita e falsa superiorità morale della sinistra. Antonio Filippo e.mail DUE PESI E DUE MISURE/3 La follia della grazia al compagno Tedesco Un giorno di ordinaria follia potrebbe definirsi, prendendo a prestito il titolo di un famoso film, quello consumato mercoledì in Parlamento. Sembravano tutti impazziti: i signori della casta sorpresi nel covo ad inveire contro i giornalisti di “Libero”, rei di aver svelato, numeri alla mano, i vergognosi privilegi di cui godono, mentre la gente comune viene stritolata dalla solita manovra che mette le mani solo nelle loro tasche. Poi la commedia in atto alla Camera ha spalancato al deputato Pdl Papa le porte della galera, mentre nell'altra aula del tempio della politica, il senatore Pd Tedesco viene graziato con l'imbarazzo dei compagni. Infine le liti interne fra autorevoli esponenti del Pdl secondo una tradizione che ormai purtroppo va consolidandosi. Insomma una giornata assurda e folle, da togliere il fiato come quando si va sulle montagne russe, ma quella non era una giostra del luna park, ma nelle sedi più rappresentative della politica italiana, dove si decidono le sorti di un Paese. Rita Muscardin e.mail DUE PESI E DUE MISURE/4 Hanno vinto i giustizialisti E così l'Italia giustizialista ha vinto. Sì, ma solo per il deputato Pdl. Per il senatore Tedesco le porte del carcere restano chiuse. Lui non si dimette. Avrei voluto veramente vedere se succedeva il contrario, sicuramente sarebbe intervenuto Napolitano con parole sagge. Alda De Carli Lazise (Vr) IL GOVERNO Ormai la Lega non è più affidabile Il governo si sta sbrindellando dall'intero in maniera pazzesca, sotto la spinta di interessi e posizioni di gruppi o di singoli ormai inconciliabili tra loro. Berlusconi è l'unico che ancora si spende per cucire e ricucire strappi e sembra un'aquila angosciata che desidera tenere unito un branco di anatroccoli sordi e impazziti che sfuggono da tutte le parti. Il modestissimo parere dello zappaterra suggerisce che non si può andare avanti così, Berlusconi potrebbe restare col cerino in mano perché Bossi e la Lega Nord non sono più affidabili; per questo il presidente del Consiglio dovrebbe salire al Colle e rimettere il mandato nelle mani del capo dello Stato. Ezio Esposito e.mail LA CASTA/1 Assurdi i costi per il Quirinale Il presidente della Repubblica io non l'ho votato, né lo voterei mai. Rappresenta l'Italia, ma non la maggioranza degli italiani. Comunista dalla testa ai piedi, con vanto; al tempo stesso, nel ruolo politico, figura anacronistica. Il suo ruolo mi rifiuto di capirlo. Il costo esorbitante del Colle ingiustificabile. Il suo corpo di carabinieri scelti, i corazzieri, dovrebbe essere sciolto. Cinque residenze oltre il Colle, a sua disposizione circa 2.000 dipendenti. Un non senso. Giorgio Collarin Solto Collina (Bg) LA CASTA/2 Ci vuole un referendum per mandarli via Un referendum popolare contro la casta. Penso che gli italiani dovrebbero fermarsi un attimo e porsi una domanda. Ma se siamo il popolo sovrano invece di continuare a criticare la casta senza risultato, perchè non facciamo valere i nostri diritti cercando di trovare un promotore in grado di usare strumenti tipo referendum, raccolta firme ecc. che ci permetta a breve termine di mandare a casa un discreto numero di questi fenomeni? Carlo Gennari e.mail LA CASTA/3 Sveliamo i privilegi della magistratura Siete semplicemente unici. Continuate sempre a denunciare lo schifo della casta. Ma perché nessuno include la magistratura nella casta? Stipendi, pensioni, avanzamenti automatici di carriera, impunità... Mariano Groaz e.mail LA CASTA/4 La miseria e l'ipocrisia degli intoccabili Ci stiamo domandando del perchè sia sbocciata questa feroce contestazione nei confronti delle varie caste di intoccabili. Io credo che tutto sia scaturito dalla miseria morale e dagli intrallazzi di personaggi che ci rintronano ogni giorno le orecchie con i loro bei discorsi e poi corrono nelle sedi opportune a distribuirsi prebende. È venuta fuori da tutti i grandi impostori che appaiono ogni giorno in televisione usando l'ipocrisia e la furbizia come scienza del potere. È incredibile che non si faccia nulla per uscire da questa situazione. Bruno Masetti Pratovecchio (Ar) LA CASTA/5 Necessario tagliare gli enti inutili Razionalizziamo le spese, sopprimiamo gli enti inutili, diminuiamo il numero di parlamentari, assessori, consiglieri e perché no, cancelliamo la figura del presidente della Repubblica, un “ele fante” senza senso che che genera solo spreco di denaro pubblico... Questo sarebbe il primo passo dopo di che tutti gli italiani hanno l'obbligo morale di pagare le tasse, come faccio io (dipendente statale) smettendola di cercare il modo di “fregare” lo Stato. Non fate altro che fregare voi stessi! Luca Gazzilli e.mail LA CASTA/6 Ecco perché non voterò più Appartengo a quella categoria del ceto medio colpito dalle restrizioni della crisi. Accetto i sacrifici imposti, ma quello che non riesco più a sopportare è lo sperpero del nostro danaro nel pubblico e la sfacciataggine di tutta la nostra classe politica, impegnata solo ad emanare nuove leggine per salvaguardare i propri privilegi. Non mi sono recata alle urne per la consultazione dei referendum considerandoli inutili, e me ne vanto! Considerato che ciò che viene promesso non viene mai portato a compimento. Non voterò più. Questa classe politica se ne deve andare, maggioranza e opposizione, indistintamente. Sono tutti uguali e corrotti. Ivette Gobat Udine (Ud) LA CASTA/7 Chiedono sacrifici a un'Italia in ginocchio Sono deluso dall'immoralità politica dei nostri governanti. Davanti all'indignazione di tutti gli italiani, se ne fregano e vanno avanti per la loro strada. Se la ridono di noi, delle nostre difficoltà e dei nostri disagi. Come è possibile che il "palazzo" non si renda conto che il malessere degli italiani nei confronti della politica sta raggiungendo livelli inimmaginabili, al limite della sopportazione. In Italia abbiamo otto milioni di persone indigenti, e tre milioni di disoccupati. Praticamente una popolazione intera è segui la rubrica anche su www.
16 Sabato 23 luglio 2011 ATTUALITÀ @ commenta su www.libero-news.it A TARANTO Tre quindicenni violentano bimba di 5 anni TARANTO Con un futile pretesto l'hanno trascinata in un casolare. In campagna. Lontano da occhi indiscreti. E lì, a turno, hanno abusato di lei. La vittima è una bimba di 5 anni e il branco è composto da tre ragazzi. Di quindici anni. L'episodio è avvenuto nei giorni scorsi in un comune del tarantino. In una zona isolata a ridosso di un comprensorio di case popolari. Massimo il riserbo da parte degli inquirenti che stanno indagando sulla drammatica vicenda dopo la denuncia presentata dai genitori della piccola. Ai genitori la bambina ha raccontato di essere stata aggredita da tre ragazzi e, davanti agli inquirenti, ha descritto gli abusi anche attraverso dei disegni. Al ritorno a casa, la piccola aveva evidenti segni di violenza sul corpo ed è quindi stata portata in ospedale, dove è stata immediatamente visitata e curata. Uno dei componenti del branco sarebbe stato già individuato dalle forze dell'ordine e si stanno cercano gli altri. Per ora ancora nessuna misura è stata adottata nei loro confronti. ::: CRISTIANA LODI ASCOLI Il giudice che ieri ha confermato la reclusione in cella, fissa la scomparsa del piccolo Jason a partire dal 20 giugno, ovvero dalla mattina in cui Katia Reginella, 24 anni e Denny Pruscino di 30 sono andati a sposarsi nel municipio di Folignano. Jason potrebbe essere morto proprio quando la sua mamma e il suo papà adottivo sono diventati marito e moglie. Lui, che era nato il 9 maggio, non c'era alla cerimonia. E così il magistrato non se la sente di escludere nulla, anche se i coniugi diabolici dichiarano di avere lasciato il neonato a una vicina: «Perché troppo piccolo per portarlo fino in città». La testimone, spiega un investigatore, però non ricorda la circostanza. Tanto che il gip Carlo Calvaresi va coi piedi di piombo e nella convalida del fermo indica un lasso di tempo che comincia il 20 giugno e arriva al 20 luglio, per la consumazione dei reati ascritti a questi genitori sciagurati. Lei assicura, senza tradire emozione, che il figlio è morto. E conferma di averlo abbandonato lungo la strada di Casteltrosino (Teramo). Lui invece suggerisce di cercarlo da un fratellastro di lei, in Svizzera. Forse in Francia, forse a casa di conoscenti. Il resto di questa storiaccia disumana sono un corpicino non ancora ritrovato e un freddo bollettino giudiziario che racchiude una sfilza di reati aberranti: «Abbandono di persona minore, maltrattamenti in famiglia aggravati e che hanno avuto come conseguenza la morte. Occultamento di cadavere in concorso». Intanto Denny e Katia giocano allo scaricabarile. Forniscono versioni opposte, come le linee difensive. Più credibile la versione di lei: «Mio figlio è morto». Sì, ma come? E dov'è il corpo? L'avvoca to Francesco Ciabattoni, difensore storico di Katia, l'uomo che da anni cerca di tirarla fuori dai pasticci infiniti, stavolta è disorientato: «Ho provato in tutti i modi a farle dire la verità. La signora ammette il decesso e purtroppo mi pare sincera, nonostante quello che descrive sia un finale a cui non oso nemmeno pensare. Vorrei tanto avesse ragione il marito. Spero davvero che il piccolino sia vivo come lui sostiene. Non sapevo della nascita di un terzo bambino. Quando mi hanno chiamato gli inquirenti dicendomi che ero stato nominato difensore dalla signora, sono rimasto sorpreso. Credo che dati i precedenti, sia stato un errore non prestare attenzione a questo nucleo familiare fortemente a rischio». Katia insiste: «L'ho preso in braccio dopo che mi era caduto» e Il gip convalida il fermo Neonato sparito da un mese I genitori litigano sulla fine La mamma: «Mi è caduto mentre lo cambiavo, ha battuto la testa ed è morto». Lui smentisce: «È vivo, cercatelo in Svizzera» (in un giorno che non sa indicare) aggiunge di avere camminato fino a Casteltrosino dove lo avrebbe lasciato il corpicino nudo, su una strada che corre lungo un bosco. Ma è improbabile possa avere percorso venti chilometri a piedi, senza che nessuno oltretutto la vedesse. Il marito Denny, assistito da Felice Franchi, dopo avere dato versioni contrapposte: «l'abbia mo nascosto» e poi ancora «l'ho visto morto sul letto», ieri ha suggerito di cercare «il bimbo vivo». E si è detto talmente convinto da fornire indicazioni, seppur stravaganti: «Andate in Svizzera, no in Francia. Dai parenti oppure dai conoscenti di Katia». La procura di Ascoli e i carabinieri cercano senza sosta. Sperano di trovare un neonato vivo, ma cercano un corpo. Lo scenario è quello del degrado assoluto, anche se lui, lavora regolarmente come operaio. Lei ha una storia impossibile: violentata a nove anni in famiglia, affidata a un istituto: l'uni ca persona ad aprirle le porte è proprio Denny. Che ha adottato Jason, per amore di lei. ::: Commento Altri due figli rovinati. Le istituzioni sapevano e non si sono mosse È la storia di una madre sbagliata che indigna le coscienze di tanti, ma chiama in causa le responsabilità di troppi. A cominciare dalle istituzioni e dai servizi sociali rimasti a guardarla imperterriti. Katia che ha 24 anni, partorisce figli a vanvera e li trasforma in vittime innocenti. Lei, ché stata vittima della sua stessa esistenza, annerita dalle violenze e dai soprusi subìti fin da bambina. Un copione che ha continuato a replicare impunemente. Adesso che l'hanno rinchiusa in prigione, perché il corpo del suo ultimo figlio non si trova, questa mamma sgangherata racconta senza lacrime nè emozione. Parla, mente e lascia di pietra chi l'ascolta: «Jason mi è caduto. Ha sbattuto la testa due volte sul pavimento. Io sono scivolata sopra di lui. È successo mentre gli cambiavo il pannolino. L'ho preso in braccio. Nudo. Ho camminato lungo la provinciale e là l'ho adagiato. Morto». Il giudice Carlo Calvaresi la lascia in cella, come il marito Denny. Anche lui dice bugie e diversamente da lei suggerisce di cercare il piccolino dai parenti. O magari dai conoscenti, vivo. A Jason è andata peggio che ai suoi fratellini: il più grande ha cinque anni, la sorellina tre. Loro almeno sono vivi. Anche se portano le cicatrici delle sevizie in famiglia: lui paralizzato su una sedia a rotelle, lei semi-cieca. Abitano in due famiglie nuove e vere. Jason invece è stato lasciato nelle mani sbagliate. E nessuno ha voluto salvarlo. Eppure si sapeva dei precedenti attribuiti a mamma Katia: lo avevano scritto perfino i servizi sociali, nonostante due inchieste archiviate. Jason non è stato partorito segretamente, ma in un ospedale pubblico. Jason aveva due mesi e non era un bambino ignoto: c'era stato addirittura un ricovero per un brutto ittero. Anche i suoi genitori erano noti, domicilio e passato compresi. Perché nessuno è andato a controllare? Perché nessuno ha impedito questa fine stra-annunciata? C. LODI COPPIA CONTRO I genitori di Jason, Denny Pruscino (sin.) e Katia Reginella, durante il trasferimento in carcere. L'uomo non è il padre del bambino e ha sposato la madre del piccolo lo scorso 20 giugno Ansa
13Sabato 23 luglio 2011ESTERI @ commenta su www.libero-news.it ::: JIHAD IN NORVEGIA È il paradiso dell'integrazione Ma l'islam vuole tutto il potere Tre moschee, 120 luoghi di preghiera e muezzin salmodianti. Però Oslo è nel mirino di Al Qaeda per l'impegno in Afghanistan e le vignette blasfeme Gli eroi del tabloid “VG” Il giornale attaccato continua a lavorare (...) nei pressi del ministero per il Petrolio e l'Energia, che provoca sette perdite umane. Per Atle Mesøy, esperto di terrorismo, dalle immagini dell'area colpita, dai danni provocati e dalla presenza sotto un veicolo nero di una macchia inconfondibile di fuliggine, è chiaro che si tratta di una potente autobomba. L'effetto immediato è che tutte le forze di polizia e i soccorsi si precipitano nella zona, che viene chiusa al traffico. Intanto, a qualche chilometro di distanza, si dispiega il resto del piano, che consiste nel colpire il capo del governo Jens Stoltenberg e il suo vice, attesi in un campo estivo del Partito laburista. Le misure di sicurezza impediscono di colpire l'obiettivo istituzionale, ma non di seminare la morte di innocenti in un Paese pacifico e progressista, anche se membro dell'Alleanza Atlantica. Il sospetto di un legame degli attentatori con Al Qaeda è naturale: la Norvegia partecipa alla missione Onu in Libia e al contingente Nato in Afghanistan e si attendono ancora le azioni di vendetta minacciate dai suoi seguaci in seguito all'uccisione in Pakistan di Osama Bin Laden. L'8 luglio dello scorso anno erano state arrestati tre immigrati, un cinese di etnia uigura, un iracheno e un uzbeko – con l'accusa di pianificare attacchi terroristici. E nel 2004 l'allora numero due di Al Qaeda, Ayman Al Zawahiri, aveva minacciato direttamente la Norvegia esortando i musulmani «a trasformare in un inferno la terra che hanno sotto i piedi» e a colpire le rappresentanze e gli interessi commerciali dell'Oc cidente: «Colpite gli americani ovunque, colpite le ambasciate di Stati Uniti, Gran Bretagna, Australia e Norvegia». La rivendicazione, comparsa in serata sul forum jihadista Al-Shumuk non aggiunge nulla di più. Mesøy non si nasconde che la decisione di scatenare la guerra santa in Scandinavia possa essere legata alle vignette di Maometto, riproposte anche l'anno scorso dal maggior quotidiano norvegese, Aftenposten. Il suo collega Lars Gule, dell'Universi tà di Oslo si sofferma tuttavia sull'obiettivo: «Desideravano chiaramente colpire il cuore della Norvegia politica». Agli eccessi della libertà d'espressione, si sono presto abituati anche gli immigrati, prendendo subito ciò che faceva loro comodo. Non possono neanche lamentarsi dell'intol leranza. Dispongono di un luogo di preghiera ogni mille musulmani, cioè 120 (40 concentrati soltanto nella regione di Oslo) per una popolazione che ammonta a circa 120mila persone, il 2,5% su una popolazione di 4 milioni e mezzo di norvegesi che hanno fatto tutto, davvero tutto per integrarli. Hanno permesso la costruzione di tre moschee affidate ai pachistani, il venerdì lasciano che il muezzin faccia risuonare il suo appello alla preghiera, purché nel limite di 60 decibel. Hanno taciuto sui matrimoni forzati e sulla violenza verso le donne immigrate, denunciati in solitudine dalla scrittrice Hege Storhaug, subito relegata per questo fra gli xenofobi e gli islamofobi. Hanno ospitato il Mullah Krekar, fondatore del gruppo terroristico iracheno Ansar al-Islam e uno dei maggiori predicatori della violenza jihadista. Eppure osano lamentarsi ancora, i musulmani, per non aver ottenuto la macellazione halal. Ma non è certo per qualche quintale di carne che si fanno esplodere gli edifici del governo e si apre il fuoco in un campo estivo laburista. Piuttosto, nel febbraio scorso, era fallito in extremis il tentativo iraniano di impadronirsi di tecnologia missilistica norvegese. Si sarebbe rivelata utilissima per rendere più letale l'arma nucleare ormai in via di perfezionamento, se solo i servizi segreti di Oslo non avessero mandato a monte l'ac quisto. E ora l'ipotesi di una vendetta di Teheran non è certo l'ultima pista da seguire per risalire al mandante. ::: PRECEDENTI VIGNETTE DANESI Le caricature di Maometto pubblicate il 30 settembre 2005 sul quotidiano danese ”Jyllands-Posten” (e poi sul giornale norvegese ad ispirazione cristiana protestante ”Magazinet”), avevano scatenato una serie di violente proteste nel mondo islamico. In uno dei disegni Maometto è raffigurato con una bomba al posto del turbante. KAMIKAZE SVEDESI L'11 dicembre 2010 un iracheno identificato come Taymour Abdulwahab muore facendo esplodere due bombe nel centro di Stoccolma. Le deflagrazioni sono avvenute nei dintorni di Drottniggatan, una delle principali arterie dello shopping nel cuore della capitale svedese. Solo per un caso l'attentato non sfocia in un massacro: nell'orario in cui si sono registrate le due esplosioni, le strade del centro erano affollate di persone impegnate nello shopping natalizio. ::: SIMONA VERRAZZO Hanno continuato a lavorare nonostante la loro redazione sia letteralmente esplosa. I giornalisti del quotidiano norvegese VG (Verdens Gang, in italiano «Il corso del mondo») non hanno smesso un secondo di informare i loro lettori - e stavolta in effetti anche il mondo intero - su quello che stava accadendo. Il sito del tabloid (www.vg.no) è stato costantemente aggiornato. E sono proprio i cronisti del VG a dare le notizie ai loro colleghi. Una delle prime testimonianze raccolte è quella di Margrethe Blomsø, intervistata dal sito norvegese addressa.no. «Abbiamo sentito una violenta esplosione che ha fatto tremare tutto l'edi ficio», ha detto la giovane giornalista dai capelli rossi, «ci siamo affacciati alla finestra con le macchine fotografiche, ma ci hanno obbligato a scendere al primo terra», abbandonando così l'edificio. Attraverso internet la redazione ha continuato a informare e a essere informata, attivando sul proprio sito una opzione a cui chi si trovava nella zona dell'esplosione potesse scrivere e raccontare la propria testimonianza. La pagina on-line è stata anche aggiornata con i numeri di telefono, forniti dalle autorità, per la ricerca dei dispersi. Sul sito è anche possibile vedere il filmato della fuga della redazione, con i giornalisti che da un lato si mettono in salvo e dall'altro – regi stratori e macchine fotografiche alla mano – raccolgono notizie, notizie su ciò che è capitato alle altre persone coinvolte. Si vede Hanne Skartveit, una delle penne più famose del tabloid, redattrice del politico, che avvisa i colleghi della loro nuova sistemazione presso il quartiere generale della Schibsted, proprietaria oltre che del VG anche dell'altro grande quotidiano norvegese, l'Aftenposten. Nel filmato si vedono chiaramente i reporter che cercano di avere informazioni dagli agenti della polizia, che però li tengono alla larga dall'edificio appena evacuato. Il Verdens Gang è il secondo per numero di copie, ma il maggiore per numero di lettori. Il suo taglio è quello del tabloid, con forti titoli – soprattut to di cronaca – sparati in copertina a caratteri cubitali (lo stile è quello dei tabloid di lingua inglese). Il VG ha una grande storia alle spalle. Fondato nel 1945 come foglio del movimento di resistenza all'occupa zione nazista della Norvegia. Il primo direttore fu Christian A. R. Christensen, tra le firme del Codice etico della stampa norvegese. Oggi – dalla primavera di quest'anno – alla sua guida c'è Torry Pedersen. LA FARNESINA Si cercano gli italiani Nessun allarme per ora sugli italiani presenti a Oslo (3mila più i turisti). La Farnesina invita tutti i nostri connazionali presenti in Norvegia ad «attenersi alle indicazioni fornite, in materia di cautela e sicurezza, dalle autorità locali a tuttala popolazione». Il personale dell'amba sciata a Oslo sta visitando gli ospedali della città per effettuare continue e approfondite ricerche. ::: segue dalla prima ANDREA MORIGI . Oslo come alla stazione Atocha di Madrid: i soccorsi a una donna ferita Ap
23Sabato 23 luglio 2011 LE SENSAZIONI DEL SOMMELIER Quel pugno e quella carezza Un bianco ritornato alle origini In cerca di Frascati sui castelli romani Alla riscoperta della Malvasia Puntinata, un vitigno di classe eppure dimenticato L'impegno della banca nel settore vitivinicolo Montepaschi fa credito ai campi Stanziati 500 milioni di euro • • • • • • • • • • • V I N I • • • • • • • • • • • . CASALE MARCHESE FRASCATI SUPERIORE Un campione nel rapporto qualità prezzo. Bianco di notevole bevibilità regala sfumature di erbe aromatiche e di fiori gialli. Al palato è fresco ( 6) . CASALE VALLECHIESA FRASCATI SUPERIORE Vino che fa dell'imme diatezza al palato e della sua delicata ampiezza al naso con spettro che va dal prato al frutteto la sua maggiore caratteristica ( 8) . FONTANA CANDIDA LUNA MATER Bianco di qualità superiore. Ha naso complesso che va dalla rucola al biancospino e in bocca ha pienezza e freschezza sostenute da mineralità. Di alto livello ( 14) . VILLA SIMONE VIGNETO FILONARDI Frascati intenso di note vegetali leggermente aromatiche, e venature muschiate. Minerale e fresco all'incontro del palato ha lunghezza di gusto ( 10 ) . POGGIO LE VOLPI FRASCATI EPOS Le note di menta selvatica, di rucola si sposano ad un sottofondo di frutti gialli, E' un Frascati pieno e armonico al naso così come è ampio al palato ( 9) continua da pagina 21 In Toscana Dieci anni di strade del vino ::: MONTESPERTOLI (FI) Compie dieci anni la Federazione regionale delle Strade del Vino (e dei sapori) della Toscana. Ma ciò che più conta che delle 14 Strade federate (se ne stanno per aggiungere altre due) tutto hanno registrato un crescente incremento di turismo lungo i loro percorsi. Tra le più attive quella di Arezzo, quella del Chianti Montespertoli, quella della Costa degli Etruschi. Questo decennale che sarà celebrato mercoledì 27 luglio all'hotel Principe di Piemonte a Viareggio alla presenza dell'assessore regionale all'agricoltura della Toscana, Gianni Salvadori, ha un significato molto particolare nel momento in cui si sta mettendo mano ad un rilancio complessivo del turismo. «Non ho paura di suscitare l'invidia di nessuno – dice il presidente della Federazione Mauro Marconcini [nel la foto] – se dico che la Toscana è stata un esempio per tutti. Da qui è partito il Movimento Turismo del Vino, qui è stata messa a punto dall'onore vole Flavio Tattarini la legge nazionale sulle Strade del Vino, qui attraverso la nostra Federazione abbiamo consolidato l'offerta turistica integrata tra agricoltura di qualità, patrimonio storico artistico, enogastronomia e fruizione dei territori. Questa è una delle chiavi del successo della Toscana turistica. E mi voglio augurare che le nuove linee programmatiche della politica turistica in Italia rendano sempre di protagonista il sistema delle strade del vino e dei sapori». In effetti – e questo sarà al centro della riflessione che accompagna la celebrazione del decennale – il turismo enogastronomico si avvia a diventare la prima voce di attrattiva per il nostro paese una delle più consistenti anche dal punto di vista della redditività economica. Si contano in oltre 6 milioni i turisti specifici del vino capaci di produrre un valore aggiunto che si aggira attorno a 4 miliardi di euro. E la Toscana, grazie al sistema delle Strade che ha imposto alti standard qualitativi nell'acco glienza, nella ricettività e nella ristorazione, è oggi la regione che in tutto il mondo viene indicata come la più appetita per quel che riguarda il turismo enogastronomico. Un modello che Marconcini è pronto ad esportare forte dell'esperienza di questi dieci anni di successi. C.C. (...) la coltre del traffico e del pecoreccio allora capirete che siete immersi in una terra di aristocratica ruralità. Ed è da questi colli che nasce uno dei bianchi secondo me più suggestivi, bevibili, appetibili d'Italia e che non so perché, anzi meglio lo capisco e pur tuttavia non me lo spiego, è stato negletto dalla critica e oggi pare confinato ad un mercato domestico. È il Frascati esaltazione di un vitigno di rara raffinatezza ed espressività: la Malvasia Puntinata. Ora devo pur confessare che io ho per le Malvasie in genere un debole, mi piace tantissimo quella istriana, mi piace quella di Candia, ma la Puntinata oltre ad avere leggerissima vena aromatica, assume maggiore freschezza e una certa consistenza minerale. Proprio le caratteristiche dei grandi Frascati. Purtroppo l'essere considerato uno dei vini “der portace da beve” ha indirizzato le cantine a iperprodurre, a badare più alle quantità che non ad esaltare l'espressività del terroir (bello e denso come ho cercato di narrarvi) e del vitigno: profumato e fresco. Ma oggi vivaddio c'è una forte inversione di tendenza ed alcuni Frascati – ridotte le rese, fattesi più attente le vinificazioni - sono divenuti bianchi di classe senza perdere in bevibilità. Così con pesce o crostacei, ma anche con la porchetta e perché no con un cacio e pepe o un fritto vegetale, questo vino è davvero un sorso di freschezza. E se il Papa andava a passar l'estate da queste parti anche per noi oggi, sorseggiando un calice di Frascati, c'è l'occasione di vivere un' estate in bianco. CARLO CAMBI ::: ADUA VILLA Nella trousse di noi brave signorine devono esserci oltre al necessario per il maquillage altri attrezzi; quelli della seduzione, ma anche quelli della persuasione. Mi viene in mente una sera di primavera quando un bel tipo mi chiede di incontrarmi. Appuntamento a Frascati in uno dei ristoranti che amo di più. Mi si presenta, è belloccio e gentile. Comincia a dirmi che mi ha visto in qualche tivvù e poi mi si presenta come un ricco produttore televisivo. Lo aspettavo il pugno, ed è arrivato. Pronuncia la fatidica frase: farò di te una star. La condizione perché ciò avvenga? Ve la lascio immaginare. Potevo piantarlo lì, ho scelto invece di godermi la serata armata di persuasione. Ho ordinato un Frascati con un pecorino fresco come aperitivo. Ed eccola la carezza: quel vino consentori dierbe aromatiche,confreschezze agrumatee con una mineralità sostenuta mi ha restituito il buon umore. E, piccolo miracolo, anche il bel tipo ha abbandonato i suoi propositi per ripiegare su una piacevole conversazione. Ha capito che non era cosa. Quanto a me so che il Frascati è il mio vino della confidenza, dell'intimità con me stessa. www.aduavilla.it ::: SIENA Il Monte dei paschi di Siena, produttore di ottimo vino tra l'altro con la linea 1472 che sta diventando un brand di successo e che connota un Supertuscan, un Chianti Classico e un Chianti Classico Riserva venduti on line e che hanno ricevuto ottimi giudizi dalla critica, si conferma sempre di più la banca a sostegno dell'agricoltura. Ha infatti stanziato 500 milioni di euro a favore del settore agricolo e agroindustriale. L'in tervento è una risposta concreta alla necessità degli operatori di contrastare la persistente crisi economica. Il plafond amplia le iniziative già intraprese da Mps nel 2010 con il lancio del pacchetto dedicato Terramica, che viene ulteriormente integrato con due nuovi prodotti evoluti: Terramica Agroenergie e Terramica Anticipo Pac. Il primo è un finanziamento di durata compresa tra i 5 ed i 15 anni che eroga fino all'80% dell'investimento, con tasso variabile in base al rating ed alle garanzie prestate per la realizzazione di impianti di energie rinnovabili come il fotovoltaico, biomasse, biogas, eolico. Il secondo, Terramica Anticipo PAC campagna 2013, si concretizza in un prestito compreso tra i 10.000 e i 100.000 euro, pari al 90% del contributo comunitario PAC, con durata massima di 12 mesi a valere sulle misure di aiuto diretto che si concludono con la campagna 2013. Per quanto riguarda il comparto cerealicolo, vitivinicolo e olivicolo, Banca Monte dei Paschi ha introdotto un pacchetto di prodotti pensati per supportare l'impresa in tutti i processi dell'attività agroalimentare, dalla gestione delle spese di conduzione fino alla fase di vendita del prodotto. L'impegno della banca senese attraverso Terramica si estende anche al settore dell'Agritu rismo, a favore del quale viene proposto un interessante ed articolato piano d'interventi di sostegno e sviluppo. Giuseppe Mussari Oly ::: INFO ARRIVARE Da Roma ci sono comodissime linee di autobus extraurbani. Se si viene sia da Nord che da Sud conviene uscire a Roma Sud sull'A-1 e poi prendere la bretella di collegamento. MANGIARE Indirizzo irrinunciabile è il Ristorante Cacciani 806-9401991) conuna propostadi cucina territoriale e raffinata. Molto buono anche Pane Tulipani (06 9416637) con ottima proposta di vini. DORMIRE Due indirizzi di buonissimo livello: l'Hotel Flora che si trova immerso in un bel parco (06 9416110) e l'Hotel Colonna (0694018088) in pieno centro e con buona gestione familiare. Villa Aldobrandini che si affaccia sulla piazza di Frascati (Olycom)
19Sabato 23 luglio 2011 Gli indici internazionali FTSE Italia All Share Mib Star HONG KONG Hang Seng DAX Zurigo SMI New York DOW JONES valore var. % valore var. % quantità var. % Il maggior rialzo Il maggior ribasso L'azione più scambiata Maire Tecnimont 1,274 +15,5 Arena 0,016 -5,88 Banco Popolare 32.105.948 -0,39 Cross Rates Euro G.Bretagna Giappone Svizzera Danimarca Canada Norvegia Svezia Usa Euro Gran Bretagna Giappone Svizzera Danimarca Canada Norvegia Svezia USA FTSE Mib Titolo Rif. in Var. % Titoli di Stato ultima rilev.ultima rilev.Titolo Ren. Titolo Ren. ultima rilev.Titolo Ren. Oro e monete Euribor Titolo Titolo 360 365Denaro Lettera Chiusura Var. %Titolo Gli altri indici di Milano Chiusuraus Var. % Titolo grafica a cura di centimetri.it DJ It Titans 30 Mediobanca Generale Comit Globale Comit Globale R Comit Globale R 1040 Comit Performance R Comit Performance R 1040 Assicurazioni Banche TLC e Servizi Finanziarie Immobiliari Trasporti e tempo libero Industriali TS TSF FTSE Italia Mid Cap Gli indici di Milano -0,26 +2,54 +2,34 +0,29 +0,29 +0,29 +0,29 +3,50 +4,45 +1,75 +2,67 +3,37 +1,62 +1,65 2.090,52 54,54 1.020,3 1.014,44 61,99 3.345,89 72,27 3.302,72 856,03 1.352,27 298,01 192,7 1.426,51 558,12 22/0721/0720/0719/0718/07 22/0721/0720/0719/0718/07 22/0721/0720/0719/0718/07 22/0721/0720/0719/0718/0715/07 22/0721/0720/0719/0718/0715/07 22/0721/0720/0719/0718/0715/07 22/0721/0720/0719/0718/0715/07 22/0721/0720/0719/0718/0715/07 22/0721/0720/0719/0718/0715/07 22/0721/0720/0719/0718/0715/07 22/0721/0720/0719/0718/0715/07 20.153,65 +0,06 19.461,14 -0,15 11.611,12 +1,05 22.814,57 +0,93 22.444,80 +2,08 7.326,39 +0,50 6.031,93 -0,17 12.692,90 -0,25 dato di metà pomeriggio su www.libero-news.it l'aggiornamento delle borse ogni venti minuti ANSALDO STS 7,245 1,97 ATLANTIA 13,59 0,74 AUTOGRILL 9,015 1,12 AZIMUT 6,01 1,09 A2A 1,054 2,53 B M.PASCHI SIENA 0,5515 1,38 B POP MILANO 1,683 0,66 BANCO POPOLARE 1,548 -0,39 BULGARI 12,3 0,49 BUZZI UNICEM 8,58 2,45 CAMPARI 5,81 0,43 DIASORIN 34,04 0,12 ENEL 4,214 0,33 ENEL GREEN POWER 1,797 3,57 ENI 15,95 0,89 EXOR 21,9 3,16 FIAT 7,405 2,28 FIAT INDUSTRIAL 8,985 2,28 FINMECCANICA 7,445 -1,26 FONDIARIA SAI 2,084 1,07 GENERALI 14,22 2,08 IMPREGILO 2,034 0,3 INTESA SANPAOLO 1,752 -2,83 LOTTOMATICA 12,58 1,37 LUXOTTICA GROUP 22,17 -1,2 MEDIASET 3,22 -0,25 MEDIOBANCA 6,585 -0,53 MEDIOLANUM 2,896 -0,14 PARMALAT 1,98 -1,79 PIRELLI E C. 7,25 1,4 PRYSMIAN 13,89 0,65 SAIPEM 37,16 -0,35 SNAM RETE GAS 4,102 0,05 STMICROELECTRONICS 6,455 0,7 TELECOM ITALIA 0,919 1,43 TENARIS 16,19 0,56 TERNA 3,15 1,42 TOD'S 93,65 -0,37 UBI BANCA 3,724 -3,02 UNICREDIT 1,318 -4,56 BOT BOT 29.07.2011 (179) 99,981 1,01 BOT 15.08.2011 (364) 99,898 1,66 BOT 31.08.2011 (184) 99,813 1,86 BOT 15.09.2011 99,784 1,57 BOT 30.09.2011 (183) 99,695 1,67 BOT 14.10.2011 (364) 99,6 1,74 BOT 31.04.2011 (185) 99,465 1,72 BOT 15.11.2011 (365) 99,423 1,77 BOT 31.11.2011 (183) 99,326 1,88 BOT 15.12.2011 (365) 99,301 1,78 BOT 30/12/2011 (180) 99,134 1,88 BOT 16.01.2012 (367) 98,993 1,99 BOT 15.02.2012 (365) 98,689 2,25 BOT 15.03.2012 (366) 98,46 2,43 BOT 15.04.2012 (367) 98,11 2,51 BOT 15.05.2012 97,7 2,67 BOT 15.06.2012 97,647 2,73 BOT 16.07.2012 (367) 97,3 2,8 BTP BTP 01.08.2011 5,25% 100,038 BTP 01.09.2011 4,25% 100,182 2,1 BTP 15.9.2011 3,75% 100,023 2,25 BTP 01.11.2011 1,9% 100,299 1 BTP 01.02.2012 5% 101,249 2,43 BTP 01.03.2012 3% 100,24 2,53 BTP 15.04.2012 4% 100,901 2,56 BTP 01.07.2012 2,5% 99,7 2,82 BTP 15.10.2012 4,25% 101,207 3,09 BTP 15.12.2012 2% 98,506 3,02 BTP 01.02.2013 4,75% 101,501 3,2 BTP 15.04.2013 4,25% 101 3,49 BTP 01.06.2013 2% 97,21 3,44 BTP 1.8.2013 4,25% 101,4 3,49 BTP 01.11.2013 2,25% 96,73 3,79 BTP 15.12.2013 3,75% 100 3,81 BTP 01.04.2014 3% 97,5 4,02 BTP 01.06.2014 3,5% 98,92 3,96 BTP 1.8.2014 4,25% 100,73 4,05 BTP 1.2.2015 4,25% 100,5 4,22 BTP 15.04.2015 3% 96 4,28 BTP 15.06.2015 3% 95,36 4,37 BTP 1.8.2015 3,75% 98,52 4,28 BTP 01.11.2015 3% 94,94 4,46 BTP 15.04.2016 3,75% 97,04 4,6 BTP 1.08.2016 3,75% 97,34 4,45 BTP 01.02.2017 4% 97,99 4,53 BTP 1.8.2017 5,25% 103,3 4,72 BTP 01.02.2018 4,5% 98,3 4,9 BTP 01.08.2018 4,5% 97,61 4,97 BTP 1.2.2019 4,25% 96,5 4,96 BTP 01.03.2019 4,5% 97,71 5,03 BTP 01.09.2019 4,25% 95,8 4,97 BTP 1.2.2020 4,5% 96,9 5,03 BTP 01.03.2020 4,25% 95,2 5,05 BTP 01.09.2020 4% 92,97 5,05 BTP 01.03.2021 3,75% 90,3 5,14 BTP 1.8.2021 3,75% 90,47 5,09 BTP 01.09.2021 4,75% 97,09 5,29 BTP 01.08.2023 4,75% 96,1 5,3 BTP 15.09.2023 2,6% 91,58 3,37 BTP 1.11.2023 9% 131,49 5,48 BTP 01.03.2025 5% 96,97 5,49 BTP 01.03.2026 4,5% 90,34 5,57 BTP 1.11.2026 7,25% 117,5 5,73 BTP 1.11.2027 6,5% 107,7 5,87 BTP 1.11.2029 5,25 96,7 5,65 BTP 01.05.2031 6% 103,54 5,83 BTP 1.2.2033 5,75% 100,16 5,83 BTP 01.08.2034 5% 90,21 5,8 BTP 1.2.37 4% 77,38 5,75 BTP 01.08.2039 5% 89,83 5,84 BTP 01.09.2040 5% EUR 89,46 5,86 BTP 15.09.2041 2,55% 82,7 3,34 CCT CCT 1.11.2011 99,945 2,08 CCT 1.3.2005-2012 99,932 2,24 CCT 1.11.2012 98,912 2,95 CCT 1.7.2006-2013 98,253 3,26 CCT 1.3.2014 IND 96,8 3,61 CCT 1.12.2014 96,38 3,59 CCT 01.09.2015 94,2 3,71 CCT-EU 15.12.2015 95,31 3,15 CCT 01.07.2016 IND 92,14 3,91 CCT 1.03.2017 92,1 3,84 CCT-EU 15.10.2017 91,85 3,32 CCT-EU 15.04.2018 92,8 3,44 CTZ CTZ 30.09.2011 99,625 1,91 CTZ 29.02.2012 98,621 2,4 CTZ 30.04.2012 97,771 2,69 CTZ 31.08.2012 97 2,98 CTZ 31.12.2012 95,935 3,1 CTZ 31.12.2012 95,5 3,14 CTZ 30.04.2013 93,751 3,5 BTP INDICIZZATI BTPI 15.9.2012 1,85% 100,4 1,49 BTPI 15.9.2014 2,15% 99,51 2,33 BTPI 15.09.2016 2,1% 96,6 2,8 BTPI 15.9.2017 2,10% 95,08 2,96 BTPI 15.09.2019 2,35% 93,01 3,19 BTPI 15.9.2021 2,1% 89,5 3,38 BTPI 15.9.2026 3,1% 93 3,63 BTPI 15.9.2035 2,35% 82,29 3,37 ORO FINO (EURO/GR) 33.21 35.97 ARGENTO (EURO/KG) 743.70 872.81 LONDRA ($/ONCIA) 1601.19 1601.49 ARGENTO LONDRA ($/ONCIA) 40.05 40.1 STERLINA V.C. 241.19 265.46 STERLINA N.C. (ANT.73) 241.19 265.46 STERLINA (POST.74) 241.19 265.46 KRUGERRAND 985.92 1156.35 MARENGO ITALIANO 190.57 212.78 MARENGO SVIZZERO 188.56 208.65 MARENGO FRANCESE 188.56 208.65 MARENGO BELGA 188.56 208.65 MARENGO AUSTRIACO 188.56 208.65 20 MARCHI 227.24 261.33 10 DOLLARI LIBERTY 515.94 630.08 1,000 1,133 0,886 0,848 0,134 0,732 0,129 0,110 0,695 0,883 1,000 0,782 0,749 0,118 0,646 0,114 0,097 0,613 112,830127,823 100,000 0,957 0,151 0,826 0,145 0,124 78,403 1,179 1,336 1,045 1,000 0,158 0,863 0,152 0,130 0,819 7,454 8,444 6,606 6,322 10,000 5,457 0,960 0,821 5,179 1,366 1,547 1,210 1,159 0,183 1,000 0,176 0,150 0,949 7,768 8,800 6,884 6,589 1,042 5,687 10,000 0,856 5,398 9,079 10,285 8,046 7,701 1,218 6,647 1,169 10,000 6,309 1,439 1,630 1,275 1,221 0,193 1,054 0,185 0,159 1,000 1 SETT. 1.3 1.318 2 SETT. 1.332 1.351 3 SETT. 1.388 1.407 1 MESE 1.445 1.465 2 MESI 1.496 1.517 3 MESI 1.611 1.633 4 MESI 1.663 1.686 5 MESI 1.738 1.762 6 MESI 1.824 1.849 7 MESI 1.882 1.908 8 MESI 1.939 1.966 9 MESI 2.006 2.034 10 MESI 2.063 2.092 11 MESI 2.123 2.152 12 MESI 2.192 2.222 DALLA BORSA Piazza Affari passa all'incasso Fiat decolla annusando la trimestrale ::: Vertenza LIMITI AL TRASPORTO SU GOMMA RISCHIA DI SALTARE TUTTA LA FILIERA Rischia di trasformarsi in un boomerang economico devastante il ricorso presentato dal Codacons - e accolto dai giudici del Tar del Lazio - che ha fatto scattare nuovi limiti alla circolazione dei mezzi pesanti. «Ma questi limiti, mettono in serio pericolo la consegna di materie prime ad aziende che non potranno lavorarle, rallentando a loro volta o bloccando del tutto la produzione. Chi pagherà i danni di questo disastro?», chiede Giorgio Colato, componente esecutivo della Consulta del Trasporto e della Logistica, Carlo Antonetti, segretario regionale della Fai Abruzzo. Uniti nella protesta contro i nuovi orari anche Cna e Confartigianato trasporto. Un bel problema considerando che in Italia oltre l'80% delle merci viaggia su gomma. ::: In breve NON APRITE AI FALSI ISPETTORI SPUNTANO LETTERE TRUFFA DEL FISCO Lettere-truffa per ingannare i contribuenti. In questi giorni molti cittadini stanno ricevendo lettere-truffa che segnalano un'incongruità rispetto ai redditi 2007, 2008 e 2009 per l'affitto di immobili, invitando gli ignari e preoccupati contribuenti a ricevere in casa falsi funzionari per presunte verifiche fiscali non meglio precisate. Queste lettere sono un palese tentativo di truffa che potrebbe colpire, in particolare, le persone anziane proprio durante il periodo estivo quando le città sono semideserte e gli uffici viaggiano a ranghi ridotti. L'Agenzia delle Entrate ieri ha comunicato ufficialmente che «è totalmente estranea a questo tipo di comunicazioni e invita le potenziali vittime a denunciare ogni tentativo di raggiro rivolgendosi il prima possibile a qualsiasi ufficio delle Entrate e alle forze di Polizia».SU WWW.LIBERO-NEWS.IT LA BORSA IN UN CLICK Si ricorda che il titolo ha resistenza (settimanale) in area 7,70/7,80 euro, livello deputato a contenere la spinta rialzista per consentire ripiegamenti a 6,80 euro in primis e poi a 6,30/5,90 euro. Positiva anche Exor (+3,15%) che ha resistenza a 23,10 euro e supporto in area 18,50 euro (livelli che ne delimitano l'oscillazione). Petrolio stabile a quota 99,50 dollari; oro che si riporta sopra quota 1600 dollari all'oncia e euro stabile a 1,4370. DANIELA TURRI (andaniela@hotmail.com) La settimana a Piazza Affari si chiude con l'indice FtseMib in area 19400 (-0,15%), a ridosso dei massimi (19900 punti) del recupero rialzista avviato 9 sessioni fa dall'area dei 17400 punti (complessivamente: +11,4% da tali minimi). Chiudono con rialzi contenuti sotto il punto percentuale le altre Borse europee, tra lo +0,40% di Madrid e lo +0,68% di Parigi. Positivo il comparto auto a livello europeo sia con Volvo (risultati trimestrali positivi) che con Fiat che ha annunciato ieri un ulteriore passo avanti nel controllo di Chrysler e chiude la settimana a 7,40 euro (+2,28% ieri). Mai più cambio pila. Si carica con la luce. Per sempre. SISTEMA
9Sabato 23 luglio 2011PRIMO PIANO @ commenta su www.libero-news.it LA NOVITÀ I lumbard aprono sul rifinanziamento delle missioni militari all'estero, dopo che qualche giorno fa il viceministro Roberto Castelli aveva avuto da ridire il governo trema Il terzo polo tifa Padania pur di uscire dal letargo Fini si appella ai “nemici” per cacciare Berlusconi e dar vita a un nuovo centrodestra Anche Casini parla di governissimo, ma i leghisti per ora pensano ai ministeri al Nord Graduatorie invase Troppi “terroni”: i prof romani chiedono aiuto al Carroccio LINEA VERDE Il ministro dell'Interno Roberto Maroni e il leader della Lega Umberto Bossi (LaPresse). Molti hanno visto nel voto della Lega a favore dell'arresto del deputato Pdl, Alfonso Papa, una presa di potere di Bobo nei confronti del Senatur. In realtà, dopo poche ore, lo stesso Maroni ha fatto capire che non c'è nessun problema con Bossi, che i due hanno la stessa linea. L'obiettivo è smorzare lo scontento del popolo lumbard che su alcuni temi è molto sensibile. LaPresse Ci sono, in realtà, altre due possibilità, una più auspicabile e l'altra più probabile. In un momento di lucidità e di generosità nei confronti della sua gente e delle sue aspettative più toste, Bossi decide di farsi da parte, di ritagliarsi il ruolo altamente onorifico di “padre della patria”, di referente morale, di garante del futuro del partito, nominare un traghettatore di fiducia che convochi regolari Congressi e gestisca con autorevolezza la transizione della Lega verso la condizione di partito “normale” nella gestione interna ma sempre “anomalo” nel panorama politico, per spregiudicatezza, energia e durezza delle richieste. Si ritira in una Camelot padana, libera il Movimento dalla presenza imbarazzante della sua prole e dei suoi famigli più compromessi, e apre la fase due dell'autonomismo settentrionale, finalmente simile a quello catalano. Conoscendo i personaggi della vicenda, i loro pregi e – soprat tutto – i loro limiti, è però assai più facile che il futuro ci consegni uno scenario privo di cambiamenti, una Lega che si barcamena fra proclami di guerra e abbracci di pace, fra clangori di armi, penultimatum, ritrattazioni, correzioni di rotta, compromessi: la solfa degli ultimi anni insomma. Con la speranza che gli errori degli avversari e degli alleati le tolgano le castagne dal fuoco, le diano nuova vitalità, che la gente continui a contentarsi del “meno peggio”, dove aggravandosi il “peggio”, si alleggerisca l'impegno del “meno”. Si continuerà a fare finta che le riforme si faranno, che Bossi sia sanissimo, e che l'autonomia della Padania arriverà comunque. Un lungo, mesto declino. ::: GIANLUCA ROSELLI ROMA Tra Pdl e Lega è sempre guerra fredda. Anche se qualcuno parla di tregua armata. Ieri Silvio Berlusconi ha visto sia Roberto Maroni sia Roberto Calderoli in consiglio dei ministri, dove peraltro è andato in scena il giallo sull'approvazione della riforma costituzionale dello stesso Calderoli, su cui diversi ministri del Pdl vogliono apportare modifiche. Dalla Lega il premier è stato rassicurato sulla tenuta del governo e della maggioranza. Nel pomeriggio, poi, il Cavaliere ha sentito al telefono Umberto Bossi, ma i due si sono limitati a parlare delle condizioni di salute del Senatur dopo l'operazione agli occhi. I sospetti reciproci, dunque, rimangono. E nella maggioranza sono in molti a sostenere che ormai nel rapporto tra i due alleati qualcosa si è rotto e, dopo il voto per l'arresto di Alfonso Papa, nulla potrà essere più come prima. Anche se diversi berlusconiani sono convinti che gli ultimi strappi siano dovuti a una partita tutta interna alla Lega, che si mescola anche a un pericoloso gioco delle parti: con Maroni a fare il cattivo, Calderoli il mediatore e Bossi il saggio padre nobile. «Questo però non ci fa chiudere gli occhi di fronte a due fatti: il ritorno della Lega forcaiola e la voglia di ribaltone che si annida nei meandri del partito di Bossi», osserva un deputato berlusconiano. Il Cavaliere, del resto, nei suoi colloqui riservati fa capire chiaramente di non fidarsi più del ministro dell'Interno. Che, secondo il premier, ambisce a prendere il suo posto alla guida di un altro governo di centrodestra, magari sostenuto dal Terzo polo. O addirittura di un esecutivo bipartisan, appoggiato anche dal Pd. Una tesi che trova sponda proprio nelle avance di Fini, Casini e Rutelli nei confronti della Lega e di pezzi del partito berlusconiano. Dagli stati generali del Terzo polo a Roma, infatti, il presidente della Camera ieri ha invitato ancora una volta Berlusconi a farsi da parte. Fini non punta a una crisi al buio, ma a un passaggio di mano all'interno della stessa maggioranza. «Auspichiamo un nuovo governo guidato da un altro esponente del centrodestra», ha detto, «per questo rivolgo un appello ai tanti amici del Pdl affinché battano un colpo adesso, perché l'Italia non può permettersi di continuare con questa lenta agonia». Secondo il presidente della Camera, il nuovo esecutivo dovrebbe avere «un'agenda scarna ma concreta, composta da due o tre punti da realizzare prima di andare alle elezioni anticipate». «Noi non ci tireremmo indietro», sottolinea l'ex leader di An. Casini e Rutelli, meno espliciti, dopo aver elogiato entrambi «l'impor tante funzione svolta in queste ore dal presidente Napolitano», hanno parlato di «governo di unità nazionale», per portate il Paese fuori dalla crisi economica. Le sirene terzopoliste sono tutte rivolte alle orecchie di Maroni e della Lega. Con Fini ora costretto a sperare negli odiati lumbard per cercare di tornare al centro della scena politica, scena da cui sembra ai margini da settimane, con Fli sempre più ridotta al lumicino viste le ultime uscite a livello nazionale e locale. Per adesso, però, la tregua armata tra Pdl e Lega sembra tenere. In questo senso va letta positivamente l'aper tura del Carroccio sul rifinanziamento delle missioni militari all'estero, su cui qualche giorno fa aveva avuto da ridire Roberto Castelli. «Abbiamo raggiunto i nostri obbiettivi: entro dicembre torneranno a casa 2.070 uomini e il semestre successivo altri duemila», spiega Calderoli. Ma gli altri nodi tra i due maggiori alleati del centrodestra rimangono tutti sul tappeto. Mentre questa mattina, alla Villa Reale di Monza, la Lega inaugura le sedi nordiste dei ministeri della Semplificazione, delle Riforme e dell'Economia. Estate 2009. Un leader di centrodestra, Gianfranco Fini, è ospite d'onore alla Festa democratica di Genova: accoglienza trionfale. Estate 2010: ringalluzzito, Fini a Mirabello annuncia lo strappo col Pdl. Estate 2011: Fini è desaparecido. Altro film: estate 2011: un leader di centrodestra, Roberto Maroni, sarà ospite d'onore alla Festa democratica di Pesaro. Ecco, per il suo bene, ci aguriamo che l'acco glienza sia molto, molto tiepida. il graffio L'ospite padano Anche i prof romani tremano e cosa fanno? Chiedono aiuto alla Lega. È la sintesi di quanto sta succedendo nella Capitale per le graduatorie invase di docenti esterni pronti, in forza dei superpunteggi di alcune regioni del Sud, a soffiare il posto agli insegnanti romani. E così una delegazione di professori ha incontrato il senatore Mario Pittoni, capogruppo del Carroccio in commissione Istruzione del Senato, particolarmente attivo sul fronte dei precari, chiedendo supporto su due questioni. «I controlli sui titoli - spiega Pittoni - sono scarsi per non dire nulli e gli insegnanti capitolini chiedono quindi di essere agevolati nell'accesso agli atti per individuare eventuali punteggi dubbi dei nuovi arrivati, così da poter presentare subito ricorso salvando il posto». Ma non basta. Perché i docenti di Roma vogliono garanzie sull'applicazione dell'articolo 9, comma 17, del decreto Sviluppo che prevede la retrodatazione giuridica dall'anno scolastico 2010-2011 di quota parte delle assunzioni di personale docente e Ata sulla base dei posti vacanti e disponibili relativi al medesimo anno scolastico 2010-2011. L'obiettivo è l'immissione in ruolo di un contingente di insegnanti attingendo dalle liste dell'anno scolastico 2010/2011. «Non vogliamo - conclude il senatore Pittoni- aggiungere al danno della riapertura delle graduatorie anche la beffa della stabilizzazione soffiata da chi dispone di punteggi particolarmente elevati. Una questione tutta da approfondire visto che in certe aree pare ne siano in possesso anche docenti relativamente giovani». Il Fattodedica un pezzo alla prigione di Papa. Titolo: «Poggioreale, il carcere “duro” che ospita don Alfonso». Catenaccio: «Il deputato è in uno dei penitenziari più affollati, dove mancano docce e poliziotti». Già, ci sono il doppio dei detenuti previsti. E, nonostante il caldo, ci si lava solo tre volte alla settimana. Però, secondo il Fatto, Poggioreale è un «carcere “duro”» solo tra virgolette. Per loro Papa evidentemente meriterebbe di peggio. il graffio Braccio speciale IN CARCERE Papa vuole votare ancora Il gip dice no Prima di entrare in carcere il parlamentare del Pdl Alfonso Papa aveva depositato una richiesta al gip Luigi Giordano per poter partecipare alle operazioni di voto alal Camera dei deputati. Ma ieri mattina il gip Giordano ha respinto la richiesta del parlamentare indagato nell'ambito dell'inchiesta denominata P4. L'articolo 68 della Costituzione, ha motivato il gip Giordano, non prevede questo tipo di esercizio non essendo prevalente il rispetto ai vincoli che derivano dalla misura cautelare. Oggi, alle nove, comunque, nel carcere di Poggioreale, Papa sarà sottoposto a interrogatorio di garanzia dal gip Giordano. Intanto la moglie dello stesso ex magistrato, Tiziana Rodà, dichiara di non aver avuto nessuna consulenza legata alla presunta rete d'affari della quale è accusato di far parte il marito. ALTRA TEGOLA Una laurea di troppo per Milanese Come se non bastasse la richiesta di arresto della Procura di Napoli, per Marco Milanese spunta un'altra tegola. Quella del curriculum vitae, o meglio delle due o tre lauree che l'ex braccio destro di Tremonti inserisce nel suo cv. Secondo la ricostruzione del settimanale «Il Mondo» sul sito della Camera dei deputati ce ne sarebbero due: la prima in Giurisprudenza a Salerno e la seconda in Scienze della sicurezza economico finanziaria a Roma Tor Vergata. Ma dalla Scuola superiore dell'economia e delle Finanze, dove Milanese è professore ordinario di diritto tributario, ne spunta una terza. Si tratta di una laurea in scienze politiche all'Università di Trieste. “Ma a Trieste - si legge sul «Mondo» - non lo hanno mai visto discutere la tesi”. Insomma sulla laurea in Scienze politiche Milanese avrebbe mentito. Alfonso Papa Ansa Marco Milanese Olycom
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Epperò, qualcuno ieri ci sperava tanto. Che cioè Pisapia abbandonasse almeno per un giorno la fascia di borgomastro per tornare alla toga dell'avvocato, la sua specialità più riuscita. Per ridiventare il difensore dei diritti dei cittadini a muoversi, lavorare e girare liberamente per Milano senza essere ostaggi e scudi umani delle lotte altrui. Speravano che una telefonata al prefetto Pisapia la facesse, per convincerlo a precettare gli scioperanti e rimettere i mezzi pubblici in strada. Macché, niente di niente. Il massimo dello sforzo il sindaco-avvocato l'ha fatto sospendendo per un giorno l'Ecopass; in compenso il Pd, il partito che governa Milano, ha espresso sostegno ai tramvieri fermi sui binari. Mica è tutto. Mentre Milano soffriva e imprecava per la paralisi, sindaco e assessori si riunivano a consesso per deliberare di aumentare il biglietto Atm: da un euro a 1,50. Doppia beffa coi fiocchi, numero di prestigio con destrezza che nemmeno il mago Otelma poteva fare meglio. Mezzi pubblici più cari proprio nel giorno della pubblica e generale scioperata. Gran capolavoro per un sindaco Mastro Lindo che vuole sciogliere lo smog e profumare l'aria di Milano, metterci tutti in autobuse proclamache leauto sonopeggio deldiavolo. Ieri Pisapia s'è attaccato al tram. E non ha fatto salire nessuno. [MONZA] La Lega accoglie i ministeri al Nord LAURA MARINARO a pagina 45 I NUMERI DI IERI ::: 6 truffe ::: 3 linee metropolitana a Milano ::: 13 persone arrestate ::: 1,50 nuovo prezzo del biglietto ::: 20 auto rubate ::: 120 treni di Atm ::: 49 borseggi ::: 658 milioni di passeggeri trasportati [MONZA] Per la Villa Reale maquillage da 38 milioni L. MAR. a pagina 45 Più imposte e meno servizi Pisapia lascia i milanesi a piedi. E li tassa Il Comune vara rincari Atm e addizionale Irpef. Intanto i mezzi pubblici si fermano e il Pd applaude Più tasse per tutti. Nel giorno dello sciopero dei mezzi pubblici, lodato dagli esponenti del Pd, la giunta Pisapia vara il primo pacchetto di aumenti. Una stangata che parte dal biglietto Atm (da settembre innalzato a 1,50 euro), prosegue con l'addizionale Irpef (0,2% sui redditi sopra ai 26 mila euro lordi) e finisce con l'anticipazione della tassa di soggiorno (allo studio). Pagano studenti, impiegati, operai, dirigenti, artigiani. «La Moratti aveva messo le mani addosso ai milanesi» dice l'assessore al Bilancio Bruno Tabacci, «abbiamo dovuto correggere la rotta per evitare Con la scusa del presunto buco di bilancio, al rientro dalle vacanze estive i milanesi verranno alleggeriti nel portafogli. Mercoledì gli aumenti approderanno in consiglio comunale, dove i partiti della sinistra sono pronti a dare battaglia soprattutto per innalzare le soglie di reddito da tartassare. La Lega Nord, nel frattempo, scenderà in piazza settimana prossima per manifestare contro l'addizionale Irpef e il nuovo costosissimo biglietto Atm. BONDAVALLI-CAVADINI a pagina 38-39 L'INCHIESTA SULLE MAZZETTE A SINISTRA . Mercato immobiliare Prezzi delle case giù, ma solo due città costano più di Milano Al parco di piazza Vetra Graffito del Leoncavallo per Carlo Giuliani ::: LINDA STROPPA Ci avevano già provato nel 2008. In via Bramante erano comparsi graffiti dedicati a Carlo Giuliani, il giovane morto durante il G8 di Genova. Poi ci avevano pensato le tute bianche e i rulli dell'Amsa a intervenire per cancellare i murales. Ma per i centri sociali, rimuovere i graffiti era stato «un gesto da infami». E avevano giurato: «Li rifaremo». Promessa mantenuta. E ora il Leonka è tornato alla carica. Con una scorta di bombolette. Il gruppo di giovani writers è all'opera nel parco di piazza Vetra, alle spalle della basilica di San Lorenzo, per un nuovo murales che raffigura il volto di Giuliani, a dieci anni dalla sua morte. Un ricordo legittimo, ma che potrebbe avvenire con altri mezzi. Nessuno, per esempio, ha vietato la manifestazione e la mostra fotografica allestita ieri per commemorare il ragazzo. Ma il parco di piazza Vetra a quanto ci risulta è pubblico. E sempre, a quanto ci risulta, sono i milanesi a pagare per la sua pulizia. Ora la rimozione dei graffiti non è cosa da poco: servono mezzi e squadre specializzata Una bell'impegno, ma che sembra non preoccupare il Comune: «Murales? Non sapevo niente - risponde l'assessore all'Arredo urbano, Maran Beh, magari nei prossimi giorni andrò a vederlo». E chissà che non ne dipinga uno anche lui... La traduzione «L'aumento del biglietto è un atto dovuto perché lo impone la legge ed era una decisione prevista dalla vecchia giunta» Giuliano Pisapia Cioè: «Se li faccio andare a piedi, i milanesi dimagriranno e mi saranno grati» ::: GIORGIO MIGLIORE Nei primi 6 mesi di quest'anno i prezzi degli immobili a Milano sono calati dello 0,5% - per le case - e quelli per edifici destinati ad altro uso dello 0,8% e dello 0,9% (a seconda che si tratti di locali per uffici piuttosto che per negozi), registra un'indagine dell'isti tuto di ricerche bolognese Nomisma effettuata su tutta Italia. Ma l'arretramento registrato rispetto allo stesso periodo dell'an no scorso lascia Milano al terzo posto come città più cara d'Italia per l'acquisto della casa. Sebbene infatti in tutto il Paese le compravendite immobiliari ristagnino ormai da 4 anni e abbiano determinato un lieve abbassamento dei prezzi, sotto la Madonnina un'abitazione costa - facendo la media tra i prezzi di zone di pregio, centro, semicentro e periferie - 3.445 euro al metro quadro e un negozio 4.061 euro al metro quadro. Davanti a Milano si collocano soltanto 2 città, Venezia, prima, e Roma. Nel capoluogo veneto il prezzo medio ponderato di una casa raggiunge i 3.692 euro al metro quadro (6.464 euro al metro quadro se si tratta invece di un negozio); nella capitale i prezzi si aggirano rispettivamente a 3.519 e 4.449 euro al metro quadro rispettivamente per abitazioni e negozi. Penati trova il cavillo per non uscire dal Pd Chiamato a rispondere davanti alla legge del suo operato, Filippo Penali si aggrappa a una norma dello statuto del Pd per resistere a quanti, anche nelle fila dei democratici, vorrebbero che dopo essersi sospeso dal ruolo in Consiglio regionale uscisse dal partito. Un cavillo gli consente di non dimettersi almeno fino a quando non sarà rinviato a giudizio. MASSIMO COSTA a pagina 41 edilizia.adige@edilizia-adige.it IL MIO BAGNO SU MISURA www.edilizia-adige.it RISTRUTTURAZIONI D'INTERNI ABITAZIONI - VILLE UFFICI - NEGOZI CA D ORO' ' Via De Amicis, 29/31 MILANO Tel. 02.8321130 ARREDA CON IL MASSELLO PROMOZIONI www.cadoroarredamenti.it CA D ORO' '
10 Sabato 23 luglio 2011 PRIMO PIANO @ commenta su www.libero-news.it LE TELEFONATE Gli affari di Penati benedetti da Bersani Da presidente della Provincia di Milano comprò dal costruttore Gavio quote superflue della Serravalle. Il leader Pd sapeva tutto ::: I PECCATI DEL PD Luca Telese, del Fatto, ha incontrato in Transatlantico Massi mo D'Alema. Il quale l'ha accolto in maniera non proprio carina. Anzi, apertamente minacciosa: «Vorrei ricordarle che ho fatto a botte tante volte. Ma sono più quelle in cui le ho date che quelle in cui le ho prese». E poi: «Non parlo con la stampa tecnicamente fascista. Non parlo, quindi, con il Giornale, Libero, Panorama e il Fatto». Ai colleghi del Fatto diamo il più sincero benvenuto a bordo della macchina del fango. E non si preoccupino. Meglio un giornale tecnicamente fascista che certi discorsi stupidamente comunisti. il graffio Ti spiezzo in due L'inchiesta / Conferme da altri imprenditori Coop rosse e scudo fiscale La via democratica alle mazzette ::: CLAUDIO ANTONELLI Nulla di nuovo. Purtroppo. Furono rese pubbliche nel 2005. Scatenarono un polverone e numerose querele. Misero in moto gli ingranaggi della Corte dei Conti ma tutto è finito in niente. L'autostrada di telefonate, come vennero definite, tra Filippo Penati e il costruttore (morto due anni fa) Marcellino Gavio evidenziano certo un'assenza di appigli giudiziari, ma al tempo stesso rapporti di stretta amicizia dal punto di vista politico. Secondo le accuse dell'allora avversario politico Gabriele Albertini quella amicizia benedetta da Bersani aveva un obiettivo preciso: far arrivare liquidità al costruttore che avrebbe poi dovuto partecipare alla scalata Unipol. La Provincia nel 2004 spende 238 milioni di euro (poco meno di 500 miliardi di lire) per arrivare al 53 per cento e consolidare il controllo di una società che era già in mani pubbliche. Paga 8,93 euro per azione. Solo diciotto mesi prima, Gavio le aveva pagate 2,9: dunque realizza una plusvalenza di 176 milioni di euro. Penati si difende: aveva cercato di comprare le azioni dal Comune, il quale però non aveva neppure risposto. Il prezzo pagato è regolare, visto che comprende il premio di maggioranza e che il valore medio, tra azioni vecchie e nuove, è di 2,97 euro l'una. Le telefonate trascritte dai finanziari nell'ambito di un'inchiesta che coinvolse Gavio e Ombretta Colli, già presidente della provincia di Milano, farebbero pensare a qualcosa di diverso. La storia giudiziaria ha però smentito cattivi pensieri. Non ha però mai smontato i link politici. Non a caso quando l'ex presidente della provincia di Milano il 5 luglio del 2004 a metà pomeriggio sente Gavio tiene a specificare: «Mi ha dato il suo numero di telefono l'onorevo le Bersani». Pochi giorni prima il costruttore di Tortona chiacchierando con il suo braccio destro esprime una serie di opinioni. I finanzieri sintetizzano così: «Binasco dice che il problema non è Penati, perché con lui un accordo lo si trova, il vero problema è il sindaco Albertini perché i voti che mancano sono quelli di Milano città». Insomma, secondo Binasco, Albertini avrebbe contribuito a far perdere la Colli. Serve cambiare sponda. «Gavio cerca di ipotizzare i nuovi accordi nella Serravalle, Binasco lo ferma dicendo che servirebbe rinviare di una ventina di giorni, così poi avranno modo di lavorarci». Mentre il 30 giugno «Gavio dice», trascrivono i finanzieri sul brogliaccio, «che lo ha chiamato Bersani (Bersa) e ha dato il via libera per incontrarsi tra una decina di giorni con Lui (Penati)». E che il rapporto tra Gavio e Penati fosse inteso dal primo come idilliaco sembra trovare una sponda, chissà se è vero, nelle parole di Emilio Fede. Gavio chiama il direttore del Tg4 e domanda: «Che tipo è questo Penati?». Fede risponde: «Molto, molto molto trattabile». Bene ribadire si tratta di telefonate in libertà. Quello che è certo è che lo scorso anno la Corte dei Conti della Lombardia ha censurato l'operazione con cui la giunta Penati aumentò la partecipazione della Provincia al capitale della società autostradale Milano Serravalle, definendola non solo «priva di qualsiasi utilità», ma anche caratterizzata da «diversi profili di danno erariale». Il giudizio è contenuto in una lettera inviata all'allora sindaco di Milano Letizia Moratti dal vice procuratore generale, chiamato a risolvere la vertenza avviata cinque anni prima dal Comune di Milano retto da Gabriele Albertini contro Palazzo Isimbardi per una presunta violazione del patto di sindacato. Per il magistrato contabile l'au mento della partecipazione in Serravalle costituirebbe un primo danno erariale perchè è costato alla Provincia una spesa di 76,4 milioni di euro in più rispetto al valore di mercato. Nell'atto della Procura dei magistrati contabili si legge che «la scelta di acquisto del pacchetto azionario, in violazione del patto di sindacato ha comportato inoltre un deprezzamento del valore delle quote detenute dallo stesso Comune». Perciò, la Corte rivolge a Letizia Moratti l'invito ad avviare un'azione di responsabilità amministrativa contro i componenti dell'allora Giunta Penati per il risarcimento del danno erariale. «L'onerosa operazione posta in essere - si legge nel testo - risulterebbe priva di una qualsiasi utilità, considerando che gli enti locali, con particolare riferimento al Comune di Milano e alla Provincia di Milano, già detenevano il controllo della società pubblica, in quanto la loro quota azionaria pari complessivamente al 55,305% assicurava una gestione sociale di Serravalle nell'esclusivo interesse delle comunità amministrate». Più o meno quello che l'attuale assessore al bilancio di Palazzo Marino, Bruno Tabacci, va sostenendo in questi giorni. Il vero o presunto buco nei conti del Comune sarebbe da collegare a quella strana operazione in Serravalle. “ . «Binasco dice che il problema non è Penati, perché con lui un accordo si trova, il vero problema è il sindaco Albertini, perché ha venduto la Colli, perché i voti che mancano sono quelli di Milano» I BROGLIACCI DEI FINANZIERI ::: ANDREA SCAGLIA Pensare che, a quanto pare, siamo solo all'inizio. Nel senso: l'inchiesta della Procura di Monza sulle tangenti legate alla riqualificazione delle aree dismesse e più in generale alla politica urbanistica di Sesto San Giovanni nel periodo 20002010 - partita dalle rivelazioni di un imprenditore, Giuseppe Pasini, che sostiene d'aver pagato tangenti a intermediari e però destinate a Filippo Penati, importante esponente del Pd - ecco, l'indagine ha portato finora a una quindicina d'avvisi di garanzia. Oltre a Penati, anche imprenditori e funzionari comunali e collaboratori dello stesso ex sindaco di Sesto - e poi presidente della Provincia di Milano. Ieri uno degli indagati, l'architetto Marco Magni, è ricorso al tribunale del Riesame per le perquisizioni effettuate su disposizione del pm Walter Mapelli, cosa che porterà al deposito degli atti. E, con tutta probabilità, a un ulteriore scatto nell'inchiesta. Peraltro, in Procura a Monza s'è presentato anche il legale dello stesso Penati - il quale continua a negare di aver intascato denaro di provenienza illecita. Si comincia però a delineare uno “schema di pagamento” delle presunte tangenti - perlomeno nelle versioni fornite soprattutto da Pasini e da Di Caterina, quest'ultimo imprenditore un tempo vicinissimo a Penati e titolare di appalti lucrosi e poi invece in rotta, che conferma d'esser stato un collettore di mazzette. Eccone dunque un esempio: a Pasini a suo dire - viene intimato di pagare per ottenere vantaggi urbanistici in vista dei progetti da realizzare nell'area dell'ex Falck, allora di sua proprietà. E lui nel febbraio 2001 fa aprire dalla sua banca - Banca Intesa un conto nella filiale lussemburghese, dove deposita titoli per circa 2 miliardi di lire. Poi, nel marzo dello stesso anno, Di Caterina - che, sempre stando alle dichiarazioni dei due, sarebbe stato di fatto un emissario di Penati - apre anche lui un conto nella stessa filiale, dove viene fatto confluire il denaro. Che lì resta fino al 2003, quando rientra in Italia grazie allo scudo fiscale, quello voluto da Tremonti e tanto osteggiato dal centrosinistra. Quando si dice l'ironia della sorte. Ed emblematico è anche l'al tra circostanza riferita da Pasini: la consulenza, secondo l'imprenditore «imposta», di due consulenti legati alle coop rosse emiliane, Francesco Agnello e Gianpaolo Salami. E che cosa c'entrano consulenti operanti in Emilia con progetti da realizzare vicino a Milano? Non è dato saperlo, anche se nella riqualificazione dell'ex Falck è di fatto coinvolta da dieci anni pure la CCC, Consorzio Cooperative di Costruzioni, co“ . Com'è 'sto Penati secondo te? MARCELLINO GAVIO Molto trattabile. Molto, ma molto. EMILIO FEDE A GAVIO «Mi ha dato il suo numero l'onorevole Bersani» PENATI A GAVIO
21Sabato 23 luglio 2011 segue a pagina 22 Una kermesse di sapori antichi Peperoncino jazz festival Note piccanti di Calabria L'ITINERARIO DEL GUSTO ::: CARLO CAMBI FRASCATI Credo che certo avanspettacolo televisivo abbia fatto più danno della fillossera e di una grandinata ai primi di settembre messe insieme. Una certa allure casareccia e spesso pecoreccia, quelle note «Anvedi ecco Marino la sagra c'è dell'uva» o ancora «Ma che c'emporta ma che ce frega si drento ar vino ce metti l'acqua», hanno svilito e negletto un'aristocratica qualità enoica dei Castelli Romani e ancora di più non hanno fatto percepire la bellezza del paesaggio, la ricchezza del patrimonio d'arte. Credo che archetipico invece di che cosa era giusto fare sia il lavoro di uno chef di queste terre che conduce, insieme con la famiglia, il ristorante ereditato di generazione in generazione: Paolo Cacciani. Mi disse un giorno Paolo facendomi affacciare dalla terrazza del suo locale da cui si domina Roma con quella sky line che è una rappresentazione palmare delle contraddizioni dei nostri tempi perché l'occhio prima s'infrange sulla diga cementizia delle periferie violentate dai palazzinari, poi si riposa alla vista dei fori e infine s'innalza con il Cupolone, «Vedi un tempo arrivavano da là le carrozze a cercare il benessere, ora ci stanno trasformando in un dormitorio, ma noi qui abbiamo un'altra storia». Eh già, basterebbe passeggiare nel parco di villa Lancellotti, oppure affacciarsi al belvedere, o ancora frequentare il bellissimo museo comunale, incamminarsi per i vicoli per constatare che Frascati è ancora, e malgrado le sciagure di noi contemporanei, un'oasi di bello, di verde, di architetture e di patrimonio d'arte. Non so se ci avete fatto caso peregrinando la nostra bellissima Italia – di cui poco si conosce e ancor meno si valorizza – ma là dove la natura si esprime in un' estetica celestiale, la dove piuttosto che il benessere si coltiva l'essere bene, là c'è un convento, una pieve, un luogo sacro. Per dire che chi ha confidenza con l'Altissimo sa scegliersi dove vivere. E se Frascati è stata in saecula saeculorum il buen retiro di Papi, cardinali e della Nobiltà Nera che ci hanno lasciato in eredità un patrimonio architettonico di pregio assoluto una ragione ci sarà. Se riuscite a percepirla sott'otto (...) Alla riscoperta di un vitigno di classe sui Castelli romani, dove i Papi e la nobiltà nera avevano il loro buen retiro, costellato di ville meravigliose IL TORCHIO Ma Bacco non è come tabacco Il tafazzismo italiano nel food & wine tocca vette inarrivabili. L'ultima è che vogliono scrivere sulle bottiglie di vino – una robina che vale 13 miliardi di euro e sulla quale campano direttamente oltre un milione d'italiani e indirettamente altri due – non lo bevete perché fa venire il cancro. Vagli a spiegare ai professionisti della difesa del consumatore che ci sono fior di studi che dicono: il vino, se bevuto con moderazione, fa bene alla salute, protegge il cuore, le arterie, porta sali minerali, vitamine e sostiene psicologicamente. Vogliono trattare le bottiglie di vino come i pacchetti delle sigarette. Contemporaneamente si sono levati grandi peana al fatto che una multinazionale del tabacco, grazie all'intermediazione del nostro Governo, ha riconfermato le forniture di tabacco italiano facendo tirare un sospiro di sollievo a chi lo coltiva. Ora è sicuro che il fumo fa male e non fa mai bene anche in modica quantità. Tranne che alle casse dello Stato che attraverso i Monopoli sulle sigarette guadagnano un sacco di quattrini. Viene il sospetto che siccome dal vino si tira su solo l'Iva dovendo scegliere come tacitare i professionisti del salutismo si dia loro il contentino sulle bottiglie perché non rompano sul resto. Peccato che questo rischia di distruggere il mercato di uno dei nostri migliori e più salutari prodotti. Cominciamo a scrivere anche sulle auto non il nostalgico “Papà non correre”, ma nuoce gravemente alla salute, compresa quella del pianeta. Ed egual cosa facciamo sui cellulari e su mille altri prodotti che compriamo a dispetto una sana alimentazione. Si scoprirà che Bacco non è affatto come tabacco. segue a pagina 23 ::: GIULIA CANUTO CATANZARO Nato alle soglie del nuovo millennio, il Peperoncino Jazz Festival firmato Calabria è cresciuto sano e forte e quest'anno si ripropone nella sua decima edizione con un cartellone di eventi più ricco che mai. A luglio e agosto le rinomate località turistiche calabresi – circa una trentina sparse in tutte le cinque province della regione - si trasformano in palcoscenici dove i migliori artisti jazz a livello internazionale si esibiscono in performance formidabili, unite sotto il segno di un'eccellenza del territorio, il peperoncino. Una manifestazione che abbraccia una grande musica, una grande cultura e una grande tradizione, quella gastronomica calabrese, con degustazioni (...) Voglia di Frascati
41Sabato 23 luglio 2011CRONACA @ commenta su www.libero-news.it Lo scandalo mazzette di Sesto Penati in trincea fino al processo Nel Pd vogliono l'addio, ma lui si dimetterà dal partito solo in caso di rinvio a giudizio Le indagini Ma a parlare col pm va solo il suo legale ::: LAURA MARINARO MONZA Ha raggiunto l'ufficio del pm Walter Mapelli al terzo piano di Palazzo di Giustizia e dopo un breve colloquio ne è uscito soddisfatto. Nerio Diodà, legale di Filippo Penati, ex sindaco di Sesto san Giovanni, ex presidente della Provincia di Milano e da due giorni ex vicepresidente ed esponente di spicco del Pd, indagato proprio da Mapelli per corruzione, concussione e finanziamento illecito ai partiti, e che respinge tutte le accuse, ieri è riuscito ad ottenere gli atti dell'inchiesta che coinvolge il suo assistito. «Me li ha chiesti come sempre molto gentilmente - ha ammesso Mapelli che aveva già avuto a che fare con Diodà nel 2003 come legale di Citigroup nel crack Parmalat - e glieli ho concessi». Diodà non ha aggiunto altro, insomma, fino a ieri non ha chiesto che il suo assistito possa essere sentito dal magistrato. Intanto l'indagine che è appena alle prime battute e che lo stesso magistrato monzese, insieme alla collega Franca Macchia, prevede lunga e tortuosa, non presenta grosse novità. Forse qualcosa di più diretto si saprà quando i legali degli indagati (16 in tutto, 8 dei quali hanno subito nei giorni scorsi sequestri di elementi che gli inquirenti ritengono utili a fini investigativi) faranno richiesta di dissequestro del materiale portato via dalla Guardia di Finanza mercoledì scorso, al tribunale del Riesame monzese. A ieri richiesta simile è stata fatta soltanto da Luigi Peronetti che assiste Mario Magni, architetto e immobiliarista sestese coinvolto nell'inchiesta. «In realtà la nostra è una posizione marginale - ha detto il legale - e poi hanno cercato materiale su fatti che non esistono». Intanto i filoni dell'indagine, partita dalle denunce al vetriolo di Piero Di Caterina, imprenditore rosso titolare della ditta di trasporti Caronte e da sempre finanziatore del partito di Penati, sono 4 e spaziano dal 2000 al 2010: l'intervento sulle aree ex Falck, oggi di Davide Bizzi finora unico completamente estraneo (gli altri ex proprietari sono indagati, da Pasini, che si definisce vittima di concussione, a Luigi Zunino, coinvolto anche nelle bonifiche di santa Giulia); la seconda sulla ex Marelli, la terza sulla Sitam, il consorzio di trasporti dell'Alto Milanese e l'ul tima sugli immobili costruiti a Sesto da Magni. Ci sono poi gli interessi delle Cooperative Emiliane Ccc, chiamate in causa perché concrete emanazioni del partito a livello nazionale, come ammette qualcuno, e dei consulenti che per mettere in comunicazione le cooperative e chi gestiva gli affari della Falck (un avvocato siciliano e uno lombardo) hanno percepito 4 fatture da circa 620 mila euro l'una tra il 2002 e il 2004 per la consulenza, o presunta tale. Un affaire che ha scosso la Stalingrado d'Ita lia e anche l'attuale amministrazione (finora però nessuna conferma sul coinvolgimento del sindaco Oldrini è confermata), ma che è destinato a spaziare. E non si escludono altri nomi tra gli indagati eccellenti che potrebbero magari vedersi notificare anche un ordine di arresto. ::: MASSIMO COSTA Continua il pressing su Filippo Penati, che si è autosospeso dalla vicepresidenza del consiglio regionale dopo l'indagine del Tribunale di Monza sul presunto «sistema» di tangenti costruito a Sesto San Giovanni alle amministrazioni di sinistra. Il mezzo passo indietro al Pirellone, per molti esponenti del Pd, non basta: l'ex presidente della Provincia di Milano dovrebbe dare le dimissioni anche dal partito. Pierfrancesco Majorino, assessore milanese alle Politiche sociali, è andato all'attacco già mercoledì («Fossi in Penati mi dimetterei subito dal partito»); ieri, commentando, i dettagli dell'inchiesta, Majorino è stato lapidario: «Provo del sincero schifo, al di là delle responsabilità dei singoli che magari usciranno indenni». Storie di mazzette, di fatture false, di favori e permessi edilizi. Il terremoto giudiziario, però, non provocherà altri scossoni nell'immediato. L'orientamento di Filippo Penati, infatti, è quello di dare le dimissioni dal Pd soltanto in caso di rinvio a giudizio. Si tratta di un'eventualità prevista dallo statuto del partito - suggeriscono i suoi fedelissimi - che l'ex sindaco di Sesto San Giovanni prenderà in considerazione di fronte a un processo. I regolamenti interni non prevedono nessun obbligo, ma il gesto leverebbe d'imbarazzo i vertici del partito. Da Bersani, fino a questo momento, non è arrivata ancora nessuna richiesta di gettare la tessera del Pd, ma è chiaro che per il segretario nazionale sarebbe un colpo durissimo un eventuale processo all'ex capo della sua segreteria politica. Lo spettro della questione morale, agitato spesso e volentieri di fronte ai guai giudiziari di esponenti del centrodestra, ha la forma di un boomerang che potrebbe colpire alle fondamenta il Pd lombardo. Francesco Laforgia, giovane coordinatore cittadino, ieri ha sottolineato che di fronte alla vicenda Penati «c'è bisogno di segnali immediati. Le dimissioni da vicepresidente del consiglio regionale sono apprezzabili. Ma non dobbiamo fare sconti, a nessuno». Per il momento, Penati rinuncia alle funzioni e alle prerogative del vicepresidente: non parteciperà alle riunioni dell'ufficio di presidenza ma conserverà stipendio e benefit come tutti i consiglieri regionali (all'auto blu Penati aveva rinunciato a inizio legislatura, incassando la diaria equivalente prevista dalla legge regionale per chi non la vuole). Il partito è lacerato: già nella riunione del gruppo Pd al Pirellone erano emerse voci discordanti sull'opportunità di lasciare la vicepresidenza. Di sicuro, mano a mano che il quadro accusatorio prende forma, tra i Democratici crescono gli imbarazzi e i dubbi. Il ritornello dei militanti sul web: «Possibile che siamo come tutti gli altri?». Se il quadro accusatorio venisse confermato, le ombre si allungherebbero anche al quinquennio di presidenza della Palazzo Isimbardi. L'imprenditore Piero Di Caterina, che di fronte ai pm ha sostenuto di «aver pagato per anni il partito di Penati», aveva ottenuto una corsia preferenziale in Provincia proprio durante l'era Penati. I pullman della sua “Caronte srl”, com'è noto, avevano ricevuto l'affidamento diretto del servizio di trasporto pubblico locale; ma ancora più sconcertante è il caso degli appartamenti di via Varanini, nei quali Penati decise di infilare nel 2005 i rom appena sgomberati dalla baraccopoli abusiva di via Capo Rizzuto. Ebbene, di chi erano le quattro case scelte da Penati nel mare magnum di palazzi della città? Proprio di Piero Di Caterina, che intascò per qualche anno l'affitto e poi riuscì a vendere alla Provincia gli immobili. Per 1,4 milioni di euro, pagati dai cittadini. Interrogatorio per Prosperini In programma oggi l'inter rogatorio di Piergianni Prosperini, ex assessore ai domiciliari per corruzione.[Ftg.] LIBE RO m i aperti domenica 24 luglio dalle 9 alle 20 N.B.: Le aperture domenicali e festive sono effettuate in base alle decisioni di ogni amministrazione comunale. LOMBARDIA: Milano - viale Papiniano - viale Piave Broni (PV) dalle 8 alle 13 - strada Padana Inferiore Corte Franca (BS) - località Timoline, via Roma Desenzano del Garda (BS) - via Mantova Nembro (BG) - località Colombera Segrate (MI) - provinciale Cassanese (loc. Lavanderie) Stezzano (BG) dalle 9 alle 21 - via Guzzanica LIGURIA: La Spezia dalle 8 alle 20 - corso Nazionale PIEMONTE: Asti - corso Casale - corso Torino Biella - via Lamarmora Castelletto Ticino (NO) - via Sempione (loc. Tre Strade) Quaregna (BI) - via Martiri della Libertà Rivalta (TO) - via Torino (ang. Via Gozzano) Tortona (AL) - corso della Repubblica Valenza (AL) - viale della Repubblica (ang. via Brescia) Verbania - Pallanza, viale Azari TOSCANA: Camaiore (LU) dalle 7:30 alle 21 - loc. Lido, via Aurelia (ang. viale Kennedy) Carrara (MS) dalle 7:30 alle 21 - località Turigliano, via Aurelia (ang. viale XX Settembre) Massa (MS) dalle 7:30 alle 21 - viale Roma Montecatini Terme (PT) dalle 8 alle 20 - viale provinciale Lucchese Viareggio (LU) dalle 7:30 alle 21 - via Aurelia Nord
5Sabato 23 luglio 2011 REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA
42 Sabato 23 luglio 2011 All'Osteria - Pizzeria da Gerry Profumi di fiori di pesco in arrivo... aromi e sapori di lago che nascono lo cheffone Gerry e lo cheffino Federico ti preparano all'Osteria Cafè di Osmate il venerdì sera, domenica pranzo e cena: Osteria - Pizzeria da Gerry Via Marconi 27 - 21018 Osmate (VA) - Tel. 347 2528641 Tortino salato Risotto al Castelmagno Tagliata di manzo con patate Degustazione vino di Osmate, acqua e caffè Pepata di cozze con pomodorino pachino Pennette ai frutti di mare Frittura di mare in tempura Degustazione vino di Osmate, acqua e caffè Tris di antipasti Ravioli bontà o Pennette al ragù di lago Sandra al forno o Lavarello alla brace o Persico dorato Degustazione vini locali Menu di Terra : Menu di Mare : Menu di Lago : Gli chef che non mentono mai!! Venire per credere!! 12,00 12,00 12,00 c i tr ov i an ch e su w w w . la pr ov in ci ad iv ar es e. it DA SETTEMBRE 2011 INIZIEREMO A PROPORRE I MENU AUTUNNALI DI QUALITA' e con veri prezzi anticrisi!
25Sabato 23 luglio 2011
7Sabato 23 luglio 2011PRIMO PIANO @ commenta su www.libero-news.it Il Cav non molla: un'altra riforma Il premier presenta la legge costituzionale approvata dal Consiglio dei ministri: «Con questo abbiamo mantenuto tutte le promesse». Ma anche lui sa che mancano tasse e giustizia. Sente Bossi ma resta il gelo RIMPASTO In settimana Alfano dovrebbe dimettersi. Il nuovo Guardasigilli dovrebbe essere Maurizio Lupi. Ma resistono i nomi di Nitto Palma e di Enrico La Loggia il governo trema ::: ROMA Se Silvio Berlusconi desse l'addio alla politica, direbbe grossomodo così: «Con questo consiglio dei ministri abbiamo adempiuto a tutti i provvedimenti indicati dal governo, gli impegni sono assolti». Esattamente ciò che ha detto ieri nella conferenza stampa che ha seguito il Consiglio dei ministri. IlCavaliere èancorainsella. C'è sempre lui a Palazzo Chigi. Ma quella frase aveva tutto il sapore di un «calate il sipario, lo spettacolo è finito». È un Berlusconi crepuscolare quello andato in scena ieri nella sala stampa di Palazzo Chigi. Il messaggio tutt'altro che subliminale che ha lanciato agli italiani è di un premier al traguardo, che ha portato a termine la propria missione. E che quindi è pronto a togliere le tende da un momento all'altro senza avere scrupoli di coscienza, perché ritiene di non poter essere tacciato di tradimento né di fallimento. Lui il patto con gli italiani lo ha rispettato. Anche se Berlusconi sa che non è così. A lui brucia dentro quella promessa non mantenuta: il taglio delle tasse. Ma soprattutto che la riforma della giustizia, la vera ragione della sua discesa in campo, è rimasta un pio sogno. Amen. In Berlusconi prevale la voglia di mollare tutto. Non da oggi. È da tempo che lo confida ai suoi. E un paio di settimane fa ha portato il retroscena sul palco confessando urbi et orbi la tentazione di ritirarsi a vita privata. «Io, se potessi, lascerei già ora», ha detto. Però terrà duro fino alla fine della legislatura, che lui continua a sperare sia nel 2013. Ma la stanchezza, lo scoramento ce li ha scritti in faccia. Bastava guardarlo ieri. Alle tante mazzate che lo hanno chiuso nel silenzio, in primis la sentenza Cir sul lodo Mondadori, è giunto il sì della Camera all'arresto di Alfonso Papa a dargli il colpo di grazia. A chi ha parlato con lui negli ultimi due giorni, ha confidato di sentirsi «svuotato», di aver somatizzato lo shock di quel voto accusando un «malessere fisico». Ancora fa fatica a credere che Papa sia davvero finito in galera. «È una cosa terribile, è stato un voto feroce, una scelta liberticida», si è sfogato con uno dei suoi parlamentari più fidati. Buona parte del crepuscolarismo berlusconiano è dovuto al fatto che lui sente incombere la fine di un'epoca. Ad accentuare in lui questa che è ben più di una sensazione è il vento che è cambiato nella Lega. Il Cav continua ad essere convinto che sia ancora Bossi il leader del Carroccio e che lo sarà almeno fino al 2013. Ma è più una speranza che una certezza, perché in cuor suo sa che «Umberto ha i giorni contati», come ha confidato a un suo ministro. E con la scomparsa (politica) del Senatur, Berlusconi sa che verrà meno l'architrave dell'alleanza con la Lega. In pubblico continua ad ostentare volontà di resistere. Il governo va avanti senza alcuna preoccupazione: il chiarimento con Bossi c'è stato ieri pomeriggio via telefono. Un colloquio cordiale, ma incentrato più sugli auguri per l'operazione subita da Bossi agli occhi che sul chiarimento. Pochi minuti in cui i due leader si sarebbero dati appuntamento a un prossimo vertice (senza fissare però una data). A tarda sera Paolo Bonaiuti annunciava una telefonata per questa mattina. Berlusconi, intanto, si presenta da solo in conferenza stampa a Palazzo Chigi, al termine del Cdm che ha dato il via libera alla riforma costituzionale. E tiene subito a specificare che, con la riforma dell'architettura istituzionale (che andrà a modificare anche la Corte costituzionale e sulla quale si augura la collaborazione dell'oppo sizione), il governo «ha adempiuto a tutti gli impegni presi» con il Parlamento, lo scorso 29 settembre in occasione della fiducia. E giù la lista: «Riforma della giustizia, del fisco e della Costituzione». E conferma l'obiettivo più importante: il pareggio di bilancio nel 2014. Il presidente del Consiglio, poi, reduce dal vertice di giovedì a Bruxelles, tranquillizza sulla solidità del sistema bancario italiano e sottolinea la positività del dato relativo allo spread dei nostri titoli rispetto a quelli tedeschi. Insomma, per il premier si può tirare un sospiro di sollievo. Anche per quel che riguarda le grane interne. Berlusconi, infatti, mostra pubblicamente ottimismo e getta acqua sul fuoco delle polemiche: con Bossi e la Lega tutto bene. Anzi, tiene a sottolineare di avere buoni rapporti con tutti i lumbard. E anche per il Pdl ci sono buone notizie: dalla prossima settimana Angelino Alfano si dimetterà da Guardasigilli e potrà dedicarsi esclusivamente al partito («Devo andare dal Capo dello Stato a formulare la nostra proposta e sono certo che verrà approvata»). Secondo fonti ben accreditate del Quirinale, il futuro Guardasigilli sarà quasi sicuramente il vicepresidente della Camera, Maurizio Lupi. Ma resistono i nomi del deputato pdl Nitto Palma e dell'ex ministro Enrico La Loggia, presidente della commissione bicamerale sul Federalismo. «Non ho alcuna preoccupazione per il governo», ha scandito il premier, «né per la coalizione né la maggioranza che lo sostiene». Questa rassicurazione arriva dagli stessi leghisti: «Ho parlato con tutti gli esponenti della Lega», ha raccontato il premier in conferenza stampa, «e ho avuto modo di conoscere la posizione di Umberto Bossi. Io interloquisco con tutti i ministri della Lega, ho un rapporto di massima sincerità con Calderoli e Maroni». «Ma- ha chiosato Berlusconi - naturalmente interloquisco prioritariamente con Bossi». B.R. SULLA MANOVRA Pure la Merkel fa uno sgarbo al Cavaliere Non bastavano le beghe con la Lega che ha girato le spalle al premier sull'arresto di Alfonso Papa. E neanche il continuo tira e molla con il ministro dell'Economia, Tremonti, sul necessario rigore dei conti e le tanto agognate riforme e con il presidente Napolitano sulla nomina del nuovo ministro della Giustizia. A turbare i sonni di Silvio Berlusconi sono arrivate anche le ultime novità dalla Germania. No, non c'entrano gli ordinativi dell'industria o i dati sull'export, ma le parole della cancelliera Angela Merkel. Che forte dei risultati ottenuti giovedì a Bruxelles è voluta andare oltre. Prima, ovviamente, si è autopromossa per il secondo piano di salvataggio della Grecia: «L'Europa si è mostrata pronta ad agire. Quel che noi tedeschi stiamo impegnando per la stabilità dell'euro ci sarà restituito in varie forme. L'intesa ha diminuito i rischi di contagio». Poi è passata all'Italia. Il giudizio non è stato tranchant, ma la Merkel non ha rinunciato a dare una stilettata al premier: «Il programma di austerità dell'Italia è assolutamente buono, ma rappresenta un processo in corso e richiede nuove misure per il futuro». E poi per chiarire il concetto: «Devono essere compiuti altri passi. Il debito complessivo italiano non è proprio piccolo e per questo la strada per l'Italia sarà più lunga». Iperattivismo presidenziale Il Colle dà il contentino ai giudici: garantiscono l'interesse nazionale Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano Olycom ::: ELISA CALESSI ROMA «Io non ho spinto per alcun rinvio. Ma quando ci si presenta con una dozzina di nomi che poi si dà alla stampa... Cosa potevo dire? Sì al numero 3, al 7 e al 10? Gli ho detto: fate una proposta, io sono pronto a firmarla anche subito. Ma ho l'impressio ne che abbiano altre preoccupazioni in questo momento...». Finita la cerimonia del Ventaglio, Giorgio Napolitano, chiacchierando con alcuni cronisti e qualche direttore di giornale, è tornato sull'incon tro con il premier e la vicenda della nomina del ministro della Giustizia. Per mettere in chiaro che il ritardo, se c'è, è responsabilità di altri. Leggi: del premier. «L'unica cosa che ho raccomandato è di evitare l'effetto-domino che si creerebbe prendendo qualcuno dal governo per nominarlo Guardasigilli. Sarebbe meglio prendere dal Parlamento». Per il resto, il presidente della Repubblica ha detto di non aspettarsi una precipitazione degli eventi. Se la scorsa estate c'era stata lo strappo con Gianfranco Fini, questa volta si può andare in vacanza tranquilli. «Non mi pare si vada verso fatti clamorosi». Nel discorso ufficiale, invece, è tornato su quanto aveva detto il giorno prima a proposito della magistratura, attaccando indirettamente Antonio Di Pietro, ma anche «Il Fatto»che lo avevano criticato. Ha ricordato di aver parlato della «funzione di fondamentale interesse nazionale» di cui è le toghe sono portatrici. «Come si possa cogliere in un discorso che partiva da quella affermazione il rischio di veder posti “sullo stesso piano chi commette reati e chi li combatte” (parole di Di Pietro), lascio a voi giudicare». E se l'è presa con i «difensori d'ufficio della magistratura». A scanso di equivoci, ha precisato che non intendeva affatto commentare «libere decisioni del Parlamento, che sempre rispetto». Tradotto: quando ha criticato certi atteggiamenti dei magistrati non si riferiva alle decisioni su Papa o Tedesco. Piuttosto, ha richiamato «a comportamenti che non offuschino la credibilità e il prestigio dei magistrati». Solo così, infatti, «si vanificano attacchi inammissibili alla magistratura». Ha poi rivendicato il ruolo da lui interpretato perché la manovra finanziaria, «necessaria di fronte alla crisi», fosse approvata velocemente. «Era una prova che l'Italia doveva dare per mostrare la consapevolezza degli obiettivi da perseguire» e «la capacità delle sue forze vitali». E ha esercitato quell'intervento «senza tenere alcun conto delle convenienze dell'una o dell'altra parte politica» e «senza invadere o occupare alcuno spazio». Perciò ha definito non serie «certe interpretazioni dietrologiche o fanta-istituzionali». La manovra, però, non basta. «Molto resta da fare», «serve ancora un impegno di coesione». Che non significa «rinuncia alle proprie ragioni e impostazioni», né «passaggio fortunoso da piattaforme contrastanti a un programma unificante». Rivolto all'opposizione, ha spiegato che si tratta di riconoscere «la complessità dei problemi». Mentre, con il pensiero alla maggioranza, ha aggiunto che occorre evitare «dissimulazione», «sdrammatizzazione» e «populismo demagogico». Infine, sui costi della politica, ha messo in guardia dagli «umori antidemocratici», sollecitando «decisioni di alleggerimento e semplificazione», ma anche «tangibili correzioni sul piano del costume politico».
Sabato 23 luglio 2011
27Sabato 23 luglio 2011 @ www.libero-news.it Vi invitiamo a scrivere lettere brevi. La redazione si riserva il diritto di tagliare o sintetizzare i testi. Tutte le e.mail inviate a «Libero» e non pubblicate in questa pagina per mancanza di spazio le trovate sul nostro sito all'indirizzo www.libero-news.it Numero verde 800 - 984824CERTIFICATO N. 6896 DEL 21/12/2010 ISSN 1591-0423 La tiratura di sabato 23 luglio 2011 è di 208.069 copie WebSystem - Gruppo24Ore Concessionaria esclusiva per la pubblicità Direzione Milano 20146, Via Washington 70 Tel. 02.24424611 Fax 02.24424490 Filiale di Roma 00196, Via C. Beccaria 16 Tel. 06.69548111 Fax 06.69548125 Concessionaria per la pubblicità sul WEB Via Pisacane,1 - 20016 Pero (MI) Italia Tel. +39 02 30223462 Fax +39 02 30223058 e-mail: marketing.websystem@ilsole24ore.com sito internet: http:/websystem.ilsole24ore.com Per l'attivazione si prega di inviare i dati precisi dell'intestatario dell'abbonamento, unitamente alla ricevuta del versamento effettuato, al Fax 02.999.66.279 Ufficio Abbonamenti e arretrati del quotidiano: Tel. 02.999.666 e-mail: abbonamenti@libero-news.eu Orario: 10.00-12.30 (dal lunedì al venerdì) Arretrati del solo quotidiano: disponibili, salvo esaurimento scorte, le copie dell'ultimo anno. 3,00 cad. con richiesta scritta, accompagnata dall'importo in valori bollati, indirizzata a Libero - Uff. Arretrati Viale L. Majno, 42 20129 Milano Abbonamenti nazionali 12 mesi: 6 giorni .................................. 290 6 mesi: 6 giorni .................................. 155 3 mesi: 6 giorni .................................. 85 12 mesi: 5 giorni .................................. 250 6 mesi: 5 giorni .................................. 130 3 mesi: 5 giorni .................................. 70 12 mesi: 4 giorni .................................. 205 6 mesi: 4 giorni .................................. 105 3 mesi: 4 giorni .................................. 60 Il versamento dovrà essere intestato a: Editoriale Libero S.r.l. Viale L. Majno, 42 - 20129 Milano Modalità di pagamento: versamento su C/C Postale n. 41953050 bonifico banc. Banco di Brescia Ag. 5, via V. Veneto, Roma IBAN: IT67Y0350003205000000034492 Carta di credito sul portale www.libero-news.it chiamata a compiere sacrifici personali durissimi per sottrarsi ai colpi della speculazione. Non si capisce perché questi signori non sono stati loro i primi a dare l'esempio, anzitutto con la trasparenza e poi riducendo significativamente i loro stipendi, pensioni, privilegi e le spese che ne derivano, che sono tante e elevatissime. Andrea Delindati Manerbio (Bs) LA CASTA/8 Ora rischiamo la guerra civile In Libia, l'Onu fa la guerra contro l'unico dittatore del paese, Gheddafi. Cosa si dovrebbe fare contro l'Italia che di dittatori ne ha migliaia? Parlamento, Senato, Colle, magistratura, sindacati e caste varie... Si pretende che Berlusconi risolva i problemi, ma cosa può fare con tutte queste caste contro? Ci vuole la rivoluzione o la guerra civile? Penso che ci manchi poco: se la stanno cercando. Antonio Alverà e.mail LA CASTA/9 Da 50 anni si parla dei tagli Settimanale “Epoca”, n. 682 del 20 ottobre 1963, un lettore scrive: «Una proposta che, se accettata, farà molto onore al Parlamento, è quella dell'Onorevole Vicentini, tendente ad abolire le esenzioni fiscali sugli emolumenti dei parlamentari. Difatti non si comprende come una classe di cittadini benemeriti, che ha scelto la vocazione di servire il Paese nell'interesse generale, debba godere di privilegi che ricadono poi sulla massa già oppressa da tanti affanni». Naturalmente nessun politico sputò sul piatto d'oro dove mangia. Passano gli anni, la gente si indigna, ma... Decimo Pilotto Tombolo (Pd) LA CASTA/10 Diamo ai cittadini più poteri Si finge di non sapere che il denaro che finanzia l'apparato parlamentare e tutti gli altri enti burocratici (economicamente passivi ed improduttivi) a servizio della popolazione (magistratura, regioni, province, comuni) esce dalle casse dello Stato e quindi dalle tasche dei cittadini. Questi ultimi, in quanto produttori di reddito, devono assolutamente poter dire l'ultima parola nella valutazione della congruità dei costi e dei compensi. La gestione di tale materia deve essere tolta immediatamente dalle mani dei partiti e riposta nelle mani della saggezza dei cittadini. Vittorio Binda e Fernando Togni Lecco LA MANOVRA I gufi anti Cav si sono sbagliati Lunedì scorso i presunti esperti della stampa italiana davano per fallita la finanziaria dato il tonfo delle borse, addossando tutte le colpe a Berlusconi. Nei tre giorni successivi però gli indici sono schizzati. È la dimostrazione che i commentatori non capiscono alcunché, dimostrando che dovrebbero limitarsi a scrivere di bunga-bunga e dei libri di Veltroni. Carlo Xavier e.mail CRISI ECONOMICA La giusta protesta degli agricoltori La protesta degli agricoltori in alcuni ipermercati ha messo in evidenza come un prodotto ortofrutticolo aumenta, dal campo al consumatore finale. Emergono enormi differenze ma se l'agricoltore ci rimette la colpa non è dell'ipermercato. Purtroppo tante sono le spese: personale, energia elettrica, scarto merce, ecc., tutto va a formare il prezzo finale. La questione è a monte e secondo il mio modesto parere a guadagnare sono i commercianti-grossisti. Comunque nel settore alimentare a rimetterci sono nove volte su dieci i produttori e solo quando la merce è scarsa. Ten Pileight Marsure (Pn) SPRECHI Il carrozzone di Rai International Un piccolo suggerimento per risparmiare un bel po' di soldi. Chiudere quel carrozzone inutile di Rai International. Fanno molti programmi terribili, pochissimi telegiornali, rifiutano di entrare su programmi cable tv che moldelinquenti. Porto l'esempio di un mio collega la cui moglie ha un negozio di borse in zona Porto. La polizia è passata per dirle che nei prossimi giorni sarebbe meglio che tenesse chiuso il negozio e lei ha risposto: «A chi dovrò chiedere i risarcimenti per mancato introito?». Alla fine è stata costretta, anche per logica, a tenere aperto il suo servizio commerciale solo mezza giornata, di mattina. Ora, Le sembra possibile che si metta a repentaglio la vita, i guadagni della popolazione per pochi no global pericolosi e violenti? Roberta Bartolini Genova CATTOLICI Bandiera di San Marco vietata al funerale Questa vicenda ha dell'incredibi le. Il 2 aprile scorso a Mestre moriva il Signor Luigi S., esprimendo tra le sue ultime volontà il desiderio di essere avvolto nella bandiera di San Marco, la sua bandiera (che è tra l'altro il vessillo ufficialmente riconosciuto del Comune di Venezia). Ebbene il parroco della chiesa di Santa Maria di Lourdes non ha voluto che tale vessillo cingesse il feretro del Signor Luigi, «perché i simboli politici devono stare fuori dalla chiesa». Giovedì scorso si sono celebrati in duomo a Chieti, presenti notabili di partito, dignitari vari e vescovo in pompa magna, i funerali dell'ex onorevole Remo Gaspari. Il feretro era avvolto nella storica bandiera della Democrazia Cristiana, in chiesa, anzi in duomo. No comment, ma certamente c'è materiale su cui meditare. Giuseppe Rancati e.mail PRECISAZIONE Nessun vitalizio per il sindaco Pisapia In merito all'articolo “Niente tagli alle onorevoli pensioni” pubbli cato ieri dal vostro quotidiano a pagina 11, si precisa che il sindaco Giuliano Pisapia, dal momento della sua elezione a Palazzo Marino non percepisce alcun vitalizio dalla Camera dei Deputati. Inoltre, come aveva annunciato, Pisapia ha sospeso anche la sua attività forense rinunciando quindi a ogni reddito derivante dalla professione di avvocato. Ufficio stampa comune di Milano Milano ANCONA AOSTA BARI BOLOGNA CAGLIARI CAMPOBASSO FIRENZE GENOVA L'AQUILA MILANO NAPOLI PALERMO PERUGIA POTENZA PRATO ROMA TORINO TRENTO TRIESTE VENEZIA 21 12 22 18 21 16 17 21 14 17 22 23 16 17 17 20 15 16 20 19 28 27 28 27 32 26 28 25 24 27 27 29 27 25 29 29 28 25 23 23 Temperature previste oggi MIN MAX MIN MAX Dati meteo a cura di 3BMeteo.com,elaborazione grafica centimetri.it NORD: instabile tra Triveneto, Valpadana centrale e Ponente ligure con piogge in esaurimento; discreto altrove. Peggiora dalla sera a partire da Ovest. Temperature in calo, massime tra 24 e 29. CENTRO: acquazzoni tra Lazio ed Abruzzo interno, in attenuazione serale. Nubi sparse altrove con piovaschi su dorsale toscana. Temperature stabili, massime tra 26 e 31. SUD: acquazzoni sparsi in assorbimento tra Campania e Gargano; asciutto altrove con fenomeni diurni sui monti. Temperature in calo, massime tra 28 e 33. NORD: residue piogge al Nordest in assorbimento. Discreto altrove con isolati fenomeni sui settori confinali e la notte su Est Lombardia. Temperature stabili, massime tra 24 e 29. CENTRO: piogge in estensione da interne toscane a dorsale ed Adriatiche; più sole altrove. Migliora la sera. Temperature in calo, massime tra 25 e 30. SUD: acquazzoni tra Molise ed alta Puglia, nonché sul basso Tirreno. Discreto altrove con isolati fenomeni serali su dorsale campana. Temperature in lieve calo, massime tra 27 e 32. NORD: in prevalenza soleggiato, salvo lieve variabilità su Alpi e prealpi orientali con qualche fenomeno a ciclo diurno. Temperature perlopiù stabili, massime tra 24 e 29. CENTRO: discreto tra Sardegna e Tirreniche salvo disturbi su ovest Sardegna. Parzialmente nuvoloso altrove con locali acquazzoni diurni sulla dorsale. Temperature in diminuzione, massime tra 24 e 29. SUD: soleggiato con formazioni cumuliformi sulla dorsale al pomeriggio con qualche acquazzone. Temperature in lieve calo, massime tra 26 e 30. Su www.libero-news.it tiplicherebbe la visione, perché dicono che non possono usare canali che fanno pubblicità, quindi pochi italiani la vedono. Angelo Paratico e.mail QUALE OPPOSIZIONE? La sinistra sta con i poteri forti L'Italia detiene lo scandaloso primato di avere la casta politica più numerosa, costosa per stipendi, agevolazioni e privilegi vitalizi più disparati tra le democrazie occidentali. La finanziaria presentata dal governo è stata ritenuta efficace e valida dagli organismi internazionali. In virtù dell'auspicata coesione costruttiva, l'opposizione rimane sempre essere eversiva. Una delle voci di critica viene dalla Rosy Bindi che, ritenendosi esperta di alta finanza comunitaria, snobba le analisi degli enti internazionali. Un atteggiamento antigovernativo che pone l'opposizione complice all'attacco speculativo. La sinistra dà ossigeno ai poteri forti. Gaetano Banfi Gemonio (Va) ESTERI In Libia Sarkò ha fallito il Cav aveva ragione Parigi farebbe il dietrofront su Gheddafi, che potrebbe rimanere come raìs onorario, nonostante tante vite distrutte e bombardamenti risultati inutili. Questa è la lampante dimostrazione che le titubanze del governo Berlusconi erano sagge e fondate e che, per non creare una crisi in ambito europeo, ha dovuto a malincuore assoggettarsi al volere dei più forti partner Nato. Giacomo Sironi Reggio Emilia DECENNALE G8 Negozianti penalizzati per il corteo no global A proposito dei no global che per una decina di anni a partire dal 20 luglio manifestano a Genova per commemorare il ricordo del G8, in cui perse la vita Carlo Giuliani, sto ascoltando i commenti dei miei colleghi d'ufficio per lo più di sinistra, anche se conservatori nell'animo, che per una volta sono tutti d'accordo nel dire che è qualcosa di assurdo che la città venga chiusa per giorni a causa di
29Sabato 23 luglio 2011CULTURA @ commenta su www.libero-news.it Per l'uso sistematico del “copia e incolla” nei sui testi “scientifici”, il filosofo Umberto Galimberti è finito nel mirino anche dell'Università Ca'Foscari di Venezia, dove insegna Antropologia culturale. L'Advisory Board dell'ateneo ha infatti concluso l'esame di una segnalazione giunta nel maggio scorso. L'iter procedurale è terminato con un richiamo affinché «il docente voglia adeguarsi nella redazione dei testi scientifici all'uso sistematico della citazione delle fonti secondo la prassi condivisa e consolidata nel campo della ricerca nazionale e internazionale». «Abbiamo affrontato con serietà e tempestività questa vicenda», ha spiegato il rettore Carlo Carraro. «Così come abbiamo scelto di valutare con attenzione l'originalità dei lavori dei nostri studenti attraverso l'introduzione del software anti plagio, allo stesso modo esaminiamo con cura i lavori dei docenti. Il nostro obiettivo è quello di garantire la qualità della produzione scientifica dell'ateneo». Fra i testi incriminati, Invito al pensiero di Martin Heidegger (1986), L'ospite inquietante (2007) e I miti del nostro tempo (2009). L'autore si è difeso dicendo che «in ogni rielaborazione c'è uno scatto di novità» e promettendo di citare le fonti nelle edizioni successive. LIBRI SUPERSTAR Richiamo accademico Anche Ca' Foscari censura Galimberti, il filosofo-copione Autobiografia-amarcord Le storie di Goldoni con l'individuo al centro del mondo ::: ALBERTO PEZZINI Luca Goldoni parla sempre delle stesse cose, ma lo fa come se fosse la prima volta. Un suo libro del 1978 si intitolava Non ho parole ma poi ne ha scritti almeno altri trenta, per dire che le parole sa sempre dove trovarle . È per questo che ora pubblica una specie di autobiografia-amarcord, Meglio mai che tardi (Mursia, pp. 220, eu ro 15), in cui rievoca un po' tutta la sua vita e le sue opere. Zeppe di umanità, ironia e saggezza. Da Cioè (1977) a Lei mi insegna (1983), Goldoni (che ama ripetere come da piccolo lo chiamassero Luca Preservativi) non ha mai smesso un minuto di dedicarsi al proprio io. La rivelazione per cui l'individuo pesa più di guerre e stragi ferroviarie ce l'ha nel 1978. Il direttore del Corriere della Sera di allora, Franco Di Bella, gli telefona e gli dice: devi farmi tre cartelle. Quando? Subito. Per uno come Goldoni - abituato a prendere un aereo a distanza di un'ora da una telefonata - non era un problema. Il punto è che non si trattava di un fatto di cronaca o di una missione lampo - che so - in Biafra. Era accaduto che qualche giorno prima un cinquantenne avesse inviato una letterina al Corriere in cui spiegava che era sposato, con due figli, e aveva un'amante alla quale era venuto in mente di lasciarlo. Perciò, per questa botta improvvisa, aveva deciso di suicidarsi e affidava alla penna di qualche sensibile scrittore di Via Solferino l'in grato compito di dissuaderlo. Di Bella scelse Goldoni. Che scrisse un articolo con il quale si sparse sale sulle ferite. Tutti gli altri giornali rimasero al palo. Scoppiò un vero finimondo democratico. Piovvero fiumi di lettere, orde di individui solidali, e il bello è che l'attacco sbertucciante di Goldoni fu all'arma bianca: «Se uno chiede la carità per la strada spesso lo scansiamo, gli occhi fissi sul marciapiede. Se ci chiede la carità con una lettera sul giornale si fa ressa per dargli una mano... Se uno minaccia di uccidersi per amore in prima pagina di fianco al titolo sulla crisi in Medio Oriente, ecco che diventa un caso. È l'in conscia rivincita dell'individuo sulla società, le nostre povere storie valgono quelle che sconvolgono il mondo». Tutto qui. Che poi, dice Goldoni, quella letterina fosse originale o costruita ad hoc, resta un mistero. Il giornalista aveva una specie di passionaccia che non poteva fare a meno di una tagliente ironia. Anzi, a volte era davvero impietoso. Come quando scrisse in Non ho parole (1978) di non poter immaginare il Duce da piccolo con qualche amico che gli dicesse: stai zitto tu, coglione. Glielo disse anche Indro Montanelli, che avvicinò per la prima volta a 19 anni, a un Giro d'Italia passato per Parma. «Tu sai scrivere, però ti piace troppo fare lo spiritoso. Scoprirai sulla tua pelle, come l'ho scoperto sulla mia, che gli italiani sono un popolo di barzellettieri, ma sono tetragoni all'ironia». Eppure Goldoni - che se ne accorse di persona anche lui cosa significa maneggiare la pirite dell'irriverenza pura - ne ha usata tanta. Un colpo ironico, alla giugulare, è stata l'inter vista a Bettino Craxi nel 1980, completamente inventata e fantasiosa (Goldoni aveva ideato l'in tervista in cui lui psicanalizzava il potente di turno), ma talmente volatile da spingere Craxi a rettificarla sulla prima del Corriere: «Nell'intervista immaginaria che appunto si immagina rilasciata da me, Luca Goldoni voleva proporre sul Corrie re una caricatura di me e del mio partito. Desidero precisare che il Signor Goldoni fa uscire dalla sua immaginazione fatti giudizi e pensieri che certamente non stanno nella mia. Bettino Craxi». ::: FRANCESCO SPECCHIA Jorge Luis Borges, il bibliofilo perfetto perso tra gli scaffali della sua personale Biblioteca di Babele (quella che conteneva il destino d'ogni uomo), parlerebbe di «riscatto del Fato». Ed è un po' così. Si sta accendendo una rivolta simbolica della carta e dell'inchiostro. Proprio mentre infuria la polemica - noiosissima - sulla “nuova disciplina sul prezzo dei libri” e mentre l'editoria tradizionale subisce l'as sedio dell'e-book; ecco, per un curioso arabesco del destino, le librerie sfornano libri che parlano di libri. O di uomini-libro: librai, collezionisti, editori, antiquari, monomaniaci che fanno dei libri un guscio dell'esistenza. E non si tratta semplicemente di una difesa “accecata”, quasi autistica del vecchio medium. Una difesa come quella descritta nell'en nesima riedizione di Auto da fé di Elias Canetti, in cui il sinologo Peter Kien ama solo la sua biblioteca, ma quando abbandona le proprie abitudini per entrare nel mondo rivela tutta la sua idiozia. Né assistiamo a una patologia. Tipo quella che spinge, nel racconto Biblioma nia di Gustave Flaubert (Mursia), il trentenne libraio Giacomo - ignorante ma feticista del libro per rilegatura, aroma, odore - a uccidere per una Bibbia del '400. Nella lettura il confine tra la malattia e la passione è labile. Quasi sensuale, suggeriva Anatole France. Ma non è questo il modo di combattere. Pure se l'essere bibliofili «significa essere devoti a una personale ossessione», il libro di carta non cerca vendetta, ma giustizia. Ti immerge in mondi che il libro elettronico ancora preclude. Prendete Storie di libri - amati, misteriosi, maledetti (Einaudi) appena uscito. È una summa teologica del libro la protagonista nel libro. Contiene i racconti di Nodier, Dossi, Kaminsky, Chesterton; di Pirandello, il cui protagonista del “Mondo di carta”, privato di ogni piacere se non della lettura, viene distrutto da sopraggiunta cecità (nemesi estrema, rimasticata in “Tempo di leggere”, episodio de “Ai confini della realtà” sull'ultimo uomo dopo un disastro atomico, rimasto solo coi suoi libri, che rompe gli occhiali...). Narra di libri che possono cambiare il destino dell'umanità - il Necronomicon; di libri assassini e libri proibiti - la Poeticadi Aristotele del Nome della Rosa o l'Uter Ventorum de Il mercante di libri maledetti di Marcello Simoni. Racconta di libri letti da un unico, piccolo uomo - Mendel dei libridi Stefan Zweig - il quale prima delle persecuzioni naziste mette la sua onniscienza a disposizione di tutti al caffè Gluck di Vienna; e di libri salvati dalla furia della guerra o tramandati per via orale da eroi insospettabili come in Fahrenheit 451di Bradbury. Affiora, oggi, per certi versi, un recupero dell'antico, maieutico, ruolo dell'editore. Un solco scavato da Aldo Manuzio che arriva fino a Valentino Bompiani: «Far libri, stamparli, scriverli, raccoglierli, venderli, recensirli: nella mia vita mi sembra di non aver fatto altro...», scrive in Tra le carte di un editore Cesare De Michelis della Marsilio, l'editrice ha lanciato la Tamaro, la Mazzantini e Stieg Larsson. «Con Larsson crescemmo del 40%», ci confessò Cesare «come in democrazia c'è la stupida regola che comanda chi ha più voti, così in editoria comanda chi vende più libri». Ma non ci credeva sul serio. Un mese fa il poeta Patrizio Roversi, vendendo la libreria antiquaria a Bologna, ne descrisse i volumi come i soldatini di stagno delle favole: «Cosa volete che facciano i libri di notte? Immaginate la biblioteca dell'Archiginnasio, in inverno, gelo e neve fuori, buio dentro, i libri disposti in ordine bizzarro, per altezza e dimensione, magari si trovano fianco a fianco due volumi incompatibili, si parlano, litigano, si sfidano a duello... Poi, la mattina, quando torna il bibliotecario, tutto è di nuovo in ordine». Soldatini di stagno che combattono la loro guerra contro il progresso: Amazon, Ebay, le pagine di silicio, le emozioni accese dietro piccoli schermi retro-illuminati, storie distese su ragnatele di inchiostro elettronico. Questa battaglia disperata fa respirare di speranza noi, lettori piccoli roditori in un'immensa biblioteca. Ci viene in mente un racconto di Mauro Giancaspro, “Nel paese dove tutti vogliono leggere”. Si dipana su un'epidemia strana: la lettura vorace che distrugge le tv e affolla le biblioteche fino a notte fonda. Ci immaginiamo proiettati nella College Street di Calcutta, il solo quartiere al mondo fatto di libri. E vorremmo davvero, un giorno, ricordare il volto di nostra madre come faceva Ruiz Zafòn nell'Ombra del vento, inoltrandosi nel Cimitero dei libri dimenticati, luogo «dalle geometrie impossibili». BIBLIOFILIA L'olio su tela “Il topo da biblioteca” (circa 1850) del pittore tedesco, di stile Biedermeier, Carl Spitzweg (1808-1885) Mentre imperversano gli e-book, l'editoria stampa volumi che hanno come protagonisti se stessi: da Flaubert a Simoni, è il riscatto del vecchio medium La rivincita della carta
22 Sabato 23 luglio 2011 L'itinerario Peperoncino jazz festival Note piccanti di Calabria Una kermesse itinerante alla ricerca dei sapori autentici REGGIO CALABRIA Doma ni, domenica 24 luglio, un doppio appuntamento gastronomico in Calabria. Il primo sul versante tirrenico a Bagnara Calabra con la Sagra dell'Alalunga – Festa del Mediterraneo. Ricette della tradizione che risalgono al XIX secolo saranno protagoniste insieme a questo pesce osseo –chiamato il “tonno bianco”del bacino Mediterraneo. Il nome, curioso, deriva dalle lunghe pinne pettorali, e la sagra è un'ottima occasione per gustare l'alalunga nelle diverse maniere, come sugo per le pennette, come polpette, arrosto alla baettota, in agrodolce o sotto'olio (info www.sagradellalalunga.it). Ai degustatori sarà dato in souvenir un bicchiere di ceramica artigianale con il logo dell'evento. Altra ghiotta occasione è sul versante ionico, tra l'Aspromonte e le Serre, nei luoghi della Locride. Se dico stocco, già avete capito che parlo di Mammola. Ma la XXV Sagra dello Stocco ci sarà martedì 9 agosto. Per domani questo paese nel cuore della provincia di Reggio di Calabria proporrà la Sagra della Ricotta Affumicata sotto forma di melanzana ripiena, pasta casareccia e dolci. Info www.comunedimammola.it. G.C. Concerti biodinamici continua da pagina 21 Gianfranco Bolognesi è tornato a “casa” Castrocaro riconquista le stelle del gusto Ancora una tappa tra musica colta, prodotti della terra e grandi vini. La propone il festival di Querceto (sulle colline pisane della Val di Cecina) oggi e domani. Stasera al Castello di Querceto in compagnia dei vini della cantina Ginori-Lisci si esibiscono i virtuosi della chitarra e del flauto traverso. Domani sera tappa all'azienda agricola Cerreto di Pomaramce che produce solo da agricoltura biodinamica. In degustazione e in acquisto i prodotti della terra mentre sul palco ci sono i musicisti del Querceto International Piano Festival & Masterclasses. Gli appuntamenti sono alle 21. [Info 333/6405250] Prosecco e letteratura Dal 28 al 30 luglio alla Fenice di Venezia il Conegliano Valdobbiadene la degustazione del Prosecco Superiore accompagnerà tre pomeriggi alla scoperta del Veneto letterario e musicale di oggi. Giovedì 28 luglio Marco Mancassola leggerà due racconti dal suo Non saremo confusi per sempre (Einaudi 2011), accompagnato dalla chitarra di Sergio Bertin. Il 29 va in scena Burroughs in Cage, con Vitaliano Trevisan e Daniele Roccato che mixano i testi di Burroughs ai suoni di Cage. Sabato 30, Tiziano Scarpa e Federico Costanza presentano i testi dell'autore veneziano con l'elettro-acustica sperimentale di Costanza. Il gusto del pane A Piano di Sorrento oggi e domani si svolge, nella suggestiva località di “Santissima Trinità” la kermesse “ Il Gusto del Pane”. Uno spazio di degustazione per conoscere l'arte bianca. Ma per gli amanti delle cose dolci c'è una sorpresa in più: il festival della torta Caprese, confezionata nelle sue varianti al cioccolato, al limone, al cocco, al mirtillo. Ci sarà anche una gara tra i pasticceri e tra le massaie per stabilire chi fa la Caprese più buona. Gli stand gastronomci sono aperti dalle sei del pomeriggio fino a mezzanotte per assaggiare tutto quanto il forno produce. In abbinamento a salumi formaggi e vini di Costiera. DEGUSTATIPICO A Firenze una settimana con l'Artusi FIRENZE Prende avvio oggi per concludersi il 30 luglio Degustatipico, una sorta di festival della gastronomia tradizionale che si articola nei ristoranti fiorentini che aderiscono a “Ve trina Toscana” . In questa settimana nei ristoranti vengono proposte ricette tradizionalissime che quest'anno, visto che è il centenario della scomparsa di Pellegrino Artusi romagnolo di nascita ma fiorentino di vita e produzione culturale, assumono un sapore ancora più radicato nella nostra memoria gastronomica. Così si potranno gustare preparazioni come la frittata di fagiolini in erba, gli gnocchi di patate e il pollo fritto con i pomodori le cui ricette sono estratte direttamente dall'artusiano “La scienza in cucina e l'ar te del mangiar bene” e saranno preprate con stretta osservanza filologica dai vari chef. C'è anche un appuntamento di approfondimento il 25 luglio all'Ac Hotel di Firenze (via Bausi 5) dove dalle 15 e 30 ci sarà un convegno sul tema “Co municare la qualità” al quale, fino alle 19 e 30, seguirà una degustazione gratuita delle eccellenze toscane. DOMENICA DI GUSTO Tonno bianco e ricotta per la festa Gianfranco Bolognesi (...) di grandi vini come il Cirò e il Greco di Gerace, di paste tipiche, di funghi e tartufi della Sila, di grandi formaggi come il Caciocavallo o il Pecorino, di grandi salumi come la ‘nduja, la soppressata e la ventricina, di distillati come quelli di Caffo. E non si devono perdere gli Aperitivi in Jazz, sintesi ideale della manifestazione. Chapeau dunque a Picanto, l'associazione fondatrice e organizzatrice dell'evento, alla Regione Calabria, alla Provincia di Cosenza, agli enti Parco Nazionale del Pollino e Parco Nazionale della Sila, e al direttore artistico Sergio Gimigliano che ha riunito i grandi nomi del jazz, dal trombettista Jeremy Pelt al grande sassofonista Ravi Coltrane - figlio del leggendario John - (sabato 23 luglio a Morano Calabro), dallo storico contrabbassista di Bill Evans, Eddie Gomez (lunedì 25 luglio a San Pietro in Amantea), all'eclet tico chitarrista John Scofield (martedì 26 luglio a Rossano) e a John Patitucci, una vera leggenda del basso elettrico al quale in occasione del suo concerto mercoledì 10 agosto a Torano Castello sarà conferita la Cittadinanza Onoraria. Diventato la punta di diamante dell'estate dell'Italia meridionale, l'evento più piccante dell'estate è stato riconosciuto uno tra i migliori e più caratteristici meritandosi il quinto posto ai JAZZIT AWARD 2010. E quest'anno che ricorrono i 150 anni dall'Unità d'Italia si strizza l'occhio ai talenti italiani che hanno portato la musica di casa nostra in giro per il mondo. Una cinque giorni interamente dedicata al Made in Italy con il formidabile pianista Stefano Bollani (venerdì 12 agosto a Diamante, concerto a pagamento), Paolo Damiani (mercoledì 27 luglio a Taverna), Francesco Bearzatti (martedì 2 agosto a Santa Severina), Enrico Rava e Danilo Rea (lunedì 8 agosto a Cetraro), Dado Moroni, Giovanni Guidi e Gianluca Petrella (venerdì 19 agosto a Villapiana), Roberto Gatto (domenica 21 agosto a Bagnara Calabra), Luca Aquino e Roberto Cherillo. Un itinerario che tocca le coste dello Jonio, che attraversa la terra meravigliosa della Sila e si tuffa nelle acque tirreniche del versante opposto. Cosenza a capofila, e poi Rende, Scalea, Castrovillari, Corigliano, Altomonte, Camigliatello; sono alcuni dei centri cittadini che offrono la magica atmosfera per ascoltare il sound di un sax, di una tromba, di un basso. Trenta i concerti in un mese e mezzo di programmazione e in quest'ulti ma settimana di luglio al calar del sole la Sila e i suoi luoghi d'incanto ospitano le sonorità nordiche gemellate con il festival, grazie anche alla collaborazione dell'Alto Patrocinio della Reale Ambascia di Norvegia. Per informazioni c'è il sito www.peperoncinojazzfestival.com. E come disse il grande padre del jazz Louis Armstrong «Cos'è il jazz? Amico, se lo devi chiedere, non lo saprai mai». Quindi, “amico”, vivilo. Al Peperoncino Jazz Festival. GIULIA CANUTO Bagnara Calabra vista dall'entroterra ::: CARLO CAMBI CASTROCARO TERME (FC) Dove eravamo rimasti? Da due mesi Gianfranco Bolognesi è tornato a casa, nella sua casa, quella che per un quarto di secolo è stata La Frasca, due stelle Michelin interrotte, ma soprattutto uno dei luoghi sacri alla nostra altissima gastronomia di tradizione, di territorio, di stagione e di creatività. Non si chiama più La Frasca, ma è Casa Bolognesi, una storia, un'anima, un desiderio. E'ancora quell'incantevole palazzina foderata dalle rampicanti lì ai piedi della rocca di Castrocaro Terme lungo la strada che porta alle vette dell'Appen nino. E qui sono di casa le vette del gusto. Gianfranco ha cercato un progetto nuovo, inseguendo, pensava, la clientela ricca di Milano Marittima. E lì aveva trasferito il marchio La Frasca portandoci la sua monumentale cantina, la sua brigata di cucina, la sua passione e la sua immensa cultura gastronomica. La Frasca di Milano Marittima era uno dei più bei ristoranti d'Italia. Ma è Milano Marittima che è cambiata. C'è, è vero, la più alta concentrazione di Ferrari, Bentley e Porsche che si possa immaginare, ma quanto al cibo i nuovi ricchi (che spesso noleggiano le supercar per dragare le covergirl o presunte tali che affollano la croisette de noantri sul lungomare) vogliono il frittone, la grigliatona. Il cibo come cultura non appartiene loro, non lo capiscono. Così ad aprile Bolognesi ha ceduto tutto, marchio compreso, ed è tornato a Castrocaro dove la figlia Melania, con il nipote Elia, portavano avanti già da un paio d'anni una trattoria di altissimo livello ricavata in quelle stanze che erano state La Frasca. E lì Gianfranco, che si è portato dietro il suo chef di sempre, Angelo Asirelli, ha ricominciato. Ma in maniera diversa. Rischia di essere di nuovo un archetipo della ristorazione. «Sai Carlo – mi confida – non ero capace di stare senza far niente. Per quarant'anni ho fatto cucina ed ospitalità, ho sperimentato, studiato e allora ho deciso di ripartire ma in modo nuovo». Come ve lo spiego subito. In quella che adesso si chiama Trattoria Vecchi Sapori Casa Bolognesi c'è una stanza liberty: la verandina. Lì tre sere alla settimana – il mercoledì, il giovedì e il venerdì –Gianfranco offre la sua altissima cucina a 39 euro vini esclusi. “Posso farlo perché non ho più spese, posso farlo perché ho deciso di divertirmi. E voglio anche curare le migliaia di amici che ho in giro per l'Europa dimostrando che si può fare altissima cucina a prezzi abbordabili”. Mi accomodo e degusto il monumentale Savarin di riso, l'impeccabile rosetta di agnello e poi un piatto nuovo nato dall'inventiva del Gianfranco finalmente liberato: i paccheri con la matriciana di mare. Sono perfetti. Non avranno le stelle che piacciono tanto ai critici, perché manca la fuffa, ma sono stellari. Già che ci sono decido di assaggiare anche quello che Melania Bolognesi, suo figlio Elia e Giovani Merli l'altro chef, offrono. E trovo ottimi lo stracotto al Sangiovese con cipolline in agrodolce, il baccalà con i porri, i passatelli al radicchio su fonduta di formaggi. Poi ritorna l'allure di Gianfranco un colto gentiluomo, raffinato, franco e felici riemergono le stagioni trascorse a discettare di vino sul divano Chester davanti al camino. C'è ancora tutto: come prima, meglio di prima. Eravamo rimasti qua. Da qua riparte il viaggio nel giusto e nel gusto. Col il sapore inattaccabile dell'amicizia! Ps: la cantina è stupefacente, Bolognesi ha dismesso le bottiglie iperboliche ed è tornato a fare il talento scout del vino. Troverete vini con l'anima a prezzi ridicoli. Trattoria Vecchi sapori: Castrocaro (Fc) via Mateotti 34 tel 0543-767471. Aperto solo la sera, anche a pranzo domenica e festivi. Chiusura: lunedì. Prezzi da 20 a 40 euro vini esclusi. La tavola gourmand • Trattoria Vecchi Sapori
12 Sabato 23 luglio 2011 ESTERI @ commenta su www.libero-news.it TERRORE ISLAMICO A OSLO Autobomba e sparatorie: è un massacro Due esplosioni in centro, fuoco sul meeting dei giovani laburisti: decine di morti, centinaia i feriti. Ma il primo arrestato è un norvegese ::: JIHAD IN NORVEGIA Jens Stoltenberg Il premier era tra gli obiettivi: «Non vi dico dove sono nascosto» ::: MAURIZIO STEFANINI Autobomba al centro di Oslo, di fronte agli uffici del primo ministro laburista Jens Stoltenberg; spari in quell'isola di Utøya a un meeting di giovani laburisti cui lo stesso premier avrebbe dovuto essere presente. Almeno 27 i morti; ancora incalcolabile il numero dei feriti, che però dovrebbero oltrepassare il centinaio. Quanto mai devastante è stato l'uno-due con cui i terroristi hanno trasformato in una Mumbai europea la capitale di uno dei Paesi più tranquilli d'Europa. Prima, alle 15,20, un'auto che, stando alle telecamere di sorveglianza, ha sfrecciato a velocità elevata nel cuore della città, per poi deflagrare. Prima i presenti hanno pensato a un tuono; poi a un terremoto, quando le mura dei cinque isolati compresi tra il Ministero delle Finanze e la sede del tabloid VG, il giornale più diffuso del Paese, hanno iniziato a tremare. Mentre i vetri andavano in frantumi, le strade e i tavoli di un caffè si sono riempiti di sangue. Distrutti l'ingresso e i primi 2 dei 15 piani della sede del primo ministro, che si è salvato solo perché non c'era. Distrutta la sede di VG. In fiamme il ministero dell'Ener gia, come anche molti altri palazzi della zona, la cui nuvola di fumo si è sparsa su tutta la città. Centinaia le persone bloccate negli edifici danneggiati. Interrotte le vie di accesso al quartiere. «Sembra una zona di guerra» hanno testimoniato i giornalisti dello stesso VG: in prima linea dell'informazione loro malgrado. Interrotte le vie di accesso alla zona. Almeno 7 i morti. Ma Stoltenberg era proprio nel mirino. Mentre tutti i media del mondo si interrogavano sull'at tentato, è arrivata anche la notizia da Utøya: un'isoletta a una trentina di chilometri dalla capitale, dove secondo una tradizione tipica del Nord Europa 650 giovani del partito di governo stavano tenendo una vacanza di studio politico estiva. Un uomo alto 1,90, vestito da poliziotto e dall'aspetto fisico di un normale norvegese, si è messo a sparare sui presenti. Prima che lo fermassero, aveva giù ammucchiato una ventina di cadaveri. Stoltenberg si è salvato di nuovo, ma a questo punto la polizia gli ha imposto di non rivelare dove si trova. «È troppo presto per parlare di attacco terroristico», aveva detto con indubitabile ottimismo. La polizia invece ha invitato gli abitanti ad abbandonare il centro cittadino che è presidiato dall'esercito per paura di nuovi attacchi. Ogni dubbio sembra essere stato comunque dissipato dal messaggio di rivendicazione che è poi arrivato a operadel gruppoterroristico AnsaralJihad al-Alami, facente parte della rete di Al Qaeda. Dal forum jihadista Shmukh, riportato dal quotidiano inglese Telegraph, ha detto di aver voluto punire la Norvegia come ritorsione per la sua presenza in Afghanistan e per gli “insulti” al profeta Maometto. «Dall'attentato a Stoccolma, avevamo avvertito che vi sarebbero state altre operazioni», si legge nel messaggio. L'intera Scandinavia era finita nel mirino jihadista dalla polemica del 2006 per le vignette danesi di Maometto, che appunto erano state ripubblicate anche dal quotidiano norvegese Aftenposten. Poco più di un anno fa, esattamente l'8 luglio 2010, tre membri di Al Qaeda erano stati arrestati dai servizi norvegesi e tedeschi, con l'ac cusa di preparare un attentato: un 39enne cittadino norvegese di origine uighur, un 37enne curdo-iracheno e un 31enne uzbeko. E gli stessi servizi norvegesi avevano allora fatto sapere di prevedere prima o poi un grosso attentato tipo quelli di Madrid o Londra. In serata però il Ministero della Giustizia annuncia che sull'isola di Utøya è stato arrestato un norvegese, il presunto autore del massacro dei giovani laburisti. Proprio mentre da Internet rimbalzano indiscrezioni su una possibile matrice interna degli attacchi. Dalla Polizia nessuna conferma: in una conferenza stampa, svoltasi a tarda ora, il capo degli investigatori annuncia che sono state rinvenute altre bombe inesplose. Una a Oslo, vicino alla sede della televisione pubblica e altre sull'isola maledetta. Secondo le prime indiscrezioni l'arrestato sarebbe stato visto anche sul luogo della strage nella capitale. ::: ALESSANDRO CARLINI Era ricordato come il premier che aveva governato la Norvegia con l'iPad, dopo che l'anno scorso la nube vulcanica islandese l'aveva bloccato a New York. Ieri al laburista Jens Stoltenberg sarebbe servita molto di più una pistola per difendersi dall'attacco portato contro il suo Paese e la sua persona da quelli che sembrano, in base ad alcune rivendicazioni, terroristi islamici. La pacifica Oslo si è trasformata in Mumbai, e uno degli ordigni, un'auto bomba, è esploso proprio vicino agli uffici del primo ministro, provocando una strage. Quello che è sicuro in queste ore convulse è che volevano colpire proprio lui. Anche l'assalto compiuto da un uomo armato nell'isola di Utøya mirava forse ad assassinare il premier, che doveva recarsi al convegno dei giovani del suo partito, il laburista. Per fortuna Stoltenberg non era nel suo ufficio e nemmeno a Utøya. Nel caos generale le autorità hanno subito pensato a metterlo in salvo. «Non posso rivelare dove mi trovo ma sto bene», ha detto Stoltenberg, confortando così tutta una nazione nel terrore. Nel corso di un'intervista telefonica ha anche parlato di «situazione grave» ma ha rassicurato il Paese dicendo che tutti i ministri erano salvi. E dopo qualche ora dagli attacchi è apparso anche in video, ma sempre da una «località segreta». Dopo il pericolo scampato è passato al contrattacco, convocando ieri sera una riunione d'emergenza del suo governo. Ma perché proprio il premier norvegese come bersaglio? I possibili motivi sono molti. Alla guida del Paese dal 2005, oltre a un breve periodo fra il 2000 e il 2001, è stato riconfermato nelle elezioni del 2009. In questi anni si è fatto di sicuro molti nemici fra i musulmani. Soprattutto per la sua vicinanza agli Stati Uniti e il ruolo giocato all'in terno della Nato. La Norvegia partecipa alla missione della Forza internazionale di assistenza alla sicurezza (Isaf) in Afghanistan. Nell'ambito delle missioni internazionali, Oslo contribuisce anche alla campagna militare dell'Alleanza atlantica in Libia. L'attacco di ieri potrebbe anche essere frutto della rabbia covata nel mondo islamico dopo la pubblicazione delle vignette del Profeta Maometto, che tanta indignazione provocarono cinque anni fa e che sono state riproposte lo scorso anno da un giornale norvegese. E Stoltenberg non è stata mai tenero con l'integralismo. Ha inasprito le leggi sull'immigrazione proprio per contrastare le tante minacce terroristiche che sono arrivate in questi anni dai gruppi islamici. E pensare che da giovane era stato un radicale di sinistra. Aveva addirittura assaltato l'ambasciata americana ad Oslo, frantumandone le vetrate con un lancio di sassi. Allora era sfuggito per miracolo all'arresto. . WIKILEAKS: NORVEGIA INCAPACE Soccorsi a uno dei feriti. Un “cable” americano del 2009 rivelato da Wikileaks definiva i servizi norvegesi «incapaci di tenere il passo»; in altre comunicazioni traspare l'illusione delle autorità di essere «immuni dal terrorismo» [Ap] ::: LA DINAMICA LA BOMBA Alle 15.20 un'autobomba viene fatta esplodere mentre transita nella zona compresa tra il Ministero delle Finanze e la sede del tabloid “VG”, il giornale più diffuso del Paese. Nella deflagrazione alcuni edifici vengono sventrati; il bilancio è di almeno sette morti e decine di feriti. IL KILLER Come negli attacchi di Mumbai, alle bombe sono seguiti gli attacchi di uomini armati. Mentre il Paese era sotto shock, a Utøya, isoletta a una trentina di chilometri dalla capitale dove 650 giovani del partito di governo stavano tenendo una vacanza di studio, un uomo alto 1,90, vestito da poliziotto e dall'aspetto fisico di un normale norvegese, si è messo a sparare sui presenti. Lo stesso tabloid ”VG” parla di venti-trenta morti fra i ragazzi. Il primo ministro Stoltenberg era uno degli obiettivi L'ARRESTO In serata arriva l'annuncio che a Utøya è stato arrestato un norvegese, il presunto autore del massacro. Jens Stoltenberg Ap
3Sabato 23 luglio 2011PRIMO PIANO @ commenta su www.libero-news.it L'OPPORTUNITÀ L'8 luglio è stato presentato un testo di Oskar Peterlini, della Svp. Riduce i deputati a 300 e i senatori a 150. Se tutti dicessero sì a ottobre sarebbe legge la casta ci costa La casta si vendica di chi la smaschera Invece di tirare la cinghia i parlamentari vogliono punire i giornalisti e insultano perfino i cittadini che si lamentano via mail. È il segno di una grave miopia. Eppure, per dimezzare le due Camere basterebbero 90 giorni e una leggina (...) della settimana precedente in cui tutti protestavano per i tagli ai costi della politica previsti nella finanziaria da Giulio Tremonti. Qualche senatore del Pd ha chiesto di pubblicare i resoconti integrali delle loro discussioni, per distinguere come nel riassunto è difficile fare, fra le varie posizioni. Barbara Saltamartini (Pdl) si è proprio arrabbiata, segnalando «l'esigenza che ogni giornalista dovrebbe pubblicare notizie solo dopo averne verificato l'attendibili tà e la veridicità. In ogni caso, la stampa non è legittimata a impartire lezioni di moralità almeno a una consistente parte dei parlamentari». Un altro senatore dello stesso gruppo, Salvatore Lauro, dopo avere premesso la sua convinzione che «la stampa abbia reso del mio intervento una interpretazione parziale e maliziosa», è andato all'attacco: «Ribadisco la mia opinione secondo cui la riduzione dei trattamenti deve essere disposta per tutti i membri degli organi costituzionali, e non solo per i parlamentari. Sarebbe opportuno individuare e abolire i privilegi di cui godono gli iscritti ad alcuni ordini professionali, in primo luogo quello dei giornalisti». Quella commissione deve essere una vera polveriera di rabbia contro giornalisti e perfino contro comuni elettori. Dopo averne letto i resoconti e avere colto sul fatto il Pd schierato in trincea a difendere il proprio trattamento economico, un assistente universitario di Bolzano, Matteo Rizzoli, ha scritto a due senatori di quel partito che aveva votato tutta la sua indignazione. E ne ha ricevuto in risposta sonori schiaffoni. Uno dei due era Francesco Sanna. La cosa più carina che ha risposto all'elettore è: «Mi rimarrà la curiosità di capire se sono miserabili i suoi argomenti o anche il loro autore». Insieme a una invettiva contro Libero e il Fatto quotidiano definiti «le destre che ci accusavano di populismo». Nella lettera anche una stoccata all'elettoreprofessore: «Leggo che lei è Assistant Professor of Law & Economics: i miei amici minatori di Carbosulcis, che fanno un lavoro più pesante del suo e sono pagati meno di lei, hanno capito i fatti e la manipolazione interessata, Lei no». La rabbia che trasuda da queste parole è comune a tutta la classe politica, senza distinzione di schieramento. Si scarica sulla stampa perché è il primo simbolo che si ha a portata di mano. Ci si lamenta di un malcontento diffuso fra tutti gli elettori (qualche parlamentare ha grottescamente sostenuto di non potere più fare andare i figli a scuola perché li fischiano. È evidente: le scuole sono chiuse), e lo si attribuisce a qualche articolo di giornale. È l'ul timo tragico errore della politica. Perché la protesta, anche al rabbia degli elettori, non viene dalla stampa (lì al massimo si trova conferma di quel che già si pensa), ma dall'esperienza che tutti i cittadini hanno del Palazzo. L'ultima manovra finanziaria è forse la più pesante che si ricordi nella seconda Repubblica. Tocca redditi, pensioni, risparmi della stragrande maggioranza degli italiani. Per intervento del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, non appartiene alla maggioranza, ma a tutta la classe politica. Tutti insieme hanno consentito che quella finanziaria assai pesante e necessaria per tenere a freno l'attacco della speculazione all'Italia diventasse legge in tempo record, due giorni o poco più. Per trovare quella unità di intenti il testo è stato corretto in punti delicati ed è diventato un po' più equo nella sua pesantezza. L'unica parte sterilizzata è stata quella dei tagli ai costi della politica, che giustamente Tremonti aveva inserito come premessa alla finanziaria. Era impensabile che tali furbizie da quattro soldi passassero inosservate o suscitassero il plauso degli elettori. Naturalmente è accaduto il contrario. Rabbia, delusione verso tutti. La sensazione di una casta pronta a tutelare solo i suoi piccoli interessi di bottega. Tutto aggravato dalla liturgia del giorno dopo: «Taglieremo, sì. Dalla prossima legislatura. Bisogna rispettare l'autonomia, bisogna difendere la nostra dignità…». Se quella è la strada, porterà all'abisso. Eppure sarebbe semplice. Invece di ideare grandi riforme costituzionali che impegneranno il Parlamento mesi senza venire a capo di nulla, si separi dai grandi piani una sola cosa semplice: la riduzione del numero dei parlamentari. A parole sono tutti d'accordo. Però tutto rimane come è. In Senato l'8 luglio è stato presentato un testo di due articoli. Ha la firma di un senatore della Svp, Oskar Peterlini. Riduce i deputati da 630 a 300, compresi quelli esteri. E i senatori da 315 a 150. Numeri. Basta dire sì tutti: Pd, Pdl, Fli, Udc, Idv e gli altri. Un giorno al Senato, il giorno dopo alla Camera. Prima delle ferie. Si cambia la Costituzione, e dopo il primo voto bisogna prendersi una pausa di 90 giorni. Si arriva a fine ottobre: bastano due giorni e il taglio dei parlamentari è cosa fatta. È la via di uscita. Scambio epistolare «Vi ho votato, ma che sprechi...» E il politico Pd gli dà del miserabile Leggo che vi siete prodigati a proteggere i vostri interessi mentre chiedete sacrifici al paese. Ma come fate? Davvero come fate a guardare in faccia i vostri elettori, la gente che vi ha mandato li. Io che vi ho votato. Lei (senatore) Sanna ha anche la faccia tosta di postare sul suo sito gli emendamenti del PD “contro gli sprechi di denaro pubblico”. Che pagliacciata. E poi si inventa questo bizantinismo della ponderazione per la densità di popolazione. È una cosa senza senso che serve solo a celare dietro ad un criterio oggettivo la vostra porcheria. Le faccio notare che la densità di popolazione già si riflette nel numero dei parlamentari. Già ci costa 1000 stipendi invece dei molti meno degli altri paesi. Sicome siete molti di più dovreste riuscire ad occuparvi dei cittadini più numerosi senza faticare più degli altri. Forse un criterio poteva essere la produttività, magari ancorata alla performance del Paese ma secondo questi criteri dovreste ridarci voi dei soldi. (...) Vergogna. Vorrei essere davanti a voi che in teoria dovreste rappresentarmi e dirvelo guardandovi negli occhi. Vergogna. (...) MATTEO RIZZOLI Prof. Rizzoli, avrei anche potuto far finta di niente rispetto alla sua lettera, posto che faticosamente siamo riusciti (...) a ristabilire la verità su una manipolazione di notizie, questa sì vergognosa. Il criterio della densità demografica se lo è inventato Libero, il Fatto Quotidiano, che si è sino all'ultimo rifiutato di pubblicare il resoconto dei nostri interventi lo ha alimentato. Lei se lo è avidamente bevuto. Io (...) ho raccomandato lo stesso criterio che Stella e Rizzo ripongono alla base della loro critica nell'editoriale di ieri. Se gli americani sono 300 milioni e gli italiani 60, e il loro sistema costa il doppio, e io Italia volessi portare i costi istituzionali al livello Usa, dovrei tagliare la spesa italiana a meno della metà di quella attuale. (...) Ora leggo che lei è Assistant Professor of Law & Economics: i miei amici minatori di Carbosulcis, che fanno un lavoro più pesante del suo e sono pagati meno, hanno capito i fatti e la loro manipolazione interessata, Lei no. Si preoccupi delle sue capacità critiche e pensi se non sia il caso di cambiare mestiere. Infine: Lei non mi conosce, non mi ha eletto. Io sono stato portato in Senato, a lista bloccata, in una posizione ritenuta non competitiva, solo perchè il Pd, nella provincia sarda più povera di Italia, dalla quale provengo ed alla quale tornerò, ha contribuito in maniera eccezionale al risultato. Da quelle parti giro a testa alta, sanno come vivo, possono controllare stili di vita e servizio al Paese e al territorio. Da molti anni rendiconto trimestralmente come impiego i soldi che mi dà la politica. La politica non mi ha arricchito. Il mio imponibile lordo precedente all'ingresso nelle istituzioni era di 45.000 euro più alto dell'indennità lorda al Senato. Quando sono diventato parlamentare nazionale sono incappato in un privilegio economico che ho tentato di eliminare con proposte legislative e quando non ci sono riuscito ho deciso di provvedere direttamente, con donazioni pubbliche. Una alla Conservatoria delle Coste della Sardegna. E con una seconda la Caritas del Sulcis ha finanziato un fondo di microcredito. Quindi mi cerchi quando vuole, vedremo chi abbasserà per primo lo sguardo. Sino ad allora mi rimarrà la curiosità di capire se sono miserabili i suoi argomenti o anche il loro autore. FRANCESCO SANNA Senatore Pd DISPETTO Il presidente della Camera e leader di Futuro e libertà, Gianfranco Fini. Nei giorni scorsi si è lamentato per l'ampio spazio dedicato dai giornali alle spese e agli sprechi della classe politica (Lapresse) Francesco Sanna Pubblichiamo la corrispondenza tra il professor Matteo Rizzoli, elettore del Pd, e il senatore democratico Francesco Sanna. ::: segue dalla prima FRANCO BECHIS .
11Sabato 23 luglio 2011PRIMO PIANO @ commenta su www.libero-news.it LA GRANDE BUFALA Hanno pure il coraggio di sentirsi diversi L'ex sindaco di Sesto si autosospende: «Non siamo come gli altri». E intanto si tiene cadrega e stipendio ::: I PECCATI DEL PD Il senatore Alberto Tedesco dopo la votazione che ne ha respinto la richiesta d'arresto LaPresse Il senatore imbarazza i democratici Tutto il Pd è contro Tedesco e lui chiede la testa di Penati losso bolognese ora addirittura socio della cordata proprietaria dell'enorme superficie dismessa. Due milioni e mezzo di euro pagati ai due professionisti, suddivisi in quattro fatture da 619 euro ciascuna. Anch'essi sono fra gli indagati. E a Sesto San Giovanni l'im pressione è quella d'un muro che va sgretolandosi. Sono tanti gli imprenditori ascoltati dai pm. Uno di questi ci spiega che il canovaccio poteva anche non essere così smaccatamente illegale, ma rispecchiava una situazione torbida e tentacolare, «non si trattava solo di bustarelle nel senso stretto del termine. Per intenderci: tu t'ag giudicavi un'area, poi c'era sempre qualcuno che ti dava qualche istruzione “fuori accordo”, tipo di cederne un pezzo a tizio o a caio, che poi erano sempre gli stessi, e magari adesso s'atteggiano a moralizzatori. Si è andati avanti così per troppo tempo». Infine: Penati, come detto, si proclama innocente. D'altro canto Rosi Bindi, che del Pd è presidente, auspica che «possa dimostrare la propria estraneità. Se dovesse risultare in qualche modo compromesso, non potremmo che chiedere anche a lui un passo indietro». Un'ov via puntualizzazione che tanto somiglia a una presa di distanza. ::: FILIPPO FACCI Brutti segni. Il primo: Filippo Penati ha scelto come avvocato Nerio Diodà, nel 1992 difensore di Mario Chiesa, cioè la palla di neve che divenne valanga. Secondo segno: Penati nega ogni addebito, mentre il conto del Lussemburgo in cui sarebbero transitati i soldi galeotti si chiama così: Pinocchio. Terzo: Penati è già stato mollato dall'amico Gad Lerner, uno che non ti molla mai per caso; il giornalista, che già scaricò l'amico e collaboratore Renato Farina quando ebbe guai giudiziari, ha scritto un puntuto editoriale su Vanity Fair («Penati deve spiegare il suo operato», nonché «lasciare l'inca rico istituzionale di vicepresidente del Consiglio regionale») e poi ha vergato anche un papiro su Repubblica: «La mazzata che si abbatte su Penati segna un brusco risveglio dall'illusione che la vittoria elettorale del centrosinistra, e il lusinghiero risultato conseguito dal suo partito maggiore, potessero esentarlo dal fare i conti con la stagione della malapolitica». Quarto segno: sul blog di Francesco Costa, giornalista de l'Unità e de Il Post, già collaboratore di Veltroni in campagna elettorale, si possono leggere commenti come questo: «Io sono di Sesto San Giovanni e ho sempre votato a sinistra. Coltivo un sogno: vedere Penati in galera che divide la stessa cella con Oldrini (Giorgio, sindaco di Sesto, ndr). Perché vedi, quando un progetto resta fermo per 16 anni senza che nessuno sappia perché, i casi sono due: o gli amministratori sono corrotti o sono incapaci. Non c'è una terza possibilità. E a livello di cosa sono gli amministratori a Sesto, di quello che si vede, ci sarebbe quasi da sperare che siano corrotti. Perché altrimenti vuol dire che sono totalmente, irrimediabilmente incapaci. Ma probabilmente, molto probabilmente, direi al 99 per cento, sono tutte e due le cose». GRANDI PROGETTI Il «progetto» dovrebbe essere quello del recupero dell'area Falck: fu appunto Penati, da sindaco di Sesto, a gestire la destinazione delle aree industriali dismesse. Ma il segno peggiore - il quinto - è l'ennesima e ormai penosa rivendicazione, fatta da Filippo Penati, di una diversità comunista: e scriviamo «comunista» (non «di sinistra») perché stiamo parlando proprio di ex comunisti orgogliosi dell'ex Stalingrado d'Italia, del ceto politico sindacale che a Sesto partorì tra altri Fausto Bertinotti, Armando Cossutta, Sergio Cofferati e quell'Antonio Pizzinato - lo ricordava ieri il Corriere - che ancora negli anni Ottanta leggeva la Pravda come primo giornale. Una diversità comunista suonata come un disco rotto - di vinile, anzi di bachelite, nell'era del cd - e rivendicata anche da un titolo di Repubblica di ieri: «Lascio per dimostrare che noi non siamo uguali agli altri». Firmato Filippo Penati. Cioè: a 22 anni da «Palombella Rossa» di Nanni Moretti («perché siamo uguali, ma siamo diversi») la difesa politica dell'ex presidente della Provincia è una caricatura della caricatura: «C'è uno stile che va salvaguardato... È importante che alla gente arrivi il messaggio che noi non siamo uguali agli altri, se uno ti vota deve sapere che tu sei una cosa e non un'altra». E come no. È forte la tentazione di citargli i recenti 35 arrestati e 400 indagati del Pd (vedi Libero di ieri) ma la verità è che le citazioni più ridicole, Penati, se le fa da solo: «Quando ci sono dei cittadini che ti hanno votato, hai il dovere di fare un passo indietro». FAIDA INTERNA Un passo indietro che avrebbe fatto di sua iniziativa - a sentir Penati - mentre vari compagni gli strappavano la camicia per convincerlo a non farlo: e si parla, attenzione, di una misera autosopensione «dalle funzioni» che in pratica gli lascia seggio, auto blu e stipendio. E che se li tenga pure, è innocente sino a prova contraria: ma, a margine della diversità rivendicata, suona tutto un po' stucchevole. L'esempio comunque viene dall'alto. Penati, il più influente fra i dirigenti del Pd lombardo, è uomo di Pierluigi Bersani di cui è stato capo della segreteria. E disse proprio Bersani, nel febbraio scorso, mentre a Bologna altra storica roccaforte - impazzava il caso di Flavio Delbono, sindaco poi dimissionario: «Da noi c'è un civismo che non tollera ombre... Un'analisi onesta non può non partire da questa colossale differenza di comportamenti... La cosa più importante è cosa fai, come ti comporti, come reagisci, come fai vedere che noi non siamo loro». Aggiungeva su l'Unità Mirko Divani, il manager bolognese che aveva dato il famoso bancomat a Delbono: «Noi siamo gente cresciuta alla vecchia maniera, ci possiamo permettere di fare la morale agli altri». Però anche le prime testimonianze delle inchieste, pur tutte da dimostrare, parlano di cose fatte alla vecchia, vecchissima maniera. Si vedrà. ::: ROMA A essere maligni, bisognerebbe pensare che le due interviste rilasciate da Alberto Tedesco a Corriere e Repubblica gli siano state suggerite da Bersani. Perché il putiferio che il senatore pugliese ha scatenato, accusando Rosy Bindi e Debora Serracchiani di «giustizialismo» e «moralismo», ha trasformato l'imbarazzo del Pd dopo il voto dell'altro giorno in Senato in un coro di dimissioni. Sue e anche di Filippo Penati, se dovesse risultare «compromesso», come ha detto la Bindi. A scatenare la reazione dell'ex assessore pugliese erano state le parole della presidente del Pd. Subito dopo il voto segreto, Bindi gli aveva suggerito di riflettere sull'opportunità di dimettersi. «Si dimetta lei» e «la faccia finita con questi atteggiamenti giustizialisti», gli ha risposto l'interessato. «Il suo moralismo», ha rincarato la dose, «mi fa orrore. Sono vent'anni che la vedo invocare manette e galera». È stata la scintilla che ha acceso un incendio. Contro Tedesco. Ma anche contro Penati. Il primo è stato Enrico Letta che ha definito «inopportune e inaccettabili» quelle parole. «Ci si sarebbe aspettato che il senatore Tedesco pensasse ai danni pesanti che il Pd in questa vicenda ha già subito e si comportasse di conseguenza». Se per Maurizio Migliavacca, capo della segreteria politica di Bersani, sono dichiarazioni «inaccettabili», per Luigi Zanda, vicepresidente dei senatori, sono «ingiuste e dannose». Duro anche il commento di Anna Finocchiaro: «Al senatore Tedesco, che da mesi non appartiene più al gruppo del Pd, suggerirei oggi maggiore sobrietà. Il tema delle sue dimissioni è questione che riguarda la sua coscienza. Lo inviterei a maggior rispetto nei confronti del Pd e dei suoi dirigenti». Proprio il tema delle dimissioni, accennato da Finocchiaro, è stato posto con forza, ieri, da molti dirigenti del Pd. Il più esplicito è stato Walter Veltroni: «La posizione espressa da Rosy Bindi sul caso Tedesco è condivisibile e giusta. La vicenda che ha riguardato il senatore, così come una certa opacità del voto dell'aula del Senato, hanno provocato danni al Pd e ad una certa idea della politica: invece di attaccare chi pone problemi di trasparenza e di etica della politica, sarebbe utile e necessario che decidesse un suo passo indietro». Gli chiede la stessa cosa, «un passo indietro», Marina Sereni. E gli consiglia di essere «coerente» David Sassoli. Mentre Bindi, intervistata dal tg3, ha ribadito la sua linea e alzato la posta: «Le carceri sono affollate di poveri cristi, non possiamo dare l'impressione di coloro che si fanno le leggi per la proprio impunità». E se il Pd, in una nota del tesoriere, giura di non aver mai ricevuto finanziamenti illeciti, Bindi invita il suo partito «a porre la questione morale al centro». Quanto a Penati, «auspichiamo che possa dimostrare la propria estraneità». Ma «se dovesse risultare in qualche modo compromesso, dovrebbe fare un passo indietro». L'invito a Penati perché faccia il passo indietro, però, in serata arriva anche dall'ultima persona da cui uno se lo aspetterebbe: Alberto Tedesco. Intervistato da Radio 24, il senatore al centro ha una buona parola per tutti. Dalla Serracchiani («Un clone della Bindi») a Bersani («Gli ho mandato quattro mesi fa una lettera per spiegargli tutto, ma non ho mai avuto risposte»). Ce n'è anche per il partito in blocco: «Se gli atteggiamenti nei mie confronti continuano a essere quelli manifestati da diversi esponenti nelle ultime ore allora chiuderò ogni rapporto col Pd». Il gran finale, però, è per l'ex presidente della Provincia di Milano: «Chi chiede le mie dimissioni», attacca Tedesco, «dovrebbe chiedere anche le sue. Poi ho letto che proprio lui fa le pulci a me, ma è un incoerente. Da che pulpito, dia il buon esempio e si dimetta». EL.CA. RAPPORTI STRETTI Il leader del Pd Pier Luigi Bersani aveva nominato Filippo Penati capo della segreteria politica. Penati, ex presidente della Provincia di Milano, è indagato per corruzione e concussione Fotogramma
46 Sabato 23 luglio 2011 ALLA SCALA PIAZZA SCALA - 0272003744 Riposo ARSENALE VIA C. CORRENTI - 028321999 Riposo AUDITORIUM DI MILANO L.GO GUSTAV MAHLER - 0283389201-202-203 Riposo CARCANO C.SO DI P.TA ROMANA, 65 - 0255181377 Campagna abbonamenti 2011/2012 Dal lunedì al venerdì ore 8.30-18.30 fino al 22 luglio. CIAK WEBANK.IT VIA PROCACCINI, 4/C (C/O) FABBRICA DEL VAPORE Riposo ELFO PUCCINI CORSO BUENOS AIRES, 33 - 0200660606 La stagione delle piogge di Evans Nii Oma Hunter, con Babacar N'Diaye, Victorine Mputu Liwoza, Judith Moleko Wambongo, Serigne N'Diaye regia Pietro Floridia ore 21.45 EX O.P. PAOLO PINI CORSO BUENOS AIRES, 33 - 0200660606 Campagna abbonamenti 2011/2012 da lunedì a venerdì 11.30-13.30/14.30-18.30 FRANCO PARENTI VIA PIER LOMBARDO, 14 - 0259995206 Campagna Abbonamenti: IMPARENTATEVI 2011 - 2012 Dal lunedì alla domenica dalle 10.00 alle 19.00 LIBERO VIA SAVONA, 10 - 028323126 Riposo LITTA CORSO MAGENTA, 24 - 0286454545 Campagna abbonamenti 2011/2012 La biglietteria del Teatro Litta rimarrà chiusa dal 9 luglio al 4 settembre compresi. Gli uffici rimarranno chiusi dal 30 luglio al 4 settembre compresi. MANZONI VIA MANZONI, 42 - 027636901 Riposo MENOTTI-TIEFFE VIA CIRO MENOTTI, 11 - 0236592544 Campagna abbonamenti 2011/2012 Dal lunedì al venerdì dalle ore 15.00 alle 19.00. Sabato dalle ore 16.00 alle 19.00 NUOVO PIAZZA SAN BABILA - 0276000086 Campagna abbonamenti 2011/2012 OUT OFF VIA MAC MAHON, 16 - 0234532140 Riposo PICCOLO TEATRO STREHLER LARGO GREPPI, 1 - 848800304 Campagna abbonamenti 2011/2012 Fino al 22 luglio: orari da lunedì a venerdì ore 12.00-18.30 . Sabato e domenica chiuso. Dal 23 luglio al 31 agosto chiusura estiva. PICCOLO TEATRO STUDIO EXPO VIA RIVOLI, 6 - 848800304 Riposo SALA FONTANA VIA BOLTRAFFIO, 21 - 0269015733 Riposo SAN BABILA CORSO VENEZIA, 2/A - 02795469 Campagna abbonamenti 2011/2012 Da lunedì a venerdì ore 10.00-13.00 / 14.00-18.00. Sabato 11.00-13.00 TEATRO DAL VERME VIA SAN GIOVANNI SUL MURO, 2 - 0287905 Riposo TEATRO DEGLI ARCIMBOLDI VIA DELL'INNOVAZIONE, 2 - 0236508343 Riposo TEATRO DELLA COOPERATIVA VIA HERMADA,82 - 0264749997 - 026420761 Riposo TEATRO DELLA MEMORIA VIA CUCCHIARI, 4 - 02313663 Riposo TEATRO DI VERDURA VIA SENATO, 14 C/O BIBLIOTECA - 0276215318 Il 26/7: 2011 - La poesia futura letture di Davide Rondoni, poeta con Paolo Lagazzi, scrittore ore 21.00 TEATRO FILODRAMMATICI VIA FILODRAMMATICI, 1 - 0236595671 Riposo TEATRO LEONARDO DA VINCI VIA AMPÈRE, 1 - 0226681166 Riposo TEATRO OSCAR - PACTA DEI TEATRI VIA LATTANZIO, 58 - 0236503740 Riposo ::: TEATRI ::: CINEMA MILANO LEGENDA: = DA EVITARE = COSÌ COSÌ = BELLO = DA NON PERDERE ANTEO SPAZIOCINEMA VIA MILAZZO, 9 - 026597732 The Tree of Life SALA CINQUANTA Drammatico. Di Terrence Malick con Brad Pitt EURO 5,50-7,50 16.15-18.55-21.30 The Conspirator SALA CENTO Drammatico. Di Robert Redford con James McAvoy EURO 5,50-7,50 17.00-20.00-22.20 Il ragazzo con la bicicletta SALA DUECENTO Drammatico. Di Jean-Pierre Dardenne, Luc Dardenne EURO 5,50-7,50 16.50-18.40-20.30-22.30 Le donne del sesto piano SALA QUATTROCENTO Commedia. Di Philippe Le Guay con Fabrice Luchini EURO 5,50-7,50 16.15-18.20-20.25-22.30 Il numero di Sharon SALA QUATTROCENTO Cortometraggio. Di Roberto Gagnor EURO 5,50-7,50 22.25 APOLLO SPAZIOCINEMAGALL. DE CRISTOFORIS 3 - 02780390 Harry Potter e i doni della morte - Parte II SALA GEA Fantastico. Di David Yates con Daniel Radcliffe EURO 5,50-7,50 15.00-17.30-20.00-22.30 Captain America: il primo vendicatore 3D SALA FEDRA Fantastico. Di Joe Johnston con Chris Evans EURO 10,00 15.00-17.30-20.00-22.30 Il ventaglio segreto SALA ELETTRA Drammatico. Di Wayne Wang con Bingbing Li EURO 5,50-7,50 15.30-17.50-20.10-22.30 Sotto casa SALA ELETTRA Cortometraggio. Di Alessio Lauria 20.05 Harry Potter e i doni della morte - Parte II 3D S. DAFNE Fantastico. Di David Yates con Daniel Radcliffe EURO 10,00 15.30-18.30-21.30 V.O. Habemus Papam SALA URANIA Drammatico. Di Nanni Moretti con Michel Piccoli EURO 5,50-7,50 15.30-17.50-20.10-22.30 ARCOBALENO FILMCENTER VIALE TUNISIA 11 - 0229406054-199199166 Harry Potter e i doni della morte - Parte II 3D SALA 1 Fantastico. Di David Yates con Daniel Radcliffe EURO 10,00 15.00-17.30-20.00-22.30 Harry Potter e i doni della morte - Parte II SALA 2 Fantastico. Di David Yates con Daniel Radcliffe EURO 5,50-7,50 15.00-17.30-20.00-22.30 Captain America: il primo vendicatore 3D SALA 3 Fantastico. Di Joe Johnston con Chris Evans EURO 10,00 15.00-17.30-20.00-22.30 ARIOSTO VIA ARIOSTO, 16 - 0248.003901 Tutti per uno Drammatico. Di Romain Goupil con Valeria Bruni Tedeschi EURO 6,50 16.30-18.30-21.00 ARLECCHINO VIA S. PIETRO ALL`ORTO, 9 - 0276001214-199445668 Le donne del sesto piano Commedia. Di Philippe Le Guay con Fabrice Luchini 16.00-18.10-20.20-22.30 CENTRALE MULTISALA VIA TORINO 30/32 - 02874826 Venere nera SALA 1 Drammatico. Di Abdel Kechiche con Andre Jacobs EURO 7,00 15.00-18.15-21.30 Ballkan Bazar SALA 2 Commedia. Di Edmond Budina con Luca Lionello EURO 7,00 14.30-16.30-18.30-20.30-22.30 COLOSSEO V.LE MONTE NERO, 84 - 0259901361-199445668 Harry Potter e i doni della morte - Parte II S. VENEZIA Fantastico. Di David Yates con Daniel Radcliffe 15.30-18.30-21.30 I guardiani del destino SALA CANNES Drammatico. Di George Nolfi con Matt Damon 15.30-17.50-20.20-22.30 Captain America: il primo vendicatore SALA BERLINO Fantastico. Di Joe Johnston con Chris Evans 15.00-17.30-20.00-22.30 Harry Potter e i doni della morte - Parte II 3D S. SUNDANCE Fantastico. Di David Yates con Daniel Radcliffe 15.00-17.30-20.00-22.30 Cars 2 SALA LOCARNO Animazione. Di Brad Lewis, John Lasseter 15.30-17.50 Transformers 3 SALA LOCARNO Fantastico. Di Michael Bay con Shia LaBeouf 21.30 DUCALE MULTISALA PIAZZA NAPOLI 27 - 0247719279-199199166 Harry Potter e i doni della morte - Parte II 3D SALA 1 Fantastico. Di David Yates con Daniel Radcliffe EURO 10,00 15.00-17.30-20.00-22.30 Harry Potter e i doni della morte - Parte II SALA 2 Fantastico. Di David Yates con Daniel Radcliffe EURO 5,50-7,50 15.00-17.30-20.00-22.30 A qualcuno piace caldo (Legend Film Festival) SALA 3 . Di Billy Wilder con Marilyn Monroe EURO 5,00 15.00-17.30-20.00-22.30 Captain America: il primo vendicatore SALA 4 Fantastico. Di Joe Johnston con Chris Evans EURO 5,50-7,50 15.00-17.30-20.00-22.30 ELISEO MULTISALA VIA TORINO 64 - 0272008219-199445668 Michel Petrucciani - Body & Soul SALA KUBRICK Documentario. Di Michael Radford 15.30-17.50-20.20-22.30 Le donne del sesto piano SALA OLMI Commedia. Di Philippe Le Guay con Fabrice Luchini 15.30-17.50-20.20-22.30 Il ragazzo con la bicicletta SALA SCORSESE Drammatico. Di Jean-Pierre Dardenne, Luc Dardenne con Jeremie Renier 15.30-17.50-20.30-22.30 Il ventaglio segreto SALA TRUFFAUT Drammatico. Di Wayne Wang con Bingbing Li 15.30-17.50-20.20-22.30 GLORIA MULTISALA CORSO VERCELLI 18 - 0248008908 Harry Potter e i doni della morte - Parte II 3D S. MARILYN Fantastico. Di David Yates con Daniel Radcliffe EURO 10,00 14.50-17.20-19.50-22.20 Captain America: il primo vendicatore 3D SALA GARBO Fantastico. Di Joe Johnston con Chris Evans EURO 10,00 15.10-17.40-20.10-22.40 MEXICO VIA SAVONA, 57 - 0248951802 Il primo incarico 16.50-18.30-20.20-22.00 EURO 6,00 ODEON - THE SPACE CINEMA VIA SANTA RADEGONDA, 8 - 892111 Harry Potter e i doni della morte - Parte II SALA 1 Fantastico. Di David Yates con Daniel Radcliffe EURO 8,50 13.00-16.00-19.00-22.00 Harry Potter e i doni della morte - Parte II 3D SALA 2 Fantastico. Di David Yates con Daniel Radcliffe EURO 11,00 12.30-15.30-18.30-21.30 Harry Potter e i doni della morte - Parte II 3D SALA 3 Fantastico. Di David Yates con Daniel Radcliffe EURO 11,00 13.30-16.30-19.30-22.30 Transformers 3 SALA 4 Fantastico. Di Michael Bay con Shia LaBeouf EURO 8,50 17.55-21.05 Cars 2 SALA 4 Animazione. Di Brad Lewis, John Lasseter EURO 8,50 12.55-15.25 Transformers 3 3D SALA 5 Fantastico. Di Michael Bay con Shia LaBeouf EURO 11,00 11.50-15.10-18.30-21.50 Cars 2 3D SALA 6 Animazione. Di Brad Lewis, John Lasseter EURO 11,00 12.00-14.35-17.10-19.45-22.20 L'ultimo dei templari SALA 7 Avventura. Di Dominic Sena con Nicolas Cage EURO 8,50 12.00-17.00-21.55 I guardiani del destino SALA 7 Drammatico. Di George Nolfi con Matt Damon EURO 8,50 14.30-19.25 Transformers 3 SALA 8 Fantastico. Di Michael Bay con Shia LaBeouf EURO 8,50 13.40-19.10 Big Mama: Tale padre tale figlio SALA 8 Commedia. Di John Whitesell con Martin Lawrence EURO 8,50 16.50-22.20 Per sfortuna che ci sei SALA 9 Commedia. Di Nicolas Cuche con Francois-Xavier Demaison EURO 8,50 12.10-14.30-17.00-19.30-21.50 Bitch Slap - Le superdotate SALA 10 Azione. Di Rick Jacobson con Julia Voth EURO 8,50 11.50-14.20-16.50-19.20-21.45 ORFEO MULTISALA VIALE CONI ZUGNA, 50 - 0289403039 Captain America: il primo vendicatore 3D SALA BLU Fantastico. Di Joe Johnston con Chris Evans EURO 10,00 15.00-17.30-20.00-22.30 Cars 2 SALA VERDE Animazione. Di Brad Lewis, John Lasseter EURO 7,50 15.30-18.00 I guardiani del destino SALA VERDE Drammatico. Di George Nolfi con Matt Damon EURO 7,50 20.20-22.30 Harry Potter e i doni della morte - Parte II 3D S. ROSSA Fantastico. Di David Yates con Daniel Radcliffe EURO 10,00 15.00-17.30-20.00-22.30 PLINIUS MULTISALA VIALE ABRUZZI, 28/30 - 0229531103 Harry Potter e i doni della morte - Parte II SALA 1 Fantastico. Di David Yates con Daniel Radcliffe EURO 5,50-7,50 16.00-19.00-22.00 Harry Potter e i doni della morte - Parte II 3D SALA 2 Fantastico. Di David Yates con Daniel Radcliffe 15.00-18.00-21.00 Captain America: il primo vendicatore 3D SALA 3 Fantastico. Di Joe Johnston con Chris Evans 15.00-17.30-20.00-22.30 Cars 2 SALA 4 Animazione. Di Brad Lewis, John Lasseter EURO 5,50-7,50 15.00-17.30 The Conspirator SALA 4 Drammatico. Di Robert Redford con James McAvoy EURO 7,50 21.00 Harry Potter e i doni della morte - Parte II 3D SALA 5 Fantastico. Di David Yates con Daniel Radcliffe 15.30-18.30-21.30 UCI CINEMAS BICOCCA VIALE SARCA, 336 - 892960 Il ventaglio segreto SALA 01 Drammatico. Di Wayne Wang con Bingbing Li EURO 8,20 14.45-20.10 Ken il guerriero SALA 01 Animazione. Di Kobun Shizuno EURO 8,20 17.15-22.30-00.30 Harry Potter e i doni della morte - Parte II SALA 02 Fantastico. Di David Yates con Daniel Radcliffe EURO 8,20 15.00-18.00-21.00-00.20 Captain America: il primo vendicatore 3D SALA 03 Fantastico. Di Joe Johnston con Chris Evans EURO 10,50 14.25-17.15-20.00-22.45 Harry Potter e i doni della morte - Parte II 3D SALA 04 Fantastico. Di David Yates con Daniel Radcliffe EURO 10,50 14.00-16.50-19.45-22.40 Transformers 3 3D SALA 05 Fantastico. Di Michael Bay con Shia LaBeouf EURO 10,50 15.50-19.10-22.20 Cars 2 SALA 06 Animazione. Di Brad Lewis, John Lasseter EURO 8,20 14.25-17.00-19.50-22.30 L'ultimo dei templari SALA 07 Avventura. Di Dominic Sena con Nicolas Cage EURO 8,20 14.30-20.10 Una notte da leoni 2 SALA 07 Commedia. Di Todd Phillips con Zach Galifianakis EURO 8,20 17.45-22.20 African Cats: Kingdom of Courage SALA 08 Documentario. Di Alastair Fothergill, Keith Scholey EURO 8,20 14.05-16.10-18.15-20.20-22.25 Cars 2 SALA 09 Animazione. Di Brad Lewis, John Lasseter EURO 8,20 15.00-17.35-20.05 Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare SALA 09 Avventura. Di Rob Marshall con Johnny Depp EURO 8,20 22.40 Captain America: il primo vendicatore SALA 10 Fantastico. Di Joe Johnston con Chris Evans EURO 8,20 14.00-16.45-19.30-22.15 Hypnosis SALA 11 Thriller. Di Davide Tartarini, Simone Julian Cerri Goldstein EURO 8,20 20.30-22.40-01.00 Cars 2 3D SALA 11 Animazione. Di Brad Lewis, John Lasseter EURO 10,50 15.25-18.00 Monte Carlo SALA 12 Commedia. Di Thomas Bezucha con Selena Gomez EURO 8,20 14.50-17.25-19.50-22.15 At the end of the day - Un giorno senza fine SALA 13 Thriller. Di Cosimo Alema' con Andrew Harwood Mills EURO 8,20 14.10-16.20-18.25-20.30-22.40-00.50 Harry Potter e i doni della morte - Parte II SALA 14 Fantastico. Di David Yates con Daniel Radcliffe EURO 8,20 01.00 Per sfortuna che ci sei SALA 14 Commedia. Di Nicolas Cuche con Francois-Xavier Demaison EURO 8,20 14.15-16.20-18.25-20.30-22.35 Captain America: il primo vendicatore 3D SALA 15 Fantastico. Di Joe Johnston con Chris Evans EURO 10,50 15.30-18.30-21.30-00.50 Harry Potter e i doni della morte - Parte II 3D SALA 16 Fantastico. Di David Yates con Daniel Radcliffe EURO 10,50 14.30-17.20-20.15-23.15 Harry Potter e i doni della morte - Parte II SALA 17 Fantastico. Di David Yates con Daniel Radcliffe EURO 6,50-8,20 16.10-19.10-22.10 Bitch Slap - Le superdotate SALA 18 Azione. Di Rick Jacobson con Julia Voth EURO 8,20 15.00-17.40-20.10-22.35-01.00 UCI CINEMAS CERTOSA VIA STEPHENSON, 29 - 892960 Cars 2 3D SALA 1 Animazione. Di Brad Lewis, John Lasseter EURO 10,50 14.30-17.00 Transformers 3 3D SALA 1 Fantastico. Di Michael Bay con Shia LaBeouf EURO 10,50 19.30-22.45 Harry Potter e i doni della morte - Parte II 3D SALA 2 Fantastico. Di David Yates con Daniel Radcliffe EURO 10,50 15.00-18.00-21.00-00.01 Harry Potter e i doni della morte - Parte II 3D SALA 3 Fantastico. Di David Yates con Daniel Radcliffe EURO 10,50 14.30-17.15-20.00-22.45 Hypnosis SALA 4 Thriller. Di Davide Tartarini, Simone Julian Cerri Goldstein EURO 8,20 01.05 Captain America: il primo vendicatore 3D SALA 4 Fantastico. Di Joe Johnston con Chris Evans EURO 10,50 14.30-17.10-19.50-22.30 Harry Potter e i doni della morte - Parte II SALA 5 Fantastico. Di David Yates con Daniel Radcliffe EURO 8,20 15.30-18.30-21.30-00.30 Captain America: il primo vendicatore SALA 6 Fantastico. Di Joe Johnston con Chris Evans EURO 8,20 15.15-18.10-21.10-00.20 Cars 2 SALA 7 Animazione. Di Brad Lewis, John Lasseter EURO 8,20 14.40-17.20-20.05 Per sfortuna che ci sei SALA 7 Commedia. Di Nicolas Cuche con Francois-Xavier Demaison EURO 8,20 22.45-00.50 African Cats: Kingdom of Courage SALA 8 Documentario. Di Alastair Fothergill, Keith Scholey EURO 8,20 15.20-17.30-19.40-22.00-00.15 ARIANTEO - CONSERVATORIO VIA CONSERVATORIO 12 - 026597732 Concerto 21.00 La donna che canta 22.00 EURO 6,50 ARIANTEO - P.TA VENEZIA BASTIONI P.TA VENEZIA, 3 - 026597732 Biutiful 21.30 EURO 6,50 ARIANTEO - UMANITARIA VIA SAN BARNABA, 48 - 026597732 We Want Sex 21.30 EURO 6,50 SPAZIO OBERDAN CINETECA ITALIA VIALE VITTORIO VENETO 2 - 0277406300 Un maledetto imbroglio 16.00 High art 18.15 ANNIE LEIBOWITZ LIFE THROUGH A LENS 20.30 I FILM a cura di Giorgio Carbone Captain America Regia: Joe Johnston Cast: Josh EvansGenere: Fantastico Dove: Apollo, Arcobaleno Un'operazione top secret tramuta un mingherlino in un invincibile eroe. Un altro fumetto portato in film. Scorrevole e ben raccontato Transformers 3 Regia: Michael Bay Cast: Shia La Beouf Genere: Fantastico Dove: Colosseo, Certosa Tornano i Transformers. E sono più cattivi. Spielberg smette di fare il producer “disneyano” e spinge a fondo il pedale della violenza. Harry Potter e i doni... Regia: David Yates Cast: Daniel Radcliffe Genere: fant Dove: Arcobaleno, Apollo Ultima (ma chi ci crede?) avventura di Potter con lo show down all'ultima bacchettata tra Harry e Voldemort. 2 ore di sola azione. Una pacchia. Cars 2 3D Regia: Lasseter e Lewis Cast: animati Genere: animazione Dove: Odeon, Plinius Le terribili macchinette Saetta e Cricchetto partecipano al Grand Prix e vivono un'avventura alla 007. Da vedere. Una gag ogni tre minuti.
38 Sabato 23 luglio 2011 CRONACA @ commenta su www.libero-news.it Cittadini beffati Pd anti-pendolari: tifa per lo sciopero e alza le tariffe Atm La sinistra che vuole più verde sostiene l'agitazione dei mezzi pubblici e alza il costo del biglietto a 1,50 euro da settembre I SINDACATI La Cisl si loda: «Successo grandissimo» Metropolitane chiuse, autobus in rimessa da nord a sud, treni fermi in tutta Italia, adesione «quasi unanime» con percentuali «tra l'85 e il 97%». Un vero caos per i lavoratori milanesi, alle prese con pochi tram affollati e un ritorno a casa che sembrava impossibile. Ma un grande successo per i sindacati che annunciano trionfanti: «Lo sciopero di oggi per il rinnovo del contratto della mobilità e il rilancio del settore è riuscitissimo». Ed è ora di trovare delle «soluzioni». «La mobilitazione dei lavoratori è stata uniforme in tutto il Paese», ha affermato in una nota il segretario generale della Filt-Cisl, Giovanni Luciano. «A Roma i livelli di adesione sono stati tra l'85 e il 90%. Pressoché identica la situazione a Milano; a Torino, era bloccata la metropolitana e il 90% degli autobus, stessa situazione a Genova; percentuali omologhe si registrano a Venezia e a Bologna con oltre il 90%», dice con orgoglio il sindacalista, che annuncia che nei prossimi giorni verranno messe in campo «altre azioni rumorose», tramite i clacson degli autobus e i fischi dei treni, per ricordare a tutti quanto grave sia la situazione del trasporto pubblico. Una crisi che le istituzioni sembrano ignorare pervicacemente», ha dichiarato Luciano. Ma che dopo i problemi di ieri, i milanesi non dimenticheranno facilmente. L.STR. PROPOSTA DI GUIDO PODESTÀ «Dopo i rincari si prolunghino le metropolitane» Urbanistica sinistra E con il blocco del Pgt addio case per studenti ::: DINO BONDAVALLI Metropolitane ferme per l'intera giornata,a eccezionedelle fasce di garanzia. Automobilisti costretti a lunghe code, anche solo per brevi spostamenti. E tutto con l'avallo del Pd. L'ennesimo venerdì nero del trasporto pubblico in città ha un sapore diverso dai 4 che nei primi 6 mesi dell'anno l'hanno preceduto. Se anche nelle altre occasioni la massiccia adesione dei lavoratori alla giornata di astensione dal lavoro aveva provocato disagi, stavolta tutto ciò è avvenuto con il placet del partito di maggioranza a Palazzo Marino e proprio mentre da Palazzo Marino usciva il rincaro delle tariffe Atm: da un'euro a 1,50 a partire da settembre. Dicendosi intenzionata a trasformare Milano in una città verde, la maggioranza comunale di centrosinistra è pronta a dichiarare guerra ad auto e furgoni con l'allargamento dell'Ecopass. Poi però, anziché chiedere un segnale di responsabilità ai lavoratori di quel trasporto pubblico che rappresenta l'unica alternativa all'auto privata, di fronte a uno sciopero che paralizza la città e trasforma le 4 ruote in una scelta obbligata, dà il proprio avallo all'iniziativa. «Ci rendiamo conto che l'ini ziativa sia destinata penalizzare ingiustamente il servizio e i cittadini incolpevoli» hanno premesso l'altro giorno la capogruppo del Pd in Consiglio comunale, Carmela Rozza, e il presidente della commissione Mobilità e ambiente, Carlo Monguzzi. Ciononostante, «ne condividiamo le ragioni» hanno aggiunto. Una contraddizione difficile da comprendere, da parte di una maggioranza che in un solo giorno è riuscita a confezionare una doppia “sorpresa” che i milanesi ricorderanno a lungo. Non pago di aver dato il proprio avallo allo sciopero, nelle stesse ore il Comune ha anche approvato l'au mento di quei mezzi pubblici di cui ieri non ci si poteva servire. Il tutto secondo una linea «tipica della sinistra - attacca l'ex vicesindaco e assessore alla Mobilità, Riccardo De Corato - che oscilla tra i proclami per la difesa dell'ambiente e l'adesione a scioperi sindacali che mettono in ginocchio la città e fanno schizzare verso l'alto l'inquinamento e i valori del Pm10». Un problema, questo, che «oggi evidentemente non si pone per i verdi e gli ecologisti a giorni alterni, che una volta se la prendono con le auto e l'al tra dicono che lo sciopero dei mezzi pubblici, che non lascia altra scelta se non usare l'auto, va bene», prosegue De Corato. Accuse di fronte alle quali l'as sessore comunale all'Ambiente, Pierfrancesco Maran, replica che «lo sciopero rappresenta una manifestazione di disagio da parte dei lavoratori, e per i sindacati non c'è altro modo per farsi ascoltare dal Governo». Che poi a farne le spese siano i cittadini, e che la possibilità di trasformare in un'oasi verde una città in cui si conta quasi uno sciopero del trasporto pubblico al mese sembri a dir poco remota, poco importa. Intanto ieri i milanesi e il mezzo milione di pendolari che ogni giorno entrano in città hanno dovuto fare i conti con enormi problemi e disagi. Come si temeva, la giornata di astensione dal lavoro proclamata da Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugltrasporti, Orsa Trasporti, Faisa e Fast ha infatti avuto percentuali di adesione molto alte. Se le 3 linee del metrò hanno funzionato solamente nelle fasce di garanzia, cioè fino alle 8.45 e poi dalle 15 alle 18, le cose non sono andate molto meglio per chi doveva usare i mezzi di superficie. L'adesione del 57% dei lavoratori di tram e autobus registrata da Atm ha infatti lasciato a piedi anche chi sperava di trovare un'alternativa alla metropolitana. Pochi i mezzi in circolazione, e tutti affollati al limite della sopportazione. Enormi disagi anche nel trasporto ferroviario regionale, che stando ai dati della Cgil è stato completamente paralizzato (a eccezione dei servizi garantiti). E i problemi non hanno risparmiato nemmeno chi ha preso l'auto. Dopo il traffico in città, per molti automobilisti il venerdì nero è proseguito anche lungo le tangenziali, dove nel corso del tardo pomeriggio ai pendolari in uscita da Milano si sono aggiunti i milanesi diretti al mare e in montagna per il weekend o per l'inizio delle vacanze. ::: LINDA STROPPA Un progetto che fa ben sperare e che ha tutti i numeri per fare scuola. È la novità del quartiere Sabbioni a Crema, che nasce sotto il nome di “Ca saCrema+”: 90 alloggi a prezzo calmierato, destinati a famiglie a basso reddito. Un piano vantaggioso di edilizia privata che dovrebbe diventare un esempio per tutta la regione. «Ma a Milano questa possibilità è stata bloccata», spiega l'ex assessore allo Sviluppo del Territorio Carlo Masseroli. «Negli ultimi cinque anni sono stati ultimati 5mila alloggi di questo tipo, come dimostrano i complessi di via Senigallia e via Gallarate. Un piccolo passo verso il traguardo di 30 mila abitazioni previsto dall'ex Pgt». Ma ora, con la revoca del piano da parte di Pisapia, salta tutto. La nuova giunta, infatti, ha fatto sapere che il Piano di governo del territorio è «provvisoriamente» sospeso. Masseroli non ci sta: «Il blocco è una scelta borghese, che non tiene conto del nostro territorio e delle esigenze dei suoi cittadini». E frena ogni tipo di investimento: «Senza proposte non si va da nessuna parte dice il capogruppo azzurro - Il nostro piano prevedeva che il 35% di ogni area edificabile fosse destinato all'edilizia sociale. Ma Pisapia ha pensato bene di fermare tutto, mettendo in difficoltà quei cittadini che non si possono permettere un'abitazione ai prezzi di mercato». Giovani coppie, studenti, lavoratori fuori sede, che negli anni hanno usufruito con entusiasmo dell'iniziativa. Un esempio? Il complesso di via Pompeo Leoni, in zona Bocconi, realizzato da “Com pagnia dell'abitare” e dalla cooperativa “La ringhiera”: tre palazzine costruite grazie alla riqualificazione di un'area dismessa: 74 appartamenti su una superficie di 6.164 metri quadrati. Monolocali a 450 euro (contro i 700 delle zone adiacenti), bilocali a 570, contro i 900 euro richiesti da altri operatori. Numeri che parlano chiaro e che confermano la bontà dell'opera. «Con la revoca del piano regolatore tutte queste possibilità vengono meno». Ma c'è un'altra conseguenza: «Senza un investimento da parte dei privati, il Comune non avrà gli oneri di urbanizzazione che servono al bilancio per stare in piedi. E a questo punto, come farà a compensare le entrate mancanti? Semplice. Con nuove tasse». Proprio ciò che serviva a Milano. E «del nuovo Pgt se ne riparlerà fra due anni». Forse. APPIEDATI Le tre linee metropolitane sono state chiuse ieri per lo sciopero dei sindacati. Disagi anche nelle stazioni ferroviarie. [Ftg] Una mazzata prevista. Ma pur sempre una mazzata. Così i rincari del biglietto dell'Atm preoccupano anche Guido Podestà: «La nuova tariffa colpirà inevitabilmente anche i milioni di cittadini che ogni giorno si recano nel capoluogo per lavorare e produrre ricchezza», spiega il presidente della Provincia. Che lancia una proposta: utilizzare parte delle nuove entrate per il prolungamento delle linee metropolitane anche fuori città. «Auspico che il gettito prodotto dall'incremento della tariffa non venga impiegato esclusivamente nella copertura delle spese di Palazzo Marino, ma sia investito in nuovi percorsi. La necessità di accelerare la realizzazione degli allungamenti verso l'esterno di Milano delle Metropolitane esistenti deve diventare un'imperativo». Un'idea che, se realizzata, permetterà di diminuire le 800mila vetture che ogni giorno entrano a Milano, «producendo livelli alti di inquinamento, e incolonnamenti costanti». L.STR.
31Sabato 23 luglio 2011SPETTACOLI @ commenta su www.libero-news.it “Confessione Reporter” condanna le stragi gay in Iran Complimenti per la trasmissione di FRANCESCO SPECCHIA La death list, l'elenco della morte strozza il cuore, con piccoli nodi vigliacchi. Ayaz Marhoni, 17 anni, giustiziato il 19 giugno 2005; Mahrud Ascar, 16 anni giustiziato il 19 luglio 2005; Delara Darabi (bellissima nel suo velo), 17 anni, giustiziata l'1 maggio 2005... Mentre a “Confessione Reporter” (Martedì Italiauno, seconda serata) scorrono i nomi e le immagini agghiaccianti dei ragazzi impiccati ogni anno in Iran e Afghanistan per il fatto di essere -o solo per essere sospettati di essereomosessuali; mentre lo stomaco si ribella e l'imbarazzo ci fa deglutire qualsiasi idea di civiltà, be' ci affiorano due pensieri. Il primo è che ci vuole coraggio a proporre in tv, all'interno dell'ottimo programma condotto da Stella Pende, un tema tanto scabroso finora infilato soltanto in qualche festival cinematografico di nicchia. Il secondo è che questo reportage, “Angeli nel braccio della morte”firmato da Alessandro Golinelli è uno diquegli eventi cheogni totci scuote dal torpore ideologico e ridimensiona la nostra idea di giornalismo: «sono immagini dolorose a agghiaccianti ma il giornalismo è anche dar voce ai perseguitati che non ce l'hanno», commenta Pende davanti alla telecamera. E ha ragione da vendere. La denuncia di più di 143 ragazzi -molti minorenni- torturati e impiccati dai regimi islamici per “rea ti” legati al sesso nasce dalla fatalità. Navigando sul web Golinelli scopre il caso Ebrahim Hamidi giovane iraniano oggi 21 anni “contemned to stoning”, condannato alla lapidazione per ben tre volte. Denunciato perchè durante una rissa avrebbe tentato di violentare il rivale. Ebrahim, tra l'altro non è neanche gay; e l'unica prova dell'accusa sarebbe il fatto che l'accusatore aveva “i calzoni slacciati 20 centimetri sotto la cintura”. Non ci sono commenti. Il racconto scorre sgranato, incalzante su testimonianze di Amnesty International, lapidazioni autentiche estratte da Youtube e scene d'odio cocente, urticanti alla vista. Dopodichè Pende passa ad occuparsi dello Giappone del post Tsumani, una tragedia che convive tuttora con un popolo ma da noi presto dimenticata. Prima aveva raccontato di storie di due donne prive di gambe ma in grado “di volare” sulla loro determinazione. Una tivvù al servizio davvero della notizia. CINEMA La Puccini madrina di Venezia Una delle protagoniste degli ultimi gossip, ma anche una delle più importanti attrici italiane della nuova generazione, nonchè una delle protagoniste indiscusse del piccolo schermo, l'attrice Vittoria Puccini, sarà la madrina delle serate di apertura e chiusura della 68esima Mostra Internazionale d'Ar te Cinematografica di Venezia. La rassegna si svolgerà al Lido dal 31 agosto al 10 settembre 2011, diretta da Marco Mueller e organizzata dalla Biennale di Venezia presieduta da Paolo Baratta. Vittoria Puccini, premio L'Oreal Paris per il Cinema lo scorso anno, aprirà Mostra nella serata di mercoledì 31 agosto, sul palco della Sala Grande (Palazzo del Cinema), in occasione della cerimonia di inaugurazione, seguita dalla proiezione del film di apertura, in Concorso, della Mostra, Le idi di Marzo, scritto e diretto da George Clooney. Il 10 settembre l'attrice condurrà la cerimonia di chiusura, in occasione della quale saranno annunciati i Leoni e gli altri premi della giuria del Concorso Venezia 68. della Mostra. Per lungo tempo legata ad Alessandro Preziosi, negli ultimi tempi è stata fotografata con un altro attore: Claudio Santamaria. BRUTTE NOTIZIE Premiati i flop: la Busi torna al Tg1 Dopo l'insuccesso su Raitre e del libro, riparte dal tiggì. Ma al mattino e senza conduzione ::: ENRICO PAOLI Evidentemente nemmeno a Raitre sanno più cosa farsene della fatina del video. Sì, qualcuno ha pure provato a rilanciare l'opzione Busi in conduzione, ma l'idea di accollarsi un altro flop, dopo quello portato a casa con l'esperienza di Articolo Tre (programma entrato di diritto nella top ten dei fiaschi televisivi di tutti i tempi con una media del 3% di share) deve aver convinto tutti a deporre le armi. E così Maria Luisa Busi, ex conduttrice del Tg1 delle venti, ex conduttrice della terza Rete, a partire da settembre - perché le vacanze sono sacre, sia mai che uno se le rovina così – torna al punto di partenza, ovvero nella pancia del primo telegiornale della tv di casa nostra. Ovviamente di ritorno in conduzione, in particolare del Tg delle venti, nemmeno a parlarne. Per lei, come è già avvenuto con Tiziana Ferrario, è pronta una scrivania agli speciali e, con tutta probabilità, la fascia di cui dovrà occuparsi sarà quella del mattino. Il bello, o il brutto a seconda dei punti di vista, di tutta questa storia è che la Busi se ne era andata dal Tg1 sbattendo platealmente la porta in faccia a tutti, mentre per il rientro ha scelto la soluzione del basso profilo. Alla chetichella, parlando soltanto con poche persone, ha iniziato il percorso inverso. Il che potrebbe far pensare ad una deposizione delle armi da parte della giornalista, magari nella convinzione che il vento della politica stia cambiando, oppure all'adozione di una strategia di lungo periodo. Sia come sia, difficilmente colleghi e telespettatori potranno far finta che nulla sia successo, a partire dalla famosa lettera affissa in bacheca dalla Busi, con la quale dichiarava ufficialmente guerra al direttore del Tg1, Augusto Minzolini. «Un giornalista ha un unico strumento per difendere le proprie convinzioni professionali: levare al pezzo la propria firma. Un conduttore, una conduttrice, può soltanto levare la propria faccia», scriveva la Busi nel maggio dell'anno scorso, «caro direttore ti chiedo di essere sollevata dalla mansione di conduttrice dell'edizione delle 20 del Tg1, essendosi determinata una situazione che non mi consente di svolgere questo compito senza pregiudizio per le mie convinzioni professionali». La giornalista smise di condurre il telegiornale delle venti ed iniziò la traversata nel deserto di Saxa Rubra per approdare a Raitre. Forte della sua immagine e convinto di aver pescato il jolly il direttore di Raitre, Paolo Ruffini, decise di affidarle la conduzione di Articolo Tre, programma nato sulle ceneri di Mi mande Raitre. Una scelta, quella di Ruffini, a dir poco infelice. Dopo appena quattro puntate la trasmissione fu chiusa. I bassi ascolti e lo scarso appeal della conduttrice le ragioni della decisione, con annessa polemica finale. La Busi, infatti, accusò la Rete di non averla sostenuta adeguatamente, nonostante le avessero apparecchiato una struttura tutt'altro che di scarso peso. Da quel momento la Busi ha preferito dedicarsi al ruolo della “pasionaria” sfornando un libro, “Brutte notizie”, che non passerà certo alla storia. Però le ha permesso di girare l'Italia, raccontando la sua versione dei fatti circa l'uscita dal Tg1. E ora che deve farci ritorno chissà cosa s'inventerà. Magari qualche altra brutta notizia per fare bella figura. Magari.... PASIONARIA Maria Luisa Busi, ex anchorwoman del Tg1 Olycom L'approfondimento di Rete 4 La «Versione di Banfi» confermata per l'autunno ::: ALESSANDRA MENZANI La cosa più coraggiosa e rara in televisione è dare fiducia a un programma che parte con ascolti non esaltanti; evitare insomma di ucciderlo nella culla. Le Iene avevano debuttato con nano-share eppure Mediaset ci aveva creduto e oggi sono un fenomeno di costume. Lo stesso Santoro, agli esordi, non avrebbe mai sognato l'oceano di telespettatori di oggi. Con questo non vogliamo fare gli aruspici e prevedere che La versione di Banfi diventerà una trasmissione da 3 milioni di spettatori, ma diciamo che il nuovo programma di Rete 4 un quid ce l'ha. Erano anni che Mediaset, in prima serata, non proponeva l'approfondimento politico, e il fatto che ora ci sia Alessandro Banfi è già un bene. Partito con il misero 3.69% dello scorso giovedì, nella seconda puntata è salito al 4.59% sul tema della casta, della crisi della Seconda Repubblica, la “nuova Tangentopoli” e Alfonso Papa. Insomma, argomento più caldo non ci poteva essere. E gli ospiti erano di primo piano: Paolo Mieli, Italo Bocchino, Franco Bechis di Libero, Sergio Rizzo del Corriere, Carolina Lussana... E si può dire tutto, tranne che la trasmissione fosse spostata a destra. Per commentare se fosse giusto o sbagliato l'arresto di Papa è stata data voce a due commentatori di opposte fazioni (Padellaro e Pansa) in una specie di intervista doppia in stile Iene. E poi un collegamento con Maroni e uno con Bersani... Insomma, Alessandro Banfi non si è posto come un anti-Santoro. Ma chi è questo nuovo, buffo volto che ha osato appiccicare il suo cognome al capolavoro di Mordecai Richler e trasformarlo in un talk show? Torinese, 51 anni, schivo, cattolico, fino a ieri era un giornalista che stava dietro le quinte, tranne alcune apparizioni a Top Secret e le puntate di Matrix in cui si è mostrato con un sondino al naso per dimagrire. È condirettore della testata Mediaset Videonews, guidata da Claudio Brachino, e si può dire che sia il “papà” di Matrix nel senso che è il programma che cura e segue in prima persona. È proprio il suo essere un po' antitelevisivo, outsider, una faccia estranea alla solita compagnia di giro, forse, ad attirare curiosità su di sé. Non è bello, non è magro, è spiritoso, ha un timbro di voce intrigante e un linguaggio chiaro. A Mediaset è arrivato dopo una carriera a Epoca, La notte, Il Manifesto e L'indipendente, portato non da uno a caso ma da Enrico Mentana, che lo volle vicedirettore del Tg5. Prima dirigeva il Sabato. Ha anche insegnato alla scuola di scrittura “Holden” di Alessandro Baricco. Dopo aver visto due puntate (ne manca una terza) i vertici del Biscione vogliono che l'esperimento estivo La versione di Banfi diventi un programma a tutti gli effetti, da proporre in autunno, nel periodo di garanzia. Erano anni che Pier Silvio Berlusconi cercava un programma di informazione per la prima serata. Non ha mai nascosto di volere Giovanni Floris. Beh, Banfi non sarà Floris, ma una chance la merita. OUTSIDER Alessandro Banfi, 51 anni, torinese, condirettore di Videonews, conduce «La versione di Banfi» su Rate 4.
36 Sabato 23 luglio 2011 Antica Sartoria San Gregorio - Sabotino Dal 1958 la Sartoria in via San Gregorio a Milano veste esclusivamente l'uomo. Da noi potrete trovare ampia scelta e disponibilità di abiti, giacche e pantaloni. Via San Gregorio, 27 - 20124 Milano (MI) Tel. 02 29 419 047 germano.sangalli@gmail.com www.abbigliamentouomotaglieforti.com
33Sabato 23 luglio 2011 CANALI PREMIUM DIGITALE TERRESTRE I FILM LO SPORT TELEFILM SHOW E DOCUMENTARI RAGAZZI C Cult CN Cartoon Network D Discovery Channel HD ES Eurosport HD DY Disney Channel F - FR Fox HD - Fox Retro FC Fox Crime HD FL Fox Life MGM Metro Goldwyn Mayer NCK Nickelodeon NGC National Geographic HD SC1 Sky Cinema 1 HD SCC Sky Cinema Comedy HD SCF Sky Cinema Family HD SCH Sky Cinema Hits HD SCM Sky Cinema Max HD SCP Sky Cinema Passion HD SP1 Sky Sport 1 HD SP2-3 Sky Sport 2-3 HD SKU Sky Uno THC The History Channel LEGENDA HD Canale disponibile anche in alta definizione 10.00 Nuoto, Campionati mondiali 2011 Da Shanghai (Cina) Uomini 10m Tuffi (Differita) ES 11.15 Nuoto, Campionati mondiali 2011 Da Shanghai (Cina) Donne 3m Tuffi Finale (Diretta) ES 11.55 Rugby, Tri Nations 2011 Australia - Sud Africa (D) SP2 12.30 Biliardo, Snooker Aust Goldfields Open 2011 (Diff.) ES 12.30 Golf, PGA European Tour 2011 Nordea Scandinavian Masters: 3a giornata (Dir.) SP3 14.00 Ciclismo, Tour de France 2011 20a tappa: Cronometro individuale: Grenoble, 42,5 Km (Diretta) ES 14.00 Copa America Hoy (Diretta) SP1 14.00 Rugby, Test match 2011 Nuova Zelanda - Isole Fiji (Rep.) SP2 14.30 Speciale Calciomercato SP1 15.30 Rubrica sportiva Fan Club Roma Roma - Chievo 10/11 SP1 16.00 Icarus Episodio 14 SP2 16.30 IndyCar 2011 Toronto (R) SP3 16.55 Calcio, Incontro amichevole Roma - Südtirol (Diretta) SP1 17.30 Calcio, Campionato Europeo Under 19 2011 Fase Gruppi: Romania - Rep. Ceca (Sint.) ES 18.00 Calcio, Campionato Europeo Under 19 2011 Fase Gruppi: Rep. Ceca - Irlanda (Diretta) ES 18.15 Vela, Volvo Ocean Race 2011 Episodio 2 SP2 18.30 Beach soccer, Serie A 2011 Pescara: Tappa Girone Sud seconda parte (Replica) SP3 18.35 Ciclismo, Maratona delle Dolomiti 2011 (Highlights) SP2 19.00 Copa America Hoy SP1 19.05 WWE Domestic Raw Ep. 4 SP2 19.25 Calcio, Copa America 2011 Seconda semifinale Paraguay Venezuela (Sintesi) SP1 19.30 Futbol Mundial SP3 19.55 Premier League World SP3 20.00 Calcio, Campionato Europeo Under 19 2011 Fase Gruppi: Serbia - Spagna (Diretta) ES 20.00 Copa America Prepartita (D) SP1 20.25 Calcio, German Super Cup 2011 Schalke 04 - Borussia Dortmund (Diretta) SP3 20.50 Calcio, Copa America 2011 Finale 3°/4° posto Perú - Venezuela (Diretta) SP1 21.00 Beach volley, Campionato italiano 2011 Benevento: qualificazioni (Diretta) SP2 22.00 Equitazione, Global Champions Tour 2011 Chantilly (Differita) ES 23.00 Copa America Studio (Dir.) SP1 0.30 Nuoto, Campionati mondiali 2011 Donne 3m Tuffi Finale (Dir.) ES 3.00 Nuoto, Campionati mondiali 2011 Da Shanghai Giorno 9 (Dir.) ES 13.50 Enterprise "Carbon Creek" 14.50 Supernatural "L'uomo uncino" "Insetti" con Jared Padalecki 16.35 The Hard Corps (Azione, 2006) con Jean-Claude Van Damme, Razaaq Adoti. Di Sheldon Lettich. 18.30 R.I.S. Roma 2 "Fine dei giochi" "L'ultimo azzardo" 20.25 Enterprise "Campo minato" 21.15 Uomini veri (Drammatico, 1983) con Scott Glenn, Sam Shepard. Regia di Philip Kaufman. 23.55 Big Bang Theory "La germinazione delle erbe aromatiche" 0.20 IT Crowd "Il conto alla rovescia" 0.50 Mike & Molly "Il difetto di russare" con Billy Gardell 1.15 $#*! My Dad Says "Cosa deve fare un uomo" con W. Shatner 19.30 Summer in Transylvania NCK 19.40 Zack e Cody sul ponte di comando "La corona di Xaria" DY 19.40 La vita secondo Jim "Il ballo padri e figlie" F 19.50 I Jefferson "Meet the Press" FR 20.05 Zack e Cody sul ponte di comando "Il notiziario" DY 20.05 C.S.I. Miami "Clausola omicida" FC 20.25 Happy Days "Il ritorno di Mork" FR 21.00 Lie to Me "Segreti di famiglia" F 21.00 N.C.I.S. "Caccia alla strega" FC 21.00 Bones "Rapimento e riscatto" FL 21.00 Arsenio Lupin "Il sette di cuori" FR 21.50 N.C.I.S. "L'attentatore" FC 21.50 Bones "Morte di un supereroe" FL 21.55 The Glades "Istinto omicida" F 22.05 Arsenio Lupin "Herlock Sholmes lancia una sfida" FR 22.10 Cybergirl DY 22.30 ICarly NCK 22.35 Jinx DY 22.45 The Chicago Code "Doppia vita doppio gioco" F 22.45 N.C.I.S. "False verità" FC 23.00 Le sorelle fantasma DY 23.00 H2O NCK 23.10 Il tenente Colombo "Un amico da salvare" FR 20.10 I distruttori "Deserti" NGC 20.10 Gli sgommati Summer Compilation "Zapping" SKU 20.35 Affari di famiglia "Cabriolet anni '60" THC 20.35 Lol - Tutto da ridere SKU 20.45 Prima tv Ace of Cakes "Great Scot" SKU 21.00 Quando la terra trema THC 21.00 Ingegneria estrema "L'ampliamento dell'aeroporto di Mumbai" D 21.10 Mystery Files "La Regina Vergine" NGC 21.10 Prima tv America's Next Top Model "14a stagione, 12a puntata: Finale" SKU 21.40 Mystery Files "Marco Polo" NGC 22.00 Miti da sfatare D 22.00 Work of Art - Pezzo d'artista "Art That Moves You" SKU 22.05 Antichi misteri "Il Santo Graal" NGC 22.10 Il lobotomista THC 22.45 America's Next Drag Queen "Le Regine dello spazio " FL 22.55 Ace of Cakes "Four Weddings and a Rat" SKU 23.00 Top Gear USA D 23.05 Apocalypse: La Seconda Guerra Mondiale "La fine dell'incubo" NGC 15.40 Leone il cane fifone CN 15.50 Spongebob NCK 16.25 Spongebob NCK 16.30 Batman: The Brave and the Bold CN 16.30 I Simpson "Una casa subito" F 16.50 Planet Sheen NCK 16.55 Ben 10 CN 16.55 I Simpson "Il grande schifoso detective" F 17.10 Fish Hooks - Vita da pesci DY 17.25 Spectacular Spiderman NCK 17.45 Mucca e Pollo CN 17.50 Spectacular Spiderman NCK 17.55 Leone il cane fifone CN 18.45 Ben 10: Ultimate Alien CN 19.30 Sym-bionic Titan CN 19.55 Leone il cane fifone CN 20.00 Spongebob NCK 20.05 I Simpson "Homer e Apu" F 20.30 Spank tenero rubacuori NCK 20.35 I Simpson "Lisa contro Malibu Stacy" F 21.00 Spongebob NCK 21.10 Adventure Time CN 21.35 Mucca e Pollo CN 21.50 Spongebob NCK 22.00 Le nuove avventure di Scooby Doo CN 22.10 Due fantagenitori NCK 22.25 Hero 108 CN 23.15 Titeuf CN 23.40 Polli Kung Fu CN 17.35 Il mio amico vampiro Con Jonathan Lipnicki SCF 17.40 Saving Emily Con Alexandra Paul SCM 17.40 Io & Marilyn Con Leonardo Pieraccioni SCC 17.45 Ho sposato un fantasma Con Steve Martin SCP 17.55 Cool Dog Con Jackson Pace SC1 19.00 Dice lui, dice lei Con Kevin Bacon MGM 19.15 Il maestro e la pietra magica Con Nikita Mikhalkov SCF 19.20 Amore 14 Con Veronica Olivier SCH 19.20 Double Identity Con Val Kilmer SCM 19.20 Professione inventore Con Kevin Spacey SCP 19.25 Tutti giù per terra Con Valerio Mastandrea C 19.25 Waterboy Con Adam Sandler SCC 19.25 Housebroken Con Danny DeVito SC1 20.30 Mandie e il tunnel segreto Con Dean Jones DY 21.00 Non per soldi... ma per denaro Con Jack Lemmon MGM 21.00 Prima TV Boog & Elliot 3 SCF 21.00 Robocop Con Peter Weller SCM 21.00 Italiano per principianti Con Anders W. Berthelsen C 21.00 Puerto Escondido Con Valeria Golino SCC 21.00 Vanilla Sky Con Tom Cruise SCP 21.10 Pelham 123: Ostaggi in metropolitana Con Denzel Washington SCH 21.10 The Twilight Saga: Eclipse Con Kristen Stewart SC1 22.20 La mia vita è un disastro Con Georgia Groome SCF 22.45 Fa' la cosa sbagliata Con Ben Kingsley C 22.55 Wild Target Con Bill Nighy SCC 23.00 G-Force: Superspie in missione Con Bill Nighy SCH 23.05 La freccia insanguinata Con Charlton Heston MGM 23.05 Voyeur Con James Horan SCM 23.20 Oltre le regole Con Ben Foster SC1 23.20 Seconda parte I Buddenbrook Con Armin Mueller-Stahl SCP 0.05 L'illusionista SCF 0.30 Il fiore delle mille e una notte Con Franco Citti 16.05 Final Destination: Death Trip (Horror, 2009) con B. Campo. Regia di David R. Ellis. 17.35 Alla ricerca dell'isola di Nim (Avv., 2008) conJodie Foster. Regia di J. Flackett, M. Levin. 19.20 Intrigo a Berlino (Thril., 2006) con George Clooney, Cate Blanchett. Di Steven Soderbergh. 21.15 Il curioso caso di Benjamin Button (Drammatico, 2008) con Brad Pitt, Cate Blanchett. Regia di David Fincher. 0.05 Rapimento e riscatto (Thril., 2000) con Meg Ryan, David Caruso. Regia di Taylor Hackford. 14.25 E.R. "Sogno di una notte" "La figlia" con Noah Wyle "Nessuno mi ascolta" 17.00 Americana "We can" 17.05 The Event "L'imboscata" 17.55 Heist "Episodio pilota: il piano" con Marika Dominczyk 18.40 The Middle "Il record di papà" "Le nozze reali" con P. Heaton 19.35 Dr. House - Medical Division "Infedele" con Hugh Laurie 20.25 Rescue Special Operations "I soldi del perdono" 21.15 Sex & Law "Il nuovo arrivo (episodio pilota)" "Rifiuto" 22.55 Americana "We can" 23.05 Il gladiatore (Storico, 2000) con Russell Crowe, Joaquin Phoenix. Regia di Ridley Scott. 17.50 Soccer Girl (Com., 2007) con Leah Pipes. Di Norm Hunter. 19.25 Mya Mag "Intervista ai protagonisti di "Better with you"" 19.40 All That Glitters (Com., 2010) con Leïla Bekhti. Di Hervé Mimran, Géraldine Nakache. 21.15 Pretty Little Liars "Per chi suona la campana" con Lucy Hale 22.00 Gossip Girl "...E vissero felici e contenti?" con Blake Lively 22.55 La morte ti fa bella (Fantastico, 1992) con Meryl Streep, Bruce Willis. Regia di Robert Zemeckis. 0.40 One Tree Hill "L'offerta" "Colpo basso" con J. Lafferty 14.55 Calcio, Serie A 2010/2011 Posticipo 16a giornata ritorno Lazio - Juventus (Replica) 16.45 Calcio, Incontro amichevole Solbiatese - Milan (Replica) 18.30 Calcio, Coppa del Re 2010/2011 Finale Barcellona - Real Madrid (Replica) 21.00 Serie A - Speciale ritiri 2011 21.45 Serie A Highlights 22.10 Calcio, Serie A 2010/2011 Posticipo 12a giornata ritorno Roma - Juventus (Replica) 24.00 All sport news 0.30 Serie A Highlights 1.00 Calcio, Incontro amichevole Dallo stadio BMO Field di Toronto Juventus - Sporting Lisbona (Diretta) 14.15 Spartan (Spionaggio, 2004) con Val Kilmer. Di David Mamet. 16.10 Hollywood Collection "Joan Crawford" 16.40 Junior (Commedia, 1994) con Arnold Schwarzenegger, Danny De vito. Regia di Ivan Reitman. 18.35 Bullitt (Poliziesco, 1968) con Steve McQueen. Di Peter Yates. 20.40 Inside the Actors Studio "Matt Damon - prima parte" 21.15 C'è post@ per te (Commedia, 1998) con Tom Hanks, Meg Ryan. Regia di Nora Ephron. 23.20 Viaggio nel cinema americano "Intervista a Jane Fonda" Joi Steel Premium Calcio Mya Studio Universal Premium Cinema SPETTACOLI TV I CONSIGLI DELLA GIORNATA a cura di Giorgio Carbone Premium Cinema ora 21.15 Il curioso caso di Benjamin Button Button nasce col corpo di un vecchio, ma “cre scendo” diventa sempre più giovane. Sarà felice solo nella mezza età. La storia è assurda ma regista e attori la padroneggiano fino in fondo. Studio Universal ore 21.15 C'è posta per te Una libraia e il direttore di un supermarket intrecciano una love story su Internet, ignorando le rispettive identità. Tom Hanks e Meg Ryan per una volta non indulgono in leziosaggini Cinema 1 ore 21.10 The Twilight saga: Eclipse Terzo capitolo della saga romantico zampiresca. Mentre Bella è incerta tra Edward e il licantropo Jacob, si scatena una guerra senza quartiere tra due tribù di succhiasangue. Cinema Max ore 21 Robocop Uno sbirro è trucidato dalla mala. Ma qualche pezzo sopravvive e basta a fabbricare un robot invincibile. Una trama disneyana, ma Verhoeven ne fa uno spettacolo tosto e violento.
43Sabato 23 luglio 2011 @ commenta su www.libero-news.it ::: le lettere TuttoMilano Le lettere via e-mail vanno inviate a: milanolettere@libero-news.eu sottolineando nell'oggetto: “lettere a LiberoMilano”. Via posta vanno indirizzate a: LiberoMilano - viale L. Majno 42 - 20129 Milano; via fax al n. 02.999.66.227. Vi invitiamo a scrivere lettere brevi. La redazione si riserva il diritto di tagliare o sintetizzare i testi. APPUNTAMENTI MERCATI Oggi ARCANGELI - Via Arcangeli - zona 7 ARDISSONE - Via Ardissone - zona 8 ASMARA - Via Asmara - zona 9 BENEDETTO M. - Via Benedetto M. - zona 3 BORDIGHERA - Via Bordighera - zona 5 CICCOTTI - Via Ciccotti - zona 9 DARSENA - Zona Darsena - zona 1 DELLA RONDINE - Via Della Rondine - zona 6 FALCK - Via Falck - zona 8 FAUCHE' - Via Fauchè - zona 8 GARIGLIANO - Piazzale Minniti - zona 9 MARTESANA - Piazzale Martesana - zona 2 OGLIO - Largo Oglio - zona 4 OLMI - Via degli Ulivi - zona 7 OSOPPO - Via Osoppo - zona 7 PAPINIANO - Piazza S. Agostino - zona 1 P. NUOVA - Bastioni di Porta Nuova - zona 1 ROGOREDO - Via Rogoredo - zona 4 TABACCHI - Via Tabacchi - zona 5 TRASIMENO - Via Trasimeno - zona 2 V. PERONI - Via Pascal - zona 3 Lunedì ARPINO - Via Ferrieri - zona 7 CAMBINI - Via Cambini - zona 2 CESARIANO - Viale Elvezia - zona 1 DE PREDIS - Via J. da Tradate - zona 8 GHINI - Via Ghini - zona 5 KRAMER - Via Goldoni-Via Kramer - zona 3 MORETTO DA BRESCIA - Via Reni - zona 1 PALMI - Via Forze Armate - zona 7 PISANI DOSSI - Via Pisani Dossi - zona 3 PONTI ETTORE - Via Ponti Ettore - zona 6 SAN MARCO - Via San Marco - zona 1 SANTA TERESA - Via Santa Teresa - zona 5 TRECHI - Via Trechi - zona 9 ZAMAGNA - Via Zamagna - zona 7 Chiusura al traffico: Via Arona (tratto da Giovanni da Procida a p.le Carlo Magno): per lavori di approntamento cantiere logistico per la metropolitana linea 5. Termine lavori previsto 2015. Via Arcangelo Corelli: (tratto da via Tucidide al confine col Comune di Segrate) chiusura al traffico per lavori MM di posa nuova tubazione fognatura. Termine lavori previsto 11 novembre. Via Privata Giuseppe Padulli: corsia chiusa causa lavori sulle condutture d'acqua consentito il transito solo ai veicoli dei residenti. Via Nicola Antonio Porpora: causa lavori di manutenzione tra Via Nicola Antonio Porpora e Via Teodosio Nell'ambito del proseguimento dei lavori di sostituzione dell'armamento tranviario, verrà chiusa al traffico via Porpora (all'intersezione con via Teodosio). Termine lavori previsto 29 luglio 2011. Via Privata Alessandro Sanquirico: strada chiusa al traffico causa lavori sulle condutture d'acqua tra Via Giuseppe Gabetti e Via Quinto Cenni Lavori di pronto intervento. Traffico difficoltoso in: Via Cenisio: difficoltà di circolazione per la chiusura della rotatoria a seguito lavori MM5. Termine lavori previsto Aprile 2015. Sottopasso Patroclo: restringimento delle due carreggiate per lavori linea 5. Termine lavori previsto per il 31 luglio 2011. Via S. Dionigi per Via Ronbon: restringimento della carreggiata in direzione Segrate (SP 103 - Cassanese) per lavori di rifacimento dello svincolo; il cantiere comporterà la chiusura dell'entrata in Tangenziale Est (carreggiata sud) dir. Bologna. Lavori fino al 31 ottobre 2011. Via Cesare Lombroso: traffico rallentato causa carreggiata ridotta ad una corsia tra Piazza Cartagine e Via Gaspare Vismara fino alle 07:00 del 30 luglio 2011. per lavori di manutenzione del sottopasso ferroviario. Attenzione: Nei giorno di domani, 23 luglio 2011, presso la Villa Reale di via Palestro n.16, avranno luogo dei concerti denominati "Notturni in Villa 2011" Per la realizzazione di tale programma è necessaria la chiusura al traffico della via Palestro nel tratto compreso fra la via Marina e piazza Cavour, limitatamente nella fascia oraria 21:00/24:00 circa. La Polizia Locale provvederà ai conseguenti servizi d'ordine e viabilità. LAVORI IN CORSO MILANO E LOMBARDIA FARMACIE (dalle ore 8,30 alle ore 21,00) CENTRO (Zona Duomo, P. Volta, Garibaldi, Monforte, Lamarmora, Carrobbio, Magenta): p.za Duomo, 21; v. Solferino, 25; c.so di P.ta Romana, 68; c.so Magenta, 96; v. Plinio, 1. NORD (Bovisa, Affori, Niguarda, Greco, Quarto Oggiaro, Staz. F.S. Garibaldi): v.le Espinasse, 30; v. Lessona, 2; v.le Zara, 38; v. Rimembranze di Greco, 40; v. Zanoli, 3. SUD (Ticinese, Vigentina, Rogoredo, Barona, Gratosoglio): v. Lagrange 2; v. dei Guarnieri, 24; v. Marochetti, 9; p.za Miani, 3. EST (Venezia, Vittoria, Romana, Loreto, Città Studi, Lambrate, Ortica, Forlanini, Mecenate): v. Mecenate, 8; p.le Piola, 1; v. Casoretto, 1; v. Anfossi, 9; v. Bellotti, 1; v.le Monza, 126; v. Dei Guarneri, 24; v. Illirico, 11. OVEST (Lorenteggio, Baggio, Sempione, S. Siro): v. Washington, 98; v. Giambellino, 150; v. Nikolajewka, 3; v. Novara, 3; v. Pagliano, 1/a; v. Falck, 19/a; p.za Gioisia Monti, 9; v. Pier della Francesca, 38; v. C. Farini, 5. (dalle ore 21 alle ore 8,30) v. Boccaccio, 26; p.za Duomo, 21; p.za Cinque Giornate, 6; c.so Magenta, 96; p.za S. Maria Beltrade,1; p.za Clotilde, 1; p.le Sempione, 8; v.le Zara, 38; v.le Testi, 90; Ripa Ticinese, 33; Stazione Centrale (Gall. Delle partenze); Stazione Garibaldi; v. Stradivari, 1; c.so Buenos Aires, 4; v. Celentano, 1; v.le Lucania, 10; v. Boifava, 31/b; c.so S. Gottardo, 1; v. Lorenteggio, 208; v. Buonarroti, 5; v. Canonica, 32; v. R. Di Lauria, 22; v. Vigevano, 45; v.le Ranzoni, 2. NUMERI UTILI Soccorso pubblico - polizia........................113 Carabinieri.................................................112 Vigili del fuoco..........................................115 Emergenza medica ....................................118 Corpo forestale dello stato......................1515 Guardia di Finanza .................117 (02.62771) Vigili urbani......................................02.77271 PRONTO SOCCORSO Guardia medica................................02.34567 Fatebenefratelli ............................02.6363469 Policlinico.........................................02.55031 San Carlo ...........................................02.4022 San Paolo...........................................02.8184 San Raffaele.....................................02.26431 ASSISTENZA Alcolcorrelati ..............................02.33029701 Antiveleni...................................02.66101029 Anziani.......................02.8911771/89127882 Handicap...............02.88463050/02.077/078 Odontoiatrica.............................02.66982478 Ortopedica-Traumat. .....................02.582961 Ostetrica ..........................................02.57991 Pediatrica ...................02.3119233/33100000 Psichiatrica .................................02.58309285 Tossicodipendenza .....................02.64442452 Ustioni .....................02.64442381/64442625 TELEFONI UTILI Cittadinanzattiva........................02.73950559 Lac Lombardia ...........................02.58306583 Linea Amica (ore 20-24)............02.39325273 Sordomuti DTS. .........................02.48204247 SOS Usura. ................................02.72022521 Tel. Amico Milano Sud...............02.48203600 Tel. Donna .................................02.64443043 Telefono Azzurro...................................19696 Telefono Azzurro (per i maggiori di 14 anni) ...........051.481048 Trib. diritti del malato...................02.7389441 Voce Amica................................02.70100000 Linea Verde Droga.......................800.458854 Alcoolisti Anonimi ........................02.3270202 Tel. Blu Sos Consum. .................02.76003013 Telefono amico ..........................02.55230200 ENPA Milano..............02.9706421/97064230 Ass. Consumatori.......................02.36599999 SERVIZI PUBBLICI Comune............................................02.02.02 Anagrafe servizio tel. ...................199.199600 Servizio sociali Milano..................800.777888 Multe e tasse comunali ................800.851515 GAS ...................................................02.5255 Elettricità AEM ...................................02.2521 Elettricità ENEL.................................02.23201 Acquedotto................................02.84772000 AMSA ..........................................800332299 TRASPORTI ATM ............................................800.808181 Ferrovie Nord Milano.......................02.85111 Trenitalia .............................................892021 Radio Bus...................................02.48034803 Aeroporto Malpensa..................02.58583218 Aeroporto Linate..........................02.7382787 Aeroporto Orio al Serio................035.326323 Malpensa Express ........................199.151152 Trasporto Orio al Serio....................86464854 Taxi Numero Unico .......................848814781 Radio Taxi Milano ..............................02.8585 Radio Taxi Milano ..............................02.6969 Radio Taxi Milano ..............................02.4040 Radio Taxi Malpensa....................800.911333 ACI - Soccorso Stradale ......................803116 BENZINAI NOTTURNI Viale Marche 32.......................dalle 22 alla 1 Piazzale Accursio ......................dalle 22 alle 7 Viale Liguria 12 ........................dalle 22 alle 7 Piazzale Baracca .......................dalle 22 alla 1 Viale Certosa 228 .........................fino alle 23 Turno notturno Turno diurno Agenda TUFFI D'ESTATE Per i milanesi piscine più belle Per chi resta in città non è facile godersi una pausa estiva facendo un bel bagno. Le piscine comunali sono quanto di più lontano dal relax possa esistere. Ho provato quella di via Mincio e quella del Saini. Un disastro. Sovraffolate, sporche, con spogliatoi maleodoranti. Direi che una Milano che si vanta della sua ospitalità verso i turisti e gli immigrati potrebbe offrire di più ai suoi cittadini. Antonia Fornari Milano SERVIZIO POSTALE Poste italiane voto zero In questi giorni, (ma durante l'anno la situazione non è poi così diversa) gli uffici postali sono totalmente in tilt. Ieri mattina ho dovuto aspettare un'ora per un semplice bollettino perché gli impiegati erano solo due, a fronte di 24 persone in fila. L'estate arriva per tutti, certo. Ma penso che i turni ferie possano essere programmati con intelligenza, senza far pesare le conseguenze sui clienti. Luca De Giorgi e.mail FURTI Zingari in metrò occhio alla borsa Vorrei esprimere la mia preoccupazione per quello che da un po' di mesi sta succedendo alla stazione M3 di San Donato. Siccome l'edicola è chiusa da tempo, i passeggeri devono acquistare i biglietti alle macchinette posizionate vicino alle scale mobili. E proprio lì ogni giorno si posizionano cinque donne rom che “p r etendono” con insistenza di aiutare i viaggiatori con la procedura touch screen. Ma mentre una schiaccia i tasti, l'altra apre la borsa del viaggiatore. Un giochetto facile di cui la Polizia (inesistente) non sembra essersi accorta. Lucia Malaspina e.mail Il ticket sul pronto soccorso farmaco per scoraggiare i malati immaginari Caro Besana, il signor Valerio Toschetti, in una lettera pubblicata giovedì 21 luglio su Libero, afferma di voler effettuare esami e visite in strutture private a causa della modalità scelta dalla Lombardia di applicare i 10 euro di ticket sulle prestazioni di specialistica ambulatoriale che la manovra economica nazionale impone a tutte le Regioni. Come è ovvio, il signor Toschetti, come tutti i cittadini, è libero di indirizzarsi dome meglio crede per le proprie cure. Con il provvedimento di rimodulazione del ticket scelto dalla Regione (che non a caso sta diventando modello a livello nazionale) non ci sarà alcun rincaro per le ricette sotto i cinque euro e per il 63% delle prestazioni (sostanzialmente due su tre) ci sarà un aumento inferiore ai 10 euro. Per le altre prestazioni gli aumenti saranno superiori a questa cifra in maniera graduale a seconda del “valore” della prestazione stessa. La somma complessiva da pagare per gli esami più complessi e costosi (e quindi meno frequenti), come per esempio la risonanza magnetica, non potrà essere in nessun caso superiore a 66 euro. Difficilmente una struttura privata potrà garantire le stesse prestazioni a prezzi inferiori. Ufficio Stampa Regione Lombadia Milano Risponde Renato Besana Tra i molti inasprimenti fiscali introdotti dalla recente manovra finanziaria del governo, la reintroduzione dei ticket sanitari è senz'altro il più indigesto, anche se destinato a incidere in misura tutto sommato modesta sui redditi dei contribuenti (il prezzo per una visita cardiologica, ad esempio, passa da 22,50 a 28,50 euro, mentre non ci sarà alcun aumento sul prezzo dei normali prelievi del sangue). L'applicazione differenziata del rincaro, cioè la “rimodu lazione” decisa da Regione Lombardia, attenua l'impatto del provvedimento in modo intelligente. Qualcuno che si lamenta c'è sempre, ma era difficile fare di meglio. Le strutture private costeranno in ogni caso di più. C'è poi da augurarsi che i maggiori costi sortiscano almeno un risultato benefico: il drastico calo delle analisi inutili, quelle che spesso neppure vengono ritirate dagli interessati e che gravano sui bilanci della sanità, a danno di coloro che davvero sono bisognosi di cure. Quando il gioco si fa duro... ARTI MARZIALI Si conclude domani la “Centrale sport week”, la settimana dedicata allo sport nel cuore di Milano. Nell'ultimo weekend di luglio la Stazione Centrale si trasformerà in un mix tra Budokan di Tokyo e il Ceasar Palace di Las Vegas. Nel ring, appositamente allestito in Galleria delle Carrozze, si sfideranno campioni di Kickboxing, Savate e Muay Thai. I milanesi potranno assistere al torneo nazionale di kickboxing, una grande sfida tra la Lombardia e il resto d'Italia. Allo show parteciperanno alcune tra le migliori scuole di arti marziali e sport del ring italiane. ___________________________ Oggi, ore 15, Stazione Centrale, (piazza Duca d'Aosta), gratuito A Varese, gli arceri fanno centro SPORT Al via a Varese la Coppa Italia delle Regioni 2011, la gara sportiva più attesa dagli amanti del tiro con l'arco. In gioco infatti c'è il prestigio della propria Regione e la possibilità di dimostrare la qualità del lavoro svolto nel corso dell'anno in ambito agonistico. Le gare si svolgeranno oggi e domani sul campo di via Mazzucchelli a Castiglione per il “tiro di campagna” e su quello del centro atletica Bellorini a Calcinate degli Origoni per il “tiro alla targa”. ___________________________ Oggi, ore 9, Campo d'atletica Bellorini, Varese, ingresso libero Suggestioni blues con gli “Hot Tuna” MUSICA Dopo tanti anni, tornano in Italia in versione elettrica, con la band al completo, gli “Hot Tuna”, del mitico chitarrista Jorma Kaukonen e del bassista Jack Casady, architetti del sound psichedelico di San Francisco che dalla fine degli anni '60 hanno dato vita a questo progetto musicale, con un repertorio di classici statunitensi dal folk al blues e con una particolare predilezione per l'improvvisazione. ___________________________ Stasera, ore 21, Chiari (Bs), via Palazzolo, biglietti 35 euro La novità arriva su due ruote FIERA L'esposizione internazionale del ciclo mette in vetrina fino a lunedì, nei padiglioni della Fiera, le ultime novità della produzione mondiale, comprese le neonate bici elettriche. La rassegna propone una panoramica delle migliori Case, piste di prova e tante esibizioni. ___________________________ Oggi, ore 10-19, Fiera Milanocity, Porta Teodorico, 10 euro
2 Sabato 23 luglio 2011 PRIMO PIANO @ commenta su www.libero-news.it IL RIMEDIO Per ridurre l'irritazione degli italiani la classe politica ha una sola arma a disposizione: ridurre le spese. E fare un po' di pulizia la casta ci costa Non possiamo sparare alla cieca È una storia che ho già vissuto: la retorica antipolitica rischia di premiare chi non riesce a vincere le elezioni Non possiamo girare lo sguardo Anche se tacessimo, l'avversione per la Casta non verrebbe meno. Purtroppo di farabutti a destra ce ne sono parecchi Sul Foglio, Paolo Cirino Pomicino se la prende con «alcuni giornali di centrodestra», che «aizzano la piazza contro il Parlamento senza comunicare mai i propri emolumenti». Probabilmente Pomicino si riferisce a Libero e al Giorna le, con i quali ha collaborato per una vita. Comunque, apprezziamo la sua voglia di trasparenza. Anzi, lo autorizziamo a fare il primo passo. Egli ha scritto per noi fino a poco tempo fa, con lo pseudonimo di Geronimo. Se vuole, riveli pure l'entità degli emolumenti versatigli da Libero. il graffio L'ascia di Geronimo L'arte talvolta è un hobby molto costoso. Chiedetelo a Barbara Berlusconi, che a fine 2010 ha dovuto sborsare 600 mila euro per ripianare le perdite della Cardi Black Box, la sua galleria d'arte contemporanea. Un bell'esborso per la figlia del presidente del Consiglio, non c'è che dire. Anche se, confrontati ai 560 milioni che il padre deve versare a De Benedetti, quei 600 mila euro possono sembrare ben poca cosa. Barbara è ancora giovane. Ne deve fare di strada... il graffio Sulle orme del padre ::: segue dalla prima MAURIZIO BELPIETRO . ::: segue dalla prima MARIA GIOVANNA MAGLIE . (...) essere fessi o ingenui. Né equivale a non vedere ciò che accade dentro il Palazzo. Tu dici che il Cavaliere ha enormi responsabilità nell'aver scoperto e promosso certi personaggi, abdicando al dovere delle riforme liberali che aveva promesso agli elettori. Probabilmente hai ragione e il premier avrà modo di meditare su ciò che non ha funzionato nei suoi governi e nelle sue maggioranze. Ma bisogna riconoscere che è anche molto facile addossare ogni responsabilità a lui, addebitandogli gli errori di una rivoluzione mancata. Se le cose non sono andate nel verso giusto è anche colpa di un certo numero di gaglioffi che hanno badato più ai loro interessi che a quelli del Paese. E purtroppo tra i farabutti ce ne sono anche parecchi che indossano la casacca del centrodestra, un dato di fatto che è impossibile contestare. Tu dici che bisogna stare attenti con i toni, altrimenti c'è il rischio che si ripeta il periodo infame che tra il 1992 e il 1994 spazzò via un'intera classe politica moderata, aprendo la strada a chi militava in un partito sconfitto dalla storia che come i camaleonti aveva cambiato colore nella speranza di mimetizzarsi. Vero. Il rischio è concreto, perché l'esasperazione tra gli italiani è forte, in particolare tra quelli che non amano la sinistra. Non c'è pericolo che gli elettori di Berlusconi e Bossi scelgano di mettere la crocetta sul partito di Bersani o su quello di Vendola: sono delusi, ma non scemi. Però, in caso si andasse alle urne, c'è la possibilità che facciano come a Milano quando, dovendo scegliere tra la Moratti e Pisapia, hanno preferito rimanere a casa, regalando il comune a Rifondazione comunista. Mi par di capire che tu, proprio perché intravedi una tale insidia, pur invitandoci a trovare i mascalzoncelli che ruotano intorno al mondo della politica e con questa ingrassano, ci suggerisci moderazione, preoccupata che non si butti via con l'acqua sporca anche il bambino. Il tuo terrore è che si rifacciano gli errori di quasi vent'anni fa, quando, sulla spinta del grande cambiamento, si liquidò la Prima Repubblica per fondarne una Seconda che si rivelò peggiore della precedente. Condivido il tuo tormento. I presupposti sui quali si vorrebbe edificare l'edificio della Terza sono tutt'altro che solidi e così si rischia che faccia la stessa fine delle altre due. Il che sarebbe un colpo mortale per il nostro Paese, già provato dalle clientele e dagli sprechi e ora anche dalla crisi economica. Ma al tempo stesso, cara Maria Giovanna, non si può star fermi, né tanto meno zitti, evitando di raccontare quanto non funziona. Non possiamo tenerci le ruberie e neppure continuare a scialare. Imbavagliarci non servirebbe a niente, perché non è chiudendo gli occhi che si sistemano i conti. Molti parlamentari in questi giorni ci accusano di farci portavoce di movimenti anti politici che ce l'hanno con i partiti. Qualcuno addirittura sostiene che noi aizzeremmo la folla, denigrando le istituzioni e i loro rappresentanti e per questo minaccia di farcela pagare. Ma anche se noi tacessimo, l'avversione per la Casta non verrebbe meno. Non siamo noi a dar voce alla protesta, ma è la protesta che tracima sulle pagine dei giornali. Qualche anno fa, un libro di due giornalisti del Corriere della Sera scalò le classifiche descrivendo i privilegi dei parlamentari. Non c'era nulla di inedito nel pamphlet, ma notizie che nel tempo erano state riportate qua e là da tutti i giornali, a cominciare dal nostro. Tuttavia aver raccolto in un volume tutte le facilitazioni di cui godono gli onorevoli fece clamore. Da allora l'onda anti-Casta non è mai scemata, ma anzi è cresciuta. Soprattutto ora che i legislatori hanno dato il via a una manovra che non risparmia nessuno, tranne loro. Far finta di niente e nascondere nelle ultime pagine questi fatti non servirebbe a nulla. Certo non fermerebbe l'irritazione dei cittadini comuni. Per quella c'è un solo rimedio: ridurre le spese della Casta. Cara Maria Giovanna, so che molti amici del centrodestra questo consiglio non lo intendono, ma purtroppo è l'unica via che resta per evitare ciò che tu prospetti. Su dunque, onorevoli, datevi un taglio. maurizio.belpietro@libero-news.it (...) personale, quella di una a cui cadde una tegola in testa della distruzione complessiva, ma fu pesante e dolorosa, e il modo ancor m'offende, mi renda troppo sensibile agli attacchi pur giustificati ai privilegi di una politica che chiede austerità e non sembra capace di buon esempio, credo però che i giornali che questi rischi hanno ben presenti debbano usare una prudenza estrema nello sparare nel mucchio, nell'aizzare la tentazione dell'antipolitica che alla fine favorirà, favorirebbe, voglio usare il condizionale, per la seconda volta gli stessi che sono stati allora e sono anche oggi incapaci di conquistarselo con la politicae con i voti il diritto a governare da protagonisti contemporanei e non da fantasmi del passato di falce e martello. Non intendo sostenere che si debba appoggiare certi idioti dai quali le fila del centrodestra sono afflitti, né che Berlusconi non abbia responsabilità enormi nell'aver scoperto e promosso certi personaggi, nell'aver abdicato al dovere delle riforme liberali, nell'insopportabile vezzo del compromesso al ribasso, i muscoli ostentati solo nella comunicazione, poco nell'azione. È sempre stato sotto schiaffo dei giudici, ma la forza di un leader, insegnano gli anglosassoni, si misura nelle grandi difficoltà e la storia anche recente ne è piena. Dalla sciagurata missione in Libia allo strapotere di Tremonti, dai capricci delle ministre miss alle nomine a sottosegretari di certi Responsabili che fino al giorno prima erano campioni di assenteismoparlamentare, emetticipuretutti iprivilegi scandalosi, dall'elicottero per andare alla fiera del peperoncino allo stile di alcuni triumviri, sono convinta che un giornale indipendente come Liberodeb ba fare casino ogni giorno, e mi impegno a trovartene uno al giorno di mascalzoncello colto col sorcio in bocca, come si dice a Roma, se continuerai a farmi scrivere quel che mi pare come hai sempre fatto in tanti anni di felice collaborazione. Dobbiamo anche incalzare senza il timore censorio delle iniziative giudiziarie e del conformismo mediatico lecchino l'ipe rattivismo del Quirinale, perché questa non è ancora una Repubblica presidenziale; voglio poter domandare a Napolitano come gli venga in mente di chiedere di un parlamentare brillante e onesto, che farebbe egregiamente il ministro della Giustizia, quale è Annamaria Bernini, «ma quanti anni ha?», perché se la signora ne ha 45 e il presidente ne ha più di 86, questo è solo il prodotto della gerontocrazia italiana, non una discriminante di merito, né si può con un pezzo di cervello sognare un tecnico a capo del governo, con l'altro esigere più di una legislatura parlamentare per una promozione a un posto di governo. Voglio indignarmi per il rinvio a giudizio coatto, contro il parere del pm espresso due volte, del ministro Romano, farci una campagna, e domandare come mai il Quirinale di quel rinvio fosse persuaso così anzitempo. Pazienza se sul Colle si risentono, è la democrazia, baby, e tu non puoi o non potresti farci niente. Sui parlamentari e le parlamentari radicali in questi giorni mi delizierei a massacrarli. Con un patto però, se non vogliamo, come accadde allora, buttare il bambino con l'acqua sporca e ritrovarci alla Terza repubblica peggiore della seconda: con il patto che non attribuiamo solo ai politici i costi iniqui e ammettiamo che si tratta di battaglia simbolica; che la smettiamo con il tafazzismo che ci fa fare gli sprezzanti sulle conquiste che pure portiamo a casa, una per tutte le quote rosa nei cda che avremmo dovuto cavalcare contro le femministe strumentali della piazza di “se non ora quando”; che mai e poi mai ci facciamo venire la tentazione di assomigliare al Fatto, all'Unità, e pure alla Padania. Si tengano l'amor per le manette, il sopracciglio sollevato, il pissipissi con i corridoi e le toilettes delle procure. Ecco allora che seguono le cifre, che il ceto politico costa ai contribuenti italiani più o meno 2 miliardi di euro ogni anno, su un totale di spesa pubblica di più di 700 miliardi di euro. Si possono e si devono introdurre forme di tassazione e di controllo, ma la nostra classe dirigente non si migliora con la gogna ma con un'attenta selezione e con la diminuzione del numero dei deputati, dei senatori, dei dipendenti della presidenza della Repubblica. Ci sono anche i costi delle amministrazioni regionali, provinciali, giustissima qui la campagna di Libero, delle comunali; i costi dei big della finanza, degli enti pubblici, delle banche, che fra stipendi, bonus e liquidazioni arrivano a cifre esagerate, altro che sostituzione dei politici con i tecnocrati, magari scelti dai gruppi di potere che controllano i giornali in buona maggioranza. È un altro ragionamento, tutto da sostenere con convinzione, purché non caschiamo nel trappolone di concepire la democrazia rappresentativa come un peso morto, un bubbone da asportare. Finisce male, col bivacco di manipoli.
RITORNO AGLI ANNI '90 Il triangolo sì Dopo Napoli e Udinese anche Gasperini disegna l'Inter con la difesa a tre. Il segreto è il regista: tutto gira intorno al nuovo Sneijder ::: ALESSANDRO DELL'ORTO MILANO Il triangolo sì, l'ha proprio considerato. Anzi, ha deciso di puntarci: uno due tre - Ranoc chiaLucioSamuel - ecco la proposta difensiva di Gasperini e della sua Inter. Tre difensori tre, con quattro centrocampisti (e magari Sneijder nell'inedito ruolo di regista centrale) e tre attaccanti davanti; tradotto per far contenti gli amanti dei numeri e delle tattiche matematiche, un simpatico 3-4-3. Già, la difesa a tre. Una novità per qualcuno, addirittura un azzardo per altri abituati alle mode del football italiano degli ultimi anni e delle sue linee a quattro con uno dei due centrali che si stacca e gli esterni che spingono a turno con i centrocampisti di fascia. In realtà, invece, è un ritorno al passato e ai grandi classici del pallone anni Novanta. E se cinque club di serie A di alto livello (Inter 3-4-3; Napoli 3-4-2-1; Palermo 3-4-2-1; Chievo 3-5-2; Udinese 3-5-2) stanno organizzando il proprio sistema di gioco difensivo proprio in questo modo, significa che forse lo schema non è poi così superato. Anzi. MELLI & CO. Tanto per fare un po'di revival e partire ad alti livelli, ricordate (quesito retorico, certo che lo ricordate) l'Argentina che, in Messico, vinse i Mondiali del 1986? Beh, giocava con il 3-5-2 anche se forse sarebbe più corretto ricordarla con il modulo 9-1: Maradona più gli altri. In Italia, invece, il guru della difesa a tre è stato Nevio Scala. Fu lui - con il Parma delle meraviglie degli anni '90 - a proporre il 3-5-2, divertendo e vincendo. Tre difensori (Apolloni, Grun e Minotti con quello centrale che si staccava di qualche metro), due esterni di grande corsa (Benarrivo e Di Chiara) in grado di coprire l'intera fascia sia in fase difensiva che offensiva, due mediani (Cuoghi e Brolin) a fare filtro per il regista (Zoratto) e davanti le due punte: Melli e Osio . Una squadra compatta e offensiva, quella dei gialloblù (all'oc correnza si trasformava anche in 5-3-2), che sapeva avere superiorità numerica sia in avanti che dietro e che si è ritagliata un posto tra le grandi di quel periodo (ha vinto Coppa Italia, Coppa Coppe, Supercoppa Europea e Coppa Uefa). Il segreto? Avere un regista molto bravo e due esterni che devono essere due attaccanti capaci di sacrificarsi, tornare a difendere e chiudere le diagonali. LIPPI E ZAC Scala, ma non solo. Dopo di lui in molti si adeguarono al suo modulo. Mondonico era un maestro nel giocare con il 3-5-2 sia all'Atalanta che al Torino e Lippi, nei primi anni di Juve, si affidò proprio a questo tipo di schieramento (Ferrara, Carrera e Kholer in mezzo; Torricelli a destra e Di Livio a sinistra) che poi ripropose anche in nazionale. Sempre con la difesa a tre, ma Mi pare che... Il velenoso Baldini non è ancora tornato e già offende con un centrocampo a quattro e un tridente in attacco (3-4-3 che non è altro che un riadattamento dello storico sistema WM che prevedeva il 3-2-2-3), a metà anni '90 si mise in luce Zaccheroni con l'Udinese. Ritmo, velocità e il trio Poggi-Bierhoff (capocannoniere)-Amoroso portarono i bianconeri al quinto e poi al terzo posto della serie A. Zac quindi venne ingaggiato dal Milan dove, sempre con il fidato 3-4-3, nel campionato 1998-1999 conquistò lo scudetto, lanciando così la moda del suo modulo, poi rivisto e ricorretto con l'attuale 3-4-2-1 che schiera due fantasisti alle spalle di una punta. Già, proprio quello che nel prossimo campionato faranno il Palermo di Pioli (3-4-2-1 con Ilicic e Pastore dietro Hernandez) e il Napoli (34-1-2 con Lavezzi e Hamsik dietro Cavani). E che, in certe gara, farà sicuramente anche l'Inter (Alvarez ed Eto'o dietro Pazzini), soprattutto ora che Gasperini, il triangolo (difensivo), sì l'ha proprio considerato. Moratti a Della Valle: «Io non devo giustificarmi» Pronta e secca la risposta di Moratti all'appello di Della Valle che chiedeva spiegazioni su Calciopoli. «Non ho risposte da dare. Perché dovrei giustificarmi? Al massimo è il contrario. Al tavolo con Della Valle? Si divertiranno a fare una rimpatriata, io sarei noiosissimo». Roma, firmato il passaggio a DiBenedetto La Roma è americana. Ieri è stato siglato il passaggio dei giallorossi alla cordata guidata da DiBenedetto. Lo afferma una nota di Roma 2000, società titolare della partecipazione di controllo, che smentisce anche la perdita aggiuntiva di 17 milioni nel bilancio al 30 giugno scorso. Tuffi, Cagnotto finale e pass olimpico dai 3 metri Tania Cagnotto è in finale (oggi) dal trampolino tre metri e strappa il pass per Londra 2012. Male la Dallapé. Nel fondo due 4° posti nella 5 km per Nicola Bolzonello e Rachele Bruni. Il Settebello batte 7-6 la Germania e vola ai quarti. ::: LUCIANO MOGGI Avete presente il film “La grande guerra” interpretato dal grande Alberto Sordi? Ricordo in particolare una scena in cui Sordi, nelle vesti di comandante di un plotone, perlustra nel silenzio della notte una pericolosa zona di guerra. Ad un certo punto, dalla parte opposta alla sua direzione di marcia, si odono scariche di mitra e una voce che intima «Chi è là ?». La risposta: «L'animaccia delli mort... tua, prima spari e poi domandi chi è?». Questa l'interpretazione di un grande purtroppo scomparso, al contrario di Franco Baldini, che non è “scomparso”, non è grande affatto, e si accinge a tornare nel calcio italiano al seguito, stavolta, di acquirenti Usa. Ma sempre al seguito di qualcuno. E comincia così la sua recita. A due anni dalla chiamata in correo sulla stampa da parte di Lele Oriali, Baldini ha chiesto scusa all'ex dirigente interista per il passaporto falsificato di Recoba, che è costato a Oriali una condanna penale. Tardivo come ravvedimento, però sufficiente ad Oriali per paventare una revisione del processo, anche se Lele sa perfettamente che Baldini non ha detto la verità, cercando anzi di aggirare le proprie responsabilità. Non è affatto vero infatti che l'intermediario che aveva indicato a Oriali non era da lui conosciuto o solo di nome, Krausz, come vorrebbe lasciar intendere nell'intervista a la Repubblica, ma si trattava invece di una persona con cui aveva rapporto di collaborazione. Sentite JU29RO: «Baldini suggerisce ad Oriali il nome di una persona che non conosceva (tale Barend Krausz von Praag) per “con trollare le carte” e Oriali, non conoscendolo anche lui, si fida ottenendo a caro prezzo il passaporto (falso) di Recoba, senza fare richiesta alcuna alle autorità italiane, come procedura regolare vorrebbe. Beh, oggi Baldini rilascia interviste dettando le regole del calcio pulito e Oriali da condannato si dichiara innocente! Sopraffatti ci inchiniamo ai miracoli, gli oggetti prendono vita e, in autonomia, si muovono da soli, i passaporti si auto-taroccano, gli scudetti si auto-assegnano e i vasi si spostano da soli, forse». Nulla di cui meravigliarsi. Baldini ama presentarsi come un esempio di illibatezza, ed invece lui c'era alla Roma al tempo dei Rolex, e al tempo dei passaporti e della dritta (!) ad Oriali, che costò all'Inter 80mila dollari. Baldini è quello che dice di fare le cose per bene e ha sempre una spiegazione: la cacciata dalla Roma, ad esempio, per lui avviene a seguito di sue dimissioni e per incompatibilità con Rossella Sensi, e non, come realmente è, per gli scarsi risultati sul mercato e di gestione. Sentite in proposito cosa dichiarò a verbale la Sensi il 16 maggio 2006, al pm Palamara: «Circa i motivi dell'allontanamento di Baldini, gli stessi devono essere ravvisati sia nella criticabile campagna acquisti dallo stesso effettuata per il campionato 2004/05, sia per le dichiarazioni che non si allineavano con la politica societaria. Tali comportamenti hanno nel tempo incrinato l'esi stente rapporto di fiducia. Tra l'altro voglio ancora ricordare che il rapporto di fiducia era stato poi minato dai problemi sorti a seguito delle modalità di acquisto del calciatore Mexes». Significa? È stato chiesto alla Sensi se con il ritorno di Baldini si assicurava la continuità. La replica: «La continuità semmai viene dal massaggiatore Giorgio Rossi, il plauso va a lui che ha sempre profuso grande impegno e fedeltà». Il giudizio che posso dare su Baldini è nei fatti, deve fortuna e incarichi solo a un grande (lui sì) allenatore, Fabio Capello. Alla Nazionale inglese non hanno chiesto di Baldini, ma di Capello, a Madrid altrettanto. Vedremo cosa saprà fare alla Roma da solo, anzi no con Sabatini che, invece, lui sì, di calcio ne capisce. Intanto giriamo a Franco alcune domande, nella speranza di avere risposte. Se parliamo di 80mila dollari per una patente, che poi si trasforma in passaporto, cosa gli torna in mente? Quale è il nesso tra la Motorizzazione di Latina e la causa da promuovere per l'interista Alvaro Recoba? Saprebbe rispondere al pm cosa rischia chi viene coinvolto in un passaggio di residenze false? Dove sono finiti i soldi della Roma per l'acquisto di Philippe Mexes, quando Rosella Sensi aveva ricevuto garanzie per le quali l'operazione sarebbe avvenuta a costo zero? E qui mi fermo. PARMA DEI MIRACOLI Il 3-5-2 di Scala: «Schema perfetto per versatilità» PADOVA Ha portato il Parma dalla B ai trionfi in campo continentale: Coppa Coppe e Supercoppa europea nel '93 e Coppa Uefa '95. Ogni vittoria però aveva un elemento imprescindibile: la difesa a tre. Stiamo parlando ovviamente di Nevio Scala, 64 anni, ex allenatore di quel Parma che tanto stupì a inizio anni '90. «Eravamo una grande squadra e giocavano sempre e solo a tre dietro: è la soluzione migliore». E perché? «Io ho utilizzato solo il 3-5-2 come modulo nella mia carriera e ti permette di poter essere versatile. Se gli avversari giocano a una punta, a cosa serve avere 4 difensori? E viceversa, se ne hanno tre in un attimo si può difendere a 5». Servono giocatori particolari? «Occorrono difensori bravi tecnicamente che possano all'occorrenza fare i mediani e degli esterni con grandi doti atletiche: un attaccante come Di Chiara lo trasformammo perché aveva le caratteristiche». Qual'è stata la miglior difesa a tre? «Grun, Minotti, Apolloni: nel mio primo Parma erano perfetti». T.IV FEDELE ALLA TRADIZIONE Gian Piero Gasperini, 53 anni, mister dell'Inter. L'ex allenatore genoano è da sempre un teorico della difesa a tre Olycom
44 Sabato 23 luglio 2011 LOMBARDIA @ commenta su www.libero-news.it Indagine on-line Milano batte Roma per tradimenti estivi Il 53% dei milanesi si concede una scappatella. Soprattutto sul lavoro ::: Tacchi a spillo Cena nel chiostro per il week-end di chi non parte ::: IL GATTO E LA VOLPE Sbarca a “Le jardin diamond” di Treviglio (Bergamo) Danza Kuduro, il tormentone dell'estate, realizzato dal cantante francese Lucenzo. Colonna sonora del film “Fast & Furious 5”, il brano sta riscuotendo numerosi successi anche nelle playlist di tutto il mondo. Dopo aver partecipato al festival Latinoamericando a giugno, Lucenzo torna nel nostro paese con un tour che toccherà importanti località turistiche. Dopo l'ap puntamento all'“Indie” di Cervia (Rimini), anche chi è rimasto in città potrà ballare Danza Kuduro, nella favolosa cornice de “Le Jardin-Diamond” di Treviglio appunto. Il locale riserva a tutti coloro che prenotano, l'ingresso a soli 20 euro comprensivo di un'abbondante apero-cena e un drink. (Per info: 02.20480256, oppure scrivere a: events@spmanagementsrl.com). Ma chi trascorrerà il fine settimana a Milano ha un'altra possibilità: rinfrescarsi dalla calura estiva con una cena sfiziosa nel chiostro del raffinato Palazzo Recalcati, risalente al secolo XVI. Tavoli elegantemente apparecchiati e comodi divanetti per l'aperitivo, vasi di fiori freschi e candele accese: la calda serata milanese cambia subito aspetto! È il ristorante “L'assassino”, in via Amedei 8. Grazie agli spessi muri dell'antico palazzo che lo ospita, il chiostro è naturalmente rinfrescato e trascorrere qualche ora qui, lontano dai rumori e dal caos, rende l'estate più piacevole. Per il menu, nessun problema: qui vince la leggerezza e la freschezza, Sotto la supervisione e la direzione dell'esperto gastronomo Marc Farellacci, chef manager del ristorante. Durante tutta la giornata il ristorante “L'assassino” si anima nel Bistrot des artistes, che si propone con un servizio bar e piccola cucina: una buona alternativa per un incontro professionale, un aperitivo oppure un'occasione per lavorare in un luogo stimolante, dotato di rete wi-fi, gustando i vini delle prestigiose etichette proposte e i piatti genuini. (Tel: 02.8056144 oppure www.ristorantelassassino.it) ::: MASSIMO DE ANGELIS Francamente non ne sentivamo la mancanza. È infatti nato un sito specializzato in relazioni extra coniugali, che sforna a ritmo continuo dati e classifiche circa le abitudini sotto le lenzuola di irrefrenabili latin lover e relative consorti. Il quadro delinea un continuo testa a testa tra Roma e Milano per il primato dei tradimenti, in un sondaggio stile pre elettorale. Negli ultimi risultati s'intra vede la possibilità per gli incalliti infedeli sotto le guglie del Duomo di inserire la freccia del sorpasso. La tendenza alle scappatelle pare innata se oltre il 53% dei milanesi ammette oggi il tradimento. Un'abitudine che raggiunge picchi impressionanti se consideriamo la fascia di età compresa tra i 40 e i 45 anni: ben l'82% di fedifraghi rientra infatti in quest'area anagrafica. Praticamente, tra quanti sono appena entrati negli “anta” soltanto 2 persone su 10 non cornificano il proprio partner. C'è chi da la colpa alla noiosa quotidianità oppure al proliferarsi di social network, quali Facebook e Twitter, che permettono facili conoscenze. Ma in realtà il 60% dei tradimenti meneghini avviene tra le mura d'ufficio, con un ragguardevole record europeo. Nell'ordine, le professioni più orientate allo sfascio famiglie sono quelle che si svolgono in cliniche e ospedali, redazioni, studi pubblici, scuole e banche. Un dato quest'ultimo che era già stato sottolineato anche dall'associazione italiana degli avvocati matrimonialisti. La quale, confermando il testa a testa tra Milano e Roma quanto a tradimenti, già lo scorso autunno ha evidenziato che il 60% dei tradimenti trova origine sul luogo di lavoro, indicava anche nella fascia oraria tra le 14 e le 15, vale a dire nella classica “pausa pranzo” il momento in cui più facilmente e spesso l'infedeltà al partner si tramuta da pensiero/tentazione in fatto compiuto. Sempre secondo la stessa associazione, il tradimento è leggermente più diffuso tra gli uomini - 55% - che nelle fila del gentil sesso (45%). La “scappatella” è ormai un vizio talmente diffuso, che il messaggio del famigerato sito Incontri – Extraconiugali.com («La trasgressione si presenta come una valida soluzione per rompere la monotonia del rapporto di coppia, riscoprire la passione e aggiungere una emozione alla propria vita») viene teorizzato anche da alcuni psicanalisti. Come che sia, solo il 60% dei tradimenti - secondo lo stesso sito di incontri viene scoperto ma addirittura nel 50% dei casi la scappatella non comporta la fine della relazione di coppia. Al 38% nella fascia d'età dai 30 ai 34 anni, la propensione femminile a tradire sale al 59% per chi è tra i 35 e i 39 anni e raggiunge il proprio culmine proprio tra chi ha già superato gli “anta”: tra i 40 e i 44 anni la tentazione di concedersi una relazione con qualcun altro rispetto al proprio partner abituale raggiunge addirittura il 78%, secondo quanto risulta al sito. Quanto alle motivazioni che inducono a cedere alla tentazione il desiderio di evadere dalla quotidianità (39%) e di rivivere un amore del tipo adolescenziale (28%), ma anche la noia o l'insoddisfazione nel proprio rapporto di coppia (25%). INIZIATIVA DELLA COLDIRETTI Gli allevatori protestano contro i rincari: martedì corteo di maiali davanti alla Borsa Gli allevatori italiani lamentano di non essere più in grado di fornire una nutrizione adeguata ai propri animali, a causa dei rincari e delle speculazioni sui generi alimentari per le specie di allevamento, e per questo, su iniziativa della Coldiretti, martedì 26 faranno sfilare - prima iniziativa di questo genere in Italia - i propri maiali davanti alla Borsa, portandoli a Milano da tutte le principali regioni di produzione, lasceranno “in affidamento” davanti alla Borsa meneghina, in piazza Affari, i propri maiali. L'iniziativa, che avrà luogo a partire dalle 10 del mattino, mira a richiamare l'attenzione sulla necessità di salvaguardare il made in Italy anche nel settore gastronomico e alimentare, evitando appunto che i gestori degli allevamenti restino “soffocati” dai rincari dei costi di gestione relativi all'alimentazione del proprio parco bestie. L'allarme lanciato non solo agli operatori di Borsa riguarda chiaramento il pericolo di veder sparire dalla tavola salami e prosciutti italiani già pesantemente danneggiati dalla concorrenza sleale dei prodotti stranieri spacciati come italiani. D.BON. A DURA PROVA L'estate mette a dura prova la tenuta delle coppie milanesi Fotogramma
45Sabato 23 luglio 2011LOMBARDIA @ commenta su www.libero-news.it Monza Trentotto milioni per il maquillage della Villa Reale ::: MONZA (MB) E mentre i Ministri aprono i propri uffici decentrati al Nord, in Villa hanno appena iniziato l'allestimento del cantiere per la ristrutturazione del Complesso Piermariniano da parte della società privata che si occuperà anche per 22 anni della gestione della struttura. Si chiama Nuova Villa Reale s.p.a. ed è stata costituita da Italiana Costruzioni s.p.a., il colosso immobiliare di Navarra che ha ristrutturato il Colonnato di San Pietro, e Malegori s.p.a. più Nagest, società monzese specialista in arredo verde. Entrambi hanno vinto il bando che la sinistra accusa di essere il pomo della discordia per la svendita della magione. «Italiana Costruzioni si occuperà soprattutto della parte più corposa del restauro da gennaio 2012 - ha spiegato Giuseppe Malegori - mentre noi della logistica sul territorio; il primo atto è l'apertura del cantiere per i sopralluoghi e noi abbiamo tutte le intenzioni di renderlo aperto e visitabile anche ai cittadini, la presenza dei ministeri spero non ci dia fastidi ma non crediamo». Il privato dunque, a fronte di un versamento di 30.000 euro all'anno di canone al Consorzio, ma anche di un investimento di 6,7 milioni di euro nei 22 anni di concessione, più le spese di gestione e manutenzione stimate dal Piano economico-finanziario in 38 milioni di euro. Sulla gestione, comunque, non ci sono ancora progetti definitivi, ma c'è un comitato scientifico al lavoro con membri come il professor Dioguardi e Philippe Daverio. «Le potenzialità della nostra Villa sono enormi e non possiamo perdere tempo - ha concluso l'imprenditore - certo è che noi saremo controllati dal comitato scientifico e da Infrastrutture Lombarde, che è il nostro committente, in ciò che realizzeremo». Il fatto che ci saranno i Ministeri per il sindaco Mariani è un'ulteriore assicurazione che il progetto vada avanti. «Ci servono ancora parecchi soldi per completare tutto il restauro e speriamo che avere qui i Ministri serva a velocizzare tutto». L.MAR. Monza La Lega accoglie il governo al Nord Festa padana per le sedi decentrate volute dal Carroccio. Ma c'è anche la Brambilla ::: LAURA MARINARO MONZA (MB) «Non gestiamo noi direttamente gli inviti e la notizia che arriverà anche il Ministero del Turismo di Maria Vittoria Brambilla l'abbiamo appresa dai giornali». Il sindaco di Monza, Marco Mariani, è apparso tranquillo e anche un po' visibilmente emozionato, ieri, preso dai preparativi per l'inaugurazione degli uffici ministeriali dei suoi amici di lunga data e colleghi di partito Umberto Bossi e Roberto Calderoli, ai quali si aggiunge anche Giulio Tremonti e la Brambilla. «Piuttosto lei è pronta?» mi dice. Beh tanto basta mostrare il tesserino dell'Ordine ed entriamo. Insomma per lui, presidente del Consorzio della Villa Reale e padrone di casa, l'evento che si celebra questa mattina alle 11.30 nella Reggia Piermariniana, è un'occa sione da non perdere. E sia le proteste che si annunciano, sia le critiche provenienti dal Pd e anche da qualche alleato del Pdl, non lo scalfiscono. I 3 o 4 cosiddetti “ministeri”, in realtà sono 3 stanze e un bagno con corridoio buio al piano terra dell'area a destra della Cavallerizza, confinanti con l'Istituto d'Arte che cade in pezzi. All'interno ieri mattina gli ultimi allestimenti: a parte le scrivanie e gli armadi modernissimi targati dalla ditta catanese Flycom-Compir, sono arrivate le targhe. Fino a questa mattina non si avrà la lista certa dei presenti, ma il sindaco Mariani ha assicurato che le autorità civili e militari della città ci saranno, compreso Dario Allevi, presidente della Provincia di Monza (e già vice dello stesso Mariani alla guida del capoluogo brianzolo) e Andrea Gibelli, vicepresidente della Regione Lombardia. Sui sindaci della Brianza nessuna certezza, soprattutto per i primi cittadini non iscritti al Carroccio e per qualcuno che è in vacanza. Confermata la protesta davanti alla Villa del nuovo gruppo Monzi Python (parafrasi del popolare gruppo comico inglese) che ha affisso in giro dei cartelli con la scritta: «Affittasi ministero a Monza piano terra mq.75 doppia esposizione astenersi perditempo, o 3 locali più servizi e simili». Non paghi arriveranno in Villa con i nasi da pagliaccio (forse si riferiscono all'editoriale del quotidiano locale, “Il Cittadino”, che li definiva pagliacciata)… Ci saranno con tutta probabilità anche i cittadini del Comitato La Villa reale è mia che colgono ogni occasione per protestare contro la presunta svendita del maniero. «Peccato che quei locali sono del demanio e che noi abbiamo solo reso attuativo un decreto del Consiglio dei Ministri - ha ribadito il primo cittadino - non potevamo dire di no!». Scatenata l'opposizione. «Questa inaugurazione è un evento clandestino, perché nessun consigliere provinciale è stato invitato, ed è anche, di fatto, un esproprio di una parte di un bene pubblico da parte e per volontà di un partito politico - ha detto il capogruppo del Pd, Domenico Guerriero - e di certo oggi la villa rimarrà chiusa al pubblico per colpa della propaganda dei vertici della Lega che non appassiona nessuno, nemmeno i propri elettori». DOPO IL RE LA REPUBBLICA Costruita alla fine del XVIII secolo per volere degli Asburgo, dopo l'Unità d'Italia, la Villa Reale di Monza è stata una delle sedi ove dimorava la dinastia sabauda. Da oggi ospiterà le sedi decentrate di alcuni ministeri del governo della Repubblica Fotogramma
35Sabato 23 luglio 2011 @ commenta su www.libero-news.it SPORT Mercato Frenata per Rossi Melo-Galatasaray Lazzari a Firenze TOUR DE FRANCE Re Contador abdica ma con onore Inutile show dello spagnolo sull'Alpe d'Huez, la corsa andrà a Schleck (in giallo) o Evans: decide la crono ::: FEDERICO DANESI ALPE D'HUEZ (FRANCIA) Saltare per saltare, Alberto Contador ha provato a farlo saltare lui questo Tour. A bocce ferme un golpe sventato, ché non gli è nemmeno riuscito di vincere la tappa qui dove il suo nome sarebbe stato benissimo. E invece oggi proverà a salire sul podio anche se è più facile che finisca quarto, senza aver lasciato un segno tangibile su questo e senza aver nemmeno soddisfatto la sua ansia di mostrare che due grandi giri in un anno sono fattibili, eccome. Però l'applauso più sonoro lo merita lui, non ce ne vorranno in stretto ordine d'apparizione Andy Schleck, che vestirà di giallo per un giorno sperando di portarlo sino a Parigi, il fratello Frank mai così vicino al primato come stavolta, Cadel Evans candidato numero uno alla vittoria, Thomas Voeckler ubriaco di fatica per difendere un primato che sapeva benissimo non sarebbe stato più suo, e persino Pierre Rolland, capace di strapparsi il cuore per scortarlo nei giorni scorsi sino a farlo scoppiare di gioia, questo cuore, nel giorno della sua vittoria più bella. Contador, ancora più di Andy, ha provato ad infiammare la corsa da subito, a 90 km dal traguardo, quasi fosse partito direttamente dal suo albergo. Era l'unica carta da provare, se l'è giocata. Evans ha confermato di essere il Calimero del gruppo, piantato in asso dalla bici sul Télégraphe prima di reagire e andare e riprendersi quasi tutti gli altri nel finale mentre la benzina dello spagnolo andava in riserva fissa. Oggi, nonostante gli tocchi limare quasi un minuto, Cadel ha la crono dalla sua. E sarebbe anche il premio ideale per uno che da queste parti è già arrivato due volte secondo e più in generale passa sempre per il bellissimo perdente. Invece Damiano Cunego non finirà sul podio, e non ci andrà nemmeno vicino. Eppure esce da questa tappa con molte più certezze di quelle che aveva tre settimane fa, prima della partenza. Alle volte ci si dimentica che la sua faccia da ragazzino a settembre taglierà il traguardo dei primi trent'anni, abbastanza per un'ot timacarriera maancora pochiper chi voglia puntare di nuovo a vincere una corsa a tappe che conti. Ci è andato vicinissimo un mese fa al Giro di Svizzera, beffato nella crono finale per soli 4”. Soprattutto ha retto la pressione psicologica e i ritmi forsennati di questi ultimi giorni facendo intravedere di nuovo quel fenomeno che è stato nel 2004. Al tirar delle somme meglio lui di Basso, spentosi quando la terza settimana ha presentato il conto. Arriverà nei primi otto, tra un anno ci potrà riprovare, dalla Danimarca se punterà sul Giro o dal Belgio se tornerà al Tour. Intanto c'è una crono a Grenoble tutta da gustare e nemmeno così scontata in partenza da potersela perdere senza rimpiangerlo. F.1, GP GERMANIA Ecclestone rivela: «Pagai tangente» Alle 14 la pole NUERBURGRING (GER) La confessione di Bernie Ecclestone scuote il circus alla vigilia del Gp di Germania. Big Bernie ha infatti ammesso davanti ai giudici di aver pagato una bustarella all'ex bancario della BayernLB di Monaco, Gerhard Gribkowsky, in cambio di un'agevolazione nella vendita di una quota della F.1 della Slec (47%) alla CVC nel 2005. «Non ho corrotto nessuno - si è difeso Bernie -, ho solo preso una commissione del 5 per cento che era meno del valore di mercato, avrei potuto guadagnare anche di più». Poi Ecclestone spiega che, in caso di mancato pagamento, il banchiere avrebbe minacciato di rivelare al fisco britannico alcune sue manovre con il fondo off-shore di famiglia, la Bambino Holding: «Mi ha detto che potevo fare così oppure accettare l'inchiesta e difendermi, perchè avrei potuto farlo, ma sarebbe costato tempo e denaro. Così ho preferito pagare». Intanto ieri dopo le prime libere il più veloce è stato Mark Webber su Re Bull (1'31”711) che ha preceduto la Ferrari di Alonso (1'31”879), la Red Bull di Vettel (1'32”084) e l'altra Rossa di Massa (1'32”354). Oggi (ore 14 Rai2) le qualifiche. Alberto Contador (destra) inseguito da Andy Schleck sul Galibier: ieri la tappa è andata al francese Rolland, ma Andy ha strappato la maglia gialla a Voeckler [Ap] Pochi giorni e tra Leonardo e Psg è già alta tensione: «È troppo indipendente», riferisce l'Equipe, riportando i malumori della dirigenza araba riguardo alla disinvolta gestione del brasiliano. Amore già finito? Chissà, però è proprio vero: Leo non tradisce mai. il graffio Leonardo non tradisce ::: TIZIANO IVANI Poteva andare meglio, non c'è tanto da girarci intorno. Dalla cena (nella notte tra giovedì e venerdì) tra il procuratore di Giuseppe Rossi (24 anni), Federico Pastorello e la dirigenza del Villarreal è uscito un bel nulla di fatto: gli spagnoli non si muovono dalla richiesta di 30 milioni e i tempi si allungano. Anzi, si rimanda tutto alla prossima settimana perché Pastorello ieri ha fatto ritorno in Italia e ora aspetta di sapere se, e in che modo, la Juve vorrà alzare la propria offerta (ora ferma a 25 milioni). L'eventuale cessione di Santi Cazorla(27), dal Sottomari no giallo all'Arsenal, non «influirà nell'affare Rossi», ha spiegato a Libero l'agente del Pepitoma potrebbe rendere ancora più intransigenti (visto l'incasso per l'esterno) le richieste economiche spagnole. Sempre in tema Juve: Felipe Melo (28) è stato ceduto in prestito oneroso (1.5 milioni) ai turchi del Galatasaray. La Fiorentina ha acquistato per circa 4 milioni la comproprietà di Andrea Lazzari (27) dal Cagliari. Capitolo Roma. Siamo alle battute conclusive per Mark Stekelenburg (28): 9 milioni all'Ajax. L'agente del portiere, Robert Jansen, si detto certo: «Andrà tutto bene». I giallorossi hanno ufficializzato ieri per 12 milioni l'acquisto di Bojan Krkic (20) dal Barça. Quest'ultimi però si sono riservati, sulla base di 15 milioni, un controriscatto da esercitare nel 2013. Jeremy Menez(24) è a un passo dal ritorno in Francia, al Psg di Leonardo.
4 Sabato 23 luglio 2011 PRIMO PIANO @ commenta su www.libero-news.it Fini ha paura di dover lavorare Il presidente della Camera critica la proposta di Calderoli di collegare gli stipendi dei parlamentari alle presenze in Aula. E il leghista lo sbeffeggia: «Lui non c'è mai ma non si preoccupi: non parlavo dell'indennità del presidente ma solo di quella degli onorevoli» GLI AZZURRI Per evitare che il Carroccio si intesti una riforma anti-sprechi, il Pdl pensa di inserire anche l'abolizione delle province che i padani non vogliono la casta ci costa ::: FRANCESCO SPECCHIA Quello di Antonio Gaglione, invincibile recordman della non-presenza a Montecitorio non è un assenteismo comune. È un assenteismo epico, strutturale, quasi filosofico. Gaglione eletto -per così dire- alla Camera dei deputati nel 2008, ritiene assurdo il funzionamento del Parlamento, che rende il suo voto del tutto inutile. Per questo alla Camera non si presenta affatto. Gaglione vanta, in tre anni, il 93,22 % di assenze: neanche Magdi Allam all'Europar lamento (con le stesse motivazioni: «È inutile») riesce ad arrivare a tanto. Gaglione, pelato, eterno cravattino, la faccia somigliante al comico degli anni 30 Jimmy Durante, odia la politica. Meno i soldi. La sua idiosincrasia al lavoro non gli impedisce d'intascare 20mila euro al mese, da 8 anni. Eletto nel 2001 in quota Rutelli (che lo fece sottosegretario alla Salute, il primo sottosegretario in contumacia...) e poi cocco di Rosy Bindi contro Veltroni e Letta, Gaglione oggi dà il suo apporto da ologramma al Gruppo Misto “Noi Sud/Lega Sud Ausonia”, dove fu spedito dalla Bindi stessa, incazzatissima. Perfino allora la povera donna litigò con un ectoplasma. Antonio Gaglione Il cocco di Rosy re delle assenze Papponi di Stato La settimana cortissima della casta parlamentare Ai lettori Pubblichiamo la quarta puntata dell'inchiesta sui “Papponi di Stato”, scritta nel 2008 dall'ex deputato Verde Roberto Poletti e dal nostro Andrea Scaglia. Le prossime puntate saranno pubblicate integralmente on line sul sito di «Libero»: www.libero-news.it ::: GIANLUCA ROSELLI ROMA E' scontro tra Roberto Calderoli e Gianfranco Fini sui costi della politica. E in particolare sulla bozza di riforma costituzionale presentata ieri per la prima volta in consiglio dei ministri dal titolare della Semplificazione. Testo che, secondo Silvio Berlusconi, «il governo approverà il 4 settembre». E qui è nato un piccolo giallo, perché Calderoli si è subito affrettato a precisare che «invece quello di oggi (ieri, ndr) è il varo definitivo e non ci saranno ulteriori passaggi in cdm». Vero, ma è anche vero che la riforma sarà poi studiata durante l'estate e sarà poi in Parlamento che il Pdl procederà ad avanzare alcune correzioni. Comunque ieri alla conferenza stampa del dopo cdm c'era Berlusconi ma non Calderoli. La bozza prevede anche alcuni tagli ai costi della politica. E in particolare lega lo stipendio del parlamentare alla sua produttività. Da qui la feroce critica da parte del presidente della Camera. «I deputati non possono essere pagati a cottimo», ha detto l'ex leader di An giovedì pomeriggio durante la cerimonia del ventaglio. Lo stesso Fini, come riportato da Libero, nei giorni scorsi ha aumentato del 3 per cento gli stipendi a dipendenti e funzionari. E ieri lo stesso Fini ha rincarato la dose spiegando che «il ddl Calderoli assomiglia più a un volantino per le feste padane che non al testo del governo per ridisegnare l'archi tettura costituzionale». La replica di Calderoli non si è fatta attendere ed è stata altrettanto velenosa. «Riconfermo la mia assoluta volontà di proporre che l'indennità dei parlamentari sia correlata all'entità del lavoro effettivamente svolto e in tal senso nulla c'entra la diaria, che invece viene corrisposta in ragione delle spese conseguenti alla permanenza a Roma per svolgere l'attività parlamentare. Comunque - conclude il ministro leghista - Fini stia tranquillo e non si preoccupi, perché non ho parlato di indennità dei presidenti della Camera, cosa che invece avrebbe dovuto preoccuparlo, considerando i suoi non frequenti turni di presidente dell'assemblea». La bozza Calderoli, però, sta creando malumori anche all'interno del Pdl. Secondo diversi esponenti del partito berlusconiano, il testo va rivisto e corretto, inserendo anche un tema caro al Pdl ma inviso alla Lega: l'abolizione delle province. O, quanto meno, una drastica riduzione del loro numero. Anche perché alcuni pidiellini vogliono evitare che la Lega si intesti una riforma anti-casta che «sa tanto di populismo e poco di politica». Mentre i leghisti vedono l'aboli zione delle province come una sorta di vendetta del Pdl per il voto del Carroccio su Alfonso Papa. Oltre al taglio dei parlamentari (da 630 a 250 deputati e da 315 a 250 senatori), la bozza Calderoli dà più poteri al premier, che diventa primo ministro, può revocare ministri e sottosegretari e chiedere al capo dello Stato lo scioglimento della Camera. Ma non del Senato, che diventa federale, segnando la fine del bicameralismo perfetto. Altra grossa novità della riforma è l'abolizione del voto all'estero (vengono soppresse le circoscrizioni fuori dall'Italia), mentre i senatori a vita diventano deputati a vita e il presidente della Repubblica non avrà più la facoltà di nominarne cinque durate il suo mandato. Infine, la sola Camera vota la fiducia al governo. E può votare una sfiducia costruttiva, con indicazione di un nuovo premier. Ma sempre «nell'ambito della maggioranza che ha vinto le elezioni». Con un meccanismo anti-ribaltone che vincola anche il capo dello Stato. ::: ROBERTO POLETTI ANDREA SCAGLIA La sveglia mi urla nell'orec chio. È martedì, primo giorno della settimana lavorativa di noi parlamentari. Il lunedì? Ma no, il lunedì non esiste. I non romani più coscienziosi lo usano per arrivare in città, ma la maggior parte dei deputati forestieri arriva il martedì mattina, con tanti saluti alle prime riunioni, «che cosa vuoi che sia un'assenza, mica siamo a scuola, se non si va in Commissione non c'è conseguenza sullo stipendio». Certo che Roma sa essere bellissima. I primi tempi, il tragitto dalla casa che ho preso in affitto in piazza Navona fino a Montecitorio lo faccio in scooter, tanto c'è il parcheggio della Camera vigilato 24 ore su 24 dai Carabinieri. Poi prendo le misure, e decido che a piedi è anche meglio, ci vogliono dieci minuti. C'è caso di incontrare un leghista che fa jogging, magari accompagnato da un compagno di partito, alzano la mano e mi salutano trafelati, va là che Roma ladrona quasi quasi piace anche a loro. Il traffico insopportabile della Capitale comincia a rumoreggiare e Montecitorio entra nella giornata lentamente, i deputati arrivano in ordine sparso con l'in separabile borsa di pelle, vero status symbol. Un salto alla buvette, altro caffè e si comincia. Come detto, il martedì mattina c'è la riunione di Commissione. Il primovotoinAula èprevistoperil pomeriggio, e non è raro che si tenga quando la Commissione è ancora in corso. Ma l'Aula risulta sempre quantomeno mezza piena, d'altronde in questo caso c'è la detrazione di 206 euro se non raggiungi almeno il 30 per cento delle votazioni utili, saltare la seduta sarebbe un delitto, anche se in casi estremi puoi portare la giustificazione, e vai a controllare se è vera. Entrano allora in scena i famosi “pianisti”, quelli che votano anche per gli assenti. All'inizio te la meni un po', ma quando capisci che il costume è generale – a destra, a sinistra, al centro –ti adegui. Io qualche volta mi sono messo d'accordo con una collega: se non sono presente ci pensa lei, e viceversa. Una volta ho votato per tutti quelli del mio gruppo. Ci sono anche i “votatori ufficiali” dei deputati più importanti, che non è raro siano in altre faccende affaccendati: al momento opportuno, tirano fuori le due schede e svolgono diligentemente il compito. Il numero legale, e dunque il controllo dei votanti, viene richiesto solo per le questioni particolarmente delicate, in ogni caso non così frequentemente. Oppure, quando l'Aula appare squallidamente vuota, si procede con il voto per alzata di mano, che per molti è così romantico, «ma sì, fa tanto antica Roma...». In realtà, non essendo registrato con il procedimento elettronico, è del tutto valido ma non conta ai fini della trattenuta. Cioè, se ci sei bene, se non ci sei bene lo stesso: la busta paga non ne soffre. L'IMMAGINE È TUTTO Ed è proprio quando la stampa comincia a denunciare il malcostume dei pianisti, che vengono a galla le tante assenze dei deputati. In questo senso, noi Verdi ci siamo rivelati imbattibili. E allora, ecco puntuale la circolare: «Care e cari ci scrive Angelo Bonelli, presidente del gruppo parlamentare - come avrete avuto modo di leggere dai più importanti quotidiani nazionali, il gruppo dei Verdi viene posto come il meno presente alle votazioni in Aula. Questi articoli certamente non aiutano a costruire una buona immagine del ns. gruppo [eh già, quel che importa è «l'immagine»]. [...] Sono qui a richiamare con forza una maggiore presenza alle votazioni. Certo di un Vs. cortese riscontro, invio cari saluti». Gentilmente ricambio. Il mercoledì è di certo la giornata clou. In mattinata, si comincia ancora con la riunione di Commissione, parole parole e ancora parole. I giocatori giramondo della Nazionale parlamentari, che si allenano il martedì sera sul campo militare della Cecchignola – c'è il capitano Manlio Contento di An, il portierone rifondarolo Augusto Rocchi, il centrista Peretti detto Beckenbauer - discutono di dribbling e schemi di gioco, e se c'è qualcuno acciaccato si trascina zoppicando fino alle attrezzate salette dei fisioterapisti, un bel massaggio e via. Ma verso l'una c'è il voto in Aula. Ora di pranzo, dunque: noi deputati abbiamo una gran fame, è umano, no? Quindi, dopo aver schiacciato il feral bottone, tutti a mangiare. E di corsa, che poi non si trova posto. La scena ricorda un po' l'intervallo della scuola: una marea umana che si precipita verso uno dei ristoranti c'è quello self-service, veloce e informale, e l'altro più tradizionale, con i camerieri in livrea, infine il bistrot della buvette. Gli onorevoli si affrettano, corrono, sgomitano per garantirsi il tavolo. Dopo aver mangiato e digerito, in genere verso le tre del pomeriggio, va in scena quel reality show che è il “question-time”, in pratica un confronto fra governo e parlamentari. Prosegue più o meno fino alle quattro e mezza. E comunque non c'è voto, ragion per cui l'Aula è quasi sempre semi vuota. Tanto l'adunata generale è per le cinque circa, e prosegue fino alle otto di sera. Sempre che non ci sia qualche partita di calcio: in quel caso alle sei e mezza anche le questioni più complicate si dipanano. Più Totti per tutti. CODA AL GUARDAROBA E si arriva al giovedì. Fin dalla mattina, si respira l'aria del fine settimana, i deputati che non sono di Roma e dintorni fanno mente locale e si mettono al telefono per prenotare il volo. Si vota dalle undici del mattino in poi, mal che vada c'è un'altra seduta dopo pranzo, verso le tre. Poi comincia il fuggi-fuggi. Vai in guardaroba lo trovi poco prima del ristorante ed è pieno di borse, valigie, trolley, pacchi e quant'altro. COMBATTIVO Il ministro per la Semplificazione, Roberto Calderoli, leghista, ieri ha polemizzato con Fini. (Olycom)
Gli indici Borsa Milano-FTSE Mib Borsa Londra-FTSE 100 Borsa Parigi-CAC 40 Petrolio - al barile Euro/Dollaro +0,01%19.461,10 3.842,70 118,51 $ 1,43915.935,02 +0,68% +1,19%+0,60% -0,15% Anche Fazio ai funerali di Cal Bondi cerca soldi da Don Verzé Il cda affida all'ex commissario Parmalat il salvataggio del San Raffaele. Oltre a tutelare gli stipendi dei dipendenti, l'obiettivo è trovare liquidità nelle controllate e negli investimenti del patron ::: CLAUDIO ANTONELLI Il primo problema di Enrico Bondi sarà trovare i soldi per gli stipendi. Poi dovrà, assieme all'altro consulente Renato Botti, cercare di recuperare se necessario anche dal patrimonio legato a Don Verzè tutta la liquidità necessaria per evitare il fallimento del San Raffaele. Questo è il motto, l'obiettivo e l'impegno preso con i pm, anche tramite l'ex ministro e ora membro del cda Giovanni Maria Flick. La data di scadenza per la Fondazione è il 15 settembre. prima di allora i due consulenti dovranno rivedere le carte degli advisor e fare luce sugli investimenti all'estero del San Raffaele per capire se è rimasta attaccata da qualche parte un po' di ciccia utile a pagare almeno una quota dei debiti verso i fornitori. Quasi 400 milioni di euro. Che ci sia fretta è indubbio. Il consiglio di amministrazione della Fondazione San Raffaele del Monte Tabor si è riunito ieri per quasi sette ore, ha nominato i due consulenti e ha «definito il programma delle attività da porre in essere». Al fine di «accelerare la definizione di un quadro contabile», Bondi si è riunito con i legali dello studio Gianni e Origoni e altri consulenti. Nel frattempo il Consiglio di amministrazione ha proseguito i lavori, esaminando i diversi scenari che potrebbero risultare dall'attività di ricognizione contabile e «prospettando diverse ipotesi di soluzione». Così nelle note ufficiali che sottolineano come il fine ultimo sia quello di «assicurare il rispetto degli impegni assunti durante l'incontro del 21 luglio tra il professor Giovanni Maria Flick, il professor Massimo Pini, il dottor Filippo Lamanna e Luigi Orsi, rispettivamente del tribunale e della Procura di Milano per la predisposizione di una concreta e effettiva proposta di risanamento entro il 15 settembre, assicurando, nel frattempo, la massima trasparenza e collaborazione con l'autorità giudiziaria». In parole povere, sembra che il cda non si aspetti più l'arrivo di un cavaliere bianco come il re delle cliniche lombarde e azionista del «Corriere della Sera», Giuseppe Rotelli. Si tratterà quindi di dare il via al piano di dismissioni e vendite di tutto ciò che non è core business. Dall'albergo in Sardegna, fino alla tenuta in Brasile dove vengono coltivati manghi e meloni. Collaborare con l'autorità giudiziaria potrebbe anche voler dire spiegare come la società neozelandese che gestisce il leasing del jet privato della Fondazione abbia accumulato in poco tempo quasi dieci milioni di buco. oppure capire come in soli due anni la quota di Edilraf (l'immobiliare controllata dal San Raffaele) in una società, indagata e poi assolta per legami con un clan mafioso, sia stata svalutata da 19 milioni a quasi 8. Interrogativi e questioni che volavano sulle teste dei consiglieri proprio mentre a poca distanza si celebravano i funerali di Mario Cal alla presenza del governatore della Lombardia Roberto Formigoni e il ministro della salute Ferruccio Fazio. Cui spetterà il difficile compito di riferire in Parlamento mercoledì prossimo sullo stato di salute del quasi ex impero di Don Verzè. In discussione l'accordo sui frontalieri Giulio rischia di perdere il braccio di ferro col Ticino::: LÉON BERTOLETTI «Sfugge a questo magistrato dove stia, nel caso concreto, l'abuso di potere». Più chiaro di così. La scelta del Cantone Ticino di congelare il 50% dei ristorni, cioè la metà dei 55 milioni di franchi (oltre 46 milioni di euro) dovuti all'Italia per le impostealla fonteversate dai lavoratori frontalieri, non viola il codice penale svizzero. Lo ha comunicato ieri mattina, con una nota, il Ministero pubblico di Lugano, dove la possibilità di aprire un'istruttoria dopo la denuncia di un cittadino è stata valutata dalla procuratrice Fiorenza Bergomi. «Non luogo a procedere», ha decretato, «non essendo adempiuti gli elementi costitutivi del reato ipotizzato». Niente. «Non è stato ravvisato alcun elemento suscettibile di essere ritenuto di rilevanza penale a carico dei tre membri dell'esecutivo cantonale». Sono i due ministri leghisti, Marco Borradori e Norman Gobbi, e il popolare-democratico Paolo Beltraminelli. Avevano votato a favore del blocco delle rimesse mettendo in minoranza gli altri due componenti del Consiglio di Stato ticinese, la liberaleradicale Laura Sadis e il socialista Manuele Bertoli. «Risolvendo per il pagamento immediato della metà dei ristorni e per un versamento provvisorio dell'al tra metà su un conto vincolato, non hanno abusato dei poteri della loro carica». Hanno preso, invece, una decisione politica di competenza esclusiva, che quindi sfugge «per il principio della separazione dei poteri, alla valutazione delle autorità giudiziarie». «Game, set, match. La Lega ha vinto». Inevitabile la reazione entusiasta del movimento politico ticinese guidato da Giuliano Bignasca. Anche il governo del Ticino ha comunicato di aver «preso atto con soddisfazione del tempestivo decreto di non luogo a procedere». Il denunciante ha annunciato che farà ricorso. Ma a questo punto sarebbe più utile, probabilmente, spostare l'atten zione dalle aule di giustizia alle sedi politiche e diplomatiche. Non è un mistero che la Confederazione voglia arrivare a una riduzione del tasso di ristorno con l'Italia, attualmente fissato al 38,8%, magari senza scendere per forza al drastico 12,5% recentemente negoziato con l'Au stria. Ma le trattative procedono stancamente e senza frutti. A Berna hanno pure altri grattacapi (per esempio, la settimana prossima gli istituti di credito Ubs e Credit Suisse informeranno sulla loro situazione economica e si prevede un piano di licenziamenti rispettivamente di cinquemila e mille dipendenti). Mentre in Italia si scontrano due visioni contrapposte del problema: quella più possibilista e aperta al dialogo del ministro degli Esteri, Franco Frattini; quella rigida e intransigente del ministro dell'Economia, Giulio Tremonti. Le divergenze arrivano a toccare anche la Repubblica di San Marino. Dove, come nel confronto con la Confederazione, la situazione da risolvere riguarda sempre i frontalieri. Il ministro Giulio Tremonti Cause alla Fiat La Camusso sconfessa pubblicamente tutta la linea Fiom È uno scontro tutto interno alla Cgil che rischia di spaccare il sindacato di Susanna Camusso dall'ala integralista, la Fiom. Oggetto del contendere i termini e la platea di consultazioni dell'accordo interconfederale del 28 giugno. La segreteria generale ribadisce al referendum «vale solo il voto degli iscritti». Di tutt'altro pare la Fiom che chiede di estendere il voto a tutti i lavoratori. Ma neppure nella Fiom sono tutti duri e puri e infatti ieri la Camusso ha voluto mettere i paletti proprio andando a parlare in casa Fiom: «Per noi», ha assicurato intervenendo all'assemblea dell'ala riformista, «vale solo il voto degli iscritti e non fa bene a nessuno, nemmeno alla Fiom contrapporre il voto dei lavoratori a quello degli iscritti». È un crinale delicato e friabile quello su cui si muove la segretaria. Da una parte la faticosamente ritrovata sintonia con Cisl e Uil, dall'altra l'anima dura e pura interna da non sottovalutare. La'ltra mina è l'ondata di cause individuali ventilata dalla Fiom dopo la sentenza del tribunale di Torino, sull'accordo di Pomigliano: «Una soluzione legale all'infinito», avverte, «non ci porta da nessuna parte». Insomma, la Camusso non vuole offrire a Landini e compagni la scusa per fare la parte dei cacciati e quindi dare vita ad un nuovo sindacato a sinistra della Cgil. Però la Cmusso deve anche fare i conti con quanti, dentro la maggioranza confederale, chiedono di usare il pugno di ferro. Ma il segretario frena: «Non esistono sanzioni disciplinari o espulsioni e chi cerca o provoca rotture dentro o fuori da noi non ha capito nulla. Per noi gli iscritti alla Fiom sono iscritti alla Cgil e chi cerca quello, ha sbagliato strada. Penso, tuttavia che in una organizzazione confederale può esistere una divergenza di vedute su alcuni punti ma non un dissenso strutturale. Questo è un problema che si deve risolvere». Già, un bel problema... AN. C. L'Opus day Un giorno particolare per l'Opus Dei. Ieri il portavoce della prelatura ha affidato alle agenzie di stampa una nota ufficiale. Nel giorno dei funerali di Cal e dell'ingresso di Bondi, l'Opus Dei si smarca dalle voci di cordate e di litigi con Cielle. E forse si smarca tra le righe anche da alcune scelte dello Ior. Tutto in un giorno: l'Opus day. il graffio
14 Sabato 23 luglio 2011 ESTERI @ commenta su www.libero-news.it Guerra al terrorismo Fine dell'illusione: è ancora l'11/9 Rischia anche l'Italia Da Mohammed Game a Times Square: per anni i fondamentalisti ci hanno provato. E lo rifaranno ::: JIHAD IN NORVEGIA ::: CARLO PANELLA Una capitale europea sotto assedio del terrore, una autobomba che fa strage e 7 morti proprio sotto le finestre del primo ministro Jens Stoltenberg, la stazione centraleevacuata, almeno sette giovani laburisti falciati da un kamikaze vestito da poliziotto che gli ha sparato mentre attendevano il comizio (ovviamente rinviato) del premier, la polizia che invita la popolazione a rientrare a casa, l'esercito che presidia Oslo. Un solo commento: alla fine, ai terroristi islamici è riuscito il colpo. È finita l'illusione che il terrorismo fosse ormai diventato problema di lontane lande e che l'occi dente se ne fosse ormai liberato. Illusione delle opinioni pubbliche, non certo degli esperti e degli analisti. La dea fortuna, ma anche la efficacia della prevenzione, negli ultimi anni hanno fatto fallire attentati di ugual forza devastante: il 12 ottobre 2009 il libico Mohammed Game fallì per caso un attentato alla caserma Santa Barbara di Milano; il 6 novembre del 2009 Malik Hasan, uno psichiatra militare di origine palestinese uccise 13 militari nella caserma Fort Hood in Texas e; il 26 dicembre del 2009, il nigeriano Faruk Abdulmutallab, tentò di fare esplodere un aereo della Delta Airlines, in volo tra Amsterdam e Detroit con un raffinato esplosivo nascosto negli slip; fortunosamente l'in nesco non funzionò; il 24 aprile 2010 la polizia di New York arrestò un tassista afgano, Zarein Ahmedzay, che confessò di aver pianificato un attentato nella metropolitana; il 1 maggio 2010 un attentato fallì per puro caso in Times Square, a New York. La serie era chiara ed eloquente. Ma ieri – purtroppo – a Oslo tutto ha funzionato, anche per una ragione drammatica e ancor più preoccupante. Gli autori, questi “Sostenitori della Jihad globale” che hanno rivendicato le stragi, non sono chiaramente dei “terroristi fai da te”, come Game o Hasan: la successione dei colpi, la capacità di piazzare una autobomba sotto ministeri, oltre alla scarsa previdenza della polizia norvegese, ci indica che si tratta di professionisti che hanno agito dentro una struttura complessa. A sette anni dall'11 marzo 2004 della stazione Atocha di Madrid e a sei dal Tube di Londra del 7 luglio 2005, noi cittadini delle democrazie, siamo obbligati a prendere atto che siamo sempre al “day after” dell'11 settembre 2001. Siamo in guerra. Non perché la vogliamo. Non perché l'abbiamo dichiarata né perché cerchiamo uno “scontro di civiltà”. Ma perché nel corpo dell'Islam si è radicato uno scisma, che fa proseliti, che ci ha dichiarato la guerra, e ha l'ardire blasfemo di chiamarla “Santa”. Ci sono musulmani – si proclamano tali – che si ritengono in diritto, nel nome di Allah, di sterminare innocenti a causa delle vignette su Maometto (può essere questa una delle ragioni per cui è stata colpita Oslo), di sparare a raffica su ragazzi che festeggiano i loro ideali laburisti, di maciullare innocenti solo perché sono ebrei, anche donne e bambini. Anche quell'isola degli eccessi di multiculturalismo, di integrazione, di lassità –diciamolo –nei confronti di questo fanatismo islamico che è la Scandinavia, scopre oggi di essere nel mirino, di dover pagare un tributo di sangue. Domani, sia chiaro, Oslo può replicarsi ovunque, anche in Italia. Anche perché –e questo è il vero punto cruciale della questione –la reazione del mondo musulmano a questo scisma di morte è stata sinora fiacca, ambigua, insufficiente. Perché immense fasce di simpatia se non di contiguità, continuano a allignare in un mondo musulmano che pratica sì, nella sua stragrande, assoluta maggioranza, una religione di pace, che è contrario al terrorismo, ma che poco fa per isolarlo, denunciarlo, estirparlo. Infine, ma non per ultimo: il sangue versato a Oslo spiega con crudele nettezza perché bisogna continuare a impedire che l'Afghanistan torni ad essere quel santuario del terrorismo, quel covo di al Qaeda, che ha prodotto questo 11 settembre permanente in cui siamo costretti a vivere. Spiega che i dubbi – leciti – sulle missioni militari per la lotta al terrorismo, non hanno in realtà ragione d'essere. La guerra continua. OSLO COME BAGDAD Due impiegati fuggono dalle macerie del ministero delle Finanze colpito dalla bomba Ap
8 Sabato 23 luglio 2011 PRIMO PIANO @ commenta su www.libero-news.it IL TERRITORIO Nei capannoni e nelle piazze della Padania la gente chiede ai parlamentari col fazzoletto verde di tornare a parlare il linguaggio degli esordi il governo trema Maroni e Bossi giocano con Silvio Roberto e Umberto hanno un obiettivo comune: smarcarsi dal Cav e dire al popolo del Nord che il Carroccio è diverso Il passato del titolare del Viminale Il giustizialismo di Bobo fa rima con ribaltone Tra cerchio magico e congressi La Lega ha tre scenari davanti ma aspetterà il passo falso del Pdl ::: GILBERTO ONETO Come è ormai piuttosto chiaro a tutti, una grossa fetta del problema politico di queste settimane è in realtà connessa ai rapporti interni alla Lega. A volere essere espliciti occorre dire che si tratta essenzialmente di un problema clinico, strettamente legato alle condizioni di Umberto Bossi, a quanto la sua lucidità e la sua capacità d'azione siano reali o il frutto di un involucro di ipocrisia costruitogli attorno da un sodalizio di interessati e accettato da soci e avversari perché funzionale alle proprie manovre politiche. Il cosiddetto “cerchio magico” affida all'immagine di un leader in perfetta forma la sopravvivenza del proprio potere, alla Destra fa comodo un gruppo fiancheggiatore controllabile e in qualche misura ricattabile, alla Sinistra non pare vero avere una Lega debole e incapace di cogliere le straordinarie opportunità che la situazione attuale le offre. Mai come oggi i destini della Repubblica sono condizionati dall'evoluzione delle dinamiche interne del mondo padanista. Proviamo a ipotizzare gli scenari possibili. Primo caso. Il “cerchio” decide di fare giocare a Bossi la parte di sempre, quella di Bossi quando era Bossi: gli fanno dire che bisogna rimettere ordine nel partito, qualcuno viene cacciato e gli altri terrorizzati. La cosa potrebbe funzionare ancora una volta e tutti gli scontenti tornarsene mogi a cuccia con la coda fra le gambe. Oppure qualcuno potrebbe resistere obiettando che non si tratti di una decisione del Capo ma della trovata del tutto illegittima di qualcuno dei suoi infermieri-carcerieri-ventriloqui e si aprirebbe uno scontro dagli esiti devastanti ma scontati. Il secondo caso è speculare al primo: su pressione di una base sempre più in rivolta, sono gli “altri”, quelli che la stampa definisce – non si sa quanto correttamente – i “maroniti” che chiedono la convocazione di un Congresso per discutere gli assetti reali del Movimento. Assise federali non se ne tengono da molto prima della malattia di Bossi e la legalità formale è un lontano ricordo. La cosa potrebbe essere accettata e aprire una stagione difficile ma molto interessante. Ma Bossi potrebbe essere costretto a rifiutare una soluzione del genere, non solo da parte dei “cerchiuti” ma anche da parte di Berlusconi cui è legato da un patto personale di ferro che il senatùr non può tradire se non a costi per lui pesantissimi. Anche in questo caso si aprirebbe una stagione tempestosa. ::: GIANLUIGI PARAGONE Quando Roberto Maroni afferma che la guida della Lega è saldamente nelle mani di Bossi, dice il vero. Chi conosce il ministro dell'Interno sa benissimo che per nessun motivo al mondo farebbe mai lo scalpo all'amico ancor prima che al Capo. Quindi le ricostruzioni di Opa lanciate dal ministro su via Bellerio sono infondate. La partita del Bobo all'interno della Lega è di altra natura. Proviamo a decifrarla al netto dei retroscena. Non è un mistero che attorno al leader leghista si è concentrato un gruppo ristretto di persone con lo sguardo più rivolto al Palazzo – trame annesse – che alla base. Il cerchio magico, come giornalisticamente è stato definito, esiste e puntella il potere romano perché è convinto che in questa fase il premier vada sostenuto senza se e senza ma. Al “cer chio” si aggiungono poi altri amici estranei alla Lega ma che hanno col tempo guadagnato un rapporto stretto con Bossi e pertanto sperano di influenzarne le scelte. La frase di Stracquadanio su Maroni come Bruto («Ha pugnalato il governo: lui è il killer di Papa e anche del Senatur») rivela quanto lo smarcamento dell'altro giorno sui rifiuti e sull'arresto dello stesso Papa faccia paura agli ultrà berlusconiani. «La Lega non è divisa» si affrettano a spiegare un po' tutti i dirigenti lumbard. Diciamo che più correttamente si dovrebbe dire che la Lega non si è divisa; se si fosse divisa sul voto del parlamentare ex Pdl indagato per il caso P4 avrebbe dovuto poi spiegare alla militanza una scelta poco… leghista. Perché questo è ciò che ora interessa di più a Maroni: affermare la diversità della Lega rispetto all'autoreferenzialità della politica e, allo stesso modo, condividere con Bossi il passaggio assai delicato. «Maroni non sta tradendo Umberto», spiega un amico comune, «Bobo non vuole che Bossi venga trascinato da altri nei giochetti romani, ispirati dal solo istinto di conservazione». Che comunque il Capo lumbard sia assolutamente deciso a non farsi trascinare nella palude politica è dimostrato dalla decisione finale sul voto dell'altro giorno e dall'atteg giamento assai prudente che sta avendo con Berlusconi, soprattutto in tema di giustizia. Già in campagna elettorale Bossi si era ripetutamente smarcato dalle parole del Cavaliere sulle toghe rosse o, peggio, sui magistrati simil Brigate rosse riportando il confronto su temi più popolari. Insomma Bossi e Maroni sono sulla stessa frequenza d'onda. Al limite ci può essere un gioco delle parti, in tal caso non sarebbe una novità. Con buona pace per quelli come Stracquadanio, nessuno nel Carroccio vuole mettere il guerriero di Gemonio nel pantheon o peggio in soffitta. In soffitta deve andarci la tattica della melina governativa, che nell'ultimo anno ha solo innervosito l'elettorato nordista tanto quello di fede berlusconiana tanto quello di fede bossiana. L'asse del Nord non può ridursi alle cene del lunedì ad Arcore o in lunghe chiacchierate al telefono o in aereo a uso e consumo delle agenzie di stampa. L'asse del Nord era la risposta politica alle domande che un certo elettorato poneva come urgenti: un fisco più equo, servizi efficienti, meno burocrazia e soprattutto meno privilegi per la Casta. La crisi politica di Berlusconi è cominciata quando ha smarrito il senso politico della legislatura, quando ha inseguito gli Scilipoti come se la salvezza dei numeri fosse sufficiente a esorcizzare lo scollamento tra elettori e rappresentanti. La dedizione a controllare il pallottoliere in parlamento e la marcatura a uomo su Tremonti hanno finito col logorare non solo la sua stessa premiership ma soprattutto l'azione dell'esecutivo. Il movimentismo della Lega si sta mostrando ora in aula solo perché già prima era emersa sul territorio. Nei capannoni e nelle piazze della Padania la gente chiedeva ai parlamentari col fazzoletto verde di tornare a parlare il linguaggio degli esordi; tant'è che i più critici verso Berlusconi sono i rappresentanti locali, sindaci in testa, ai quali anche l'ultima manovra ha tolto soldi e respiro. «L'amicizia non è un requisito della politica», aveva fatto intendere poco tempo fa il sindaco di Verona Flavio Tosi nel criticare l'azione del premier. Così come nemmeno l'amicizia con Tremonti salva il sindaco di Varese (giusto per citarne uno) a fronte di una manovra che penalizza i Comuni virtuosi. Maroni, forte del suo lungo e personale rapporto con Bossi, è il più titolato a forzare la mano per rimettere il Carroccio sulla strada che gli è più propria. Pensare che lo possa fare con l'ostilità del Capo è un errore di analisi. Uno di quelli commesso da chi alla vigilia del voto dell'altro giorno sull'arresto di Papa faceva commentare: «Ho parlato con Bossi: dalla Lega nessuna sorpresa». S'è visto… ::: GERARDO ANTELMO* Il voto di mercoledì scorso alla Camera dei Deputati, che ha spalancato le porte di Poggioreale per il deputato del Pdl, Alfonso Papa, fa nascere il sospetto che non si sia trattato di un voto tecnico o di coscienza ma di un test finalizzato a verificare una possibile maggioranza parlamentare alternativa. Alla prova dei fatti, si è ampiamente scritto e detto, hanno risposto all'appello 27 deputati “maroniti”della Lega, partito ad onor del vero non alieno a frequenti posizioni giustizialiste. Molti ricorderanno che nel 1994, Roberto Maroni, vicepresidente del consiglio dei ministri del primo governo Berlusconi, dopo aver firmato il “decreto Biondi” sulla custodia cautelare lo rinnegò sostenendo di non averne letto il testo definitivo ed accusando contestualmente il ministro della giustizia di averlo ingannato. Il guardasigilli, nel precisare di aver consegnato con largo anticipo alla presidenza del consiglio il testo del decreto, ipotizzò nel corso di un'edizione di «Studio Aperto» che invece Maroni non ne avesse compreso la portata: «Dica che non lo ha capito, ma non dica che è stato ingannato, sennò non è una truffa, è una circonvenzione di incapace, che è un altro reato». Dopo qualche mese, la Lega avallò il governo del ribaltone, precursore della vittoria di Prodi del '96. Il voto “maronita” di mercoledì scorso, che probabilmente ha anche un'irrazionale genesi “anticasta”, di sicuro genererà una nuova ondata populista finalizzata a imporre in Parlamento (anche se sarebbe arduo conquistare la necessaria maggioranza qualificata) la rimozione dell'ultimo residuato dell'istituto dell'immunità parlamentare. Non si dimentichi che la Lega, prima di conquistare scranni ministeriali, fu interprete del “partito del cappio”. Consultando gli atti parlamentari si può scoprire infatti che Roberto Maroni fu cofirmatario di una proposta di legge costituzionale (la 898 dell'1 giugno 1992) che prevedeva addirittura la possibilità dell'arre sto di un parlamentare accusato del reato di abuso di ufficio, senza acquisire l'auto rizzazione della camera di appartenenza. Il voto segreto, ha ragione Fabrizio Cicchitto, nel caso in cui da esso possono schiudersi le porte delle patrie galere, è un segno di civiltà; quella stessa civiltà liberale (che passa anche attraverso la segretezza del voto) che Roberto Maroni intese tutelare emanando nel 2009 la circolare 43 del 28 maggio, che, per preservare l'elettore da vessazioni e ricatti, forniva istruzioni in merito al divieto di introdurre telefoni cellulari e macchine fotografiche all'interno delle cabine elettorali. Sorprende che il ministro Maroni, solerte nell'assicurare agli elettori un voto privo da condizionamenti non abbia avuto la stessa sensibilità nel garantire la segretezza del proprio voto e di quello dei suoi seguaci che non hanno esitato a diffondere prove fotografiche di slealtà alla maggioranza di cui fanno parte. In nome di quale segreta ambizione (e di quali accordi) i “maroniti” hanno sacrificato il diritto alla segretezza del loro voto? Il tempo darà le risposte; intanto la statistica mostra come le posizioni giustizialiste di Roberto Maroni coincidano sovente con un ribaltone (1994) o elezioni anticipate (1992). Sarà così anche stavolta? *Autore di “Inguaribili Bugiardi” edito da Gremese
30 Sabato 23 luglio 2011 SPETTACOLI @ commenta su www.libero-news.it In clinica Vasco si è rotto una costola, ma prepara il film ::: BOLOGNA Vasco sta male. No, Vasco sta malissimo. Macchè, Vasco ha solo una costola fratturata che gli procura dolori intensi alla spalla. Da due giorni non si fa che parlare della salute del Blasco, ricoverato da lunedì pomeriggio nella clinica privata bolognese Villalba. Il Komandante è ricoverato in una stanzetta al primo piano ed è guardato a vista come fosse in un camerino, prima di un concerto. C'è la sua solida guardia del corpo, Roccia. Ci sono gli amici fidati Fini e Gatti e tutto l'en tourage che lo circonda durante i colossali tour negli stadi. Nessuno riesce ad avvicinarlo e, come in uno show che si rispetti, ci sono fotografi, giornalisti, cameraman, e fan, preoccupati per la salute del divo che ha ricevuto la visita, ieri, della compagna Laura, nervosissima. Nulla è trapelato ma la situazione si sta facendo meno tesa. Il comunicato della pressagent, Tania Sachs, rassicura appieno la legione degli adoratori: «Vasco sta facendo controlli e terapie per dolori allo sterno causati da una frattura a una costola. Ora segue una terapia antidolorifica e si sta sottoponendo a un check-up. Uscirà dalla clinica la prossima settimana». Ma come sta veramente il nostro signor Rossi? Sono tempi grami per i tre signori Rossi d'Ita lia: Valentino zoppica con la sua Ducati, il calciatore Giuseppe non ha ancora firmato per la Juventus e non si sa se lo farà nelle prossime ore. La rock-star Vasco è in clinica, steso in un lettino di un'elegante camera singola di Villalba. Un nome, quello della clinica, che dovrebbe essere una certezza di guarigione per chi ha scritto un capolavoro come “Alba chiara”. Eppure c'è ancora chi, strenuamente, dubita sulla sua salute quando gli amici fidati scendono nella hall, che pare quella di un hotel a cinque stelle, per rassicurare tutti sullo stato di salute della rock-star di Zocca. La pagina di Facebook, frequentatissima dallo stesso artista, è intasata di messaggi. Di una cosa tutti sono certi: Vasco è vegeto. E vivissimo. I comunicati sul sito parlano della costola che gli procura dolori e lo tormenta. E non da questa settimana: già durante i concerti di San Siro e di Roma quella specie di pugnale conficcato nello sterno aveva fatto tremare di dolore il nostro. Nulla ha che a vedere con la fatidica e strombazzatissima frase «Mi ritiro da rock-star», che potrebbe far pensare a un quadro clinico di un uomo di quasi 60 anni dolorante e sfinito. Ieri, in tarda serata, abbiamo avuto rassicurazioni sul suo stato di salute da artisti e musicisti che stanno lavorando con il Komandante alla stesura definitiva di un nuovo brano. «Non ascoltate quel che dice la gente», ci hanno detto. «Vasco è un po' acciaccato ma le sue condizioni non destano preoccupazioni. Lo dobbiamo sentire domani per una canzone che è ancora da missare, una roba a cui tiene molto e che farà da colonna sonora a un inedito film-documentario sulla sua carriera». La pellicola si intitola Questa storia qua e verrà presentata al prossimo Festival di Venezia, la sera del 5 settembre. Sul red-carpet aspettano anche lui, Vasco, per la prémiere di un'ope ra che nessuno ha l'impressione possa essere il testamento del Komandante. L.IAN. Vasco Rossi Oggi il Festival Teatro Canzone MIO PAPÀ GABER La figlia Dalia: «Non era allineato a sinistra Anzi, penso che non abbia mai votato» ::: LEONARDO IANNACCI Che il Signor G fosse un'artista poliedrico, clamorosamente intelligente, anticipatore di temi e di situazioni che si sono puntualmente verificati, così come lui li ha recitati o cantati, lo sapevamo. È una dote di pochi eletti capire prima di altri dove sta andando il vapore. Ma che Giorgio Gaber, scomparso il primo gennaio del 2003, dall'al to della sua onestà intellettuale, fosse così transgenerazionale no, non lo avremmo immaginato. La dimostrazione viene dal Festival Teatro Canzone 2011, al via stasera. Presentata come al solito da Enzo Iacchetti, la manifestazione vede un cast molto giovane: a interpretare brani e canzoni del repertorio gaberiano ci sono - accanto a Ornella Vanoni, Enrico Ruggeri, la PFM e Giobbe Covatta - Emma, Marco Mengoni, Cristiano De Andrè, Daniele Silvestri, Mirò e Maurizio Lastrico. «Artisti che erano bambini quando papà riempiva i teatri d'Italia e che non l'hanno conosciuto attraverso la televisione. Papà ha chiuso con il piccolo schermo agli inizi degli anni '70 scegliendo il teatro. Capì che un certo tipo di pubblico, principalmente giovane, voleva dall'artista una chiave riflessiva e non soltanto ludica dello spettacolo. Con questa scelta originale rinunciò alla grande popolarità e ai facili guadagni che la tv riconosceva. Una scelta che, oggi, nessuno rifarebbe». Chi parla è Dalia Gaberscik, l'ani ma di questa rassegna che, sotto il cielo della Versilia, ricorda il mondo del suo celebre papà, i pensieri e le parole di un artista unico. «Quest'anno ricorre il 40esimo anniversario della nascita del Signor G, del Gaber teatrale che chiuse con la tv. Papà decise di comunicare con il pubblico soltanto in teatro perché lì riusciva a trasmettere tutto se stesso. Lo faceva attraverso i testi che, insieme al Sandro Luporini, scriveva qui in Versilia, dove abbiamo vissuto molti mesi all'an no e dove papà è morto». C'è un Gaber privato che, per delicatezza, non possiamo esplorare ed è quello che soltanto Dalia e la moglie, Ombretta Colli, conoscono e amano. Tuttavia molti aspetti del Gaber pubblico sono ancora da sviscerare. Come quello del Grigio ritenuto un traditore della sinistra. Ricorda Dalia. «Il 1978 è stato l'anno nero di Giorgio: aveva perso suo padre e stava vivendo una situazione dolorosa quando una parte della sinistra lo dipinse come un traditore. Lui non capiva e mi confidò: non so quello che vogliono da me questi ragazzi, non li comprendo quando mi accusano di non essere allineato. Io sono nato di sinistra ma non appartengo alla sinistra, sono un uomo libero… In realtà penso che papà non abbia mai votato in vita sua. Guardava e giudicava l'uomo. E quando, nel 1994, la mamma si presentò candidata nelle liste di Forza Italia, dichiarò: la politica ha bisogno di brave persone, e Ombretta lo è». Incredibile pensare a un Gaber crocifisso da una frangia estremista della sinistra: «Ci soffriva anche se non è mai stato l'artista in tensione ideologica per un ideale. Era, anzi, un uomo brillante, un affabulatore. Le migliore risate della mia vita le ho fatte con lui, in lunghe notti durante le quali, con leggerezza, sparava flash sul mondo con una lucidità unica. Si preoccupava molto dei giovani. Chissà come sarebbe felice nel vedere le sue opere lette nelle scuole, come ha voluto il ministro Gelmini». Avrà avuto un difetto, papà? «Era pigro fuori dal lavoro. Non ricordo abbia mai avuto altro che la famiglia, gli amici e il lavoro. Non aveva hobby, non amava le vacanze nè i viaggi. Solo il lavoro. Questa passione maniacale lo ha portato a tinteggiare, nel teatro-canzone, l'Italia che sarebbe venuta di lì a poco. Negli anni '80 parlò della televisione con una lucidità spietata. Ricordo un'accorata discussione notturna con Giorgio Gori, all'epoca direttore di Canale 5, su Stranamore. Gori diceva: è un format che fa milioni di spettatori. E papà: sì, però non mi puoi convincere che sia anche un bel programma! Quando dicono che Gaber ha anticipato i tempi e letto in anticipo una certa decadenza culturale e morale dell'Ita lia, hanno ragione. Aggiungo: vedendo quel che è accaduto negli ultimi anni, è stato sin troppo ottimistico». DA PICCOLA Dalia Gaberscik, oggi responsabile di un'agenzia di comunicazioni. Sopra, da piccola, con il padre Giorgio Gaber, scomparso il primo gennaio 2003. Oggi e domani si tiene la settima edizione del Festival Teatro Canzone Giorgio Gaber.
47Sabato 23 luglio 2011 HINTERLAND ASSAGO UCI CINEMAS MILANOFIORI VIALE MILANOFIORI - TEL. 892960 Transformers 3 15.30-19.00-22.20 Bitch Slap - Le superdotate 14.45-17.20-19.45-22.10 00.35 At the end of the day - Un giorno senza fine 17.40 20.10-22.20-00.30 Cars 2 14.50 African Cats: Kingdom of Courage 14.00-16.10-18.20 20.30-22.35-00.40 Captain America: il primo vendicatore 3D 14.00 16.50-19.40-22.30 Per sfortuna che ci sei 22.20-00.30 Cars 2 3D 14.20-17.00-19.40 Harry Potter e i doni della morte - Parte II 3D 14.00 16.50-19.45-22.40 Harry Potter e i doni della morte - Parte II 14.40 17.50-21.00-00.05 Captain America: il primo vendicatore 3D 16.10 19.00-21.50-00.40 Harry Potter e i doni della morte - Parte II 3D 15.10 18.20-21.30-00.35 BELLINZAGO LOMBARDO ARCADIA C.C. LA CORTE LOMBARDA - TEL. 02954164445 L'ultimo dei templari 14.00-18.30 Harry Potter e i doni della morte - Parte II 14.00 15.00-16.00-16.40-17.40-18.40-19.20-20.20-21.20-23.00 Harry Potter e i doni della morte - Parte II 3D 14.30 17.20-20.00-22.40 Captain America: il primo vendicatore 14.20-17.00 20.10-22.45 Captain America: il primo vendicatore 3D 14.50 17.50-20.30-23.10 Transformers 3 22.10 Transformers 3 3D 15.10-18.10-21.10 Bitch Slap - Le superdotate 14.15-16.30-18.45-21.00 23.15 Per sfortuna che ci sei 14.10-16.20-20.40-22.50 Cars 2 14.40-17.10-19.50 CERRO MAGGIORE THE SPACE CINEMA SPA CERRO MAGGIORE VIA TURATI, 62 - TEL. 892111 Captain America: il primo vendicatore 15.45-18.30 21.25-0.20 Per sfortuna che ci sei 14.45-17.00-19.15-21.50-0.10 Transformers 3 14.35-17.50-21.10-0.25 Cars 2 14.50-17.25-20.00 Transformers 3 22.35 Harry Potter e i doni della morte - Parte II 16.30 19.30-22.30 Harry Potter e i doni della morte - Parte II 3D 15.30 18.30-21.30-0.30 Harry Potter e i doni della morte - Parte II 3D 14.30 17.30-20.30-23.30 Harry Potter e i doni della morte - Parte II 15.00 18.00-21.00-0.00 At the end of the day - Un giorno senza fine 14.55 17.10-19.25-22.00-0.20 Captain America: il primo vendicatore 15.00-17.45 20.30-23.30 Bitch Slap - Le superdotate 14.50-17.20-19.50-22.20 0.50 CESANO BOSCONE CRISTALLO VIA POGLIANI, 7/A - TEL. 024580242 Harry Potter e i doni della morte - Parte II 3D 21.15 CINISELLO BALSAMO VILLA GHIRLANDA VIA FROVA 10 - TEL. Amore & altri rimedi 21.30 COLOGNO MONZESE CINE-TEATRO SAN MARCO VIA DON P. GIUDICI 19/21 Riposo COLOGNO MONZESE CINETEATRO VIA VOLTA - TEL. 0225308292 Riposo LISSONE UCI CINEMAS LISSONE VIA MADRE TERESA - TEL. 039 484767 Harry Potter e i doni della morte - Parte II 13.45 16.45-19.50-22.45 At the end of the day - Un giorno senza fine 14.30 17.10-20.15-22.40-00.50 Cars 2 14.45-17.20 Per sfortuna che ci sei 20.00-22.30-00.40 Captain America: il primo vendicatore 3D 15.00 18.10-21.30-00.30 Harry Potter e i doni della morte - Parte II 3D 15.20 18.30-21.30-00.30 Harry Potter e i doni della morte - Parte II 3D 14.00 16.55-19.55-22.50 Captain America: il primo vendicatore 3D 14.05 17.05-20.05-22.50 Transformers 3 14.45-18.00-21.20-00.30 Hypnosis 22.35-00.55 Cars 2 3D 15.00-17.30-20.05 African Cats: Kingdom of Courage 14.15-16.00-17.45 19.45-22.10-00.15 Bitch Slap - Le superdotate 14.10-17.05-20.10-22.30 00.55 MAGENTA CINEMATEATRO NUOVO VIA SAN MARTINO 19 - TEL. 0297291337 Harry Potter e i doni della morte - Parte II 21.15 MELZO ARCADIA MULTIPLEX VIA MARTIRI DELLA LIBERTA `- TEL. 0295416444 Transformers 3 22.20 Cars 2 15.00-17.30-20.00 Captain America: il primo vendicatore 3D 14.40 17.20-19.50-22.30 Harry Potter e i doni della morte - Parte II 15.10 16.00-18.00-19.00-21.00-22.00 Harry Potter e i doni della morte - Parte II 3D 14.10 17.00-20.10-22.50 MONZA ARENA VILLA REALE SPAZIOCINEMA VIALE REGINA MARGHERITA DI SAVOIA - TEL. 0243912769 Una notte da leoni 2 21.30 MONZA MULTISALA METROPOL VIA CAVALLOTTI 124 - TEL. 039740128 Captain America: il primo vendicatore 3D 15.00 17.30-20.00-22.30 Cars 2 15.30-17.50-20.10-22.30 Harry Potter e i doni della morte - Parte II 15.00 17.30-20.00-22.30 MONZA MULTISALA TEODOLINDA VIA CORTELONGA 4 - TEL. 039323788 Harry Potter e i doni della morte - Parte II 3D 15.40 18.40-21.30 Sotto casa 22.05 Il ragazzo con la bicicletta 15.30-17.50-20.00-22.10 PADERNO DUGNANO LE GIRAFFE VIA BRASILE, 4 - TEL. 0291084250 Captain America: il primo vendicatore 3D 14.30 16.50-19.20-21.50 Harry Potter e i doni della morte - Parte II 3D 15.30 18.10-20.50-23.20 Cars 2 3D 14.30-16.50 Transformers 3 3D 19.10-22.15 Cars 2 15.00-17.30 Per sfortuna che ci sei 20.30-22.30 Harry Potter e i doni della morte - Parte II 3D 16.20 19.00-21.40 Captain America: il primo vendicatore 14.40-17.20 20.00-22.30 Harry Potter e i doni della morte - Parte II 15.00 18.20-21.00-23.30 Captain America: il primo vendicatore 15.30-18.10 21.00-23.30 I guardiani del destino 15.40-18.30 Harry Potter e i doni della morte - Parte II 15.00 18.20-21.00-23.30 Bitch Slap - Le superdotate 15.00-17.10-19.15-21.20 23.30 Harry Potter e i doni della morte - Parte II 14.30 17.15-20.15-22.30 Transformers 3 15.10-18.20-21.30 Harry Potter e i doni della morte - Parte II 3D 14.40 17.20-20.00-22.40 PIOLTELLO UCI CINEMAS PIOLTELLO VIA SAN FRANCESCO, 33 - TEL. 892960 African Cats: Kingdom of Courage 14.00-16.05-18.15 20.30-22.35 At the end of the day - Un giorno senza fine 14.45 17.15-19.30-22.00-00.15 Captain America: il primo vendicatore 3D 15.00 18.00-21.15-00.15 Harry Potter e i doni della morte - Parte II 3D 15.00 18.10-21.15-00.30 Harry Potter e i doni della morte - Parte II 3D 14.00 17.00-19.50-22.45 Cars 2 14.40-17.30 Per sfortuna che ci sei 20.10-22.20 Harry Potter e i doni della morte - Parte II 16.30 19.15-22.00 Captain America: il primo vendicatore 3D 14.05 17.00-19.50-22.40 Hypnosis 22.30-00.40 Cars 2 3D 14.10-17.05-19.45 Transformers 3 15.45-19.10-22.30 Harry Potter e i doni della morte - Parte II 3D 15.30 18.30-21.30-00.30 Bitch Slap - Le superdotate 14.50-17.20-19.45-22.15 00.45 ROZZANO THE SPACE CINEMA ROZZANO VIA EUGENIO CURIEL - TEL. 892111 Harry Potter e i doni della morte - Parte II 3D 16.30 19.30-22.30 Harry Potter e i doni della morte - Parte II 16.00 19.00-22.00-0.50 Cars 2 3D 13.50-16.30-19.15 Transformers 3 3D 22.10 Cars 2 15.00-18.00 Transformers 3 21.00-0.15 Bitch Slap - Le superdotate 15.00-17.35-20.10-22.45 Captain America: il primo vendicatore 15.00-18.00 21.00-0.00 Per sfortuna che ci sei 15.40-17.50-20.00-22.10-0.50 Captain America: il primo vendicatore 16.00-19.00 22.00 Harry Potter e i doni della morte - Parte II 14.20 17.30-20.30-23.30 Harry Potter e i doni della morte - Parte II 3D 15.30 18.30-21.30 Harry Potter e i doni della morte - Parte II 15.30 18.30-21.30 Captain America: il primo vendicatore 3D 15.30 18.30-21.30-0.30 Harry Potter e i doni della morte - Parte II 15.00 18.00-21.00-0.10 SAN DONATO MILANESE TROISI PIAZZA DALLA CHIESA, 1 - TEL. 0255604225 Harry Potter e i doni della morte - Parte II 16.00 18.30-21.15 Captain America: il primo vendicatore 16.10-18.30 21.30 SESTO SAN GIOVANNI CINELANDIA - SKYLINE C/O CENTRO SARCA - TEL. 0224860547 At the end of the day - Un giorno senza fine 15.00 17.10-19.20 I guardiani del destino 21.45 Cars 2 14.00-16.10-18.20 Per sfortuna che ci sei 20.40-22.45 Bitch Slap - Le superdotate 15.30-17.50-20.10-22.30 Harry Potter e i doni della morte - Parte II 14.05 15.00-16.00-16.50-17.45-18.45-19.35-20.30-21.30-22.20 Transformers 3 14.10-17.20-20.30 Harry Potter e i doni della morte - Parte II 3D 16.00 18.45-22.00 Captain America: il primo vendicatore 15.00-18.00 21.30 Captain America: il primo vendicatore 3D 16.00 19.00-22.00 SETTIMO MILANESE AUDITORIUM VIA GRANDI, 4 - TEL. 023282992 Harry Potter e i doni della morte - Parte II 21.15 SOVICO NUOVO VIA BARACCA, 22/24 - TEL. 0392014667 Harry Potter e i doni della morte - Parte II 3D 21.15 VIMERCATE THE SPACE CINEMA TORRIBIANCHE VIA TORRI BIANCHE, 16 - TEL. 892111 Captain America: il primo vendicatore 17.15-19.50 22.25 Monte Carlo 17.00-19.20-21.40-0.00 At the end of the day - Un giorno senza fine 15.40 17.45-19.55-22.05-0.10 Cars 2 17.05-19.30-21.55 Bitch Slap - Le superdotate 15.05-17.30-19.50-22.10 Per sfortuna che ci sei 15.35-17.35-19.40-21.45-23.50 Transformers 3 15.00-18.55-22.00 Harry Potter e i doni della morte - Parte II 16.30 19.10-21.50 Captain America: il primo vendicatore 3D 16.25 19.00-21.35 Harry Potter e i doni della morte - Parte II 3D 17.00 19.40-22.20 Harry Potter e i doni della morte - Parte II 15.10 17.50-20.30-23.15 Cars 2 15.50-18.15 Transformers 3 20.50 Harry Potter e i doni della morte - Parte II 17.20 20.00-22.45 Captain America: il primo vendicatore 15.30-18.05 20.40-23.20 Harry Potter e i doni della morte - Parte II 3D 15.40 18.20-21.00-23.45 Harry Potter e i doni della morte - Parte II 16.10 18.50-21.30 BERGAMO ESTERNO NOTTE CORTILE DELLA BIBLIOTECA CAVERSAZZI - VIA TASSO, 4 Il grinta 21.30 MULTISALA SAN MARCO P.LE REPUBBLICA 2 - TEL. 035240416 Harry Potter e i doni della morte - Parte II 17.00 18.30-20.00-21.15-22.30 STUDIO CAPITOL VIA TASSO, 41 - TEL. 035248330 Captain America: il primo vendicatore 21.30 Silvio Forever 21.30 Gianni e le donne 21.30 ALBINO NUOVO CINETEATRO PIAZZA SAN GIULIANO - TEL. 035751490 Harry Potter e i doni della morte - Parte II 3D 21.00 CLUSONE CINEMA GARDEN VIA XXV APRILE, 1 - TEL. 034622275 Harry Potter e i doni della morte - Parte II 3D 21.00 CORTENUOVA CINESTAR MULTIPLEX CORTENUOVA VIA TRIESTE, 15 - TEL. 0363992244 Per sfortuna che ci sei 20.20 Transformers 3 22.15 Cars 2 15.20-17.45 Bitch Slap - Le superdotate 15.25-17.35-20.25-22.35 Harry Potter e i doni della morte - Parte II 16.15 18.45-21.30 Captain America: il primo vendicatore 15.00-16.20 17.30-18.45-20.00-21.35-22.30 Harry Potter e i doni della morte - Parte II 15.00 15.10-17.30-17.40-20.00-20.10-22.30-22.40 CURNO UCI CINEMAS CURNO VIA LEGA LOMBARDA, 39 - TEL. 892960 Harry Potter e i doni della morte - Parte II 3D 15.20 18.20-21.20-00.20 Hypnosis 15.20-17.40-22.20-00.40 Per sfortuna che ci sei 20.10 Cars 2 14.40-17.15-19.45 Harry Potter e i doni della morte - Parte II 00.30 Per sfortuna che ci sei 22.20 Captain America: il primo vendicatore 3D 14.10 17.10-20.00-22.50 Harry Potter e i doni della morte - Parte II 17.00 19.55-22.45 Cars 2 3D 14.10-16.50 Transformers 3 3D 19.30-22.45 African Cats: Kingdom of Courage 15.40-17.50-20.00 22.10 Captain America: il primo vendicatore 14.10-17.00 19.50-22.40 Harry Potter e i doni della morte - Parte II 3D 14.20 17.10-20.00-22.50 ROMANO DI LOMBARDIA MULTISALA IL BORGO S.S. SONCINESE - TEL. 0363903816 Captain America: il primo vendicatore 18.00-20.30 23.00 Cars 2 18.00-20.00 Big Mama: Tale padre tale figlio 22.00 Harry Potter e i doni della morte - Parte II18.00-21.45 Harry Potter e i doni della morte - Parte II20.30-23.00 Transformers 3 18.00-21.00 TREVIGLIO ARISTON MULTISALA VIALE MONTEGRAPPA - TEL. 0363419503 Cars 2 15.20-17.40-20.10 Per sfortuna che ci sei 00.30-22.30 Captain America: il primo vendicatore 3D 15.30 18.20-21.10 Harry Potter e i doni della morte - Parte II 3D 16.00 18.40-21.30 Harry Potter e i doni della morte - Parte II 15.00 17.30-00.00-20.00-21.00-22.30 Captain America: il primo vendicatore 14.50-17.20 00.10-19.50-22.20 Transformers 3 15.10-18.10-22.10 BRESCIA MULTISALA WIZ C/O C. COMM. FRECCIA ROSSA - TEL. 0302889211 Captain America: il primo vendicatore 15.10-17.40 20.10-22.40 Harry Potter e i doni della morte - Parte II 15.00 17.35-20.10-22.45 Cars 2 15.30-17.50 Harry Potter e i doni della morte - Parte II20.10-22.45 Il ventaglio segreto 14.20-16.25-18.30-20.35-22.40 Transformers 3 15.40-18.40-21.40 Harry Potter e i doni della morte - Parte II 3D 14.50 17.25-20.00-22.35 OZ IL REGNO DEL CINEMA VIA SORBANELLA 12 - TEL. 0303507911 Captain America: il primo vendicatore 3D 15.20 17.50-20.30-23.00 Captain America: il primo vendicatore 14.15-16.40 19.10-21.40-0.10 Bitch Slap - Le superdotate 14.20-16.25-18.30-20.35 22.40-0.35 At the end of the day - Un giorno senza fine 14.30 16.30-18.30-20.30-22.30-0.30 Harry Potter e i doni della morte - Parte II 3D 14.35 17.10-20.25-23.00 Harry Potter e i doni della morte - Parte II 14.50 16.25-17.25-19.00 Harry Potter e i doni della morte - Parte II 20.10 21.35-22.45-0.10 Per sfortuna che ci sei 20.10-22.45-0.35 Transformers 3 15.00-18.00-21.00-0.01 Cars 2 14.30-15.30-16.50-17.50-19.20-21.40-0.01 CAPRIOLO GEMINI VIA PALAZZOLO - TEL. 0307460530 Harry Potter e i doni della morte - Parte II20.05-22.30 Captain America: il primo vendicatore 20.10-22.30 Le donne del sesto piano 22.30 Cars 2 20.15 CORTE FRANCA MULTIPLEX NEXUS VIA ROMA 78 - TEL. 030986060 Captain America: il primo vendicatore 3D 17.20 20.20-22.50 Captain America: il primo vendicatore 18.00-21.40 Harry Potter e i doni della morte - Parte II 3D 17.50 21.20 Harry Potter e i doni della morte - Parte II 17.10 20.00-22.30 Per sfortuna che ci sei 17.30-20.20-22.40 Transformers 3 21.00 Cars 2 17.30-20.10 Bitch Slap - Le superdotate 17.40-20.30-22.50 Il ventaglio segreto 17.50-22.50 DARFO BOARIO MULTISALA GARDEN MULTIVISION PIAZZA MEDAGLIE D`ORO 2 - TEL. 0364529101 Harry Potter e i doni della morte - Parte II 3D 20.00 22.30 Harry Potter e i doni della morte - Parte II20.00-22.30 Captain America: il primo vendicatore 3D20.00-22.30 This is beat - Sfida di ballo 20.00-22.30 ERBUSCO MULTIPLEX PORTE FRANCHE VIA ROVATO 44 - TEL. 0307717644 Transformers 3 22.10 Cars 2 15.10-17.30-19.50 Harry Potter e i doni della morte - Parte II 14.30 17.10-20.00-22.30 Harry Potter e i doni della morte - Parte II 3D 15.30 18.20-21.00 Captain America: il primo vendicatore 16.00-18.30 21.20 Captain America: il primo vendicatore 3D 14.50 17.20-20.10-22.40 LONATO MULTISALA KING VIA FORNACE DEI GORGHI - TEL. 0309913670 Captain America: il primo vendicatore 3D20.00-22.40 Harry Potter e i doni della morte - Parte II 3D 20.00 22.45 Harry Potter e i doni della morte - Parte II20.10-22.40 Non lasciarmi 20.20-22.30 Transformers 3 21.15 ORZINUOVI STARPLEX ORZINUOVI VIA LOMBARDIA 26/28 - TEL. 030943605 Harry Potter e i doni della morte - Parte II 15.10 17.40-20.10-22.40 Captain America: il primo vendicatore 15.00-17.30 20.00-22.30 Per sfortuna che ci sei 20.20 Transformers 3 22.15 Cars 2 15.20-17.45 Captain America: il primo vendicatore 16.20-18.45 21.35 Harry Potter e i doni della morte - Parte II 16.15 18.45-21.30 Harry Potter e i doni della morte - Parte II 3D 15.00 17.30-20.00-22.30 Bitch Slap - Le superdotate 15.25-17.35-20.25-22.35 SALO' CINEMA TEATRO CRISTAL L.GO DANTE ALIGHIERI 4 - TEL. 0365521555 Harry Potter e i doni della morte - Parte II 21.15 COMO CANTU' CINELANDIA MULT. CANTU' 2000 CORSO EUROPA 23 - TEL. 031710039 Harry Potter e i doni della morte - Parte II 14.20 17.00-20.00-22.40 Captain America: il primo vendicatore 14.30-17.00 20.00-22.40 Cars 2 14.30-17.00-20.15-22.40 CANTU' LUX VIA MANZONI, 8 - TEL. 031714759 Harry Potter e i doni della morte - Parte II 3D 20.00 22.45 MONTANO LUCINO UCI CINEMAS VIA VARESINA - TEL. 892960 Cars 2 15.00 Per sfortuna che ci sei 17.40-20.20-22.30-00.40 Captain America: il primo vendicatore 3D 15.00 18.00-21.00-00.10 Captain America: il primo vendicatore 3D 14.30 17.15-20.00-22.45 Cars 2 14.35-17.25-20.00 Hypnosis 22.35-00.50 At the end of the day - Un giorno senza fine 14.45 17.20-19.50-22.20-00.50 Harry Potter e i doni della morte - Parte II 3D 14.30 17.15-20.00-22.45 Transformers 3 15.30-19.00-22.15 Harry Potter e i doni della morte - Parte II 16.00 19.45-22.35 Harry Potter e i doni della morte - Parte II 3D 15.15 18.15-21.15-00.15 Bitch Slap - Le superdotate 14.50-17.30-20.05-22.30 01.00 African Cats: Kingdom of Courage 15.00-17.30-20.10 22.35-00.50 CREMONA SPAZIOCINEMA CREMONA PO VIA CASTELLEONE, 108 - TEL. Harry Potter e i doni della morte - Parte II 14.50 17.20-20.00-22.30 At the end of the day - Un giorno senza fine 15.00 18.20-22.30 Cars 2 15.00-17.30-20.15 Transformers 3 21.30 Captain America: il primo vendicatore 15.00-17.30 20.00-22.30 Harry Potter e i doni della morte - Parte II 3D 17.00 19.50-22.30 Harry Potter e i doni della morte - Parte II 3D 15.30 18.30-21.30 Captain America: il primo vendicatore 3D 14.50 17.20-20.00-22.40 CREMA MULTISALA PORTA NOVA VIA INDIPENDENZA - TEL. 0373218411 Bitch Slap - Le superdotate 14.20-16.25-18.30-20.35 22.40-0.35 Captain America: il primo vendicatore 15.20-17.50 20.30-23.00 Cars 2 15.30-17.50 Transformers 3 20.10-23.10 Harry Potter e i doni della morte - Parte II 3D 14.50 17.25-20.00-22.35 Harry Potter e i doni della morte - Parte II 16.25 19.00-21.35-0.10 LECCO NUOVO MIGNON V.LE COSTITUZIONE, 27 - TEL. 0341366331 Captain America: il primo vendicatore 15.00-17.30 20.00-22.30 Harry Potter e i doni della morte - Parte II 15.00 17.30-20.00-22.30 MERATE CINETEATRO MANZONI VIA GIOVANNI XXIII, 24 - TEL. 039 5981992 Harry Potter e i doni della morte - Parte II 21.00 LODI MODERNO MULTISALA CORSO ADDA 97 - TEL. 0371420017 Harry Potter e i doni della morte - Parte II 20.00 Harry Potter e i doni della morte - Parte II 3D 22.30 Il padre e lo straniero 20.10-22.30 PIEVE FISSIRAGA CINELANDIA MULTIPLEX PIEVE S.S. N 235 - TEL. 0371237012 Harry Potter e i doni della morte - Parte II 3D 14.30 17.15-20.00-22.45 Harry Potter e i doni della morte - Parte II 14.40 17.20-20.10-22.50 Captain America: il primo vendicatore 3D 14.40 17.20-20.10-22.45 Cars 2 15.00-17.30-20.15 Transformers 3 23.00 Harry Potter e i doni della morte - Parte II 14.20 17.00-20.00-22.40 Bitch Slap - Le superdotate 15.20-17.40-20.20-22.40 MANTOVA ARISTON MULTISALA VIA PRINCIPE AMEDEO, 20 - TEL. 0376328139 Harry Potter e i doni della morte - Parte II 18.50 21.45 At the end of the day - Un giorno senza fine 18.00 20.30-22.30 CINECITY MULTIPLEX PIAZZALE CESARE BECCARIA 5 - TEL. 0376340740 Captain America: il primo vendicatore 3D 16.50 19.30-22.30-00.50 Captain America: il primo vendicatore 15.10-18.20 21.15 Harry Potter e i doni della morte - Parte II 3D 15.45 18.30-21.15-00.30 Harry Potter e i doni della morte - Parte II 15.00 16.50-17.30-20.00-20.45-22.30-23.40 Bitch Slap - Le superdotate 18.10-20.15-22.40-00.40 Per sfortuna che ci sei 20.20-22.40 Cars 2 15.10-17.30 Transformers 3 15.00 MIGNON VIA BENZONI, 22 - TEL. 0376366233 Nessuno mi puo' giudicare 21.30 CURTATONE STARPLEX CURTATONE VIA G. MONTANELLI, 31 - TEL. 0376348395 Harry Potter e i doni della morte - Parte II 15.10 17.40-20.10-22.40 Captain America: il primo vendicatore 15.15-17.45 20.15-22.45 Harry Potter e i doni della morte - Parte II 16.15 18.45-21.30 Captain America: il primo vendicatore 16.00-18.30 21.15 Harry Potter e i doni della morte - Parte II 15.05 17.35-20.05-22.35 Bitch Slap - Le superdotate 15.40-17.50-20.20-22.25 Cars 2 15.35 Transformers 3 22.00 Per sfortuna che ci sei 17.55-20.00 PAVIA POLITEAMA C.SO CAVOUR, 18/20 - TEL. 0382530343 Harry Potter e i doni della morte - Parte II 17.20 19.50-22.30 PARONA MOVIE PLANET STRADA PROV.LE PER LA CATTANEA, 106 - TEL. 0384296728 Harry Potter e i doni della morte - Parte II 3D 17.00 19.50-22.30 Harry Potter e i doni della morte - Parte II 17.00 19.50-22.30 Captain America: il primo vendicatore 17.00-19.50 22,30 Bitch Slap - Le superdotate 17.30-20.10-22.30 Captain America: il primo vendicatore 3D 17.00 19.50-22.30 Transformers 3 21.30 Cars 2 18.00 Per sfortuna che ci sei 17.30 London Boulevard 20.10-22.30 MONTEBELLO DELLA BATTAGLIA THE SPACE CINEMA MONTEBELLO DELLA BATTAGLIA VIA MIRABELLA, 6 - TEL. 892111 Harry Potter e i doni della morte - Parte II 16.0 19.00-22.00-0.45 Per sfortuna che ci sei 15.55-18.05-20.15-22.25-0.40 Harry Potter e i doni della morte - Parte II 17.05 19.55-22.45 Captain America: il primo vendicatore 16.15-19.00 21.40-0.45 Harry Potter e i doni della morte - Parte II 3D 16.30 19.30-22.30 Harry Potter e i doni della morte - Parte II 3D 15.15 18.10-21.35-0.35 Cars 2 16.45 Transformers 3 19.20-22.35 Captain America: il primo vendicatore 3D 14.45 17.20-20.00-22.40 Bitch Slap - Le superdotate 15.05-17.30-20.05-22.35 1.00 SONDRIO EXCELSIOR VIA C. BATTISTI - TEL. 0342215368 Chiusura estiva STARPLEX SONDRIO VIA VANONI, ANGOLO VIA TONALE - TEL. 0342214709 Bitch Slap - Le superdotate 17.50-20.25-22.30 Cars 2 15.25 Captain America: il primo vendicatore 15.15-17.45 20.15-22.45 Harry Potter e i doni della morte - Parte II 3D 15.10 17.40-20.10-22.40 Harry Potter e i doni della morte - Parte II 15.05 17.35-20.05-22.35 MORBEGNO CINEMA TEATRO IRIS VIALE AMBROSETTI 27 - TEL. 0342611711 Harry Potter e i doni della morte - Parte II 21.15 MORBEGNO CINEMA TEATRO PEDRETTI PIAZZA MATTEI 1 - TEL. 0342610161 Harry Potter e i doni della morte - Parte II 3D 21.15 MORBEGNO CINEMA 3 VIALE AMBROSETTI, 25 - TEL. 0342610161 Captain America: il primo vendicatore 20.15-22.30 TIRANO CINEMA TEATRO MIGNON PIAZZA MARINONI 1 - TEL. 0342705454 Harry Potter e i doni della morte - Parte II 21.15 VARESE MULTISALA IMPERO VIA BERNASCONI 13 - TEL. 0332284004 Harry Potter e i doni della morte - Parte II 15.00 17.40-20.10-22.40 Transformers 3 15.00-18.40-22.00 Harry Potter e i doni della morte - Parte II 3D 14.50 17.30-20.00-22.30 Captain America: il primo vendicatore 15.00-16.30 17.30-19.10-20.10-21.50-22.40 Cars 2 15.10-17.40-20.10-22.30 Inception 15.00-18.30-22.00 GALLARATE CINELANDIA MULTIPLEX VIALE LOMBARDIA, 51 - TEL. 0331268017 Transformers 3 16.00-19.50-22.50 Cars 2 15.00-17.30-20.15 Per sfortuna che ci sei 22.40 Harry Potter e i doni della morte - Parte II 14.40 17.20-20.10-22.50 Harry Potter e i doni della morte - Parte II 3D 14.30 17.15-20.00-22.45 Captain America: il primo vendicatore 3D 14.40 17.20-20.10-22.45 Captain America: il primo vendicatore 14.30-17.10 20.00-22.40 Harry Potter e i doni della morte - Parte II 14.20 17.00-20.00-22.40 Bitch Slap - Le superdotate 15.20-17.40-20.20-22.40 GALLARATE CINEMA DELLE ARTI VIA DON MINZONI, 5 - TEL. 0331791382 Angele e Tony 20.30-22.20 :::LOMBARDIA
20 Sabato 23 luglio 2011 A ACEA 6,955 1,09 6,9444 6,48 8,2927 -14,57 23/05/11 1.481,2 ACEGAS-APS 3,994 -0,65 3,9744 3,6275 4,64 7,65 11/07/11 219,6 ACOTEL GROUP 30 - 29,5796 28,58 44,14 -32,3 26/05/03 125,1 ACQUE POTABILI 1,011 2,8 1,0203 0,96 1,477 -27,99 02/05/06 36,4 ACSM 1 -1,09 1,0019 0,96 1,192 -8,93 04/07/11 76,6 AEDES 0,1127 5,23 0,1117 0,1071 0,2309 -39,64 07/05/07 82,2 AEFFE 1,125 1,44 1,1326 0,477 1,477 129,12 18/05/09 120,8 AEGON 4,332 -0,18 4,4263 4 5,64 -6,74 25/04/08 683,7 AEROPORTO DI FIRENZE 10,62 -0,75 10,8019 10,5 12,5 -5,18 09/05/11 95,9 AGEAS 1,598 0,57 1,6464 1,353 2,495 -6,82 02/05/08 3.758 AHOLD KON 9,1 - 9,1 9,01 9,9 -7,14 26/04/11 1.084,6 AICON 0,1601 -0,5 0,1584 0,1536 0,281 -10,91 17,5 ALCATEL-LUCENT 3,576 0,17 3,6291 2,225 4,432 63,1 04/06/07 8.287,4 ALERION 5 -0,2 4,9138 4,65 5,82 -5,66 18/04/11 220,1 ALLIANZ 93,55 0,27 94,0234 87,65 108,43 5,21 05/05/11 42.462,3 AMPLIFON 4,134 -0,24 4,1438 3,5975 4,372 10,68 09/05/11 912,1 ANSALDO STS 7,245 1,97 7,2093 6,86 9,6 -21,15 23/05/11 1.014,3 ANTICHI PELLETTIERI 0,475 -4,81 0,4798 0,44 0,596 -1,55 26/05/08 21,6 APULIA PRONTOP 0,236 0,25 0,2351 0,2193 0,3835 -34,63 27/04/09 55,7 ARENA 0,016 -5,88 0,0163 0,016 0,0285 -37,01 24/07/00 20,4 ARKIMEDICA 0,1954 -0,46 0,196 0,1803 0,4525 -56,77 16,9 ASCOPIAVE 1,52 1,33 1,5085 1,49 1,718 -3,55 09/05/11 356,3 ASTALDI 4,63 2,84 4,623 4,242 5,96 -5,94 02/05/11 455,7 ATLANTIA 13,59 0,74 13,6173 12,54 16,0972 -6,56 23/05/11 8.565,9 AUTOGRILL 9,015 1,12 9,0026 8,5 10,97 -14,71 23/05/11 2.293,4 AUTOS MERIDIONALI 20,23 -0,83 20,3894 19,39 24,38 -12,42 18/04/11 88,5 AUTOSTR TO-MI 8,51 1,67 8,507 8,205 11,4 -15,32 09/05/11 748,9 AXA 14,34 -1,17 14,6767 12,37 16,16 14,72 29/04/11 29.958,5 AZIMUT 6,01 1,09 6,0373 5,3 8,3489 -8,37 23/05/11 861 A2A 1,054 2,53 1,0465 0,9715 1,231 2,43 20/06/11 3.302,1 B B CARIGE 1,537 -0,9 1,5479 1,362 1,812 -1,98 23/05/11 2.483,9 B CARIGE RSP 2,3 2,95 2,2719 2,182 2,78 -17,12 23/05/11 400,9 B DESIO BRIA RSP 3,1 0,32 3,0501 2,95 3,75 -16,05 02/05/11 40,9 B DESIO E BRIANZA 3,6 1,98 3,5701 3,48 4,12 -11,33 02/05/11 421,2 B IFIS 4,79 -2,04 4,7739 4,4 5,585 -8,59 09/05/11 257,8 B INTERMOBILIARE 3,826 2,03 3,774 3,75 4,388 -8,47 05/05/08 597,7 B M.PASCHI SIENA 0,5515 1,38 0,5578 0,4603 0,8589 -23,34 18/05/09 3.319,6 B P DI SONDRIO 5,68 -2,07 5,7411 5,065 6,6 -7,64 18/04/11 1.750,3 B P EMILIA ROMAGNA 7,755 -1,96 7,9101 6,87 9,895 -17,06 26/04/11 1.967,5 B POP ETRURIA E LAZIO 2,06 1,98 2,072 1,938 3,0967 -30,33 11/05/09 155 B POP MILANO 1,683 0,66 1,6973 1,435 3,1625 -35,76 23/05/11 698,6 B POP SPOLETO 2,434 3,14 2,4606 2,25 3,455 -28,09 09/05/11 72,4 B PROFILO 0,3402 0,62 0,3393 0,3085 0,44 -23,98 09/05/11 230,3 B SANTANDER 7,83 -0,57 7,9921 7,16 9,3 -1,76 01/08/11 66.087,4 B SARDEGNA RSP 8,19 -0,73 8,0995 7,79 9,95 -13,52 02/05/11 54,1 BANCA GENERALI 8,58 0,94 8,6577 7,925 11,56 -5,35 16/05/11 958,1 BANCO POPOLARE 1,548 -0,39 1,5831 1,343 2,7525 -37,03 23/05/11 2.729,9 BASF 65,95 - 66,5005 53,9 69,45 5,96 09/05/11 60.880,3 BASICNET 2,44 1,67 2,4239 2,28 3,1 -11,91 13/06/11 148,8 BASTOGI 1,39 2,58 1,3681 1,188 1,66 -12,96 24,7 BAYER 56,2 -0,97 56,391 50,5 59,25 2,18 02/05/11 42.956 BB BIOTECH 52,9 0,95 52,4283 47,68 55 6,87 23/03/11 964,1 B&C SPEAKERS 2,93 -0,88 2,9465 2,93 4,08 -22,49 03/05/10 32,2 BCA FINNAT 0,4119 -2,16 0,419 0,4104 0,522 -17,62 23/05/11 149,5 BEE TEAM 0,466 -1,85 0,4692 0,38 0,541 16,06 06/05/02 32,2 BEGHELLI 0,57 3,07 0,5655 0,55 0,732 -13,9 23/05/11 114 BENETTON 5,115 0,79 5,1279 4,6 5,725 3,91 23/05/11 934,4 BENI STABILI 0,688 3,46 0,6892 0,6335 0,7645 8,69 09/05/11 1.318,4 BEST UNION COMPANY 1,28 -1,77 1,2854 1,263 1,45 -11,11 12 BIALETTI INDUSTRIE 0,315 0,32 0,3186 0,305 0,4245 -14,63 23,6 BIANCAMANO 1,907 1,22 1,9062 1,286 2,012 43,38 04/07/11 64,8 BIESSE 5,035 2,38 5,0078 4,698 7,81 -7,36 12/05/08 137,9 BIOERA 0,595 3,93 0,5747 0,5 0,675 19 26/05/08 10,7 BMW 71,5 0,28 71,1581 53,05 72,35 21,39 13/05/11 43.042,7 BNP PARIBAS 48,75 -0,51 49,598 43,5 59,48 0,99 20/05/11 44.464,7 BOERO 21 - 21 20 21 5 26/04/10 91,1 BOLZONI 2,216 -0,98 2,2449 1,999 2,35 1,89 18/05/09 57,6 BON FERRARESI 23,78 -0,5 23,6994 23,48 31,43 -19,17 23/05/11 133,8 BORGOSESIA 1,06 0,66 1,0413 0,995 1,349 -17,45 19/08/81 47,6 BORGOSESIA RSP 1,337 -1,69 1,337 1,26 1,456 -0,89 04/02/08 1,2 BREMBO 10,19 3,29 10,0851 7,83 10,24 31,91 09/05/11 680,5 BRIOSCHI 0,1308 -1,13 0,1317 0,1273 0,1729 -8,21 19/05/03 103 BULGARI 12,3 0,49 12,2735 7,28 12,3 52,13 23/05/11 3.718,9 BUONGIORNO 1,308 0,77 1,2975 1,053 1,46 11,7 139,2 BUZZI UNICEM 8,58 2,45 8,5603 7,96 10,76 0,47 24/05/10 1.418,7 BUZZI UNICEM RSP 4,62 2,17 4,6111 4,452 6,09 -15,07 23/05/11 188,1 C CAD IT 3,89 -0,21 3,8187 3,45 4,4475 -6,27 10/05/10 34,9 CAIRO COMMUNICATION 2,892 0,14 2,877 2,685 3,29 6,32 09/05/11 226,6 CALEFFI 1,29 2,79 1,2915 1,157 1,399 15,18 17/05/10 16,1 CALTAGIRONE 1,87 1,08 1,8561 1,743 2,118 5,71 23/05/11 224,6 CALTAGIRONE EDITORE 1,398 -0,14 1,3905 1,335 1,945 -17,76 23/05/11 174,8 CAMFIN 0,383 0,79 0,3814 0,3289 0,4291 4,08 19/05/08 257,2 CAMPARI 5,81 0,43 5,7782 4,438 5,81 19,3 23/05/11 3.374,4 CAPE LIVE 0,1451 -2,62 0,1477 0,132 0,411 -44,19 7,4 CARRARO 3,09 0,85 3,1055 2,968 4,4675 -20,67 05/05/08 142,1 CARREFOUR 22 -1,21 22,1255 21,25 36,3 -30,2 07/05/10 15.507,9 CATTOLICA ASSICURAZIONI 16,81 3,64 16,6774 15,12 20,31 -11,62 09/05/11 909,2 CDC 1,77 -0,51 1,749 1,45 1,939 7,14 25/07/11 21,7 CELL THERAPEUTICS 1,051 8,86 1,0484 0,9105 1,932 -36,3 202,7 CEMBRE 7,265 3,49 7,258 5,965 8,715 16,33 16/05/11 123,5 CEMENTIR HOLDING 1,9 1,06 1,8749 1,76 2,34 -10,17 23/05/11 302,3 CENTRALE DEL LATTE TO 2,418 2,03 2,364 2,368 4,1 0,54 05/05/08 24,2 CHL 0,1043 1,26 0,1035 0,099 0,1497 -21,16 16,5 CIA 0,2609 -0,04 0,256 0,25 0,34 -10,19 11/05/09 24,1 CICCOLELLA 0,648 0,31 0,646 0,5505 0,777 -1,82 21/05/01 117 CIR 1,674 -0,89 1,6831 1,337 1,789 21,83 23/05/11 1.327,9 CLASS EDITORI 0,312 -2,38 0,3235 0,3 0,52 -30,12 10/05/10 32,9 COBRA 1,059 -1,03 1,0455 1,01 1,44 -20,97 42,8 COFIDE 0,705 -0,07 0,7007 0,647 0,784 6,98 23/05/11 507 COGEME SET 0,2346 1,21 0,2329 0,2271 0,371 -36,59 14,5 CONAFI PRESTITO' 0,7915 3,4 0,7784 0,715 1,07 -19,64 10/05/11 36,8 CR ARTIGIANO 1,259 1,45 1,2534 1,197 1,461 -1,56 26/04/11 358,6 CR BERGAMASCO 23 0,26 23,1362 20,3 24,77 12,52 02/05/11 1.419,7 CR VALTELLINESE 2,976 - 2,9779 2,602 3,695 -9,68 26/04/11 804 CREDEM 3,986 7,73 3,9676 3,362 5,505 -13,86 16/05/11 1.324,9 CREDIT AGRICOLE 9,45 2,72 9,5707 8,22 12,82 -1,31 20/06/11 21.038,9 CRESPI 0,0537 -3,94 0,0535 0,0537 0,161 -45,37 19/05/03 8,6 CSP INTERNATIONAL 1,194 -1 1,2102 1,066 1,295 13,5 06/06/11 39,7 D DADA 3,278 5,06 3,1927 2,86 5,02 -32,27 53,1 DAIMLER 52 -0,57 52,1538 44,5 58,58 2,97 14/04/11 50.158 DAMIANI 1,162 0,87 1,1524 0,84 1,26 41,88 96 D'AMICO 0,832 - 0,8316 0,7105 1 -14,8 27/04/09 124,8 DANIELI & C 19,11 2,85 18,9741 16,95 24,58 -20,21 08/11/10 781,2 DANIELI & C RSP 10,59 3,82 10,4048 9,02 13,69 -18,03 08/10/10 428,1 DANONE 51,1 1,49 51,1 42,8 53 6,46 10/05/11 26.255,3 DATALOGIC 6,3 -0,79 6,2757 5,49 6,54 4,05 02/05/11 368,2 DEA CAPITAL 1,5 0,2 1,4927 1,125 1,6 31,81 459,9 DE'LONGHI 8,915 5,38 8,9005 5,82 9,3 51,62 26/04/11 1.332,8 DEUTSCHE BANK 38,64 -1,08 39,2273 35,7 48,57 -0,92 27/05/11 22.058 DEUTSCHE TELEKOM 10,66 0,76 10,6072 9,55 11,33 10,93 13/05/11 46.491,7 DIASORIN 34,04 0,12 33,9699 30,17 36,09 5,68 20/06/11 1.896 DIGITAL BROS 1,061 1,05 1,038 0,99 1,573 -29,74 08/12/08 15 DMAIL GROUP 2,61 -0,76 2,6393 2,306 3,265 -10,62 19/05/08 20 DMT 19,4 3,69 19,1435 15,04 23,51 28,48 219,3 E EDISON 0,8995 5,64 0,8834 0,736 0,907 4,59 12/04/10 4.660,4 EDISON RSP 0,975 2,09 0,9657 0,88 1,287 -20,41 12/04/10 107,8 EEMS 1,021 1,29 1,0221 0,9225 1,539 -23,64 44,5 EL EN 11,79 0,17 11,9225 11,65 15,14 -7,02 23/05/11 56,9 ELICA 1,238 1,23 1,2179 1,168 1,768 -13,73 23/05/11 78,4 EMAK 3,65 2,93 3,6092 3,546 4,6 -17,79 06/06/11 100,9 ENEL 4,214 0,33 4,2083 3,6925 4,832 12,67 20/06/11 39.625,7 ENEL GREEN POWER 1,797 3,57 1,7791 1,563 2,048 13,66 23/05/11 8.985 ENERVIT 1,966 -2,67 1,9733 1,217 2,398 58,04 23/05/11 35 ENGINEERING 23 - 23,0742 21,43 24,32 8,8 13/06/11 287,5 ENI 15,95 0,89 16,0019 15,18 18,42 -2,39 23/05/11 63.885,5 E.ON 19,5 0,67 19,4764 18,33 25,05 -15,55 07/05/09 39.019,5 ERG 9,36 0,11 9,3594 8,73 10,44 -10,43 23/05/11 1.407 ERGYCAPITAL 0,4097 0,27 0,4075 0,385 0,498 -14,73 38,9 ESPRESSO 1,669 -0,36 1,6824 1,615 2,104 -1,59 23/05/11 684,7 ESPRINET 3,76 3,87 3,7598 3,412 6,275 -32,01 02/05/11 197 EUROTECH 1,939 0,1 1,93 1,86 2,44 2,86 68,9 EUTELIA 0,215 - 0,215 0,215 0,215 - 14,1 EXOR 21,9 3,16 21,7141 19,06 25,76 -11,26 23/05/11 3.509,7 EXOR PRV 19,52 0,88 19,7405 15,39 21,3 4,95 23/05/11 1.499,2 EXOR RSP 17,89 3,77 17,6979 13,88 20,1 -3,61 23/05/11 164 EXPRIVIA 0,939 0,48 0,9269 0,903 1,155 -1,37 02/05/11 48,7 F FALCK RENEWABLES 1,234 3,26 1,2182 1,16 1,7576 -26,32 23/05/11 359,6 FIAT 7,405 2,28 7,4044 5,87 8,05 10,59 18/04/11 8.091,3 FIAT INDUSTRIAL 8,985 2,28 8,9872 8,22 10,66 - 9.814,6 FIAT INDUSTRIAL PRV 5,135 3,2 5,11 4,25 7,415 - 530,4 FIAT INDUSTRIAL RSP 5,14 2,84 5,1197 4,32 7,395 - 410,8 FIAT P 5,3 1,83 5,3126 4,72 6,385 -0,82 18/04/11 547,4 FIAT RSP 5,31 1,05 5,3391 4,71 6,375 -0,28 18/04/11 424,3 FIDIA 3,306 -3,45 3,3341 2,98 4,14 -10,59 20/05/02 16,9 FIERA MILANO 4,27 -2,73 4,3088 4,084 4,916 -2,34 04/05/09 180 FINARTE CASA D'ASTE 0,105 - 0,105 0,1037 0,105 - 10/05/99 5,3 FINMECCANICA 7,445 -1,26 7,4665 7,375 9,865 -12,46 23/05/11 4.304,3 FNM 0,42 - 0,4217 0,4109 0,515 -17,65 104,4 FONDIARIA SAI 2,084 1,07 2,1133 1,759 4,3675 -42,38 24/05/10 259,4 FONDIARIA SAI RSP 1,166 1,13 1,1705 1,003 2,9414 -53,77 24/05/10 49,6 FRANCE TELECOM SA 14,44 2,63 14,3996 13,74 16,44 -11,41 10/06/11 37.751,2 FULLSIX 1,762 2,44 1,796 1,071 3,262 62,25 19,7 G GABETTI 0,0795 0,63 0,0801 0,0756 0,2451 -63,21 15/05/06 20,3 GAS PLUS 2,65 -0,67 2,6088 2,65 4,16 -33,33 24/05/10 119 GDF SUEZ 23,75 0,13 23,75 22,52 30 -13,19 04/05/11 52.099 GEFRAN 4,28 3,38 4,186 3,758 5,25 0,23 16/05/11 61,6 GEMINA 0,724 2,4 0,7188 0,54 0,7655 36,22 18/06/07 1.063,7 GEMINA RSP 0,9095 1,79 0,9095 0,844 1,17 -4,11 18/05/09 3,4 GENERALI 14,22 2,08 14,1306 12,58 16,99 0,07 23/05/11 22.138,7 GEOX 3,702 1,42 3,6956 3,3775 4,95 8,17 23/05/11 959,6 GEWISS 5,1 0,89 5,0912 3,94 5,15 28,46 16/05/11 612 GREENVISION 4,582 -4,06 4,6399 4,29 5,195 -5,53 25/05/09 26,8 GRUPPO COIN 6,47 -0,08 6,4725 6,415 7,87 -17 925,8 GRUPPO MINERALI MAFFEI 3,28 - 3,2793 3,206 4,49 -26,62 19,7 H HERA 1,469 1,31 1,4636 1,4 1,76 -5,16 06/06/11 1.638 I I GRANDI VIAGGI 0,94 - 0,94 0,7755 1,08 15,13 07/04/08 42,3 IGD 1,51 2,72 1,5128 1,445 1,755 3,64 23/05/11 467 IL SOLE 24 ORE 1,053 -2,5 1,0472 1,04 1,51 -23,86 28/04/08 45,6 IMA 14,45 -1,23 14,5915 13,85 15,2 -1,3 23/05/11 532,2 IMMSI 0,7875 3,01 0,777 0,7645 0,91 -3,43 24/05/11 270,3 IMPREGILO 2,034 0,3 2,0399 1,832 2,4625 -3,94 18/07/11 818,6 IMPREGILO RSP 7,94 2,32 7,9354 7,355 8,2 0,57 18/07/11 12,8 INDESIT 6,025 4,42 5,9531 5,595 9,015 -24,97 17/05/11 684,8 INDESIT RSP 6,14 -1,29 6,147 6,14 7,34 -10,56 17/05/11 3,1 INDUSTRIA E INNOVAZIONE 2,7 8,61 2,6463 2,3 2,89 14,89 63,3 ING GROEP 8,05 -0,37 8,2177 7,05 9,375 11,19 14/08/08 16.593,5 INTEK 0,352 0,54 0,3507 0,3459 0,54 -10,66 20/06/11 45,9 INTEK R 0,725 -0,55 0,7248 0,66 0,815 3,57 20/06/11 4,1 INTERPUMP 5,69 1,79 5,6563 5,36 6,175 -0,09 09/05/11 555,7 INTESA SANPAOLO 1,752 -2,83 1,8134 1,48 2,3294 -4,04 23/05/11 27.158,2 INTESA SANPAOLO RSP 1,427 -2,46 1,4809 1,203 1,978 -9,17 23/05/11 1.330,7 INV E SVIL 2012 W 0,0029 - 0,0029 0,0024 0,0068 - 23/05/11 1.330,7 INVEST E SVILUPPO 0,0085 - 0,0084 0,0083 0,0187 -32 18/06/01 0,1 IRCE 2,25 0,18 2,216 1,528 2,708 44,69 09/05/11 63,3 IREN 1,206 1,09 1,2028 1,128 1,407 -3,75 23/05/11 1.425,2 ISAGRO 3,178 1,92 3,1371 2,974 4,034 -6,39 16/05/11 55,8 IT WAY 1,66 1,22 1,66 1,485 2,7643 -36,54 02/02/09 13,1 ITALCEMENTI 5,995 1,1 6,0573 5,46 7,65 -5,22 23/05/11 1.061,8 ITALCEMENTI RSP 2,7 2,27 2,7371 2,512 3,886 -22,41 23/05/11 284,7 ITALMOBILIARE 25,2 0,88 25,2532 24,35 29,9 0,4 06/06/11 559 ITALMOBILIARE RSP 15,68 0,64 15,763 14,65 19,73 -11,56 06/06/11 256,3 ITALY1 INVESTMENT 9,86 - 9,86 8,7681 9,95 - 147,9 J JUVENTUS FC 0,857 0,65 0,8525 0,78 0,986 -10,4 04/11/02 172,7 K KERSELF 1,92 2,13 1,9187 1,75 3,7 -46,67 24/05/10 33,5 KINEXIA 1,82 0,72 1,7922 1,712 2,135 -12,92 17/07/91 38,8 KME GROUP 0,3102 2,34 0,3125 0,3031 0,391 -6,71 09/05/11 138,7 KME GROUP RSP 0,628 2,03 0,6231 0,576 0,7235 8,28 09/05/11 27,4 KME GROUP 2011 W 0,0063 -3,08 0,0051 0,0046 0,0219 -64 09/05/11 27,4 K.R.ENERGY 0,0433 2,36 0,0432 0,0423 0,0737 -37,52 41,9 L LA DORIA 1,72 -1,15 1,7377 1,613 2,068 -8,95 23/05/11 53,3 LANDI RENZO 2,18 1,4 2,1756 1,83 3,015 -26,97 23/05/11 245,3 LAZIO S.S. 0,505 -0,98 0,5139 0,4101 0,761 -30,92 34,2 LE BUONE SOCIETA' 0,3515 -2,23 0,353 0,331 0,755 -11,68 29/04/02 3,7 L'OREAL 84 - 83,7429 76,7 90,4 -1,41 29/04/11 50.602,7 LOTTOMATICA 12,58 1,37 12,5433 8,925 15,44 35,63 24/05/10 2.164 LUXOTTICA GROUP 22,17 -1,2 22,1664 20,85 23,49 -2,76 23/05/11 10.350,7 LVMH 128,8 0,39 129,1586 103 129,1 1,43 29/11/10 63.103,9 M MAIRE TECNIMONT 1,274 15,5 1,214 1,044 3,6375 -61,31 16/05/11 410,9 MARCOLIN 5,18 2,07 5,1199 4,084 5,47 18,54 09/05/11 321,9 MARR 8,995 1,52 8,9284 8,08 9,46 3,69 23/05/11 598,4 M&C 0,227 0,44 0,2284 0,208 0,23 5,98 107,6 MEDIACONTECH 1,956 0,82 1,888 1,77 2,47 -17,21 22/04/02 36,3 MEDIASET 3,22 -0,25 3,2471 2,918 4,9225 -28,88 23/05/11 3.803,6 MEDIOBANCA 6,585 -0,53 6,6891 5,945 8,01 -1,13 22/11/10 5.670,5 MEDIOLANUM 2,896 -0,14 2,9292 2,706 4,084 -6,35 23/05/11 2.122,5 MERIDIANA FLY 0,062 -3,13 0,0619 0,0434 0,0918 37,47 86,4 MERIDIE 0,17 -1,51 0,1711 0,17 0,3575 -51,43 8,6 MID INDUSTRY CAPITAL 10,34 3,4 10,304 9,365 10,73 3,4 11/05/09 39,3 MILANO ASS 0,3174 12,55 0,3104 0,2488 0,8951 -57,89 26/04/10 176,9 MILANO ASS RSP 0,3129 8,68 0,3064 0,2729 0,8676 -59,86 26/04/10 9,6 MITTEL 2,45 0,74 2,46 2,38 3,1975 -21,16 28/02/11 172,7 MOLMED 0,54 2,27 0,538 0,381 0,7665 32,68 113,7 MONDADORI 2,418 1,43 2,4176 2,246 2,868 -8,75 23/05/11 627,3 MONDO HE 0,5805 -1,02 0,5938 0,1566 0,72 238,48 12 MONDO TV 6,055 -0,98 6,0872 4,69 7,2 27,34 28/02/05 26,7 MONRIF 0,374 - 0,3823 0,3702 0,46 -7,65 22/05/06 56,1 MONTEFIBRE 0,148 -1 0,1465 0,1185 0,175 -2,31 20/05/02 19,2 MONTEFIBRE RSP 0,268 3,08 0,2586 0,2432 0,33 -9,76 19/05/03 7 MONTI ASCENSORI 0,2948 4,54 0,2811 0,2718 0,848 -65,7 20/09/10 3,9 MUNICH RE 104 - 104 98 125 -8,85 21/04/11 21.466 MUTUIONLINE 4,57 3,16 4,5174 4,364 5,59 -5,38 02/05/11 180,6 N NICE 3,058 0,72 3,0612 2,86 3,4 0,59 23/05/11 354,7 NOEMALIFE 5,73 -0,35 5,6521 5,645 6,39 -9,55 24,8 NOKIA CORPORATION 4,132 -1,62 4,2076 3,804 8,45 -46,58 04/05/11 15.705,5 NOVA RE 1,09 - 1,09 1,09 1,175 -6,84 04/06/07 14,7 O OLIDATA 0,4793 -3,07 0,4963 0,421 0,67 -20,12 10/05/04 16,3 P PANARIAGROUP 1,297 2,13 1,2795 1,27 1,622 -15,39 11/05/09 58,8 PARMALAT 1,98 -1,79 1,9731 1,98 2,64 -3,41 18/04/11 3.441,1 PARMALAT 2015 W 0,97 -2,76 0,9639 0,97 1,56 -7,27 18/04/11 3.441,1 PHILIPS 17,9 0,62 17,9953 16,4 25,5 -21,83 04/04/11 17.406,2 PIAGGIO 2,772 3,66 2,7597 2,26 3 17,83 16/05/11 1.030,6 PIERREL 2,56 -1,92 2,5724 2,548 3,8125 -24,71 38,2 PININFARINA 3,874 1,95 3,8877 3,366 7,1 9,51 23/05/05 116,9 PIQUADRO 2,6 - 2,6144 1,93 2,91 38,45 25/07/11 130 PIRELLI E C. 7,25 1,4 7,2227 5,58 7,675 19,83 23/05/11 3.449,1 PIRELLI E C. RSP 5,33 2,3 5,3167 5,1 6,31 -4,99 23/05/11 65,3 POLIGRAFICA S.FAUSTINO 7,57 -1,56 7,6406 7,57 10,11 -18,47 08/05/00 9 POLIGRAFICI EDITORIALE 0,4452 -2,6 0,4603 0,4299 0,4949 -6,67 21/05/07 58,8 POLTRONA FRAU 1,274 1,51 1,2761 0,8915 1,468 32,71 26/05/08 178,7 PPR 127,6 -0,78 127,6 107,5 130 5,76 21/05/10 16.148,5 PRAMAC 0,951 -0,78 0,9733 0,92 1,205 -10,03 30/06/08 29 PRELIOS 0,4234 4,31 0,4222 0,3709 0,5925 -5,07 21/04/08 356,2 PREMAFIN 0,411 -1,2 0,4166 0,394 0,792 -44,57 26/05/08 168,6 PREMUDA 0,688 5,2 0,6628 0,602 0,766 -9,29 20/06/11 129,1 PRIMA INDUSTRIE 7,8 - 7,7919 6,965 10,03 7,66 26/05/08 67,4 PRYSMIAN 13,89 0,65 14,0433 12,86 15,95 8,94 18/04/11 2.977,6 R RATTI 2,07 -0,29 2,0655 1,618 2,42 20,14 18/05/98 56,6 RCF GROUP 0,79 - 0,79 0,72 0,8865 -9,71 09/05/11 25,3 RCS MEDIAGROUP 1,09 0,09 1,112 0,986 1,354 6,03 19/05/08 798,6 RCS MEDIAGROUP RSP 0,7565 0,87 0,7533 0,7005 0,8795 3,7 22,2 RDB 0,5505 -0,09 0,5533 0,537 2,0775 -72,48 12/05/08 25,2 RECORDATI 7,265 -0,34 7,3175 6,605 7,805 2,98 18/04/11 1.519,3 RENAULT 37,5 0,27 37,7184 36 49,34 -13,75 11/05/11 10.685,1 RENO DE MEDICI 0,2237 3,33 0,2207 0,2002 0,2485 -8,09 13/05/02 84,4 REPLY 19,22 0,1 18,9245 18,69 21,49 -2,83 30/05/11 177,3 RETELIT 0,402 -0,74 0,3987 0,344 0,607 13,08 64,2 RICCHETTI 0,2487 -0,08 0,2482 0,226 0,305 -4,35 19/05/08 20,4 RICHARD GINORI 1735 0,3566 0,45 0,3642 0,35 0,584 -21,28 27/05/02 16,5 RISANAMENTO 0,2199 -0,32 0,2178 0,21 0,2925 -1,7 19/06/06 178,4 ROMA A.S. 0,675 -0,22 0,6736 0,6635 1,249 -36,02 89,5 ROSSS 1,099 -2,74 1,0804 1 1,392 -22,39 12,7 RWE 37,71 0,37 37,6545 35,39 55,22 -27,33 21/04/11 19.737,6 S SABAF 18,17 5,03 17,9005 17 25,3 -28,72 23/05/11 209,6 SADI SERVIZI INDUSTR 0,3035 3,06 0,2957 0,285 0,4 -11,9 06/06/11 28,1 SAES GETTERS 8,56 -0,12 8,5175 6,795 8,8 23,34 26/04/11 125,6 SAES GETTERS RSP 5,12 2,09 5,1023 4,882 6,18 2,4 26/04/11 37,8 SAFILO GROUP 9,885 -0,1 9,9084 9,15 13,72 -25,73 12/05/08 561,7 SAIPEM 37,16 -0,35 37,3708 33,56 38,52 0,87 23/05/11 16.397,8 SAIPEM RCV 36,4 - 36,4 35,01 39,25 -0,27 23/05/11 5 SALVATORE FERRAGAMO 12,2 - 12,1003 9,95 12,3 - 2.054,6 SANOFI 55,3 0,55 55,0436 46,25 56,15 13,76 16/05/11 72.748,6 SAP 42,13 1,13 41,8794 37,57 45,93 10,03 26/05/11 51.641,4 SARAS 1,499 0,6 1,4823 1,375 2,0225 -4,83 18/05/09 1.425,5 SAT 9,765 -2,06 9,8884 9,72 10,7 -4,45 23/05/11 96,3 SAVE 7,64 0,53 7,6265 7,12 8,1 -0,52 02/05/11 422,8 SCREEN SERVICE 0,4988 3,08 0,4923 0,4301 0,6395 -22,91 28/02/11 69,1 SEAT PAGINE GIALLE 0,0607 0,17 0,0618 0,0566 0,095 -26,6 21/05/07 117 SEAT PAGINE GIALLE RSP 1,41 3,68 1,41 0,725 1,7 71,95 19/05/08 1 SERVIZI ITALIA 6,07 -1,3 6,1035 5,75 7,35 2,36 02/05/11 98,3 SETECO INTERNATIONAL 0,299 - 0,299 0,299 0,299 - 7,8 SIAS 7,35 -0,27 7,3584 6,705 8,78 1,66 02/05/11 1.672,1 SIEMENS 93,2 -0,37 94,4364 86,5 99,2 0,22 26/01/11 85.203,8 SNAI 2,41 0,84 2,3672 2,254 2,7725 -10,91 24/07/00 281,5 SNAM RETE GAS 4,102 0,05 4,1055 3,6675 4,286 10,27 23/05/11 14.649 SOCIETE GENERALE 37,65 -1,8 39,11 32,95 52,1 -7,92 31/05/11 21.864,4 SOCOTHERM 1,425 - 1,425 1,425 1,425 - 28/05/07 54,9 SOGEFI 2,816 -0,78 2,8122 2,242 2,95 14,01 26/04/11 328,4 SOL 5,58 -2,11 5,6054 4,95 6,05 13,18 23/05/11 506,1 SOPAF 0,06 -3,07 0,0606 0,0575 0,0958 -21,36 25/05/08 25,3 SORIN 1,898 -0,94 1,8966 1,675 2,102 10,35 908,6 STEFANEL 0,557 -0,8 0,5637 0,468 0,66 13,56 08/05/06 47,1 STEFANEL RSP 166,7 - 166,7 166,7 166,7 - 08/05/06 0,3 STMICROELECTRONICS 6,455 0,7 6,4404 6,175 9,645 -17,93 22/08/11 5.877,6 T TAMBURI 1,538 -0,13 1,5384 1,402 1,59 9,86 09/03/11 206,9 TAS 0,956 -1,54 0,9608 0,4932 1,45 45,51 05/05/03 39,9 TELECOM ITALIA 0,919 1,43 0,9228 0,8345 1,144 -4,96 18/04/11 12.321,9 TELECOM ITALIA RSP 0,7765 -0,64 0,7863 0,719 1,025 -4,37 18/04/11 4.679,3 TELECOM ITALIA MEDIA 0,2015 5,06 0,1995 0,1792 0,2397 -15,26 24/04/06 291,4 TELECOM ITALIA MEDIA RSP 0,3 3,09 0,3 0,28 0,4 -6,98 24/04/06 1,6 TELEFONICA 16,36 2,57 16,4433 15,48 18,61 -3,93 08/11/10 76.973,7 TENARIS 16,19 0,56 16,1927 15,19 18,51 -11,77 20/06/11 19.112,9 TERNA 3,15 1,42 3,1332 3,008 3,476 -0,32 20/06/11 6.331,5 TERNIENERGIA 3,05 0,46 3,0557 2,7 3,78 -12,86 09/05/11 84,9 TESMEC 0,5135 1,48 0,5107 0,4476 0,712 -20,39 23/05/11 55 TISCALI 0,064 1,11 0,0649 0,0594 0,0896 -20,4 119,1 TOD'S 93,65 -0,37 94,0006 71,95 96,55 26,73 23/05/11 2.866,6 TOSCANA FINANZA 1,699 -1,05 1,6865 1,436 1,72 16,53 52 TOTAL 39,48 1,02 39,3051 37,87 45,62 -1,91 23/05/11 93.639 TREVI 9,515 1,01 9,4882 8,71 11,34 -11,73 11/07/11 609 TXT E-SOLUTIONS 9,135 0,11 9,2785 5,37 9,5 70,43 08/05/06 23,8 U UBI BANCA 3,724 -3,02 3,8523 3,278 7,3746 -39,29 23/05/11 3.358,1 UNI LAND 0,504 - 0,5019 0,49 0,53 -0,88 12/05/08 80,5 UNICREDIT 1,318 -4,56 1,3663 1,133 1,997 -14,86 23/05/11 25.403,5 UNICREDIT RSP 1,841 -1,55 1,8539 1,6 2,15 -2,13 23/05/11 44,6 UNILEVER 22,9 0,44 22,9 20,96 23,84 -3,62 09/02/11 39.267,3 UNIPOL 0,3576 2,23 0,359 0,3089 0,5475 -22,51 24/05/10 756,1 UNIPOL P 0,2825 0,71 0,2842 0,2469 0,419 -21,42 24/05/10 367,9 V VALSOIA 4,35 0,23 4,3234 4,14 4,78 3,57 09/05/11 45,5 VIAGGI DEL VENTAGLIO 0,1376 - 0,1376 0,1376 0,1376 - 04/03/02 20 VIANINI INDUSTRIA 1,228 - 1,2045 1,2 1,52 -4,14 23/05/11 37 VIANINI LAVORI 3,904 -3,32 3,9224 3,9 4,64 -1,91 23/05/11 171 VITTORIA ASS 3,638 2,48 3,6713 3,48 4,11 2,48 16/05/11 245,1 VIVENDI 17,37 0,06 17,37 16,76 22 -13,67 05/05/11 20.326,5 W W CAMFIN 11 0,0678 4,79 0,0664 0,0554 0,0838 5,94 05/05/11 20.326,5 W ERGYCAPIT 16 0,089 - 0,0893 0,0822 0,1478 -30,47 05/05/11 20.326,5 W GABETTI 13 0,0233 - 0,0224 0,021 0,0982 -72,91 05/05/11 20.326,5 W INTERPUMP 12 0,82 - 0,8212 0,632 0,853 30,37 05/05/11 20.326,5 W PRI 2013 2,03 - 1,8506 1,2 3,2 28,89 05/05/11 20.326,5 W RGINORI 2013 0,0164 -1,2 0,0132 0,005 0,0265 21,48 05/05/11 20.326,5 W TISCALI 14 0,0016 - 0,0017 0,0015 0,0025 -27,27 05/05/11 20.326,5 W UAI 2011-2015 - - - - - - 05/05/11 20.326,5 WARR AEDES 2009-2014 0,0187 5,06 0,0183 0,0178 0,0489 -54,28 05/05/11 20.326,5 WARR BPM 09-13 0,48 9,09 0,4997 0,364 1,2 -59,97 05/05/11 20.326,5 WARR CREVAL 2014 0,134 -5,63 0,1317 0,0961 0,275 -44,17 05/05/11 20.326,5 WARR ERGYCAPITAL 11 0,017 - 0,017 0,0155 0,0295 -38,18 05/05/11 20.326,5 WARR FIRST CAPITAL 2013 - - - - - - 05/05/11 20.326,5 WARR IKF 10-14 - - - - - - 05/05/11 20.326,5 WARR INTEK 2011 0,0113 - 0,0113 0,011 0,029 -53,88 05/05/11 20.326,5 WARR ITALY1 0,4707 -28,63 0,5377 0,37 0,789 - 05/05/11 20.326,5 WARR KME 09-11 0,0065 - 0,0064 0,004 0,0174 -54,23 05/05/11 20.326,5 WARR KRE 09-12 0,012 - 0,012 0,012 0,024 -48,94 05/05/11 20.326,5 WARR MADE IN ITALY 1 - - - - - - 05/05/11 20.326,5 WARR MERIDIE 11 0,0055 -1,79 0,0054 0,005 0,0179 -69,1 05/05/11 20.326,5 WARR PIERREL 08-12 0,068 - 0,068 0,068 0,25 -68,95 05/05/11 20.326,5 WARR RETELIT 08-11 0,083 - 0,087 0,0303 0,1711 72,92 05/05/11 20.326,5 WARR TAMBURI 2013 0,1475 - 0,1523 0,0731 0,51 -32,95 05/05/11 20.326,5 WARR UNIPOL PRV 2013 0,0141 -7,84 0,015 0,0116 0,0249 -37,61 05/05/11 20.326,5 WARR UNIPOL 2013 0,014 3,7 0,0143 0,0099 0,0243 -39,66 05/05/11 20.326,5 Y YOOX 12,82 -0,93 12,8608 8,15 13,32 33,26 679,1 YORKVILLE BHN 2,68 -1,47 2,6846 2,548 5,35 -51,01 18/03/93 2,6 Z ZIGNAGO VETRO 5,39 0,56 5,4373 4,8375 5,69 12,76 09/05/11 431,2 ZUCCHI 1,248 -0,72 1,2529 0,4445 1,569 168,39 01/08/05 30,4 ZUCCHI RSP 0,8355 -2,85 0,8619 0,469 1,15 65,45 19/05/08 2,9 AZIONI PREZZO VAR% PREZZO MINIMO MASSIMO VAR% PR. UF. DIVIDENDO CAPITALIZZAZIONE RIF. EURO SU PR. RIF. UFF. EURO 2010/2011 2010/2011 DAL 30/12/10 DATA (MLN/EURO) AZIONI PREZZO VAR% PREZZO MINIMO MASSIMO VAR% PR. UF. DIVIDENDO CAPITALIZZAZIONE RIF. EURO SU PR. RIF. UFF. EURO 2010/2011 2010/2011 DAL 30/12/10 DATA (MLN/EURO) AZIONI PREZZO VAR% PREZZO MINIMO MASSIMO VAR% PR. UF. DIVIDENDO CAPITALIZZAZIONE RIF. EURO SU PR. RIF. UFF. EURO 2010/2011 2010/2011 DAL 30/12/10 DATA (MLN/EURO) Mercato Azionario FLU ITEN ITAL IA SpA 20016 Pero (Milano) Italy Via L. da Vinci 14 Tel. +39 02. 339403.1 Fax +39 02. 3538641 E-mail: info@fluiten.it www.fluiten.it Le tenute meccaniche FLUITEN devono assicurare che dalle macchine con alberi in rotazione, principalmente pompe ed agitatori, non ci siano fuoriuscite di prodotti che possono essere tossici, inquinanti e potenzialmente esplosivi. Funzionano quindi come dispositivi di sicurezza e devono garantire l'incolumità delle persone che operano sugli impianti oltre che proteggere l'atmosfera. 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15Sabato 23 luglio 2011ATTUALITÀ @ commenta su www.libero-news.it Il giorno del corteo a Genova La follia di chi santifica i violenti del G8 Dieci anni dopo giornali e tv giustificano i no global e condannano la polizia. Un incitamento ai manifestanti di oggi (...) un duplice rifiuto. A respingere la pubblicazione, è giusto ricordarlo in tempo di commemorazioni, furono rispettivamente Ezio Mauro e Ferruccio De Bortoli (ricordatevelo quando li sentirete evocare, come spesso fanno, minacce governative alla libertà di espressione). La profetica poesia si intitolava, incredibile ma vero, “Un morto a Genova” e descriveva con precisione impressionante (“C'è un morto per terra/come in guerra”) quanto sarebbe accaduto di lì a poco, ma evidentemente per quei prestigiosi giornaloni i giottini erano dei bravi ragazzi che avrebbero messo fiori nelle pistole dei poliziotti, alba di un mondo migliore che sarebbe sorto non appena il perfido Berlusconi, colpito da tanto spettacolo, si fosse spontaneamente dimesso. Sappiamo com'è andata a finire. Bene, dieci anni dopo siamo punto e a capo. Anche stavolta un povero cristiano legge i quotidiani e ne ricava che il mondo si divide fra buoni e cattivi e che i buoni sono sempre quelli che vogliono abbattere un governo democraticamente eletto mentre i cattivi sono sempre quegli altri, i democraticamente eletti. Oggi pomeriggio a Genova ci sarà il corteo del decennale che vorrebbe rappresentare la beatificazione definitiva di Carlo Giuliani, l'Uomo dell'Estin tore (mi rifiuto di chiamarlo ragazzo, come con molto compiacimento si continua a fare, per il semplice motivo che aveva ventitré anni compiuti, l'età in cui si può guidare una Ferrari da 335 chilometri all'ora, si può contrarre un mutuo per qualsiasi cifra, si può fare il sindaco del proprio Comune: insomma l'età in cui si è uomini, certamente giovani ma uomini). Come andrà a finire? Non sono Arbasino, sono felice di non possedere doti divinatorie, ma certo i giornali non sembrano avere imparato nulla e come allora soffiano obliquamente sul fuoco. Certo non dicono che bisogna spaccare la faccia ai carabinieri come stava allegramente facendo un sodale del Giuliani in piazza Alimonda (vi ricordate? Quello che aveva sfondato con una lunga asse il vetro del fuoristrada in trappola). Però danno grande spazio ai variamente farneticanti Giuliani (padre) e Giuliano (Pisapia), mai arginati da adeguato contraddittorio, e a chiunque da internet o da video straparli di “stato di polizia”, ad esempio il giornalista britannico Mark Covell ripreso dal Fatto come fosse un Cristo in croce. Quando il sindaco di Milano afferma contro ogni logica che Giuliani (figlio) minacciava il prossimo con un estintore perché desiderava «un mondo più democratico» io comincio a preoccuparmi: siccome per me un estintore è solo un oggetto utile a spegnere le fiamme, rischio la nomea di antidemocratico e una democratica estintorata sui denti. Le parole sono pietre e l'espressione “stato di polizia” suscita non il diritto bensì il dovere di ribellarsi, e con qualsiasi mezzo: perfino Tommaso d'Aquino, un Santo, un Dottore della Chiesa, nel caso di regime illegale autorizzava il tirannicidio. Pertanto dire “stato di polizia” significa avvicinarsi a dire che uccidere Berlusconi è giusto, rendiamoci conto. In un clima così pesante il Corriere non ci risparmia una propaganda editoriale tutta giulianista: promuove il libro gi-ottesco di Roberto Ferrucci e quello quasi altrettanto schierato del proprio Marco Imarisio, per il quale sono sufficienti titolo e sottotitolo “La ferita. Il sogno infranto dei no global italiani”. Chissà cosa pensa il carabiniere Mario Placanica di questi sognatori che prima lo hanno aggredito a sprangate poi gli hanno rovinato la vita a forza di processi. Ma forse la televisione pubblica, essendo pagata da tutti i cittadini compresi i tutori dell'ordine, offre una ricostruzione più equilibrata? Buonanotte. In Rai lo specialista dei fatti genovesi è Carlo Lucarelli, un altro che parla di «proteste pacifiche» (chissà se erano violente) e «morte di un ragazzo» (e dagli col ragazzo). Parole sbagliate, parole pericolose che certo ispireranno i partecipanti al corteo: non vorrei essere in divisa, oggi, a Genova. . DEVASTAZIONE CANCELLATA A distanza di dieci anni dai G8 di Genova arriva l'as soluzione per i manifestanti: dallo speciale di «Corriere.it» (a fianco) alle pagine di «Repubblica» (in basso) [Oly] L'ex vicesindaco di Milano De Corato attacca Pisapia: indecente assolvere Giuliani ::: MASSIMO COSTA MILANO «Pisapia stavolta ha superato il limite della decenza». Riccardo De Corato, deputato Pdl con una lunga militanza nel Msi prima e in An poi, è stato vicesindaco di Milano per quattordici anni. Poi, due mesi fa, il terremoto arancione ha riportato la sinistra al governo del capoluogo lombardo. Davanti agli elogi commossi di Pisapia per Carlo Giuliani, il giovane ucciso durante gli scontri al G8 di Genova 10 anni fa, De Corato sobbalza dalla sedia. Per il neosindaco rosso di Milano, Giuliani era «un ragazzo che sognava un futuro migliore per il nostro Paese». Addirittura, «lo Stato dovrebbe chiedere scusa per quello che è successo» Pisapia è stato l'avvocato della famiglia Giuliani. È il semplice sfogo di un legale? «Sono parole intollerabili. Giuliani ha assaltato una camionetta dei carabinieri con il volto coperto e un estintore in mano, mentre migliaia di black bloc mettevano a ferro e fuoco Genova. Pisapia come avvocato può difendere chi vuole, ha difeso perfino Ocalan, ma oggi si dimentica che lo Stato italiano è rappresentato anche da un sindaco come lui». In campagna elettorale non si era presentato come il sindaco di tutti? «Questa è una balla colossale. Lui è stato deputato di Rifondazione comunista, la sua area di riferimento è vicina alle tute bianche di Casarini che imperversavano al G8. Forse lo Stato, per lui, doveva scomparire e lasciare la città in mano ai manifestanti». Non si tratta di opinioni personali? «Dette da sindaco sono inaccettabili. Carlo Giuliani non è un martire né un eroe. Pisapia è un pubblico ufficiale, deve dire una volta per tutte da che parte sta. Se con le forze dell'ordine o con i black bloc. Pisapia non può nemmeno permettersi di tirare in ballo Sergio Ramelli». Il giovane dell'Msi ucciso a Milano dai militanti di Avanguardia Operaia nel 1975. «Ramelli venne colpito mentre stava legando il suo motorino sotto casa. Giuliani, invece, stava gettando un estintore contro delle divise. Sono due storie profondamente diverse». Perché su Cesare Battisti invece Pisapia è rimasto in silenzio? «È in eviden te imbarazzo. Purtroppo il suo mondo è quello dei centri sociali, gente che scende in piazza sfasciando i cassonetti di immondizia. La prossima volta che capiterà a Milano, voglio vedere se prenderà ancora le difese di queste persone». Pisapia è sindaco da due mesi. La rivoluzione è già cominciata? «Sulla sicurezza il suo credo è molto chiaro. Ha già rinunciato ai militari nelle periferie, raccontando la favola che saranno sostituiti dai vigili di quartiere. Ma i vigili di quartiere esistevano già, e non sono certo paragonabili alle pattuglie miste di soldati e poliziotti. Di questo passo, a Carlo Giuliani Pisapia darà anche il prossimo Ambrogino d'Oro». Riccardo De Corato Oly Il caso Padova Basta ipocrisie. Contro gli immigrati il Pd invoca l'esercito ::: MATTEO MION I rifornimenti di manodopera da Lampedusa al Veneto sono inarrestabili: 1.400 sono gli immigrati giunti nei comuni veneti da maggio. Nella ahimé comunista Padova i neo arrivati vanno per lo più a ingrossare le fila della delinquenza. L'altra notte la stazione della città del Santo è stata teatro di uno scontro tra bande di nigeriani e marocchini per il controllo dello spaccio di droga. Colli di bottiglia, spranghe e coltelli: tre feriti e tre arrestati che manco a dirlo sono stati rilasciati la mattina seguente dal magistrato di turno. La città veneta vive nel terrore le notti d'estate e sotto il palazzo comunale spacciano indisturbati i pusher africani. Fino a qui però nulla di nuovo, perché da anni il capoluogo patavino è schiavo della delinquenza di bande di immigrati che, sotto le giunte del compagno Zanonato, hanno proliferato sino a diventare padrone di intere zone. Il bivacco serale di tossici, sbandati e delinquenti è oramai la regola. I centri sociali menano le mani a piacimento e un paio di mesi orsono hanno mandato all'ospedale un esponente locale del Pdl. La verità novità sono quindi le dichiarazioni del primo cittadino «Le nostre leggi contro lo spaccio sono ridicole e le espulsioni sono effettuate solo a parole. Molti di coloro che vendono droga a Padova sono stati più volte arrestati, ma una normativa inefficace consente loro di essere fuori in poche ore. Non scontano la pena e non vengono espulsi dal territorio nazionale. Godono di un'impunità che vanifica il lavoro delle forze dell'ordine». Non sono al corrente, se finché scrivo Zanonato si sia iscritto a Forza Nuova, ma certo le sue affermazioni sono un attestato delle menzogne dietro cui lui e la sinistra si sono nascosti per anni. Finita l'era del buonismo, gli sceriffini rossi fanno la voce grossa. Patetico il tentativo di scaricare le responsabilità sul governo a frittata già fatta. La Bossi-Fini, additata dalla sinistra come una legge incivile, oggi è dagli stessi ritenuta troppo permissiva. Mi consola che a 30 km dalla mia disgraziata città la presidente della Provincia di Venezia abbia invece ottenuto risultati diametralmente opposti. La leghista Zaccariotto ha firmato insieme al ministro Maroni un'ordinanza che deroga alla normativa nazionale che non permette ai rifugiati di lavorare nel nostro Paese. Così tra qualche giorno nella città lagunare gli immigrati inizieranno a occuparsi di lavori di arredo, piccola idraulica e pulizia urbana senza gravare sui bilanci: percepiranno infatti i 46 euro comunque previsti dalle convenzioni internazionali per i richiedenti asilo. Appena fuori dalla laguna la Caritas segnala Treviso come esempio di migliore integrazione per gli immigrati. Ecco quindi un Veneto spezzato in due. Da una parte quello xenofobo, di centrodestra, fascista e cialtrone che predica legalità e conduce a un'integrazione reale degli immigrati perbene. Dall'altra il fallimento del buonismo progressista che ha venduto diritti, moschee e contributi per tutti e doveri per nessuno. Risultato? Tocca all'esecutivo centrale colmare le lacune del malgoverno locale dei compagni e così il ministro La Russa ha firmato ieri il provvedimento con cui aumenta del 50% il numero dei militari che pattugliano la città del Santo. Alla faccia di Pisapia... www.matteomion.com ::: segue dalla prima CAMILLO LANGONE .
18 @ commenta su www.libero-news.it Sabato 23 luglio 2011 Decolla (+19%) la banda larga di Vodafone Vodafone Italia chiude il primo trimestre al 30 giugno 2011 con ricavi da banda larga mobile e servizi multimediali in forte crescita (+18,9%) a 247 milioni. I ricavi da rete fissa sono aumentati dell'11,3% raggiungendo quota 236 milioni di euro, sostenuti dalla forte crescita dell'Adsl (+24,1% rispetto a giugno 2010) con il numero totale dei clienti di rete fissa che ha raggiunto 2.891.000, di cui 1.736.000 clienti della banda larga fissa, con un incremento del 25,7% rispetto a giugno 2010. Nel complesso i ricavi da servizi si contraggono dell'1,5% (a 2.060 milioni di euro) rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. A condizionare il risultato «la dinamica dei ricavi da servizi, la fragilità del mercato, la continua riduzione dei prezzi derivante dall'accesa competizione di mercato e l'impatto di interventi regolatori». I ricavi dati e messaggistica sono aumentati dell'11,5%, (573 milioni). I ricavi da banda larga mobile e servizi multimediali sono stati spinti dagli investimenti sui servizi, sulla copertura e sulla qualità della rete e dalla crescente diffusione degli smartphone che hanno raggiunto i 5,7 milioni, oltre che da iniziative commerciali di successo». MERCATINO Alta velocità: “Italo”di Ntv inaugura l'impianto di Nola ROTAIA La costruzione dell'impianto di manutenzione dei treni NTV è completata e ieri “Italo”, il primo treno della flotta NTV, che sta affrontando in Italia i test per l'omologazione, è entrato nel centro. «L'impianto di manutenzione», spiega una nota della società, «si trova a Nola nell'area del distretto Cis Interporto Campano, Vulcano Buono, ed è stato realizzato in soli 21 mesi, con un investimento interamente privato di 90 milioni di euro». Le officine di Nola, che saranno inaugurate ufficialmente nel prossimo mese di settembre, daranno lavoro a tempo indeterminato a 250 persone, in gran parte giovani». Insomma, comincia la grande sfida di Luca Cordero di Montezemolo alle Fs di Mauro Moretti. Arriva la pensilina solare con l'auto elettrica inclusa ECOCOMPATIBILE Miracoli degli accordi tra imprese compatibili. Estrima, azienda italiana che produce e distribuisce il quadriciclo elettrico a 4 ruote Birò, e Giulio Barbieri, azienda specializzata nella produzione di coperture per esterni in alluminio, hanno annunciato la nascita della prima stazione di ricarica con pannelli fotovoltaici per veicoli elettrici completa di 2 Birò: “Stop, charge and go”. La formula pensata dalle 2 aziende partner è composta da una pensilina Self-Energy (con inverter, blocco batterie di accumulo, 2 centraline di erogazione) abbinata a 2 Birò versione Urban, al prezzo complessivo di 29.990 + iva, installazione compresa. L'isola di ricarica completa di veicoli elettrici è stata pensata - spiega una nota congiunta delle due società - per pubbliche amministrazioni, arredo urbano, produttori e rivenditori di auto elettriche, società di noleggio veicoli elettrici, centri multiservizio e il mondo dell'industria in genere. Accordo Brambilla-Inpdap per il buono vacanza sociale TURISMO Pensionati, famiglie a basso reddito e portatori di disabilità iscritti all'Inpdap potranno soggiornare in località turistiche in tutta Italia utilizzando i buoni vacanze. Lo prevede l'ac cordo firmato dal ministro del Turismo, Michela Vittoria Brambilla, e dal presidente Inpdap Paolo Crescimbeni. I buoni vacanze si potranno spendere in strutture convenzionate contando su un contributo dello Stato e su una quota aggiuntiva di pari entità messa a disposizione dall'Inpdap. Bolloré resta Nella nuova Mediobanca Nagel è come Cuccia Pieni poteri al successore di Maranghi. Limite d'età per i manager ::: NINO SUNSERI Alberto Nagel assume tutti i poteri a Mediobanca. E' questa, in estrema sintesi, la conclusione dopo la lunga giornata di assemblee e riunioni in Piazzetta Cuccia. Alla fine emerge con chiarezza che il solo riferimento dell'azienda diventa il quaranteseienne manager che Vincenzo Maranghi aveva imposto come successore. Adesso Nagel avrà i poteri che, a suo tempo, avevano Cuccia e lo stesso Maranghi. Gli azionisti faranno un passo indietro. E' stato cancellato il blitz del 2002 che aveva portato alla scomparsa dell'eredità del fondatore. I poteri tornano ai manager. Esattamente come sempre accaduto in Mediobanca fin dalla fondazione. L'attac co contro Maranghi, orchestato nove anni fa dal governatore Fazio insieme a Profumo e Geronzi aveva proprio il compito di imporre la legge della proprietà azionaria. Ora si torna alle origini. Certo Enrico Cuccia era in condizione di dare ordini ai suoi azionisti (Banca Roma, Comit e Credito Italiano). Probabilmente Nagel non arriverà a tanto. Tuttavia ha ripristinato la memoria di Maranghi che si era giocato il mandato proprio sulla frontiera dell'indipendenza rispetto ai soci. Fino ad arrivare alla provocazione. Fino a soffiare il progetto del possibile collocamento della Ferrari cui si stava dedicando Profumo. Il mutamento di rotta diventa palese con la composizione del comitato nomine cui spetta tra l'altro, la designazione dei consiglieri per i cda di Generali, Rcs e Telco. Finora la scelta era di competenza di una squadra di tre manager e di tre soci, per l'esattezza Dieter Rampl, Marco Tronchetti Provera e Vincent Bolloré. D'ora in poi, invece, il comitato avrà solo cinque componenti: tre manager e due indipendenti. I tre manager sono Nagel, il presidente Renato Pagliaro e il direttore generale Saverio Vinci. Considerato il ruolo di Nagel come amministratore delegato è abbastanza evidente che, alla fine, la parola decisiva sarà la sua. Fra l'altro ha la possibilità di mantenere la poltrona per molto tempo. Ieri sono stati fissati i limiti d'età per la pensione: 75 anni (consiglieri), 70 anni (presidente) 65 anni (amministratore delegato). Infine la composizione del consiglio d'amministrazione con il raddoppio, da due a quattro, dei componenti indipendenti. In questa partita Nagel ha avuto come principale alleato Dieter Rampl che, in quanto presidente di Unicredit rappresenta l'azionista di riferimento (8,6%). E' diventato una sorta di ministro degli esteri di Piazza Cordusio dopo aver perso la partita con le fondazioni sulla successione a Profumo. Rampl aveva sponsorizzato Bruno Ermotti. Gli altri, invece, hanno imposto Federico Ghizzoni per segnare in maniera più marcata la discontinuità rispetto ala precedente gestione. Ora l'asse fra Rampl e nagel dovrà cimentarsi nella partita più complicata. vale a dire il dimagrimento del patto di sindaco di Mediobanca che raggruppa il 44,6% del capitale. Il desiderio del management è quello di far scendere la quota. Gli azionisti, per il momento, non la pensano così. Non a caso Vincent Bollorè ha ottenuto che Groupama irrobustisca la sua presenza nel parlamentino dei grandi azionisti in sostituzione di Santander che sta per uscire. Sembra di capire che, per il momento non accadrà nulla di rivoluzionario. I tempo forse non sono ancora maturi. Tuttavia è solo un rinvio. Non a caso il patto di sindacato resterà in vigore solo fino al 2013. INTESE ANCHE SULL'AFRICA L'Eni fa amicizia con la Cina Eni ha firmato un memorandum d'intesa con Sinopec, uno dei colossi energetici cinesi: «Quello firmato con Sinopec», ha spiegato l'ammini stratore delegato di Eni Paolo Scaroni, a margine di una visita in Cina, «è il primo Memorandum of Understanding ad ampio spettro dopo una serie di iniziative congiunte, come ad esempio lo sfruttamento del blocco 15/06 in Angola. L'accordo prevede di analizzare, insieme, tutta una serie di opportunità su collaborazioni future, in Cina e fuori dalla Cina». Il colosso energetico italiano ha individuato un «interesse delle compagnie cinesi a espandere la loro presenza, soprattutto in Africa, attraverso Eni». Proprio sul fronte cinese, Eni è particolarmente interessata allo shale gas (gas da scisti, ovvero metano contenuto nei sedimenti di scisti, il cui costo è diventato competitivo grazie ai nuovi metodi di estrazione sperimentati negli ultimi anni): «Lo shale gas ci sembra la grande opportunità cinese del momento», ha spiegato Scaroni - e penso che costituisca uno dei punti fondamentali per determinare il futuro del gas in Cina». CONCENTRATO Alberto Nagel, 46 anni, diventa in Mediobanca il solo riferimento dell'azienda, ovvero il manager che Vincenzo Maranghi aveva imposto come successore. Adesso Nagel avrà i poteri che avevano Cuccia e lo stesso Maranghi. Gli azionisti faranno un passo indietro. D'ora in poi il Comitato avrà soltanto cinque componenti: tre manager e due figure indipendenti (LaPresse )
24 Sabato 23 luglio 2011 Notti di vino & musica a Montalcino e Bolgheri L'estate del vino è in musica: dai grandi concerti di “Jazz & Wine in Montalcino” firmati dalla griffe del Brunello Castello Banfi, con “big” del calibro di Cinzia Tedesco in “Like Bob Dylan” e Elio (fino al 24 luglio; castellobanfi.com), ai prestigiosi appuntamenti di “Bolgheri Melody” all'arena Marchese Mario Incisa della Rocchetta a San Guido di Bolgheri, con Giorgio Panariello, Bryan Ferri e Gianna Nannini (fino al 7 agosto; bolgherimelody.com). Sondaggio sul vino dell'estate Quei tradimenti alle bollicine sotto l'ombrellone Otto eno-appassionati su dieci abbandonano i vini di sempre. È il trionfo di bianchi e spumanti I grandi vini si degustano al mare all'Happy Wine di Enoteca Italiana a Maiori (stasera) e Castiglione della Pescaia (3 agosto; enoteca-italiana.it) ed a “Vini al Mare” a Gustavino, in Enoteca Regionale Emilia Romagna a Riccione (27 luglio, enotecaemiliaromagna.it). Sempre vicino al mare, ma nelle cantine sarde, c'è“Ci nemadivino” (cinemadivino.net) e in Versilia, a Marina di Pietrasanta, “La Versiliana”, con tanti dibattiti sul wine&food (il lunedì; laversilianafestival.it). “Libera Terra”, l'asso ciazione di Don Ciotti [foto], è in festa a Firenze con incontri, concerti, spazi per bambini e i prodotti dei terreni confiscati alle mafie (fino al 26 luglio; liberaterra.it). Il 29 luglio al Gran Caffè & Ristorante Quadri a Venezia si brinda con Dom Pérignon per il “Symphonicity Tour” di Sting (caffequadri.it); alla cantina Selva Capuzza, a San Martino della Battaglia, cena-evento ricorda la Battaglia di Solferino (selvacapuzza.it). News & People La Cina non gradisce i prezzi del Bordeaux Solo gelato buono e soprattutto di tendenza Aussino Cellars, wine retailer più importante della Cina (200 punti vendita in 100 città), non ha gradito la corsa al rialzo dei prezzi dei Grand Cru di Bordeaux, e invece che sui vini del Médoc, ha deciso di puntare alla “rive droite”, su Pomerol, perché la corsa al rialzo è insostenibile, ma il fascino del Bordeaux sui cinesi è forte. Per volare bio bisogna friggere Combustibile per un Boeing dall'olio della frittura? Da fine luglio sarà realtà: i passeggeri della Thomson Airways voleranno da Birmingham a Palma di Maiorca su un jet alimentato con l'olio di cottura dei ristoranti, raffinato in Louisiana e mescolato al 50% con paraffina. A settembre toccherà a Klm-Air France gettarsi nella sfida. Il sommelier a casa Da sogno a realtà Inviando il codice sulle bottiglie di Pinot Grigio Valdadige Doc, Müller Thurgau Vigneti delle Dolomiti Igt, Chardonnay Trentino Doc, Cuvée di Pinot Veneto Igt o Prosecco Doc di Santa Margherita, via sms o sul sito della cantina, si può vincere un sommelier per una degustazione a domicilio dei migliori vini della griffe. Le grandi bottiglie si degustano al mare AGENDA a cura di WINENEWS a cura di WINENEWS Secondo una ricerca Eurisko-Igi (Istituto del Gelato Italiano) sono quasi 23 milioni gli italiani che consumano gelato fuori casa d'estate, mentre sono 6 milioni i fan sfegatati, tra “Branded ice cream”, 4,5 milioni di persone tra i 25 ed i 34 anni, e “New generation”, 2,8 milioni di giovani e giovanissimi tra i 14 ed i 19 anni. E-commerce e Bacco accoppiata vincente L'americano www.wine.com, l'inglese www.laithwaites.co.uk, il cinese www.boboqiu.com: ecco i migliori siti specializzati nella vendita di vino, canale di vendita sempre più importante e diffuso, secondo l'“e-Per formance Barometer” della Bordeaux Management School. L'Italia? Ai piedi del podio, con l'unico sito www.wineshop.it. Firenze è in festa per “Libera Terra” Nel “Tuscan Sun Festival”, musica e “Master's of Wine” con James Suckling (da D'Alessandro a La BraccescaAntinori), gusto a Il Borro da Ferragamo e con Frances Mayes (autrice di “Under the Tuscan Sun”), arte da D'Alessan dro (Cortona, 30 luglio-7 agosto; tuscansunfestival.com). Nelle cantine delle “Signore del Vino” di Sicilia (da Cottanera a Donnafugata, da Planeta a Masseria del Feudo) “Bacco incontra Venere” (fino al 13 agosto; ilcircuitodibacco.com). Tuscan Sun e sole di Sicilia NUOVA CAMPAGNA Alcol e cancro: avvertenze in etichetta? In Toscana arriva il miele del sindaco Arriva il “Miele del Sindaco”, ovvero il miglior vasetto tra tutti quelli prodotti nelle 42 Città del Miele d'Italia. L'originale concorso debutta in Toscana, a Montalcino (9-11 settembre) e la cornice è la “Settimana del Miele”, che da oltre 25 anni propone degustazioni, visite guidate, menu a tema e spettacoli. ROMA Avvertenze dei rischi per la salute sulle etichette degli alcolici come nelle sigarette, perché l'alcol, e non solo con l'abuso, può favorire i tumori, tanto che l'Iarc (Agenzia di Ricerca sul Cancro) lo ha inserito nel “grup po 1” delle sostanze cancerogene: è la richiesta di Assoutenti all'Autorità europea per la sicurezza alimentare, a Commissione e Parlamento Ue, Ministeri di Salute e Sviluppo Economico. Una “proposta-provocazio ne” che, in Italia, può sembrare una boutade, raccolta anche da Emanuele Scafato, direttore Osservatorio Alcol Istituto Superiore Sanità. Per il nutrizionista Giorgio Calabrese, che anche presidente dell'Onav: gli assaggiatori del vino, «studi scientifici dimostrano che l'alcol, in certe quantità, non solo non fa male, ma può far bene. Il fatto che l'Iarc lo inserisca in “fascia 1” è per richiamare l'attenzione sull'abu so, quello sì direttamente responsabile di patologie». «Prima di demonizzare un settore bisogna riflettere bene - ribatte Lamberto Vallarino Gancia, presidente di Federvini - studi dimostrano che piccole quantità di alcol, e soprattutto di vino, possono fare bene. Noi ci battiamo contro l'abuso che è il problema, ma lasciateci il piacere e il buono del vino». WINENEWS AFFARI IN CANTINA Mel Gibson acquista in Chiantishire MONTALCINO Se lo stato di salute di un comparto economico si vede dal denaro che riesce a far girare, quello del vino sta benissimo. Si tratta di rumors, ma Montalcino è ancora al centro di massicci investimenti: protagonista Colle Massari, l'azienda guidata da Claudio Tipa, zio di Ernesto Bertarelli, patron di Alinghi, due volte vincitore dell'America's Cup, il cui interesse per Poggio di Sotto, azienda top del Brunello (di proprietà di Piero Palmucci), pare vicino a diventare un'acquisizione definitiva. Un affare, per i ben informati, per una cifra compresa tra i 10 e i 15 milioni di euro. E per un'azien da che passa di mano in Toscana, una che finisce in mani toscane. La friulana Attems è ormai totalmente di proprietà di Marchesi de' Frescobaldi, che da anni ne deteneva il paccheto di maggioranza. E mentre Mel Gibson potrebbe essere il prossimo vip conquistato dal Chiantishire, da non dimenticare, Tenimenti Angelini che punta ad entrare nella top 20 dei produttori italiani con un'azienda veneta e un marchio di Barolo, e Contratto, gigante delle bollicine piemontesi, passato a La Spinetta dei fratelli Rivetti. Insomma è un periodo di grandi affari (immobiliari) in cantina. WINENEWS Se è vero che l'estate è la stagione prediletta dagli italiani per le “avventure”, non c'è dubbio che sia la cornice ideale anche per le infedeltà a tavola: l'84% degli enoappassionati “tradisce”i vini che beve abitualmente in favore di nuove, sconosciute e più seducenti etichette, scovate in particolare nei luoghi dove si trascorrono vacanze. E se in inverno si bevono prevalentemente vini rossi (61%), in estate vincono decisamente i bianchi (42%) e le bollicine (33%). Sono i risultati di un sondaggio di www.winenews.it e Vinitaly (www.vinitaly.com), evento di riferimento dell'enologia internazionale, al quale hanno risposto oltre 1.300 enonauti, ovvero amanti di vino e internet. Sono in maggioranza maschi (76%), il 45% di loro ha un'età compresa fra i 35 e i 50 anni, hanno un elevato titolo di studio (l'85% ha conseguito il diploma di scuola media superiore o la laurea) e godono mediamente di un buon livello socio-economico. Il bello delle vacanze, del resto, è proprio quello di stravolgere piacevolmente le proprie abitudini. E la scelta del vino da mettere in tavola non fa certo eccezione, tanto che l'84% degli enonauti dichiara che in estate ama cambiare. Il forte desiderio di cambiamento coinvolge sia i marchi, sia le tipologie: ben il 93% afferma di non rimanere fedele a nessun marchio, a fronte di un 7% che invece si affida comunque ad uno stesso brand di riferimento. Ma nei mesi caldi a mutare sono soprattutto le tipologie scelte: nel resto dell'anno la parte del leone la fanno i vini rossi, scelti dal 61% degli appassionati, insieme ad un 19% che beve prevalentemente bianchi, un 17% che preferisce le bollicine ed un 3% che si orienta sui rosati. In estate queste percentuali subiscono una radicale mutazione: il 42% degli eno-appassionati versa nel bicchiere vini bianchi, il 33% sceglie le bollicine, il 18% preferisce i rosati (una tipologia che registra una crescita esponenziale), mentre i rossi, bevuti solo dal 7%, vengono saggiamente riservati a più adatte temperature. Per le loro liaisons dangereuses nel bicchiere, gli eno-appassionati si orientano sui vini scovati nei luoghi in cui vanno in vacanza: al mare o in montagna, in agriturismo o nei centri d'arte, sono i vitigni del territorio, spesso introvabili nella propria enoteca o supermercato abituale, ad esercitare un fascino irresistibile, anche perché sono proprio i vini autoctoni il migliore abbinamento con la cucina locale. Solo il 3% degli enonauti in vacanza beve le stesse etichette di sempre, contro una maggioranza schiacciante del 78% che invece sperimenta i vini del territorio. Ma cosa mettono in valigia gli eno-appassionati prima di tornare a casa? Il 49% acquista vino del territorio, il 40% si orienta su salumi, formaggi, pasta e prodotti tipici, mentre l'11% sceglie oggetti di artigianato. WINENEWS Calici al sole Olycom TENUTA LE MORTELLE Antinori in Maremma con il vino a chilometro zero Non solo bottiglie di culto dai terroir più famosi - dal Tignanello e Solaia nel Chianti al Brunello di Montalcino, passando dal Guado al Tasso a Bolgheri al Cervaro della Sala in Umbria - ma, in una delle mete turistiche più famose, soprattutto in estate, alla Fattoria “Le Mortelle” a Castiglione della Pescaia in Maremma, Antinori si scopre a “Km 0”. Qui, con il mare alle spalle, non solo si degustano etichette e si visita la cantina che guarda al rispetto per l'ambiente, ma è possibile acquistare, oltre ai vini della Maremma firmati Antinori, anche la frutta da agricoltura biologica (pesche, susine, albicocche, pere, fichi e mirtilli) che proviene dai 15 ettari di frutteti della Tenuta, come vuole la migliore tradizione di Maremma. Un esempio di agricoltura integrata con il turismo.
32 Sabato 23 luglio 2011 6.45 Unomattina Estate Weekend. Condotto da Gianni Milano e Ingrid Muccitelli 10.35 Un ciclone in convento “Pazzo di gelosia” con Fritz Wepper 11.25 Don Matteo 7 “La cattiva strada” “Un'amabile chiacchierata” con Terence Hill 13.30 TG1 14.00 Linea Blu “Ricordi dalle Isole Minori” 15.30 Quark Atlante - Immagini dal pianeta “Il grande spettacolo della natura - Il ritorno dei salmoni” 16.05 Overland 12: Nel cuore dell'Africa Nera “Etiopia” 17.00 TG1 17.15 A sua immagine “Il Santuario di San Michele” 17.55 Dreams Road 2010 “Marocco 2” 18.50 Reazione a catena 20.00 TG1 - Rai TG Sport 20.35 DA DA DA 21.10 SuperCinema Sissi, la giovane imperatrice (Biografico, 1956) con Romy Schneider, Karlheinz Böhm. Regia di Ernst Marischka. 23.30 Il giudice ragazzino (Drammatico, 1994) con Giulio Scarpati, Sabrina Ferilli. Regia di Alessandro Di Robilant. 1.00 TG1 Notte - Che tempo fa 1.15 Cinematografo Estate. Con Gigi Marzullo. Rai 4 20.20 Desperate Housewives “Pioggia” con Teri Hatcher 21.10 Medium “A caccia di anime” “Il ritorno del capitano Push prima parte” con Patricia Arquette 22.40 The Alphabet Killer (Azione, 2008) con Eliza Dushku, Cary Elwes. Regia di Rob Schmidt. 0.10 The opposite of sex - L'esatto contrario del sesso (Commedia, 1998) con Martin Donovan, Christina Ricci. Regia di Don Ross. Rai Storia 20.45 Come eravamo “Super 8 - Il sogno garibaldino” 21.00 Dixit Guerra “Estati di sangue: Bombardare Roma” 22.00 Dixit Guerra “Estati di sangue: Bottino di Guerra e intervista a Camilleri sullo sbarco in Sicilia” 23.00 Res Tore “40 anni fa, una nazione in Tv - Nuove consapevolezze: 1971” Iris 21.05 Cane e gatto (Commedia, 1982) con Bud Spencer, Tomas Milian. Regia di Bruno Corbucci. 22.55 Non prendere impegni stasera (Commedia, 2006) con Luca Zingaretti, Giorgio Tirabassi. Regia di Gianluca Maria Tavarelli. 0.45 Codice 46 (Fantascienza, 2003) con Tim Robbins, Togo Igawa. Regia di Michael Winterbottom. Class Tv Msnbc 7.00 Il meglio di Primo Tempo 11.30 Capital. La Sfida “Pasquale Natuzzi” 14.00 Ride&Drive 19.00 Avatar “Mare nostro”. Condotto da Alessandro Cecchi Paone 21.00 Caught on Camera “Teens gone wild” 22.00 Caught on Camera “Buried man” MTV 10.00 Da Los Angeles MTV Movie Awards 2011 - Main Show (R) 12.00 My Life as Liz 13.00 Il Testimone Vip 14.00 Speciale MTV News 15.00 Prima tv Audrina 16.05 The Family Terry Crews 17.05 Teen Mom 2 18.05 Coca-Cola Lip Dub At MTV 19.05 Hard Times cono 20.00 I Used to Be Fat 21.05 My Super Sweet World Class 22.00 My Super Sweet Blingest Bash Countdown 23.00 Blue Mountain State 0.00 Valemont - The Movie (Horror, 2010) con Kristen Hager, Jessica Parker Kennedy. Deejay Tv 13.55 Deejay TG 14.00 Shuffolato 15.00 Summer Hits 15.55 Deejay TG 16.00 Rock Deejay - Rotazione 17.00 Summer Hits 18.00 Best of DVJ Summer 18.55 Deejay TG 19.00 24/7 20.00 The Club 21.00 Motherboard 21.30 DJ Stories 22.30 DVJ 0.30 The Club 1.30 Deejay Night Canale Italia 8.30 La Mattina con Canale Italia 11.30 Bianco Rosso e Verde 11.55 Meteo 12.00 CantaItalia 14.00 Shopping in TV 20.30 Tg Canale Italia 20.50 Meteo 21.00 Cantando e Ballando 23.25 Meteo 23.30 Break The Bank. 7 Gold 7.00 La saga dei McGregor 8.00 TG7 12.30 TG7 - Sport 14.30 Pomeriggio con Casalotto 0.30 Odeon 24: Controvento Telelombardia 7.00 Shopping in Poltrona 19.45 Qui Studio A Voi Stadio 23.00 Io tubo 23.30 Apriregione 23.45 Eros graffiti 23.50 Bunga Bunga 0.15 Shopping in Poltrona Antenna 3 7.00 Shopping in Poltrona 19.00 Tantasalute 19.45 Io tubo 20.15 Le ricette di Giorgia 20.30 O la va o la spacca. 23.00 Azzurro Italia Notte 0.00 Bunga Bunga 0.30 Shopping in Poltrona TelePadania 20.30 Agenda Padana 21.35 Pubblicità 21.40 L'angolo della mente 22.00 Made in Padania 21.40 TG Politica RAI UNO 8.55 Rebelde Way 9.40 Serious Season Andes. 10.15 Sulla via di Damasco 10.50 Quello che... Regioni “Viaggio alle Eolie” 11.30 Il nostro amico Charly con Ralph Schicha 12.10 La nostra amica Robbie 13.00 TG2 13.30 Sereno variabile estate 13.45 Pit Lane (Dir.) 14.00 Automobilismo, Mondiale F1 2011 Gran Premio di Germania: qualifiche (Diretta) 15.30 Prima tv Rai Squadra Speciale Lipsia con Marco Girnth 16.15 Prima tv Rai Squadra Speciale Stoccarda con Astrid M. Fünderich 17.00 Sea Patrol con John Batchelor 17.45 Prima tv Rai Due uomini e mezzo con Charlie Sheen 18.00 TG2 L.I.S. - Meteo 2 18.05 Crazy Parade 18.45 Primeval 19.30 Squadra Speciale Cobra 11 “Sequestro” con Erdogan Atalay 20.25 Estrazioni del Lotto 20.30 TG2 - 20.30 21.05 Prima tv - Nel segno del giallo Ogni libro ha i suoi segreti (Thriller, 2008) con Crystal Bernard, Vincent Spano. Regia di Armand Mastroianni. 22.30 Brothers and Sisters “Scelte di vita” con Sally Field 23.15 TG2 - TG2 Dossier 0.20 TG2 Storie - I racconti della settimana RAI DUE 8.30 A ruota libera “Distanza di sicurezza e distacco - Trieste” 8.50 A ruota libera “Vita da vigile - Eccesso di velocità” 9.00 La diligenza per l'Ovest (Western, 1936) con John Wayne. Regia di Mack V. Wright. 9.55 Speciale Franco e Ciccio 10.00 Il giorno più corto (Commedia, 1963) con Franco Franchi, Ciccio Ingrassia. Regia di Sergio Corbucci. 11.30 Magic Circus Show 12.00 TG3 - Sport Notizie Meteo 3 12.15 TGR Il Settimanale 12.45 La Grande Storia Magazine 14.00 TG Regione - Meteo 14.20 TG3 - Meteo 3 14.45 Ciclismo, Tour de France 20a tappa: (Diretta) 17.55 Un caso per due “Morte di una modella” con Klaus Theo Gortner 18.55 Meteo 3 - TG3 19.30 TG Regione - Meteo 20.00 Blob presenta Vota Antonio 20.15 Prima tv I misteri di Murdoch “Rapimento e riscatto” con Yannick Bisson 21.00 Cinematre Le quattro giornate di Napoli (Drammatico, 1962) con Gian Maria Volontè, Aldo Giuffrè. Regia di Nanni Loy. 23.10 TG3 - TG Regione 23.30 Ultima puntata Un giorno in Pretura RAI TRE 6.00 Prima Pagina 7.55 Traffico - Meteo 5 8.00 TG5 Mattina 8.50 Superpartes 9.40 Prima tv Sophie “Un luogo sicuro” 11.00 Forum 13.00 TG5 - Meteo 5 13.40 Al di là del Lago “L'uomo con la camicia scozzese” 16.00 Concerto per mio figlio (Drammatico, 2005) con Erol Sander, Barbara Wussow. Regia di Udo Witte. TGCom - Meteo 5 (all'interno) 18.00 Sarà perché ti amo (Commedia, 2008) con Sophie Marceau, Dany Boon. Regia di Pascale Pouzadoux. TGCom - Meteo 5 (all'interno) 20.00 TG5 - Meteo 5 20.40 Paperissima Sprint 21.20 Ciao Darwin 6 La regressione Il Lato oscuro Conduce Paolo Bonolis con Luca Laurenti 0.00 Prima tv United States of Tara “Yes” “Guai in vista” 1.00 TG5 - Meteo 5 Notte 1.30 Paperissima Sprint (Replica) 2.10 La banda (Azione, 2001) con Edoardo Leo, Ivan Lucarelli. Regia di Claudio Fragasso. TGCom - Navigare Informati (all'interno) CANALE 5 7.00 Baywatch “Uomo di ferro” 7.55 Cartoni animati 10.20 TV Moda 11.00 Prima tv True Jackson, VP “L'appuntamento” “Il bel bibliotecario” 11.55 Prima tv Sonny tra le stelle “Sonny tra le note” 12.25 Studio Aperto - Meteo 13.00 Studio Sport 13.40 Prima tv Detective Conan “Sulle tracce di una foto - 2a parte” 14.10 4 amiche e un paio di jeans (Commedia, 2005) con Amber Tamblyn, Alexis Bledel. Regia di Ken Kwapis. 16.40 The Clique (Commedia, 2009) con Elizabeth McLaughlin, Ellen Marlow. Regia di Michael Lembeck. 18.10 Bugs Bunny 18.30 Studio Aperto - Meteo 19.00 Bugs Bunny 19.10 Dennis la minaccia (Commedia, 1993) con Walter Matthau, Joan Plowright. Regia di Nick Castle. 21.10 Il re scorpione (Avventura, 2002) con The Rock, Steven Brand. Regia di Chuck Russell. 22.50 Motociclismo, Motomondiale 2011 GP Stati Uniti: Prove Classe MotoGP (Diretta) 0.05 Windfall - Pioggia infernale (Azione, 2001) con Casper Van Dien, Robert Englund. Regia di Gerry Lively. ITALIA UNO 6.30 Mediashopping 7.20 Vita da strega “Lo stregone Alonso” 7.50 Kojak “Ancora una volta insieme” 8.30 Navigare Informati 8.35 Vivere meglio (Replica) 10.00 Parole crociate 10.25 Giudice Amy “Strani eventi” 11.30 TG4 - Meteo Vie d'Italia notizie sul traffico 12.00 Più forte ragazzi “Sammo la bomba” 13.00 Distretto di Polizia 3 “Morte in diretta” 13.50 Poirot “Omicidio perfetto” “Furto di idee” 15.45 Detective Monk “Il sig. Monk e il Cobra” “Il sig. Monk e l'elezione” 17.50 Life Diaries - Pillole 18.00 Magnifica Italia 18.05 Navigare Informati 18.10 Pianeta mare 18.55 TG4 - Meteo 19.35 Ieri e oggi in tv 20.15 Siska “La seconda morte” 21.30 Prima tv Law & Order - Criminal Intent “L'assassino della porta accanto” “Doppio inganno” 23.20 Prima tv Law & Order - Unità Speciale “Processo per stalking” 0.10 Prima tv 24 “Stagione 8: dalle 4.00 alle 5.00” “Stagione 8: dalle 5.00 alle 6.00” 1.50 TG4 Night News RETE QUATTRO LA 7 LE ALTRE EMITTENTI 15.15 Salvadenaro 18.00 I Balloonari 18.30 The horsemen 19.00 TG7 - Sport 20.00 Casalotto 20.30 TG7 Sport 21.10 Il cucciolo (Drammatico, 1946) con Gregory Peck. Regia di Clarence Brown. 23.35 CNR TV News 23.45 Diretta Stadio... Notte Sport 0.25 The collector con Chris Kramer Odeon 8.00 Odeon 24: A come Alpi... 8.30 Odeon 24: Con i piedi per terra 20.00 Italia oh!. 20.30 Controvento 21.00 Rebus, questioni di conoscenza. 22.30 Safe Drive 23.00 Odeon 24: Blu Sport 23.30 Odeon 24: L'altra Televisione 6.00 TGLa7 - Meteo - Oroscopo - Traffico Informazione 7.00 Omnibus TG La7 (all'interno) 9.55 Bookstore 11.05 Il meglio di Prossima Fermata 11.40 Ultime dal cielo “L'ultimo treno” “Lo straniero” Con Kyle Chandler, Shanesia DavisWilliams 13.30 TG La7 13.55 Dio vede e provvede “Sei suore e un bebè” 15.55 La presidentessa (Commedia, 1977) con Johnny Dorelli, Mariangela Melato. Regia di Luciano Salce. 18.00 L'uomo ombra (Fantasy, 1994) con Alec Baldwin, John Lone. Regia di Russell Mulcahy. 20.00 TG La7 20.30 Chef per un giorno (Replica) 21.30 New Tricks “Scherzi pesanti” “Morte naturale?” “La cava maledetta” Con Alun Armstrong, James Bolam 0.30 TG La7 0.40 M.O.D.A. Conduce Cinzia Malvini 1.25 Il ratto delle Sabine Il professor Trombone (Commedia, 1945) con Clelia Matania, Carlo Campanini. Regia di Mario Bonnard (Tanio Boccia). 3.00 La7 Colors SPETTACOLI TV a cura di Giorgio Carbone I CONSIGLI DELLA GIORNATA Raitre ore 21 Le quattro giornate di Napoli Un buon esempio di cinema “resistenziale” molto in voga nei primi anni 60. Il 28 settembre 1943 Napoli si rivoltò contro gli occupanti nazisti. Tra i rivoltosi Lea Massari e Volontè. Raiuno ore 21.10 Sissi la giovane imperatrice Continuano i sabati di Raiuno dedicati alle case reali. Nel secondo episodio di “Sissi” l'impera trice bavarese ha un imprevisto successo presso le ostili popolazioni italiane. Canale 5 ore 21.20 Ciao Darwin 6 Continuano le repliche delle puntate più indovinate dello show di Bonolis. Oggi le squadre sono capeggiate da Floriana Secondi (“Grande fratello) e Costantino della Gherardesca Raitre ore 23.30 Un giorno in pretura Stasera ultima puntata stagionale della trasmissione curata da Roberta Petrelluzzi (nella foto). Saranno rievocate le vicende giudiziarie seguite ai fatti del G8 di Genova del 2001.
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