12 Domenica 2 ottobre 2011 PRIMO PIANO @ commenta su www.libero-news.it LE COLPE «Fallito nel 1998 l'ultimo tentativo di mettere ordine nel sistema politico-costituzionale, nessuno ha più ripreso il filo del discorso. Men che meno il centrodestra» il futuro del centrodestra IL PARERE DRegioni autonome come in Austria Sono un leghista da sempre, ma la gente è stufa di pagare tasse a fondo perduto. Bisogna che le regioni siano autonome a livello provinciale, come accade in Austria e in altri Paesi, dove ci sia un controllo dei soldi dei contribuenti, su come vengono investiti e gestiti, dal nord al sud. Serve anche un controllo fiscale: in Italia chi paga le tasse, come il sottoscritto, le paga anche per chi non paga, e questa storia deve finire. Roberto Locarni e.mail Un censimento per il presidenzialismo Il presidenzialismo è ciò che serve a questa impantanata penisola. Fin tanto che un governo non può governare perché distratto da poteri troppo forti non potrà mai esercitare il proprio diritto e dovere. Politici e pm in tale bailamme ci sguazzano. A loro non interessano le sorti del Paese, ma soltanto mantenere il potere che con una repubblica presidenziale non potrebbero avere. Dobbiamo contarci e se necessario allestire gazebo in ogni città. Enrico e.mail Riappropriamoci anche della cultura Il centro destra dovrebbe avere il coraggio di sfidare le corporazioni e fare piazza pulita di ordini e protezionismi, liberalizzando, semplificando e permettendo agli italiani di lavorare senza i mille lacci che oggi rendono a chi è onesto la vita impossibile. Dovrebbe liberare l'Italia anche della pletora di statali inutili, e liberarsi sia della vecchia destra nostalgica che dei cattolici integralisti per approdare ad un concetto moderno di destra, appropriandosi anche di alcuni validi cavalli di battaglia della sinistra, quali l'ecologia, le reti sociali, la valorizzazione della ricerca. E soprattutto riscoprire il valore della cultura, senza lasciarne il monopolio alla sinistra. Massimo Soldati e.mail Blocco immigrazione e sovranità monetaria Il nuovo centrodestra di Berlusconi e Bossi (o meglio di Alfano e Maroni) deve essere anche destra, oltre che centro. Le mie proposte per rilanciare la coalizione nel segno di una rivoluzione conservatrice e federalista sono il blocco dell'immigrazione (chiusura delle frontiere e inizio di un graduale e umano rimpatrio) e la sovranità monetaria (nazionalizzazione di Bankitalia e ritorno alla moneta nazionale, riappropriandoci di quella sovranità politico-economica della quale Prodi e Ciampi ci hanno privato). Valerio Zinetti e.mail Gaetano Quagliariello Riformiamo la giustizia Non serve solo a Silvio ::: GAETANO QUAGLIARIELLO* Caro direttore, fra i dieci punti indicati da Libero non ho dubbi su quale sia la priorità: la riforma della giustizia penale, alla quale aggiungerei un riequilibrio strutturale nel rapporto fra giustizia e politica. Non perché altri temi non siano altrettanto urgenti. Ma semplicemente perché la legittimazione di una classe politica a governare in virtù della sua investitura democratica è precondizione necessaria affinché di tutto il resto ci si possa occupare con speranza di successo. So che la mia scelta è impopolare: da molti anni il centrodestra è impegnato nel tentativo (fin qui vano) di fronteggiare un attacco concentrico, sfrontato e senza regole, di mettere ordine in un sistema penale ormai in preda all'arbitrio, di restituire alla nostra fragile democrazia l'equilibrio travolto dal crollo violento della prima repubblica; e di fronte alla morsa della crisi economica mondiale è comprensibile che i cittadini abbiano bisogno di sentir parlare d'altro, di sapere che in cima ai pensieri di chi li rappresenta e li governa ci siano il lavoro, il fisco, il welfare, il taglio agli sprechi. Ma proprio gli avvenimenti di questi giorni hanno dimostrato ancora una volta che una politica commissariata dall'iniziativa di una rumorosa minoranza di magistrati, spesso al di là e al di fuori della legge, rischia non dico di essere una politica impotente, ma certamente di apparire tale. L'attualità è gravida di esempi in tal senso. Nelle scorse settimane, mentre il governo e la maggioranza varavano in tempi record la più grande manovra economica nella storia repubblicana, il circuito mediatico e il dibattito pubblico venivano monopolizzati dalle ennesime “pi rotecniche” iniziative giudiziarie, offrendo a quegli stessi osservatori che la manovra avrebbe dovuto rassicurare una immagine di instabilità. Nel frattempo, in uno dei processi imbastiti contro il premier veniva falcidiata la lista dei testimoni della difesa, pur precedentemente ammessi, per giungere in ogni caso e “a porta vuota” a una sentenza di primo grado che dopo pochi giorni cadrà comunque in prescrizione. Si tratta dunque di “accanimento terapeutico” che fa sprecare soldi e tempo al solo fine di imprimere un marchio d'infamia: la “lettera scarlatta” sul curriculum politico di Silvio Berlusconi. Fu l'arresto della moglie del Guardasigilli ad opera di una Procura incompetente a decretare la fine del governo Prodi. E pochi giorni fa, alla Camera si è discussa una mozione di sfiducia verso un ministro “appeso” da otto anni alla stessa accusa con due richieste di archiviazione alle spalle, con l'ovvia deduzione che o per otto anni nelle istituzioni italiane ha circolato un delinquente, o per otto anni un innocente è stato tenuto sulla graticola. In entrambi i casi, la giustizia ha fallito. Di esempi se ne potrebbero fare ancora molti. Ma per tirare le somme, basti pensare alla storia di questa legislatura: una legislatura potenzialmente costituente, iniziata sotto i migliori auspici, ha bruscamente cambiato il suo corso con la bocciatura del lodo Alfano da parte della Corte Costituzionale e la ripresa della ”caccia all'uomo”, condotta al di là di ogni regola e in spregio ai fondamenti dello Stato di diritto. Sarebbe un errore fatale pensare che questo problema sia secondario o che riguardi solo una persona. Se si legittima l'abuso giudiziario per colpire Berlusconi, si mettono a repentaglio i diritti e le garanzie di ogni cittadino. Se si persegue la via giudiziaria alla lotta politica, nessun governo di nessun colore potrà più sottrarsi al giogo. Se si tollera che l'opinione pubblica debba formarsi nelle aule di un tribunale, ne va del diritto dei cittadini di scegliere liberamente una proposta politica per il governo del Paese, e anche del diritto di noi politici di essere giudicati per ciò che avremo o non avremo saputo fare. *Vicepresidente gruppo Pdl al Senato Gennaro Malgieri Cambiamo la Costituzione Tutto il resto verrà da sé ::: GENNARO MALGIERI Tra le priorità indicate da Libero per un rilancio del centrodestra, credo non vi siano dubbi che il tema delle riforme istituzionali prevalga di gran lunga su tutte le altre, che oltretutto dovrebbe contenerle. Si può dire che la rivisitazione della Costituzione, compresi alcuni punti della prima parte, è una necessità che a fronte delle emergenze istituzionali ed economico-sociali con le quali siamo alle prese non è più eludibile. Fallito mestamente l'ultimo tentativo di mettere ordine nel nostro sistema politico-costituzionale, con la Bicamerale presieduta D'Alema nel 1998, sembra che nessuno più abbia voluto riprendere il filo di un discorso bruscamente interrottosi, men che meno il centrodestra che più di qualunque altro soggetto sembrava aver sposato l'antica battaglia riformista che, per un lungo periodo, aveva provocato vicinanze suggestive tra missini e socialisti, pacciardiani e democristiani sturziani, settori liberali e perfino azionisti come Valiani. Poi è calato il velo. Si è proceduto a rabberciare la Costituzione con provvedimenti occasionali. La modifica del Titolo Quinto è l'esempio più clamoroso del fallimento delle politiche istituzionali di tutta la classe politica. Ci si sarebbe aspettati, negli ultimi quindici anni, che un progetto definito e concordato tra gli schieramenti approdasse all'approvazione delle Camere o, almeno, ci si provasse. Niente. Sordi e ciechi alla richieste della società, i reggitori (si fa per dire) dello Stato hanno preferito combattersi come armagnacchi e borgognoni, per dirla con Paul Valéry, trascurando, anzi calpestando, il bene comune a cui pure dicevano di volersi votare. Sicché tutto è frammentario, istituzionalmente insostenibile. Che dunque s'imponga quella che i politologi di un tempo definivano una “lotta per lo Stato”, senza la quale la stessa società priva di regole è destinata a sfiorire, è indubitabile. E questa “lotta”riguar da tutti, ma prioritariamente quanti politicamente si richiamano ad una tradizione riformista e nazionale ritenendo che la restaurazione dei principi di libertà, di autorità e di partecipazione dovrebbero trovare nei nuovi assetti costituzionali gli spazi che meritano, non marginalizzati, dunque, da logiche mercantili ed economicistiche. Il tentativo di dare una forma presidenzialista alla Repubblica (o semi, se si preferisce) è stato l'orizzonte di numerosi soggetti, oltre naturalmente della destra che forse nel frattempo se n'è dimenticata. L'evoluzione in tal senso non è stata neppure negata da forze di sinistra che proprio nell'ultima Bicamerale avevano votato, con qualche sofferenza, la mutazione dell'ordine politico con la convinzione che una maggiore efficienza dello Stato potesse essere garantita e legittimata soltanto da una partecipazione popolare nell'individuazione del “decisore”(come Schmitt e Miglio chiamavano il presidente eletto dal popolo), quale espressione delle libertà degli elettori senza intermediazione partitica. È evidente che per procedere ad una riforma del genere bisogna rivedere tutta la Costituzione. Ed è per questo che più volte da parte di autorevoli esponenti di centrodestra e di centrosinistra è stata proposta l'istituzione di un'As semblea Costituente. Più volte su questo giornale, tanto il sottoscritto quanto Davide Giacalone, abbiamo richiamato questa esigenza, ma naturalmente senza alcun ascolto nel Palazzo. Adesso che l'impasse politico-istituzionale è diventato insostenibile, non sarebbe male se si trovasse proprio su questo obiettivo il punto d'in contro tra le forze politiche. Ma anche a prescindere dall'esito immediato, il centrodestra se vuole dare un senso alla sua vocazione riformista non può che impegnarsi nella ricostruzione dello Stato, che vuol dire ridare centralità alla persona, riconoscere un destino alla comunità nazionale, praticare la sussidiarietà quale strumento per costruire una Big Society intessuta di realtà dinamiche e produttive che possano essere rappresentate istituzionalmente. Il resto sono chiacchiere. Buone per una stagione di decadenza nella quale, ahinoi, siamo purtroppo immersi.
45Domenica 2 ottobre 2011CRONACA @ commenta su www.libero-news.it Scontro a sinistra Ora anche la Cgil boccia la manovra di Pisapia e Tabacci Il sindacato contro il Comune: «Stop a rincari e tagli alla spesa Giuliano cambi rotta». De Corato: «Se sono preoccupati loro...» ::: LINDA STROPPA Un tavolo di lavoro «per capire quali scelte devono essere fatte e quali paletti devono essere messi». Lo ha chiesto ieri Onorio Rosati, segretario della Camera del Lavoro, a margine del convegno per i 120 anni dell'ente, nato nel 1891 come emanazione di dirigenti del Partito Operaio Italiano. «Siamo molto preoccupati», ha detto il segretario, interpellato sui nuovi tagli annunciati gli scorsi giorni dalla giunta. Poi ha subito premesso: «Non siamo delusi da Pisapia, perché ancora vivo il ricordo di quello che non ha fatto la giunta Moratti». Come a dire che in fondo in fondo, ci si accontenta. Solo perché si guarda al peggio. Ma le attese - e le pretese - della Cgil sono altre. E riguardano il bilancio e le casse del Comune. Non lo smentisce Rosati mostrando un certo scetticismo sull'operato di Pisapia: le promesse fatte (al sindacato) in campagna elettorale «non possono restare tali. Devono trovare concretezza al più presto». Una concretezza che, a vedere le scelte della nuova amministrazione, lascia proprio a desiderare. «Con i nuovi tagli piove sul bagnato - polemizza il segretario, che ha spiegato come «con un tasso d'inflazione del 4,3% sui prodotti di largo consumo, sia sempre più difficile vivere in questa città». Parole dure che lasciano presagire l'ennesima frizione tra Pisapia e i sindacati. Già, perché le tensioni fra la Cgil e il primo cittadino si erano accumulate fin dai mesi scorsi. Fin da quando, a metà luglio, Pisapia aveva firmato l'Ac cordo di programma per l'Expo. Una decisione che non era piaciuta al capogruppo del Pd Carmela Rozza -costretta a«turarsi ilnaso» - e neppure al segretario della Cgil milanese: «Ci aspettavamo di più aveva confessato Rosati - Chiedevamo che in quell'area si edificasse di meno e ci fosse più verde. Ma non siamo stati ascoltati». Altro motivo del contendere, solo una quindicina di giorni dopo, l'aumento del biglietto Atm. Anche in quell'occasione, la Cgil si era subito smarcata dalle posizioni della giunta, abbandonando definitivamente il guanto di velluto: «Non siamo d'accordo d'ac cordo nel far pagare i “soliti noti”, lavoratori e pensionati, per ripianare il disavanzo ereditato dalla giunta precedente», riportava senza troppi giri di parole un comunicato. A cui seguiva «un invito al sindaco» a ripensare l'introdu zione dell'Irpef e l'aumento delle tariffe del trasporto pubblico. Ora il sindaco è nudo. E dopo aver incassato i colpi di Rosati - che a fine luglio, sulle pagine di Repubblica, lo aveva addirittura paragonato a Tremonti - Pisapia deve ingoiare le ennesime critiche. «Se il Segretario della Camera del Lavoro si dice “molto preoccupato”, figuriamoci i milanesi», ha commentato l'ex vicesindaco Riccardo De Corato. «Se dopo più di 100 giorni, Tabacci evoca il Commissariamento del Comune e Rosati critica ancora Pisapia, vuol dire che questa maggioranza non solo sta facendo danni, ma anche tra i sostenitori, serpeggia ogni giorno di più il malcontento». LA VISITA Intanto la giunta pensa a trattare con Singapore Come se non bastassero i problemi di Milano, la crisi economica, l'inflazione e via dicendo. Ora, a distogliere lo sguardo dalle priorità del Comune, ci si mette pure Singapore. Ieri, Giuliano Pisapia ha incontrato una delegazione guidata da Sam Tan Chin Siong, sindaco del distretto regionale della Città-Stato asiatica. «È stata l'occasione per ribadire l'ottimo stato delle nostre relazioni» - ha spiegato Pisapia - E per approfondire i temi legati alla gestione dell'energia e del contenimento del traffico. Il sindaco ha poi annunciato l'intenzio ne di inviare una lettera al ministro dei Trasporti Matteoli per sollecitare la concessione della «quinta libertà di volo» alla compagnia di bandiera di Singapore per la tratta Milano Malpensa-New York. L.STR. Domenica a piedi Pm10 ancora sopra i limiti. Maran prepara il blocco Lo smog di Milano supera la soglia di attenzione per l'ottavo giorno consecutivo. Le centraline dell'Agenzia regionale per la protezione dell'Ambiente hanno registrato ancora una volta lo sforamento del livello delle concentrazioni di polveri sottili 50 microgrammi per metro cubo d'aria - nelle tre centraline della città. E il Comune torna a minacciare l'applicazione dei soliti provvedimenti tampone: stop alla circolazione dei veicoli più inquinanti e domeniche a piedi. Come se un giorno senza macchine potesse rendere l'aria di corso Buenos Aires simile a quella delle valli dolomitiche. Senza dimenticare il divieto per fuochi d'artificio e giochi pirotecnici. Complici anche le temperature sopra la media di stagione, la “stagnazione”dell'aria impedisce il riflusso e tiene le micropolveri incollate al suolo. Secondo il provvedimento del Comune, se si dovesse raggiungere il dodicesimo giorno di superamento della soglia di attenzione di Pm10, scatterebbero una serie di limitazioni. A partire dal divieto di circolazione per tutto il giorno, da lunedì a domenica, dei veicoli più inquinanti, tra i quali quelli a benzina Euro 0, diesel Euro 0, Euro 1 ed Euro 2 non dotati di filtro antiparticolato in grado di garantire un valore di emissione pari almeno al limite standard Euro 3. Segue anche il divieto di usare fuochi d'artifi cio e giochi pirotecnici, oltre che fumogeni e petardi. Saranno intensificati i controlli per l'ac certamento del rispetto delle norme relative al divieto di combustione di rifiuti all'aper to, allo spargimento di liquami e al tempo di accensione delle auto in sosta. Che non potrà superare i tre minuti. Anche i motori degli autobus, qualora scattasse il provvedimento, dovranno essere spenti nell'attesa ai capolinea. Stessa regola per i veicoli merce in sosta nelle vie del centro. L'ordinanza prevede poi il blocco totale del traffico, dalle 8 alle 18, nella domenica e nei giorni festivi. Il primo giorno di superamento dei livelli di smog è stato venerdì 23 settembre. Il dodicesimo giorno cadrà martedì 4 ottobre. Per l'applicazione dell'ordinanza si dovrà attendere la certificazione dei dati da parte dell'Arpa, che avviene il giorno successivo a quello di misurazione. Il 5 ottobre arriveranno quindi i dati. E se le soglie massime saranno state ancora superate, giovedì 6 ottobre scatteranno le limitazioni alla circolazione. E domenica 8, fino alle 18, si camminerà solo a piedi o in bicicletta. L.BAR. Pierfrancesco Maran [Ftg.] L'ULTIMO BACIO Un abbraccio tra Giuliano Pisapia e il segretario Cgil Rosanna Camusso. La foto risale alla campagna elettorale. Da allora i rapporti tra la giunta e il sindacato sono decisamente peggiorati. Fotogramma ALA real estate s.r.l. RESIDENZA TORRE ANTICA Riviera dei Fiori BORGO POMPEIANA a 1,5 Km dal Mare PRENOTIAMO SIGNORILI BILOCALI - TRILOCALI - QUADRILOCALI con giardino, terrazzo, patio, box, posto auto e cantina. FINITURE DI PREGIO CONSEGNA DICEMBRE 2012 A PARTIRE DA 180.000 EURO www.immobiliarealarealestate.com Ala Real Estate, via Roma 32 • Santo Stefano al Mare (IM) • Tel. 0184 486886
33Domenica 2 ottobre 2011SPETTACOLI @ commenta su www.libero-news.it La nuova mania di Hollywood L'HORROR DA FAVOLA Biancaneve e Cappuccetto diventano film dark Il tour in Italia e all'estero Da Verdi a Mozart e Prokofiev Con l'orchestra la PFM si dà alla classica ::: FABIO SANTINI Il 25 ottobre, al Teatro Verdi di Firenze, il 4, 6, 7 novembre a Tokyo. Poi ancora in Italia e negli Stati Uniti. La PFM, oltre 40 anni di musica, cinquemila concerti in tutto il mondo, torna a rivestirsi di quell'identi tà artistica che l'ha resa famosa nel mondo, cimentandosi in un progetto che nessun altro gruppo rock aveva mai sperimentato prima. «La nostra ultima idea si chiama “Pfm in Classic - Da Mozart a Celebration”», racconta a Libero il batterista-cantante Franz Di Cioccio che con il chitarrista Franco Mussida e il bassista Patrick Djivas è l'im magine della Premiata. «Noi accompagniamo un'or chestra sinfonica seguendo le partiture originali dei Grandi Maestri, da Mozart appunto a Giuseppe Verdi, da Rossini a Mahler, da Mendelssohn a Prokofiev e così via. Nel contempo ci siamo ritagliati uno spazio dove eseguiamo le nostre canzoni che più si prestano a un accompagnamento sinfonico. A Milano, dove il progetto è debuttato il 23 settembre scorso, abbiamo suonato tra le altre le nostre Four Holes in the Ground, Maestro della Voce, Impressioni di settembre…». In quell'occasione, la Pfm ha avuto un successo enorme e l'Orchestra diretta dal Maestro Bruno Santori formata dall'Or chestra della Svizzera italiana e dai Cameristi della Scala ha dato un impatto strepitoso a ogni esibizione. «A Firenze saremo accompagnati dalla ORT, l'Or chestra Regionale Toscana, in Giappone da un complesso sinfonico di Tokyo», interviene Mussida. «Ci piace questo nuovo percorso perché ci riporta alle radici, perché avvicina il pubblico del rock alla classica, perché ci fa sentire ancora più diversi dagli altri». «La nostra non è un'esibizio ne a effetto», aggiunge Djivas, «ma il ponte tra i classici e i nostri classici. Il rapporto tra classicità e musica elettrica non è facile. Lo abbiamo affrontato con umiltà e con attenzione certosina alle partiture originali». Infine il Maestro Santori, ex tastierista del gruppo pop Daniel Santacruz Ensemble, autore di Soleado, direttore stabile della Sanremo Festival Orchestra. «Quando si dirigono professionisti come la Pfm e i professori classici tutto diventa più facile. Ho sperimentato proprio a Milano che l'attenzione ai tempi e alla scrittura originale è la chiave che apre tutte le porte espressive possibili. Rock e classica sono mondi diversi, ma in fondo paralleli: li unisce l'emozione della musica». TRAILERS FILMFEST Vincono i promo di Habemus Papam e Il discorso del re Habemus papam di Nanni Moretti miglior trailer italiano, Il discorso del re di Tom Hooper miglior trailer europeo e The tree of life di Terrence Malick miglior trailer world. Sono questi i vincitori della nona edizione del Trailers FilmFest di Catania, diretto da Stefania Bianchi. I premi sono stati assegnati dalla giuria di Qualità presieduta dallo scrittore e regista Federico Moccia e composta dalla giornalista di Libero Anna Maria Piacentini, dalla critica cinematografica Ornella Sgroi, dal direttore del Teatro Stabile di Catania Giuseppe Di Pasquale e dal giornalista del Tg2 Francesco Festuccia. ::: GIORGIO CARBONE Il cinema ci ha messo più di cento anni a capirlo. Ma finalmente a Hollywood qualcuno ha fatto mente locale sul fatto che le più truci storie dell'or rore non le han scritte Bram Stocker (Dracula) o Mary Shelley (Franken stein) ma i fratelli Grimm (e le ha filmate, spesso, Walt Disney). Cosa che chi è stato piccino ha sempre saputo. La strega di Biancaneve ha turbato i nostri sonni infantili assai più del mostro di Frankenstein. E Hansel e Gretel ha passaggi da ispirare i registi di “snuff movies”. Ora di colpo, a Hollywood han capito e i listini dei film in produzione, tra opere già completate e quelle ancora in fase di preparazione, squadernano ben ottanta pellicole ispirate alla favolistica per l'infanzia. Solo che il target non sono più gli infanti, ma gli adulti, almeno quelli affezionati all'horror, anche il più trash. Prima che la stagione finisca avremo ben due Biancaneve. La prima ha per interprete Lily Collins (figlia di Phil) costretta a difendersi contro la regina cattiva Julia Roberts. L'altra la vedremo a giugno e mette Kristen Stewart (alias Bella di Twilight) contro la regina Charlize Theron. Titolo Snow White and the huntsman (Biancaneve e il guardacaccia). Voi credevate che il guardacaccia avesse risparmiato la Snow White per scrupoli morali. No, la nuova versione la butta sull'erotico. La fanciulla si salva la vita giacendo col cacciatore, dopodiché è pronta a partire alla riscossa, armata come una Valchiria. Come Biancaneve, anche Pinocchio avrà due versioni a farsi concorrenza. Nient'affatto scoraggiato dall'insuc cesso mondiale della versione di Benigni, Guillermo Del Toro, il vate n.1 dell'horror attuale, lavora a una versione molto dark del burattino di Collodi, cercando di arrivare prima di Le gends the enchanted, dove Pinocchio addirittura muore. Per un Pinocchio che schiatta, un Peter Pan che cresce (era ora). E ha da superare molti problemi da adulto, inclusa la notizia-tegola che Capitan Uncino è suo fratello. In questa ondata fiabesca figuriamoci se rimaneva fuori l'immaginifico Tim Burton che dopo tutto aveva anticipato la vague due anni fa con Alice in wonderland che aveva già molti momenti “dark”. Burton è scatenato. Rifarà La bella e la bestia, forse La bella addormentata, quasi sicuramente Il gobbo di Notre Dame mettendo la gobba a Josh Brolin, il quasi eroe di Non è un paese per vecchi. Uno che non sospettavamo di debolezze favolistiche, cioè Bryan Singer di I soliti sospetti e Operazione Valchiria, s'è invece inopinatamente accodato alla moda, iniziando la lavorazione di Jack The Giant killer, dalla fiaba Jack e il fagiolo magico, diventata un giorno Topolino sarto ammazzasette. Sono cresciuti anche Hansel e Gretel. Scampati alla pentola della strega (uno dei capitoli più virulenti della letteratura cosiddetta per l'infanzia) si sono trasformati in Hansel & Gretel: witch hunters in feroci cacciatori di mostri e streghe. Dal nuovo corso non poteva star fuori certo la tv. Nelle prossime settimane debuttano sui piccoli schermi americani due serie: Once upon a time (C'era una volta), dove sono assemblati tutti i personaggi tradizionali, da Cenerentola a Biancaneve a Cappuccetto Rosso, e Grimm (il fatto che il target sia adulto esime i registi dall'obbligo del lieto fine). Il titolo è Grimm perché i fatidici fratelli (che in realtà furono due scrivani tedeschi che mai uscirono dalla città natale) sono trasformati in “investigatori dell'incubo” a mo' di Dylan Dog. Ma quali sono poi le ragioni della grande abbuffata (a parte la constazione di cui sopra)? Ci ha provato a spiegarle uno dei big, Guillermo Del Toro (il regista di Il labirinto del fauno, Bla de, Hellboy): «Ognuno che fa il mio mestiere ha sognato da bambino di portare un giorno sullo schermo i classici della sua infanzia. Che poi della mia infanzia sono stati anche gli incubi. E quale maggior occasione d'ispira zione di uno che di professione fa, come me, il manipolatore di spaventi cinematografici?». «Inoltre in questo caso», continua Guillermo, «s'è creato, caso rarissimo, subito un feeling con i grossi finanziatori del cinema. Che com'è noto sono dei ragionieri che si smuovono solo quando gli porti un titolo famoso. Be', m'è bastato nominare la Bella e la Bestia e la Sleeping beauty per farli scattare e coprirmi con milioni di dollari». . CINEMA E TV A sinistra, una immagine dal set della nuova serie tv Usa «Once upon a time». Nel tondo, Kristen Stewart (alias Bella di «Twilight») in «Snow White and the huntsman» (Biancaneve e il guardacaccia), a giugno al cinema
22 Domenica 2 ottobre 2011
51Domenica 2 ottobre 2011 @ commenta su www.libero-news.it ::: le lettere TuttoMilano Le lettere via e-mail vanno inviate a: milanolettere@libero-news.eu sottolineando nell'oggetto: “lettere a LiberoMilano”. Via posta vanno indirizzate a: LiberoMilano - viale L. Majno 42 - 20129 Milano; via fax al n. 02.999.66.227. Vi invitiamo a scrivere lettere brevi. La redazione si riserva il diritto di tagliare o sintetizzare i testi. APPUNTAMENTI MILANO E LOMBARDIA MERCATI Domani ARPINO - Via Ferrieri - zona 7 CAMBI - Via Cambini - zona 2 CESARIANO - Viale Elvezia - zona 1 DE PREDIS - Via J. da Tradate - zona 8 GHINI - Via Ghini - zona 5 KRAMER - Via Goldoni-Via Kramer - zona 3 MORETTO DA BRESCIA - Via Reni - zona 1 PALMI - Via Forze Armate - zona 7 PISANI DOSSI - Via Pisani Dossi - zona 3 PONTI ETTORE - Via Ponti Ettore - zona 6 SAN MARCO - Via San Marco - zona 1 SANTA TERESA - Via Santa Teresa - zona 5 TRECHI - Via Trechi - zona 9 ZAMAGNA - Via Zamagna - zona 7 Martedì ARIOLI VENEGONi - Via A. Venegoni - zona 7 BARIGOZZI - Via A. Mazzucotelli - zona 4 B. MARCELLO - Via B. Marcello - zona 3 BONOLA - Via A. Cechov - zona 8 EUSTACHI - Via Eustachi - zona 3 FAUCHE' - Via Fauchè - zona 8 GARIGLIANO - Piazza Minniti - zona 9 GRATOSOGLIO SUD - Via Saponaro - zona 5 MOMPIANI - Via Panigarola - zona 4 PAPINIANO - Piazza Sant'Agostino - zona 1 PASCARELLA - Via Pascarella - zona 8 SAN MINIATO - Via San Miniato - zona 9 STROZZI - Via Strozzi - zona 6 VASARI - Via Vasari - zona 4 Chiusura al traffico: Via Arona (tratto da Giovanni da Procida a p.le Carlo Magno): per lavori di approntamento cantiere logistico per la metropolitana linea 5. Termine lavori previsto: 2015. Via Ruggero Bonghi: seguire le deviazioni locali del traffico, lavori causa corsia chiusa al traffico tra. Via Arcangelo Corelli: seguire le deviazioni locali del traffico causa lavori di manutenzione tra Via Tucidide e SP14 Via Arcangelo Corelli dalle 07:00 del 11 giugno 2011 Dal giorno 11/06/2011 via Corelli (tratto da via Tucidide al confine col Comune di Segrate) chiusura al traffico per lavori MM di posa nuova tubazione fognatura. Termine lavori previsto 12 novembre 2011. Via Alfonso Capecelatro: tratto chiuso causa lavori stradali chiusura della carreggiata lato civici pari dal civico 66 fino a Via Pessano. Viale Carlo Espinasse: strada chiusa al traffico causa lavori di manutenzione tra Via Panfilo Nuvolone e Via Casella. Il traffico veicolare è deviato su viale Certosa e via Varesina. Termine lavori previsto 14 novembre 2011. Via Errico Petrella: divieto di transito causa lavori tra Via Luigi Settembrini e Via Benedetto Marcello accesso consentito ai residenti. Traffico difficoltoso in: Via Cenisio: difficoltà di circolazione per la chiusura della rotatoria a seguito lavori MM5. Termine lavori previsto Aprile 2015. Via Giacomo Antonini: difficoltà di circolazione causa lavori tra Via Virgilio Ferrari e Via Bernardino Verro in direzione Via Bernardino Verro termine lavori previsto 20 ottobre 2011 Via S. Dionigi per Via Ronbon: restringimento della carreggiata in direzione Segrate per lavori di rifacimento dello svincolo; il cantiere comporterà la chiusura dell'entrata in Tangenziale Est (carreggiata sud) dir. Bologna. Lavori fino al 31 ottobre 2011. Via Pola: difficoltà di circolazione, restringimento di carreggiata causa lavori tra Via Pola e Via Francesco Algarotti in entrambe le direzioni per opere di ristrutturazione stradale. Viale Lodovico Scarampo: possibili rallentamenti causa grandi lavori stradali tra Viale Alcide De Gasperi e Via Bartolomeo Colleoni. Termine lavori previsto per il 2015. LAVORI IN CORSO PIAZZALE LAVATER Niente box sotterranei e ora chi paga? Proprio una bella notizia la chiusura dei lavori in piazzale Lavater. Chi pagherà ora 1.200.000 euro secondo voi? Noi, (che volevamo i box) o i geni che hanno fatto fermare il progetto? A rigor di logica questo denaro lo deve pagare la nuova amministrazione di tasca propria, altrimenti si tratta di un furto totalmente ingiustificato alla nostra cassa. Peraltro vedremo se adesso multeranno le auto in sosta selvaggia della zona. Virgilio Ronchi Milano LINEA “DURA” Le regole di Granelli non valgono al Leonka L'assessore Granelli propone regole chiare, per le feste che le comunità sudamericane organizzano abitualmente nel parco di Trenno. Suggerisce di prenotare in anticipo gli spazi, limitare il volume della musica, vietare le bevande in bottiglie di vetro e far pagare un contributo per l'utiliz zo degli spazi pubblici. Considerato che verrà regolarizzato il Leoncavallo anche i sudamericani dovrebbero poter continuare a fare i loro comodi organizzando le loro feste come meglio credono, senza dover pagare nessun balzello. Oltretutto i leoncavallini danno fastidio ai cittadini normali tutto l'anno, mentre i sudamericani fanno feste all'aperto solo quando c'è bel tempo. Giacomo Sempioni Milano VOTO AGLI STRANIERI Ecco il modo di bloccare la poltrona Mi sto davvero stufando perché questi 4 mesi di Pisapia sono scaduti in moschee, rom, dove mettiamo il Dito o il Quarto Stato. Ora arriva pure il voto agli stranieri. Considerando che a Milano gli immigrati sono oltre il 16% (più di 210mila) dei residenti e che buona parte non ha la cittadinanza, se l'operazione del voto andasse in porto Pisapia si assicurerebbe il posto per altri 5 anni dopo il 2016. Maruizio Grillini e.mail Polemiche sulle sfilate al Parini L'eleganza è uno choc per i moralisti Caro Besana, mi sembra che sulla sfilata fai da te, organizzata nei giorni scorsi al liceo Parini di Milano, si stia facendo molto rumore per nulla. Le 20 studentesse più belle della scuola hanno sfilato con l'accompagnamen to della band di alcuni studenti, scendendo dalla scalinata del Parini con eleganza. Il tutto sotto lo sguardo dei genitori. È la prima volta che la moda entra in una scuola e devo dire che l'iniziativa mi è piaciuta molto. Certo non ha nulla a che vedere con le spiegazioni in classe e le uscite didattiche. Ma sono convinta che qualcosa di buono possa venire anche dalle passerelle. In primis una lezione di eleganza alle giovani ventenni che sempre più spesso abbandonano la raffinatezza per pantaloni a vita bassa e mutande in bella vista. Non capisco gli attacchi che psicologi e professori hanno fatto in questi giorni dicendo che queste sfilate rendono le ragazze schiave del “velinismo”. Qui non si sta mettendo in discussione la qualità dell'istruzione. La piccola passerella organizzata al Parini è stata un'iniziativa collaterale per “svecchiare” il liceo. Non per sfruttare la fisicità delle sue alunne come hanno protestato alcuni. Bisogna vedere però come sono state selezionate le ragazze. Certo non può bastare il criterio della taglia. Maria Rita Beneggi Milano Risponde Renato Besana Cara Beneggi, coloro che sputano fiele sulla sfilata al Parini non hanno capito almeno due cose: che in passerella il ruolo di protagonista spetta ai vestiti, non a chi li indossa, e che la moda è una complessa forma espressiva; al pari del design, sconfina nell'arte e porta bellezza nella vita quotidiana. Inoltre è una delle principali industrie milanesi; almeno per questo meriterebbe rispetto. Ma per i moralisti in servizio permanente effettivo dev'essere stato uno choc vedere una studentessa che presenta un abito elegante invece di salire su un tetto per sbraitare contro la Gelmini. Compie dieci anni il musical di Cocciante SPETTACOLI Notre-Dame de Paris, l'opera moderna con le musiche di Riccardo Cocciante, compie dieci anni. Per celebrarne l'anniversario lo spettacolo torna sui palchi italiani. Una replica al successo. L'appunta mento milanese è al Teatro degli Arcimboldi fino al 8 ottobre. Dalla prima rappresentazione il 21 marzo, al FilaForum di Assago, a oggi oltre due milioni e mezzo di persone hanno visto Notre-Dame in Italia. La versione italiana di Lino Panella vanta la presenza di Gilles Maheu alla regia, le coreografie di Martino Müller e i costumi di Fred Sathal. Esmeralda è interpretata da Alessandra Ferrari e Federica Callori, mentre Angelo del Vecchio e Lorenzo Campani vestiranno i panni del gobbo Quasimodo. Li vedremo sul palco oggi pomeriggio alle ore 16. Per informazioni: tel. 02 641142200 ___________________________ Oggi, ore 16, Teatro degli Arcimboldi, biglietti da 20 a 70 euro Alla scoperta dell'energia di qualità ATTIVITÀ In occasione della settima giornata nazionale dell'energia elettrica, porte aperte agli impianti dell'azienda a2a per l'iniziativa “Ma tu l'hai mai vista una centrale elettrica?”. Domani, dalle 9 alle 17, i visitatori avranno la possibilità di vedere dall'interno le centrali del gruppo a2a e scoprire, grazie alle spiegazioni degli esperti, «come nasce davvero l'ener gia di qualità». Gli impianti che prenderanno parte all'iniziativa sono sei. Fra questi, la centrale idroelettrica di Grosio (SO), il termovalorizzatore di Bergamo e quello di Brescia. ___________________________ Oggi, dalle ore 9 alle 17, impianti dell'azienda a2a, per info: www.a2a.eu Piccoli chef crescono con il tour dei Piccolini BAMBINI Il tour “Piccolini grandi chef” arriva a Carugate (MI), al centro commerciale Carosello, per un week end all'insegna del divertimento, della creatività e della sana alimentazione. I bambini potranno divertirsi attraverso fantasiosi quiz sul tema del cibo, laboratori creativi e spettacoli coinvolgenti. Nella cucina dei Piccolini, inoltre, si potranno degustare deliziose ricette preparate dallo chef che sarà a disposizione delle mamme per consigli sull'alimentazione dei propri figli. ___________________________ Oggi, ore 10.30-20, Carosello di Carugate (MI), ingresso gratuito L'omaggio milanese a Franca Valeri TEATRO Un'omaggio cinematografico a Franca Valeri, in occasione dello spettacolo “Non tutto è risolto”, in scena al Piccolo Teatro Grassi fino al 9 ottobre. Domani, alle 18.30, nel Chiostro di via Rovello verrà proiettato un video ritratto, firmato dalla regista Mietta Albertini, dal titolo “Elogio dell'ironia”. Con l'attrice, ci sarà Umberto Novo Maerna, assessore alla Cultura della Provincia, e Sergio Escobar, direttore del Piccolo Teatro. La regista sarà a disposizione per rispondere alle domande del pubblico. ___________________________ Domani, ore 18.30, Chiostro di via Rovello, ingresso gratuito FARMACIE (dalle ore 8,30 alle ore 21,00) CENTRO (Zona Duomo, P. Volta, Garibaldi, Monforte, Lamarmora, Carrobbio, Magen ta): v. Spadari, 13; v. Crocefisso, 1; p.za Cavour, 5; v. San Vincenzo, 1; l.go La Foppa, 1. NORD (Bovisa, Affori, Niguarda, Greco, Quarto Oggiaro, Staz. F.S. Ga ribaldi): v. Gazzoletti, 3; v. Livi gno 6/b; v. Litta Modignani, 5; v. San Glicerio, 6; v. Zuretti, 9. SUD (Ticinese, Vigentina, Rogo redo, Barona, Gratosoglio): c.so Lo di, 5; v. Antonini, 56; v. Boifa va, 4/c; v. Bordighera, 22. EST (Venezia, Vittoria, Romana, Lo reto, Città Studi, Lambrate, Or ti ca, Forlanini, Mecenate): v. Laz za retto, 19; v. Plinio, 11; v.le Mon za, 43/b; v. Pieri, 1; v.le Lombar dia, 65; p.le Gorini, 14; c.so Indi pen denza, 14; v. Battistotti Sassi, 24; v. Strigelli, 2. OVEST (Lorenteggio, Baggio, Sem pione, S. Siro): v. Foppa, 5; l.go Scalabrini, 6; v. Primaticcio, 217; c.so Vercelli, 5; p.za Selinun te, 3; v. Chiarelli, 10; c.so Sempio ne, 67. (dalle ore 21 alle ore 8,30) v. Boccaccio, 26; p.za Duomo, 21; p.za Cinque Giornate, 6; c.so Magenta, 96; v. Larga, 16; p.za Clotilde, 1; v.le Zara, 38; v.le Testi, 74; Stazione Centrale (Gall. Delle partenze); v. Stradivari, 1; c.so Buenos Aires, 4; v.le Corsica, 42; v.le Lucania, 10; v. Boifava, 31/b; c.so S. Gottardo, 1; v. Lorenteggio, 208; v. Buonarroti, 5; v. Canonica, 32; v. R. Di Lauria, 22; v.le Ranzoni, 2. NUMERI UTILI Soccorso pubblico - polizia........................113 Carabinieri.................................................112 Vigili del fuoco..........................................115 Emergenza medica ....................................118 Corpo forestale dello stato......................1515 Guardia di Finanza .................117 (02.62771) Vigili urbani......................................02.77271 PRONTO SOCCORSO Guardia medica................................02.34567 Fatebenefratelli ............................02.6363469 Policlinico.........................................02.55031 San Carlo ...........................................02.4022 San Paolo...........................................02.8184 San Raffaele.....................................02.26431 ASSISTENZA Alcolcorrelati ..............................02.33029701 Antiveleni...................................02.66101029 Anziani.......................02.8911771/89127882 Handicap...............02.88463050/02.077/078 Odontoiatrica.............................02.66982478 Ortopedica-Traumat. .....................02.582961 Ostetrica ..........................................02.57991 Pediatrica ...................02.3119233/33100000 Psichiatrica .................................02.58309285 Tossicodipendenza .....................02.64442452 Ustioni .....................02.64442381/64442625 TELEFONI UTILI Sordomuti DTS. .........................02.48204247 Tel. Amico Milano Sud...............02.48203600 Tel. Donna .................................02.64443043 Telefono Azzurro...................................19696 Telefono Azzurro (per i maggiori di 14 anni) ...........051.481048 Trib. diritti del malato...................02.7389441 Voce Amica................................02.70100000 Linea Verde Droga.......................800.458854 Alcoolisti Anonimi ........................02.3270202 Tel. Blu Sos Consum. .................02.76003013 Telefono amico ..........................02.55230200 ENPA Milano..............02.9706421/97064230 Ass. Consumatori.......................02.36599999 SERVIZI PUBBLICI Comune............................................02.02.02 Anagrafe servizio tel. ...................199.199600 Servizio sociali Milano..................800.777888 Multe e tasse comunali ................800.851515 GAS ...................................................02.5255 Elettricità A2A....................................02.2521 Elettricità ENEL.................................02.23201 Acquedotto................................02.84772000 AMSA ..........................................800332299 TRASPORTI ATM ............................................800.808181 Ferrovie Nord Milano.......................02.85111 Trenitalia .............................................892021 Radio Bus...................................02.48034803 Aeroporto Malpensa..................02.58583218 Aeroporto Linate..........................02.7382787 Aeroporto Orio al Serio................035.326323 Malpensa Express ........................199.151152 Trasporto Orio al Serio....................86464854 Taxi Numero Unico .......................848814781 Radio Taxi Milano ..............................02.8585 Radio Taxi Milano ..............................02.6969 Radio Taxi Milano ..............................02.4040 Radio Taxi Malpensa....................800.911333 ACI - Soccorso Stradale ......................803116 BENZINAI NOTTURNI Viale Marche 32.......................dalle 22 alla 1 Piazzale Accursio ......................dalle 22 alle 7 Viale Liguria 12 ........................dalle 22 alle 7 Piazzale Baracca .......................dalle 22 alla 1 Viale Certosa 228 .........................fino alle 23 Turno notturno Turno diurno Agenda
23Domenica 2 ottobre 2011 @ commenta su www.libero-news.it Anton Francesco Albertoni «La nautica è più forte della crisi mondiale» Il numero uno dell'Ucina: «Veniamo da due anni di flessione ma molte aziende stanno ripartendo» FISCO & MOTORI Tolta l'Iva alle barche in locazione Come di consueto alla vigilia dell'apertura del Salone Nautico di Genova è arrivata una circolare dell'Agenzia delle Entrate. Questa volta l'ammi nistrazione fiscale ha fornito alcuni chiarimenti su noleggio e locazione di imbarcazioni. Innanzitutto, e questo è il primo chiarimento, il socio di una società di charter può noleggiare anche a se stesso la barca. La seconda spiegazione riguarda invece il regime fiscale: la non imponibilità prevista dall'Unione europea per il noleggio viene estesa anche alla fornitura di accessori e alle dotazioni di bordo e si applica alle imbarcazioni in trasferimento e alle prove svolte in mare. I benefici previsti per il noleggio (con equipaggio) sono estesi alla locazione (senza equipaggio) che perde l'Iva se i clienti non sono privati. Il presidente della Fiera Sara Armella: «Più aperti alla città e ai visitatori» ::: ATTILIO BARBIERI Quello che si è aperto ieri a Genova è il Salone nautico delle sfide, la primaepiù importantedi tutte è alla crisi. I numeri parlano chiari: in due anni l'industria nautica italiana ha perso il 45% del fatturato, sceso da 6,2 a 3,5% miliardi di euro. Colpa della recessione che ha colpito uno dei settori di punta del Made in Italy. Ma non mancano i segnali di ripresa: nel primo trimestre dell'anno gli introiti complessivi del settore sono tornati a crescere del 3,9% sul medesimo periodo del 2010. I numeri del Salone però sono confortanti: gli espositori sono 1.300, appena il 10% in meno sull'ultima edizione. «Genova fra i saloni nautici europei è quello che ha perso meno», spiega Anton Francesco Albertoni, presidente dell'Ucina, la Confindustria del mare. «Barcellona e Londra hanno perso il 40%, Parigi poco meno... Noi ci siamo salvati perché le aziende del settore, dovendo tagliare gli investimenti sulla promozione, hanno salvato quelli sulla manifestazione più importante di tutte: il salone di Genova». Dunque le industrie della nautica non ci stanno a recitare un ruolo di secondo piano. E scommettono su una ripresa del settore che sarà possibile però soltanto quando le tempeste che agitano i mercati finanziari saranno passate. «Il nostro non è un settore decotto», conferma Albertoni, «non abbiamo esaurito un ciclo di vita. Dal 2003 al 2008 siamo cresciuti più del 10% all'anno In cinque anni abbiamo raddoppiato il fatturato del comparto. Ma siamo pronti a ricominciare. Il settore della nautica nel momento in cui esisteranno le condizioni sociali ed economiche sarà uno dei primi a ripartire». Lo si capisce anche girando fra le imbarcazioni attraccate qui al salone. I costruttori e i loro clienti sono tutto fuorché rassegnati. E si capisce perché guardando dentro le cifre: l'80% del calo registrato nell'ultimo biennio è dovuto al crollo del mercato interno. Già perché in molti Paesi emergenti le barche si continuano a vendere. In Cina e in Brasile ad esempio. «Non è un caso se a risalire la china», conferma il numero uno dell'Ucina, «sono soprattutto o grandi gruppi, più attrezzati per affrontare i mercati mondiali». Qualche sassolino dalla scarpa Albertoni però vuole toglierselo: «È stata un'estate difficile per noi», racconta, «siamo stati indicati, noi e i nostri clienti, come degli evasori. Che da noi ci sia chi non paga le tasse lo sanno pure i bambini. Ma che il simbolo dell'evasione debba essere la barca ci ha fatto male. Il 95% delle imbarcazioni viene venduto con contratti di leasing, assolutamente trasparenti, e in tutto se ne vendono 2.400 all'anno. Tolte quelle acquistate in leasing ne rimangono 120. Ma sui giornali si parlava di 35mila società di comodo legate all'evasione...». Già, difficile immaginare che i furbetti sottoscrivano un contratto di noleggio. Facilmente tracciabile per l'amministrazione fiscale. Nel frattempo, però, la nautica italiana ha dovuto caricarsi una nuova zavorra. Come se non bastasse lo tsunami finanziario che minaccia di travolgere anche i debiti sovrani di Eurolandia. Le solite follie all'italiana. L'edizione 2011 del Salone nautico si presenta con un'ambizione: essere più aperta, più accessibile. Alla città e ai visitatori. Ne parliamo con Sara Armella, eletta alla presidenza della Fiera di Genova lo scorso luglio. Avvocato cassazionista, è al suo battesimo con il principale evento del polo fieristico ligure. «Vogliamo instaurare un rapporto diverso con la città che ci ospita e con la Liguria. Negli anni passati c'è stata più di una lamentela, per il traffico...». In attesa di capire se questa sfida sarà vinta, ecco i numeri della svolta: 6.500 parcheggi e navette potenziate per raggiungere il Salone via mare. «Poi abbiamo individuato una serie di attività collaterali per avvicinare la nautica al grande pubblico», aggiunge. «Ieri l'apertura è stata prolungata fino alle 22,30, con l'orchestra del teatro Carlo Felice e l'inaugura zione della mostra per i 150 anni dell'unità d'Italia». Sara Armella 51° Salone Nautico Internazionale FLU ITEN ITAL IA SpA 20016 Pero (Milano) Italy Via L. da Vinci 14 Tel. +39 02. 339403.1 Fax +39 02. 3538641 E-mail: info@fluiten.it www.fluiten.it Le tenute meccaniche FLUITEN devono assicurare che dalle macchine con alberi in rotazione, principalmente pompe ed agitatori, non ci siano fuoriuscite di prodotti che possono essere tossici, inquinanti e potenzialmente esplosivi. Funzionano quindi come dispositivi di sicurezza e devono garantire l'incolumità delle persone che operano sugli impianti oltre che proteggere l'atmosfera. Con l'entrata in vigore della normativa API 682 e della direttiva ATEX 94/9/CE, FLUITEN ha realizzato una linea di prodotti conforme ai requisiti richiesti da tali norme. Queste tenute meccaniche, appositamente progettate per l'impiego su servizi gravosi, forniscono le migliori prestazioni in termini di affidabilità e controllo delle emissioni per l'uomo e l'ambiente.
6 Domenica 2 ottobre 2011 PRIMO PIANO @ commenta su www.libero-news.it La lotta o il governo Napolitano vuole che la Lega scelga Al capo dello Stato non va giù il diverso atteggiamento dei lumbard nel Palazzo e fuori. Sull'Unità attacca ancora ma precisa: sono imparziale di fronte ai partiti NON SOLO PADANIA Dal presidente anche una stoccata agli anti-casta (e a Della Valle?): «Si impreca molto contro la politica, ma la politica siamo noi» le grane del governo “ . VENERDÌ Non c'è spazio per la secessione, è fuori dalla storia: il popolo padano non esiste IERI Questo Paese cresce insieme o non cresce Il commento Per lui la Carta è sacra. Ma non la legge ::: DAVIDE GIACALONE È partito il grande assalto. Che sia l'ultimo non è detto, dato che è l'ennesimo. Nella foga, però, oramai non si bada alle vittime collaterali, si passa sopra tutto, Costituzione compresa. Diciamolo senza glassa retorica, anche perché la partita politica è agli sgoccioli, il governo cotto, il suo capo mal ridotto, ma la quantità di macerie che si sta accumulando renderà difficilissimo ripartire. Nuda e cruda: il presidente della Repubblica è uscito dal seminato costituzionale, ha infranto il dettato dell'articolo 87. Il problema non è quel che ha sostenuto, ma il modo. Ha interpretato un ruolo tutto politico, e non va affatto bene. Certo che il Paese cresce unito, ma è già unito, e non cresce. Certo che le fanfaluche separatiste sono delle bischerate, ma c'è chi lo ha sempre sostenuto (come chi scrive) e chi, invece, si regola secondo convenienza. Come colui il quale era ministro degli Interni nel 1997, quando la Lega fondò il Parlamento del Nord. All'epoca il Carroccio era una «costola della sinistra», la divisione da Berlusconi assicurava la vittoria a Prodi, e al suo ministro degli Interni. Che non usò i toni odierni. Era Giorgio Napolitano. Certo che il federalismo inteso come teoria scassa Stato unitario è deprecabile, ma perché non lo dice alla sinistra che varò la riforma del titolo quinto della Costituzione? Certo che questo sistema istituzionale è penoso. Qui scrivemmo subito che il premio di maggioranza (da non confondersi con il maggioritario) è incompatibile con la Costituzione. Ma fu quel premio che consentì l'elezione di un Presidente della Repubblica espressione di una minoranza elettorale: Giorgio Napolitano. Egli è il mio e il nostro Presidente, ma non se ne può più dell'ipocrisia imperante, della viltà in cattedra, dell'ossequio monarchico: quello che Napolitano ha fatto a Napoli non sarebbe stato consentito al re, vigente lo statuto albertino. Mi rispondono: ci sono precedenti. È vero, ma non è una buona ragione. A meno che non si voglia sostenere che va cambiata la Costituzione. Concordo. Ma se si dice che la Carta è sacra ed intoccabile e poi la si calpesta, allora no. Proprio no. Napolitano ha detto: il sistema elettorale dei comuni ha funzionato. Vero, ma la sua versione nazionale si chiama presidenzialismo. O premierato. In ogni caso consegnare agli elettori la facoltà di scegliere chi guiderà il potere esecutivo. È questo che si vuole? Sarebbe ragionevole, ma va detto chiaramente, consapevoli delle conseguenze: riscrivere la Costituzione. Per singolare coincidenza, lo stesso giorno Diego Della Valle ha pubblicato un appello. Dice: i politici fanno pena, sia dal lato della maggioranza che dell'opposizione. Vero, anche questo lo abbiamo scritto e riscritto. Aggiunge: anche molti miei colleghi industriali fanno pena. Giusto. E poi? Se questo è il quadro, la via d'uscita non può che essere la riscrittura delle regole. Della Costituzione. Altrimenti resta il suicidio o un governo non votato da nessuno. Pericolosissimo. Cambiare le istituzioni può servire a restituire loro dignità se si opera in modo che il suffragio popolare serva ad indicare chi governa e si consegna ai vincitori un potere reale. Naturalmente con tutti i necessari contrappesi. Ciò s'incarna nella vasta famiglia dei sistemi presidenziali o semi presidenziali. Berlusconi passerà, per quel che non è già passato, ma tali copiose dosi di veleno non saranno smaltite subito, resteranno in circolo, rendendo impossibile non questo, ma qualsiasi governo. www.davidegiacalone.it Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano Ansa ::: ELISA CALESSI ROMA Questa volta i bersagli sono due: ancora la Lega e la sua ritrovata voglia di «secessione», ma anche l'antipolitica che, attaccando tutti, rompe la stoffa della democrazia. Il giorno dopo il duro attacco al Carroccio, Giorgio Napolitano torna a battere il tasto dell'unità della nazione: «Questo Paese cresce insieme o non cresce», ha detto lasciando la facoltà di Ingegneria dell'università Federico II di Napoli. Prima di essere vietata dalla Costituzione, che all'articolo 5 parla di una Repubblica «indivisibile», la secessione è contro la logica economica. Più tardi, ha approfondito il ragionamento: «L'Italia non crescerà se non crescono insieme Nord e Sud e lo farà solo mettendo a frutto le risorse e le potenzialità della nostra terra e della nostra gente». Poi una stoccata agli alfieri dell'antipolitica: «È un momento in cui si impreca molto contro la politica, ma la politica siamo noi e sta a noi costruire qualcosa di fondamentale». E chissà che il destinatario non sia anche Diego Della Valle, che proprio ieri ha comprato pagine di quotidiani per un'invettiva contro la politica nel suo complesso. Ma è la polemica con la Lega a tenere bianco. La Padania accusa il presidente di aver dimenticato «l'autodeterminazione dei popoli». Ma dal Quirinale, citando le parole pronunciate da Napolitano l'altro giorno, si ricorda che «il popolo padano non esiste». Si smentisce, però, che dietro le parole del presidente ci sia l'intento di intervenire nella vita dei partiti, addirittura mettendo fuori legge la Lega. Il presidente non fa che assolvere il suo compito: essere garante dell'unità della nazione. Ma che tra Quirinale e Lega i rapporti siano peggiorati è davanti agli occhi di tutti. A irritare Napolitano, dicono fonti parlamentari, sarebbe la doppiezza della Lega. Nei colloqui al Quirinale mai gli esponenti leghisti hanno evocato il tema della secessione. Salvo sbandierarla fuori. Riguardo poi ai propositi “golpisti” che alcuni gli chiedono e altri sospettano possa avere, è stato il presidente della Repubblica, ieri, a chiarire la sua linea: «Devo seguire con molta attenzione, me lo impone la Costituzione, le vicende molto complesse del Paese, cercando di restare assolutamente imparziale rispetto ai partiti e alle posizioni politiche». Napolitano è un attento osservatore di quello che accade in Parlamento. Come gli impone il suo compito. Ma ritiene un punto di vanto del suo settennato il fatto di essere e comportarsi super partes. E a chi in queste settimane, pubblicamentee privatamente, lo hasollecitato a inviare un messaggio al Parlamento per sollecitare le dimissioni del presidente del Consiglio ha sempre risposto con un secco “no”. Per la ragione detta: non è suo compito interferire nella vita politica. Diverso è il discorso se in ballo ci sono i principi della Costituzione. O le regole del gioco. Così il riferimento dell'altro giorno alla necessità di cambiare legge elettorale conferma un orientamento a cui Napolitano potrebbe attenersi: non sciogliere il Parlamento fino a quando non sarà cambiata la legge elettorale.
Dopo il restyling riapre il Museo Gregoriano Egizio Dopo un mese di accurato restyling, riapre domani al pubblico il Museo Gregoriano Egizio, una delle mete preferite dei visitatori dei Musei Vaticani e anche il settore più visitato dalle scuole insieme alla Cappella Sistina. La risistemazione valorizza quel che resta dell'originario allestimento ottocentesco, inaugurato nel 1839 sotto il pontificato di Gregorio XVI e curato dall'egittologo padre barnabita Luigi Ungarelli. A Roncole Verdi il premio “Giovannino Guareschi” La giuria del premio Giovannino Guareschi (Stefano Zurlo, Michele Brambilla, Egidio Bandini, presidente Toni Capuozzo) ha assegnato il primo premio a Luisa Calderaro per «Ciò che unisce è più di ciò che divide» su Anzio Space, il secondo a Marina Corradi per «C'è da cantare e da far festa» su Avvenire e il terzo a Paolo Gulisano per «Guareschi faceva la morale, ma con un intento Candido» uscito su La Provincia di Como. Il patrimonio dello storico Il tesoro dimenticato di Gioacchino Volpe Considerato fascista, nel dopoguerra fu cancellato dalla cultura «ufficiale». Ora i suoi archivi giacciono nell'incuria. Comprese le lettere con i grandi Soffici e Prezzolini, che pubblichiamo ::: DAVIDE BRULLO Chi è Gioacchino Volpe? Un tipo che dà fastidio. A quarant'anni dalla morte (capitata il primo ottobre del 1971), Volpe vivela damnatio memoriae che si riserva ai colpevoli. Nato a Paganica nel 1876, Gioacchino Volpe è stato il grande storico della Nazione italiana. Autore di libri importantissimi e decisivi, che, davvero, hanno fatto l'Italia (da L'Italia in cammino, 1927 a L'Italia moderna, 1949-1952), di studi micidiali sul Medioevo (scavando le origini dell'Italia che sarà: da Medio Evo italiano, 1923 e Il Medioevo, 1927), la sua colpa è stata quella di essere fascista. Insieme a Giovanni Gentile (compagni di studi alla Normale di Pisa), ha creato la cultura italiana sotto l'egida del fascismo: paradigmatica è l'impresa dell'Enciclopedia Italiana Treccani, «indiscutibilmente la più grande rassegna che sia mai stata tentata fino ad oggi dalla cultura del nostro Paese» (le parole non sono del Duce, ma di Norberto Bobbio, 1972). Tuttavia, fascista atipico, libero pensatore e libero battitore, «uno spirito agile e complesso», come lo descrive Mussolini, il quale, stando ai Taccuini di Yvon De Begnac, ne rimprovera la spavalderia: «Ho parlato chiaro al professor Volpe. Gli ho scritto che sempre più consistentemente la voce dell'Acca demia [di cui Volpe è segretario generale dal 1929 al 1934, ndr] mi disturba...». Nel 1943 la rottura definitiva: Volpe non aderisce alla Repubblica di Salò, il Ministero della Cultura popolare fa sequestrare le copie dell'Italia moderna nella cui prefazione lo storico esalta «quella calda unione di Re e di popolo, in che veramente l'Italia si attua». Nell'edizione Sansoni dell'opera (1948) è Volpe a ricordare quei giorni di tenebra: «Non erano, allora, parole molto ortodosse, per chi, a forza di parlare di “Italia fascista”, si era scordato dell'Italia e presto mise in bando il Re. Perciò del volume fu impedita la diffusione, poco dopo la sua comparsa, anzi fu sequestrato presso i librai». L'accusa? Quella di trattare la storia «da storico e non da libellista». Fascista dissidente, ma non traditore: nel maggio del 1945, all'ex allievo Walter Maturi, Volpe precisa che «non son di quelli che, pur di sbarazzarsi del regime hanno invocato la sconfitta». La libertà, dea superba e maligna, si paga fino in fondo. I cecchini antifascisti, i ghigliottinatori dell'Italia postbellica misero alla gogna Volpe. L'Unità (27 settembre 1952) relega l'insigne storico tra i «relitti del passato», gli «uomini finiti»; La Voce repubblicana (6 luglio 1949) lo cita come «ex storico mediocre» propagatore della «peggior cialtronaggine pseudoculturale». Di lì a poco il figlio Giovanni Volpe (1906-1984) fonda, nel 1962, a Roma, l'omonima casa editrice che diviene un faro della cultura “di destra”, pubblicando, tra gli altri, Ernst Jünger e Charles Maurras, Dreu La Rochelle e Julius Evola, è spazio aperto a giovani pensatori come Stenio Solinas, Francesco Perfetti e Marcello Veneziani... L'opera di Volpe, è ignorata dalle università (a Roma, dove Volpe insegnò fino al 1940 e a cui sottrassero la cattedra dopo la Seconda guerra, perché era dalla parte degli “sbagliati”), è pubblicata a singhiozzo dall'editoria nostra, senza un programma che preveda una riedizione delle stesse, con studi e aggiornamenti. Del suo stesso nome si fa scempio. All'Aquila esiste una Onlus che si chiama Centro Studi Gioacchino Volpe (www.centrostudigvolpe.it). Si organizzano progetti «per l'impiego di volontari in servizio civile in Italia», corsi «a favore dei giovani amministratori dei Comuni della Provincia dell'Aquila», si presentano libri sui «Giovani e la sicurezza stradale», si impalcano workshop sui «comportamenti alimentari degli studenti nelle zone montane della provincia dell'Aquila». Tra tutte le attività presentate nel sito - ne sono censite 21 - soltanto una è dedicata a Gioacchino. A Santarcangelo di Romagna, la terra dove Volpe va a morire, di quiete e di amore (vi nasce il figlio Giovanni, la villa è della moglie Elisa Serpieri), esiste un Fondo, nella sede della Biblioteca comunale Antonio Baldini, che vegeta nell'incuria: nell'arco di vent'anni è stato fatto un inventario del materiale, che appare immane (leggiamo che «comprende 2.300 volumi e diversi periodici che costituiscono ciò che è rimasto della biblioteca personale dello storico. Il fondo comprende 19.900 schedine di lavoro manoscritte, vari dattiloscritti, appunti e circa 2.000 tra opuscoli e stampe varie»), ma non sono previste opere di manutenzione, né ricerche scientifiche. Naturalmente, né la Biblioteca né il Centro Studi hanno intenzione di commemorare l'anniversario della morte di Volpe. Lo facciamo noi, allora, inventandoci “topi di biblioteca”. Grazie all'aiuto prezioso di Amedeo Volpe, il bisnipote di Gioacchino (nasce da Andrea Volpe, figlio di Giovanni Volpe), l'ultimo dei Volpe (tra gli eredi nessuno più tranne lui ha in dote il cognome di Gioacchino), siamo andati a visitare il Fondo. Scoprendo meraviglie, sciando tra le epistole di Benedetto Croce e quelle di Riccardo Bacchelli, di Gaetano Salvemini e di Mario Missiroli. C'è perfino una missiva di Alfred A. Knopf (il più grande editore statunitense) che progetta una edizione americana delle opere di Volpe. In attesa di sonori studi, pubblichiamo due lettere inedite: di Ardengo Soffici e di Giuseppe Prezzolini. Per te uscire in Usa è impossibile Poggio a Caiano, 29 maggio '49 Caro amico Volpe, ho il rimorso e anche un po' la vergogna di non aver ancora risposto ad alcune delle tue lettere che pure mi sono giunte gratissime. Questi sentimenti trovano tuttavia in me qualche attenuazione, stante che ho saputo da amici comuni che tu stesso non rispondi con troppa puntualità alle lettere e che forse soffri della stessa malattia la quale rende a me difficilissimo e pesantissimo e quasi odioso prendere in mano la penna. Una vera fobia. Comunque sia ti ringrazio con tutto il cuore delle tue amichevoli espressioni, del tuo ricordo, assicurandoti che anch'io nutro per te gli stessi sentimenti e conservo il ricordo non solo di Castiglione dello Stiviere, ma anche di quella notte di battaglia sul Piave dove io, ufficiale di collegamento della Quinta armata, venuto a prendere notizia circa l'esito dell'azione - ti trovai addetto al Comando di Caviglia. Altri ricordi e vincoli di un tempo grande, felice, onorato e indimenticabile mi stringono a te, collaboratore alla grandezza e custode dell'Italia, che la canaglia e la delinquenza stavano avvilendo e disonorando. Quello che ho poi saputo e visto di te hanno raddoppiato la mia stima e la mia simpatia per il vecchio commilitone e collega. Ho letto ultimamente nel Tempo pa role tue di grande saggezza nobiltà ed efficacia. Sappi che siamo perfettamente d'accordo. Anche forse in certe speranze e fedi. Se scrivi a tuo figlio, salutalo per me. I giovani fanno bene a fare quel che fanno: noi vittime ammaestrate abbiamo altra funzione. Dovremmo mettere i giovani sull'avvi so troppo spesso, ma non bisogna attutire gli entusiasmi giovanili con l'esperienza dei vecchi. ARDENGO SOFFICI New York, 30 aprile 1961 Caro Volpe, scusami se non ho risposto subitoalla tua.Come puoi immaginare, son state le mie occupazioni di “venditore all'ingrosso e al minuto” di parole che mi hanno distratto. Tu sai che in questi ultimi anni la mia stima del valore di quello che si pubblica è andata diminuendo con velocità progressiva. Ma la tua lettera fu una sorpresa gratissima e mi riportò a quei tempi sui quali desideri un'in formazione, ossia di quando Anzillotti ed io (di riflesso) cercavamo di far capire agli Italiani il valore dei tuoi studi. Pur troppo non posso darti quella informazione. Non ho una raccolta di quegli articoli. Fu probabilmente nel Resto del Carlino e bisognerebbe esaminar la raccolta. Io non posso farlo. Forse qualcuno che lavora con il bravo Spadolini potrebbe far la ricerca. Quanto al tuo libro, che spesso consulto in biblioteca, non credo che un'opera in tre volumi possa aver la fortuna di trovare un editore in America. L'inte resse degli Americani per l'Italia è grande quanto alla moda, alle scarpe ed ai romanzi con molti lenzuoli sporchi; ma per la storia dell'Italia contemporanea è assai minore di quello che occorre per arrischiare la forte spesa di un'edizione, che qui parte dalle 5000 copie. Anche il libro dello Smith fu pubblicato non da una vera casa editrice ma da una università e forse con i fondi di qualche Fondazione. Anche io ti seguo nella tua attività, che gli anni non hanno deviato, ed ho ricevuto proprio pochi giorni or sono la raccolta dei tuoi articoli fatta dai nostri amici del Borghe se. Mi auguro che ti dia più soddisfazione che non dà a me lo scrivere, curvo sotto il peso della sua inutilità. GIUSEPPE PREZZOLINI Che giorni felici durante la guerra Sopra, lo storico Gioacchino Volpe (1876-1971). A fianco, la lettera di Prezzolini. Olycom . SCAMBIO TRA MAESTRI
20 Domenica 2 ottobre 2011 ATTUALITÀ @ commenta su www.libero-news.it IL MONUMENTO ROMANO A GIOVANNI PAOLO II . Fermato a Lucca in stato di ebbrezza Il contrappasso di Mr etilometro Guida ubriaco e perde la patente La sua azienda produce l'alcol test che gli è costato il ritiro dell'auto di lusso ::: PAOLO UGGÈ * Uno studio di Mediobanca mostra come nei primi sei mesi del 2011 i profitti per le società del settore energetico abbiano registrato una crescita di fatturato dell'11 per cento e quelle manifatturiere del 14 per cento, in perfetta sintonia con il ritorno alla crescita del fatturato delle imprese italiane che nel 2010 hanno fatto registrare un più 64,2 per cento nell' utile netto. Unico dato negativo l'occupazione: meno 0,5 per cento. Ci aspettavamo reazioni, commenti, addirittura possibili smentite (da parte di coloro per i quali con un Governo «nemico» nulla può andar bene) ma, non avendone registrate, a tutt'oggi, non possiamo che ritenere quei dati rispondenti alla situazione reale. Abbiamo anche atteso gli interventi dei rappresentanti dei lavoratori: li immaginavamo preoccupati del fatto che, pur di fronte a una situazione che dimostra segnali più che incoraggianti, si registrasse un così evidente calo dei lavoratori occupati. Pensavamo che ne chiedessero le ragioni. Macchè. Silenzio assoluto. Peccato, avremmo potuto fornire loro una risposta, almeno per quanto riguarda il settore delle imprese di trasporto. Le federazioni della Conftrasporto, in sede di rinnovo del Contratto di lavoro del settore, avevano segnalato con preoccupazione quanto stava accadendo, presso le imprese del settore, ai sindacati dei lavoratori. Ma questi, dando un'interpretazione soggettiva alle disposizioni comunitarie e nazionali, hanno sottovalutato il problema che invece, dati alla mano, sta avendo pesanti ricadute sui livelli occupazionali. Lo studio di Mediobanca «sfuggito» a molti esperti dell'informazione economica sembra confermare quanto azzeccate fossero le preoccupazioni della parte imprenditoriale della Conftrasporto. Conferma che il fenomeno si sta allargando e a pagarne le conseguenze sono i lavoratori italiani mentre a trarne i profitti sono solo le imprese che chiedono al Governo interventi e aiuti e intanto assegnano gli appalti a imprese straniere. È solo così che si spiega l'equazione «meno lavoratori italiani occupati, più fatturato e più utili». Come combattere una simile catastrofe? Per esempio vincolando gli aiuti economici a quelle imprese che garantiscano almeno il mantenimento dei livelli occupazionali. *Vicepresidente nazionale di Confcommercio, consigliere del Cnel e presidente nazionale di Fai Conftrasporto Aiuti alle imprese ma soltanto se creano lavoro Ruote d'Italia ::: GIRODANO TEDOLDI Venerdì sera un imprenditore della Lucchesìa, C. R. di 46 anni, ha tirato fuori la sua Audi A3 dal garage, prezzo di listino 40mila euro, e ha pensato bene di scorazzare un po' sulla circonvallazione di Lucca, dove si trovano i locali cosiddetti di tendenza, quelli che fanno i cocktail che si bevono a Manhattan (più o meno). Dopo una settimana di duro lavoro, spesa a trattare la vendita dei suoi prodotti così utili alla sicurezza e al decoro pubblico, anche e soprattutto un imprenditore di provincia ha il sacrosanto diritto di svagarsi un po'. Purtroppo per lui, però, a fine serata è rimasto appiedato, per via della confisca della vettura, del ritiro della patente e dell'annessa multa. In un certo senso si è incastrato da solo, o meglio, con uno dei suoi articoli così apprezzati dalle pattuglie della polizia stradale. L'imprenditore lucchese, infatti, è incappato in un controllo con l'etilometro, per l'appunto il genere di articoli di cui egli è fornitore. LA BEFFA Le agenzie non rivelano se l'alcoltest che l'ha pizzicato con un tasso di alcol nel sangue due volte superiore al consentito sia uscito dalla sua azienda. Se così fosse avrebbe potuto tentare un'estrema, disperata difesa con gli uomini della stradale: signori, vi ringrazio per avermi fermato, questa sera ero proprio uscito con l'idea di ubriacarmi e mettermi al volante della mia Audi per testare l'efficacia degli etilometri di mia fabbricazione. Come potete constatare, funzionano benissimo, misurano esattamente un tasso alcolemico di 1,5, non c'è possibilità di errore, confermo che è il tasso corrispondente ai bicchierini che mi sono tracannato, tutto al fine di evidenziare come i miei etilometri siano i più precisi e affidabili in commercio, e mi compiaccio che voi, implacabili guardiani della strada, li adottiate per sanzionare come meritano quegli irresponsabili che si mettono ubriachi come sono io alla guida di vetture come la mia Audi A3, in grado di raggiungere una velocità massima di circa 220 kilometri orari. Voi capite, quando si è alla guida di vetture così potenti, un tasso alcolemico come quello che il mio etilometro ha rilevato, con la massima imparzialità, persino su di me che li vendo, è un vero e proprio pericolo per l'incolumità propria e altrui. E la pantomima sarebbe potuta continuare. Forse in questo modo l'imprenditore avrebbe strappato un sorriso agli agenti della stradale e il ritiro della patente più il sequestro dell'auto sarebbe avvenuto in un clima di giocoso contrappasso. Comunque l'uomo ha tenuto un comportamento esemplare, nulla a che fare con un altro imprenditore (non del ramo etilometri, però) che qualche anno fa, a Terracina, terrorizzato dall'eventualità di essere fermato e subire il sequestro della sua Mercedes, costrinse gli agenti a un breve inseguimento per le vie della cittadina costiera laziale, neanche fosse un pericoloso latitante o Gassman in una scena del Sorpasso. IPOTESI TERRIBILE Come si sa, e com'è giusto che sia, la soglia sopra la quale scatta il ritiro della patente e il sequestro dell'auto si raggiunge molto facilmente, non è necessario bere una bottiglia di vodka, basta qualche birra. Perciò la sola ipotesi dell'alcoltest getta nel panico gli affezionati conducenti di Audi, Mercedes e altre vetture di pregio che, dopo la confisca, rischiano di finire irrevocabilmente all'asta. Sorte che toccherà anche alla amata A3 dell'imprendi tore di etilometri, a meno che egli non accetti di sottoporsi a un periodo di affidamento ai servizi sociali. Un'esperienza che troverà formativa anche da un punto di vista professionale, dopo potrà dire di essere davvero un esperto del ramo, come chi escogita una nuova arma e poi la collauda su di sé. E non è detto che tra i turni ai servizi sociali non possa tornare al rito dell'aperitivo del venerdì, anche se a piedi e magari ordinando non un Negroni ma un analcolico alla frutta. Un etilometro Oly Vandali contro la statua del Papa Vandali in azione contro la statua di Giovanni Paolo II. Ieri il monumento a Wojtyla, inaugurato nel maggio scorso alla stazione Termini di Roma, è stato sfregiato con una stella nera a cinque punte. Si tratta dell'opera dello scultore Oliviero Rainaldi, alta cinque metri, che raffigura in maniera stilizzata Wojtyla nel gesto di abbracciare un bambino. I vandali avrebbero agito nella notte. La polizia sta ora setacciando le immagini delle telecamere per dare un volto ai responsabili. L'area intanto è stata messa in sicurezza e oggi si procederà a un intervento di pulizia. RI. CA. Il quotidiano campano «Metropolis» Il giornale annuncia le nozze del pentito E il clan svuota tutte le edicole Con lui un complice di 17 anni Fermato il killer del machete È un romeno diciannovenne ::: MONICA GIAMBERSIO NAPOLI Il giornale dà l'annuncio del matrimonio del boss rinchiuso in carcere, i parenti non gradiscono e cercano di di bloccare l'uscita del quotidiano. È il grottesco episodio avvenuto ieri mattina tra Torre Annunziata e Castellammare, in provincia di Napoli. Tutto è iniziato alle 6.30, quando quando alcuni membri del clan D'Alessandro hanno fatto irruzione nella redazione del quotidiano Metropolis e hanno avanzato la paradossale richiesta di ritirare tutte le copie del quotidiano delle edicole, nonché di evitare che la prima pagina del giornale comparisse nella consueta rassegna stampa di Metropolis Tv. Motivo? La testata si era permessa di divulgare, spiattellandola in prima pagina, la notizia del matrimonio del boss Salvatore Belviso, fermato il 10 ottobre del 2009 con l'accusa di essere uno dei presunti autori dell'omicidio di Luigi Tommasino, il consigliere comunale del Pd ucciso il 3 febbraio dello stesso anno a Castellammare. L'uomo in carcere si era pentito e stava collaborando con gli inquirenti. ::: TORINO Lo braccavano da quando non c'erano più dubbi sulla sua identità: si chiama David Cristian Alexa e ha solo 19 anni il presunto assassino del machete. L'hanno preso nel tardo pomeriggio di ieri gli uomini del nucleo investigativo e della Compagnia Oltredora di Torino perché gravemente indiziato dell'omicidio di Gheorghe Cimpoesu. La vittima, romeno di 22 anni, giovedì sera era stata massacrata per strada a Torino, riportando anche l'amputazione della mano. A fornire ai carabinieri i dettagli per la sua identificazione è stato il complice, un minorenne che era presente al momento dell'aggressione e che è stato fermato con l'accusa di concorso in omicidio volontario. Il giovane, che ha 17 anni, ha raccontato di essere il proprietario dell'arma e di aver dato un appuntamento alla vittima insieme ad Alexa. Al feroce omicidio hanno assistito dai balconi centinaia di persone.
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4 Domenica 2 ottobre 2011 PRIMO PIANO @ commenta su www.libero-news.it Gli imprenditori bocciano la compagna Emma La tassa sui patrimoni non convince Confedilizia e Confagricoltura. La Confapi (120 mila aziende): non è in certi salotti che gli interessi delle pmi vengono tutelati OSTILITÀ Le piccole associazioni diffidano delle grandi confederazioni che hanno firmato il manifesto: «C'è anche molta confusione sui contenuti» scontri di potere «AULA CRIMINALE» Di Pietro attacca «La maggioranza compra i voti» ROMA «L'altro giorno abbiamo assistito al classico voto di scambio di stampo mafioso: la maggioranza ha comprato il voto di alcuni che non erano stati eletti nel centrodestra con un posto di ministro. Siamo di fronte ad un Parlamento criminale ed eversivo». Antonio Di Pietro non si smentisce e, con la mente ancora alla pronuncia dell'Aula sulla mozione di sfiducia nei confronti di Saverio Romano, ministro delle Politiche agricole, torna a sparare alto. «È eversivo anche il comportamento del ministro dell'Interno», ha aggiunto il leader dell'Italia dei valori nel comizio alla manifestazione di Sel a piazza Navona. Roberto Maroni, ha attaccato, «che si vanta di combattere la criminalità e di sciogliere qualche consiglio comunale, ma poi fa parte di un consiglio dei ministri dove c'è qualcuno per cui c'è una richiesta di rinvio a giudizio per mafia. Se non riesce a sciogliere il consiglio dei ministri, o si dimette o è complice». Immediate le reazioni della maggioranza. «Linguaggio inaccettabile. Promuoverò una denuncia contro Di Pietro per vilipendio delle istituzioni», annuncia Maurizio Gasparri, capogruppo del Pdl al Senato. Per il suo omologo a Montecitorio, Fabrizio Cicchitto, «che un leader politico affermi che prima o poi ci sarà un morto in piazza e che poi dichiari che governo e Parlamento sono eversivi significa che siamo di fronte alla sistematica demolizione di qualunque normalità e civiltà». Quindi l'invito alla riflessione, su «questo permanente incitamento all'odio», rivolto alle «maggiori autorità istituzionali del Paese». «Eversivi sono lui e certi suoi comportamenti spesso sopra le righe e poco rispettosi delle istituzioni», aggiunge Marco Reguzzoni, capogruppo della Lega alla Camera. T.M. ::: ANTONIO CASTRO L'aut aut del leader (uscente) di Confindustria non è stata digerita proprio da tutti i colleghi del mondo associativo. Quantomeno, se si condividono (parzialmente) i presupposti per dare una scossa all'attività di governo, emergono, con il passare dei giorni, posizioni differenti, puntualizzazioni e prese di distanza. E forse a pesare di più - nel confronto con Confindustria, Abi, Rete Imprese, Alleanza Cooperative ed Ania soci fondatori di quello che è stato definito come il Partito della Patrimoniale - è il timore chi vede in questo cartello di poteri forti un pericolo più che una risorsa. «Difficile credere che a tutelare gli interessi delle Pmi possano essere organizzazioni che raccolgono grandi aziende, gruppi bancari e centrali cooperative», riflette allarmato il presidente di Confapi, Paolo Galassi. La Confederazione guidata da Galassi raccoglie oltre 120mila piccole e medie aziende (vale a dire che rappresenta circa 2,3 milioni di lavoratori) e al gioco di salire sul carro confindustriale proprio non ci sta. «Ora bisogna passare ai fatti concreti». Insomma, «pur condividendo l'iniziativa di Confindustria», puntualizza seccato Galassi, «tuttavia non si può condividere il metodo salottiero scelto per “fare cartello” e intestarsi la titolarietà di proposte frutto di un intenso lavoro a cui abbiamo partecipato anche noi insieme ad altre organizzazioni di rappresentanza». A fare i portatori d'acqua a viale dell'Astronomia le piccole e medie imprese non ci stanno. E non è poco considerando la struttura imprenditoriale italiana. E poi non sono le uniche. Quel sì sventolato sull'eventua le patrimoniale, come panacea di tutti i mali finanziari del Paese, proprio non è stato digerito da Confedilizia, l'associazione che raggruppa i proprietari di immobili. «Sulla patrimoniale», replica il presidente della Confedilizia, Corrado Sforza Fogliani, «c'è molta confusione, anche fra i suoi sostenitori (molti dei quali la precisano, solo immobiliare o anche mobiliare? in termini contraddittori). Il problema, comunque, l'ha centrato il ministro Romani: in Italia, c'è una differenza sostanziale fra reddito e patrimonio». Sulla stessa lunghezza d'on da anche la maggiore associazione che raduna gli agricoltori. Per Confagricoltura, infatti, «l'ipotesi di una patrimoniale a cui Confindustria, Abi, Rete Imprese, Alleanza Cooperative ed Ania paiono avvicinarsi non è accolta con favore». E i vertici dell'associazione chiariscono anche perché: «Questa tassa oltre a sottrarre quote di risparmio e di investimenti senza ricadute positive sensibili su Irpef ed Irap, andrebbe a colpire i beni immobili, deprimendo il mercato fondiario. Le imprese agricole, che hanno nel loro patrimonio di terreni e fabbricati rurali gli stessi mezzi fondamentali di produzione», prosegue la Confagri, «non possono accettare di veder colpita la fonte primaria del loro lavoro». Insomma, «il settore, così come l'intero sistema-Italia, deve essere rilanciato, non debilitato da altre tasse». Insomma, la “banda dei 5”, come le piccole associazioni in disaccordo con i grandi definiscono sommessamente i firmatari del “Progetto delle imprese per l'Italia”, avranno anche presentato un documento unitario. Ma che non accomuna tutte le sensibilità. E gli interessi. ::: LA SCHEDA IL PROGETTO PER L'ITALIA Venerdì è stato presentato, su iniziativa della presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, il “Progetto delle Imprese per l'Italia”, firmato da Confindustria, Abi, Ania, Rete Imprese Italia e Alleanza delle Cooperative. Il piano è articolato su cinque punti: riforma delle pensioni, tagli alle imposte su imprese e lavoratori bilanciati dall'introdu zione di una patrimoniale, dismissioni del patrimonio pubblico, liberalizzazioni e investimenti nelle infrastrutture. IL RICATTO AL GOVERNO «Dalle imprese proposte forti e coraggiose», ha detto la Marcegaglia, «se non andranno avanti valuteremo se lasciare i tavoli di confronto con il Governo». Il commento Dalla Marcegaglia solo fumo E sul debito nemmeno una parola ::: GUIDO SALERNO ALETTA Non ci siamo: non ci poteva essere peggiore esordio per la Confindustria barricadera, quella che da qualche settimana si è messa di traverso, fa la voce grossa e presenta in pompa magna addirittura un Progetto delle imprese per l'Italia. Siamo d'accordo, «salvare l'Italia non è uno slogan retorico» (...). Il documento della Confindustria non è nemmeno una rimasticatura, una logora sinossi di luoghi comuni, scialbo com'è: è qualcosa di molto simile al diktat. Ci sono affermazioni che lasciano perplessi, non solo per il tono adoperato, quanto per il contenuto. Prima fra tutte quella secondo cui «la discussione sui temi da noi proposti è da tempo ormai matura e non necessita di ulteriori approfondimenti». Forse, invece, è arrivata l'ora di fare il contrario, di mettere in chiaro i numeri, cominciando da quelli della previdenza. Già, è la regina di tutte le riforme: «Un settore fondamentale di intervento dal quale non si può prescindere», secondo il Progetto. Ma i numeri, quelli veri dello squilibrio previdenziale, quelli non ci sono: si parla delle pensioni di anzianità da abolire, dell'innalzamento dell'età per il pensionamento delle donne, dell'adeguamento del sistema alla più lunga speranza di vita. Manca qualsiasi accenno al vero buco del sistema previdenziale, a quell'1% del pil bruciato annualmente per pagare lo squilibrio delle gestioni che stanno più care a Confindustria e alle altre associazioni che hanno collaborato alla redazione del Progetto: le pensioni dei dirigenti dell'Inpdai, dei dipendenti delle ex concessionarie di Stato, degli artigiani e dei commercianti. A volerli leggere davvero, i dati del Fondo pensioni dei lavoratori dipendenti sarebbero ben altri: in attivo di ben 7 miliardi l'anno, ma sono stati zavorrati a dovere. I soli lasciti della disciolta gestione dell'Inpdai, quella dei dirigenti di azienda che si muovono al passo di Confindustria, superano i 10 miliardi di euro. PAROLE VUOTE Più si va avanti nella lettura del progetto e più ci si rende conto che di salvare l'Italia non se ne parla: si salvano solo i profitti delle imprese. A questo serve la patrimoniale che si propone di introdurre: non per tagliare il debito pubblico, come tutti ci chiedono e come ci eravamo illusi di leggere. No, il gettito di 6 miliardi l'anno della patrimoniale viene destinato per 3,9 miliardi ad aiuti diretti e indiretti alle Per gentile concessione di Milano Finanza, pubblichiamo ampi stralci dell'intervento dell'econo mista Guido Salerno Aletta PARLA JOHN ELKANN «No a proclami e proposte generiche» «Non è tempo di proclami, di critiche, di proposte generiche». Cari imprenditori, non piangete per la crisi, fate come noi, approfittate delle occasioni per fare shopping. È il messaggio che il presidente Fiat, John Elkann, ha voluto dare al convegno “L'impresa familiare: modelli e prospettive”, organizzato dalla fondazione Courmayeur. «Quando vediamo il momento che si sta attraversando, quello che ci dà molta forza è la convinzione che la crisi passerà e che siamo preparati a cogliere le opportunità che verranno fuori», ha detto. Elkann ha ricordato che «la metamorfosi di Fiat è stata possibile grazie alla crisi del 20082009, che le ha consentito di cogliere l'importante opportunità di Chrysler». «La Chrysler - ha ricordato - ha cambiato per sempre quella che era la Fiat. Oggi insieme, Fiat e Chrysler, sono una società che produce 4 milioni di auto all'anno. Un cambiamento che è stato possibile grazie alla crisi attraversata, che ci ha consentito di cogliere l'opportunità di Chrysler». John Elkann Olycom
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E sulle tessere: saremo rigorosi ::: Senza freni E ORA IL GOVERNATORE PUÒ LANCIARE LA CAMPAGNA PER PRENDERSI IL PARTITO ::: ROBERTO POLETTI Se il segretario nazionale del Pdl Angelino Alfano pensava di salire in Lombardia e sistemare i problemi interni al partito sfruttando la sua straordinaria abilità retorica è sicuramente rimasto deluso. Semplifico il concetto per i tanti lettori annoiati che non hanno la pazienza di approfondire leggendo le cronache e le interviste che riportiamo all'interno. Da ieri il governatore della Lombardia Roberto Formigoni è ufficialmente in corsa per un ruolo di primissimo piano a livello nazionale. L'assemblea regionale degli eletti del Pdl in Lombardia tenutasi a Pero ha visto la vittoria del presidente lombardo su tutta la linea. I cosiddetti malpancisti, coloro cioè che vogliono un po' più di democrazia all'interno di un partito troppo monopolizzato dal padre padrone Silvio Berlusconi, hanno finalmente ottenuto quel che volevano. Mai più decisioni calate dall'alto ma congressi veri in tempi rapidi, confronto serio. Significa allora che andranno avanti quelli che hanno idee, quelli capaci di prender voti, quelli che hanno carattere. Dunque è il momento del Celeste, che dovrà combattere una dura battaglia interna ma parte già con quasi metà partito dalla sua e un indiscutibile consenso personale trasversale. Roberto Formigoni, per alcuni, può mettere ordine nel disastro del Pdl, rendendolo un partito forte anche dal punto di vista dei contenuti, delle battaglie e dei programmi. Formigoni è l'unico che può regalare credibilità e voti a un partito che fa acqua da tutte le parti. Uno dei pochi rimasti in circolazione che può guidare questo Paese in anni difficilissimi. Un gioco da ragazzi, il confronto interno, per uno che in questi anni di rospi ne ha dovuti ingoiare parecchi, che ha dovuto trattare con coordinatori regionali scelti dal Cavaliere. Ora Roberto Formigoni è libero. Libero di spiegare a tutti le sue idee per l'Italia. Meglio tardi che mai. Lui, il padrone di casa, Roberto Formigoni, non le manda a dire. «Mi aspetto che Angelino Alfano faccia partire il grande viaggio per la modernizzazione del partito iniziando dall'indicazione della data dei congressi». L'altro, il neosegretario, Alfano, che come promesso ha avviato in Lombardia il suo tour nel cuore del popolo azzurro, gli risponde a stretto giro, alla fine alla assemblea regionale degli eletti del Pdl a Pero. «I congressi? In Lombardia, come in tutta Italia, quelli provinciali si terranno ai primi di dicembre. A seguire ci saranno anche i cittadini». Soddisfatto il presidente? Per adesso sì. Per adesso, appunto. Perché Formigoni aveva chiesto anche altro, per esempio la data per l'elezione dal basso del segretario regionale, magari subito dopo Natale...». Si parla di primarie, argomento delicato. E allora sarà il caso di accontentarsi delle indicazioni, per la verità non poche, arrivate dal discorso dell'ex ministro della Giustizia. TOBIA DE STEFANO a pag. 43 Braccio di ferro sulle pattuglie miste La Russa avvisa Pisapia: «Vuoi i soldati? Pentiti» SCONTRO SUI NOMADI Il diktat di Maroni «Il piano rom non si tocca» di MASSIMO COSTA Il ministro dell'Interno Roberto Maroni avverte Pisapia: «C'è un piano nomadi che va portato avanti». Domani incontro con il prefetto Gian Valerio Lombardi a pagina 42 PIAZZA VIETATA ALLA MODA, MA NON AI PASTORI . Pecore al pascolo in piazza Duomo Un gregge di settecento pecore ieri mattina ha letteralmente invaso piazza Duomo. Non è l'arca di Noè, ma semplicemente il set cinematografico allestito per girare il documentario «L'ultimo pastore» di Mario Bonfanti. Una pellicola sulla storia di Renato Zucchelli, ultimopastore nomaderimasto aMilano, che si muove con il suo gregge fra le case, le strade e gli ultimi spazi verdi di una fra le più industrializzate città d'Europa. Sotto gli sguardi incuriositi dei milanesi, tra i quali moltissimi bambini, ma anche di diversi turisti, gli ovini hanno sfilato sotto la Madonnina come vere e proprie star. Ricoverato ottantenne Botte al disabile per 800 euro «Pisapia batta un colpo, non possiamo riportare a Milano i militari se non sono apprezzati». Ignazio La Russa guarda il calendario e lancia l'ultimatum al primo cittadino: i 350 soldati trasferiti a luglio lungo le coste torneranno in città «soltanto se il sindaco metterà da parte l'ideo logia. Altrimenti continueremo a fare il bene di tante altre località, anche governate dalla sinistra, che ce li richiedono». Il destino delle mimetiche ha le ore contate. Le pattuglie «estive» inviate da Milano lungo le coste della penisola stanno per esaurire il loro compito. Dopo il gran rifiuto di giugno, quando Pisapia rifiutò l'impiego delle pattuglie interforze nelle periferie, il ministro della Difesa getta ancora una volta il pallone nel campo di Palazzo Marino. «La scelta è indipendente dall'am ministrazione» dice La Russa, «ma mi sembra giusto che ogni sindaco possa scegliere il modello di sicurezza che vuole. Da milanese spero che Pisapia si ravveda e riconosca l'utilità di questo servizio». Il governo ha sempre cercato la sponda degli enti locali per decidere la dislocazione delle divise. Dopo il via libera di Letizia Moratti, che ha sfruttato sin dal 2008 la possibilità di presidiare con i soldati quartieri e punti sensibili, la retromarcia di Pisapia è arrivata poche settimane dopo il trionfo elettorale. SERVIZIO a pagina 42 Svista criminale Rubano al poliziotto. Arrestati Quando si dice la sfortuna. Sono finiti in cella due ragazzi brasiliani di 20 e 25 anni che ieri mattina in viale Argonne hanno tentato di rubare una moto. Peccato però che il proprietario, avvicinato dai due giovani, fosse un poliziotto libero dal servizio. I due brasiliani lo hanno preso a pugni e calci. Poi, dopo averlo gettato a terra e minacciato con una pistola, sono riusciti a portargli via la moto, scappando ad alta velocità. Ma la polizia aveva già raccolto diverse segnalazioni sui due. Tra le testimonianze, anche quella di un passante che ha immortalato la coppia prima della fuga. Così, l'allarme alla centrale è scattato immediatamente e ha permesso di bloccare i due fuggitivi che, nel frattempo, si erano rifugiati nel cortile di uno stabile in via Reina, a non più di 800 metri di distanza dal luogo dell'aggressione. Inutile il cambio d'abito per evitare le manette, così come il tentativo di resistenza. LINDA STROPPA a pagina 47 Non si arresta l'emergenza sicurezza in città. Stavolta il criminale non si è fermato neppure di fronte a una sedia a rotelle. La vittima è un uomo di 80 anni, milanese, costretto da anni su una carrozzina a causa dell'amputazione di una gamba. Ieri mattina era arrivato allo sportello delle poste di via Ugo Betti, zona ovest della città, come tutti i mesi per prelevare i suoi 800 euro di pensione. Da solo, spinto soltanto dalle sue braccia. Quando è uscito dall'ufficio è stato aggredito sul marciapiede deserto da un uomo, non ancora identificato, che lo ha colpito con almeno due schiaffi al volto. Poi, gli ha strappato dalle mani la busta che conteneva la pensione e ha fatto perdere le sue tracce. Il pensionato, invece, è stato immediatamente soccorso da alcuni passanti che lo hanno aiutato a rimettersi sulla sedia e chiamato gli operatori del 118. SALVATORE GARZILLO a pagina 47 ARREDA CON IL MASSELLO PROMOZIONI www.cadoroarredamenti.it CA D ORO' 'CA D ORO' ' Via De Amicis, 29/31 MILANO Tel. 02.8321130
Domenica 2 ottobre 2011 OPINIONI NUOVE Poste Italiane S.p.A. Spedizione in abbonamento postale D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004, n. 46) art. 1, comma 1, DCB Milano Prezzo all'estero: CH Fr. 3.00 / MC & F 2.00 / SLO 2.0 0. y(7HB5J1*KOMKKR ( FONDATORE VITTORIO FELTRI DIRETTORE MAURIZIO BELPIETRO * Con: ”Dolcezze al cioccolato” 6,0 0; ”Dolci tradizioni” 6,00; ”Il mastino dei Baskerville” 5,0 0. ANNO XLVI NUMERO 238 EURO 1,20* UN GOVERNO CON LE TOD'S Della Valle compra una pagina sui quotidiani per sfidare la politica e si prepara a una discesa in campo. Il suo amico Mastella nega, poi rivela: servirebbe un altro Silvio... PICCOLI BERLUSCONI CRESCONO di GIAMPAOLO PANSA Quelli che giocano allo sfascio e le “bombe” di Napolitano segue a pagina 5 Alfano nella tana di Formigoni In Lombardia risorge il Pdl E vuole già andare al voto Prima del Viagra Le pilloline blu di Mussolini di NICHOLAS FARRELL Ho appena finito di leggere quella che è probabilmente la più noiosa biografia di Benito Mussolini che abbia mai letto (e ne ho lette tante). Esce a Londra nei prossimi giorni, e solo a Londra, e si capisce il motivo. Però questo palloso libro, scritto del giornalista della Rai Roberto Olla, contiene una piccola notizia che non sapevo, cioè: col passare degli anni Mussolini, (...) L'ANTI OBAMA Obeso for president Il candidato di tutti i ciccioni Usa di GLAUCO MAGGI a pagina 19 Cinquecento milioni contro 1600 La Rai vale un terzo del canone di FOSCA BINCHER La cifra è lì, quasi nascosta nella tabellina sulle privatizzazioni che Giulio Tremonti ha diffuso durante un seminario il 29 settembre scorso. Rai holding, partecipata al 99,5% dal ministero dell'Economia. Valore della quota: 528 milioni di euro. Quasi spiccioli. Che andranno spiegati ai veri azionisti indiretti, i telespettatori (...) MODELLO COMUNISTA Per far concorrenza al gigante cinese vivremo da schiavi di FRANCESCO BERTOLINI a pagina 16 segue a pagina 15 segue a pagina 31 segue a pagina 9 RENATO BESANA a pagina 9 Non solo Montezemolo... DIEGO ADESSO VUOL FAR LE SCARPE AL CAVALIERE di MAURIZIO BELPIETRO Silvio Berlusconi ha molte colpe. La principale è aver illuso tante persone, convincendole che passare dagli affari alla politica sia un gioco da ragazzi. Scendendo in campo e fondando un partito in quattro e quattr'otto, il Cavaliere ha fatto credere a frotte di imprenditori di successo che basti niente per ripetere l'exploit ottenuto in azienda anche fra gli elettori. Non c'è solo Montezemolo, il quale - conquistato ciò che poteva conquistare alla guida della Ferrari - ora sogna di vincere anche il gran premio di Palazzo Chigi. E non c'è solo Profumo, il quale cacciato dall'Unicredit ora si annoia al servizio dei russi. Oltre a banchieri e ai manager famosi che si stanno scaldando i muscoli a bordo ring, ora spunta un altro self made man. Si tratta di Diego Della Valle, capo di un impero partito dalle calzature a pallini e arrivato in tutto il mondo con marchi come Tod's e Hogan. La sua è una storia di miliardi e genialità. Il padre era un piccolo artigiano delle scarpe. Lui è diventato un mito del Made in Italy. Con le tomaie ha fatto talmente tanti soldi da poter acquistare (...) segue a pagina 3 La Grecia è vicina e mi fa paura. Vicina in senso geografico e per la crisi terribile che la devasta. È un malato grave, capace di contagiare chi è sano e chi sta così così. Le nazioni più a rischio sono tre: il Portogallo, la Spagna e adesso anche l'Italia. Così dicono gli esperti che analizzano il ciclone globale. Hanno ragione per quel che riguarda il nostro paese? Non lo so. Ma forse, con certezza, non lo sa nessuno. Anche per questo provo paura. I giornali pubblicano molte cronache su quanto accade in Grecia. Sembrano racconti di fantapolitica in versione horror. C'è un governo socialista debole, che si regge sul Pasok, un partito che nel parlamento ellenico ha la maggioranza assoluta, ma per soli quattro voti, 154 su 300. Il Pasok deve fronteggiare un paese in rivolta. Con un disordine spaventoso che in Europa non avevamo mai visto. (...) SÌ AL COLLE E AL REFERENDUM di MARTINO CERVO e FRANCESCO SPECCHIA a pagina 7 di TOBIA DE STEFANO L'apice dello scontro arriva quando si parla di plastica. E che c'azzecca la plastica? C'az zecca, perché Roberto Formigoni, salito sul palco dell'as semblea degli eletti lombardi del Pdl, si prende gli applausi della platea proprio quando stigmatizza il peana della Santanchè sul partito di plastica (il Pdl si intende). «Che in tanti (...) La pagina acquistata da Diego Valle su alcuni dei maggiori quotidiani per attaccare la politica spacca il Parlamento. Con sintassi zoppicante, l'inventore delle Tod's attacca tutta la classe politica («vergognatevi»). Si infuriano Pdl e Pd, godono Di Pietro e il Terzo Polo, Maroni apre: va ascoltato. Tra Confindustria, governo e Montezemolo, ecco cosa vuole davvero l'im prenditore secondo chi lo conosce bene. alle pagine 2-3 Maroni per salvare la Lega sventola bandiera tricolore Quel che divide Casini e la Chiesa di FAUSTO CARIOTI Archiviato Silvio Berlusconi, le gerarchie cattoliche non intendono però archiviare il lascito più importante del berlusconismo: quel patto (...) segue a pagina 13 Legge elettorale +#!=!"!"!?
11Domenica 2 ottobre 2011PRIMO PIANO @ commenta su www.libero-news.it Il Cav non le ha mai rinfacciato l'altezza? «Altrochè, ma mi vuole bene lo stesso...». Ma non sarà per i suoi 198 cm che non ha scelto lei come delfino? «Alfano raccoglie i frutti di dieci anni di vicinanza vera a Berlusconi. Non ho mai fatto ciò che ha fatto lui». Chissà i complessi da ragazzo. «Ero gobbo per stare a livello degli altri. “Stai dritto con le spalle”, mi diceva mia nonna. Come faccio io con mio figlio, che a 14 anni è alto 1 metro e 88». La sua prima cotta? «A 14 anni, lei era una del mio paese. Non ho mai perso la capacità di innamorarmi: sono statosposato 11annieora convivoda6 con una donna pugliese di cui sono molto innamorato». La sua prima volta? «A 16 anni con una compagna di classe, bellissimo. Sono stato molto fortunato con le donne, compresa la mia ex moglie con cui ho un ottimo rapporto». E l'amore per la politica quando è esploso? «Al liceo, ero rappresentante di classe». Divenne sindaco di Marene (Cuneo) a 25 anni. «Facevo il militare. Rientrai in caserma e dissi: “Mi hanno fatto sindaco”. Dopo due mesi licenza illimitata senza assegni in attesa di congedo». Fa tanto il liberal con il Cav, ma da sindaco era un bacchettone: emise la prima ordinanza in Italia contro le prostitute. «Il mio era un Comune di tremila anime e cento squillo. Quando venne un agricoltore a lamentarsi delle oscenità che aveva visto la figlia di quattro anni, non potendo vietare la prostituzione emisi un'ordi nanza per motivi sanitari. I papponi mi incendiarono l'auto e al bar qualche paesano mi insultò: “Ora mi tocca andare a troie in un altro Comune, non ti voto più”». Ce lo vede Alfano come suo leader? «Io e Angelino siamo fratelli. Ogni tanto ci scambiamo messaggini in cui sembriamo gay. Anche sms di insulti, che concludono: “Ti voglio bene, “anch'io”». Ok, ma Alfano leader... «È il futuro. Incarna l'innovazione berlusconiana della politica del fare e la migliore tradizione Dc». Non le rode neanche un po' che il prescelto sia lui? «Ho rosicato per alcuni ministri della mia generazione, ma per Angelino no». Cos'ha Alfano che manca a lei? «Io a un certo punto esplodo, lui mantiene la calma». Eppure nascete tutti e due democristiani... «Ma io sono uno che divide, lui unisce. E con l'arte della mediazione abbatterà tutti i galletti del pollaio». «Sono ancora incazzato nero e non solo con Tremonti...» Il sottosegretario alla Difesa contro il ministro: «Servono riforme, lui è troppo rassegnato. Bossi e la Libia? Non si decide al bar. Io e Alfano siamo fratelli, a volte sembriamo gay» ::: BARBARA ROMANO ROMA «Sono incazzato nero, questo vuole chiudere il ministero della Difesa». “Questo” è il titolare dell'Eco nomia, lui è Guido Crosetto, il Gulliver forzista divenuto portavoce dei malpancisti antitremontiani del Pdl. Reduce da un incontro a via XX Settembre, dov'è andato a discutere di dismissione del patrimonio immobiliare e dell'ennesimo taglio (1,4 miliardi, tanto per gradire) inflitto alle Forze Armate, il sottosegretario percorre con due falcate il corridoio del suo quartier generale invia Napolie irrompenell'ufficioche fudelDuce. «Quella è la scrivania di Mussolini quando era ministro della Guerra», proclama dall'alto del suo metro e 98 con un tono che tradisce un pizzico d'orgoglio. Di lui Tremonti ha detto: «Ho incontrato Crosetto e Brunetta. Mi sembrava di stare al bar di Guerre Stellari». Crosetto conferma: «È un casino galattico». Che fa, ruba le battute al nemico? «La battuta di Tremonti è giusta, viviamo una situazione surreale». È la sensazione che ha avuto lui quando ha visto entrare nel suo studio lei e il ministro Brunetta, mandati dal premier a giugno a discutere con lui di riforma fiscale. «Da allora Brunetta lo chiamo C1-P8, come il robottino di Star Wars, mentre io sono il droide D-3BO. Tremonti non ci ha offeso, ma la sua è fantascienza: io e Renato non siamo mai andati insieme da lui». Però mercoledì lei e Tremonti avete stappato un prosecco alla buvette di Montecitorio. «Eravamo in aula a votare contro la sfiducia al ministro Romano, non ci parlavamo da mesi e lui mi ha offerto un aperitivo. Ho accettato anche se sono a dieta». Si vede. Quanto ha perso? «Sono passato in tre mesi da 144 chili a 114». E come ha fatto? «Mangiando tre jogurt al giorno. La gente per perdere peso va nelle beauty farm, io quest'estate mi sono fatto cinque giorni in Afghanistan con 52 gradi». Vi siete almeno chiariti con Tremonti? «Abbiamo parlato di dismissioni immobiliari e gli ho dato suggerimenti per il decreto sviluppo». Non l'ha bacchettata per le sue intemperanze estive? «Ci siamo dati due o tre beccate. Lui: “Capisco che tutte lecose chedico iotupensi sianostupidaggini”. Io:“Ec co, l'hai detto”. E lui: “Reciproco”». Alla faccia della pace... «Sono ancora arrabbiato perché non è uno stupido e non può non capire che è il momento di fare riforme». La Russa ha annunciato tagli alla Difesa per 1,4 miliardi. Ma come si può sottrarre tanti soldi «senza toccare l'efficienza delle Forze Armate», come dice il ministro? «Non toccandole spese correnti,ma gli investimenti. Il ministero della Difesa è il più penalizzato. E siamo stufi di essere utilizzati come bandiera politica da stropicciare al bar sport. Non si decidono le missioni di un Paese seduti davanti a una bottiglia di vino, sproloquiando dopo le nove di sera». Ce l'ha per caso con Bossi? «La Lega non può decidere che bisogna stoppare la missione in Libia, che è andata benissimo, quando va prorogata solo di tre mesi a costo zero. Il peso internazionale di un Paese si misura anche dalla sua capacità di impegnarsi in una coalizione. Già contiamo poco, dando retta a loro conteremmo ancora meno». Lei era uno dei pochi ad andare d'accordo con Tremonti. Cos'ha combinato per renderla il peggior detrattore? «Questa manovra che ci porta indietro di vent'anni. Io arrivo al ministero il lunedì alle sette, riparto il sabato e passo il week-end in giro per il mondo a cercare di vendere gli aerei italiani. Vorrei che anche il ministro dell'Economia stesse ventiquattr'ore nel suo ufficio ed ascoltasse la gente. La politica lavora troppo poco». Sta dando a Tremonti del lavativo? «No, ma gli manca la capacità di confronto. È come se fosse rassegnato. Non si affrontano i problemi del Paese dicendo “tanto non cambia nulla”. Si può cambiare, invece. Lui deve cambiare, sennò se ne vada». Dica la verità, lo attacca perché vuole il suo ministero. «È vero che sono stato responsabile economico di Forza Italia e relatore della Finanziaria. Indubbiamente l'economia è la materia che mi piace di più e mi è stata offerta la possibilità di cambiare ministero. Ma non me ne andrei più dalla Difesa. Il senso dello Stato che c'è qui non l'ho trovato da nessuna parte». Chi metterebbe lei alla guida di Bankitalia? «Stiamo massacrando due grandissime personalità come Saccomanni e Grilli usandoli come clave, l'uno contro l'altro. Non vorrei che, facendone strumenti di lotta, distruggessimo due asset del Paese. Non importa se il Governatore sia di Roma o di Milano, ma che abbia autorevolezza. Dovrà rappresentare l'Italia in una fase in cui il futuro governatore della Bce, Draghi, per dimostrare di non essere condizionato dalla sua nazionalità sarà con noi più ostico di un tedesco o di un francese». Quando è all'estero non la imbarazza dover rappresentare un governo guidato dal premier del bunga bunga? «Mi imbarazza certa nostra magistratura. Ricordate qualcun altro che abbia subito centomila intercettazioni? Neanche Totò Riina. E quando avremo l'elenco completo di tutte le escort di Berlusconi? Dirò complimenti! Ogni nome ci è costato 200mila euro». Il premier non ci ha fatto fare una bellissima figura... «Se si facessero centomila intercettazioni su 60 milioni di italiani, si troverebbero una marea di atteggiamenti nonconsoni.Grandicapidi Statoavevanounavitaprivata che, se intercettata, avrebbe provocato lo stesso, se non più scandalo di Berlusconi». Voi antitremontiani del Pdl siete considerati il braccio armato del premier. «Mai parlato con Berlusconi di Tremonti, lui mi avrebbe calmato. Se tiene insieme la maggioranza è per la sua capacità di ingoiare rospi che io non manderei giù». Quando ha conosciuto il Cav? «Nel 1996 in Sardegna, in circostanze non politiche». Lei che è assiduo a villa Certosa, cosa succede lì? «Ho trascorso decine di serate a villa Certosa: cene di otto persone, con la mia mamma, la mia ex moglie, Alfredo Biondi e famiglia, ma anche con 50 invitati, dove c'erano la mamma di Berlusconi e suo fratello, imprenditori e veline. Magari il presidente suonava fino alle cinque del mattino. Ma non c'era niente del bordello che descrivono i giornali». “ . Confessioni Guido Crosetto LE PRIME VOLTE AL LICEO Da ragazzo ero gobbo e mia nonna mi sgridava. La prima volta a 16 anni con una compagna di classe, l'amore per la politica sempre al liceo. A 25 anni sono diventato sindaco a Marene: tremila anime e cento squillo. Per la mia battaglia anti-prostitute mi bruciarono pure l'auto LUI, SILVIO E VILLA CERTOSA Le escort di Berlusconi? Se intercettassero sessanta milioni di italiani, sa quanti casi... A Villa Certosa nessun bordello, solo feste. C'erano anche mia mamma e quella del premier. E lui suonava e cantava fino alle 5 del mattino GULLIVER DEL PDL Guido Crosetto, 48 anni, sottosegretario alla Difesa. Ex Dc, poi Forza Italia e Pdl Ansa
17Domenica 2 ottobre 2011ESTERI @ commenta su www.libero-news.it ore nel 50% delle fabbriche asiatiche, con punte del 90% in Cina . «Solo il successo di questo modello di sviluppo potrebbe essere peggiore del suo fallimento», sostiene Wolfgang Sachs, una delle voci stonate che si alzano dal coro. Le tecnocrazie dominanti, il più delle volte in buona fede, faticano ad affrontare i problemi secondo logiche di causa – effetto complessive, che non vedano nella tecnica l'unica risposta al problema. È vero, l'innovazione tecnologica ci aiuta, ed è delittuoso non utilizzare tecnologie in grado di migliorare la qualità ambientale ma non può essere questa l'unica soluzione. L'effetto rimbalzo, e cioè l'asse stamento del sistema su un livello di equilibrio più alto, che richiede maggiori energie e risorse, è sempre in agguato e spesso vanifica gli effetti benefici della tecnologia perché determina un aumento complessivo dei consumi. Ma probabilmente chi ha governato il nostro sviluppo finora ha un approccio diverso; modificarlo è un percorso lungo. Accontentarsi di risposte normative e tecnologiche è insufficiente, anche se nel breve è forse l'unica strada percorribile; ma è necessario ritrovare maggiore umiltà che deve spingerci a riconsiderare le leggi fondamentali che regolano la vita sul nostro pianeta: la prima legge della termodinamica sostiene che il flusso di materia che entra nel processo economico coincide necessariamente con il flusso di materia in uscita (beni prodotti + rifiuti); quindi, più beni, maggior impatto sull'ecosistema. È stata dimenticata, nonostante si continui a blaterare di sviluppo sostenibile. Non conosce forse la termodinamica il vecchio cinese che si affianca ai passanti che stanno bevendo una bottiglietta d'acqua facendo capire che vuole il vuoto; ce ne sono tanti come lui, che rovistano in ogni angolo di Pechino a cercare qualunque rifiuto abbia un valore. Grazie a questo sistema, poco manageriale ma molto capillare, il Pet, con cui si producono le bottiglie di plastica è riciclato in Cina al 95% , percentuale inimmaginabile per il nostro Paese. Adattare l'ambiente al modo di vivere Ma difficile pensare che questo modello di «gestione dei rifiuti» possa essere sostenibile, con il tasso di crescita di questo Paese. Una società è sostenibile se adatta il proprio modo di vivere all'ambiente circostante, mentre il nostro sistema non fa altro che continuare a sforzarsi di adattare l'ambiente circostante al proprio modo di vivere. Un modo di vivere sempre più urbanizzato, dove ormai il 50% della popolazione globalevive nelle città; un trend che sembra non conoscere rallentamenti, se si pensa che nel 1950 tale dato era del 30% e che è previsto al 60% nel 2030. Ogni giorno 180 mila persone vanno ad accrescere la popolazione urbana mondiale, soprattutto in Africa, Asia e America Latina; conseguenza di questo processo specialmente in megalopoli di 15/20 milioni di abitanti dove non è possibile immaginare azioni di governo efficaci è l'accesso limitato all'acqua potabile, la mancanza di alloggi, la povertà urbana (molto peggiore di quella rurale). Eppure si continua a guardare ammirati la linea delle nuove megalopoli asiatiche, dove ormai, come a Pechino, grattacielisempre piùalti siperdono in nuvole di inquinanti che ne nascondono le luccicanti guglie. Le luci delle città ci hanno tolto le stelle, su un pianeta sempre più buio, per un fenomeno iniziato nella seconda metà del ventesimo secolo. La Terra è, infatti, diventata un posto sempre più privo di luce; la luminosità del nostro pianeta è scesa del 10% negli ultimi 30 anni, con implicazione sulla meteorologia, l'ambiente e l'agricoltura che rischiano di essere enormi. Il global dimming o effetto buio, sta rapidamente calando sul globo, minacciandolo alla stregua del ben più celebre global warming, o effetto serra. Una terra più buia per l'inquinamento atmosferico e un sempre maggiore inquinamento luminoso che ci nasconde il cielo; sembra che l'umanità abbia preso come obiettivo l'omogeneizzazio ne della luce tra il giorno e la notte, conseguenza inevitabile di un sistema che deve avere ogni variabile sotto controllo. Già adesso nelle grandi città i giovani e i bambini non sanno più cosa siano le costellazioni. A Pechino le costellazioni sono ormai sparite daanni, rimane lo stadio,a forma di nido; Shu la domenica viene qua, gli gira attorno, guarda verso l'alto, in un cupo velo grigio; ricerca memorie della sua vecchia città, ma non ce ne sono più; lo stadio ricorda il nido ma le rondini sono volate via. “ . Non è necessario guardare la Cina [...]; la contraddizione tra la ricchezza delle nazioni e il benessere dei cittadini è sempre più evidente anche nei Paesi di più antica industrializzazione Il dopo Gheddafi La guerra di Libia per l'Eni comincia ora Il Cnt sospende i contratti con l'Italia: «Deciderà il nuovo governo». Ma le nostre aziende lavorano sottotraccia ::: UGO BERTONE La strada per la riconquista del primato italiano in Libia è in salita. Certo, non stupisce che Mahmud Jibril, premier ad interim, non abbia voluto prendere una decisione così rilevante come la conferma di decine di contratti che rappresentavano, fino allo scorso febbraio, l'80% circa del flusso commerciale di Tripoli. O tantomeno che abbia accantonato, per ora, il problema del rinnovo del Trattato di Amicizia italo-libico siglato da Gheddafi. Si tratta di materie che vanno assai al di là della competenza di un governo provvisorio, per giunta in una situazione militare ancora aperta. Non è difficile capire, insomma, perché i vertici del potere di Tripoli abbiano detto al ministro degli Esteri Franco Frattini che «non abbiamo al momento alcuna ragione e alcuna forza per assumere questo impegno: spetterà al nuovo potere democratico decidere chi, come, e quando». Così come non è difficile prevedere che «l'Italia sarà probabilmente in futuro il nostro principale partner come lo è stato in passato», come ha sottolineato il portavoce del Cnt Jalal al-Gallal. Ma la concorrenza è forte, come dimostra l'attivismo di Parigi e di Londra. O la «dimenticanza tecnica» di Barack Obama che non ha citato l'Italia tra i Paesi che hanno aiutato la Rivoluzione del 17 febbraio: una punizione per le ambiguità di Roma? In tal caso, il pulpito lascia a desiderare: né Parigi, assidua fornitrice dell'eserci to di Gheddafi, né Londra (ove non si è spento l'imbarazzo per la liberazione degli attentatori di Lockerbie) possono vantare una verginità nei confronti del Colonnello e dell'erede Al Saadi, generoso benefattore della London School of Economics. In realtà, come sempre, dopo la guerra arriva il business, non meno spietato anche se per fortuna meno cruento. E L'Italia? Almeno in questo campo ha ottime carte da giocare, purché non si ceda all'impazienza o, peggio ancora, all'atavica passione per l'autogol pur di danneggiare il governo. La missione di Frattini, non dimentichiamolo, ha riannodato i fili di una collaborazione che viene da lontano l'assistenza medica in Italia (ma a spese libiche) a quasi 200 feriti di guerra, la costruzione di 13 scuole prefabbricate, una partita di calcio tra le nazionali giovanili, la possibilità per gli atleti libici di allenarsi nei campi italiani in vista delle Olimpiadi, l'offerta di un'assistenza della nostra Protezione civile. Più importante, i 2,5 miliardi di dollari «congelati» che appartenevano alla Libia di Gheddafi verranno utilizzati in investimenti urgenti per i progetti delle nostre imprese, dopo la valutazione d'una commissione bancaria italo-libica della congruità dei progetti. Una boccata d'ossigeno per molte medie e piccole imprese di casa nostra. Ma anche una garanzia di ritorno alla normalità per la Libia: non è facile sostituire imprese che possono vantare una lunga esperienza in un Paese, le uniche che possono fornire i pezzi di ricambio e rimettere in moto la vita civile dopo il conflitto in tempi ragionevoli. La ripartenza è stata lenta, dunque, ma c'è stata. Così come la riapertura dei flussi di greggio dei pozzi del cane a sei zampe, in Libia da più di cinquant'anni. Paolo Scaroni ha preceduto la diplomazia italiana: sono già stati riaperti i primi quindici pozzi del giacimento libico di Abu-Attifeel, primo passo per arrivare al più presto alla riapertura dell'oleo dotto che trasporterà l'olio dal campo al terminale di Zuetina. Insomma a rotta Roma-Tripoli che l'Alitalia riaprirà il prossimo 2 novembre, è stata riattivata. Ma all'aeroporto della capitale c'è già un intenso traffico di vettori di mezzo mondo, compresi i tedeschi che non hanno partecipato alla coalizione. Per trovare posto bisogna armarsi di pazienza e aver la vista lunga. Che peccato, ad esempio, sarebbe se Unicredit, che ha la licenza bancaria per il Paese, perdesse l'azionista libico: un legame bancario di quel genere potrebbe essere il ponte più soldo per collaborare con la nuova democrazia. AFGHANISTAN Successo Nato: preso un leader dei terroristi Uno dei leader della rete Haqqani - vicina ad Al Qaeda - in Afghanistan è stato catturato nel corso di un'operazione della Nato, nella provincia di Paktia. Si tratta di Haji Mali Khan, zio di Siraj e Badruddin Haqqani, i due capi più influenti dell'orga nizzazione, accusata di aver organizzato una serie di attacchi contro obiettivi occidentali. La cattura di Mali Kahn, definita una «pietra miliare» nelle operazioni contro Haqqani, arriva dopo il moltiplicarsi delle pressioni Usa sul governo pachistano, sollecitato a fare di più contro la rete che ha le sue basi proprio lungo le zone di confine. BANDIERE ROSSE Un laboratorio di sartoria in cui si producono bandiere della Repubblica popolare. La Cina è la seconda economia del mondo ma la vera ricchezza resta nelle mani di pochi LaPresse
Domenica 2 ottobre 2011 w w w . f o p p a p e d r e t t i . i t n u m e r o v e r d e 8 0 0 . 3 0 3 5 4 1 Lu ci an oC on so lin i& Ar tm ac hi ne As so cia ti campione di stiro al volo Asse da stiro pieghevole da tavolo. Solido piano in multistrato di pioppo con fori traspiranti. Provvisto di griglia portaferro e gancio per riporlo appeso. Borsa da trasporto in dotazione. FE RR O DA ST IR O VE ND UT O SE PA RA TA M EN TE UT IL IZ ZA RE FE RR O DA ST IR O ID ON EO PE R PE SO E DI M EN SI ON I A CASA E...IN VIAGGIO 114 cm 50 cm 10 cm 34 cm
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52 Domenica 2 ottobre 2011 LOMBARDIA @ commenta su www.libero-news.it il Prodotto RAVIOLI DI BORRAGINE Le erbette liguri per rendere unico un primo di pasta ::: TOMMASO FARINA E oplà, ecco un altro pastificio a Milano. Facciamocene una ragione: in città ne abbiamo tanti, e quasi tutti buoni. I ravioli d'industria saranno poco costosi e magari buonini o accettabili, è ovvio: ma volete mettere il confronto con la pasta di qualche bravo artigiano? Certo, si può essere artigiani e poi lavorare “al risparmio” facen do rimpiangere le buone industrie, ma qui potete stare tranquilli: vi segnaliamo solo posti gastronomicamente ghiotti. In questo caso, parliamo del negozietto Il Beccofino –Officinadella pasta(viaDigione9,entrata da via Washington, tel. 0243986723). Il negozio si chiama anche “I ravioli di Serena”, ed è facile capire perché: Serena è la simpatica signora che manda avanti la baracca con fare materno e amichevole. E, soprattutto, fa il suo mestiere in maniera impeccabile. Basta provare i ravioli alla borragine (19 euro al kg). La borragine, che alcuni chiamano boraggine o borraggine, è quell'erba tanto utilizzata in Liguria, quella che ogni tanto viene definita potenzialmente cancerogena da certi studiosi. Non preoccupatevi, c'è chi dice di tutto, per il professor Veronesi sono potenzialmente cancerogeni anche il mais e il basilico. Se proprio avete un dubbio, voi mangiatene poca, di borragine: non dovreste avere i tanto temuti effetti malefici. Fate il vostro strappo con questi spettacolari ravioli dal ripieno compatto e dalla pasta morbida. Cuociono in 5-6 minuti, e costituiscono un pasto stuzzicante e non troppo pesante, anzi. Comunque ci sono anche ravioli di molti altri tipi che cambiano giornalmente. E ci sono anche le imperdibili torte salate, tipo quella di cipolle e aceto balsamico, veramente irrinunciabile. L'ennesima sberla Anche Lufthansa molla Malpensa Dopo l'addio di Air France, inizia l'esodo dei tedeschi a Orio. Lo scalo è sempre più deserto ::: MARCO TAVAZZI Malpensa addio. Non c'è pace per l'aereoporto della brughiera, lo scalo che doveva rappresentare la rinascita del Nord industriale. Dopo i “colpi mortali” inferti da Air France e Alitalia, che lo hanno declassato, e la più recente beffa (rivolta ai comuni attigui allo scalo) di veder finire la propria tassa d'imbarco come “ri sarcimento di guerra” all'aeroporto di Trapani, Malpensa perde anche il feeling con i tedeschi. Ovvero, Lufthansa ha deciso di aprire i battenti anche a Bergamo Orio al Serio, dal quale nei prossimi giorni inizieranno a partire i primi voli verso Francoforte. Uno schiaffo a quello che finora era rimasto l'unico scalo nel Nord Italia delle potente compagnia tedesca. A gestire la linea Orio al Serio-Francoforte sarà la Air Dolomiti, una società controllata dalla Lufthansa, e presiedu::: LA CRISI I TAGLI Nonostante lo scalo di Malpensa abbia aumentato nei primi sei mesi di quest'anno (gennaio-giugno 2011) il traffico aereo, il suo principale cliente, Lufthansa Italia, ha iniziato a penalizzarlo con lo spostamento dei voli a Bergamo Orio al Serio. I VOLI I voli settimanali della compagnia tedesca da Malpensa sono 50 su Monaco, 35 su Francoforte, 30 su Dusseldorf, 17 su Amburgo e 16 su Stoccarda. I PASSEGGERI Con 17.400.958 passeggeri nei primi sei mesi del 2011, Roma Fiumicino è al primo posto. Segue Malpensa con 9.131.095 passeggeri. Poi Linate a quota 4.274.883. E Bergamo Orio al Serio che, con una crescita del 9,83% ne conta 3.882.692. ta da Michael Kraus, già presidente di Lufthans Italia (compagnia che sarà dismessa il 29 ottobre). Il compito è quello di fare dello scalo bergamasco il punto di ricezione dei passeggeri di tutto il Nordest. Limitando e declassando Malpensa da aereoporto principale di tutto il Nord Italia a semplice sbarco per il Nord-Ovest. Non è né la prima né l'ultima disgrazia. Giusto a metà settembre Air France ha deciso che dalla fine di ottobre i voli diretti al Charles De Gaulle di Parigi partiranno da Linate. Si tratta di quattro voli che spariranno. E che, aggiungendosi ai 7 di Alitalia, relegano ancor di più l'aereoporto in provincia di Varese ad un ruolo subalterno. Insomma, rischia di finire l'epoca della grande Malpensa. Anche se il presidente di Sea Giuseppe Bonomi (che peraltro ha in gestione anche lo scalo di Linate), nelle mille difficoltà è riuscito comunque a difendere bene il traffico passeggeri dell'ex hub. Nei primi sei mesi di quest'anno lo scalo della brughiera ha registrato comunque una crescita del 5,72% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, per un totale di oltre 9 milioni di passeggeri. Insomma, una crescita maggiore di quella di Fiumicino, che si ferma poco prima, ovvero al 5,34%. Comunque, l'aereoporto romano rimane sopra i 14 milioni di passeggeri. Il problema per Malpensa lo si nota guardano ai vicini concorrenti: Linate è salita del 12,34%, più del doppio. Mentre Orio al Serio sale del 9,83%. E se in termini di passeggeri reali restano comunque sotto, Linate poco più di 4 milioni e Orio al Serio poco meno, questi ultimi fatti rischiano di indebolire progressivamente quello che doveva diventare il grande aereoporto del Nord Italia. IN FUGA Le compagnie aeree puntano i loro velivoli ovunque, ma non a Malpensa. Dopo la fuga di Alitalia, che fa decollare ora solo 148 voli settimanali, l'ae roporto verisino era candidato a diventare il più grande Hub del Nord. E soprattutto lo scalo principale per Lufthansa Italia. Ma sia la compagnia tedesca che AirFrance fanno i bagagli e lasciano Malpensa. La prima per Orio Al Serio, la seconda per Linate. Il più grande salone di Rho presente da 37 anni SALONE DI BELLEZZA VIA SAN CARLO, 43 RHO TEL. 02.9310872 PARRUCCHIERE ITALIANO uomo - donna - bambino PREZZI UNICI A RHO tutti i mercoledì Piega Euro 10,00 Taglio Euro 10,00 Colore Euro 19,00 Taglio uomo Euro 12,00 Taglio bambino Euro 10,00 ORARIO CONTINUATO TUTTI I GIORNI 9.00 - 19.00 GIOVEDÌ CHIUSURA ORE 22.00 EXTENSION METODO AMERICANO CAPELLI VERI 100% NO KERATINA Fra i clienti del nostro salone personaggi VIP del mondo dello spettacolo, moda... Non solo parrucchiere, ma un'esperienza di evasione e relax a 360°. Diffusione 43 è il più antico e grande salone dell'hinterland milanese. 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44 Domenica 2 ottobre 2011 PRESSI CENTRO nella suggestiva e richiestissima zona precollinare, proponiamo alloggio in casa d'epoca di 90 mq, totalmente rifinito e ristrutturato da noto designer d'interni, composto da ingresso, salone, camera da letto soppalcata con cabina armadi sovrastante, ampia cucina all'americana, bagno con idromassaggio, soffitti alti 4 metri, 420.000 euro tratt. unico nel suo genere, cucina inclusa nel prezzo. CENTRO PRESSI STAZIONE Nell'isola pedonale, a 100 mt da Via Roma, in contesto d'alto livello di fine '800, rivista nelle parti comuni, splendido appartamento completamente ristrutturato con finiture di pregio simil Loft Newyorkese, soffitti alti 5 metri, pavimenti con parquet Doussie, composto da ampio ingresso living su salone, angolo cottura, ampia camera da letto con cabina armadi, sala bagno, due balconi, euro 1.200. Possibilità vendita a 600.000 euro. CENTRO PRESSI STAZIONE stabile fine anni '40, panoramico piano alto con ascensore, appartamento di 80 mq totalmente rifinito con materiali di pregio e arredato da designer d'interni, pavimentazione in legno Rovere, ingresso living su ampio salone open space, particolare sala da pranzo con cucinino arredata con elementi in legno Venghè, ampia camera da letto insonorizzata comunicante con cabina armadi, sala bagno con doccia a sfioro, doppia esposizione, posto auto. 375.000 euro. CENTRO PRESSI STAZIONE Loft unico nel suo genere, 70 mq, ristrutturato da designer d'interni, ampio bagno moderno, soffitti a volta con mattoni a vista, doppia esposizione. 229.000 euro CENTRO PRESSI STAZIONE zona Matteotti, stabile del 700, portineria, in contesto dell'epoca, comodo ai servizi, utile per uso uffici di rappresentanza, studi medici, call center, 450 mq. 890.000 euro trattabili. CENTRO PRESSI STAZIONE stabile dell'epoca, 220 mq, tre camere da letto, salone doppio, ampia zona soppalcata, tre servizi e lavanderia, balconi e cantina, soffitti alti 4.20 m. ottimo per trasfertisti. Trattativa riservata. COLLINA alloggio in villa di 300 mq, signorile e disposto su due livelli, volendo frazionabile, doppi ingressi, box doppio, terrazzo. Trattative in sede. CENTRO PRESSI STAZIONE in stabile signorile con ascensore, particolare appartamento mansardato di 45 mq composto da salone living con zona cottura a vista, ampio bagno, terrazzino, libero subito, 270.000 euro trattabili SEMICENTRO PRESSI METROPOLITANA ottimo bilocale mansardato ristrutturato libero subito, in casa liberty dell'epoca vero affare da 155.000 euro Corner L'immobiliare ABITARE A TORINO La nostra Società Immobiliare, grazie alla FRECCIA ROSSA che ci collega in pochi minuti con la città di Milano, mette a disposizione le migliori proposte appartenenti al CLUB PRESTIGE, ubicate nelle zone più centrali di Torino a ridosso della nuova Stazione di PORTA NUOVA. Questo servizio è rivolto alle utenze che, per cause lavorative ed esigenze aziendali, necessitano di una sistemazione comoda ai servizi. Inoltre siamo disponibili ad un servizio di valutazione gratuita sul territorio Milanese per la nostra selezionata clientela
28 Domenica 2 ottobre 2011
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38 Domenica 2 ottobre 2011 SPORT @ commenta su www.libero-news.it QUI ROSSONERI Dopo tre settimane ecco Boateng TORINO Che Juve-Milan non sia una partita come le altre lo ha dimostrato anche la visita a sorpresa a Milanello di Silvio Berlusconi per caricare l'ambiente in vista del posticipo di stasera. Il presidente conferma la sua filosofia di calcio e punzecchia Allegri. «Andremo a Torino per vincere convincendo», l'esordio del Cavaliere a cui non è piaciuto il Milan in emergenza infortuni visto, ad esempio, a Barcellona dove pure aveva strappato un pari: «In quell'occasione ci hanno dato una lezione di calcio». Intanto l'infermeria inizia a svuotarsi di pezzi importanti: in settimana il ritorno di Ibra (titolare stasera in coppia con Cassano) coccolato da Berlusconi («Con lui la squadra cambia»), oggi quello importantissimo di Boateng, a tre settimane dall'infortunio subìto proprio contro il Barcellona. «Anch'io avrei sognato di avere 12 punti, senza nemmeno un infortunato - le parole del tecnico -, ma ora siamo tornati alla vittoria e da 2 partite non subiamo gol. Dobbiamo cercare di continuare su questa strada». E la possibile assenza della “luce”Pirlo? «Andrea sta facendo molto bene - il commento di Allegri - se lo lasci giocare sono guai, è necessario concedergli meno palloni possibili». Non solo, per portare a casa i tre punti serviranno altri ingredienti: «Bisogna fare un'ottima difesa e sprecare meno palloni. Insomma il Milan deve giocare bene, deve dimostrare buona personalità sul piano tecnico e sbagliare poco». E con Ibra e Boateng sarà più facile. QUI BIANCONERI Allarme Pirlo, botta al ginocchio TORINO La Juventus all'esame Milan per diventare grande. Si riassume così il Conte-pensiero ansioso di «vedere in una partita di spessore che risposte la Juventus riuscirà a dare considerando che dobbiamo ricordarci sempre da dove veniamo e non illudere nessuno», le sue parole nella conferenza stampa di ieri. Risposte positive, si augura, per mantenere il primo posto in classifica e proseguire la strada verso lo Scudetto, argomento tabù in casa bianconera («Non è possibile definire decisiva una gara che arriva solamente alla quinta giornata», le parole del tecnico). Pericolo numero uno? Risposta facile, Zlatan Ibrahimovic: «Sappiamo che può tirare fuori sempre giocate importanti, ma non per questo lo marcheremo a uomo perché nel calcio moderno non è possibile anche se in settimana abbiamo preparato accorgimenti per limitare non solo Ibra, ma la qualità di palleggio dei rossoneri». Per quanto riguarda la formazione, assoluta fiducia a Chiellini nonostante l'inizio di stagione tentennante («È una garanzia assoluta”) e all'uomo migliore di questo avvio juventino, l'ex milanista Pirlo (convocato ma in dubbio per un colpo al ginocchio sinistro ricevuto in rifinitura): «Andrea nasconde bene le sue emozioni. Se è il nostro valore aggiunto? L'intera squadra lo è». Per il resto è un rebus con l'allenatore che gioca a nascondino: una sola punta (Vucinic) come contro il Catania oppure il “classico” 4-2-4 con Pepe e Krasic sulle ali? Posticipo di lusso a Torino RISCHIA TUTTO IL MILAN Juve e Conte all'esame da grandi contro un Allegri che ha tanto da perdere. Ibra la sua unica certezza Antonio Conte, 42 anni, alla prima stagione da allenatore della Juventus LaPresse Massimiliano Allegri, 44 anni, campione d'Italia in carica con il Milan LaPresse ::: IVAN ZAZZARONI Perché dovrebbe essere più importante per la Juve che per il Milan? Sbaglio, o fino a poche settimane fa era il Milan - non per me, per tutti - il favorito nella corsa scudetto? Sbaglio, o a Conte nessuno ha chiesto il titolo al primo tentativo? Mi sarò perso qualcosa. È il Milan che non può permettersi una sconfitta e sei punti di ritardo dalla testa dopo cinque giornate: 5 punti su 15 vi sembra una media da primato? Ed è sempre il Milan che, nonostante l'impressionante serie di infortuni (che si sia trasferito a Vinovo?), ha la necessità di recuperare in fretta quota, linee e convinzione. Tra Supercoppa, campionato e Champions, in tutto otto uscite, i campioni non hanno mai fornito prove rassicuranti: in particolare la fase difensiva, punto di forza dell'ul tima stagione, è risultata incredibilmente approssimativa: Nesta, ad esempio, è passato dal basso di Napoli all'al to di Barcellona; Thiago Silva si è sempre mantenuto su un piano di sufficienza ma senza brillare; gli esterni hanno fatto maluccio, il solo Abate, assente stasera, si è distinto per efficacia e rapidità - Taiwo è poca cosa, Zambrotta semplicemente un'alternativa, come Bonera: si lascia preferire Antonini. E Van Bommel, poi: acqua da tutte le parti; Aquilani è indietro, così come Nocerino, Ambrosini e Boateng. Tra i migliori si segnalano Seedorf e Cassano, oltre al condizionante Ibra. In attesa che rientrino Pato e Robinho che sono in grado di garantire almeno una trentina di gol a stagione. In due. In altre parole, se c'è una squadra che ha bisogno di risposte chiare e immediate, questa è il Milan. La Juve le sue certezze le ha trovate e sono almeno sette: i dubbi riguardano l'esterno sinistro, l'effettiva consistenza della coppia Chiellini-Barzagli (più per colpa del primo) e la carburazione di Elia, Estigarribia e Giaccherini. Mercoledì sera per almeno cinquanta minuti il Milan ha sviluppato un gioco lento e controllabile: dopo il gol Ibra e Cassano si sono messi a palleggiare nel cortile di casa ma hanno almeno trovato il modo di chiudere la partita prima che il Viktoria s'inventasse qualcosa di sgradevole. Certo, Conte e la Juve sono chiamati a sostenere il primo test di grandezza: ma se per qualche ragione dovessero fallirlo avrebbero tutto il tempo per recuperare. Il Milan no, il Milan che gioca ogni tre giorni e ha l'organico più vecchio d'Europa deve riaffermare la superiorità riconosciutagli dal campo prima che il ritardo diventi preoccupante mi torna in mente l'ansia da rincorsa dell'Inter europea e dimezzata di Benitez. La visita a sorpresa di Berlusconi a Milanello, ieri intorno alle 14 prima della partenza per Torino, conferma ciò che penso: non a caso Allegri ha posto l'accento sull'urgen za di ritrovare la mentalità vincente, l'elemento che può consentire alla squadra di superare senza troppi danni un momento di difficoltà come quello che sta attraversando. «Sono un po' in ritardo», sono state le prime parole del Cav che ha poi aggiunto: «Ho fatto una sorpresa». Ritardo e sorpresa (negativa) sono parole che non devono più appartenere a chi ha appena imparato a rivincere. Oggi le convocazioni azzurre Da Barzagli a Nocerino, in molti sotto esame per Prandelli ::: FEDERICO DANESI Cesare Prandelli lo ripete come un mantra, da tempo: in nazionale ci va chi gioca, poco importa che sia all'estero, men che meno in B. Ecco perché nelle convocazioni di questo pomeriggio che aprono la settimana di Serbia-Italia e la chiosa finale con l'Irlanda del Nord i nomi saranno un po' diversi da quelli soliti. L'ossatura della nazionale è fatta, il ct l'ha costruita con pazienza negli ultimi due anni. Quello che manca sono le alternative, gli otto mesi che porteranno agli Europei serviranno proprio a questo. C'è ad esempio da trovare un viceBuffon, potrebbe tornare ad indossare quei panni Federico Marchetti che ha finalmente ritrovato continuità nella Lazio anche se le prime uscite non sono certo state esaltanti e Sirigu da Parigi preme. Il reparto centrali invece parlerà molto torinese. Complice anche la fermata ai box di Ranocchia, la linea giovane sarà garantita dal torinista Angelo Ogbonna, prossimo a rinnovare con i granata (mossa di Cairo per garantirsi un bel capitale quando lo cederà) e già in azzurro ad agosto prima della gara con la Spagna. Tornerà in nazionale anche Andrea Barzagli che si è ricostruito una corsia preferenziale a suon di prestazioni doc accanto a Chiellini. Quest'ultimo spinge sempre più a sinistra, ma Prandelli è a corto di mastini, non sarà per questa volta. Tra i nomi nuovi sul taccuino del ct c'è quello di Alessio Cerci, che a Firenze sta trovando quantità, oltre a quella qualità che ha sempre avuto anche ai tempi della Roma, mentre il resto sa di già previsto. Balotelli ha raccolto al volo le parole di stima del suo mentore pronunciate non più tardi di giovedì andando a segno anche ieri contro il Blackburn, Di Natale e Cassano puntano a fare lo stesso oggi in campionato. Non è ancora Italia da Europei, ma c'è molto vicina. Andrea Barzagli, 30 anni LaPresse
53Domenica 2 ottobre 2011LOMBARDIA @ commenta su www.libero-news.it Cantù (Co) Rappresaglia partigiana per il Duce in ufficio L'Anpi denuncia un impiegato comunale per una foto INVORIO (VA) Mancano i vigili, il sindaco ferma i cortei funebri VARESE La processione per l'estremo saluto non si potrà più fare a piedi. È l'ordinanza choc emessa a Invorio, piccolo centro sulla sponda piemontese del Lago Maggiore, dove il sindaco Dario Piola si è visto costretto a vietare i cortei funebri. E se qualche protesta sicuramente si leverà, il primo cittadino (noto anche come poeta per le sue composizioni in rima, tra cui quella del giuramento) ha le sue buone ragioni. «Non ho abbastanza vigili per sorvegliare interamente un corteo - spiega Piola ai giornali - di conseguenza per motivi di sicurezza non posso che vietarli». A quanto pare, non si tratterebbe di inutile allarmismo, dal momento che di recente lo stesso sindaco ha assistito a un rischio di incidente proprio nelle vicinanze di un corteo funebre. «Ci è mancato poco che un'auto che giungeva a tutta velocità mettesse sotto alcune persone che seguivano il feretro», ha raccontato. Questo perché il vigile era alla testa del corteo e non ce n'era uno che vigilasse anche la coda. A dire la verità, già il predecessore dell'attuale borgomastro aveva posto un divieto al passaggio dei funerali, lasciando però libero il centro storico. Oggi Piola si vede costretto ad allargare l'ordinanza a tutto il territorio comunale. «Altrimenti - dice sconsolato il primo cittadino di Invorio - chi viene a dare l'ultimo saluto rischia a sua volta di finire nella cassa». E quindi basta camminate. In accordo con il parroco, d'ora in poi, il percorso dalla chiesa al cimitero si potrà fare solo in auto. M.TAV. ::: MARZIO BRUSINI Non è chiaro se si tratti di un reato, ma sicuramente è un modo efficace per guadagnarsi un articolo sul giornale. Così e tanto per cambiare devono aver pensato quelli dell'Associazione nazionale partigiani d'Italia, sezione Como, nel denunciare pubblicamente un impiegato del comune di Cantù che, ingenuamente o per provocazione, ha affisso sulla sua scrivania alcune foto di Mussolini. Si tratta di Franco Liva, dipendente municipale al settore Anagrafe e consigliere comunale di Forza Nuova a Pigra, a pochi chilometri da Como. Irritate per l'oltraggio, tre autorevoli penne locali – il presidente dell'Anpi Guglielmo Ivernizzi, i parlamentari del centrosinistra Luciano Forni e Renzo Pigni – hanno deciso di vergare un'eroica missiva in cui scrivono: «È incredibile quanto ci viene segnalato», ha annunciato alla Provincia di Como, «ed è incredibile che succeda senza che i responsabili amministrativi e politici abbiano preso l'unico provvedimento possibile: togliere i ritratti e sanzionare il comportamento dell'impiegato responsabile. La Costituzione vieta l'apologia del Fascismo e ogni forma di riorganizzazione del movimento liberticida che tanti lutti ha arrecato al popolo italiano. Riservandoci di compiere un'azione decisa presso la magistratura, chiediamo al Sindaco di Cantù di prendere provvedimenti tempestivi e adeguati». In attesa che il Sindaco Tiziano Sala si esprima su questa vicenda, l'assessore al personale Maurizio Farano ha virato giustamente su un cortese «ho altro da fare». E mentre il diretto interessato, il “pericolosissimo” Franco Liva, snocciola i dati di gradimento per le foto registrato tra gli utenti («una trentina di persone vedendole hanno approvato»), si attendono per i prossimi giorni ulteriori azioni dimostrative dell'antifascismo locale. Pare infatti che nel frattempo un ignoto canturino abbia proposto una soluzione bipartisan, ovvero affiggere nell'ufficio di Franco Liva qualche foto di partigiano. Sta di fatto che la questione dell'apologia del fascismo è uno dei tanti nodi irrisolti del nostro Paese. Si tratta di un reato previsto dalla legge del 20 giugno 1952, n. 645 (contenente “Norme di attuazione della XII disposizione transitoria e finale (“comma primo della Costituzione”), anche detta “legge Scelba”, che all'art. 4 sancisce il reato commesso da chiunque «fa propaganda per la costituzione di una associazione, di un movimento o di un gruppo avente le caratteristiche e perseguente le finalità» di riorganizzazione del disciolto partito fascista, oppure da chiunque «pubblicamente esalta esponenti, princìpi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche». Non è infatti chiaro se il possesso personale di foto e oggetti, peraltro legalmente vendute, risulti rientrare nella casistica offerta dal codice penale. Dal momento che sarebbe tutto da dimostrare che il possesso o l'esposizione sia finalizzato appunto all'apologia di un sistema dittatoriale, quale è stato il fascismo. In questo equivoco si genera una serie pressoché infinita di episodi – i vini del Duce, il manganello del Duce, l'asparago del Duce eccetera eccetera – che alimenta la categoria degli antifascisti di professione e per certi versi quella dei provocatori. Aria fritta perché i canturini, come il loro assessore e il resto degli italiani, hanno veramente altro da fare. ULTIMO BALUARDO Anche se le foto del Duce non erano visibili al pubblico, l'Anpi ha deciso lo stesso di procedere alla denuncia contro un impiegato comunale di Cantù. Fotogramma DAL 22 SETTEMBRE ORARI: DALLE 10,00 ALLE 13,00 DALLE 15,00 ALLE 19,00 CHIUSO IL LUNEDÌ APERTO TUTTE LE DOMENICHE CERNUSCO LOMBARDONE (LC) VIA VERDI 2/A TEL. +39 039 5983581 www.tricotchic.it COLLEZIONE AUTUNNO-INVERNO FANTASTICHE MAGLIE A PREZZI ECCEZIONALI ®
24 Domenica 2 ottobre 2011 @ commenta su www.libero-news.it Le richieste degli operatori «Si cominci a tagliare l'Iva sui nostri porti turistici» In Francia l'imposta è appena del 5,5%. Da noi è salita al 21 ::: ADRIANO BASCAPÈ La prima giornata di apertura del Salone di Genova ha avuto un prologo inatteso. A ricevere il ministro delle infrastrutture Matteoli, arrivato a bordo di una motovedetta della Capitaneria di porto c'era lo stato maggiore dell'Uci na, la Confindusatria del mare, guidato da Anton Francesco Albertoni. Niente giacche e cravatte, però: consiglieri e presidente indossavano delle magliette con sopra scritto un appello: «Industria nautica, battiamo bandiera italiana». Dietro le cifre del settore e alcuni slogan: «90 mila posti di lavoro. Lavoratori, non altro». E ancora: «Quinta industria dell'export italiano: imprenditori, non altro. Un'eccellenza che fa scuola nel mondo. Innovatori, non altro». Ma è tutto il settore ad essere in difficoltà. Non solo la cantieristica da diporto. Tiepida la risposta del ministro: «Di quello che ha chiesto l'Ucina molto è stato fatto. Basti pensare - ha precisato - al provvedimento che aumenterà i posti barca di 40.000 unità». Sarà, ma proprio su questo versante il nostro sistema delle infrastrutture si trova a correre una gara a handicap. «A Saint Tropez per esempio», ci spiegava Albertoni, «l'Iva sul posto barca è del 5,5%, la medesima degli alberghi francesi. Da noi era al 20% e ora è salita al 21%, perché in Italia i porti turistici non vengono considerati strutture turistico ricettive. Ci equiparassero almeno agli alberghi che da noi pagano il 10% di Iva...». In effetti un differenziale del 16% concesso in partenza alla concorrenza francese, che offre fra l'altro strutture di buona qualità e un marketing territoriale da far invidia a tutta Europa, è tanto. Troppo. Il mancato gettito per il Fisco sulle tariffe dei posti barca sarebbe compensato (questo ritengono industriali e albergatori) dalla maggiore attrattività per i natanti stranieri dei nostri porti turistici. E mentre sui moli genovesi si discute di questo Matteoli dice di essere disposto a incontrare gli operai della Fincantieri: «Sono disponibile anche da domani, ma», aggiunge, «non posso rispondere a nome degli altri ministri». Già perché se la nautica da diporto non è propriamente in salute, la grande cantieristica ha il febbrone da cavallo. ::: In vetrina a Genova Aquariva Super, presente nella prestigiosa veste dello scafo numero 200, un grande traguardo raggiunto quest'anno dal brand del gruppo Ferretti che testimonia la longevità di un modello che in oltre 10 anni ha conquistato il cuore degli armatori di tutto il mondo Costruttore: Riva AQUARIVA SUPER Scafo numero 200 della serie Il nuovo Pershing 74 (gruppo Ferretti), è nato dalla matita dello yacht designer Fulvio De Simoni. Si caratterizza per un profilo esterno ancora più snello e filante del suo predecessore, grazie al taglio delle finestrature laterali e alla sovrastruttura più allungata. Lunghezza: 22,66 metri PERSHING 74 Velocità massima: 45 nodi Dopo il debutto a Cannes dell'ammiraglia “Sport Luxury” della linea, Azimut Grande 120 SL, è ora il turno di questo nuovo flybridge che concretizza il desiderio degli armatori di prodotti sempre più unici e su misura. I due propulsori Mtu erogano una potenza di 1630 Kw. Costruttore: Azimut Benetti AZIMUT GRANDE 100 Velocità massima: 25 nodi Amel presenta al pubblico la sua ultima novità, l'Amel 55, ispirato all'Amel 64. Lo studio Berret Racoupeau ha firmato una barca a vela da crociera tecnicamente moderna, con un design attuale ed attraente. Questa a Genova è una prima assoluta. Costruttore: Amel AMEL 55 Lunghezza: 17,30 metri; superficie velica: 301 metri quadrati. Ideale porta d'ingresso sul mondo degli sport cruiser, l'Atlantis 38 trasmette i suoi connotati sportivi grazie ad una linea filante e aggressiva, sottolineata da finestrature e hard top perfettamente integrati. Grande reattività e maneggevolezza in tutte le condizioni meteo. Costruttore: Atlantis (Azimut Benetti) ATLANTIS 38 Velocità massima: 35 nodi (versione a 300 cavalli) Una navetta solida e con grandi spazi, ideale per vivere a bordo e perfetta per lunghe navigazioni in tutte le stagioni. Permette di cambiare vita, diventando la residenza preferita per esplorare il mondo abitando nella propria dimora. Costruttore: Cantieri estensi MAINE 640 Velocità massima: 27 nodi a mezzo carico; autonomia 2.900 miglia a 6 nodi 51° Salone Nautico Internazionale VELE IN MOSTRA Una delle barche a vela in vetrina
14 Domenica 2 ottobre 2011 ITALIA @ commenta su www.libero-news.it ::: I GUAI DELLA SINISTRA Vacilla la fede europeista del Pd La lettera della Bce spacca i democratici Veltroni: consigli importanti. Ma Bersani tace e Vendola: inaccettabile ::: ELISA CALESSI ROMA Chi l'avrebbe detto da un partito europeista come il Pd. Eppure in questi giorni è la Banca centraleEuropea, con la sualettera all'Italia,a metterein subbuglio i democratici. E a svelare la fragilità delle alleanze che Pier Luigi Bersani tenta di stringere. Ieri sull'Unità Enrico Letta, vicesegretario del Pd, è stato molto esplicito: «La lettera della Bce ha il vantaggio di porre il Pd dinanzi a una svolta: farsi una forza riformatrice di governo (...) o rifugiarsi nella conservazione». Perché quel testo «indica gli obiettivi ineludibili di un programma di politica economica». Mentre Walter Veltroni, rispondendo anche a Libero, definisce «importanti» le «sollecitazioni» che «vengono dalla Bce, da Confindustria e dalle parti sociali». Bersani non si pronuncia. E già il silenzio è significativo. Ma parla Stefano Fassina, responsabile economico del Pd, e moltovicinoal segretario.Fassinaconcede che nel manifesto di Confindustria, che riprende la lettera della Bce, ci siano «proposte condivisibili». Cita le misure contro l'evasione, la patrimoniale, il rilancio delle infrastrutture, le «vere liberalizzazioni». Ma boccia «privatizzazioni» e «gli interventi sulle pensioni». E spiega che bisogna «completare il trasferimento della sovranità di bilancio ad una sede legittimata democraticamente». Ovvero: la Bce non ha titolo per intervenire. Ancora più duro è Nichi Vendola che ieri sull'Unità definiva «inaccettabile» la lettera della Bce. «Quando un luogo di tecnocrati che non risponde a nessun Parlamento pensa di poter dirigere la politica economica degli Stati io reagisco». Sulla stessa linea è Antonio Di Pietro, osannato a piazza Navona dai militanti di Sel quando ha detto: «Che dobbiamo rimettere i conti a posto è vero. Ma che debbano pagare la fasce deboli non lo deve decidere la Bce!». Posizioni che, però, sono assai distanti non solo da quelle di metà Pd, ma anche da quelle di Pier Ferdinando Casini, che ieri ha insistito sulla necessità di «un patto per l'Italia che si basi sul programma esposto dalla Bce e sul documento delle parti sociali». Vendola gli ha risposto dal palco di piazza Navona: «Chiedo a Casini: se la politica deve sposarsi a chi vuole completare il massacro previdenziale, quando arriverà l'ora della patrimoniale?». Giorni difficili, insomma, per l'alleanza che dovrebbe essere l'alternativa. La Rete universitaria Alla Sapienza criticano il Cav poi battono cassa ::: RITA CAVALLARO Prima lo contestano, poi battono cassa. Gli studenti della Sapienza, l'ateneo che è stato il quartier generale delle proteste contro il governo, ora chiedono i soldi a Berlusconi. Lo fanno con una lettera, scritta dagli esponenti della Run (la Rete Universitaria che fa capo ai giovani del Partito Democratico), indirizzata a 15 grandi contribuenti italiani, con l'invito ad alimentare un fondo pubblico per borse di studio. In cima alla lista dei “benefattori” c'è il presidente del Consiglio, ma la missiva è stata inviata anche a Diego Della Valle, Michele Ferrero, Giorgio Armani, le famiglie Benetton, Mario Moretti Polegato di Geox, Ennio Doris di Mediolanum, Stefano Pessina di Alliance Healtcare, Francesco Gaetano Caltagirone e Leonardo Del Vecchio di Luxottica. Ai paperoni nostrani i ragazzi di sinistra chiedono “solo” «un contributo per costruire il futuro: il 5 per mille del vostro reddito per alimentare, ogni anno, un fondo pubblico per borse di studio ai capaci e meritevoli, a partire da quelli privi di mezzi. Mettessero manoal portafogli»,scrivono. Voglionoi soldi, i ragazzi della Sapienza, e li esigono proprio da colui che più hanno contestato in questi anni. Cortei selvaggi, slogan contro il Cav e proteste violente. L'ultima il 14 dicembre 2010, quando i collettivi di sinistra sono scesi in piazza «per sfiduciare il governo» e hanno messo a ferro e fuoco la Capitale. Il pretesto fu la mobilitazione contro la riforma Gelmini, ma gli scontri iniziarono quando Berlusconi incassò la fiducia. Perché nonostante la Sapienza sia in mano agli universitari di destra, nell'ateneo più grande d'Europa a fare la voce grossa sono i ragazzi dei centri sociali. Militanti ben posizionati in tutte le facoltà, soprattutto a Fisica, Lettere e Scienze Politiche, figli di papà, di sinistra, sempre le stesse facce, vicini alla trentina, che invece dei libri portano tra le mani il megafono. E che ora chiedono soldi a Silvio. Walter Veltroni, ex segretario del Partito democratico Oly“ . Nell'interesse dell'Italia, l'opposizione è pronta a dire no alla Cgil e alle sue difese antidiluviane di privilegi che non ci possiamo più permettere? MAURIZIO BELPIETRO Una nuova chirurgia per l'occhio che invecchia Una lente sintetica all'interno della cornea compensa la presbiopia in maniera semplice e reversibile Nel meccanismo ottico della macchina fotografica oculare, la messa a fuoco avviene grazie alla combinazione di una lente naturale esterna, la cornea, di potere fisso e stabile nel corso degli anni, con una interna, il cristallino, capace nel giovane di “accomodare” la visione, modificando automaticamente forma e curvatura. Un brillante autofocus biologico che, con gli anni, va incontro a variazioni di volume ed elasticità che ne pregiudicano progressivamente il funzionamento, provocando la presbiopia (dal greco ‘occhio vecchio'). Intorno ai 42-45 anni, le difficoltà di visione confortevole da vicino obbligano a stratagemmi compensatori (“strizzare” gli occhi, aumentare la luminosità dell'ambiente, allontanare il punto prossimo…), esauriti i quali l'occhiale per leggere diventa inevitabile. Prima che vizio di rifrazione, la presbiopia è un difetto della programmazione filogenetica, che non ha tenuto conto delle esigenze e della durata media della vita nella società contemporanea; i fattori coinvolti sono molteplici e la sua progressione inesorabile come l'invecchiamento. Per questo la sua correzione chirurgica è più complessa rispetto ai trattamenti di miopia, ipermetropia e astigmatismo e più frequenti sono le delusioni ottenute con le tecniche classiche di rimodellazione della cornea con laser ad eccimeri o di sostituzione del cristallino. “Il successo si gioca sulla comprensioneaccettazione degli inevitabili limiti ed effetti collaterali, che non tutti sono inclini ad accettare; il cosiddetto adattamento neuro-sensoriale” ci dice il dottor Carlo Lovisolo, chirurgo oculare di Milano. “Diventa cruciale poter simulare la qualità del risultato con test preliminari d'idoneità con lenti a contatto speciali per identificare i casi, tutt'altro che rari, in cui conviene astenersi dalla chirurgia”. “Una volta intrapresa la strada chirurgica,” continua Lovisolo, “il compromesso più moderno e ragionevole appare l'impianto di lenticoli intracorneali. Si opera solo l'occhio non dominante, quello che si chiude per fotografare o sparare. Senza bisturi né anestesia (solo gocce), il laser a femtosecondi prepara una tasca nella profondità della cornea, destinata ad accogliere un inserto artificiale invisibile a occhio nudo, in materiale altamente biocompatibile, che trasforma la cornea in una lente multifocale. Non c'è dolore. Poiché l'occhio dominante non viene toccato, le normali attività intellettuali quotidiane (lettura, TV, PC…) sono consentite sin dal giorno dell'intervento, mentre le pratiche sportive intense richiedono 7 giorni di sospensione, a titolo prudenziale. Il recupero funzionale richiede 30-60 giorni di graduale miglioramento prima di poter gettare gli occhiali. Rispetto alle tecniche alternative, l'impianto intracorneale è reversibile. In caso di errori chirurgici, risultato insoddisfacente o comparsa di nuove problematiche (ad esempio la cataratta), può essere rimosso e/o sostituito anche dopo anni, in maniera semplice e senza rischi specifici. I limiti della metodica consistono nel lieve calo del visus per lontano, solo nell'occhio operato, che si fa sentire soprattutto di sera con aloni e irradiazioni attorno alle fonti luminose. È un prezzo da pagare in genere ben tollerato, che migliora con il tempo. I difetti visivi concomitanti alla presbiopia non sono corretti dall'inserto e vanno operati separatamente con le tecniche laser”. CONSIGLI E INDIRIZZI UTILI PER LA SALUTE OFTALMOLOGIA a cura di Omnia di S. Cucchiarini - Telefono +39 02 30468562 - info@omniaeditoria.it IP Dr. Carlo Lovisolo Quattroelle Custom Eye Centers Milano - Via Cusani, 7 - Tel. 02.8057388 www.dottorlovisolo.com e-mail: info@quattroelle.org Futuro & Salute Alessandria - C.so T. Borsalino, 19 Tel. 0131.232350 Figura. Esempi di lenti intracorneali: un inserto trasparente di 3 mm, con correzioni sino a tre diottrie e mezzo (a, b), e uno circondato da una minipupilla (c) che crea un effetto tipo buco di serratura, lo stesso sfruttato dagli “occhiali di Leonardo” (d)a) b) c) d) Dr. Carlo Lovisolo
26 Domenica 2 ottobre 2011 ::: le lettere lettere@libero-news.eu @ www.libero-news.it Le lettere via e-mail vanno inviate sottolineando nell'oggetto: “lettere”. Via posta vanno indirizzate a: Libero - viale L. Majno 42 - 20129 Milano; via fax al n. 02.999.66.264. La fede smuove le montagne e non più i voti Caro Mainiero, “la Chiesa episcopale non fa i governi e nemmeno li manda a casa”. Questo il proclama che la Chiesa si è affrettata ad emanare dopo le espressioni del cardinal Bagnasco (nella foto Ansa) in merito ai “vizietti” dei nostri politici. Bene. Non è tuttavia da negare che negli anni abbia saputo gestire governi e voti. Non dimentichiamo la croce dominante nello scudo, per l'appunto crociato, e lo slogan “nell'urna Dio ti vede, Stalin no”. Umberto Brusco Bardolino (Vr) Preistoria della politica, caro Brusco: la Dc è morta, la Prima Repubblica è andata in archivio e anche la Chiesa non è più la stessa, almeno elettoralmente parlando. Una volta, per capire in anticipo cosa sarebbe successo nelle urne, non bisognava scomodare i sondaggisti, che neppure esistevano. Bastava andare in chiesa e vedere quanta gente c'era: navata affollata, successone della Dc; navata con qualche buco, successo striminzito della Dc. Oggi no. Secondo una ricerca effettuata nel 2008 (ma da allora le cose non sembrano cambiate di molto) il 63 per cento dei cattolici praticanti sceglie un partito di destra o centrodestra, gli altri un partito di sinistra o centrosinistra. Vuol dire che chi era cattolico e di sinistra è andato a sinistra, chi era cattolico e di destra è andato a destra. Significa che nelle urne contano le convinzioni politiche (una volta avremmo scritto: ideologie), assieme all'andamento dell'economia, alle tasse, alle promesse elettorali eccetera. Non la fede, che smuove le montagne ma non più i voti. E questo vescovi e cardinali lo sanno benissimo. Sanno che, non avendo più un partito di riferimento e non essendo più elettoralmente importante o fondamentale la fede religiosa, l'unica cosa che loro possono fare (e che fanno) è tentare di influenzare gli orientamenti delle singole forze politiche. In altri termini: di volta in volta premono a destra e a sinistra per ottenere, sui temi per loro più scottanti (bioetica, immigrazione eccetera) politiche più vicine alla Chiesa. Oggi premono sul Pdl e Berlusconi. E da buoni cattolici non dicono bugie: loro non fanno governi e non li mandano a casa. Tentano solo di far fare ai governi ciò che loro ritengono più opportuno fare. mattias.mainiero@libero-news.eu A tu per tu DISTRIBUTORE PER L'ITALIA E L'ESTERO PRESS-DI Distribuzione Stampa e Multimedia Srl STAMPA: Litosud Srl - Via Aldo Moro, 2 - Pessano con Bornago (Mi) EDIZIONI TELETRASMESSE Litosud Srl - Via Carlo Pesenti, 130 - Roma S.t.s. 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Majno, 42 - 20129 Milano SEDE LEGALE: Via dei Valeri, 1 - 00184 Roma FIAMME DAL COLLE/1 Manette sovietiche per i secessionisti Bravo Napolitano, ad evocare le manette per i leghisti se si azzardano ancora a pronunciare la parola “secessione”, gli antenati sovietici guardano compiaciuti dal loro paradiso socialista! Peccato che non abbia nulla da ridire sulla magistratura che ha trasformato la legge in una clava per colpire l'avversario. Gerry Bardack e.mail FIAMME DAL COLLE/2 Rabbia istituzionale di Napolitano Altro che picconata di cossighiana memoria, questa è una vera e propria “p i s t olettata” di minaccia contro la Lega di Bossi; una “sparata tattica”, uscita dalla bocca del presidente della Repubblica Napolitano, che non va sottovalutata, ma deve far riflettere molto perché adesso c'è il pericolo reale di aspettarci colpi bassi da settori istituzionali fortemente ancorati ad una determinata ideologia; la “rabbia istituzionale” di Napolitano, a mio avviso, arriva puntuale per foraggiare quella politica giudiziaria teorizzata da quei giudici giacobini delle cosiddette “toghe rosse” che hanno deciso di concentrare la propria attività professionale contro Silvio Berlusconi; e forse sta qui il significato di tale iniziativa sconcertante. Davide Martinez e.mail FIAMME DAL COLLE/3 La vera storia della Lega lombarda Come si era auspicato, il presidente Giorgio Napolitano, ha fatto il passo liquidando la Padania: un tema che si è assestato nel paese per le strumentalizzazioni politiche, senza che vi siano le reali radici culturali, storiche ed etniche che dovrebbero essere alla base di una volontà secessionista. Perfino la Lega lombarda nacque sull'onda dei moti italici che già nel Medioevo erano in atto: alleanze tra i Comuni e gli Stati italiani per contrastare l'i nvasione straniera. Nel 1167 nasceva la “Lega Cremonese” che raccoglieva le città di Bergamo, Brescia, Cremona e Mantova per contrastare la pretesa di Federico Barbarossa di sottomettere “tutta l'Italia” al Sacro Romano Impero. Nello stesso anno, con il giuramento di Pontida, la “L ega Cremonese” confluiva con la “Lega Veronese” costituita dalle città di Verona, Vicenza, Padova e Treviso (appoggiate dalla Repubblica di Venezia) e con altri comuni, nella Lega Lombarda. Alleati della Lega Lombarda, furono Roma con a capo il Pontefice Alessandro III ed il Regno delle due Sicilie. L'alleanza tra Lega Lombarda e Roma fu talmente salda che nel 1168, in onore del Papa, fu fondata la città di Alessandria. Ma tutto questo Bossi non lo sa. Claudio Maffei e.mail FIAMME DAL COLLE/4 Nessun richiamo per Di Pietro Bossi minaccia la secessione e viene ripreso aspramente dal presidente Napolitano. Di Pietro minaccia la rivolta, seguito dal subcomandante Fausto (che mi sembra ben più grave), ed il signor presidente Napolitano non dice nulla? Ugo Polverari Latina FIAMME DAL COLLE/5 Sogno un'Europa dei piccoli popoli Un passo delle dichiarazioni di Napolitano richiama un vecchio ritornello degli avversari della Lega: come possiamo reggere le grandi sfide mondiali se diventiamo più piccoli! Primo: chi ha detto che grande è bello? Forse che in Olanda, Belgio, Norvegia, Austria, Finlandia (tutti Stati con meno abitanti della Padania) il tenore di vita è minore che in Cina, Brasile, India, Indonesia e tanti altri mega Stati? Secondo: solo quando ci butteremo dietro le spalle il nazionalismo delle grandi nazioni (che ha causato immensi lutti), solo quando ci sentiremo padani, catalani, bavaresi, corsi, siciliani, tirolesi e non italiani, spagnoli, tedeschi o francesi, ebbene solo allora avremo la vera Europa unita, e quindi, solo in quel momento potremo competere politicamente con i giganti mondiali. Riccardo Ferrari Scandiano (Re) FIAMME DAL COLLE/6 Giusto strigliare Umberto Bossi Bene ha fatto il presidente Napolitano a strigliare la Lega secessionistica. In tutta Italia sono diffusi monumenti ai caduti Italiani in queste sanguinose guerre di indipendenza, dovremo abbatterli? E cancellare tutte le strade dedicate al grande Re Vittorio Emanuele II e al glorioso generale Giuseppe Garibaldi? Dobbiamo cancellare le tombe di quegli eroi, che hanno fatto l'Unità d'Italia? Che sono morti per fare l'Italia una? Arnaldo Cantani e.mail FIAMME DAL COLLE/7 Soliti luoghi comuni contro la Padania Il presidente Napolitano ha detto che la Padania non esiste. Ha detto che la secessione democratica non è possibile. Ha detto che chi vuole la secessione è fuori dalla storia. Ma soprattutto ha ridetto che il sud è una grande opportunità per il Paese. Niente di nuovo: le solite fregnacce. Giancarlo Castoldi e.mail CERTEZZA DELLA PENA Lavori utili per i carcerati Un piccolo suggerimento per quanto riguarda la “certezza della pena” e il superaffollamento delle carceri nazionali. Sarebbe opportuno che il legislatore prevedesse, per i reati minori e finanziari (quelli praticamente nei quali non figura il rischio di atti violenti o pericolo di fuga) l'e s p i azione della pena attraverso un sano lavoro “socialmente e praticamente utile”. Mi riferisco a quel genere di lavoro che non è più appetito dagli italiani come spazzare le strade, raccogliere e differenziare i rifiuti, ripulire i monumenti fino a coadiuvare le imprese edili a costruire nuove carceri o case per i meno abbienti. Scontare in tal modo la pena non avrebbe solo uno scopo economico ma anche una funzione rieducativa e lontana da tentazioni e cattivi propositi che una mera carcerazione comporterebbe. Gabriele De Matteis e.mail I GUAI DI SILVIO Manovra a tenaglia per incastrare il Cav Diego Della Valle va in aiuto della Marcegaglia e del cardinal Bagnasco nel tentativo di chiudere il premier in una manovra “a tenaglia” che non gli permetta più d'uscire dall'assedio e gli faccia attorno solo terra bruciata. Il primo che attuò questa manovra in campo militare fu il gran cartaginese Annibale contro i romani invitti in quel di Canne, con trionfali e superbi risultati. Non stupisce affatto che la Confindustria prema per cercare equilibri politici più evoluti ed allargati: i sondaggi tanto sbandierati da Silvio per decenni danno lui e la Lega solo ad un terzo dei voti nel Paese, suggellando come ormai definitivamente chiusa per sempre la stagione del berlusconismo e di “Roma ladrona”. Luigi Cardarelli e.mail I MORSI DELLA CRISI Pensiamo di più alle famiglie povere Sul sito Rai leggo il resoconto di una recente indagine: “in Italia più di 1.6 milioni di mamme italiane sono povere. Di queste, 1 milione ha un figlio piccolo e vive in precarie condizioni di vita tanto da avere serie difficoltà nell'a rrivare a fine mese”. E ancora: “…In generale, in Italia vivono 4.2 milioni donne povere; 1.678.000 sono madri”. E ancora si sta a pensare al Bunga Bunga, a spendere misegui la rubrica anche su www.
15Domenica 2 ottobre 2011ITALIA @ commenta su www.libero-news.it ::: GLI SPRECHI DI STATO Il buco nero di viale Mazzini La Rai non vale un terzo del canone Nel 2010 la tv pubblica ha ricevuto dagli abbonati 1,66 miliardi ma il Tesoro l'ha messa a bilancio per 528 milioni (...) italiani che volenti o nolenti ogni anno sono obbligati a pagare un canone oggi di 110,5 euro. Perché secondo il proprietario della Rai oggi dalla vendita dell'azienda si ricaverebbe meno di un terzo del canone pagato degli italiani. La Rai ha infatti incassato secondo il bilancio 2010 ben 1,66 miliardi di euro alla voce “canoni di abbonamento” che il Tesoro le ha girato dopo che l'Agenzia delle Entrate ha incassato i bollettini di tutti gli italiani in regola. Se poi si considera che gli italiani quel canone pagano da sessanta anni, cioè da quando è nata la Radiotelevisione italiana, significa che quella tassa è stata buttata davvero dalla finestra e che l'azienda è stata amministrata con i piedi. Peraltro i 528 milioni di euro che Tremonti pensa di incassare da una vendita ipotetica dell'azienda di viale Mazzini sono nettamente inferiori perfino ai 942 milioni di euro incassati l'anno scorso con la pubblicità. La valutazione è stata fatta dal capo economista della Cassa depositi e prestiti, Edoardo Reviglio (figlio di Franco, ex ministro delle Finanze e già presidente dell'Eni), sulla base del patrimonio netto, metodo utilizzato per tutte le partecipazioni non quotate del ministero dell'Economia. Rai è stata dunque valutata secondo la quota di patrimonio netto semplice iscritto in bilancio dall'azienda e in mano all'azionista che dovrebbe venderla. La somma non è stata rettificata con il valore degli elementi immateriali (utili futuri previsti, prospettive di posizionamento sul mercato, appetibilità del trasferimento) come è avvenuto invece per altre aziende. Ma il metodo scelto non fa torto all'azienda di viale Mazzini: le prospettive di reddito sono alquanto incerte (l'anno scorso il gruppo ha perso 98,2 milioni di euro, era in rosso anche l'anno precedente e lo sarà questo anno), quelle di posizionamento sul mercato ancora di più: negli ultimi anni si sono ridotte quote di ascolto ed è aumentata la ::: BILANCIO IL CALCOLO Nella tabella diffusa dal ministro Giulio Tremonti durante un seminario il 29 settembre scorso, si legge che il valore della quota dello Stato in Rai holding è valutata 528 milioni di euro. AL TESORO IL 99,5% Rai holding è partecipata al 99,5% dal ministero dell'Economia. GLI ALTRI Nella tabella diffusa da Tremonti, alla voce “società non quotate”, ci sono anche Poste Italiane (valutata 4,4 miliardi), Fintecna (2,6 miliardi), Sace (6,4 miliardi), Cdp (9,6 miliardi) e diverse altre. LA SOGIN L'unica società valutata meno della Rai è la Sogin, la società che si occupa della messa in sicurezza degli impianti nucleari italiani, che si deve accontentare di 35 milioni. presenza di altri competitori anche rilevanti come Sky e La7. Undici anni fa secondo il presidente dell'epoca, Roberto Zaccaria, la Rai valeva circa 50 mila miliardi di vecchie lire. Tradotte in euro significa 50 volte più di oggi. La cifra era sicuramente generosa, ma all'epoca Mediaset capitalizzava sul mercato una cifra 11 volte superiore al suo fatturato e le aziende di settore in Europa valevano almeno nove volte il fatturato. Quattro anni dopo fu il direttore generale dell'azienda di viale Mazzini, Flavio Cattaneo a chiedere una valutazione professionale del gruppo televisivo pubblico (fatto un po' meno alla carlona dell'epoca di Zaccaria). La risposta ottenuta alla vigilia di una possibile quotazione fu: vale fra 4,5 e 5,5 miliardi di euro. Dieci volte più di oggi. Si è tenuto stretto Tremonti? Mica tanto. Perché se si guarda il principale (ma più grosso e redditizio) concorrente della Rai, e cioè il gruppo Mediaset, la valutazione sembra assai simile. Oggi capitalizza in borsa 2,7 miliardi di euro, cinque volte quel che verrebbe valutata la Rai. Al 31 dicembre 2010 il patrimonio netto di gruppo ammontava a 2,6 miliardi di euro. Più o meno la capitalizzazione attuale. Quindi sembra abbastanza corretta la decisione del Tesoro di fare il prezzo della Rai basandosi sul patrimonio netto dell'azienda. Il colosso dell'informazione pubblica, l'azienda per cui impazziscono tutti i partiti politici e su cui vigilano decine di procure della Repubblica, vale proprio un tozzo di pane. Agli italiani si chiede dunque un canone per finanziare una macchina che riesce a distruggere i soldi da sola, senza bisogno di terremoti finanziari e di turbolenze sui mercati. A questo punto non privatizzarla non sembra nemmeno un dramma. Basta lasciare erodere ancora qualche anno il patrimonio netto dell'azienda e quando non varrà più un euro basterà chiuderla e vendere ad altri impianti, palazzi e strutture: è il vero affare da realizzare. I beni di Stato Il tesoro di Procida L'ex carcere sorge nel punto più bello dell'isola. Ma è abbandonato da 40 anni ::: dall'inviato a Procida (Napoli) GIANLUCA ROSELLI Dal tetto si vede tutto il golfo: da una parte Napoli, il Vesuvio, la costiera; dall'altra le sagome di Ischia e Capri. Sotto la magnifica Marina di Corricella, con il borgo di casette colorate che hanno fatto da sfondo al film “Il postino” con Massimo Troisi. Siamo a Procida, la sorella minore delle isole campane. Qui c'è una delle aree dismesse più vaste d'Italia. Parliamo dell'ex carcere di Terra Murata, che, con i suoi 27 mila metri quadri di struttura e 17 mila di verde, domina la parte meridionale dell'isola. Il cuore è costituito da quel che resta di Palazzo d'Avalos, voluto da Innico d'Avalos, signore e abate commendatario del feudo di Procida, nel XVI secolo. Nel 1734 Carlo di Borbone confisca tutta l'isola, trasformando l'in tera area in cittadella militare fortificata. Poi nel 1818 Francesco I trasforma Palazzo d'Avalos in un carcere (precisamente in un bagno penale), affidandone la custodia al corpo militare della Reale Marina. E carcere è rimasto fino al 1970. Un istituto di massima sicurezza, che ha ospitato terroristi, boss della camorra e pericolosi criminali, e da cui mai nessuno è riuscito a fuggire. «Un uomo tentò la fuga nel 1961, ma fu ripreso un'ora dopo mentre cercava di imbarcarsi su un traghetto», racconta il signor Fabio, ex guardia carceraria e memoria storica dell'intera area. Nel 1987, infine, la dismissione totale e il trasferimento di tutti i detenuti. Da allora Terra Murata è abbandonata, per la maggior parte inagibile, con tre edifici parzialmente crollati. L'interno fa impressione, ma dietro i muri scrostati, le scale diroccate e gli stanzoni fatiscenti si riesce a intuire l'antica nobiltà della struttura e il suo valore storico e architettonico. Ci sono ancora le celle, comprese quelle punitive, piccolissime, con i letti di contenzione e le pareti in gommapiuma. Qua e là compaiono dei rotoli di cotone: tessere era l'occupazione principale dei detenuti. Mobili accatastati, travi divelte, ma dalle finestre con le inferriate un panorama mozzafiato: l'ex carcere è a picco sul mare. Un modo per evitare le fughe, ma anche una doppia tortura per i detenuti: fuori il paradiso, dentro l'inferno. Da qui è passato anche il re del contrabbando Michele Zazza. E qui venivano portati i ribelli dopo le rivolte nel carcere di Poggioreale. L'intera struttura è proprietà dell'Agenzia del demanio (quindi dello Stato) e nel 1999 è diventato un bene vincolato dal ministero dell'Ambiente. Ma nulla è cambiato: gli edifici sono rimasti completamente abbandonati e gli spazi esterni sono invasi dalle sterpaglie. Solo qualche piccolo intervento di manutenzione per non farlo crollare del tutto e niente più. Insomma, un vero spreco, poiché l'area di trova in uno dei punti più belli sull'isola. Ora però qualcosa si sta muovendo. A furia di insistere, il sindaco Vincenzo Capezzuto sta riuscendo a far trasferire Terra Murata, in modo non oneroso, dal demanio al comune di Procida. La trattativa tra lo Stato, il ministero e il Comune è già a buon punto e il via libera potrebbe arrivare ai primi di novembre. L'obbiettivo è restaurare e riqualificare l'intera area creando un museo che racconti la storia di Terra Murata e del carcere, una scuola turistica, un centro congressi, un laboratorio artigiano con i vecchi mestieri, un percorso didattico attraverso le vecchie coltivazioni e, naturalmente, un complesso alberghiero. «Procida oggi dispone solo di 350 posti letto, con un recupero di alcune parti degli edifici di Terra Murata si può arrivare al doppio senza assolutamente intaccarne il valore storico e culturale», spiega il sindaco, eletto nel 2010 alla guida della coalizione di centrodestra. Il piano di valorizzazione presentato dal Comune è ambizioso: circa 65 milioni di euro per lavori che, secondo il piano di valorizzazione, dovrebbero partire nel 2013 e terminare nel 2019. Soldi che potrebbero arrivare in parte dall'Europa, tramite la Regione, ma la maggior parte dai privati, cui il Comune potrà dare in concessione l'intera area. «Proprio per i vincoli del ministero, all'interno di Terra Murata non si può costruire nulla, quindi tutto verrà realizzato recuperando gli edifici esistenti. L'area può diventare il volano per lo sviluppo dell'isola, un complesso storico e culturale che da solo vale il viaggio a Procida. Noi non abbiamo la notorietà mondiale di Capri o le terme di Ischia, oltre alle bellezze naturali dobbiamo puntare sulla cultura. Ed è proprio quello che la nostra clientela abituale ci chiede», continua il sindaco. Dunque, dopo quarant'anni di abbandono, Palazzo d'Avalos, la caserma delle guardie, gli opifici, l'infermeria e il parco agricolo potranno tornare in vita. Ma perché non è stato fatto prima? «Innanzitutto non è mai stato chiesto con insistenza, in secondo luogo lo Stato finora era restìo a cedere il suo patrimonio, mentre ora il vento è cambiato», risponde Capezzuto. In paese, però, c'è chi storce il naso. «Come faranno a trovare 65 milioni di euro senza cedere alle possibili speculazioni? E poi l'albergo si dovrebbe evitare: è come costruire un hotel dentro Castel Dell'Ovo», dice qualcuno. L'importante, però, è che Terra Murata non continui a restare abbandonata come è stata negli ultimi quarant'anni. 3/ CONTINUA ::: LA STORIA BOSS E CRIMINALI L'excarceredi TerraMurataha ospitato terroristi, boss della camorra e pericolosi criminali, e da cui mai nessuno è riuscito a fuggire. LE ORIGINI Il cuore è costituitoda quel che resta di Palazzo d'Avalos, volutoda Innicod'Avalos, signore e abate commendatario del feudo diProcida, nelXVI secolo. LA TRASFORMAZIONE Il palazzo è stato trasformato in carcere nel 1818, sotto la custodia del corpo militare della Reale Marina. È rimasto tale fino al 1970. UN COLOSSO Il complesso è composto da 27 mila metri quadri di struttura e 17 mila di verde e domina la parte meridionale dell'isola. TENTATA FUGA Solo un uomo ha tentato la fuga, ma è stato preso prima che riuscisse a saliresu un traghetto. L'ex carcere di Terra Murata di Procida in rovina ::: segue dalla prima FOSCA BINCHER .
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13Domenica 2 ottobre 2011PRIMO PIANO @ commenta su www.libero-news.it LA SFIDA Il politologo Ornaghi: «Gli effetti benefici» del bipolarismo potranno dispiegarsi «solo in presenza di due partiti forti o di due aggregati di partiti» il futuro del centrodestra E DEI LETTORI Agli onorevoli pensioni come a noi mortali Attivatevi affinché i parlamentari non abbiano una pensione solo per aver preso parte a una o più Legislature. Durante i mandati si versino i contributi nelle casse di provenienza, così avranno la pensione come il resto dei cittadini quando raggiungeranno i 40 anni di contribuzione, come appunto richiesto a tutti i comuni mortali. Daniela Delfino e.mail Diritti acquisiti? No, la Lega molli Voglio riforme strutturali a iniziare da taglio delle pensioni, che non sono un diritto ma un privilegio, visto che noi italiani siamo gli unici ad andare in pensione ancora a 58 anni, quando i tedeschi vanno a 67 ann. E se di diritti acquisiti parla la sinistra demagogica e reazionaria poco male, ma se ne parla la Lega questo non mi sta proprio bene. Filippo Zambrelli e.mail Marciamo in silenzio, non imitiamo gli altri Per dare un forte sostegno all'impegno politico di Libero si potrebbe valutare per un prossimo futuro una bella sfilata a Milano, speriamo ci siano almeno 100mila persone, come fecero anni fa i colletti bianchi a Torino: nel più assoluto silenzio. Potrebbe avere un affetto “assordante” nell'opinione pubblica. Al contrario della cagnara che fanno i rossi. Vittorio Verza e.mail Serve una nuova assemblea costituente Per rifondare il centro destra occorre cambiare la Costituzione mediante una nuova assemblea costituente, perché altrimenti ogni riforma liberale e di modernizzazione verrà abrogata dalla Corte Costituzionale di sinistra. Qualunque riforma della giustizia sarà resa vana dal Csm. Qualunque riforma fiscale troverà l'ostacolo nell'articolo 53 della Carta che sancisce la progressività dei tributi e il concetto di capacità contributiva. Luca Malagù e.mail Abbassate le tasse a imprese e lavoratori L'Italia ha una spesa pubblica pari al 50% del Pil, tasse per il 45% del Pil. La spesa pubblica è rispettivamente 2 e 7 punti superiore a quella di Grecia e Spagna, mentre le tasse sono a livello dei paesi scandinavi, dove funziona tutto mentre noi siamo come un malato di cancro, con il Sud che assorbe risorse e non cresce da decenni. La priorità assoluta è ridurre drasticamente la spesa pubblica e le tasse su imprese e lavoratori. Enrico Brogi e.mail Addio centristi, la Chiesa tifa bipolarismo Il giornale dei vescovi chiude le porte a una rifondazione democristiana: alleanze, candidati premier e programmi di governo devono essere chiari prima del voto. Un duro colpo a tutta la nuova strategia di Casini (...) trasparente tra elettori e partiti fatto di alleanze, candidati premier e programmi annunciati e sottoscritti prima del voto. O di qua o di là, che poi vuol dire bipolarismo, anche se si tratta inevitabilmente di un bipolarismo nuovo, non più caratterizzato dall'odio a prescindere o dall'amore cieco per il Cavaliere. Se qualcuno pensava che le parole pronunciate lunedì dal presidente della Conferenza episcopale italiana Angelo Bagnasco («Sembra rapidamente stagliarsi all'orizzonte la possibilità di un soggetto culturale e sociale di interlocuzione con la politica…») fossero il preludio a una rifondazione democristiana, ieri è stato servito dalla prima pagina di Avvenire, il quotidiano della Cei. Dove il direttore Marco Tarquinio ha messo in fila le cose da fare ora che il referendum per il ritorno al Mattarellum, caldeggiato dall'Idv e da metà del Pd, è stato depositato in Cassazione. Si tratta delle prime indicazioni operative dopo la riunione del Consiglio episcopale permanente, e in esse non vi è traccia di tentazione neocentrista, né di ammiccamenti a sinistra. E nemmeno c'è voglia di approfittare dell'autunno di Berlusconi per tornare ai vecchi sistemi. «Mattarellum e Porcellum? No, grazie», avverte Tarquinio. «Dateci una legge che consenta a tutto il Paese in ogni sua “ani ma” di sentirsi rappresentato, che riconosca il diritto dei cittadini a sapere prima del voto da chi si candida a governare che cosa vuole fare e assieme a chi e, in ogni caso, che restituisca a chi va a votare il potere di “preferire”il proprio parlamentare». In parole povere il quotidiano dei vescovi invoca un sistema proporzionale più o meno corretto, in grado di rappresentare tutti i settori della società. Chiede il ritorno alle preferenze, quindi l'addio alle liste bloccate. E difende quella conquista, etica prima ancora che politica, voluta proprio dal Cavaliere. Primo: si deve sapere chi si candida a governare, e questo avviene, a destra come a sinistra, solo dal 1994, finendo per essere indicato nello stesso simbolo elettorale («Berlusconi presidente»). Secondo: gli elettori hanno diritto ad alleanze chiare. Dunque niente accordi rabberciati dopo il voto, e chissà che ne pensano Pier Ferdinando Casini e gli altri centristi. Terzo: gli elettori non votano un partito, ma un programma di governo, che chi vince sarà poi tenuto a rispettare. È la linea tracciata dal politologo ruiniano Lorenzo Ornaghi, rettore della Cattolica e teorico del ritorno: non alla Dc, ma al «guelfismo». «Essere “guelfi” oggi», ha scritto Ornaghi su “Vita e Pensiero”, «implica la consapevolezza» che la posizione di «vantaggio culturale» dei cattolici «va di giorno in giorno consolidata». La scommessa è esaltare questo «vantaggio culturale» non al centro, ma in un meccanismo a due poli. «Accademicamente continuo a guardare con maggior simpatia a un sistema bipolare» ha spiegato Ornaghi proprio ad Avvenire. Aggiungendo che «gli effetti benefici» di questo sistema potranno dispiegarsi «solo in presenza di due partiti forti o di due, altrettanto forti ed omogenei, aggregati di partiti». L'obiettivo, insomma, non è sfasciare il bipolarismo, ma rafforzarlo e radicarlo. Il che non impedisce a Ornaghi, in sintonia con la Cei, di caldeggiare «un sistema elettorale che preveda una precisa e significativa quota proporzionale», perché questo «né preclude il bipolarismo né porta con sé il vizio congenito dell'instabilità di governo». Resta da capire chi è più attrezzato per una simile sfida. Il Pdl in questa fase sconta l'anatema lanciato da Bagnasco su «abitudini e stili di vita», chiaramente rivolto contro Berlusconi. Ma non verso Angelino Alfano. Il successore designato, lanciando le trattative per cambiare la legge elettorale, ha dato via libera alla rottamazione delle liste bloccate e quindi al ritorno alle preferenze, avvertendo allo stesso tempo che il bipolarismo non si tocca. C'è piena assonanza, quindi, con due delle richieste della Cei. Quanto alla terza - il proporzionale non incontra veti nel Pdl: tutto dipende da come esso viene declinato. Mentre il Pd, tanto per cambiare, non si capisce dove voglia arrivare. È nato bipolarista con Walter Veltroni, ma tramite Pier Luigi Bersani e Massimo D'Alema continua a vagheggiare accordi con il terzo polo. Né è chiaro cosa voglia fare con il referendum: un giorno Bersani dice di non riconoscersi nell'iniziativa, quello dopo sostiene che è solo grazie a lui e al suo partito che le firme sono state raccolte. Di sicuro, per i vescovi il Mattarellum al quale metà del Pd vuole tornare tramite la consultazione referendaria è dannoso quanto il sistema attuale: «Ha dato il “la” a un gioco politico all'insegna del frazionismo e del trasformismo più esasperati, tra alleanze ingovernabili e ribaltoni», ricordava ieri Avvenire. Nel migliore dei mondi possibili Pdl e Pd siederebbero allo stesso tavolo e, in un paio di settimane, disegnerebbero un sistema capace di confermare il bipolarismo nelle istituzioni e nella società anche quando Berlusconi non sarà più leader del centrodestra. Il Pdl ci starebbe pure, ma a sinistra chi parla col «nemico» si attira insulti ed odio. L'alternativa, per il partito di Alfano, è trovare un accordo con la Lega e l'Udc. Ma pretendere da Casini - paradossalmente il più spiazzato dall'orientamen to della Cei - l'accordo su un sistema che rafforzi il bipolarismo è un miracolo che nemmeno Santa romana Chiesa può fare. E ADESSO? Il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini. Ieri Avvenire ha smontato la sua idea di un grande centro alternativo al centrodestra e al centrosinistra. CAPEZZONE «Il referendum? È un'occasione anche per il Pdl» ::: TOMMASO MONTESANO ROMA La sua, premette Daniele Capezzone, è un'«opinione personale». Ma poiché è espressa dal portavoce del Popolo della libertà, fa rumore vista la cautela del suo partito sull'argomento: «Il referendum è una buona occasione che non va guardata con paura, ma considerata come un elemento utile». Utile a cosa? «A non far perdere agli elettori la conquista di quindici anni fa: la possibilità di scegliere maggioranza e governo». Il Parlamento, però, potrebbe intervenire varando una nuova legge. «Io sono d'accordo con Roberto Maroni sull'eventualità che il referendum si celebri e che produca i suoi effetti». E se il Parlamento legifera prima? «Sappia bene che se intende intervenire, deve farlo nel rispetto assoluto dello spirito dei quesiti referendari». Introdurre le preferenze nel Porcellum sarebbe sufficiente per evitare le urne? «Sarebbe un tradimento del referendum. Che, piaccia o no, reintroduce per tre quarti, il 75%, i collegi uninominali. Le preferenze, invece, sarebbero la festa della Prima repubblica: con correnti, cordate e finanziamento illegale di partiti e candidati. Se il referendum è ammesso, non si scappa». Sarebbe a dire? «O si vota e si rispettano oltre un milione di elettori, oppure il Parlamento legifera per fare quello che i cittadini chiedono. Non altro». La via è quella del Mattarellum? «Resto un tifoso del sistema maggioritario integrale. Il Mattarellum i difetti ce l'ha, ma il bipolarismo l'ha garantito e ora un risultato lo raggiungerebbe». Quale? «Il Terzo polo sarebbe costretto a scegliere con quale dei due poli schierarsi. Oppure presentare, collegio per collegio, una terza candidatura, ma sapendo bene che sarebbe un'operazione politicamente suicida». ::: segue dalla prima FAUSTO CARIOTI .
2 Domenica 2 ottobre 2011 PRIMO PIANO @ commenta su www.libero-news.it NIENTE VOLATE L'ex leader dc: «Non pensa nemmeno di tirare la volata a Montezemolo, anzi è contrario a una discesa in campo dell'ex presidente della Fiat» scontri di potere L'indignado con le Tod's «Ora basta, vergognatevi» Della Valle pubblica su «Corriere» e «Repubblica» il suo manifesto contro governo e opposizione. Ma l'amico Mastella: «Non vuole candidarsi ma serve un nuovo Silvio» ::: FOSCA BINCHER No, non è l'avviso di un ingresso in politica. Diego Della Valle non ne ha alcuna intenzione. Ne è certo un vecchio amico come Clemente Mastella, che gli era di fianco negli anni d'oro della sua carriera e che non ha allentato il rapporto con Mister Tod's nemmeno in questi tempi. Anzi, con un po' di civetteria Mastella sussurra («ma non lo scriva») di avere ricevuto venerdì mattina in anteprima la pagina di pubblicità “Po litici ora basta” apparsa ieri mattina su alcuni quotidiani. «Gli altri», spiega l'ex politico dc, «lo hanno ricevuto solo a tarda sera». E perché allora Della Valle ha scritto di suo pugno (si capisce bene) quel manifesto? Per tirare la volata in politica al suo amico Luca Cordero di Montezemolo? «Ma no», assicura Mastella, «anzi posso dire che ogni volta che si è affacciata questa ipotesi Diego si è mostrato contrario a un impegno politico di Montezemolo e gli ha detto di non esporsi e non farlo». Allora terza ipotesi. Della Valle ha lanciato la sua bombetta un po' sgrammaticata nel bel mezzo della conferenza stampa di Emma Marcegaglia, leader di Confindustria che insieme ad altre associazioni provava a fare anche lei un pizzico di antipolitica, oscurata beffardamente dal gesto di Mister Tod's. Della Valle punta alla guida di Confindustria? «Ma figuriamoci! È l'ultima delle sue intenzioni. Anche questo non lo scriva, ma Diego manco ci va alle riunioni di Confindustria. Gli fanno venire l'orticaria, si annoia da morire». E allora, Mastella, perché quel manifesto? «Io credo che sia molto più semplice di quel che appaia. Diego è oggi quel che sono tantissimi italiani. Sì, gli imprenditori che si vergognano di andare all'estero. I cittadini che non ne possono più. Che vorrebbero mandare all'aria il sistema, tutto il sistema. Ecco, Della Valle è semplicemente quello: un indignados...». Tutto qui, un indignado? «Eh, gli indignados vanno in piazza a protestare, mandano a quel paese i politici. Votano Luigi De Magistris a Napoli contro tutti i partiti. E se sono signori ricchi come Della Valle si comprano una pagina di giornale per dire quello che pensano». Solo così, un petardo lanciato per non annoiarsi troppo? «No», e a dirlo è un uomo politico come Mastella che è stato simbolo stesso del potere per lustri, «non è solo un urlo. È la disperazione dell'Italia di oggi. Perché il governo è nelle condizioni che tutti vedono, il centro destra è ai suoi minimi termini. Ma non è mai accaduto come ora l'impossibilità di una soluzione alternativa. Anche gli industriali in questi anni se non erano più soddisfatti di Silvio Berlusconi potevano puntare su Romano Prodi. Se non andava più giù Prodi, c'era Berlusconi. Ma ora è il deserto..». Ma come, Mastella? Il panorama politico da anni non era così variegato: c'è Di Pietro, c'è Bersani, c'è Vendola, c'è il Terzo Polo… «Appunto. Non c'è una alternativa chiara e possibile. Le sembra che possa esserlo il Pd di Filippo Penati e di Piero Marrazzo? O seriamente che lo sia la Puglia di Vendola? Lo è quel coacervo di cose appiccicate insieme che è il Terzo Polo?». E allora? «Allora l'unica è avere un altro 1994. Un altro Berlusconi che rompa gli schemi, che spezzi il regime e sembri a tutti anti-sisteSTATUS SYMBOL Grazie ad Agnelli il suo diventò il mocassino vip Che sulle Tod's si poggi il potere in Italia non è aspettativa di queste ore. Perché i piedi del potere vero da anni si sono infilati in quei mocassini. Fu l'uomo simbolo del potere a sdoganarli una volta per tutte: Gianni Agnelli, l'Avvocato. Che le sfoderò per la prima volta in tv davanti a Giovanni Minoli durante una faccia a faccia a «Mixer». Il proprietario della Fiat è stato un spot vivente per Della Valle: filmati e super fotografati gli stivaletti scamosciati con i gommini sotto durante le passeggiate a Villar Perosa dove andava a vedere la Juve. Ma la Tod's si è accompagnata sempre al potere. Erano ai piedi di Massimo D'Ale ma, primo comunista a palazzo Chigi che subito precisò: «Le metto perché sono comode, non per una questione politica». Hanno sorretto il quarto potere, calzando da Enrico Mentana a Carlo Rossella a schiere di giornalisti. Fino a quando non sono state messe ai piedi dello stesso Corriere della Sera e di gran parte della finanza italiana. Agnelli con le Tod's ma». Eccolo qui, allora: un Della Valle… «Ma no, perché lui? Posso smentire in maniera assoluta che Diego pensi di entrare in politica. Non saprei nemmeno dire chi. Può essere chiunque. Uno tipo Pisapia, De Magistris o Matteo Renzi, che è contro Bersani. Come hanno rotto gli schemi loro, può nascere dal nulla il personaggio che è contro il sistema che c'è. Vince chi cattura gli indignati. Quelli indignati con il governo, quelli indignati contro Di Pietro o contro Bersani…». Destra e sinistra non contano più? «A dire il vero il centrodestra una possibilità ancora ce l'ha. Io il suggerimento l'ho dato a Berlusconi: parla agli italiani, annuncia che non ti presenterai più, chiedi scusa magari per qualche eccesso nella vita personale e fai la mossa del cavallo, spiegando che prima di andartene vuoi lasciare due riforme importanti per il Paese. La prima è quella della legge elettorale, che tanto è imposta dal referendum. La seconda è quella di accorciare le legislature da 5 a 4 anni perché non reggono più per tanto tempo. Guardi, i parlamentari tanto non li taglieranno mai. Ma questa riforma si può fare. E Berlusconi può uscire così con l'ono re delle armi. E dare tempo al suo partito di ristrutturarsi». Così fermerebbe i vari Della Valle? «Forse sì, anche perché tutto il resto mi sembra in bambola. Per il Pdl basterebbe ricostruirsi con l'unico modello di partito vero: la Dc. Non per fare il partito dei cattolici, anzi. Ma un partito vero. Così fermerebbero gli indignados con un prodotto politico vero. Che è l'unica alternativa a quel che c'è adesso». E Della Valle? «Magari avrà il merito di mettere in moto tutto questo». E magari pensa pure di mettersene alla testa. Ma questo Mastella non lo dice. PASSI PESANTI Diego Della Valle, 58 anni, patron della Tod's, dopo aver conquistato i mercati di tutto il mondo con le sue scarpe, ora sembra guardare al mondo della politica. E dopo Luca Cordero di Montezemolo e Alessandro Profumo, anche lui lancia il suo appello con un manifesto pubblicato sul «Corriere della Sera» e della «Repubblica» per denunciare lo «spettacolo indecente» della politica italiana e chiedere l'impegno delle «componenti più responsabili» del Paese Lapresse
25Domenica 2 ottobre 2011MOTORI @ commenta su www.libero-news.it pagina a cura di Il test/Opel 4x4 Comfort e grinta, la ricetta Insignia Col nuovo 2.0 turbo a benzina, la trazione integrale e le sospensioni elettroniche, la tedesca si fa sportiva. Peccato il cambio... DOTAZIONE COMPLETA . Cadillac CTS-V Sport Wagon La supercar da famiglia Acquattata sui cerchi di 19 pollici con enormi gomme di sezione differenziata (255/40 davanti, 285/35 dietro), e “incattivita” dalle griglie a nido d'ape, la CTS Sport Wagon in versione V ha prestazioni da brivido: sotto il cofano ospita il 6.2 V8 della Corvette, “pompato” con un compressore volumetrico e capace di 564 cavalli. Così, a detta della casa, questa Cadillac scatta da 0 a 100 km/h in 4,1 secondi, supera i 200 dopo 13,4 secondi e raggiunge una punta massima di ben 306 orari. E, grazie allo sterzo preciso e alle sospensioni a controllo elettronico, guizza fra le curve senza far percepire troppo gli oltre 2000 kg di stazza. Si può avere con il cambio manuale a sei marce o con un più confortevole automatico (senza sovrapprezzo) perché, sia chiaro, qui non si rinuncia alle comodità e la dotazione è supercompleta: sono di serie i rivestimenti in pelle, il navigatore, i sensori e la telecamera di retromarcia. Tuttavia, nell'abitacolo stonano le plastiche rigide, senza contare che il divano ha una sagomatura che rende il posto centrale quasi inutilizzabile. Non sono da viaggiatrice “tuttofare” neppure i 412 litri di capacità del baule (pochi per una famigliare lunga 488 centimetri) con tutti i posti in uso e l'autonomia: anche guidando con attenzione, i 68 litri di benzina contenuti nel serbatoio bastano appena per superare i 400 chilometri. La Cadillac CTS-V Sport Wagon 6.2 V8 Supercharged costa 84.767 euro. Le Opel Insignia berlina e Sports Tourer ricevono un paio di nuovi turbo a benzina: un 1.4 da 140 CV, che si colloca alla base della gamma, e un 2.0 da 252 CV. Quest'ulti mo, che “batteva” sotto il cofano dell'esemplare provato, toglie si affainca alla già nota versione da 220 CV, rispetto alla quale offre in più anche la trazione integrale al posto di quella anteriore. Quanto basta per regalare all'auto tedesca una bella dose di grinta, senza per questo rinunciare alle comodità: l'impostazione dell'abitacolo è la medesima delle altre versioni, dunque con i posti anteriori ampi e accoglienti, e il divano risulta comodissimo per due passeggeri. Confermata anche l'otti ma qualità dei materiali (la plancia è rivestita in plastica morbida) e delle finiture. NAVIGATORI EVOLUTI In concomitanza con l'arri vo dei nuovi motori si amplia la scelta di accessori con la seconda generazione della telecamera Opel Eye (che ora indica sul cruscotto anche la distanza dall'auto che precede). Aggiornato anche per il sistema di navigazione satellitare: i nuovi apparati Navi 600 e Navi 900 (proposti, rispettivamente, a 1.200 e a 1.500 euro) non si limitano a offrire la scelta fra l'itinerario più veloce e quello più breve, ma segnalano anche il più conveniente in funzione del risparmio di carburante. La dotazione di serie della 2.0 Turbo Cosmo Adaptive 4x4 è ricca, e comprende le sospensioni attive a controllo elettronico: selezionando la modalità Tour viene La Opel Insignia 2.0 Turbo Cosmo Adaptive 4x4 non difetta certo di souplesse, è nei percorsi ricchi di curve che sfodera le sue migliori prerogative: oltre a irrigidire le sospensioni, quand'è impostato in modalità Sport il sistema FlexRide influisce sulla risposta dello sterzo (davvero “solido” e preciso) e dell'acceleratore, rendendola più rapida; inoltre, regola l'Esp in modo da lasciare un maggior grado di “libertà” al la vettura. BERLINA SICURA Così questa grossa berlina (483 cm di lunghezza) rivela la sua seconda anima con un comportamento gratificante ma sempre sicuro: la trazione integrale e il differenziale posteriore a slittamento limitato con controllo elettronico favoriscono la tenuta di strada, e rendono le reazioni sincere e progressive. Tuttavia, quando si spinge a fondo, l'inerzia dovuta al peso elevato si fa sentire: l'agilità nel misto veloce è lontana da quella delle “vere” sportive. Migliorabile anche la manovrabilità del cambio manuale, che nell'in serimento delle sei marce non è veloce come ci si aspetterebbe. privilegiato il comfort (al quale, peraltro, contribuisce pure l'efficace insonorizzazione del motore). Se, invece, si imposta la modalità Sport, la taratura degli ammortizzatori diviene più rigida così da tenere sotto controllo il rollio e migliorare la maneggevolezza. SPINTA BRIOSA Con i suoi quasi 1700 kg, questa Insignia non è certo una piuma, eppure sotto la poderosa quanto fluida spinta del suo quattro cilindri sovralimentato accelera con notevole brio: i 7,5 secondi che, stando ai dati ufficiali, occorrono per passare da 0 a 100 km/h sembrano attendibili, e altrettanto vale per i 250 km/h di velocità massima. Meno verosimili gli 11,9 chilometri che, secondo la Opel, si coprono con un litro di “verde”: anche se il sistema Stop&Start (che spegne il motore quando ci si ferma al semaforo o in coda) aiuta a fare economia negli spostamenti cittadini, dopo i 220 chilometri di percorso misto del nostro “brillante” test, il computer di bordo indicava una percorrenza parecchio inferiore (7,5 km/l). Se in autostrada l'Insignia 9a ESPOSIZIONE DELLA NAUTICA CARRELLABILE Centro Nautico di Aprilia Marittima comune di Latisana/Udine CANTIERI DI APRILIA 22 OTTOBRE - 1° NOVEMBRE 2011 Organizzazione Ente Fiera Cantieri di Aprilia - e-mail: info@nautilia.com - apriliam@libero.it Tel. 0431/522392 - Fax 0431/53431 www.nautilia.com
27Domenica 2 ottobre 2011 @ www.libero-news.it Vi invitiamo a scrivere lettere brevi. La redazione si riserva il diritto di tagliare o sintetizzare i testi. Tutte le e.mail inviate a «Libero» e non pubblicate in questa pagina per mancanza di spazio le trovate sul nostro sito all'indirizzo www.libero-news.it Numero verde 800 - 984824CERTIFICATO N. 6896 DEL 21/12/2010 ISSN 1591-0423 La tiratura di domenica 2 ottobre 2011 è di 180.592 copie WebSystem - Gruppo24Ore Concessionaria esclusiva per la pubblicità Direzione Milano 20146, Via Winckelmann 1 Tel. 02.24424611 Fax 02.24424490 Filiale di Roma 00196, Via C. Beccaria 16 Tel. 06.69548111 Fax 06.69548125 Concessionaria per la pubblicità sul WEB Via Pisacane,1 - 20016 Pero (MI) Italia Tel. +39 02 30223462 Fax +39 02 30223058 e-mail: marketing.websystem@ilsole24ore.com sito internet: http:/websystem.ilsole24ore.com Per l'attivazione si prega di inviare i dati precisi dell'intestatario dell'abbonamento, unitamente alla ricevuta del versamento effettuato, al Fax 02.999.66.279 Ufficio Abbonamenti e arretrati del quotidiano: Tel. 02.999.666 e-mail: abbonamenti@libero-news.eu Orario: 10.00-12.30 (dal lunedì al venerdì) Arretrati del solo quotidiano: disponibili, salvo esaurimento scorte, le copie dell'ultimo anno. 3,00 cad. con richiesta scritta, accompagnata dall'importo in valori bollati, indirizzata a Libero - Uff. Arretrati Viale L. Majno, 42 20129 Milano Abbonamenti nazionali 12 mesi: 6 giorni .................................. 290 6 mesi: 6 giorni .................................. 155 3 mesi: 6 giorni .................................. 85 12 mesi: 5 giorni .................................. 250 6 mesi: 5 giorni .................................. 130 3 mesi: 5 giorni .................................. 70 12 mesi: 4 giorni .................................. 205 6 mesi: 4 giorni .................................. 105 3 mesi: 4 giorni .................................. 60 Il versamento dovrà essere intestato a: Editoriale Libero S.r.l. Viale L. Majno, 42 - 20129 Milano Modalità di pagamento: versamento su C/C Postale n. 41953050 bonifico banc. Banco di Brescia Ag. 5, via V. 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QUOTE SUPERSTAR • Nessun “5 stella” • Agli 11 “4 stella” vanno 20.668,00 • Ai 298 “3 stella” vanno 1.276,00 • Ai 4.594 “2 stella” vanno 10 0,0 0 • Ai 25.705 “1 stella” vanno 10,00 • Ai 51.916 “0 stella” vanno 5,0 0. • Montepremi: 3 . 1 2 0 . 8 8 7, 2 5 33 54 67 65 45 55 23 58 6 71 22 7 48 18 74 88 51 57 33 39 71 2 13 56 49 83 7 19 9 57 89 56 23 50 15 23 38 30 6 39 4 84 65 55 78 87 39 44 18 40 88 8 68 38 4 10 e LOTTO Numero jolly: 90 lioni di euro inutili per intercettazioni anti Cavaliere, si pensa a buttare denaro per cose futili mentre la gente muore di fame. Valentino Castriota Trepuzzi (Le) GOVERNO Solo Berlusconi tiene insieme il Pdl Quant'era meglio quando c'era l'Unione Sovietica ed il muro di Berlino, almeno allora si sapeva chi era il nemico e sapevi da dove potevano venire le pallottole. C'era il partito comunista e sapevi che dovevi far fronte comune per non correre il rischio di ritrovarti una mattina l'Armata Rossa sotto casa. Ora il nemico è ovunque, non sai mai da dove può venire la pallottola che ti uccide, non ci sono più identità politiche. La sinistra è in mano a coloro che sono cresciuti nelle scuole di partito del Pci e che continuano a ragionare con la stessa testa. La destra è un minestrone che avrà un sapore fino a quando Berlusconi, col suo carisma e nonostante le sue ingenuità da uomo onesto, sarà presente, per poi frantumarsi inesorabilmente come la Jugoslavia dopo la morte di Tito. Sarà un gregge senza pastore, ma purtroppo con tanti pecoroni che sapranno curare solo il loro piccolo harem di pecore ed, a vari gruppi, andranno un po' in qua ed un po' in là. In tutto questo la magistratura la fa da padrona. Gabriele Francesconi Jesi (Ancona) OPPOSIZIONE/1 Ma la Bindi è democratica? Ogni tanto, forse sbaglio, mi viene il sospetto che la Bindi su alcune regole democratiche non abbia molta dimestichezza. A Montecitorio quando, in occasione della “sfiducia” al ministro Romano, i radicali non hanno votato la sfiducia e sono usciti dall'aula, a democratica Bindi, alla quale le sconfitte provocano sfasamenti a non finire, ha subito gridato: «Dobbiamo cacciarli subito, espulsione immediata». In un'i ntervista poi ha spiegato che trattandosi di un voto politico i parlamentari dovevano votare secondo i dettami del partito. Se ciò fosse vero, allora sarebbe stato più veloce e semplice prendere carta e penna e fare la somma dei parlamentari di ogni schieramento senza necessità di voto. Che la Bindi, per la cocente delusione, abbia dimenticato l'art. 67 della Costituzione il quale recita “Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato”? Leonardo Cecca Rivalta (Pc) OPPOSIZIONE/2 Vogliono controllare tutta l'informazione Ha ragione Berlusconi a sentirsi un fuoriclasse che ha salvato il Paese mentre a sinistra sono tutti degli incapaci ed irresponsabili ed ha alvoli omissioni, che non gli fanno onore - giovane deputato com'è e nipote del compunto Gianni Letta - soprattutto in talk show televisivi, ascoltati da utenti pur non di centrodestra - che non hanno ancora portato il cervello all'ammasso. Giacomo Sironi Reggio Emilia LA CASTA I superstipendi della Banca d'Italia Stanchi della diatriba fra Pdl e Bossi per la nomina del successore di Draghi, possiamo chiedere se un alto funzionario della Banca d'Italia, ormai priva di moltissime prerogative trasferite alla Bce, debba chiamarsi Governatore con uno stipendio di 1,2 milioni annui mentre Draghi dovrà accontentarsi di un terzo di quel compenso a Bruxelles? A seguire dovrebbero essere drasticamente ridotti gli oltre 8000 addetti, dimezzati i loro sostanziosi stipendi e privilegi ed abolite molte lussuose quanto inutili sedi adeguandoci finalmente alle regole europee tanto esaltate. Roberto Lauro Bogliasco (Ge) CATTOLICI E POLITICA La Chiesa governa da oltre 2.000 anni Non sono assolutamente d'accordo con la risposta espletata da mons. Crociata sul modo in cui: la chiesa non fa governi e tanto meno li manda a casa. Sono oltre duemila anni, che la chiesa romana detta le condizioni di diritti e doveri sui cittadini italiani. È scandaloso scrivere e leggere, dove i vescovi della Cei, notificano decisioni politiche di quel o quell'altro premier, sempre a loro favore. Quindi, è falso quello asserito da Crociata; la prova evidente è la lettera aperta scritta proprio sul giornale dei vescovi, di una decina di parlamentari del Pdl, convergendo unanimi sul documento dei vescovi. È la prova che, tramite questi signori e qualche esponente di sinistra, la chiesa governa. Francesco Gallipoli e.mail ANCONA AOSTA BARI BOLOGNA CAGLIARI CAMPOBASSO FIRENZE GENOVA L'AQUILA MILANO NAPOLI PALERMO PERUGIA POTENZA PRATO ROMA TORINO TRENTO TRIESTE VENEZIA 17 13 20 14 15 14 12 20 8 17 19 19 12 10 12 14 14 10 20 16 25 26 25 29 27 23 28 26 24 28 27 26 25 23 28 28 28 28 27 27 Temperature previste oggi MIN MAX MIN MAX Dati meteo a cura di 3BMeteo.com,elaborazione grafica centimetri.it NORD: condizioni di bel tempo, con cieli sereni ovunque, salvo per locali foschie mattutine in Val Padana. Temperature stabili, ben oltre le medie, massime tra 26 e 29. CENTRO: ben soleggiato ovunque salvo poche e innocue nubi pomeridiane sulle vette dell'Appennino. Temperature senza variazioni, massime comprese tra 25 e 29. SUD: tempo in prevalenza soleggiato, salvo un po' di instabilità diurna tra bassa Puglia, ioniche ed aree interne sicule. Migliora in serata. Temperature stazionarie, massime tra 25 e 30. NORD: ennesima giornata ben soleggiata su tutte le regioni, eccetto per locali foschie in Val Padana nelle ore più fredde. Temperature stabili ed oltre le medie del periodo, massime tra 25 e 30. CENTRO: tempo stabile e ben soleggiato ovunque, con attività cumuliforme pomeridiana quasi del tutto assente. Temperature senza variazioni di rilievo, massime comprese tra 25 e 29. SUD: tempo stabile e soleggiato ovunque, con poche nubi nel pomeriggio a ridosso dei rilievi. Temperature stazionarie, massime tra 25 e 30. NORD: bel tempo con al più ancora locali foschie in Val Padana al primo mattino ed in nottata. Temperature perlopiù stazionarie, massime tra 25 e 29. CENTRO: ancora bel tempo con cieli sereni su tutte le regioni. Attività convettiva pomeridiana sui rilievi scarsa o del tutto assente. Temperature stabili, massime tra 25 e 29. SUD: cieli sereni o poco nuvolosi su tutte le regioni, salvo nubi diurne su dorsale calabra e rilievi siculi, con locali acquazzoni non esclusi. Temperature stabili, massime tra 24 e 29. Su www.libero-news.it trettanto ragione quando afferma che il mondo della cultura è monopolio dei compagni. Lo si vede in quello che sta accadendo con il direttore del telegiornale di Rai Uno, Augusto Minzolini, attaccato per aver osato mandare via la Ferrario, colonna dell'i n f o rmazione di colore rosso. Rai Tre da sempre è rete di partito, giornalisti, conduttori, senza la minima decenza e dignità sono a servizio del potere, ma anche sulle altre reti Rai imperversano i mercenari del popolo: si sta cercando di imbavagliare l'i nformazione che non sia quella di regime e di mettere in ginocchio qualsiasi voce fuori dal coro. Poco importa che al governo del Paese ci sia una coalizione di centro destra, tanto non cambia nulla, i compagni controllano la maggior parte dei mezzi di comunicazione ed in questo modo possono esercitare un grande potere sull'opinione pubblica, soprattutto sugli indecisi e sui meno attenti. La loro è un'organizzazione precisa e capillare, secondo la migliore tradizione comunista: vogliono ridurre l'i n f o rmazione a strumento del potere e controllare che quanto diventa di dominio pubblico sia esclusivamente ciò che fa comodo alla causa, non la verità, quella è un'utopia irraggiungibile. Rita Muscardin e.mail OPPOSIZIONE/3 I democratici si squagliano “Ma tu mi cacci?” - come disse Fini a Berlusconi - stanno chiedendo, uno ad uno, i sei radicali all'oligarca Pierluigi Bersani, che vorrebbe spedire fuori dai piedi i seguaci di Pannella, che negano il loro voto al Pd per “m a ltrattamenti”? Intanto Mario Adinolfi, tra i fondatori del Pd e candidato alle primarie del 2007, restituisce la tessera a Bersani. Ma il Pd si sta squagliando? E sarebbe il gran partito dell'esegeta Enrico Letta, esperto d'economia, capace di vomitare - grazie ad una bocca sempre più larga antiberlusconiana - inesattezze, stantii refrain di marca bersaniana e anche stucche-
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34 Domenica 2 ottobre 2011 SPETTACOLI TV a cura di Giorgio Carbone I CONSIGLI DELLA GIORNATA Canale 5 ore 13.40 Domenica 5 Una puntata ricca di ospiti. Claudio Brachino e Federica Panicucci radunano Gabriella Pession (nella foto) e Enrico Brignano interpreti di “Ex amici come prima”. Nonchè Nina Moric. Canale 5 ore 21.30 L'affondamento del Laconia E' la rievocazione di una tragedia del mare, accaduta nel 1942. Una nave inglese con a bordo centinaia di prigionieri italiani è silurata. Per i reclusi sembra morte certa. La7 ore 21.30 The women Intrighi, pettegolezzi e corna incrociate in questa terza versione della commedia di Claire Luce. Il cast è sempre ricco (Meg Ryan, la Bening, Eva Mendes) ma l'humor latita. Rete 4 ore 23.20 Identità violate Un serial killer riesce a sfuggire assumendo l'identità delle vittime. La poliziotta Angelina Jolie lo insegue ma l'utero la porta deve non dovrebbe. Il pubblico invece è ben guidato. 6.30 UnoMattina In Famiglia. Condotto da Miriam Leone e Tiberio Timperi 9.35 Easy Driver 10.00 Nuova edizione Linea verde Orizzonti “Tappa a Montefalco” 10.30 A sua immagine 10.55 Santa Messa 12.00 Da Piazza San Pietro Recita dell'Angelus 12.20 Linea verde 13.30 TG1 14.00 Il segreto dell'acqua “Quinta puntata: Il vecchio e le pietre” (R) 15.45 Il Commissario Rex “La figlia rubata” con Tobias Moretti 16.30 TG1 - Che tempo fa 16.35 DA DA DA 16.55 Don Matteo 8 “Il ritorno” “Tre nipoti e una tata” con Terence Hill (Replica) 18.50 L'eredità 20.00 TG1 20.35 Rai TG Sport 5 minuti di recupero 20.40 Dal Teatro Delle Vittorie di Roma Soliti ignoti 21.30 Il segreto dell'acqua “Sesta e ultima puntata”. Con Riccardo Scamarcio, Valentina Lodovini 23.40 Speciale TG1 Settimanale del TG1 0.35 TG1 Notte - Che tempo fa 1.00 XXI Secolo - Testimoni e protagonisti RAI UNO 6.25 A ruota libera 7.00 Cartoon Magic 8.55 Prima tv Rebelde Way con Catherine Fulop 9.35 Lola e Virginia Le ricette di Arturo e Kiwi 10.00 Ragazzi c'è Voyager Fai la tua domanda “Praga magica”. Condotto da Roberto Giacobbo 10.50 A come Avventura 11.30 Mezzogiorno in famiglia “In sfida i comuni di Ortona (Chieti) e di Castiglione Olona (Varese)” 13.00 TG2 Giorno 13.30 TG2 Motori 13.40 Meteo 2 13.45 Quelli che aspettano 15.30 Quelli che il calcio. Con Victoria Cabello 17.05 TG2 L.I.S. - Meteo 2 17.10 RaiSport Stadio Sprint 18.00 RaiSport 90° Minuto 19.00 RaiSport Numero 1 19.35 Squadra Speciale Cobra 11 “Nella tana del lupo” con Erdogan Atalay 20.30 TG2 - 20.30 21.00 Prima tv N.C.I.S. “Due donne” con Mark Harmon 21.45 Prima tv Hawaii Five-0 “La verità” con Alex O'Loughlin 22.35 La Domenica Sportiva 1.00 TG2 1.20 Protestantesimo 1.55 Appuntamento al cinema RAI DUE 8.05 Amici per la pelle (Drammatico, 1955) con Carlo Tamberlani. Regia di Franco Rossi. 9.40 I quattro monaci (Commedia, 1962) con Peppino De Filippo. Regia di Carlo Ludovico Bragaglia. 11.10 Agente Pepper con Angie Dickinson 12.00 TG3 12.25 TeleCamere Salute 12.55 Prima della Prima “Boris Godunov, di Modest Musorgskij” 13.25 Passepartout “La tesi di Carlo Magno” 14.00 TG Regione - Meteo 14.15 TG3 14.30 In 1/2 h. Condotto da Lucia Annunziata 15.00 TG3 L.I.S. 15.05 Nuova edizione Alle falde del Kilimangiaro Con Licia Colò 18.55 Meteo 3 - TG3 19.30 TG Regione - Meteo 20.00 Blob 20.10 Che tempo che fa “Ospiti: Pier Luigi Bersani, Ivano Fossati, Marco Paolini e Philippe Daverio” 21.30 Presa diretta “Generazione sfruttata”. Con Riccardo Iacona 23.35 TG3 - TG Regione 23.50 Sostiene Bollani. Con Stefano Bollani e Caterina Guzzanti 0.50 TG3 1.00 TeleCamere Salute. Con Anna La Rosa RAI TRE 6.00 Prima Pagina 7.55 Traffico - Meteo 5 8.00 TG5 Mattina 8.50 TGCom 8.50 28ma edizione Le frontiere dello spirito “Il ricordo delle vittime dell'attentato alle Torri Gemelle di New York” 9.40 TGCom 10.00 Eredità a sorpresa (Commedia, 2006) con Max Tidof. Regia di Sybille Tafel. TGCom - Meteo 5 (all'interno) 12.00 Forum - Famiglie 13.00 TG5 - Meteo 5 13.40 Domenica Cinque. Condotto da Federica Panicucci e Claudio Brachino 18.50 Avanti un altro 20.00 TG5 - Meteo 5 20.40 People - La Cronaca Le Storie 21.30 Prima tv L'affondamento della Laconia (Drammatico, 2010) con Ludovico Fremont, Franka Potente. Regia di Uwe Janson. TGCom - Meteo 5 (all'interno) 23.40 Nuova edizione Terra! 0.40 TG5 Notte Meteo 5 Notte 1.10 People - La Cronaca Le Storie (Repl.) 1.50 Ho sposato un'aliena (Commedia, 1988) con Dan Aykroyd. Regia di Richard Benjamin. CANALE 5 6.15 Motomondiale 2011 GP Giappone: Gara Classe Moto2 (Diretta) 8.00 Motomondiale 2011 GP Giappone: Gara Classe MotoGP (Dir.) 9.00 Strano, ma vero? 10.00 Mr. Bean 10.20 Motomondiale 2011 GP Giappone: Gara Classe 125cc (Replica) 11.20 Motomondiale 2011 GP Giappone: Gara Classe Moto2 (Repl.) 12.25 Studio Aperto - Meteo 13.00 Guida al Campionato 14.00 Motomondiale 2011 GP Giappone: Gara Classe MotoGP (Repl.) 15.00 Grand Prix - Fuori Giri 16.00 Dragon Ball Z: La storia di Trunks (Animazione, 1993) 17.00 Superman Doomsday: Il giorno del giudizio (Animazione, 2007) Regia di Bruce Timm. 18.30 Studio Aperto - Meteo 19.00 Prima tv Bau Boys 19.40 Bugiardo bugiardo (Commedia, 1997) con Jim Carrey. Regia di Tom Shadyac. 21.25 Mistero. Condotto da Daniele Bossari, Marco Berry e Jane Alexander 0.20 Controcampo - Linea notte 1.40 110 e frode (Commedia, 2002) con Jason Lee, Tom Green. Regia di Bruce McCulloch. 3.40 Saving Grace “La piuma di gufo” ITALIA UNO 6.15 Segreti 6.55 TG4 Night News 7.15 Mediashopping 7.45 Le Dolomiti Bellunesi 8.20 Caraibi selvaggi 9.20 Magnifica Italia 10.00 Santa Messa 11.00 Pianeta mare. Con Tessa Gelisio 11.30 TG4 - Meteo 12.00 Melaverde Condotto da Helen Hidding e Edoardo Raspelli 13.20 Pianeta mare - Sulle rotte dei gabbiani. Con Tessa Gelisio 14.00 Donnavventura 14.25 A Gillian per il suo compleanno (Commedia, 1996) con Todd Haven, Seth Green. Regia di Michael Pressman. 16.20 Vie d'Italia 16.30 Ned Kelly (Drammatico, 2003) con Heath Ledger, Orlando Bloom. Regia di G. Jordan. 18.55 TG4 - Meteo 19.35 Il tenente Colombo “L'ultimo saluto al Commodoro” con Peter Falk 21.30 Tempesta d'amore 23.15 I bellissimi di R4 23.20 Identità violate (Thriller, 2004) con Angelina Jolie, Ethan Hawke. Regia di D.J. Caruso. 1.25 TG4 Night News 1.50 Le canzoni degli Stadio - Music Line Speciale RETE QUATTRO LA 7 LE ALTRE EMITTENTI I PROGRAMMI TELEVISIVI DI DOMENICA 6.00 TGLa7 - Meteo - Oroscopo - Traffico Informazione 7.00 Omnibus 10.00 M.O.D.A. (Replica) 10.40 La7 Doc “Secrets of Archeology” “L'eredità greca in occidente” 11.15 Mondiale Superbike 2011 GP Francia: Gara 1 - Round 12, da Magny Cours (Diretta) 13.00 G' Day (Replica) 13.30 TG La7 14.05 Cuore d'Africa con Stephen Tompkinson 15.10 Mondiale Superbike 2011 GP Francia: Gara 2 - Round 12, da Magny Cours (Diretta) 16.20 Paddock Show 16.50 Cuore d'Africa con Stephen Tompkinson 17.55 Countdown - Dimensione zero (Fantascienza, 1980) con Martin Sheen, Kirk Douglas. Regia di Don Taylor. 20.00 TG La7 20.30 In Onda. Con Luca Telese e Nicola Porro 21.30 Prima tv La7 The Women (Commedia, 2008) con Meg Ryan, Annette Bening. Regia di Diane Englis. 23.40 TG La7 23.50 Il terzo uomo (Thriller, 1949) con Joseph Cotten, Trevor Howard. Regia di Carol Reed. 2.00 Bookstore (Replica) Rai 4 20.20 Desperate Housewives “Domande” con Teri Hatcher 21.10 Nella morsa del ragno (Thriller, 2001) con Morgan Freeman, Monica Potter. Regia di Lee Tamahori. 22.50 Sinistre ossessioni (Drammatico, 1996) con Brendan Fraser. Regia di P. Ridley. 0.30 Breaking Bad “Tutto cambia” con Bryan Cranston Rai Storia 20.00 Rai Educational Magazzini Einstein “Lo spettacolo della cultura - Wanted: Fernanda Pivano” 20.30 Sipario Catodico “Giorgio Strehler” 21.00 Dixit Mondo “A voi la linea - Speciale su Jas Gawronski” 23.00 Crash “Mamma Africa” Iris 19.15 Nato per vincere (Drammatico, 1986) con Nicolas Cage, Cynthia Dale. Regia di Charles Jarrott. 21.00 L'intrigo della collana (Dramm., 2001) con Hilary Swank, Simon Baker. Regia di Charles Shyer. 23.10 Baciami Guido (Commedia, 1998) con Nick Scotti, Anthony Barrile. Regia di Tony Vitale. 0.55 L'uomo dei sogni (Fantastico, 1989) con Burt Lancaster. Regia di Phil Alden Robinson. MTV 14.00 Hard Times 15.00 Teenager in crisi di peso 17.05 Teenager in crisi di peso 19.05 Jersey Shore 21.00 Fatti, strafatti e strafighe (Commedia, 2000) con Ashton Kutcher, Seann William Scott. Regia di D. Leiner. 23.00 Speciale MTV News 0.00 Hard Times Deejay Tv 15.30 Deejay Hits 19.00 Jack Osbourne: No Limits 2 20.00 The Club 20.30 Terzo tempo 20.45 Deejay Music Club 21.30 Un giorno da cani 22.30 Best of Vacanze romagne 23.30 The Club 0.30 Deejay Night Canale Italia 8.05 La Mattina con Canale Italia 11.00 Domenica con noi 14.00 Shopping in TV 19.30 Canale Italia Motori 20.30 TG Canale Italia 21.00 Cantando e Ballando 23.45 C'era una volta “I grandi film italiani”. Condotto da Chicco Borghesi 0.30 Notte Canale Italia 7 Gold 14.00 Diretta Stadio... Ed è subito goal! 17.45 Speciale Viaggiando TV 18.00 Sea Legends 19.05 Keepers of the forest 19.40 Speciale Casalotto 19.55 Diretta Stadio... Ed è subito goal! 23.20 Belle da morire (Thriller, 1992) con Brian Peterson. Regia di R. Sesani. Odeon 20.00 Processo al Gran Premio 21.30 Soldi 22.50 Il campionato dei campioni 0.30 Blu Sport Telelombardia 14.00 Qui Studio a Voi Stadio - 1a parte 18.00 Shopping in Poltrona 19.00 Cartellino Rosso 19.45 Qui Studio a Voi Stadio - 2a parte 23.00 Net C@fè 0.00 Bunga Bunga Antenna 3 7.00 Shopping in Poltrona 16.00 Festa in piazza 23.00 Azzurro Italia Gol 0.00 Bunga Bunga TelePadania 20.35 TG Nazioni 21.25 Padania agricola 21.50 Da Nord a Nord Class Tv Msnbc 11.00 Vite a perdere “Seconda parte”. Con Alessio Boni. 14.00 Esteri News 15.00 Avatar “Fame di energia”. Con Alessandro Cecchi Paone 18.10 The Boat Show 20.10 Speciale Pupi Avati Collection 21.15 The Hi-Lo Country (Western, 1998) con Patricia Arquette, Penelope Cruz. Regia di S. Frears. 23.15 Doctor 2+ Class Cnbc 7.00 The Leaders 8.15 Partita Doppia. 10.00 La Banca incontra la Città “Da Pavia il Roadshow di MPS” 11.30 Capital. La Sfida “Ospite F. Ghizzoni (UniCredit)” 12.00 Sapori&Profumi 13.00 Class Life 14.45 Milano Moda Donna 18.15 Class Life TG Weekend 21.15 Speciale Tommy Lee Jones 22.40 Porsche Live Class Horse TV 18.30 Master Class: Endurance 19.00 Special Class: Dressage Italiano 20.00 Special Class: Rendez-vous a Donaueschingen Gran Premio CSI 3° 21.45 Class Events: Promotional League Final 2011 La finale da Barcellona LE TV DI CLASS EDITORI Class Tv Msnbc Dig. Terr. Canale 27, Tivù Sat 30 Class Cnbc Sky Canale 507 Class Horse TV Sky Canale 221 Tivù Sat 55
47Domenica 2 ottobre 2011CRONACA @ commenta su www.libero-news.it Salvini: «Ormai tutto è permesso» Botte al disabile per scippargli la pensione Ottantenne in sedia a rotelle picchiato fuori dall'uffico postale per 800 euro. Ricoverato in stato di choc ::: SALVATORE GARZILLO Non si arresta l'emergen za sicurezza in città. Stavolta il criminale non si è fermato neppure di fronte a una sedia a rotelle. La vittima è un uomo di 80 anni, milanese, costretto su una carrozzina a causa dell'amputa zione di una gamba. Ieri mattina era arrivato allo sportello delle poste di via Ugo Betti, zona ovest della città, per prelevare i suoi 800 euro di pensione. Da solo, spinto soltanto dalle sue braccia. Quando è uscito dall'ufficio, però, è stato aggredito sul marciapiede deserto da un uomo, non ancora identificato, che lo ha colpito con almeno due schiaffi al volto. Poi, gli ha strappato dalle mani la busta con la pensione e ha fatto perdere le sue tracce. Il pensionato è stato immediatamente soccorso da alcuni passanti che hanno chiamato gli operatori del 118. Ai carabinieri arrivati sul posto ha raccontato di essere stato picchiato e derubato da un giovane nordafricano, ma al momento non c'è nessuna pista che conduca alla sua identificazione. Il disabile è stato trasportato all'ospedale Sacco in stato di choc, con alcune escoriazioni guaribili in pochi giorni. Ma l'umiliazione per la violenza subìta, non passerà così velocemente. Nei giorni scorsi, in occasione della presentazione di uno studio sulla percezione degli italiani del pericolo, l'assessore alla Sicurezza Marco Granelli, aveva detto che il «nemico più temibile della percezione della sicurezza è la solitudine», che quindi «va combattuta subito». L'assessore ha citato in particolare i casi di anziani e, per l'appunto, disabili, soggetti più a rischio. Come se i problemi degli ultimi tempi - 15 scippi di orologi di pregio nel solo a settembre, decine di scippi di collanine d'oro (l'ultimo ieri mattina), le tante aggressioni a donne anziane, lo stupro della settimana scorsa su un tram alle 8 di sera, i pestaggi (da ultimo quello con il cric in viale Serra) - fossero unica conseguenza dell'abbandono degli anziani. Non può essere solo questo. C'è qualcosa che non va nella Milano arancione di Pisapia e a dirlo sono i fatti. La violenza sull'invalido civile di ieri mattina alza il livello dell'allarme. Ne è convinto anche Matteo Salvini, capogruppo della Lega in Comune: «Per un fatto del genere non si può colpevolizzare Pisapia, ma non c'è dubbio che da un po' di tempo si ha come la sensazione che i criminali siano meno preoccupati. Il messaggio buonista della giunta è recepito come una riduzione di severità. Questa settimana - continua Salvini - ho parlato con operatori delle forze dell'ordine. Tutti sono concordi nel dire che ora a Milano si respira un clima da “tutto è permesso”. Granelli arriva dalla Caritas e forse è abituato a risolvere i problemi porgendo l'altra guancia. Non mi sembra la scelta migliore per un assessore alla sicurezza». Viale Argonne Rubano la moto al poliziotto, arrestati due brasiliani ::: LINDA STROPPA Quando si dice la sfortuna. Sono finiti in cella due ragazzi brasiliani di 20 e 25 anni - quest'ultimo già noto alla Polizia - che ieri mattina in viale Argonne hanno tentato di rubare una moto. Peccato però che il proprietario, avvicinato dai due giovani, fosse un poliziotto libero dal servizio, che ha reagito all'aggressio ne. I due brasiliani lo hanno preso a pugni e calci. Poi, dopo averlo gettato a terra e minacciato con una pistola, sono riusciti a portargli via la moto, scappando ad alta velocità. Ma la polizia aveva già raccolto diverse segnalazioni sui due. Tra le testimonianze, anche quella di un passante che ha immortalato la coppia prima della fuga. Così, l'allarme alla centrale è scattato immediatamente e ha permesso di bloccare i due fuggitivi che, nel frattempo, si erano rifugiati nel cortile di uno stabile in via Reina, a non più di 800 metri di distanza dal luogo dell'aggressione. Inutile il cambio d'abito per evitare le manette, così come il tentativo di resistenza. Gli agenti hanno recuperato e sequestrato la pistola a gas che i giovani avevano con sé, ma le perquisizioni nella loro abitazione hanno permesso di sequestrare anche coltelli, taglierini e un paio di passamontagna. Per i due malviventi è scattato immediatamente l'arresto per violenza e resistenza a pubblico ufficiale, e per rapina aggravata in concorso. Per il poliziotto vittima dell'aggressione, la prognosi è di una quindicina di giorni almeno, mentre gli altri due poliziotti, che hanno riportato delle contusioni per la colluttazione, secondo i medici, guariranno in una settimana... MAJORINO VISITA I CLANDESTINI DI PIAZZA SELINUNTE . L'assessore sulla torre Il sostegno delle istituzioni, almeno a Milano, non manca. Gli immigrati clandestini saliti sulla torre di piazza Selinunte ieri hanno ricevuto la visita dell'assessore alle Politiche sociali Pierfrancesco Majorino e del presidente del consiglio comunale Basilio Rizzo. Gli extracomunitari protestano contro la «sanatoria truffa», e tre settimane fa hanno occupato la centrale termica in zona San Siro. [Ftg.] LIBERO m i aperti oggi dalle 9 alle 20 LOMBARDIA: Milano - viale Cassala - viale Certosa - via delle Forze Armate - viale Jenner - via Losanna - piazza Ovidio - viale Papiniano - viale Piave - via Ripamonti (ang. via De Angeli) - via Rubattino (ang. via Pitteri) - viale Suzzani - via Washington Abbiategrasso (MI) - nuova Vigevanese (via Dante) Arcore (MB) - via Gilera (ang. via Fermi) Baranzate (MI) - statale Varesina Bergamo - via Corridoni - via San Bernardino Brescia - via Milano - via della Volta Bresso (MI) - via XXV Aprile Broni (PV) - strada Padana Inferiore Buccinasco (MI) - via degli Alpini Casatenovo (LC) - località Cascina Levada Castellanza (VA) - viale Borri Cernusco Lombardone (LC) - via Cavalieri di Vittorio Veneto Cologno Monzese (MI) - viale Lombardia Como - via Ambrosoli (ang. via Carloni) Corbetta (MI) - statale 11 (ang. via Nievo) Corsico (MI) - nuova Vigevanese (viale dell'Industria) Corte Franca (BS) - località Timoline, via Roma Cremona - via Ghisleri (ang. via Rialto) Curno (BG) - statale Briantea Desenzano del Garda (BS) - via Mantova Desio (MB) - via Caravaggio (ex via Togliatti) Gallarate (VA) - via Pegoraro Gessate (MI) - statale Padana Superiore Induno Olona (VA) - via Jamoretti Lainate (MI) - strada provinciale per Saronno (via Re Umberto I) Lecco - corso Carlo Alberto (al terzo ponte) Legnano (MI) - via Sabotino - corso Sempione (ang. Galleria Cantoni) Lipomo (CO) - via Provinciale Lissone (MB) - nuova Valassina (via G. Giardino) Macherio (MB) - strada provinciale Monza/Carate Monza - via Buonarroti - località San Fruttuoso Nembro (BG) - località Colombera Olgiate Olona (VA) - via per Fagnano Paina di Giussano (MB) - via Lario Pantigliate (MI) - statale Paullese (ang. via Cerca) Pavia - alla Minerva, via Fabio Filzi Pioltello (MI) - viale San Francesco (ang. Padana Superiore) Rho (MI) - corso Europa San Donato Milanese (MI) - via Emilia (ang. via Schengen) Sarezzo (BS) - piazzale Europa Saronno (VA) - via Novara (alla Rotonda Lazzaroni) Segrate (MI) - provinciale Cassanese (loc. Lavanderie) Seregno (MB) - località San Salvatore, via Lucania Sesto San Giovanni (MI) - via Picardi Settimo Milanese (MI) - via Gramsci Solaro (MI) - via Varese Solbiate Comasco (CO) - statale Varese/Como Stezzano (BG) dalle 9 alle 21 - via Guzzanica Varedo (MB) - strada provinciale Saronnese Varese - viale Borri - loc. Masnago, via Caracciolo Venegono (VA) - statale Varesina (via F.lli Kennedy) Vigevano (PV) - via Santa Maria (ang. statale Vigevanese) Vimercate (MB) - via E. Toti Voghera (PV) - viale Montebello EMILIA ROMAGNA: Bologna - Santa Viola, via Emilia Ponente Casalecchio di Reno (BO) - nel centro Meridiana Modena - via Morane Piacenza - via della Conciliazione - via Manfredi (ang. via Gadolini) Sassuolo (MO) - via Circonvallazione LIGURIA: La Spezia dalle 8 alle 20 - corso Nazionale PIEMONTE: Alessandria - corso Borsalino Asti - corso Casale - corso Torino Biella - via Lamarmora Borgomanero (NO) - viale Kennedy Castelletto Ticino (NO) - via Sempione (loc. Tre Strade) Quaregna (BI) - via Martiri della Libertà Rivalta (TO) - via Torino (ang. Via Gozzano) Tortona (AL) - corso della Repubblica Valenza (AL) - viale della Repubblica (ang. via Brescia) Verbania - Pallanza, viale Azari TOSCANA: Camaiore (LU) dalle 8 alle 20 - loc. Lido, via Aurelia (ang. viale Kennedy) Campi Bisenzio (FI) - via Barberinese (via Magenta) Carrara (MS) dalle 8 alle 20 - località Turigliano, via Aurelia (ang. viale XX Settembre) Massa (MS) dalle 8 alle 20 - viale Roma Montecatini Terme (PT) dalle 8 alle 20 - via provinciale Lucchese Sesto Fiorentino (FI) - via Antonio Gramsci Viareggio (LU) dalle 8 alle 20 - via Aurelia Nord
30 Domenica 2 ottobre 2011 CULTURA @ commenta su www.libero-news.it MARX IN LOVE ::: BARBARA TOMASINO GIANLUCA VENEZIANI Una vita all'apparenza borghese, in una grande casa con i mobili pignorati, in mezzo a polvere e sporcizia, con poco o niente con cui sfamare i sei figli. Questa era l'unione di Karl Marx e Jenny von Westphalen, discendente di un'aristocratica famiglia prussiana. Dopo un lungo fidanzamento, il pensatore tedesco sposa la sua amata più vecchia di sei anni e le consegna un'esistenza errabonda in giro per l'Europa, divisa tra incontri carbonari con gli amici Engels e Ruge e notti passate a scrivere i Manoscritti economicofilosoficidel 1844. Da un fitto scambio epistolare pubblicato dalla Shake edizioni con il titolo Ti amo, Jenny. Lettere di amore e di amicizia (pp.160, euro 10) - emergono le due opposte personalità: il filosofo egoista e privo di senso pratico, la moglie concreta e devota alla causa, ma che auspica che il marito si trovi un impiego stabile per mantenere la famiglia. Il loro amore fu fatto di preoccupazioni per le piccole cose della vita quotidiana, come un raffreddore. «Prima di tutto», scrive Jenny nel 1843, «mi sono accorta che non ti eri preso nessuna cura del tuo piccolo naso e che lo avevi lasciato in balia del vento, del tempo cattivo, dell'aria e di tutte le vicissitudini del destino senza portare una sciarpa». Oltre alle umane cure per la salute del suo innamorato, la Jenny, da brava amministratrice di famiglia, si preoccupava anche del bilancio, in vista delle nozze. «Temo che tu spenda troppo», scrisse a Marx lo stesso anno, «È meglio che tu lo faccia quando sarai il mio maritino davanti a Dio e alla legge». Colpisce questo appellarsi alla legge di Dio, in una lettera a Karl Marx, il padre dell'ateismo ideologico e del materialismo storico. A fronte di queste preoccupazioni religiose della donna ci sono anche gelosie verso l'amato, pronunciate a mo' di schermaglia: «Ti sei comportato bene sul battello, oppure c'era a bordo una signora Hermann? Monellaccio! Ti farò passare quest'abitudine. Ah, faccia da briccone». Non mancano neppure nomignoli e diminuitivi: «Caro, scrivimi ancora e presto. Sono al culmine della felicità quando vedo al tua scrittura. Mio caro, buono, dolce cinghialetto». Marx cerca di volare più alto, mettendo in questione, nelle sue dichiarazioni d'amore, perfino la sua teoria filosofica. Ma il sentimento per Jenny, ammette il padre del comunismo, supera anche la sua passione per la causa del proletariato. «L'amore non per l'uomo di Feuerbach, non per il metabolismo di Moleschott, non per il proletariato, bensì l'amore per l'amata, per te, fa dell'uomo nuovamente un uomo». Totalmente diverso è l'atteggiamento di Karl quando parla della moglie all'amico e sodale Engels. Subito dopo la nascita del primogenito, nel filosofo tedesco non c'è entusiasmo, ma rassegnazione per essersi adeguato a uno stile di vita borghese. «Mia moglie ha partorito. Il parto è stato facile, però lei ora sta molto male, per motivi più borghesi che fisici. Considererai che questa è merda, che io sto immerso fino alla cima dei capelli nello schifo piccolo-borghese». Ancora più sorprendente è la reazione di Marx quando scopre di aver perso il figlio. Nessun dolore intimo di padre, nessuna disperazione. Ma un'indifferenza alla sorte che lo stesso Engels fatica a comprendere. Scrive Marx: «Mia moglie ha partorito. Ma il child era troppo debole ed è morto subito. In sé e per sé questa non è una disgrazia». Il distacco quasi cinico del filosofo nei confronti dei drammi dell'umano emerge nella crudezza di un'afferma zione a commento della morte della moglie del co-fondatore del comunismo. Il 1863 dice infatti a Engels: «Caro Friedrich, la notizia della morte di tua moglie Mary mi ha sorpreso e costernato. (...) Non avrebbe potuto, in luogo della Mary, morire mia madre?». Non gradisce Engels, che di lì a poco commenta: «La tua fredda accoglienza mi ha reso impossibile risponderti prima. Tutti i miei amici dimostrarono maggiore amicizia e partecipazione di quanto potessi aspettarmi da te». È il ritratto di un uomo capace di slanci di tenerezza e di poesia nei confronti della moglie, ma concentrato sul suo lavoro, sulla sua “missione” e sui suoi problemi finanziari. Lucido calcolatore e profondo pensatore, Marx seppe poco e male coltivare le amicizie, riservando il suo spazio di umanità al suo amore privato per la consorte. Fa fede una lettera del 1855 a Engels, in cui il filosofo racconta di aver portato al mare la moglie ammalata. Quel momento gli ha restituito la pace domestica, più preziosa della vittoria del proletariato. Pillole di classica Con la Sonata op. 35 la musica di Chopin scuote pure la morte Scrivo queste righe, di solito, il sabato mattina. Oggi vi avrei detto delle dimissioni, sacrosante ma incomplete, di Massimo Zennaro, il portavoce della Gelmini intrappolato nel tunnel di neutrini da Ginevra al mio Gran Sasso: è rimasto direttore generale del ministero e non si sa come possa esser inidoneo a portare la voce del ministro e idoneo, invece, a dirigerne l'ufficio. Pensavo a una convergenza (ovviamente parallela) con il presidente della conferenza-direttori di conservatorio Bruno Carioti, intruppatosi un paio d'anni fa su Beethoven e Haydn senza però trarne l'estrema e (comunque) dignitosa conseguenza di Zennaro. Volevo, insomma, mettere le mani laddove il mondo musicale d'accademia quasi mai le impasta. Invece stanotte è morto zio Paolo (per me un secondo padre) e adesso ho solo voglia di bellezza, unico consolo dell'uomo. Non esiste musica che prenda le misure della morte più della Sonata op. 35 di Chopin. Il Grave - Doppio Movimento angoscioso del primo tempo, lo Scherzo che è tale qui di forma, d'andamento e non d'afflato, il Presto finale che rende dello spirito il soffio vitale per l'eterno. In mezzo, la Marcia Funebre di tutti i nostri tempi, che apre quell'angolo dell'animo disposto a celarsi con l'abisso che sola, la parola, mai non Il vice del Cnr De Mattei vince l'Acqui fra le polemiche Lo storico si aggiudica il premio, ma il presidente Pescosolido si dimette: «Il suo saggio non è scientifico» ::: MISKA RUGGERI Il volume di Roberto de Mattei Il Concilio Vaticano II. Una storia mai scritta (Lindau) ha vinto, anche se la notizia non è ancora ufficiale (l'apposita conferenza stampa si terrà il 6 ottobre), la 44° edizione del Premio Acqui Storia, nato nel 1969 per onorare il ricordo della “Divisione Acqui” e i caduti di Cefalonia nel settembre 1943, nella sezione storico-scientifica, avendo la meglio sui saggi, in ordine alfabetico degli autori, di Luigi Compagna (Theodor Herzl. Il Mazzini d'Israele), Gianni Marongiu (La politica fiscale dell'Italia liberale dall'Unità alla crisi di fine secolo), Federica Saini Fasanotti (Etiopia 1936-1940. Le operazioni di polizia coloniale nelle fonti dell'Esercito Italiano) e Nicolas Werth (Nemici del popolo. Autopsia di un assassinio di massa. Urss, 1937-1938). E le polemiche, a cui il vicepresidente del Cnr, quest'anno anche finalista del Pen, è del resto abituato, considerate le sue dure prese di posizione contro l'Ue, il riscontro neurologico della morte cerebrale, l'evoluzionismo, i diritti degli omosessuali ecc., non mancheranno di certo. Anche perché il presidente della giuria, Guido Pescosolido, allievo di due giganti come Renzo De Felice e Rosario Romeo, si era dimesso già al momento dell'indicazione dei finalisti per rimarcare la propria distanza dall'opera di de Mattei. «Da alcuni pre-sondaggi», ci spiega al telefono, «avevo intuito l'orientamento dei miei colleghi a favore di de Mattei, che io non ho mai votato, neppure in fase preliminare. Il suo libro, secondo me, non doveva entrare in finale, figuriamoci vincere. Perciò non ho voluto partecipare all'ultima votazione, il cui esito ha confermato la giustezza della mia decisione, e mi sono dimesso. Non giudico il comportamento degli altri giurati, ma io, davanti alla comunità scientifica, avevo il dovere di prendere le distanze». Addirittura con le dimissioni? «Esistono vari gradi di condivisione o di non condivisione di una scelta. Io sono in giuria da 14 anni all'Acqui e spesso e volentieri non ha vinto il mio libro preferito: fa parte del gioco. Tuttavia in passato hanno sempre vinto libri di storia, più o meno riusciti, ma frutto di ricerca scientifica. Questo sul Vaticano II, considerato come il Male assoluto, invece non è l'opera di uno storico. Si tratta di un libro ideologico, non scientifico, scritto da un militante (e che questo sia un tradizionalista lefebvriano per me, che sono un laico, è appena un particolare insignificante). Era quindi mio dovere non legittimarlo in alcun modo e potevo farlo soltanto andandomene». «La vera posizione ideologica», replica de Mattei, «è quella del professor Pescosolido, che forse ha subito pressioni esterne, a dimostrazione di come un certo liberalismo sia valido a senso unico. Ancora oggi esiste una forte censura nei confronti dei cattolici. Ma per fortuna l'Acqui è un premio libero e l'operato della giuria, formata da laici, lo ha dimostrato, riconoscendo il valore del mio libro». Raccolte in volume le lettere tra il filosofo e la moglie Jenny. Che lo adorava, ricambiata col cinismo: «Questa vita borghese è una m...» Nella foto, Karl Marx (1818-1883) Roberto de Mattei
19Domenica 2 ottobre 2011ESTERI @ commenta su www.libero-news.it telefonate da George W. Bush e da Henry Kissinger. Solo una settimana dopo che Christie ha riaperto la possibilità di correre che aveva sempre escluso in precedenza, i sondaggi lo danno già quasi pari a Obama (42% contro 43%) in un eventuale testa a testa. Che cosa potrebbe succedere se nelle prossime ore Christie annunciasse il sì è tutto da vedere. Sicuramente non farebbe la corsa a destra per vincere il favore dell'ala più militante dei Tea Party, corteggiata da tutti gli altri, che è insieme un serbatoio e un ghetto. Si farebbe invece vanto della sua affermazione in uno stato blu, e della capacità di lavorare con i democratici di buona volontà per salvare il Paese, così come sta salvando il New Jersey dalla bancarotta. Andrebbe insomma a occupare lo spazio al centro, dei moderati e indipendenti, che elessero Obama per il suo messaggio unificatore del 2008, e che ora lo stanno abbandonando per le posizioni ultrasinistre e populiste, estremamente polarizzanti, che Barack ha preso a favore di altri stimoli pubblici finanziati con più tasse. La stampa filo Obama avverte il rischio e corre ai ripari. Ma aver gettato sul ring la questione del peso non è buon segno per loro. Intanto, i gruppi di difesa dei diritti personali si sono già messi in allarme. Per Peggy Howell, portavoce della National Association to Advance Fat Acceptance, che si batte per far «accettare i grassi», gli attacchi alla sua stazza sono una «tattica per cercare di allontanare l'attenzione da quello che il governatore ha ottenuto a livello politico, mettendola sul suo peso fisico». «La gente ha avuto qualcosa da dire sul fatto che il presidente Obama fuma?», ha aggiunto parlando con l'Huf fington Post. «Che differenza c'è, insomma, tra un leader che eccede in nicotina e catrame e uno che apprezza un po' troppo la buona tavola? Dipende di che partito sono, per i media faziosi. Christie, cattolico con babbo irlandese e mamma italiana (Sondra Grasso, un cognome che ha lasciato il segno), è consapevole del suo vizietto. Ma se è vero che il partito salutista, e liberal, cercherà di minarne la forza elettorale adducendo l'elemento salute (a fine luglio Christie ha avuto problemi respiratori, forse legati al sovrappeso), la mezza America, abbondante, dei barbecue e dei fast food lo guarderà con simpatia e complicità. E quanto agli handicap, ReaIl governatore del New Jersey La vera sfida dei Repubblicani Un grassone «for president» Chris Christie, un quintale abbondante, pensa di candidarsi e c'è già chi obietta per la sua stazza. Ma se con lui si schierano tutti gli obesi d'America... Chris Christie, 49 anni, governatore repubblicano del New Jersey, Stato tradizionalmente di sinistra LaPresse ::: FAT POWER AGUSTÍN CARSTENS Economista, governatore della banca centrale messicana, 53 anni e circa 136 chili di stazza, Carstens è stato uno dei più accreditati candidati alla successione di Strauss-Kahn al Fmi. Lo sosteneva soprattutto il Brasile contro la staffetta francese DSK-Lagarde. GLI ALTRI La politica europea ha conosciuto uno statista di peso elevato come Helmut Kohl (l'81enne leader arrivò ai 175 chilogrammi); notevole era anche il ventre di Boris Eltsin, presidente russo. In Italia svettano il premier Giovanni Spadolini e Giuliano Ferrara il ministro del primo governo Berlusconi - entrambi anche giornalisti. Anna Chapman Putin manda la sexy spia in cattedra. Fischi degli studenti ::: ALESSANDRO CARLINI Nella Russia di Vladimir Putin, Anna Chapman, dopo la fallimentare carriera di spia sexy, sta sfondando in ogni settore, grazie alle simpatie e alle raccomandazioni del primo ministro. Come fotomodella (soprattutto di servizi osè), conduttrice tv, ospite televisiva, attrice cinematografica, e naturalmente dirigente politica nel movimento giovanile di Putin. Nel suo curriculum le mancava solo un'esperienza da insegnante. Così ha tentato il suo esordio dietro una cattedra dell'Università di San Pietroburgo, davanti a un folto pubblico di studenti. Di sicuro ha pensato che fossero lì per acclamarla. Il tema del suo intervento era «Come diventare leader nel mondo moderno». Ha sostenuto la tesi che quello che conta in un Paese non è tanto l'economia quanto l'ideologia e lo spirito, citando l'esempio del Vaticano. Ma anche degli Usa, la cui ideologia si chiama «democrazia». Una ideologia, ha aggiunto, che anche la Russia cerca di condividere senza però diventare leader spirituale mondiale. Ma dopo solo dieci minuti dall'inizio del suo noioso intervento si è scatenata la contestazione da parte degli studenti. Hanno urlato «Via gli spioni da qui», «Cremlino e porno, vattene altrove», «Noi non abbiamo niente da imparare da te». L'ex spia ha così dovuto tagliare corto con la sua «lezione» ma non ha potuto non rispondere alle domande incalzanti degli studenti, che le hanno chiesto, ad esempio, una spiegazione sulle sue foto hard e sui suoi trascorsi non proprio edificanti. «Non mi pento di nulla e non voglio discolparmi davanti a voi», ha replicato. È poi scivolata goffamente su una domanda che uno dei ragazzi le ha rivolto, chiedendole chi fosse l'autore del romanzo “Giovane Guardia” (Aleksandr Fadeev, ndr), da cui ha preso nome il movimento giovanile putiniano di cui Anna è uno dei dirigenti. Non ha saputo rispondere e così ha preferito in grande fretta abbandonare l'aula. Non avrà di certo problemi a sopravvivere lontano dalle università, non le mancano infatti le offerte di lavoro, anche se finisce sempre per fare qualche gaffe. Come quando ha esordito, dopo la sua espulsione per spionaggio dagli Usa, in veste di fotomodella: ha perso lungo la passerella la sua pistola, una Fort-12t di marca ucraina. Non si è solo dedicata alla moda e allo spettacolo, con addirittura un suo programma tv, ma ha pure registrato il suo nome come marchio. Ora l'ex spia potrà commercializzare sino al 2020 di tutto, dagli articoli cosmetici ai vestiti, dalla vodka agli orologi. Il presidente mette le mani avanti. «La mia rielezione sarà dura: l'economia sta uscendo da una recessione mondiale». Barack Obama, nel corso di una cena elettorale in una casa privata di Georgetown (13mila euro il prezzo per cenare con lui), per la prima volta non nasconde quanto sarà difficile tornare alla Casa Bianca. Ammissione meritoria; più difficile riconoscere il fallimento delle politiche economiche della sua amministrazione. il graffio Pretattica gan fu attaccato perché «vecchio», ma fu eletto due volte, a 70 e 74 anni. E Dick Cheney vinse la vicepresidenza due volte, a 60 e 64 anni, dopo aver avuto a 37 il primo di cinque attacchi cardiaci. LA FACCIA NUOVA DELL'IMPERATORE Tam-tam sul web: Vladimir usa il botox Putin si regala una faccia nuova. Corre voce a Mosca che l'attuale premier - 59 anni venerdì - usi il botox per spianare le rughe, un sussurro iniziato un anno fa, quando Putin apparve in Ucraina con un livido sospetto sotto lo zigomo. Ora le voci sono riemerse: «Occorre un volto nuovo in politica», ha scritto il blogger Ubunturka, «e Putin si è fatto la plastica». Per un'altra blogger, Tatiana Nabatnikova, Putin usa il botox. E l'oppositore Ilya Yashin ha messo sul suo blog una delle barzellette che circolano sulle tre stagioni politiche di Putin: «2000-2008, presidente; 2008-2012 ex presidente; 2012 botox-presidente». ::: GLAUCO MAGGI NEW YORK «È Chris Christie troppo grasso per fare il presidente?» è stata la domanda centrale di una puntata di “The View” su ABC, programma noto per la sua inclinazione pesantemente filo Obama. Profanato il tabù della discriminazione contro l'obesità (repubblicana) in una nazione dove la correttezza politica vieta di dire di un nero che è un nero, la battuta che gira, nelle tv e nei blog, è sull'America «pronta ad avere un presidente grasso». Cioè uno che, se si insediasse alla Casa Bianca, troverebbe l'orto per carote e insalata organica coltivato da Michelle, la cui lotta all'obesità è finora la sola campagna in cui s'è distinta. Christie, 49 anni, è diventato governatore di uno stato a maggioranzademocratica, ilNew Jersey, un paio di anni fa, quando già pesava sui 150 chili. La gente, disgustata dal precedente governatore Jon Korzine, longilineo milionario ex Goldman Sachs amico di Obama, non guardò al giro-vita. E quanto alla tessera preferì quella GOP del ciccione, che s'era ben comportato come procuratore generale federale dello Stato e prometteva dimettere adieta ibilanci del dissestato New Jersey. Ha già avuto più di un successo in questo campo, ottenendo dal parlamento locale a maggioranza democratica dei tagli importanti nei rinnovi contrattuali dei dipendenti pubblici sindacalizzati, la cui onerosità è causa diffusa dei deficit degli Stati. Proprio per queste azioni incisive ha acquistato una statura nazionale importante ed è diventato oggetto delle pressioni di molti pezzi grossi e finanziatori del GOP che l'hanno incoraggiato a entrare in lizza, specialmente dopo le deludenti prestazioni di Rick Perry in Tv e la persistente insufficienza di Mitt Romney, che continua a essere considerato il «meno peggio» sul piano della eleggibilità, ma non è stato ancora capace di scaldare i cuori dei militanti. Christie, dopo l'invito della vedova di Ronald Reagan a parlare alla Library presidenziale del marito in California, che è stato letto come una sorta di investitura, ha ricevuto
37Domenica 2 ottobre 2011SPORT @ commenta su www.libero-news.it ROMA-ATALANTA 3-1 RETI: 20' Bojan, 31' Osval do, 3' st Denis, 36' st Simplicio. ROMA (4-3-3): Lo bont; Rosi, Burdisso, Heinze, Jose Angel; Simplicio, De Rossi, Pjanic; Bojan (16' st Borini), Totti (24' st Pizarro), Osvaldo (41' st Borriello). All. Luis Enrique. ATALANTA (4-4-1-1): Consigli; A.Masiello, Capelli, Manfredini, Bellini; Schelotto, Brighi (12' st Bonaventura), Cigarini (45' st Caserta), Padoin; Moralez (30' st Gabbiadini); Denis. All. Colantuono. ARBITRO: Celi NOTE: ammoniti Simplicio, Cigarini, Padoin, Capelli. Serie B, 7ª giornata Il Padova vola in vetta. Soffre il Brescia. Zeman ne fa 5 ::: SILVIA GIGLIOLI Quaranta gol, nel 7° turno di serie B, risultato più importante quello del Padova: ripreso il Torino in testa. Empoli-Padova 2-4: pt 9' Tavano (E), 12' Portin, 24' Cacia; st 24' Milanetto, 27' Cutolo, 37' Ficagna (E). Tavano è capocannoniere con 7 reti, il pareggio veneto su cross di Donati, poi Cutolo aziona Cacia, al terzo gol di fila. Ripresa patavina, Milanetto sostituisce Italiano e chiude la partita. Modena-Brescia 1-1: 26' Greco rig, 29'Feczesin (B). Budel con la mano sulla linea evita il vantaggio di Greco, rigore più espulsione. Il pari è propiziato da El Kaddouri, che poi commette fallo su Giampà: rigore di Greco, traversa, Giampà sbaglia il tap-in; un palo anche per le rondinelle. Bari-Livorno 1-0: pt 7' Borghese. A inizio ripresa palo di Dionisi. RegginaJuve Stabia 1-2: st 2' Missiroli, 26' Sau (J), 44' Raimondi (J). Sul primo gol Campagnacci è in posizione dubbia, pari su azione di Scognamiglio per Sau, al primo gol in B, come Raimondi. Grosseto-Ascoli 3-3: pt 20' Papa Waigo rig (A), 30'Lupoli, 41'Caridi rig, 43'Vi tiello (A); st 11' Lupoli, 50' Giovannini (A). Lieve il contatto di Padella su Gazzola, sul primo rigore. Pareggia l'ex Lupoli con un pallonetto da campione. Il secondo penalty per fallo di mano di Petterini, 2-2 con errore di Narciso in uscita. Il pari definitivo su assist di Faisca. Gubbio-Verona 1-1: 22' pt Bjelanovic, st 8' Ciofani rig. Decisivo il fallo di Cangi su Bazzoffia, nel recupero rigore negato ai veneti, sgambetto di Lunardini su Maietta. Pescara-Albinoleffe 5-3: pt 7' Petteri ni, 27' Sansovini, 43' Insigne, 44' Gessa; st 5'Immobile, 22'Cristiano (A), 38'Coc co rig. (A), 42' Girasole (A). Cinquina per la squadra di Zeman. Insigne è il migliore in campo, nella ripresa Cristiano si procura il rigore del 5-2, discutibile. Cittadella-Nocerina 1-3: pt 2' Cata nia, 39' Bellazzini rig., 47' Di Maio, st 49' Castaldo rig. Alla mezz'ora, espulso De Liguori, fallo su Bellazzini. Maah ruba il tempo a Filosa e si procura il penalty del pareggio. Di Bolzan il passaggio dell'1-2, palo di Maah, traversa di Farias, nel recupero Castaldo steso da Gasparetto. Mondiali rugby In 80 minuti l'Italia si gioca un sogno durato quattro anni ::: DUNEDIN (N. ZELANDA) La mente ritorna a quattro anni fa, una piovosa notte francese a Saint Etienne, quel piazzato (ma non fu poi solo quello) sbagliato da Bortolussi, l'esul tanza dellaScozia, le lacrimedi Troncon, larabbia di BergaMauro per il passaggio ai quarti mondiali fallito. Oggi l'ovale rimbalza per lo stesso obiettivo. Dal 2007 l'Italia ha cambiato capitano e ct, con Parisse e Mallet siamo ripartiti sbattendo la faccia sulle solite sconfitte d'onore ma pure trovando risultati clamorosi come la prima vittoria sulla Francia al Sei Nazioni. Quattro anni di progetto che oggi a Dunedin aspettano la consacrazione, mentre il coach sudafricanosogna ilgranregalo daisuoi«figli». PerchéNick è già stato licenziato, dopo di lui il francese Brunel sta già prendendo appunti, ma vuoi mettere la soddisfazione di mollare la Federugby così? Sulla strada azzurra la tremenda ed esperta Irlanda di O'Gara, O'Driscoll e O'Connell. Serve vincere e non regalare bonus, in 19 partite li abbiamo battuta tre sole volte, mai al Sei Nazioni, l'ultima il 20 dicembre 1997: 3722, in regia c'era un certo Dominguez. «Abbiamo il 50% di passare», insiste Mallet. Con Diego sarebbe stato diverso, ma sognare è comunque obbligatorio. In tv: diretta Sky alle 9.30, repliche alle 14, 15 e 21. LOTO ROMA (4-3-3) ::: LOBONT 6: pochi interventi decisivi, perché l'Atalanta crea molto, ma conclude poco nello specchio della porta. Sul gol, però, sembra sorpreso. ::: ROSI 6.5: su e giù, giù e su. Si fa tutta la fascia mille volte ed è per questo che a volte è poco preciso nell'ultimo tocco. Di testa, quasi per istinto, rilancia il pallone che diventa un assist per il raddoppio di Osvaldo. ::: BURDISSO 6.5: attento e grintoso, non soffre mai. Da applausi, clap clap, un salvataggio in spaccata su tiro di Padoin. ::: HEINZE 5.5: raddoppia su Denis e non va mai in affanno. ma sul gol di Denis... ::: JOSE ANGEL 6: corre e accompagna l'azione, parte anche quando sa che difficilmente gli arriverà il pallone. Una sfida spettacolare contro Schelotto. ::: SIMPLICIO 7: corsa e idee. Si butta dentro senza palla ed è difficile fermarlo. Il gol del 3-1 è da sogno: scambio in corsa con Pjanic e tocco morbido. ::: DE ROSSI 6.5: regista e mediano, prende in mano il centrocampo giallorosso. Dà ritmo e tempi, geometrie e assist. Suo il lancio millimetrico che mette in porta Bojan per il vantaggio. ::: PJANIC 6.5: fa tutto. Difende e corre, riparte senza palla e prova la conclusione. Un tiro a fine primo viene parato da Consigli. Perfetto il tocco che chiude il triangolo con Simplicio per il 3-1. ::: BOJAN 7: eccolo, Bojan. Finalmente. Furbo. Veloce. Tecnico. La rete è da vero bomber: stop, difesa della palla e sinistro in diagonale (dal 16' st Borini 6: veloce e fresco, aiuta a ripartire in contropiede e a chiudere il match). ::: TOTTI 6.5: a volte gioca basso, quasi da centrocampista. Le azioni migliori passano dai suoi piedi e dalla sua intelligenza (calcistica). Manca solo il gol. Ci prova da fuori al 18' (parata), addirittura sfiora la rete clamorosa su corner (dal 24' st Pizarro 6.5: ha il compito di fare possesso palla per addormentare la partita. Perfetto). ::: OSVALDO 6.5: pochi dribbling e poche giocate inutili. È molto pratico. E alla prima palla gol segna. Già a quota 3 gol (dal 41' st Borriello sv). ATALANTA (4-4-1-1) ::: CONSIGLI 6.5: para su Pjaparte, sempre. Il prototipo del giocatore moderno. ::: MORALEZ 5: sbaglia poco, ma non rischia mai nulla. Mai un dribbling, mai un affondo. Così è inutile (dal 30' st Gabbiadini sv). ::: DENIS 6.5: fa reparto da solo, riesce a tenere il pallone per far salire la squadra e quando c'è spazio si butta anche in profondità. Da centravanti vero il gol: sale in cielo, sovrasta il connazionale Heinze e mette dentro di testa. UDINESE-BOLOGNA Di Natale-Torje per Guidolin Ramirez non c'è UDINE L'Udinese con i piedi saldamente a terra, nonostante il primato in classifica e la buona prova dei ragazzini in Europa League. Guidolin predica calma e rispetto per il Bologna, partito con qualche difficoltà («Questo per noi è un momento di passaggo, i rossoblu la scorsa stagione ci hanno mangiato 4 punti su 6, attenzione») e per continuare a rimanere lassù i bianconeri si affidano in difesa ad Ekstrand (ancora out Domizzi), in attacco la coppia Di NataleTorje. Per i felsinei, Bisoli dovrà fare a meno di una pedina fondamentale, Ramirez: al suo posto Diamanti. FIORENTINA-LAZIO Mihajlovic vede Jo-Jo alla Totti Reja, zero cambi FIRENZE Fiorentina-Lazio è l'altro big match di giornata insieme al posticipo tra Juventus e Milan. Mihajlovic, avanti di due punti in classifica rispetto ai biancocelesti, per sopperrire alla lungo-degenza di Gilardino, schiererà uno Jovetic alla Totti, da punta centrale con Cerci (in odore di convocazione in nazionale) ed uno tra Lazzari e Vargas sui lati per «superare l'esame di maturità», come il tecnico serbo ha definito il match di oggi. Reja, dopo il ko di Lisbona, riparte dalla coppia collaudata Klose-Cissè, a suggerire il profeta Hernanes. Si rivedrà dal primo minuto Radu. GOLEADOR ORIUNDO Il bomber italo-argentino della Roma Pablo Osvaldo Ansa ::: ALESSANDRO DELL'ORTO ROMA Eccola, finalmente, la vera Roma di Luis Enrique. Organizzata, veloce, concreta, si sbarazza della pericolosa e brillante Atalanta (31). I giallorossi si fanno trascinare da Totti che inventa per gli altri (al 13' mette Osvaldo davanti alla porta, il tiro è salvato da Masiello) e ci prova da lontano (conclusione potente al 18', parata). Al 20' il vantaggio giallorosso. Lancio di De Rossi per Bojan, controllo e diagonale di sinistro. Unoazero. Il raddoppio al 32': rilancio di testa di Rosi per Osvaldo, che salta Consigli e mette dentro. L'Atalan ta reagisce. E accorcia a inizio ripresa (4'): cross da destra di Cigarini e Denis di testa va più alto di Heinze. Dueauno. La rete che chiude il match è da sballo. Simplicio (36' st) parte palla al piede, scambia con Pjanic e in pallonetto supera Consigli. Treauno. nic e su Totti. Non ha colpe sui gol, anche se rischia una super papera su corner di Totti. ::: MASIELLO 6: aggredisce e accorcia su Totti e su Bojan. A destra la Roma entra a fatica. ::: CAPELLI 5.5: sulle palle alte c'è. Ma quando i giallorossi fraseggiano in velocità va in sofferenza. ::: MANFREDINI 5.5: grinto so, tuttavia si fa sorprendere in contropiede. ::: BELLINI 5: dorme sul gol di Bojan. E non chiede bene su Simplicio. ::: SCHELOTTO 6.5: la falcata sembra quella di Lentini. Quando parte e ha campo diventa devastante. ::: BRIGHI 5.5: viene messo in mezzo tra De Rossi e Simplicio e soffre (dal 12' st Bonaventura sv ). ::: CIGARINI 6.5: fa ripartire l'Atalanta nel breve e nel lungo. Regala a Denis la palla del gol. ::: PADOIN 6.5: difende e riALL'OLIMPICO 3-1 Questa Roma non è più solo un'idea Bojan, Osvaldo, Simplicio: i giallorossi battono l'Atalanta e sono secondi. Ecco il lavoro di Luis Enrique
42 Domenica 2 ottobre 2011 CRONACA @ commenta su www.libero-news.it Braccio di ferro sulle pattuglie La Russa avverte «Pisapia si penta o niente soldati» L'ultimatum del ministero a Palazzo Marino «Soldati di nuovo in strada, se il sindaco lo chiede» ::: MASSIMO COSTA «Pisapia batta un colpo, non possiamo riportare a Milano i militari se non sono apprezzati». Ignazio La Russa guarda il calendario e lancia l'ultimatum al primo cittadino: i 350 soldati trasferiti a luglio lungo le coste torneranno in città «soltanto se il sindaco metterà da parte l'ideologia. Altrimenti continueremo a fare il bene di tante altre località, anche governate dalla sinistra, che ce li richiedono». L'APPELLO Il destino delle mimetiche ha le ore contate. Le pattuglie «estive» inviate da Milano lungo le coste della penisola stanno per esaurire il loro compito. Dopo il gran rifiuto di giugno, quando Pisapia rifiutò l'impiego delle pattuglie interforze nelle periferie, il ministro della Difesa scaglia ancora una volta il pallone nel campo di Palazzo Marino. «La scelta è indipendente dall'amministrazione» dice La Russa, «ma mi sembra giusto che ogni sindaco possa scegliere il modello di sicurezza che vuole. Da milanese spero che Pisapia si ravveda e riconosca l'utilità di questo servizio». Il governo ha sempre cercato la sponda degli enti locali per decidere la dislocazione delle divise. Dopo il via libera di Letizia Moratti, che ha sfruttato sin dal 2008 la possibilità di presidiare con i soldati quartieri e punti sensibili, la retromarcia di Pisapia è arrivata poche settimane dopo il trionfo elettorale. «I militari in strada non ci servono, ma li vogliamo tenere davanti a chiese e consolati». Detto, fatto. A metà luglio, il ministero della Difesa ha deciso di prelevare 350 militari su 600 lasciandoli soltanto davanti agli obiettivi ai potenziali obiettivi del terrorismo. Avverte La Russa: «Non c'è nessun duello con il sindaco, qui c'è in gioco soltanto il bene della città». Contro la diaspora si sono di volta in volta schierati il questore e il prefetto. I militari sono in grado di «liberare» soldati e carabinieri sul territorio; una bombola d'ossigeno per la sicurezza della città e un deterrente per gli episodi di piccola microcriminalità. GLI APPELLI L'ultimo appello è arrivato due giorni fa dal comandante provinciale dei carabinieri Sergio Pascali, che ha sottoli::: MIMETICHE LE PATTUGLIE A Milano fino a luglio operavano 600 militari, divisi tra gli obiettivi sensibili e i pattugliamenti misti nelle periferie più a rischio. IL RIFIUTO A giugno, Pisapia chiede di abolire i pattugliamenti a piedi e di mantenere soltanto i soldati di fronti a chiese, consolati e stazioni. Risultato: il governo spedisce nelle località di mare 350 uomini. L'ULTIMATUM Il ministro della Difesa Ignazio La Russa lancia l'appello al sindaco: ««Pisapia batta un colpo, non possiamo riportare a Milano i militari se non sono apprezzati». neato gli «ottimi risultati» delle pattuglie “miste” (mili tari più poliziotti o carabinieri). Il comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza, ha spiegato Pascali, «sta valutando il ritorno dei soldati a Milano». Senza l'intesa con il sindaco Pisapia, però, i soldati potrebbero essere spostati solo in Provincia. «Abbiamo tantissimi bersagli da vigilare» ha detto il comandante, «se lo facesse l'esercito potremmo dirottare il personale in compiti investigativi. Per esempio per sorvegliare la sede dell'Eni a San Donato impegniamo 10 uomini nell'arco delle 24 ore». «Sono d'ac cordo con il comandante» aggiunge il ministro La Russa. «Resto convinto che Pisapia abbia voluto pagare un prezzo elettorale alla sua compagine, ma oggi non può che riconoscere l'utilità dei militari». La nuova maggioranza di centrosinsitra, a dir la verità, finora non ha mostrato segni di pentimento. MITRA IN SPIAGGIA Dopo aver contestato l'uti lizzo dei militari nelle periferie, l'ex parlamentare di Rifondazione comunista nel giorno della diaspora aveva addirittura parlato di «vendetta politica» da parte del ministro. Le mimetiche in città pattugliano il territorio a piedi, e agiscono in coppia insieme alle altre forze dell'ordine. A Milano si muovevano da Quarto Oggiaro a via Imbonati, da Maciachini a viale Monza. A luglio, invece, sono finiti a presidiare 14 spiagge comprese Otranto, Rimini e Gallipoli. La Difesa allarga lo zoom: «Noi dobbiamo ragionare in un'ottica nazionale» spiega La Russa, «ne beneficeranno comunque altre città». Pisapia è avvisato: il tempo per la retromarcia sta per scadere. LA PROTESTA In Comune magliette padane anti-Napolitano In maglietta con la scritta: «Io sono Padano, non esisto ma... pago!». Così si presenteranno lunedì nell'aula del consigliocomunale di palazzo Marino i quattro consiglieri della Lega, Matteo Salvini, Alessandro Morelli, Luca Lepore e Massimiliano Bastoni, come manifestazione di protesta contro le affermazioni del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. In occasione del dibattito in consiglio comunale sulla salvaguardia di bilancio presentata dall'assessore Bruno Tabacci, «lunedì pomeriggio i consiglieri leghisti» annuncia il capogruppo Matteo Salvini «che come tutti i milanesi da decenni con il loro lavoro e le loro tasse mantengono gli sprechi e le furberie di Napoli e del Sud, indosseranno quattro magliette con la scritta: «Io sono Padano, non esisto ma... pago!». È la risposta dei leghisti milanesi alle parole del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che due giorni fa da Napoli aveva tuonato contro la Padania: «Non esiste un popolo padano. La secessione è fuori dalla storia, uno Stato Lombardo-Veneto sarebbe grottesco». Secondo Napolitano, «nell'ambito della Costituzione e delle leggi non c'è spazio per una via democratica alla secessione». F. NIC «Sulla mafia Giuliano sbaglia» Il diktat di Maroni: rispettare il piano rom Prima lo ha smentito la Dia, la direzione investigativa antimafia ritenuta la fonte nell'in temerata sul pizzo. «Non ci risultano questi numeri». Poi, due giorni fa, è arrivato l'altolà del comandante provinciale dei carabinieri Sergio Pascali: «Dati non attendibili». Giuliano Pisapia tira dritto per la sua strada e continua a sostenere la teoria che «un negoziante su cinque a Milano paga il pizzo». Ogni ora che passa, però, il sindaco resta sempre più solo. Ieri è toccato al ministro dell'Interno Roberto Maroni smontare la tesi allarmistica dell'ex parlamentare di Rifondazione comunista: «Io sto con le forze dell'ordine» ha detto il ministro durante la celebrazione del patrono della polizia a Varese. «Le nostre forze dell'ordine conoscono bene la materia, si impegnano quotidianamente e non fanno politica facendo invece mille sacrifici per garantire la sicurezza dei cittadini». Un'altra sonora bocciatura per Pisapia, che ieri ha voluto tornare a bacchettare Pascali: «Ognuno può fare le sue valutazioni, ma non si può prendere come punto di riferimento il numero delle denunce. Il comandante dei carabinieri non tiene conto che l'usura è uno dei reati che meno vengono denunciati per timori di ritorsioni». Anche il prefetto Gian Valerio Lombardi ieri si è arruolato con decisione nello schieramento anti-Pisapia. Sostiene il numero uno di corso Monforte: «Non dico che il sindaco è stato troppo allarmistico, ma i numeri non sono quelli, lo dice anche la direzione investigativa antimafia che ha specificatamente questo compito». Quanto alle parole di Pascali, Lombardi le considera «serie e rigorose. Penso volesse dire che i dati forniti dal sindaco, secondo la sua percezione di uomo che conosce molto bene la criminalità organizzata, gli sono sembrati elevati, solo questo. Se i casi sono 238, sono 238». In serata, ieri Pisapia e Pascali hanno avuto un colloquio telefonico dove, secondo Palazzo Marino, l'ufficiale ha detto di essere stato «in parte travisato». Smontare le teorie di Giuliano, però, non vuol dire abbassare la guardia di fronte al fenomeno. «Stiamo facendo molto, anche in silenzio ma con ottimi risultati» sottolinea Lombardi, «resta comunque un fenomeno da curare con massima attenzione». Proprio il prefetto, domani, riceverà in visita il ministro dell'Interno Roberto Maroni. Il motivo? Fare il punto sul piano rom cittadino, finanziato con 13 milioni del Viminale ma arenato dopo la vittoria di Pisapia. «Abbiamo un piano e mi aspetto che venga rispettato» ha detto ieri il ministro dell'Interno. «Non ho ancora sentito la posizione del sindaco ma lunedì in prefettura farò il punto con il prefetto». Il progetto prevedeva la chiusura di altri quattro campi regolari entro fine anno (Via Idro, via Novara, via Negrotto e via Martirano). Nelle scorse settimane, l'assessore alla Sicurezza Marco Granelli aveva profetizzato i segnali di discontinuità della giunta arancione: chiusura dei campi entro il 2016, più fondi destinati all'au tonomia abitativa, meno sgomberi, più interventi sul sociale. Una ricetta molto diversa da quella messa nero su bianco da Maroni e dall'ex sindaco Letizia Moratti. M. COS. LUMBARD Il ministro dell'Interno Roberto Maroni incontrerà domani il prefetto di Milano Gian Valerio Lombardi. [Fotogramma] MILANO ADDIO Senza un dietrofront del sindaco di Milano, i 350 soldati utilizzati per i pattugliamenti nelle zone a rischio non torneranno in città dopo il servizio estivo nelle località di mare [Ftg.]
40 Domenica 2 ottobre 2011
Meglio delle previsioni Meno pensionati: la riforma funziona Nei primi otto mesi si sono ritirate dal lavoro 208mila persone, il 19% in meno dello stesso periodo dello scorso anno. È l'effetto delle “finestre mobili” che ha colpito di più il pubblico impiego Soldi anche per due porti Il governo aiuta Fincantieri con 50 milioni Dopo mesi di scioperi, proteste e cortei, dal governo arriva un segnale positivo per Fincantieri. Il ministro per le Infrastrutture, Altero Matteoli, durante l'inaugurazione del 51° Salone della Nautica di Genova, ha infatti annunciato di aver firmato il decreto attuativo del Milleproroghe che stanzia 50 milioni di euro per il cantiere di Genova Sestri Ponente, 18 per il porto di Gioia Tauro e 62 per quello di Savona-Vado. Manca solo la firma definitiva del ministro dell'Econo mia, Giulio Tremonti. La situazione in cui versa Fincantieri è abbastanza critica. La crisi non ha risparmiato nemmeno il comparto navale tanto che a maggio è stato presentato un piano industriale lacrime e sangue dove si prevedeva di lasciare a casa 2500 persone oltre alla chiusura di due cantieri (tra cui quello di Genova Sestri Ponente). Il piano è stato quasi subito ritirato e da allora c'è un tavolo aperto con il governo che però, al momento, non ha dato alcun frutto. Fino ad oggi. L'annuncio di Matteoli è arrivato in una mattinata abbastanza turbolenta durante la quale il ministro è stato contestato da alcuni industriali della nautica che indossavano magliette “battia mo bandiera italiana”. Al tavolo con le istituzioni, poi, ha dovuto ascoltare le parole pesanti come macigni del sindaco Marta Vincenzi: «A Genova la malinconia si chiama magun. Io ce l'ho, il magone, e ce l'ha tutta la città». Critico anche il presidente della Regione, Claudio Burlando: «Il ministro ha annunciato di aver firmato il decreto che destina una parte delle risorse del Milleproroghe per il ribaltamento a mare di Sestri Ponente, ma dopo di lui deve firmare anche Tremonti altrimenti non serve. Non è più tempo di annunci. Continuare a dire che accadranno non ha senso. Aspettiamo risposte da troppo tempo». Intanto il ministro si è detto disponibile ad incontrare gli operai anche domani. «Non posso però rispondere a nome degli altri ministri». C.ADD. ::: ANTONIO CASTRO Più che delle finestre hanno funzionato come vere e proprie tagliole. I dati forniti dall'Inps fotografano un calo prossimo al 20% dei trattamenti. Per la precisione - spiega l'Istituto nazionale di previdenza con l'entrata in vigore della “finestra mobile” e il solo aumento di un anno per l'età minima per la pensione di anzianità, nei primi 8 mesi di quest'anno, le nuove pensioni erogate sono passate da 257.940 a 208.134 (19,3%). A sorprende - oltre alla diminuzione di un quinto dei trattamenti attivati - è, soprattutto, il contenimento che si è verificato rispetto alle stesse previsioni dell'Inps. I tecnici dell'Istituto avevano preventivato, prudentemente, per i primi due quadrimestri un calo di nuovi pensionati pari 226.692 pensionati. E invece la sorpresa ad agosto (ma i dati aggiornati sono stati diffusi soltanto ieri) che la diminuzione complessiva - da 257.940 a 208.134 pensioni - è stata di gran lunga superiore alle previsioni. L'ostacolo normativo posto nel 2010 con le “finestre mobili” (finestra alla quale si accede dopo 12 mesi per i dipendenti e dopo 18 mesi per i lavoratori autonomi), ha portato in questa prima tranche dell'anno ad un consistente calo del numero di nuovi assegni erogati. Particolarmente rilevante la diminuzione delle pensioni di vecchiaia: si è passati da 115.812 dei primi 8 mesi del 2010 alle 87.894 attivate in questa parte dell'anno (il che tradotto significa una diminuzione del 24,1%). È pur vero che l'anno scorso per l'uscita dal lavoro con il trattamento di vecchiaia erano disponibili quattro finestre prefissate. Molto interessante anche il dato sul calo, più contenuto ma comunque consistente, delle pensioni di anzianità. In questo caso la diminuzione è stata del 15% (da 142.128 pensionati del 2010 a 120.240 nei primi 8 mesi di quest'anno). E considerando la contrazione alla luce del dibattito proprio sulla cancellazione dei trattamenti di anzianità, si comprende che un ulteriore intervento (la richiesta di Confindustria supportata anche dalla Bce è di eliminare i trattamenti pensionistici anticipati), si comprende quanto sia importante per la tenuta dei conti pubblici una misura del genere, per quanto impopolare. Andando a spulciare i dati per tipologia di dipendenti si scopre che i più penalizzati dalle finestre mobili sono stati soprattutto i lavoratori dipendenti: nei primi otto mesi del 2011 sono usciti attivando la pensione di vecchiaia in 43.221 (a fronte dei 68.070 dei primi otto mesi del 2010, -36,5%). Mentre per i coltivatori diretti, artigiani e commercianti i cali sono stati molto meno consistenti (per i commercianti sono state solo 1.000 in meno, tra le 19.829 dei primi 8 mesi 2010 a 18.852 dei primi otto mesi 2011). Le pensioni di anzianità richieste dai dipendenti sono state 80.681 a fronte di 90.894 dei primi otto mesi rispetto a quelle concesse nell'anno precedente, ma comunque più di quanto previsto dall'Inps (63.650). Per il futuro un calo è previsto per le pensioni delle donne del settore pubblico, che da quest'anno andranno in pensione di vecchiaia con 61 anni di età, mentre dal 2012 potranno abbandonare il lavoro per vecchiaia solo al compimento dei 65 anni. C'è da dire che sempre nei prossimi anni andrà a regime l'aggancio dell'età pensionabile alle aspettative di vita. Come puntualizza il presidente dell'Inps Antonio Mastrapasqua, il calo dei trattamenti pensionistici non tiene ancora conto di questa misura che partirà dal 2013. E neppure quella sull'aumento dell'età per chi ha almeno 40 anni di contributi (che iniziera a gennaio nel 2012 con un mese in più di lavoro per poi arrivare a tre nel 2014). Ma il cantiere pensioni - nonostante gli altolà politici e sindacali - è sempre aperto. E le cicliche rassicurazioni sulla tenuta del sistema si infrangono con la richiesta europea di omologarci agli altri Stati. L'ex numero uno Fed ci ha rovinati Una crisi da Nobel... tiriamolo addosso al guru Greenspan ::: GLAUCO MAGGI NEW YORK Si avvicina la data dell'asse gnazione del premio Nobel per l'economia, e vistol'andazzo delle finanze globale verrebbe da dire “aboliamolo”. Se il mondo è sull'orlo di una crisi recessiva, come scovare uno studioso le cui idee valgano la celebre menzione scandinava? L'altro ieri, ad aggiungere sale Usa sulle ferite europee, dove i CDS (Credit Default Swaps, strumento di assicurazione contro il fallimento di una società) di Unicredit hanno segnato un prezzo di 424mila dollari per assicurare 10 milioni di debito, e quelli di Banca Intesa San Paolo di 405mila dollari, la quotazione dei CDS della casa di brokeraggio statunitense Morgan Stanley ne ha registrato uno ancora più caro, 456mila dollari. Quindi, in alternativa alla cancellazione, si potrebbe “premiare” il responsabile di questa situazione malandata. Non è facile individuarne uno, perché la politica ci ha messo del suo. Ma anche per una sorta di bilanciamento ideologico con alcune recenti “nomination”un nome viene alla mente. È Alan Greenspan, di idee libertarie, appassionato lettore del libro “Atlas Shrugged”, scritto da Ayn Rand, mito del libero mercato. Quando l'econo mia andò in recessione proprio mentre George Bush entrò alla Casa Bianca, Greenspan, che era stato nominato da Ronald Reagan e poi confermato da Bush padre e da Clinton, iniziò una politica di tassi bassi, anzi bassissimi, che fu la base per il gonfiarsi della bolla immobiliare del decennio scorso. Sperava di far ripartire l'econo mia, in realtà fomentò la speculazione di chi comprava mattone sulla carta senza avere i mezzi per pagare le rate. La sua “benzina monetaria” si combinò infatti con l'idea, caldeggiata dai politici dei due partiti, presidenti Clinton e Bush in testa, che la proprietà della casa andasse estesa a tutte le famiglie che la volevano. Le banche salirono sul carro offrendo i mutui subprime, e gli enti che dovevano regolare (la Fed di Greenspan, la Sec che non si accorse neppure di Madoff, e l'agenzia federale che doveva vigilare sui “giganti” parapub blici dei mutui Fannie Mae e Freddie Mac) si girarono dall'altra parte. Si comportarono nei fatti come se controlli e verifiche non fossero affare loro. Di qui la nascita dei prodotti finanziari più “esplosivi”, dai CDO agli ABS, ossia quelle obbligazioni “garantite” da asset collaterali (come le rate dei mutui) che si rivelarono con il tempo “tossici” e finirono per svuotare i bilanci di tutte le maggiori banche, sprofondandole nel rosso. Quello che oggi, 3 anni dopo il fallimento della Lehman Brothers e quasi 3 anni dopo l'elezio ne di Obama, minaccia la Morgan Stanley. Premiando un “liberista” che non seppe vedere la crisi in arrivo (fu l'ultimo ad ammettere il formarsi della bolla della casa) si farebbe “giustizia” per i Nobel assegnati in precedenza a due economisti di sinistra, i neokeynesiani Joseph Stiglitz e Paul Krugman, non meno infelici quanto a ricette anticrisi. Da tempo si stanno infatti distinguendo come i più accesi sostenitori dei fallimentari stimoli di Obama. I quasi 1.000 miliardi, trasferiti dalle tasse della gente nell'economia nel marzo 2009, sono finiti in niente, anzi hanno gonfiato il deficit Usa che è oggi il problema più acuto da superare per far partire la ripresa. I due Nobel, imperterriti, sostengono che lo stimolo di due anni e mezzo fa è stato troppo timido e ne propongono oggi uno ben maggiore di quello richiesto da Obama. Se perseverare nell'errore è un tratto del carattere dei vincitori del Nobel, per l'ostinazione nel favorire la bolla della casa Greenspan se lo merita proprio. Alan Greenspan (LaPresse)
18 Domenica 2 ottobre 2011 ESTERI @ commenta su www.libero-news.it I giovani d'oggi valgono poco Alle ragazze restano i vecchietti La posta del cuore Egregio Farrell, sono una giovane donna di 29 anni. Il mio passato è fatto di tanto studio nelle migliori scuole e atenei, pagati dai miei genitori, con risultati eccellenti. Appena laureata ho subito lavorato e ora condivido l'appartamento con una mia coetanea compagna di studi. Due storie d'amore importanti chiuse da me e molte altre frequentazioni. E allora? Sono tormentata per il mio futuro, che vedo così: quando scatterà l'orologio biologico mi attaccherò come una cozza a un uomo di vent'anni più vecchio di me per mettere un punto fermo nella mia esistenza. Già ora di vecchi e sposati ne ho iosa, ma, al momento, ritengo di meritare qualcosa di meglio. Poiché tante giovani donne sono nelle mie stesse condizioni, può essere, tale situazione, il risultato della legge fisica “del le conseguenze non volute”? Il femminismo, il divorzio, la giurisprudenza o la mia istruzione sono le cause di queste conseguenze non volute? Miriam, Roma Cara Miriam, malgrado le sigarette, il Sangiovese, lo stress ela sinistrasonoancora vivoe oggi compio 53 anni. Mia moglie, la seconda, è romagnola doc e molto più giovane di me (ha 39 anni, se ricordo bene!). Abbiamo 4 figli dagli 8 anni in giù, con un quinto in arrivo fra poche settimane. Dalla prima moglie, l'innominabile iraniana, non ho avuto figli (Thank God!). Sì, sono diventato padre di famiglia inetà avanzata e la madre dei miei figli, la poverina, è una ragazzina come te. Naturalmente, nessuna équipe di assistenti sociali mi permetterebbe di adottare un figlio, neanche un figlio del diavolo. Non solo per il mio modo di passare gran parte della giornata al “Petit Arquebuse” nel centro storico di Forlì per fare chi sa cosa. Ma anche perché da uomo rottame, da sopprimere al più presto staccando la flebo, sarei bocciato subito in quanto troppo vecchio. Ho 24 anni più di te e quindi sono uno di quei “vecchi” re pellenti di cui parli con tanto disprezzo. Ti tormenta l'idea di trovarti sposata «quando scatta l'orologio biologico» con uno della mia età. «Ritengo di meritare qualcosa di meglio», mi dici. Chiedo: hai sempre lavorato dalla laurea in poi, dici, ma non specifichi quale lavoro fai. Per caso, l'as sistente sociale in un Comune di sinistra? Aggiungo: ma sul serio gli uomini giovani di oggi sono “meglio” di me? Beh, non mi sembrano messi bene per niente. Anzi. Innanzitutto, come voi ragazze, sono le vittime della vacua cultura di merda predominante. Ma in più, sono sottomessi da 40 anni di femminismo isterico e non osano neanche parlare con una donna, figuriamoci toccarla. Ieri, a proposito, ho letto sulla stampa inglese come va di moda per le ragazze del mio Paese natale non solo bere come delle fogne ma urinare in pubblico da uomini, cioè, in piedi! Se avessi 25 anni, oggi, senza alcun dubbio, sarei diventato gay già da un pezzo. Noi vecchi non siamo così terribili, sai. Chiedilo a mia moglie, Carla. Beh, pensandoci, forse meglio di no! Ma lasciamo stare me. Parliamo invece di tale Silvio, detto da me “il Magnifico”. Il Cav. riesce a intortare e incantare tante ragazze, più giovani anche di te, Miriam. E lo dicono loro. Non c'entrano i suoi soldi, insistono. Le fa sentire donne. Ma non finisce lì. Riesce pure a soddisfarle a letto. Che uomo! Hai ragione. La tua crisi è una conseguenza non voluta del femminismo. Una donna che lavora può trovare un uomo solo al lavoro. Non ha né tempo né energia per trovarsene uno al di fuori. Che palle! Una donna sposata non può lavorare e fare figli senza trascurare il lavoro o la famiglia. Deve scegliere. Una donna che lavora, inoltre, ruba lavoro a un uomo. Ma viviamo in tempi molto pericolosi. Tutto sta cambiando. L'asse del potere economico si sta spostando dall'Oc cidente all'Oriente. Siamo destinati a diventare molto più poveri. Nel frattempo, a Forlì, che fa parte dell'Università di Bologna, ci sono migliaia e migliaia di studenti - la maggioranza ragazze. A Scienze politiche quest'anno, ho letto, si sono iscritti più di mille studenti! Ma che cosa faranno dopo la laurea? Non esistono posti a tempo indeterminato per tutti loro, figuriamoci per l'altro milione che studia la stessa cosa nel resto d'Italia. Meglio lavorare subito. Una laurea in Scienze politiche non serve più a nulla. Meglio un vecchio con una gamba sola e una pensione piuttosto che un giovane coglione disoccupato. Tanto morirà presto. Il mito del Paese a stelle e strisce IL SOGNO AMERICANO In Europa è tornata la febbre dell'oro Negli Usa per un mese e poi ci restano una vita ::: GIANLUCA VENEZIANI Il sogno americano torna a cent'anni di distanza. Il mito del Paese a stelle e a strisce non è finito con la grande migrazione italiana di inizio Novecento, con le attese estenuanti a Ellis Island e le promesse, mai esaudite, di tornare più ricchi dopo il viaggio. Il fascino dello zio Sam e delle vecchie zie d'America continua a fare proseliti ancora oggi. Lo dimostra il sito America 24, che lancia una campagna per raccogliere sogni e storie di chi vorrebbe trasferirsi Oltreoceano e di chi l'ha già fatto, decidendo di restarci. La pagina web si chiama “Sola andata” e fa appello al desiderio mai sopito di chiudere in una valigia le speranze e partire per il nuovo mondo. Destinazione Usa. E in un attimo si materializzano centinaia di iscritti. Pronti a mollare tutto e partire. Quelli che se ne vanno, oggi, non sono più però i “cafoni” di una volta. Ossia quelli che si legavano addosso le valigie “ca' fune”, con una corda. Ma sono imprenditori, lavoratori, eterni migratori. Gente che si è messa on the road e continua a viaggiare, di continente in continente. Camionisti come Giovanni Paolo Facchinetti, nato a Bergamo, che ha preso il suo bel tir, lo ha caricato sull'aereo e se n'è andato nello Utah, nei pianori di Green River, a due passi dal Grand Canyon, dalle rupi rocciose e dagli spazi senza fine. «Negli Stati Uniti», ha raccontato, «vedo un grande Paese, che proprio per il fatto di essere grande ti consente di realizzare i tuoi sogni». Altri vanno invece a caccia di De Niro, sognando di sfrecciare su taxi gialli nel buio assordante di New York. Per farlo, però, ci vuole una preparazione. Bisogna seguire un “Defensive Driving Course” (letteralmente, un corso di guida difensiva) che ti fa evitare le multe, gli incidenti e i brutti incontri nottetempo. VECCHI EMIGRANTI Poi ci sono gli emigranti vecchio stile che conservano le tradizioni della patria e le esportano nel mondo. È l'altra faccia di chi insegue il sogno americano. Anziché rinnegare il Paese d'ori gine, se lo portano nel cuore e nella sacca. Oppure nella danza, come il gruppo di musica popolare Canzoniere Grecanico Salentino, che ha sdoganato la taranta nei club esclusivi del New Jersey. «Sono venuta qui in vacanza negli anni Settanta», racconta la cantante Alessandra Belloni, «dovevo restare un mese e non sono più tornata indiecono l'America con una giocata scaltra e una mano della dea bendata, alla Jack Dawson di “Titanic”. È il caso di chi sbanca la “Diversity Visa Lottery”, un sorteggio annuale per regalare 5.000 permessi di soggiorno senza fine. CONSIGLI PRATICI Quanti, poi, sono animati da spirito imprenditoriale scopriranno che chiunque, anche se non è un cittadino americano, può per legge aprire un'attività negli Stati Uniti e che in alcuni stati, come il il Dalaware e il Nevada, è più facile che altrove. Chi, invece, ha sempre desiderato comprare casa nella grande mela, nonostante il portafoglio non lo consenta, troverà consigli per prendere casa a prezzi non esorbitanti. La soluzione? Condividere l'appartamento con altre persone. Possono bastare 500 dollari al mese per affittare una stanza a New York. Molti americani, non solo studenti, ma anche trentenni e quarantenni, fanno questa scelta. Le regole sono quelle valide in ogni città del mondo: si vive con un salotto in comune e con rigidi orari per l'utilizzo del bagno. Anche per il tempo libero a buon mercato vale la pena seguire i consigli di questi siti specializzati: locali che dopo una certa ora servono drink con buffet a prezzi scontati, concerti gratuiti organizzati all'interno dei parchi. Tanti poi i suggerimenti legati alla socializzazione, per vivere a pieno la realtà di una città che può offrire tanto. New York, infatti, è una città dura e alienante, ma piena di persone che stanno tentando di realizzare un sogno. Noi che l'America l'abbiamo scoperta, con Colombo, e l'ab biamo pure battezzata, con Vespucci, non smettiamo di sognarla come Altrove mitico. Facendo però come John Fante che, pure nelle strade scintillanti di Los Angeles, tra donne e milionari, continuava a sentirsi profondamente un abruzzese. Ha collaborato Monica Giambersio Fine di sex and the city Troppi stupri: New York “vieta” le minigonne tro. È stato però al ritorno in Italia che ho riscoperto la musica del Sud, delle origini, il richiamo della Grande Madre». Quando la lontananza ti aiuta a ritrovare il valore di ciò che hai perso... Come ha fatto una coppia di ex studenti bocconiani, Alessandro Radice e Nadia Tadè, scommettendo tutto sui sapori della tavola nostrana. Solo un mese fa hanno aperto un ristorante-pasticceria nel centro di New York, chiamato “Dolce Vizio”: piatto forte, il tiramisu (per gli americani, pick me up). Il progetto ha fatto deliziare critici gastronomici e comuni assaggiatori, estasiati dall'idea che non tutto finisca con la pizza. Vagante e stravagante è poi il gruppo dei trentini “matti”, psichiatri professionisti che hanno attraversato gli Usa coast to coast per comprendere il modo americano di affrontare la pazzia. Un po' Kerouac, un po' Freud, viaggiando con il lettino della psicoanalisi. I più geniali, però, sono quelli che si affidano alla fortuna. VinBELLEZZA YANKEE La classica pin-up americana, simbolo del sogno Usa e di una vita più facile dall'altra parte dell'Atlantico Olycom ::: ANTONIO SANFRANCESCO All'inizio ci hanno provato con la campagna Brooklyn Bike Patrol: centinaia di volontari ogni notte ad accompagnare le ragazze dalla metropolitana a casa per evitare aggressioni di stupratori. Non ha funzionato, sembra. Da marzo a oggi, infatti, sono stati numerosi i casi di molestie sessuali avvenuti a Park Slope, quartiere di Brooklyn, a New York. Con i colpevoli di dieci stupri ancora non identificati, la polizia ha lanciato un appello che si riassume così: «Evitate di indossare gonne troppo corte se non volete essere stuprate». Il consiglio, ovviamente, non è piaciuto affatto alle femministe della zona. «Ci sono state diverse segnalazioni che confermano che le donne violentate vestivano gonne corte», ha dichiarato Jessica Silk, presidente dell'associazione Safe Slope al Wall Street Journal, «tuttavia il messaggio che la polizia dovrebbe diffondere non è quello di invitare le donne a non mettere più abiti corti». Più di una ragazza ha raccontato di essere stata fermata da un agente e redarguita perché vestita in modo troppo succinto. Dal Dipartimento però negano di aver mai detto di dare consigli del genere: «Gli agenti non hanno il compito di dire alle ragazze come vestirsi», ha spiegato il commissario Paul Browne, «dato ci sono già tante serie tv che lo fanno. Hanno solo rilevato che la maggior parte degli attacchi sono stati portati contro donne in gonna».
35Domenica 2 ottobre 2011SPETTACOLI TV I CONSIGLI DELLA GIORNATA a cura di Giorgio Carbone Sky Tg24 ore 11.35 L'intervista Marina Grossi, moglie di Pier Francesco Guarguaglini e a.d. di Selex, è ospite di Maria Latella. Tema dell'incontro, l'inchiesta giudiziaria sugli appalti Enav e i rapporti fra politica e affari. Studio Universal ore 21.15 L'impero del sole 1942. I giapponesi espugnano Singapore. Americani e inglesi finiscono in campo di prigionia. La guerra vista da un bambino, come un'emo zionante avventura. Spielberg d'annata. Cinema 1 ore 21.10 The village Una piccola comunità vive separata dal resto del mondo da una foresta, dove, dicono, mostri maligni sono in agguato. Uno dei “mystery” più ingegnosi di Night Shyamalan (“Sesto senso”) Cinema family ore 21 Miracle Il miracolo è quello della nazionale di hockey americana che negli anni 80 alle Olimpiadi di Lake Placid riuscì a battere l'imbattibile team russo. Buon prodotto disneyano. CANALI PREMIUM DIGITALE TERRESTRE I FILM LO SPORT TELEFILM SHOW E DOCUMENTARI RAGAZZI C Cult CN Cartoon Network D Discovery Channel HD ES Eurosport HD DY Disney Channel F - FR Fox HD - Fox Retro FC Fox Crime HD FL Fox Life MGM Metro Goldwyn Mayer NCK Nickelodeon NGC National Geographic HD SC1 Sky Cinema 1 HD SCC Sky Cinema Comedy HD SCF Sky Cinema Family HD SCH Sky Cinema Hits HD SCM Sky Cinema Max HD SCP Sky Cinema Passion HD SP1 Sky Sport 1 HD SP2-3 Sky Sport 2-3 HD SKU Sky Uno THC The History Channel LEGENDA HD Canale disponibile anche in alta definizione 6.45 Rugby, World Cup 2011 Gruppo D Galles - Fiji (Diretta) SP2 7.30 Rubrica sportiva ATP Weekly Magazine Show SP3 8.55 Automobilismo, Trofeo 500 Abarth 2011 Mugello (Italia): Gara 1 (Diretta) SP3 9.00 Studio Mondiale Rugby 2011 (Diretta) SP2 9.15 Rugby, World Cup 2011 Gruppo C Irlanda - Italia (Diretta) SP2 10.00 Biliardo, Snooker Players Tour Championship 2011/2012 Da Varsavia Giorno 3 (Diretta) ES 11.15 Rubrica sportiva Studio Mondiale Rugby 2011 (Diretta) SP2 11.30 Sky Calcio Prepartita (Dir) SP1 11.45 Mondiale Superbike 2011 GP Francia: Superpole Round 12 (Highlights) ES 12.00 Mondiale Superbike 2011 GP Francia: Gara 1 - (Diretta) ES 12.25 Calcio, Serie A 2011/12 6a giornata Novara - Catania (Dir.) SP1 13.00 Mondiale Supersport 2011 Magny Cours (Francia) (Diretta) ES 13.30 Golf, PGA European Tour 2011 Alfred Dunhill Links Champ.: 4a giornata (Diretta) SP2 13.55 Campionato DTM 2011 Valencia (Spagna) (Diretta) SP3 14.15 Automobilismo, Auto GP 2011 Mugello: Gara 1 (Diretta) ES 14.30 Sky Calcio Postpartita (Dir.) SP1 14.45 Automobilismo, Auto GP 2011 Mugello: Gara 2 (Diretta) ES 15.00 SKY in Campo (Diretta) SP1 15.30 Mondiale Superbike 2011 GP Francia: Gara 2 - Round 12, da Magny Cours (Diretta) ES 15.35 Automobilismo, Trofeo 500 Abarth 2011 Mugello: Gara 2 (Diretta) SP3 16.30 Biliardo, Snooker Players Tour Championship 2011/2012 Da Varsavia Giorno 3 (Diretta) ES 16.55 Calcio, Premier League 2011/12 7a giornata Tottenham Hotspur - Arsenal (Diretta) SP3 19.00 Rubrica sportiva Sky Calcio Show Countdown (Diretta) SP1 20.00 Biliardo, Snooker Players Tour Championship 2011/2012 Da Varsavia Giorno 3 (Diretta) ES 20.40 Calcio, Serie A 2011/2012 Posticipo 6a giornata Juventus - Milan (Diretta) SP1 21.00 Automobilismo, IndyCar 2011 Kentucky Indy 300 (Dir.) SP2 21.55 Calcio, Liga 2011/2012 7a giornata Espanyol Real Madrid (Diretta) SP3 23.30 Terzo Tempo, in onda con noi (Diretta) SP1 0.00 Rubrica sportiva Euro Calcio Show (Diretta) SP3 21.15 Prima tv Due uomini e mezzo "Amore segreto" "Il barbecue" 22.10 Prima tv Mike & Molly "Le gambe lisce di Peggy" "L'inizio del campionato" 23.05 Fringe "Immortalità" 23.55 Smallville "Il faro" 0.45 Enterprise "La taglia" 19.55 La tata “L'idraulico di famiglia” FR 20.05 Numb3rs “La terra dei sogni” FC 20.10 Buona fortuna Charlie! DY 20.25 La tata “Passione e tonsille” FR 20.30 Hot in Cleveland “Confessioni” FL 20.35 A tutto ritmo DY 21.00 C.S.I. Miami “Fuga dalla tomba” FC 21.00 Top Secret “Ricatto dei superstiti” FR 21.50 C.S.I. Miami “Sangue nell'acqua” FC 21.55 Kitchen Confidential “La rapina” FL 21.55 Il tenente Colombo “Che fine ha fatto la signora Colombo?” FR 22.25 Kitchen Confidential - Cuochi a New York “Il tonno pinna gialla” FL 22.30 Victorious NCK 22.35 Life Bites DY 22.45 C.S.I. Miami “La preda” FC 22.45 Falling Skies “L'ammutinamento” F 22.55 Medium “Chi è quella ragazza” FL 23.00 Cybergirl DY 23.00 Spartacus - Gli Dei dell'arena “Libertà amara” SKU 23.00 Drake & Josh NCK 23.25 Fiore e Tinelli “Halloween” DY 19.10 Gli eroi del ghiaccio - Himalaya “Senza fiato” THC 19.15 Hell's Kitchen USA SKU 20.00 Dr. Botox “Feedback Hurts” FL 20.00 Mega: Fabbriche “Lego” NGC 20.00 Come funziona? “Tatuaggi - carrello per pallet fotocamera digitale” D 20.05 Hell's Kitchen USA SKU 20.05 Affari di famiglia “Una reliquia sacra” THC 20.30 Come funziona? “Pneumatici - balsamo per capelli e spazzolini elettrici” D 20.35 Affari di famiglia “Armi nascoste” THC 20.55 L'alba del giorno dopo “Il mondo senza petrolio” NGC 21.00 Sex Education Show “Quarta puntata” FL 21.00 12 settembre, anno zero, giorno 1 “A dieci anni dall'attentato” THC 21.35 Famiglia Extralarge SKU 21.55 Tabù “Dipendenza da sesso”NGC 22.45 Cannibal Superstar “Issei Sagawa” THC 22.50 L'ebraismo mistico “Il Chassidismo” NGC 23.00 Come è Fatto D 23.30 Come è Fatto D 23.45 A caccia di misteri “Atlantide” THC 17.20 I Simpson “Corri Homer corri” F 17.45 Leone il cane fifone CN 17.50 Bob's Burgers “Buon compleanno Tina” F 18.35 Ben 10: Ultimate Alien CN 19.10 I Griffin “Se non son matti...” F 19.25 Sym-bionic Titan CN 19.40 I Griffin “La vita è uno swing” F 19.50 Leone il cane fifone CN 20.00 Spongebob NCK 20.05 I Simpson “Mamma Simpson” F 20.15 Lo straordinario mondo di Gumball CN 20.30 I Simpson “L'ultimo sfavillio di Telespalla Bob” F 20.30 I pinguini di Madagascar NCK 21.00 I Simpson “Le allegre comari di Rossor” F 21.00 Spongebob NCK 21.10 Adventure Time CN 21.25 Prima tv Bob's Burgers “Bed&Breakfast” F 21.25 Spongebob NCK 21.35 Generator Rex CN 21.50 Prima tv The Cleveland Show “Matrimonio a Las Vegas” F 21.50 Due fantagenitori NCK 22.00 Wakfu CN 22.10 Due fantagenitori NCK 22.20 I Griffin “Peter si è fatto un nuovo amico” F 22.25 Hero 108 CN 23.15 Titeuf CN 17.30 Il padre della sposa Con Steve Martin SCF 17.30 Mela e Tequila - Una pazza storia d'amore con sorpresa Con Matthew Perry SCC 17.45 Le mie grosse grasse vacanze greche Con Nia Vardalos SCH 18.50 L'Albatross Con Jeff Bridges C 19.00 Castaway, la ragazza Venerdì Con Oliver Reed MGM 19.10 Largo Winch Con Tomer Sisley SCM 19.10 Un amore a 5 stelle Con Jennifer Lopez SCP 19.15 Takers Con Matt Dillon SC1 19.20 Flicka 2 - Amici per sempre Con Patrick Warburton SCF 19.25 Il pesce innamorato Con Paolo Hendel SCC 19.25 Defendor Con Woody Harrelson SCH 21.00 Per sempre amici Con Elon Gold MGM 21.00 Miracle Con Kurt Russell SCF 21.00 Un povero ricco Con Renato Pozzetto SCC 21.00 La città verrà distrutta all'alba Con Timothy Olyphant SCM 21.00 Prima tv Adam Con Hugh Dancy SCP 21.00 Il diario di Aurélie Laflamme Con Rose Adam DY 21.00 Prima tv Sunset Limited Con Samuel L. Jackson C 21.10 Alice in Wonderland Con Mia Wasikowska SCH 21.10 The Village Con Joaquin Phoenix SC1 22.35 Quel giorno a Rio Con Michael Caine MGM 22.40 Il funerale è servito Con Keith David SCC 22.40 Ondine - Il segreto del mare Con Colin Farrell C 22.45 In Good Company Con Dennis Quaid SCP 23.05 La collina dell'amore Con Kate Rodger SCM 23.05 Notorious B.I.G. Con Jamal Woolard SCH 23.05 John Q. Con Denzel Washington SC1 23.20 Il mio amico vampiro Con Jonathan Lipnicki SCF 23.40 Rapimento & riscatto Prima puntata: Coleonema album Con Trevor Eve FC 0.15 Una lama nel buio Con Jessica Tandy MGM 0.25 Il ventaglio bianco Con Jackie Chan C 17.25 Chaos (Azione, 2005) con Jason Statham, Ryan Phillippe. Regia di Tony Giglio. 19.20 Fast & Furious - Solo parti originali (Azione, 2009) con Vin Diesel, Paul Walker. Regia di Justin Lin. 21.15 Prima tv La donna della mia vita (Commedia, 2010) con Luca Argentero, Alessandro Gassman. Regia di Luca Lucini. 23.00 Death Race (Azione, 2008) con Jason Statham, Joan Allen. Regia di Paul W.S. Anderson. 18.35 Outsourced "Verso l'India" "Tutte le donne di Manmeet" 19.20 Ultra 2011 "Outsourced - da Kansas city a Mumbai" 19.35 Dr. House - Medical Division "Rimorso" con Hugh Laurie 20.20 Rescue Special Operations "Colpi bassi" con Daniel Amalm 21.15 Parenthood "Acque profonde" "Piccoli Braverman crescono" 22.45 Ultra "Parenthood - chi gioca in prima base?" 23.05 Linea d'ombra "Dal passamontagna alla cravatta" 23.15 Inside Man (Thriller, 2006) con Denzel Washington, Clive Owen. Regia di Spike Lee. 1.30 Outsourced "Verso l'India" "Tutte le donne di Manmeet" 17.10 Gossip Girl "Juliet non abita più qui" "Le streghe di Bushwick" 18.50 Gossip Girl "Angoscia" "Fuori città" "I ragazzi stanno bene" con Blake Lively 21.15 Harry's Law "Uomo innocente" 22.05 Rizzoli & Isles "Stupratore seriale (Sailor Man)" con Angie Harmon 22.55 Better with you "Meglio con un ballo" "Meglio con qualche lacrima" con Joanna Garcia 23.55 United States of Tara "Incidente ferroviario" con Toni Collette 0.25 Hard "Stagione 2: quarto episodio". Con Natacha Lindinger, Francois Vincentelli Joi Steel Mya Studio Universal Premium Cinema Premium Calcio 3 Premium Calcio 2 Premium Calcio 1 Premium Calcio 12.30 Calcio, Serie A 2011/2012 6a giornata Novara - Catania (Dir.) 15.00 Calcio, Diretta Premium Serie a 2011/2012 (Diretta) 17.00 Serie A Live 19.25 Serie A Highlights 19.50 Serie A Live 20.45 Calcio, Serie A Posticipo 6a giornata Juventus - Milan (Dir.) 22.40 Serie A Live 15.00 Calcio, Serie A 2011/2012 6a giornata Fiorentina - Lazio (Dir.) 15.00 Calcio, Serie A 2011/2012 6a giornata Palermo - Siena (Dir.) 15.00 Calcio, Serie A 2011/2012 6a giornata Parma - Genoa (Diretta) 14.30 Happy, Texas (Commedia, 1999) con Steve Zahn, Jeremy Northam. Regia di Mark Illsley. 16.25 Kansas City (Poliziesco, 1996) con Jennifer Jason Leigh. Regia di Robert Altman. 18.30 I sublimi segreti delle Ya-Ya Sisters (Commedia, 2002) con Sandra Bullock, Ellen Burstyn. Regia di Callie Khouri. 20.45 Inside the Actors Studio "Halle Barry - prima parte" 21.15 L'impero del sole (Drammatico, 1987) con Christian Bale, John Malkovich. Regia di Steven Spielberg. 0.00 Un mercoledì da leoni (Dram., 1978) con Gary Busey, William Katt. Regia di John Milius. Premium Calcio 4 15.00 Calcio, Serie A 2011/2012 6a giornata Udinese - Bologna (D)
39Domenica 2 ottobre 2011SPORT @ commenta su www.libero-news.it PAPÀ GRAZIANO «Valentino resterà alla Ducati» Oggi gara in Giappone, per Rossi (7°) ancora guai. Ma il padre: «Moto nuova negli ultimi due Gp» Europeo di pallavolo Azzurre irriconoscibili: ko 3-0 In finale ci va la Germania ::: FABIO RUBINI BELGRADO Mamma mia che sberle! Contro la Germania del modenese Guidetti l'Italvolley rosa non la vede proprio mai. Un 3-0 che non ammette discussioni e che toglie all'Italia la gioia della quarta finale consecutiva agli Europei. Male in ricezione e troppe giocatrici non pervenute nel momento che conta: su tutte Carolina Costagrande, letteralmente schiacciata dalla pressione e Francesca Piccinini, inspiegabilmente assente (lei che tra club e nazionale ha vinto praticamente tutto) nel giorno del grande appuntamento con la storia. Poi, punto dopo punto, anche le altre sono naufragate. Ad ogni modo quest'oggi le azzurre si giocano il bronzo (sarebbe la quarta medaglia consecutiva) che vale la qualificazione alla Coppa del Mondo che qualifica per le Olimpiadi di Londra. Solo colpe dell'Italia? Certo che no. La Germania, va pur detto, ha fatto la partita perfetta, confermando l'ormai raggiunta maturità di tutto il movimento nazionale. La Grün è stata incontenibile, la Kozuk ha giocato la partita della vita e non ha sbagliato un pallone che sia uno. Ma il vero merito della Germania è stato quello di non scendere mai di concentrazione. Contro l'Italia vista fin qui agli Europei era l'unica tattica possibile. Guidetti (ex ct azzurro) lo sapeva e lo ha ben spiegato alle sue ragazze che nell'arco dei tre set si sono concesse solo pochi minuti di svago. La gara. Nel primo set la Germania scappa subito 6-2, l'Italia prova a ricucire e con uno dei pochi guizzi della Costagrande si riporta sotto 9-8. Il 14-14 della Del Core illude l'Italia, ma dal 21-20 al 25-21 è un monologo tedesco chiuso con una brutta ricezione della Piccinini. Il secondo set pare la fotocopia del primo con il primo punto regalato alla Germania da una brutta ricezione della Leonardi, non fosse che dopo il break iniziale delle tedesche (3-0) l'Italia viene sempre tenuta a distanza e solo nel finale, quando con l'ingresso della Ortolani e un errore della Kuzuk rimonta fino al 23-22, le azzurre provano a mettere pressione alle tedesche. Troppo poco, soprattutto perché nel momento decisivo la Piccinini si scioglie ancora una volta e risbaglia in ricezione consegnando il set alle avversarie. Nell'ultima frazione di gioco la Ortolani regala l'1-0 all'Italia che poi scappa fino al 4-2, ma è solo un'illusione: la Germania ricuce sul 5-5, l'Italia riscappa con la Righetti (8-6). Guidetti chiama time out e al rientro in campo le tedesche hanno il sangue agli occhi. Un muro sulla Gioli (brutta alzata della Lo Bianco) regala il pari alla Germania (11-11) che poi mette la freccia con un altro muro, questa volta sulla Del Core. A questo punto l'Italia si perde, la Lo Bianco fa scelte discutibili e chi attacca non è da meno. Così la Germania scappa fino al 16-22. Chiude i giochi la migliore in campo: Angelina Grün che mette a terra il punto del 25-17 che vale, per la prima volta nellastoriadel volleytedesco,una finale europea. Francesca Piccinini Ap ::: VANNI ZAGNOLI Oggi a Motegi, in Giappone, mentre la terra trema ancora dando ragione a chi aveva espresso dubbi sull'opportunità di confermare il Gran Premio, va in scena la quartultima prova del Mondiale 2012, la peggiore stagione sulle 16 nella carriera di Valentino Rossi: nessuna vittoria, né pole, un solo podio in Francia. E mentre Casey Stoner vola strappando la decima pole su 15, mettendosi dietro Lorenzo con un giro monstre e ipotecando il titolo, il Dottore partirà settimo, staccato di un 1.200 millesimi dall'hondista. Graziano Rossi però è ottimista: «Per le ultime due gare dovrebbe arrivare la nuova ciclistica, Valentino l'ha provata a Jerez, con quella moto completamente nuova il futuro comincia a metà mese». Nel 2012 le cilindrate saliranno a 1000. «Il mezzo sarà completamente diverso, come Yamaha e Honda, il telaio normale, senza motore portante. Non ci aspettavamo che Ducati e lui vivessero un periodo così lungo senza risultati». Com'è stato possibile? «Mio figlio ha uno stile di guida unico, la moto ha caratteristiche tecniche particolari. Non si sono messi d'accordo, come un bel matrimonio solo teorico». Fossimo nel calcio, il progettista Filippo Preziosi sarebbe esonerato. «Non è un allenatore qualsiasi, è l'unico tecnico non giapponese che abbia messo in grave difficoltà i nipponici. Con risorse economiche e umane molto inferiori ai concorrenti. Un genio». Forse è andato oltre? «Date le caratteristiche di Valentino, non ha pagato la scelta del motore portante. Una volta la Honda fece un motore a 4 tempi, quando tutti erano con 2, e non vinse. Peraltro era un progetto meraviglioso, tecnologia venduta a lungo». Il Dottore ha un biennale, poi andrà via? «No, spero resti anche oltre la scadenza». Da marzo ha mai avuto un momento di sconforto? Si è mai messo a piangere? «Lo sgomento è molto elevato, ma stabile, senza momenti di scoppio. Ha lavorato seriamente, soffre da matti evitando le escandescenze». Arrivasse almeno un secondo posto, lo appagherebbe? «Non conta la posizione, ma la ritrovata competitivà. Persino un quarto, ma giocandosela per il primato, significherebbe ritrovata competitività». Pareva che la fidanzata Marwa fosse incinta. Si sposeranno? «È prematuro, però il legame funziona». Per anni abitava a Londra, adesso? «Da un paio è tornato a Tavullia, a 5 chilometri da casa mia». A 32 anni, ha mai espresso la volontà di ritirarsi? «No, i suoi fan possono stare tranquilli». Graziano e Valentino Rossi. Alle 14 in replica il Gp di Motegi Oly
31Domenica 2 ottobre 2011CULTURA @ commenta su www.libero-news.it ::: La replica Io credo nel dialogo, ma l'Occidente è sordo di KHALED FOUAD ALLAM Non so se Oriana Fallaci mi considerasse «l'unico islamico buono»; so solo che lei mi ha cercato e ancor oggi gliene sono grato, e ho dedicato un capitolo del mio libro L'Islam spiegato ai leghisti al ricordo di quel dialogo. Un dialogo appena iniziato, ma significativo di un bisogno radicato nell'essere umano, quello del confronto, anche se si è distanti anni luce, anche se ci trova nel pericolo e nell'ango scia. Conosco bene le gravi carenze dell'islam dinanzi alla modernità nei suoi aspetti sociali, culturali e giuridici. So bene anche che spesso l'islam si nasconde dinanzi a tutto ciò, invocando la fantasmagoria di una modernità alternativa a quella occidentale: ad esempio nell'equazione tra Ibn Khaldun e Montesquieu, nell'affer mazione che gli arabi hanno inventato la scienza ecc.. Proteggendosi con lo scudo del loro passato, quei musulmani rifiutano il futuro. Ma questo atteggiamento è dovuto all'islam in quanto tale o a una parte dei musulmani in quanto persone? Io penso che siano le scelte degli esseri umani a portare al progresso oppure alla regressione. Il dialogo, per quanto riguarda l'islam, è oggi urgente. E non ritengo, come Andrea Morigi, che si tratti di aspettare secoli. In tutte le religioni, i testi religiosi sono ciò che sono; è la cultura, prodotto degli esseri umani, che consente di cambiare - di migliorare - la condizione degli esseri umani e delle società. Io credo nel dialogo e ho dinanzi un esempio, nella storia stessa d'Europa. Se consideriamo quali fossero i rapporti tra Francia e Germania all'inizio del secolo scorso - analizzando ad esempio le affermazioni contenute nei libri di storia scolastici degli anni '20, sia in Francia che in Germania, con i loro stereotipi e i giudizi ingiuriosi da ambedue le parti - e se li confrontiamo con quelli che sono oggi i rapporti tra i due Paesi, scopriamo come tutto sia cambiato. È un esempio che ci aiuta a nutrire speranza. Ma a quel cambiamento si è giunti perché, tra francesi e tedeschi, si è creata una cultura del dialogo, dando visibilità a chi insisteva per il cambiamento. Oggi l'Occidente tende invece a non prestare ascolto a coloro che si battono per un'autentica democrazia in tutti i Paesi del mondo e per un'autentica eguaglianza dei diritti tra gli esseri umani. Un libro non può contenere una risposta definitiva, ma può essere il tentativo di aprire un varco e di contribuire a uscire dalla crisi attuale, dal disastro dei rapporti tra islam e Occidente; e quando parliamo di Occidente dovremmo pensare che ci sono anche dei musulmani occidentali, che vivono in Occidente, che sono cittadini dei Paesi occidentali e che sono anch'essi soggetti di questa storia. Khaled Fouad Allam, celebre intellettuale islamico stimato anche da Oriana Fallaci che intendeva dialogare con lui, risponde alla recensione che Andrea Morigi ha dedicato nei giorni scorsi al suo nuovo libro, L'Islam spiegato ai leghisti (Piemme, pp. 184, euro 15,50). Le «magiche pillole» del Duce per avere successo con le donne Un libro di Roberto Olla uscito a Londra (e pieno di pregiudizi) svela una notizia sul capo del fascismo: faceva uso di un farmaco afrodisiaco per soddisfare le sue amanti (...) mitico tombeur de femmes, era costretto a prendere una specie di Viagra per “tenersi duro”. Il libro si chiama Mussolini and his Women (Mussolini e le sue donne) e la sua tesi politicamente corretta in puro stile Rai è la seguente: le donne dominavano il Duce, non solo a letto ma anche in politica. E così, l'autore tira fuori dal cilindro la disfunzione erettile del dittatore e il suo uso disperato di uno stimolante sessuale come prova regina. Prodotta da una ditta, tedesca questa pillola blu degli anni neri si chiamava Hormovin e conteneva due principali sostanze attive, la Muira puama e l'Yohimbine idrocloridrato. La Muira puama (Ptychopetalum olacoides) è un arbusto brasiliano che si trova nelle foreste dell'Amazzonia, dal quale gli indigeni, che lo chiamano «legno potente», fabbricano un'infusione dalla corteccia e delle radici che poi viene applicata al pene e testicoli. L'Yohimbine idro-cloridrato, invece, è un alcaloide proveniente da diversi alberi esotici fra cui la Rauwolfia serpentina (radice di serpente indiana). La sua corteccia è un ben noto afrodisiaco. La testimonianza La fonte della notizia è un libro scritto da Cesare Rossi, Mussolini com'era, pubblicato nel 1947. Rossi fu fra i fondatori del fascismo e uno dei più fidati collaboratori di Mussolini. Ma dopo l'omi cidio del deputato socialista Giacomo Matteotti, nel 1924, criticò pubblicamente Mussolini ritenendolo personalmente responsabile del delitto. Nel 1928, tornato dall'esilio in Francia, fu condannato a 30 anni di carcere. Nel suo libro, scritto alla fine della Seconda guerra mondiale mentre era ancora imprigionato a Regina Coeli, Rossi racconta che cosa hanno trovato i carabinieri nella casa romana dell'amante del Duce, Claretta Petacci, il 26 luglio 1943 - il giorno dopo l'arresto di Mussolini. Scrive che «assieme a pacchi di lettere d'amore da “Ben”(...) furono trovati tanti tubetti di pastiglie Hormovir (sic). Il padre di Clara un famoso e intraprendente medico - si era messo a trovare un modo di far crescere la virilità dell'amante eccezionale di sua figlia». Uno bene informato Chiaramente, Rossi non aveva assistito personalmente alla scena perché fra l'altro si trovava in carcere, ma cita correttamente il nome dell'ufficiale dei carabinieri che aveva arrestato Mussolini e che poi ha avuto l'incarico di perquisire la villa dei Petacci, la Camilluccia. Quindi, era ben informato su come sono andate le cose. Poi però Olla della Rai deve aggiungere le sue osservazioni e ci trasporta alla velocità di un neutrino del Cern su un altro pianeta. Eccolo: «Sulla soglia dei suoi sessant'anni Mussolini aveva bisogno di sfruttare ad oltranza quello che gli rimaneva del suo potenziale fisico, e quelle pastiglie afrodisiache (...) gli permettevano di farlo. Con l'Hormovin, come con il Viagra oggi, era possibile riacquistare e senza sforzi (...) la propria potenza sessuale - e non solo sessuale poiché questa esaltava il potere di Mussolini in generale (...). Qualsiasi altro uomo avrebbe accolto l'Hormovin come una semplice “scoperta”, una specie di gioco (...). Ma per l'uomo che inventò il fascismo, prendere quelle pastiglie fu un atto politico: aiutavano a prolungare il mito del Duce al di là dei suoi limiti naturali e perciò facevano parte della tragedia nella quale è caduto il Paese». Ma dai, compagno, su! Che Dio ci salvi dai giornalisti Rai! L'unico motivo per cui ho letto l'opera di Olla è perché la devo recensire per una rivista inglese The Literary Review. La cosa strana, ho notato subito, è che viene pubblicata solo in inglese. Come mai? Di solito, qualsiasi libro viene pubblicato prima nella lingua dell'autore e poi si vede. Forse la sua tesi (il dittatore maschilista pilotato dalle donne) era troppo assurda persino per le case editrici di sinistra qui in Italia. Come scrivo nella mia biografia (Mussolini, Le Lettere), Mussolini fu popolare tra le donne come lo era fra gli uomini, anzi, ancora di più. Cito quello che ha scritto Clementine, moglie di Winston Churchill, dopo il suo incontro con il Duce nel 1926: «Fa estremamente colpo (...) ha un sorriso affascinante e i più splendidi e penetranti occhi marrone dorato che si possono vedere ma che non si riesce guardare». E Carlo Emilio Gadda (un avversario) che scrisse nel suo Eros e Priapo (1967) del Duce: «Giunse a far credere a codeste osannanti di essere lui il solo genitale-eretto disponibile sulla piazza (...) le più pazze, le più prese dalla imago, non bisognavano marito, né ganzo, né drudo (...). Gli bastava immaginare il kuce nell'atto di salvar la Patria per sentirsi salvate e pregne anche loro in compagnia della Patria. Una di codeste pazze riuscì a fare un figlio: col ritratto del kuce». La vera influenza E l'inviato di The Daily Mail George Ward Price scriveva nel 1937 della «schiacciante maggioranza» degli italiani che appoggiava «entusiasticamente» Mussolini «come risulta da qualsiasi prova a cui si può sottoporlo». Dal punto di visto politico insomma non contavano la vere performance sessuali di Mussolini, ma piuttosto come venivano percepite. E non contavano, come pretende Olla, le donne. L'unica a pilotare Mussolini era la sua amante ebrea Margherita Sarfatti - ma solo prima del 1922 e non dopo. Durante il Ventennio fascista, dopo tutto, mica c'erano una magistratura e una stampa possedute dall'osses sione di spiare la vita privata del leader del Paese per sputtanarlo. VIAGRA NERO TORO SCATENATO Il Duce in posa maschia Olycom scioglie. La Sonata vaga attorno all'armonia tetrissima del si bemolle minore. E svolta su questo baratro spettrale capace di riflettere, come luna dell'universo umano, la luce irradiata dal genio del Polacco su ciò che solo lui ha visto dentro noi: quel cantuccio isolato ma supremo del quale niente arriverebbe, senza quest'intendimento, all'anima nostra e al cuore. La prima nota del suo Trio (un fa mai stato così consolatorio seppur triste) scuote il pianto sofferente come il tocco di una mano amata quando arrivi all'istante nel quale il nostro patimento la pretende. E il suo accompagnamento somiglia alla culla di un angelo che prenda l'emozione e la rinfranchi. Seduto all'obitorio di Celano mi appare chiaro che l'addio riporti tutto a gesti minimi, parole appena appena sussurrate e sguardi, soprattutto sguardi. Occhi che incrociano e mai s'infrangono contro il tuo dolore, ma sempre invece vanno ad alleviarlo. Allo stesso modo stanno gli sforzati laceranti di Chopin dentro la melodia che sgorga dal suo abissale volo sulle profondità infinite di quel Nulla capace di riempire il mondo dentro noi. Si creda o no nell'aldilà, qualcosa continua a veleggiare in compagnia di chi rimane. E niente come queste note la cattura. Chopin è sì devoto al suo strumento che delle note e del loro suono è padrone al punto di calibrarne l'uso lancinante anche ad altezze apparentemente incongrue eppure trafiggenti come lame. Il pendolo, infine, degli accordi di sinistra sotto il si bemolle ripetuto all'ossessione dell'inizio fa ritmo al ricordo di un respiro all'apparenza spento. E invece ravvivato, lì e così, a rimediare alla pena che più schianti. NAZZARENO CARUSI ::: segue dalla prima NICHOLAS FARRELL .
9Domenica 2 ottobre 2011PRIMO PIANO @ commenta su www.libero-news.it Mezzo Pdl vuol andare subito al voto Albertini chiede una svolta etica: «Chi ha processi in corso si dimetta». Formigoni accelera sul cambiamento: «Avanti con congressi e primarie». Ma Alfano stoppa le critiche: «Sarà Silvio a decidere se candidarsi, intanto lo supportiamo» ASSENZA GIUSTIFICATA «Già ad agosto il premier ci aveva avvertito che non sarebbe venuto. Vuole che iniziamo a camminare con le nostre gambe» il futuro del centrodestra (...) vorrebbero cambiare – sbotta la pasionaria azzurra – pure quei traditori che tramano per cacciare il capofamiglia», mentre «la materia va bene così com'è». «Nient'affatto – le risponde il governatore – va cambiato proprio il materiale (la plastica, ovvio), anzi è una decisione che il partito ha già preso... in attesa delle primarie». Ora, cosa si nasconda dietro la plastica è facile immaginarlo, il capo del governo e la voglia di votare subito, ma il fatto è che, fuor di metafora, non sono stati pochi gli interventi dei pesi massimi del Pdl che hanno messo in discussione Berlusconi. Che dire di Albertini. «Non sarò certo io l'asino a dare l'ultimo calcio al leone ferito nell'arena», spiegava l'ex sindaco di Milano nei corridoi a un cronista che lo incalzava. L'ultimo no, ma prima qualche colpo l'aveva assestato. Per esempio quando ha chiarito che: «La meritocrazia non è essere una bella ragazza, o meglio se devi fare l'attrice o streaptease va bene, ma se devi fare il ministro...». Oppure che sarebbe necessario prevedere un codice etico perché «membri del governo e dirigenti del partito che hanno vicende processuali è giusto che si dimettano…poi sarà da decidere con quali reati e a quale livello se al rinvio a giudizio o in fasi diverse». Oppure di Podestà, sì proprio l'ex fedelissimo presidente della Provincia, che con toni più sfumati parla della necessità di recuperare «l'etica dei comportamenti perché è la gente che ce lo chiede, perché abbiamo perso gran parte del contatto con il nostro elettorato». Insomma i maldipancia crescono e l'impres sione, neanche tanto sotto traccia, è che ci sia una parte del Pdl pronta a immolarsi per il Cavaliere («Ieri non c'era per dare spazio ad Alfano», precisano i suoi), e un'altra che invece non vede l'ora di cambiare “il materiale” e presentarsi alle urne. Ma, non potrebbe essere diversamente, sono proprio le donne a venire in soccorso del premier. I discorsi di Santanchè, Gelmini e Brambilla avevano un'unica traccia, la difesa di Silvio. «Perché spiegava il ministro della Giustizia - se noi dimenticassimo l'attacco senza precedenti dei giudici al premier faremmo un grave errore». Le donne più uno, Alfano. Che quasi a creare un filo conduttore con la Gelmini ha spiegato alla platea che «con ogni probabilità qui non c'è nessuno che potrebbe dire aver ricevuto negli ultimi 16 anni aiuti da Berlusconi». Beh, è arrivato il momento di restituire. «Serve una squadra che lo aiuti e chi non è disponibile lo dica subito». Insomma, «è il momento di restituire gratitudine e questo è il presupposto etico che poi troverà una declinazione politica, ma sarà Berlusconi a decidere se candidarsi o no, noi intanto lo supportiamo». Più chiaro di così. Anche perché il neosegretario alla vittoria al prossimo turno ci crede, eccome. Attacca i comunisti, se la prende con la sinistra e dice di non aver paura di nessuna legge elettorale: «Occorre restituire ai cittadini il diritto di indicare il proprio parlamentare, ma mantenendo la possibilità di sapere in anticipo chi è il premier». E fissa le parole chiave per il futuro: «Merito, responsabilità e passione». La passione, certo perché «se non ci credono gli eletti, non ci credono gli elettori». Punta alla stagione congressuale («si aprirà ai primi di dicembri») per selezionare una classe dirigente «senza padroni e contro i padrini». «Contro i padroni delle tessere», perché «chi ha la tessera non può delegare nessuno» a esprimere preferenze. E lancia un messaggio a camorristi e 'ndranghetisti d'esportazione: «Ogni loro tessera e voto al Pdl sarà usato per fare leggi contro la mafia». Si può vincere, dunque. Gli azzurri hanno perso consensi, e questo è un fatto, ma il travaso di voti non c'è stato. E allora? Quello che deve fare il Pdl è rivolgersi a quel «40% di persone che oggi non sanno chi scegliere». Processo di simbiosi Angelino sul palco fa un discorso stile Cav «…Perché quando è caduto il muro di Berlino loro (i comunisti italiani, ovviamente) l'hanno scoperto facendo zapping davanti alla tv». «…Perché il 27 marzo del ‘94 la nostra parte ha avuto il merito storico di impedire che l'Italia andasse nella direzione (di Occhetto e quindi dei soliti comunisti) che la storia poco prima aveva bocciato». «…Per ché, citando il sindaco Renzi, i democratici negli Stati Uniti hanno cambiato uomini, da Clinton a Obama, ma mai il nome. Mentre da noi succede il contrario, le persone restano sempre le stesse e il nome (dei comunisti, ça va sans dire) muta in continuazione, da Pds a Ds a Pd…». Sembra Berlusconi, ma è Angelino Alfano. Siamo alla fine dell'assemblea regionale degli eletti Pdl in Lombardia. C'è l'intervento principale, quello più atteso, del segretario, ed è accolto dagli applausi scroscianti dei circa duemila azzurri che hanno partecipato all'assise. Quasi a dare il là a un comizio che inaugura la campagna elettorale. Quasi, appunto. Perché il segretario si affretta a precisare che sarà Silvio «a scegliere se candidarsi o non candidarsi. Ma se c'è una persona sotto attacco è il nostro leader e noi lo difendiamo». E però il Cavaliere ieri non c'era e questo è un fatto. Certo, il coordinatore regionale Mario Mantovani ha precisato che la notizia gli era stata comunicata ad agosto e che «Berlusconi vuole che iniziamo a camminare con le nostre gambe a fianco di Alfano». Atto di generosità che Angelino ha voluto ricambiare. Eh sì sembrava proprio Berlusconi. Perché, accantonati i comunisti, non ha risparmiato mazzate alla sinistra. A D'Alema che nel '94 con aveva accarezzato l'idea di fare della Lega, che voleva il Parlamento del Nord, una costola della sinistra e oggi si scandalizza per la Padania. Ai cattolici democratici che oggi tifano per Bagnasco e che «dicono che la Chiesa è un interlocutore, mentre per il decreto su Eluana non lo era (e giù applausi ndr)». Agli intellettualoni rossi che usano parlare di riforma solo a casa degli altri, cioè solo contro le lobby che non sono le loro. Che dire. Che se fossimo alla vigilia di un voto, probabilmente il Cav avrebbe detto le stesse cose. T. DES. . IL SEGRETARIO E IL GOVERNATORE Il segretario del Pdl Alfano e il governatore della Lombardia Formigoni. Il presidente insiste sulla svolta nel partito e ieri, in occasione dell'assemblea degli eletti in Lombardia del Pdl, l'ex ministro della Giustizia gli ha dato le prime risposte. Fotogramma La lunga transizione Nasce un nuovo partito Berluscones in minoranza ::: RENATO BESANA Sta parlando Gabriele Albertini: «Amiamo l'imperato re», dice, «ma non siamo una corte». Un attimo di silenzio, poi un applauso intenso, scrosciante. In una battuta, l'ex sindaco di Milano ha riassunto lo stato d'animo che accomuna gli eletti del Pdl lombardo, riuniti a Pero, alle porte di Milano. Non manca quasi nessuno: sindaci, assessori, consiglieri di ogni ordine e grado, presidenti, deputati, ministri. Aria dimessa, sguardi che s'incrociano in cerca di risposte. In lontananza, ma sempre più vicine, si stagliano le elezioni politiche, che in molti qui si preparano ad affrontare con l'entusiasmo dei fagiani all'apertura della caccia. Si annuncia una nebbiosa fase di transizione, alla quale ben si addice il non luogo scelto per questa prima assemblea precongressuale, un grande albergo perso nel niente della periferia. Urge una svolta, un colpo d'ingegno. È cominciato il lungo addio a Silvio Berlusconi. Ciascuno degli intervenuti gli ha dedicato almeno un passaggio, denso di elogi, di riconoscenza, se non di affetto, che in qualche caso è sembrato persino sincero. L'interrogativo di fondo è rimasto però a mezz'aria, eluso con «delicatezza dorotea», per usare le parole del ministro Rotondi. Non avrebbe potuto essere altrimenti: lunga vita all'imperato re, ma come spesso accade quel che davvero importasi nasconde nel non detto. Formigoni ha per esempio applicato un vecchio adagio montanelliano: disobbedire fingendo di credere. Il Pdl, ha sostenuto, deve imparare a distinguere tra partito e governo, accettando quindi la dialettica interna; soltanto qualche mese fa, l'avreb bero tacciato d'eresia. La Russa s'è spinto a invocare una leadership individuata «con la benedizione di Berlusconi», il quale non sarebbe di conseguenza impegnato in prima persona. A sentire Alfano, sarà lo stesso Berlusconi a decidere se ricandidarsi: è l'aperta ammissione che altri, di qui a un anno o forse meno, potrebbero occuparne il posto. Il tabù è caduto, si comincia a discutere. Sulle orme di Forza Italia, il Pdl era sorto come comitato elettorale. La sua narrazione era la figura del capo. Senza di lui serve un partito vero, che fino a ieri semplicemente non esisteva: nel rapporto diretto tra elettori ed eletti, gli iscritti non avevano ragione d'esiste re. I pochi rimasti erano e sono gli eredi di altre tradizioni, stretti attorno ai propri referenti in virtù dell'antica appartenenza democristiana o socialista. Strada facendo, s'è aggiunta la componente dell'ex Alleanza nazionale, gelosa anch'essadi un'identità perduta. Oggi nel Pdl non esistono correnti, ma soltanto notabili, la cui posizione gerarchica si è finora misurata dalla possibilità di comporre il numero telefonico di Berlusconi e ottenere risposta. In assenza di una base militante, saranno costoro a contare amici e nemici negli imminenti congressi, il cui esito sarà di cristallizzare l'attuale assetto interno. Alfano, all'as semblea di Pero, ha garantito che non esistono signori delle tessere. Vorremmo credergli, ma temiamo che la sua sia soltanto una speranza. ::: segue dalla prima TOBIA DE STEFANO .
54 Domenica 2 ottobre 2011 ALLA SCALA PIAZZA SCALA - 0272003744 Concerto inaugurale del 20° Festival di Milano Musica - Helmut Lachenmann Filarmonica della Scala ore 20.00 ARSENALE VIA C. CORRENTI - 028321999 Riposo AUDITORIUM DI MILANO L.GO GUSTAV MAHLER - 0283389201-202-203 Stagione Sinfonica - Des Knaben Wunderhorn, la quintessenza dell'universo mahleriano, semplice e ironco Direttore: Zhang Xian ore 16.00 CARCANO C.SO DI P.TA ROMANA, 65 - 0255181377 Dal 3/10: Pippo Franco Show Con Pippo Franco ore 15.00 - 17.30 - 21.00 CIAK WEBANK.IT VIA PROCACCINI, 4/C (C/O) FABBRICA DEL VAPORE Riposo ELFO PUCCINI CORSO BUENOS AIRES, 33 - 0200660606 Dal 4/10: Ligeti Essays + Rave coreografie di Karole Armitage ore 21.00 FRANCO PARENTI VIA PIER LOMBARDO, 14 - 0259995206 Sonja Regia di Alvis Hermanis ore 16.30 LIBERO VIA SAVONA, 10 - 028323126 Io sono stanko di e con Giselle Martino G. M. Buzzati ore 16.00 LITTA CORSO MAGENTA, 24 - 0286454545 Riposo MANZONI VIA MANZONI, 42 - 027636901 Riposo MENOTTI-TIEFFE VIA CIRO MENOTTI, 11 - 0236592544 Dal 7/10: Scuolasbroc Di Cristina Pezzoli e Letizia Russo ore 20.00 NUOVO PIAZZA SAN BABILA - 0276000086 Viaggio in Sicilia - Novelle e racconti degli scrittori siciliani dell`Ottocento e del Novecento ore 11.00 Taxi a due piazze di Ray Cooney ore 16.00 OUT OFF VIA MAC MAHON, 16 - 0234532140 Il Sogno Di August Strindberg ore 16.00 PICCOLO TEATRO GRASSI VIA ROVELLO, 2 - 848800304 Non tutto è risolto di Franca Valeri ore 16.00 PICCOLO TEATRO STREHLER LARGO GREPPI, 1 - 848800304 Il villaggio di cartone anteprima del nuovo film di E. Olmi ore 19.00 PICCOLO TEATRO STUDIO EXPO VIA RIVOLI, 6 - 848800304 Il 5/10: Essere un clown, attore/acrobata nel Cirque du Soleil con Yves Sheriff, senior talent scout, e Onofrio Colucci, clown Cirque du Soleil ore 17.00 PIM OFF VIA SELVANESCO, 75 - 0254102612 Il 4/10: La Merda / Secondo Studio decalogo del disgusto #1 Con Silvia Gallerano ore 19.00 Il 4/10: Il ritorno di Hula Doll Di N. Danesi de Luca e I. Fulgi ore 21.00 SALA FONTANA VIA BOLTRAFFIO, 21 - 0269015733 Memorie del sottosuolo Di F. Dostoevskij ore 16.30 SAN BABILA CORSO VENEZIA, 2/A - 02795469 La vedova allegra di L. Stein e F. Lehàr ore 15.30 TEATRO OSCAR VIA LATTANZIO, 58 - 0236503740 Riposo TEATRO DAL VERME VIA SAN GIOVANNI SUL MURO, 2 - 0287905 Riposo TEATRO DEGLI ARCIMBOLDI VIA DELL'INNOVAZIONE, 2 - 0236508343 Notre Dame de Paris 10th Anniversary ore 16.00-21.00 TEATRO DELLA COOPERATIVA VIA HERMADA,82 - 0264749997 - 026420761 MiDIA l'uomo medio attraverso i media testo di Francesca Sangalli ore 16.00 TEATRO DELLA MEMORIA VIA CUCCHIARI, 4 - 02313663 La Milano di Roberto Brivio Con Roberto Brivio, Grazia Maria Raimondi e alla fisarmonica Sergio Ferrari ore 16.00 TEATRO FILODRAMMATICI VIA FILODRAMMATICI, 1 - 0236595671 Riposo TEATRO LEONARDO DA VINCI VIA AMPÈRE, 1 - 0226681166 Riposo TEATRO SMERALDO VIA LATTANZIO, 58 - 0236503740 Dall 3/10: Premio Sergio Endrigo Con Orchestra Premio Sergio Endrigo e Coro Bimbofestival ore 16.00 ::: TEATRI ::: CINEMA MILANO LEGENDA: = DA EVITARE = COSÌ COSÌ = BELLO = DA NON PERDERE ANTEO SPAZIOCINEMA VIA MILAZZO, 9 - 026597732 Cose dell'altro mondo SALA CINQUANTA Commedia. Di Francesco Patierno con Diego Abatantuono EURO 7,50 15.00-16.50-18.40-20.30-22.30 Terraferma SALA CENTO Drammatico. Di Emanuele Crialese con Filippo Pucillo EURO 7,50 15.00-16.50-18.40-20.30-22.30 Carnage SALA DUECENTO Commedia. Di Roman Polanski con Jodie Foster EURO 7,50 15.00-16.50-18.40-20.30-22.30 A Dangerous Method SALA QUATTROCENTO Drammatico. Di David Cronenberg con Michael Fassbender EURO 7,50 14.50-16.45-18.40-20.35-22.30 APOLLO SPAZIOCINEMAGALL. DE CRISTOFORIS 3 - 02780390 La pelle che abito SALA GEA Drammatico. Di Pedro Almodovar con Antonio Banderas EURO 7,50 12.50-15.10-17.30-20.00-22.30 Carnage SALA FEDRA Commedia. Di Roman Polanski con Jodie Foster EURO 7,50 13.00-15.00-16.50-18.40-20.30-22.30 Terraferma SALA ELETTRA Drammatico. Di Emanuele Crialese con Filippo Pucillo EURO 7,50 13.00-15.00-16.50-18.40-20.30-22.30 Il debito SALA DAFNE Drammatico. Di John Madden con Sam Worthington EURO 7,50 13.00-15.30-17.50-20.10-22.30 Io sono Li SALA URANIA Drammatico. Di Andrea Segre con Zhao Tao EURO 7,50 13.00-15.30-17.50-20.15-22.30 ARCOBALENO FILMCENTER VIALE TUNISIA 11 - 0229406054-199199166 I Puffi SALA 1 Animazione/fantasy. Di Raja Gosnell con Hank Azaria EURO 7,50 15.00 Carnage SALA 1 Commedia. Di Roman Polanski con Jodie Foster EURO 7,50 17.00-18.40-20.30-22.30 L'alba del pianeta delle scimmie SALA 2 Fantascienza. Di Rupert Wyatt con James Franco EURO 7,50 15.00-17.30-20.00-22.30 La pelle che abito SALA 3 Drammatico. Di Pedro Almodovar con Antonio Banderas EURO 7,50 15.00-17.30-20.00-22.30 ARIOSTO VIA ARIOSTO, 16 - 0248.003901 Le donne del sesto piano Commedia. Di Philippe Le Guay con Fabrice Luchini EURO 6,50 16.00-18.30-21.00 ARLECCHINO VIA S. PIETRO ALL`ORTO, 9 - 0276001214-199445668 Cose dell'altro mondo Commedia. Di Francesco Patierno con Diego Abatantuono 16.00-18.10-20.20-22.30 CENTRALE MULTISALA VIA TORINO 30/32 - 02874826 This is England SALA 1 Drammatico. 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Di Roman Polanski con Jodie Foster EURO 7,50 17.00-18.40-20.30-22.30 L'alba del pianeta delle scimmie SALA 2 Fantascienza. Di Rupert Wyatt con James Franco EURO 7,50 15.00-17.30-20.00-22.30 I Puffi SALA 3 Animazione/fantasy. Di Raja Gosnell con Hank Azaria EURO 7,50 15.00-17.30-20.15 Il debito SALA 3 Drammatico. Di John Madden con Sam Worthington EURO 7,50 22.30 La pelle che abito SALA 4 Drammatico. Di Pedro Almodovar con Antonio Banderas EURO 7,50 15.00-17.30-20.00-22.30 ELISEO MULTISALA VIA TORINO 64 - 0272008219-199445668 L'alba del pianeta delle scimmie SALA KUBRICK Fantascienza. Di Rupert Wyatt con James Franco 15.30-17.50-20.20-22.30 A Dangerous Method SALA OLMI Drammatico. Di David Cronenberg con Michael Fassbender 15.30-17.50-20.20-22.30 Carnage SALA SCORSESE Commedia. Di Roman Polanski con Jodie Foster 15.00-16.50-18.40-20.30-22.30 La pelle che abito SALA TRUFFAUT Drammatico. Di Pedro Almodovar con Antonio Banderas 15.00-17.30-20.00-22.30 GLORIA MULTISALA CORSO VERCELLI 18 - 0248008908 A Dangerous Method SALA MARILYN Drammatico. Di David Cronenberg con Michael Fassbender EURO 7,50 15.00-16.50-18.40-20.30-22.30 La pelle che abito SALA GARBO Drammatico. Di Pedro Almodovar con Antonio Banderas EURO 7,50 15.20-17.40-20.00-22.30 MEXICO VIA SAVONA, 57 - 0248951802 Il primo incarico Drammatico. Di Giorgia Cecere con Isabella Ragonese EURO 6,00 16.50-18.30-20.20-22.00 ODEON - THE SPACE CINEMA VIA SANTA RADEGONDA, 8 - 892111 Drive SALA 1 Azione. Di Nicolas Winding Refn con Ryan Gosling EURO 8,50 12.30-15.00-17.30-20.00-22.30 I Puffi 3D SALA 2 Animazione/fantasy. Di Raja Gosnell con Hank Azaria EURO 11,00 12.25-14.55-17.20-19.45-22.10 Baciato dalla fortuna SALA 3 Commedia. Di Paolo Costella con Vincenzo Salemme EURO 8,50 12.45-15.05-17.35-20.05-22.30 A Dangerous Method SALA 4 Drammatico. Di David Cronenberg con Michael Fassbender EURO 8,50 12.25-14.45-17.15-19.55-22.25 L'alba del pianeta delle scimmie SALA 5 Fantascienza. Di Rupert Wyatt con James Franco EURO 8,50 12.30-14.55-17.20-19.50-22.20 Sex and Zen 3D SALA 6 Drammatico. Di Cristopher Sun Lap Key con Saori Hara EURO 11,00 12.50-15.10-17.30-19.50-22.20 Blood Story SALA 7 Horror. Di Matt Reeves con Chloe Moretz EURO 8,50 11.55-14.30-17.05-19.40-22.15 Carnage SALA 8 Commedia. Di Roman Polanski con Jodie Foster EURO 8,50 17.10-19.30-21.55 Kung Fu Panda 2 SALA 8 Animazione. Di Jennifer Yuh EURO 8,50 12.20-14.40 Ma come fa a far tutto? SALA 9 Commedia. Di Douglas McGrath con Sarah Jessica Parker EURO 8,50 13.10-15.30-17.50-20.10-22.30 ORFEO MULTISALA VIALE CONI ZUGNA, 50 - 0289403039 L'alba del pianeta delle scimmie SALA BLU Fantascienza. Di Rupert Wyatt con James Franco EURO 7,50 15,00-17,30-20,00-22,30 Carnage SALA VERDE Commedia. Di Roman Polanski con Jodie Foster EURO 7,50 14,50-16,45-18,40-20,35-22,30 Drive SALA ROSSA Azione. Di Nicolas Winding Refn con Ryan Gosling EURO 7,50 15,30-17,50-20,10-22,30 PALESTRINA VIA PALESTRINA, 7 - 026702700 Ruggine Drammatico. Di Daniele Gaglianone con Filippo Timi EURO 6,50 16.30-18.45-21.00 PLINIUS MULTISALA VIALE ABRUZZI, 28/30 - 0229531103 Carnage SALA 1 Commedia. Di Roman Polanski con Jodie Foster EURO 7,50 15.00-17.30-20.00-22.30 Drive SALA 2 Azione. Di Nicolas Winding Refn con Ryan Gosling EURO 7,50 15.00-17.30-20.00-22.30 L'alba del pianeta delle scimmie SALA 3 Fantascienza. Di Rupert Wyatt con James Franco EURO 7,50 15.30-17.50-20.10-22.30 A Dangerous Method SALA 4 Drammatico. Di David Cronenberg con Michael Fassbender EURO 7,50 15.30-17.50-20.10-22.30 La pelle che abito SALA 5 Drammatico. Di Pedro Almodovar con Antonio Banderas EURO 7,50 15.30-17.50-20.10-22.30 Super 8 SALA 6 Fantascienza. Di JJ Abrams con Kyle Chandler EURO 7,50 17.30-22.30 Niente da dichiarare? SALA 6 Commedia. Di Dany Boon con Benoit Poelvoorde EURO 7,50 15.00-20.00 UCI CINEMAS BICOCCA VIALE SARCA, 336 - 892960 A Dangerous Method SALA 01 Drammatico. Di David Cronenberg con Michael Fassbender EURO 8,20 11.10-14.40-17.20-19.50-22.10 L'alba del pianeta delle scimmie SALA 02 Fantascienza. Di Rupert Wyatt con James Franco EURO 8,20 15.00-17.40-20.10-22.40 Drive SALA 03 Azione. Di Nicolas Winding Refn con Ryan Gosling EURO 8,20 11.25-14.40-17.25-20.15-22.40 Box Office 3D - Il film dei film SALA 04 Comico. Di Ezio Greggio con Ezio Greggio EURO 10,50 15.00-17.30-20.00-22.20 Ma come fa a far tutto? SALA 05 Commedia. Di Douglas McGrath con Sarah Jessica Parker EURO 8,20 14.05-16.15-18.20-20.30-22.40 Crazy, Stupid, Love SALA 06 Commedia. Di John Requa, Glenn Ficarra con Steve Carell EURO 8,20 15.00-17.30 Contagion SALA 06 Thriller. Di Steven Soderbergh con Matt Damon EURO 8,20 20.00-22.25 Niente da dichiarare? SALA 07 Commedia. Di Dany Boon con Benoit Poelvoorde EURO 8,20 14.50-17.30-20.05-22.25 Super 8 SALA 08 Fantascienza. Di JJ Abrams con Kyle Chandler EURO 8,20 14.40-17.25-20.05-22.40 Baciato dalla fortuna SALA 09 Commedia. Di Paolo Costella con Vincenzo Salemme EURO 8,20 15.00-17.30-20.00-22.35 I Puffi SALA 10 Animazione/fantasy. Di Raja Gosnell con Hank Azaria EURO 8,20 15.20-17.40 Bad Teacher: una cattiva maestra SALA 10 Commedia. Di Jake Kasdan con Cameron Diaz EURO 8,20 20.00 Come ammazzare il capo... e vivere felici SALA 10 Commedia. Di Seth Gordon con Colin Farrell EURO 8,20 22.35 Sex and Zen 3D SALA 11 Drammatico. Di Cristopher Sun Lap Key con Saori Hara EURO 10,50 11.30-14.00-16.00-18.00-20.30-22.30 Kung Fu Panda 2 SALA 12 Animazione. Di Jennifer Yuh EURO 8,20 14.30-16.50 Mozzarella Stories SALA 12 Commedia. Di Edoardo De Angelis con Luisa Ranieri EURO 8,20 20.10-22.35 Oltre il mare SALA 13 Commedia. Di Cesare Fragnelli con Alessandro Intini EURO 8,20 11.15-14.00-16.10-18.20-20.30-22.40 La pelle che abito SALA 14 Drammatico. Di Pedro Almodovar con Antonio Banderas EURO 8,20 14.00-16.50-19.50-22.30 Blood Story SALA 15 Horror. Di Matt Reeves con Chloe Moretz EURO 8,20 11.20-14.00-17.00-19.50-22.25 I Puffi 3D SALA 16 Animazione/fantasy. Di Raja Gosnell con Hank Azaria EURO 10,50 11.30-14.20-17.00-19.40-22.10 I Puffi SALA 17 Animazione/fantasy. Di Raja Gosnell con Hank Azaria EURO 8,20 11,15-14.50-17.20 L'alba del pianeta delle scimmie SALA 17 Fantascienza. Di Rupert Wyatt con James Franco EURO 8,20 19.40-22.15 Carnage SALA 18 Commedia. Di Roman Polanski con Jodie Foster EURO 8,20 14.00-16.05-18.10-20.20-22.30 UCI CINEMAS CERTOSA VIA STEPHENSON, 29 - 892960 Ma come fa a far tutto? SALA 1 Commedia. Di Douglas McGrath con Sarah Jessica Parker EURO 5,00-8,20 11.30-15.30-17.45-20.20-22.30 L'alba del pianeta delle scimmie SALA 2 Fantascienza. Di Rupert Wyatt con James Franco EURO 5,00-8,20 11.15-15.15-17.45-20.10-22.35 Blood Story SALA 3 Horror. Di Matt Reeves con Chloe Moretz EURO 8,20 22.30 I Puffi 3D SALA 3 Animazione/fantasy. Di Raja Gosnell con Hank Azaria EURO 9,00-10,50 11.10-15.00-17.30-20.00 Blood Story SALA 4 Horror. Di Matt Reeves con Chloe Moretz EURO 5,00-8,20 11.10-14.45-17.20-19.55 I Puffi 3D SALA 4 Animazione/fantasy. Di Raja Gosnell con Hank Azaria EURO 10,50 22.30 Baciato dalla fortuna SALA 5 Commedia. Di Paolo Costella con Vincenzo Salemme EURO 5,00-8,20 11.20-15.30-17.50-20.20-22.40 Drive SALA 6 Azione. Di Nicolas Winding Refn con Ryan Gosling EURO 5,00-8,20 11.15-15.40-18.00-20.20-22.40 Carnage SALA 7 Commedia. Di Roman Polanski con Jodie Foster EURO 8,20 20.00-22.10 I Puffi SALA 7 Animazione/fantasy. Di Raja Gosnell con Hank Azaria EURO 5,00-8,20 11.30-14.40-17.10 Kung Fu Panda 2 SALA 8 Animazione. Di Jennifer Yuh EURO 5,00-8,20 11.20-15.00-17.20 Super 8 SALA 8 Fantascienza. Di JJ Abrams con Kyle Chandler EURO 8,20 19.45-22.20 GNOMO MILANO CINEMA VIA LANZONE 30/A - 02804125 Il giornalino di Gian Burrasca episodi 1, 2, 3 Di Lina Wertmueller 10,00 Il giornalino di Gian Burrasca episodi 4, 5, 6 Di Lina Wertmueller 15,00 Il giornalino di Gian Burrasca episodi 7, 8 Di Lina Wertmueller 18,00 S.M.BELTRADE VIA OXILIA, 10 - 0226820592 Rapunzel - L`intreccio della torre Animazione. Di Nathan Greno, Byron Howard EURO 1,00 15.30 I guardiani del destino Drammatico. Di George Nolfi con Matt Damon EURO 1,00 20.00 SPAZIO OBERDAN CINETECA ITALIA VIALE VITTORIO VENETO 2 - 0277406300 Non uno di meno Drammatico. 14.30 Taste the Waste V.O. sottot. Di Valentin Thurn 17.30 Rosetta Drammatico. Di Luc e Jean Pierre Dardenne 19.15 La Promesse Drammatico. Di Jean-Pierre e Luc Dardenne con J Renier 21.15 WAGNER PIAZZA WAGNER, 2 - 024817443 Riposo I FILM a cura di Giorgio Carbone Drive Regia: Nicolas Winding Refn Cast: Ryan GoslingGenere: thriller Dove: Odeon Uno stuntman per amore della donna amata si lascia coinvolgere in un colpo che si rivela sanguinosissimo. Il “noir” più bello degli ultimi anni. A dangerous method Regia: David Cronenberg Cast: Keira Knightley Genere: dramm Dove: Odeon Freud e Carl Jung si contendono il titolo di miglior medico dei matti e anche l'amore di una ragazza. Gran regia su uno script splendido. Blood story Regia: Matt Reeves Cast: Chloe Moretz Genere: horror Dove: Bicocca Un ragazzino vittima di bullismo diventa amico di una coetanea. Non sa che è una vampira. Remake (non indegno) di un classico horror svedese Niente da dichiarare? Regia: Dany Boon Cast: Dany Boon Genere: comm Dove: Centrale 2 doganieri un francese e un belga si detestano da sempre. Coll'unità europea il belga va in tilt. La pietanza di “Giù al nord” bellamente riscaldata.
7Domenica 2 ottobre 2011PRIMO PIANO @ commenta su www.libero-news.it Maroni sventola bandiera tricolore Bobo smorza i toni dopo le sberle del Colle: «Non si inquinano i rapporti con lui». E apre alla modifica della legge elettorale: «Impressionato dalle firme raccolte». Dietro l'uscita non concordata con Bossi il tentativo di prendersi il partito L'EROSIONE E LA BASE Il ministro continua a rafforzarsi nella Lega a colpi di congressi locali. E lodando Della Valle tiene buona la base le grane del governo ::: FRANCESCO SPECCHIA Referendum, referendum. «Sono rimasto impressionato dal numero di firme raccolte in così poco tempo: anche questo è un segnale forte, sono dell'opinione che vada ascoltato, e che si debba procedere al referendum». Ieri mattina, in un sabato dedicato al dolore leghista per la cancellazione geopolitica della Padania da parte del Quirinale, un allegro Roberto Maroni si è volutamente avvicinato ai cronisti. E ha mitragliato la suddetta dichiarazione sulla necessità dell'abolizio ne del porcellum; e l'ha fatto proprio mentre l'altro Roberto, Calderoli, autore del porcellum stes so, abiurava fortemente i referendum e si perdeva nei tecnicismi di una generica riforma elettorale in chiave federalista. La mossa di Maroni spiazza tutti. Questo suo odierno impeto referendario che suscita il plauso trasversale del Pd e dell'opposizione («Le sue parole sono una presa d'atto importante che segna una spaccatura profondissima nella Lega e nella maggioranza») ha lo stesso impatto sul centrodestra che ebbe nella Chiesa il manifesto di Lutero sulla Cattedrale di Wittemberg, l'atto di nascita del Protestatesimo. Il ministro dell'Interno ha esternato senza preventivo accordo con Bossi. Non solo. Mentre la voce ufficiale del movimento, il quotidiano la Padania, tuonava contro il presidente della Repubblica al ritmo di secessiùn titolando: «Io esisto e sono padano», Maroni sull'attacco di Napolitano all'anima del suo partito, commentava candidamente: «Sono opinioni note e non mi pare ci siano grandi novità nelle sue parole. Non credo possono inquinare i nostri rapporti». ASSE STORICO E - parliamoci chiaro - i rapporti Maroni/Napolitano sono più saldi di quelli tra Garibaldi e Vittorio Emanuele a Teano; spesso i due s'incontrano, si scambiano le esperienze da viminalisti di lungo corso, chiaccherano di prefetti e di senso dello Stato. Per Bossi, invece, Napolitano è semplicemente uno che bisogna tenersi buono per necessità di firma. Insomma l'asse è tra Bobo e il Presidente. Ed è perlomeno curioso che quest'asse si consolidi, ora, in un'ottica di progressivo distacco di Maroni dalla politica tenacemente filoberslusconiana di Bossi. Certo, la versione ufficiale dell'uscita di Maroni tra i colonnelli leghisti - nonché dello stesso ministro - è che «il ministro degli Interni si è espresso pro referendum per stoppare preventivamente un accordo tra Pdl, Pd e magari Udc che ci scavalchi e ce la metta in quel posto...». Il che, in parte, è vero. Ma è anche vero che ogni uscita di Maroni da settimane è calibrata, filtrata al bulino della strategia e delle reazioni, infilata sempre più spesso nelle costole del Cerchio magico (che comunque già da ieri lascia trapelare l'idea se non un golpe di un golpetto...) e dello stesso Bossi. Il quale Bossi, sempre più in difficoltà, non trova la forza per reagire. La storiella del gioco delle parti tra il Capo e il suo ex delfino si sbriciola proprio contro gli evidenti scivoloni dei bossiani di stretto rito. Che, ad oggi sono, onestamente, parecchi: la “direttiva Caeucescu” che vorrebbe imbavagliare i sindaci leghisti di buon senso Fontana, Tosi, Giancarlo Porta il rottamatore di Macherio; le fuoruscite di frotte di consiglieri e assessori da Bergamo a Cantù; il salvataggio del ministro Romano in odor di camorra; l'insistenza nel caldeggiare la ribattezzata “legge salva Trota”, a consentire l'elezione alla Camera degli over 18, leggi Renzo Bossi. Quest'ultima, tra l'altro è considerata strumento democratico indispensabile per la famiglia Bossi e «tecnicamente una minchiata» per la base padana. UCCIDERE IL PADRE Sia ben chiaro: Maroni non vuole attaccare frontalmente il Se natùr. Non può uccidere il padre. Ma si batte affinché i figli (politici) abbiano sempre più peso in famiglia. Non a caso ogni frase di Maroni coincide, soprattutto, coi vari congressi provinciali della Lega la scorsa settimana in Valcamonica, poi tocca a Brescia, dopo a Varese, infine si dovrà coinvolgere il Veneto - in cui la corrente maroniana miete consensi e conquista uomini di territorio. Lo scopo è di ottenere una maggioranza interna che spinga, perlomeno, il Capo ad atteggiamenti più morbidi e meno suicidi. Ecco, il suicidio, questo è il punto. Quando Maroni, sempre ieri afferma: «Le parole di Della Valle (contro la casta, ndr) sono da prendere in grande considerazione: rappresentano un grido di allarme che viene da un imprenditore che tiene alto nel mondo il made in Italy», significa: occhio, signori che la base nostra è incazzatissima e noi non la stiamo ascoltando. E, in effetti, basta accendere Radio Padania: «Da quando Bossi si è legato a Berlusconi la sua dignità è scesa a zero», è il refrain più accorato. «Qui non si accorgono che sta cadendo tutto a pezzi, se si va a votare oggi raggiungiamo a malapena il 4%...», ci confida un grosso dirigente. Maroni oggi è visto come il futuro, e lui lo sa bene. Intanto, in questo scollamento progressivo il rischio diventa la balcanizzazione del partito, e lo spettro di un presagio «Non siamo nati democristiani, e non moriremo berlusconiani...» francesco.specchia@libero-news.eu ::: Perline Quel Viagra usato come calmante La Repubblica – 27 settembre – JeanPaul Fitoussi, economista dell'Institute D'Etudes Politiques di Parigi: «L'implosione dell'euro non è mai stata così vicina (…) Non credo che la Germania sia convinta di salvare la Grecia (…) non credo che la Merkel avrà la forza di imporsi». La Repubblica – 30 settembre – Andrea Tarquini: «La Merkel ha superato la prova del fuoco per l'Europa, ha vinto con il sì di quasi tutta la maggioranza» La Repubblica – 27 settembre (sotto la foto dell'ex vescovo emerito di Grosseto Giacomo Babini): «Basta con la caccia al premier. L'omo sessualità è contro natura, meglio chi va con l'altro sesso (…) È più peccatore Vendola». La Repubblica – 30 settembre – Gianluca Luzi (riferisce una vecchia battuta di Berlusconi): «Ero a un G7 quando il premier canadese parlò di un nuovo prodotto, il Viagra, che permetteva due prestazioni sessuali al giorno. Allora ho chiesto, ma cos'è, un calmante?» “ . Sono rimasto impressionato dal numero di firme raccolte in così poco tempo: si deve procedere al referendum ROBERTO MARONI Il commento Il prezzo da pagare per garantirsi un futuro ::: MARTINO CERVO Perché Roberto Maroni, cioè il più solido ministro della Lega, prende su come fiorellini le cannonate di Giorgio Napolitano che arriva a ridicolizzare il partito di Bossi con toni inauditi? Perché - in ottima compagnia - si accoda all'elenco di chi, sulla scorta delle firme raccolte per cambiare il porcellum, apre a modifiche di una legge elettorale che il suo partito ha votato cinque anni fa? La risposta sta banalmente nel fatto che Roberto Maroni pensa al futuro, che ha buone ragioni per ritenere suo nella gestione di un movimento che vive una delle sue fasi più difficili dal black-out del grande capo nel marzo 2004. L'uno-due dei rospi ingoiati sul caso Romano prima e sui ceffoni del Colle poi sembra fatto apposta per rafforzare i timori di un elettorato che, già fiaccato per il momento negativo, si sente quasi abbandonato nei suoi temi tradizionali. È forte, infatti, lo scarto tra la battagliera prima della Padania e le magliette «Sono padano, non esisto ma pago» e il silenzio di Bossi. Né lo riempiono le parole misurate di Calderoli e, ieri, di Maroni. Il quale ha difeso la bontà dei rapporti tra la Lega e il Colle (giunti all'affetto assoluto sui temi del federalismo), ma ha fatto di più. Da ministro dell'Interno non è certo scontata né dovuta la sensazione riportata a proposito della mobilitazione contro l'attuale legge elettorale: «Sono impressionato», ha detto, «dal numero di firme raccolte in così poco tempo». Un segnale di stanchezza e sfiducia che anche Berlusconi ha fatto capire di voler tenere in attenta considerazione. Al di là delle questioni tecniche (siamo al caro amico), mettere a tema la legge elettorale vuol dire da sempre parlare di fine della legislatura, più o meno naturale. Qui ci si mettono una incipiente e possibile fine d'epoca e una pistola puntata chiamata referendum che, dovesse raggiungere il quorum, richiederebbe comunque una risistemazione della norma per il voto (la consultazione cancella l'esistente, non crea un sistema nuovo). Insomma, dal tavolo sulla legge elettorale passa la definizione della faccia politica del Paese nei prossimi decenni. Pdl e Lega sono interessati da un processo doloroso e tremendo, reso implacabile dalla crisi e dall'insoddisfazione di tanti elettori che anche le nostre pagine provano a riflettere. Il rospone che Maroni deglutisce, sventolando simbolicamente il tricolore a fianco del Capo dello Stato, è allora in realtà un'apertura alla mano tesa nascosta nel pugno di Napolitano contro la Padania. La Lega, mentre la famosa base rumoreggia sul web e in radio, vuole stare al tavolo e Maroni - nel linguaggio della politica - l'ha detto. E se il grande passo in Aula - dove alla Camera ha già la maggioranza del gruppo verde - è stato rimandato, le mosse del ministro dell'Interno proseguono sul territorio, coi congressi locali, e istituzionalmente mostrandosi non bellicoso con il Colle. È un prezzo da pagare, altissimo, per provare a garantire un futuro alla Lega senza colpire Bossi. il graffio Lo Zingarelli si accorge che la Lega ce l'ha duro Il vocabolario Zingarelli della lingua italiana, nell'edizione 2012, accoglie alcuni neologismi. Tra questi, il termine «celodurismo», in ossequio all'immaginifico vernacolo di Umberto Bossi, leader della Lega Nord. Stupisce soltanto la tempistica. Sono anni che il Carroccio ribadisce di avercelo duro, ma perché il termine finisca sui dizionari bisogna aspettare il 2012, tra l'altro in un momento in cui i padani e il centrodestra faticano un po'. Sarà che certi luminari delle lettere preferiscono le lingue morte...
32 Domenica 2 ottobre 2011 SPETTACOLI @ commenta su www.libero-news.it alessandro.dellorto@libero-news.eu Soggetti smarriti UOMO GATTO di ALESSANDRO DELL'ORTO ::: dall'inviato a Porto San Giorgio (FM) “ “ C'è qualche personaggio sparito che vi piacerebbe riscoprire? Scrivete a alessandro.dellorto@libero-news.eu. La lista completa delle interviste già realizzate la trovare sul blog “Soggetti Smarriti” all'interno del sito di Libero: www.libero-news.it L'Uomo Gatto - miaooo - aveva il sorriso timido e improbabili camicie colorate, memoria prodigiosa e orecchio raffinato. Gli facevi sentire un paio di note e azzeccava subito il titolo della canzone, tra gli sguardi invidiosi degli avversari e le (simpatiche) prese per il culo di Enrico Papi. Concorrente storico di “Sarabanda”- quiz musicale su Italia 1 dal 1997 al 2004 - l'Uomo Gatto (Gabriele Sbattella il vero nome) è stato campione per 80 puntate. Ora fa l'interprete e il giornalista. Scuole? «Perito aziendale corrispondente lingue estere e poi laurea in traduzione ed interpretariato. A 25 anni cerco lavoro come interprete, ma la risposta tipica, da presa in giro, è “Le faremo sapere”. Finché, su un giornale...». Cosa legge? «L'annuncio in cui cercano un animatore per villaggio turistico. Stage in un hotel della Marmolada e vengo preso». Villaggio turistico significa divertimento, feste, travestimenti. Un momento che non dimenticherà? «Mi sta per scadere il contratto, temo di non essere confermato. Scommetto con Debora, la capo animatrice: “Se resto, tingo i capelli!”. Le rinnovano il contratto? «Già, divento biondo. Ma quella, per me, è anche la sera peggiore». Perché? «La data 26 maggio 1999 le dice niente? Champions League...». Urca. Finalissima BayernManchester con gli inglesi che vincono 2-1 ribaltando il risultato nei tre minuti di recupero. Brutta botta per un tifoso come lei. Gabriele, ascolti ancora la radio. Che canzone è? «George Harrison, “Give me love”. Anno 1973». Andiamo avanti. Quando il contatto con Sarabanda? «A casa, con i miei, ogni sera in quel periodo si guarda la trasmissione condotta da Papi. E ogni volta azzecco le canzoni ad alta voce prima dei concorrenti. “La so!”. “La so!”». Si iscrive ai provini. «Il primo è a Roma, indovino 18 brani su 20. Mi richiamano qualche tempo dopo e conosco Papi. Diventandogli subito simpatico». Come? «Mi chiede: “Gabriele che lavoro fai?”. “Traduttore-animatore”. “Descrivi il lavoro di animatore”. Sorrido ripensando a una vecchia barzelletta. “Enrico, sai che differenza c'è tra un animatore e un ginecologo?”. “No”. “Nessuna, che tutti e due lavorano dove gli altri si divertono!”». Reazione di Papi? «Non la capisce subito. Poi ride di gusto». Altre domande? «Mi chiede se so chi è il campione in carica e rispondo Valentina, la ragazza non vedente. “Che ne pensi?”.“È fortissima”.“Se dovessi sfidarla?”. “Sarebbe come giocare contro il Real, perderei di goleada”». La prendono. «Passano un po' di mesi e nel novembre 2002, a sorpresa, ricevo una telefonata. “Domani devi venire a Roma che sei in trasmissione”. Panico. E notte insonne». Primo impatto con Sarabanda? «Sono in sala trucco, arriva uno degli autori. “Sei tu l'animatore? Ecco, comportati da animatore anche davanti alle telecamere”. Passo dal costumista e scelgo camicia e cravatta colorate». E il passaggio da Gabriele Sbattella a Uomo Gatto quando avviene? «Parlando del mio lavoro racconto che una volta, in villaggio, ho interpretato “Old Deuteronomy”, il dio dei gatti, nel musical “Cats”. L'idea piace e così nasce il soprannome “Uomo Gatto”». E pure la sigla “Gatto Gatto Man”. «Ispirata alle note di “Macho Man”dei Village People». A quante puntate ha partecipato? «Ottanta, registrandone due o tre al giorno». Soldi vinti? «Solo un gettone d'oro ogni presenza». Valore? «Duecento euro, ma non li ho mai cambiati. Li tengo ancora e ogni tanto me li guardo». Prima puntata dell'Uomo Gatto, 12 novembre 2002. «Sono preoccupato, ma arrivo fino al gioco “7x30” contro il campione Max, uno dei più forti. Penso che già essere lì sia un grande successo. Lui, però, va nel pallone e vinco a sorpresa. Ancora oggi non capisco come possa essere successo». E si gode il trionfo. «Mica troppo, temo che il pubblico, affezionato a Max, si metta a protestare». Invece l'Uomo Gatto funziona. «Un giorno Papi mi raggiunge al trucco. “Gabriele, non immagini cosa ho sentito oggi”. “Cosa?”. “Fiorello alla radio ha parlato di te!”. Quasi svengo dall'emozione». Già, Papi. Parliamone. La prendeva spesso in giro. «Mascherzando. Solodi unacosa mirimproverava sempre». Gabriele Sbattella, subito un giochino. Ascolti la radio, chi è? «Whitney Houston, “I Wanna Dance With Somebody”. Anno 1987». Complimenti, allora è proprio l'Uomo Gatto. A proposito, come preferisce essere chiamato? «Va bene il soprannome. Spesso, quando vengo riconosciuto, mi presento così: “Il mio nome è Gatto... Uomo Gatto”. Alla James Bond. Dei poveri». Buona questa. Ma è esperto anche di calcio? La sua t-shirt è dedicata al Bayern. «Me l'hanno regalata per la vittoria della Champions del 2001. Il football tedesco mi ha conquistato nel '74, quando la Germania ha trionfato nel Mondiale. Tifo Bayern e Milan, ma quando giocano contro divento solo rossonero». Scusi, come mai tanto feeling con la Germania? «Ci vado spesso per trovare amici e per lavoro, qualche settimana fa ero a Friederichsafen». Che fa? «Sono interprete traduttore dal 1998. Le mie lingue sono inglese e tedesco, ma parlo anche francese, spagnolo e portoghese. Faccio il free lance. Come traduttore e come giornalista». Critico musicale? «Niente musica! Seguo principalmente il calcio». La gente la riconosce? «Mi dimostra affetto. Anche se purtroppo, vivendo in un posto piccolo come Porto San Giorgio, c'è anche chi è invidioso e cattivo. Io me ne frego». Domanda più frequente? «“Uomo Gatto, perché non fanno più Sarabanda?”. Come se dipendesse da me! Io spiego che la tv è commercializzata e se non ci sono percentuali alte di ascolto, i programmi chiudono». Sssssttttt. Senta la radio. Questo chi è? «Quel genio di Santana, “Smooth”. Anno 2000». Torniamo a lei. Serate ne fa ancora? «Nessuna ospitata in tv, basta. Mi divertivano molto, ma non mi mancano. Un sogno però l'avrei: andare a un reality». L'hanno mai invitata? «Una volta mi chiamarono a “La Talpa”, ma per fortuna se ne fece nulla: vedendo le prime puntate ho capito che essere sottoposti a certe prove non avrebbe fatto per me. L'ideale sarebbe stato qualcosa tipo “Music Farm”. Non sono un cantante, ma ho amato la musica fin da piccolo». Già, facciamo un salto indietro nel tempo e raccontiamo il Bambino Gatto. «Nasco a Sant'Elpidio a Mare il 7 novembre 1971. Figlio unico, monello e attratto dal juke box di mio zio. Ascolto canzoni tutto il giorno e le memorizzo: ecco perché nella musica tra gli anni '60 e '80 sono ferrato». Curiosità. Ma lei sa suonare? Cantare? «Hem hem». Cioè? «Mai avuto pazienza di imparare il solfeggio. Nel '79 però partecipo alle selezioni regionali de “Lo Zecchino d'oro”con “Ca pitan Harlock”. Passo il turno, ma perdo in finale». “ . Ero stressato, volevo mollare a metà programma e perdere apposta. Poi mi è arrivata una lettera dal carcere e... Ops. Cosa? «Guardavo troppo le ragazze! E rispondevo: “Mica posso mettere i paraocchi”». Rapporto con gli altri concorrenti? A volte le loro battute erano un po' pesanti. «Alcuni esageravano, vero. In albergo, però, chiedevano scusa». Uno che non sopportava? «In generale quelli che, per copiarmi, si travestivano e prendevano le sembianze animalesche. Li trovavo di cattivo gusto». Domanda scomoda e secca. Il gioco era vero o c'erano aiutini? «Scherza? Il notaio controllava tutto!». Il momento più difficile? «Ad un certo punto non sono più contento, sono stanco, scoraggiato. Penso di lasciare tutto e ne parlo con i miei genitori. L'idea è di mollare con un colpo a sorpresa, sbagliando apposta una domanda facile nel gioco “7x30”». Ma non lo fa. «Ricevo una lettera con la foto di un gatto che spunta da una coppa di champagne. Arriva da un carcere campano, la scrivono i detenuti: “Aspet tiamo con ansia le 20 di sera, perché con te entra nella nostra cella un raggio di sole”. La leggo e...». ...e? «Scusi, mi commuovo ancora... Leggo e come per magia ritrovo l'entusiasmo per andare avanti». Vince ancora, vince sempre fino alla puntata del 19 febbraio 2003, che fa un record di ascolti: quasi sette milioni di spettatori. «Da qualche giorno non ce la faccio più, sono stanco e stressato mentalmente. Perdo contro Tiramisù. Ma senza sbagliare, nel senso che le due canzoni proprio non le so. Fossi stato più lucido, la partita sarebbe stata più avvincente». Perde e che fa? «Tiro unsospiro di sollievo,è comeuna liberazione. Stringo la mano al nuovo campione e cerco di uscire da una quinta, in punta di piedi. Un autore, però, mi vede e mi obbliga ad andare verso i ragazzi del coro. E mi accorgo che alcuni piangono». E a casa? «Non dico niente fino al giorno in cui trasmettono la puntata registrata. Quando sta per andare in onda spengo cellulare, stacco il telefono di casa e mi isolo da tutti». Scusi, e perché? «Per evitare la gente cattiva che mi avrebbe sicuramente chiamato per prendermi in giro». Uomo Gatto, ultime domande veloci. 1) Musica preferita? «L'album “The Köln Concert” di Keith Jarrett (1975). A “A blue Shadow” di Berto Pisano (1974). ». 2) Mai posseduto un gatto? «Da bambino. Si chiamava Briciola». 3) Qualcuno che le piacerebbe sfidare a indovinare canzoni? «Paolo Limiti nella specialità sigle tv». 4) Rapporto con la religione? «Credo in Dio, ma non pratico». 5) Un film nel quale vorrebbe vivere una settimana? «“Romanzo Criminale”». Ultimissima. Ascolti la radio. «Mmmmm.Èqualcosa diFabriFibra.Ma questa no, non la riconosco...». “ . Ora faccio il traduttore e il giornalista. Ma il mio sogno è sfidare Limiti a chi sa indovinare più sigle televisive «Ero il campione delle 7 note ma Sarabanda mi ha tolto 7 vite» Talento nel riconoscere le canzoni e simpatia, ha conquistato gli italiani vincendo 80 puntate della trasmissione di Papi. «Ma alla fine non ce la facevo più» L'Uomo Gatto in una delle puntate di Sarabanda. Sopra, come è adesso
43Domenica 2 ottobre 2011CRONACA @ commenta su www.libero-news.it La svolta azzurra Formigoni la spunta: via ai congressi Pdl L'annuncio di Alfano: al voto a dicembre per le segreterie provinciali. E sui candidati: «Servono persone per bene» ::: TOBIA DE STEFANO Lui, il padrone di casa, Roberto Formigoni, non le manda a dire. «Mi aspetto che Angelino Alfano faccia partire il grande viaggio per la modernizzazione del partito iniziando dall'indicazione della data dei congressi». LA PROMESSA L'altro, il neosegretario, Angelino Alfano, che come promesso ha avviato in Lombardia il suo tour nel cuore del popolo azzurro, gli risponde a stretto giro, alla fine alla assemblea regionale degli eletti del Pdl a Pero. «I congressi? In Lombardia, come in tutta Italia, quelli provinciali si terranno ai primi di dicembre. A seguire ci saranno anche i cittadini». Soddisfatto il presidente? Per adesso sì. Per adesso, appunto. Perché Formigoni aveva chiesto anche altro, per esempio la data per l'elezione dal basso del segretario regionale, magari subito dopo Natale...». Si parla di primarie, argomento delicato. E allora sarà il caso di accontentarsi delle indicazioni, per la verità non poche, arrivate dal discorso dell'ex ministro della Giustizia. Il titolo potrebbe essere: “Primi passi per il cambiamento”. Con un sottotitolo: «Un partito senza padroni e contro i padrini», che è la naturale prosecuzione di quel «partito degli onesti» invocato da Alfano alle prime uscite da segretario. «Un partito - spiega - contro i padroni delle tessere. Abbiamo per questo deciso di far pagare poco ciascuna tessera (dieci euro ndr), perchè non vogliamo che qualcuno con possibilità le acquisti in blocco». TRASPARENZA E poi no alle deleghe. «Chi ha la tessera vada a votare di persona. Questo - continua è un partito senza padroni». E i padrini? «Poi diciamo a 'ndranghetisti e mafiosi di esportazione che ogni tessera che acquisteranno del Pdl, ogni loro preferenza sarà usata contro di loro». Fino a sancire il principio democratico di una testa, un voto. Nel nome della democrazia, appunto. Il tutto in stretta continuità con la voglia di selezionare in modo diverso la nuova classe dirigente. «Bisogna scegliere persone in grado di spendersi a livello provinciale» dice Formigoni, «senza ragionamenti di correnti. Nell'intemperie che stiamo attraversando abbiamo una fortuna: non dobbiamo cambiare i nostri valori». E non è un caso che Angelino riceva uno degli applausi più spontanei dei duemila dirigenti azzurri proprio su questo tema. Quando dice di voler far emergere «le persone perbene, quelle che i nostri militanti vogliono». Come? «Non è così difficile capire, a partire ad esempio dallo stile di vita, chi può essere candidato e chi no, chi è meritevole e chi invece non lo è». E arriva l'esempio: «Nelle città piccole - sottolinea - anche in quelle di ventimila abitanti, non c'è bisogno delle informative dei carabinieri o della polizia per conoscere chi si candida. Lo si vede dal tenore di vita. Si vede se uno ha una macchina che non si può permettere». Come dargli torto. Il popolo del Pdl apprezza, anche perché a livello locale è questo uno dei principali crucci. Il tesseramento. O meglio, i “signori delle tessere”. TESSERE PULITE Va bene la quantità, ma come dice Alfano bisogna darsi regole che vadano verso la qualità. Lo dice il vicepresidente della Camera Maurizio Lupi e lo sottolinea anche il coordinatore regionale del partito, Mario Mantovani, ma soprattutto lo chiede la base. «Berlusconi vuole che iniziamo a camminare con le nostre gambe a fianco di Alfano» dice il coordinatore regionale. La caccia alle iscrizioni sarà il primo test per capire se la svolta azzurra è davvero iniziata. ::: IL PERCORSO Roberto Formigoni parla agli Stati Generali del Pdl. Secondo molti, il governatore punta alle primarie nazionali del partito. Fotogramma I malumori nel partito Albertini sfida la Minetti: «Meritocrazia non è essere belle» LA DECISIONE DI ALFANO Secondo gli annunci del segretario Angelino Alfano, il Pdl andrà al voto per il rinnovo dei coordinamenti provinciali la prima settimana di dicembre. Poco dopo, si svolgeranno quelli cittadini. LA PROPOSTA Restano in forse i congressi regionali, chiesti a gran voce da Formigoni ma di cui la segreteria non ha ancora parlato. IL REGOLAMENTO Il regolamento per l'elezione dei coordinatori è pronto: ogni iscritto dovrà presentarsi di persona alle urne e il voto di un ministro varrà quanto quello di un iscritto semplice. Il 31 ottobre sarà l'ultimo giorno utile per tesserarsi al Pdl prima dei congressi il coordinatore Mario Mantovani ha fissato l'obiettivo di 100mila adesioni in Lombardia. Iscriversi costa dieci euro. LA PROROGA Casero si salva: rinviato il voto a Milano città Luigi Casero, per il momento, è salvo. Il rinnovo dei vertici milanesi del partito, infatti, è stato rinviato dopo il congresso provinciale. Casero resterà coordinatore cittadino almeno fino all'inizio di dicembre, quando si terrà appunto l'elezione dei nuovi vertici dell'hinterland. Sottosegretario all'Economia, Casero è stato messo in discussione all'interno del partito soprattutto dopo la sconfitta elettorale di Letizia Moratti. I congressi provinciali del Pdl, come ha detto Alfano, «In lombardia come nel resto di Italia saranno organizzati per l'inizio di dicembre». Quello cittadino? «A seguire». Il dubbio che serpeggia tra gli azzurri è che il voto possa slittare nel 2012, rinviando il rilancio del Pdl milanese dopo la batosta elettorale che ha portato Giuliano Pisapia sulla poltrona più alta di Palazzo Marino. MANTOVANI Silvio non chiama «Ora dobbiamo farcela da soli» È il grande assente della due giorni del Pdl. Silvio Berlusconi non ha partecipato all'assemblea degli eletti del partito lombardo: l'unica star è stata Angelino Alfano. Secondo il coordinatore regionale azzurro mario Mantovani, è stata una assenza studiata a tavolino: «Il motivo è che «vuole che iniziamo a camminare con le nostre gambe a fianco di Alfano. me l'ha detto sin da agosto che non avrebbe partecipato a questo appuntamento». Aggiunge Mantovani: «Lui guarda sempre avanti». Soddisfatto per i duemila presenti, che ha annunciato dal palco, Mantovani ha anche sottolineato l'impor tanza dell'alleanza con la Lega: «Deve essere il nostro migliore alleato» e ha annunciato che la prima proposta di legge di iniziativa popolare per cui si raccoglieranno le firme «è quella per la riduzione dei parlamentari». ::: GIORGIO MIGLIORE Attacchi a Nicole Minetti, Berlusconi e dirigenti del partito. Il più infuriato tra i “malpancisti” del Pdl è senz'ombra di dubbio Gabriele Albertini, già vicino al passaggio a Fli e ora più che mai convinto che il partito del Cavaliere abbia bisogno di una svolta. Il discorso dell'ex sindaco ieri agli Stati Generali del Pdl non può certo essere considerato come un segno d'amore nei confronti di Silvio Berlusconi, soprattutto visti i commenti sulla recente cronaca. Per quanto riguarda la Minetti, Albertini ha mostrato di avere le idee chiarissime. «La meritocrazia non è essere una bella ragazza, o meglio se devi fare l'attrice o la strepteause va bene, ma se devi fare il rappresentante istituzionale o il ministro...». Dice qualcuno in platea: il messaggio potrebbe anche non essere solo riferito alla consigliera regionale. «Io apprezzo i calendari, ne ho ricevuto uno da Megan Gale, ma non è diventata assessore i meriti sono i voti che prendi per le tue idee e il consenso». L'attacco è diretto e deciso a Silvio Berlusconi. E sceso dal palco l'eurode putato Pdl non cambia toni. «Se siamo passati da consiglieri come Della Valle a Lavitola significa che c'è qualcosa che non va», esterna Albertini. Come dire, la rottura è pronta. E a quanto pare la base azzurra gradisce. La fine del suo discorso è stata sottolineata da una standing ovation, al contrario degli istituzionalissimi interventi di Mariastella Gelmini e Michela Brambilla. Ma tutto questo è successo prima che Angelino Alfano chiamasse tutti alla calma, raccogliendo a sua volta un gran numero di applausi. D'altra parte, c'è chi dice che le parole più significative della giornata non siano venute dai presenti, ma da chi non si è presentato. Letizia Moratti, per esempio, che minaccia di fondare un suo movimento entro poche settimane. Conti alla mano, poi, risulta difficile non notare che su 4500 amministratori del partito di Silvio Berlusconi eletti in Lombardia fossero solo 1200 quelli effettivamente arrivati a Pero per il primo raduno dopo anni di completa assenza di dibattito interno. In generale, i cosiddetti “peones” del partito sembrano molto più interessati a cercare una nuova collocazione in vista dei futuri assetti. Il tutto nella certezza (tutta da verificare) che l'era berlusconiana sia effettivamente al tramonto. A parlare degli assenti, poi, ci ha pensato anche il coordinatore regionale Mario Mantovani, berlusconiano di stretta osservanza. A chi gli chiedeva della mancata telefonata del Cavaliere, il numero uno azzurro ha citato un altro nome: quello di Giulio Tremonti. «Oltre che andare alle feste della Lega vorremmo che venisse anche qualche volta da noi», ha detto il segretario, pur ricordando che il Carroccio «resta il nostro migliore alleato». Al di là dei malumori, il partito può ora iniziare ufficialmente la campagna per i congressi di dicembre. Ai blocchi di partenza, la corrente di Roberto Formigoni sembra decisamente la più quotata. Dietro di lui, è partita la caccia alle tessere delle fazioni di Mantovani e del tandem Podestà-Maullu, rispettivamente presidente provinciale e assessore regionale. Sembra in calo il peso degli ex An, anche se Ignazio La Russa ha recentemente ordinato la ricostituzione di tutti i circoli della vecchia Alleanza Nazionale in città e nell'hinterland. Per il resto, si parla di quote minori, in particolare per i ministri lombardi, non certo all'apice della loro influenza sul territorio. In questo quadro, resta da definire quali saranno le alleanze tra le varie componenti. Formigoni al momento ha annunciato ai suoi di voler tentare la corsa solitaria, soprattutto in virtù del regolamento dei congressi. Per vincere, basterà il 40% dei voti. E il governatore pensa di poter controllare proprio quella quota in Lombardia. Se così non fosse, Podestà è prontissimo a cedere le sue tessere al presidente, per un accordo che accontenti entrambi. Gabriele Albertini [Ftg.]
8 Domenica 2 ottobre 2011 PRIMO PIANO @ commenta su www.libero-news.it Le contromosse di Silvio per allungarsi la vita Il premier vuole cambiare la legge elettorale: «Lo chiede il popolo». Ma studia le mosse per evitare il voto anticipato: «Dobbiamo governare per fare le riforme» I POTERI FORTI Il Cavaliere vede una regia unica contro di lui e attacca Della Valle: «Ha fatto una piazzata dai toni inaccettabili, una roba alla Beppe Grillo» le grane del governo ::: SALVATORE DAMA ROMA I nemici non si contano più: sono troppi. Ed è un esercito eterogeneo, quello che marcia verso Arcore, formato da toghe, politici, editori, sindacalisti, colletti bianchi, imprenditori, alta finanza e tutto quello che, nei discorsi di Silvio Berlusconi, finisce nella rubrica «poteri forti». Il presidente del Consiglio non crede alla natura episodica degli attacchi che subisce. Dietro ci deveessere «una regìa». Magari diffusa. Non una ma più menti che si muovono al solo scopo di buttare giù il capo del governo sostituendo l'inquilino di Palazzo Chigi. Ecco allora che il manifesto di Diego Della Valle non coglie di sorpresa il Cavaliere: la definisce «piazzata dai toni inaccettabili», «qualunquista», una roba alla «Beppe Grillo», l'antipolitica fatta da «un imprenditore noto per essere amico di Mastella». Ma ciò non aggiunge nulla al giudizio berlusconiano su Mister Tod's: Della Valle e Berlusconi non si sono mai stati simpatici. Detto questo, il premier sa che più sta fermo e più diventa un bersaglio facile per i suoi detrattori. Bisogna muoversi: «Dobbiamo accelerare le riforme per dare agli italiani la percezione di un governo in piena attività», si è raccomandato con i suoi prima di ripartire per Arcore. Riforme: triplo binario, il governo lavora al decreto sviluppo; alla Camera va avanti il disegno di legge sulle intercettazioni e al Senato procedono il testo sulla architettura istituzionale (con il dimezzamento dei parlamentari) e la nuova legge elettorale. Sulle regole di voto Silvio è stato perentorio: «È emersa una chiara volontà popolare», ha detto il Cavaliere riferendosi alle firme raccolte per il quesito che deve abrogare il porcellum, «non solo ne prendiamo atto, ma ci dobbiamo mettere alla testa del fronte riformatore». Dalla scrittura del nuovo sistema di voto si capiranno molte cose. Scegliendo questo o quel modello si disegneranno le coalizioni del futuro (ancora alleanza Pdl-Lega o apertura al centro?). Ma soprattutto: sarà più chiara la parabola dell'esperienza berlusconiana in politica. Se conclusiva o no. Silvio? Non vuole ipotecare il futuro, non vuole che siano altri a decidere il suo passo indietro. Men che meno i pubblici ministeri di qualche procura. Motivo per cui non è così automatico che, fatta la nuova legge elettorale, si vada dritto alle urne anticipate nel 2012. Ci sono degli escamotage, uno è già stato vagliato a Palazzo Grazioli. L'idea è quella di approvare le modifiche al porcellum in modo da chiudere la finestra elettorale del referendum. Ciò significa entro la primavera. Ma un sistema di voto non è subito applicabile, specie se devono essere ridisegnati tutti i collegi, e questo allontana l'ipotesi della fine della legislatura nel 2012. Perciò, nell'attesa che al Viminale studino la nuova geografia elettorale, il governo può guadagnare tempo per portare a compimento le riforme: «Dobbiamo arrivare fino in fondo, solo così possiamo convincere i nostri elettori a votare ancora per noi», insiste Berlusconi, restio all'idea di anticipare le urne al prossimo anno. Sondaggi alla mano, per il Pdl, significherebbe accelerare il patibolo. E mica è fesso, il Cavaliere. Che ha fretta sì, ma di chiudere la pratica Bankitalia decidendo il successore di Mario Draghi. Martedì il premier potrebbeincontrare BossieTremonti percercare di trovare un epilogo dignitoso alla telenovela di Palazzo Koch. A CACCIA DELLE DONNE DEL PREMIER . Turisti troppo curiosi blindato Palazzo Grazioli Turisti sempre più curiosi, che si spingono fino all'ingresso della residenza del premier sperando di scorgere Berlusconi. Magari in compagnia di qualche escort. Per allontanare la folla, in momenti di crisi e gossip, a Palazzo Grazioli (foto Ansa) sono scattate nuove misure di sicurezza, adottate per proteggere Silvio. L'ultima è il divieto di sedersi sul marciapiede o di appoggiarsi alle fioriere in tutta l'area. «Non potete stare qui, ci sono obiettivi sensibili», dicono le forze dell'ordine invitando turisti e giornalisti ad alzarsi. RI. CA. Il premier Silvio Berlusconi Agf
16 Domenica 2 ottobre 2011 ESTERI @ commenta su www.libero-news.it MODELLO CINESE Per far concorrenza a Pechino rischiamo di vivere da schiavi La parola d'ordine del gigante comunista è produrre ricchezza ma non per i singoli. E l'inferno delle città orientali potrà diventare il nostro futuro “ . Xiwan, il cui nome significa speranza, ha 26 anni, lavora come interprete per una grande azienda americana che qui vende i suoi prodotti di lusso, si aggira con il suo cagnolino per i viali di Pechino e mi racconta del suo desiderio di fare business [...] Non parla di democrazia e diritti umani, vuole solo guadagnare di più, perché questo è il compito di un buon cinese oggi, non è più sufficiente essere un buon cittadino, devi essere un buon cittadino ricco ::: FRANCESCO BERTOLINI È a forma di nido di rondine, lo hanno costruito per le Olimpiadi del 2008, evento che avrebbe dovuto presentare al mondo la nuova Cina, orgogliosa del suo salto nelle classifiche delle maggiori economie mondiali. È stato progettato da Herzog, una di quelle star dell'architettura che macchiano, a volte inconsciamente, a volte in malafede, le città del mondo con i loro progetti che niente hanno a che fare con la cultura del luogo. Forse Shu non conosce l'architetto svizzero che ha progettato lo stadio a nido di rondine; Shu è uno dei tanti abitanti di questa città che è stato sradicato dalla sua vita, condotta umilmente per i primi settant'anni in un hutong, uno dei vicoli che caratterizzavano Pechino fino agli anni '90. Faceva il sarto, vicino allo stadio, cuciva i vestiti cinesi, quelle semplici casacche figlie della rivoluzione del popolo. Shu ora vive al decimo piano di un palazzo a quindici kilometri dalla città proibita, ha l'acqua calda e il riscaldamento, ma in realtà non ha più niente. È triste, la moglie è morta e il figlio lavora in una concessionaria di automobili tedesche; tutto ciò in cui ha creduto in tutta la sua vita è stato cancellato, via, si cambia, bisogna arricchirsi e consumare; da quando l'economia socialista ha aggiunto una parola, «di mercato», tutto è cambiato, si è accelerato e molti non ce la fanno a resistere. Nel 2009 sono stati 280 000 i suicidi in Cina, una enormità, nonostante i grandi numeri di questo Paese, un «effetto collaterale» della modernizzazione. Anche la pietà è scomparsa; tuttavia in un mondo dominato dalla tecnologia i sensi continuano a indicarci, senza ricorrere a macchinari sofisticati, che qualcosa non funziona. È sufficiente utilizzare la vista e l'olfatto per capire che il pianeta è incamminato su un sentiero che definire pericoloso è un eufemismo. Sorvolare la Cina consente di vedere, anche a occhio nudo, i devastanti effetti in termini di esternalità negative che il modello globale ha generato. Il cielo di Pechino è malato, come avvolto in una nebbia artificiale che condanna i suoi abitanti, come quasi tutte le città cinesi, a respirare veleni a livelli inimmaginabili. I camion che viaggiano sulle strade extraurbane sputano fumo nero e ricordano nella loro potenza meccanica priva di controllo, la vecchia Unione Sovietica delle industrie pesanti. Molti di questi mezzi vengono sfruttati fino all'inverosimile, stipati di merci oltre ogni limite di sicurezza; così a volte sulle strade che portano da Pechino a uno degli accessi della grande muraglia si vedono cumuli di pneumatici ammassati su vie di fuga in salita, al fondo delle piccole discese che si alternano sui tornanti avvolti da uno smog denso, che impedisce di vederla, la grande muraglia, costruzione imponente che una volta si diceva essere l'unica opera dell'uomo che si potesse vedere dallo spazio. Servono per frenare i camion che perdono il controllo, con i freni che saltano all'improv viso e che trasformano questi bestioni in ciclopi indiavolati impossibili da governare. Trasportano pomodori, cipolle, cocomeri, pneumatici, blocchi di cemento e tubi dì acciaio; tutto ciò che serve per nutrire la Cina e il mondo; quanti infatti di questi pomodori, di questi blocchi di cemento stanno andando a Shangai per imbarcarsi su un container per poi disperdersi in giro per il mondo? Nessuno lo sa, a volte il sugo di pomodoro cinese spacciato per pomodoro italiano si materializza, ma solo in qualche scandalo alimentare, e non per la follia di far viaggiare i pomodori per 10000 kilometri. Abbiamo creduto che la Cina sarebbe divenuta un grande mercato per i prodotti occidentali, i suoi pomodori sono l'inevitabile e tragica conseguenza di un sistema incapace di valutare le conseguenze strategiche di un gioco che invece di essere a somma zero si rivela alla lunga negativo per tutti i soggetti al tavolo. I ristoranti di carne di cane Ogni tanto qualche pomodoro cade dal vecchio camion che mi precede, creando l'impressione di una strada sanguinante, punteggiata da macchie rosse che segnano le sue ferite. Li mangiano con lo zucchero i pomodori in Cina, in una delle infinite ricette della cucina cinese, dove permangono alcune tradizioni per noi ormai divenute macabre, come la carne di cane, che, anche se a Pechino si trova solo in alcuni ristoranti che offrono cucine regionali tipiche, è ancora diffusa in molte regioni dell'im menso paese. Si stima che, in Cina, più di 10 milioni di cani all'anno vengano macellati, molti deliberatamente in modo lento e crudele, poichè si crede che più soffrono nel morire e più prelibata è la loro carne. Fa impressione vederli nelle gabbie, i loro occhi trasmettono rabbia, odio e delusione nei confronti dell'uomo; a volte muoiono di stenti e di malattie come il cimurro e la leptospirosi che si diffondono molto velocemente a causa del loro sistema immunitario divenuto molto debole per la depressione e la malnutrizione di cui sono vittime. In un Paese sulla via della industrializzazione accelerata anche il mercato della carne di cane è diventata una industria. Si sono sviluppati grandi allevamenti e si importano razze giganti e gentili come i San Bernardo, che, incrociati con la razza locale Mongrel, consentono di avere docili esemplari di cani da carne a crescita veloce che possono essere macellati a 4 mesi di vita. E le loro pelli spesso finiscono come «guarnizione» per capi di moda, o accessori per capelli delle signore della nuova borghesia che vedi passeggiare con il loro cagnolino trasformatosi in animale di compagnia, secondo la più classica tradizione occidentale che sembra essere qui l'unica a cui riferirsi. Come Xiwan, il cui nome significa speranza, ha 26 anni, lavora come interprete per una grande azienda americana che qui vendei suoiprodottidi lusso, siaggira con il suo cagnolino per i viali di Pechino e mi racconta del suo desiderio di fare business, spesso unica parola non cinese pronunciata dalle milioni di persone che popolano la capitale del nord, questo significa Beijing, il nome cinese di Pechino. Non parla di democrazia e diritti umani, vuole solo guadagnare di più, perché questo è il compito di un buon cinese oggi, non è più sufficiente essere un buon cittadino, devi essere un buon cittadino ricco. Il suo è un cagnolino fortunato, il suo impatto sull'economia cinese è legato alla sua sopravvivenza e non alle sue carni; forse quando si capirà che un cane vivo può valere più di uno morto, scomparirà la tradizione della carne di cane nel piatto. Per ora anche l'industria del cane ha contribuito a far superare il Giappone nelle classifiche delle economie mondiali, ma il Pil pro capite è ancora basso, e l'industria lizzazione diffusa è l'obiettivo strategico del governo cinese. È un processo che vede nella motorizzazione di massa il suo trionfo e la sua condanna, in una continua lotta tra libertà di movimento e ingorghi cronici che generano velocità di circolazione molto più basse del famoso «piccione nero», la bicicletta che Mao voleva diventasse accessibile a tutti i cittadini. Se ne vedono ormai pochi di «piccioni» circolare per Pechino, il traffico è uguale se non peggiore di qualunque grande città occidentale. Anche la Cina sembra seguire il Giappone nella sua rincorsa a cambiare la geografia; il Giappone infatti, pur essendo il sol levante e quindi l'estremo oriente per definizione, per l'economia è diventato occidente, potenza del sistema, un sistema però che può si cambiare le convenzioni, ma non può illudersi di cambiare le regole della natura, e l'ultimo drammatico terremoto giapponese ne è stata la tragica conferma. Il mondo è più ricco la gente più povera La bicicletta elettrica che sfreccia veloce al semaforo mi distoglie da questi pensieri, illusa pure lei di aver eliminato la fatica e di poter quindi muoversi più veloce, per poter lavorare di più e potersi trasformare in automobile, bloccata al semaforo. Il traffico è solo un simbolo dei tanti contrasti di questo modello di sviluppo fondato sulla crescita, con Paesi che crescono a ritmi forsennati (il Pil cinese, nonostante alcuni segnali di rallentamento cresce da anni a ritmi intorno al 10%,) che spesso non si traducono automaticamente in una crescita di benessere per i propri cittadini. Non è necessario guardare la Cina, oggi vista dai più solo come enorme opportunità di accedere a nuovi mercati; la contraddizione tra la ricchezza delle nazioni e il benessere dei cittadini è sempre più evidente anche nei Paesi di più antica industrializzazione. In Italia, dove il Prodotto interno lordo e la produzione industriale sono sostanzialmente sempre cresciuti negli ultimi cinquant'anni (solo il 2009 ha registrato un calo significativo mentre flessioni frazionali non modificano il trend di fondo), se si considerano i beni essenziali, primo fra tutti la casa, emerge chiaramente come, all'accresciuta ricchezza del Paese non sia corrisposto un incremento di ricchezza per il singolo, che oggi deve impiegare un numero di stipendi molto maggiore rispetto al passato per acquistare una casa, tra l'altro sempre più piccola e meno accogliente. Sono i beni superflui, in particolar modo quelli tecnologici, che oggi costano molto meno, proporzionalmente, rispetto al passato. Vale la pena vivere in case più piccole e più brutte ma con l'ipad? Una domanda che andrebbe posta quando si parla di crescita e benessere, ma significherebbe mettere in discussione un mercato immobiliare controllato da pochi gruppi che definiscono i prezzi delle case, e non si preoccupano molto di quanti anni di lavoro saranno necessari per acquistarle. Il Paese è più ricco e la popolazione più povera: come è possibile? La spiegazione ovviamente è da ricercare nella competizione globale, che ci mette a confronto con Paesi che crescono molto più di noi e che quindi ci riducono la nostra fetta di ricchezza e quando si fa questa riflessione si pensa automaticamente alla Cina. Se questo è il modello sembra che l'unica possibilità che ci si trova di fronte sia accettare la competizione sempre più spinta, consapevoli che è una sfida che siamo destinati a perdere, non forse come Paese, ma sicuramente come singoli, destinati a essere gettati in una arena globale a competere con Paesi dove i singoli hanno basi di partenza, aspettative, concezioni del lavoro, del tempo libero e del welfare completamente diverse dalle nostre, basti pensare come la settimana lavorativa superi le 60
5Domenica 2 ottobre 2011PRIMO PIANO @ commenta su www.libero-news.it C'è chi gioca allo sfascio Se ci si mette pure il Colle... Con l'autunno si preparano a scendere in piazza studenti, centri sociali, anarchici e sindacati. Il clima è già teso e Napolitano sbaglia a accendere l'ira della Lega PROSPETTIVE La confusione politica non aiuta. Il ciclo di Berlusconi è finito. Ma nessuno sa dire se il Cavaliere ne prenderà atto e che cosa accadrà dopo scontri di potere industrie, tra riduzioni dell'Irap, crediti di imposta per ricerca e innovazione, decontribuzioni dei premi di produzione e aiuti alla crescita economica. Il resto, 1,1 miliardi, serve a iniziare il processo di riequilibrio della tassazione sui redditi delle persone fisiche. Ecco come si rinsalda l'asse con la Cgil: patrimoniale ai cittadini e soldi alle imprese, che sono tornate indietro sullo sbrego introdotto allo Statuto dei lavoratori. Visto l'accordo, anche la proposta con cui si definisce la base imponibile e l'entità della patrimoniale non necessita di approfondimenti: «Applicare, sul patrimonio netto delle persone fisiche, una imposta patrimoniale annuale, ad aliquote contenute e con le necessarie esenzioni, per dare concretezza all'obbligo dichiarativo e ottenere un gettito annuale certo stabile. Si può stimare che la misura comporti un maggior gettito per l'erario di circa 6 miliardi di euro annui». (...) Il paragrafo dedicato alle cessioni del patrimonio pubblico e alle privatizzazioni può essere saltato a piè pari. Non c'è un'idea nuova e tanto meno neppure una soluzione concreta. (...) Ci si attendeva almeno un'ipotesi preferenziale, invece ci troviamo di fronte solo a un nuovo driver per fare cassa: a livello locale, per sollecitare le amministrazioni a fare presto, occorre prevedere che i proventi delle privatizzazioni possano essere utilizzati integralmente per finanziare le spese per investimenti. Tutto torna: così come i proventi della patrimoniale sulle persone fisiche vanno destinati quasi integralmente al finanziamento pubblico del sistema produttivo, così anche la cessione del patrimonio degli enti locali va indirizzata al finanziamento della spesa per investimenti. L'introduzione della patrimoniale sui cittadini e la liquidazione del patrimonio degli enti locali servono così solo a finanziare altra spesa pubblica aggiuntiva, per opere pubbliche, manutenzione straordinaria, e ristrutturazione del patrimonio esistente, anche ai fini di efficienza energetica Anche quel misero vincolo del 25% dei proventi delle cessioni, da destinare all'abbattimento del debito, che pure era stato inserito nel decreto sul federalismo demaniale, andrebbe eliminato. Sul punto, il documento è addirittura stentoreo: «Questo è un passaggio essenziale». TROPPI SILENZI Del debito pubblico dello Stato, che resta da abbattere, non si fa cenno. Del debito delle amministrazioni locali, neppure. Rimane un problema dei creditori: così i rating si abbassano e i tassi di interesse crescono. A questo punto sorge un dubbio, visto che l'intestazione del Progetto non reca solo il logo di Confindustria, ma anche quelli di Abi, Ania, Alleanza delle Cooperative italiane e Rete Imprese Italia. Perché mai il cartellone che vorrebbe rappresentare l'intero mondo della produzione si è acconciato a così tanta apparente pochezza? Eppure, di uffici studi, di competenze professionali ne hanno a bizzeffe. Non sono slogan da campagna elettorale, è l'industria fondata sulla spesa pubblica che si ritrova finalmente compatta, senza eccezioni: tagliando le pensioni, tassando il patrimonio dei cittadini e vendendo quello degli enti locali. Un vero editto bulgaro. (...) Sette ministeri occupati. Piazze in fiamme. Tagli feroci alle spese. Trentamila dipendenti pubblici destinati alla mobilità per un anno, con lo stipendio ridotto del 60 per cento, e poi licenziati. Le pensioni superiori ai 1200 euro al mese decurtate del 20 per cento. Una patrimoniale da brividi: un tanto al metro quadro degli immobili posseduti. Verrà pagata con la bolletta della luce. A chi non la pagherà sarà staccata la corrente. La scena politica è in sfacelo. Il centro-destra di Nuova Democrazia non può parlare. È il primo responsabile dei conti truccati spediti a Bruxelles che hanno dato inizio alla crisi. L'estrema sinistra incita alla disobbedienza civile e invita a stracciare le bollette della luce, del gas, del riscaldamento. Il premier socialista, George Papandreou, fa quello che può e corre dai capi di governo tedeschi e francesi, nella speranza che l'Europa continui a pagare la crisi del suo paese. Nel frattempo, dicono le cronache, in Grecia aumentano i suicidi e i mendicanti. Cresce il numero delle famiglie povere che rovistano nei cassonetti dell'immondizia per trovarci qualcosa da mangiare. La stagione turistica è andata molto bene, soprattutto nelle isole. Ma è un vantaggio che nelle città non si avverte. Gli ultrà nazionalisti si muovono con violenza. E molti cominciano a temere il bis di quanto accadde fra il 1967 e il 1974: sette anni di dittatura feroce dei colonnelli. LA GRECIA E NOI Per nostra fortuna, l'Italia non è la Grecia. Siamo un paese molto più grande e con strutture economiche assai più forti. La nostra industria è solida. Esportiamo in tutto il mondo il Made in Italy. Il clima sociale è ancora tranquillo. Il risparmio privato è robusto. E garantisce una cintura di sicurezza a milioni di famiglie. Sempre che il sistema bancario tenga. Dunque, con l'aria che tira in Europa, non siamo una nazione sfasciata. Eppure da noi in troppi giocano allo sfascio. Lo fanno per i motivi più diversi. E talvolta senza rendersi conto che scherzano con il fuoco. Vediamo un po' quanto accade e potrebbe accadere in questo autunno appena iniziato. Le scuole, per ora, sono calme. Il ribellismo è soltanto parolaio. Ha preso di mira il ministro Mariastella Gelmini, accusandola di nefandezze che non ha commesso. Ma tra un mese riapriranno le università. Da noi gli atenei sono sempre stati focolai rivoltosi. Le occupazioni non hanno mai portato a niente di buono. Eppure scommetto che ricominceranno. E offriranno ai nuclei antagonisti l'occasione di ripresentarsi sulla scena. Quasi scomparse durante l'estate, queste frange lunatiche attendono soltanto un pretesto per ricominciare a menare le mani. I No-Tav, i fanatici contrari all'alta velocità ferroviaria, lo possiedono già. E stanno dilagando. Le loro bandiere si vedono dappertutto, anche in posti lontani dalla val di Susa. Hanno una struttura quasi militare. Fanno proseliti. La loro guerriglia inciterà molti a imitarli. Lo faranno di certo i tanti nuclei antagonisti che esistono in molte città. Sono i no global, i centri sociali, i Cobas, le schegge anarchiche, queste ultime le più pericolose. Considerati uno per uno, risultano cellule violente, però poco rilevanti. Ma insieme formano un mucchio selvaggio che impegnerà molti reparti di polizia e carabinieri. Con esiti imprevedibili. È altrettanto facile prevedere che in piazza ci andranno anche i sindacati. Nell'epoca tragica del terrorismo sono sempre stati un fattore importante di moderazione. Se ripenso a leader come Luciano Lama e a chi è venuto dopo di lui, non posso che essere grato per quanto hanno fatto in anni terribili. Quando decine di persone inermi venivano ammazzate o gambizzate quasi ogni giorno. Ma rispetto ad allora, parecchio mi sembra cambiato in peggio. Non capisco i movimenti della Cgil guidata da Susanna Camusso e della Fiom di Maurizio Landini. A che cosa serve mobilitare migliaia di militanti per obiettivi difficili da raggiungere? La crisi economica non verrà certo fermata dai cortei e dagli scioperi. Neppure la scomparsa di Silvio Berlusconi, il bersaglio numero uno del vertice Cgil, ridurrà il numero dei disoccupati e salverà le aziende costrette alla chiusura. La vecchiaia intellettuale e fisica del sindacato più grande è dimostrata dall'abitudine a ripetere tecniche di lotta del passato, che oggi non funzionano più. La stessa usura la vedo nei gruppi che hanno fatto della piazza il proprio campo di battaglia. Il Popolo viola, gli Indignati e i loro imitatori si sono rimessi in moto. Di solito manifestano davanti a Montecitorio e a Palazzo Madama. Senza molto successo, nonostante l'enfasi dei cronisti che tifano per loro. IL CAOS POLITICO In questi giorni, è tornata di moda la lotta alla Legge Bavaglio, destinata a limitare l'uso smodato delle intercettazioni e la loro pubblicazione. Accorpata a un'altra lotta: quella di chi scrive i blog su Internet e non vuole pubblicare le rettifiche alle notizie false che spaccia. Qui siamo su un terreno più grottesco che tragico. Ma anche questi sono gli effetti di uno sfascio mentale inarrestabile. A tutto si aggiunge il caos della politica. Il Bestiario ne ha già parlato sino alla noia. E l'oscurità del quadro è chiara. Non è un paradosso. Il ciclo bio-politico di Berlusconi è finito. Ma nessuno sa dire se il Cavaliere ne prenderà atto e che cosa accadrà dopo. Le decisioni forti non si vedono. Le pensioni non possono essere riformate. La patrimoniale aleggia sulle nostre teste come un fantasma punitivo. Il Pdl è in crisi, come accade alle opposizioni. Il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, è costretto a guardarsi sul fianco sinistro, dove la coppia VendolaDi Pietro è sempre più aggressiva. Pier Ferdinando Casini insiste a non spiegarci quale sarà il suo futuro. Tutti lo aspettano, di qua e di là. Il suo rischio è di sembrare la zitella Maria Consiglia, tutti la vogliono e nessuno la piglia. Sullo sfondo, rimbomba il frastuono dei telegiornali e del talk show: in maggioranza convertiti al TTB, il partito di Tutti tranne Berlusconi. Pensando alla Grecia, viene da dire: per fortuna che c'è Giorgio. Ossia il presidente della Repubblica, il grande Napolitano. Ma è lecito fargli una piccola critica? Non c'era bisogno che ricordasse che il popolo padano non esiste. E che fare del Lombardo Veneto uno stato indipendente è privo di senso. È soltanto servito ad accendere l'ira della Lega. Con questi chiari di luna, non mi è parsa la mossa più azzeccata. ::: segue dalla prima GIAMPAOLO PANSA . ISOLATA Il leader della Confindustria, Emma Marcegaglia. Il suo ultimatum al governo, con la proposta di alcune riforme economiche, non ha convinto i rappresentanti delle piccole e medie imprese Olycom Mica solo Della Valle acquista paginate di giornale. Ieri anche la Cgil si è finalmente esposta. Sull'Unità. Il titolo-slogan è: “Cgil, guardare oltre”. Sotto, i punti principali del programma del sindacato della Camusso. Invece di riassumerli, per comodità del lettore riportiamo qui in alto l'intera pagina. il graffio Un impegno preciso
3Domenica 2 ottobre 2011PRIMO PIANO @ commenta su www.libero-news.it SCELTE È bravissimo a spernacchiare il governo e a dire cosa non va. Ma sarà pronto a fare le necessarie scelte dolorose e prendersi i suoi pernacchi? scontri di potere Il programma di Diego: fare le scarpe a Berlusconi Ora è l'imprenditore marchigiano a mettersi a capo degli anti-Cav e ad annunciare la sua ricetta per salvare l'Italia. Senza, però, spiegare in che modo e a quale costo La lettera e le reazioni Della Valle: politici scadenti Pdl e Pd vanno all'assalto Fli e Idv esultano. Casini: giusto ::: CATERINA MANIACI ROMA «Eh no, non si fa così», sbotta furiosa Rosy Bindi. Appallottola con rabbia il giornale con la sua pagina a pagamento in cui Della Valle va all'assalto della politica che vedete qui a fianco. Ignazio La Russa. Bisogna dire che Diego Della Valle, con la sua iniziativa, è riuscito ad accomunare, almeno nelle reazioni, due politici che più lontani non si potrebbe. Del resto, l'idea di base era proprio quella: farli arrabbiare, e di brutto, i politici. Non tutti, però. Infatti l'attacco a mezzo stampa di Diego Della Valle suscita reazioni contrastanti. Il Pd e il Pdl criticano duramente l'iniziativa del patron della Tod's, mentre Fli e Idv considerano il suo appello un «gong suonato al governo». La Bindi tuona: «Non si fa inquesto modo»,sbandierandola pagina a pagamento. La stessa pagina viene appallottolata , sempre in pubblico, dal ministro della Difesa La Russa, che dichiara: «Ha bisogno di pagare le inserzioni sui giornali perché quando parla senza pagare, non lo ascolta nessuno». Non usa mezzi termini neppure Fabrizio Cicchitto, capogruppo del Pdl alla Camera. «Lo sdegnoso rifiuto dei giovani industriali nei confronti della presenza di politica a Capri e adesso il manifesto di Della Valle», afferma Cicchitto, «esprimono il disegno di spazzar via le attuali forze politiche». Dura Mariastella Gelmini, ministro della Pubblica Istruzione, contro chi «acquista pagine dei giornali per sporcare la politica». «Bisogna stare attenti a scagliare la prima pietra», avverte invece la segretaria della Cgil Susanna Camusso. Dall'altra parte della “bar ricata” John Elkann, presidente Fiat, manda a dire: «Non è tempo di proclami, di critiche, di dichiarazioni o critiche generiche. Il momento è grave è importante essere concreti e avere senso di responsabilità». Ben diversa è la reazione dei centristi. Il leader Udc Pier Ferdinando Casini ritiene che vi sia del positivo in quanto espresso da Della Valle: «Poiché riteniamo di essere la parte buona della politica, siamo contenti che ci sia una chiamata di corresponsabilità e una unione perché il paese così non può andare avanti. Anzi va a fondo». Che l'industriale possa entrare anche lui nel già affollato “territorio” del centro a cui tutti guardano di nuovo con grande interesse? Anche Antonio Di Pietro non si ritiene tra i destinatari delle critiche di Della Valle. «L'IdV è orgogliosamente all'opposizione e crede di avere fatto il suo dovere per il bene dell'Italia», sostiene Di Pietro, e dunque «Della Valle non può rivolgersi a noi. Lo ringrazio, invece, per la mano che ci sta dando per migliorare il Paese, in una battaglia che stiamo combattendo ancor prima di lui». Per il finiano Carmelo Briguglio gli imprenditori, antico “sostegno” di Silvio Berlusconi, ora «hanno suonato il gong finale». Meno entusiasmo, ma una certa consonanza di giudizio fanno trapelare le parole il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, il quale ritiene che l'ap pello di Della Valle non sia da «liquidare semplicemente. Sono parole pesanti e con il dovuto distinguo sono almeno parzialmente condivisibili». (...) la Fiorentina, la barca di Kennedy e togliersi pure lo sfizio di ristrutturare il Colosseo. È ovvio che a uno così, dopo essersi comprato la casa a Capri e tutte quelle che gli sono piaciute, le scarpe gli stanno strette. Arrivato a sessant'anni sogna qualcosa di più che una vecchiaia a contare i soldi. Come dargli torto? Soprattutto considerando che qualcuno arrivando in cima a una montagna di miliardi si è fatto venire la voglia di governare il Paese e l'ha soddisfatta. Sta di fatto che ieri Diego Della Valle ha acquistato qualche pagina sui principali quotidiani italiani e ha lanciato il suo manifesto. Basta con politici indegni. Stop al degrado di questa nazione. Il proclama lo potrebbero sottoscrivere gli indignados che ogni giorno soggiornano nella piazza di Montecitorio. E anche tanti altri. Un discorso di buon senso. Le cose da noi non girano e Della Valle lo ha capito da tempo. Cinque anni fa, in piena campagna elettorale, non esitò a mettersi di traverso al Cavaliere, uno del quale si definisce amico. Sbagliando sui tempi si era convinto che Berlusconi fosse giunto al capolinea. Ora ci riprova. L'uomo che ha fatto le scarpe ad Agnelli (la sua fortuna iniziò quando mise, via Montezemolo, i polacchini ai piedi dell'Avvocato), ora le vuole fare al premier. Nel modo in cui le ha fatte a Geronzi. Quando ha capito che il banchiere ammanicato con la politica era alle corde, ha lasciato la presa solo il giorno in cui il presidente delle Generali si è dimesso. Che Della Valle fosse un tipo deciso e sveglio per me non è una sorpresa. Lo conosco da quasi trent'anni. Lo incontrai agli inizi, ma seppur agli esordi Diego aveva già la furbizia di oggi. Mi stupì citandomi gli articoli che avevo scritto nei mesi precedenti. Segno che aveva una buona segretaria e che aveva già capito come farsi amici i giornalisti. Ma al di là della scaltrezza, resta un problema. Concluso che il manifesto dell'uomo in Tod's è condivisibile, resta da capire dove questi voglia andare. Diego infatti è bravissimo a dire cosa non va, ma non dice nulla su cosa farebbe per migliorare questo Paese. Vale per lui quel che ho scritto a Veltroni (e che ripeterei a Montezemolo e a tutti gli altri che fanno la fila per entrare a Palazzo Chigi). Sei disposto a dire agli italiani che bisogna alzare l'età pensionabile, abolire l'articolo 18, ridurre gli stipendi agli statali, vendere le municipalizzate, abolire gli ordini professionali, liberalizzare i mercati e introdurre un parametro per misurare la produttività negli ospedali, nei tribunali e nelle scuole? Sei disposto in pratica a sottoscrivere il programma della Bce e a prenderti le inevitabili pernacchie di chi per interesse o ottusità si oppone a queste riforme? Se la risposta è sì, se cioè non vuoi solo piacere, ne sono lieto e Libero con me. Ma se, al contrario, vuoi solo gli applausi di chi oggi si affretta, dopo averlo ossequiato, a sputare in faccia a Berlusconi, beh, mi dispiace, ma stai sprecando un'occa sione. Lo dico da amico. maurizio.belpietro@libero-news.it ::: segue dalla prima MAURIZIO BELPIETRO . il graffio La sintassi sotto le suole Diego Della Valle chiama a rapporto l'Italia la parte migliore del Belpaese, la più preparata e competente. Ci si aspetterebbe che il suo manifesto fosse la vetrina di questa Italia dei migliori. Invece, ahimè, proprio sul suo appello, tanto accorato quanto zoppicante, è cascato il patron della Tod's. Della Valle rimprovera i suoi colleghi imprenditori di aver spesso «avuto rapporti con tutta la politica»ma «senzamai richiamarli al senso del dovere». Richiamarli chi? La politica, naturalmente, che però, anche se dedita all'interesse comune, resta singolare. «A quei politici», si legge ancora «che si sono contraddistinti per la totale mancanza di competenza... saremo in molti a volergli dire di vergognarsi». Ma si sa, la rivoluzione non si fa con le parole. IL MANIFESTO L'appello pubblicato da «Corriere» e «Repubblica»
55Domenica 2 ottobre 2011 HINTERLAND ASSAGO UCI CINEMAS MILANOFIORI VIALE MILANOFIORI - TEL. 892960 Drive 11.15-15.20-17.40-20.00-22.30 Super 8 11.15-14.15-17.00-19.40-22.20 Baciato dalla fortuna 11.15-15.00-17.20-19.50-22.10 Kung Fu Panda 2 11.15-15.30-17.50 Carnage 22.30 La pelle che abito 20.10 L'alba del pianeta delle scimmie 11.15-14.45-17.15-19.55-22.25 Sex and Zen 3D 11.10-14.30-16.30-18.30-20.30-22.40 I Puffi 11.10-15.10-17.30 Box Office 3D - Il film dei film 20.00-22.20 Ma come fa a far tutto? 11.10-14.00-16.05-18.15-20.25-22.35 Blood Story 11.10-14.40-17.15-19.50 I Puffi 3D 22.25 Blood Story 22.00 I Puffi 3D 11.10-14.30-17.00-19.30 BELLINZAGO LOMBARDO ARCADIA C.C. LA CORTE LOMBARDA - TEL. 02954164445 Blood Story 14.40-17.15-19.50-22.15 Baciato dalla fortuna 15.10-17.20-21.10-22.20 I Puffi 14.00-16.15-18.30 I Puffi 3D 15.00-17.30-20.00-22.30 Sex and Zen 3D 14.20-16.20-20.40-22.40 Niente da dichiarare? 18.10 Drive 14.05-16.10-18.20-20.35-22.45 Ma come fa a far tutto? 14.50-20.25 Crazy, Stupid, Love 17.10-22.25 L'alba del pianeta delle scimmie 15.20-17.40-20.20-22.35 Kung Fu Panda 2 14.10-16.10-18.00 Super 8 20.30-22.50 La pelle che abito 20.05-22.45 Carnage 14.30-16.30-18.15-21.00 CERNUSCO S. NAVIGLIO AGORA` VIA MARCELLINE 37 - TEL. 029245343 Carnage 21.15 CERRO MAGGIORE THE SPACE CINEMA SPA CERRO MAGGIORE VIA TURATI, 62 - TEL. 892111 Drive 15.00-17.30-20.00-22.30 Blood Story 14.40-17.15-19.55-22.35 I Puffi 15.40-18.00 Box Office - Il film dei film 20.20-22.45 Crazy, Stupid, Love 17.45-22.25 Carnage 17.30-22.15 Baciato dalla fortuna 14.55-17.25-19.50-22.15 L'alba del pianeta delle scimmie 16.30-19.00-21.30 Ma come fa a far tutto? 17.40-19.50-22.00 Kung Fu Panda 2 15.20 Sex and Zen 3D 16.35-18.35-20.35-22.40 A Dangerous Method 14.50-17.15-19.40-22.05 L'alba del pianeta delle scimmie 17.20-22.20 La pelle che abito 14.45-19.45 I Puffi 3D 15.10-17.35-20.05-22.35 CESANO BOSCONE CRISTALLO VIA POGLIANI, 7/A - TEL. 024580242 L'alba del pianeta delle scimmie 15.00-17.30 Carnage 21.15 CINISELLO BALSAMO MARCONI VIA LIBERTA' 108 - TEL. 0266015560 Niente da dichiarare? 15.30-17.30-20.00-22.00 CINISELLO BALSAMO PAX VIA FIUME, 19 - TEL. 026600102 GARBAGNATE AUDITORIUM S. LUIGI VIA VISMARA, 2 - TEL. 029956978 Carnage 16.30-21.15 GARBAGNATE ITALIA VIA VARESE, 29 - TEL. 029956978 I Puffi 15.00-17.00 Niente da dichiarare? 21.00 LEGNANO SALA RATTI C.SO MAGENTA, 9 - TEL. 0331546291 Carnage 15.00-16.45-18.30-20.30-22.30 LISSONE EXCELSIOR VIA DON CARLO COLNAGHI, 3 - TEL. 0392457233 Carnage 14.30-16.45-19.00-21.15 LISSONE UCI CINEMAS LISSONE VIA MADRE TERESA - TEL. 039 484767 Super 8 11.05-14.30-17.05-22.50 Niente da dichiarare? 20.15 Baciato dalla fortuna 11.20-14.40-17.30-20.00-22.20 Ma come fa a far tutto? 11.30-15.00-17.30-20.00-22.30 L'alba del pianeta delle scimmie 11.30-14.40-17.20-19.50-22.30 Box Office 3D - Il film dei film 11.15-15.00-17.30-20.00-22.40 Blood Story 22.30 I Puffi 3D 11.30-15.00-17.30-20.05 Blood Story 11.20-14.45-17.20-20.00 I Puffi 3D 22.35 Drive 11.30-15.00-17.40-20.00-22.30 Sex and Zen 3D 15.00-17.45-20.30-22.45 Contagion 22.40 Kung Fu Panda 2 11.10-14.30-17.30-20.15 Crazy, Stupid, Love 20.00-22.30 I Puffi 11.20-14.30-17.20 MELZO ARCADIA MULTIPLEX VIA MARTIRI DELLA LIBERTA `- TEL. 0295416444 Baciato dalla fortuna 15.20-17.40-20.20-22.20 Drive 15.10-17.30-20.10-22.30 I Puffi 3D 15.00-20.00 I Puffi 17.20-22.10 Super 8 20.10 Carnage 22.20 Kung Fu Panda 2 14.10-16.10-18.10 L'alba del pianeta delle scimmie 14.50-17.10-20.20-22.30 MONZA MULTISALA CAPITOL VIA A. PENNATI 10 - TEL. 039324272 Carnage 15.00-16.50-18.40-20.30-22.30 La pelle che abito 15.00-17.30-20.00-22.30 MONZA MULTISALA METROPOL VIA CAVALLOTTI 124 - TEL. 039740128 L'alba del pianeta delle scimmie 15.30-17.50-20.10-22.30 Drive 16.30-18.30-20.30-22.30 I Puffi 15.30-17.50-20.00 Niente da dichiarare? 22.30 MONZA MULTISALA TEODOLINDA VIA CORTELONGA 4 - TEL. 039323788 A Dangerous Method 15.30-17.50-20.30-22.30 Baciato dalla fortuna 15.40-18.00-20.15-22.30 PADERNO DUGNANO AREA METROPOLIS VIA OSLAVIA, 8 - TEL. 029189181 Carnage 15.15-21.30 La pelle che abito 16.45-19.00 A casa di Alice 15.00-17.00-19.00-21.15 PADERNO DUGNANO LE GIRAFFE VIA BRASILE, 4 - TEL. 0291084250 I Puffi 3D 15.00-17.30-20.00-22.30 L'alba del pianeta delle scimmie 15.10-17.30-20.30-22.50 Sex and Zen 3D 15.30-18.10-20.50 Super 8 15.00-17.30-20.20-22.45 Blood Story 15.40-18.30-21.15 A Dangerous Method 16.00-18.20-21.00 L'alba del pianeta delle scimmie 15.50-18.00-21.15 I Puffi 15.30-17.40 Crazy, Stupid, Love 20.15-22.30 Box Office - Il film dei film 15.45-18.10-21.10 Kung Fu Panda 16.00-18.15 La pelle che abito 20.10-22.40 Baciato dalla fortuna 15.10-17.40-20.00-22.30 Ma come fa a far tutto? 16.00-18.00-20.15-22.30 Drive 15.20-17.50-20.30-22.40 PIOLTELLO UCI CINEMAS PIOLTELLO VIA SAN FRANCESCO, 33 - TEL. 892960 Crazy, Stupid, Love 11.00-14.30-17.10 La pelle che abito 20.00-22.40 Oltre il mare 11.30-15.30-17.45-20.00-22.15 Drive 11.30-15.00-17.20-19.40-22.00 Super 8 11.50-14.20-17.00-19.35-22.10 L'alba del pianeta delle scimmie 14.30-17.20-20.05-22.30 Carnage 11.45-15.20-17.40-20.00-22.15 Blood Story 11.15-14.30-17.05-19.50-22.30 I Puffi 3D 11.40-14.45-17.15-20.15-22.45 Sex and Zen 3D 11.15-15.00-17.20-20.00-22.40 Ma come fa a far tutto? 11.40-15.00-17.30-20.20-22.35 Baciato dalla fortuna 11.50-14.30-17.15-19.50-22.45 I Puffi 14.15 L'alba del pianeta delle scimmie 11.20-17.25-21.00 Box Office - Il film dei film 11.00-14.50-17.00-19.10-21.45 Kung Fu Panda 2 11.20-15.05-17.30 Niente da dichiarare? 20.10-22.35 ROZZANO FELLINI V.LE LOMBARDIA, 53 - TEL. 0257501923 Riposo ROZZANO THE SPACE CINEMA ROZZANO C.SO PERTINI, 20 - TEL. 892111 I Puffi 3D 14.10-16.30-19.00-21.30 L'alba del pianeta delle scimmie 16.30-19.00-21.30 Box Office 3D - Il film dei film 15.35-17.55-20.15-22.35 La pelle che abito 14.25-19.40 Contagion 17.15-22.30 Baciato dalla fortuna 15.00-17.30-20.00-22.30 Niente da dichiarare? 14.30-17.05-19.40-22.15 Kung Fu Panda 2 14.00-16.00-18.05 Super 8 20.10-22.40 Blood Story 15.00-17.30-20.05-22.40 Ma come fa a far tutto? 15.50-17.55-20.00-22.10 Sex and Zen 3D 14.15-16.15-18.15-20.15-22.15 I Puffi 15.10-17.30-20.00-22.30 L'alba del pianeta delle scimmie 15.00-17.30-20.00-22.30 Drive 15.10-17.40-20.10-22.40 SAN DONATO MILANESE TROISI PIAZZA DALLA CHIESA, 1 - TEL. 0255604225 I Puffi 15.00-17.30 La pelle che abito 15.00-21.15 Drive 17.15-19.15-21.30 SEREGNO ROMA VIA UMBERTO I , 14 - TEL. 0362231385 Carnage 15.00-17.15-19.30-21.30 SEREGNO S. ROCCO VIA CAVOUR, 83 - TEL. 0362230555 Baciato dalla fortuna SESTO SAN GIOVANNI CINELANDIA - SKYLINE MULTIPLEX C/O CENTRO SARCA - TEL. 0224860547 Niente da dichiarare? 15.20-20.15-22.40 I pinguini di Mister Popper 17.45 Ma come fa a far tutto? 20.40-22.40 Carnage 15.00-16.50-18.45-20.35-22.30 Drive 15.00-17.30-20.00-22.30 L'alba del pianeta delle scimmie 15.10-17.30-20.10-22.30 Kung Fu Panda 2 14.05-16.05-18.10 Super 8 20.15-22.40 I Puffi 14.30-15.00-16.30-17.30-18.30 La pelle che abito 20.00-22.30 Blood Story 15.00-17.30-20.00-22.30 Baciato dalla fortuna 14.05-16.15-18.25-20.35-22.45 I Puffi 3D 15.45-18.00-20.15 Contagion 22.30 SESTO SAN GIOVANNI RONDINELLA VIALE MATTEOTTI, 425 - TEL. 0222478183 A Dangerous Method 15.30-17.30-20.30-22.30 SETTIMO MILANESE AUDITORIUM VIA GRANDI, 4 - TEL. 023282992 Terraferma 15.00-17.30-21.15 SEVESO MULTISALA POLITEAMA VIA GALIMBERTI 16 - TEL. 0362540692 Drive 15.00-17.15-21.15 L'alba del pianeta delle scimmie 15.00-17.15-21.00 SOVICO NUOVO VIA BARACCA, 22/24 - TEL. 0392014667 L'alba del pianeta delle scimmie 21.15 VIMERCATE THE SPACE CINEMA TORRIBIANCHE VIA TORRI BIANCHE, 16 - TEL. 892111 Drive 20.15-22.25 I Puffi 15.45-18.00 Super 8 14.55-19.40 Contagion 17.20-22.05 Ma come fa a far tutto? 15.05-17.10-19.20-21.20 A Dangerous Method 15.25-17.35-19.45-21.55-0.05 Baciato dalla fortuna 15.30-17.40-19.50-22.00-0.10 Bad Teacher: una cattiva maestra 17.20-21.45 L'alba del pianeta delle scimmie 14.10-19.25 L'alba del pianeta delle scimmie 14.10-16.30-18.50-21.10 I Puffi 14.40-16.55-19.15-21.35 Sex and Zen 3D 14.50-16.40-18.35-20.25-22.15 Box Office 3D - Il film dei film 19.35-21.50 I Puffi 3D 14.15-16.30 L'alba del pianeta delle scimmie 15.20-17.40-20.00-22.20 Blood Story 14.40-17.10-19.40-22.10 Niente da dichiarare? 17.45-22.05 Carnage 15.45-20.10 La pelle che abito 19.25-22.00 Kung Fu Panda 2 15.10-17.15 I Puffi 3D 15.05-19.55 Crazy, Stupid, Love 17.25-22.10 Drive 14.30-16.45-19.00-21.15 BERGAMO CONCA VERDE VIA MATTIOLI, 1 - LOC. LONGUELO - TEL. 035251339 La pelle che abito 15.30-18.00-21.00 Io sono Li 15.00-17.00-19.00-21.00 DEL BORGO PIAZZA S. ANNA 51 - TEL. 035270760 I Puffi 15.00-17.00-19.00 Cose dell'altro mondo 21.00 MULTISALA SAN MARCO P.LE REPUBBLICA 2 - TEL. 035240416 Baciato dalla fortuna 14.30-16.30-18.30-20.30-22.30 Carnage 14.30-16.30-18.30-20.30-22.30 STUDIO CAPITOL VIA TASSO, 41 - TEL. 035248330 L'alba del pianeta delle scimmie 15.30 Niente da dichiarare? 17.45-20.15-22.30 Drive 15.30-17.45-20.15-22.30 A Dangerous Method 14.30-16.30-18.30-20.30-22.30 ALBINO NUOVO CINETEATRO PIAZZA SAN GIULIANO - TEL. 035751490 I Puffi 3D 15.00-17.00-19.00-21.00 CLUSONE CINEMA GARDEN VIA XXV APRILE, 1 - TEL. 034622275 I Puffi 3D 16.00 Carnage 18.00-21.00 CORTENUOVA CINESTAR MULTIPLEX CORTENUOVA VIA TRIESTE, 15 - TEL. 0363992244 Blood Story 15.15-17.35-20.15-22.35 I Puffi 14.40-16.40-18.40-20.35-22.35 Ma come fa a far tutto? 17.30-20.20 La pelle che abito 22.35 Kung Fu Panda 2 15.30 Baciato dalla fortuna 15.20-17.25-20.20-22.25 Drive 15.35-17.45-20.20-22.30 L'alba del pianeta delle scimmie 15.25-17.40-20.15-22.30 Sex and Zen 3D 18.35-20.30-22.25 I Puffi 3D 14.40-16.40 COSTA VOLPINO IRIDE VEGA VIA TORRIONE, 2 - TEL. 035971717 I Puffi 14.00-16.00-18.00-20.00 La pelle che abito 22.00 Drive 14.00-16.00-18.00-20.00-22.00 CURNO UCI CINEMAS CURNO VIA LEGA LOMBARDA, 39 - TEL. 892960 I Puffi 3D 11.10-14.20-17.10-19.50-22.30 Baciato dalla fortuna 15.00-17.30-20.00-22.20 Super 8 19.50-22.30 I Puffi 11.20-14.30-17.20 Kung Fu Panda 2 11.20-15.10-17.40 Sex and Zen 3D 20.10-22.20 Blood Story 14.20-17.10-20.00-22.45 L'alba del pianeta delle scimmie 11.10-14.30-17.15-20.00-22.40 Drive 15.00-17.30-20.00-22.30 Ma come fa a far tutto? 15.20-17.40-20.10-22.20 Box Office 3D - Il film dei film 15.00-17.30-20.10-22.30 MOZZO CINE TEATRO AGORA VIA S.GIOVANNI BATTISTA 6 - TEL. 035461699 Super 8 15.00,21.00 ROMANO DI LOMBARDIA MULTISALA IL BORGO S.S. SONCINESE - TEL. 0363903816 Baciato dalla fortuna 15.00-17.00-20.30-22.30 Blood Story 15.30-18.00 Carnage 20.30-22.15 Drive 15.30-17.30-20.30-22.30 L'alba del pianeta delle scimmie 15.00-17.30-20.30-22.40 I Puffi 15.00-17.00 Blood Story 20.30-22.40 TREVIGLIO ARISTON MULTISALA VIALE MONTEGRAPPA - TEL. 0363419503 La pelle che abito 17.20-20.10 Carnage 15.20-22.40 Kung Fu Panda 2 15.30 L'alba del pianeta delle scimmie 15.30-18.30-20.30-22.30 I Puffi 3D 15.00-17.30-20.00 I Puffi 14.30-16.30-22.20 Baciato dalla fortuna 15.20-17.40-20.20-22.30 Drive 15.10-17.40-20.10-22.30 Blood Story 15.00-17.20-20.00-22.20 BRESCIA METROPOL VIA GALILEO GALILEI, 56 - TEL. 030/305828 La pelle che abito 14.20-16.40-19.00-21.15 MORETTO VIA S. ALESSANDRO - TEL. 03048383 Niente da dichiarare? 14.30-16.45-19.00-21.15 MULTISALA WIZ VIALE ITALIA ANG. VIA F.LLI UGONI - TEL. 0302889211 A Dangerous Method 15.20-17.25-19.30-21.35 I Puffi 15.15-17.20-19.25-21.30 Ma come fa a far tutto? 15.30-17.30-19.30-21.30 La pelle che abito 14.30-16.50-19.15-21.35 Crazy, Stupid, Love 14.30-16.50-19.15-21.35 L'alba del pianeta delle scimmie 15.10-17.20-19.30-21.40 NUOVO EDEN VIA NINO BIXIO 9 - TEL. 0308379404 This is England 18.00-21.00 OZ IL REGNO DEL CINEMA VIA SORBANELLA 12 - TEL. 0303507911 Kung Fu Panda 2 15.30-17.30 Blood Story 20.10-22.30 I Puffi 3D 14.20-16.25-18.30-20.35-22.40 I Puffi 3D 15.00-17.10 Sex and Zen 3D 19.15-21.00-22.40 Baciato dalla fortuna 14.20-16.25-18.30-20.35-22.40 Drive 14.20-16.25-18.30-20.35-22.40 Box Office - Il film dei film 14.20-16.25-18.30-20.35-22.40 Blood Story 15.30-17.50 Super 8 20.10-22.30 L'alba del pianeta delle scimmie 15.30-17.40-20.20-22.30 Drive 15.15-17.20-19.25-21.30 A Dangerous Method 14.20-16.25-18.30-20.35-22.40 PICCOLO CINEMA PARADISO VIA FRANCESCO LANA, 15 - TEL. 030280010 Il giardino delle delizie 17.00 La notte 19.00 Il dormiglione V.o. sott. 21.00 SOCIALE VIA CAVALLOTTI, 20 - TEL. 03041140 Carnage 14.15-15.00-17.45-19.30-21.15 CAPRIOLO GEMINI VIA PALAZZOLO - TEL. 0307460530 I Puffi 14.30-16.20-18.10-20.15 La pelle che abito 22.30 Baciato dalla fortuna 14.30-16.20-18.10-20.15-22.30 Drive 14.30-16.20-18.10-20.15-22.30 CORTE FRANCA MULTIPLEX NEXUS VIA ROMA 78 - TEL. 030986060 Baciato dalla fortuna 15.40-18.00-21.00 Drive 15.10-17.30-21.10 Blood Story 15.00-17.40-20.30 Ma come fa a far tutto? 17.50-21.20 L'alba del pianeta delle scimmie 16.30-20.40 I Puffi 3D 15.00-17.10-20.50 Sex and Zen 3D 15.30-17.20-19.40-21.30 Box Office - Il film dei film 15.20-17.40 La pelle che abito 20.20 Niente da dichiarare? 15.20 DARFO BOARIO MULTISALA GARDEN MULTIVISION PIAZZA MEDAGLIE D`ORO 2 - TEL. 0364529101 I Puffi 3D 14.30-17.15-20.00-22.30 Blood Story 14.30-17.15-20.00-22.30 L'alba del pianeta delle scimmie 14.30-17.15-20.00-22.30 Baciato dalla fortuna 14.00-16.00-18.00-20.00-22.30 ERBUSCO MULTIPLEX PORTE FRANCHE VIA ROVATO 44 - TEL. 0307717644 Blood Story 14.40-17.20-19.50-22.30 I Puffi 14.50-17.10-20.00-22.10 Drive 15.30-17.40-20.20-22.30 Kung Fu Panda 2 17.20 Super 8 15.10-20.20 Niente da dichiarare? 22.40 L'alba del pianeta delle scimmie 15.00-17.40-20.30-22.40 Baciato dalla fortuna 15.20-17.30-20.10-22.20 LONATO MULTISALA KING VIA FORNACE DEI GORGHI - TEL. 0309913670 Drive 15.00-17.35-20.30-22.45 Baciato dalla fortuna 15.30-17.40-20.20-22.35 Blood Story 15.20-17.45-20.20-22.40 L'alba del pianeta delle scimmie 15.10-17.30-20.30-22.45 I Puffi 15.25-17.45 La pelle che abito 20.00-22.35 ORZINUOVI STARPLEX ORZINUOVI VIA LOMBARDIA 26/28 - TEL. 030943605 L'alba del pianeta delle scimmie 15.25-17.40-20.15-22.30 Drive 15.35-17.45-20.20-22.30 Baciato dalla fortuna 15.20-17.25-20.20-22.25 Blood Story 15.15-17.35-20.15-22.35 La pelle che abito 22.30 Ma come fa a far tutto? 17.30-20.20 Kung Fu Panda 2 15.30 Sex and Zen 3D 18.35-20.30-22.25 I Puffi 3D 14.40-16.40 I Puffi 14.45-16.45-18.40-20-35-22.35 SALO' CINEMA TEATRO CRISTAL L.GO DANTE ALIGHIERI 4 - TEL. 0365521555 Baciato dalla fortuna 21.15 COMO ASTRA V.LE GIULIO CESARE, 3 - TEL. 031261234 Carnage 16.00-17.40-19.20-21.00 GLORIA VIA VARESINA, 72 - TEL. 0314491080 La pelle che abito 21,00 CANTU' CINELANDIA MULT. CANTU' 2000 CORSO EUROPA 23 - TEL. 031710039 I Puffi 15.00-17.40 L'alba del pianeta delle scimmie 20.15-22.40 Blood Story 15.10-17.40-20.10-22.40 Baciato dalla fortuna 15.20-17.40-20.20-22.40 CANTU' LUX VIA MANZONI, 8 - TEL. 031714759 I Puffi 3D 15.15-17.30-20.15-22.30 MONTANO LUCINO UCI CINEMAS MONTANO LUCINO VIA VARESINA - TEL. 892960 Super 8 15.00-17.35-20.05-22.35 Sex and Zen 3D 14.30-16.30-18.30-20.30-22.30 L'alba del pianeta delle scimmie 15.00-17.30-20.00-22.25 Ma come fa a far tutto? 15.15-17.30-20.05-22.25 Baciato dalla fortuna 15.25-17.40-20.15-22.35 Blood Story 22.40 I Puffi 3D 15.40-17.40-20.15 I Puffi 15.00-17.20 Niente da dichiarare? 20.05-22.30 Crazy, Stupid, Love 20.10 La pelle che abito 15.00-17.30-22.35 Blood Story 14.40-17.15-20.00 I Puffi 3D 22.35 Drive 15.10-17.30-20.10-22.30 Box Office - Il film dei film 15.10-17.30-20.10-22.30 CREMONA CINEMA CHAPLIN VIA ANTICHE FORNACI 58 - TEL. 0372453005 A Dangerous Method 17-19-21.15 FILO P.ZZA FILODRAMMATICI, 1 - TEL. 0372411252 Io sono Li 16.30-19.00-21.15 SPAZIOCINEMA CREMONA PO VIA CASTELLEONE, 108 - TEL. Blood Story 15.30-17.50-20.10-22.30 Baciato dalla fortuna 15.30-17.50-20.20-22.30 Drive 15.40-18.10-20.20-22.30 Kung Fu Panda 2 15.30-17.30 Niente da dichiarare? 20.00 Super 8 22.30 Carnage 17.50-20.30 La pelle che abito 15.30-22.30 L'alba del pianeta delle scimmie 15.30-17.50-20.15-22.30 I Puffi 15.30-17.40-20.00-22.10 CREMA MULTISALA PORTA NOVA VIA INDIPENDENZA - TEL. 0373218411 Blood Story 15.20-17.40-20.20-22.40 L'alba del pianeta delle scimmie 15.20-17.30-20.20-22.40 Baciato dalla fortuna 14.20-16.25-18.30-20.30-22.45 Drive 14.20-16.25-18.30-20.30-22.30 I Puffi 14.20-16.25-18.30- 20.30 La pelle che abito 22.30LECCO NUOVO MIGNON V.LE COSTITUZIONE, 27 - TEL. 0341366331 Carnage 16.00-18.00-20.10-22.30 L'alba del pianeta delle scimmie 15.30-17.50-20.10-22.30 PALLADIUM VIA FIUMICELLA 12 - TEL. 0341361533 I Puffi 15.00-17.15 Terraferma 20.15-22.15 MERATE CINETEATRO MANZONI VIA GIOVANNI XXIII, 24 - TEL. 039 5981992 I Puffi 15.30-21.00LODI DEL VIALE VIALE RIMEMBRANZE, 10 - TEL. 0371426028 Baciato dalla fortuna 16.20-18.30-21.15 FANFULLA V.LE PAVIA, 4 - TEL. 0371/30.740 Super 8 15.00-17.00-19.00-21.15 MODERNO MULTISALA CORSO ADDA 97 - TEL. 0371420017 La pelle che abito 16.00-18.30-21.15 I Puffi 15.30-17.30 Terraferma 19.45-21.30 CASALPUSTERLENGO COMUNALE PIAZZA DEL POPOLO, 15 - TEL. 0377919024 Riposo PIEVE FISSIRAGA CINELANDIA MULTIPLEX PIEVE S.S. N 235 - TEL. 0371237012 I Puffi 15.15-17.30-20.15-22.30 Drive 15.20-17.40-20.20-22.40 Blood Story 15.10-17.40-20.10-22.40 I Puffi 3D 15.00-17.20 Ma come fa a far tutto? 20.30-22.35 L'alba del pianeta delle scimmie 15.20-17.40-20.20-22.40 Baciato dalla fortuna 15.15-17.35-20.15-22.35 MANTOVA ARISTON MULTISALA VIA PRINCIPE AMEDEO, 20 - TEL. 0376328139 La pelle che abito 16.20-18.50-21.20 A Dangerous Method 17.10-19.15-21.15 Carnage 16.20-18.40-21.10 CINECITY MULTIPLEX PIAZZALE CESARE BECCARIA 5 - TEL. 0376340740 Drive 15.20-17.40-20.20-22.30 Sex and Zen 3D 15.10-17.40-20.15-22.40 Blood Story 15.10-17.30-20.10-22.30 Baciato dalla fortuna 20.20-22.40 L'alba del pianeta delle scimmie 15.15-17.45-20.15-22.30 I Puffi 3D 15.00-17.30-20.05-22.30 Super 8 22.40 Ma come fa a far tutto? 17.50-20.30 Kung Fu Panda 2 15.30-17.50 Box Office - Il film dei film 15.15 MIGNON VIA BENZONI, 22 - TEL. 0376366233 This is England 18.30-21.30 VIADANA CINEMA TEATRO VITTORIA PIAZZA GRAMSCI, 2 - TEL. 0375 782191 Kung Fu Panda 2 16.00-18.30-21.00 Carnage 16.00-18.30-21.00 CURTATONE STARPLEX CURTATONE VIA G. MONTANELLI, 31 - TEL. 0376348395 L'alba del pianeta delle scimmie 15.35-17.55-20.20-22.30 Drive 15.55-18.10-20.15-22.20 I Puffi 15.35-17.40-20.05-22.15 Blood Story 15.30-17.50-20.10-22.35 Ma come fa a far tutto? 16.00-18.00-20.15 La pelle che abito 22.25 Super 8 17.45-22.40 Box Office - Il film dei film 15.40—20.25 Baciato dalla fortuna 16.15-18.25-20.30-22.45 PAVIA CORALLO VIA BOSSOLARO, 15 - TEL. 0382539224 I Puffi 15.00-16.50-18.30 La pelle che abito 20.15-22.30 Carnage 15.00-16.45-18.30-20.30 L'alba del pianeta delle scimmie 22.30 POLITEAMA C.SO CAVOUR, 18/20 - TEL. 0382530343 Drive 15.30-17.30-20.15-22.30 PARONA MOVIE PLANET STRADA PROV.LE PER LA CATTANEA, 106 - TEL. 0384296728 I Puffi 3D 15.00-17.30-20,10 Blood Story 22.30 Blood Story 14.45-17.15-20.00 Crazy, Stupid, Love 22.30 Baciato dalla fortuna 15.00-17.30-20.10-22.30 I Puffi 15.00-17.30 La pelle che abito 19.50-22.30 L'alba del pianeta delle scimmie 15.00-17.30-20.10-22.30 Ma come fa a far tutto? 17.30-20.10-22.30 Kung Fu Panda 15.00 Drive 15.00-17.30-20.10-22.30 MONTEBELLO DELLA BATTAGLIA THE SPACE CINEMA MONTEBELLO DELLA BATTAGLIA VIA MIRABELLA, 6 - TEL. 892111 Drive 15.30-17.50-20.10-22.30 Blood Story 14.50-17.25-20.00-22.35 Sex and Zen 3D 14.45-16.40-18.40-20.40-22.40 Niente da dichiarare? 15.10-17.35-20.05-22.35 Box Office - Il film dei film 15.10-20.05 La pelle che abito 17.30-22.20 Carnage 16.10 Ma come fa a far tutto? 18.15-20.25-22.40 L'alba del pianeta delle scimmie 15.15-17.40-20.05-22.30 I Puffi 3D 15.15-17.35-20.00-22.25 Baciato dalla fortuna 15.40-17.55-20.10-22.25 SONDRIO EXCELSIOR VIA C. BATTISTI - TEL. 0342215368 Il debito 21.00 STARPLEX SONDRIO VIA VANONI, ANGOLO VIA TONALE - TEL. 0342214709 Drive 16.10-18.15-20.20-22.30 L'alba del pianeta delle scimmie 15.45-17.55-22.25 Ma come fa a far tutto? 20.15 Sex and Zen 3D 20.40-22.35 I Puffi 3D 14.55-16.50-18.45 Baciato dalla fortuna 18.25-20.30-22.30 I Puffi 15.55 MORBEGNO CINEMA TEATRO IRIS VIALE AMBROSETTI 27 - TEL. 0342611711 L'alba del pianeta delle scimmie 16.00-21.15 MORBEGNO CINEMA TEATRO PEDRETTI PIAZZA MATTEI 1 - TEL. 0342610161 I Puffi 3D 14.30-17.00 Box Office 3D - Il film dei film 21.15 MORBEGNO CINEMA 3 VIALE AMBROSETTI, 25 - TEL. 0342610161 Drive 16.00-21.15 TIRANO CINEMA TEATRO MIGNON PIAZZA MARINONI 1 - TEL. 0342705454 I Puffi 16.00 Box Office - Il film dei film 21.15 VARESE MULTISALA IMPERO VIA BERNASCONI 13 - TEL. 0332284004 I Puffi 15.10-17.30-20.00 Crazy, Stupid, Love 22.20 Kung Fu Panda 2 15.30-17.40-20.10 L'alba del pianeta delle scimmie 22.20 Sex and Zen 3D 15.00-17.30-20.00-22.30 L'alba del pianeta delle scimmie 15.15-17.40-20.1022.30 Drive 15.30-17.40-20.10-22.30 Baciato dalla fortuna 15.20-17.30-20.10-22.20 Blood Story 15.00-17.30-20.00-22.30 Carnage 15.20-17.20-20.10-22.20 La pelle che abito 15.00-17.30-20.00-22.30 NUOVO VIA DEI MILLE, 39 - TEL. 0332237325 A Dangerous Method 16.00-18.30-21.00 SALA FILMSTUDIO 90 VIA DE CRISTOFORIS 5 - TEL. 0332830053 Niente da dichiarare? 18.45-21.00 GALLARATE CINELANDIA MULTIPLEX VIALE LOMBARDIA, 51 - TEL. 0331268017 Ma come fa a far tutto? 17.35-20.30-22.35 Niente da dichiarare? 15.00 La pelle che abito 15.00-17.30-20.00-22.45 Blood Story 15.10-17.40-20.10-22.40 I Puffi 3D 15.15-17.30-20.15-22.30 Drive 15.20-17.40-20.20-22.40 I Puffi 15.00-17.20-20.00 Super 8 22.40 L'alba del pianeta delle scimmie 15.15-17.40-20.1522.40 Baciato dalla fortuna 15.20-17.35-20.20-22.35 GALLARATE CINEMA DELLE ARTI VIA DON MINZONI, 5 - TEL. 0331791382 Terraferma 15.00-18.30-20.30 BUSTO ARSIZIO MANZONI VIA CALATAFIMI 5 - TEL. 0331677961 I Puffi 15.30-17.30 L'alba del pianeta delle scimmie 21.15 BUSTO ARSIZIO SOCIALE P.ZZA PLEBISCITO, 1 - TEL. 0331632912 Carnage 16.15-18.00-21.15 SARONNO CINEMA SILVIO PELLICO VIA SILVIO PELLICO - TEL. 0299768659 Baciato dalla fortuna 15.00-17.30-21.00 SARONNO MULTISALA SARONNESE VIA S. GIUSEPPE 21 - TEL. 0296708190 I Puffi 15.00-17.30 L'alba del pianeta delle scimmie 21.00 La pelle che abito 15.00-17.30-21.00 TRADATE STARPLEX TRADATE VIA DELLA FORNACE CORTELLEZZI 21049 TRADATE - TEL. I Puffi 15.45-17.45-20.05-22.15 Drive 15.55-18.10-20.15-22.20 Sex and Zen 3D 20.40-22.45 I Puffi 3D 14.55-16.55-18.55 Ma come fa a far tutto? 18.30-20.25 La pelle che abito 22.25 Kung Fu Panda 2 15.00-16.45 Blood Story 15.30-17.50-20.10-22.35 L'alba del pianeta delle scimmie 15.35-17.55-20.20-22.30 Baciato dalla fortuna 16.15-18.35-20.30-22.40 :::LOMBARDIA
A SAN SIRO FINISCE 0-3 Napoli con l'aiutino L'Inter recupera Maicon e parte forte, poi Rocchi s'inventa un rigore ed espelle Obi e Ranieri. I nerazzurri si buttano in avanti ma gli azzurri dilagano in contropiede INTER (4-4-2) ::: JULIO CESAR 5.5: para il rigore inventato da Rocchi, ma non può nulla sul tap-in di Campagnaro. Qualche colpa in più sul raddoppio. ::: MAICON 6: prende in parola Ranieri e fa il pendolino sulla fascia. Con lui l'Inter è tutta un'altra cosa. Si spegne nella ripresa. ::: LUCIO 6: un lottatore nato. E quando dalle sue parti passa un argentino... ::: SAMUEL 5.5: prova attenta fino a quando s'addormenta e non chiude su Campagnaro. ::: CHIVU 6: dalle sue parti c'è Maggio e lui lo contiene. Poi la caviglia acciaccata in Champions lo tradisce. (dal 43' pt Nagatomo 5: si fa anticipare da Maggio che ringrazia e raddoppia. Meglio quando avanza). ::: ZANETTI 6: prova ordinata. ::: CAMBIASSO 6: sta tornando sui suoi livelli, ma gli servono compagni di reparto all'altezza. ::: OBI 5.5: si becca il primo giallo per non aver fatto un fallo. Il secondo per aver dato un buffetto fuori area (ma non per Rocchi) a Lavezzi. Per il resto stava facendo il suo senza acuti. ::: ALVAREZ 5: l'unico guizzo ce l'ha quando, per caso, si trova sulla fascia sinistra. Per il resto poca roba. (dal 16' st Stankovic 6: rientro importante, soprattutto in prospettiva). ::: PAZZINI 5.5: nonostante la caviglia malandata si batte tra i due centrali napoletani. Segna anche un gol, ma è in fuorigioco. ::: FORLAN 5: tanta corsa, qualche conclusione pericolosa. Ma da uno come lui ci si aspetta di più. (dal 23' st Zarate 5:entra e non incide per nulla). NAPOLI (3-4-2-1) ::: DE SANCTIS 6: l'Inter spinge molto, ma non deve mai intervenire. Idem nella ripresa. ::: CAMPAGNARO 6.5: sover chiato dalla potenza fisica di Maicon, trova il tap-in sul rogore sbagliato da Hamsik e porta in vantaggio il Napoli. ::: CANNAVARO 6.5: prova da capitano. Cerca di chiudere tutti i varchi. Un muro. ::: ARONICA 6: meno bene di Cannavaro, ma sufficiente. (dal 42' st Fernandez sv). ::: MAGGIO 7: prova a spingere, ma è poco incisivo. Merito anche di Chivu. Quando il rumeno si . DALLA PANCA ALLA TRIBUNA INTER-NAPOLI 0-3 RETI: 42' pt Campagnaro, 11' st Maggio, 30' st Hamsik. INTER (4-4-2): Julio Cesar; Maicon, Lucio, Samuel, Chivu (43'pt Nagatomo);Zanetti, Cambiasso, Obi, Alvarez; Pazzini, Forlan (23'st Zarate). All. Ranieri. NAPOLI (3-4-2-1): De Sanctis; Campagnaro, Cannavaro, Aronica (42' st Fernandez); Maggio, Inler, Gargano, Zuniga; Hamsik, Pandev (6' st Mascara); Lavezzi (34' st Chavez). All. Mazzarri. ARBITRO: Rocchi. NOTE: espulsi Obi e Ranieri. Ammoniti Obi, Zuniga, Chivu, Zanetti, Julio Cesar. ::: TOMMASO LORENZINI Inter-Napoli, Juve-Milan, match di cartello attesi per la richiesta di conferme e per la naturale curiosità. Ma la Roma di Luis Enrique, in testa alla serie A per almeno un paio d'ore, è la nota più importante dell'intero week-end, sintomo di un torneo che stenta a decollare verso l'alto, se pensate che dieci giorni fa qualcuno stava cercando un biglietto low-cost per rispedire lo spagnolo a casa sua. Pure la larga vittoria del Napoli, con tutto il merito da riconoscere alla concentrazione e alla preparazione, è passibile di riesame. Perché è vero che il primo posto non si conquista per caso, anzi, si merita battendo chi lo scorso anno ti è arrivato davanti; ma il successo di ieri (il primo in casa Inter dal '94) è viziato; e il mister, per parlare a ragione di scudetto, avrà bisogno di un ultimo test probante. Non dimentichiamoci i peana del dopo-Milan... Certo, ieri lamentava l'as senza di Cavani, ma il ruolo del Matador l'ha involontariamente interpretato per qualche minuto l'arbitro Rocchi, quello del derby vinto dall'In ter in nove, con un'espulsione forzata e un rigore concesso ma commesso un metro fuori area. De Laurentiis, il giorno dei calendari, gridò «al lupo!» con espressione scatologica. Stessa cosa pensata ieri dal tifo del Meazza, che ha riservato a Rocchi la pañolada. Siparietto che non si vedeva da InterSamp 0-0, con Tagliavento. Quello delle manette. Ma non erano altri tempi? Ovvio il caos seguente, espulso anche Ranieri (forse la seconda volta in carriera) che dopo due settimane nell'uffi cio di Mou sembra un po'me no Claudio e un po' più Josè. Forse è un'impressione. Pur senza Sneijder, i nerazzurri, di sicuro, non sono più la macchina da guerra che Moratti insiste a credere. Ne prenda atto e corra ai ripari. Bravo a Mazzarri Ma per lo scudetto serve un ultimo test Commento ::: FABIO RUBINI MILANO Inter e Napoli danno spettacolo. Rocchi lo rovina inventandosi un rigore e due espulsioni. Peccato, perché per 35' Inter-Napoli era stata una bella partita. Poi la discesa di Maggio: Obi lo ferma fuori area, per Rocchi è rigore. Hamsik sbaglia, ma Campagnaro segna. Con l'Inter in 10 si aprono spazi al contropiede e il Napoli raddoppia all'11' st con un pallonetto di Maggio e chiude alla mezzora con Hamsik. Mazzarri in testa, Ranieri al primo ko in nerazzurro. fa male trova lo spazio e si procura il rigore. ::: INLER6: ordinato, ma meno lucido e incisivo del solito. ::: GARGANO 6: buona prova. ::: ZUNIGA6: godedi libertà insperate, dato che Alvarez non lo contrasta mai. Ma non sfrutta le occasioni a dovere. Clamoroso l'errore a porta vuoto al 20'. ::: HAMSIK 6.5: il riassunto del suo primo tempo è il rigore sbagliato. Poco lucido. ::: PANDEV 5.5: davanti al suo ex pubblico prova a fare bella figura e a creare rimpianti. Non ci riesce. (dal 6' st Mascara 5.5: non fa meglio di chi l'ha preceduto). ::: LAVEZZI 6.5: parte a fare spenti, ma quando entra in partita non ce n'è più per nessuno. E da solo fa dannare tutta la difesa dell'Inter. (dal 34' st Chavez sv). Hamsik si fa parare il rigore da Julio Cesar. Sopra Claudio Ranieri guarda il secondo tempo dalla tribuna dopo l'espulsio ne subita nell'intervallo. 3-1 0-3 Napoli* Roma* Juventus Udinese Genoa Fiorentina Palermo Cagliari Chievo Siena Lazio Milan Catania Atalanta (-6)* Novara Inter* Parma Lecce Bologna Cesena 10 8 8 8 7 7 7 7 7 5 5 5 5 4 4 4 3 3 1 0 Balo-gol, City batte il Blackburn Premier League, 7ª giornata: rete di Balotelli nel 4-0 al Blackburn per la squadra di Mancini, che resta in vetta con lo United (2-0 al Norwich). Il Liverpool vince 2-0 (Carroll e Suarez) il derby con l'Everton. Basket, al Siena la Supercoppa Dopo una gara emozionante il Montepaschi Siena vince la sua quinta Supercoppa Italiana in fila (sesta totale) contro la Bennet Cantù. La gara, finita 73-70 per i toscani, decisa ai liberi nei secondi finali. Superbike, Checa vede l'iride Jonathan Rea (Honda) partirà in Superpole a Magny Cours, penultimo round del mondiale Superbike. Terzo Checa (Ducati) a cui bastano tre punti per essere iridato. Diretta La7 alle 12 e alle 15.30. La Ventura oggi a Sky in campo Simona Ventura, giurata di «X Factor» per Sky, oggi è ospite di «Sky in campo», il programma in diretta su Sky Sport 1 che segue lo svolgimento le partite di serie A di calcio delle 15.
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Decreto Legislativo 196/03 a tutela della privacy Titolare e Responsabile del trattamento dei dati personali Ai sensi dell'art. 13, comma 1, lett. f) del decreto legislativo 30.06.2003, n. 196, si precisa quanto segue a beneficio di ciascun soggetto titolare dei dati personali oggetto di trattamento da parte di Editoriale Libero Srl: • titolare del trattamento dei dati personali è Editoriale Libero Srl, nella persona del suo legale rappresentante pro-tempore. La persona fisica che esercita attualmente il potere di rappresentanza legale è , domiciliata per la carica c/o Editoriale Libero Srl, Viale Majno, 42 - 20129 Milano • responsabile del trattamento dei dati personali effettuato da Editoriale Libero Srl è , domiciliata per la carica c/o Editoriale Libero Srl, Viale Majno, 42 - 20129 Milano
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